Aritmie fatali nei giovani, da ricerca italiana scoperta genetica rivoluzionaria

(Adnkronos) - Passo importante per la comprensione della prima causa di morte improvvisa nei giovani. È stata appena pubblicata sull’'European Heart Journal', il giornale di cardiologia più importante al mondo, una scoperta con determinanti ricadute cliniche che riguarda la sindrome del Qt lungo, la prima causa di morte improvvisa nei giovani. "Si tratta di una malattia genetica non comune ma non rara (ha una prevalenza di una su 1500 persone) caratterizzata da un allungamento dell’intervallo Qt dell’elettrocardiogramma e che si manifesta con improvvise perdite di coscienza, arresto cardiaco o morte improvvisa. Sono i bambini e i giovani che muoiono improvvisamente durante sforzi fisici, nuotando, o durante forti emozioni, spaventi, al risveglio o per un rumore improvviso, come il suono di un campanello. Le due forme più comuni sono chiamate LQT1 e LQT2 sulla base dello specifico gene le cui mutazioni causano la malattia". L’autore principale dello studio è il professor Peter Schwartz, direttore del Centro Aritmie Genetiche dell’Irccs Istituto Auxologico Italiano di Milano, coadiuvato da colleghi svedesi, americani e di Hong Kong, e soprattutto dal suo gruppo di ricerca comprendente i professori Lia Crotti, Massimiliano Gnecchi (dell’Università di Pavia) e il dottor Luca Sala di Auxologico. Il punto di partenza dello studio è stata la domanda che il professor Schwartz si era posto 25 anni fa: "Perché due fratellini che hanno la stessa identica variante genetica causa della stessa malattia hanno spesso destini molto diversi, con uno che muore improvvisamente mentre l’altro ha una vita completamente normale?”. Fu allora che Schwartz postulò che ci fossero "altre varianti genetiche, relativamente comuni e innocue per le persone sane ma con la capacità – nel caso di malattie genetiche – di modificare l’effetto della mutazione-malattia o in senso protettivo o nel senso di aumentare il rischio di aritmie fatali", sottolinea la nota dell'Irccs Auxologico. Dalle sue ricerche in Sud Africa, su 500 persone appartenenti a 26 famiglie tutte discendenti da un olandese giunto lì nel 1690 e tutti affetti dalla sindrome del QT lungo tipo 1, ha identificato nel 2005-2010 i primi 'geni modificatori' per malattie cardiache. Poi nel 2018 lo spunto per la nuova scoperta. "Un ragazzo con la sindrome del QT lungo tipo 1 e arresto cardiaco aveva il padre e due zii con la stessa mutazione-malattia ma senza sintomi. Grazie alle metodiche (cellule staminali pluripotenti) che permettono lo sviluppo e poi lo studio delle cellule del cuore del paziente nel laboratorio di Auxologico, fu possibile identificare una variante di un gene (MTMR4) presente solo nei familiari del ragazzo che non avevano aritmie. Studi successivi identificarono il meccanismo con il quale questa variante aveva un effetto “protettivo”: interagendo con un altro gene riuscivano a minimizzare la conseguenza della mutazione che causa la malattia. Si trattava di un grande passo in avanti perché il meccanismo d’azione dei 'geni modificatori' era ignoto. Tuttavia vi era anche il limite di una osservazione che, per quanto interessante, era limitata ad una singola famiglia", prosegue la nota.   Nel 2019 Schwartz decise di andare a fondo e di vedere se si trattava di una osservazione isolata o di un fenomeno generale per tutti i pazienti con la sindrome del QT lungo tipo 1. "Successivamente, l’analisi in dettaglio del meccanismo d’azione di questa variante genetica suggerì che, almeno teoricamente, la stessa variante potesse avere effetto anche sulle mutazioni genetiche che causano la sindrome del QT lungo di tipo 2 ma in senso opposto, e cioè aumentando il rischio di aritmie minacciose. Lo studio - evidenzia la nota - venne quindi esteso a tutti i pazienti LQT1 e LQT2 seguiti a Milano dal gruppo di Schwartz e i dati appena pubblicati su ben 1192 pazienti dimostrano in modo conclusivo qualcosa che non era mai stato neppure preso in considerazione e cioè che una stessa variante genetica, relativamente comune, possa ridurre il rischio in un tipo di sindrome del QT lungo ed aumentarlo in un altro. Questi risultati sviluppano un nuovo concetto per la genetica delle aritmie e cioè che le conseguenze elettrofisiologiche dei “geni modificatori” dipendono fortemente dal contesto molecolare e funzionale della mutazione che crea la malattia. E più ancora che la propensione individuale alle aritmie potenzialmente letali non dipenda solo, come si credeva, dalla mutazione che causa la malattia ma anche dal più ampio panorama genomico nel quale si colloca. Il che vuol dire che ogni paziente può rispondere in modo diverso e che quindi è sempre più necessario pensare in termini di medicina personalizzata". Alla domanda se questa scoperta, a prescindere dalla evidente rivoluzione concettuale, abbia risvolti pratici il professor Schwartz ha risposto: “Già da molti mesi il Centro da me diretto all’Istituto Auxologico Italiano è il primo al mondo a verificare, con lo screening genetico di routine, in tutti i nostri pazienti con la sindrome del QT lungo se sono o meno portatori di questa variante sul gene MTMR4. Se sono pazienti LQT1 sappiamo di poter stare un po' più tranquilli, se sono pazienti LQT2 sappiamo di dover usare una strategia di prevenzione più completa o più aggressiva. Questa è davvero medicina di precisione". Rispetto ai risvolti per nuove terapie, "stiamo studiando, con metodiche di intelligenza artificiale, se questo meccanismo (riduzione del fisiologico processo di degradazione dei canali ionici) possa essere riprodotto in nuove molecole come modalità terapeutica per pazienti LQT1 con forme particolarmente gravi", conclude Schwartz  
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Nuova espansione GCC Pokémon 2026: Caos Nascente disponibile

(Adnkronos) - The Pokémon Company International ha formalizzato l'immissione sul mercato della nuova espansione tematica denominata Megaevoluzione - Caos Nascente, segnando l'aggiornamento dei cataloghi globali presso i rivenditori autorizzati. L'introduzione di questa serie di contenuti risponde alla necessità di rinnovare periodicamente i formati competitivi attraverso l'inserimento di varianti strategiche inedite, che modificano l'interazione tra le risorse durante le sessioni di gioco. La linea di prodotti si articola nelle classiche buste di espansione, nei set speciali destinati ai giocatori avanzati e nelle collezioni tematiche, integrando la distribuzione cartacea con quella digitale per garantire la continuità dei flussi di gioco tra i diversi segmenti di utenza.  Sotto il profilo delle meccaniche di gioco, il nucleo dell'aggiornamento si concentra sul ritorno e sulla rimodulazione dei Pokémon-ex Megaevoluzione, una specifica categoria di elementi che altera i parametri di potenza e le opzioni tattiche disponibili sul terreno di sfida. La struttura narrativa e competitiva dell'espansione si sviluppa attorno a figure come Mega Floette-ex, Mega Greninja-ex, Mega Pyroar-ex e Mega Dragalge-ex.   

 

 

 
Le nuove configurazioni includono carte contraddistinte da illustrazioni a doppia sagoma, progettate per mostrare visivamente lo stadio evolutivo precedente del personaggio. Questo tipo di design risponde alla duplice funzione di incentivare l'interesse collezionistico, grazie alla classificazione di rarità elevata, e di agevolare la riconoscibilità delle combinazioni di gioco durante le competizioni ufficiali del circuito internazionale. La contemporanea disponibilità dei contenuti sul GCC Pokémon Live estende la portata della pubblicazione ai dispositivi mobili basati su sistemi operativi iOS e Android, oltre alle versioni desktop per macOS e Windows. La transizione digitale include l'attivazione di un sistema di ricompense progressivo tramite il Pass lotta integrato, che fornisce agli utenti configurazioni di mazzi precostruiti incentrati sulle nuove dinamiche di gioco.  
Per consolidare l'interesse della community verso i formati non strutturati, è stata implementata la modalità digitale Sfida Strategica. Questo formato simula l'esperienza dei tornei di pre-rilascio fisici, costringendo i giocatori a competere utilizzando un mazzo ridotto a 40 elementi e assemblato attraverso una selezione casuale di buste digitali.  
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L'IA e consumi, l'82% degli utenti usa strumenti intelligenti per decidere cosa comprare

(Adnkronos) - Secondo i dati emersi dalla ricerca internazionale sulle Organizzazioni Agentiche, condotta su un campione di 900 professionisti tra Stati Uniti, Europa e Singapore da Hotwire Global in collaborazione con House of Beautiful Business, l’intelligenza artificiale ha cessato di essere un semplice strumento consultivo per trasformarsi in un vero e proprio intermediario commerciale. Le rilevazioni indicano che l’82% dei consumatori utilizza sistemi intelligenti per orientare le proprie scelte d'acquisto, spaziando dalla pianificazione dei flussi turistici alla selezione dei beni di largo consumo, delineando un panorama in cui il rapporto diretto tra utente e marchio viene mediato da un'infrastruttura di calcolo predittivo. Questa evoluzione del percorso di acquisto si riflette nella tendenza a delegare le scelte operative più complesse o ripetitive. Quasi un consumatore su tre, pari al 32% degli intervistati, si dichiara propenso a permettere a un assistente digitale di effettuare transazioni in totale autonomia, escludendo la necessità di verificare i singoli passaggi intermedi, mentre un ulteriore 23% si mostra aperto a tale scenario nel breve periodo.  Questo passaggio sposta l'asse della competizione industriale: i marchi non si rivolgono più esclusivamente a un pubblico umano, ma devono strutturare le proprie informazioni affinché risultino accessibili e interpretabili dalle macchine. Di conseguenza, il 60% delle organizzazioni monitora attivamente il modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale descrivono la propria identità, sebbene il 22% dei manager riscontri distorsioni o mancanze di accuratezza nelle sintesi generate, che tendono ad appiattire gli elementi narrativi a favore di dati puramente comparabili.  

Beatrice Agostinacchio, Managing Director di Hotwire per l'area Italia e Spagna

   La ridefinizione delle strategie comunicative impone alle imprese di colmare un divario strutturale e metodologico ancora diffuso. Sebbene l'84% delle aziende si consideri parzialmente pronta a operare in contesti di mercato governati dagli algoritmi, solo il 29% dichiara un livello di preparazione avanzato. Beatrice Agostinacchio, Managing Director di Hotwire per l'area Italia e Spagna, ha analizzato questa transizione: “L’aspetto più rilevante che emerge dalla nostra ricerca non è tanto che i consumatori utilizzino l’intelligenza artificiale nelle loro scelte di acquisto quotidiane, ma che inizino a delegare alla tecnologia una parte crescente del processo decisionale. Questo sposta il punto di competizione: i marchi non devono più solo convincere, ma essere selezionati da sistemi che operano secondo logiche diverse da quelle umane. In questo nuovo universo, il successo dipende dalla capacità di essere rappresentati in modo chiaro e coerente all’interno degli ecosistemi digitali. È una nuova sfida che pone nuove logiche e chi sarà in grado di abbracciarle avrà certamente un vantaggio competitivo”.  
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Acqua, quanta berne al giorno e come capire se è abbastanza

(Adnkronos) - "Per uomini e donne la regola è la stessa: bere 2 litri d'acqua al giorno, distribuiti nell'arco delle 24 ore, a piccoli sorsi e con frequenza. Non è corretto assumere grandi quantità d'acqua tutte insieme appena svegli". Lo spiega all’Adnkronos Salute Vincenzo Mirone, responsabile dell'Ufficio paziente della Società italiana di urologia (Siu), professore di Urologia all'università Pegaso e presidente della Fondazione Pro - Prevenzione e ricerca in oncologia. Con l'arrivo del caldo e le giornate trascorse al mare o all'aperto, secondo l'esperto il fabbisogno aumenta: "In spiaggia, anche sotto l'ombrellone, è consigliabile arrivare a circa 3 litri d'acqua al giorno, sempre bevendo poco e spesso", sottolinea Mirone. Un indicatore utile per capire se si è idratati correttamente è il colore delle urine. "Le urine - ricorda Mirone - dovrebbero avere un colore giallo paglierino. Se diventano troppo scure, significa che sono molto concentrate e che probabilmente si sta bevendo troppo poco. Controllarne il colore può essere un semplice campanello d'allarme", osserva l'urologo. Sul tipo di acqua da scegliere - naturale, frizzante o leggermete gassata - Mirone invita a non complicarsi la vita: "Va bene l'acqua che piace di più. L'importante è bere con regolarità: se un'acqua è più gradevole, sarà più facile mantenere una corretta idratazione". Infine, due consigli pratici. "Le donne soggette a cistiti dovrebbero aumentare l'assunzione di acqua per aiutare a prevenire e gestire il disturbo. Gli uomini anziani con problemi prostatici, invece, dovrebbero evitare di bere nelle 2 ore prima di andare a dormire, per ridurre il rischio di minzioni notturne frequenti". 
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Turismo: la regione croata di Slavonia-Baranja guarda al mercato italiano con wine tourism, outdoor e natura

(Adnkronos) - La regione della Croazia continentale Slavonia-Baranja, situata a circa due ore d’auto da Zagabria, guarda al mercato italiano puntando su wine tourism, outdoor e natura. “L’enogastronomia è uno dei nostri principali asset, insieme alle quattro aree vitivinicole e a una tradizione vinicola che supera gli 800 anni. Tra gli eventi di punta figurano la Wine Marathon e gli itinerari lungo il Danubio. Accanto al turismo del vino tra i punti dell'offerta anche il Parco naturale di Kopački rit, definito l’'Amazzonia d’Europa', meta per birdwatching, cicloturismo e percorsi fluviali. Sul fronte hospitality, la regione investe in nuove strutture wellness e congressuali come il Materra, spa hotel e congress center immerso nel paesaggio rurale. Cuore della regione è Osijek, quarta città della Croazia sul fiume Drava e hub ideale per esplorare il territorio. Focus è sviluppare collaborazioni con tour operator e agenzie per creare pacchetti dedicati a piccoli gruppi, cicloturismo, esperienze rurali ed enogastronomiche. Elemento distintivo del territorio è anche la tradizione legata al rovere di Slavonia, apprezzato a livello internazionale per la produzione di botti destinate all’affinamento dei vini", ha dichiarato Ivana Jurić, vicedirettrice della Regione Osijek-Baranja. Nominata tra le 10 regioni più accoglienti al mondo da Booking.com nel 2025 e incoronata Regione vinicola europea Dionisio per il 2025, la Slavonia e Baranja, il cuore autentico della Croazia dell’est, è l’ideale per chi ama la tradizione, il buon vino e l'incontro con la gente del posto, vera e autentica.   
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Aspettando iPhone Ultra: tutte le novità di iOS 27

(Adnkronos) - Apple non svelerà iOS 27 prima della Worldwide Developers Conference di giugno, ma i dettagli sulla prossima generazione del sistema operativo mobile sono già emersi in rete. Dopo le importanti modifiche estetiche introdotte lo scorso anno, la nuova release si concentrerà sul supporto al debutto hardware del primo iPhone Fold, su una versione di Siri profondamente rivista e su ottimizzazioni strutturali pensate per migliorare la reattività del sistema e l'autonomia della batteria. Il rilascio ufficiale seguirà la consueta tabella di marcia, con l'anteprima l'8 giugno in occasione del keynote della WWDC e la distribuzione globale a settembre, in concomitanza con il lancio dei nuovi smartphone. La novità principale sul fronte hardware sarà la gestione dello schermo pieghevole. A settembre Apple presenterà un dispositivo con un display da 5,5 pollici da chiuso e da 7,8 pollici da aperto, caratterizzato da un rapporto di aspetto in 4:3. iOS 27 adatterà l'interfaccia a seconda della configurazione: una modalità standard per lo schermo esterno e un'esperienza simile a quella di iPadOS per la visualizzazione estesa. Il sistema operativo rimarrà iOS e non eseguirà le applicazioni specifiche per iPad, ma introdurrà il multitasking nativo con due app affiancate e barre laterali per i programmi proprietari. L'altro pilastro dell'aggiornamento riguarda Siri. I ritardi nello sviluppo delle funzioni di Apple Intelligence inizialmente previste per iOS 26.4 hanno spinto l'azienda a posticipare i piani, integrando i miglioramenti direttamente in iOS 27. L'assistente vocale si evolverà in un chatbot completo per competere direttamente con le soluzioni di OpenAI, Anthropic e Google. Quest'ultima collaborerà con Apple fornendo un modello personalizzato basato su Gemini. Siri beneficerà di una profonda consapevolezza del contesto personale, analizzando email, messaggi e foto per rispondere a query complesse, e della comprensione di ciò che appare sullo schermo per eseguire azioni contestuali all'interno delle applicazioni. Il rinnovamento dell'assistente passerà anche da un'applicazione dedicata, strutturata con una griglia delle conversazioni passate, una barra di ricerca e la possibilità di avviare chat testuali o vocali tramite bolle in stile iMessage. L'interfaccia di sistema si sposterà all'interno della Dynamic Island, che mostrerà animazioni dedicate durante l'elaborazione delle richieste per poi espandersi in schede traslucide. Apple aprirà inoltre il sistema a chatbot di terze parti: tramite la sezione "Estensioni" nelle impostazioni, gli utenti potranno scegliere soluzioni alternative come Claude o Gemini per gestire gli strumenti di scrittura o la generazione di immagini, potendo persino associare voci differenti ai singoli servizi. Nel framework di sviluppo, la nuova libreria Core AI prenderà il posto di Core ML. Sul fronte delle funzionalità multimediali e degli strumenti di produttività, l'applicazione Foto integrerà i nuovi strumenti "Extend", per espandere i bordi delle immagini tramite intelligenza artificiale, "Enhance" per la correzione automatica di luci e colori, e "Reframe" per modificare la prospettiva degli scatti spaziali. L'app Comandi rapidi permetterà di creare flussi di lavoro complessi partendo da richieste in linguaggio naturale, mentre gli strumenti di scrittura includeranno un correttore grammaticale avanzato con un menu a scorrimento per accettare o rifiutare le revisioni. Cambiamenti minori toccheranno l'app Calendario, che integrerà funzioni predittive, e la generazione di Genmoji, ottimizzata per ridurre i consumi energetici e il surriscaldamento del dispositivo. Il design generale manterrà l'estetica Liquid Glass, ma reintrodurrà una barra di navigazione unificata che accorpa la ricerca in applicazioni come Apple Music e Apple TV, eliminando la separazione precedente. Nelle impostazioni di sistema potrebbe debuttare un selettore universale per regolare l'opacità dei menu, estendendo la funzione già vista per l'orologio della schermata di blocco. L'applicazione Fotocamera diventerà più flessibile grazie a una barra di widget personalizzabili per i controlli manuali e a una modalità Siri dedicata, che sfrutterà la Visual Intelligence per scansionare etichette nutrizionali, biglietti da visita o biglietti fisici da convertire in formati digitali. Wallet offrirà la funzione "Create a Pass" per digitalizzare tessere e abbonamenti privi di supporto nativo tramite codici QR. Safari si aggiornerà con una pagina iniziale suddivisa in quattro pannelli per preferiti, segnalibri, elenco di lettura e cronologia. 
Le opzioni di accessibilità si arricchiranno grazie ad Apple Intelligence: VoiceOver Image Explorer offrirà descrizioni dettagliate dei file e dell'ambiente circostante tramite il tasto Azione, Magnifier supporterà comandi vocali diretti e il controllo vocale consentirà l'interazione con elementi dell'interfaccia descritti in modo colloquiale. Saranno introdotti i sottotitoli generati automaticamente sul dispositivo per i video non descritti, il supporto al controller Sony Access e nuove API per integrare interpreti della lingua dei segni in FaceTime. Per quanto riguarda la connettività, Apple collabora con Globalstar per espandere le funzionalità satellitari, studiando soluzioni per la navigazione su Apple Mappe, l'invio di foto in Messaggi e la connessione in background sotto rete 5G, anche in assenza di una linea visiva libera verso il cielo. La priorità degli ingegneri di Cupertino resta la stabilità: gran parte del lavoro si concentrerà sulla rimozione del codice obsoleto e sulla risoluzione dei bug di sistema per garantire una maggiore fluidità generale e un incremento dell'autonomia energetica. Per quanto riguarda la compatibilità, la nuova versione del software potrebbe interrompere il supporto per i dispositivi dotati di chip più datati, escludendo la gamma iPhone 11 e l'iPhone SE di seconda generazione, garantendo l'installazione a partire dai modelli della serie iPhone 12 fino ai successivi. 
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Federlegnoarredo, su Codice edilizia essenziali regole chiare e uniformi a livello nazionale

(Adnkronos) - “La modernizzazione del Codice dell’edilizia rappresenta un passaggio fondamentale per la competitività del settore delle costruzioni, è quindi essenziale che la legge primaria dello Stato definisca principi e regole univoche su tutto il territorio nazionale, evitando che il necessario coinvolgimento degli enti territoriali si traduca in una proliferazione di interpretazioni differenti che creano ostacoli burocratici e incertezze operative per le imprese e per i cittadini”. Lo rende noto FederlegnoArredo in merito agli sviluppi del disegno di legge delega sull’aggiornamento del Codice dell’Edilizia (A.C. 2826). “Il settore - sottolinea FederlegnoArredo - ha bisogno di regole certe stabili e applicate in modo uniforme all’interno di un quadro normativo semplificato, che escluda però un sistema di deroghe e discrezionalità territoriali che rischierebbe di aumentare soltanto i contenziosi. Solo così sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi di semplificazione e dare stabilità al mercato, a tutela dell’intero sistema produttivo delle costruzioni”.  “Per Assotende - dichiara Gianfranco Bellin, presidente dell’associazione che all’interno di FederlegnoArredo rappresenta le aziende produttrici di tende, schermature solari, tessuti tecnici e sistemi di comando e automazione - è fondamentale che il nuovo Codice chiarisca in modo definitivo criteri applicativi e ambiti autorizzativi. Non è infatti accettabile che interventi che la normativa nazionale ricomprende nell’ambito dell’edilizia libera vengano poi assoggettati, a livello locale, a richieste documentali o autorizzative ulteriori. Il principio dell’edilizia libera nasce proprio per semplificare determinati interventi che, per caratteristiche e impatto, non dovrebbero essere sottoposti a procedure complesse. Nella pratica, però, accade spesso il contrario con rallentamenti e costi aggiuntivi per cittadini e imprese. Per questo chiediamo che il nuovo impianto normativo rafforzi la certezza del diritto e limiti i margini di discrezionalità interpretativa”.  
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La guida In autostrada e il vizio di occupare la corsia di sorpasso: non è prudenza ma infrazione

(Adnkronos) - Sulle autostrade italiane, la maggior parte degli automobilisti ma anche autisti di furgoni hanno la cattiva abitudine di viaggiare stabilmente nella corsia centrale, o addirittura in quella di sorpasso, anche quando la corsia di destra è libera per lunghi tratti.  Si tratta di un comportamento spesso percepito come normale, se non addirittura più sicuro, ma in realtà questo modo di guidare può costituire una grave violazione del Codice della strada. La regola è ben chiara. L’articolo 143 del Codice della strada, comma 13, stabilisce che i veicoli devono circolare il più possibile vicino al margine destro della carreggiata. Nelle autostrade e sulle strade a più corsie per senso di marcia, la corsia di destra è quella da utilizzare normalmente per la marcia, mentre le corsie centrali e di sinistra sono destinate unicamente al sorpasso o a specifiche esigenze di circolazione. Di conseguenza, chi resta a lungo nella corsia centrale o di sorpasso con la corsia di destra libera può essere sanzionato anche se rispetta i limiti di velocità. La multa prevista dal Codice varia tra i 42 e i 173 euro. Chi viaggia in autostrada in corsia di sorpasso attua un comportamento particolarmente pericoloso perché altera la fluidità del traffico. In autostrada, dunque, non basta rispettare il limite di velocità: è necessario anche occupare correttamente la corsia di marcia. La corsia di destra non è riservata ai veicoli lenti o ai mezzi pesanti, ma rappresenta la corsia ordinaria di percorrenza. 
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Consulente finanziario e legale la risposta alla crisi di impresa nell'attuale contesto geopolitico

(Adnkronos) - Nell’attuale contesto di crisi geopolitica globale le imprese ne pagano il prezzo: le tensioni frammentano le filiere globali, esponendo le pmi a rischi logistici, dazi e instabilità, specialmente come terziste. Per approfondire l’argomento Adnkronos/Labitalia ha intervistato Simona D’Alessandro, fiscalista del network Partner d’Impresa primo network di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro nato per offrire al mondo delle pmi un sistema di servizi integrati.  
In che termini questo contesto attuale così complesso può risultare un’opportunità per le imprese?
 La situazione odierna pone sfide e scenari incerti ma consente alle aziende un’occasione concreta per sforzarsi a ragionare in ottica preventiva, apprendendo metodi e strategie che consentono di evitare di farsi trovare impreparati al sopraggiungere di crisi e difficoltà. Questo lavoro, se svolto congiuntamente da un consulente economico e legale, permette non solo di quantificare il rischio, ma anche di definire le azioni necessarie per mitigarlo, sul piano finanziario, contrattuale e organizzativo. Occorre, pertanto, rafforzare i presidi legali e di governance. 
Perché la sinergia tra consulenza finanziaria e legale è la strategia per eccellenza per governare i potenziali scenari di crisi?
 Gestire un’impresa richiede un monitoraggio costante dei flussi di cassa, della sostenibilità del debito e della continuità aziendale. Questo equilibrio finanziario è strettamente legato alla sfera giuridica: una crisi di liquidità sfocia facilmente in contenziosi, mentre una rinegoziazione tempestiva dei contratti tutela le relazioni commerciali e l'operatività. In quest'ottica, la pianificazione strategica deve basarsi su simulazioni e scenari alternativi. Anticipare l'impatto di shock esterni – come il calo del fatturato o l'impennata dei costi di energia e materie prime – permette di individuare i punti di rottura e definire in tempo le giuste leve d'azione.  
A cosa servono le simulazioni di cassa?
 L’utilizzo congiunto di simulazioni di cassa e stress test consente di analizzare scenari e possibili soluzioni finanziarie in anticipo, definendo piani di azione per diversi possibili contesti di crisi compatibili con la propria tipologia di azienda. Questo comportamento contribuisce al miglioramento del Dscr (Debt service coverage ratio), indice che esprime la capacità dei flussi di cassa di coprire il servizio del debito, rafforzando l’affidabilità dell’impresa nei confronti degli istituti di credito e fornendo un indicatore di allerta e di prevenzione della crisi d'impresa. 
Quali sono i principali step operativi da considerare?
 Come prima cosa è necessario individuare clienti, fornitori, Paesi, rotte logistiche, fonti energetiche e linee di prodotto più esposte a shock geopolitici. Senza una mappa delle dipendenze, la prevenzione resta astratta. Bisogna poi monitorare la cassa in ottica previsionale; serve una stima di entrate e uscita 3, 6 e 12 mesi, con aggiornamento periodico, per anticipare tensioni di liquidità e fabbisogni finanziari. In seguito è necessario simulare scenari di diversa tipologia di crisi: come l’aumento dei costi energetici, il ritardo negli incassi, la contrazione del fatturato export, il blocco temporaneo di forniture o l’aumento dei tassi, così da individuare in anticipo i punti di rottura. 
Che tipo di controlli è bene fare sui contratti in essere?
  La revisione dei contratti chiave è poi un altro aspetto fondamentale, che consente di inserire clausole di forza maggiore o di rinegoziare termini connessi a tempi di consegna o forniture per evitare che l’eventuale shock diventi inadempimento in maniera automatica. E’ importante anche ridurre la dipendenza da un solo mercato, optando almeno per una seconda fornitura. 
Come fare a diversificare il rischio di impresa?
 Per abbassare il rischio di impresa e tenere sotto controllo la liquidità è necessario segmentare il rischio clienti, monitorare gli incassi scaduti, rivedere i fidi commerciali e valutare strumenti di tutela del credito, perché nei contesti instabili il rischio non è solo vendere meno, ma incassare peggio. Anche aggiornare i prezzi con maggiore frequenza è importante, distinguendo tra listini, commesse e clienti così come valutare formule contrattuali che consentano di assorbire parte degli aumenti di costo. 
In termini di organizzazione aziendale ci sono delle accortezze da considerare?
 In un'ottica puramente preventiva, definire ruoli e responsabilità è fondamentale per evitare il caos nei momenti critici. Formalizzare l'organigramma, le deleghe, le procedure decisionali e i flussi di reporting non è un semplice adempimento burocratico, ma la base degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili indispensabili per garantire la continuità aziendale. Per monitorare la salute del business non serve una quantità eccessiva di dati: bastano pochi indicatori chiave, purché letti correttamente. Tra questi, sono essenziali la cassa prospettica, il Dscr (per misurare la sostenibilità del debito), i giorni medi di incasso, la puntualità dei fornitori, la saturazione produttiva, la marginalità per linea e la concentrazione del portafoglio clienti (per valutare la dipendenza da pochi acquirenti chiave).  (di Sabrina Rosci) 
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Addio ad abeti e pini, come cambieranno le foreste nel 2100

(Adnkronos) - Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica Communications Earth & Environment, che ha visto la collaborazione dell'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche, rivela che entro la fine del secolo circa il 25% delle foreste europee potrebbe subire una variazione radicale della specie dominante. La ricerca evidenzia come l'innalzamento termico e la crescente frequenza degli stress idrici stiano alterando i rapporti di forza biologici all'interno dei popolamenti boschivi, riducendo la capacità competitiva delle conifere a vantaggio di alcune varietà di latifoglie decidue, storicamente confinate in areali differenti. Sotto il profilo metodologico, l'indagine costituisce una delle più vaste analisi macro-ecologiche condotte sul continente europeo, avendo elaborato oltre 135 milioni di anni-simulazione forestale. Per mappare queste transizioni, il team di ricerca ha integrato 17 distinti modelli ecologici di processo sviluppati in diversi contesti nazionali, elaborando i dati tramite algoritmi avanzati di deep learning. Questo sistema di intelligenza artificiale ha permesso di proiettare la risposta adattativa e la capacità di insediamento di nove delle specie forestali più rilevanti per l'economia e l'ambiente del continente. Le proiezioni indicano che, nello scenario climatico più severo, circa 96 milioni di ettari di bosco modificheranno la propria composizione floristica entro il 2100, localizzando le maggiori vulnerabilità nelle aree di transizione come l'arco alpino, la Scandinavia meridionale e le porzioni interne della regione mediterranea. I dati empirici mostrano che sei delle nove specie monitorate registrano un netto declino della propria forza competitiva, con una marcata incidenza sulle conifere sempreverdi quali l'abete rosso, l'abete bianco e il pino silvestre, specialmente nei margini meridionali e più aridi dei loro areali d'origine. Al contrario, specie decidue come il faggio e la farnia dimostrano una superiore resilienza fisiologica, mantenendo o incrementando la propria quota di dominanza nei medesimi contesti. Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom e responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale, ha chiarito la portata del fenomeno: “Le foreste europee non stanno semplicemente reagendo al cambiamento climatico in termini di crescita o mortalità: stanno cambiando gli equilibri ecologici che determinano quali specie riescono a prevalere nel lungo periodo. La perdita di competitività di una specie rappresenta un segnale precoce di possibili cambiamenti nella composizione delle foreste, con conseguenze dirette sulla loro capacità di accumulare carbonio, utilizzare l'acqua e sostenere la biodiversità”. La complessità biologica dei sistemi forestali impone l'adozione di strumenti d'indagine multifattoriali, in grado di connettere i processi biochimici locali con le dinamiche climatiche di macro-scala. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso il medesimo istituto del Cnr, ha precisato: “Questo lavoro dimostra quanto sia importante integrare modelli ecologici di processo, dati climatici e intelligenza artificiale per comprendere la risposta degli ecosistemi forestali ai cambiamenti globali. Le foreste sono sistemi complessi, e coglierne le dinamiche richiede strumenti capaci di osservare contemporaneamente processi biologici, climatici e interazioni tra specie su scale spaziali molto ampie”.  Poiché le conifere rappresentano attualmente più della metà del patrimonio forestale europeo e costituiscono l'asse portante della filiera industriale del legno, la comprensione di queste tendenze diventa un fattore cruciale per la pianificazione e l'economia del territorio.  
Come concluso da Collalti: “Le decisioni selvicolturali prese oggi determineranno il volto delle foreste europee per i primi decenni. Identificare in anticipo le aree più vulnerabili consente di progettare foreste più resilienti, diversificate e capaci di continuare a fornire servizi ecosistemici essenziali in un clima che cambia”. L'evoluzione delle tecniche selvicolturali dovrà quindi basarsi su modelli predittivi robusti per orientare i programmi di riforestazione verso criteri di biodiversità e stabilità ecologica a lungo termine. 
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