Il futuro di Rocket League riparte da Unreal Engine 6

(Adnkronos) - Il palcoscenico del Rocket League Championship Series 2026 Paris Major ha regalato un colpo di scena inaspettato. Con un breve teaser trailer è stata infatti annunciata una profonda ristrutturazione tecnica per Rocket League, che beneficerà delle potenzialità del non ancora svelato Unreal Engine 6. Al momento non è chiaro se questa operazione si tradurrà in un semplice aggiornamento grafico, in una riedizione o in un vero e proprio sequel, ma l'annuncio ha catalizzato l'attenzione del settore, offrendo di fatto il primissimo sguardo sulle capacità del prossimo motore di Epic Games. Il filmato, catturato in tempo reale, mostra un comparto visivo di alto livello supportato da un ray tracing avanzato. La clip si concentra su un'auto che compie un salto spettacolare all'interno dello stadio e offre una panoramica del garage, dove vengono passati in rassegna diversi stili di verniciatura, finiture e cerchioni, prima di chiudersi con il nuovo logo di Unreal Engine 6. I dettagli tecnici ufficiali restano per ora piuttosto scarsi. Stando alle ultime indiscrezioni sul tool di sviluppo, la sesta iterazione del motore dovrebbe finalmente sdoganare l'architettura multi-threading per calcoli complessi, superando i limiti delle versioni precedenti legate alle prestazioni in modalità single-core. Questo cambiamento promette di garantire performance nettamente superiori negli scenari in cui la CPU è maggiormente sollecitata, un fattore cruciale se si considera l'impatto del ray tracing in tempo reale sui processori. La nuova piattaforma integrerà inoltre in modo nativo il linguaggio di programmazione Verse, finora relegato all'Unreal Editor di Fortnite, una novità che potrebbe semplificare l'approccio allo sviluppo per i team indipendenti alle prime armi. 
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L'azienda friulana Conpac lancia Evolutiva un nuovo servizio dedicato all'Advocacy

(Adnkronos) - In collaborazione con Conpac Conpac ha creato un servizio in grado di aumentare l'engagement sui social aziendali, al fine di fornire ai propri partner un nuovo servizio disponibile in tutta Italia, che valorizzi il potenziale digitale, oltre a favorire lo scambio di interazioni tra utenti ed espandendo la viralità di ogni post pubblicato. Il servizio si chiama Evolutiva e rappresenta una svolta nel panorama pubblicitario, ed è un servizio innovativo e senza precedenti: un ecosistema digitale all’avanguardia per la valorizzazione la brand awareness di ogni marchio. L'azienda, guidata da Marco Valentinsig Ceo & Owner, ha dichiarato di aver realizzato 3 declinazioni differenti del servizio Evolutiva. La prima versione prevede l'aumento dei follower su Meta (Facebook e Instagram) e viene acquistata prevalentemente da agenzie di ogni tipo, le quali dovendo far crescere le community dei propri clienti, si rivolgono all'azienda Conpac per un supporto di crescita mirato e costante nel tempo. La seconda versione e la terza si focalizzano sulla piattaforma Linkedin e sono due versioni simili, la seconda consente a qualsiasi marchio di aumentare il proprio engagement in termini di like e commenti mediante le interazioni di nuovi utenti; mentre la terza versione riesce a far interagire tutti i profili linkedin dei dipendenti direttamente con i post del brand. Quest'ultima rappresenta una grande novità per il panorama pubblicitario in quanto non esistono servizi simili ed è per questo motivo che Conpac si posiziona al primo posto tra le aziende di marketing più scelte in tutto il Triveneto. “Per noi”, sottolinea Marco Valentinsig “è fondamentale capire le esigenze e gli obiettivi del mercato per poi costruire, attraverso i nostri servizi, strategie che possano garantire a ogni partner una crescita considerevole”. Conpac collabora con più di 50 brand e oltre un centinaio di agenzie pubblicitarie e dà accesso diretto alle soluzioni e ai partner che permettono di crescere, sfruttando sinergie e competenze. 
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Quarta edizione del Taranto Eco Forum 2026

(Adnkronos) - La conclusione della quarta edizione del Taranto Eco Forum, ospitata presso la sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha evidenziato come il monitoraggio delle nuove tecnologie e l'analisi dei modelli di governance energetica richiedano una cooperazione stabile tra pubblico e privato. Il forum si è sviluppato attraverso sessioni tecniche e approfondimenti mirati, configurandosi come un punto di osservazione sulle dinamiche della transizione ecologica in Italia e sul ruolo dei distretti industriali meridionali nel quadro delle direttive europee sullo sviluppo sostenibile. L'estensione logistica e la risposta della filiera produttiva sono documentate dalle metriche registrate nel corso delle tre giornate di attività. Il consuntivo dell'evento rileva la presenza fisica di circa 3000 partecipanti e il coinvolgimento di oltre 130 realtà nazionali, tra partner aziendali, associazioni di categoria e organismi di patrocinio. Il programma scientifico, articolato in più di 20 tavole rotonde, ha visto l'intervento di 170 relatori e si è avvalso del coordinamento del Comitato Tecnico Scientifico presieduto da Vito Felice Uricchio, Commissario Straordinario per gli interventi di bonifica e riqualificazione dell’area di Taranto. I tavoli di lavoro hanno affrontato i nodi strategici della gestione dei territori complessi, integrando sessioni internazionali e incontri focalizzati sull'applicazione delle innovazioni tecnologiche alla tutela ambientale. La cooperazione tra i diversi livelli amministrativi ha permesso l'integrazione nel dibattito di rappresentanti del Parlamento Europeo, del Governo, della Regione Puglia e del Comune di Taranto, co-organizzatore dell'iniziativa promossa da Eurota ETS in collaborazione con Futureventi e RemTech Expo.  
Patrick Poggi, presidente di Eurota ETS, ha commentato gli esiti della manifestazione: "I risultati raggiunti in questa edizione sono contemporaneamente il frutto di quanto seminato nelle precedenti edizioni, ma soprattutto il terreno sul quale costruiremo il futuro del TEF, che consolida la sua posizione di evento di riferimento nel settore, appuntamento immancabile per chi vuole confrontarsi, per chi vuole costruire e realizzare progetti concreti, per chi ha a cuore un modello di sviluppo che tenga insieme le nuove frontiere dell’innovazione e della sostenibilità e il benessere delle comunità".  
Silvia Paparella, general manager di RemTech Expo, ha concluso: "Il TEF 2026 si chiude lasciando una visione concreta di futuro. Continuiamo a trasformare le idee in valore per i territori e per le persone".  
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Tutela della biodiversità marina: consegnata la Carta 2026

(Adnkronos) - In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, svoltasi presso la Tenuta Presidenziale di Castelporziano alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il Consiglio nazionale delle ricerche, la Fondazione Marevivo e il National Biodiversity Future Center hanno formalizzato le linee guida per la protezione degli ecosistemi marittimi. L'iniziativa ha richiamato i principi sanciti dall'Articolo 9 della Costituzione italiana, che riconosce la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi come valori fondanti dell'ordinamento repubblicano, delineando un quadro programmatico in cui la ricerca scientifica diventa lo strumento centrale per contrastare gli effetti della crisi climatica e il degrado antropico dei bacini idrici.  

Crediti Uffici stampa Quirinale

 

 

  Il percorso divulgativo e scientifico sviluppato all'interno della tenuta ha permesso di illustrare l'impatto delle attività umane sui sistemi naturali attraverso progetti di monitoraggio e campagne europee di citizen science, come il programma Plastic Pirates - Go Europe condotto dal Cnr con il coinvolgimento attivo delle istituzioni scolastiche. All'interno degli spazi espositivi, il Cnr ha presentato una selezione di contenuti tratti dalla mostra interattiva Antropocene, mentre il National Biodiversity Future Center ha esposto l'indagine scientifica sul viaggio negli ecosistemi italiani, affiancata dalle installazioni dedicate alla transizione ecologica. Il fulcro normativo della giornata si è concretizzato nella consegna al Capo dello Stato della Carta per la tutela della Biodiversità Marina, un documento programmatico volto a promuovere l'applicazione della Legge numero 60 del 2022, nota come SalvaMare, e a valorizzare il ruolo strategico delle 32 Aree Marine Protette italiane come laboratori stabili di ricerca, formazione e divulgazione scientifica.  

Crediti Uffici stampa Quirinale

   La convergenza tra educazione e rigenerazione ambientale costituisce il nucleo delle strategie proposte dai vertici delle organizzazioni coinvolte. Rosalba Giugni, Presidente di Fondazione Marevivo, ha sottolineato la rilevanza formativa del progetto: “Siamo convinti che l'educazione ambientale sia un punto cardine nella formazione dei cittadini, perché non si può proteggere ciò che non si conosce. Ogni giovane può diventare custode del mare e il futuro dell'oceano si scrive oggi, nelle aule scolastiche e nelle scelte quotidiane. Ricerca, Educazione, Partecipazione, Norme e Cura sono le parole-chiave della rotta da seguire. Il mare ci ha generati. Tocca a noi, ora, educare al suo futuro per difendere la vita sul pianeta”. Questa visione si inserisce nel quadro delle attività di monitoraggio condotte dai ricercatori, come confermato dal Presidente del Cnr Andrea Lenzi: “La tutela della biodiversità, sancita in questi giorni anche dal rinnovo dell'Accordo tra Cnr e il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, rappresenta una responsabilità collettiva e una priorità imprescindibile del nostro impegno quotidiano di ricercatori. Significa difendere il patrimonio ambientale, economico e culturale del nostro Paese, uno dei più ricchi di biodiversità a livello mondiale”.  

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    L'evoluzione dei modelli di protezione ambientale impone il superamento della vecchia concezione puramente vincolistica della tutela, per approdare a un sistema in cui il ripristino della natura si configuri come un fattore di sviluppo economico e stabilità sociale. Luigi Fiorentino, Presidente del National Biodiversity Future Center, ha precisato questa transizione metodologica: “La sfida di oggi è passare dalla tutela dell'ambiente ad una cultura della biodiversità, dove il ripristino della natura non è visto come un costo, ma come un atto di civiltà, necessario motore di un differente sviluppo. In questa prospettiva, l'obiettivo di NBFC è riuscire a portare la tutela e il ripristino della biodiversità fuori dal recinto di un'operazione tecnica, per divenire un'ambizione e una pratica comune”. La tracciabilità dei dati sulla salute marina, l'implementazione dei corridoi ecologici e il coinvolgimento degli istituti tecnici nautici nei programmi di monitoraggio testimoniano la volontà di strutturare una rete permanente di sorveglianza ambientale, capace di garantire il ricambio generazionale nelle professioni legate alla biologia marina e alla gestione sostenibile del territorio. 
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XPENG Robotaxi: al via la produzione

(Adnkronos) - La corsa alla guida autonoma entra in una nuova fase e questa volta il protagonista arriva dalla Cina. XPENG ha ufficialmente avviato la produzione in serie del proprio Robotaxi, segnando un passaggio che potrebbe avere un impatto enorme sull’intero settore automotive mondiale. Non si tratta soltanto dell’ennesimo prototipo tecnologico, ma di un modello sviluppato per entrare concretamente nel mercato della mobilità urbana autonoma nei prossimi anni. Il progetto rappresenta uno dei risultati più avanzati raggiunti finora dall’industria cinese nel settore delle auto intelligenti. XPENG ha infatti sviluppato internamente l’intera architettura del veicolo, dal software ai chip dedicati all’intelligenza artificiale, fino alla piattaforma tecnica utilizzata per la guida autonoma.  Il nuovo Robotaxi XPENG nasce sulla piattaforma GX ed è progettato per raggiungere il livello L4 di guida autonoma, cioè una modalità capace di gestire la maggior parte delle situazioni di traffico senza l’intervento umano. Il sistema utilizza quattro chip AI proprietari Turing che garantiscono una capacità di calcolo estremamente elevata, indispensabile per elaborare in tempo reale enormi quantità di dati provenienti da telecamere e sensori.  La scelta tecnica più interessante riguarda proprio il sistema di percezione ambientale. XPENG ha deciso di rinunciare al LiDAR, tecnologia utilizzata da molti concorrenti, affidandosi invece a una piattaforma pure vision supportata dal modello VLA 2.0. In pratica il veicolo interpreta ciò che accade attorno a sé principalmente attraverso telecamere e intelligenza artificiale avanzata, riducendo la complessità hardware e abbassando i costi industriali. L’abitacolo è stato pensato come uno spazio premium dedicato ai passeggeri, con sedili comfort gravity, schermi posteriori per l’intrattenimento e vetri privacy. Attraverso l’assistente vocale integrato sarà possibile controllare diverse funzioni del veicolo durante il tragitto. 
XPENG punta ad avviare i primi servizi pilota entro la fine del 2026.
 
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Stellantis FaSTLAne 2030, il piano da 60 miliardi per rilanciare crescita e redditività

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Stellantis alza il velo su FaSTLAne 2030, il nuovo piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro pensato per rafforzare crescita, redditività e competitività globale. Presentato durante l’Investor Day di Auburn Hills, nel Michigan, il programma punta a ridefinire il futuro del gruppo attraverso una combinazione di nuovi prodotti, tecnologie avanzate e partnership industriali. Il CEO Stellantis Antonio Filosa ha spiegato come il progetto sia stato costruito mettendo il cliente al centro, con l’obiettivo di valorizzare la forza dei marchi del gruppo e migliorare l’efficienza industriale. Il piano prevede oltre 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti significativi entro il 2030, includendo elettriche, ibride plug-in, full hybrid e motorizzazioni termiche evolute. Grande attenzione sarà dedicata ai quattro marchi globali considerati strategici: Jeep, Ram, Peugeot e FIAT. Su questi brand verrà concentrato il 70% degli investimenti dedicati a prodotti e sviluppo. Parallelamente, marchi regionali come Alfa Romeo, Citroen e Opel continueranno a beneficiare delle piattaforme globali del gruppo.  Uno dei pilastri del piano riguarda l’investimento di oltre 24 miliardi di euro in piattaforme, propulsori e software. Entro il 2030 metà della produzione globale sarà realizzata su tre piattaforme modulari, tra cui la nuova STLA One. Cresce inoltre il ruolo dell’intelligenza artificiale, che sarà integrata nei sistemi STLA Brain, STLA SmartCockpit e STLA AutoDrive previsti dal 2027. 
FaSTLAne 2030 punta anche a una maggiore efficienza produttiva. In Europa Stellantis ridurrà la capacità produttiva in eccesso e aumenterà l’utilizzo degli impianti fino all’80%. In Italia sarà centrale lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, scelto per la futura E-Car elettrica compatta destinata al mercato europeo. Sul fronte industriale, Stellantis rafforzerà inoltre collaborazioni strategiche con partner internazionali come Leapmotor, Dongfeng e Tata, oltre ad accordi tecnologici con aziende specializzate in IA e batterie. Il gruppo punta così a migliorare margini e redditività in tutte le regioni, accelerando sviluppo prodotto e riducendo i tempi di lancio dei nuovi modelli da 40 a 24 mesi. 
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Piaggio Beverly 25th Anniversary, edizione speciale per i 25 anni

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Piaggio Beverly compie 25 anni e celebra questo importante traguardo con una serie speciale dedicata. Il nuovo Piaggio Beverly 25th Anniversary rende omaggio a uno degli scooter più apprezzati del mercato europeo, capace di superare quota mezzo milione di esemplari venduti in oltre cinquanta Paesi. Lanciato nel 2001, Beverly ha rivoluzionato il segmento grazie a una formula che unisce agilità urbana, comfort da granturismo e comportamento dinamico vicino a quello di una moto. Oggi questa filosofia viene reinterpretata attraverso un allestimento esclusivo che richiama il design delle prime versioni, aggiungendo però lo stile sportivo dell’attuale generazione. La nuova colorazione Grigio 25th Anniversary, con finitura opaca metallizzata, è impreziosita da dettagli oro e grafiche dedicate che percorrono l’intera carrozzeria. Tornano inoltre elementi iconici come il cupolino fumé, già protagonista sul primo Beverly. Cerchi nero lucido con inserti oro, sella dedicata con doppie cuciture e targhetta celebrativa completano un look elegante ma grintoso.  Il nuovo Piaggio Beverly 25th Anniversary sarà disponibile nelle varianti 310 e 400. La versione 310 monta un monocilindrico da 27,7 CV, progettato per offrire fluidità e brillantezza soprattutto nella guida urbana. Il Beverly 400, invece, raggiunge 35,9 CV e 37,7 Nm di coppia, confermandosi una delle proposte più performanti del segmento scooter crossover. Piaggio punta così a valorizzare uno dei modelli più rappresentativi della propria storia recente, mantenendo inalterata la combinazione tra comfort, sicurezza e piacere di guida che ha decretato il successo del Beverly fin dal debutto. 
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ATFlow presenta in Italia Linktour e GAC Aion

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ATFlow amplia il proprio portafoglio marchi e annuncia l’ingresso sul mercato italiano di Linktour e GAC Aion. La società di Autotorino rafforza quindi la sua presenza in Italia oltre i marchi già distribuiti come KGM, XPeng e Ineos. L’obiettivo è costruire un’offerta complementare, orientata alle nuove esigenze dei clienti e all’evoluzione del settore, con particolare attenzione all’elettrificazione, alla mobilità urbana e all’arrivo di nuovi player globali.  
Linktour, brand del gruppo Weiqiao Pioneering Group, si posiziona nel campo della mobilità elettrica urbana con una proposta focalizzata su veicoli leggeri, accessibili e sostenibili. Con i modelli Alumi e Alumi Elite, il marchio introduce una gamma di quadricicli leggeri e pesanti pensata per rispondere alle esigenze di un pubblico giovane ma anche adulto. L'altra novità è rappresentata da GAC Aion, marchio del gruppo cinese Guangzhou Automobile Group, realtà automotive con presenza internazionale e centri di ricerca e sviluppo in diverse aree del mondo, tra cui un centro stile a Milano. Il brand entra nel mercato italiano con due modelli elettrici, Aion UT, hatchback compatta di segmento C, e Aion V, SUV di segmento D. “La presentazione di Linktour e GAC Aion rappresenta un passaggio significativo nel percorso di crescita di ATFlow”, commenta Mattia Vanini, presidente di ATFlow. “Continuiamo a investire nell’individuazione di brand capaci di interpretare l’evoluzione della mobilità e dell’offerta, con l’obiettivo di proporre ai nostri partner scelte solide e competitive e ai nostri clienti soluzioni sempre più evolute, accessibili e sostenibili”. 
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Changan accelera in Italia e svela la Deepal S05 Ultra Hybrid

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Changan rafforza la propria presenza sul mercato italiano presentando la nuova Deepal S05 Ultra Hybrid, un C-SUV plug-in hybrid progettato per l’Europa e già ordinabile presso la rete vendita italiana del marchio. La nuova Changan Deepal S05 Ultra Hybrid è un SUV che abbina un motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 172 kW a un motore benzina quattro cilindri da 1,5 litri e 63 kW, per una potenza complessiva di 258 CV. La vettura offre fino a 100 chilometri in modalità 100% elettrica e oltre 1.000 chilometri di autonomia combinata. La batteria al litio-ferro-fosfato da 18,42 kWh supporta la ricarica rapida fino a 55 kW, consentendo di passare dal 30 all’80% in 15 minuti. Accanto alla nuova variante plug-in hybrid, Changan ha esposto anche la Deepal S07 BEV, SUV 100% elettrico sviluppato presso il Changan Design Center Europe di Torino, con un'autonomia fino a 475 km. La gamma italiana comprende inoltre la Deepal S05 BEV, un SUV elettrico compatto disponibile sia a trazione posteriore sia integrale, con batteria LFP da 68,8 kWh, ricarica in corrente continua fino a 200 kW e autonomia fino a 485 km. Tutti i modelli Changan sono ordinabili in Italia attraverso una rete composta oggi da 40 showroom, destinata a crescere fino a 70 punti vendita entro la fine del 2026. 
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Energia, Lorenzoni: "Oggi chi autoproduce sfida i grandi fornitori"

(Adnkronos) - "Oggi i migliori concorrenti dei fornitori di energia sono i consumatori, perché quando si autoproducono l'energia, che sia elettrica o termica, riescono ad essere più competitivi rispetto ai grandi fornitori di energia". Così Arturo Lorenzoni, docente di Energy Economics e Electricity Market all'Università di Padova, è intervenuto al panel “I nuovi mestieri dell'energia” al Festival dell'economia di Trento, parlando di “rivoluzione copernicana” in corso nel rapporto tra consumatori e produttori di energia. “Non si vende più un bene ma un servizio – ha aggiunto l'esperto – allora ecco che le grandi imprese e le grandi utility che hanno caratterizzato il XX secolo, oggi hanno una penalizzazione competitiva, perché ci sono delle diseconomie di scala nelle imprese di grandi dimensioni”. “Saranno le aggregazioni di consumatori stessi gli elementi di innovazione e di creazione di valore nel mercato dell'energia”, ha concluso. 
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