Solidarietà e infanzia: il bilancio della quinta edizione di "Giocattolo Sospeso"

(Adnkronos) - Si è conclusa con numeri in crescita la quinta edizione di Giocattolo Sospeso, il progetto di solidarietà promosso da Assogiocattoli all'interno della campagna "Gioco per Sempre". L'iniziativa, svoltasi tra il 20 novembre 2025 e il 6 gennaio 2026, ha registrato una partecipazione capillare su tutto il territorio nazionale, confermando l'efficacia di un modello di dono ispirato alla tradizione del "caffè sospeso". L'edizione 2025 ha visto la partecipazione di tutte le 20 regioni italiane e della Repubblica di San Marino. I dati finali indicano che sono stati raccolti oltre 54.000 giocattoli, portando il totale delle donazioni effettuate nei cinque anni di vita del progetto a superare quota 124.000. A sostenere questa rete logistica sono stati 479 punti di raccolta, con una nota di rilievo per i negozi di vicinato, il cui numero è raddoppiato rispetto all'anno precedente. La distribuzione delle strenne natalizie a case famiglia e strutture ospedaliere è stata coordinata da 145 enti benefici. A livello territoriale, Lombardia, Piemonte e Lazio si sono distinte per il maggior numero di punti vendita aderenti. Il progetto non ha coinvolto solo privati cittadini, ma ha visto la partecipazione di aziende che hanno contribuito con donazioni spontanee o garantendo visibilità gratuita all'iniziativa, come avvenuto tramite i circuiti ledwall nelle principali aree urbane di Milano, Roma e Torino. “I risultati di questa quinta edizione di Giocattolo Sospeso ci riempiono di orgoglio e confermano quanto il gioco sia un linguaggio universale di inclusione, solidarietà e speranza”, ha dichiarato Genesio Rocca, Presidente di Assogiocattoli. Secondo Rocca, la risposta del Paese dimostra che la cultura del dono è radicata: “Abbiamo dimostrato che, quando si fa rete, anche un piccolo gesto può generare un grande cambiamento”. L'iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a promuovere il gioco come diritto fondamentale e strumento di coesione sociale. Proprio per la valenza istituzionale del progetto, la sesta edizione è già stata confermata: il via ufficiale è previsto per il 20 novembre 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Tutte le informazioni sui punti di raccolta e sulle modalità di adesione restano disponibili sul portale ufficiale giocattolosospeso.it. 
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Il mercato dei giocattoli nel 2026: LEGO si conferma driver del comparto online

(Adnkronos) - Il settore dei giocattoli sta vivendo una metamorfosi profonda, transitando da comparto stagionale legato all'infanzia a vero e proprio fenomeno di lifestyle e collezionismo per adulti. In vista del LEGO Day (28 gennaio), l'analisi dei dati di idealo — portale internazionale di comparazione prezzi — rivela come il brand danese non sia solo un leader di categoria, ma il principale motore di trazione per l'intero mercato dei giochi in Europa. Nel corso del 2025, la centralità del brand è emersa con particolare vigore nel mercato italiano. Secondo le rilevazioni sulla piattaforma, LEGO ha catalizzato il 21% dell’interesse online complessivo nel settore giocattoli. Per contestualizzare il dato, il secondo comparto più ricercato, quello delle carte da gioco, si ferma al 7%, mentre icone storiche come Barbie o le action figure non superano il 3%. Questa egemonia digitale non è un caso isolato. Il confronto anno su anno evidenzia una crescita dell'interesse in tutti i principali mercati europei: Spagna: +100% Francia: +53% Austria: +51% Italia: +49% Germania: +22% Il dato più significativo riguarda il cambiamento del profilo del consumatore. Se il picco di ricerche rimane ancorato al periodo natalizio, nel 2025 si è registrata una costanza di interesse inedita durante tutto l'anno. Questo fenomeno è trainato dalla categoria LEGO Deko, che ha segnato un incremento del 209%, e dai LEGO Set (+178%). I mattoncini sono usciti dalle camerette per diventare oggetti di arredo e design. In Italia, si osserva una predilezione specifica per il settore Automotive: i set LEGO Car raggiungono il 17% dell'interesse, seguiti dai LEGO Vehicle (15%). Collezioni come la Botanical Collection e i modelli Technic dedicati alle supercar confermano come il brand sia diventato un pilastro della cultura pop, capace di attrarre investitori e collezionisti oltre che semplici appassionati. La direzione futura del comparto è stata delineata anche durante il recente CES di Las Vegas, dove sono state presentate soluzioni che integrano l'esperienza fisica delle costruzioni con l'interazione digitale. In conclusione, i dati delineano un mercato dove il gioco resta centrale, ma si evolve verso esperienze multidimensionali che uniscono creatività e ingegneria, rendendo il brand un riferimento imprescindibile per le dinamiche del commercio elettronico europeo. 
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Trapianti, papà dona 2 organi alla figlia. L'ansia e poi la gioia: "Posso tenerla in braccio?"

(Adnkronos) - "Posso tenerla in braccio?". Arrivato in reparto dopo aver donato due organi in simultanea alla figlia Sofija (nome di fantasia), 7 anni, è stata questa la prima domanda rivolta ai medici dal papà - un 37enne cittadino serbo - protagonista con la sua piccola del primo trapianto combinato da donatore vivente eseguito in Italia. Un pensiero che ha emozionato Lorenzo D'Antiga, professore dell'università di Milano-Bicocca e direttore della Pediatria dell'Asst Papa Giovanni XXIII. "Se lo chiedeva per la preoccupazione che potesse essere un problema per due persone che hanno delle suture fresche. Ed è stato bello vedere un papà con la sua bambina in braccio e pensare che gli organi che una settimana erano nella pancia di uno ora erano nella pancia dell'altra", racconta il medico all'Adnkronos Salute.  L'intervento è stato eseguito il 18 dicembre. Padre e figlia stanno bene e sono stati dimessi lunedì 19 gennaio. Sofija soffriva di una rara malattia genetica che colpisce sia fegato che reni e che la costringeva alla dialisi fin dall'età di 4 anni. La dialisi peritoneale domiciliare durava dalle 13 alle 18 ore al giorno, poi la necessità di ricorrere all'emodialisi ha limitato i movimenti della piccola, legata a sedute eseguite a giorni alterni. Il quadro si è complicato con lo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l'esecuzione di un trapianto renale isolato. Da qui la decisione di procedere simultaneamente con il trapianto di un rene e di una porzione di fegato. Padre e figlia sono cittadini della Repubblica Serba e sono giunti al Papa Giovanni previa richiesta del ministero della Salute serbo. L'iter di un trapianto da donatore vivente in Italia è rigoroso e volto a garantire sia il donatore (che sceglie di donare senza condizionamenti esterni e bene informato sui rischi) sia il ricevente. Alla valutazione di idoneità della coppia è seguito il parere favorevole della Commissione regionale di parte terza e infine il nulla osta della Procura di Bergamo. Così, dopo questa complessa procedura, la famiglia è arrivata a Bergamo ad ottobre.
 "I nostri colleghi della Serbia, attraverso il loro ministero della Serbia - spiega D'Antiga - ci inviano normalmente, come altri Paesi dei Balcani, dei bambini per il trapianto, perché loro non hanno un programma. Quindi qualche mese prima ci hanno segnalato questo caso, e c'è stato un lungo processo di valutazione a distanza, oltre che burocratico amministrativo. E' stato anche un periodo di ansia sia nostro che dei genitori. Abbiamo cercato di comprendere e aiutare i nostri colleghi a distanza per la gestione di questa bimba che peggiorava rapidamente. C'è stata anche una valutazione a distanza dei genitori, come potenziali donatori". Il candidato adatto è risultato essere il padre.  "Noi facciamo degli esami del sangue per vedere le compatibilità più generiche, poi una valutazione approfondita di indagini radiologiche, Tac, risonanza magnetica. Abbiamo un software molto sofisticato dedicato allo studio dell'anatomia di donatori e riceventi, che ci permette di calcolare le misure, i pesi. C'è infatti bisogno di una corrispondenza sia anatomica che di peso e di volume dell'organo (la parte che si trapianta deve essere sufficiente a chi lo riceve, e non deve essere rimosso troppo tessuto dal donatore) - illustra il pediatra - In più abbiamo un software che ci permette una sorta di 'trapianto virtuale' prima di cimentarci con quello reale, e questo permette al chirurgo di valutare in modo molto dettagliato l'anatomia, e di riuscire ad essere precisi anche a distanza sulla compatibilità e sulla possibilità di eseguire l'intervento".  Al termine del percorso la bimba è arrivata in Italia. "E' stato complicato - continua D'Antiga - perché faceva la dialisi tutti i giorni. E' stata portata con un aereo del ministero della Serbia. Appena qui l'abbiamo subito attaccata alla dialisi e abbiamo trattato anche la patologia del fegato. Poi è partita una fase di preparazione nel nostro ospedale", sono state ripetute tutte le valutazioni dal vivo ed è stata anche "valutata l'idoneità alla donazione da un punto di vista psicologico, un passaggio istituzionale che viene fatto in Italia per confermare che la donazione sia fatta in piena libertà. Per quanto riguarda un genitore questo è abbastanza scontato", come testimoniano le parole del papà di Sofija. Parole semplici e dirette, che hanno ancora una volta molto colpito D'Antiga. "Lui è un uomo silenzioso - lo descrive il medico - ed è un po' più difficile raccogliere le sensazioni da una persona riservata e che non parla la tua lingua. In ogni caso, dopo una settimana dall'intervento il papà è stato dimesso ed era lì al letto di sua figlia. Gli abbiamo fatto le congratulazioni per il suo coraggio, perché si è trattato di un grosso intervento. E lui ci ha detto con grande sobrietà e dignità, senza nessuna enfasi, solo una frase: 'Qualsiasi padre farebbe quello che ho fatto io'. Da papà gli do ragione". Non ha avuto "alcun dubbio, né ha percepito come un merito speciale" il gesto fatto da un padre per un figlio.  Dopo l'intervento, l'ansia, l'angoscia e l'attesa - che trasparivano anche dalle email scambiate dalla famiglia con i medici italiani e poi dai colloqui dal vivo avuti attraverso i mediatori culturali - hanno lasciato il posto alla speranza e alla gioia. "La decisione di donare per nostra figlia l'avevamo presa io e mia moglie più di 2 anni fa, quando i medici ci hanno detto che era arrivato il momento di iniziare la dialisi e quindi anche la preparazione al trapianto - ha raccontato il papà - Abbiamo pregato Dio di aiutarci e ha esaudito le nostre preghiere in questo modo. I medici dell'ospedale di Bergamo hanno svolto il compito più grande e più responsabile. E' una gioia oggi vedere che nostra figlia ha riacquistato l'appetito e la voglia di giocare. Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei". 
L'intervento è durato 18 ore, dalle 9.30 del 18 dicembre alle 3.37 di notte del giorno successivo. In due sale chirurgiche attigue si sono alternati 6 chirurghi, 7 anestesisti e 20 figure infermieristiche. La procedura è iniziata con il trapianto di fegato eseguito dai chirurghi Domenico Pinelli e Marco Zambelli ed è proseguita con il trapianto di rene eseguito da Annalisa Amaduzzi e Flavia Neri.  E proprio Pinelli (che nel 2023 era stato anche nell'équipe che si è occupata di un'altra prima importante, un trapianto di polmone da vivente, ancora una volta da padre a figlio) a ricordare che "l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è uno dei pochi centri autorizzati a realizzare trapianti di tutti gli organi sia adulti che pediatrici. Qui nel 1999 è stata introdotta la tecnica 'split' per il trapianto di fegato, metodica che ha permesso di azzerare la lista d'attesa pediatrica in Italia. Attualmente quello di Bergamo è tra i centri con la maggiore esperienza al mondo per questo tipo di interventi. In questo caso la tecnica split è stata adattata per effettuare il prelievo dal genitore solo di una piccola parte di fegato (25% circa) che serviva per il trapianto della figlia". L'intervento combinato eseguito su Sofija e il suo papà non era mai stato realizzato nel nostro Paese ed esistono solo rari casi riportati in letteratura eseguiti in altri Paesi europei. Sofija, conferma D'Antiga, "è guarita istantaneamente, dopo il normale periodo di convalescenza". Gli organi donati hanno "cominciato presto a lavorare normalmente. Non era più attaccata a nessuna macchina, a nessun tubo, ha cominciato a correre in giro nel reparto contenta, libera. Un cambiamento molto repentino. Fra noi la comunicazione non era verbale, ma i suoi gesti dicevano tutto della sua felicità. E' stato bello" vederla rifiorire. La piccola per i prossimi mesi resterà a Bergamo per i controlli - "nelle case d'accoglienza delle nostre associazioni di volontariato, che sono fondamentali per tutti i pazienti che vengono da lontano", rimarca il pediatra - ma potrà condurre una vita regolare. Anche il papà "avrà una vita completamente normale". Dell'operazione resta solo la cicatrice, ricordo di un gesto d'amore. "Il suo fegato rigenererà la parte mancante e sappiamo che si può vivere normalmente con un rene solo, per cui non cambia niente - chiarisce D'Antiga - La bambina dovrà continuare a stare sotto controllo per prevenire il rigetto" e dovrà assumere i classici farmaci previsti per questo scopo. "Ma avendo ricevuto gli organi dallo stesso donatore, questi hanno un vantaggio immunologico: il rene viene 'protetto' dal fegato dal punto di vista del rigetto".  
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'L'ultimo turno', in Consiglio regionale Lazio film racconta lavoro infermieri

(Adnkronos) - Oggi al Consiglio regionale del Lazio è stato proiettato il film 'L'ultimo turno', alla presenza del presidente della Regione Francesco Rocca, del presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e di numerosi consiglieri regionali. L'iniziativa ha offerto l'occasione per un confronto sulla professione infermieristica e sulle sue sfide quotidiane. "Abbiamo voluto questo evento - ha dichiarato Maurizio Zega, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Roma e coordinatore degli Ordini provinciali del Lazio - perché il film illustra come meglio non si poteva la vita professionale degli infermieri". La scelta della sede istituzionale non è stata casuale: "Abbiamo chiesto ospitalità al Consiglio regionale perché i legislatori regionali, al di là dei provvedimenti giuridici, potessero meglio comprendere insieme la durezza, ma anche la bellezza della nostra professione".  "La salute pubblica - ha proseguito Zega - senza di noi non esiste. Eppure noi siamo quasi 'invisibili' e il nostro apporto è costantemente sottovalutato: si dice sì che siamo troppo pochi (meno domande che posti ai corsi di laurea nel Lazio), che siamo pagati male, e sono tutte cose vere. Ma non si dice quanto studio, quanta fatica intellettuale c'è dietro. Non si dice che operazioni sanitarie anche delicatissime vengono svolte da infermieri perché questi 'non risultano', 'non firmano' il risultato del loro lavoro. E allora: intanto chiediamo di realizzare la possibilità di 'firmare' quello che facciamo, anche con la predisposizione di un linguaggio scientifico nostro proprio, che già esiste, e si tratta solo di istituzionalizzarlo. Poi il riconoscimento delle nostre specializzazioni, che pure quelle già esistono, ma non sono riconosciute. Il combinato disposto, oltre agli aspetti economici, di misure come queste, e soprattutto di una narrazione collettiva diversa e più consapevole, può rendere finalmente più attrattiva la nostra professione per i giovani, e dare qualche speranza sul futuro del servizio sanitario pubblico". Secondo Aurigemma, che ha fatto anche riferimento al recente protocollo di intesa fra Regione e Ordini dei medici e degli infermieri sulla risposta sanitaria integrata nella medicina territoriale, "raccontare il lavoro degli infermieri significa raccontare le parti migliori della nostra sanità". E di "retaggi culturali frutto di pregiudizi" da superare ha parlato Rocca, lodando la "potenza" del film: è inutile per lui parlare d'altro "se nel quotidiano c'è ancora la dimensione del rapporto fra il sacrestano o della perpetua nei confronti del parroco". 
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Emofilia A, nuova terapia cambia la qualità di vita dei pazienti adulti e bambini

(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di efanesoctocog alfa (Altuvoct*) con l'indicazione: trattamento e profilassi di episodi emorragici in pazienti con emofilia A (deficit congenito di fattore VIII). Efanesoctocog alfa può essere utilizzato in tutte le fasce d'età. Si tratta di un'innovativa terapia sostitutiva del fattore VIII, il primo high-sustained factor VIII. Bambini, adolescenti e adulti possono raggiungere in profilassi livelli di attività del fattore VIII simili a quelli di persone senza emofilia (superiori al 40%) per una parte significativa della settimana con una sola somministrazione settimanale. Efanesoctocog alfa può essere utilizzato per la gestione degli interventi chirurgici per le persone con emofilia A e per il trattamento al bisogno qualora si verifichino eventi emorragici.  L'emofilia - è stato ricordato in un incontro a Milano promosso da Sobi, con medici, esperti e le associazioni dei pazienti - è una malattia genetica considerata rara, che deriva dall'assenza di fattori necessari per la coagulazione del sangue. Si verifica a causa di un'alterazione, o mutazione, nel gene responsabile della produzione del fattore di coagulazione VIII (in emofilia A) o IX (in emofilia B), causando una produzione non adeguata di fattore della coagulazione sufficiente ad assicurare alla persona un'adeguata emostasi. Chi ha questa patologia è soggetto a emorragie di diversa natura, tra cui microsanguinamenti e sanguinamenti che, oltre a poter essere estremamente dolorosi e, in alcuni casi, mettere a rischio la vita del paziente, possono evolvere in patologie articolari croniche, gravi e invalidanti.  L'emofilia può avere un impatto dal punto di vista clinico, psicologico e sociale nella vita quotidiana dei pazienti e dei loro caregiver, condizionandone scelte e obiettivi nelle diverse fasce d'età. Bisogni insoddisfatti che ancora oggi esistono nonostante le recenti evoluzioni terapeutiche, che richiedono un cambio di gestione radicale per un miglioramento degli outcome clinici e della qualità di vita delle persone con emofilia A. "Maggiore protezione, una percezione di sicurezza più stabile e intervalli più lunghi tra un'infusione e l'altra - ha spiegato Cristina Cassone, presidente della Federazione delle associazioni emofilici, FedEmo - possono alleggerire la gestione quotidiana della malattia: significa lavorare con più continuità, vivere con maggiore serenità e avere una vita sociale più piena. E, soprattutto, superare i limiti imposti dall'emofilia, fissare nuovi obiettivi e traguardi e inseguire le proprie aspirazioni. I sanguinamenti non sono tutti uguali, ma tutti possono lasciare il segno. Per questo, come associazione pazienti, non possiamo che abbracciare il concetto di una normalizzazione dell'emostasi come obiettivo terapeutico e accogliamo con favore le nuove opzioni terapeutiche che possono migliorare la qualità di vita delle persone con emofilia A".  E' necessario prestare la massima attenzione alla qualità della vita delle persone con emofilia A, hanno sottolineato gli esperti. La paura di un'emorragia e la presenza di dolore - dovuto all'artropatia conseguente ai danni articolari provocati dai sanguinamenti o a eventi acuti - può essere fortemente limitante e avere ripercussioni anche sullo svolgimento delle attività quotidiane. "Nonostante i progressi terapeutici, l'emofilia condiziona ancora pesantemente la quotidianità dei nostri pazienti - ha affermato Rita Carlotta Santoro, presidente Aice (Associazione italiana dei centri emofilia) - Una svolta significativa è oggi possibile grazie al raggiungimento di livelli di fattore circolante più elevati: una prospettiva offerta da Altuvoct. Questo farmaco, con una sola infusione settimanale, permette di mantenere per gran parte della settimana livelli di emostasi pari o superiori al 40%, un range clinicamente paragonabile alla condizione di 'non emofilia'. Tale approccio, orientato alla normalizzazione dell'emostasi, può consentire di rivoluzionare la qualità della vita dei pazienti con emofilia A. I dati clinici confermano infatti benefici sostanziali non solo nella prevenzione dei sanguinamenti, ma anche nel miglioramento della salute articolare, della forma fisica e nella gestione del dolore".  "L'autorizzazione all'immissione in commercio si basa sui risultati degli studi di fase 3: Xtend-1 su adulti e adolescenti e Xtend-Kids su bambini, che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di efanesoctocog alfa in persone con emofilia A grave. Questi studi hanno dimostrato che la profilassi settimanale con Altuvoct fornisce una protezione significativa contro le emorragie per tutte le fasce d'età", si legge in una nota di Sobi.  "Negli ultimi anni l'emofilia ha visto l'arrivo di diverse innovazioni scientifiche - ha evidenziato Flora Peyvandi, direttore del Centro emofilia e trombosi Angelo Bianchi Bonomi e primario della Struttura complessa di Medicina generale - Emostasi e trombosi del Policlinico di Milano - Il nostro centro, in quanto centro di riferimento nazionale, ha partecipato attivamente allo sviluppo clinico di molte di queste nuove molecole inclusi gli studi relativi alla molecola di efanesoctocog alfa. I risultati hanno evidenziato un miglioramento sostanziale della salute articolare, della salute fisica, del dolore e della qualità della vita complessiva. Questi risultati straordinari si raggiungono grazie a un meccanismo d'azione differenziante e al disegno della molecola che, per la prima volta, ha permesso di superare il limite imposto dal fattore di von Willebrand endogeno (Vwf)".  "L'annuncio di oggi apre una nuova fase nella gestione dell'emofilia A, con il potenziale di migliorare gli esiti e la qualità di vita - ha commentato Fabrizio Capetta, vice president & general manager, Italy & Greece di Sobi - Siamo qui per fare la differenza insieme a pazienti, clinici e istituzioni, perché è dalla collaborazione che nascono risultati che contano. Siamo orgogliosi di poter guidare questo radicale cambiamento. Il nostro impegno si concretizza nel rendere disponibili trattamenti innovativi per patologie complesse che presentano significativi bisogni terapeutici insoddisfatti. Portiamo così avanti il nostro impegno con le istituzioni, la comunità scientifica e delle persone con patologia rara, creando con loro partnership, perché crediamo fortemente che questo approccio generi risultati che possano concretamente cambiare il paradigma e migliorare la qualità di vita di chi ha una patologia rara". 
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Veganuary, la nutrizionista: "Un mese di dieta vegana ben pianificata porta grandi benefici"

(Adnkronos) - Per celebrare il Veganuary, che ogni anno invita le persone a provare una dieta 'plant-based' per il mese di gennaio, Deliveroo condivide alcuni dati che mostrano come questa dieta sia una scelta sempre più amata dagli italiani. Secondo Deliveroo, nel corso del 2025 si è registrato in tutto il Paese un aumento percentuale dell'80% negli ordini di pietanze vegane, ma ciò che sorprende sono i dati di crescita in alcune aree con una tradizione culinaria fortemente basata sul consumo di carne e pesce. In particolare: Genova registra una crescita degli ordini vegani di oltre il 570%; Bologna registra un aumento del 200%; Sassari di oltre il 290%; Cagliari di oltre il 110%; Napoli di circa il 50%. In tutta Italia richiesta e offerta di alternative plant-based sono in continuo aumento, con piatti che spesso consentono di fare pasti sia sostenibili che salutari. Ma come incide la dieta vegana, anche soltanto per il mese di gennaio, sul nostro corpo? Come può aiutare il food delivery a seguire questo tipo di alimentazione? Risponde Francesca La Farina, nutrizionista specializzata in dieta vegana. "Con un mese di dieta vegana ben pianificata si possono ottenere molti benefici per l'organismo come: il miglioramento della salute del microbiota intestinale grazie alla maggiore assunzione di fibre; il miglioramento del sistema cardiovascolare (riduzione di colesterolo e trigliceridi) attraverso la riduzione dei grassi saturi di cui è più ricca la carne; il detox dell'organismo dalle tossine accumulate con una dieta a base di carne; controllo migliore del peso corporeo”. "Oggi il delivery può essere un alleato per seguire la dieta vegana. Esempi di menù facili da ordinare potrebbero essere i piatti unici come i pokè bowls vegani a base di cereali integrali o pseudocereali (più ricchi in proteine) come la quinoa, legumi, avocado e verdure oppure piadine, burritos, tortilla con hummus di ceci o tofu, guacamole e verdure, panini con falafel di ceci o polpette alla zucca e piselli e verdure - indica La Farina - Anche sui dolci le idee per il delivery sono ricchissime: dal golden milk al porridge di avena al cacao, frutta fresca e burro di arachidi, oppure il babka alla crema di nocciole e il più classico apple pie con gelato alla vaniglia". Alimentazione plant-based e massa muscolare: il grande pregiudizio. "Essere vegani e desiderare di aumentare la massa magra è un obiettivo assolutamente realizzabile - precisa la nutrizionista - come dimostrano famosi atleti con una dieta vegana come Novak Djokovic, Venus e Serena Williams o il rugbista italiano Mirco Bergamasco. L'importante è non far mai mancare nella propria alimentazione i legumi, i loro derivati ad esempio tempeh, tofu, hummus, il seitan, gli pseudo cereali come quinoa, amaranto e grano saraceno, frutta secca come mandorle, noci, nocciole, arachidi". 
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A Pavia voce alle donne in camice con Lei.Scienza

(Adnkronos) - Voce alle donne in camice con 'Lei.Scienza', evento inaugurale del ciclo 'Semi di scienza' promosso dall'università degli Studi di Pavia. In occasione dell'International Day of Women and Girls in Science 2026, mercoledì 11 febbraio l'ateneo organizza una giornata dedicata alla responsabilità della ricerca nel dialogo con la società. "Le voci delle scienziate pavesi accompagnano una riflessione su pratiche, scelte e linguaggi della ricerca, valorizzando lo sguardo femminile come chiave di lettura del rapporto tra scienza e cittadinanza", è il senso dell'incontro aperto a studenti, cittadinanza e comunità scientifica. L'obiettivo - si legge sul sito di UniPv - è quello di dare visibilità ai percorsi di ricerca, alle pratiche quotidiane del fare scienza e alle esperienze professionali di ricercatrici afferenti all'università e agli altri enti di ricerca del territorio pavese.  
I lavori della mattinata, dedicata al tema 'Ricerca, responsabilità e fiducia', si svolgeranno nell'Aula magna dell'università di Pavia dalle 10 alle 13. Dopo i saluti istituzionali (rettore, prorettorato alla Ricerca e Comune di Pavia), Rossella Nappi dell'ateneo terrà un intervento su 'Lo sguardo femminile tra rigore scientifico, scelte professionali e dialogo con la società'. Seguiranno un dialogo con il pubblico e la tavola rotonda 'Pratiche, linguaggi e scelte quotidiane delle scienziate nel rapporto tra ricerca e società', con Chiara Aimè (Infn), Valentina Bambini (Iuss), Elena Calandra (UniPv), Ilaria Canobbio (UniPv) ed Erminia Bressi (Fondazione Cnao). Dopo lo spazio 'Seminare dialogo tra scienza e cittadini' (Orto botanico dell'università), i lavori del pomeriggio, dalle 15 alle 18, si sposteranno in Aula Foscolo per descrivere 'Il lavoro quotidiano della ricerca'. Un mini-talk sul 'Dietro le quinte della scienza al femminile - Storie, scelte, passioni' ospiterà le voci di Micol Avenali (Irccs Mondino), Susanna Bandi (UniPv), Stefania Corvò (UniPv), Cristina Lanni (UniPv), Sarah Nazzari (UniPv), Chiara Paganini (Irccs San Matteo), Franca Scocozza (UniPv) e Annalisa Schiepatti (Irccs Maugeri). Quindi il citizen dialogue 'Ricerca, fiducia e aspettative', e in conclusione l'accensione delle luci nei cortili del Rettorato e in luoghi simbolo della città per 'Rendere visibile l'impegno della ricerca'.  'Pavia. Semi di scienza' - spiega l'università pavese - punta a rafforzare la valorizzazione della ricerca dell'ateneo in tutte le sue forme e discipline, promuovendo una relazione più strutturata e continuativa con il territorio. L'iniziativa si inserisce tra le azioni di public engagement e di terza missione dell'ateneo e desidera rendere più visibile e riconoscibile la ricerca, valorizzare le persone che la producono e rafforzare il dialogo tra università, sistema della ricerca sanitaria e cittadinanza. Il progetto riflette la visione dell'ateneo: la ricerca come esperienza umana, interdisciplinare e responsabile, orientata al dialogo con il territorio. Al centro la persona - come ricercatore, cittadino, studente - e la convinzione che la conoscenza generi valore solo quando diventa relazione, dialogo e condivisione. Fare ricerca oggi significa abitare la complessità, intrecciare saperi e restituire alla società i frutti della conoscenza attraverso linguaggi accessibili e relazioni di fiducia, seguendo tre principi guida. Ascolto e partecipazione: la cittadinanza come interlocutore attivo, non semplice spettatore; interdisciplinarità: la ricerca come incontro di linguaggi, competenze e sensibilità differenti; sostenibilità e continuità: ogni evento come seme che lascia tracce permanenti, fisiche e culturali, nel tessuto della comunità. Il programma del ciclo di eventi si articola in tre appuntamenti simbolici che compongono un racconto unitario della ricerca come esperienza di crescita collettiva e di responsabilità verso la società. Tre atti che trasformano l'università di Pavia in un laboratorio permanente di cittadinanza scientifica: seminare per accendere la curiosità e aprire nuovi spazi di incontro; curare per far crescere la conoscenza insieme, nella città; raccogliere per restituire valore rendendo visibile l'impatto della scienza sulla vita delle persone. Il focus sulla dimensione femminile rappresenta il primo 'seme' del ciclo e apre a una valorizzazione più ampia e trasversale della ricerca nel corso dell'anno con la Notte della ricerca (settembre 2026), durante la quale la ricerca esce negli spazi urbani e diventa esperienza condivisa, e la Giornata della ricerca (dicembre 2026), nella quale la scienza restituisce all'intera comunità i frutti dell'anno.  'Pavia. Semi di scienza' nasce da un gesto semplice - donare un seme - e diventa un patto di fiducia tra università e città. Ogni seme consegnato, ogni parola raccolta, ogni luce accesa diventa parte di una memoria comune che cresce nel tempo. La ricerca, così, torna alle sue radici: un atto collettivo di cura, conoscenza e bellezza condivisa. Un modo per dire che la scienza cresce solo se la si coltiva insieme. 
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Ricollocamento Forze Armate: la partnership Difesa-LinkedIn

(Adnkronos) - Il passaggio dal contesto operativo militare a quello civile rappresenta una delle sfide più delicate per il capitale umano dello Stato. In questa prospettiva, il Ministero della Difesa ha avviato una collaborazione strategica con LinkedIn Italia per sistematizzare il ricollocamento dei volontari al termine della ferma. L'iniziativa, della durata di 48 mesi, punta a trasformare l'esperienza acquisita nelle Forze Armate in asset spendibili per le imprese private, utilizzando le tecnologie digitali come ponte tra domanda e offerta. Il programma si rivolge a una platea di circa 6.000 giovani, tipicamente di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con un'esperienza di servizio triennale. L'obiettivo è superare il mismatch tra le competenze militari (soft skill come leadership, resilienza e gestione dello stress) e le richieste del mercato del lavoro. Ai partecipanti verranno forniti strumenti avanzati di personal branding e formazione: Accesso a LinkedIn Premium per ampliare il network professionale Piattaforma LinkedIn Learning per il rafforzamento delle abilità tecniche e trasversali Sistemi di analisi data-driven per monitorare i trend occupazionali in tempo reale L'accordo si inserisce in una visione di "difesa integrata", dove il valore sociale del servizio viene riconosciuto attraverso un sostegno concreto alla carriera post-militare. Secondo il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, l'iniziativa intende "capitalizzare l’esperienza maturata nelle Forze Armate per creare nuove opportunità spendibili nel mercato del lavoro". Per il Sottosegretario, il modello non è solo uno strumento di placement, ma un modo per rafforzare "la diffusione della cultura della difesa, pilastro essenziale voluto dal Ministro Crosetto". Nell'attuale scenario economico, la selezione basata sulle competenze (skills-based hiring) sta superando il tradizionale modello basato esclusivamente sui titoli di studio. Germano Buttazzo, Talent Solutions Leader di LinkedIn Italia, ha sottolineato come le capacità sviluppate durante il servizio rappresentino un valore concreto: "Nell'attuale mondo del lavoro, infatti, le competenze sono il primo e più rilevante criterio nella ricerca dei talenti". Il progetto ha beneficiato anche del contributo tecnico del gruppo Relatech e di BTO, che hanno curato gli aspetti di change management e innovazione organizzativa, necessari per integrare i processi istituzionali con le dinamiche del settore digitale. L'obiettivo finale è generare un impatto duraturo sul tessuto produttivo, offrendo alle aziende profili caratterizzati da un alto senso di responsabilità e orientamento ai risultati. 
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Netflix raddoppia gli introiti da pubblicità, quanto ha guadagnato nel 2025

(Adnkronos) - Netflix non è più soltanto una questione di abbonamenti. La divisione pubblicitaria del gigante di Los Gatos ha registrato una crescita verticale, toccando quota 1,5 miliardi di dollari nel 2025 con l'obiettivo dichiarato di raddoppiare nuovamente il volume d'affari entro il 2026. Secondo il co-CEO Greg Peters, il potenziale di questo segmento è massiccio, sostenuto da un piano economico che oggi raggiunge oltre 94 milioni di utenti mensili. Il successo di questa strategia si riflette nei numeri complessivi del quarto trimestre 2025, che vedono i ricavi totali salire a 12,05 miliardi di dollari e una base globale di iscritti che ha ormai superato la soglia dei 325 milioni. L'evoluzione tecnologica giocherà un ruolo centrale nella strategia dei prossimi mesi attraverso il lancio di strumenti pubblicitari basati sull'intelligenza artificiale e nuovi formati video interattivi, previsti per il secondo trimestre dell'anno. Parallelamente, il gruppo sta cercando di chiudere una delle operazioni più ambiziose della storia dei media: l’acquisizione degli studi Warner Bros e del network HBO per circa 83 miliardi di dollari. Per superare gli ostacoli normativi e le resistenze di Paramount, Netflix ha recentemente trasformato la propria proposta in un’offerta interamente in contanti, mossa volta ad accelerare i tempi di un’integrazione che porterebbe sotto un unico tetto i marchi più prestigiosi della televisione mondiale. L'offerta di contenuti prosegue intanto verso una diversificazione sempre più marcata, come dimostra l'integrazione di podcast video provenienti da partner come Spotify e Barstool Sports. Mentre franchise storici come Stranger Things e Squid Game giungono al termine, la programmazione si prepara a sostenere l'interesse del pubblico con le nuove stagioni di Bridgerton, One Piece e The Witcher. L’obiettivo rimane quello di mantenere un alto livello di coinvolgimento attraverso un mix di grandi produzioni originali e nuove funzionalità tecnologiche, confermando una transizione verso un modello di business ibrido e sempre più vicino, per logiche commerciali, alla televisione tradizionale. 
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Life is Strange Reunion: Max e Chloe di nuovo insieme su console e PC

(Adnkronos) - Quasi undici anni dopo l'esordio della serie, Square Enix ha ufficializzato lo sviluppo di Life is Strange: Reunion. Il nuovo capitolo, affidato a Deck Nine Games, segna il ricongiungimento definitivo tra Max Caulfield e Chloe Price, i personaggi che hanno definito l'immaginario del franchise attraverso un percorso fatto di amicizia e perdita. Il titolo sarà disponibile a partire dal 26 marzo 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, ponendosi come l'epilogo delle vicende che hanno legato le due protagoniste sin dai tempi di Arcadia Bay. La narrazione riprende il filo degli eventi presso l'Università Caledon, dove Max ricopre attualmente il ruolo di docente di fotografia. L'incipit vede il campus travolto da un incendio doloso di proporzioni devastanti, una tragedia che spinge la protagonista a fare nuovamente ricorso al riavvolgimento temporale, meccanica che ritorna come fulcro del gameplay per la prima volta dal capitolo originale. Attraverso il salto in un selfie scattato precedentemente, Max ottiene una finestra di soli tre giorni per identificare l'origine del rogo e prevenire il disastro, manipolando l'ambiente e le conversazioni per alterare il corso del destino. L'elemento di rottura è rappresentato dal ritorno di Chloe Price, la cui presenza alla Caledon è la conseguenza diretta delle anomalie temporali generate in Life is Strange: Double Exposure. Per la prima volta nella storia del brand, il gameplay sarà bipartito, permettendo di alternare il controllo tra le due protagoniste per sfruttare approcci complementari. Se a Max spetta la gestione della dimensione soprannaturale e la risoluzione di puzzle quadrimensionali, a Chloe è affidata la conduzione delle indagini più dirette, utilizzando il proprio carisma e un atteggiamento sfrontato per estorcere informazioni ai sospettati principali. L'opera promette di mantenere l'impostazione autoriale tipica della serie, focalizzandosi sulla concretezza dei rapporti umani e sul peso delle scelte individuali che determineranno la trama. Life is Strange: Reunion si configura quindi non solo come un’evoluzione delle meccaniche di gioco, ma come la chiusura di un cerchio narrativo iniziato oltre un decennio fa, destinata a stabilire il destino ultimo della coppia formata da Max e Chloe. 
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