Milano-Cortina, Federalberghi Veneto: "Strutture ancora no sold out ma anticipare prenotazioni"
(Adnkronos) - "Il trend di prenotazioni che registriamo nel periodo 6-22 febbraio per le Olimpiadi e 6-15 marzo, che è il momento interessato dall'evento delle Paralimpiadi, è estremamente positivo per le aree interessate dall'evento e cioè il Bellunese, il Trevigiano e di riflesso anche Venezia. I tassi di occupazione delle strutture sono buoni, anche se una percentuale puntuale non è ancora disponibile perché siamo ancora in fase di elaborazione. Sold out? In questo momento disponibilità ce n'è ancora. Quindi il consiglio che mi sento di dare è, nei limiti ovviamente delle proprie possibilità, di anticipare le prenotazioni su quelle aree per non trovarsi all'ultimo momento a non trovare disponibilità alberghiera". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto, fa il punto sull'offerta alberghiera del versante veneto in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Le polemiche sulla crescita dei prezzi
E sulle polemiche sul boom dei prezzi nelle strutture ricettive a Cortina e nel Bellunese per il periodo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina Schiavon risponde: "È inevitabile che anche ci sia un incremento dei costi ma questa è una legge di mercato e laddove c'è una maggiore pressione alla domanda è chiaro che l'offerta sale in termini di prezzo. Queste sono dinamiche di mercato che non è che abbiamo inventato noi o gli albergatori di Cortina. Dopo l'evento tutto tornerà a una sorta di normalità, di questo ne sono certo, dal punto di vista anche del prezzo che oggi preoccupa molto alcune fasce di clientela", sottolinea. Schiavon ricorda che il tema ospitalità per l'evento "non riguarda solo ed esclusivamente l'area del Cortinese, ma andrà a interessare l'intero territorio della provincia di Belluno, si estenderà anche sul trevigiano e con qualche coda anche sul veneziano. Il brand è Cortina, ma in realtà su questo evento si stanno muovendo almeno due province, Belluno e Treviso, e anche Venezia di riflesso è interessata dall'evento", conclude. Secondo i dati di Federalberghi a Belluno si contano 381 alberghi , 8393 camere, 17768 letti. E in particolare a Cortina 58 alberghi e 4742 letti. Le presenze nella provincia di Belluno nelle strutture ricettive nel 202 sono state 1997834. Effetto traino per gli alberghi ancora prima dell'evento E Schiavon spiega come i primi effetti per il settore turistico del territorio già si vedano. "In questo momento -spiega- l'evento Milano-Cortina, solo per come viene 'traghettato' anche nei media, sta generando dei flussi sui territori" di Cortina e del Bellunese "inaspettati. Abbiamo visto una crescita importante, anche un più 8% rispetto al 2024 dei tassi di occupazione delle strutture, in periodi magari dove in altre realtà del Veneto o erano statici o avevano perso qualche punto percentuale. Cominciamo a interrogarci sul come mai questo sta avvenendo, perché non abbiamo modificato sostanzialmente le nostre strategie di marketing o di partecipazione ai mercati internazionali, quindi questo ci lascia pensare che probabilmente il traino dell'effetto olimpionico e della promozione che sta facendo Milano-Cortina sta attraendo anche dei mercati ai quali non eravamo abituati a rivolgerci, perché c'è anche la presenza di un mercato asiatico nelle nostre montagne che onestamente per gli operatori costituisce una vera e propria sorpresa. Non erano abituati a avere a che fare con mercati asiatici. Quindi un traino che è già iniziato prima dell'evento, confermato ovviamente dai numeri in crescita che ha fatto registrare il cluster della montagna", sottolinea. Secondo Schiavon "è un po' un volano che l'evento olimpionico sta generando, economico e anche di grandi opportunità di rilancio della destinazione e del prodotto turistico montano", aggiunge. La situazione di infrastrutture e impianti Ma a che punto sono infrastrutture e impianti? "Dal punto di vista infrastrutturale -spiega Schiavon- direi che complessivamente le cose stanno andando bene, anche come cronoprogrammi, sia sulle arterie di collegamento, sia sulla parte impiantistica. Sicuramente per l'evento arriveremo puntuali e pronti con tutto quello che è stato pianificato, sebbene in questo momento è chiaro che qualche disagio su quel territorio si manifesta. E' un po' una piccola rivoluzione che è stata messa in campo per consentire di ospitare un evento di questa portata". Secondo Schiavon "a livello di strutture alberghiere è stato fatto uno sforzo importante anche di ammodernamento su quell'area, con l'innesto dei gruppi di investimento, anche di fondi esteri, che hanno rilevato strutture alberghiere, le hanno riclassificate, anche riposizionandole sul mercato del cinque stelle, quindi Cortina vedrà sicuramente elevarsi il livello qualitativo dell'offerta ricettiva di quell'area", sottolinea. E per questo motivo secondo Schiavon "la valutazione che va fatta non deve considerare soltanto queste settimane di evento, ma sarà uno sforzo e una riqualificazione di un'area che poi forse vedrà i suoi effetti più sul lungo termine che sul breve e limitatamente appunto all'evento olimpionico", spiega. E Schiavon sottolinea che "se non avessimo avuto questa opportunità" delle Olimpiadi "difficilmente saremmo stati in grado, anche solo come Regione Veneto, di sostenere uno sforzo economico per realizzare le opere. Non ci sarebbero stati probabilmente i fondi, quindi questa diventa anche una occasione straordinaria in tutti i sensi. Non solo per far vedere quella che sarà la qualità della ricettività veneta e in termini di ospitalità di un evento di questo tipo, ma anche per rafforzare tutto il sistema infrastrutturale di quel territorio che diversamente non sarebbe stato possibile fare". I disagi legati ai lavori per l'evento Per Schiavon "è chiaro che qualcuno lamenta qualche disagio in questo momento, ma riteniamo che tutto sarà ampiamente compensato al termine di un'operazione che si concluderà dal punto di vista delle opere con le Olimpiadi, ma che dal punto di vista dei benefici si prolungherà per un lungo termine e questo darà competitività a quell'area e alle aziende di quel territorio", aggiunge. E il presidente di Federalberghi rassicura i colleghi operatori del turismo che "hanno investito su una clientela fidelizzata e che rischiano di non poterla soddisfare nel corso delle Olimpiadi perché i posti verranno assorbiti ovviamente dalle ospitalità di tutta la macchina organizzativa e di tutti gli ospiti legati nello specifico all'evento. Penso che sia un po' un problema che potrà essere bypassato nel lungo termine. Una volta terminato l'evento avranno ancora un maggiore interesse, un maggiore impulso a tornare su quei territori, anche clienti che proprio nelle due settimane o quattro settimane dell'evento non sono riusciti a trovare posto e avranno ancora più voglia di tornarci. Quindi è una preoccupazione relativa", sottolinea. E Schiavon sottolinea anche "che bisogna tenere conto che c'è un elemento meteorologico significativo che decreterà poi la partenza della 'macchina' delle prenotazioni sulla stagione invernale, e cioè le nevicate che in questo momento ancora languono su quell'area", aggiunge. (di Fabio Paluccio)
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CSET Pre-Event 2025: sicurezza digitale tra OT, AI e resilienza collettiva
(Adnkronos) - La Stazione Marittima di Genova ha ospitato ieri la sesta edizione del CSET Pre-Event, l’appuntamento promosso da HWG Sababa che si conferma uno dei momenti più rilevanti per il dialogo strategico tra aziende, istituzioni, ricercatori e operatori della cybersecurity. Più che una semplice anteprima della CSET Conference, l'incontro è stato una piattaforma per osservare le rapide trasformazioni in corso e riflettere su come la sicurezza digitale stia ridefinendo infrastrutture, processi, competenze e, soprattutto, i meccanismi decisionali. In un contesto globale caratterizzato da una rapida evoluzione di minacce, attaccanti e tecnologie, il tema centrale emerso è stato la necessità di sviluppare una consapevolezza condivisa, capace di connettere mondi diversi, dall'industria al settore pubblico, dalla ricerca al territorio. Nel corso della serata, tre momenti di confronto hanno esplorato gli snodi cruciali della difesa cyber contemporanea:
Protezione OT e sistemi industriali: si è discusso della tutela dell’Operational Technology (OT) e dei sistemi industriali, oggi esposti ad attacchi che non impattano più solo la continuità del business, ma mettono a rischio anche la sicurezza fisica di persone e infrastrutture critiche.
Risposta agli incidenti: è stata evidenziata la complessità della risposta agli incidenti, che richiede un coordinamento serrato tra tecnologia, governance dei dati, competenze tecniche e il ruolo legale, in uno scenario arricchito — e complicato — dall'integrazione dell’Intelligenza Artificiale.
Sicurezza basata sul comportamento: è stata posta l’attenzione sulla convergenza tra dati, identità e comportamenti come fondamento di un modello di sicurezza moderno, basato sulla collaborazione, sulla intelligence e sulla fiducia distribuita.
Alessio Aceti, CEO di HWG Sababa, ha inquadrato l'evento come un laboratorio strategico: "Il CSET Pre-Event è, per noi, un laboratorio di visione. Non si tratta solo di parlare di strumenti o soluzioni, ma di capire come possiamo costruire resilienza collettiva in un mondo che cambia rapidamente. Anche se le nostre sedi principali sono a Verona e Milano, Genova per noi è una seconda casa – un luogo con cui condividiamo progetti, valori e un’idea di crescita sostenibile del digitale." L’incontro ha rappresentato il prologo ideale alla CSET Conference 2025, organizzata da START4.0 il 12 e 13 novembre nella stessa sede, rafforzando la continuità tra ecosistema industriale, istituzioni e aziende del territorio ligure. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutti i partner dell’evento, tra cui B-right lawyers, Code Blue, Delinea, Keepit, Netskope, Palo Alto Networks, Proofpoint, Recorded Future, Tenable, Trend Micro e il Centro di Competenza Mimit Start 4.0.
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A Roma è boom in farmacia per kit gratis che trova droghe nei drink- Video
(Adnkronos) - Aumentano le nuove sostanze psicoattive (Nps) circolanti in Italia - ne sono state identificate 79 - che possono essere impiegate nei casi di violenza sessuale. Parliamo di sedativi, narcotici come il Gbl e il Ghb, ma anche oppiacei, stimolanti, cannabinoidi e allucinogeni: sostanze spesso sciolte in un drink all'insaputa della vittima per stordirla e favorire il cosiddetto 'drink spiking', un'aggressione sessuale. A novembre è stata lanciata dalle farmacie di Roma e provincia un'iniziativa in ottica di prevenzione e sensibilizzazione: la distribuzione di 1.500 kit rapidi per il rilevamento di sostanze stupefacenti versate nelle bevande. In pochi giorni ne sono stati distribuiti già 720, suscitando grande interesse. L'iniziativa 'Il consenso non si scioglie in un drink' è nata grazie alla collaborazione tra Federfarma Roma, Farmaciste insieme, Associazione Telefono Rosa, Associazione Differenza Donna, Associazione PonteDonna, Casa delle Donne Lucha y Siesta, Centro Donna Lisa, Cooperativa Be Free e GenerAct. Gli stick (kit Cyd - Check Your Drink) permettono un controllo rapido e discreto: basta una goccia di bevanda sull'area reattiva per osservare subito un marcato cambio di colore in presenza delle sostanze ricercate (ECCO COME FUNZIONA). Il kit è stato progettato per riconoscere un'ampia gamma di sostanze, con accuratezza fino al 98% per chetamina, Ghb, cocaina e scopolamina, la cosiddetta 'droga dello stupro'. E' possibile consultare il calendario con le farmacie aderenti e le date in cui sarà possibile ritirare il kit Cyd - Check Your Drink sul sito e sui social di Federfarma Roma. L'Adnkronos Salute ha partecipato a una giornata di distribuzione a Roma alla Farmacia Po. Come funziona il kit? "All'interno ci sono delle strisce con due colorazioni, una gialla e una rosa - spiega Giorgio Damiani, titolare della farmacia - La persona a cui è stato offerto un drink, o che ha un sospetto rispetto a una bevanda, potrà con un dito toccare il drink e poi le strisce. Se si colorano vuol dire che c'è una sostanza psicoattiva che può essere cocaina, scopolamina, benzodiazepina, o altre che servono ai malintenzionati per far perdere i sensi e stordire una persona". Attenzione, però: non sempre ciò che è nel drink può essere rilevabile. "Sostanze colorate di rosso - precisa il farmacista - possono dare dei falsi positivi, se c'è il lime o il limone possono dare dei falsi negativi. L'iniziativa vuole essere di sensibilizzazione soprattutto ai giovani: state attenti a ciò che accade nei locali e in alcune situazioni a rischio. Il kit è un aiuto, ma non è una soluzione". "Il valore dell'iniziativa è informativo - racconta Valeria Bertoni, volontaria di Donne in genere del Centro antiviolenza Donna Lisa - è un nuovo metodo per approcciarci alle persone e combattere le droghe dello stupro. Cerchiamo di fare formazione, di sensibilizzare e di coinvolgere le fasce d'età più basse. Si deve riflettere sul tema del consenso che - conclude - deve essere libero, informato e sempre esplicito. In questo modo di possono prevenire le violenze dirette dovute all'uso delle sostanze stupefacenti.
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ReSMART Index al Parlamento UE: nuova bussola per sostenibilità e innovazione urbana
(Adnkronos) - Il Parlamento Europeo è stato teatro dell'incontro "Housing in Europa: strumenti, regolazione e soluzioni strutturali", un dibattito cruciale dedicato al tema dell’abitare sostenibile e alle politiche necessarie per rendere il diritto alla casa più accessibile e inclusivo. L'evento, che ha riunito istituzioni, esperti e stakeholder del settore, ha posto l'attenzione sulla necessità di dotarsi di strumenti regolatori e tecnologici per affrontare le sfide strutturali del mercato immobiliare europeo. Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato l’amministratore delegato di Asacert Fabrizio Capaccioli, il Ceo di Planet Smart City Advisory Pietro Putetto, e gli europarlamentari Paolo Borchia, Susanna Ceccardi e Silvia Sardone, è stato presentato ufficialmente il ReSMART Index. Il ReSMART Index è un nuovo sistema di certificazione promosso da Asacert-Società Benefit in collaborazione con Planet Smart City Advisory. Questo strumento è stato ideato per misurare in modo oggettivo e trasparente la sostenibilità, l’innovazione e l’impatto sociale dei progetti immobiliari e urbani, introducendo un elemento di chiarezza e misurabilità nel mercato.
Fabrizio Capaccioli, amministratore delegato di Asacert, ha sottolineato l'importanza istituzionale del lancio: “Presentare il ReSMART Index al Parlamento europeo rappresenta un momento di grande significato: è il riconoscimento di un percorso che unisce ricerca, innovazione e responsabilità. Con questa certificazione portiamo in Europa uno strumento capace di misurare l’innovazione reale, che genera valore per le persone, per le città e per il mercato immobiliare. È un passo concreto verso un modello di sviluppo urbano più intelligente, trasparente e orientato al benessere collettivo.” A questo si aggiunge la prospettiva di Pietro Putetto, CEO di Planet Smart City Advisory, che ha rimarcato l'approccio oggettivo dello strumento: “Con il ReSMART Index vogliamo portare un approccio nuovo alla misurazione della qualità urbana. Oggi parlare di quartieri intelligenti significa saper quantificare, con criteri oggettivi, quanto un progetto sia realmente sostenibile e orientato al benessere della comunità. Il nostro obiettivo è fornire a sviluppatori e investitori uno strumento certificato, trasparente e in grado di tradurre la sostenibilità in valore misurabile.” L’incontro ha confermato il ruolo centrale del settore housing nelle politiche europee di transizione ecologica e innovazione urbana. Gli interventi degli europarlamentari hanno evidenziato la necessità di calibrare le direttive comunitarie sulle specificità nazionali. L'eurodeputato Susanna Ceccardi ha posto l'accento sulla situazione italiana: “In Italia il diritto all’abitare sta cambiando, ma il mercato immobiliare resta tra i più accessibili d’Europa, con margini di crescita sostenibile. Serve però affrontare le criticità urbane e rendere più efficiente la giustizia civile per favorire investimenti. Il Governo punta sulla riqualificazione dell’edilizia pubblica e sull’efficienza energetica come motori di valore. La direttiva ‘Case Green’, in questo senso, va interpretata con realismo e rispetto delle specificità nazionali.” Infine, l'europarlamentare Paolo Borchia ha sintetizzato la sfida normativa e sociale del futuro: “Il dibattito odierno sull’abitare ci conferma che non possiamo più guardare alla casa solo come a un bene personale, ma come a un pilastro della coesione sociale, della sostenibilità e dell’innovazione urbana... Le politiche europee devono dotarsi di strumenti che non siano solo finanziari o normativi ma anche certificati, trasparenti e orientati al benessere collettivo... L’efficienza energetica, la digitalizzazione e la rigenerazione urbana sono leve che non possono più essere rinviate.”
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Roma, 2 nuovi Medical Center del policlinico Campus Bio-Medico nel 2027
(Adnkronos) - Due nuovi Medical Center della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico apriranno nel 2027 a Roma nei quartieri Eur Torrino e San Paolo, potenziando l'offerta sanitaria in 2 aree strategiche della Capitale per offrire ai cittadini cure sempre più efficaci e accessibili, grazie anche all'attività svolta in 'Tariffa amica', oltre a quella in regime privato e assicurato. I nuovi centri - informa la Fondazione in una nota - estenderanno il modello di prossimità del policlinico, fondato sull'integrazione tra territorio e ospedale, in grado di unire innovazione, qualità clinica e attenzione alla persona. Il poliambulatorio del Campus Bio-Medico nel quartiere Eur Torrino aprirà a inizio 2027 in via Amsterdam, a meno di 10 minuti di auto dalla via Pontina e dalla via del Mare, e si svilupperà su oltre 2mila metri quadrati distribuiti su 2 piani. Sarà dotato di 32 ambulatori specialistici, uno chirurgico e ambienti dedicati alla diagnostica per immagini, che comprenderanno risonanza magnetica 3 Tesla con tecnologia Whole Diffusion, ecografia, mammografia, radiografia, mineralometria ossea computerizzata (Moc) e Cone Beam. Completerà l'offerta un punto prelievi. Il nuovo poliambulatorio rappresenterà un presidio moderno e facilmente accessibile, pensato per rispondere in modo concreto ai bisogni di salute della popolazione nel quadrante sud della città. Il Medical Center del Campus Bio-Medico in zona San Paolo, invece, aprirà nell'autunno 2027 in via Ostiense, a pochi passi dalla Basilica di San Paolo fuori le mura e dalla fermata della metropolitana B di Roma. Si estenderà su 4 piani per un totale di 2.655 metri quadrati. Il centro sarà focalizzato su check-up personalizzati e medicina preventiva, con 16 ambulatori specialistici, un ambulatorio chirurgico e una dotazione tecnologica di diagnostica avanzata che comprende risonanza magnetica 3 Tesla con tecnologia Whole Diffusion, Tac di ultima generazione, mammografia, Moc, Rx Polifunzionale, Cone Beam e 4 stanze per le ecografie. A questi servizi si aggiungeranno un punto prelievi e un'area odontoiatrica con 4 riuniti operativi. L'attività della struttura sarà specialmente dedicata alla Tariffa amica, l'iniziativa di privato sociale del policlinico che consente di effettuare visite specialistiche ed esami diagnostici a prezzi calmierati. L'obiettivo è rendere l'accesso alle cure di qualità sempre più equo e sostenibile, a beneficio delle famiglie e dei cittadini. La riqualificazione dell'immobile, inoltre, permetterà di restituire al quartiere un centro di prossimità e cura in un'area storica di Roma in profonda trasformazione. "Con queste 2 nuove aperture la nostra Fondazione compie un passo importante nel percorso di crescita e di servizio alla collettività - dichiara il presidente della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico, Carlo Tosti - E' un progetto che nasce da una visione chiara: portare la professionalità e i valori che ci contraddistinguono sempre più vicino ai cittadini, nel solco di quella scienza per l'uomo che guida da sempre la nostra istituzione. Con questi nuovi centri vogliamo rendere più semplice l'accesso alle cure e ai percorsi di prevenzione, garantendo servizi affidabili e in sintonia con la vita quotidiana delle persone, là dove vivono, lavorano e studiano". "I 2 nuovi Medical Center del Campus Bio-Medico nei quartieri Eur Torrino e San Paolo rappresentano una tappa strategica del piano di sviluppo del nostro policlinico - afferma l'amministratore delegato e direttore generale della Fondazione, Paolo Sormani - Sono spazi pensati per rafforzare sempre più l'integrazione ospedale-territorio ampliando la nostra rete di prossimità con strutture moderne, tecnologicamente avanzate e focalizzate sulla persona, in linea con la nostra missione che ha sempre al centro l'umanizzazione delle cure. In questo quadro, la Tariffa amica gioca un ruolo fondamentale: ci permetterà di offrire prestazioni di alto livello a prezzi sostenibili, così da rendere concreto il nostro impegno per una sanità accessibile e solidale. In una sola frase: un'unica missione, più luoghi di cura". Le 2 nuove strutture - ricorda la nota - si aggiungono ai poliambulatori già operativi in via Longoni nel quartiere Prenestino e a Porta Pinciana nel cuore di Roma e al Centro per la salute dellanziano (Cesa) di Trigoria, rafforzando la rete di presidi sanitari nella regione e creando una filiera integrata tra policlinico e territorio in grado di offrire continuità assistenziale e percorsi di prevenzione facilmente accessibili alla cittadinanza e alle comunità locali.
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Alzheimer, presentato in Senato progetto per indagine conoscitiva
(Adnkronos) - In Italia si stima che oltre 1,2 milioni di persone convivano con una demenza, di cui circa 600mila con malattia di Alzheimer, con più di 4 milioni di familiari che assolvono al ruolo di caregiver. Con il progressivo invecchiamento della popolazione, questi numeri sono destinati a crescere sensibilmente nei prossimi anni. Ma il Paese è pronto per affrontare questa nuova sfida? In questo contesto è stata presentata oggi in Senato - promossa da Guido Quintino Liris, membro della V Commissione permanente Bilancio di Palazzo Madama, e alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali - l'iniziativa di un'indagine conoscitiva sullo stato della rete nazionale Alzheimer. L'obiettivo è raccogliere dati, testimonianze e analisi per verificare il grado di prontezza del Servizio sanitario nazionale nella presa in carico dei pazienti e per orientare futuri interventi legislativi. L'indagine mira inoltre a definire le azioni necessarie per garantire l'integrazione delle terapie già disponibili in altri Paesi (come Usa, Cina, Giappone e Australia) nel Ssn italiano, e a proporre un modello di governance uniforme che riduca le disuguaglianze oltre che assicurare un accesso equo e tempestivo ai percorsi di diagnosi, cura e assistenza. "L'Alzheimer rappresenta una delle più grandi sfide del nostro tempo, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale, economico e umano - afferma Liris - Oggi più che mai è necessario un impegno condiviso per costruire una nuova governance nazionale capace di garantire equità, tempestività e qualità nei percorsi di diagnosi, cura e assistenza". L'indagine prevede una serie di audizioni che coinvolgeranno ministero della Salute, ministero dell'Università e della Ricerca, Conferenza delle Regioni, Aifa, Istituto superiore di sanità, Agenas, società scientifiche, associazioni di pazienti ed esperti di settore e sarà avviata tra gennaio e febbraio 2026. L'iniziativa - spiegano in una nota gli organizzatori - nasce dalla consapevolezza della necessità di aggiornare il quadro di governance e di rafforzare la capacità organizzativa del sistema, adottando un approccio sistemico che integri prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle innovazioni terapeutiche e presa in carico sul territorio. Il Piano nazionale demenze del 2014, infatti, se a suo tempo ha rappresentato un passo avanti importante, oggi mostra evidenti limiti rispetto alle esigenze attuali: non tiene conto, ad esempio, delle innovazioni e dei progressi in ambito diagnostico e terapeutico, né delle attuali sfide demografiche. Di conseguenza, la mancanza di linee guida aggiornate e integrate con le nuove tecnologie e approcci terapeutici limita la capacità dei professionisti sanitari nella fornitura di cure adeguate. "Su questo tema - sottolinea Alessandro Padovani, già presidente della Società italiana di neurologia e direttore della Clinica Neurologica dell'università di Brescia - ci sarebbe molto da dire, ma potremo cominciare con il modello delle reti oncologiche, ovvero di un sistema che permetta di definire livelli di complessità dal territorio al centro hub, che prevede lo sviluppo di gruppi multidisciplinari in grado di gestire la complessità delle nuove terapie biologiche e personalizzate e focalizzati sulla cura integrata del paziente in ottica olistica e di benessere a 360 gradi". "La risposta alla sfida dell'Alzheimer passa da un dialogo costante tra pubblico e privato, fondato sulla condivisione di conoscenze - evidenzia Adele Patrini, presidente di Fondazione per la sostenibilità sociale - È per questo che la Fondazione si pone anche come ponte tra il mondo delle aziende e quello delle istituzioni, favorendo un confronto trasparente e costruttivo che metta al centro il paziente e la qualità delle cure. Collaboriamo da tempo con il cluster neuro e con aziende come GE HealthCare ed Eli Lilly che, insieme, rappresentano un modello virtuoso di alleanza tra ricerca, innovazione e istituzioni. Modello che si pone l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una governance nazionale capace di valorizzare l’innovazione a favore dei pazienti". "Oggi abbiamo visto un esempio concreto di come le istituzioni, i clinici e le aziende possano fare squadra per migliorare la vita dei pazienti - dichiara William Vaccani, General Manager Pharmaceutical Diagnostics di GE HealthCare Italia - La diagnostica per immagini gioca un ruolo fondamentale nel percorso terapeutico dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer. In questo contesto, GE HealthCare investe nell'innovazione tecnologica e farmaceutica in ambito Pet e risonanza magnetica per portare soluzioni a supporto dei pazienti e dei loro caregiver". Aggiunge Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy Hub-Lilly: "L'Alzheimer è oggi una delle principali priorità di salute pubblica, con enormi ricadute sociali che gravano su famiglie e comunità locali. Da oltre trent'anni Lilly è in prima linea nella ricerca di opzioni terapeutiche per questa patologia. E' fondamentale intervenire precocemente: una diagnosi precoce può restituire tempo e qualità di vita. Ecco perché, oggi più che mai, è necessaria una forte sinergia tra pubblico e privato per implementare diagnosi e presa in carico precoce, collaborando nello sviluppo di nuovi modelli sanitari che rendano accessibile l'innovazione terapeutica a tutti coloro che sono ancora in attesa di una speranza di cura".
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Gianni Gallucci: "Medioriente, mercato strategico per bilanciare il rischio Paese"
(Adnkronos) - "Guardare all’Arabia Saudita oggi significa guardare al futuro dell’imprenditoria europea". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Gianni Gallucci, direttore generale di Gallucci e segretario generale di Yes for Europe, in occasione della sua partecipazione al Biban Forum 2025 e in vista della prossima missione istituzionale organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il 25 e 26 novembre. Dopo anni segnati da crisi geopolitiche, conflitti e instabilità dei mercati, Gallucci sottolinea la necessità di diversificare i propri orizzonti commerciali e di esplorare nuovi scenari di crescita. "L’aumento dei dazi - spiega Gallucci - imposti dagli Stati Uniti e l’incertezza legata ai rapporti commerciali transatlantici stanno mettendo sotto pressione molte filiere produttive europee. In questo contesto, il Medio Oriente e in particolare l’Arabia Saudita, rappresenta un mercato strategico per bilanciare il rischio Paese, aprendo nuove rotte di collaborazione economica e culturale che permettono alle imprese di rafforzare la propria presenza globale". "Le difficoltà - sottolinea - che il mondo della moda e del manifatturiero stanno attraversando, unite alle tensioni nei rapporti commerciali internazionali, ci spingono a guardare verso mercati più dinamici, solidi e aperti alla collaborazione. L’Arabia Saudita oggi rappresenta esattamente questo: una piattaforma per costruire valore nel lungo periodo". Grazie alla Vision 2030, il Regno Saudita sta trasformando la propria economia, investendo in innovazione, design, turismo, sostenibilità, cultura e formazione. "E' un Paese - prosegue Gallucci - che sta ridefinendo la propria identità economica e culturale e che guarda con grande interesse all’esperienza e alla qualità del Made in Italy. I clienti non cercano solo prodotti, ma storie, competenze e partnership: un terreno ideale per le imprese europee che vogliono crescere e innovare" La storia della Gallucci, azienda calzaturiera di famiglia dal colore arancio che affonda le proprie radici centenarie nel distretto marchigiano, riflette pienamente questo spirito di adattamento e visione strategica. Oggi, accanto alla produzione di calzature per bambini, l’azienda distribuisce anche una linea di scarpe da adulto di alta qualità, scelta che nasce proprio dalla volontà di diversificare i mercati e i segmenti di prodotto di fronte a un contesto globale sempre più complesso. Attualmente, l’azienda distribuisce principalmente in Europa, Russia e Nord America. Nel corso degli anni, la qualità delle calzature e degli accessori in pelle 100% Made in Italy ha conquistato clienti d’eccellenza: la famiglia reale svedese, la famiglia reale belga, celebrità internazionali come Madonna, Jennifer Lopez, Sarah Jessica Parker, e sportivi di fama mondiale come Klay Thompson, Stephen Curry e Kevin Durant. Nel 2017, Gallucci ha avviato una partnership con la NBA (National Basketball Association), realizzando prodotti esclusivi per gli atleti in occasione dell’All Star Game, e nel 2020 ha fornito le calzature ai giocatori del Cagliari Calcio per celebrare il centenario della società. Attraverso Yes for Europe, che riunisce le associazioni dei giovani imprenditori di oltre venti Paesi europei, Gianni Gallucci porta avanti la stessa visione di apertura e collaborazione internazionale, promuovendo progetti e scambi che favoriscano la nascita di nuove reti imprenditoriali euro-mediterranee. “Il nostro obiettivo -sostiene - è creare ponti e non confini. L’Arabia Saudita è oggi una delle destinazioni più attrattive per chi vuole connettere tradizione e modernità, visione e concretezza. E' il momento per le imprese europee di esserci, insieme, con fiducia e strategia".
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Le top 5 cliniche per Trapianto Capelli Turchia nel 2025
(Adnkronos) -
in collaborazione con: Cosmedica
Uno dei trattamenti estetici maggiormente richiesti negli ultimi anni sono i trapianti di capelli. Questo perché ai nostri giorni abbiamo una tecnologia tale da riuscire ad andare a risolvere disparate casistiche, dando una soluzione definitiva. Questo può essere grazie alle tecnologie ma anche alle procedure di routine affiancate e l’attenzione individuale verso ogni casistica. Tutti questi aspetti fanno la differenza che porta a propendere il paziente nel fare la sua scelta.
L’offerta internazionale è copiosa, ma spiccano certi paesi piuttosto che altri per vari motivi. Uno dei paesi con ingente richiesta è la Turchia, che si conferma come meta di destinazione del turismo medico specializzato, per chi soffre di caduta dei capelli. Tutte le procedure sono svolte in modo sicuro e professionale, per questo il trapianto capelli Turchia è oggi apprezzato a livello internazionale. I vantaggi di scegliere come meta questo paese non sono solo di tipo tecnologico. Andiamo ad analizzare 5 cliniche richieste e capiamo perché la scelta del trapianto capelli Turchia è gettonata. Da dieci anni la Turchia è diventato un vero e proprio paese di riferimento nel settore della tricologia. Andare a fare il trapianto di capelli Turchia è un'opzione che porta vantaggi al paziente. Fra i cinque principali vediamo: 1. Il costo trapianto capelli Turchia è molto più vantaggioso rispetto ad altri paesi fra cui gli Stati Uniti e l’Italia. 2. Il personale è qualificato e multilingue, si può avere anche un interprete in aiuto. 3. Ci sono strutture moderne e vengono utilizzati metodi dell'avanguardia. 4. In aggiunta al trattamento, è possibile anche avere tutto il pacchetto di spostamento e logistica. 5. Il paziente viene anche seguito nella fase post operatoria.
Andando ad analizzare i dati per quelli che sono gli interventi di trapianto in Turchia, questi sono in crescita costante del 20% annuo, il che implica che gli utenti si fidano e la scelgono come meta. Vediamo quindi quali sono le cliniche più apprezzate dai clienti. Numerose sono le cliniche per il trapianto capelli in Turchia. Queste cliniche vengono considerate efficienti per tutte le motivazioni sopra menzionate. Conosciamole insieme. Cosmedica è presente in Turchia da oltre ben da oltre 16 anni e viene guidata nel settore dal Dottor Levent Acar, che è uno specialista di esperienza pluriennale con alle spalle oltre 20.000 interventi di successo e ha un approccio estremamente professionale, andando a utilizzare delle tecniche come la DHI Sapphire e la FUE. In questa clinica si utilizzano delle strumentazioni e delle tecniche avanzate. Fra i suoi fiori all'occhiello il fatto che il suo team è comunque parlante inglese, con possibilità di avere traduttori nella lingua richiesta e i prezzi medi possono andare dai 2.000 ai 3.000 euro rispetto ai prezzi medi dalla tecnica DHI Saphire completa in Italia, che si aggirano sui 6-8000 euro. Al secondo posto posizioniamo la Medhair Clinic, dove si applicano il trapianto di capelli FUE e DHI. Una delle caratteristiche di questa clinica è quella di offrire il trapianto "chiavi in mano": si occuperà anche in questo caso di tutto la clinica. Il paziente viene seguito passo dopo passo con spiegazioni chiare su cosa succederà e sulle routine da adottare. Lo staff organizza il viaggio, la logistica e la cura post operatoria. Sul sito della clinica è presente una copiosa galleria che mette in evidenza quelli che sono gli effetti del trapianto di capelli prima e dopo in maniera da potersi fare un'idea chiara. Agiscono anche su altre parti del corpo quale potrebbe essere, per esempio, la barba. Specializzata in alopecia androgenetica, questa clinica è quella che viene definita la più grande al mondo nel settore della tricologia: infatti ha una superficie di circa 18.000 metri quadrati disposti su 12 -13 piani e si trova nella città di Istanbul. La clinica adotta delle tecniche all'avanguardia come per esempio la NEO FUE che è stata strutturata in questa versione della clinica stessa. Inoltre, vanta il sistema sleep - deep che promette di gestire i trattamenti senza alcun dolore. Come le altre cliniche ha pacchetti all inclusive e la cura dei capelli trapiantati anche in fase post operatoria da remoto. Questa clinica si focalizza soprattutto sull'analisi dell'area donatrice, andando a progettare con cura il numero di innesti e la distribuzione estetica di tutte le unità follicolari quindi personalizzandola. In questa, come in altre cliniche, i follicoli piliferi vengono prelevati dalla parte posteriore della testa in quanto ci sono zone con maggiore capacità di essere aree donatrici: la metodologia applicata è la FUE o la DHI. Lo scopo principale è quindi dare già al paziente quale sarà il risultato finale come risultato finale dello studio attento della posizione di ogni unità follicolare.
Hair place è una clinica specializzata, che utilizza le tecniche della FUE e DHI, offre anch’essa pacchetti all-inclusive. L’obiettivo primario della clinica è creare una esperienza rilassata al paziente con molta attenzione individuale anche all’aspetto psicologico e questo implica l’accompagnarlo in tutto il percorso, spiegandogli come e cosa avverrà passo dopo passo: in alcuni casi questa particolare attenzione al paziente deve essere alla base. Un percorso come un intervento di trapianto, benché abbia una anestesia locale, implica un coinvolgimento fisico ed economico. Questo porta naturalmente al sorgere di domande da parte dei potenziali pazienti. Fra le varie richieste quelle a seguire sono le più comuni. 1. Una delle prime domande principali che si pongono i pazienti è se sia sicuro fare un trapianto in Turchia. La risposta è affermativa, perché le cliniche sono certificate e seguono dei protocolli internazionali. Bisogna però sempre dare un occhio al curriculum del chirurgo. 2. Una seconda domanda che sorge è se vi è differenza di prezzo soprattutto con l'Italia e la risposta anche in questo caso è affermativa: i costi sono più bassi del 50-70%.
3. Ci si domanda poi quali siano le tecniche disponibili. In cliniche come Cosmedica le tecniche applicate sono la FUE e la DHI Sapphire, che sono metodologie moderne con risultati meno invasivi rispetto alle tecniche precedenti quale la FUT. 4. Un'altra domanda frequente da parte dei pazienti è cosa aspettarsi dopo l’intervento. La crescita richiede un percorso: il risultato non è immediato. Le cliniche Turche seguono con attenzione la fase post operatoria. Le prime settimane sono incentrate alla fase di guarigione del cuoio capelluto. Si incomincia ad avere una ricrescita naturale dei capelli dopo il trapianto fino al raggiungimento di una chioma armoniosa e folta dagli 8 ai 12 mesi post intervento. Arrivando a delle considerazioni finali, le offerte su trapianti di capelli a livello internazionale sono oggi molto diffuse in tanti paesi, ma bisogna tenere in considerazione che i costi cambiano da paese in paese. Con il trapianto capelli Turchia con un budget minore ci si può permettere delle tecniche più avanzate, che vanno a beneficio del paziente stesso. Per questo motivo la Turchia è diventata una meta molto interessante per chi soffre di alopecia androgenetica e di caduta dei capelli, perché riesce a risolvere in una maniera qualitativamente elevata il proprio problema, pur contenendo l'aspetto economico.
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Scarpe antinfortunistiche: cosa è cambiato con la nuova normativa EN ISO 20345:2022
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in collaborazione con: lineonline
Chi lavora ogni giorno in cantiere, in officina o in fabbrica sa bene quanto sia importante indossare delle scarpe antinfortunistiche affidabili: queste rappresentano uno degli equipaggiamenti di sicurezza più importanti, perché spesso fanno la differenza tra un piccolo incidente e un infortunio vero e proprio. Non a caso negli ultimi anni è stata posta ancora più attenzione agli standard di sicurezza che definiscono le calzature antinfortunistiche: il 2025 è stato l’anno che ha visto attuare il grosso dei cambiamenti dovuti all’aggiornamento della normativa europea EN ISO 20345.
La nuova versione, pubblicata nel 2021 ed entrata in vigore nel 2022, sostituisce la vecchia norma del 2011 e introduce una serie di miglioramenti concreti, nati per aumentare la sicurezza, la comodità e la durata delle scarpe da lavoro. Le vecchie sigle che rappresentano le classi di sicurezza della scarpe come S1, S2 e S3 restano, ma sono state introdotte due nuove classi: S6 e S7. Le novità di queste? Il riferimento a scarpe completamente impermeabili, pensate per chi lavora in ambienti molto umidi o all’aperto. Un’altra importante novità è la resistenza agli idrocarburi (FO) non più considerata obbligatoria nelle classi S1-S3, ma diventata ora un requisito aggiuntivo.
La nuova EN ISO 20345:2022 ha introdotto test più realistici, materiali innovativi e sigle aggiornate per garantire maggiore sicurezza e comfort. Ecco, in breve, le principali novità da sapere: Introdotti tre nuovi tipi di lamina contro la perforazione da oggetti:
P → indica una lamina in acciaio, molto resistente;
PL → indica una lamina tessile, leggera e flessibile;
PS → indica una lamina tessile rinforzata e garantisce la massima protezione da oggetti sottili. La lamina tessile è quella da prediligere se si è alla ricerca di scarpe antinfortunistiche leggere.
In passato, per distinguere una scarpa antiscivolo, si utilizzavano le sigle SRA, SRB e SRC. Adesso queste sono state sostituite da un’unica sigla: SR. Questa può sembrare una banale semplificazione ma in realtà, sta a indicare che il test a cui è stata sottoposta la scarpa è più preciso e soprattutto, realistico: la suola viene testata su superfici bagnate e scivolose simili a quelle che si sperimentano realmente sul posto di lavoro. Anche per quanto riguarda la resistenza all’acqua, sono state introdotte alcune novità importanti: la vecchia sigla WRU è stato sostituita da WPA, che indica quanto la parte superiore della scarpa sia in grado di resistere all’acqua. In passato, il controllo WRU si limitava a verificare la resistenza all’acqua sullo strato superficiale della scarpa; ora invece, la sigla WPA indica un test volto a misurare in modo preciso quanta acqua penetra e quanta viene invece assorbita dalla tomaia della scarpa. Se si è alla ricerca di una scarpa completamente impermeabile, la sigla a cui prestare attenzione è WR (dall’inglese, water resistance). In pratica, oggi la nuova EN ISO 20345:2022 è ormai una realtà consolidata: dal 2022 i produttori certificano i nuovi modelli seguendo questi standard e tutte le scarpe in commercio dovranno adeguarsi a queste regole. Prima di acquistare un nuovo paio di scarpe antinfortunistiche o un capo di abbigliamento da lavoro, è quindi essenziale verificare sempre che il modello scelto sia conforme alle normativa aggiornate.
Lineonline.it è da anni un punto di riferimento affidabile per chi cerca prodotti conformi e garantiti dai migliori marchi del settore.
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Microsoft Italia e Open-es per la twin transition delle PMI
(Adnkronos) - Nuova collaborazione strategica tra Microsoft Italia e Open-es, l'alleanza di sistema lanciata da Eni nel 2021 per supportare lo sviluppo e la competitività delle filiere nel contesto della doppia transizione: ecologica e digitale. L'obiettivo comune è guidare le PMI italiane nella Twin Transition, migliorando la loro competitività sui mercati nazionali e internazionali.
Open-es si presenta come una piattaforma gratuita e flessibile che riunisce oltre 39.000 imprese da 116 Paesi, offrendo uno spazio per la misurazione e il miglioramento delle performance di sostenibilità, adatto sia alle PMI sia ai grandi gruppi industriali. Attraverso la firma di un Memorandum of Understanding (MoU), le due realtà si impegnano ad accompagnare le PMI in un percorso di crescita focalizzato sull'adozione di nuove tecnologie e programmi formativi mirati, sfruttando l'esteso ecosistema dei partner Microsoft. Microsoft metterà a disposizione le proprie competenze tecnologiche, che spaziano dal cloud all'Intelligenza Artificiale (AI). Tali competenze verranno integrate e valorizzate attraverso la piattaforma Open-es, trasformandola in uno spazio di condivisione, apprendimento e crescita tecnologica. La collaborazione si concentrerà su una serie di ambiti fondamentali per la resilienza e l'innovazione delle imprese. In particolare, il progetto porrà l'attenzione sulla governance efficace nell'ambito della trasformazione digitale e sul rafforzamento della cybersecurity, elementi critici per la tutela dei dati aziendali. Parallelamente, verrà potenziato l'utilizzo di nuove tecnologie finalizzate a garantire una maggiore efficienza, ottimizzazione e innovazione dei processi operativi. Infine, un focus imprescindibile sarà dedicato all'adozione di tool tecnologicamente avanzati per misurare e migliorare le performance in materia di sostenibilità. Un'altra componente cruciale dell'iniziativa è l'ingresso di Open-es nella Microsoft AI Skills Alliance. Questo progetto di Microsoft Italia, sviluppato con associazioni e partner, mira a colmare il divario di competenze digitali dei professionisti in vista della nuova AI economy, favorendo un'adozione responsabile dell'Intelligenza Artificiale. L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo dai leader delle organizzazioni, che ne hanno sottolineato l'impatto sul tessuto produttivo nazionale. La partnership si configura come un'azione concreta volta a sostenere la competitività e la resilienza delle filiere produttive italiane attraverso la convergenza di innovazione tecnologica e responsabilità ecologica.
Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, ha dichiarato: "Il nostro impegno nel supportare tutte le organizzazioni italiane nel cogliere i vantaggi dell'innovazione e dell'Intelligenza Artificiale si arricchisce di questa collaborazione con l'iniziativa Open-es, nell'ambito del progetto Microsoft AI Skills Alliance. Insieme a diversi attori sul territorio vogliamo raggiungere con risorse e competenze mirate persone ed imprese per favorire occupazione, crescita e digitalizzazione."
Costantino Chessa, Head of Procurement di Eni, ha enfatizzato il valore dell'approccio di sistema: "In un contesto di transizione digitale e sostenibile, la competitività delle nostre imprese dipende sempre più da un approccio di sistema e dalla capacità di innovare. Questa collaborazione strategica con Microsoft ci consente di mettere a disposizione delle aziende soluzioni tecnologiche e strumenti concreti per affrontare le sfide della doppia transizione e generare un impatto positivo sull'intero tessuto produttivo. Un ulteriore passo che conferma la capacità di Open-es di costruire un ecosistema a supporto delle imprese, pensato e sviluppato per accompagnarne la crescita e rispondere alle loro reali esigenze."
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