Denatalità Lazio: ONV chiede politiche familiari e innovazione
(Adnkronos) - La regione Lazio si trova ad affrontare un allarmante declino demografico, con un crollo del 27% delle nascite registrato negli ultimi dieci anni e un'età media della prima maternità che supera i 32 anni. Di fronte a questa "crisi strutturale", l'Osservatorio Vita e Natalità (ONV) ha ribadito la necessità impellente di politiche familiari che non si limitino a "bonus spot", ma che si traducano in "strumenti economici e culturali continui". Questo è quanto emerso dall'audizione di Donatella Possemato, presidente dell’ONV, nella VII Commissione consiliare permanente "Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare" del Consiglio regionale del Lazio, durante l’esame della proposta di legge n. 207/2025 su famiglia e natalità. Tra i punti all'ordine del giorno, l'ONV ha accolto con favore l'estensione dei benefici ai nascituri fin dal concepimento. Possemato ha però precisato che tale misura "è un passo avanti, ma va accompagnato da sportelli di prevenzione per infertilità e disturbi alimentari, diagnosi prenatali gratuite, e supporto psicologico lungo tutto il percorso materno-infantile". L'integrazione di servizi digitali per la prenotazione e la gestione di tali supporti potrebbe ottimizzare l'accesso e l'efficienza. Un pilastro delle proposte dell'ONV è il rilancio del concetto di "Codice fiscale della famiglia". L'idea è di trattare "la famiglia come un soggetto economico" per poter "costruire politiche efficaci". Si propone un "rating familiare", gestito tramite piattaforme tecnologiche accessibili via CAF e patronati, che generi credito fiscale da tutte le spese documentate, inclusi beni per la prima infanzia e spese sanitarie. Questa soluzione mirerebbe a una maggiore equità e personalizzazione del supporto. Per favorire l'insediamento di nuove famiglie, l'ONV suggerisce un coinvolgimento proattivo del sistema bancario, con prestiti a tasso agevolato e accesso garantito alla casa. "Non basta dire ai giovani di fare figli: bisogna creare le condizioni materiali e culturali per farlo", ha dichiarato la presidente Possemato, evidenziando la necessità di un approccio olistico che affronti le barriere economiche e sociali. L'Osservatorio ha inoltre sollecitato interventi mirati e strutturati per le madri fragili, le famiglie numerose e i genitori separati. Tali misure includerebbero voucher, pacchi nascita distribuiti tramite bandi pubblici e sostegno alle spese scolastiche. La critica ai bonus occasionali è netta: "Un bonus da mille euro finisce in dieci giorni – ha detto – servono strumenti duraturi, come forniture gratuite di latte, pannolini, libri e beni essenziali." L'utilizzo di sistemi di tracciabilità digitale per la distribuzione di questi beni essenziali potrebbe assicurarne un accesso efficiente e trasparente.
Infine, l'ONV ha posto l'accento sulla dimensione culturale della denatalità. "Serve un nuovo immaginario positivo della famiglia. Proponiamo campagne social, cortometraggi, progetti nelle scuole e nei media per far tornare la genitorialità una scelta desiderabile, non un ostacolo." L'uso strategico delle tecnologie digitali e dei media sociali è visto come uno strumento fondamentale per veicolare un messaggio positivo e promuovere una narrazione della famiglia moderna che ne valorizzi la centralità. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il futuro dell'agricoltura sostenibile al centro del dibattito a Roma: innovazione e sinergie per l'Agritech italiano
(Adnkronos) - Si è concluso ieri il convegno "Innovazione e Agritech: istituzioni e imprese a confronto", un evento di rilievo organizzato dall'Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) presso lo spazio Europe Experience "David Sassoli" a Roma. L'appuntamento, svoltosi dalle ore 9:00 alle 13:00, ha rappresentato un'occasione strategica per un dialogo costruttivo tra istituzioni, il mondo imprenditoriale e quello della ricerca, focalizzandosi sulle sfide e le opportunità che l'innovazione e la sostenibilità presentano per il settore agritech. Il confronto ha esplorato tematiche cruciali quali la digitalizzazione, la sostenibilità e le nuove prospettive di crescita, promuovendo sinergie strategiche e valorizzando le migliori pratiche indispensabili per la transizione del settore agricolo italiano. Un panel di autorevoli rappresentanti del panorama istituzionale, imprenditoriale e accademico ha offerto spunti concreti e visioni lungimiranti per il futuro dell'agritech.
Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa, dichiarando: "Il successo di questo evento conferma l’importanza di creare momenti di dialogo inclusivo per guidare la trasformazione dell’agritech in Italia. ANGI è fiera di aver riunito voci autorevoli che, con le loro visioni e competenze, hanno tracciato un percorso chiaro verso un’agricoltura più innovativa e sostenibile, capace di rispondere alle sfide globali."
Maurizio Martina, Deputy Director-General FAO ed ex Ministro dell’Agricoltura, ha evidenziato il ruolo strategico del settore: "L’agritech è una leva fondamentale per affrontare le sfide globali, dalla sicurezza alimentare alla lotta ai cambiamenti climatici. Questo evento ha dimostrato come la collaborazione tra istituzioni, imprese e ricerca possa generare soluzioni concrete per un’agricoltura innovativa, capace di coniugare produttività e sostenibilità."
Riccardo Di Stefano, Delegato nazionale Confindustria Open Innovation e già Presidente nazionale del gruppo giovani, ha rimarcato il potenziale dell'open innovation: "L’agritech è uno dei settori in cui l’open innovation può dare risultati interessanti: il futuro sono le filiere ibride e aperte e l’agritech è un esempio perfetto, perché coniuga tecnologie, sostenibilità e cura del territorio. L’Italia ha un vantaggio unico in questo settore, grazie alla sua tradizione agroalimentare e alla manifattura avanzata. Il nodo resta il capitale umano: senza competenze specializzate le tecnologie non generano impatto. Inoltre bisogna fornire un supporto specifico alle PMI, vera ossatura del nostro sistema produttivo: troppo spesso l’innovazione resta accessibile solo ai grandi player, va invece democratizzata e resa patrimonio diffuso. Confindustria può essere la cabina di regia che mette a fattor comune imprese, istituzioni, società civile: dalle filiere integrate, puntando sul rapporto scuola-lavoro, fino al sostegno della ricerca applicata. L’agritech è una leva per realizzare obiettivi strategici: valorizzare il capitale umano, trattenere talenti, rilanciare le aree interne. Obiettivi da realizzare insieme."
Paolo Giannelli, Public Affairs & Sustainability Manager di Bayer, ha ribadito l'impegno dell'industria: "Il confronto di oggi ha messo in luce il ruolo cruciale dell’innovazione nel trasformare l’agricoltura in un settore sempre più sostenibile e resiliente. Bayer è orgogliosa di contribuire a questa transizione, promuovendo soluzioni tecnologiche che supportano gli agricoltori e tutelano l’ambiente, in linea con le esigenze di un futuro alimentare sempre più sostenibile."
Anche Domenico Lopriore, Head of Competence Center Open Innovation di Sella, ha sottolineato il contributo del settore finanziario: "Supportiamo le filiere agricole con modelli di open innovation che connettono imprese e startup, integrando strumenti finanziari per accelerare la transizione digitale e generare impatto positivo e misurabile sui territori." Il dibattito è stato ulteriormente arricchito dagli interventi di numerosi esperti e figure istituzionali, tra cui Carlo Corazza (Direttore degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia), On. Cristina Guarda, On. Stefano Bonaccini e On. Camilla Laureti (tutti membri della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale), Roberto Baldassari (DG Comitato Scientifico ANGI), Alessandro Coppola (Direttore della Direzione Trasferimento Tecnologico ENEA), Fabrizio Spada (Direttore Relazioni Istituzionali degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia), Sen. Bartolomeo Amidei (Presidente Intergruppo Parlamentare Innovazione), Giovanni Gioia (Presidente dei giovani di Confagricoltura), Enrico Parisi (Delegato Nazionale Coldiretti Giovani Impresa), Raffaella Maria Balestrini (Direttore dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR), Antonello Maruotti (Professore ordinario di statistica presso l’Università LUMSA di Roma), Anna Barra Caracciolo (Dirigente di Ricerca del CNR-IRSA) e Manuel Catalano (Ricercatore unità Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation, IIT). ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
KPop Demon Hunters arriva in Fortnite, trapelata la prima skin
(Adnkronos) - KPop Demon Hunters è senza dubbio il fenomeno dell'anno nel mondo dell'animazione, tanto da aver spinto Netflix ad annunciare l'arrivo di due seguiti animati e una versione live action già in lavorazione. Si trattava solo di questione di tempo prima che la storia delle tre guerriere popstar arrivasse nel mondo dei videogiochi, e quel momento è molto più vicino del previsto: Epic Games ha annunciato che il 2 ottobre, nel celebre battle royale Fortinite, saranno disponibili le skin per i personaggi del gioco ispirate a Rumi, Mira e Zoey, le protagoniste del film animato. Oltre alle skin dei personaggi, che potranno essere acquistate all'interno del gioco singolarmente o in un unico pacchetto, debutterà anche la modalità esclusiva Demon Rush, ispirata alla ben nota Scatto dell'Orda. Non solo: tramite la pagina Instagram di IGN USA, Epic Games ha già mostrato come apparirà Rumi in Fortnite, ed è assolutamente identica alla sua controparte animata. Si tratta di un periodo di grandi novità per Fortnite, visto che sempre questa settimana avranno inizio i festeggiamenti per Halloween, che porteranno nel gioco personaggi spaventosi come Jason di Venerdì 13, Ghostface di Scream e il clown di Terrifier. Sempre a breve arriveranno anche character più pop: la gang di Scooby Doo si unirà alla lista, e nelle prossime settimane è previsto l'arrivo di Doja Cat, che sarà possibile impersonare ma anche ascoltare e vedere in concerto all'interno del Fortnite Festival. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Google limita le risposte dell’IA sulle ricerche legate alla salute mentale di Trump
(Adnkronos) - Google ha introdotto restrizioni mirate nella funzione di ricerca con intelligenza artificiale, limitando la generazione automatica di riassunti per alcune query che riguardano lo stato mentale di Donald Trump. Quando gli utenti cercano espressioni come “Trump mostra segni di demenza”, il motore non restituisce la consueta panoramica AI ma un messaggio standard: “Nessun AI Overview disponibile per questa ricerca”. La limitazione non si applica soltanto alla modalità classica, ma anche all’“AI mode” completo. In entrambi i casi, al posto di un riassunto generato automaticamente compare una semplice lista di dieci link, senza alcuna sintesi. Il blocco interessa diverse varianti di ricerca che associano il nome dell’ex presidente statunitense a termini come demenza, senilità o Alzheimer. Ciò che rende la decisione ancora più significativa è la differenza di trattamento rispetto a query analoghe su altri leader politici. Inserendo ad esempio la domanda “Biden mostra segni di demenza” nella modalità AI, la piattaforma fornisce effettivamente un riepilogo, corredato però da un’avvertenza: non esistono diagnosi cliniche o prove pubbliche a supporto. Il tema è particolarmente delicato. Donald Trump e Joe Biden sono i due presidenti più anziani della storia degli Stati Uniti, e la curiosità pubblica sul loro stato di salute mentale è cresciuta negli ultimi anni. Tuttavia, Google sembra aver scelto un approccio prudente nel caso di Trump, probabilmente per evitare rischi legati all’accuratezza delle informazioni o a potenziali conseguenze legali. Non è un dettaglio secondario: di recente, l’azienda è stata condannata a pagare 24,5 milioni di dollari per chiudere una causa relativa alla sospensione dell’account YouTube di Trump. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Amazon rinnova la gamma Fire TV: nuovi modelli per tutte le fasce di prezzo
(Adnkronos) - Amazon ha presentato la nuova generazione di televisori della linea Fire TV, che comprende i modelli Fire TV – Serie 2 (2nd Gen), Fire TV – Serie 4 (2nd Gen) e Fire TV Omni QLED (2nd Gen). L’obiettivo è rendere più immediato l’accesso ai contenuti, in un panorama in cui l’offerta è sempre più ampia ma la ricerca di cosa guardare può risultare complessa. Con quasi 300 milioni di dispositivi venduti a livello globale e oltre 250 TV lanciate dai partner nel solo 2025, la piattaforma Fire TV continua ad espandersi con soluzioni pensate per diverse esigenze e fasce di prezzo. La nuova Fire TV Omni QLED è disponibile in tagli da 50” a 65” con un prezzo di partenza di 699,99 euro. Il pannello è il 60% più luminoso rispetto alla generazione precedente e integra quasi il doppio delle zone di local dimming, per una resa più precisa di bianchi e neri. Sono supportati Dolby Vision e HDR10+ Adaptive, mentre un processore aggiornato garantisce prestazioni superiori del 40%. Il televisore è dotato della tecnologia OmniSense, che permette di accendere automaticamente lo schermo al rilevamento di presenza nella stanza. Può mostrare fotografie o opere d’arte quando non è in uso e si spegne in automatico per risparmiare energia. I colori vengono regolati in base alla luce ambientale, e tramite Alexa integrata è possibile controllare le funzioni vocalmente.
La Fire TV Serie 2 e la Serie 4 si rinnovano con un design a cornici sottili e un processore quad-core che le rende il 30% più veloci rispetto ai modelli precedenti. La Serie 2, disponibile nei formati da 34” a 40”, propone una risoluzione HD, mentre la Serie 4 (da 43” a 55”) offre schermi 4K. Entrambe includono ora la tecnologia OmniSense e l’Intensificatore dei dialoghi, una funzione che permette di amplificare le voci senza aumentare il rumore di fondo. I prezzi partono da 279,99 euro per la Serie 2 e da 499,99 euro per la Serie 4. Accanto ai nuovi televisori, Amazon ha presentato anche il Fire TV Stick 4K Select, pensato per portare lo streaming in 4K HDR10+ su qualsiasi schermo compatibile. Il dispositivo, venduto a 54,99 euro, utilizza un sistema operativo più reattivo e include tutto il necessario per la configurazione. Sarà compatibile anche con servizi come Xbox Cloud Gaming e Amazon Luna. Inoltre, la piattaforma Fire TV introduce nuove modalità per facilitare la scoperta dei contenuti: Live Guide mostra film e programmi in diretta direttamente dalla schermata principale, Sports Discovery permette di cercare partite e squadre preferite, indicando su quale piattaforma sono trasmesse, una guida canali personalizzata propone fino a dieci raccomandazioni in base alle abitudini di visione. Infine, con la nuova funzione “Un’unica lista” è possibile salvare film e serie provenienti da diversi servizi di streaming in un solo spazio, senza dover gestire playlist separate. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
League of Legends Worlds 2025: il mondiale torna in Cina per il 15º anniversario
(Adnkronos) - Riot Games si prepara a celebrare i 15 anni dei “Worlds”, il campionato mondiale di League of Legends che rappresenta il culmine assoluto della scena competitiva del celebre MOBA. Dopo l’edizione europea dello scorso anno, nel 2025 l’evento torna in Cina — già sede nel 2017 e nel 2020 — con il motto “Conquista la tua eredità”, un invito per i migliori giocatori del pianeta a guadagnarsi la gloria sul campo. Dal 14 ottobre al 9 novembre, le 17 migliori squadre di cinque leghe si affronteranno per alzare la Coppa degli Evocatori, che per l’occasione riprende il suo design originale, un dettaglio molto atteso dai fan di lunga data. Il Mondiale si articolerà in tre fasi principali. La fase di apertura inizierà il 14 ottobre a Pechino, seguita dalla fase svizzera (15–22 ottobre), sempre nella capitale cinese. Dal 25 ottobre si entrerà nella fase a eliminazione diretta, che toccherà le città di Shanghai e Chengdu fino alla finale del 9 novembre. Le squadre partecipanti sono LPL (Cina): Anyone’s Legend (AL), Bilibili Gaming (BLG), Invictus Gaming (IG) e Ninjas in Pyjamas (NIP); LCK (Corea): Gen.G (GEN), Hanwha Life Esports (HLE), KT Rolster (KT) e T1 (T1), campione in carica; LEC (EMEA): G2 Esports (G2), Movistar KOI (MKOI) e Fnatic (FNC); LTA (Americhe): FlyQuest (FLY), 100Thieves (100T) e Vivo Keyd Stars (VKS); PCS (Asia-Pacifico): CTBC Flying Oyster (CFO), PSG Talon (PSG) e Team Secret Whales (TSW). Il Mondiale 2025 segnerà anche una novità sul fronte della fruizione. Grazie alla collaborazione con Opera GX, Riot lancerà il Centro dei Costreamer, che riunirà oltre 100 creator da tutto il mondo, in più lingue e formati, offrendo ai fan un unico punto di accesso per seguire i loro commentatori preferiti. Il programma è riservato su invito e include sia figure storiche della community, che hanno seguito le leghe regionali nel corso degli anni, sia nuove voci emergenti. Le squadre qualificate saranno incoraggiate a collaborare con questi creator per trasmettere l’intero evento. La lista dei co-streamer remoti sarà pubblicata il 7 ottobre, mentre i creator presenti in loco verranno annunciati poco prima della settimana delle finali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Amazon presenta la nuova generazione di dispositivi Echo
(Adnkronos) - Amazon ha annunciato una nuova linea di dispositivi Echo che introduce un design completamente rinnovato, una piattaforma hardware più potente e il supporto alle future esperienze basate sull’intelligenza artificiale tramite Alexa+, non ancora disponibile in Italia. I modelli presentati sono Echo Dot Max, Echo Studio, Echo Show 8 ed Echo Show 11. Echo Dot Max rappresenta un’evoluzione rispetto ai modelli precedenti, con un sistema audio a due vie progettato da zero. Il dispositivo include un woofer ad alta escursione e un tweeter personalizzato, integrati direttamente nella scocca per eliminare il modulo speaker separato e migliorare la resa dei bassi. Amazon dichiara bassi tre volte più intensi rispetto alla quinta generazione di Echo Dot. È in pre-ordine a 109,99 euro, con disponibilità dal 29 ottobre.
Echo Studio è il 40% più piccolo rispetto al modello originale e combina un woofer ad alta escursione con tre driver full-range per generare un suono immersivo. Supporta tecnologie come l’audio spaziale e Dolby Atmos. Il design sferico e i materiali a maglia 3D sono pensati per favorire la trasparenza acustica. Sarà disponibile dal 29 ottobre a 239,99 euro. Con Alexa Home Theater è possibile collegare fino a cinque dispositivi Echo Dot Max o Echo Studio a Fire TV Stick compatibili per creare un sistema surround. L’assistente si occupa della configurazione automatica, riducendo la complessità di installazione tipica di questi sistemi. I nuovi display Echo Show adottano pannelli touch in-cell e cristalli liquidi negativi per migliorare l’angolo di visione e la resa visiva in diverse condizioni di luce. Entrambi i modelli integrano un’architettura audio riprogettata con altoparlanti stereo frontali e woofer personalizzati. I driver sono posizionati sotto lo schermo per diffondere il suono frontalmente. Echo Show 8 sarà disponibile dal 12 novembre a 199,99 euro, mentre Echo Show 11 arriverà nella stessa data a 239,99 euro. È previsto anche un supporto regolabile venduto separatamente a 39,99 euro. I dispositivi Echo integrano chip sviluppati internamente da Amazon: AZ3 per Echo Dot Max e AZ3 Pro per Echo Studio ed Echo Show. Entrambi includono acceleratori AI per eseguire modelli direttamente sul dispositivo, migliorando la reattività e la comprensione dei comandi vocali. Echo Dot Max utilizza AZ3 per potenziare il rilevamento vocale e filtrare meglio i rumori ambientali. AZ3 Pro estende queste capacità con il supporto per modelli linguistici e transformer visivi. A questi si affianca Omnisense, la piattaforma sensoriale proprietaria che combina fotocamere, ultrasuoni, radar Wi-Fi, accelerometri e WiFi CSI per rendere le interazioni con Alexa più personalizzate e contestuali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, Santander sempre più attrattiva: diventa polo culturale con i nuovi musei in arrivo
(Adnkronos) - Diventerà uno dei poli museali più interessanti di Spagna Santander, capoluogo della Cantabria, regione autonoma settentrionale che guarda all’Oceano. Città di re e di pescatori, con una travagliata storia millenaria che da insediamento romano l’ha portata a essere il più importante porto della Castiglia e poi località di vacanza prescelta dai reali ai fasti della Belle Epoque, Santander è nota per le sue spiagge bianchissime - su tutte quella del Sardinero - e per la sua baia annoverata tra le più belle del mondo, l’unica che in questa parte del paese è rivolta verso Sud. Ma anche per le sue architetture all’avanguardia e i suoi palazzi aristocratici, per i suoi spazi verdi e i suoi viali alberati, da cui passa anche il Cammino di Santiago. Atmosfera signorile e tradizione marinara che si fondono rendendo la ‘sposa del mare’, come è popolarmente chiamata ricordando i versi di Jorge Sepulveda, un luogo dai mille contrasti. Una città in continua evoluzione, che più volte è rinata, come dopo il terribile incendio del 1941 che ha distrutto gran parte degli edifici. E che ora si prepara a un rilancio che vedrà sorgere, entro un anno, nuovi prestigiosi musei, che andranno a completare quell’‘anillo cultural’ che ruota attorno a uno spazio concentrato nel centro della città. A Santander, infatti, avrà una seconda sede il Museo Reina Sofia di Madrid, l’unica fuori dalla Capitale. Le opere che approderanno nel capoluogo cantabrico non sono ancora state svelate ma saranno più di 3mila, focalizzate sull’arte del XX secolo in Europa, America Latina e Stati Uniti, e oltre 120mila documenti. Inoltre, ospiterà l’Archivio Lafuente, una vasta collezione donata dalla famiglia dell’industriale José María Lafuente, originario di qui. Il nuovo museo (Centro asociado del Reina Sofía - Archivo Lafuente) sarà allestito nel palazzo che fu del Banco de España, di proprietà del governo regionale, dove fervono i lavori che stanno completamente trasformando lo stabile, in cui un ruolo importante avrà la luce grazie alle ampie vetrate affacciate nell’ideale agorà centrale. Ma c’è un secondo progetto culturale ‘in progress’ che vedrà la luce anch’esso entro l’inizio del 2027: Faro Santander. A promuoverlo il Banco Santander, vera e propria ‘colonna’ della città creata nel 1857, tra gli istituti finanziari più importanti del mondo e che ovunque è ‘ambasciatrice’ del nome del capoluogo cantabrico. La banca vanta una collezione d’arte messa insieme in oltre 160 di storia, grazie a investimenti e acquisizioni, che include pezzi dalla preistoria ai giorni nostri e che per la prima volta verrà esposta al pubblico in modo permanente. Il nuovo museo sorgerà nel Palazzo Pereda, ex sede del Banco Santander, che nel frattempo ha spostato il suo headquarter in un altro prestigioso edificio antico del centro: attualmente in ristrutturazione, il Palazzo Pereda è affacciato sui giardini omonimi e a pochi passi da quella che sarà la filiale del Reina Sofia. Uno spazio disegnato dall’architetto David Chipperfield, che avrà, oltre alle sale espositive, anche un auditorium multifunzionale e un ambiente dedicato alla tecnologia. Focus di Faro Santander, infatti, saranno l’arte e appunto la tecnologia, con un accento su aspetti educativi, ambientali e sociali, destinato a diventare un nuovo luogo di incontro e di confronto. Non a caso, i due nuovi musei sorgeranno in questa grande piazza definita dai Giardini Pereda. Qui, infatti, affacciato sul mare lungo il ‘Paseo’, proprio vicino alla ‘Grua de piedra’, la vecchia gru che ha servito nel Porto di Santander per buona parte del XX secolo e diventata monumento iconico, si trova il Centro Botín. Un avveniristico spazio progettato dall’archistar Renzo Piano e inaugurato nel 2017 avviando quella fase di rinnovamento architettonico e culturale di Santander ancora in corso. La struttura è formata da due edifici simmetrici che si incontrano, supportati da colonne e in parte sospesi, uniti da passerelle, che lasciano aperta la visuale sulla baia. Il Centro per l’arte e la cultura è sostenuto dalla Fondazione Botín, che fa capo alla famiglia proprietaria del Banco Santander. Ospita importanti mostre d’arte temporanee: si è appena chiusa quella dedicata alla pittrice spagnola Maruja Mallo e, tra le altre, si sta per aprire l’installazione ‘Cooking Sections, Las olas perdidas’, una prima in Spagna. L’arte moderna, del resto, a Santander occupa un posto privilegiato. Oltre al Centro Botín e ai musei in arrivo, la città vanta numerose altre istituzioni che ospitano importanti collezioni permanenti o temporanee. C’è il Mas (Museo de arte de Santander y Cantabria), all’interno di un palazzo disegnato da Leonardo Rucabado nel 1907 e recentemente restaurato, con opere di maestri spagnoli, da Goya in giù, e un focus su artisti locali e paesaggi cantabrici. Particolarmente suggestivo il Centro de arte Faro Cabo Mayor. Ospitato in quella che era l’abitazione del guardiano di questo faro risalente al 1839 e tra i più antichi della Spagna, espone la collezione Sanz-Villar con una serie di vedute di fari a creare un incontro tra l’arte e il mare. Al piano terra si trova anche una originale raccolta di oggetti a tema faro, mentre da quest’anno si può visitare anche la torre salendo in cima e ripercorrendo il funzionamento dell’illuminazione e di come si è trasformata dall’origine a oggi. La visita del Faro Cabo Mayor, raggiungibile anche attraverso una passeggiata risalendo il costone che in questo punto chiude la penisola di Santander verso il mare aperto, regala una vista mozzafiato. Il Faro è gestito dall’Autorità portuaria di Santander, che cura anche un altro spazio adibito all’arte con mostre ed eventi: il Palazzetto dell’Imbarcadero, la vecchia stazione marittima degli anni Trenta (poi sostituita da quella attuale da dove partono anche le gite sulla baia), recuperata nel 1985 lungo la passeggiata sul mare che si apre dai Giardini Pereda e arriva fino al porto ‘piccolo’, chiamato popolarmente Puertochico. Anche qui passato e presente si incontrano: sulla banchina si mimetizzano le statue in bronzo di quattro ragazzini (uno in piedi, due seduti e uno intento a tuffarsi in acqua), omaggio ai cosiddetti ‘raqueros’, una sorta di scugnizzi di Santander; e camminando non è raro imbattersi in installazioni e sculture di artisti contemporanei. Proprio nell’area del Puertochico sorgerà la nuova sede del Mupac, il Museo della Preistoria e Archeologia della Cantabria, che fa parte dei grandi progetti che stanno cambiando il volto culturale della città. In un maestoso edificio verrà trasferita la collezione attualmente collocata nei sotterranei del Mercado del Este, in un allestimento già scenografico e interattivo che ricostruisce l’evoluzione dell’uomo dalla Preistoria al Medioevo passando per l’epoca romana, con ricchezza di reperti, filmati e installazioni interattive. Fra i più pregevoli degli oltre 1.200 pezzi esposti, quelli provenienti dalla vicina Cueva del Pendo, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2008. Una grotta di 600 metri quadrati (la prima scoperta in Cantabria) legata ai primi stanziamenti dell’Homo Sapiens, che si può anche visitare su prenotazione per ammirare dal vivo il ‘Fregio delle Pitture’, composto da una ventina di figure dipinte di colore rosso che si ritiene risalgano a circa 20.000 anni a.C.. Qui gli scavi archeologici non si sono mai fermati e la guida, presente in loco sin dai ritrovamenti più importanti degli ultimi 25 anni, narra con passione ai visitatori le scoperte che via via si sono succedute. Per ripercorrere l’origine di Santander, tornando indietro all’età dei romani per arrivare al Regno di Castiglia e alla creazione della Diocesi, si può salire sulla torre della Cattedrale dell’Assunzione, che ospita il Centro di interpretazione della storia della città, e nel chiostro reperti romani. Visibile da ogni parte della città, l’imponente chiesa è stata ricostruita dopo l’incendio del 1941 ed è una delle tappe più importanti di un itinerario turistico volto proprio a ripercorrere la città del ‘prima’ e del ‘dopo’. Tra i ‘segreti’ storici meglio custoditi e rimasti intatti è la muraglia di cinta medievale, di cui resta un tratto originale di 25 metri con il tracciato della strada antica, visibile in un museo sotterraneo nella Plaza Porticada, cuore del centro commerciale. Sempre nel sottosuolo si trova un’altra testimonianza, appartenente alla storia più recente: un rifugio antiaereo usato durante la Guerra civile spagnola, l’unico visitabile, che mostra persino i sonori che simulano un bombardamento. Ma una visita di Santander non può dirsi completa se non si varca la soglia del grandioso Palacio de la Magdalena, gioiello ed emblema dell’eclettismo di inizio XX secolo opera degli architetti Javier Gonzalez de Riancho e Gonzalo Bringas Vega. Il Palazzo, circondato da un parco rigoglioso di 24,5 ettari, si erge sulla penisola che chiude la baia di Santander e regala una vista incantevole sulla costa, sulle isolette che la fronteggiano e sulle spiagge, compresa una riserva naturale. Fu un regalo della città al re Alfonso XIII che insieme alla regina Victoria Eugenia scelse Santander come luogo per le vacanze estive. Fu così che la città conobbe un periodo di gloria, durante la Belle Epoque, quando gli aristocratici vi si riversavano al seguito della Corte. E’ allora che sorsero il maestoso Gran Casino Sardinero e numerose dimore nobiliari, sancendo la nascita di un turismo balneare, attratto dai famosi ‘baños de ola’, celebrati ogni anno con un Festa che apre la stagione estiva. Si diffuse, infatti, verso la fine del 1800 la ‘moda’ di fare il bagno al mare per le sue proprietà benefiche ma anche per divertimento. Un mare ondeggiato che ancora oggi attrae milioni di surfisti che, spesso in gruppi, nell’ora della marea, attendono la giusta onda da cavalcare con la loro tavola. Oggi il Palazzo, dopo alterne vicissitudini storiche (è stato ospedale durante la guerra, rifugio per la popolazione dopo l’incendio, sede universitaria), è tornato alla città: ospita, oltre a un’ala adibita a museo accessibile con visite guidate, un centro conferenze e le sale riservate - per volere dei discendenti reali - ai corsi estivi dell’Università internazionale ‘Menendez Pelayo’. Fra gli altri edifici simbolo di Santander, va annoverato sicuramente il Palazzo del Festival (altra struttura eclettica affacciata sul mare). Poco distante il Museo Marittimo e le Naves de Gamazo, gemma di architettura industriale trasformata in sala esposizioni, e la Duna Gamazo, concepita come belvedere dall’architetto Alejandro Zaera in occasione dei Campionati mondiali di vela del 2014. E poi la Biblioteca, in stile neomudejar, la Nave Sotoliva, spazio artistico nel cuore del Barrio Pesquero, il vecchio quartiere dei pescatori, dove si trova anche il Centro Civico Tabacalera, in una ex fabbrica di tabacchi verso il Porto moderno, dove non tutti sanno che si trova uno dei giardini verticali più grandi d’Europa. Un nuovo modello di spazio cittadino dove convivono esposizioni e incontri proprio nel solco della ‘nuova’ Santander, che ha recepito le ultime tendenze culturali e artistiche riuscendo a reinventare se stessa e a trasformarsi in una città attrattiva. Per tutte le informazioni turistiche si può consultare il sito web della Empresa Municipal de Turismo de Santander www.santanderdestino.es, il portale turistico del Comune https://turismo.santander.es e quello dell’Ente Spagnolo del Turismo https://www.spain.info/it/. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, tra chef stellati e pinchos la spagnola Santander è meta per foodies
(Adnkronos) - Dallo street food alla tavola stellata, passando per la spesa al mercato o la raccolta di funghi nel bosco. Un’esperienza gastronomica per tutti i gusti quella che offre Santander, capoluogo della regione autonoma spagnola della Cantabria, diventata una vera e propria meta per foodies. Città del Nord che, con la sua baia, guarda al Sud, vanta una cucina molto varia, dove a farla da padrone è sicuramente il pesce, ma che strizza l’occhio alle carni e ai salumi provenienti dalle aree interne della zona a valle del Picos de Europa. Una cucina fedele alla tradizione marinara, che oggi si può apprezzare soprattutto nel popolare quartiere dei pescatori della città, il Barrio Pesquero, ma anche nei ristoranti più in voga. Grazie a quella inesauribile fonte di pescato freschissimo rappresentata dal Mar Cantabrico. I piatti ‘di mare’ tipici sono le rabas (calamari a listelle fritti), i maganos (crostacei noti come ‘cicala di mare’), il patè di scorfano rosso, le vongole alla marinara. Ma un posto d’onore occupano le famose Anchoas del Cantabrico, i filetti di acciughe conservate sott’olio e preparate in molti modi, e il tonno a pinne gialle, con cui si fa una speciale zuppa a base di patate. Quanto alle carni, eccellenti, provengono dagli allevamenti di razze autoctone della Cantabria che crescono allo stato brado, garantite dal marchio Igp e da cui si ricavano anche rinomati salumi e il prosciutto cantabrico. Una filiera che produce anche formaggi pregiati - oltre 50 le qualità censite, tra cui numerose Dop - realizzati secondo un’antica arte casearia. Non mancano i dolci tipici, come la quesada, una versione cantabrica della cheesecake aromatizzata alla cannella, e il sobao pasiego, che risulta soffice e burroso. La qualità del prodotto, l’ambiente unico e il talento di una nuova generazione di chef fanno di Santander una straordinaria destinazione gastronomica. A far vivere una vera esperienza culinaria sono sicuramente i due ristoranti con Stella Michelin della città, El Serbal e La Casona del Judío. Quest’ultimo ha ottenuto anche la ‘Stella verde’, che premia l’attenzione per la sostenibilità. Grazie alla tecnica e alla filosofia dello chef Sergio Bastard, che ha trasformato una dimora del XVIII secolo stile ‘indiano’ (così venivano chiamati gli emigranti che partivano alla volta dell’America e che, dopo aver fatto fortuna, rimpatriavano e si costruivano case molto eclettiche per esibire l’acquisito benessere), nella parte alta di Santander, in un tempio del gusto. Tra i piatti più rinomati, tutti a base di prodotti locali e ortaggi e spezie del suo orto personale, e con un menù che varia a seconda della disponibilità e della stagione, ‘cocochas de merluza’ e ‘arroz cremoso con almejas’. Con il menu degustazione la serie di antipasti viene servita durante uno showcooking, per poi proseguire con le portate a tavola nelle suggestive sale dei sotterranei o nel dehors. Un’altra esperienza culinaria, di diverso tenore, si può trovare nel Café del Centro Botín, che occupa il piano terra di questa avveniristica struttura progettata dall’architetto Renzo Piano, con vista sulla baia di Santander. Il ristorante offre, infatti, delle originali cene a tema artistico, dedicate alle mostre di volta in volta ospitate nel Centro, con tanto di menù dettagliato che illustra il trait d’union tra i piatti proposti e le opere che li hanno ispirati. Ma il vero foodie a spasso per Santander non può mancare di ‘andare per pinchos’. Versione più elaborata delle tipiche tapas spagnole, e diffusi tra Cantabria e Paesi Baschi, sono serviti su una fetta di pane tenuta da uno stuzzicadenti (il ‘pincho’). E sono ideali per uno sfizioso spuntino o per un aperitivo gourmet. Che si voglia assaporare le specialità gastronomiche locali o acquistare qualche prodotto da riportare come souvenir, imperdibile è un passaggio nei mercati rionali. Il più centrale è il Mercado del Este, attaccato alla Plaza Porticada. L’edificio fu costruito nel 1842 su disegno dell’architetto Antonio Zabaleta, che introdusse così per la prima volta in Spagna il concetto di ‘galleria commerciale’. Tra i numerosi punti vendita, mescita e degustazione, spicca Quesoba, una ‘casa del cacio’ con sede anche a Madrid, gestita da José María Alonso Ruíz, presidente di QueRed, la rete di produttori artigianali di formaggio, sempre pronto a spiegare tutte le qualità delle migliori specialità casearie. Altri mercati con una interessante offerta culinaria a Santander sono il Mercado de Puertochico, vicino al pittoresco porto piccolo, il Mercado de la Esperanza, un edificio modernista alle spalle del Comune aperto dal 1904, e il Mercado de México, con una superficie di 2.250 mq nella omonima piazza. Mentre una vera e propria boutique gourmet è Doña Tomasa, negozio di prelibatezze specializzato in alici, con una sede nella zona commerciale del centro e una vicino alla famosa spiaggia del Sardinero, attaccato al Gran Casino, monumento simbolo dell’epoca d’oro della Santander aristocratica. C’è poi un’esperienza diversa dalle altre che permette di conoscere da vicino tutto ciò che in fatto di specialità edibili il bosco ha da offrire. A proporla è Cantabria Experience che, in compagnia di una guida naturalistica, porta alla scoperta di erbe selvatiche e funghi spontanei, insegnando come riconoscerli e raccoglierli, per poi finire la giornata ai fornelli cucinando insieme il frutto di questa ‘caccia’, che si svolge tanto nei dintorni di Santander quanto nei suoi numerosi parchi urbani, come il Parque Atlántico de Las Llamas o il Giardino della Penisola che circonda il maestoso Palacio de la Magdalena. Per tutte le informazioni turistiche si può consultare il sito web della Empresa Municipal de Turismo de Santander www.santanderdestino.es, il portale turistico del Comune https://turismo.santander.es e quello dell’Ente Spagnolo del Turismo https://www.spain.info/it/. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pizza Awards Italia 2025, è 'Pepe in Grani' di Franco Pepe la 'Miglior Pizzeria d’Italia'
(Adnkronos) - Si è tenuta ieri sera a Roma con un grande successo di pubblico, nel monumentale salone di Spazio Novecento all’Eur, la IV edizione dei Pizza Awards Italia, vero e proprio 'Oscar della Pizza' che vede in veste di giudici oltre 200 giornalisti di tutte le regioni d’Italia e di tutte le testate, curatori delle guide, esperti del settore. Il premio dedicato alle migliori pizzerie e pizzaioli d’Italia è stato organizzato da Fabio Carnevali, Vincenzo Pagano e dalla E20 - Events Factory patrocinato dalla presidenza della Regione Lazio e dall’assessorato ai Grandi eventi, sport, turismo e moda del Comune di Roma. Nel corso della cerimonia, presentata dalla giornalista e volto tv Barbara Politi, sono stati assegnati ben 43 premi. Miglior Pizzeria d’Italia 2025 è Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo/CE), seguita al secondo posto da I Masanielli di Francesco Martucci (Caserta), al terzo da Seu Illuminati di Pier Daniele Seu (Roma), al quarto da 10 di Diego Vitagliano (Napoli) e al quinto da 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli). “Sto provando un’emozione fortissima, questo premio lo dedico a tutto il mondo pizza”, sono le prime parole di Franco Pepe. Miglior Pizzaiolo dell’anno è Francesco Martucci de I Masanielli proprio davanti a Franco Pepe di Pepe in Grani. “Ormai sembriamo Coppi e Bartali”, ha dichiarato Martucci. Miglior Pizzaiola dell’anno è Roberta Esposito, patron di Marita (Roma) e La Contrada (Aversa/CE). Miglior Pizzaiolo Under 35 dell’anno è Francesco Capece della pizzeria Confine (Milano) mentre, il premio come Miglior Fornaio dell’anno se lo aggiudica Michele Lioniello, pizzeria Da Lioniello (Succivo/CE). Nel corso avvincente 'countdown' Pizza Awards ha assegnato anche i premi regionali e i premi speciali. Ecco le Migliori Pizzerie Regionali: Impastatori Pompetti (Abruzzo), Fandango (Basilicata), Bob Alchimia a Spicchi (Calabria), Pepe in Grani (Campania), ‘O Fiore Mio (Emilia Romagna), Al Civicosei (Friuli Venezia Giulia), Seu Pizza Illuminati (Lazio), Officine del Cibo (Liguria), Mamma Rosa (Marche), Bas&Co. (Molise), Dry Milano (Lombardia), Sestogusto (Piemonte), 400 Gradi (Puglia), Maiori (Sardegna), Piano B (Sicilia), Giovanni Santarpia (Toscana), Acquaefarina (Trentino-Alto Adige), Meunier Champagne e Pizza (Umbria), iSaulle (Valle d’Aosta) e I Tigli (Veneto). I premi speciali sono andati invece così assegnati: Miglior Pizza Creativa 10 Diego Vitagliano (Napoli), Miglior Pizza Contemporanea Carlo Sammarco 2.0 (Aversa/CE), Miglior Pizza Fritta è Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo dal 1935 (Napoli) e, sempre in Campania, è andato il premio Miglior Pizza Tradizionale Attilio alla Pignasecca (Napoli). Ancora, Miglior Pizza Romana a 180g (Roma), Miglior Pizza Margherita I Masanielli di Sasà Martucci (Caserta). Ancora ai Masanielli di Francesco Martucci è andato il premio della Miglior Carta delle Pizze mentre, a vincere per la Miglior Carta dei Vini è Confine Pizza e Cantina di Milano. In Umbria Meunier Champagne e Pizza di Corciano (PG) vince il premio per la Miglior Carta degli Champagne. Due premi in Sardegna, entrambi a Cagliari: Miglior Carta dei Cocktail a Maiori, Miglior Carta delle Birre a Framento. La pizzeria Gli Esposito di Salerno, invece, si aggiudica il premio per il Miglior Servizio di Sala, mentre per il Miglior Format vince Luca Pezzetta e la sua pizzeria Clementina di Fiumicino. Miglior Catena di Pizzerie è L’Antica Pizzeria da Michele, rappresentata da Alessandro Condurro, mentre la Miglior Nuova Apertura è Avenida Calò di Francesco Calò, a Roma. Premio per la Miglior Comunicazione a Bob Alchimia a Spicchi di Montepaone (CZ), mentre Pizzarium di Gabriele Bonci a Roma vince come Miglior Pizza al Taglio. Un premio specialissimo e sentito, infine, va a PizzAut e al suo fondatore Nico Acampora per il Miglior Progetto Sociale. “La IV edizione dei Pizza Awards Italia - ha affermato l’organizzatore Fabio Carnevali - è stata un grande successo, perché ha visto la partecipazione di buona parte delle 150 pizzerie selezionate dalla giuria dei giornalisti, che hanno interamente riempito la platea. Abbiamo avuto un afflusso di oltre 800 persone tra pizzaioli, giornalisti, addetti al settore e perfino pizza lovers, che si sono accreditati tramite social. Siamo felici per tanto entusiasmo e partecipazione e anche per il ritorno dopo lungo tempo di un evento che vuole contribuire ad accendere i riflettori sulle eccellenze della pizza italiana e sui suoi più valenti rappresentanti, offrendo un giusto riconoscimento a quelle attività e ai professionisti del settore che si sono distinti maggiormente durante gli ultimi 12 mesi”. Non è stata, però, solamente una giornata di premi ma anche un momento di confronto e dibattito tra professionisti. Ad aprire la mattinata, infatti, è stata la prima edizione della Pizza Conference, dal tema 'Non è tutto oro quel che luccica', un intenso e partecipato talk presentato da Barbara Politi e moderato dall’inesauribile Vincenzo Pagano, riservato a pizzaioli, addetti ai lavori e imprenditori del settore, che ha affrontato sette differenti temi legati al mondo pizza: dai 'falsi miti' alla mistificazione dei prodotti, dal fenomeno guide e classifiche alle nuove tendenze del mondo pizza, con tanti prestigiosi ospiti. “Abbiamo voluto organizzare Pizza Conference - ha spiegato Vincenzo Pagano - per parlare dei temi più caldi che riguardano il mondo pizza e che in questo momento sono sulla bocca di tutti, soprattutto sui social. Abbiamo incontrato una trentina di pizzaioli, imprenditori e giornalisti per avere la loro opinione su alcuni argomenti scottanti come il giusto prezzo della pizza. C’è una soglia psicologica che per lungo tempo nessuno voleva superare e che ora è stata superata nel nome della qualità degli ingredienti. Ci sono tecniche di marketing che hanno creato qualche problema e allontanato la pizza dalla propria autenticità. E così come anche il problema discusso delle recensioni e delle guide che infervorano il pubblico dei clienti e dei pizzaioli che si vedono giudicati dai critici gastronomici che a loro volta criticano le guide che giudicano”. Si è iniziato con il talk dal titolo 'I falsi miti della pizza - verità o marketing' durante il quale Belinda Bortolan, Francesco Calò, Nerina Di Nunzio, Pier Daniele Seu e Diego Vitagliano hanno affrontato alcuni aspetti del mondo della pizza che risentono di più delle strategie comunicative. A seguire si è parlato dei 'Fallimenti del mondo della pizza', un'analisi approfondita, con David Aiello, Massimo Giovannini, Pietro Marchi, Edoardo Papa e Albert Sapere, sulle strategie e le mode che hanno portato all’allontanamento della pizza dalla sua essenza più autentica e popolare. Il ruolo del professionista dell’arte bianca è stato poi l’argomento principe di 'Pizzaioli, fornai, panettieri o cuochi?'. A dare la loro opinione sull’argomento sono stati Francesco Arnesano, Michele Lioniello, Luca Pezzetta e Pierluigi Roscioli. A chiudere la mattinata è stato il talk dal titolo 'Recensioni, guide, classifiche: quali criteri, punti deboli e punti di forza'e ha avuto come ospiti Annalisa Cavaleri, Alberto Lupini, Luciano Pignataro e Lorenzo Ruggeri, durante il quale si è parlato di come sono cambiate le guide e i loro criteri di valutazione ma anche come e perché è cambiata la loro percezione da parte di professionisti e consumatori. Alle 14:30, subito dopo il 'pizza lunch', la discussione è ripresa con il talk 'La mistificazione dei prodotti: gli ingredienti messi a menu sono effettivamente quelli usati? C’è un tracciamento del prodotto e della filiera?', durante il quale hanno preso la parola Giovanni Amodio, Francesco Franzese e Francesco Miccù. Naturale proseguimento di questo tema è stata la dissertazione su 'Il giusto prezzo della pizza': quanto gli ingredienti utilizzati possono far lievitare il prezzo di una tonda? Ne hanno parlato Fabio Carnevali, Roberto Davanzo, Francesco Martucci e Franco Pepe. Ha chiuso la Pizza Conference il talk 'Le catene, nuova tendenza del mondo pizza', durante il quale Matteo Beraldi, Alessandro Condurro, Dario Laurenzi e Giusy Ferraina sono intervenuti per parlare dei nuovi trend, strategie e qualità delle sempre più diffuse catene di pizzerie. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)










