Sostenibilità, con EcoFlow Stream risparmi fino a 1.993 euro in bolletta

(Adnkronos) - Secondo l’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile di Lifegate, oggi il 77% degli italiani dichiara di considerare la sostenibilità al momento dell’acquisto, una percentuale che è quasi raddoppiata in dieci anni, quando era appena il 41%. EcoFlow Stream – un nuovo sistema fotovoltaico intelligente basato sull'intelligenza artificiale, concretizza questo nuovo approccio. EcoFlow Stream è una scelta che fa risparmiare fino a 1.993 euro all’anno in bolletta, riducendo allo stesso tempo l’impatto ambientale. "Il vero affare non è comprare qualcosa di scontato, ma investire in qualcosa che possa portare ad un risparmio sul lungo termine - spiega Yuchen Zhao, General Manager di EcoFlow Europe -. Mentre gli altri acquisti del Black Friday spesso passano nel dimenticatoio, EcoFlow Stream agisce sul balcone di casa producendo energia pulita e aiutando a risparmiare in bolletta ogni giorno che passa". Il kit fotovoltaico di EcoFlow può alimentare fino al 99% degli elettrodomestici ed è tre volte più potente dei microinverter tradizionali. L'intelligenza artificiale di cui è dotato apprende le abitudini di consumo della famiglia e programma ricariche e utilizzi nelle fasce orarie più convenienti, riducendo le spese in modo automatico. Con le batterie espandibili da 1,92 a 23 kWh, assicura energia anche in caso di blackout o giornate nuvolose. Infine, è facile da installare, con ingombro ridotto del 50% rispetto ad altri sistemi e prestazioni ottimali con soli 3W di input solare.  L'installazione è semplice e non richiede modifiche complesse, purché sia conforme alle normative locali. Anche in ambienti con scarsa illuminazione, la soluzione inizia a funzionare con soli 3W di input, garantendo prestazioni efficienti dall'alba al tramonto. La gamma offre soluzioni per ogni esigenza e budget. Stream Ultra X con una batteria solare a più alta capacità, pensata per superare gli standard esistenti e creata per le abitazioni che richiedono più energia e un’autonomia prolungata. Stream Ultra è una soluzione completa tutto in uno con alta capacità e input solare intelligente, progettata per la massima efficienza e indipendenza energetica. Stream Pro, un sistema modulare per famiglie con maggiori fabbisogni quotidiani e case di maggiori dimensioni. Stream Max, soluzione versatile che unisce capacità e flessibilità, progettata per le abitazioni che necessitano di un sistema di accumulo solare affidabile. Stream Ac Pro è invece un'unità di accumulo flessibile, ideale per inquilini e utenti di appartamenti che cercano espandibilità, mentre Stream Ac è una soluzione di accumulo entry-level per aumentare la capacità energetica. Infine, Stream Microinverter è un punto di accesso conveniente per produrre energia solare in autonomia, perfetto per i nuovi utenti che vogliono iniziare gradualmente. 
---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Rifiuti, Guida (Cial): "Italia pioniera in differenziata, cardine di economia circolare"

(Adnkronos) - “Anche per il 2024 il Consorzio Cial ha certificato la ‘via del riciclo’ degli imballaggi in alluminio, confermando il trend degli ultimi dieci anni che vede il 70% degli imballaggi in alluminio avviati al riciclo. Ciò consolida il ruolo fondamentale dell'Italia nell'attenzione all’ambiente e nel settore dell'economia circolare, pionieri di un sistema che fa della raccolta differenziata un cardine per l'economia circolare”. Così Francesco Guida, responsabile gestione materiali raccolta e riciclo del Consorzio Cial, in occasione di Ecomondo, l'evento annuale leader nei settori della Green and Circular Economy, in svolgimento presso la fiera a Rimini, dal 4 al 7 novembre 2025.  “Il dato attuale del 70% supera già di dieci punti percentuali gli obiettivi fissati per il 2030. Si confermano anche i buoni dati di copertura territoriale: ad oggi il consorzio supera il 73% di copertura, sia per quanto riguarda i Comuni che la popolazione servita - spiega Guida - È un lavoro che portiamo avanti da diversi anni, che ci consente di consolidare le relazioni con il territorio, con gli impianti, i gestori della raccolta e i Comuni”.  “L’Italia ha sempre più consapevolezza in tema di transizione ecologica: per gli imballaggi in alluminio abbiamo già visto i numeri di recupero e riciclo, ma anche quando si guarda agli altri materiali vediamo che 3 imballaggi su 4 vengono recuperati e avviati al riciclo. C'è una forte sensibilizzazione e responsabilità da parte dei cittadini e di tutta la filiera. Siamo sulla buona strada”, conclude.  
---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumori, Aiom: "Pazienti non rinunciano a cure ma spesso pagano di tasca propria"

(Adnkronos) - "Non ci sono dati certi che ci dicano che in Italia i pazienti oncologici rinunciano alle cure. Tuttavia, chi ha una diagnosi di tumore spesso per curarsi deve pagare di tasca propria. La 'tossicità finanziaria' è un problema, la cura del cancro produce un danno economico, per questo motivo dobbiamo vigilare". Così all'Adnkronos Salute Francesco Perrone, presidente nazionale dell'Associazione italiana oncologia medica, oggi a Roma a margine dell'apertura del XXVII Congresso nazionale Aiom, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  "Sono abbastanza convinto che in realtà la rinuncia alla cura dei tumori da parte dei pazienti non sia un fenomeno rilevante - spiega Perrone - ma comunque dobbiamo tenere alta l'attenzione, perché i pazienti e le loro famiglie affrontano problemi economici a causa della diagnosi di cancro e dei trattamenti correlati, che noi misuriamo con il concetto di tossicità finanziaria. Nel nostro Paese al momento della diagnosi il 26% deve affrontare problemi di natura economica".  "In alcuni Paesi" di fronte al cancro "si promuovono iniziative di coesione sociale, a volte anche encomiabili, si fanno le raccolte fondi, si mettono in moto le catene di solidarietà e questo è molto ben descritto per esempio negli Stati Uniti", prosegue il presidente Aiom. In Italia "fortunatamente non abbiamo fenomeni di questo tipo così lampanti, però la cura di un tumore produce un danno finanziario e molti pazienti, lo sappiamo bene, sono in gravi difficoltà".  
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Un atlante 3D per studiare le connessioni del cervello, ecco BraDiPho

(Adnkronos) - Un atlante 3D delle connessioni del cervello. Si chiama BraDiPho (Brain Dissection Photogrammetry) ed è uno strumento innovativo che consente lo studio delle connessioni della materia bianca umana. Una mappa realistica messa a punto da un gruppo di lavoro che vede la collaborazione tra l'università di Trento, l'azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), la Fondazione Bruno Kessler e le università di Bordeaux e di Sherbrooke in Canada. I risultati, pubblicati su 'Nature Communications', sono frutto di 5 anni di lavoro per arrivare a un nuovo strumento che "consente per la prima volta un'integrazione accurata tra dissezione ex vivo e trattografia in vivo: due tecniche complementari che finora non erano mai state integrate nello studio delle connessioni della sostanza bianca umana. Un risultato rappresentativo della nuova tendenza della ricerca, che richiede la convergenza di competenze multidisciplinari, in questo caso le neuroscienze cliniche e l'intelligenza artificiale", spiega UniTrento. Lo studio apre nuove frontiere per la neurochirurgia nel trattamento dei tumori cerebrali, nell'approccio alle patologie neurologiche degenerative e, in ambito neuro-riabilitativo, per valorizzare le potenzialità della plasticità cerebrale.  La prima autrice del lavoro è Laura Vavassori, dottoranda del Centro mente cervello (Cimec) dell'ateneo trentino con una borsa finanziata da Apss con il progetto 'NeuSurPlan' della Provincia autonoma di Trento cofinanziato dall'azienda sanitaria. La ricerca - si legge in una nota - segue un approccio interdisciplinare e coniuga neuroscienze cliniche, intelligenza artificiale e neuroanatomia con la guida di Silvio Sarubbo, docente del Centro interdipartimentale di scienze mediche (Cismed), del Cimec e del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata (Cibio) di UniTrento e direttore dell'Unità operativa complessa di Neurochirurgia dell'ospedale Santa Chiara; Paolo Avesani, responsabile del Laboratorio di neuroinformatica (Nilab) del Center for Augmented Intelligence di Fbk; Laurent Petit, ricercatore dell'università di Bordeaux. Con la fondamentale collaborazione fra le Unità operative di Neurochirurgia e di Anatomia patologica, guidata da Mattia Barbareschi, docente del Cismed e del Dipartimento Cibio, in particolare per quanto riguarda il supporto con spazi dedicati e preparati anatomici. Per spiegare l'innovazione che fa di Trento un "punto di riferimento a livello mondiale", Sarubbo ricorre a una metafora: "Il cervello umano è come un mondo e BraDiPho come una mappa 3D che consente di individuare le autostrade delle funzioni cerebrali, di orientarsi con precisione nel preparare interventi neurochirurgici o nello studio e nell'insegnamento dell'anatomia neuronale. Una guida nella ricerca sulla sostanza bianca, settore in cui Italia ed Europa sono leader, che apre nuove prospettive terapeutiche sia nel campo neuro-oncologico sia nella neuromodulazione, riconosciuta come una delle nuove frontiere per il trattamento di varie patologie neurologiche e psichiatriche".  "La conoscenza delle strutture di connessione del cervello è molto importante in ambiente clinico e la comunità scientifica ci sta lavorando molto - sottolinea Sarubbo - soprattutto sta cercando di farlo nel modo meno invasivo possibile. Lo strumento che si è utilizzato nel corso degli ultimi vent'anni è la risonanza magnetica attraverso la trattografia, che per ricostruire le fibre calcola il coefficiente di diffusione nell'acqua all'interno della sostanza bianca e restituisce un'immagine derivata. Un metodo con dei limiti e che produce molti falsi positivi. C'è dunque bisogno di tornare all'anatomia di base per validare i risultati e finora l'unico modo per farlo era la microdissezione, che significa dissecare ex-vivo in laboratorio dei preparati anatomici". Finora 12 preparati anatomici sono dunque stati tradotti in fotogrammetria e sono disponibili online gratuitamente per tutta la comunità scientifica. Ma sapere esattamente come è fatto il cervello umano significa anche poter agire su altri fronti. "Il rilievo non è solo meramente accademico - precisa Sarubbo - Significa pure poter orientare la decisione chirurgica; dal punto di vista clinico, ad esempio nel caso di alcune malattie neurologiche, sapere quale parte degenera prima e quindi poter capire su quale parte poter lavorare per rigenerare, stimolare, neuromodulare. Quella della neuromodulazione è la nuova frontiera del trattamento di diverse patologie neurologiche, quali possono essere i disordini del movimento come la malattia di Parkinson, su cui si interviene ad esempio con la stimolazione di strutture cerebrali profonde (di cui molti aspetti di connessione con il resto del cervello umano devono ancora essere approfonditi per migliorare sempre di più i risultati terapeutici). L'importante è sapere cosa si deve modulare, potersi muovere in maniera precisa. E in questo ci viene in aiuto BraDiPho".  
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Manovra, Federmanager: "Non è favore ai ricchi ma un segnale di equità per ceto produttivo che sostiene il Paese"

(Adnkronos) - In merito alle dichiarazioni secondo cui la Manovra fiscale introdurrebbe presunti 'favori ai più ricchi', Federmanager invita a riportare il dibattito su basi oggettive. Ridurre le imposte su chi lavora e contribuisce in modo significativo non significa penalizzare altri, ma riconoscere il ruolo di chi sostiene la crescita, la spesa pubblica e il welfare del Paese. "La questione - dichiara Valter Quercioli, presidente di Federmanager - non va letta in termini di contrapposizione sociale tra chi ha di più e chi ha di meno ma come la necessità di riequilibrare un sistema che oggi grava in modo eccessivamente squilibrato su chi contribuisce di più. Il principio di progressività resta e deve restare fondamentale: il punto è renderlo equo e sostenibile, così da rafforzare la solidarietà e non indebolirla". La misura più discussa - la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota Irpef per i redditi tra 28mila e 50mila euro fino a 200mila euro complessivi – è un intervento mirato che si inserisce in una logica di riequilibrio. In Italia, infatti, l’aliquota massima del 43% scatta già a partire dai 50mila euro lordi, molto prima rispetto ad altri Paesi europei. Oggi solo il 27,41% dei cittadini, circa 11,6 milioni di contribuenti, versa quasi l’80% di tutta l’Irpef, mentre il 43,15% non dichiara alcun reddito (fonte: Osservatorio Itinerari previdenziali - Cida). La fascia sopra i 55mila euro - che comprende professionisti qualificati, quadri e dirigenti - rappresenta appena il 5,8% dei dichiaranti, ma contribuisce per oltre il 42% del gettito Irpef. "Sono dati - continua Quercioli - che parlano da soli . Non parliamo di una categoria privilegiata, ma di lavoratrici e lavoratori altamente qualificati che, insieme agli altri contribuenti onesti, garantiscono la tenuta del sistema Paese. Sostenere il ceto produttivo non significa accentuare le disuguaglianze, ma preservare le condizioni che consentono allo Stato di redistribuire risorse, investire in sanità, scuola e previdenza". Federmanager sottolinea che le disuguaglianze restano una delle ferite più gravi e profonde del Paese, e che vanno affrontate con coraggio, responsabilità e politiche di lungo periodo. Dietro ogni statistica ci sono persone e famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, e il disagio di chi vive con redditi bassi merita rispetto, ascolto e risposte concrete.  "Non possiamo illuderci - osserva Quercioli - di combattere le disuguaglianze solo con la leva fiscale. La vera risposta è rilanciare il lavoro di qualità e l’industria, che è il comparto con i salari medi più elevati e la maggiore capacità di creare valore, innovazione e benessere diffuso. Ogni politica che ambisce a ridurre le distanze sociali deve partire dal lavoro stabile, dalla formazione continua e dal riconoscimento del merito in tutti i ruoli, perché solo una società che valorizza tutte le sue competenze può essere davvero giusta. Solo una politica industriale che rimetta al centro la produttività e le competenze potrà dare risposte durature al tema salariale". Federmanager ribadisce che una politica fiscale equa deve essere alleata del lavoro, non ostacolarlo, e che la lotta all’evasione e all’economia sommersa è una priorità imprescindibile per la giustizia sociale. "Il Paese - sottolinea - ha bisogno di fiducia, responsabilità e coesione. La sfida non è tra chi ha di più e chi ha di meno, ma tra chi vuole costruire un’Italia più equa e giusta e chi preferisce avvantaggiarsi delle pieghe del sistema Paese. Serve una fiscalità che premi chi produce valore, crea occupazione e contribuisce al bene comune, perché solo insieme potremo garantire dignità e futuro al lavoro di tutti". 
---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Insonnia cronica, l'indagine: "Forte impatto sulle donne, per 3 su 4 mai diagnosi"

(Adnkronos) - Solo 2 donne su 5 di età media di 50 anni, nonostante le difficoltà a dormire 5 notti a settimana per oltre 6 anni, riconoscono di soffrire di insonnia cronica, con un impatto importante sulla qualità di vita. Nelle donne affette da patologie neurologiche, psichiatriche o reumatologiche, l'insonnia peggiora la sintomatologia e compromette la qualità di vita. E' quanto emerge da una ricerca Elma Research per Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna), condotta su 122 donne con diagnosi di malattie neurologiche, psichiatriche o reumatologiche, che delinea un quadro di grande vulnerabilità. La survey evidenzia che 3 donne su 4 non hanno mai ricevuto una diagnosi formale di insonnia cronica, anche se nel 57% dei casi il disturbo aggrava le preoccupazioni legate alla patologia principale e nel 52% peggiora i sintomi. Il 35% delle intervistate riferisce inoltre difficoltà di aderenza alle terapie, mentre in media trascorrono 2 anni prima che la paziente decida di parlarne con uno specialista. Una recente indagine condotta da Idorsia su un campione di 200 donne italiane tra i 40 e i 60 anni evidenzia quanto l'insonnia sia un fenomeno diffuso ma ancora poco riconosciuto. Le partecipanti riferiscono difficoltà di sonno in media per 5 notti a settimana, che si protraggono da oltre 6 anni: un pattern che, secondo i criteri del Dsm-V, rientra nel disturbo di insonnia cronica. Nonostante ciò, solo 2 donne su 5 sono consapevoli di soffrirne realmente, segno di una percezione ancora limitata del problema. L'impatto del disturbo è rilevante su molteplici aspetti della vita: il 72% riporta conseguenze sulla salute mentale e sull'umore, il 66% sulla capacità di concentrazione e di rendimento lavorativo, il 58% sul benessere fisico generale, e 1 donna su 3 (33%) segnala effetti negativi sulle relazioni familiari e sociali. "L'insonnia cronica è una condizione clinica vera e propria, non un disagio passeggero o un effetto collaterale dello stress - afferma Amedeo Soldi, direttore medico di Idorsia Italia - E' importante imparare a distinguere un disturbo temporaneo da una condizione cronica, perché solo attraverso una diagnosi corretta si può intervenire in modo efficace. Dobbiamo aiutare le donne a capire che convivere con la stanchezza non è normale, che è una patologia che impatta sulle 24 ore e, conseguentemente, su tutte le sfere della loro vita. Restituire dignità al sonno significa restituire salute e qualità della vita". L'insonnia cronica è dunque molto più di un disturbo passeggero. E' una patologia che altera i meccanismi regolatori del sonno, incide sull'equilibrio neurochimico e compromette il funzionamento cognitivo, emotivo e metabolico. La difficoltà maggiore è riconoscere quando l'insonnia, da condizione transitoria, diventa una malattia a sé stante. In questa transizione, spesso impercettibile, si nasconde la cronicità: il disturbo si stabilizza, resiste ai tentativi di compensazione e inizia a influenzare in modo profondo la vita quotidiana. "La diagnosi di insonnia cronica - spiega Matteo Balestrieri, professore di Psichiatria e co-presidente Sinpf, Società di neuropsicofarmacologia - richiede che le difficoltà di addormentamento, i risvegli notturni o il risveglio precoce si presentino per almeno 3 notti alla settimana e per più di 3 mesi consecutivi, con un impatto significativo sulla vita diurna. E' una condizione molto più comune di quanto si pensi: fino al 10% della popolazione adulta soddisfa i criteri diagnostici. L'insonnia cronica non va vista come un semplice sintomo, ma come una patologia autonoma, con implicazioni che si estendono alla sfera cardiaca, metabolica e mentale. Riconoscerla e trattarla precocemente è fondamentale per prevenire conseguenze più gravi". Nel percorso di riconoscimento e trattamento dell'insonnia, il medico di medicina generale ha un ruolo centrale. E' lui il primo punto di contatto con la paziente, la figura che può cogliere i segnali precoci e orientare verso un approccio terapeutico adeguato. "Il medico di medicina generale - evidenzia Claudio Mencacci, co-presidente Sinpf - è la sentinella più vicina al paziente. Spesso è il primo a cui le donne si rivolgono per sintomi vaghi come stanchezza, irritabilità o difficoltà di concentrazione, che in realtà possono nascondere un'insonnia cronica. E' fondamentale che il medico sappia riconoscere i segni del disturbo e distingua le forme transitorie da quelle croniche. Oggi abbiamo strumenti terapeutici efficaci e approcci integrati che consentono di agire in modo mirato, migliorando la qualità della vita delle pazienti. Ma serve anche una comunicazione chiara e continua: solo un dialogo aperto e costante tra medico e paziente permette di costruire fiducia e garantire una gestione efficace". Dietro la maggiore incidenza femminile si intrecciano fattori biologici, psicologici e sociali. Le oscillazioni ormonali nelle diverse fasi della vita - pubertà, gravidanza, post-partum e soprattutto menopausa - alterano i ritmi circadiani e modificano la struttura del sonno. Ma a questo si somma una pressione costante: le donne continuano a sostenere il peso di una duplice responsabilità, professionale e familiare, con una tendenza a mettere le esigenze degli altri prima delle proprie.  "L'insonnia cronica è molto più diffusa tra le donne - osserva Emi Bondi, direttrice del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze di Bergamo - perché sia sul piano biologico che sul piano sociale presentano un maggior numero di fattori di rischio per sviluppare questa patologia. Sul piano biologico conosciamo l'importanza delle fluttuazioni degli ormoni femminili e la maggior incidenza di ansia e depressione, sul piano sociale lo stress legato all'ansia da prestazione, la gestione di ruoli multipli e la difficoltà a staccare la mente; tutti fattori che contribuiscono a creare uno stato di allerta costante. Nella menopausa, poi, la vulnerabilità aumenta, ma molte donne non riconoscono l'insonnia come un problema di salute: la vivono come un aspetto inevitabile della propria età, invece di parlarne con il proprio medico. E invece dormire bene è un bisogno fisiologico primario, tanto quanto mangiare o respirare: un sonno di qualità migliora la memoria, la concentrazione e la regolazione emotiva". "I risultati della nostra ricerca - commenta Sara Carloni per conto di Onda - mettono in luce come l'insonnia cronica rappresenti un peso aggiuntivo per chi vive già con una malattia cronica. Dormire male amplifica i sintomi, indebolisce le capacità di reazione e accentua il senso di isolamento. E' necessario riconoscere l'insonnia cronica come patologia indipendente, con la sua diagnosi e la sua terapia, perché solo così si può migliorare la gestione complessiva delle altre malattie e restituire alle donne una qualità di vita accettabile". A complicare ulteriormente la situazione, c'è un pregiudizio radicato che porta spesso a considerare l'insonnia cronica come un effetto collaterale secondario di altri disturbi, piuttosto che come un problema autonomo. Ma questa visione riduttiva rischia di alimentare una spirale di sofferenza sommersa e di sottovalutazione clinica. "Spesso - rimarca Guido Di Sciascio, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Bari - l'insonnia viene considerata solo un sintomo collaterale di altre patologie, ma in realtà è una condizione autonoma e complessa, che può peggiorare il quadro generale della persona. Quando il sonno manca o è frammentato, tutto l'organismo ne risente: aumenta il rischio di depressione, ansia, deficit di attenzione e irritabilità, ma anche di peggioramento dei sintomi nelle malattie croniche, come quelle neurologiche, psichiatriche e reumatologiche. Nei disturbi dell'umore, per esempio, il sonno diventa un indicatore precoce di ricaduta: riconoscerlo e intervenire tempestivamente può cambiare il decorso clinico. L'insonnia cronica, inoltre, genera un impatto sociale enorme: riduce la produttività, altera le relazioni e logora la qualità della vita. Per questo è essenziale trattarla in modo indipendente, con un approccio integrato che unisca terapia farmacologica e supporto psicologico. Dormire bene non è un lusso, ma la base su cui poggia la salute mentale. Curare il sonno significa curare la persona nella sua interezza". Un altro dato emerso dalla ricerca Idorsia riguarda la gestione terapeutica: il 37% delle donne in menopausa assume sedativi o psicofarmaci per oltre 50 mesi, a testimonianza di quanto la cronicità del disturbo venga spesso affrontata con strategie non risolutive. Ma oggi, l'arrivo di nuove terapie rappresenta un passo avanti importante. "Oggi l'approccio al trattamento dell'insonnia cronica si fonda su una combinazione di strategie comportamentali e farmacologiche - illustra Balestrieri - Le linee guida internazionali raccomandano la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (Cbt-I) come prima scelta: un intervento strutturato che aiuta a modificare abitudini scorrette e convinzioni disfunzionali legate al sonno. Tuttavia, quando questo non è sufficiente o non è accessibile, la farmacologia offre oggi soluzioni di nuova generazione, più rispettose dei meccanismi fisiologici del sonno, che agiscono regolando i neuropeptidi della veglia invece di 'forzare' il sonno attraverso la sedazione. In questo modo il riposo recupera la sua architettura naturale e la persona ritrova un equilibrio più stabile anche nelle ore diurne. Questi farmaci, insieme a un percorso di consapevolezza e di igiene del sonno, permettono un trattamento efficace e sostenibile nel lungo periodo. L'obiettivo - conclude lo specialista - non è solo far dormire, ma restituire un sonno fisiologico, rigenerante, che migliori la qualità della veglia, l'energia, la lucidità e la capacità di affrontare la giornata. Curare l'insonnia cronica significa, in definitiva, restituire alle persone una parte essenziale della loro salute mentale e fisica". 
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Senatore Rosso a convegno Cni: "Il ruolo degli ingegneri è centrale per la rigenerazione urbana"

(Adnkronos) - "Il titolo che avete scelto per questa giornata, 'Traiettorie sul territorio', rappresenta in modo efficace il senso del percorso che stiamo compiendo". Così il senatore Roberto Rosso intervenuto oggi nell’ambito del convegno di Modena 'Traiettorie urbane e territoriali-rigenerazione urbana', organizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri su iniziativa di Irene Sassetti (consigliera tesoriere del Consiglio nazionale degli ingegneri con delega all’urbanistica) e coorganizzato dall'Ordine degli ingegneri di Modena. Al centro della giornata il dibattito sul ddl rigenerazione urbana di cui Rosso è relatore. "Occorre costruire traiettorie comuni - ha proseguito Rosso - per la rigenerazione urbana, tracciate insieme da istituzioni, professionisti e comunità locali. In questo cammino il ruolo degli ingegneri è centrale. La loro capacità di leggere la complessità dei territori e di trasformare le idee in soluzioni concrete è ciò che consente di passare dai principi ai fatti. La rigenerazione urbana nasce dall'incontro tra visione e competenza tecnica e il contributo degli ingegneri è essenziale per tradurre gli obiettivi in risultati tangibili".  "Il nuovo disegno di legge quadro sulla rigenerazione urbana - ha spiegato - rappresenta un passaggio decisivo nella definizione delle politiche nazionali per la trasformazione delle città italiane. E' un testo che nasce dall'unificazione di otto disegni di legge, di maggioranza e di opposizione, e che segna il superamento degli interventi frammentati a favore di una riforma organica della pianificazione urbana. Una riforma che guarda alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza sismica, alla qualità dell'abitare e alla riduzione del consumo del suolo, obiettivo che per noi è irrinunciabile in una politica moderna e responsabile. Fermare il consumo di suolo non significa bloccare lo sviluppo, ma orientarlo in modo intelligente, privilegiando la riqualificazione dell'esistente, il riuso delle aree dismesse e la rigenerazione dei quartieri in difficoltà. Insomma, rigenerare vuol dire restituire vita a ciò che abbiamo già costruito, rendendo tutto più sicuro, efficiente e sostenibile". “E la sfida di una crescita - ha puntualizzato il senatore Rosso - che non consuma territorio, ma invece lo valorizza, migliorando al tempo stesso la sicurezza e la vivibilità delle nostre città, comprese le zone più periferiche, che, come sappiamo, spesso sono esposte al degrado e ai problemi di ordine pubblico. Rigenerare quindi significa anche ricucire il tessuto urbano e sociale, rendendo le comunità più coese e i quartieri più sicuri".  "Un altro pilastro del provvedimento - ha aggiunto - è la semplificazione. Abbiamo lavorato per costruire un impianto normativo solido e concreto, ma anche chiaro e di immediata applicazione. Una legge è efficace solo se chi la utilizza può comprendere e applicarla senza incertezze. Semplificare significa ridurre le sovrapposizioni, eliminare le interpretazioni contrastanti e unificare procedure oggi frammentate tra i diversi livelli amministrativi. “L'obiettivo - ha chiarito - è offrire ai comuni, professionisti e imprese un quadro normativo certo, trasparente e in grado di accelerare gli interventi e liberare le energie. La rigenerazione deve diventare una prassi ordinaria, non un'eccezione, un processo lineare, accessibile e veloce per tutti i territori. Il lavoro che stiamo facendo nel Senato si è fondato sull'ascolto e sul confronto costante con le categorie professionali". "Tra queste - ha ricordato - il contributo degli ingegneri è stato decisivo per rendere il testo più aderente alle esigenze reali del Paese e più vicino al linguaggio operativo di chi ogni giorno trasforma le norme in progetti e opere concrete. Tra i punti cardini della riforma figurano premialità per la demoricostruzione, incentivi fiscali, delocalizzazioni per edifici situati in area a rischio idrogeologico e l'istituzione di un fondo nazionale da 3,4 miliardi di euro in dieci anni per sostenere gli interventi di rigenerazione urbana. Un'altra innovazione importante riguarda la governance multilivello, perché rigenerare una grande città o un piccolo borgo non può significare la stessa cosa". "Una visione - ha affermato - che non riguarda soltanto l'edilizia o l'urbanistica ma la dimensione sociale delle città. Un modello che accorcia le distanze umane, restituisce tempo alle famiglie, offre sicurezza agli anziani e opportunità ai giovani. Una città che non divide ma unisce, dove la prossimità diventa valore e la rigenerazione si traduce in coesione, bellezza e benessere diffuso". "Sono convinto - ha ribadito - che questa legge possa aprire una stagione nuova fondata su collaborazione, responsabilità e concretezza e che incontri come quelli di oggi, che mettono a confronto istituzioni, tecnici e amministratori, testimonino la volontà comune di costruire insieme una visione condivisa del futuro urbano".  
---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Made in Italy, Borgonzoni: "Congratulazioni ad Alberta Ferretti"

(Adnkronos) - "Un riconoscimento che celebra non solo una straordinaria stilista, ma una donna che con il suo talento, la sua eleganza e la sua visione ha reso grande nel mondo il Made in Italy, incarnando perfettamente l’anima della nostra cultura del saper fare: creatività, passione, competenza e coraggio imprenditoriale. Desidero rivolgere le mie più sincere congratulazioni – anche con l’affetto dell’amicizia che ci lega – ad Alberta Ferretti per questo meritato traguardo, che conferma ancora una volta il valore di un percorso unico e profondamente ispirante per tante generazioni di donne e di creativi". Così il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni in occasione del conferimento della laurea magistrale honoris causa in 'Comunicazione Digitale e Marketing' ad Alberta Ferretti, Cavaliere del Lavoro e imprenditrice della moda italiana, avvenuto durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’Universitas Mercatorum, che si è svolta questa mattina all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Manovra, Cida: "Finalmente una tutela per chi paga Irpef ma restano ombre su rottamazioni"

(Adnkronos) - "Fino a qualche settimana fa i dati sull’Irpef che abbiamo presentato hanno fatto scalpore. Oggi, invece, a far notizia è una manovra che sembra andare in favore proprio di chi l’Irpef la paga". Lo afferma Stefano Cuzzilla, presidente di Cida. Il riferimento è ai dati, elaborati da Cida e Itinerari previdenziali, che hanno evidenziato come il 27% dei contribuenti versi quasi l’80% dell’Irpef, mentre il 43% della popolazione non versi un solo euro di imposta diretta. Numeri che avevano acceso il dibattito sul peso sproporzionato che grava su una platea ristretta di cittadini e lavoratori, quelli che reggono il sistema”. In questo scenario, la scelta della manovra 2026 di alleggerire leggermente l'Irpef per questa stessa fascia di contribuenti rappresenta un segnale importante: chi contribuisce di più viene finalmente riconosciuto e non penalizzato. Cuzzilla precisa: "E' curioso che la critica più forte, come ricordato anche dall’Istat, sia che il taglio dell’Irpef favorisca chi paga l’Irpef. Una polemica che si commenta da sola. Ma qui non stiamo parlando di privilegi: si tratta semplicemente di ristabilire un principio di equità". Per capirlo basta un confronto semplice:un dirigente con 105mila euro di reddito paga in Irpef e addizionali 13,5 volte più di un lavoratore che guadagna 30mila euro, pur avendo un reddito solo 3,5 volte più alto. E' evidente chi sostiene davvero il sistema. Restano tuttavia ombre sulle rottamazioni e sulle nuove ipotesi di sanatoria fiscale: "Cida - ricorda - ha già espresso la propria contrarietà alle rottamazioni. La Corte dei Conti, nelle audizioni parlamentari, ha sollevato obiezioni puntuali: abbattere sanzioni e allungare i tempi di pagamento significa far perdere allo Stato gettito certo e favorire chi non ha rispettato le regole. In fondo, è un premio a chi ha eluso, un ulteriore peso su chi ha sempre pagato". Chiude Cuzzilla: "La manovra mostra un primo segnale di giustizia per il ceto medio e i contribuenti fedeli, ma se continueremo con il meccanismo delle rottamazioni, rischiamo di svuotare quel patto fiscale che dovrebbe unire e responsabilizzare. La vera equità si costruisce premiando chi fa la sua parte, non garantendo scappatoie a chi si sottrae". 
---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Moda, Ferretti: "Linguaggio universale e specchio della società, ai giovani dico di non arrendersi"

(Adnkronos) - "Oggi la moda parla un linguaggio diverso da quello che ho affrontato io e, comunque, racconta la società e la nostra cultura imprenditoriale. La moda italiana racconta la cultura, l’arte e la sartorialità del nostro Paese, pur in un contesto in continua evoluzione, è capace di coniugare tradizione e innovazione". Queste le parole di Alberta Ferretti, cavaliere del lavoro e imprenditrice della moda italiana, premiata con la laurea honoris causa in Comunicazione digitale e marketing durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’Universitas Mercatorum, l’università delle camere di commercio italiane del Gruppo Multiversity, che si è tenuta a Roma presso l'Auditorium Parco della musica. Rivolgendosi ai giovani, ha invitato a non perdere fiducia di fronte alle difficoltà, ricordando l’importanza della passione e della determinazione nel perseguire i propri sogni: "Il messaggio che voglio dare ai ragazzi è di tenere duro: si può riuscire. Anche dai fallimenti si impara, l’importante è non smettere di crederci e continuare a creare con passione". 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)