Sindacato: Mauro Franzolini eletto nuovo segretario generale FenealUil

(Adnkronos) - Da oggi alla guida della categoria delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni Uil c’è il friulano Mauro Franzolini, sindacalista impegnato nella Uil fin dal 1987. A deliberarlo il consiglio generale Fenealuil, che ha riunito, oggi a Roma, presso il Nhow Hotel, i suoi componenti e ha eletto all’unanimità Franzolini nuovo segretario generale. Circa 200 i partecipanti, con numerosi ospiti fra i quali il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri, la segreteria confederale, i segretari generali delle categorie, numerosi segretari regionali confederali e i presidenti dei servizi Uil. Entra a far parte della nuova segreteria, inoltre, Andrea Merli, già responsabile della formazione nazionale e delle politiche internazionali, che da oggi si occuperà di contrattazione dei materiali da costruzione – legno, cemento, lapidei e laterizi - insieme con i segretari nazionali Pierpaolo Frisenna responsabile delle politiche organizzative, Francesco Sannino responsabile della contrattazione edile, Stefano Costa responsabile salute e sicurezza, mercato del lavoro e appalti, Vincenzo Mudaro – tesoriere nazionale. Il Consiglio ha, inoltre, deliberato l’avvio della stagione congressuale che si concluderà con la celebrazione del xix congresso della categoria nei giorni 13-14-15 maggio 2026 a Taranto. Franzolini subentra a Vito Panzarella, che ha guidato con successo la Federazione dal 2014, portando avanti una crescita costante dei suoi iscritti e un innalzamento qualitativo della categoria estremamente importante che ne ha fatto una federazione coesa e forte, apprezzata dalle lavoratrici e dai lavoratori e punto di riferimento nel panorama sindacale attuale. Appena eletto il neo segretario ha voluto ricordare la figura di Giulio Regeni. Giovane ricercatore italiano che si trovava in Egitto nel 2016 per una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani, quando è stato rapito, torturato e ucciso. “Giulio era un ragazzo impegnato per la verità e la giustizia dei più deboli, il suo esempio non va dimenticato ma ricordato, e per questo non smettiamo di chiedere verità e giustizia sulla sua morte", ha detto.  Franzolini si è detto onorato di essere stato scelto per rappresentare la categoria e felice di continuare l’opera riformista iniziata da Panzarella. “Mi auguro -ha sottolineato- che anche la politica riesca a ritrovare la spinta riformista di cui questo Paese ha bisogno per rispondere alle esigenze di un lavoro che cambia. Da parte nostra massima apertura al confronto sulle tematiche che ci riguardano per garantire la tutela degli interessi di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. Per questo rimaniamo concentrati sui rinnovi contrattuali, sia nazionali che territoriali – ha spiegato - attraverso i quali vanno difesi i diritti e l’uguaglianza delle condizioni di lavoro, va recuperato e migliorato il potere di acquisto in un’ottica di maggiore redistribuzione dei profitti. Bene in questo senso la detassazione degli aumenti contrattuali inserita in manovra. Ma occorre rimettere al centro la dignità lavorativa riportando ordine nel sistema delle tutele, perché il dumping contrattuale non diventi normalità. Su questo, ancora una volta, il Presidente Mattarella è stato chiaro", ha ricordato.  E proprio contro il lavoro povero e il lavoro privo di tutele promosso nei contratti pirata Franzolini ha richiamato l’attenzione sul sistema bilaterale edile: "parliamo di un modello – ha sottolineato - che va replicato in altri settori e non di certo abolito, un patrimonio di prestazioni e competenze fortemente attaccato nell’ultimo anno attraverso interlocuzioni di frange della politica con associazioni imprenditoriali poco rappresentative e che non comprendono i suoi vantaggi straordinari. Noi continuiamo a lavorare, di concerto con le controparti datoriali, per efficientare questo strumento ancora di più e mostrare quanto utile sia per avere un settore sano, regolare e sicuro".  "Le ultime inchieste giudiziarie che coinvolgono gli appalti così come i continui incidenti nei cantieri e nelle fabbriche, mostrano chiaramente -ha continuato il dirigente sindacale- quanto ancora ci sia da fare, quanti lavoratori siano in realtà fantasmi persi tra le maglie della lunga catena dei subappalti, ricattati, sfruttati e senza alcun diritto contrattuale. Per questo vanno premiati i sistemi virtuosi come il nostro che rendono visibili gli invisibili, fanno emergere il lavoro nero e danno dignità al lavoro. Al governo diciamo di confrontarci senza pregiudizi e di dialogare con noi lavorando insieme anche su questo, per colpire e smantellare le condizioni che permettono la disapplicazione delle norme. Servono più controlli, veri e non prestabiliti, una seria qualificazione delle imprese, formazione continua e di qualità, una strutturazione del settore che favorisca anche l’’innovazione tecnologica che tanto può fare anche per la salute e la sicurezza", ha sottolineato ancora.  Ultimo punto affrontato dal neosegretario è l’impegno sulla crescita organizzativa “il lavoro portato avanti in questi anni da chi mi ha preceduto è stato straordinario, la nostra federazione è cresciuta tantissimo grazie all’impegno di tutti ma anche alla passione che Vito ci ha saputo trasmettere. Ascoltare, comprendere e aiutare lavoratrici e lavoratori è la nostra missione e occorre tenerlo presente sempre. Proseguiremo sulla strada del rinnovamento e dell’efficienza per essere sempre più rappresentativi e far sì le ragioni della Uil e della Feneal, cioè di chi rappresentiamo, siano ascoltate", ha concluso.  
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Vaccino russo contro il cancro sarà testato in Serbia, i dubbi degli esperti dopo il flop Sputnik

(Adnkronos) - A settembre l'Agenzia medica e biologica della Federazione Russa ha annunciato che il vaccino a mRna 'Enteromix' contro il cancro aveva superato gli studi preclinici con "risultati promettenti". Ora la Serbia, con il ministro per la Cooperazione economica Nenad Popović, ha annunciato che sarà il primo Paese a testare il vaccino.  Secondo 'Gazeta Tema', il progetto fa seguito a un accordo diretto tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente serbo Aleksandar Vučić. Un team russo ha già ispezionato gli ospedali di Belgrado e le sperimentazioni congiunte inizieranno dopo che i medici serbi si saranno formati a Mosca. Le dosi iniziali, secondo quanto riferito da Popović, saranno prodotte dall'ospedale Torlak di Belgrado dal 2026.  Sul vaccino russo, che sarebbe destinato alla cura del melanoma e di alcuni tipi di cancro ai polmoni, gli esperti internazionali rimangono freddi soprattutto perché la sperimentazione umana è iniziata solo a giugno con 48 volontari. E' ancora nella memoria l'annuncio, in piena pandemia di Covid, del vaccino Sputnik che alla fine non ha confermato le promesse. Anche in quel caso la 'diplomazia dei vaccini' aveva avvicinato Russia ed Europa.   
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Ricerca, Bertone (Merck): "A Ivrea oltre mille giovani in tre anni al Curiosity Cube"

(Adnkronos) - "Il Curiosity Cube è un'iniziativa Merck Life Sciences che abbiamo sposato tre anni fa. Quest'anno, con il patrocinio del Comune di Ivrea e di Confindustria del Canavese, siamo riusciti a installarlo in Piazza Ottinetti, una delle piazze principali e più belle della nostra città. In questi 3 anni, l'iniziativa ha riscosso un grande successo, con la partecipazione di oltre mille giovani studenti delle scuole elementari e medie di Ivrea e di tutte le aree limitrofe. Solo quest’anno abbiamo visto la partecipazione di 400 studenti". Lo ha detto Stefania Bertone, Site Head Merck Ivrea, alla tappa finale del Curiosity Cube, l’innovativo laboratorio scientifico mobile della farmaceutica, alimentato a energia solare, che chiude il tour europeo del progetto per l’edizione 2025. L’iniziativa offre un’esperienza educativa immersiva per avvicinare gli adulti di domani alle Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics) sfruttando i "potenti mezzi tecnologici che hanno già a disposizione, come telefoni cellulari, personal computer e tablet, che troppo spesso, purtroppo, li portano all'isolamento e a un utilizzo fuori controllo dei social media", sottolinea Bertone. Il 'cube' propone attività costruttive che "stimolano l'interesse dei giovani e - spiega - con il coinvolgimento dei nostri scienziati, riusciamo a mostrare alle nuove generazioni come una carriera nelle discipline Stem non solo sia possibile, ma anche interessante, stimolante, divertente e con un grande valore per la società". La risposta molto positiva di alunni e genitori evidenzia "l'importanza di offrire esperienze pratiche nella formazione scientifica dei nostri giovani. I ragazzi e i bambini - aggiunge - mostrano grande entusiasmo e interesse, pongono domande e partecipano in maniera attiva a tutte le attività proposte". "La collaborazione tra scuole e comunità è fondamentale per creare un ambiente di apprendimento stimolante - sottolinea Bertone - In Merck tutti abbiamo un ruolo importante per il processo di crescita, sviluppo e formazione. Per questo, la nostra azienda ha sviluppato programmi di grande valore come Curiosity Cube e Spark, che permettono alle scuole di creare momenti ludico-formativi di grande contenuto scientifico, gratuiti, con il supporto dei nostri dipendenti. Investire nelle discipline Stem - osserva - significa investire nel nostro futuro. È necessario lavorare insieme per garantire che ogni bambino abbia l'opportunità di esplorare e sviluppare le proprie capacità in queste aree, contribuendo così ad una società più innovativa e prospera”. I giovani "sono il passato, il presente e il futuro - afferma - tutto deve partire da loro. In un mondo così complesso, così difficile, alle volte anche aggressivo, c’è bisogno di dare un'opportunità ai ragazzi, far capire loro che possono farcela. Devono solo crederci e rincorrere i loro sogni. È il più grande investimento che noi, come genitori, come comunità, come insegnanti e soprattutto come azienda, possiamo fare".  
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Sanità, nasce Health+, progetto per un sistema più equo, efficace e sostenibile

(Adnkronos) - Come possiamo rendere il nostro Servizio sanitario nazionale più vicino ai bisogni delle persone, più efficiente e pronto ad affrontare le sfide del futuro? E' da questa domanda che nasce Health+, un progetto promosso da Novartis con il supporto di Iqvia, che propone un nuovo modo di monitorare l'assistenza sanitaria in Italia, in linea con le recenti evoluzioni della sanità, facendo leva su buone pratiche internazionali e su un consensus multi-stakeholder.  Partendo da un confronto con 6 Paesi (Danimarca, Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e Canada) e dal lavoro di un gruppo di esperti provenienti da diverse aree del sistema sanitario, della ricerca e della gestione delle politiche sanitarie - spiega una nota - Health+ ha individuato tre strumenti chiave per migliorare il nostro sistema sanitario: 1) Modelli predittivi: la stratificazione della popolazione e il population health management permettono di intervenire tempestivamente, riducendo costi e sprechi sanitari; 2) Monitoraggio dei risultati e dei processi di cura, per migliorare l'appropriatezza della presa in carico e la continuità assistenziale; 3) Ascolto dell'esperienza dei pazienti (PREMs), per migliorare l'aderenza ai percorsi di cura, della qualità percepita e favorire una sanità più vicina ai bisogni reali. I risultati mostrano, nel contesto attuale, l'urgenza di rivedere gli attuali modelli organizzativi e di valutazione della sanità, per garantire l'accesso dei pazienti all’innovazione.  Passare da una logica di breve termine a una di più lungo termine è stato il file rouge dell'analisi condotta, che evidenzia la necessità di un'evoluzione dei modelli di monitoraggio concentrati sull'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sulla valutazione delle performance clinico-assistenziali.  Health+ - prosegue la nota - è frutto dell'impegno di Novartis a fianco di tutti gli attori del sistema salute, un impegno che si è tradotto nel percorso 'Partner per il futuro' avviato nel 2023 per contribuire alla costruzione di un Servizio sanitario nazionale più moderno, equo e sostenibile, partendo dall'ascolto delle nuove generazioni. Tra le priorità emerse da questo percorso condiviso, spicca la necessità di aggiornare gli strumenti con cui si valutano le performance della sanità: un tema centrale per Health+, che propone soluzioni concrete per migliorare il monitoraggio del Ssn e renderlo più vicino ai bisogni reali delle persone. "Il progetto Health+ risponde alla nostra volontà, come azienda, di reimmaginare la salute del futuro e contribuire all'evoluzione del Ssn verso nuovi modelli, in grado di garantire un accesso equo e tempestivo all’innovazione per i pazienti, realizzando il binomio tra innovazione e sostenibilità - commenta Roberta Rondena, Value&Access Head di Novartis Italia - L'evoluzione del sistema di monitoraggio delle performance sanitarie rappresenta un passo avanti imprescindibile per favorire una programmazione sanitarie più efficace, sostenibile ed equa. Le soluzioni esistono e il gruppo di esperti coinvolti nel progetto Health+ ha delineato chiare priorità strategiche, che mi auguro possano guidare un cambiamento concreto, a beneficio dei pazienti e dell’intero sistema salute".  L'indagine al centro di Health+ ha comparato i Paesi in base a 7 dimensioni fondamentali: efficacia, sicurezza, centralità del paziente, accesso, costo, efficienza ed equità. L'analisi ha rilevato margini di miglioramento significativo nell'ambito della centralità del paziente nel monitoraggio sanitario, terreno di analisi in cui l'Inghilterra si distingue come modello di riferimento, grazie alla consolidata cultura del monitoraggio di PROMs e PREMs. Il nostro Paese, insieme a Francia e Canada, presenta inoltre delle limitazioni in termini di ampiezza della tipologia di malattie monitorate. Altri ambiti su cui lavorare, secondo gli spunti emersi dall'indagine, sono il monitoraggio dell'equità e dei percorsi assistenziali, che rappresentano un’area ancora poco sviluppata nella maggior parte dei Paesi analizzati. "Questa analisi rappresenta un punto di partenza per ragionare sull'evoluzione del monitoraggio dell'assistenza sanitaria in Italia - dichiara Simone Parretti, Manager Implementation Science di Iqvia Italia - A oggi il Ssn si affida principalmente a due strumenti di valutazione: il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) e il Piano nazionale esiti (Pne). Tuttavia, il contesto attuale offre l'opportunità di ampliare il quadro degli indicatori, rendendolo più aderente alle trasformazioni in atto. L'adozione del Fascicolo sanitario elettronico e l'evoluzione del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) stanno migliorando la disponibilità e l'accuratezza dei dati. Allo stesso tempo, la diffusione di nuovi setting assistenziali e la crescente cronicizzazione di numerose patologie impongono il superamento di una misurazione centrata esclusivamente sull'ospedale e sulle acuzie. L'opportunità risiede dunque nell'orientare il monitoraggio verso l'intero percorso assistenziale, valorizzando la continuità delle cure e l'efficacia complessiva dell’intervento sanitario". La tipologia di indicatori, le modalità di raccolta e condivisione dei dati e le tendenze evolutive dei sistemi di misurazione sono tra i punti focali individuati dal gruppo di lavoro per l'aggiornamento del sistema attuale, con focus sulla centralità del paziente, l'efficacia dei percorsi assistenziali e l'equità nell'accesso alle cure. Le prospettive di evoluzione a breve termine includono l'aggiornamento e l'ampliamento degli indicatori esistenti, mentre quelle a lungo termine mirano alla costruzione di un sistema di monitoraggio integrato e sostenibile, capace di garantire un servizio sanitario sempre più inclusivo, efficace e orientato al paziente. Il gruppo di lavoro che ha partecipato al progetto: Mattia Altini, presidente della Società italiana di leadership e management in medicina (Simm); Paolo Bonaretti, presidente del consiglio direttivo Clust-ER Health, Advisor Novartis Italia; Daniela D'Angela, università degli Studi di Roma Tor Vergata, Carlo Favaretti, presidente della Società italiana Health Technology Assessment (Sihta); Paolo Petralia, vicepresidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso); Luciano Pletti, vicepresidente della Confederazione associazioni regionali di distretto (Card); Giulio Zucca, Advisor Direzione generale Welfare Regione Lombardia.  
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Boom globale degli aspirapolvere senza fili plasma nuove tendenze

(Adnkronos) -  
in collaborazione con: Tineco
 Aspirapolvere non di fili sta cambiando il modo in cui viviamo la casa. Un tempo semplici strumenti di pulizia, oggi sono parte di un cambiamento ben più ampio che coinvolge economia, salute e cultura. Questa evoluzione racconta come anche un oggetto di uso domestico possa avere un impatto globale.  Negli ultimi anni, il mercato degli aspirapolvere si è sviluppato a un ritmo molto rapido, trainato dalla scopa senza fili elettrica. Da sempre le persone cercano animali domestici intelligenti, facili da usare e in grado di far risparmiare tempo. Questo non è solo un cambiamento di abitudini, ma il riflesso di una società più dinamica, urbana e tecnologica. Le case sono più piccole, il ritmo della vita quotidiana è più veloce e il pragmatismo è diventato una priorità. Le aziende hanno colto la trasformazione e hanno creato dispositivi leggeri e maneggevoli. Marchi come Tineco sono inseriti con modelli capaci di rispondere a queste esigenze senza complicazioni.  Il successo degli aspirapolvere senza fili si riflette anche sull’economia. L’aumento della domanda ha generato più produzione, nuovi posti di lavoro e un’espansione del commercio internazionale. In diversi Paesi, il settore degli elettrodomestici pesa oggi più che mai sull’economia nazionale. Le imprese stanno personalizzando i prodotti per adattarli ai mercati esteri, trasformando la scopa elettrica senza fili in un prodotto globale. Questo settore è diventato una voce importante anche nelle esportazioni, contribuendo alla crescita economica complessiva.  Le normative ambientali hanno accelerato questa crescita. Molti governi promuovono prodotti a basso consumo energetico e più sostenibili. La scopa elettrica senza fili, come molti moderni aspirapolvere, risponde perfettamente a questi obiettivi: riduce l’uso di energia e semplifica la manutenzione. Le aziende hanno riprogettato i loro prodotti per rispettare standard più severi. Questa sinergia tra regolamentazione e innovazione ha favorito una diffusione ancora più rapida dei modelli cordless in tutto il mondo.  La pandemia ha trasformato il modo di vivere la casa, che oggi è anche luogo di lavoro e studio. In questo contesto, l’igiene quotidiana è diventata fondamentale. Gli aspirapolvere senza fili hanno reso la pulizia più accessibile e veloce. Molti modelli utilizzano filtri avanzati in grado di catturare polvere, peli e allergeni. Questo aiuta a migliorare la qualità dell’aria e a creare ambienti più sani, soprattutto per chi soffre di allergie o vive con bambini.  La diffusione degli aspirapolvere cordless racconta un chiaro cambiamento culturale. Le persone vogliono pulire in modo rapido e senza complicazioni. Niente più fili, niente prese da cercare, niente apparecchi ingombranti. La tecnologia è diventata un alleato quotidiano e la pulizia non è più un’attività che richiede tempo e fatica. Questo approccio riflette uno stile di vita moderno e flessibile, dove la casa deve adattarsi alle persone e non il contrario.  La popolarità della scopa elettrica senza fili continua ad aumentare ovunque. In Asia e in Europa si preferiscono modelli ridotti per spazi ridotti, mentre in Nord America si scelgono versioni più potenti. Le aziende hanno imparato ad adattarsi alle esigenze locali e ad espandersi a livello internazionale. Marchi come Tineco hanno facilitato il rafforzamento delle relazioni commerciali tra i paesi, dimostrando che anche un prodotto locale può svolgere un ruolo nella crescita economica del resto del mondo.  Il futuro degli aspirapolvere senza fili sarà ancora più tecnologico. Batterie più durature, sensori intelligenti e materiali sostenibili sono già una realtà in sviluppo. Le normative ambientali continueranno a spingere verso soluzioni più efficienti, mentre i consumatori sceglieranno prodotti sempre più pratici e rispettosi dell’ambiente. Il mercato continuerà a crescere, trainato da esigenze quotidiane e da un’innovazione costante.  Gli aspirapolvere senza fili non sono più uno strumento di pulizia. Sono diventati il simbolo di una società in cambiamento, di un'economia che si trasforma e di un nuovo stile di vita più veloce, reattivo e sostenibile. Ciò che un tempo serviva solo a spazzare via la polvere, ora è un nuovo concetto di casa: più pulita, più economica e più sensata. 
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Luigi's Mansion torna su Switch 2 in tempo per Halloween

(Adnkronos) - La casa infestata più iconica dell’universo Nintendo riapre i battenti. A partire dal 30 ottobre, Luigi’s Mansion entrerà ufficialmente nella raccolta GameCube Nintendo Classics, disponibile per tutti gli abbonati al servizio Nintendo Switch Online + Pacchetto aggiuntivo su Switch 2. Un ritorno che profuma di nostalgia e fantasmi, a pochi giorni da Halloween.  L’avventura che nel 2001 inaugurò l’era GameCube torna in una veste fedele all’originale, riportando con sé tutta l’atmosfera spettrale e ironica che ha consacrato Luigi da spalla comica del fratello a improbabile eroe con l’aspirapolvere più famoso del gaming. Armato del Poltergust 3000, il protagonista si addentra nella misteriosa villa che ha “vinto” in una lotteria truccata, solo per scoprire che è infestata da un esercito di fantasmi capricciosi. Inoltre, suo fratello Mario è scomparso.  A guidarlo nella caccia al paranormale c'è l’eccentrico Professor E. Gadd, che gli fornirà strumenti e consigli attraverso il Game Boy Horror, un gadget che unisce comicità e vecchia scuola Nintendo. L’obiettivo? Salvare il fratello maggiore e riportare un po’ di pace tra i ritratti inquieti del maniero.  Con questo nuovo arrivo, l’intera trilogia di Luigi’s Mansion è ora giocabile su Switch 2, completando un cerchio che unisce passato e presente con Luigi’s Mansion 2 HD e Luigi’s Mansion 3. Un’occasione perfetta per riscoprire l’evoluzione di una saga che ha saputo mescolare umorismo, mistero e design d’autore, diventando un classico moderno dell’universo Nintendo.  
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Netflix prepara la prossima stagione dell’intrattenimento interattivo

(Adnkronos) - Netflix continua a muoversi con cautela ma allo stesso tempo con decisione nel territorio dell’interattività. Dopo aver investito tempo e risorse nel gaming, il colosso dello streaming vede ora i videogiochi come parte di una strategia più ampia, pensata per trasformare la relazione tra pubblico e contenuti. Lo ha spiegato il co-CEO Greg Peters durante la presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre 2025, delineando una visione in cui “i giochi sono solo un punto di partenza”. “Abbiamo sempre parlato di gaming perché è la forma più immediata per spiegare cosa intendiamo per interattività”, ha dichiarato Peters. “Ma ciò che stiamo costruendo va oltre: vogliamo capire come l’interazione possa integrarsi con la narrazione tradizionale e dare vita a nuovi tipi di esperienze di intrattenimento.” Un esempio concreto è il test in corso sul voto in tempo reale, già sperimentato con lo show Dinner Time Live with David Chang e destinato a diventare una delle componenti principali della versione in diretta di Star Search, attesa per gennaio. L’obiettivo è rendere gli eventi live più coinvolgenti, offrendo agli spettatori strumenti per partecipare attivamente e non solo guardare. Negli ultimi mesi la società ha inoltre ridefinito la propria strategia sul fronte gaming, spingendo sui titoli multigiocatore pensati per la fruizione domestica. Giochi come Lego Party e Tetris arriveranno anche su TV, sfruttando lo smartphone come controller: “La semplicità d’accesso è fondamentale: basta scegliere un titolo, cliccare e si gioca. Niente periferiche, niente configurazioni”, ha ricordato Peters. Guardando avanti, Netflix immagina un futuro in cui gli sviluppatori potranno sfruttare tutto il potenziale dello “strumento avanzato che abbiamo in tasca ogni giorno: il telefono”. L’idea è creare un ecosistema dove le storie, i giochi e le dirette convivano in una dimensione fluida, in cui il pubblico possa decidere, votare, reagire e giocare con un solo tocco. La società non ha intenzione di accelerare oltre misura: “Investiremo in modo giudizioso”, ha precisato il CEO, “ma siamo entusiasti dei progressi che vediamo all’orizzonte”. 
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Amazon verso un futuro automatizzato: 600.000 posti di lavoro umani a rischio

(Adnkronos) - Nei magazzini di Amazon il suono dei nastri trasportatori e dei pacchi in movimento potrebbe presto lasciare spazio al passo meccanico di nuovi colleghi non umani. Il gigante dell’e-commerce sta pianificando una rivoluzione silenziosa che, entro il 2033, potrebbe rimpiazzare oltre 600.000 lavoratori statunitensi con robot di nuova generazione. L’indiscrezione arriva dal New York Times, che cita documenti e testimonianze interne capaci di svelare un piano di automazione tra i più radicali mai immaginati nella storia recente della logistica. Dietro la scelta, naturalmente, c’è la logica dei numeri. Amazon, che prevede di raddoppiare le vendite nei prossimi anni, punta ad automatizzare circa tre quarti delle sue operazioni globali, con l’obiettivo di risparmiare più di 12 miliardi di dollari entro il 2027. L’impatto immediato sarebbe una riduzione dei costi pari a 30 centesimi per ogni articolo gestito, una cifra apparentemente modesta ma che, moltiplicata per miliardi di spedizioni, si traduce in margini enormi. Il piano, tuttavia, va oltre la semplice efficienza economica. Secondo le indiscrezioni, Amazon starebbe valutando anche strategie di comunicazione per rendere meno negativa la percezione pubblica del processo di sostituzione della forza lavoro, adottando un linguaggio più neutro e tecnologico. Invece di parlare apertamente di “automazione” o “intelligenza artificiale”, i dirigenti preferirebbero termini come “tecnologie avanzate” o “cobot”, abbreviazione di “collaborative robots”, per sottolineare la presunta cooperazione tra uomini e macchine. La risposta ufficiale non si è fatta attendere. In una nota inviata alla testata statunitense The Verge, la portavoce Kelly Nantel ha ridimensionato la portata delle rivelazioni, definendole “parziali e non rappresentative della strategia aziendale”. Amazon, ha aggiunto, “continua ad assumere in tutto il Paese” e ha appena avviato una campagna di reclutamento per 250.000 nuovi posti stagionali. Eppure, dietro le precisazioni di rito, resta la sensazione che l’automazione non sia più una prospettiva lontana ma una realtà già in fase di sperimentazione. Amazon ha già introdotto oltre un milione di unità robotiche nei propri centri logistici e sta testando “Digit”, un robot bipede sviluppato da Agility Robotics, pensato per muoversi e interagire in spazi progettati per gli esseri umani. Per molti economisti, questo rappresenta un punto di svolta. “Nessuno ha la stessa spinta di Amazon verso l’automazione,” ha dichiarato Daron Acemoglu, premio Nobel per l’economia nel 2024. “Se il colosso riuscirà a rendere il modello sostenibile, altre aziende seguiranno a ruota. E quando ciò accadrà, uno dei maggiori datori di lavoro degli Stati Uniti rischierà di diventare un generatore di disoccupazione”. 
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La Cina inaugura il primo data center sottomarino eolico del mondo

(Adnkronos) - La Cina ha completato la costruzione del primo data center sottomarino (UDC) al mondo alimentato interamente dall'energia eolica, segnando un nuovo benchmark globale nello sviluppo green dell'infrastruttura di computing. 
Il progetto, situato nell'Area Speciale di Lin-gang a Shanghai, ha richiesto un investimento di 1,6 miliardi di yuan (circa 226 milioni di dollari USA) e vanta una capacità totale di 24 megawatt. Secondo il comitato amministrativo dell'area, il completamento dell'iniziativa rappresenta una "svolta nello sviluppo integrato dei progetti UDC e dell'energia rinnovabile offshore", fornendo un esempio concreto di sviluppo a basse emissioni di carbonio. L'innovazione chiave di questo progetto risiede nella sua eccezionale efficienza ambientale. Su Yang, direttore generale di Shanghai Hicloud Technology, uno dei contraenti, ha illustrato i benefici: "Rispetto ai data center tradizionali terrestri, il progetto sottomarino è progettato per utilizzare oltre il 95% di elettricità verde — riducendo il consumo energetico del 22,8%, e l'uso di acqua e suolo rispettivamente del 100% e di oltre il 90%." 
Il maggiore risparmio deriva dal sistema di raffreddamento. Mentre nei data center convenzionali il raffreddamento assorbe circa il 40-50% del consumo totale, sfruttando l'acqua di mare come sistema di raffreddamento naturale, l'UDC sottomarino riesce a ridurre tale percentuale a "sotto il 10%". La prima fase di costruzione è stata completata con un obiettivo di PUE (Power Usage Effectiveness) non superiore a 1.15, un livello considerato all'avanguardia nel settore. Il basso PUE è cruciale, dato che le politiche cinesi del 2024 impongono che tutti i nuovi grandi data center raggiungano un PUE inferiore a 1.25 entro la fine del 2025. L'iniziativa non è solo un traguardo tecnico, ma un pilastro nella strategia di sviluppo economico di Shanghai. Wu Xiaohua, vicesegretario del comitato di Lin-gang, ha definito il completamento del data center una "pietra miliare per Lin-gang nell'integrare l'economia digitale, le nuove energie e l'economia marina". L'accesso a risorse eoliche offshore stabili è fondamentale. Huang Dinan, presidente di Shenergy Group, ha ricordato che il Mar Cinese Orientale offre a Shanghai risorse eoliche uniche, con ore di utilizzo annuale che superano le 3.000 ore, garantendo un approvvigionamento stabile per l'economia. Questa innovazione, ha aggiunto, "realizza un coordinamento efficiente delle risorse tra generazione di energia, rete e carico, in linea con i requisiti del data center per l'elettricità verde". Shanghai punta a espandere significativamente il settore computing. Il governo municipale ha delineato l'obiettivo di far crescere l'industria cloud computing intelligente a oltre 200 miliardi di yuan entro il 2027, con una capacità di calcolo mirata di 200 EFLOPS. Nonostante il successo, il settore è ancora nelle sue fasi iniziali. Wang Shifeng, presidente di China Communications Construction Company's Third Harbor Engineering Co., Ltd., ha osservato che la costruzione degli UDC è "ancora nella sua fase iniziale. Per realizzare la transizione dai progetti dimostrativi all'applicazione su larga scala, sono ancora necessari progressi in termini di maturità tecnologica e ottimizzazione dei costi". L'impianto sottomarino si inserisce nella più ampia strategia nazionale cinese "East Data, West Computing", lanciata nel 2022, che mira a bilanciare lo sviluppo della rete nazionale di computing convogliando l'elaborazione dei dati dalle regioni orientali economicamente più dinamiche verso le regioni interne meno sviluppate.   Immagine di cover realizzata con il supporto di ChatGPT 
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Artico: Italia protagonista tra scienza, sicurezza e il futuro Forum di Roma 2026

(Adnkronos) - Si è conclusa recentemente a Reykjavík, in Islanda, l'edizione 2025 dell'Arctic Circle Assembly, il principale network internazionale che annualmente funge da punto di incontro per governi, istituzioni di ricerca, ONG e stakeholder globali per dibattere sul futuro di una delle regioni più cruciali e vulnerabili del pianeta. Oltre 2.000 partecipanti provenienti da più di 60 Paesi – tra cui scienziati, decisori politici e rappresentanti governativi – si sono confrontati su sfide fondamentali quali i cambiamenti climatici, la sicurezza artica, la diplomazia scientifica e la necessità di uno sviluppo sostenibile. L'Italia ha partecipato all'Assemblea con un ruolo di primo piano, con diverse istituzioni nazionali. In particolare, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso l'Istituto di scienze polari (Cnr-Isp), ha organizzato un panel di rilievo intitolato Changing Arctic systems: scientific insights and sustainable solutions. 
Giuliana Panieri, direttrice del Cnr-Isp, ha sottolineato il ruolo centrale della comunità scientifica italiana: "All'Arctic Circle Assembly ho portato la voce della ricerca italiana e in particolare della comunità scientifica del Cnr che da anni studia l'Artico e la criosfera come sistemi globali interconnessi". E ha ribadito l'obiettivo: "Il nostro impegno è comprendere i cambiamenti e tradurre la ricerca in azione per la sostenibilità del pianeta". 
La diplomazia scientifica è emersa come elemento chiave della strategia italiana. In un panel organizzato dall'Osservatorio Artico, Heading to the Rome Forum 2026: Italy's Role in the Changing Arctic, la dottoressa Panieri ha evidenziato come: "La scienza non è solo sapere: è anche diplomazia, costruzione di fiducia e cooperazione". In un contesto geopolitico complesso come quello artico, ha concluso, la science diplomacy è "essenziale per mantenere aperto il dialogo internazionale e per rafforzare la cooperazione scientifica". 
L'impegno italiano è stato certificato dalla partecipazione istituzionale di alto livello. Agostino Pinna, Inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per l'Artico, ha commentato il crescente status della delegazione: "La presenza italiana all'Arctic Circle Assembly è cresciuta di livello nel corso degli anni. Nell'edizione 2025 siamo stati rappresentati a livello di Esteri, Difesa, MUR, Cnr e numerosi esperti nazionali".  

 
La partecipazione della Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato per la Difesa, ha in particolare rappresentato la sintesi dello "sforzo del Sistema Paese per allargare la prospettiva italiana sull'Artico". La Senatrice Rauti ha riassunto la visione strategica italiana, ricordando che l'Artico "vive una fase di profonde trasformazioni con il progressivo scioglimento dei ghiacci, causato dai cambiamenti climatici, l'apertura di nuove rotte marittime e commerciali ed il rischio di uno sfruttamento selvaggio delle sue risorse naturali". L'obiettivo è chiaro: un "ecosistema fragile e nevralgico che va protetto con impegni ed obiettivi comuni e con la cooperazione scientifica per uno sviluppo pacifico". A coronamento della rinnovata presenza italiana, è stata ufficialmente lanciata la call per la sottomissione dei panel per il prossimo Arctic Circle Rome Forum Polar Dialogue. 
L'evento, promosso dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) e dal CNR in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri (MAECI), Difesa e Ministero dell'Ambiente, si terrà il 3 e 4 marzo 2026 presso la sede centrale del Cnr a Roma. L'iniziativa conferma l'intenzione dell'Italia di porsi come hub diplomatico-scientifico nel dialogo internazionale sulle questioni artiche. 
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