Cina: giro di vite sui deepfake AI nell'e-commerce in live-streaming
(Adnkronos) - Le autorità cinesi per il cyberspazio hanno lanciato una severa campagna di repressione contro l'uso di deepfake generati dall'Intelligenza Artificiale (AI) utilizzati per impersonare figure pubbliche nel settore dell'e-commerce in live-streaming. L'azione mira a contrastare la falsa propaganda e l'infrazione online nel crescente mercato della vendita tramite dirette video.
La Cyberspace Administration of China (CAC) ha rilasciato una dichiarazione venerdì, affermando di aver recentemente "sanzionato severamente" diversi account online che utilizzavano l'AI per simulare celebrità per la promozione di prodotti in live-stream e video brevi, inducendo in errore gli utenti. L'ente regolatore ha imposto alle piattaforme online di avviare una massiccia operazione di pulizia. I risultati dell'intervento sono stati immediati e significativi con oltre 8700 contenunti non conformi rimossi e sanzionati o chiusi più di 11.000 account che impersonavano indebitamente altri soggetti. L'azione della CAC rientra nella necessità di mantenere un ambiente online positivo e trasparente in un settore, quello del live-streaming e-commerce, sempre più centrale per l'economia digitale cinese. Le autorità del cyberspazio hanno inoltre ribadito che manterranno una posizione di "alta pressione", continuando a ritenere responsabili le piattaforme e a "disporre e smascherare" i responsabili di marketing dannoso per prevenire l'abuso della tecnologia AI per scopi fraudolenti. L'Italia è stata tra i primi Paesi europei a introdurre una normativa specifica sull'Intelligenza Artificiale, la Legge n. 132/2025, entrata in vigore nell'ottobre 2025. Questa legge colma un vuoto normativo e stabilisce risposte concrete al fenomeno dei deepfake, anticipando in parte anche l'AI Act europeo. Il punto centrale della normativa è l'introduzione dell'Articolo 612-quater nel Codice Penale, che prevede il nuovo reato di "illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale
". Così, chiunque diffonda immagini, video o audio falsificati o alterati tramite l'AI, in modo tale da ingannare sulla loro autenticità e cagionando un "ingiusto danno" alla persona ritratta, rischia la reclusione da uno a cinque anni.
La legge introduce anche un principio di trasparenza fondamentale: qualsiasi contenuto multimediale generato o modificato con l'AI che possa sembrare autentico dovrà essere accompagnato da una marcatura esplicita (ad esempio, l'indicazione: "immagini/voci generate o modificate con sistemi di intelligenza artificiale"). Questo mira a contrastare l'inganno fin dalla diffusione. Ruolo del Garante Privacy e Altri Interventi Oltre al nuovo quadro penale, l'intervento delle autorità italiane si è focalizzato sulla tutela della sfera privata e della dignità della persona, in linea con il GDPR (Regolamento UE 679/2016). Il caso "Deep Nude": Il Garante per la protezione dei dati personali ha dimostrato un approccio proattivo, come nel caso del blocco dell'app Clothoff e l'avvio di indagini più ampie sulle app che offrono servizi di "nudificazione" tramite intelligenza artificiale, sottolineando l'importanza di controlli adeguati sul consenso e sui limiti d'uso.
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Dragonwing IQ-X, la nuova frontiera dell’industria intelligente
(Adnkronos) - Qualcomm torna a parlare al mondo dell’industria con un annuncio che segna un cambio di passo: la nuova serie Dragonwing IQ-X introduce processori pensati per diventare la spina dorsale di PLC avanzati, pannelli HMI di nuova generazione, controller edge e PC industriali capaci di resistere a condizioni estreme senza sacrificare prestazioni e integrazione. È un debutto che non punta tanto alla forza bruta, quanto alla combinazione di efficienza, flessibilità e supporto a lungo termine, elementi cruciali per chi deve progettare macchine che vivono — spesso dimenticate — in fabbrica, in campo o in impianti ad alta criticità. Al centro del progetto c’è la CPU Qualcomm Oryon, un nome che negli ultimi mesi abbiamo imparato ad associare ai laptop più veloci dell’ecosistema Windows e che ora migra verso l’industriale con configurazioni da 8 a 12 core, processo produttivo a 4 nm e una piattaforma capace di spingersi fino a 45 TOPS in ambito AI. È una scelta che permette a OEM e ODM di ripensare i propri dispositivi, puntando su una base comune che semplifica la progettazione e accorcia i tempi di arrivo sul mercato. “Volevamo portare al centro dell’industria la reattività e l’efficienza di Oryon, garantendo allo stesso tempo una piattaforma stabile, affidabile e pronta per le sfide produttive più complesse”, ha spiegato Nakul Duggal, alla guida della divisione Automotive e Industrial & Embedded IoT di Qualcomm. La serie Dragonwing IQ-X non nasce come un semplice upgrade tecnico, ma come un vero ponte tra il mondo dei PC industriali tradizionali e quello dell’edge computing moderno. È progettata per sopportare temperature che vanno da –40°C a 105°C, condizione imprescindibile per apparati che devono funzionare per anni senza interruzioni. Supporta moduli COM conformi agli standard di settore, consentendo aggiornamenti “drop-in” sulle schede esistenti e riducendo al minimo gli interventi hardware. Il kit di valutazione introdotto da Qualcomm, inoltre, apre la strada a soluzioni scalabili in robotica, automazione e controllo di linea, con una compatibilità nativa ai principali framework software come Qt, CODESYS, EtherCAT e Windows 11 IoT Enterprise LTSC. L’altra metà del racconto riguarda ovviamente l’intelligenza artificiale. Con l’integrazione dell’NPU e lo stack software Qualcomm AI, diventa possibile portare sul campo modelli complessi senza passare dal cloud, sfruttando runtime diffusi come ONNX e PyTorch. Qui l’edge diventa davvero intelligente: manutenzione predittiva, rilevamento dei difetti, monitoraggio delle condizioni e sistemi di controllo assistiti da IA non sono più casi d’uso sperimentali, ma funzionalità che possono essere integrate direttamente nei dispositivi industriali, riducendo costi e latenza. Il risultato è una piattaforma che punta a velocizzare lo sviluppo, ridurre la dipendenza da hardware aggiuntivo e offrire un ciclo di vita abbastanza lungo da essere sfruttato in ambiti dove l’obsolescenza non è contemplata. I primi partner — Advantech, congatec, NEXCOM, Portwell, SECO e Tria — stanno già preparando i loro prodotti commerciali, attesi nei prossimi mesi.
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Apple verso una nuova era con un cambio di leadership
(Adnkronos) - Secondo il Financial Times, il capitolo Tim Cook potrebbe avvicinarsi alla sua conclusione prima del previsto. A Cupertino si ragiona ormai da mesi su una transizione che, stando alle indiscrezioni, potrebbe concretizzarsi già l’anno prossimo. Dopo quattordici anni al timone – e un sessantacinquesimo compleanno appena festeggiato – l’erede di Steve Jobs starebbe valutando il passo indietro, lasciando alla board il compito di chiudere il cerchio sulla successione. In questo scenario, un nome emerge più di altri: John Ternus, attuale senior vice-president dell’ingegneria hardware, figura chiave della rinascita dei Mac con Apple Silicon e della linea di prodotti che negli ultimi anni ha ridisegnato il catalogo della Mela. È lui, racconta il FT, il candidato più quotato, forte di una lunga carriera interna, di un profilo tecnico rispettato e di quella continuità culturale che Apple considera imprescindibile quando si parla di leadership. Il periodo non è casuale. L’uscita di scena del COO Jeff Williams – l’uomo che molti avevano individuato come successore naturale – ha accelerato l’inevitabile rimescolamento dei ruoli apicali. Il nuovo assetto vede un ampliamento delle responsabilità per Eddy Cue nei Servizi, per Craig Federighi sul fronte del software e, soprattutto, per lo stesso Ternus, ulteriore segnale di un percorso che sembra ormai tracciato. Cook lascia un’eredità complessa: una crescita economica vertiginosa, la trasformazione di Apple in una macchina operativa capace di lavorare su scala globale e un ricorso massiccio all’outsourcing produttivo che ha cambiato per sempre il modo in cui la Mela costruisce i suoi dispositivi. Ma anche anni segnati da critiche, controversie antitrust e un mercato in continua evoluzione. Su un punto, però, l’attuale CEO è sempre stato chiaro: il futuro di Apple si costruisce dall’interno. Le linee guida sui piani di successione parlano da tempo di un forte orientamento a valorizzare i talenti cresciuti in azienda, una tradizione che risale agli stessi valori fondativi del gruppo. Qualunque sarà il nome finale, difficilmente arriverà da fuori.
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Grave incidente a Milano, cause ed effetti
(Adnkronos) - Ieri notte c'è stato a Milano in via Fulvio testi un terribile incidente dove un potente SUV Mercedes classe G Brabus da 700 CV è praticamente esploso lasciando sull'asfalto l'intero longherone e le sue ruote. Questo può avvenire soprattutto a causa della violenza estrema dell'impatto e della specifica dinamica dello scontro. A differenza della maggior parte delle auto moderne, che utilizzano una scocca portante (monoscocca), la Mercedes Classe G ha una tradizionale struttura "body-on-frame", dove la carrozzeria è montata su un telaio a longheroni e traverse separato. In caso di collisioni estreme e in punti specifici, questa configurazione può portare alla separazione tra la cabina e il telaio sottostante, proprio come è successo in questo caso. Lo sgancio del longherone ha sicuramente preservato una buona parte del volume intero dell'abitacolo anche se c'è stata purtroppo una vittima. L'incidente è stato descritto dai soccorritori come uno "scontro violentissimo". La forza e l'angolo con cui il SUV ha colpito l'altro veicolo o un altro ostacolo (la dinamica esatta è ancora oggetto di indagine da parte delle autorità) hanno generato sollecitazioni che hanno superato il punto di rottura dei materiali strutturali. La velocità è stata quindi sicuramente un fattore fondamentale in questo genere di incidente. Si tratta sicuramente di un evento considerato eccezionale anche per gli esperti di ingegneria automobilistica. Le indagini e le perizie tecniche determineranno con precisione la sequenza esatta dell'evento.
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Furti d’auto in crescita in Europa
(Adnkronos) - I furti d’auto sono in aumento in tutta Europa. Tecniche sempre più sofisticate, dispositivi elettronici avanzati e reti criminali transnazionali rendono oggi il fenomeno uno dei principali fronti di allarme per le autorità e il settore automotive. “La lotta ai furti d’auto non può più essere affrontata su base nazionale. Le reti criminali operano senza confini e si sono professionalizzate: hacking elettronico, relay attack, clonazione delle chiavi e jammer GPS sono ormai strumenti comuni in un mercato sempre più strutturato. Tale livello richiede risposte coordinate e integrate”, è questo il messaggio lanciato da Maurizio Iperti, President Connected Car Solutions di LoJack International, intervenuto al Vehicle Crime Investigators (VCI) Event 2025, il forum europeo che riunisce ogni anno forze dell’ordine, esperti e operatori del settore per analizzare i trend e le soluzioni nel contrasto ai furti di veicoli. Negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo il numero dei cosiddetti
“furti transfrontalieri”.
I veicoli rubati vengono nascosti, reimmatricolati o smontati e spediti in container verso l’Europa orientale, l’Africa occidentale e il Marocco. Alla base, secondo gli inquirenti, agiscono reti criminali organizzate composte da gruppi marocchini e spagnoli attivi in Francia, Italia e Paesi Bassi, con hub logistici nel sud della Spagna. Per contrastare un fenomeno ormai globale, le forze dell’ordine europee stanno rafforzando la cooperazione internazionale in sinergia con costruttori, compagnie assicurative e operatori tecnologici. L’obiettivo è creare un ecosistema condiviso di intelligence e prevenzione capace di agire in ogni fase della catena del furto, dalla sottrazione al traffico illecito di ricambi. Tra le soluzioni presentate al Forum, LoJack ha illustrato la propria tecnologia Mesh, attiva in tutta Europa, che trasforma ogni veicolo dotato di dispositivo LoJack in un punto di rilevamento mobile. Ogni volta che un’auto connessa intercetta un veicolo rubato, invia un segnale automatico alla centrale operativa, permettendo un recupero rapido e preciso.
“LoJack è oggi un partner strategico per forze dell’ordine, istituzioni e settore privato, connettendo sistemi, dati e competenze in un unico ecosistema operativo” ha concluso Maurizio Iperti.
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CUPRA Leon VZ TCR: trazione anteriore ed alte prestazioni
(Adnkronos) - La CUPRA Leon VZ TCR segna un’evoluzione decisiva nella sportività del marchio, trasformando l’esperienza maturata sui circuiti internazionali in un modello stradale a edizione limitata. Il progetto nasce con l’obiettivo di portare su strada l’essenza del reparto corse CUPRA, introducendo soluzioni tecniche e aerodinamiche pensate per chi cerca un’auto dall’indole radicale. Il cuore della CUPRA Leon VZ TCR è il motore 2.0 turbo da 325 CV e 420 Nm, la più potente trazione anteriore mai proposta dal brand. Il cambio DSG a 7 rapporti, il differenziale VAQ e il telaio con DCC dedicato compongono un pacchetto che privilegia precisione, rapidità di risposta e massima motricità. Il sistema frenante Akebono con pinze a 6 pistoni e i quattro terminali di scarico color rame esaltano il comportamento dinamico, mentre lo sterzo progressivo assicura un inserimento rapido e diretto. L’esperienza sensoriale è valorizzata da un sound profondo e da una configurazione meccanica orientata alla guida sportiva. Ispirata ai successi conquistati nei principali campionati turismo, la VZ TCR introduce soluzioni tipiche del motorsport: sedili posteriori rimovibili, barra duomi, cinture a 4 punti, cerchi alleggeriti e pneumatici da 245 mm. Il design è caratterizzato da elementi aerodinamici dedicati, splitter, diffusore, minigonne e spoiler, oltre a dettagli esclusivi come i gusci degli specchi in fibra di carbonio e la numerazione incisa al laser. La produzione sarà limitata a 499 esemplari, in omaggio alle vetture da gara sviluppate negli anni da CUPRA Racing. Parallelamente, il marchio lancerà la CUPRA Leon VZ, serie limitata a 1.500 unità, equipaggiata con lo stesso propulsore da 325 CV ma pensata per un utilizzo quotidiano, mantenendo comunque un’impronta fortemente sportiva.
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Hyundai e Maxi Mobility inaugurano a Reggio Emilia il nuovo corporate rent 100% elettrico
(Adnkronos) - La stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia diventa il punto di partenza di una nuova proposta di mobilità aziendale elettrica, grazie alla collaborazione tra Hyundai e Maxi Mobility. Il progetto introduce un servizio di corporate rent interamente a zero emissioni, pensato per le aziende del territorio che necessitano di soluzioni di trasporto flessibili, intermodali e orientate all’efficienza negli spostamenti di lavoro. L’iniziativa nasce nell’ambito dell’Expo 2025 del Motor Valley Accelerator e poggia su una flotta dedicata composta da Hyundai INSTER, IONIQ 5 e KONA Electric, modelli che rappresentano l’approccio più avanzato della casa coreana in termini di autonomia, tecnologia e sostenibilità. Il servizio, operativo dal 1° dicembre 2025, sarà gestito interamente tramite Maxi App, piattaforma che permette prenotazioni rapide, accesso immediato ai veicoli e controllo completo del noleggio. La formula all-inclusive proposta da Maxi Mobility, noleggio senza anticipo, ricariche illimitate, infrastrutture dedicate e assistenza continua, consente alle aziende di introdurre la mobilità aziendale elettrica senza complessità operative. Il progetto si appoggia al Terminal One Parking, area dotata di colonnine e stalli riservati, ideale per garantire continuità di utilizzo a professionisti e dipendenti che gravitano quotidianamente sull’alta velocità. La gamma Hyundai scelta per il servizio copre esigenze differenti: la INSTER è l’opzione più compatta e maneggevole, con autonomia fino a 370 km WLTP; la IONIQ 5, basata su piattaforma a 800 Volt, offre ricarica ultraveloce e percorrenze fino a 570 km; la KONA Electric aggiunge versatilità urbana, abitabilità e autonomia fino a 510 km WLTP.
Francesco Calcara, Presidente e CEO di Hyundai Italia, evidenzia come questa collaborazione rafforzi il ruolo del brand nella diffusione di soluzioni elettriche condivise.
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Benefit aziendali: cosa sono, come funzionano e perché i fringe benefit sono lo strumento più efficace per il benessere dei dipendenti
(Adnkronos) -
in collaborazione con Amilon
Il nuovo linguaggio del lavoro moderno passa dai benefit aziendali. In un mercato del lavoro sempre più orientato al benessere e alla qualità della vita, i benefit aziendali si stanno affermando come lo strumento più efficace per attrarre, motivare e fidelizzare i dipendenti. Non più semplici bonus o incentivazioni, ma vere e proprie strategie di valorizzazione del capitale umano, capaci di migliorare la soddisfazione del personale e la reputazione dell’azienda. Dalle grandi organizzazioni alle piccole e medie imprese, cresce l’attenzione verso soluzioni di welfare aziendale e fringe benefit che uniscono vantaggi fiscali, flessibilità e innovazione. Una tendenza alimentata anche dalla digitalizzazione, che rende più semplice e accessibile la gestione dei benefit per dipendenti attraverso soluzioni come GiftCardStore sviluppata da Amilon, capaci di trasformare l’esperienza di erogazione e fruizione dei benefit aziendali in un processo rapido, trasparente e personalizzato. All’interno di questa rapida evoluzione cerchiamo di capire cosa sono i benefit aziendali e come funzionano oggi nelle imprese. È importante distinguere tra i benefit cosiddetti “soft”, come la flessibilità oraria, lo smart working o la formazione, e i fringe benefit, ovvero vantaggi economici e tangibili che offrono un ritorno immediato per i dipendenti e per le aziende, anche grazie alla tassazione agevolata prevista dalla normativa vigente. Il contesto post covid ha reso ancora più evidente la necessità di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e di promuovere un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro anche per il legislatore. La Legge di Bilancio 2025 ha infatti prorogato e aggiornato le soglie di esenzione fiscale applicabili per il triennio 2025, 2026 e 2027, offrendo alle imprese la possibilità di ottimizzare la gestione dei benefit aziendali e di ridurre il peso contributivo. In base alla normativa vigente, il valore massimo dei fringe benefit esenti da tassazione è fissato in 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti, mentre sale a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. In questa direzione i fringe benefit rappresentano una risposta concreta e flessibile alle nuove esigenze del mondo del lavoro. Negli ultimi anni i benefit delle aziende hanno assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie di benessere lavorativo. Le persone cercano ambienti di lavoro capaci di riconoscere il loro valore anche attraverso forme di gratificazione concrete, flessibili e personalizzate. Ma, nel dettaglio, quali sono i benefit aziendali e come funzionano? Se prendiamo ad esempio i fringe benefit – una delle soluzioni più veloci ed efficaci per migliorare la qualità della vita dei lavoratori e rafforzare il legame con l’azienda – troviamo strumenti pratici ad alto valore percepito presenti come: • Buoni spesa e voucher carburante, ideali per sostenere le spese quotidiane; • Gift cards digitali, perfette per essere utilizzate su in vari settori come moda, elettronica di consumo, marketplace per il commercio elettronico e molto altro; • Card Multibrand come la Fringe Benefit Card che garantiscono libertà di scelta, frazionabilità e immediatezza d’uso. Questi benefit si confermano tra le soluzioni più efficaci e versatili del welfare aziendale, grazie alla tassazione agevolata che li rende più convenienti dei tradizionali premi in busta paga e non incidono né sul reddito imponibile né sui contributi (fino alla soglia di esenzione). Inoltre, queste forme di benefit aziendale ai dipendenti rispondono a un bisogno crescente di flessibilità e personalizzazione, due pilastri del welfare aziendale moderno. Tra le soluzioni più utilizzate per la gestione dei fringe benefit aziendali digitali, GiftCardStore si distingue come una soluzione semplice e completa per l’erogazione di buoni spesa, voucher carburante, gift card digitali e card multibrand. Nato nel 2019 dall’esperienza di Amilon – azienda italiana leader in Europa nella distribuzione e gestione di gift card digitali, fringe benefit e programmi di incentivazione – l’e-commerce mette a disposizione delle imprese un catalogo con oltre 150 brand italiani consentendo ai lavoratori di scegliere liberamente come utilizzare i propri benefit aziendali. La gestione digitale attraverso GiftCardStore offre numerosi vantaggi: tracciabilità delle operazioni, rapidità di distribuzione, controllo amministrativo semplificato, eliminazione della burocrazia e spendibilità diffusa su un’ampia rete di marchi e servizi. Queste caratteristiche la rendono uno strumento efficace per integrare i fringe benefit digitali all’interno dei piani di welfare aziendale, migliorando la soddisfazione dei dipendenti e ottimizzando la gestione per le imprese di ogni dimensione. Il futuro dei benefit aziendali passa attraverso la trasformazione digitale e un approccio sempre più orientato alla sostenibilità. Le imprese che investono in soluzioni di welfare moderne non solo migliorano il benessere dei dipendenti, ma costruiscono anche un vantaggio competitivo duraturo, fondato su fiducia, engagement e responsabilità sociale. Le soluzioni digitali come GiftCardStore dimostrano come il welfare aziendale possa evolvere in chiave innovativa e inclusiva, offrendo strumenti semplici, flessibili e sostenibili che mettono davvero le persone al centro, valorizzando ogni scelta e rafforzando il legame tra azienda e collaboratori.
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In libreria 'Con gli occhi del tuo cane' di Federico Coccìa, "Non si possono clonare, hanno un'anima"
(Adnkronos) - Non il solito libro sui cani ma un viaggio scientifico e sentimentale nel mondo dei nostri amici a quattro zampe. "Ho scritto su ciò che ho conosciuto e imparato dai miei amici cani in 35 anni di professione, nel libro il protagonista è il cane e il rapporto con i tanti che ho avuto e amato, perché con il proprio cane nasce una storia d'amore e di amicizia". Lo racconta all'Adnkronos Salute il medico veterinario Federico Coccìa che ha scritto 'Con gli occhi del tuo cane - Capire come vede il mondo per amarlo nel modo giusto' (Sperling & Kupfer) disponibile online e in libreria. Attraverso racconti, esempi e consigli, il libro guida a riconoscere i bisogni profondi del cane, a interpretarne i segnali e ad affrontare in modo sereno le sfide quotidiane della convivenza. In queste pagine scopriremo che l'aggressività non è mai 'colpa' del cane, ma spesso il risultato di paure, incomprensioni e cattive gestioni. Coccia si sofferma sulla nuova moda della clonazione del proprio cane, possibile in Cina così come negli Stati Uniti la clonazione, non in Italia. "Leggendo il mio libro si capisce come la clonazione di un cane sia una cosa effimera - osserva Coccìa - chi ha amato questi animali sa benissimo che hanno un'anima e non si posso clonare. Si può replicare fisicamente il cane che si è perso, ma sarà un altro animale con un suo carattere e una sua anima". Altro tema molto sensibile, soprattutto per i casi accaduti recentemente, è quello delle aggressioni dei cani - Rottweiler o Pitbull principalmente - che hanno portato alla morte o al ferimento dei padroni o dei familiari. "Parlo anche di questo, come e perché accadono questi fatti", conclude il veterinario che aggiunge "è un piccolo manuale di buona gestione del cane, per chi è al primo o per chi vuole migliorare il rapporto con il suo amico a quattro zampe".
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Gli ultimi momenti di vita del mammut lanoso Yuka svelati dall'Rna più antico del mondo
(Adnkronos) - Un tempo vagavano per le pianure ghiacciate dell'Eurasia e del Nord America, perfettamente adattati alla vita durante l'ultima era glaciale (circa 115.000-11.500 anni fa). Con la loro folta pelliccia, le zanne ricurve e le dimensioni imponenti, i mammut lanosi pascolavano nelle steppe che si estendevano nell'emisfero settentrionale. Ma con il riscaldamento climatico sono gradualmente scomparsi. Le ultime piccole mandrie sono sopravvissute su remote isole artiche fino a soli 4.000 anni fa. Ma questi pachidermi del passato fanno ancora oggi parlare di sé, grazie a una preziosa eredità, riportata alla luce dalle mani sapienti di un team di ricercatori. Esperti dell'università di Stoccolma sono riusciti infatti, per la prima volta in assoluto, a isolare e sequenziare con successo molecole di Rna da mammut lanosi dell'era glaciale. Si tratta delle sequenze di Rna più antiche mai recuperate: provengono da tessuti di mammut conservati nel permafrost siberiano per quasi 40.000 anni, che appartenevano a un giovane esemplare, battezzato Yuka. Lo studio, pubblicato sulla rivista 'Cell', dimostra che non solo il Dna e le proteine, ma anche l'Rna può essere conservato per periodi di tempo molto lunghi, e dalla sua analisi possono emergere nuove informazioni sulla biologia di specie estinte da tempo. "Grazie all'Rna possiamo ottenere prove dirette di quali geni erano 'accesi', offrendo uno sguardo sugli ultimi momenti di vita di un mammut che ha camminato sulla Terra durante l'ultima era glaciale - spiega Emilio Mármol, autore principale dello studio, già ricercatore post-dottorato all'Università di Stoccolma, ora in forze al Globe Institute di Copenaghen - Sono informazioni che non possono essere ottenute solo dal Dna". Mármol, durante il suo periodo nell'ateneo svedese, ha collaborato con i ricercatori dello SciLifeLab e del Centre for Paleogenetics, iniziativa congiunta tra l'università di Stoccolma e il Museo svedese di Storia naturale. Sequenziare i geni preistorici e studiarne l'attivazione è importante per comprendere la biologia e l'evoluzione delle specie estinte. Per anni, gli scienziati hanno decodificato il Dna dei mammut per ricostruirne il genoma e la storia evolutiva. Eppure l'Rna, la molecola che mostra quali geni sono attivi, era rimasto finora irraggiungibile. La convinzione, radicata da tempo, che fosse troppo fragile per sopravvivere anche solo poche ore dopo la morte ha probabilmente scoraggiato i ricercatori dall'esplorare queste molecole ricche di informazioni nei mammut e in altre specie estinte". Mármol spiega che il team ha "avuto accesso a tessuti di mammut eccezionalmente ben conservati. Speravamo contenessero ancora molecole di Rna congelate nel tempo", osserva. In precedenza, aggiunge Love Dalén, professore di Genomica evolutiva dell'Università di Stoccolma e del Centro di Paleogenetica, "avevamo spinto i limiti del recupero del Dna a oltre un milione di anni. Ora volevamo esplorare la possibilità di espandere il sequenziamento dell'Rna più indietro nel tempo rispetto a quanto fatto in studi precedenti". E così è stato: i ricercatori sono stati in grado di identificare modelli di espressione genica tessuto-specifici nei resti muscolari congelati di Yuka, giovane mammut morto quasi 40.000 anni fa. Tra gli oltre 20.000 geni codificanti proteine nel genoma del mammut, ben pochi erano attivi, spiegano gli esperti. Le molecole di Rna rilevate codificano per proteine con funzioni chiave nella contrazione muscolare e nella regolazione metabolica sotto stress. "Abbiamo trovato segni di stress cellulare, il che forse non sorprende, dato che ricerche precedenti avevano suggerito che Yuka fosse stato attaccato dai leoni delle caverne poco prima della sua morte", afferma Mármol. I ricercatori hanno anche scoperto una miriade di molecole di Rna che regolano l'attività dei geni nei campioni di muscoli di mammut. "Tra le scoperte più entusiasmanti che abbiamo ottenuto ci sono state quelle sugli Rna che non codificano per le proteine, come i microRna", spiega Marc Friedländer, professore associato del Dipartimento di bioscienze molecolari, Istituto Wenner-Gren di Università di Stoccolma e SciLifeLab. "I microRna specifici per i muscoli che abbiamo trovato nei tessuti dei mammut sono la prova diretta che la regolazione genica avveniva in tempo reale nell'antichità. È la prima volta che si ottiene un risultato del genere", sottolinea. I microRna identificati hanno inoltre aiutato i ricercatori a confermare che i risultati provenivano effettivamente dai mammut. "Abbiamo trovato - approfondisce Bastian Fromm, professore associato dell'Arctic University Museum of Norway - rare mutazioni in alcuni microRna che hanno fornito una prova schiacciante della loro origine gigantesca. Abbiamo persino rilevato nuovi geni basandoci esclusivamente su prove di Rna, un'operazione mai tentata prima in resti così antichi". I risultati ottenuti, interviene Dalén, "dimostrano che le molecole di Rna possono sopravvivere molto più a lungo di quanto si pensasse in precedenza. Ciò significa che non solo saremo in grado di studiare quali geni sono 'attivati' in diversi animali estinti, ma sarà anche possibile sequenziare virus a Rna, come quelli dell'influenza e dei coronavirus, conservati nei resti dell'era glaciale". In futuro i ricercatori sperano di condurre studi che combinino l'Rna preistorico con il Dna, le proteine e altre biomolecole conservate. "Tali studi - conclude Mármol - potrebbero rimodellare radicalmente la nostra comprensione della megafauna estinta e di altre specie, svelando i numerosi strati nascosti della biologia, rimasti congelati nel tempo fino ad ora".
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