Apple lancia M5 sui nuovi iPad Pro e MacBook Pro da 14 pollici, prezzi e date

(Adnkronos) - Apple ha presentato due nuovi prodotti che condividono lo stesso cuore tecnologico: il chip M5. Il nuovo MacBook Pro da 14 pollici e l’iPad Pro di ultima generazione segnano l’ingresso in una fase in cui l’intelligenza artificiale non è più solo un’aggiunta, ma una componente strutturale dell’esperienza d’uso. Il MacBook Pro 14” con M5 punta a ridefinire il concetto di portatile “pro”. Il nuovo processore, realizzato da Apple, offre un incremento tangibile nelle prestazioni, soprattutto in ambito AI e grafico, ma senza rinunciare all’efficienza. Rispetto alla generazione precedente, il nuovo chip promette un’elaborazione dell’intelligenza artificiale fino a 3,5 volte più veloce e una GPU capace di gestire rendering e giochi con un margine di potenza superiore del 60%. Numeri che, al di là della retorica, si traducono in un portatile che reagisce meglio ai carichi intensi, mantiene le stesse prestazioni anche senza alimentazione e spinge le app creative e di sviluppo con un margine di fluidità visibile. Il design resta quello familiare, con il display Liquid Retina XDR da 14 pollici, disponibile anche nella versione con vetro nanotexture, e una costruzione solida, ora proposta nei colori nero siderale e argento. L’autonomia dichiarata arriva a 24 ore, un dato che nella pratica andrà verificato ma che conferma l’attenzione di Apple per il bilanciamento tra potenza e consumi. La scheda tecnica prevede SSD più rapidi, memoria unificata con banda più ampia e prestazioni migliorate in ogni contesto: dal montaggio video al coding, fino al gaming, che beneficia di frame rate più stabili e realistici. Il tutto gira su macOS Tahoe, la nuova versione del sistema operativo, che introduce un’interfaccia ridisegnata e una maggiore integrazione con Apple Intelligence, la suite di funzioni AI che attraversa ormai tutto l’ecosistema dell’azienda. Non mancano la videocamera Center Stage da 12MP, un sistema audio a sei altoparlanti e un parco porte completo, pensato per chi lavora in mobilità o in studio. Il prezzo di partenza per l’Italia è di 1.849 euro, con disponibilità dal 22 ottobre. Se il MacBook Pro guarda al mondo professionale in movimento, il nuovo iPad Pro con M5 consolida il percorso di Apple nel posizionare il tablet come vero strumento di lavoro. Anche qui il salto generazionale si gioca tutto sul chip, che porta l’elaborazione AI a un livello superiore. L’aumento di potenza, fino a tre volte e mezzo rispetto al modello con M4, si percepisce nella gestione di progetti complessi, nel rendering 3D e nelle app creative che sfruttano l’intelligenza artificiale per generare immagini o ottimizzare video direttamente sul dispositivo. Il nuovo iPad Pro è disponibile in due formati, da 11 e 13 pollici, con un design ancora più sottile (5,3 mm e 5,1 mm rispettivamente) e un display Ultra Retina XDR basato su tecnologia OLED, in grado di raggiungere i 1.600 nit di luminosità di picco. La resa cromatica e il contrasto lo rendono ideale per il lavoro di illustratori, videomaker e designer, ma anche per chi cerca semplicemente un dispositivo versatile per l’uso quotidiano. Le novità tecniche includono il modem C1X, sviluppato internamente da Apple, che migliora la velocità delle connessioni cellulari fino al 50%, e il chip N1, dedicato alle comunicazioni wireless e compatibile con Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. L’integrazione con iPadOS 26 aggiunge un sistema di gestione delle finestre completamente rinnovato, la nuova app Anteprima per i PDF e una maggiore fluidità nell’uso di più app in contemporanea. Anche qui l’intelligenza artificiale si intreccia con le funzioni di sistema, offrendo traduzioni in tempo reale, azioni contestuali e strumenti di automazione che sfruttano i modelli on-device, senza dipendere dal cloud. La linea di accessori si arricchisce con la Magic Keyboard riprogettata, più sottile e con tasti funzione dedicati, e la nuova Apple Pencil Pro, che punta a migliorare sensibilità e controllo nei flussi creativi. L’iPad Pro parte da 1.119 euro per il modello da 11” Wi-Fi, mentre la versione da 13” parte da 1.469 euro; entrambe saranno disponibili dal 22 ottobre. 
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Just Eat conquista l'elettronica on-demand con gaming e tech

(Adnkronos) - Il mercato del delivery estende i suoi confini: il settore della tecnologia è ormai conquistato dalla comodità delle consegne a domicilio. Just Eat, parte di Just Eat Takeaway.com, conferma un marcato interesse europeo per gli acquisti on-demand di prodotti elettronici, registrando oltre 22.000 ordini di articoli tech nell'ultimo anno solo tra Regno Unito, Germania e Australia. Per capitalizzare su questa domanda crescente, Just Eat rafforza la propria offerta in Italia attraverso una nuova partnership con La Casa de Las Carcasas. Cover, custodie per smartphone, powerbank, caricabatterie e auricolari sono ora disponibili a domicilio, ampliando l'offerta del leader del delivery oltre il settore alimentare. Il servizio garantisce consegne sicure, dove "i prodotti, infatti, non vengono mai lasciati incustoditi e, in caso di mancata consegna, vengono restituiti al punto vendita." L’analisi condotta da Just Eat sui mercati europei e australiani rivela che il successo della categoria tech è trainato in modo significativo da prodotti di fascia alta e dal mondo del gaming. Console, controller e videogiochi rappresentano oltre il 40% delle vendite complessive di elettronica, con la Nintendo Switch come protagonista assoluta. Non mancano gli acquisti di dispositivi premium: l'iPhone 16 Pro 5G e gli Apple AirPods sono tra i prodotti più richiesti, confermando che i consumatori si affidano a Just Eat anche per articoli di alto valore. L'ordine medio di questa categoria si attesta sui 79 euro, con picchi che "hanno superato i 5.800 euro per un singolo acquisto". La domanda è fortemente correlata all'esigenza di immediatezza e alla mancanza di tempo. Il 62% degli ordini viene effettuato nelle ore più frenetiche, tra le 12 e le 17, quando le opportunità di shopping in negozio si riducono. Non a caso, tra i best seller figurano accessori essenziali per la quotidianità e la connettività, come cavi di ricarica, cuffie e AirTag. I dati europei fungono da chiaro indicatore del trend che Just Eat mira a consolidare in Italia. La partnership con La Casa de Las Carcasas rappresenta un tassello cruciale in questa strategia di espansione. L'obiettivo è chiaro: ampliare l'offerta con accessori tecnologici di qualità, rendendoli disponibili "proprio nei momenti in cui i clienti ne hanno più bisogno", cavalcando così il crescente interesse dei consumatori italiani per il delivery tech. 
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AI & VR Festival: innovazione, cybersicurezza e mobilità intelligente

(Adnkronos) - La IV edizione dell’AI & VR Festival Multiverse World, promosso da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori e conclusosi con successo al Museo Nazionale del Cinema, ha ospitato interventi di alto profilo da parte di leader aziendali e istituzionali. Di seguito, le testimonianze principali dei rappresentanti delle aziende partner, che hanno approfondito temi come trasformazione digitale, cybersecurity, mobilità intelligente e applicazioni pratiche dell’AI. 
Stefano D’Albora, Head of Group Innovation - Ferrovie dello Stato Italiane: “La trasformazione digitale del Gruppo FS passa dalla capacità di rendere le tecnologie emergenti strumenti quotidiani a servizio delle persone. L’obiettivo è costruire un ecosistema ferroviario più predittivo, sostenibile e interconnesso, dove tecnologia e competenze umane crescano insieme per migliorare la sicurezza, l’efficienza e l’esperienza di viaggio”. 
Sul tema dati e innovazione Igor Marcolongo - Head of Business Evolution, Tinexta InfoCert: "Nel panorama attuale, che vede l’intelligenza artificiale al centro di dinamiche di trasformazione profonde, è essenziale andare oltre l’hype per costruire soluzioni affidabili, sicure e rispettose dei diritti fondamentali della persona. Il rischio è un mondo dove i confini tra ciò che è vero e ciò che non lo è, tra ciò che è degno di fiducia e ciò che corrisponde a un pericolo, siano troppo sfumati se non assenti. In Tinexta Infocert stiamo facendo la nostra parte, promuovendo un’AI trustworthy che fa leva su soluzioni e strumenti ispirati ai framework europei AI Act eIDAS, in un approccio che coniuga innovazione, compliance e tutela della privacy per generare valore sostenibile per cittadini, imprese e istituzioni." 
Su cybersicurezza la voce di Davide Scatto, Head of Cybersecurity Advisory Services, Tinexta Cyber: "L’intelligenza artificiale sta ridefinendo in modo profondo anche il mondo della sicurezza informatica: da un lato moltiplica la velocità e la sofisticazione delle minacce, dall’altro rappresenta un alleato straordinario per chi sa governarla con competenza e visione. Essere oggi all’AI Cyber Festival di Torino significa proprio questo: partecipare a un dialogo necessario, dove innovazione e sicurezza non sono in contrapposizione, ma parte dello stesso percorso. Come professionisti della cybersecurity, abbiamo la responsabilità di guidare questa trasformazione, mettendo la tecnologia al servizio della fiducia, della consapevolezza e della resilienza digitale del Paese”. 
Dal mondo ANFIR e di Finpiemonte, il presidente Michele Vietti, invece dichiara: “L’innovazione digitale non è più un'opzione, ma una condizione imprescindibile per la competitività e la coesione economica del Paese. Le Associate ANFIR hanno oggi la responsabilità di diventare veri e propri hub di innovazione finanziaria pubblica, integrando soluzioni digitali e collaborando con il mondo Fintech per rendere più efficaci, trasparenti e sostenibili le politiche di sviluppo territoriali. Le nuove regole europee sull’Open Finance consentono ai cittadini e alle imprese di avere accesso a servizi più personalizzati e inclusivi. Il nostro obiettivo, come sistema, è fare in modo che ogni innovazione resti sempre al servizio delle persone e dei territori, trasformando la tecnologia in un ponte culturale e sociale che unisce pubblico e privato, locale ed europeo, tradizione e innovazione.” 
Elena Previtera, Senior Partner e membro del Consiglio di Amministrazione, Reply: “La mobilità sta vivendo una trasformazione profonda: da un sistema frammentato e centralizzato stiamo passando a una rete intelligente, connessa e distribuita, dove i dati rappresentano il nuovo carburante. In questo scenario, ogni veicolo, infrastruttura o passeggero diventa un nodo informativo attivo, parte di un ecosistema dinamico in cui la connettività e l’intelligenza artificiale abilitano decisioni più rapide e consapevoli. In Reply applichiamo l’AI lungo l’intera catena del valore della mobilità — dall’infrastruttura ferroviaria alla mobilità urbana, fino alla gestione energetica e all’esperienza del passeggero — per rendere le reti più resilienti, ottimizzare le operazioni e favorire una mobilità realmente intelligente, connessa e integrata. È così che dati, energia e infrastrutture possono dialogare in tempo reale, dando vita a città più efficienti, sostenibili e vivibili.” 
Da Confindustria Riccardo Di Stefano: “L’innovazione è molto più di un progresso tecnologico: è un processo culturale, economico e sociale che definisce il modo in cui vivremo e lavoreremo domani. Per questo serve un dialogo costruttivo tra imprese, istituzioni, mondo della ricerca e cittadini, capace di orientare il cambiamento e di trasformarlo in opportunità di crescita sostenibile, competitiva e inclusiva. Solo attraverso questa collaborazione, sempre più aperta, possiamo fare dell’innovazione un motore di sviluppo che migliora la vita delle persone e rafforza il futuro del Paese.” 
Dal mondo difesa Pierguido Iezzi, Direttore Business Unit Cyber di Maticmind: "L’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto un fattore di ampliamento del rischio cyber e del perimetro d’attacco, aumentando la superficie vulnerabile delle organizzazioni, ma è anche un abilitatore strategico nella gestione dei framework di sicurezza e dei sistemi antifrode. Oggi l’AI è un supporto concreto per l’adeguamento alla direttiva NIS2, integrandosi nei processi di compliance, nella gestione del rischio e nel monitoraggio continuo. La sfida non è evitarne l’adozione, ma saperla governare: trasformare la sua capacità di amplificare i rischi in un’opportunità per rafforzare la resilienza, aumentare l’efficacia operativa e migliorare la protezione dei dati. Un processo che Maticmind porta avanti con Prometheus AI." 
Dal mondo AI e pmi Daniele Lombardo, Group Marketing, Institutional Relations & Communication Director di TeamSystem: "L’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per la crescita e la competitività delle PMI italiane, soprattutto quando viene integrata nelle piattaforme che gestiscono i processi aziendali. Non è un punto di arrivo dello sviluppo tecnologico, ma un punto di partenza abilitante, in grado di semplificare il lavoro e liberare tempo e talento nelle organizzazioni. Il suo vero valore risiede nella capacità di sfruttare al meglio i dati, patrimonio prezioso generato dalle storie di eccellenza imprenditoriale che hanno reso l’economia italiana tra le più rilevanti a livello globale.” 
Enrica Valle, Responsabile Internal Audit CSI Piemonte: "L’intelligenza artificiale non è una moda, né un tema del momento: per il CSI Piemonte è un percorso strategico che parte da lontano. Da anni investiamo nell’AI come leva per migliorare i servizi pubblici, renderli più efficienti e più vicini ai cittadini. Abbiamo avviato un laboratorio dedicato all’intelligenza artificiale quando ancora se ne parlava poco: uno spazio di sperimentazione e confronto tra competenze tecniche, organizzative ed etiche.” 
Giovanni Russo, Head of AI, Data & Hyperautomation, Gruppo Lutech: "L’intelligenza artificiale ci consente di superare i limiti dei modelli tradizionali di mobilità, trasformandoli in ecosistemi intelligenti capaci di apprendere e adattarsi in tempo reale. Grazie alla piattaforma BrAIn e ai progetti sviluppati con il MOST, come OptiFaaS per la pianificazione urbana, stiamo migliorando l’efficienza dei trasporti. L’AI, insieme a tecnologie di IoT, Digital Twin e Data Analytics, ci permette di ottimizzare i flussi, ridurre le emissioni e fornire strumenti di monitoraggio a PA, operatori e ricercatori." 
Viviana Bacigalupo Direttore Generale Intesa Sanpaolo Innovation Center: “Lavoriamo con tutti gli stakeholder dei territori in cui è presente il gruppo per favorire la nascita di ecosistemi di innovazione. In particolare, esploriamo i trend emergenti per capire cosa impatterà la società e l’economia del futuro, sviluppiamo progetti di ricerca applicata, sosteniamo la crescita delle start- up, di cui la banca è il principale riferimento in Italia come quota di mercato. Aiutiamo le aziende attraverso programmi di Open Innovation e promuoviamo la transizione verso il paradigma della circular economy. L’obiettivo finale è interpretare l’innovazione come fattore abilitante di una crescita inclusiva e sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale.” 
Stefano Ronconi Director of Data Intelligence di Würth Italia: “Stiamo molto lavorando sul tema dell'AI agente. Abbiamo un team che si chiama AirLab, che fa ricerca in ambito intelligenza artificiale. Per quello che riguarda questo prototipo, è un agente, quindi è un LLM, un Large Language Model. Si può pensare come un contenitore che, all'interno di tutte le informazioni disponibili su Internet, è capace di compiere delle azioni. In questo caso, il nostro agente è stato addestrato sulle schede prodotto di Wurth: ci sono più di 100.000 schede prodotto, ed è in grado di interagire sulle domande che può fare un nostro venditore, un nostro direttore di negozio o un cliente, su qual è il corretto prodotto da utilizzare e su come utilizzarlo.” Queste testimonianze hanno arricchito il dibattito del Festival, confermando il ruolo delle aziende nel promuovere un’innovazione responsabile e applicata. Il supporto di partner come Intesa Sanpaolo Innovation Center, Ferrovie dello Stato Italiane, Reply, Wurth, Tinexta Infocert, Tinexta Cyber, Maticmind, TeamSystem, Lutech, CSI Piemonte ha reso l’evento un hub di idee per il futuro digitale italiano. 
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GBC Italia lancia la roadmap nazionale per l’edilizia sostenibile

(Adnkronos) - L'Italia si prepara a definire una strategia concreta per la rigenerazione del proprio patrimonio immobiliare. Presso la Sala Salvadori della Camera dei Deputati, si è tenuta la presentazione ufficiale del Green Building Forum Italia, l'evento strategico promosso da GBC Italia (Green Building Council Italia) che si terrà a Palazzo Lombardia, Milano, il prossimo 27 ottobre. L'obiettivo è duplice: fare dell'edilizia il motore della triplice transizione (ecologica, economica e sociale) e presentare la prima Roadmap operativa di edilizia sostenibile per il Paese. L'iniziativa, sostenuta da Regione Lombardia e dai principali attori industriali, è stata definita come "un’azione corale" che mira a trasformare la sostenibilità in una vera e propria politica industriale. Al dibattito hanno partecipato esponenti di alto livello, i quali hanno sottolineato l'urgenza di un approccio integrato che vada oltre la mera efficienza energetica. 
Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha evidenziato l'impatto economico della rigenerazione: “La rigenerazione del costruito non è solo ambiente: è anche economia, perché incide sulla bolletta del Paese. L’Italia ha un gap energetico che si colma soprattutto con l’efficienza del patrimonio edilizio, contribuendo all’equilibrio energetico nazionale. Aggiornare le norme significa rigenerare il tessuto urbano secondo le esigenze di oggi, garantendo qualità della vita ed efficienza con soluzioni accessibili, dagli studentati all’housing per la fascia medio-bassa. Per riuscirci servono leve chiare: incentivi all’impiego di capitale privato, grandi fondi inclusi, e regole che rendano conveniente il riciclo dei materiali, il riuso di aree già edificate e una tutela del patrimonio più certa. Solo così la rigenerazione diventa concreta e sostenibile per l’Italia.” Rixi aveva precedentemente sottolineato la necessità di “integrare in modo strutturale innovazione e sostenibilità nelle infrastrutture e nel costruito”. Sulla stessa linea, Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPESS, ha posto l'accento sulla dimensione sociale e urbanistica della sfida: “Il Governo è impegnato a lavorare per un piano casa che cambierà il volto delle nostre città. Un piano Casa che dedicherà ampi spazi alle fasce più di deboli della popolazione e alle giovani coppie. Il Green Building Forum può darci un grande contributo e importanti suggerimenti su come sviluppare al meglio questi nuovi progetti urbanistici. Ovviamente per raggiungere l’obiettivo serve più dialogo tra le politiche urbanistiche e ambientali. Serve un approccio integrato. E in questo senso, il Forum può e deve diventare un ponte tra territori, istituzioni e operatori del settore, capace di tradurre obiettivi comuni in azioni concrete. La sfida, dunque non è solo energetica, ma anche sociale e urbanistica. È necessario promuovere un’idea di edilizia che non si limiti a ‘consumare meno’, ma che rigeneri, restituisca valore, crei coesione e bellezza. Un’edilizia che rimetta al centro le persone, il paesaggio, la salute, l’accessibilità e che sappia affrontare il futuro con coraggio e competenza”. 
Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, ha confermato l'impegno del suo ente nel fare della regione un laboratorio di rigenerazione: "Costruire in modo sostenibile significa immaginare città più umane, belle e vivibili, dove il rispetto per l’ambiente si traduce in qualità della vita. Rigenerare non vuol dire solo riqualificare edifici o spazi abbandonati, ma restituire senso e dignità ai luoghi, far rinascere comunità, dare nuova energia ai territori senza consumare nuovo suolo. È una sfida culturale prima ancora che urbanistica, che chiama tutti – istituzioni, imprese, cittadini – a fare la propria parte. Regione Lombardia crede in questa visione e continuerà a investire con coraggio e concretezza in un futuro che metta al centro le persone e le nuove generazioni". Il cuore del Forum del 27 ottobre sarà la presentazione di strumenti concreti per l'industria. Fabrizio Capaccioli, Presidente di GBC Italia e promotore dell’iniziativa, ha illustrato i due pilastri: la proposta metodologica per il Whole Life Carbon (per valutare l’impronta climatica lungo l’intero ciclo di vita degli edifici) e la Taxonomy Verification (per rendere credibili gli investimenti allineati alla normativa europea). 
Capaccioli ha rimarcato che la sostenibilità richiede azioni tangibili e non solo dibattiti: “La transizione ecologica non si realizza solo parlandone nei convegni, ma concretamente nell’attuazione di nuovi regolamenti, capitolati tecnici, flussi finanziari. Tuttavia, per essere autentica, la transizione deve essere anche sociale e inclusiva: non può lasciare indietro nessuno, deve generare benessere diffuso, nuove competenze e opportunità. La sostenibilità non è solo un obiettivo ambientale, ma un patto tra istituzioni, imprese e cittadini per costruire un Paese più equo, sicuro.” Il Green Building Forum presenterà anche l'Industry Report – Roadmap per il Paese Italia, un documento strategico con indicazioni concrete per riformare politiche urbane, normative e meccanismi di investimento in ottica green. L'iniziativa risponde a una necessità critica: l’80% del patrimonio edilizio italiano risulta energivoro e poco resiliente. Il mondo industriale ha testimoniato la sua piena adesione all'agenda. Stefano Gallini (AD di Heidelberg Materials Italia Cementi S.p.A.) ha sottolineato la convergenza strategica: “Heidelberg Materials e Green Building Council Italia condividono le strategie di lungo termine, ma soprattutto il percorso per raggiungere le sfide che ci aspettano, in particolare in materia di sostenibilità e decarbonizzazione. Dobbiamo lavorare insieme come sistema industriale e come Sistema Italia affinché gli obiettivi, siano essi di breve e di lungo periodo, vengano raggiunti congiuntamente.” 
Massimiliano Pierini (Managing Director di RX-Italy) ha definito la sostenibilità un "fattore imprescindibile per la salvaguardia degli aspetti sociali e ambientali", aggiungendo: “La nostra organizzazione opera su diversi fronti, mantenendo un osservatorio privilegiato sia sul mercato dell’impiantistica civile e industriale sia su quello immobiliare. Riteniamo fondamentale condividere le informazioni e, facendo sistema, creare le condizioni per un approccio proattivo al mercato basato sull’applicazione di best practice volte alla sostenibilità. Nei settori che rappresentiamo, la sostenibilità non solo continua a costituire un driver di vendita, ma rappresenta anche un fattore imprescindibile per la salvaguardia degli aspetti sociali e ambientali, essenziali per il nostro futuro. A nostro avviso, questo evento è riuscito a integrare efficacemente tutti questi elementi, rispondendo concretamente a tali esigenze.” L’ambizione finale del Forum è di armonizzare le pratiche locali agli standard globali e posizionare l’Italia come leader della trasformazione sostenibile nel comparto edilizio. 
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Ricerca, fra Dna e Big data a Milano la 'Bollywood' dell'Ifom si prepara per il Diwali

(Adnkronos) - Lunedì 20 ottobre per loro - e per circa un miliardo di persone in tutto il mondo - sarà un giorno speciale: la 'festa delle luci', il Diwali, un giorno per pensare ancora di più all'amata India lontana. C'è una piccola 'Bollywood della ricerca' all'Ifom di Milano. E' la comunità di scienziate e scienziati indiani che ha scelto i laboratori dell'Istituto di oncologia molecolare di Fondazione Airc per realizzare i propri progetti. Insieme celebreranno nella metropoli lombarda la sentita ricorrenza che cade nel 14esimo giorno di luna calante, nel mese lunare di Karttika (fra ottobre e novembre). La 'luce' che li illumina non è solo quella della tradizione, ma la passione scientifica che li ha portati fino in Italia a condurre i loro studi. Quest'anno, poi, il Diwali sarà arricchito dalla visita del Console generale dell'India a Milano, Lavanya Kumar, che vanta un background scientifico, e andrà in istituto per conoscere le attività a cui stanno contribuendo, spiegano all'Adnkronos Salute.  La comunità di 280 ricercatori Ifom si compone per il 25% di stranieri, provenienti da 30 Paesi del mondo. Gli scienziati indiani - in tutto 10, di cui 3 donne e 7 uomini in forze attualmente nei laboratori del centro milanese - si distinguono per densità e continuità nel tempo (per un totale di 50 talenti provenienti negli ultimi 15 anni dal subcontinente). Età media 30 anni, laureati prevalentemente in biologia e in medicina, ma anche in ingegneria e in informatica, competenze apprezzate per la caccia a nuove cure contro il cancro in Ifom. Tra Dna e Big Data, molti di loro sono 'fioriti' nell'istituto e hanno poi proseguito il proprio percorso - spesso assumendo posizioni di leadership - in altri Paesi, o sono tornati in India, oppure sono rimasti in Italia, mettendo anche radici permanenti di famiglia nel Belpaese. Bhat e Narayani Ganesh, per esempio, hanno ottenuto insieme un dottorato in Ifom nel 2012 e, una volta terminato, hanno scelto di rimanere a Milano: lui proseguendo il suo percorso di ricerca in neurobiologia al San Raffaele, lei come docente di scienze al Collegio San Carlo. "Nostra figlia ha 7 anni - racconta Narayani - frequenta la seconda elementare e va in una scuola italiana; parla fluentemente sia inglese che italiano. Si sta integrando bene, imparando nuovi sport e altre attività". Bhat fa un bilancio della sua esperienza meneghina. A colpirlo è "come le persone riescano a mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata e, allo stesso tempo, eccellere nella ricerca accademica. E' uno degli aspetti più apprezzabili della ricca cultura della ricerca europea". Quanto al contributo dei professionisti indiani alla scienza tricolore, "noto che gli studenti sono molto competitivi e laboriosi, con una forte ambizione di eccellere nella ricerca, e Ifom ne è certamente una prova. Come indiani abbiamo forti valori culturali e morali che cerchiamo di mantenere ovunque ci troviamo". Nella vita a cavallo fra due mondi, Bhat riserva un posto speciale alla cucina italiana: in cima alla lista dei piatti del cuore mette "gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, seguiti da tanti altri come le tagliatelle ai funghi porcini, la polenta con gorgonzola", sorride. Ma cosa attrae questi talenti all'ombra della Madonnina lo spiega Ramveer Choudhary, uno dei ricercatori 'storici' della comunità, approdato in Ifom nel 2014 col suo bagaglio di conoscenze in biologia molecolare e microscopia maturato in un colosso della ricerca indiano, il National Centre for Biological Sciences. Segni particolari: conosce Milano più di un milanese, ormai. Per lui le parole chiave sono "scambio interdisciplinare e innovazione", in un ambiente "collaborativo, ricco di risorse e internazionale". Sempre in prima linea per attività di volontariato (come al Pane Quotidiano) e iniziative sportive tra cui maratone, Ramveer nel polo che ha sede nel cuore dello Scalo di Porta Romana, ha incontrato anche l'amore: la sua attuale moglie, una scienziata di Bolzano ora a Cambridge. La loro storia continua a distanza, come tante nel mondo multiculturale e 'globetrotter' di chi fa ricerca. Ramveer è un esperto di Dna: studia com'è organizzato dentro le cellule, osserva le piccole curve e i giri che lo aiutano a sistemarsi bene e a funzionare correttamente ed esplora in particolare le specifiche proteine che mantengono stabile questa struttura. Quando queste proteine non funzionano, "il Dna può danneggiarsi, un problema chiamato instabilità genomica, che può portare al cancro". L'ultima arrivata nella comunità Ifom dal subcontinente è Moulikta Sanjeev, 25 anni. E' qui dal 2024 e spiega di aver trovato "un ambiente dove ognuno è rispettato per l'unicità che porta". Specializzata in biologia quantitativa, lavora in un laboratorio che, usando modelli matematici insieme a dati sperimentali, cerca di capire il checkpoint mitotico (il meccanismo che controlla la divisione cellulare) e l'adattamento delle cellule ai farmaci antimitotici, alla base della resistenza farmacologica. 
Dietro ogni storia di integrazione riuscita, spiegano dall'Ifom, c'è un supporto sistematico, che fa la differenza: una volta arrivati in suolo italico (e spesso anche prima di arrivare), al termine di un viaggio lungo migliaia di chilometri, i ricercatori vengono accolti sotto l'ala del Welcome Office, struttura creata ormai 13 anni fa. La sua anima è Marina. "Mi ha guidato con il visto, mi ha aiutato a trovare alloggio", racconta il dottorando Thennavan Jayaraman, 26 anni. E anche Moulikta elenca una lunga lista di pratiche: "Nulla osta, contratti, guest house gratuita per un mese, attivazione del codice fiscale, ricerca di un appartamento, apertura di un conto in banca. Praticamente tutto". Marina ha 'assistito' anche la nascita di tre bambini figli di ricercatrici e ricercatori indiani, colmando il 'canyon linguistico' in ospedale e la lontananza degli affetti familiari cruciali in quei momenti. Ora questi piccoli sono sparsi nel mondo, "zia Marina" resta nel loro cuore.  E poi ci sono i momenti conviviali. "Le pause caffè in Ifom sono un'ottima occasione per condividere", racconta Thennavan. "Ho cucinato piatti di casa mia e assaggiato i loro". E da milanese adottivo "ho iniziato a fare colazione con caffè e brioche e adoro l'aperitivo". Per il Diwali però il menu sarà rigorosamente indiano, proposto dalle ricercatrici e dai ricercatori allo chef della mensa per condividere le proprie radici con tutta la comunità Ifom. "Stiamo pianificando di vestirci in abiti tradizionali e offrire dolci", racconta Moulikta per il suo primo Diwali lontano da casa. "Bilanciare la mia identità - commenta Ramveer - significa celebrare le mie tradizioni abbracciando le usanze italiane. Il rispetto reciproco è centrale".  Nell'istituto milanese i dottorandi restano 3-5 anni, poi ripartono verso altri laboratori, altri Paesi. Ma i legami restano. "La comunità indiana in Ifom è sempre stata un supporto - dice Rajagopal Papagudi, ricercatore sostenuto da una borsa Airc - Poter parlare nella mia lingua madre mi ha aiutato significativamente". Così come, aggiunge Thennavan, l'apertura verso i colleghi italiani ("mi hanno aiutato enormemente a integrarmi"). Il consiglio per chi vuole venire a lavorare in Italia? "Siate aperti - dice Ramveer - cercate collaborazioni, approfittate dei sistemi di supporto. Costruire sia expertise scientifica che comprensione interculturale renderà il viaggio gratificante". 
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Giornata mondiale dell'alimentazione, le 20 buone abitudini per i bimbi a tavola

(Adnkronos) - L'obesità e il sovrappeso si combattono anche a tavola. L'alimentazione, spiega il pediatra Italo Farnetani alla vigilia della Giornata mondiale che si celebra per ricordare la data di fondazione della Fao (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), gioca un ruolo essenziale. "I genitori devono attuare alcuni comportamenti per evitare un apporto superfluo di calorie, che può avvenire fuori, prima, durante o dopo il pasto", evidenzia l'esperto che suggerisce 20 punti su cui agire, 20 buone abitudini per bambini e ragazzi.  Il primo capitolo è quello del 'Fuori-pasto': 1) Non mangiare al di fuori dei cinque pasti principali (prima colazione, spuntino a metà mattinata, pranzo, merenda e cena), suggerisce Farnetani; 2) Non mangiare mai con smartphone, Pc, tablet, televisore accesi; 3) Non tenere i cibi in vista o a portata di mano; 4) Tenere poche provviste, soprattutto in frigorifero; 5) Preparare una lista dei cibi da comprare e non fare mai la spesa prima di aver mangiato cioè prima dei pasti. Altro momento clou è quello 'Prima del pasto' e le regole successive rientrano in questo capitolo: 6) Non mettere mai in tavola il cestino del pane prima dell'inizio, portarlo solo in accompagnamento al secondo; 7) Non portare le vivande in tavola prima di cominciare il pasto; 8) Non mettere le pietanze nei vassoi, ma portarle nel piatto; 9) Usare piatti un po' più piccoli del normale e mettere solo la quantità di pietanza che si deve consumare; 10) prima dell'inizio del pasto è consigliabile bere l'acqua: mettere sempre in tavola la bottiglia.  E poi c'è il momento clou: 'Durante il pasto'. Le regole di Farnetani per questo capitolo sono: 11) Arrivare a tavola nel momento in cui si inizia a mangiare; 12) Non iniziare a mangiare prima che tutti i commensali si siano serviti; 13) Tutti devono mangiare le stesse pietanze ("è assurdo - osserva il pediatra - che qualcuno mangi cibi gustosi, mentre altri 'fanno la dieta'"); 14) Iniziare il pasto sempre con un antipasto vegetale, insalata o pomodori rossi, o un piatto poco calorico, come la vellutata di verdura; 15) Già dall'età di 2 anni insegnare a masticare a lungo i cibi: è un vantaggio per ridurre la voracità, e perciò contenere l'apporto calorico, ma anche per la salute della bocca e dell'apparato digerente. Anche 'Dopo il pasto' è utile seguire alcuni accorgimenti, conclude Farnetani. Le regole per questo capitolo: 16) Mai alzarsi senza avere mangiato la frutta; 17) Appena finito il pasto, invece, ci si deve subito alzare; 18) Non si dovrà mangiare più fino al pasto successivo; 19) Non conservare gli avanzi a portata di bimbi; 20) Avere sempre a disposizione una bottiglietta da 500 cc di acqua. 
La regola delle 5 C - "La principale causa del sovrappeso e dell'obesità" nei bambini e nei ragazzi "è uno stile di vita caratterizzato dalla sedentarietà". Una strategia per contrastarla? "Attuare tutti quei comportamenti che possono far 'muovere di più'". Ma piuttosto che puntare su "scelte troppo difficoltose, come usare le scale anziché l'ascensore, che si rileverebbero scelte perdenti in partenza perché irraggiungibili, il consiglio è di puntare su qualcosa che le persone siano in grado di capire e di eseguire, attività che possono associare il movimento con il divertimento". Seguendo questo principio guida, il pediatra propone la 'regola delle 5C', una strategia messa a punto dall'esperto diversi anni fa (nel 2005), che dopo il Covid si è arricchita di una quinta C, quella che sta per coetanei.  Occasione per fare il punto è stato un workshop che si è tenuto nei giorni scorsi a Mazara del Vallo, in Sicilia, con il patrocinio dell'Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Trapani. Organizzatore e direttore scientifico dell'evento: il medico diabetologo Giuseppe Giordano. Che cosa indicano le C della regola proposta da Farnetani? "E' presto detto", illustra il professore ordinario di Pediatria dell'Università Ludes di Malta, che ha tenuto la prima relazione all'apertura del Convegno sulla gestione territoriale pluridisciplinare del paziente diabetico, concentrandosi sulle politiche di prevenzione dell'obesità nell'età evolutiva. Partendo dalla C di coetanei, l'esperto spiega che "dopo la pandemia che è stata caratterizzata nei bambini da notevoli disturbi psicologici da isolamento è importante favorire la frequenza e la relazione" con i pari, "che rappresenta anche un efficace stimolo per contrastare l'eccessivo apporto calorico. Per evitare che bambini e adolescenti mangino per 'farsi compagnia o combattere la noia'. I genitori devono dunque creare occasioni d'incontro, per esempio invitando i coetanei in casa, oppure organizzando piccoli eventi nei parchi pubblici, evitando che il motivo sia costituito dal cibo (la merenda o la pizza oppure l'aperitivo per i più grandi)". E questo aspetto riporta direttamente alla prima C: quella che indica il comportamento alimentare. "No a diete fai da te - è il primo messaggio di Farnetani - L'unico consiglio, valido per tutti e anche per gli adulti, è di mangiare frutta e verdura sia a pranzo sia a cena. Non vanno invece attuate le diete 'copiate'" da altri contesti, "perché bambini e adolescenti hanno bisogno di introdurre i principi nutritivi giusti per la crescita e un armonico sviluppo". Un consiglio per il carrello della spesa: "Attenzione a ciò che si compra e all'ansia di risparmiare - esorta il pediatra - perché i prodotti che costano poco potrebbero essere anche quelli con meno sicurezza alimentare e/o con un maggior apporto calorico". Un punto fermo è che "non si ingrassa in una notte", continua Farnetani, "perché è lo stile di vita quotidiana che determina il peso. Giusto o in eccesso". La seconda C apre la serie dedicata alla lotta alla sedentarietà: sta per camminare. "Si consumano così molte calorie senza accorgersene. Vanno perciò create le opportunità per camminare". Quanto? "Se si cammina con un'andatura media per un'ora si coprono 3 km e si consumano 400 calorie che equivalgono a: un piatto di filetti di pesce fritto, oppure un piatto di patatine fritte (250 calorie) +1 cornetto gelato (150 calorie), o una fetta di torta, oppure un cannolo alla crema", calcola Farnetani. "Se si cammina con un'andatura media per 80 minuti si coprono 4 km e si consumano 500 calorie che equivalgono a: un primo di pesce, oppure una porzione di insalata di riso, oppure una porzione di frittura di pesce, o una pizza farcita".  La terza C sta invece per ciclismo: "È un'attività da praticare maggiormente, soprattutto insieme ai genitori o in gruppo. Per ottenere i migliori effetti sulla salute si deve pedalare almeno per 20-30 minuti. In questo modo aumenta il tono dei muscoli e la figura risulterà più snella e armonica. Quando i bambini sono piccoli, soprattutto nel periodo delle elementari, vanno molto volentieri in bici e allora il sabato e la domenica o, chi può, anche nei giorni feriali, è salutare che i genitori facciano un giro in bicicletta con i figli. Ne guadagneranno in salute, ma sarà un modo per rafforzare la relazione", assicura il pediatra. La quarta C indica il migliore amico dell'uomo: il cane. "Un pretesto valido per uscire di casa è dover portare fuori il proprio pet. Ci sono ricerche scientifiche che dimostrano che chi ha un cane ha più bassi livelli di colesterolo nel sangue e una minor probabilità di presentare infarto del miocardio o altre malattie di cuore o circolazione. Per il bambino che è sempre circondato da presenze inanimate, come televisore, videogiochi, computer e gioca poco sia con i coetanei (da qui la quinta C della regola) sia con i genitori perché sta tanto tempo da solo, un animale domestico è una presenza vivente che porta solo vantaggi psicologici senza rischi per la salute", conclude l'esperto. 
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Mutti (Centromarca): "Recuperare spazi di efficienza all’interno della filiera"

(Adnkronos) - "In questa giornata l'industria di marca si è fatta promotrice di un dialogo di filiera perché oggi è importante riuscire a recuperare quegli spazi di efficienza che esistono all'interno di tutta la filiera. Quindi, parlando di agricoltura, di industria, di logistica e di distribuzione. E’ fondamentale che in un momento di difficoltà, dopo la crisi inflattiva partita nel 2022 a causa dell'incremento delle fonti energetiche, si cerchino di recuperare tutti quegli spazi possibili affinché i nostri cittadini e clienti possano trovare l'eccellenza del prodotto di marca, però con un'ottimizzazione costante della filiera che lo compone". Sono le dichiarazioni di Francesco Mutti, presidente di Centromarca, in occasione del Forum del Largo Consumo dal titolo ‘Il carrello della spesa tra scelte di politica economica e soluzioni per la filiera’, organizzato a Roma e promosso da Centromarca - Associazione italiana dell’Industria di Marca - e Ibc - Associazione Industrie Beni di Consumo - con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Sono tre i grandi filoni su cui abbiamo lavorato: la competitività, l’innovazione e la legalità. Tre filoni su cui stiamo sviluppando delle proposte legislative, sapendo che queste dovranno essere sostanzialmente a costo zero per il governo - spiega - o comunque estremamente limitate, perché le risorse sono evidentemente e decisamente poche”. “Quando le aziende di marca operano, lo fanno rigorosamente nella legalità. Questo per un motivo in primis o di esposizione presso il pubblico. Bisogna stare molto attenti che a volte esistono, però, aziende che non hanno lo stesso approccio. Apparentemente, questo può essere un finto vantaggio per il cittadino, per colui che va a fare acquisti, perché si può trovare un prodotto che costa meno, ma il costo a meno - sottolinea Mutti - ha delle inefficienze sottostanti: stipendi più bassi o il non rispetto delle leggi, magari quelle relative alla sostenibilità e si tratta di concorrenza sleale a tutti gli effetti”. “Le aziende devono rispettare pienamente e completamente le norme e solamente questo, poi, può dar adito effettivamente a una corretta competizione dove, alla fine, colui che va a fare acquisti sarà colui che sceglie tra qualità e prezzo”, conclude. 
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Ferretti (Ibc): "Ottimo connubio filiera e istituzioni a favore competitività pmi"

(Adnkronos) - "Abbiamo presentato un documento che contiene differenziazioni che possono essere messe a disposizione delle aziende associate. Ma questa collaborazione parte dal carrello anti inflazione di circa un anno fa, che ci ha dato la possibilità di interloquire con le istituzioni e di vedere che l'incontro tra filiera e governo può darci delle ottime possibilità". Così, Flavio Ferretti, presidente di Ibc, parlando dell’importanza della collaborazione con le istituzioni per rafforzare la competitività delle pmi, a margine del Forum del Largo Consumo dal titolo ‘Il carrello della spesa tra scelte di politica economica e soluzioni per la filiera’, organizzato a Roma e promosso da Centromarca - Associazione italiana dell’Industria di Marca - e Ibc - Associazione Industrie Beni di Consumo - con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Piccole e medie imprese hanno bisogno di aiuto perché sono poco strutturate: hanno bisogno di aumentare la propria managerialità, di avere un accesso al credito più facilitato, di cambiare completamente le dimensioni che hanno - spiega - Ricordo che in Ibc ci sono, come associate, 35.700 aziende, 20mila delle quali fanno meno di un milione di fatturato all'anno. Questo ci dà l'idea di quanto possano essere fragili”. “Da un lato è il vantaggio e il valore del tessuto imprenditoriale italiano che ha una numerica così alta e nelle piccole dimensioni c'è una flessibilità maggiore; dall'altro, visto il basso fatturato e le basse dimensioni, anche da un punto di vista di numero di addetti, risultano essere più fragili. Quindi, identificare delle modalità che possono dare loro una maggiore managerialità, anche mettendo a fattor comune il management o, per esempio, avere un differente accesso al credito, credo che questo con le istituzioni siano le azioni migliori che possiamo mettere a loro disposizione per poter crescere”, conclude il presidente di Ibc. 
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Giornata mondiale Alimentazione, pediatra '20 buone abitudini per bimbi a tavola'

(Adnkronos) - L'obesità e il sovrappeso si combattono anche a tavola. L'alimentazione, spiega il pediatra Italo Farnetani alla vigilia della Giornata mondiale che si celebra per ricordare la data di fondazione della Fao (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), gioca un ruolo essenziale. "I genitori devono attuare alcuni comportamenti per evitare un apporto superfluo di calorie, che può avvenire fuori, prima, durante o dopo il pasto", evidenzia l'esperto che suggerisce 20 punti su cui agire, 20 buone abitudini per bambini e ragazzi.  Il primo capitolo è quello del 'Fuori-pasto': 1) Non mangiare al di fuori dei cinque pasti principali (prima colazione, spuntino a metà mattinata, pranzo, merenda e cena), suggerisce Farnetani; 2) Non mangiare mai con smartphone, Pc, tablet, televisore accesi; 3) Non tenere i cibi in vista o a portata di mano; 4) Tenere poche provviste, soprattutto in frigorifero; 5) Preparare una lista dei cibi da comprare e non fare mai la spesa prima di aver mangiato cioè prima dei pasti. Altro momento clou è quello 'Prima del pasto' e le regole successive rientrano in questo capitolo: 6) Non mettere mai in tavola il cestino del pane prima dell'inizio, portarlo solo in accompagnamento al secondo; 7) Non portare le vivande in tavola prima di cominciare il pasto; 8) Non mettere le pietanze nei vassoi, ma portarle nel piatto; 9) Usare piatti un po' più piccoli del normale e mettere solo la quantità di pietanza che si deve consumare; 10) prima dell'inizio del pasto è consigliabile bere l'acqua: mettere sempre in tavola la bottiglia.  E poi c'è il momento clou: 'Durante il pasto'. Le regole di Farnetani per questo capitolo sono: 11) Arrivare a tavola nel momento in cui si inizia a mangiare; 12) Non iniziare a mangiare prima che tutti i commensali si siano serviti; 13) Tutti devono mangiare le stesse pietanze ("è assurdo - osserva il pediatra - che qualcuno mangi cibi gustosi, mentre altri 'fanno la dieta'"); 14) Iniziare il pasto sempre con un antipasto vegetale, insalata o pomodori rossi, o un piatto poco calorico, come la vellutata di verdura; 15) Già dall'età di 2 anni insegnare a masticare a lungo i cibi: è un vantaggio per ridurre la voracità, e perciò contenere l'apporto calorico, ma anche per la salute della bocca e dell'apparato digerente. Anche 'Dopo il pasto' è utile seguire alcuni accorgimenti, conclude Farnetani. Le regole per questo capitolo: 16) Mai alzarsi senza avere mangiato la frutta; 17) Appena finito il pasto, invece, ci si deve subito alzare; 18) Non si dovrà mangiare più fino al pasto successivo; 19) Non conservare gli avanzi a portata di bimbi; 20) Avere sempre a disposizione una bottiglietta da 500 cc di acqua. 
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Vaccini anti-Rsv, appello di specialisti e pazienti per rimborsabilità in adulti fragili

(Adnkronos) - L’arrivo dell’autunno riaccende l’attenzione sulle infezioni delle vie aeree. Rimane ancora sottovalutato, tra gli adulti, il ruolo del virus respiratorio sinciziale (Rsv) una delle principali cause di ospedalizzazione non solo per i neonati, ma anche tra gli anziani over 65 e i soggetti fragili, dove il rischio di mortalità è più elevata. Sull’urgenza di una strategia nazionale che includa la vaccinazione anti-Rsv nei programmi di prevenzione per la popolazione adulta, al pari di quanto avviene già per influenza e pneumococco è stato organizzato, ieri a Roma, un incontro con la stampa dal titolo ‘Il valore della vaccinazione per la protezione dei più fragili: un impegno condiviso per contrastare il virus respiratorio sinciziale’, organizzato su iniziativa dell’onorevole Simona Loizzo presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in collaborazione con l’Associazione nazionale pazienti Respiriamo insieme e specialisti di diverse discipline.  Se in pediatria il tema ha raggiunto la sensibilità delle istituzioni – con tutte le Regioni che si sono attivate per l’introduzione dell’anticorpo monoclonale anti-Rsv – informa una nota, la popolazione adulta resta invece completamente scoperta. Eppure, gli studi dimostrano che il rischio di mortalità è 6 volte maggiore negli over 65 rispetto ai bambini sotto l’anno di età. Inoltre, un recente lavoro europeo stima per l’Italia oltre 50mila ospedalizzazioni l’anno a causa di Rsv in chi ha più di 60 anni - il doppio rispetto alle stime precedenti - sottolineando una severità della malattia paragonabile, se non superiore, a influenza e Covid-19. "Il virus respiratorio sinciziale sull’anziano ha un impatto importante, peraltro anche sottostimato a causa del fatto che ,nella maggior parte dei casi di infezione respiratoria, questo virus non viene ricercato – sottolinea Claudio Pedone, membro Sigg, Società italiana di geriatria e gerontologia – La gran parte delle persone anziane ha dei fattori di rischio (patologie cardio-respiratorie, diabete mellito, eccetera) che moltiplicano il rischio di ospedalizzazione e mortalità. Inoltre, le infezioni severe, soprattutto se necessitano di ospedalizzazione, causano molto frequentemente un peggioramento dello stato funzionale e possono portare ad una perdita dell’autosufficienza, con ovvie ricadute non solo sullo stato di salute individuale, ma anche sociali ed economiche". Nonostante le rassicurazioni del ministero lo scorso luglio - evidenziano gli esperti - la vaccinazione anti-Rsv per soggetti adulti fragili non è ancora stata inclusa nei calendari vaccinali. Un’assenza che contrasta con la situazione degli altri Paesi europei come Germania, Francia, Spagna, Regno Unito che hanno già introdotto programmi di immunizzazione o rimborsi dedicati per gli adulti sopra i 60 anni. Intanto, i dati italiani confermano l’impatto del virus: in due stagioni di osservazione su pazienti over 50 seguiti dai Medici di medicina generale, la prevalenza di Rsv ha raggiunto picchi del 18,9% in un solo mese, con il 50% dei pazienti trattati con antibiotici, un elemento critico anche in ottica di contrasto all’antibiotico-resistenza (Amr). "Il virus respiratorio sinciziale è uno dei principali responsabili delle infezioni respiratorie che vediamo nei pazienti anziani e fragili - sottolinea Alessandro Rossi, presidente Simg, Società italiana di medicina generale - I vaccini disponibili sono sicuri ed efficaci, tanto da essere stati già adottati in molti Paesi. Chiediamo che possano essere utilizzati anche in Italia in associazione agli altri vaccini stagionali. Il contatto con il medico di famiglia è fondamentale per motivare il paziente alla vaccinazione - aggiunge - prevenire un’infezione che in questi soggetti può avere esiti severi è un dovere di sanità pubblica. Naturalmente, ciò è possibile solo se la vaccinazione è resa disponibile dal Servizio sanitario nazionale. La Simg, infatti, insieme ad altre società scientifiche, ha inviato al Ministero della Salute una forte raccomandazione per l’inserimento della vaccinazione anti-Rsv negli adulti nei programmi di prevenzione pubblica e nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale". Le nuove evidenze in real world presentate all’Escmid 2025, il Congresso della società europea di microbiologia clinica e malattie infettive, confermano che la vaccinazione contro l’Rsv riduce dell’82,3% le ospedalizzazioni per infezioni delle basse vie respiratorie da Rsv in over 60. La vaccinazione è inoltre raccomandata anche per le donne in gravidanza, al fine di proteggere il nascituro nei primi mesi di vita, quando questa infezione può avere conseguenze gravi. Questa indicazione amplia ulteriormente la portata preventiva della vaccinazione, estendendone i benefici a due generazioni. "Le nuove evidenze scientifiche confermano che il virus respiratorio sinciziale non è un problema confinato all’età pediatrica, ma una minaccia crescente per gli anziani e i pazienti fragili - rimarca Claudio Mastroianni, Past President Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali – Disporre di una vaccinazione sicura ed efficace che protegge l’80% dei soggetti vaccinati ci consente di prevenire un numero significativo di infezioni gravi, ricoveri e decessi. L’inserimento della vaccinazione anti-Rsv nei Lea e nel Pnpv rappresenterebbe un passo essenziale per colmare un vuoto di protezione che non possiamo più ignorare. È fondamentale - precisa - che il ministero, la comunità scientifica e le associazioni di pazienti continuino a lavorare insieme per garantire un accesso equo e tempestivo alla vaccinazione su tutto il territorio nazionale". "Serve un’alleanza concreta per proteggere i più fragili da un virus che ha conseguenze profonde non solo per i pazienti, ma anche per le famiglie e per l’intero sistema di cura - afferma Simona Barbaglia, presidente dell’Associazione Respiriamo insieme - Come associazione di pazienti, chiediamo che la protezione contro il virus respiratorio sinciziale diventi una priorità di salute pubblica: oggi non possiamo più permetterci che chi convive con patologie croniche o fragilità respiratorie resti senza difese. Per questo, con la nostra campagna di sensibilizzazione e informazione ‘Non è così come sembra’ – avviata nel 2024 e rinnovata quest’anno – vogliamo costruire una rete tra cittadini, clinici e istituzioni per promuovere consapevolezza, prevenzione e accesso alla vaccinazione anti-Rsv". Conclude, l’onorevole Loizzo, membro XII Commissione, Affari sociali della Camera: "La tutela dei pazienti fragili deve essere una priorità di sanità pubblica e il virus respiratorio sinciziale rappresenta oggi una minaccia ancora troppo sottovalutata - ha sottolineato l- Nei mesi scorsi abbiamo sollecitato il Ministro della Salute a prevedere la vaccinazione contro il RSV per le categorie più a rischio – anziani, oncologici, diabetici e pazienti con patologie respiratorie – all’interno della campagna vaccinale autunnale. Oggi rinnoviamo questo appello con ancora maggiore forza: abbiamo a disposizione una vaccinazione efficace e sicura, riconosciuta a livello europeo, e dobbiamo renderla accessibile anche in Italia. È il momento di trasformare la consapevolezza in decisioni concrete". 
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