ASUS e l'affidabilità: garanzia a 3 anni su tutti i nuovi notebook

(Adnkronos) - ASUS ha segnato un punto di svolta nel panorama informatico, diventando il primo produttore del settore ad offrire una garanzia costruttore di tre anni su tutti i nuovi notebook. L'innovazione, che entra in vigore immediatamente, rafforza in modo significativo la reputazione di qualità, affidabilità e durabilità che da sempre contraddistingue il brand taiwanese, ponendo l'utente finale al centro delle sue strategie. 
La nuova politica di assistenza riguarda la totalità dei notebook destinati al mercato consumer, includendo le prestigiose gamme Zenbook, Vivobook e ProArt, e le linee dedicate al gaming, ovvero ROG e ASUS TUF. L'estensione della garanzia è valida per i prodotti acquistati dopo l'1 ottobre presso la rete di rivenditori partner autorizzati o tramite ASUS eShop. L'introduzione della garanzia commerciale triennale sottolinea la fiducia riposta da ASUS nella longevità dei suoi componenti. La copertura, valida in Italia e riconosciuta a livello internazionale (salvo specifiche eccezioni), si applica al prodotto principale. È fondamentale precisare che l'estensione non si applica ai componenti consumabili, come la batteria, che resta coperta per i canonici due anni. Inoltre, la garanzia commerciale di tre anni non è applicabile ai prodotti fabbricati prima del 01/01/2024. 
Per usufruire della copertura aggiornata, l'utente dovrà registrare il notebook sulla propria area personale MyAsus, dove la validità verrà verificata e aggiornata dai team dell'azienda. Per maggiori dettagli sui termini e le condizioni, gli utenti possono consultare la pagina dedicata: https://www.asus.com/it/content/3-year-warranty/. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scoperto pianeta vagabondo che cresce a ritmo record

(Adnkronos) - Gli astronomi hanno registrato un fenomeno senza precedenti: un pianeta errante – un corpo celeste che fluttua liberamente nello spazio, senza orbitare attorno a una stella – è stato osservato crescere a un tasso record di sei miliardi di tonnellate al secondo. La scoperta, resa possibile dal Very Large Telescope (VLT) dell'Osservatorio Europeo Australe (ESO), fornisce dati cruciali che mettono in discussione i modelli noti di formazione planetaria. 
L'oggetto in questione, denominato ufficialmente Cha 1107-7626, ha una massa stimata tra cinque e dieci volte quella di Giove e si trova a circa 620 anni luce nella costellazione del Camaleonte. Il giovane pianeta è ancora in fase di formazione, alimentato da un disco circostante di gas e polvere che ricade costantemente sulla sua superficie, in un processo noto come accrescimento. Il gruppo di ricerca guidato da Víctor Almendros-Abad, astronomo presso l'Osservatorio Astronomico di Palermo (INAF), ha scoperto che il tasso di accrescimento del pianeta non è costante. Nell'agosto del 2025, il flusso di materia era circa otto volte superiore rispetto ai mesi precedenti, raggiungendo il picco di sei miliardi di tonnellate al secondo. "Questo è l'episodio di accrescimento più intenso mai registrato per un oggetto di massa planetaria", ha affermato Almendros-Abad. L'astronomo ha poi aggiunto: "Molti pensano ai pianeti come a mondi tranquilli e stabili, ma con questa scoperta vediamo che oggetti di massa planetaria che fluttuano liberamente nello spazio possono essere luoghi avvincenti". La scoperta, destinata alla pubblicazione su The Astrophysical Journal Letters, è stata realizzata grazie allo spettrografo X-shooter installato sul VLT in Cile, con il supporto di dati d'archivio SINFONI del VLT e del telescopio spaziale James Webb (JWST). I risultati ottenuti hanno importanti implicazioni sull’origine dei pianeti erratici. Come sottolineato dal coautore Aleks Scholz dell’Università di St Andrews: "L'origine dei pianeti erratici rimane una questione non risolta: sono gli oggetti di formazione stellare con la minima massa possibile o pianeti giganti espulsi dai propri sistemi di origine?".   L’accrescimento rapido osservato su Cha 1107-7626 era noto finora solo nelle stelle giovani, suggerendo che almeno alcuni pianeti vagabondi possano condividere un percorso di formazione simile a quello stellare. Belinda Damian, coautrice presso l’Università di St Andrews, ha spiegato: "Questa scoperta sfuma il confine tra stelle e pianeti e ci offre un'anteprima dei primi periodi di formazione dei pianeti vagabondi". Analizzando la luce emessa prima e durante l’aumento del tasso, è emerso che l'attività magnetica ha giocato un ruolo chiave nel guidare la caduta di massa, un fenomeno mai osservato in un pianeta. L'analisi ha anche rivelato un mutamento nella chimica del disco circostante, con la presenza di vapore acqueo durante l’evento di accrescimento, ma non prima.  

Questa immagine a luce visibile, parte della Digitized Sky Survey 2, mostra la posizione nel cielo del pianeta vagabondo Cha 1107-7626. Il pianeta (non visibile qui) si trova esattamente al centro dell'inquadratura
. Crediti: ESO/ Digitized Sky Survey 2"  La rivelazione di questi pianeti solitari rimane complessa data la loro debolezza luminosa. Tuttavia, l’arrivo del futuro ELT (Extremely Large Telescope) dell'ESO promette di rivoluzionare il campo, consentendo agli astronomi di scoprire e studiare un numero maggiore di questi oggetti e comprendere meglio la loro natura. Amelia Bayo, coautrice e astronoma dell'ESO, ha concluso: "L'idea che un oggetto planetario possa comportarsi come una stella è suggestivo e ci invita a chiederci come potrebbero essere i mondi oltre il nostro durante le fasi iniziali". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


ASI e Bahrain Space Agency firmano accordo storico per la cooperazione

(Adnkronos) - L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Bahrain Space Agency (BSA) hanno siglato un Memorandum of Understanding (MoU) per la collaborazione congiunta sull’uso pacifico dello spazio e sulle scienze, tecnologie e applicazioni spaziali. L'accordo è stato formalizzato in occasione della 76ª edizione dell'International Astronautical Congress (IAC 2025). Il documento è stato firmato dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, e dal CEO della Bahrain Space Agency, Mohamed Al Aseeri. Questa intesa non rappresenta un punto di partenza assoluto, bensì il consolidamento di una collaborazione precedentemente avviata nel 2020 con la National Space Science Agency del Bahrain. L’accordo definisce una chiara tabella di marcia volta a favorire attività di capacity building e ad ampliare la cooperazione in aree di interesse comune. L’attenzione è focalizzata sulla crescita delle competenze in entrambi i paesi, prevedendo: Opportunità accademiche e formative per il personale delle due agenzie. Programmi di training e formazione specialistica per studenti e ricercatori. Visite di esperti, seminari, simposi e conferenze congiunte. Un pilastro fondamentale del Memorandum è rappresentato dallo scambio di dati e informazioni nell’ambito di futuri progetti comuni, seppur nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili. Le modalità operative dettagliate della cooperazione verranno definite attraverso specifici accordi di attuazione, che riguarderanno settori cruciali quali le scienze spaziali, l’esplorazione, il diritto e la politica spaziale. L'intesa mira così a costruire un solido ponte tra i programmi spaziali italiano e bahreinita, rafforzando la presenza internazionale di entrambe le agenzie in un'ottica di sviluppo pacifico e scientifico. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vitiello (Cncm): "Contro meningite genitori poco informati e consapevoli"

(Adnkronos) - "È importante informarsi. Sull’argomento c’è una consapevolezza parziale. Molti genitori sanno che la meningite è una malattia rara, ma non sanno che può avere conseguenze molto invalidanti, se non addirittura portare al decesso, pur con una percentuale più bassa. I dati ci dicono infatti che c’è un 10-12% di mortalità e un 20-25% di sequele rilevanti: danni neurologici, amputazioni degli arti, sordità, cecità. Alcuni genitori si fermano solo al fatto che è una condizione rara, senza documentarsi o approfondire con il medico. Eppure, anche se fosse solo l’1% di rischio, significa che a tuo figlio potrebbe capitare qualcosa di gravissimo". Così Amelia Vitiello, presidente del Comitato nazionale contro la meningite (Cncm), fondato da genitori che hanno perso i propri bambini a causa della patologia, in occasione della Giornata mondiale contro la meningite, che si celebra il 5 ottobre, osserva che addirittura gli stessi "genitori favorevoli all’immunizzazione, sono poco informati. Sono convinti di aver protetto totalmente i figli perché hanno fatto le vaccinazioni previste nei primi anni di vita - spiega - Non sanno però che per una copertura più ampia occorre un richiamo intorno ai dieci anni, o che un vaccino copre solo alcuni ceppi e non altri", come ad esempio quello del meningococco B. "Così pensano di aver completato il cerchio della protezione, quando in realtà la protezione è solo parziale. Questo, a mio avviso, dispiace ancora di più, perché parte da una volontà positiva, ma si ferma a metà strada". Anche la questione della raccomandazione per alcuni ceppi di meningococco e l’obbligo per altri, pesa nelle decisioni dei genitori. "In un mondo ideale, vorrei che le vaccinazioni fossero tutte consigliate e che tutti ne approfittassero - afferma Vitiello - L’obbligo è stato introdotto dalla ministra Lorenzin in un momento storico in cui le coperture vaccinali erano scese sotto livelli spaventosi. La distinzione tra obbligatorie e raccomandate ha generato un equivoco: nella popolazione si è radicato il convincimento che quelle facoltative non siano altrettanto importanti. Tale considerazione, unita al fatto che la malattia è rara, porta molti genitori arrivano a dire che ‘non serve’. Questo è l’errore. L’illusione di sapere, o la convinzione che un vaccino facoltativo sia meno rilevante, è un’occasione mancata, e questo fa ancora più male".  A tale proposito, continua la presidente del Cncm, "oggi ci sono intere categorie di giovani adulti, come i ventenni, che da piccoli hanno ricevuto solo le prime dosi quando ancora non c’era il vaccino contro il meningococco B, e che non hanno avuto il richiamo in adolescenza", quando c’è un secondo picco di maggiore rischio di malattia. "Questi credono di essere vaccinati e, inoltre, sono proprio loro, per stile di vita, ad essere più a rischio, visto che frequentano università, concerti, ambienti affollati". Il Comitato è molto attivo anche in ambito istituzionale per rendere omogenea l’offerta vaccinale. "Non voglio entrare nel merito politico-istituzionale - chiarisce Vitiello - ma resta il fatto che oggi alcuni bambini italiani sono più privilegiati di altri: in certe regioni l’offerta è gratuita, c’è una chiamata attiva e un accesso semplice per tutti i vaccini, in altre invece no. Così capita che un bambino, solo perché è nato nella ‘regione giusta’, possa beneficiare di una prevenzione vaccinale migliore e completa. E questo, dispiace molto". Anche per questo la presidente del comitato torna a ribadire l’importanza dell’informazione. La scelta della vaccinazione contro il meningococco è "decidere della sorte di tuo figlio hai un’enorme responsabilità - sottolinea Vitiello - È come portarlo in motorino senza casco: magari non succede nulla, ma se succede, le conseguenze sono gravissime. Io non sono un medico, né uno scienziato, ma so che una scelta informata deve passare da fonti attendibili e dal confronto con gli specialisti. Non puoi decidere solo sulla base di fonti poco affidabili. La consapevolezza arriva solo con l’approfondimento. Tutti hanno paura degli effetti collaterali, è comprensibile - aggiunge - Ma bisogna pensare anche a ciò che c’è in gioco. Io ho conosciuto tante persone che sono sopravvissute alla meningite con gravi sequele. In Italia abbiamo l’esempio straordinario di Beatrice Vio, che con la sua famiglia ha mostrato una forza incredibile. Oggi abbiamo gli strumenti per evitare queste sequele. Per questo, quando decidi di non vaccinare tuo figlio o tua figlia, devi sapere che potrebbe vivere senza una gamba, senza un braccio, con una sordità permanente. E questa sarà la sua vita dall’inizio alla fine, anche quando tu non ci sarai più. Una scelta del genere non può basarsi su superficialità. Deve passare da un’informazione seria, completa e verificata. Solo così - conclude - si è davvero liberi di decidere". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vaccini, Barretta (Fimp): "Fondamentale anti meningococco in bimbi e adolescenti"

(Adnkronos) - La vaccinazione contro il meningococco "è importantissima perché la meningite è una malattia molto insidiosa: è rara, ma è grave. Si tratta infatti di una patologia che può iniziare con sintomi simil-influenzali e poi, in poche ore, avere una evoluzione che può diventare devastante e portare anche a morte. C’è stato proprio un caso di meningite mortale in Puglia nelle scorse settimane. Questo fa capire quanto sia fondamentale vaccinare, e farlo nei tempi previsti: bambini al di sotto dell’anno e adolescenti". Così Martino Barretta, pediatra di famiglia e responsabile nazionale dell’area vaccini e immunizzazioni di Fimp, Federazione italiana medici pediatri, interviene in occasione della giornata mondiale contro la meningite, che si celebra il 5 ottobre.  "Bisogna vaccinare i bambini come indicato dal calendario vaccinale nei primi mesi di vita e, poi, gli adolescenti - rimarca Barretta - Ci sono infatti due picchi di rischio: uno nel primo anno di vita e un altro durante l’adolescenza. In quest’ultima fascia d’età le coperture non sono ottimali perché" i giovanissimi si recano "pochissimo dal medico e sono restii alla vaccinazione. È quindi necessario sensibilizzare i genitori e coinvolgere maggiormente i pediatri, che comunque sono i medici di fiducia anche per gli adolescenti" e che possono proporre loro, "in occasione delle visite di bilancio di salute, la vaccinazione".  Certo, "se il pediatra potesse somministrare direttamente i vaccini durante queste visite, si potrebbe ridurre il rischio che molte famiglie, dovendosi riferire al centro vaccinale, si perdano lungo il percorso", riflette l’esperto. Dove i pediatri possono passare "dalla raccomandazione alla somministrazione, le coperture sono più elevate", afferma il referente Fimp ricordando che questa pratica è una realtà "solo in Regione Toscana e, in altre province, a macchia di leopardo, lungo lo Stivale". Per migliorare la copertura, Barretta suggerisce di utilizzare la strategia della "chiamata attiva" che come pediatri "facciamo attraverso i nostri gestionali e le applicazioni, invitando gli adolescenti ai bilanci di salute. Durante queste visite valutiamo crescita, sviluppo puberale, prevenzione, uso dei social e altre tematiche - illustra l’esperto - In quell’occasione possiamo anche parlare di vaccinazioni, fornire materiale informativo e, con la possibilità di somministrare direttamente il vaccino, completare il percorso in un unico appuntamento". A variare sul territorio nazionale è anche la disponibilità gratuita dell’antimeningococo B. "Gli adolescenti hanno già, da calendario nazionale, un vaccino gratuito contro il meningococco, ma manca quello contro il B. Eppure - osserva Barretta - i dati di sorveglianza mostrano che più dell’80% dei casi è dovuto al sierogruppo B. Solo alcune regioni lo hanno inserito gratuitamente nel calendario regionale, altre no, creando discrepanze. Come Fimp - evidenzia - stiamo lavorando per portare avanti la richiesta di un’offerta omogenea a livello nazionale, anche attraverso i nostri rappresentanti nei gruppi tecnici regionali e ministeriali". Chi ha fatto il vaccino da piccolo "deve comunque ricevere una dose ulteriore in adolescenza: anche se il bambino è stato vaccinato sotto i 2 anni, deve ripetere la vaccinazione nell’adolescenza - avverte il pediatra - Il calendario prevede la vaccinazione al dodicesimo anno, quindi dagli anni successivi ai 12 . Può essere fatta anche oltre, negli adulti, ma la fascia adolescenziale di riferimento è dai 12 ai 18 anni. Attualmente sono previsti 2 vaccini - chiarisce - il tetravalente (contro sierogruppi A, C, W, Y) e il vaccino contro il sierogruppo B. In Italia non si usa ancora il pentavalente, quindi servono due vaccini separati. Il tetravalente ha quasi azzerato i casi di malattia invasiva da meningococco C, ma oggi il predominante resta il sierogruppo B. Per questo motivo le regioni dovrebbero assumersi la responsabilità di offrire anche questa vaccinazione, in base all’epidemiologia, negli adolescenti, dove il sierogruppo maggioritario è il B". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata meningite, D’Avino (Fimp): "Può essere letale per bimbi e adolescenti"

(Adnkronos) - La meningite "è una di quelle malattie gravi che può essere letale per bambini e adolescenti" e "contro la quale esiste un vaccino sicuro ed efficace". In Italia esistono in commercio "2 vaccini contro alcuni sierotipi del batterio che determina la malattia (meningococco); il sierotipo B e 4 sierotipi associati ACWY. La vaccinazione rappresenta lo strumento più importante di cui disponiamo per evitare l’insorgenza della malattia e le conseguenze neurologiche permanenti che la patologia comporta". Così’ all’Adnkronos Salute Antonio D’Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) alla vigilia della Giornata mondiale della meningite che si celebra ogni anno il 5 ottobre per diffondere una consapevolezza sulla meningite e sui suoi sintomi, sulle misure di prevenzione per ridurne l'incidenza, e sulla necessità di attenzione e sforzi globali per sconfiggerla. Tra i messaggi da lanciare in vista della Giornata di sensibilizzazione, per D’Avino sicuramente "la priorità è quella di aumentare le coperture vaccinali verso le infezioni da meningococco. Il pediatra di famiglia, per la sua missione e per il ruolo che riveste, è il partner ideale delle famiglie italiane per l’educazione sanitaria – spiega -. I bilanci di salute costituiscono un filtro, durante queste visite il pediatra di famiglia oltre a misurare altezza, peso, circonferenza cranica del bambino, fa attività preventiva e promozione di corretti stili di vita". E nell’ambito della prevenzione "le vaccinazioni rappresentano lo strumento più importante per evitare l’insorgere di malattie letali o che comunque possono lasciare sequele neurologiche e permanenti in bambini e adolescenti" conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata meningite, alto tasso mortalità e gravi conseguenze /Scheda

(Adnkronos) - "Devastante" e caratterizzata da "un alto tasso di mortalità" e in grado di determinare "gravi conseguenze a lungo termine". Per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la meningite rimane una minaccia significativa per la salute globale. A preoccupare in particolare medici e autorità sanitarie, per via del suo grave impatto, è la meningite batterica: nel mondo circa 1 persona su 6 che contrae questo tipo di meningite muore, e 1 su 5 presenta gravi complicazioni, segnala l'Oms, evidenziando che "il modo più efficace per fornire una protezione duratura" è ricorrere ai "vaccini" esistenti, che sono "convenienti e sicuri". Il 5 ottobre è la Giornata mondiale della meningite nata per diffondere una consapevolezza sulla meningite e sui suoi sintomi, sulle misure di prevenzione per ridurne l'incidenza, e sulla necessità di attenzione e sforzi globali per sconfiggerla. Nel 2023 – secondo il report ‘Sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive 2021-2023’ dell’Istituto superiore di Sanità - in Italia sono stati segnalati 85 casi di malattia invasiva da meningococco; nel 2022 e nel 2021 ne erano stati segnalati, rispettivamente 57 e 26. Nel 2023 l’incidenza della malattia invasiva da meningococco è risultata maggiore nei bambini con meno di 1 anno (2,54/100.000) e, a seguire, nella fascia di età 15-24 anni (0,34/100.000), come anche registrato nel 2021 e nel 2022. Non solo: nella fascia dei giovani adulti, 15-24 anni, la proporzione dei casi di malattia invasiva da meningococco di sierogruppo B si è mantenuta elevata in tutti e tre gli anni.  Sempre nel 2023 – si legge nel report - sono stati segnalati 6 decessi tra gli 85 casi di malattia invasiva da meningococco. Tra i 6 casi fatali, 4 sono stati causati da ceppi di meningococco di sierogruppo B in soggetti appartenenti alle fasce di età 15-24 anni (2 casi) e 25-64 anni (2 casi). Gli altri 2 casi fatali sono stati causati, rispettivamente, da un ceppo di sierogruppo W e da uno di sierogruppo Y, entrambi nella fascia di età 25-64 anni. Tre casi sono stati riportati con un quadro clinico di meningite e sepsi/batteriemia, 2 casi con sepsi/batteriemia e 1 con meningite. Dal 2021 al 2023 la percentuale di casi di malattia invasiva da meningococco per cui non era disponibile l’informazione relativa al sierogruppo capsulare è diminuita: 9% nel 2023 vs il 23% nel 2022 ed il 31% nel 2021. A causare la meningite sono diversi i microrganismi: batteri, virus, funghi, parassiti. Ma come si manifesta e quali rischi comporta? La meningite, spiegano gli esperti, è l'infiammazione dei tessuti che circondano il cervello e il midollo spinale; può essere fatale, come testimonia l’ultimo caso di cronaca (il 6 settembre scorso un bambino di 3 anni è morto per meningite B a Bari) e richiede cure mediche immediate. I sintomi più comuni sono rigidità del collo, febbre, confusione o stato mentale alterato, mal di testa, nausea e vomito. Ma le caratteristiche cliniche dei pazienti variano a seconda della causa, del decorso della malattia (acuto, subacuto o cronico), del coinvolgimento cerebrale (meningoencefalite) e delle complicanze sistemiche (sepsi).  La meningite batterica è la forma più pericolosa e può portare a decesso in poco tempo dalla scoperta dei sintomi, anche 24 ore. Colpisce persone di qualsiasi età. Contro alcune delle principali cause batteriche esistono trattamenti e vaccini efficaci, ma "la meningite rimane una minaccia significativa in tutto il mondo", ribadisce l'Oms il cui obiettivo è "sconfiggere la meningite entro il 2030".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dolore cronico, presa in carico e appropriatezza prescrittiva

(Adnkronos) - E tu, sai cosa si prova? Comprendere e affrontare il dolore cronico Il dolore cronico è una patologia complessa ed onerosa, che ha ripercussioni sulla vita dei pazienti, dei familiari e sull’economia complessiva del Paese. E incide significativamente anche sulla sostenibilità del Sistema Sanitario, sia in termini di costi diretti che indiretti. In questo episodio, andremo alla ricerca di soluzioni per affrontare queste sfide. Ospiti di Maddalena Guiotto, giornalista Adnkronos: Alberto Magni, Simg - Società italiana di medicina generale; Paolo Betto, Vicedirettore Federfarma; Giandomenico Manna, Head of Medical Affairs Sandoz. "E tu, sai cosa si prova?", il vodcast di Adnkronos in collaborazione con Sandoz dedicato al dolore cronico, è disponibile ogni settimana con un nuovo episodio, su YouTube, Spotify e sulla sezione podcast di adnkronos.com. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dalla guerra alle pandemie, l'Europa si prepara. Cardiologi al lavoro su un progetto per la tenuta del sistema sanitario

(Adnkronos) - La guerra in Ucraina che si trascina ormai dal 2022, i timori mai sopiti di un'escalation nel conflitto, i continui avvistamenti di droni sospetti nei cieli d'Europa. Sul Vecchio Continente non smettono di soffiare venti cupi, a distanza di pochi anni dalla chiusura di un'emergenza planetaria, la pandemia di Covid. Una crisi che aveva consegnato ai Paesi un messaggio chiaro: mai più impreparati. Ma cosa si sta facendo perché questa lezione si concretizzi, soprattutto per infrastrutture essenziali come la sanità? Fra le varie iniziative, ce n'è una che sta seguendo un percorso ufficiale a livello di Ue e coinvolge anche esperti italiani, gli specialisti della Società italiana di cardiologia interventistica (Gise): un progetto per costruire una strategia nazionale di tenuta del sistema sanitario, aggiornando i piani di emergenza anche in vista di scenari bellici che minacciano l’Europa e della possibilità di nuove crisi o pandemie.  Nel dettaglio, l'Italia è sul campo con i suoi 275 centri di emodinamica italiani che fanno parte del progetto europeo 'Resil‑Card'. Un progetto già pronto, su cui si è fatto il punto in occasione del Congresso nazionale Gise in corso a Milano fino a domani, sabato 4 ottobre, e che viene messo a disposizione del Tavolo tecnico istituito dal ministero della Salute lo scorso aprile, che riunisce rappresentanti del Governo, della Sanità e della Difesa. Il gruppo, composto da una decina di esperti, si è già riunito due volte - a giugno e a inizio settembre - con l'obiettivo di definire ruoli, responsabilità e strumenti operativi per rispondere a eventuali crisi complesse, come anche attacchi Crbn (chimici, biologici, radiologici, nucleari) o interventi legati al Patto Atlantico.  Nato in ambito cardiologico con il supporto dell'Ue (programma EU4Health), e promosso dal consorzio We Care con Gise, il progetto Resil Card mette a disposizione degli ospedali uno strumento operativo per verificare la tenuta dei percorsi salvavita e predisporre azioni correttive, prima che sia troppo tardi. Una sorta di 'stress test' che nei mesi scorsi, per quanto riguarda il nostro Paese, ha fatto le sue prove generali in Lombardia e Campania, con la somministrazione di questionari e la raccolta di feedback. "Nel momento in cui il ministero istituisce un Tavolo interministeriale sulla tenuta del sistema, Resil-Card è già pronto. Non è un'ipotesi progettuale, ma uno strumento reale sviluppato insieme a clinici e pazienti, già in fase pilota negli ospedali italiani", sottolinea Francesco Saia, presidente Gise.  Il toolkit consente una valutazione completa e partecipata, grazie a una mappatura dei percorsi di cura e delle fragilità organizzative, al coinvolgimento di medici, infermieri e pazienti, a una misurazione della capacità operativa in condizioni critiche e una serie di raccomandazioni concrete da adottare in ciascuna struttura. "Crediamo che possa diventare uno standard nazionale - aggiunge il presidente eletto Gise, Alfredo Marchese - Gise e Fondazione Gise Ets sono pronti a proporlo come modello tecnico da integrare nella strategia del ministero". Il progetto europeo si è svolto nell'arco di tre anni. L'ultima fase, nel 2026, è quella della cosiddetta 'dissemination', la diffusione dei risultati pratici. Nei prossimi mesi, Gise avvierà un programma di formazione e sensibilizzazione, in collaborazione con Cittadinanzattiva, per facilitare l'adozione del modello su larga scala. Obiettivo: garantire la continuità delle cure, la sicurezza dei pazienti e la capacità di risposta del sistema sanitario, anche nei momenti più difficili. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Opel, uno sguardo sul futuro con la Corsa Gse Vision Gran Turismo

(Adnkronos) - Un concept per riaffermare i valori di sportività del marchio ma anche per ribadire l'approccio 'tedesco' alla progettazione e per anticipare il linguaggio stilistico di domani di Opel. Si gioca su molti livelli il compito della Corsa GSE Vision Gran Turismo che - dopo l'anteprima mondiale all'IAA Mobility 2025 di Monaco di Baviera si è mostrata in Italia a Milano - in contemporanea con l'inserimento in uno dei simulatori di corse più importanti al mondo: Gran Turismo 7. Nella versione 'digital' il prototipo - spinto da due motori elettrici da 350 kW (476 CV), uno su ciascun asse - eroga una potenza complessiva di 588 kW (800 CV), con 800 Nm di coppia e una velocità massima di 320 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in soli 2,0 secondi e con una velocità massima di 320 km/h.  Ma nel concept 'fisico' quello che spicca di più è ovviamente il design muscoloso e potente che - nonostante un ingombro simile a quello di una normale Opel Corsa - diventa più imponente grazie alla riduzione dell'altezza e all'allargamento della carreggiata. Il design complessivo mostra una nuova e più tecnica esecuzione della filosofia 'Bold & Pure' ovvero audace e pura di Opel.  Nella presentazione alla stampa non è stato fatto mistero che sulle Opel di domani possa tornare l'interpretazione del Vizor che caratterizza la GSE Vision Gran Turismo: una fascia che non è più nera ma trasparente e caratterizzata da un gioco di luci che alleggerisce ancora di più la sua presenza. Questo principio continua nella parte posteriore con la luce di stop a bussola creata dalla tecnologia Edge Lighting. Questo si combina con la scritta "OPEL" in grassetto per formare l'elemento centrale. All'interno si ritrova la ricerca di 'purezza' e di personalità con le informazioni più importanti proiettate sull'head-up display, senza bisogno di ulteriori schermi. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)