Il "quarto colore" di Hisense e il microled più grande di sempre
(Adnkronos) - L’edizione 2026 del Consumer Electronics Show di Las Vegas conferma la centralità della ricerca cromatica per Hisense, che ha scelto di puntare sull'evoluzione della percezione visiva per differenziare la propria offerta di fascia alta. La novità principale risiede nell'introduzione della tecnologia RGB MiniLED evo, che trova la sua prima applicazione nel modello di punta 116UXS. A differenza dei sistemi tradizionali, questa architettura integra un quarto sub-pixel di colore ciano, ribattezzato dal marchio "sky blue", per intervenire in quella porzione dello spettro in cui l'occhio umano risulta particolarmente sensibile. L'obiettivo dichiarato è una riproduzione più naturale delle sfumature e dei passaggi tonali, supportata da una copertura cromatica che raggiunge il 110% dello standard BT.2020, migliorando la leggibilità dei dettagli sia nelle scene più scure che in quelle ad alta luminosità. Sebbene il prezzo del nuovo flagship non sia ancora stato ufficializzato, i precedenti del settore suggeriscono un posizionamento commerciale decisamente elitario, considerando che il modello 116UX della scorsa generazione aveva debuttato sul mercato a circa 30.000 dollari, pur venendo riconosciuto come uno dei pannelli più luminosi mai misurati. Le innovazioni tecnologiche maturate nell'ultimo anno iniziano tuttavia a estendersi anche verso segmenti più accessibili attraverso le nuove serie UR9 e UR8. Con tagli che variano dai 55 ai 100 pollici, questi modelli sono stati ingegnerizzati per contesti domestici reali, mantenendo la stabilità del colore anche in stanze molto illuminate o durante la visione di contenuti frenetici come il gaming e le dirette sportive. Al vertice della produzione del brand si colloca infine il 163MX, un imponente televisore MicroLED da 163 pollici che introduce per la prima volta l'integrazione di un sub-pixel giallo in una configurazione RGBY. Questa scelta ingegneristica mira a colmare il gap spettrale tra i 500 e i 600 nanometri, un'area in cui la tecnologia MicroLED ha finora mostrato margini di miglioramento. Attraverso una gestione avanzata della luminanza e dell'uniformità cromatica, il dispositivo è in grado di coprire interamente lo spazio colore BT.2020, consolidando il ruolo del produttore nella competizione per il primato tecnologico nei pannelli di grandi dimensioni destinati al mercato premium.
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Dalle AI Factories alla carenza di manodopera: la nuova infrastruttura globale di NVIDIA
(Adnkronos) - L'assetto geopolitico e tecnologico del 2026 è segnato da una "fame di calcolo" senza precedenti, che sta spingendo i principali attori del mercato verso una ridefinizione delle proprie strategie distributive. In questo scenario, NVIDIA ha confermato il ritorno operativo nel mercato cinese attraverso la distribuzione dei chip H200. Sebbene l'azienda abbia già annunciato la nuova e più performante architettura Vera Rubin, l'implementazione massiccia delle infrastrutture H200 rimane un passaggio obbligato per i player asiatici. La necessità di non perdere terreno competitivo rispetto a una concorrenza locale sempre più agguerrita, con Huawei in prima linea, rende queste tecnologie un asset critico nonostante non rappresentino più l'ultima frontiera della potenza computazionale globale. Il concetto tradizionale di conservazione dei dati sta subendo una trasformazione irreversibile. I vecchi Data Center, intesi storicamente come magazzini digitali per l'archiviazione di file e log, sono ormai considerati obsoleti. Al loro posto emergono le AI Factories: veri e propri impianti di produzione industriale dove i dati e l'energia elettrica sono le materie prime trasformate in un prodotto finito ad alto valore aggiunto, ovvero l'intelligenza (token). In questa nuova configurazione, l'Information Technology aziendale cessa di essere un centro di costo passivo legato alla conservazione. Diventa invece il motore produttivo primario, capace di generare autonomamente nuovo software e soluzioni predittive. Il passaggio dal data center alla fabbrica di intelligenza segna il confine tra le aziende che gestiscono informazioni e quelle che producono valore cognitivo su scala industriale.
Una delle prospettive più dirompenti offerte da Jensen Huang, durante le giornate del CES 2026, riguarda il ribaltamento del paradigma occupazionale. La narrazione dell'intelligenza artificiale come elemento di distruzione occupazionale sta cedendo il passo a un'analisi basata su dati demografici strutturali. Secondo le ultime proiezioni Eurostat e ISTAT, l'Europa si trova di fronte a una contrazione della popolazione in età lavorativa senza precedenti: entro il 2040, l'Unione Europea perderà circa 18 milioni di lavoratori. In Italia, lo scenario è ancora più critico, con una riduzione prevista della forza lavoro di 1,4 milioni di unità già entro il 2030. In questo contesto, l'IA emerge non come un sostituto, ma come un "moltiplicatore di braccia" necessario per evitare il collasso dei servizi e della produzione. La carenza di manodopera è già una realtà misurabile. Attualmente, il 75% delle aziende in Europa e Nord America riferisce difficoltà nel reperire profili qualificati. La visione di Jensen Huang, che definisce l'IA come "immigrato digitale", trova riscontro nei dati sulla produttività:
Carenza di competenze: secondo il World Economic Forum, entro il 2030 rimarranno scoperti oltre 85 milioni di posti di lavoro a livello globale a causa della mancanza di personale qualificato, con una potenziale perdita di entrate annuali di 8,5 trilioni di dollari.
Invecchiamento: In Italia, il rapporto tra popolazione in età lavorativa (15-64 anni) e over 65 passerà dall'attuale 3:1 a circa 1:1 entro il 2050. Senza un aumento massiccio della produttività pro capite, il PIL nazionale è destinato a una contrazione strutturale. Per compensare la riduzione dei lavoratori, l'efficienza dei rimasti deve crescere a ritmi esponenziali. Un'analisi di Goldman Sachs stima che l'IA generativa possa aumentare il PIL globale del 7% (quasi 7.000 miliardi di dollari) in dieci anni, grazie a un incremento della crescita della produttività del lavoro di 1,5 punti percentuali all'anno. L'intelligenza artificiale e la robotica non vengono più descritte come una minaccia ai lavoratori, ma come i "nuovi immigrati digitali", necessari per sostenere la crescita di un sistema economico che non dispone più di sufficiente forza lavoro umana. Huang sottolinea come l'AI non sia un sostituto dell'uomo, ma un moltiplicatore di produttività indispensabile per colmare il vuoto demografico. "Non stiamo andando verso la disoccupazione di massa, ma verso una carenza strutturale di manodopera", una visione contro-intuitiva che trasforma la tecnologia da potenziale rischio sociale a pilastro della stabilità economica. L'integrazione tecnologica sta portando alla creazione di un'economia definita "Full Stack". In questo modello, hardware, software e networking non sono più componenti distinti, ma un'unica entità indivisibile e simbiotica. Le aziende sono oggi chiamate a una "conversione" rapida: la domanda non è più se integrare l'intelligenza artificiale nei propri processi, ma con quale velocità farlo per non essere marginalizzate. La capacità di trasformare l'elettricità in intelligenza attraverso le nuove architetture diventerà, entro la fine del decennio, il principale indicatore della salute e della competitività di una nazione o di un'impresa.
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Tech, Ces 2026: la visione di Samsung? Il Tv diventa assistente proattivo
(Adnkronos) - All'edizione 2026 del Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, la fiera tecnologica di consumo più grande e importante al mondo, Samsung ha presentato una nuova visione dell'intelligenza artificiale: una tecnologia capace di comprendere le persone e adattarsi alle loro vite offrendo esperienze sempre più significative di visione e ascolto. Al centro dell'offerta 2026 c'è Vision Ai Companion che trasforma il Tv in un assistente proattivo capace di suggerire contenuti personalizzati e ottimizzare automaticamente immagine e suono in base all'ambiente e al tipo di contenuto.
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Scoperto il virus gigante Ushikuvirus, lo studio: "Può darci indizi su origine della vita"
(Adnkronos) - Gli scienziati lo hanno battezzato 'Ushikuvirus', dal nome del lago Ushiku nella prefettura di Ibaraki, in Giappone, dove è stato isolato. E' un virus gigante che infetta le amebe. Un team di studiosi lo descrive in uno studio pubblicato di recente sul 'Journal of Virology' e potrebbe offrire nuovi indizi sull'origine della vita, spiegano gli esperti che firmano il lavoro, secondo i quali il microrganismo appena scoperto si unisce alla famiglia di virus giganti che potrebbero aver guidato l'evoluzione delle cellule complesse. Masaharu Takemura della Graduate School of Science della Tokyo University of Science (Tus), scienziato da anni in prima linea in questo filone di ricerca, ha lavorato per questo studio insieme a colleghi dell'Istituto nazionale giapponese di scienze naturali. E spiega: "Si può dire che i virus giganti siano un tesoro il cui mondo deve ancora essere pienamente compreso. Una delle possibilità future di questa ricerca è quella di fornire all'umanità una nuova visione che colleghi il mondo degli organismi viventi con quello dei virus". I virus giganti sono ubiquitari nell'ambiente. Tuttavia, il loro isolamento rimane una sfida. Questi virus sono estremamente diversificati e la scoperta dell'Ushikuvirus è estremamente preziosa, assicurano gli esperti. Questo virus infetta la vermamoeba, un tipo di ameba, come il clandestinovirus, ed è morfologicamente simile ai membri della famiglia dei Mamonoviridae, in particolare al Medusavirus, un genere caratterizzato da numerose punte corte sulla superficie del capside, il rivestimento proteico. Tuttavia, l'Ushikuvirus mostra anche caratteristiche distintive: per esempio induce i suoi ospiti a crescere in cellule insolitamente grandi. Inoltre, a differenza dei medusavirus e dei clandestinovirus, che si replicano all'interno del nucleo intatto dell'ospite, l'ushikuvirus interrompe la membrana nucleare per produrre particelle virali. Ciò suggerisce un legame filogenetico tra la famiglia dei Mamonoviridae e i virus giganti come il pandoravirus. I ricercatori ritengono che queste variazioni tra i virus possano essersi evolute come adattamenti ai loro ospiti. E confrontando queste differenze strutturali e funzionali, stanno iniziando a ricostruire come i virus giganti si siano diversificati nel tempo e come le loro interazioni con le cellule ospiti possano aver plasmato l'evoluzione della complessa vita eucariotica. "Si prevede che la scoperta dell'ushikuvirus aumenterà le conoscenze e stimolerà il dibattito" su questo fronte, sottolinea Takemura che si dice convinto del fatto che, proseguendo con la ricerca in questo campo, "saremo in grado di avvicinarci ai misteri dell'evoluzione degli organismi eucarioti e ai misteri dei virus giganti". La scoperta di questi virus che infettano le amebe potrebbe avere inoltre implicazioni pratiche per l'assistenza sanitaria. Dal momento che alcune specie di Acanthamoeba possono causare malattie come l'encefalite amebica, comprendere come i virus giganti infettano e distruggono le amebe potrebbe un giorno aiutare gli scienziati a sviluppare nuove strategie per prevenire o curare tali infezioni.
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Imparare nuove parole origliando i padroni, ecco i cani con 'il dono': lo studio
(Adnkronos) - Esistono cani col 'dono': hanno un talento unico nell'apprendere nuove parole origliando i loro proprietari. Secondo uno studio pubblicato su 'Science', questi animali speciali hanno la stessa abilità dei bambini, che intorno a un anno e mezzo d'età possono già imparare nuovi vocaboli ascoltando di nascosto le altre persone. Il lavoro rivela che sono ugualmente bravi ad 'assorbire' informazioni preziose sia da discorsi ascoltati che da interazioni dirette, ed eccellono nell'imparare da entrambe le situazioni. Cosa rende questa scoperta straordinaria? Gli esperti spiegano che, sebbene i cani in generale siano capaci di apprendere azioni come "seduto" o "giù", solo un gruppo molto ristretto di loro ha dimostrato la capacità di apprendere i nomi degli oggetti. Questi cani dotati di capacità di apprendimento delle parole (Gifted Word Learner - Gwl) possono memorizzare rapidamente centinaia di nomi di giocattoli attraverso sessioni di gioco naturale con i loro proprietari. I bambini piccoli sono in grado di imparare facilmente nuove parole attraverso una varietà di processi diversi. Uno di questi è l'apprendimento da discorsi tra adulti ascoltati per caso, passivamente. Per riuscirci, i piccoli devono monitorare lo sguardo e l'attenzione di chi parla, rilevare segnali comunicativi ed estrarre le parole target da un flusso continuo di discorso. Finora, non si sapeva se i cani con questo dono potessero imparare nuove denominazioni di oggetti anche quando non vengono interpellati direttamente. "I nostri risultati dimostrano che i processi socio-cognitivi che consentono l'apprendimento di parole da discorsi ascoltati per caso non sono prerogativa esclusiva degli esseri umani", afferma Shany Dror ricercatrice delle università Elte di Budapest (Ungheria) e VetMedUni di Vienna. "In condizioni ottimali, alcuni cani presentano comportamenti sorprendentemente simili a quelli dei bambini piccoli". Nella ricerca il team ha condotto diversi esperimenti che hanno confermato questa capacità. Nel primo sono stati testati 10 cani dotati in due situazioni. Nella prima i proprietari hanno introdotto 2 nuovi giocattoli e li hanno etichettati ripetutamente mentre interagivano direttamente con il cane; nell'altra i cani hanno osservato i proprietari parlare con un'altra persona di quei giocattoli, senza rivolgersi direttamente a loro. Gli animali protagonisti dell'esperimento hanno ascoltato il nome di ogni nuovo giocattolo per un totale di soli 8 minuti, distribuiti in diverse brevi sessioni di esposizione. Per verificare se avessero imparato le nuove 'etichette', i giocattoli sono stati posizionati in una stanza diversa e i proprietari hanno chiesto ai cani di recuperare ogni giocattolo chiamandolo per nome (ad esempio, "Puoi portare Teddy?"). Risultato: in entrambe le condizioni, 7 cani su 10 hanno imparato le nuove etichette. La prestazione è stata molto accurata già nelle prime prove del test, con l'80% di scelte corrette nella condizione "interpellata" e il 100% nella condizione "ascoltata". Nel complesso, i cani dotati hanno ottenuto risultati altrettanto buoni nell'apprendimento tramite linguaggio ascoltato, così come quando sono stati istruiti direttamente, rispecchiando i risultati degli studi sui bambini. Ma non è tutto: i cani dotati superano una delle sfide chiave dell'apprendimento, come dimostra un secondo esperimento, i cui i ricercatori hanno chiesto ai proprietari prima di mostrare ai cani i giocattoli e poi di metterli in un secchio, nominandoli solo quando erano fuori dalla vista del loro animale. Questo ha creato una separazione temporale tra la vista dell'oggetto e l'udito del suo nome. Nonostante questa discontinuità, la maggior parte dei cani dotati ha imparato con successo le nuove etichette. "Questi risultati suggeriscono che i cani Gwl possono utilizzare in modo flessibile una varietà di meccanismi diversi per apprendere nuove etichette di oggetti", conclude la scienziata senior Claudia Fugazza, dell'Università Elte di Budapest. Lo studio suggerisce, in conclusione, che la capacità di apprendere da un discorso ascoltato per caso potrebbe basarsi su meccanismi socio-cognitivi generali condivisi tra le specie, piuttosto che essere legata esclusivamente al linguaggio umano. Tuttavia, i Gifted Word Learners sono estremamente rari e le loro straordinarie capacità riflettono probabilmente una combinazione di predisposizioni individuali ed esperienze di vita uniche. "Questi cani rappresentano un modello eccezionale per esplorare alcune delle capacità cognitive che hanno permesso agli esseri umani di sviluppare il linguaggio - chiosa Dror - Ma non tutti imparano in questo modo, tutt'altro". La ricerca fa parte del progetto 'Genius Dog Challenge', che mira a comprendere il talento unico dei cani Gwl. I ricercatori incoraggiano anche i proprietari di cani che credono che i loro cani conoscano diversi nomi di giocattoli a contattarli via e-mail o social.
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American Airlines compie 100 anni e i festeggiamenti prendono il 'volo'
(Adnkronos) - Compie cento anni American Airlines. La storia di uno dei marchi più iconici dell’aviazione ha avuto inizio nel 1926 con un volo che trasportava posta da Chicago a St. Louis. Cent’anni dopo, quel singolo viaggio si è trasformato in un leader globale del settore come American Airlines. In vista delle celebrazioni del 2026, i passeggeri inizieranno già a vivere da vicino i festeggiamenti dedicati a questo importante traguardo. “American è orgogliosa di far parte del ristretto gruppo di compagnie aeree che hanno raggiunto i 100 anni di volo. Non esiste un marchio più iconico nel nostro settore, fondato su una cultura di innovazione e visione del futuro. Siamo pronti a portare avanti questa eredità nei prossimi cento anni, per i nostri passeggeri e per i nostri team”, ha dichiarato Robert Isom, Chief Executive Officer di American. Entro la fine del mese, i viaggiatori potranno ammirare una speciale livrea del centenario applicata a un Boeing 737. L’aeromobile, una delle colonne portanti della rete domestica e internazionale a corto raggio di American, rende omaggio al passato volgendo lo sguardo all’aviazione del futuro. Verso la coda, gli anelli argentati a forma di infinito - il motivo del centenario di American - richiamano con eleganza la visione lungimirante della compagnia aerea e le infinite possibilità che offre. Il logo del centenario accompagnerà i viaggiatori lungo l’intero percorso, dalla prenotazione online, agli aeroporti, fino all’esperienza a bordo. Questa identità visiva, che unisce armoniosamente il brand American al simbolo dell’infinito, rappresenta l’eredità duratura della compagnia e il suo legame con i passeggeri. Il logo apparirà sul sito aa.com, sui canali social, sugli schermi dell’intrattenimento in volo e sul merchandising, inclusi i modellini con la livrea celebrativa. Sarà inoltre applicato come motivo speciale sull’intera flotta di oltre 1.500 aeromobili, trasformando ogni volo in un momento delle celebrazioni del centenario. Nel corso del 2026, American celebrerà questo importante anniversario insieme a passeggeri e team, proponendo kit di cortesia dedicati, pigiami esclusivi, menù di bordo dedicati e molte altre sorprese disponibili per un periodo limitato. American ha lanciato un sito dedicato per raccontare la propria storia. Da oggi, visitando aa.com/american100, è possibile scoprire i momenti chiave dei primi cento anni della compagnia, leggere testimonianze dei membri del team e acquistare articoli celebrativi. Durante tutto il 2026, la compagnia metterà in luce la propria tradizione di innovazione, connessione, attenzione ai passeggeri, spirito di squadra e fedeltà, offrendo l’opportunità di ripercorrere un secolo di crescita e trasformazione. Con un semplice clic sarà possibile scoprire la storia e l’eredità di American dal primo volo al lancio del programma AAdvantage, leader del settore, fino alla prima lounge aeroportuale al mondo e all’esperienza di viaggio del futuro con le poltrone Flagship Suite. I titolari delle carte Citi / AAdvantage Mastercard potranno celebrare con carte di credito in edizione limitata dedicate al centenario: avranno l’opportunità di portare con sé un pezzo di storia nel proprio portafoglio. Per celebrare il traguardo del centenario di American, infatti, a partire da oggi e per un periodo limitato, tutte le nuove carte di credito e le carte riemesse Citi / AAdvantage Platinum Select World Elite Mastercard, Citi / AAdvantage Globe™ Mastercard e Citi / AAdvantage Executive World Elite Mastercard presenteranno un design commemorativo esclusivo con il logo del centenario di American. Che si trovi nel portafoglio di un passeggero o sull’esterno degli aeromobili American, questo simbolo racchiude la determinazione della compagnia a proseguire con slancio verso il futuro.
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Callipo premia i collaboratori di tutto il Gruppo, 950 euro in Buoni benzina
(Adnkronos) - Un premio del valore di 950 euro in buoni benzina destinato a tutti i collaboratori. E’ questa la nuova iniziativa della Giacinto Callipo Conserve Alimentari Srl annunciata oggi a seguito dell’accordo siglato con il sindacato Fai-Cisl di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. L’azienda calabrese, con una storia di 113 anni nelle conserve ittiche di qualità, si conferma una realtà solida e sempre attenta alle tematiche sociali che riguardano il potere d’acquisto dei lavoratori, considerati da sempre la 'risorsa' più preziosa. Un nuovo tassello del sistema di welfare aziendale pensato per migliorare la qualità della vita di oltre 400 lavoratori: infatti, il bonus riconosciuto ai lavoratori dell’azienda di conserve ittiche è stato esteso a tutte le società del Gruppo. “Il contesto economico nazionale, caratterizzato negli ultimi anni da una marcata dinamica inflazionistica, ha determinato una significativa riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, con inevitabili ripercussioni su tutto il territorio. In considerazione di questo scenario abbiamo deciso, come facciamo ormai da molti anni, di riconoscere un premio quale misura concreta di sostegno e di attenzione nei confronti di tutti i nostri collaboratori. Voglio esprimere, inoltre, un apprezzamento alla Fai Cisl, presente oggi in sede, per la sottoscrizione del nuovo accordo, espressione di un dialogo costruttivo e continuativo che da anni contraddistingue le relazioni sindacali, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli”, dichiara Pippo Callipo, presidente del Cda del Gruppo Callipo. I buoni carburante sono la conferma di una visione d’impresa incentrata su un sistema di welfare aziendale moderno e attento, basato sull’ascolto e sull’azione. Un approccio condiviso anche dalle organizzazioni sindacali come traspare dalle parole di Daniele Gualtieri, segretario generale Cisl Magna Grecia: "L’accordo sottoscritto con il Gruppo Callipo conferma un modello di relazioni industriali solido e consolidato nel tempo, fondato sul dialogo e sulla partecipazione. È una scelta che riconosce concretamente l’impegno dei lavoratori e si inserisce in un percorso di attenzione al welfare aziendale che contribuisce a migliorare il benessere delle famiglie, rafforzando al tempo stesso la crescita e la competitività dell’impresa". Aggiunge Stefano Lucia, segretario generale Fai Cisl Magna Grecia: "Questa iniziativa è il frutto di un confronto sindacale positivo che da anni portiamo avanti con il Gruppo Callipo, orientato alla valorizzazione del capitale umano come elemento centrale per lo sviluppo aziendale". "Azioni come questa rappresentano un esempio positivo di attenzione al welfare aziendale che auspichiamo possa essere sempre più diffuso nel sistema produttivo regionale"; conclude Francesco Fortunato, segretario generale Fai Cisl Calabria. La politica di welfare sviluppata da Callipo ha contribuito a rendere l’azienda fondata nel 1913 un punto di riferimento per il territorio e un modello virtuoso di Impresa del Sud. Sono tanti i progetti sviluppati per favorire il benessere delle maestranze e delle loro famiglie, come ad esempio i premi di produttività, convenzioni e prestiti agevolati, numerosi benefit per l’assistenza sanitaria, bonus nido e asilo, sostegno alle attività sportive per i figli dei dipendenti.
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Dacia al Salone di Bruxelles 2026
(Adnkronos) - In occasione del Salone dell’Auto di Bruxelles 2026,
Dacia presenta una gamma sempre più coerente, moderna e rinnovata, rafforzando il proprio posizionamento come marchio di riferimento per chi cerca auto robuste, ben equipaggiate e con il miglior rapporto qualità/prezzo. L’edizione 2026 della rassegna belga mette in scena le principali evoluzioni introdotte nel 2025: Nuova Sandero e Nuova Sandero Stepway, Nuovo Jogger, la nuova offerta motori per Duster e Bigster e la rinnovata Dacia Spring, la cui esperienza di guida è stata profondamente migliorata mantenendo un prezzo competitivo. Al Salone dell'Auto di Bruxelles 2026 i modelli sono esposti in ambientazioni che richiamano i loro utilizzi reali: Spring per la città, Jogger per la famiglia, Duster e Bigster per l’avventura, Sandero e Sandero Stepway per la quotidianità versatile. Dacia presenta anche la nuova Dacia Hipster Concept che si propone con una reinterpretazione dell’auto elettrica: 3 metri di lunghezza, 4 veri posti e un bagagliaio modulabile fino a 500 litri, in una configurazione inedita per il segmento. Questo modello è 20% più leggero di Dacia Spring e punta a ridurre della metà l’impronta di carbonio rispetto alla media degli attuali veicoli elettrici. Il nuovo concept è pensato per la vita quotidiana e punta ad un'autonomia adatta ai tragitti medi.
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Il noleggio auto è al 30,6% del mercato nel 2025
(Adnkronos) - Il noleggio veicoli consolida il proprio ruolo di pilastro dell’industria automotive italiana. Nel 2025, secondo l’analisi congiunta ANIASA–Dataforce, le immatricolazioni a noleggio (auto + veicoli commerciali leggeri) hanno raggiunto quota 524.728 unità, in crescita del 10,73% rispetto al 2024, a fronte di un mercato complessivo in lieve flessione (-2,4%). La quota di mercato del noleggio sull’immatricolato nazionale sale al 30,6%, superando la soglia del 30% per l’intero anno. In ambito vetture la quota è del 29,55%, mentre nel comparto dei veicoli commerciali leggeri (VCL) raggiunge il 39,57%. A trainare la crescita sono le autovetture (+13,3%), con segnali positivi sia nel noleggio a lungo termine (+11,6%) sia nel breve termine (+19,25%). Il comparto dei VCL resta invece in territorio negativo (-3,34%), con una performance ancora debole soprattutto nel breve termine (-16,1%), seppur in miglioramento rispetto al primo semestre. “In un mercato delle quattro ruote ancora in calo nel 2025, il noleggio si è confermato un pilastro essenziale per l’industria automotive, consolidando una quota di mercato del 30% sull’immatricolato nazionale. Un’ulteriore conferma della validità della formula che soddisfa le esigenze di mobilità cittadina, turistica e aziendale di un consumatore disorientato dagli stop and go normativi degli ultimi anni, ma soprattutto da un aumento dei costi di acquisto e di gestione dell’auto che lo spingono sempre più a preferire l’uso all’acquisto per avere certezza sui propri impegni finanziari. L’anno che è appena cominciato può segnare una svolta importante per la mobilità a noleggio con l’appuntamento fissato dalla Legge Delega che ci attendiamo adegui la fiscalità sull’auto del nostro Paese alla media europea”, ha commentato il Presidente ANIASA Italo Folonari.
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Alimentazione, esperta Iss: "Linee guida Usa? Fatte per americani, non stravolgono"
(Adnkronos) - Più carne rossa, formaggio e latte intero. Le nuove linee guida nutrizionali degli Stati Uniti danno più spazio alle proteine rispetto al passato. Ma il cambiamento che arriva dalle rinnovate indicazioni governative sul benessere a tavola, a ben guardare, non è poi così 'drammatico'. "Le linee guida alimentari sono specifiche per una determinata popolazione e tengono conto di quelle peculiari emergenze di salute pubblica". Il Dipartimento dell'Agricoltura Usa, che cura le raccomandazioni, dunque, "spinge tanto sulle proteine a causa dell'altissimo tasso di sovrappeso e obesità e l'altissima prevalenza di diabete degli statunitensi. E in questi casi serve proprio abbassare un po' i carboidrati e far salire un pochino le proteine. Quindi nessuno stravolgimento", spiega all'Adnkronos Salute Laura Rossi del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Questo lavoro, continua Rossi, "l'abbiamo fatto anche noi nelle nostre ultime raccomandazioni. Abbiamo alzato un po' le proteine, che inizialmente rappresentavano fino al 18% dell'energia, e siamo arrivati al 20%, abbassando un pochino i carboidrati. Gli americani arrivano al 25%, e i dati scientifici ci dicono che è questo il limite a cui si può arrivare senza avere grandi danni per la salute". Quello che, aggiunge l'esperta, "è meno condivisibile è puntare tanto sulle proteine animali. Attenzione: non dico che fanno male, però la letteratura ci dice che una vera protezione per la salute si ha quando si aumentano le proteine vegetali non tanto quando si aumentano quelle animali. Ma anche qui, rispetto alle linee guida, si tratta, probabilmente, di un problema legato alle disponibilità alimentari del territorio e alle modalità di alimentazione della popolazione". Negli Usa "non si mangiano tantissimi legumi, né si consumano nella varietà che utilizziamo noi". Tra le nuove raccomandazioni, inoltre, "ci sono indicazioni positive come la raccomandazione ad usare cereali integrali e a bere molta acqua. C'è la lotta agli alimenti ultraprocessati e alle bevande zuccherate e una forte limitazione del consumo di alcol". Elemento negativo, invece, oltre al focus sulle proteine animali, secondo l'esperta, "è il messaggio di comunicazione proposto. Sul sito del Dipartimento si propone una piramide rovesciata. Ma se poi si leggono bene le indicazioni non è così. Alla base della piramide resta la frutta e la verdura, non ci sono le proteine. Il messaggio comunicato visivamente non coincide, nella sostanza, con le 10 pagine del documento divulgativo", conclude Rossi.
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