Byd estende la garanzia della Blade Battery a 8 anni o 250.000 km
(Adnkronos) - Byd, il principale produttore mondiale di veicoli a nuova energia (New Energy Vehicles), ha annunciato l'estensione della garanzia delle Blade Battery a otto anni o 250.000 km, applicabile sia alle auto già in circolazione sia ai nuovi acquisti. La tecnologia Blade Battery è al centro di tutti i veicoli a nuova energia di Byd – sia 100% elettrici sia Super Hybrid. Queste vetture includono già una garanzia base di sei anni o 150.000 km, oltre a una garanzia anticorrosione di 12 anni senza limite di chilometraggio e alla copertura per l’unità di trazione elettrica di otto anni o 150.000 km. Ora Byd ha aumentato a 250.000 km il limite di chilometraggio della garanzia specifica per la Blade Battery, mantenendo la durata di copertura a otto anni e uno State of Health (SOH) minimo garantito del 70%. Pertanto, gli attuali proprietari di un veicolo Byd elettrico o con tecnologia ibrida DM-i beneficeranno automaticamente dell’estensione della copertura. Progettata per superare i limiti delle batterie tradizionali grazie a una struttura rivoluzionaria, la Blade Battery combina un design innovativo, materiali ad alta resistenza e sistemi avanzati di gestione energetica. Il risultato è un equilibrio unico tra sicurezza, efficienza e durabilità. La Blade Battery utilizza chimica litio ferro-fosfato (Lfp), una tecnologia che offre maggiore sicurezza, durata e sostenibilità, eliminando la dipendenza da materiali preziosi come nichel e cobalto e riducendo l’impatto ambientale. Dopo intensi test di carico e resistenza, la Blade Battery ha dimostrato di superare i 3.000 cicli di carica e scarica, con una vita utile equivalente a 1,2 milioni di chilometri. Ha ottenuto risultati eccezionali in valutazioni di sicurezza estreme, come il nail penetration test, durante il quale la temperatura superficiale rimane sotto i 60°C:10 volte inferiore rispetto a quella di una batteria convenzionale. Ha inoltre dimostrato una resistenza straordinaria in test di sovraccarico fino al 260% e in prove in forno a temperature superiori a 300°C, oltre a test di schiacciamento, immersione in acqua salata e caduta da altezze significative, superando ampiamente gli standard internazionali di sicurezza. Il design a forma di lama consente a ogni cella di funzionare come elemento strutturale trasversale, aumentando la rigidità torsionale complessiva e offrendo una protezione eccezionale contro urti e deformazioni. Ogni cella, compatta e leggera, è integrata in un modulo che riduce del 50% il volume occupato rispetto alle batterie tradizionali, permettendo ai progettisti di massimizzare lo spazio interno e ottimizzare il packaging del veicolo.Grazie a queste innovazioni, la Blade Battery stabilisce un nuovo standard in termini di sicurezza, affidabilità e prestazioni, offrendo autonomie di rilievo — come i 570 km nel ciclo combinato per la Byd Seal Design — o velocità di ricarica elevate, come quelle della Byd Sealion 7 Excellence Awd, che con una potenza massima di ricarica in corrente continua di 230 kW può passare dal 30% all’80% in soli 18 minuti.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La truffa del "voto ai bambini" su WhatsApp: l'insidia del falso concorso
(Adnkronos) - Una nuova minaccia si diffonde capillarmente attraverso le piattaforme di messaggistica istantanea, come Whatsapp o Telegram, colpendo una delle cerchie sociali più solide: quella dei genitori e dei parenti di minori impegnati in attività extrascolastiche. La cosiddetta "truffa del voto" non è un semplice tentativo di spam, ma un attacco di phishing sociale mirato al furto dell'identità digitale. Il pretesto è quasi sempre lo stesso: un bambino o un adolescente (spesso tra i 12 e i 15 anni) avrebbe bisogno di un "voto" per scalare la classifica di un concorso di danza, calcio o musica. L'attacco non proviene da numeri sconosciuti, ma quasi sempre da profili di amici o conoscenti i cui account sono già stati violati. Il messaggio invita a cliccare su un link o, più frequentemente, avvisa che a breve arriverà un codice via SMS utile a "convalidare la preferenza". In realtà, in quel preciso istante, il truffatore sta tentando di registrare il numero di telefono della vittima su un nuovo dispositivo. Il codice di sei cifre che arriva via SMS non è un voto, ma la One-Time Password (OTP) generata da WhatsApp per autorizzare l'accesso al profilo. Se la vittima, mossa dal desiderio di aiutare il conoscente, inoltra il codice, consegna istantaneamente le chiavi della propria vita digitale al criminale. Una volta ottenuto l'accesso, l'aggressore attiva immediatamente la verifica in due passaggi impostando un proprio PIN segreto e cambiando l'email di recupero. In questo modo, il legittimo proprietario viene espulso dall'app e si trova nell'impossibilità di rientrare. Il danno non è solo individuale: il truffatore inizia subito a setacciare le chat della vittima, inviando la medesima richiesta di "voto per il figlio" a tutti i contatti in rubrica. La frode si alimenta così di una fiducia preesistente, rendendo il destinatario del messaggio molto più incline a cadere nella trappola. L'utilizzo di riferimenti a bambini in età compresa tra i 12 e i 15 anni è una scelta strategica basata sulla verosimiglianza. È la fascia d'età in cui fioriscono i saggi di danza, i tornei giovanili e i piccoli contest online, rendendo la richiesta di un voto estremamente naturale per un genitore o un amico di famiglia. L'urgenza e l'affetto fungono da "distrattori" che inibiscono il ragionamento logico sulla sicurezza informatica. Per proteggersi da questa ondata di furti d'identità, gli esperti di sicurezza suggeriscono tre azioni fondamentali:
Mai condividere codici SMS: nessun concorso legittimo richiede l'inoltro di un codice di sicurezza personale arrivato sul proprio telefono.
Attivare la verifica in due passaggi: questa funzione (Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi) aggiunge uno strato di protezione che richiede un PIN creato da voi per ogni nuova configurazione.
Verificare via voce: se ricevete una richiesta insolita da un amico su WhatsApp o Telegram, effettuate una chiamata tradizionale o un incontro di persona per confermare che sia stato effettivamente lui a scrivervi.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Perché il 2016 è di moda e i social sono tornati indietro di dieci anni
(Adnkronos) - Il 2026 sembra aver scelto di fermare l'orologio per guardarsi indietro. Un'ondata di nostalgia digitale sta travolgendo le piattaforme social, portando i volumi di ricerca per il termine "2016" su TikTok a un incremento del 452% in una sola settimana. Non si tratta di un interesse passeggero, ma di un fenomeno strutturato che conta oltre 1,7 milioni di post sotto l'hashtag dedicato e più di 56 milioni di video che utilizzano filtri rosati e sgranati, progettati per replicare l’estetica di Instagram di dieci anni fa. Anche il settore musicale riflette questa tendenza in modo inequivocabile: Spotify ha registrato un aumento del 71% nelle playlist a tema 2016, segnando il ritorno prepotente in classifica di brani come Lush Life di Zara Larsson, rientrata nella top 40 britannica a un decennio esatto dal suo debutto. Le ragioni di questa fuga collettiva nel passato risiedono in una profonda stanchezza verso l'attuale ecosistema digitale. Nel 2026, l’utente medio percepisce i social media come spazi eccessivamente curati e dominati da algoritmi punitivi, laddove il 2016 viene ricordato come l’ultima frontiera di un’internet ancora spontanea. All'epoca, la condivisione era meno performativa: si postavano foto di cibo senza filtri professionali e le storie di Snapchat rappresentavano un diario quotidiano privo di pretese estetiche. Questa ricerca di autenticità ha spinto numerose celebrità globali a partecipare alla challenge. Selena Gomez e Charlie Puth hanno riacceso i riflettori sulla loro collaborazione We Don’t Talk Anymore, mentre Shay Mitchell ha riproposto l'iconico filtro del cane di Snapchat. Anche figure come Lily Collins, Demi Lovato, Hailey Bieber e Kylie Jenner hanno alimentato il trend condividendo scatti della cosiddetta "King Kylie era", un periodo dorato per il make-up audace e lo stile street-chic.
Il fenomeno non ha risparmiato l'Italia, dove la nostalgia per il 2016 si intreccia con i ricordi dell'esplosione della scena trap nazionale. Molte icone nostrane hanno deciso di rispolverare i propri archivi digitali per aderire al trend. Bianca Balti e Aurora Ramazzotti sono state tra le prime a condividere scatti risalenti a dieci anni fa, suscitando l'entusiasmo dei fan che ricordano quel periodo come meno complesso. Anche Giulia De Lellis e la cantante Clara hanno partecipato alla challenge, rievocando un'epoca in cui la viralità era legata a fenomeni collettivi come i primi raduni per Pokémon Go o l'uscita di album che hanno segnato la musica italiana, come i lavori d'esordio di Sfera Ebbasta e Ghali. Per i millennial italiani che oggi superano i trent'anni e per la Gen Z che affronta le prime sfide lavorative, il 2016 rappresenta una "zona di comfort" emotiva.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Switch 2 Lite in arrivo? Ci sono tracce online
(Adnkronos) - Nuove indiscrezioni su un possibile modello economico di Nintendo Switch 2 si sono accese in seguito a una scoperta effettuata all'interno del portale ufficiale della compagnia. Un utente ha individuato nel codice del sito un riferimento a un modello di console precedentemente non visibile, associato alla dicitura Switch 2 e contrassegnato dalla sigla identificativa BE. Il codice, comparso sul sito in un periodo risalente a un arco temporale compreso tra il 9 e il 16 settembre, ha immediatamente scatenato il dibattito sulla natura dell'hardware in questione, che sarebbe quindi diverso dall'attuale modello della console. La rete ha ipotizzato che possa trattarsi di una versione Lite della piattaforma ibrida, una mossa che troverebbe giustificazione nelle attuali dinamiche di mercato. La scarsità di componenti hardware come le memorie RAM e le fluttuazioni dei costi di produzione potrebbero spingere Nintendo a proporre una variante più accessibile per affiancare il primo modello di Switch, più complesso da produrre. La versione Lite di Switch 2, proprio come quella della generazione precedente, sarebbe esclusivmente portatile e quindi senza controller che si staccano e la possibilità di collegarsi alla TV, il tutto ad un prezzo finale per l'utente che potrebbe essere tagliato anche di 150 euro. Tuttavia, è necessario mantenere un approccio prudente rispetto a queste speculazioni, poiché l'immagine rinvenuta non è accompagnata da dettagli tecnici ufficiali che ne chiariscano la destinazione d'uso. Sebbene il contesto economico e il ciclo di vita naturale delle console suggeriscano la necessità di un'offerta hardware diversificata, attribuire con certezza il nome Lite a questo nuovo codice risulta al momento prematuro. Nel frattempo, altre voce di corridoio sul mondo Nintendo suggeriscono che il modello originale di Switch 2, rilasciato la scorsa estate a 509 euro in Europa nella versione con Mario Kart World, potrebbe subire molto presto un aumento di prezzo di 50 dollari negli States.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Urbanistica algoritmica: l'IA sta trasformando la struttura delle città
(Adnkronos) - Una ricerca pubblicata sulla rivista Machine Learning e condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isti di Pisa e Cnr-Icar di Palermo) in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, svela che l'intelligenza artificiale agisce come un vero e proprio attore urbanistico capace di ridefinire luoghi e opportunità spaziali. Lo studio introduce per la prima volta un modello esplicito di feedback loop applicato al contesto cittadino. Piattaforme come Google Maps, Yelp o TripAdvisor non si limitano a rispondere a una domanda, ma creano un ciclo di influenza reciproca. Dalla ricerca emerge un fenomeno duale: se da un lato gli algoritmi aumentano la varietà dei luoghi visitati dal singolo individuo, spingendolo a scoprire nuove destinazioni, sul piano collettivo l'effetto è opposto. La tendenza statistica è quella di convogliare i flussi verso un numero ristretto di punti già popolari, esacerbando le disuguaglianze tra quartieri e zone cittadine. "L'obiettivo della ricerca non è misurare 'quanto è accurato il sistema di raccomandazione', ma capire che tipo di città produce nel medio e lungo periodo", spiega Luca Pappalardo (Cnr-Isti). "Abbiamo studiato come le scelte guidate dagli algoritmi ridefiniscono luoghi, interazioni sociali e opportunità spaziali: in altre parole, come cambiano i flussi urbani".
L'impatto urbano dell'IA: i cicli di retroazione nei sistemi di raccomandazione basati sulla posizione
Per analizzare queste dinamiche, il team ha sviluppato un simulatore in grado di riprodurre il ciclo suggerimento-decisione-adattamento. Si tratta di un approccio inedito nel campo dei recommender systems, poiché sposta l'attenzione dall'efficacia tecnica dell'algoritmo al suo impatto sociologico. Giovanni Mauro della Scuola Normale sottolinea l'importanza di osservare le "dinamiche collettive che ne derivano, come la concentrazione delle visite o la polarizzazione dei luoghi", definendo questa visione come una prospettiva nuova nel settore. Il lavoro non ha solo valenza scientifica, ma riveste un carattere strategico per la governance territoriale. Il passaggio fondamentale è riconoscere che l'IA non opera in astratto, ma interviene direttamente sulla salute sociale della città.
Secondo Marco Minici (Cnr-Icar), siamo di fronte a un cambio di paradigma: "Il futuro dell'IA nelle città richiede consapevolezza civica: progettare algoritmi che non ottimizzino solo il singolo, ma anche l'equità spaziale, l'accessibilità e la salute sociale delle città". L'auspicio dei ricercatori è che questi simulatori diventino strumenti di supporto per le amministrazioni pubbliche, permettendo di governare proattivamente l'impatto delle tecnologie digitali sulla vita urbana. Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
TikTok introduce il rilevamento dell'età in Europa
(Adnkronos) - TikTok ha annunciato l'avvio imminente di una nuova tecnologia di rilevamento dell'età destinata specificamente al mercato europeo. Il sistema, già testato con successo nel Regno Unito durante l'ultimo anno, si basa su un'analisi incrociata delle informazioni del profilo, dei contenuti pubblicati e dei segnali comportamentali per individuare gli utenti che dichiarano un'età superiore a quella reale. A differenza di un automatismo rigido, le segnalazioni generate dall'algoritmo saranno sottoposte alla revisione di moderatori specializzati, evitando ban indiscriminati e garantendo un controllo umano prima della chiusura definitiva degli account sospetti. L'iniziativa si inserisce in un quadro di forte scrutinio da parte delle autorità di regolamentazione internazionali, impegnate a bilanciare l'efficacia delle verifiche con la rigida tutela della privacy prevista dal GDPR. Mentre nazioni come l'Australia e la Danimarca stanno valutando o implementando limiti d'età ancora più stringenti per l'accesso ai social media, TikTok deve gestire anche delicate vicende legali negli Stati Uniti. Una recente causa legale ha infatti riacceso il dibattito sulla responsabilità degli algoritmi nella promozione di contenuti pericolosi che avrebbero coinvolto minori di tredici anni, rendendo l'identificazione precoce degli utenti vulnerabili una priorità non più rimandabile. Sviluppato per conformarsi alle richieste della Commissione irlandese per la protezione dei dati, il sistema integra soluzioni tecnologiche già note nel settore, come la stima dell'età tramite scansione facciale fornita da Yoti per la gestione dei ricorsi. La società ha precisato che la nuova infrastruttura di sicurezza è stata progettata per rispondere alle peculiarità normative del territorio europeo, cercando di superare le criticità dei metodi di verifica tradizionali, spesso ritenuti poco efficaci o eccessivamente invasivi. Gli utenti residenti nell'Unione Europea inizieranno a ricevere notifiche formali circa l'attivazione di queste nuove misure di monitoraggio nel corso delle prossime settimane.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il Foodtech nel 2026: tra mercati globali e l'eccellenza tecnologica del Made in Italy
(Adnkronos) - Il settore tecnologico applicato al cibo sta attraversando una fase di rivoluzione ed espansione senza precedenti. Il cosi detto concetto di "foodtech", non si limita più alla sola distribuzione, ma connette l'intera catena del valore: dalla produzione agricola hi-tech (AgTech) alla trasformazione industriale, fino alla gestione degli sprechi e all'integrazione dell'Intelligenza Artificiale. Il mercato globale del Foodtech ha già superato la soglia dei 360 miliardi di dollari con una traiettoria di crescita che punta con decisione al traguardo dei 400 miliardi entro il 2027. Con un fatturato di 2,5 miliardi di euro nel 2025 e una spinta agli investimenti che oltrepassa i 250 milioni annui, l'Italia conferma una solidità strutturale fuori dal comune nel comparto tecnologico. La recente cerimonia dei Lorenzo Cagnoni Innovation Awards a Rimini ha ufficializzato le eccellenze che stanno guidando questa trasformazione. Il premio, promosso da Italian Exhibition Group in collaborazione con ANGI e ICE Agenzia, ha evidenziato come tecnologia e responsabilità ambientale siano ormai un binomio inscindibile.
Nella categoria Sostenibilità, realtà come Illy Caffè S.p.A., SMEG S.p.A. e Modular S.r.l. sono state premiate per l'impegno nell'efficientamento energetico. "L’innovazione nel foodtech è il motore che sta ridisegnando il futuro del settore", ha dichiarato Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI. "Questi premi dimostrano che quando giovani talenti, imprese e istituzioni collaborano, l’Italia può guidare la leadership globale in sostenibilità e tecnologia alimentare".
Il versante Digital Innovation & AI ha visto primeggiare aziende come Krupps S.r.l. e Robomagister S.r.l., protagoniste nell'integrare la robotica e la gestione intelligente dei dati nelle cucine professionali, garantendo un'ottimizzazione delle risorse e standard qualitativi superiori.
L'
International Startup Village
, curato da ANGI e IEG, ha ospitato 20 progetti internazionali fungendo da agorà per investitori e aziende. Tra le realtà emergenti premiate nella categoria
Startup
figurano
Bonfitaly S.r.l.
,
Bio Ice Cream Dots
e
Nutras S.r.l.
, specializzate in soluzioni che spaziano dalla nutrizione avanzata a metodi di produzione non convenzionali.
Di seguito una sintesi delle eccellenze premiate negli ambiti produttivi e tecnologici: L'edizione 2026 del SIGEP World conferma l'Italia come hub centrale per il networking globale, trasformando l'innovazione tecnologica nella principale leva per la competitività internazionale del Made in Italy.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ex calciatore Van Basten caregiver della moglie malata, Vaia: "Tanti non possono farlo"
(Adnkronos) - L'ex stella del Milan e dell'Olanda, Marco Van Basten, ha scelto di lasciare il suo lavoro di commentatore sportivo per stare vicino alla moglie Liesbeth malata. "E' uno dei tanti casi di familiari che diventano caregiver. Sulla famiglia infatti pesa in gran parte la responsabilità di occuparsi di persone con disabilità" in questo caso una patologia che necessita delle cure. "Van Basten fortunatamente potrà occuparsi a tempo pieno della moglie e, credo, senza grosse problematiche economiche. Ma la gran parte non potrà". Così all'Adnkronos Salute Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità "Il recente Ddl presentato dal competente ministro per la Disabilita, Alessandra Locatelli, sarà discusso in parlamento - ricorda Vaia - Sarà l'occasione per la nostra politica per spendersi in favore delle fragilità e di dimostrare in concreto che vogliamo un Paese più sostenibile, più, solidale, più moderno"
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ronzio nell'orecchio per 8-10% italiani, ci sono nuove speranza per chi soffre di acufene
(Adnkronos) - Da Caparezza a Piero Pelù, da Phil Collins a Sting. Sono tanti i cantanti che hanno sofferto o soffrono di un disturbo invisibile ma che quando colpisce può incidere molto sulla qualità della vita e sulla professione. E' l'acufene, un suono o rumore con carattere spesso persistente (fischio, ronzìo, fruscìo o cicalìo) percepito in assenza di una sorgente sonora esterna. A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Giancarlo Cianfrone, specialista in Otorinolaringoiatria e in Audiologia e già Ordinario della Sapienza Università di Roma, fondatore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità (Airs) e del primo Centro Acufeni in Italia che ricorda come si tratti "di un disturbo che si origina all’interno della lunga e complessa rete nervosa uditiva; è molto diffuso, 8-10% nella media della popolazione, con punte del 50% tra gli esposti a rumore fortemente impattante con la salute uditiva, come i professionisti della musica e addetti a lavorazioni rumorose, e del 75% delle persone con ipoacusia neurosensoriale sia giovani che anziani". "Molto frequentemente - sottolinea - creano una condizione di vero e proprio disagio e ricadute negative sulla qualità della vita affiancando o inducendo disturbi psico-emozionali non trascurabili. Non di rado gli acufeni si accompagnano ad un ulteriore disturbo uditivo chiamato iperacusia, costituito da una particolare intolleranza ai suoni ambientali". Ebbene pur essendo passati più di 2 millenni da quando sono state reperite le prime testimonianze, nonostante gli indubbi progressi nei procedimenti diagnostici e nella messa a punto di protocolli di trattamento - progressi di cui lo stesso Cianfrone è personalmente testimone e promotore in circa 30 anni di studio in questo specifico settore, con l’istituzione di uno dei primi Centri Acufeni in Italia - l’Acufenologia "presenta ancora fino ai giorni nostri numerose ombre conoscitive ed operative, di non secondaria importanza. Sono ombre e lacune che si riflettono nella non sempre ottimale efficacia dei procedimenti clinici e nella parziale ed incostante soddisfazione dei pazienti che in gran numero cercano di avere un sollievo sostanziale e duraturo", precisa il professor Cianfrone. All’ultimo congresso nazionale della Società italiana di Audiologia e Foniatria (a Bari a novembre 2025), Cianfrone ha portato una relazione scientifica sulle novità nel campo degli Acufeni dal titolo 'Novità sugli Acufeni, focus sulla connettività funzionale cerebrale' destando vivo interesse nei molti medici e professionisti sanitari presenti; novità dal mondo delle moderne neuroscienze e provenienti dai centri più all’avanguardia impegnati in progetti 'Brain' (cervello) a livello mondiale, motivate originariamente da quell’emergenza medico-sociale costituita come è noto dalle malattie neurodegenerative.
Nell'approccio all'acufene sono disponibili protocolli diagnostici che se ben attuati con la dovuta attenzione possono già adeguatamente orientare il medico specialista verso una possibile linea di trattamento. "E non va dimenticato che l’acufene è un 'sintomo' generato all’interno del nostro complesso sistema sensoriale che comprende sensori periferici, stazioni intermedie e centri superiori; pertanto il primo tentativo di trattamento irrinunciabile è quello di individuare la causa di innesco dello stimolo anomalo; stimolo che poi andrà ad essere processato nel nostro sistema nervoso centrale e nelle strutture cerebrali uditive e percepito come suono o rumore", continua lo specialista. Esistono vari approcci, secondo un algoritmo e metodo classificativo messo a punto dal Centro Acufeni Airs in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità dal gruppo di studio facente capo al professor Cianfrone già nel 2015, il metodo THoSC (Tinnitus Holistic Semplified Classification). "L’innesco del disturbo avviene in genere nella periferia sensoriale del nostro corpo con due modalità: A) orecchio innanzi tutto in presenza di alterazioni uditive, specie se a carico dei delicati e vulnerabili sensori dell’orecchio interno o coclea (cellule ciliate), struttura come è noto direttamente connessa attraverso una rete specifica con l’area uditiva del cervello, ove si trasforma in percezione cosciente di suono o rumore, diagnosticabile con attente valutazioni audiologiche", spiega Cianfrone. "B) Meno frequentemente nella periferia del complesso sistema somato-sensoriale, generalmente ma non solo, nel settore muscolo-scheletrico cranio-cervico-mandibolare; anche in questo caso in presenza di alterazioni o disfunzioni di questo apparato; ed il percorso degli stimoli periferici di allarme è simile al precedente, per diventare percezione di rumore proseguono lungo la rete nervosa somatica che può connettersi funzionalmente con la via uditiva ed i centri uditivi del cervello e dar luogo alla percezione del fenomeno acustico costituito dall’acufene; uno screening clinico pre-diagnostico oggi facilmente attuabile permetterà di avere contezza di tale possibile origine". "Una ulteriore modalità non prettamente periferica da ricercare e diagnosticare quanto più precocemente è: C) l’esistenza di una causa o concausa insita non più nella periferia propriamente detta ma nell’area psico-emozionale del nostro cervello (nota come area limbica); in questi casi non è sempre agevole per il paziente distinguere se lo stato ansioso, il distress, la paura, i disturbi del sonno, concomitanti all’insorgenza dell’Acufene siano causa o fattore facilitante il meccanismo acufenogeno, o siano invece una conseguenza reattiva psicologica del alla presenza di un segnale acustico intrusivo che tende magari a persistere e di cui si teme la non scomparsa . E’ in qualche modo accertato che questo fattore 'inquinante' emozionale possa essere in alcuni soggetti veramente determinante. Va detto che non di rado i tre fattori si trovano ad essere combinati con quadri più complessi che pur sempre possono essere esplorati ed identificati". "Quindi ben venga la conoscenza anche operativa della possibile varia eziologia degli acufeni, e quanto sia raccomandabile una razionale esecuzione degli accertamenti diagnostici disponibili nella clinica attuale delle tre ipotesi causali o con-causali (indagini audiologiche di I e II livello, screening ed eventuali approfondimenti sul sistema somato-sensoriale, screening e valutazione clinica nell’ambito della sfera psicologica). Il tutto preceduto ed accompagnato da un approccio empatico ed aperto al pieno ascolto e comprensione del paziente - ribadisce il professore - Vari protocolli di trattamento sono stati proposti a seconda delle cause e meccanismi di azione; le recenti linee-guida europee indicano: trattamenti farmacologici riservati solo a determinati casi, trattamenti di ripristino della funzione uditiva almeno parziale con dispositivi acustici, tecniche di desensibilizzazione e stimolazione con la cosiddetta 'terapia del suono' fra cui la Trt, trattamenti osteopatici e gnatologici se specificamente indicati e ultimo, ma non ultimo, metodiche psico-terapeutiche di Cbt o terapia cognitivo-comportamentale".
Cosa ci possiamo aspettare per il futuro? "In base alle modernissime rivelazioni proventi dal mondo delle neuroscienze, che potremmo trovarci oggi in una fase di svolta - suggerisce Cianfrone - La chiave sta nella possibilità di esplorare il cervello non tanto o non soltanto dal punto di vista anatomico con l’individuazione e la catalogazione delle singole aree segregate a svolgere singole funzioni (le conoscenze da anni erano già esaustive) e dal punto di vista funzionale) ma di assistere in maniera assolutamente dinamica al fenomeno rivelatosi di grande importanza della 'connettività funzionale' all’interno del cervello fra aree e reti segregate (network semplici) creando network funzionali più complessi atti a svolgere e processare azioni e condizioni più articolate. Questa co-attivazione di gruppi di neuroni e di reti può avvenire anche in assenza di una connessione anatomica. Ciò che emerge da tali studi è anche la grande variabilità interindividuale dei fenomeni di connettività funzionale a dispetto della buona stabilità nel singolo soggetto a dimostrazione della supposta origine genetica ed in parte epigenetica della fenomenologia". "Nel campo della acufenologia è tata messa a fuoco in questi primissimi studi la forte connettività funzionale fra l’area e le reti uditive (network uditivo) del cervello con il network dell’attenzione e quello della memoria e con essi il network della 'salienza' ben nota agli psicologi come meccanismo di pre-selezione cerebrale degli stimoli da porre sotto attenzione determinandone l’ascolto attivo e la memorizzazione, è altrettanto caratteristica e frequentissima la co-attivazione del network emozionale o 'limbico', quest’ultima co-attivazione risulta associata ad un attivazione dell’area somatica il che è il correlato fra stati psicoemozionali e stati muscolotenso-disfunzionali, frequenti appunto anche nel soggetto con acufeni. A guardar bene per chi si occupa di Acufenologia sono proprio quei processi che caratterizzano in maniera diversa la sintomatologia ed il decorso clinico di molti pazienti quelli che, oggi possiamo facilmente spiegare, vanno a determinare la varietà e l’imprevedibilità dell’efficacia dei normali tentativi di trattamento".
Le nuove tecniche di neuroimaging funzionale (fra cui la fMri o Risonanza magnetica funzionale, che oggi può arrivare a 7 Tesla di potenza ad alto campo Hf, Uhf, oppure la Eeg Hd-Meg high density-magneto- encephalography), o la Dbs (magnetic deep stimulation), la fNIR (functional near infrared spectroscopy), stanno permettendo di osservare in termini dinamici le variazioni di connettività cerebrale. "Ciò che sta emergendo dalle ricerche neuroscientifiche a carattere funzionale, almeno nel campo di interesse acufenologico è che i quadri cerebrali relativi ai singoli network coinvolti e soprattutto ai quadri più articolati ed inaspettati di connettività funzionale fra più specifici network cerebrali possono costituire forse per la prima volta dei veri biomarker obiettivabili e monitorizzabili con tecniche di neuro-imaging delle diverse condizioni cliniche di acufene; e pertanto costituire una futura guida concreta sia a nuovi trattamenti sia alla possibilità di prevedere e monitorare la suscettibilità individuale e il grado di risposta ai trattamenti stessi", conclude il professore Cianfrone.
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
DACIA presenta i nuovi interni delle nuove Sandero e Sandero Stepway MY26
(Adnkronos) -
Dacia rinnova gli interni di Nuova Sandero e Sandero Stepway MY26, puntando su materiali più resistenti, maggiore ergonomia e connettività evoluta, nel solco del principio “
Essential but Cool”
che guida ogni progetto del marchio. All’interno, l’abitacolo adotta nuovi tessuti per sedili, plancia e pannelli porta, scelti per garantire resistenza, comfort e piacevolezza al tatto. Le nuove bocchette dell’aria a T rovesciata creano ora una continuità visiva con la firma luminosa esterna, rafforzando il legame tra design interno ed esterno. Il nuovo volante offre un’ergonomia migliorata per una guida più sicura e intuitiva. Con le motorizzazioni Hybrid 155 ed Eco-G 120 automatico, debutta il nuovo comando E-Shifter, elegante e semplice da utilizzare, affiancato dalle palette al volante per cambi marcia più immediati. La dotazione tecnologica cresce con il nuovo sistema multimediale da 10” con navigazione connessa e caricatore wireless per smartphone. Il quadro strumenti digitale da 7” adotta una nuova grafica per una lettura più chiara e completa delle informazioni di guida.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










