Consulenti del lavoro, formazione condivisa come leva di crescita professionale

(Adnkronos) - Promuovere la formazione continua e interdisciplinare, valorizzare le competenze professionali e costruire sinergie che svolgono un ruolo strategico nel mondo del lavoro e dell’informazione. Sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato a Roma tra il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, con il patrocinio dell’Enpacl e dell’Inpgi, e la partecipazione della Fondazione Studi Cdl.  L’intesa mira a realizzare una collaborazione formativa e professionale, strutturata e permanente tra le due Categorie, finalizzata a garantire ai rispettivi iscritti un aggiornamento costante sulle evoluzioni normative, sui cambiamenti del mercato del lavoro e sulle informazioni utili alla collettività anche attraverso l’introduzione di strumenti e operativi innovativi, anche alla luce del riordino delle professioni.  L’obiettivo è quello di specializzare gli iscritti su alte professionalità, incrementandone le potenzialità, così da favorire lo sviluppo di ciascuna professione. Tra le azioni previste per sostenere la crescita e l’efficienza delle due categorie: la realizzazione di progetti di formazione congiunta e corsi interdisciplinari; lo scambio di competenze ed esperienze; la promozione di iniziative comuni di divulgazione e orientamento e la valorizzazione di buone pratiche e l’innovazione nei modelli formativi.  “Quest’intesa rappresenta una sinergia virtuosa tra due professioni che condividono una missione comune: favorire conoscenza, consapevolezza e buona prassi”, ha dichiarato Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. “In un contesto in costante evoluzione, unire le forze significa rafforzare la qualità e la credibilità delle nostre professioni. Una formazione qualificata e condivisa è lo strumento più efficace per accrescere le competenze, sostenere il valore sociale delle professioni”.  “Il futuro della professione giornalistica - ha affermato Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti - sta nella capacità di mantenere alta la qualità dell’informazione. E' quindi necessario cooperare con il mondo delle professioni e l’intesa con i Consulenti del Lavoro va nella direzione di rafforzare la collaborazione, lo scambio di conoscenze e la formazione professionale, anche in merito agli adempimenti previdenziali”. 
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Cina controlla l'export di terre rare: la replica strategica agli USA

(Adnkronos) - Il recente inasprimento dei controlli cinesi sull'export di terre rare non è solo una mossa regolamentare, ma una chiara dimostrazione di potenza geoeconomica. Pechino, dominatrice indiscussa nel settore del raffinamento di questi minerali strategici, ha reagito alle pressioni commerciali di Washington con una strategia di reciprocità inattesa, prendendo spunto proprio dai metodi di extraterritorialità impiegati dagli Stati Uniti. La mossa è stata interpretata dagli osservatori come una risposta diretta alle restrizioni che Washington ha storicamente imposto ai colossi cinesi, come il produttore di apparecchiature per le comunicazioni Huawei. Gli Stati Uniti, abituati a imporre la propria giurisdizione oltre i propri confini, hanno probabilmente sottovalutato la possibilità di ritrovarsi vittime della stessa arma. La Cina ha chiarito che l'obiettivo primario dei controlli è la salvaguardia della sicurezza nazionale, prevenendo l'uso illegale delle terre rare in armi di distruzione di massa. La portavoce del Ministero del Commercio (MOFCOM), He Yongqian, ha comunque assicurato che le procedure saranno ottimizzate e che: "Tutte le richieste per esportazioni conformi destinate all'uso civile saranno approvate." Tuttavia, il reale timore per i mercati globali risiede nella potenziale rigida applicazione della misura. Le terre rare, che includono elementi strategici come Disprosio e Neodimio (essenziali per magneti di veicoli elettrici, chip e difesa), sono difficilmente sostituibili, e la dipendenza dal raffinamento cinese è quasi totale. Se i flussi si riducessero drasticamente, l’industria occidentale si ritroverebbe in gravi difficoltà. 
La Cina ha giustificato le misure come una pratica legittima volta a prevenire l'uso illegale delle terre rare, in particolare l'utilizzo in armi di distruzione di massa, salvaguardando così la sicurezza nazionale cinese e quella globale. 
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici indispensabili per la tecnologia moderna. La Cina ha rafforzato i controlli in particolare su diversi elementi, principalmente terre rare medie e pesanti, tra cui Samario, Gadolinio, Terbio, Disprosio, Olmio, Erbio, Tulio, Itterbio, Lutezio, Scandio e Ittrio. Questi elementi sono cruciali per la produzione di: 
Magneti permanenti ad alta potenza (necessari per veicoli elettrici, turbine eoliche e dispositivi di difesa)
 
Componenti elettronici e display ad alta efficienza
 
Materiali ad alte prestazioni per il settore aerospaziale e la diagnostica medica
 Il MOFCOM ha confermato di aver notificato i Paesi e le regioni pertinenti prima dell'annuncio e di essere in comunicazione per facilitare l'attuazione delle norme. Sul fronte delle relazioni economiche con gli Stati Uniti, la Cina ha espresso forte insoddisfazione e ferma opposizione alle recenti azioni restrittive adottate da Washington. La critica si concentra sull'espansione della cosiddetta "entity-list" (restrizioni sull'export) e sull'imposizione di tariffe portuali aggiuntive sulle navi cinesi a seguito di un'indagine Section 301. La portavoce He Yongqian ha etichettato tali azioni come: "Esempi da manuale di pratiche unilateraliste e protezionistiche." Secondo il MOFCOM, le indagini Section 301 e le misure restrittive che prendono di mira il settore della cantieristica navale cinese, tra gli altri, non solo danneggeranno gli interessi dell'industria cinese, ma provocheranno un aumento dell'inflazione interna negli Stati Uniti, minando la competitività dei porti americani e danneggiando l'occupazione. Il Ministero ha sottolineato che le contromisure adottate dalla Cina sono da considerarsi azioni difensive intraprese per necessità, volte a salvaguardare la parità di condizioni nei mercati globali. Il MOFCOM ha infine rilevato che, dopo i colloqui economici e commerciali di Madrid, gli Stati Uniti hanno introdotto circa venti misure restrittive in poco più di venti giorni, compromettendo gravemente l'atmosfera negoziale. La Cina ha ribadito la speranza che la parte statunitense "apprezzi i risultati dei colloqui economici e commerciali e corregga immediatamente le sue pratiche sbagliate", dichiarandosi disposta ad affrontare le preoccupazioni reciproche attraverso un dialogo alla pari, basato sul mutuo rispetto. La crisi evidenzia il ritardo degli occidentali nel raggiungimento del derisking, ovvero la riduzione della dipendenza da fornitori esteri di materie prime critiche.  
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Made in Italy, Somma1867 inaugura nuovo store in Cina

(Adnkronos) - Somma1867, storica azienda italiana fondata nel 1867 e punto di riferimento nel settore dei tessili di alta qualità per la casa, annuncia l’apertura di un nuovo negozio in Cina ad Hangzhou. L’inaugurazione del terzo punto vendita rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita e internazionalizzazione del brand, che da oltre 150 anni porta nel mondo l’eccellenza del Made in Italy. Con questo nuovo store all’interno del Hangzhou Tower Mall, Somma1867 rafforza la propria presenza sul mercato asiatico, rispondendo a una crescente domanda di prodotti che uniscono tradizione, artigianalità e design contemporaneo. Il punto vendita è stato concepito come un luogo in cui i clienti cinesi possano vivere pienamente l’esperienza del marchio, immergendosi in un ambiente che riflette i valori distintivi dell’azienda: qualità, eleganza e cura dei dettagli. “Questa apertura è per noi motivo di grande orgoglio”, dichiara Massimo Moltrasio, direttore dell’ufficio stile e prodotto del Gruppo Gabel e socio insieme ai fratelli Francesca e Michele. “Il mercato cinese - spiega -riconosce e apprezza il valore della teleria e delle lane pregiate, Made in Italy, nati dalla nostra filiera tessile. Con questo nuovo spazio vogliamo offrire ai clienti un’esperienza diretta dei nostri prodotti, del nostro concetto di eleganza italiana e la filosofia della nostra azienda. Oggi copriamo il mercato cinese con una distribuzione composta da tre boutique Somma1867, aperte nei più prestigiosi shopping center del mercato locale. L’operazione di espansione commerciale è, inoltre, supportata da una strategia di distribuzione capillare in selezionati store multibrand del paese con la formula shop in shop, che ci permette di mantenere alto il percepito del brand e il suo heritage”. Il negozio propone una selezione delle collezioni più rappresentative di Somma1867, dalle telerie in raffinati rasi e lavorazioni jacquard alle pregiate lane delle nostre coperte e plaid per la zona notte e living. Le proposte in vendita raccontano la storia di Somma1867, caratterizzata da tradizione della manifattura italiana, la dedizione dedicata alla sostenibilità della filiera produttiva di proprietà e l’attenzione alla ricerca di filati pregiati e design unici. L’apertura in Cina conferma la volontà di Somma1867 di continuare a investire sui mercati internazionali, consolidando un percorso che vede il brand protagonista di una crescita costante e riconosciuto ambasciatore del lusso tessile italiano nel mondo. 
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Puglia terza regione per Mici, fa tappa a Bari l'Academy per giovani gastroenterologi 

(Adnkronos) - La Puglia è la terza regione in Italia per prevalenza di malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), come colite ulcerosa e malattia di Crohn, che interessano complessivamente oltre 250.000 persone nel Paese. Si tratta di patologie croniche complesse, caratterizzate da un andamento bimodale con due picchi di incidenza, il primo sotto i 40 anni e il secondo tra i 60 e i 70 anni, spesso associate a manifestazioni extra-intestinali di natura reumatologica, dermatologica, oculare ed epatologica. In assenza di una diagnosi precoce e di una gestione adeguata, che richiede l’intervento coordinato di una équipe multidisciplinare di specialisti, le Mici possono compromettere in modo significativo la qualità della vita, incidendo su studio, lavoro, relazioni sociali, sfera sessuale e desiderio di maternità. Per rafforzare le competenze dei giovani specialisti, oggi e domani fa tappa a Bari una speciale Academy dedicata alle Mici, ospitata dalla Gastroenterologia Universitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria di Bari, centro di eccellenza per la diagnosi, il trattamento e la ricerca in questo ambito. Nel corso delle due giornate, i giovani gastroenterologi provenienti da tutta la regione assisteranno alle attività ambulatoriali, di reparto e infusionali, e all’esecuzione di esami strumentali ad alta tecnologia come ecografia intestinale ed endoscopia, strumenti fondamentali per una diagnosi accurata e per il monitoraggio dell’evoluzione della malattia. La formazione sarà completata da sessioni di confronto su casi clinici complessi, in un’ottica di collaborazione multidisciplinare. "Una diagnosi tempestiva e una presa in carico multidisciplinare sono aspetti chiave per garantire un trattamento appropriato e una buona qualità di vita per i pazienti che convivono con una malattia infiammatoria cronica dell’intestino - spiega Mariabeatrice Principi, direttrice della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente, Università di Bari ‘Aldo Moro’ e responsabile del Centro -. Il valore dell’Academy sta nell’offrire ai giovani specialisti una visione a 360 gradi dell’attività quotidiana di una realtà che gestisce un’elevata casistica di pazienti, anche ad alta complessità. Nel nostro Centro seguiamo oltre 3mila pazienti, di cui più di mille in trattamento con terapie biotecnologiche, integrando competenze clinico-diagnostiche e terapeutiche, e avvalendoci di un supporto psicologico e nutrizionale per migliorare il benessere globale della persona". La colite ulcerosa e la malattia di Crohn sono infiammazioni croniche che colpiscono il tratto gastrointestinale, causando sintomi come diarrea, dolore addominale, sanguinamento rettale e perdita di peso, e possono interessare anche altri organi. Obiettivo della presa in carico è raggiungere la remissione profonda della malattia, per prevenire il danno intestinale e le complicanze a lungo termine, oltre ad alleviare i sintomi. Molto importante è considerare anche il rischio oncologico per il cancro del colon-retto che nelle malattie infiammatorie croniche intestinali aumenta con la durata della storia di malattia, raggiungendo percentuali che, in alcuni casi, sfiorano il 20%. "Nel nostro Centro - aggiunge Principi – lavorano fianco a fianco gastroenterologi, radiologi, chirurghi, infettivologi, reumatologi, dermatologi, oncologi, ginecologi, nutrizionisti e psicologi, oltre a infermieri dedicati. Questo approccio multidisciplinare è essenziale per garantire una presa in carico globale e favorire il benessere psicologico, aiutando i pazienti ad accettare la condizione di cronicità e a proseguire i propri progetti di vita. L’attività assistenziale va di pari passo con la ricerca clinica, che consente l’accesso a studi sperimentali con farmaci innovativi. Il Policlinico è inoltre polo di riferimento europeo per studi sul rischio di sviluppo di cancro del colon-retto nei pazienti con lunga storia di malattia". "Tutti elementi – conclude Principi – di estremo valore che arricchiranno il bagaglio di conoscenze e di esperienze dei discenti dell’Academy. La formazione è la chiave per garantire diagnosi precoci, percorsi terapeutici omogenei e un futuro migliore ai pazienti affetti da queste patologie croniche". La gestione formativa dell’Academy è curata dalla prof.ssa Mariabeatrice Principi con la collaborazione delle dottoresse Antonella Contaldo, Paola Dell’Aquila, Ilaria Ditonno e Diletta Lavigna e le nurse dedicate Teresa Sanità e Patrizia Poliseno, e Valeria Suriano come data entry per gli studi clinici della Gastroenterologia Universitaria del Policlinico di Bari. Il progetto è realizzato con il supporto di Celltrion Healthcare, azienda sudcoreana impegnata a promuovere la diffusione delle best practice dei Centri italiani di eccellenza nella diagnosi, trattamento e presa in carico delle malattie infiammatorie croniche intestinali, sostenendo un modello di formazione qualificata e condivisa, orientato al miglioramento continuo della qualità delle cure e al benessere del paziente.  
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50 anni di Italpol Vigilianza, a Roma serata di solidarietà a favore di Komen Italia

(Adnkronos) - In occasione dello storico traguardo dei 50 anni di attività, Italpol Vigilanza Spa ha scelto di trasformare la propria celebrazione in un evento di solidarietà e impegno sociale, rinnovando il proprio legame con Komen Italia. La serata di ieri, ospitata presso il Circolo di Casina Poste, è stata soprattutto una preziosa opportunità per riaffermare l’impegno di Italpol Vigilanza a favore della prevenzione e della salute delle donne. "Prevenire significa anticipare i rischi, ma anche proteggere oltre i beni, il benessere delle persone - ha affermato il Cavalier Giulio Gravina, Owner di Italpol Vigilanza e anche Ambasciatore in rosa di Komen Italia -Questo importante anniversario offre uno spazio per testimoniare che la sicurezza nasce sempre dall’attenzione, prima che il pericolo si manifesti. Un messaggio che trova piena sintonia anche con la missione di Komen Italia, da sempre impegnata nella diffusione della cultura della prevenzione nella salute come chiave per ridurre l’incidenza dei tumori femminili e salvare vite, attraverso la diagnosi precoce, l’informazione e la ricerca. Il valore aggiunto di Italpol Vigilanza non risiede solamente nella tecnologia, ma anche nell’attenzione verso le persone: clienti, dipendenti e famiglie. Proprio questa coerenza ci ha permesso di crescere, ponendo sempre al centro il valore della persona". Secondo Riccardo Masetti, Fondatore di Komen Italia, "per un’associazione di volontariato, poter contare sul sostegno di un’azienda così prestigiosa e sensibile alle tematiche sociali rappresenta non solo un motivo di orgoglio, ma anche uno stimolo a fare sempre meglio. Da oltre 25 anni Komen Italia - ricorda - è impegnata nella prevenzione e nella tutela della salute femminile e nella lotta ai tumori del seno, attraverso iniziative che aiutano le 56mila donne che ogni anno affrontano questa esperienza a intraprendere percorsi di cura più sereni e meno gravosi. Il nostro obiettivo è garantire l’accesso a cure di eccellenza e, al tempo stesso, fornire un supporto concreto per affrontare anche gli effetti psicologici che la malattia può generare. Molte donne guariscono, ma non sempre riescono a ritrovare pienamente il proprio benessere: è su questo fronte che siamo particolarmente impegnati. Il sostegno di ITALPOL Vigilanza rappresenta per noi un grande privilegio e una preziosa spinta a proseguire con ancora maggiore determinazione”. Italpol Vigilanza - riporta una nota - ha creato questo evento per sostenere la 'Carovana della Prevenzione' di Komen Italia, il programma nazionale itinerante di promozione della salute femminile che offre attività gratuite di sensibilizzazione e prevenzione delle principali patologie oncologiche di genere. Una testimonianza dell’azienda per affermare che il proprio patrimonio non è solo fatto di numeri e risultati, ma soprattutto di competenze, esperienza e valori messi a disposizione della collettività. Durante la serata, gli ospiti hanno ricevuto la cartolina della campagna nazionale di sensibilizzazione sui tumori del seno, con la possibilità di offrire un libero contributo. Ottobre è il mese della prevenzione e, con una donazione minima di 20 euro, sarà possibile ricevere a casa il cofanetto con le regole della prevenzione e la spilla con l’iconico Ribbon Rosa, oltre alla possibilità di accedere gratuitamente a oltre 100 musei statali in tutta Italia, grazie alla collaborazione con il ministero della Cultura. La donazione verrà destinata all'implementazione delle attività della Carovana della Prevenzione di Komen Italia nel Centro-Sud Italia. A tutti i partecipanti è stato, inoltre, regalato il fumetto 'Il Creatore di un Sogno' realizzato da Italpo Vigilanza per celebrare i 50 anni di attività, che vede la partecipazione di importanti firme del fumetto italiano come gli sceneggiatori Roberto Dal Prà e Massimiliano Filadoro e dell’illustratore Giancarlo Alessandrini.  
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Energia: Cina avvia la più grande smart microgrid con AI e V2G

(Adnkronos) - La provincia di Jiangsu, nella Cina orientale, segna un passo decisivo verso un sistema energetico più ecologico e resiliente. È entrato in funzione un imponente progetto di smart microgrid nella città di Suqian, il più grande del suo genere sul lato utente nella regione. L'iniziativa, che integra e gestisce localmente fonti e consumi, rappresenta una pietra miliare nell'accelerazione della transizione energetica cinese. Occupando una superficie di circa 3.400 metri quadrati, l'infrastruttura fonde in un unico sistema continuo l'energia eolica, solare, lo stoccaggio e la ricarica dei veicoli. Il sistema vanta una capacità fotovoltaica di 5,15 megawatt, un impianto di accumulo energetico da 20 megawattora e sei turbine eoliche, ponendosi come un modello di rete elettrica localizzata e flessibile che può operare in modo indipendente o in sincronia con la rete principale. La vera spinta innovativa del progetto risiede nelle tecnologie all'avanguardia impiegate, che garantiscono un'efficienza e una gestione della potenza senza precedenti. 
Hou Xiaobing, vicedirettore del dipartimento marketing della State Grid Suqian Power Supply Company, ha evidenziato l'utilizzo di soluzioni pionieristiche: “Il progetto è pioniere nell'uso di diverse tecnologie all'avanguardia, tra cui pannelli solari a inseguimento, micro-turbine eoliche e piastrelle di vetro fotovoltaico”. In particolare, il sistema sfrutta la tracciabilità solare: “Il sistema di tracciamento solare impiega algoritmi di posizionamento e astronomici per massimizzare l'assorbimento della luce solare, aumentando l'efficienza di generazione di energia fino al 40% rispetto ai tradizionali pannelli fissi”, ha dichiarato Hou Xiaobing. Grazie all'utilizzo esclusivo di energia rinnovabile generata da fonti proprie, la microgrid opera a zero emissioni di carbonio. Inoltre, una volta connessa a una Virtual Power Plant (VPP) regionale, la sua efficacia gestionale è potenziata da algoritmi di big data e intelligenza artificiale (AI), capaci di ottimizzare l'erogazione di potenza a livello di millisecondo. Charging Hub Ultra-Veloce e Tecnologia V2G La microgrid di Suqian funge anche da avanguardia per la mobilità elettrica. Il progetto include un ampio charging hub dotato di: Quattro colonnine di ricarica bidirezionale "vehicle-to-grid" (V2G). Sei caricatori ultra-veloci a raffreddamento liquido da 600 kilowatt. Quindici caricatori rapidi "dual-gun" da 500 kilowatt. Secondo la State Grid Suqian Power Supply Company, i caricatori ultra-veloci sono in grado di fornire energia sufficiente per percorrere un chilometro di guida in appena un secondo, senza danneggiare la batteria. Ciò è reso possibile da un sistema intelligente che regola automaticamente la corrente ottimale per ciascun veicolo. Il lancio di questa infrastruttura si inserisce nella strategia energetica nazionale cinese. Il Paese sta convogliando investimenti significativi nelle microgrid, incoraggiando progetti smart che soddisfino le esigenze regionali, come delineato nell'Action Plan per accelerare la costruzione di nuovi sistemi energetici e nel 14° Piano Quinquennale. Secondo la State Grid Jiangsu Electric Power Co., Ltd., la regione di Jiangsu sta attivamente sviluppando diversi progetti di microgrid per accelerare la costruzione di sistemi energetici di nuova generazione. Suqian, in particolare, sta esplorando attivamente un modello di sviluppo integrato "microgrid più virtual power plant" per rafforzare l'affidabilità dell'alimentazione locale e favorire la trasformazione a basse emissioni di carbonio della regione. 
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'Il cuore del VI municipio', al via progetto prevenzione cardiovascolare per over65

(Adnkronos) - Sarà inaugurato domenica 19 ottobre alle ore 11, presso il Centro commerciale Roma Est (piano 2°, via Collatina Km 12.800), il progetto di prevenzione cardiovascolare 'Il Cuore del VI Municipio', alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci. L’iniziativa, organizzata dalla Società italiana di cardiologia geriatrica (Sicge), in collaborazione con il Prorettorato alle Politiche di Innovazione Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata, la Terza Missione e Impatto Sociale di UniCamillus Università Medica Internazionale e il VI Municipio di Roma, vede la partecipazione di numerosi partner: Fondazione Longevitas, Cuore Nostro, Salute e Società Odv, il Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’Università di Firenze, grazie a un grant incondizionato della Edwards Lifesciences Europa. Dopo l’inaugurazione, il progetto 'Il Cuore del VI Municipio' partirà ufficialmente in modo operativo dal 20 ottobre al 9 novembre, e poi di nuovo dal 24 novembre al 14 dicembre 2025. Sei settimane in cui saranno offerti controlli cardiologici gratuiti ai cittadini over 65 residenti nel VI Municipio di Roma.  "L’amministrazione municipale – commenta il presidente del Municipio VI delle Torri di Roma, Nicola Franco – dimostra per l’ennesima volta di saper creare sinergie con le eccellenze del territorio, a partire dall’Università di Roma Tor Vergata che, insieme a UniCamillus, alla Fondazione Longevitas, alla Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, Cuore Nostro, Salute e Società Odv, al Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’Università di Firenze e alla proprietà del centro commerciale di Roma Est si aprono al territorio offrendo ai cittadini opportunità importanti ai fini della tutela della salute". Le visite, che si svolgeranno dal lunedì al sabato (10-14 e 15 -19) e la domenica (10-14) presso i locali del Centro commerciale Roma Est, prevedono visita cardiologica, elettrocardiogramma (Ecg) ed ecocardiogramma, oltre alla somministrazione di un questionario per individuare il profilo di rischio cardiovascolare individuale. I dati raccolti durante queste visite - riporta una nota - saranno parte del progetto Prevasc 2 (Prevenzione cardiovascolare), che mira a combinare prevenzione cardiovascolare e valutazione socio-sanitaria degli over 65, con particolare attenzione alla fragilità socio-economica e al benessere globale. Il progetto coinvolge circa 1.800 anziani del VI Municipio di Roma, utilizzando un approccio integrato che combina questionario infermieristico, visite cardiologiche e screening diagnostici. Il progetto Prevasc 2 segue al successo del Prevasc 1, che ha visto coinvolti 10 borghi in Italia con il controllo di 1500 anziani. "I nostri risultati di esperienze precedenti indicano che il modello di prevenzione di comunità è altamente efficace nell’incoraggiare la partecipazione - afferma Alessandro Boccanelli, coordinatore scientifico del progetto, nonché docente di Filosofia Morale e di Malattie dell’Apparato cardiovascolare dell’Università UniCamillus -. Inoltre, è ampiamente riconosciuto che uno status socio-economico basso costituisce un fattore di rischio significativo per le malattie cardiovascolari, principalmente a causa della scarsa consapevolezza e delle barriere nell'accesso ai servizi sanitari. Di conseguenza, è essenziale identificare strategie coordinate che migliorino sia le misure preventive cardiovascolari che quelle generali, in particolare nelle regioni con uno status sociale ed economico più basso".  "Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la missione formativa e scientifica dell’Università possa tradursi in un impatto reale sulla vita delle persone – sottolinea Gianni Profita, Rettore dell’Università UniCamillus – La collaborazione tra università, sanità e territorio è fondamentale per promuovere una cultura della prevenzione e per costruire modelli sostenibili di salute pubblica. Sinergie come queste dimostrano come l’università possa essere motore di innovazione sociale e sanitaria, contribuendo al benessere della comunità, in particolare delle fasce più fragili della popolazione". "Con questa iniziativa – evidenzia Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata – diamo piena espressione alla Terza missione dell’Università: portare sapere e competenze nel territorio, al servizio delle persone. Non si tratta solo di esserci, ma di costruire legami duraturi e risposte concrete ai bisogni di salute. Rin-grazio tutti i partner e ribadisco l’impegno dell’Ateneo per una salute pubblica più vi-cina e partecipata".  "Progetti come questo sono un esempio di come l’Università possa rispondere concretamente ai bisogni sociali e sanitari delle persone anziane, intervenendo direttamente nei territori e nelle comunità locali per promuovere benessere e salute" aggiunge Rosaria Alvaro, Prorettrice alle Politiche di Innovazione Sociale di Roma Tor Vergata. L'iniziativa coinvolge anche gli studenti del corso di laurea in Infermieristica di Roma Tor Vergata, che affiancheranno i professionisti nelle attività di prevenzione e screening, contribuendo alla formazione sul campo e alla costruzione di un modello di prevenzione e diagnosi precoce replicabile su scala nazionale. "Il coinvolgimento degli studenti rafforza il valore formativo del progetto, perché la prevenzione si impara anche sul campo, attraverso l’incontro con le persone e la costruzione di una cultura condivisa della salute" conclude Alvaro. Donatella Padua, professoressa associata di Sociologia e delegata alla Terza Missione di UniCamillus definisce il ruolo dell’Ateneo: "In particolare, l'Università UniCamillus è impegnata nel mettere in relazione la vulnerabilità sociale ed economica con quella legata alla salute, offrendo una lettura integrata che includa anche variabili relazionali, affettive e socio-culturali. Questa prospettiva innovativa aiuterà a ridefinire la nozione di fragilità socio-economica, e potrà rivelarsi cruciale per migliorare l'approccio alla salute e al benessere della popolazione anziana". "La prevenzione nelle comunità è cruciale in un Paese come il nostro, dove l'87% degli over 65 ha almeno una cronicità, e il 60% ne ha due o più – rimarca Eleonora Selvi, presidente della Fondazione Longevitas – Riuscire a intercettare precocemente le patologie cardiovascolari e altre malattie croniche è fondamentale per migliorare la qualità della vita e rendere il nostro sistema sanitario più sostenibile. In questo contesto, l’approccio comunitario ci permette di raggiungere una fascia di popolazione che spesso è più difficile da coinvolgere". Il progetto Prevasc 2 rappresenta un’evoluzione del modello di prevenzione di comunità avviato con la prima fase, che ha posto le basi per un nuovo paradigma di intervento integrato tra sanità, università e società civile. L’obiettivo è quello di identificare precocemente malattie cardiovascolari molto diffuse nella popolazione anziana — come fibrillazione atriale, scompenso cardiaco e malattie valvolari — per prevenire complicazioni future e migliorare la qualità della vita degli anziani di Roma Est. I cittadini interessati, con più di 65 anni, possono prenotare il proprio controllo gratuito contattando la Presidenza del Municipio Roma VI delle Torri ai numeri 06.69608212 – 06.69608203. 
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Salute, 1 italiano su 10 colpito da fatica perenne, ecco perché cervello 'amplifica' sforzi

(Adnkronos) - Già stanchi fin dal mattino. Accade a 1 italiano su 10, persone che si trascinano sentendosi prive di energia da oltre 6 mesi, senza stare meglio neppure dopo il riposo. E' una stanchezza perdurante, fenomeno che si accentua ai cambi di stagione e in particolare nel passaggio verso l'autunno, quando i cambiamenti nella temperatura, nelle ore di luce e nella routine quotidiana aumentano in molti la sensazione di fatica. Secondo gli studi di ricercatori dell'università di Verona condotti nell’ambito del programma 'Mnesys' sulle neuroscienze, il più ampio mai realizzato in Italia e in Europa con circa 800 scienziati a lavoro in oltre 90 centri in tutto il Paese, potrebbe dipendere da un 'cortocircuito' nel cervello, meno capace del dovuto di valutare realisticamente quanto sforzo serva per compiere un'azione. Mirta Fiorio e Angela Marotta, del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell'Università di Verona, lo hanno dimostrato in persone con patologie neurologiche in cui la stanchezza è molto comune, come la malattia di Parkinson, e in persone sane che si sentono più affaticate del normale nella vita di tutti i giorni. "La fatica è utile, serve a proteggerci da uno stress eccessivo che potrebbe essere dannoso per il benessere fisico e mentale - spiega Fiorio, professore ordinario di neuropsicologia dell'Università di Verona - Può però diventare un problema, se è così pervasiva da non risolversi neanche con il riposo o se è un tratto di personalità, una tendenza a sentirci stanchi ancora prima di agire. I nostri dati mostrano che esiste una stretta relazione fra la stanchezza e un 'difetto' nel processo che integra le informazioni sensoriali e motorie che arrivano al cervello e che è fondamentale per il controllo volontario delle azioni. Quando vogliamo compiere un gesto, infatti, il cervello 'prevede' sulla base dell'esperienza le sensazioni che proverà affrontandolo e ne regola l'intensità percepita". "Studiando 77 persone con Parkinson o disturbi neurologici funzionali in cui la fatica è un sintomo frequente e invalidante, utilizzando un test di forza target (cioè la pressione esercitata su un dito da un braccio robotizzato) abbiamo osservato che nei pazienti con stanchezza patologica, e non in quelli senza, le sensazioni motorie vengono percepite più intense del dovuto - interviene Marotta, ricercatrice del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell'ateneo veronese - ciò porta il cervello a commettere errori di previsione, ad attribuire un livello di sforzo maggiore alle proprie azioni e ritenerle perciò più faticose di quanto siano in realtà. La fatica patologica sembra derivare dal ripetersi di queste previsioni errate associate al movimento". I ricercatori Mnesys hanno quindi studiato lo stesso fenomeno nella popolazione generale, analizzando 50 persone in cui la fatica non è un sintomo di malattia ma una compagna assidua di tutte le giornate. "Le prime osservazioni rivelano che anche in chi ha la tendenza più marcata a sentirsi affaticato nella vita di tutti i giorni il cervello ha una minore capacità di ridurre l'intensità delle sensazioni che provengono dai propri movimenti - riprende Fiorio - Questo fa ritenere le azioni più faticose del dovuto, amplificando la stanchezza, e porta anche ad avere una percezione di minor controllo sulle proprie azioni".  Ciò spiega, continua l'esperta, "perché sentirsi affaticati spesso si accompagna alla sensazione di non essere pienamente in grado di portare a termine i compiti che ci prefiggiamo, come se qualcosa ci impedisse appunto di avere il pieno controllo delle nostre azioni. Sulla base di questi primi risultati potremmo perciò ipotizzare nuove strategie di intervento, preventive e di trattamento per migliorare la qualità di vita di chi convive con la fatica patologica e anche di chi ha una predisposizione a sentirsi privo di energie. In tal senso, una strada da esplorare in studi futuri potrebbe essere, per esempio, quella di sfruttare tipi di attività fisica, come lo yoga e il pilates, che aiutano a rafforzare la consapevolezza del proprio corpo e potrebbero rappresentare un utile allenamento per il nostro cervello a prevedere in modo corretto le sensazioni legate al movimento, prevenendo così il senso di stanchezza". 
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Sanità digitale: il modello Lazio contro l’emergenza disturbi alimentari

(Adnkronos) - I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si confermano una grave emergenza sociale e sanitaria, con impatti sempre più evidenti sulle nuove generazioni e sul tessuto demografico del Paese. La Dott.ssa Donatella Possemato, Fondatrice dell’Osservatorio Vita e Natalità, è intervenuta oggi sulla questione, sottolineando la necessità di un'azione strutturale a livello nazionale che si ispiri alle iniziative di avanguardia promosse dalla Regione Lazio nel campo della salute digitale e dell'innovazione sanitaria. I disturbi alimentari, che colpiscono in Italia oltre tre milioni di persone (con una quota crescente di giovanissimi), hanno gravi ripercussioni non solo sulla salute fisica, ma anche su quella riproduttiva. La Dott.ssa Possemato ha definito i DCA “un’emergenza sociale e sanitaria, che colpisce soprattutto giovani e adolescenti, con gravi ripercussioni anche sulla salute riproduttiva”. A contrastare tale fenomeno con un approccio proattivo è la Regione Lazio, che si sta distinguendo per le iniziative che coniugano innovazione e radicamento territoriale. In particolare, l'attenzione è stata posta sul recente fabbisogno regionale approvato, che prevede l'attivazione di percorsi terapeutici integrati e multidisciplinari. Queste iniziative mirano non solo a potenziare l'assistenza tradizionale (come l'incremento di posti letto e ambulatori specialistici), ma anche a integrare soluzioni digitali e di rete, come confermato dalle recenti strategie regionali che enfatizzano l'uso degli strumenti della comunicazione a distanza e la realizzazione di reti per il trattamento e l'individuazione precoce dei DCA. 
La Presidente dell'Osservatorio ha elogiato questa concretezza: “Il Lazio sta dimostrando che è possibile passare dalle parole ai fatti, con azioni concrete a favore della salute mentale e fisica delle nuove generazioni. È un modello da replicare su scala nazionale”. L'intervento della Dott.ssa Possemato ha ulteriormente amplificato la discussione, collegando l'emergenza sanitaria dei DCA alla crisi demografica italiana. “C’è una connessione profonda tra i disturbi alimentari e la crisi della natalità. Le conseguenze sulla fertilità femminile non possono più essere ignorate. Serve un approccio integrato, innovativo, educativo e culturale”, ha dichiarato la Fondatrice. Questo appello rafforza il ruolo dell'Osservatorio Vita e Natalità nel promuovere non solo politiche di supporto alla famiglia e alla natalità (come già evidenziato da iniziative precedenti in tema di codici fiscali famiglia e sostegno alle madri fragili), ma anche l'uso strategico delle tecnologie digitali e dei social media per veicolare un messaggio positivo e supportare una nuova cultura della genitorialità. Il modello laziale, basato sulla programmazione di servizi potenziati e su una rete di assistenza che punta a un intervento precoce e su un approccio omogeneo e multidisciplinare, rappresenta dunque una prova tangibile di come l'innovazione nella sanità pubblica possa trasformarsi in uno strumento di politica sociale e demografica efficace. 
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Urologi: "Antibioticoresistenza rischia di diventare catastrofe sanitaria"

(Adnkronos) - "Se continuiamo così, tra pochi anni l’antibiotico-resistenza diventerà una vera e propria catastrofe sanitaria". A lanciare l’allarme è Giuseppe Carrieri, presidente della Società italiana di urologia (Siu), in occasione della conferenza stampa 'Antibiotico-resistenze in Urologia' oggi a Roma. "È un’iniziativa volta a sensibilizzare non soltanto l’opinione pubblica, ma anche la comunità medica e scientifica su un tema di estrema importanza - sottolinea Carrieri - Si stanno sviluppando batteri ormai resistenti a qualsiasi tipo di terapia antibiotica, e questo lega le mani a noi medici, in particolare agli urologi, nel trattamento di patologie comunissime come le cistiti nelle donne o le prostatiti negli uomini". Secondo il presidente della Siu gli antibiotici sono diventati "inefficaci perché usati troppo e male. La nostra giornata punta a richiamare l’attenzione sulla necessità di cure mirate, basate su antibiogrammi ed esami specifici, e non più su terapie empiriche o sull’autogestione dei pazienti". Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il progetto Maga – Make antibiotics great again, "un’iniziativa – ha aggiunto – che vuole promuovere il corretto uso degli antibiotici". "Quest’anno l’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un incremento del 40% delle antibiotico-resistenze: un dato che dimostra come il problema stia diventando sempre più urgente" ha concluso Carrieri. 
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