Settimana dislessia, dall'etichetta di ragazzi 'svogliati' a legge per tutelari
(Adnkronos) - In passato i ragazzi dislessici venivano etichettati come 'svogliati' o 'pigri', mentre oggi, grazie a strumenti diagnostici più accurati e alla legge, hanno il diritto di essere individuati e sostenuti. Da ieri è iniziata la Settimana della dislessia un appuntamento promosso dall'Associazione italiana dislessia per diffondere consapevolezza, promuovere una scuola inclusiva e valorizzare i talenti di tutte e tutti. Il portale di divulgazione scientifica 'Dottore, ma è vero che...?' curato dalla Fnomceo, la Federazione italiana degli Ordini dei medici e chirurghi, ricorda come per i bambini che sono portati di dislessia esiste oggi un perimetro di norme che garantisce loro una percorso formativo uguale ai compagni. "La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento di origine neurobiologica che riguarda la lettura. Non è una malattia né un deficit di intelligenza, ma una differenza nel funzionamento del cervello che rende più difficile leggere in modo fluido e accurato - ricordano gli esperti -Non è corretto dire che oggi ci siano più casi di dislessia rispetto al passato. Già negli anni Cinquanta gli studi di Rutter e Yule avevano rilevato una prevalenza stabile, attorno al 5-8% della popolazione scolastica. Ciò che è cambiato è la capacità di riconoscere la dislessia". Dal 2010 in Italia esiste una cornice normativa chiara che riconosce i Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) e tutela gli studenti che ne sono portatori. La Legge 170 del 2010 rappresenta un punto di svolta: afferma che i bambini e i ragazzi con dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia hanno diritto a una didattica personalizzata, a strumenti adeguati e a modalità di valutazione che tengano conto delle loro caratteristiche. Alla Legge si affiancano il decreto ministeriale 5669 del 2011 e le Linee guida dell’allora ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (oggi ministero dell’Istruzione e del Merito), che ne definiscono l’applicazione pratica: come si deve redigere un Piano didattico personalizzato (Pdp), quali strumenti devono essere garantiti, come deve svolgersi la collaborazione tra scuola e famiglia. "È un insieme di norme che ha trasformato la scuola: non più luogo in cui chi 'non riesce' resta indietro, ma spazio in cui ogni studente deve avere la possibilità di esprimere al meglio le proprie capacità", sottolineano gli esperti. La certificazione di Dsa è il documento ufficiale rilasciato dal Servizio Sanitario Nazionale o da centri accreditati. "È indispensabile perché obbliga la scuola ad attivare le misure previste dalla normativa, a partire dal Piano didattico personalizzato. La certificazione non è una semplice 'etichetta', né deve esserlo. Al contrario - ricordano gli specialisti - è una garanzia di tutela: consente di rendere esigibili i diritti dello studente. La legge, tuttavia, prevede che la scuola possa predisporre un Pdp anche prima della certificazione, se emergono difficoltà evidenti. Questo significa che il diritto del bambino a non rimanere indietro non può essere sospeso in attesa di documenti formali". E se i diritti non vengono rispettati? "Quando il Pdp non viene redatto, rimane incompleto o non è applicato, lo studente rischia di vivere la scuola come un luogo di esclusione. Possono comparire ansia, perdita di autostima e rifiuto scolastico - avvertono - Le famiglie, in questi casi, hanno diritto a chiedere chiarimenti, a presentare segnalazioni e, se necessario, ad avviare ricorsi presso gli organi competenti. Recenti studi internazionali evidenziano come i bambini con dislessia e i loro genitori vivano non solo le difficoltà legate all’apprendimento, ma anche un significativo carico emotivo e psicologico. I genitori, in particolare, riportano livelli di stress più elevati e una qualità di vita spesso ridotta, soprattutto nel momento della diagnosi e durante l’accompagnamento quotidiano. Non sempre hanno a disposizione strumenti metodologici, didattici o risorse psicologiche adeguate". "Per questo è essenziale che anche le famiglie vengano sostenute con figure professionali specializzate, capaci di offrire supporti mirati. In questo modo i genitori possono riprogettare il proprio ruolo, costruendo un modello di relazione più sereno e produttivo, in cui la crescita del ragazzo è condivisa e sostenuta da una rete di alleanze. Un’identità solida nasce proprio da questa coerenza tra ciò che il ragazzo vive a casa e ciò che sperimenta fuori: un intreccio di riconoscimento e ascolto che gli permette di dare valore alle proprie caratteristiche in un confronto con gli altri che non è più competizione ma scambio attivo di prospettive e di sguardi", concludono gli esperti.
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Alzheimer, studio italiano apre speranza dall'epigenetica
(Adnkronos) - Nel complesso puzzle della malattia di Alzheimer, un pezzo fondamentale è stato appena messo al suo posto. Un team di ricerca internazionale, guidato da scienziati del Dipartimento di Medicina Sperimentale e del Centro di Ricerca in Neurobiologia 'Daniel Bovet' (Crin) della Sapienza Università di Roma, ha scoperto un sofisticato 'cross-talk' – un dialogo molecolare – tra due meccanismi chiave che regolano l’espressione dei nostri geni: la metilazione del Dna e i microRna. Questo dialogo, descritto oggi su 'Alzheimer's & Dementia', giornale ufficiale dell'Alzheimer's Association, controlla in modo diretto la produzione della proteina beta-amiloide, il cui accumulo nel cervello sotto forma di placche senili è considerato l'evento più rilevante della patologia. Per decenni, la ricerca sull'Alzheimer si è concentrata principalmente su come eliminare le placche di beta-amiloide, con risultati spesso deludenti. Molti farmaci progettati per questo scopo si sono rivelati inefficaci negli studi clinici. Per questo, la comunità scientifica sta spostando sempre più l'attenzione sui meccanismi che si trovano "a monte", ovvero su come regolare la produzione stessa di questa proteina che risulta “tossica” ma ha comunque un ruolo fisiologico. "La beta-amiloide è prodotta da due enzimi, delle vere e proprie 'forbici molecolari', che tagliano una proteina precursore più grande. Questi enzimi sono codificati dai geni Psen1 e Bace1. Il gruppo di ricerca della Sapienza, coordinato dal professor Andrea Fuso, aveva già dimostrato in passato che la produzione di Psen1 poteva essere ridotta attraverso un meccanismo epigenetico noto come metilazione del DNA. La metilazione agisce come un interruttore: quando un gruppo chimico (metile) viene aggiunto al Dna, il gene viene 'silenziato'", si legge nella nota. Tuttavia, restava da chiarire come venisse regolato Bace1, l'altra forbice molecolare fondamentale. Il nuovo studio svela che la regolazione di Bace1 è più complessa e avviene in modo indiretto. Ecco la catena di comando scoperta dai ricercatori: "La metilazione del Dna non agisce direttamente su Bace1, ma controlla l'espressione di un piccolo Rna regolatore, un microRna chiamato miR-29a. I microRna sono molecole che funzionano come 'silenziatori' di precisione: si legano a specifici geni e ne contrastano la traduzione in proteine. A sua volta, il miR-29a ha come bersaglio proprio il gene Bace1. Quando i livelli di miR-29a sono alti, la produzione di Bace1 viene repressa, e di conseguenza diminuisce anche la produzione di beta-amiloide. Il risultato - si legge nello studio - più sorprendente è che la metilazione del gene che produce miR-29a, anziché spegnerlo, ne aumenta l'espressione. Si tratta di un meccanismo epigenetico contro-intuitivo che svela una nuova, raffinata logica di controllo cellulare". In sintesi, la metilazione del Dna regola la produzione di beta-amiloide attraverso due percorsi: uno diretto, silenziando il gene Psen1, e uno indiretto, attivando il microRna 'protettivo' miR-29a che a sua volta spegne il gene Bace1. “Questa scoperta è come aver trovato la chiave di lettura di un processo di cui prima vedevamo solo il risultato finale" spiega Andrea Fuso, coordinatore dello studio. "Abbiamo capito che la cellula non usa un solo interruttore, ma un pannello di controllo integrato in cui Dna e microRna comunicano per regolare finemente un processo vitale, la cui alterazione è associata alla malattia. Questo è fondamentale per approcciare una patologia fortemente multifattoriale. È una svolta nella comprensione dei complessi meccanismi biomolecolari dell'Alzheimer". Questa scoperta non è solo un avanzamento fondamentale della conoscenza, ma apre anche a prospettive concrete. Nuove strategie terapeutiche: "L'intero sistema è modulato da un ciclo biochimico noto come 'one-carbon metabolism”, un processo cellulare influenzato da nutrienti come le vitamine del gruppo B e da molecole come la S-adenosilmetionina (Sam). Lo studio dimostra che fornendo Sam è possibile aumentare la metilazione, attivare il miR-29a e ridurre la produzione di beta-amiloide. Questo - prosegue il lavoro - suggerisce che molecole "metilanti" potrebbero essere usate non come semplici integratori, ma come veri e propri farmaci epigenetici in grado di aiutare a prevenire o rallentare la progressione della malattia". L’epigenetica al centro. "Oltre alla Sam, sono in fase di studio altri interventi che sembrano in grado di modulare la risposta epigenetica delle cellule, ad esempio la Vitamina K2 e i fattori presenti in estratti di cellule staminali e nelle uova di pesce (stamisoma). L’importanza di queste ricerche risiede nel fatto che i fattori epigenetici sembrano regolare anche altri processi molecolari associati alla malattia, quali la neuroinfiammazione, l’ossidazione, la funzione della barriera emato-encefalica", rivelano i ricercatori. Potenziali biomarcatori. "Il profilo di metilazione di Psen1 ed i livelli di miR-29a potrebbero diventare un marcatore precoce della malattia o della risposta a un trattamento, misurabile con un semplice esame del sangue - suggerisce lo studio - Sempre lo stesso gruppo di ricerca ha infatti recentemente messo a punto un biosensore in grado di misurarne facilmente i livelli nei liquidi circolanti". Lo studio è stato condotto grazie a una collaborazione internazionale che ha coinvolto, oltre alla Sapienza, l'Università di Napoli "Federico II" e l'Università di Barcellona. “Comprendere come i nostri geni vengono accesi e spenti, con la possibilità di intervenire per regolare questi meccanismi, è una delle frontiere più promettenti della medicina moderna - conclude Fuso - Con questo lavoro, abbiamo aggiunto un tassello cruciale che non solo ci avvicina a capire l'Alzheimer, ma ci fornisce anche nuovi e promettenti bersagli su cui agire".
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Toyota conferma la leadership in Italia a settembre
(Adnkronos) - Il mercato automobilistico italiano di settembre ha registrato 126.679 immatricolazioni, in crescita del 4,1% rispetto allo stesso mese del 2024. In questo scenario, Toyota si conferma al vertice tra i marchi esteri, conquistando una quota di mercato del 7,9% e consolidando il proprio ruolo di riferimento nel settore Full Hybrid.
Nei primi nove mesi del 2025, nonostante un calo complessivo del mercato pari al 2,9%, Toyota ha incrementato la propria quota al 7,7%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. Il successo è trainato dalla gamma Yaris, che si mantiene nella top 5 assoluta dei modelli più venduti: Yaris Cross al quarto posto e Yaris al quinto. La crescita del brand è sostenuta anche dalla strategia multitecnologica, che spazia dal full hybrid al plug-in hybrid fino all’elettrico puro, affiancata dalla campagna incentivi avviata a settembre e prorogata per tutto ottobre.
Alberto Santilli, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia, ha sottolineato: “Anche i dati di settembre confermano la validità della nostra offerta multitecnologica e commerciale. Abbiamo scelto di prolungare la campagna di incentivi per facilitare la transizione tecnologica, sostenendo tutte le soluzioni disponibili: full hybrid, plug-in ed elettrico. L’obiettivo è rendere l’acquisto più accessibile e favorire la diffusione delle tecnologie più adatte alle diverse esigenze dei clienti in ogni area del Paese”. Anche Lexus prosegue il proprio percorso di crescita: da inizio anno sono state immatricolate 4.825 unità, pari a una quota dello 0,4%, con un incremento del 10% rispetto al 2024. Il merito va soprattutto al successo della LBX, che ha già raggiunto 2.571 consegne.
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Mercedes-Benz CLA 250+ elettrica: la sfida al GRA vinta con oltre 700 km di autonomia
(Adnkronos) - Dopo i record stabiliti sul circuito di Nardò dal concept AMG GT, la mobilità elettrica della Stella ha affrontato un’altra prova impegnativa: il Grande Raccordo Anulare di Roma. Qui la nuova Mercedes-Benz CLA 250+ ha dimostrato come l’efficienza e l’autonomia possano essere protagoniste anche nella guida di tutti i giorni. Il test, seguito e validato dagli istruttori di Guida Sicura ACI Vallelunga, ha visto la berlina elettrica percorrere 10 giri del GRA, pari a oltre 700 chilometri con una velocità media di 85 km/h. Al termine della prova, la Mercedes-Benz CLA 250+ disponeva ancora di 30 km di autonomia residua, confermando prestazioni da “one-litre car” dell’era elettrica, grazie a un valore WLTP che raggiunge i 792 km.
La nuova CLA rappresenta il punto d’incontro tra design sportivo e innovazione tecnologica. L’architettura a 800 volt consente ricariche rapidissime: bastano dieci minuti per accumulare energia sufficiente a percorrere fino a 325 km. Le versioni disponibili sono la CLA 250+ EQ da 200 kW, con consumi tra 14,1 e 12,2 kWh/100 km, e la più sportiva CLA 350 4MATIC EQ da 260 kW, entrambe a zero emissioni locali. Il cuore tecnologico è la batteria agli ioni di litio da 85 kWh con anodi in silicio e grafite, capace di incrementare la densità energetica del 20% rispetto alla generazione precedente. La sostenibilità è al centro del progetto: la produzione avviene con energia da fonti rinnovabili e materiali a ridotto contenuto di cobalto, con un’impronta di carbonio inferiore del 30%. A completare il pacchetto, il cambio a due rapporti ottimizza accelerazione e comfort, mentre la pompa di calore aria-aria riduce i consumi sfruttando calore di scarto e aria esterna. Tutto ciò rende CLA una protagonista nell’evoluzione della mobilità premium a zero emissioni. L’estetica non passa inosservata: calandra illuminata “star pattern”, fari MULTIBEAM LED con firma luminosa a stella e proporzioni sportive accentuate dal cofano scolpito e dal posteriore muscoloso. Un design che unisce aerodinamica ed eleganza.
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FIAT e Fiat Professional leader mercato italiano a settembre e nei primi nove mesi
(Adnkronos) -
FIAT e Fiat Professional a settembre hanno consolidato la propria posizione di vertice nel mercato italiano, distinguendosi sia nel settore delle automobili sia in quello dei veicoli commerciali. Secondo l’elaborazione dei dati Dataforce, le immatricolazioni complessive hanno raggiunto quota 17.016 unità, pari all’11,9% di mercato, con una crescita di 2,7 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2024. Nel comparto vetture, FIAT ha guidato il mercato per il decimo mese consecutivo con una quota del 9,7% e 12.286 immatricolazioni. Particolarmente rilevante il canale dei clienti privati, che con 7.285 unità ha raggiunto una quota del 10,2%. Nei primi nove mesi del 2025, la leadership di FIAT e Fiat Professional si è confermata stabile con l’11,4% di quota e 149.498 immatricolazioni totali. Il primato tra i modelli è stato ancora una volta della Pandina Hybrid, l’auto più venduta in Italia con 7.671 unità, che rappresentano oltre il 57% del segmento A. Prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, continua a incarnare i valori di efficienza, compattezza e accessibilità. In crescita costante anche la Grande Panda, con 2.526 immatricolazioni che le valgono l’ottavo posto assoluto e il terzo nella classifica delle berline di segmento B. FIAT rafforza inoltre la sua leadership nella micromobilità con la Topolino elettrica, che a settembre ha conquistato oltre il 33% del mercato dei quadricicli a batteria.
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Tesla Model 3 e Model Y: evoluzione continua, senza compromessi
(Adnkronos) - In un mercato sempre più competitivo, Tesla non solo conferma la propria leadership nel segmento delle auto elettriche, ma rilancia con decisione. A settembre, il marchio californiano è stato il più venduto in Italia tra i veicoli elettrici, e dall’inizio dell’anno, Model 3 è l’auto elettrica più scelta dagli italiani. Un successo che non nasce dal caso, ma da una filosofia precisa: migliorare costantemente, anche dopo la consegna. È in questa logica di evoluzione continua che Tesla annuncia oggi una nuova serie di aggiornamenti per i suoi due modelli simbolo: Model 3 e Model Y.
I nuovi upgrade, disponibili immediatamente attraverso il Design Studio online, portano con sé migliorie tecniche significative, senza impattare sul prezzo. L’obiettivo è chiaro: offrire più autonomia, più sicurezza, più comfort.
Tesla Model 3 si arricchisce di una nuova telecamera frontale, integrata nel paraurti, che offre una visuale ancora più ampia dell’ambiente circostante direttamente sul display centrale. Il sistema include lavaggio a liquido e riscaldamento antiappannamento, per garantire una visione sempre ottimale in ogni condizione. Anche i comandi fisici si evolvono, con una nuova leva degli indicatori di direzione, ridisegnata per offrire una risposta più precisa e una sensazione di maggiore qualità durante la guida. Ma l’aggiornamento più rilevante è nella batteria: grazie a nuove celle ad alta densità energetica, tutte le versioni guadagnano autonomia reale. Si va dai 520 km WLTP della Model 3 a trazione posteriore (con cerchi da 19") ai 750 km WLTP della Long Range a trazione posteriore. Anche la versione Performance sale a 571 km WLTP.
La stessa logica di evoluzione investe anche Model Y, che riceve un upgrade dei pacchi batteria con le nuove celle ad alta densità. Il risultato? Un’autonomia stimata di 629 km per la versione Long Range a trazione integrale, un balzo in avanti rispetto ai 586 km precedenti.
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Polestar 3 MY26: elevata potenza di ricarica per il nuovo SUV elettrico
(Adnkronos) - Polestar rinnova il suo SUV di lusso elettrico con un aggiornamento profondo in vista del Model Year 2026. Il nuovo Polestar 3 adotta un’architettura a 800 Volt, che garantisce tempi di ricarica sensibilmente più rapidi, maggiore efficienza e prestazioni ancora più elevate. Un salto tecnologico che consolida la posizione del marchio svedese nel segmento premium delle vetture elettriche ad alte prestazioni. Il CEO Michael Lohscheller ha sottolineato come l’aggiornamento rappresenti quasi la nascita di un’auto nuova, grazie a un pacchetto di innovazioni che riguardano ricarica, propulsione e capacità di calcolo. L’obiettivo rimane quello di offrire sempre più valore ai clienti, anche attraverso aggiornamenti over-the-air. Il nuovo sistema elettrico a 800 Volt consente un picco di ricarica in DC fino a 350 kW: dal 10 all’80% in soli 22 minuti, oltre il 25% più veloce rispetto alla generazione precedente. A questo si aggiunge un miglioramento dell’efficienza fino al 6% nel ciclo WLTP e l’introduzione di batterie agli ioni di litio fornite da CATL, da 92 kWh per la versione Rear motor e da 106 kWh per le varianti Dual motor e Performance.
Sul fronte della propulsione debutta un nuovo motore posteriore sincrono a magneti permanenti sviluppato internamente, abbinato a un motore asincrono anteriore. La versione Performance raggiunge così i 500 kW, con uno scatto 0-100 km/h in 3,9 secondi. L’unità anteriore può disconnettersi quando non necessaria, aumentando autonomia ed efficienza. Sono stati inoltre rivisti sterzo e assetto, per una guida più precisa e dinamica. Importante anche l’upgrade del computer centrale: il processore NVIDIA DRIVE AGX Orin sostituisce Xavier, portando la capacità di calcolo da 30 a 254 TOPS. Questo incremento di oltre otto volte consente una gestione più rapida dei sistemi di sicurezza, dei dati dei sensori e delle prestazioni della batteria. L’aggiornamento hardware sarà disponibile anche come retrofit gratuito per chi già possiede Polestar 3, con installazioni previste dall’inizio del 2026.
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BMW Lipsia: primo stabilimento automobilistico al mondo con gasdotto per idrogeno
(Adnkronos) - Lo stabilimento BMW Group di Lipsia si prepara a scrivere un nuovo capitolo nell’industria automobilistica globale, diventando il primo impianto al mondo a ricevere idrogeno tramite gasdotto. Con la firma dei contratti con MITNETZ GAS e ONTRAS Gastransport, prende il via il progetto che prevede la costruzione di una condotta lunga circa due chilometri, destinata a collegare lo stabilimento alla futura rete centrale dell’idrogeno tedesca. Il nuovo collegamento, il cui avvio è previsto entro la metà del 2027, rappresenta una svolta strategica. Grazie a questa infrastruttura, lo stabilimento non dipenderà più dalle consegne via camion, riducendo costi logistici ed emissioni. “L’approvvigionamento tramite pipeline ci permetterà di utilizzare l’idrogeno in maniera innovativa, soprattutto nei processi ad alta intensità energetica come i forni di essiccazione della verniciatura”, ha dichiarato Petra Peterhansel, Direttrice dello stabilimento BMW di Lipsia.
L’iniziativa non è isolata: già nel 2022 la fabbrica aveva introdotto, per la prima volta al mondo, un bruciatore flessibile a combustibili in grado di funzionare sia a gas che a idrogeno. Oggi sono operativi undici impianti di questo tipo, dimostrando la volontà di integrare soluzioni sostenibili su larga scala. Lipsia è stata anche apripista nell’utilizzo dell’idrogeno in intralogistica: dal 2013 ha introdotto carrelli elevatori e trattori da traino alimentati a celle a combustibile. Oggi la flotta conta oltre 230 veicoli a idrogeno, riforniti quotidianamente in nove stazioni dedicate distribuite all’interno dello stabilimento. Si tratta della più grande flotta di questo genere in Europa.
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Il palladio termostabile: la svolta del MIT per l'economia dell'idrogeno
(Adnkronos) - Il palladio, metallo argenteo noto per la sua eccezionale capacità di agire come selettore naturale per l'idrogeno, è universalmente riconosciuto come un materiale chiave per avviare un'economia energetica basata sull'idrogeno. La sua unicità risiede nella capacità di attrarre e scomporre le molecole di idrogeno (H2), permettendo il passaggio solo degli atomi di idrogeno, che si ricombinano in forma pura dall'altra parte della membrana. Attualmente, le membrane a base di palladio sono utilizzate su scala commerciale per purificare l'idrogeno per applicazioni che vanno dalla produzione di semiconduttori alla trasformazione alimentare. Tuttavia, l'efficacia di queste membrane convenzionali è limitata: tendono a degradarsi e a cedere al passaggio di altri gas a temperature superiori a circa 800 Kelvin (circa 527 ∘C). Gli ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno superato questo ostacolo sviluppando una nuova membrana di palladio che mantiene l'integrità a temperature significativamente più elevate. Il segreto risiede in una riprogettazione strutturale radicale. Anziché essere realizzate come una pellicola continua, che ad alte temperature tende a ritirarsi, formando buchi o grumi a causa della riduzione dell'energia superficiale, il nuovo design incorpora il palladio depositato come "tappi" (plugs) all'interno dei pori di un materiale di supporto sottostante. Questa configurazione "a plug" si è dimostrata termicamente stabile, continuando a separare l'idrogeno senza deterioramento. I campioni hanno mantenuto prestazioni stabili, separando l'idrogeno da altri gas anche dopo essere stati esposti a temperature fino a 1.000 Kelvin per oltre 100 ore. "L'uso delle membrane a pellicola di palladio è generalmente limitato a temperature inferiori a circa 800 Kelvin, a quel punto si degradano," ha affermato Lohyun Kim PhD ’24, ex studente laureato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica del MIT. "Il nostro plug design estende pertanto la resilienza termica effettiva del palladio di circa almeno 200 Kelvin e mantiene l'integrità molto più a lungo in condizioni estreme." La stabilità termica conseguita è cruciale per le tecnologie di generazione di idrogeno a zero emissioni di carbonio. Tali sistemi, tra cui la reformazione del metano a vapore compatto (compact steam methane reforming) e il cracking dell'ammoniaca (ammonia cracking), sono concepiti per operare a temperature elevate. L'ispirazione per il progetto è emersa da un'iniziativa della MIT Energy Initiative (MITEI) legata all'energia da fusione. In tali sistemi, così come nei reattori di cracking dell'ammoniaca e di reforming, i gas devono essere separati ad altissima temperatura per essere ricircolati. Raffreddare i gas prima che passino attraverso le membrane è un passaggio "costoso ed energivoro".
Rohit Karnik, professore presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica del MIT e coautore dello studio, ha sintetizzato l'obiettivo: "Una delle domande a cui stavamo pensando è: possiamo sviluppare membrane che possano essere il più vicino possibile al reattore e operare a temperature più elevate, in modo da non dover estrarre il gas e raffreddarlo prima?" Il successo di questa membrana termostabile "permetterebbe sistemi di fusione più efficienti dal punto di vista energetico, e quindi più economici e compatti." Membrana a plug di Palladio al termine del processo di fabbricazione (a sinistra). Le linee tratteggiate verdi delineano la membrana. Immagine al microscopio elettronico a scansione della membrana che mostra i tappi di palladio incastonati all'interno dei pori del supporto in silice (a destra). Crediti: Lohyun Kim Il design non solo promette una maggiore efficienza e una riduzione dei costi operativi in processi come il steam methane reforming, ma offre anche la possibilità di utilizzare quantità inferiori del costoso palladio. Lo studio dettagliato sulla nuova membrana è stato pubblicato sulla rivista Advanced Functional Materials. Come chiosa il professor Karnik, "Abbiamo dimostrato che invece di realizzare una pellicola, se si realizzano nanostrutture discrete, si possono ottenere membrane molto più stabili termicamente. Fornisce un percorso per la progettazione di membrane per temperature estreme..." Crediti immagine di cover Lohyun Kim
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RTX 5080 (Blackwell) porta l'IA e il 5K nel cloud gaming Nvidia
(Adnkronos) - Il cloud gaming entra in una nuova fase di potenza e realismo con l'avvio della distribuzione dei server Blackwell RTX su GeForce NOW. La notizia centrale è la disponibilità dei server basati su GeForce RTX 5080, che promettono di rivoluzionare l'esperienza di gioco nel cloud grazie a significativi upgrade tecnologici.
I nuovi server offrono prestazioni senza precedenti, con un aumento del frame rate fino a 2,8 volte più veloce grazie all'implementazione di Nvidia DLSS 4. Gli utenti possono ora accedere allo streaming con risoluzioni fino a 5K a 120 FPS su PC e Mac, oltre a beneficiare di uno streaming di qualità cinematografica, stabilendo un nuovo benchmark nel settore. L'implementazione di Blackwell RTX è monitorabile in tempo reale, con Miami e Varsavia che hanno già ricevuto l'aggiornamento; Portland e Ashburn sono le prossime città in lista. Per chi desidera seguire gli sviluppi, è disponibile la pagina dedicata all’implementazione dei server. L'ecosistema Nvidia continua a promuovere l'innovazione, invitando gli utenti a "seguire le città che si illuminano con NVIDIA Blackwell RTX nel cloud".
La nuova potenza di calcolo arriva in concomitanza con l'espansione del catalogo di gioco. Ottobre si annuncia un mese cruciale con l'arrivo di 17 nuovi titoli su GeForce NOW. Tra le uscite più attese che beneficeranno immediatamente della nuova architettura Blackwell RTX, figura Borderlands 4 di 2K e Battlefield 6 di Electronic Arts. La lineup del mese include inoltre titoli di grande richiamo come:
Little Nightmares III (Nuova uscita su Steam, 9/10)
Battlefield 6 (Nuova uscita su Steam e EA app, 10/10)
Jurassic World Evolution 3 (Nuova uscita su Steam, 21/10)
Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2 (Nuova uscita su Steam, 21/10)
ARC Raiders (Nuova uscita su Steam, 30/10)
Gli utenti di GeForce NOW avranno anche accesso immediato all'azione con l’open beta di Call of Duty: Black Ops 7, disponibile dal 5 all’8 ottobre (o dal 2 ottobre per chi ha preordinato il gioco), sfruttando la caratteristica del cloud di essere costantemente aggiornato. Infine, sei nuovi titoli sono già disponibili questa settimana, tra cui Train Sim World 6 e Alien: Rogue Incursion Evolved Edition. Due titoli ricevono inoltre un'ottimizzazione specifica per la GeForce RTX 5080: inZOI e Total War: Warhammer III.
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