Fallout: sinergia tra serie TV e videogiochi per il finale della seconda stagione - Il trailer

(Adnkronos) - In occasione della conclusione della seconda stagione di Fallout su Amazon Prime Video, la filiera videoludica di Bethesda Game Studios ha attivato una serie di iniziative volte a consolidare il legame tra la narrazione televisiva e l'esperienza interattiva. Il rilascio di un nuovo trailer vede protagonista Aaron Moten, interprete del personaggio Maximus nella serie, affiancato dall'iconico Vault Boy in una rassegna dei titoli della saga, con particolare enfasi su Fallout 76. Il trailer   Per capitalizzare l'attenzione generata dal finale di stagione, il titolo multiplayer Fallout 76 è stato reso accessibile gratuitamente per un periodo limitato. L'iniziativa permette ai nuovi utenti di esplorare l'aggiornamento "Sorgenti Brucianti", ambientato nella regione dell'Ohio, e di interagire con personaggi trasposti dalla serie TV, come il Ghoul (interpretato da Walton Goggins). I termini per la prova gratuita variano in base all'ecosistema di gioco: 
PlayStation: accesso libero fino al 4 febbraio. 
Xbox e Steam: disponibilità gratuita fino al 5 febbraio. La strategia di integrazione coinvolge anche il comparto mobile attraverso Fallout Shelter. La nuova stagione, intitolata "Il banco vince sempre", introduce ambientazioni ispirate alla Strip di New Vegas. All'interno di questo scenario sperimentale, i giocatori possono affrontare sfide inedite e ottenere come ricompensa personaggi della serie TV, rafforzando ulteriormente il crossover tra i diversi media. Questa operazione di marketing integrato evidenzia il disegno di Bethesda nel trasformare Fallout in un ecosistema transmediale, dove la fedeltà del pubblico viene alimentata da una continua alternanza tra visione passiva e partecipazione attiva nel mondo della "Zona Contaminata". 
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Switch diventa la console più venduta nella storia di Nintendo

(Adnkronos) - Nintendo ha ufficialmente riscritto la gerarchia interna dei propri successi hardware, chiudendo il 2025 con un traguardo atteso da tempo. La console Nintendo Switch ha raggiunto i 155,37 milioni di unità vendute globalmente, superando i 154,02 milioni di Nintendo DS e posizionandosi come la piattaforma di maggior successo mai prodotta dalla casa di Kyoto. Nonostante la presenza sul mercato del modello successivo, l'hardware originale ha continuato a muovere volumi significativi, piazzando 1,36 milioni di pezzi nell'ultimo trimestre dell'anno e confermando una longevità fuori dal comune nel panorama tecnologico attuale. Sul fronte della nuova generazione, la Nintendo Switch 2 ha consolidato la propria posizione raggiungendo un totale di 17,37 milioni di unità vendute. L'ultimo trimestre dell'anno solare è stato particolarmente brillante, con 7,01 milioni di console distribuite, a dimostrazione di una transizione generazionale che procede senza rallentamenti. Il software dedicato alla nuova ammiraglia ha già superato la soglia dei 37 milioni di copie, con Mario Kart World che si è imposto immediatamente come il titolo trainante grazie a 14,03 milioni di unità vendute, seguito a distanza dalle buone performance di Donkey Kong Bananza e della versione Switch 2 di Pokémon Legends: Z-A. Il catalogo software della prima Switch continua comunque a rappresentare un pilastro economico fondamentale per l'azienda, con un totale cumulativo che ha ormai superato la soglia di 1,5 miliardi di giochi venduti. Mario Kart 8 Deluxe mantiene il primato assoluto della classifica storica sfiorando i 71 milioni di copie, affiancato dai risultati consolidati di Animal Crossing: New Horizons e Super Smash Bros. Ultimate. Risultano degni di nota anche i dati relativi alle uscite più recenti e cross-generazionali, come la versione Switch di Pokémon Legends: Z-A che ha totalizzato 8,41 milioni di unità, a testimonianza di una base installata che rimane estremamente attiva nel consumo di contenuti digitali e fisici. 
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BTS, le superstar del k-pop tornano con un concerto live su Netflix

(Adnkronos) - I BTS si preparano a riprendere la scena musicale internazionale con una strategia che punta sulla dimensione globale dello streaming prima di approdare negli stadi di tutto il mondo. Il ritorno ufficiale dei colossi del K-pop avverrà il 20 marzo con la pubblicazione di Arirang, il loro quinto album in studio e il primo lavoro collettivo dopo sei anni. Il giorno successivo alla release, il 21 marzo, la band si esibirà in un concerto speciale trasmesso in esclusiva su Netflix. L'evento, intitolato BTS The Comeback Live | Arirang, si terrà presso la piazza Gwanghwamun di Seoul e rappresenterà la prima trasmissione globale in diretta effettuata dalla Corea del Sud. La regia è stata affidata a Hamish Hamilton, con la supervisione produttiva di Hybe e Bighit Music. Oltre all'esibizione dal vivo, la collaborazione con il colosso dello streaming prevede il lancio del documentario BTS: The Return, previsto per il 27 marzo. Firmata dal regista Bao Nguyen, la pellicola ripercorre le fasi della reunion del gruppo dopo il lungo periodo di inattività dovuto agli obblighi di leva previsti dalla legge sudcoreana. Dalla fine del 2021, i membri del collettivo hanno infatti alternato il servizio militare a una serie di progetti solisti di successo, tra cui Jack in the Box di J-Hope e Indigo di RM, mettendo temporaneamente in pausa le attività corali iniziate nel 2020 con l'album Be. Il progetto discografico Arirang farà da preludio a un imponente tour mondiale che prenderà il via nel mese di aprile da Goyang. Il calendario della tournée prevede 79 date distribuite in cinque continenti, con una programmazione che si estenderà fino al 2027. Questa nuova fase segna il consolidamento definitivo del gruppo dopo la parentesi dedicata alle carriere individuali e alla pubblicazione dell'antologia Proof nel 2022, confermando la centralità dei BTS nell'industria discografica contemporanea. 
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PosizioneUno: "La consulenza SEO va pensata come processo continuo, non task chiusi"

(Adnkronos) - In collaborazione con: Posizioneuno La SEO passa da attività “tecnica” a leva strategica per la crescita digitale delle imprese, in particolare per le PMI. In Italia, infatti, secondo le più recenti analisi di settore, oltre il 50% del traffico qualificato verso i siti aziendali proviene dalla ricerca organica, e per molte piccole e medie imprese rappresenta il principale canale di acquisizione clienti nel medio-lungo periodo. Non è quindi un caso se sempre più aziende, anche al di fuori dell’e-commerce, stiano rivalutando il peso della SEO nei propri investimenti digitali.  A cambiare, però, non è solo l’importanza del canale: è il modo stesso in cui la SEO va interpretata e gestita, poiché le strategie SEO garantiscono uno dei ROI più elevati nel marketing digitale, con ritorni stimati fino a 7–8€ per ogni euro investito. In un contesto in cui la maggior parte dei percorsi di acquisto inizia dai motori di ricerca, la visibilità organica non rappresenta più un vantaggio competitivo, ma una leva economica strutturale. Nonostante ciò, molte imprese continuano a trattare la SEO come un progetto isolato, anziché come un processo strategico da governare nel tempo. Come spiegano, però, gli esperti SEO di PosizioneUno.it, oggi parlare di SEO come “progetto” è fuorviante. La SEO è diventata un processo continuo, che richiede analisi costante, decisioni strategiche progressive e una visione di lungo periodo.   
Per anni la SEO è stata affrontata con una logica lineare: audit iniziale, interventi tecnici, pubblicazione di contenuti e attesa dei risultati. Questo approccio poteva funzionare in un contesto più stabile, ma non è più sufficiente. Il motivo è strutturale. I motori di ricerca evolvono senza sosta, gli algoritmi vengono aggiornati più volte l’anno, le SERP cambiano forma e i comportamenti degli utenti diventano sempre più complessi. A questo si aggiunge l’impatto dell’intelligenza artificiale, che ha accelerato ulteriormente il ciclo di cambiamento. In uno scenario simile, una strategia SEO definita una volta sola tende rapidamente a perdere efficacia. Le aziende che ottengono risultati duraturi sono quelle che adattano continuamente il proprio posizionamento digitale, invece di difendere asset ormai superati.   Secondo PosizioneUno.it, la SEO moderna va letta come un sistema di governo del canale organico, non più come una sequenza di attività isolate. Ogni intervento produce dati, e quei dati devono alimentare le decisioni successive. Il cuore di questo approccio è un flusso continuo che parte dall’analisi e ritorna costantemente alla strategia. Non si tratta di “fare di più”, ma di fare meglio, in modo progressivo. L’analisi non è più limitata a un audit iniziale, ma diventa un’attività costante: studio delle query, osservazione delle variazioni di traffico, lettura dei segnali provenienti dalle SERP e confronto con il contesto competitivo. È da qui che emergono le reali opportunità, spesso invisibili a uno sguardo superficiale. Strategia SEO: una direzione che si aggiorna nel tempo In questo modello, la strategia SEO non è un documento statico, ma una direzione di marcia che viene continuamente raffinata. Gli obiettivi restano chiari, ma le priorità cambiano in base ai dati e al contesto. Per un’azienda, questo significa spostare il focus dalle singole keyword ai temi strategici, dagli articoli isolati ai cluster di contenuto, dalla visibilità fine a sé stessa all’allineamento con gli obiettivi di business. La SEO diventa così una disciplina capace di dialogare con marketing, vendite e sviluppo del prodotto.   Un altro punto centrale riguarda i contenuti. Nell’approccio continuo, un contenuto non nasce per essere pubblicato e dimenticato, ma per evolversi nel tempo. Le pagine che performano vengono migliorate, quelle che calano vengono analizzate, quelle ridondanti vengono consolidate. Un lavoro di ottimizzazione progressiva che consente alle PMI di valorizzare ciò che hanno già costruito, riducendo sprechi e massimizzando il ritorno sugli investimenti. È un cambio di mentalità importante, soprattutto per chi ha sempre visto la SEO come una corsa alla produzione continua.   Nel flusso continuo, anche la misurazione cambia. Le metriche tradizionali restano utili, ma non sono più sufficienti. Ciò che conta davvero è capire che impatto ha la SEO sul fatturato, sui lead e sulle opportunità commerciali. Questo richiede una lettura più matura dei dati, capace di collegare traffico, intenti di ricerca e risultati concreti. È qui che la consulenza SEO assume un ruolo decisivo: non limitarsi a riportare numeri, ma interpretarli e trasformarli in scelte operative. Per una PMI, adottare una SEO continua significa costruire un vantaggio competitivo sostenibile. Significa ridurre la dipendenza dalla pubblicità a pagamento, aumentare la qualità dei contatti acquisiti e rafforzare la presenza digitale nel tempo. Ma soprattutto, significa non subire i cambiamenti, bensì governarli. In un mercato in cui la visibilità online è sempre più contesa, la capacità di adattarsi rapidamente fa spesso la differenza tra chi cresce e chi resta indietro. La SEO non è più un intervento tecnico da delegare una volta all’anno. È un processo strategico che accompagna l’evoluzione dell’azienda nel digitale. Come sottolineato dal lavoro quotidiano in PosizioneUno.it, oggi vincono le imprese che trattano la SEO come una cultura decisionale, basata su dati, continuità e visione di lungo periodo. Non un progetto da chiudere, ma un sistema da governare. Ed è proprio in questa continuità che la SEO trova il suo vero valore. 
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Hiv, Andreoni: "Terapie long acting migliorano aderenza e fermano trasmissione virus"

(Adnkronos) - "Le terapie antiretrovirali long acting rappresentano uno strumento cruciale nella lotta contro l’Hiv, perché migliorano l’aderenza alla cura, semplificano il carico terapeutico e contribuiscono in modo decisivo al controllo del virus”. A sottolinearlo è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), commentando le più recenti linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull’aderenza terapeutica. "L’aderenza alla terapia antiretrovirale – spiega all’Adnkrono Salute Andreoni – è il fattore chiave per ottenere la soppressione virale. Significa prevenire la replicazione dell’Hiv, evitare lo sviluppo di resistenze ai farmaci, migliorare la salute a lungo termine, gestire meglio le comorbilità e, soprattutto, interrompere la trasmissione del virus". La terapia, ricorda l’infettivologo, "deve essere seguita per tutta la vita, perché al momento non esistono alternative che consentano di sospenderla in sicurezza". "In questo contesto, le terapie long acting – somministrate a intervalli prolungati invece che quotidianamente – offrono un vantaggio rilevante rispetto ai regimi orali tradizionali. Assumere farmaci ogni giorno può portare a stanchezza e affaticamento psicologico – osserva Andreoni – e ridurre la qualità di vita, perché il paziente deve modificare il proprio stile di vita e ricordarsi costantemente della malattia". I farmaci long acting, invece, "semplificano la gestione della terapia e favoriscono una migliore aderenza, soprattutto in alcune categorie più vulnerabili, come persone senza dimora, tossicodipendenti e giovani, che spesso incontrano maggiori difficoltà nel seguire una terapia quotidiana. Per questi pazienti – aggiunge – la possibilità di ridurre la frequenza delle somministrazioni può fare una grande differenza". Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la tutela della privacy. "Chi viaggia o è in vacanza con amici e non vuole rendere evidente l’assunzione quotidiana di farmaci, con le terapie long acting non ha più questo problema – conclude Andreoni –. Non dover assumere medicinali ogni giorno aiuta a vivere la malattia in modo più riservato e sereno". Secondo l’Oms, migliorare l’aderenza terapeutica non solo rafforza la salute individuale delle persone con Hiv, ma rappresenta anche una strategia essenziale di sanità pubblica per impedire nuove infezioni e avvicinarsi all’obiettivo di controllo dell’epidemia. 
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Spreco di cibo in calo, Boomers i più virtuosi

(Adnkronos) - Gli italiani stanno migliorando sul fronte dello spreco alimentare (-10,3% rispetto ad un anno fa), arrivando a 554 grammi di cibo gettato a testa ogni settimana, ‘solo’ 79,14 grammi al giorno. Ma la somma delle perdite e degli sprechi alimentari vale oltre 13 miliardi e mezzo (dati elaborati dall’Università di Bologna - Distal / Waste Watcher sulle fonti di riferimento), 7 miliardi e 363 milioni solo nelle case degli italiani. Sono i dati contenuti nel 'Caso Italia 2026', il nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International diffuso in vista della 13esima Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, 5 febbraio 2026, indetta dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero. Waste Watcher ha monitorato il comportamento degli italiani nel mese di gennaio 2026, attraverso l’indagine condotta con metodo Cawi, promossa da Spreco Zero con l’Università di Bologna - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Last Minute Market su monitoraggio Ipsos - Doxa (campione di 2000 casi rappresentativi della popolazione generale). Più nel dettaglio, stando al report, l’Italia, in linea con la rilevazione dello scorso settembre relativa all’estate 2025, segna un miglioramento deciso rispetto ai dati di un anno fa: sprechiamo infatti 554 grammi di cibo pro capite ogni settimana, ovvero 63,9 grammi in meno rispetto al dato del febbraio 2025 (617,9 g). La performance più brillante è firmata dai Boomers che fissano lo spreco settimanale pro capite medio a 352 grammi, superando, in anticipo di quattro anni, l’esame dell’Agenda 2030, quando a tutti gli italiani sarà chiesto di gettare mediamente non più di 369,7 grammi a testa ogni settimana per centrare l’obiettivo 12.3 sullo spreco alimentare. Più indietro restano le famiglie della Generazione Z, posizionate a quota 799 grammi di spreco settimanale medio pro capite, le famiglie Millennials, con 750 grammi settimanali pro capite, e quelle della Generazione X, con 478 grammi settimanali pro capite.  Emerge in chiave quasi plebiscitaria la cura per la preparazione dei pasti, un tratto distintivo mediterraneo e italiano: una abitudine di vita cui si dedica ogni giorno l’88% degli italiani. Solo il 4% degli italiani dichiara di non cucinare perché non ama farlo. E per la prima volta risulta praticamente unanime la consapevolezza intorno al tema 'spreco': il 94% degli italiani certifica la sua attenzione alla questione e, di questa moltitudine di cittadini, il 63% getta qualcosa meno di 1 volta a settimana, solo il 14% spreca quasi quotidianamente. Già da questi dati si delinea un divario generazionale piuttosto marcato: il 29% della Generazione Z spreca almeno una volta a settimana, contro appena il 6% dei Boomers.  Spiega il direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: "I dati del Rapporto Waste Watcher 2026 ci dicono con chiarezza che la sfida dello spreco alimentare non si vince contrapponendo le generazioni, ma mettendole in relazione. I Boomers oggi sono la locomotiva della prevenzione: hanno interiorizzato nel tempo competenze di cura, di gestione del cibo e di riuso che li portano già vicino agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. La Generazione Z, invece, è più fragile sul piano organizzativo ma possiede un capitale decisivo: la padronanza degli strumenti digitali e la disponibilità al cambiamento. È qui che nasce l’intelligenza intergenerazionale: quando l’esperienza incontra la tecnologia, quando il sapere pratico dei più anziani viene tradotto in nuovi linguaggi dai più giovani. Solo favorendo questo scambio - nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunità e anche nei luoghi del cibo fuori casa - possiamo davvero dimezzare lo spreco alimentare entro i prossimi quattro anni, come chiede la Campagna Spreco Zero. Lo spreco non è solo una questione di consapevolezza, ma di competenze condivise: e il futuro passa dalla capacità di farle circolare tra le generazioni". Tornando ai dati, si spreca meno al Nord (516 grammi settimanali, -7%), di più al Sud (591,2 grammi settimanali, +7%) e poco di più al Centro (570,8 grammi settimanali, +3%); più virtuose le famiglie con figli (-10%) e i Comuni fino a 30mila abitanti (-8%).  In cima ai cibi più sprecati svettano la frutta fresca (22,2 g a settimana), la verdura fresca (20,6 g) e il pane fresco (19,6 g), seguono l’insalata (18,8 g) e cipolle/aglio/tuberi (17,2 g). 
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Cloud Gaming: GeForce NOW debutta ufficialmente su Linux con app nativa

(Adnkronos) - L'ecosistema del cloud gaming compie un passo significativo verso l'interoperabilità universale. Questa settimana segna il rilascio in fase beta dell'app nativa GeForce NOW per PC Linux, un aggiornamento che mira a equiparare l'esperienza d'uso su desktop e notebook Linux a quella già consolidata su sistemi Windows e macOS. L'introduzione di un'app dedicata supera la precedente esperienza basata su browser o ottimizzata esclusivamente per dispositivi portatili. Grazie al rendering eseguito interamente nei data center, l'hardware locale dell'utente diventa un terminale ad alta efficienza in grado di trasmettere flussi video con tecnologie avanzate. I sistemi Linux possono ora accedere a funzionalità di ultima generazione quali il Ray Tracing e l'NVIDIA DLSS 4, simulando la potenza di calcolo di una GPU GeForce RTX 5080. Questa evoluzione tecnica consente anche a dispositivi datati o con specifiche modeste di gestire carichi di lavoro grafici complessi, eliminando le barriere tipicamente associate alla compatibilità dei driver e alla potenza di calcolo locale sui sistemi operativi basati su kernel Linux.  Oltre all'espansione della piattaforma, il servizio annuncia l'integrazione di dieci nuovi titoli, con una particolare attenzione al genere dungeon crawler e alle ultime uscite del mercato. Tra le novità di spicco figurano The Bard’s Tale IV: Director’s Cut e The Bard’s Tale Trilogy, titoli storici che rafforzano la libreria disponibile per gli abbonati Game Pass e i possessori di licenze Steam o Xbox. Il calendario delle prossime uscite vede inoltre l'arrivo imminente di Delta Force di Team Jade, previsto per il 3 febbraio, che promette combattimenti tattici ad alta intensità accessibili senza la necessità di download locali.   Molte delle nuove aggiunte sono già ottimizzate per sfruttare i server di fascia alta del servizio. Ecco l'elenco dei principali aggiornamenti della settimana: 
The Midnight Walkers (disponibile su Steam dal 28/01) 
Cairn (disponibile su Steam dal 29/01) 
Warhammer 40,000: SPACE MARINE 2 (versione Xbox e Game Pass dal 29/01) 
Half Sword e Vampires: Bloodlord Rising (disponibili su Steam dal 30/01) 
Serie Prototype (disponibile su Ubisoft Connect) L'integrazione di Linux nell'ecosistema nativo rappresenta un traguardo per la libertà di gioco: la possibilità di fruire della propria libreria titoli ovunque, direttamente dal cloud, indipendentemente dal sistema operativo scelto dall'utente. 
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Dal mare alla pioggia 'rumore rosa' falso amico del sonno, può ridurre fase Rem

(Adnkronos) - Le onde del mare, il fruscio delle foglie, la pioggia che batte o il fluire di un ruscello. Ma anche, per gli amanti del genere, ventilatori o aspirapolvere. Lo chiamano 'rumore rosa' ed è quel rumore di fondo che suona uniforme e statico. In molti lo utilizzano per favorire il sonno, tanto che sono in commercio App o vere e proprie 'compilation di pink noise' che riproducono suoni ambientali, sponsorizzati come aiuti per dormire. Ma la scienza mette in guardia: potrebbe non essere così automatico che mettere in cuffia questo tipo di rumore sia un'abitudine amica del buon riposo. Anzi, un nuovo studio lancia il contrordine: il rumore rosa può ridurre la fase Rem del sonno ristoratore e interferire con il recupero che si ottiene di notte quando si chiudono gli occhi e ci si lascia andare fra le braccia di Morfeo.  Meglio ricorrere ad altro, dunque. Secondo gli autori del lavoro pubblicato sulla rivista 'Sleep', i tappi per le orecchie si sono rivelati significativamente più efficaci nel proteggere il sonno, dicono gli esperti dalla Perelman School of Medicine dell'University of Pennsylvania. Con il rumore rosa si rischia di ottenere invece l'effetto opposto, cioè danneggiare la qualità del sonno. Le evidenze raccolte mettono in discussione l'uso diffuso - come aiuti per dormire - di apparecchi e App in grado di trasportarci nella natura. "La fase Rem del sonno è importante per il consolidamento della memoria, la regolazione emotiva e lo sviluppo del cervello - spiega l'autore principale dello studio, Mathias Basner, professore esperto di sonno e cronobiologia in psichiatria - I nostri risultati suggeriscono che riprodurre rumore rosa e altri tipi di rumore a banda larga durante il sonno potrebbe essere dannoso soprattutto per i bambini, il cui cervello è ancora in via di sviluppo e che trascorrono molto più tempo nella fase Rem rispetto agli adulti". I ricercatori sono arrivati a questa conclusione osservando 25 adulti sani, di età compresa tra 21 e 41 anni, in un laboratorio del sonno, durante sessioni di sonno di 8 ore per 7 notti consecutive. I partecipanti hanno riferito di non aver mai fatto uso di 'rumore' per aiutarsi a dormire né di aver sofferto di disturbi del sonno. Per l'esperimento gli scienziati li hanno fatti dormire in condizioni diverse: esposizione al rumore degli aerei; al rumore rosa; al rumore degli aerei con rumore rosa e al rumore degli aerei con tappi per le orecchie. Ogni mattina i partecipanti hanno completato test e sondaggi per misurare la qualità del sonno, lo stato di allerta e altri effetti sulla salute.  Quando dormiamo, illustrano gli autori dello studio, attraversiamo più volte fasi di sonno profondo e di sonno Rem. Il sonno profondo è importante per il recupero fisico, per il consolidamento della memoria e l'eliminazione delle tossine dal cervello. Il sonno Rem, chiamato anche sonno onirico, è importante per la regolazione emotiva, per le capacità motorie e per lo sviluppo cerebrale. In questo modo, il sonno profondo e la fase Rem si completano a vicenda e insieme garantiscono che ci svegliamo rigenerati al mattino, pronti per il giorno successivo. Cos'è il rumore rosa? E' un tipo di rumore a banda larga, cioè un suono continuo distribuito su un'ampia gamma di frequenze, e include anche il noto rumore bianco e altri rumori 'colorati', come il marrone e il blu. I diversi colori del rumore differiscono nel loro contenuto energetico lungo lo spettro udibile, il che determina se suonano acuti o gravi. Anche i suoni della natura - per esempio il rumore dell'oceano o della pioggia - sono suoni a banda larga, e allo stesso modo molti elettrodomestici, come condizionatori e ventilatori, producono suoni a banda larga.  Che cosa è emerso dal test eseguito dagli scienziati? L'esposizione al rumore degli aerei, rispetto all'assenza di esposizione, è stata associata a circa 23 minuti in meno a notte trascorsi nella fase N3, cioè il sonno più profondo. I tappi per le orecchie hanno prevenuto in larga misura questo calo del sonno profondo. Il solo rumore rosa a 50 decibel (spesso paragonato al suono di una pioggia moderata) è stato associato a una riduzione di quasi 19 minuti della fase Rem. Se il rumore rosa veniva combinato con il rumore degli aerei, sia il sonno profondo che quello Rem risultavano significativamente più brevi rispetto alle notti controllo, cioè quelle passate senza rumore, e il tempo trascorso svegli era ora anche 15 minuti più lungo, cosa che non era stata osservata nelle notti in cui il rumore degli aerei era presente da solo, oppure in cui c'era solo rumore rosa. I partecipanti hanno inoltre riferito che il loro sonno era più leggero, si svegliavano più frequentemente e la qualità complessiva del riposo era peggiore quando erano esposti al rumore degli aerei o al rumore rosa, rispetto alle notti senza rumore. A meno a che non utilizzassero i tappi per le orecchie.  I risultati, evidenziano i ricercatori, suggeriscono non solo che i tappi per le orecchie (utilizzati ad esempio da circa il 16% degli americani) sono probabilmente efficaci, ma anche che gli effetti generali sulla salute del rumore rosa e di altri tipi di aiuti per dormire basati sul rumore a banda larga devono essere studiati più a fondo. Se, insomma, le abitudini di milioni di persone - che ascoltano il rumore a banda larga ogni notte - possono causare un cattivo sonno, forse vale la pena di approfondire. Per dare un'idea dei numeri di questo fenomeno, gli esperti fanno notare che il rumore bianco e i podcast 'ambientali' pesano per 3 milioni di ore giornaliere sulla piattaforma Spotify, e i primi 5 video su YouTube con il tema 'rumore bianco' sono stati guardati più di 700 milioni di volte. Ciononostante, la ricerca sugli effetti del rumore a banda larga sul sonno rimane scarsa, secondo una recente revisione di Basner e colleghi. L'interruzione del sonno Rem è una caratteristica comune di disturbi come depressione, ansia e malattia di Parkinson. Tra l'altro Basner avverte che i bambini piccoli, rispetto agli adulti, trascorrendo più tempo nella fase Rem, potrebbero essere particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del rumore rosa. Eppure è comune che i genitori posizionino apparecchi accanto al letto dei loro neonati o bebè, con la buona intenzione di aiutarli ad addormentarsi e a rimanere addormentati. "Nel complesso, i risultati mettono in guardia contro l'uso del rumore a banda larga, soprattutto in queste fasce, e indicano che abbiamo bisogno di più ricerca nelle popolazioni vulnerabili, sull'uso a lungo termine, sui diversi colori del rumore a banda larga e sui livelli sicuri di rumore a banda larga in relazione al sonno", conclude Basner.   
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Telemedicina, da Agenas arriva il glossario nazionale

(Adnkronos) - E' disponibile il documento che fornisce il repertorio ufficiale e condiviso di definizioni e termini chiave relativi ai servizi e alle componenti tecnologiche della telemedicina nel contesto del Servizio sanitario nazionale. Il glossario nasce con l'obiettivo di garantire uniformità terminologica, coerenza normativa e interoperabilità tra i sistemi regionali e nazionali, rappresentando un riferimento comune per tutti gli attori coinvolti a livello clinico, organizzativo e tecnologico. "Il documento - si legge sul sito dell'Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - supporta la progettazione, l'implementazione e il monitoraggio dei servizi di telemedicina, favorendo l'adozione omogenea dei modelli operativi per l'erogazione dei servizi da parte dei professionisti sanitari e contribuendo all’attuazione delle misure previste dal Pnrr. Le definizioni sono state elaborate sulla base dei principali riferimenti normativi e tecnici nazionali e includono servizi come televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, teleassistenza, oltre alla descrizione delle infrastrutture e delle piattaforme di riferimento, tra cui la Piattaforma nazionale di telemedicina (Pnt)". "La nuova pubblicazione, finalizzata a uniformare il linguaggio e le definizioni della telemedicina, si affianca ai modelli orientativi già pubblicati su teleassistenza, teleconsulto, televisita, telemonitoraggio e telecontrollo, che forniscono un quadro di riferimento condiviso per la progettazione e l'organizzazione dei servizi di telemedicina. Insieme, i documenti contribuiscono a rafforzare un sistema di sanità digitale più integrato, interoperabile e sostenibile, in linea con gli obiettivi del Pnrr e del programma Next Generation Eu", conclude l'Agenas.  
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MV AGUSTA presenta Rush Titanio

(Adnkronos) -
MV Agusta ha presentato la nuova Rush Titanio, evoluzione in serie limitata della sua hyper-naked più radicale, in occasione di The I.C.E. a St. Moritz. Il modello, in arrivo nel 2026, sarà prodotto in 300 unità numerate e realizzate unicamente a Schiranna di Varese. La nuova MG Agusta Rush Titanio rappresenta l’interpretazione più estrema e raffinata del progetto Rush, con un forte focus su materiali pregiati, ingegneria di precisione e design italiano. Al centro vi è un quattro cilindri in linea da 1.000 cc
Euro5+, con ampio utilizzo di titanio comprese le 16 valvole radiali e le quattro bielle forgiate nello stesso materiale. La livrea esclusiva Nero Intenso con accenti Argento Magnum e Blu Titanio identifica questa speciale versione, mentre la produzione limitata e la costruzione artigianale svolta interamente a Varese ne rafforzano il posizionamento come oggetto da collezione. 
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