Food, la Guida Michelin per il Sud degli Stati Uniti premia la cucina d’eccellenza della Louisiana
(Adnkronos) - La Louisiana, cuore pulsante della cultura culinaria del Sud degli Stati Uniti, ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale durante la Cerimonia della Guida Michelin per il Sud degli Stati Uniti, svoltasi a Greenville, South Carolina. L’evento ha segnato un momento storico: la pubblicazione della prima Guida Michelin regionale del Nord America, dedicata alle eccellenze gastronomiche del Sud. Conosciuta per i suoi sapori intensi e autentici - dal gumbo ai piatti cajun e creoli, fino ai frutti di mare del Golfo - la Louisiana si afferma così come una delle mete più affascinanti per chi ama viaggiare alla scoperta della gastronomia locale. “Il cibo è parte integrante della nostra identità. Dalle tradizioni creole e cajun ai prodotti freschi delle nostre coste, la cucina della Louisiana è una delle più amate al mondo. Il riconoscimento della Guida Michelin conferma ciò che i nostri visitatori affermano da tempo: qui ogni piatto racconta una storia e regala un’esperienza indimenticabile”, ha dichiarato il vice governatore Billy Nungesser. Ed ecco le Stelle Michelin assegnate alla Louisiana: Emeril’s, New Orleans - due stelle ;Saint-Germain, New Orleans - una stella; Zasu, New Orleans - una stella. Il giovane chef E.J. Lagasse di Emeril’s ha inoltre ricevuto il prestigioso Michelin Young Chef/Culinary Professional Award, a conferma del talento emergente e dell’innovazione che animano la nuova generazione di cuochi del Sud. La Guida Michelin ha assegnato il riconoscimento Bib Gourmand a 11 ristoranti di New Orleans, premiando la loro capacità di offrire piatti di grande qualità a prezzi accessibili. Tra questi: Cochon, Dooky Chase, Saba e Turkey and the Wolf, veri e propri punti di riferimento per chi vuole scoprire la cucina locale in modo genuino. La selezione comprende indirizzi storici e nuove proposte creative, tra cui August, Herbsaint, Galatoire’s, Pêche e Saffron Nola, oltre a Elsie’s Plate & Pie a Baton Rouge e St. Francisville Inn & Restaurant a St. Francisville. “La Louisiana è da sempre celebrata da guide e critici gastronomici di tutto il mondo. L’ingresso nella Guida Michelin rafforza la nostra immagine come destinazione d’eccellenza per i viaggiatori internazionali, un luogo dove cultura, musica e sapori si fondono in un’esperienza unica”, ha dichiarato Doug Bourgeois, vicesegretario al Turismo. La partecipazione della Louisiana alla Guida Michelin è parte di un’iniziativa triennale promossa da Travel South Usa, la più grande organizzazione di promozione turistica regionale degli Stati Uniti, volta a valorizzare il patrimonio gastronomico e culturale del Sud. Al progetto collaborano l’Ufficio del Turismo della Louisiana, New Orleans & Company, Visit Baton Rouge, Lafayette Convention and Visitors Commission, Visit Lake Charles, Visit the Northshore e Visit Shreveport-Bossier.
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FBK e Krateo siglano la partnership per il cloud sostenibile e l'AI open-source
(Adnkronos) - La Fondazione Bruno Kessler (FBK), uno dei principali istituti di ricerca in Italia, e Krateo, startup innovativa di Verona sviluppatrice della piattaforma open-source Krateo PlatformOps, annunciano una partnership strategica triennale. La collaborazione è focalizzata sullo sviluppo di soluzioni tecnologiche d’avanguardia nei settori del cloud e dell’Intelligenza Artificiale (AI), con l'intento di contribuire attivamente alla trasformazione digitale sostenibile del Paese. La sinergia tra il Centro Digital Industry di FBK e la tecnologia open-source di Krateo PlatformOps si concentrerà sull'ottimizzazione dell'intero ciclo di vita dei modelli di machine learning, in un ambito noto come Machine Learning Operations (MLOps). L'obiettivo è migliorarne l'efficienza, la sicurezza e la governance in ambienti cloud distribuiti. L'accordo prevede lo sviluppo congiunto di soluzioni cruciali per l'allineamento agli obiettivi europei di sostenibilità ambientale e sovranità digitale:
Financial Operations (FinOps): sviluppo di soluzioni per il controllo intelligente dei costi cloud.
Green Operations: eEfficientamento energetico delle infrastrutture IT, in un'ottica di tecnologie cloud sostenibili. La partnership esplorerà inoltre metodologie innovative per il monitoraggio e l’operatività di sistemi IT su larga scala, indirizzando le sfide poste dalla gestione di ambienti multi-cloud complessi. Questa sinergia mira a rafforzare l’ecosistema tecnologico italiano, promuovendo il trasferimento e la commercializzazione dell’innovazione, e sostenendo lo sviluppo di talenti nelle tecnologie emergenti. I leader delle due organizzazioni hanno espresso una visione convergente sulla necessità di un'innovazione concreta e accessibile.
Giulio Covassi, CEO di Krateo, ha sottolineato l'impegno per l'autonomia tecnologica: “La nostra visione è chiara: sviluppare soluzioni 100% open-source che garantiscano sovranità tecnologica e sostenibilità ambientale." Ha aggiunto: "Attraverso questa collaborazione triennale, puntiamo a dimostrare che l’ecosistema italiano può competere a livello globale, creando valore per le aziende e riducendo l’impatto ambientale delle infrastrutture cloud. Il ‘Made in Italy’ tecnologico passa anche attraverso partnership strategiche come questa, che trasformano la ricerca d’eccellenza in innovazione concreta, accessibile a tutta la comunità tecnologica internazionale.”
Alessandro Cimatti, Direttore del Centro Digital Industry di FBK, ha evidenziato la natura sfidante del progetto: “Questa collaborazione ci mette davanti a una sfida importante: fornire soluzioni tecnologiche avanzate per supportare servizi di calcolo sicuri, affidabili, green e altamente flessibili." Ha concluso: "Siamo sicuri che questa collaborazione sarà un ottimo banco di prova per le nostre soluzioni di monitoraggio e pianificazione, e al tempo stesso suggerirà nuove direzioni di ricerca.” La collaborazione si configura come un modello per trasformare la ricerca accademica in soluzioni industriali pronte per il mercato, rafforzando la posizione italiana nel panorama globale della Digital Transformation.
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La mostra IIDEA al MIMIT esplora il potenziale del settore
(Adnkronos) - Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ospita fino al 14 novembre, presso la sua sede storica di Palazzo Piacentini, la mostra "Videogiochi. Oltre l’intrattenimento". L'esposizione, inaugurata questo pomeriggio alla presenza del Ministro Adolfo Urso, è promossa da IIDEA, l'associazione di categoria dell’industria dei videogiochi in Italia. La mostra si configura come un percorso che illustra l’industria dei videogiochi, uno dei settori economici in più rapida crescita tra le industrie culturali e creative. Tra il 2019 e il 2024, il settore ha registrato una crescita del 24%, raggiungendo un valore complessivo di 26,8 miliardi di euro e impiegando oltre 116.000 professionisti qualificati in Europa. L'Italia si posiziona tra i primi cinque mercati europei per il consumo di videogiochi , confermando un enorme potenziale di crescita come Paese produttore. La platea di riferimento è ampia e trasversale: quasi la metà della popolazione europea tra i 6 e i 64 anni gioca ai videogiochi, con una distribuzione di genere equilibrata (45% donne) e un'età media di 31 anni.
La mostra di IIDEA esplora il settore attraverso quattro assi tematici fondamentali, superando la tradizionale percezione del videogioco come mero intrattenimento:
Cultura e creatività: il videogioco è presentato come la nuova frontiera del Made in Italy, un'espressione unica che combina tecnologia e creatività, capace di veicolare l'eccellenza italiana su un mercato di destinazione globale.
Educazione: il videogioco è riconosciuto come uno spazio educativo efficace per l’apprendimento e la costruzione di competenze, utile a sviluppare talento e trasformare l'esperienza ludica in opportunità professionali.
Responsabilità: l'industria dimostra un forte impegno nel garantire un ambiente di gioco responsabile e sicuro. A tale scopo, vengono messe in luce l'importanza del sistema di classificazione e del codice di condotta PEGI, dei controlli parentali e delle iniziative di sensibilizzazione rivolte alle famiglie.
Innovazione: I videogiochi agiscono come un vero e proprio laboratorio di sperimentazione tecnologica, in grado di trasformare prodotti, servizi e processi in ambiti diversi da quello ludico, spaziando dai settori tradizionali a quelli emergenti. La mostra sarà aperta al pubblico dal 6 al 14 novembre. L'accesso sarà libero, con orario 9:00–18:00 durante il fine settimana (sabato e domenica) e 17:00–20:00 nei giorni feriali (dal lunedì al venerdì).
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The Legend of Zelda: L'era dell'esilio, l'esclusiva Switch 2 che serviva
(Adnkronos) - Quando una saga come Zelda decide di abbracciare l’azione più caotica e muscolare del genere musou, l’aspettativa naturale è quella di un gigantesco parco giochi, una valanga di nemici da fare a pezzi senza troppi pensieri. È lo spirito che nel 2014 aveva reso Hyrule Warriors un guilty pleasure irresistibile: meno filosofia, più botte. Nel 2020 L'era della calamità aveva fatto un passo avanti, cucendo attorno al combattimento una narrazione più centrale, capace di dialogare con Breath of the Wild. The Legend of Zelda: L’era dell’esilio cambia di nuovo le carte in tavola. Non si accontenta di essere uno spin-off: vuole essere un'elaborazione della storia principale, e lo è davvero. Nintendo ha dato piena legittimità alla sceneggiatura e al team di sviluppo, permettendo di raccontare una parte del passato di Hyrule che finora era rimasta solo nei libri e nelle ipotesi dei fan. Zelda, per errore o destino, finisce proiettata nell’epoca delle Guerre dell’Esilio, quando il regno di Hyrule muoveva i primi passi e l’ombra di Ganondorf stava per prendere forma. Il risultato è un equilibrio sorprendente: musou all’ennesima potenza, ma con un cuore narrativo da capitolo principale, per giunta doppiato interamente in italiano. La prima cosa che colpisce, però, è la fluidità. In modalità campagna il gioco gira a 60fps in maniera stabile, mentre il co-op locale punta ai 30fps senza scossoni. Il gioco è un mare di Moblin, Costrutti e Goron che si muove con una naturalezza incredibile. Sappiamo che Switch 2 è capace di grafica più definita, e la bassa risoluzione di alcune scene di intermezzo delude per essere su una console capace di un output 4K, ma il gioco in sé gode della massima fluidità possibile. Se L'era della calamità aveva portato il genere musou a un livello di rifinitura inedito, L’era dell’esilio va oltre. La chiave è nei colpi sincronizzati che si attivano quando un indicatore si riempie. Basta puntare un alleato e scatenare un attacco combinato: non è solo un’esplosione visiva, è un elemento strategico che cambia il ritmo della battaglia. E poi ci sono i dispositivi Zonau. Funzionano come estensioni delle combo: si possono posizionare trappole sul terreno, agganciare gadget a fine combo, incendiare un campo e colpire i nemici mentre esplodono in slow motion. È un richiamo naturale a Tears of the Kingdom: costruire, sperimentare, improvvisare. Il fascino di L’era dell’esilio sta nel suo valore per i fan. Non si tratta solo di spazzare via eserciti, ma di vedere per la prima volta luoghi iconici del passato: Hyrule che nasce, personaggi noti che appaiono in versioni inedite, citazioni e colpi di scena che fanno brillare gli occhi. E qui la scrittura fa la differenza: niente finali controversi o deviazioni narrative come in L'era della calamità. La storia scorre, sorprende e soprattutto rispetta la timeline. Gli unici compromessi sono i classici del genere musou: i livelli sono funzionali, corridoi e ampie arene dove combattere senza sosta. Ma quando il ritmo è così esaltante, la ripetitività passa in secondo piano. The Legend of Zelda: L’era dell’esilio è il punto più alto mai raggiunto dal filone musou dedicato a Zelda. Un gioco che non si limita a vestire la saga, ma la arricchisce con un prequel ufficiale capace di emozionare, sorprendere e soprattutto divertire. Un titolo che unisce ciò che sembrava inconciliabile: azione sfrenata e lore di peso. Non è solo “il miglior musou di Koei Tecmo”, è uno Zelda che merita di essere ricordato.
Formato: Switch 2 Editore: Nintendo, Koei Tecmo Sviluppatore: Koei Tecmo Voto: 8
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Farmaci, da studi dati promettenti su nuova pillola anti-colesterolo
(Adnkronos) - Dati positivi per una nuova pillola anti-colesterolo, enlicitide decanoato, inibitore orale di Pcsk9 da assumere una volta al giorno. Il farmaco ha ridotto significativamente il colesterolo Ldl (C-Ldl) negli studi registrativi di fase 3 Corlareef Lipids, in pazienti adulti affetti o a rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd), e Coralreef HeFh, in pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Sono i risultati presentati da Msd, conosciuta come Merck&Co negli Stati Uniti e in Canada, durante le Scientific Sessions 2025 della American Heart Association (Aha), in corso a New Orleans. La molecola di nuova generazione, progettata per offrire un'efficacia sovrapponibile a quella degli anticorpi monoclonali - spiega Msd in una nota - ha "il potenziale per diventare il primo inibitore orale di Pcsk9 approvato e progettato per ridurre il C-Ldl, con un profilo di sicurezza paragonabile al placebo". Il farmaco "mira a colmare bisogni terapeutici ancora insoddisfatti nell'ambito dell'aterosclerosi", una delle principali cause alla base della silente epidemia cardiovascolare. "Enlicitide è stato ideato per offrire l'efficacia e la specificità degli anticorpi Pcsk9 in una forma semplice: una compressa facile da assumere - dichiara Dean Y. Li, presidente dei Laboratori di ricerca Msd - Se approvato, enlicitide arricchirà le opzioni terapeutiche a disposizione dei medici per ridurre il colesterolo Ldl. E' il risultato dell'impegno e dell'esperienza di Msd nella ricerca di soluzioni per migliorare gli esiti della Ascvd a beneficio di milioni di persone nel mondo, grazie alla nostra competenza nella chimica farmaceutica e attraverso la nostra piattaforma innovativa di peptidi macrociclici. Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte a livello globale e siamo entusiasti di poter offrire una nuova potenziale soluzione per contribuire a contrastare questa epidemia". Nel dettaglio - riporta Msd - lo studio Coralreef Lipids dimostra che enlicitide, in adulti affetti da o a rischio di Ascvd, già in trattamento con terapie ipolipemizzanti di base o con documentata intolleranza alle statine, ha fatto registrare una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del C-Ldl, del 55,8% e del 59,7% in una ri-analisi post-hoc rispetto a placebo alla settimana 24. La riduzione significativa si è mantenuta fino a 1 anno. Enlicitide ha inoltre mostrato riduzioni statisticamente significative negli endpoint secondari, tra cui colesterolo non-Hdl (non-Hdl-C), apolipoproteina B (ApoB) e la lipoproteina(a) [Lp(a)] alla settimana 24. Il profilo di sicurezza complessivo è risultato comparabile al placebo. Lo studio Coralreef HeFh dimostra che il trattamento con enlicitide ha determinato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del C-Ldl, del 59,4% rispetto al placebo alla settimana 24 in adulti con ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFh). L'entità dell'effetto e il profilo di sicurezza sono risultati comparabili a quelli osservati nello studio cardine di fase 3 Coralreef Lipids. Nel trial Coralreef HeFh, le riduzioni del C-Ldl sono state osservate già dalla settimana 4 e mantenute per 1 anno. Il trattamento con enlicitide ha portato a una riduzione sostenuta nel tempo e statisticamente significativa del C-Ldl, pari a 61,5% rispetto al placebo a 1 anno. "Enlicitide - spiega Gaetano De Ferrari, sperimentatore principale dello studio Coralreef Lipids e direttore Cardiologia università di Torino, ospedale Molinette - ha mostrato riduzioni statisticamente significative e clinicamente rilevanti del colesterolo Ldl con un profilo di sicurezza paragonabile al placebo, sia nello studio Coralreef Lipids che nello studio Coralreef HeFh, evidenziando il potenziale rivoluzionario del primo inibitore del Pcsk9 orale. Nonostante la disponibilità di terapie ipolipemizzanti come le statine e gli inibitori Pcsk9 iniettivi, la maggioranza dei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica non riesce a ridurre il livello di colesterolo Ldl alla soglia ideale per la propria condizione di rischio". "Enlicitide - rimarca Alberico Luigi Catapano, presidente Sisa (Società italiana per lo studio dell'aterosclerosi) - rappresenta un approccio innovativo all'inibizione di Pcsk9 nella terapia ipolipemizzante, essendo infatti il primo macropeptide orale progettato per offrire l'efficacia e la specificità degli anticorpi monoclonali anti-Pcsk9 in una semplice compressa e aprendo nuove prospettive per il trattamento personalizzato dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. Attraverso il blocco dell'interazione tra la proteina Pcsk9 e il recettore per le Ldl, e quindi aumentando l'espressione dello stesso recettore per le Ldl - illustra lo specialista - enlicitide aumenta la capacità del fegato di rimuovere le Ldl dal sangue, riducendo in maniera importante e clinicamente rilevante i livelli di Ldl colesterolo, rispondendo così a un bisogno clinico critico non soddisfatto, in particolare (e non solo) nei pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Questa popolazione di pazienti è ad alto rischio di eventi cardiovascolari aterosclerotici prematuri e una quota significativa non raggiunge i livelli di colesterolo Ldl raccomandati dalle linee guida, nonostante le terapie ipolipemizzanti disponibili. Enlicitide potrebbe rappresentare una svolta terapeutica per questi pazienti". Gli eventi cardiovascolari "in Italia raggiungono una cifra di circa 230-240 mila all'anno, circa 600 al giorno - afferma Pasquale Perrone Filardi, presidente Sic (Società italiana di cardiologia) - Livelli elevati di colesterolo rappresentano una causa diretta di infarti e ictus, ma questa consapevolezza non è ancora sufficientemente diffusa. Dobbiamo prevenire la malattia prima che si sviluppi e trattarla nelle fasi più precoci. Enlicitide è stato progettato per abbassare i livelli di colesterolo Ldl nel sangue offrendo un'efficacia e una specificità tipiche degli anticorpi monoclonali anti-Pcsk9 in una compressa di facile utilizzo, e si aggiungerà agli strumenti della classe medica per ridurre il bisogno medico insoddisfatto della riduzione del colesterolo Ldl, contribuendo a migliorare gli esiti dell'Ascvd per milioni di persone nel mondo, modificando l’evoluzione naturale della malattia". "La silente epidemia cardiovascolare rappresenta oggi una delle sfide più critiche per la salute pubblica - commenta Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia - le malattie cardiovascolari pesano in modo drammatico sulla vita delle persone e sui sistemi sanitari di tutto il mondo. Agire subito con politiche efficaci e investimenti mirati è fondamentale per salvare vite e garantire sostenibilità. I risultati così positivi della fase 3 del programma clinico per enlicitide, il primo di una nuova classe di Pcsk9 orali, ci rendono particolarmente entusiasti e orgogliosi. Il nostro impegno va oltre la scoperta di soluzioni innovative: crediamo in una scienza che diventa opportunità, con l'obiettivo di offrire modelli di cura efficaci e sostenibili, capaci di migliorare la quotidianità e promuovere la longevità. Con rigore, senso d'urgenza e responsabilità, lavoriamo per trasformare la nostra innovazione in benefici concreti, per dare speranza e futuro a chi convive con malattie cardiovascolari e per rafforzare il sistema salute". Msd - conclude la nota - prevede di condividere i dati degli studi Corlalreef Lipids, Coralreef HeFh e Coralreef AddOn con le autorità regolatorie di tutto il mondo.
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Gi Group: oltre 4.500 opportunità di lavoro in vista del Natale
(Adnkronos) - Con l’arrivo del Black Friday e delle festività natalizie, cresce in tutta Italia la domanda di personale per rispondere all’aumento dei volumi di attività e dei consumi. A confermarlo è Gi Group, la prima agenzia italiana per il lavoro, che è alla ricerca di oltre 4.500 profili da inserire in diversi ambiti su tutto il territorio nazionale. Le opportunità si concentrano soprattutto nei settori logistica, grande distribuzione organizzata, retail, horeca e fast moving consumer goods, dove il picco di acquisti e consumi genera un forte incremento della domanda. Si conferma anche quest’anno la dinamicità del customer care, settore strategico per la gestione dei clienti in un momento di alta intensità operativa. La principale novità riguarda invece il facility e i servizi di sicurezza, ambiti in cui cresce il fabbisogno di profili dedicati, fondamentali per garantire l’efficienza, la conformità e la sicurezza delle attività commerciali e produttive. “I periodi che precedono il Black Friday e il Natale si confermano due dei momenti più dinamici per il mercato del lavoro, con una crescente richiesta di personale in diversi ambiti. Questa tendenza si traduce in numerose opportunità rivolte a diversi profili: dai giovani che muovono i primi passi nel mondo del lavoro, a studenti che desiderano fare esperienza durante la pausa dalle lezioni, fino a lavoratori e lavoratrici con esperienza” afferma Giada Donati, central delivery director di Gi Group. Per il settore Logistica Gi Group ricerca 2.250 figure per i ruoli di pickerista, carrellista, retrattilista, magazziniere/a, preparatore/preparatrice merce, impiegato/a di magazzino e autista. Le proposte si rivolgono sia a profili senza esperienza pregressa sia a figure esperte. Si richiede disponibilità part-time, full-time, nei weekend e giorni festivi. Per la grande distribuzione organizzata sono invece 670 le posizioni aperte come addetto/a ai banchi specializzati (gastronomia, macelleria, pescheria e forno), cassiere/a e scaffalista. Ci si rivolge sia a coloro che non hanno esperienza sia a chi ha un percorso professionale già avviato. Anche in questo caso, è richiesta disponibilità part-time, full-time, nei weekend e giorni festivi. Ulteriori opportunità arrivano dal comparto Retail, per il quale Gi Group sta cercando 500 profili come addetto/a vendita e allestimento, e dall’horeca con 360 profili da inserire come addetto/a alla ristorazione, cameriere/a, barista, cuoco/a, commis di cucina e pizzaiolo/a. Per gli inserimenti in ambito horeca è gradita l’esperienza nel settore e la disponibilità a lavorare anche nei giorni festivi e nel fine settimana. Per il mondo fast moving consumer goods sono invece 240 gli inserimenti previsti come operaio/a alimentare, tutti rivolti a profili preferibilmente con esperienza pregressa in contesti produttivi o di magazzino. Si richiede inoltre disponibilità a lavorare su turni, anche di notte. Per quanto riguarda il settore customer care, Gi Group sta selezionando 280 figure da inserire come addetto/a customer service inbound e outbound. Le opportunità si rivolgono sia a profili senza esperienza pregressa sia a figure esperte. È richiesto l’utilizzo di sistemi informatici e la disponibilità part-time e su turni. Infine, quest’anno, per il comparto facility e servizi di sicurezza sono 380 le posizioni aperte come addetto/a al controllo accessi, alla sicurezza non armata e alle pulizie. Le proposte si rivolgono sia a profili senza esperienza pregressa sia a figure esperte. È richiesta la disponibilità a lavorare full-time, part-time, su turni, nei weekend e festivi. Le offerte interessano tutto il territorio nazionale. In particolare, per il settore logistica: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Sicilia. Per il settore Fast Moving Consumer Goods la ricerca si svolge principalmente in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il customer care, invece, concentra la domanda in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna. “Il periodo di fine anno può rappresentare un’occasione utile anche per investire nella propria crescita professionale, valutando percorsi di formazione mirati ad accrescere l’occupabilità e a sviluppare competenze in linea con le reali esigenze del mercato. Con il Gi Group Training Hub supportiamo studenti, candidati e lavoratori attraverso programmi formativi costruiti ad hoc, spesso realizzati in collaborazione con aziende ed enti, per favorire un più efficace inserimento nel mondo del lavoro. Inoltre, dopo il successo ottenuto negli scorsi mesi, lanceremo prossimamente una nuova serie di open day, momenti nei quali le nostre agenzie sul territorio apriranno le proprie porte a candidati e candidate accompagnandoli alla scoperta delle opportunità formative e lavorative nei settori con maggiore domanda di professionalità", conclude Donati. Per inviare la propria candidatura e rimanere aggiornati sui prossimi Open Day: Sito Gi Group www.gigroup.it
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Elezioni Campania, De Vizia (Confindustria) a Fico e Cirielli: "Serve completamento infrastrutture"
(Adnkronos) - "La prima cosa" che chiediamo ai candidati in campo per la presidenza della Regione Campania "è l'interessamento, la spinta al completamento in tempi rapidi delle infrastrutture che interessano la nostra regione, che rappresentano il volano di sviluppo per il futuro". Così, con Adnkronos/Labitalia, Emilio De Vizia, presidente di Confindustria Campania, sulle richieste degli industriali campani, ai due candidati alla presidenza della Regione Campania, che l'associazione incontrerà, in vista delle elezioni previste per il 23-24 novembre, rispettivamente il 13 novembre alle 16 (Roberto Fico) e il 17 novembre alle 17 (Edmondo Cirielli). E De Vizia sottolinea che in particolare l'attenzione della sua associazione è incentrata verso l'Av "Napoli-Bari, che di fatto non sarà solo un'Alta velocità che collega due grandi città, e già questo è abbastanza importante per Napoli, ma soprattutto è un tratto di ferrovia che attraversa delle aree interne della nostra regione". "Su questa tratta è prevista anche la realizzazione di una stazione intermedia in provincia di Avellino, con la previsione della realizzazione di una piattaforma logistica in adiacenza alla stazione. Se quest'opera, con tutte le opere complementari di collegamenti stradali che sono necessarie e già individuate, alcune già progettate, altre parti in progettazione, può rappresentare, secondo me, un po' quello che ha rappresentato l'autostrada Napoli-Bari negli anni '60", sottolinea De Vizia. Per il leader degli industriali campani, che è anche presidente di Confindustria Avellino, "a questo punto noi avremmo una regione che ha dei grossi centri urbani, ma anche delle aree interne collegate con servizi e con infrastrutture a queste aree". "Le aree interne in questo modo possono diventare, secondo me, un'occasione per 'liberare' i grossi centri dell'area metropolitana di Napoli da una serie di problematiche importanti", sottolinea. "E poi -aggiunge- non dimentichiamoci che l'Alta velocità collega due porti fondamentali, che sono diventati il centro dello sviluppo dei territori", sottolinea. Secondo De Vizia "i numeri della Campania dimostrano che la regione cresce molto più di altri territori, anche del Nord Italia. Ma si può fare ancora tanto e per farlo bisogna rendere ancora più attrattiva la nostra regione. Bisogna agire, ad esempio, sulla gestione delle aree industriali che sta diventando un problema molto forte, come nell'Aversano, ma anche nell'Avellinese. Non è possibile che spesso manchino i servizi, in alcuni casi la depurazione delle fognature a regime. O altri casi in cui le aziende hanno dovuto sospendere le attività produttive a causa della mancanza dell'acqua", sottolinea ancora l'industriale. I possibili effetti dei dazi Usa "Al momento i dati che abbiamo sono ancora frammentati, ma è assolutamente necessario capire quali sono le difficoltà che alcune imprese e alcuni settori produttivi stanno avendo rispetto ai dazi Usa, a livello di calo dell'export verso quella regione. E una volta ben chiaro il quadro, sarà necessario trovare un sistema tale che queste aziende possano ricollocare le loro merci su altri territori, assistendole con finanziamenti e altri strumenti, con un'attenzione particolare alle pmi", sottolinea De Vizia. Secondo De Vizia, con i dazi Usa oltre agli effetti diretti sull'export delle imprese "campane dell'agroalimentare, rischiamo che ci sia anche un altro fenomeno: i prodotti di altri Paesi che avranno anch'essi dei problemi sul mercato americano inizieranno ad arrivare in Europa e in Italia e ci sono rischi concreti di ripercussioni sul nostro tessile ma anche sul settore della ceramica ad esempio", spiega. Il giudizio sulla manovra del governo "Nella manovra economica del governo per le imprese io vedo poco, non la vedo come una manovra tesa allo sviluppo. C'è il super ammortamento, ma poco altro, anche se attendiamo i decreti attuativi", spiega il leader degli industriali campani. Le preoccupazioni sulla Zes "Questa riorganizzazione della Zes unica, con una struttura meno agile, ci preoccupa. La forza della Zes era infatti l'autorizzazione unica in 30 giorni, questa era la media delle autorizzazioni, che di fatto ha sbloccato un sistema e soprattutto ha toccato una serie di poteri di interventi di interdizione che avevano a serie di enti comunali, sovracomunali o regionali che spesso mettevano l'ostacolo più che risolvere un problema. Stiamo parlando di circa 900 autorizzazioni rilasciate nel 2024 tra cui una buona parte, quasi il 40%, riguardano la regione Campania e questa è la prova che è la Regione a guidare la locomotiva del Sud", spiega De Vizia. La crisi dell'automotive "La Campania ha un legame ancora forte con l'automotive, e siamo quindi penalizzati dalla crisi di questo settore a livello nazionale ed europeo. La nostra regione ha ancora stabilimenti importanti in provincia di Avellino e a Pomigliano, con un indotto enorme le cui aziende vivono un dramma nel dramma, nel senso che erano quelle più legate al mondo Stellantis mentre in altre regioni le aziende si erano legate anche ad altre case automobilistiche. Quindi speriamo che il 2026 sia l'anno di ripresa dell'automotive", conclude De Vizia.
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iPhone guarda allo spazio, in arrivo nuove funzioni satellitari
(Adnkronos) - Secondo le indiscrezioni di Mark Gurman, analista del mondo Apple per Bloomberg, la Mela starebbe lavorando a una nuova generazione di funzioni satellitari per iPhone. Un’evoluzione che andrebbe ben oltre l’attuale SOS emergenze e che potrebbe trasformare lo smartphone in un dispositivo realmente indipendente da reti cellulari e Wi-Fi. Il progetto, però, ha ancora vari punti interrogativi e dipende da un attore esterno: Globalstar, il partner scelto da Apple per la connettività satellitare, e al centro di trattative avanzate per una possibile acquisizione da parte di SpaceX. È una partita complessa, quasi geopolitica, che incrocia Cupertino, Elon Musk e le infrastrutture orbitali che permetteranno i servizi digitali di prossima generazione. Ma se Apple dovesse riuscire a portare tutto a compimento, l’esperienza d’uso degli iPhone cambierebbe in modo radicale. L’idea è chiara: eliminare ogni forma di “ansia da segnale”. Apple sta lavorando per integrare la comunicazione via satellite direttamente in app di uso quotidiano. La prima rivoluzione potrebbe riguardare Mappe: navigazione senza rete cellulare né Wi-Fi, con percorsi consultabili anche in zone remote, in montagna, in mare o lungo strade prive di copertura. Non si tratterebbe più di un semplice messaggio di emergenza, ma di un servizio sempre disponibile. Il secondo step riguarda i messaggi. La versione potenziata della messaggistica satellitare permetterà di inviare non solo testo, ma anche foto. Un salto di qualità enorme: immaginare di poter condividere la posizione e mandare un’immagine — magari in caso di problematiche in viaggio o in situazioni di pericolo — mostra la direzione in cui Apple vuole spingere il suo ecosistema. Una forma di comunicazione “di base” che prescinde da qualsiasi infrastruttura terrestre. La sfida più importante è però l’uso naturale. Oggi, quando si utilizza il sistema SOS via satellite, l’iPhone guida l’utente a puntare il dispositivo verso il cielo per trovare l’orientamento corretto e agganciare il satellite. Apple vuole eliminare tutto questo: nessuna postura forzata, nessuna ricerca di copertura, nessun bisogno di uscire all’aperto. La connessione dovrà funzionare con l’iPhone in tasca, in macchina e — nelle situazioni più complesse — addirittura all’interno degli edifici: una connettività “trasparente”, sempre attiva, come se fosse una qualunque rete radio.
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Stop alle app gay su iPhone, il governo cinese censura Apple
(Adnkronos) - Apple ha eliminato dal suo App Store cinese due delle applicazioni più utilizzate dalla comunità LGBTQ+ nel Paese. Non si tratta di un intervento spontaneo: la decisione arriva dopo un ordine formale della Cyberspace Administration of China, l’autorità che supervisiona e controlla Internet all’interno dei confini nazionali. La notizia arriva dopo un weekend in cui sui social cinesi si sono moltiplicate segnalazioni sulla scomparsa delle app Blued e Finka, non solo dal catalogo Apple ma anche da diversi store Android. Apple ha precisato di aver agito in conformità con le leggi locali, e che la rimozione riguarda esclusivamente lo store cinese. Tecnicamente, chi aveva già scaricato le app può continuare a utilizzarle, almeno per ora. L’azienda ha anche chiarito che Finka non era più disponibile al di fuori della Cina già da mesi per scelta dello sviluppatore, mentre Blued risultava già limitata al solo mercato cinese. In sostanza, la decisione non tocca gli utenti internazionali. Per chi frequenta il mondo delle app di incontri, il nome Blued non è certo nuovo. È stata per anni la piattaforma gay più usata in Asia, con un traffico tale da condurre la sua società madre, BlueCity, alla quotazione in borsa nel 2020. All’epoca, il servizio dichiarava oltre 49 milioni di utenti registrati e più di 6 milioni di attivi ogni mese. Nello stesso anno aveva acquisito Finka, considerata l’unica vera concorrente nel panorama cinese. Dopo la delisting dalla borsa, BlueCity è stata assorbita da Newborn Town, una società di Hong Kong specializzata in social e intrattenimento digitale. Con l’acquisizione, molti dei dipendenti storici – incluso il fondatore Ma Baoli – hanno lasciato la società. Il contesto in cui avviene questa rimozione racconta molto più della Cina contemporanea di quanto possano fare le cifre. Nel Paese l’omosessualità non è più considerata un reato dagli anni ’90, ma questo non si traduce in un reale riconoscimento dei diritti della comunità LGBTQ+. Il matrimonio egualitario non esiste e negli ultimi anni lo spazio di espressione pubblica si è progressivamente ridotto. Gruppi per i diritti civili hanno chiuso, piattaforme social hanno iniziato a censurare terminologia e contenuti queer, e molte iniziative sono state bloccate sul nascere. La pressione appare costante e sistematica. L’assenza improvvisa di Blued ha fatto scattare una piccola economia di emergenza: quando l’app ha interrotto le registrazioni lo scorso luglio, molti utenti hanno cominciato a comprare account già esistenti, arrivando a pagarli fino a 20 dollari sui marketplace online. La registrazione è tornata attiva dopo qualche settimana, ma ora la situazione cambia nuovamente. Una particolarità della storia di BlueCity è il suo impegno in ambito sanitario. Il gruppo ha creato una piattaforma di servizi medici dedicata agli uomini e una clinica digitale focalizzata su salute sessuale e prevenzione dell’HIV. L’organizzazione no-profit collegata all’app, ancora attiva, ha recentemente comunicato su WeChat che uno dei suoi programmi di test HIV è stato riconosciuto come “miglior progetto di volontariato” dal Partito Comunista di Pechino. Un riconoscimento pubblico che stride con la rimozione delle app dai marketplace digitali.
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Imprese, Nexta: per 4 'imprenditori familiari' su 10 a rischio passaggio generazionale
(Adnkronos) - La transizione generazionale è una delle grandi sfide per le famiglie imprenditoriali, e una preoccupazione crescente per la continuità imprenditoriale e per la capacità di tramandare valori, competenze e responsabilità. Un sentimento che emerge da una ricerca realizzata da Nexta Società Benefit, partner strategico che affianca le famiglie imprenditoriali e le imprese nel perseguire i propri obiettivi di crescita, frutto di un lavoro iniziato nel mese di giugno 2025 e che da allora a ottobre ha coinvolto 45 famiglie imprenditoriali, concentrate in Lombardia e Veneto, ma con una presenza significativa anche in Emilia-Romagna, Toscana e Puglia. Tra gli imprenditori intervistati, quattro su dieci (il 39%) pensano che nessuno dei membri della generazione successiva sarà presente in azienda. Circa due su dieci (il 22%) ritengono che saranno presenti tra uno e tre persone della nuova generazione e altrettanti (il 20%) che saranno tra tre e cinque membri. Il 30% delle imprese intervistate supera i 100 milioni di euro di fatturato. Le aziende operano in settori quali agroalimentare, manifattura, impiantistica fino ai comparti chimico-tessile e innovativi. Nel campione prevalgono imprenditori di seconda, terza e fino alla quinta generazione, ma è presente anche un 20% di prime generazioni, spesso protagoniste di processi di crescita e strutturazione ancora in corso. Se il dato sulla preoccupazione rispetto al mancato impegno della generazione successiva può sembrare un segnale di allarme, dalle interviste emerge anche un progressivo rafforzamento del dialogo intergenerazionale nei processi decisionali che riguardano il patrimonio familiare. Il 26% degli imprenditori intervistati coinvolge tutta la famiglia in riunioni che riguardano le scelte legate alle strategie patrimoniali, e il 28% include nelle riunioni solo i membri più anziani. Il 36% decide invece personalmente. Nelle decisioni che riguardano l’impresa familiare, decide nel 22% dei casi tutta la famiglia attraverso apposite riunioni, nel 29% dei casi un Consiglio di Amministrazione (Cda) a maggioranza familiare, nel 17% dei casi un Cda a maggioranza non familiare, nel 27% dei casi decide l’imprenditore personalmente, mentre nel 5% dei casi la decisione è in capo a un amministratore delegato esterno. La ricerca affronta anche il tema dei conflitti familiari all’interno dell’impresa. Il 44% dichiara di non aver affrontato apertamente situazioni di conflitto, evidenziando come il tema resti latente e non gestito. Il 26% intende prevenirli con il confronto, il 16% li ha vissuti e li ha risolti definitivamente, mentre il 5% afferma di stare affrontando dei conflitti in questo periodo. Dalla ricerca emerge che i professionisti esterni sono definiti “non necessari” solo dal 22% del campione, mentre per la restante parte sono utili se non indispensabili. Ad esempio - in un quesito a risposta multipla - gli intervistati il ruolo del professionista importante per ad agevolare il confronto tra familiari (41%), definire identità e valori della famiglia (37%), definire l’assetto societario (32%), ottimizzare il costo fiscale (24%) e definire un patto di famiglia (10%). Il 58% dei rispondenti non ne ha ancora usufruito, il 24% ne ha avuto un impatto positivo e il 10% decisivo. "La presenza di consulenti esperti in ambito strategico rappresenta un elemento sempre più frequente, soprattutto nelle famiglie imprenditoriali che si trovano in una fase di passaggio generazionale o di crescita dimensionale", commenta Mauro Puppo, presidente del Cda e amministratore delegato di Nexta Società Benefit. "Nel complesso, la tendenza che emerge è quella di un graduale passaggio da decisioni esclusivamente familiari a modelli di governance più aperti e professionali, dove la fiducia, la trasparenza e il confronto tra generazioni si affermano come leve decisive per la continuità dell’impresa. Questi modelli di governance strutturata si sviluppano inizialmente nell’ambito dell’impresa familiare per poi estendersi alle decisioni della famiglia imprenditoriale nel suo complesso", aggiunge. Dalle interviste emerge inoltre come le imprese familiari si trovino in una fase di riflessione strategica: da un lato la volontà di consolidare quanto costruito, dall’altro la consapevolezza che senza crescita, la sostenibilità economica di lungo periodo può diventare fragile. In questo senso non stupisce, quindi, che la maggioranza degli imprenditori guardi alla crescita come leva per garantire la continuità: il 34% dichiara di voler esplorare opportunità di acquisizione di aziende che si integrino nel business. Un quarto del campione non esclude l'ingresso di fondi di investimento, ipotizzando nel 15% dei casi che abbiano quote di minoranza e nel 10% dei casi quote di maggioranza. Il 15% valuta la cessione totale dell’attività, scelta che, pur difficile da accettare emotivamente, può essere la più corretta per preservare il valore dell’azienda e tutelare la solidità familiare. Un quarto del campione (24%) infine preferisce mantenere l'attuale assetto e attendere l’evolversi del contesto economico. "La crescita - commenta Marco Palamidessi, amministratore delegato e componente del Comitato Direttivo di Nexta - rappresenta un fattore strategico per le imprese familiari, che ne sono sempre più consapevoli. Allo stesso tempo, nessuna crescita aziendale può prescindere dall’equilibrio e dall’armonia della famiglia che la guida. Il nostro metodo declina la visione familiare in una puntuale strategia di gestione imprenditoriale e relazionale orientato al rafforzamento della cultura d’impresa". Nexta Società Benefit opera elaborando progetti personalizzati, grazie ad un team composto da soggetti operanti in diverse discipline (avvocati, commercialisti, business & human designer, ingegneri) con un approccio fondato sul rispetto dei valori e delle tradizioni familiari. "La famiglia imprenditoriale e l’impresa familiare - afferma Alessandra Zotti, Partner, consigliere e componente del Comitato Direttivo di Nexta - sono come due facce della stessa moneta: esprimono il loro vero valore quando operano in sintonia. Nexta è come il filo sottile che le aiuta a restare connesse in modo armonico: per questo abbiamo chiamato Nexta Edge, 'bordo' in inglese, il nostro Modello di azione per costruire visione, valori e governance condivisi. Il nostro approccio si basa su un processo sinergico che abbraccia sia l’impresa familiare (Family Business) che la famiglia imprenditoriale (Business Family)". Nexta è un partner strategico che affianca le famiglie imprenditoriali e le imprese familiari nel loro percorso di crescita. Nexta propone progetti e soluzioni per guardare al futuro con consapevolezza e concretezza, grazie al lavoro di un team che unisce competenze professionali interdisciplinari - dall’area legale, aziendale e fiscale allo sviluppo del capitale umano - ad una lunga esperienza a fianco delle famiglie imprenditoriali.
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