Terremoto "Boomerang", il sisma assassino che torna per colpire due volte

(Adnkronos) - Un nuovo e rivoluzionario studio del MIT, appena pubblicato su AGU Advances, documenta l'esistenza dei terremoti "boomerang", rotture sismiche che, dopo essere passate, invertono improvvisamente la propria marcia per tornare a scuotere con violenza le zone già colpite. Questo "ritorno di fiamma" geologico non è più considerato un'eccezione legata a labirinti di faglie complesse, ma un pericolo concreto anche per le fratture lineari più semplici, come la temuta Faglia di San Andreas. Il segreto di questo comportamento micidiale risiede in una complessa danza di attrito e pressione all'interno della crosta terrestre. Secondo le simulazioni avanzate dei ricercatori Yudong Sun e Camilla Cattania, quando un sisma corre in un'unica direzione su grandi distanze, può innescare un meccanismo di retro-propagazione. L'attrito lungo la faglia non scompare semplicemente, ma subisce variazioni repentine che agiscono come una sorta di "molla" pronta a scattare all'indietro. "La regione dietro il terremoto, che smette di scivolare, può rompersi di nuovo perché ha accumulato abbastanza stress per scivolare ancora", spiega Cattania. Questo significa che le fondamenta degli edifici, già compromesse dal primo passaggio, subiscono un secondo attacco amplificato proprio mentre la struttura sta cercando di assorbire l'urto iniziale. Il vero pericolo risiede nella natura subdola di questi eventi: per chi si trova in superficie, distinguere un terremoto boomerang da un sisma comune è quasi impossibile, poiché lo scuotimento del suolo appare come un unico, caotico evento distruttivo. Tuttavia, i dati sismici raccolti durante i catastrofici terremoti di Tohoku nel 2011 e quello in Turchia e Siria del 2023 suggeriscono che questo "rimbalzo" sia molto più frequente di quanto sospettato. La scoperta del MIT obbliga ora la comunità internazionale a riscrivere i protocolli di sicurezza: le faglie "mature" e rettilinee, considerate finora più prevedibili, nascondono in realtà il potenziale per generare rotture doppie. Individuare questi fronti di retro-propagazione è diventata la nuova priorità per mitigare i rischi e tentare di prevedere dove e quando la terra deciderà di tornare a colpire.  Immagine di cover: Un fronte di rottura secondario 'a boomerang' si propaga all'indietro. Per gentile concessione dei ricercatori. 
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Tac, mammografia e Pet, chi è il fisico medico che garantisce la radioprotezione del paziente

(Adnkronos) - Radiografie, Tac, mammografie, Pet. Esami diagnostici che non hanno solo bisogno di tecnologia, ma anche di chi si occupa di garantire la radioprotezione del paziente: è lo specialista in Fisica medica. Valentina Brainovich è il direttore dell'Unità operativa dipartimentale di Fisica sanitaria dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, dove guida un team composto da 6 specialisti in Fisica medica e 4 tecnici sanitari di radiologia medica. E' lei a spiegare l'importanza del fisico medico all'interno di un ospedale: dall'elaborazione del piano di cura per il paziente alla radioprotezione.  Chi è lo specialista in Fisica medica e qual è il suo ruolo? "Il decreto legislativo numero 101del 2020, che nel 2020 ha recepito la direttiva europea numero 59 del 2013 in materia di sicurezza con l'impiego di radiazioni ionizzanti, ha definito lo specialista in Fisica medica, spesso detto anche 'fisico sanitario' o 'fisico medico', come la figura preposta per fornire consulenza specialistica, ove opportuno, sulle questioni riguardanti la fisica delle radiazioni ionizzanti in ambito ospedaliero - illustra Brainovich - Nello specifico, lo specialista in Fisica medica applica i principi della fisica e della radioprotezione alle cosiddette esposizioni mediche del paziente, ovvero agli esami diagnostici e trattamenti terapeutici che implicano l'esposizione a radiazioni ionizzanti prodotte dalle apparecchiature radiogene, come ad esempio apparecchi per radiografie, Tac, mammografi, Pet o acceleratori lineari per radioterapia". Lo specialista in Fisica medica si occupa quindi non solo di controlli di qualità sulle apparecchiature radiologiche, ma anche di verifica e ottimizzazione delle dosi di radiazione che il paziente riceve in ambito ospedaliero. "Il nostro ambito di lavoro richiede aggiornamento continuo in campo tecnologico e abilità di problem solving per affrontare i complessi problemi che si presentano nel campo della fisica medica intraprendendo azioni ed identificando aree di miglioramento", aggiunge l'esperta.  Quale percorso di studi è necessario affrontare per avere questa qualifica? "Lo specialista in Fisica medica è un laureato in Fisica che abbia conseguito la successiva specializzazione in Fisica medica o Fisica sanitaria. Per esercitare la professione deve inoltre essere iscritto all'Ordine territoriale di appartenenza e dunque alla Federazione nazionale dell'Ordine dei chimici e fisici", chiarisce Brainovich.  Con quali reparti collabora il team diretto dalla specialista all'ospedale Sant'Andrea? "Le nostre attività - descrive - si svolgono principalmente in supporto ai reparti di Radioterapia, Medicina nucleare, Radiologia, Radiologia interventistica e ai reparti che impiegano radiazioni ionizzanti per procedure di radiologia complementare. Ad esempio: in Radioterapia garantiamo la calibrazione degli acceleratori lineari ed effettuiamo studi fisico-dosimetrici mediante software dedicati alla realizzazione dei piani di trattamento radioterapici per i pazienti oncologici, assicurando le verifiche pre-trattamento tramite rielaborazione ed erogazione dei piani su fantocci dedicati; in Medicina nucleare ci occupiamo del programma di garanzia di qualità delle apparecchiature e delle valutazioni dosimetriche per trattamenti terapeutici con radioisotopi; in Radiologia e in ambito interventistico e complementare monitoriamo la registrazione dei dati dosimetrici relativi alle indagini diagnostiche con l'obiettivo di ottimizzare le dosi e tenere ragionevolmente basso il rischio di effetti stocastici da radiazione".  Il fisico specialista in Fisica medica ha in via esclusiva la responsabilità della misura e della valutazione delle dosi assorbite dai pazienti nell'ambito delle esposizioni mediche, nonché la responsabilità della scelta della strumentazione da impiegarsi nell'ambito della dosimetria sul paziente e dei controlli di qualità e delle prove di accettazione da effettuarsi sulle attrezzature medico-radiologiche. "E' dunque un ruolo cruciale per rispondere alla normativa in materia di radioprotezione in ambito ospedaliero, non solo in reparti come Radioterapia o Medicina nucleare, dove le energie delle radiazioni terapeutiche utilizzate per colpire i target tumorali sono elevate, ma anche in reparti come Radiologia dove le energie delle radiazioni diagnostiche, pur essendo notevolmente più basse, non possono essere considerate a rischio zero", rimarca Brainovich. Ma come si garantisce la cosiddetta radioprotezione del paziente? "La radioprotezione del paziente - spiega l'esperta - deve essere intesa come l'insieme delle attività volte a garantire in sicurezza l'esposizione alle radiazioni ionizzanti, ovvero a garantire che i benefici diagnostici o terapeutici superino i rischi. In sintesi, può essere attuata se vengono rispettati i principi fondamentali della radioprotezione che impongono la valutazione dei potenziali vantaggi diagnostici o terapeutici complessivi prodotti dalle radiazioni rispetto al danno alla persona che l'esposizione potrebbe causare, e che stabiliscono che le esposizioni devono essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile e compatibile con il raggiungimento dell'informazione diagnostica richiesta". In proposito, nel 2023 "nella nostra azienda è stato istituito un gruppo di lavoro multidisciplinare denominato 'Dose team', dove le diverse figure coinvolte (fisici, medici, Tsrm-tecnici sanitari radiologia medica) si confrontano e collaborano per garantire la sicurezza del paziente esposto a radiazioni ionizzanti. Diffondere le competenze e interagire tra le diverse professionalità è fondamentale per avere un sistema sanitario di qualità che abbia al centro della propria mission la salute di tutti i cittadini", conclude Brainovich.  
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Dazi, Scocchia (illycaffè): "Ulteriore instabilità con nuove imposte, Ue dia risposta compatta"

(Adnkronos) - “La notizia dell'introduzione di nuovi dazi generalizzati da parte dell'Amministrazione Usa aggiunge ulteriore instabilità a un quadro geo economico già complesso. Dal punto di vista delle aziende, la pianificazione strategica e lo sviluppo operativo diventano sempre più sfidanti a causa di un contesto che cambia continuamente secondo logiche difficilmente prevedibili. In uno scenario internazionale così fluido, il nostro compito come imprese è quello di essere pragmaticamente strategiche e strategicamente pragmatiche. Questo significa essere capaci di reagire in tempi brevi adattando piani e strategie al fine di minimizzare gli impatti negativi e cercare di cogliere, ove presenti, opportunità alternative in altri mercati, senza perdere di vista la strategicità del mercato americano nel lungo termine". Così Cristina Scocchia, ad di illycaffè, dopo l'annuncio di Trump su nuovi dazi al 15%. "Ovviamente dalle istituzioni europee ci aspettiamo una risposta compatta, ragionata e responsabile, volta a garantire stabilità negli accordi commerciali", conclude.  
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Dazi, ExportUsa: "Si apre periodo di incertezza su procedure importazione negli Stati Uniti"

(Adnkronos) - "La decisione di venerdì 20 febbraio della Corte Suprema americana annulla del tutto i cosiddetti dazi reciproci (dazi Ieepa - International Emergency Economic Powers Act) imposti dall'Amministrazione Trump a partire da aprile 2025. Rimangono in vigore i dazi imposti a valere sulla Section 232, quelli che colpiscono acciaio, alluminio e rame, ad esempio, e i dazi imposti a valere sulla Section 301, tutti i dazi per le importazioni dalla Cina ad esempio. Le decisioni della Scotus (Supreme Court of the United States) normalmente entrano in vigore 14 giorni dopo essere state emesse, a meno che non venga ricevuto e aggiudicato un ricorso oppure che non vengano fissati altri termini da parte della Corte stessa. Se a livello giuridico-legale la decisione stabilisce un precedente netto sul fatto che i dazi Ieepa devono essere autorizzati dal Congresso, a livello operativo si apre un periodo di incertezza sulle procedure di importazione negli Stati Uniti fin quando non verranno emessi i regolamenti attuativi e interpretativi da parte dell'amministrazione doganale americana (Cbp - Customs And Border Protection) e non verranno aggiornati i sistemi". Ad affermarlo, con Adnkronos/Labitalia, è Lucio Miranda, presidente di ExportUsa (società di consulenza che aiuta le imprese italiane ad entrare, con successo, nel mercato americano).  "Nel frattempo, come previsto, il Presidente Trump ha annunciato che i dazi annullati verranno reintrodotti utilizzando altri strumenti legali, quali appunto la Section 232 del Trade Expansion Act of 1962 (19 U.S.C. §1862) oppure la Section 301 del Trade Act of 1974. Entrambe le procedure non richiedono l'approvazione del Congresso ma, invece, richiedono lavori preparatori che potrebbero durare due o tre mesi. Altre due ipotesi sono l'imposizione di quote import relative, ovvero di quote che permettono l'importazione al dazio ordinario di un certo quantitativo o importo, superato il quale scattano dazi aggiuntivi. È il sistema da sempre in vigore per l'importazione in America della maggior parte dei formaggi", spiega.  Per quanto riguarda l'ordine esecutivo annunciato da Trump per imporre un dazio generalizzato aggiuntivo su tutte le importazioni negli Stati Uniti provenienti da qualsiasi paese, precisa Miranda, "la base giuridica sarà quella offerta dalla Section 122 del Trade Act del 1974, che autorizza il Presidente degli Stati Uniti a imporre restrizioni temporanee alle importazioni, come ad esempio dazi fino al 15%, per far fronte a deficit 'ampi e gravi' della bilancia dei pagamenti americana". "Queste misure possono essere attuate rapidamente - avverte - per un massimo di 150 giorni senza che richiedano indagini approfondite. Richiedono però l'approvazione del Congresso per poter essere prorogate. Section 122 non è mai stata utilizzata dal 1974 ad oggi". Infine, ExportUsa ricorda che "le aziende possono fare ricorso per ottenere il rimborso dei dazi già pagati". "Allo scopo serve raccogliere tutte le Entry Summary emesse dalla dogana americana con evidenza del pagamento dei dazi liquidati. Dal 6 febbraio 2026, le dogane americane erogano i rimborsi solo con versamenti elettronici su conti correnti americani", conclude.  
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Sanità, report: 'spesa di tasca propria 4-5 volte di più alta per chi ha redditi alti'

(Adnkronos) - Nonostante il carattere universalistico del Servizio sanitario nazionale, l'accesso alle cure in Italia è oggi fortemente condizionato dalla capacità economica dei singoli. I contribuenti con i redditi più elevati spendono mediamente 'di tasca propria' (out of pocket) - ed escludendo i ticket sanitari - fra 4 e 5 volte in più rispetto ai contribuenti con i redditi più bassi. Un fenomeno dovuto ai limiti di accesso alla sanità pubblica (lunghi tempi di attesa e carenze nei servizi di cura non emergenziale), che spingono chi può permetterselo verso il privato, lasciando indietro le fasce più fragili. E' quanto emerge dal rapporto 'Quando i soldi non bastano - Il razionamento sanitario in Italia', realizzato da Acli, Caf Acli, NeXt-Nuova economia per tutti e dall'università di Roma Tor Vergata, con il supporto di Comipa, Federcasse Bcc, Federazione Lombarda Bcc e Federazione Toscana Bcc e Iref. (Video) La ricerca, basata sull'analisi di oltre 8 milioni di dichiarazioni dei redditi (modello 730) tra il 2019 e il 2024 - riporta una nota - documenta l'esistenza di un razionamento sanitario implicito. Nel dettaglio, la popolazione divisa in 5 scaglioni di reddito, dal più basso al più alto, ha evidenziato: divario di spesa: a parità di condizioni di salute, i contribuenti più poveri spendono tra i mille e i 2mila euro in meno all'anno in cure sanitarie rispetto ai più abbienti; rinuncia totale: circa il 57% dei contribuenti appartenenti allo scaglione di reddito più basso non dichiara alcuna spesa sanitaria privata e, nel sottocampione degli anziani, la differenza tra basso e alto reddito si fa più evidente con il 55-60% che non dichiara alcuna spesa sanitaria privata, contro il 7-15% dei coetanei più ricchi. Quanto alla spesa in farmaci, il valore medio annuo della spesa farmaceutica passa da circa 278 euro nello scaglione di reddito più basso a oltre 415 nello scaglione più elevato: queste differenze non riguardano solo la probabilità di acquistare farmaci, ma anche il valore medio della spesa sostenuta. Sull'effetto del reddito sulla spesa, il report indica che un aumento di reddito per chi si trova negli scaglioni più bassi aumenta la spesa sanitaria più di quanto avviene per chi si trova negli scaglioni più elevati, evidenziando il peso maggiore di bisogni insoddisfatti.  In questo contesto, la pandemia Covid-19 ha agito come amplificatore delle diseguaglianze. Mentre i redditi alti hanno recuperato rapidamente i livelli di spesa sanitaria pre-pandemici, per i ceti fragili, gli anziani e le donne il recupero è ancora incompleto. A livello territoriale, dove i livelli essenziali di assistenza (Lea) sono più alti, funzionano meglio prevenzione e servizio pubblico e il ricorso forzato al privato diminuisce sensibilmente. "In sanità - ha spiegato Saverio Mennini, capo Dipartimento Programmazione del ministero della Salute - c'è un problema di equità nell'accesso, riscontrato negli ultimi 20 anni. Con questo ministero abbiamo posto in essere una serie di azioni, quali l'aggiornamento annuale dei Lea, l'incremento del finanziamento, il decreto sulle liste d'attesa, la delega delle professioni sanitarie e sull'assistenza ospedaliera e territoriale, che tendono ad eliminare la disomogeneità d'acceso alle cure. Questa è la questione da affrontare con attenzione". I dati mostrano "una realtà preoccupante - ha commentato Leonardo Becchetti, fondatore di NeXt Economia e professore dell'università di Roma Tor Vergata, curatore della ricerca - Il nostro servizio sanitario, sulla carta, è universale, ma fuori dall'emergenza e dai codici rossi, barriere economiche e lunghi tempi d'attesa costringono i più fragili a rinunciare alle cure. Parliamo di una spesa sanitaria inferiore fino a 2mila euro tra il primo e l'ultimo scaglione di reddito. Miglioramento della sanità pubblica e delle Case di comunità, prevenzione, ottimizzazione della spesa, progressività fiscale - ha elencato - sono le azioni che servono per rimettere al centro i territori e la comunità, trasformando la salute da bene di mercato a pilastro di una nuova economia civile". "Purtroppo, nonostante rappresenti uno dei pilastri fondamentali del welfare del nostro Paese, la sanità pubblica, accessibile e garantita, è oggi in evidente ritirata - ha osservato il presidente delle Acli nazionali, Emiliano Manfredonia - I redditi più alti si rivolgono sempre più frequentemente al settore privato, potendosi permettere spese maggiori, mentre i redditi più bassi restano indietro, costretti a rinviare o rinunciare alle cure. E' un dato che deve farci riflettere anche il ricorso sempre più diffuso, ormai quasi un'abitudine di massa, ai sistemi di intelligenza artificiale per rispondere a bisogni di salute: un segnale della difficoltà di accesso e della ricerca di soluzioni alternative. Come Acli, operatori di pace e di democrazia da oltre ottant'anni, sentiamo il dovere - come diciamo spesso nel nostro Patronato - di trasformare i diritti in pane. In questo caso, di trasformare il diritto alla salute in accesso reale e garantito ai servizi per tutte e tutti. E' il senso anche degli Sportelli salute che abbiamo aperto in diverse parti d'Italia: strumenti concreti per accompagnare le persone e ridurre le disuguaglianze". Il presidente Federcasse Bcc, Augusto dell'Erba, ha ricordato che "il credito cooperativo è da anni impegnato ad esprimere valori e attività che vanno oltre la banca. Noi, infatti, siamo presenti sui territori e nelle comunità di cui siamo espressione e abbiamo ben presente che non è più sufficiente fare solo la banca, ma qualcosa di più. Per questo siamo impegnati, con le nostre mutue, in progetti di welfare dove siamo orientati a fornire servizi di tipo sanitario". Come ha illustrato Anna Maria Colao, vicepresidente Consiglio superiore sanità e presidente Fondazione Forme, "l'allungamento della vita media ha modificato tutto quello che il cittadino può ottenere dal nostro sistema sanitario. Mi sento di soffermarmi, in tal senso, sulla tematica della prevenzione. Per diventare sostenibili e mantenere le cure, infatti, dobbiamo implementare le strategie di prevenzione. Occorre, quindi, educare e informare la popolazione". Per contrastare queste disuguaglianze, secondo Raffaella Dispenza, vicepresidente nazionale delle Acli, "servono interventi complessi e articolati: maggiori investimenti nella sanità, riportandoli in linea con quelli di altri paesi europei, ma soprattutto una medicina di territorio che sappia prendere in carico le cronicità e dare risposte alle tante situazioni di non autosufficienza". Alcune possibili direzioni di policy per contrastare la crescita delle diseguaglianze, secondo gli esperti, comprendono: potenziamento del sistema pubblico con prevenzione e Lea, perché dove screening, medicina territoriale e sanità pubblica funzionano meglio la necessità di sostenere spese private si riduce e l'accesso alle cure diventa meno dipendente dal reddito. Un miglior livello di Lea riduce le diseguaglianze; valorizzazione delle Case di comunità, dato che l'integrazione con i servizi sociosanitari e con il contributo sussidiario del terzo settore aumenta l'accesso al diritto alla salute. E ancora: maggiore equità nella fiscalità sanitaria: superare l'attuale sistema che esclude chi si trova nella 'no-tax area' e rendere le agevolazioni fiscali più progressive e introdurre meccanismi rimborsabili per i redditi più bassi; sanità nel territorio, perché il mancato accesso alle cure non si concentra tanto sulle emergenze, quanto sulle prestazioni differibili ma essenziali come visite specialistiche, diagnostica, follow-up e cure croniche. Ridurre i tempi di attesa in questi ambiti significa ridurre la necessità di ricorrere al privato e può essere possibile integrando Stato, mercato e comunità. Per gli esperti serve anche il rafforzamento di forme di assicurazione sanitaria integrativa a carattere mutualistico e non profit, che potrebbe contribuire a ridurre le diseguaglianze, offrendo una copertura accessibile anche a lavoratori precari, anziani e famiglie a basso reddito. Infine: adottare politiche di acquisto di dispositivi medici che premino la sostenibilità sociale e la trasparenza libera risorse da reinvestire dove realmente serve; e attivare un monitoraggio costante, creare un coordinamento nazionale, collegando i diversi osservatori nazionali già esistenti, darebbe la possibilità di avere un 'cruscotto di indicatori' capace di misurare sistematicamente il razionamento sanitario. 
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Prevenzione del cancro al colon-retto, il 14 marzo conferenza all'ospedale Sant'Eugenio di Roma

(Adnkronos) - Nonostante i progressi della ricerca, il tumore del colon-retto rappresenta ancora oggi una sfida se consideriamo che nel 2023 sono stati stimati circa 26.000 casi negli uomini (circa il 12% di tutti i tumori nel sesso maschile) e 24.000 nuovi casi nelle donne (circa il 13% di tutti i tumori del sesso femminile). Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sull'insorgenza del tumore al colon-retto prima dei 50 anni: in Italia il numero dei casi negli under 50 è addirittura raddoppiato, e la scienza sta cercando di capire quali possono essere i fattori che aumentano il rischio di ammalarsi. Ad oggi la prevenzione rimane una delle armi più efficaci per ridurre l'incidenza e la mortalità di questa neoplasia.  Marzo è il mese europeo dedicato alla prevenzione del tumore del colon-retto e Valeria D'Ovidio, dirigente medico e coordinatore della Uosd di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, ha organizzato un evento proprio al Sant'Eugenio inserendo in calendario per il 14 marzo un appuntamento dedicato a specialisti della materia, per fare un punto della situazione su questo tipo di tumore. Il titolo della tavola rotonda, per addetti ai lavori: 'Cancro del colon-retto: dallo screening alla sperimentazione scientifica… what's next?'. L'inizio dei lavori è previsto alle 9. I relatori si confronteranno sollevando varie angolazioni del problema. Sono coinvolti i presidenti attuali e past delle società regionali di gastroenterologia del Lazio quali Aigo e Sied, nonché relatori e moderatori di eccellenza provenienti da tutta Italia. Si parlerà di innovazione sia diagnostica che terapeutica. La diagnosi precoce sta diventando non solo più efficace, ma anche più intelligente, grazie all'uso dei test oncologici non invasivi, e all'introduzione della intelligenza artificiale come grande alleato nei programmi di screening.  Il dibattito riguarderà anche la linea sottile di frontiera che spesso c'è tra gli interventi chirurgici veri e propri e le tecniche endoscopiche o mininvasive. Queste ad oggi permettono di trattare le forme di tumore più iniziali o i pazienti non suscettibili di intervento chirurgico che rappresentano una fascia di popolazione che sta proporzionalmente aumentando. Si parlerà infatti anche della gestione dei pazienti fragili che spesso richiedono terapie personalizzate. E' in atto inoltre una vera e propria rivoluzione che sta interessando il microbiota intestinale, che sembrerebbe essere di grande aiuto anche nella diagnosi del cancro del colon-retto e nella scelta di terapie target. Diverse aziende hanno sostenuto l'iniziativa in qualità di sponsor e partner. Fujifilm healthcare Italia, insieme al partner Gn Medica, ha collaborato all'evento del 14 marzo con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione e dei percorsi di screening, in collaborazione con i professionisti della salute, promuovendo una maggiore consapevolezza sui controlli disponibili e sull'adesione ai programmi raccomandati, come ad esempio il test del sangue occulto nelle feci. Presente al varo della conferenza una formazione da camera della Banda dell'Esercito Italiano, che allieterà l'inizio con un momento musicale dedicato a tutti i relatori della tavola rotonda della giornata e a illustri ospiti presenti. 
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Magnetismo primordiale, scoperta l'impronta del Big Bang

(Adnkronos) - Un team internazionale guidato da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) è riuscito a rilevare le tracce di un campo magnetico primordiale nel silenzio e nell'oscurità dei vuoti intergalattici, aree così vaste da sembrare prive di qualsiasi proprietà fisica. Lo studio, pubblicato su Physical Review D, pone oggi il vincolo più severo mai ottenuto sull'intensità minima di queste forze: 25 miliardesimi di miliardesimi di Gauss. Si tratta di un'intensità quasi infinitesimale, il campo magnetico terrestre è 20 milioni di miliardi di volte più potente, ma sufficiente a dimostrare che i vuoti non sono affatto vuoti, bensì permeati da un'energia magnetica nata nelle prime fasi di vita dell'Universo.  
La scoperta è stata resa possibile da un evento eccezionale: il lampo di raggi gamma GRB 221009A, l'esplosione più luminosa mai registrata dall'umanità. Questo "faro" cosmico ha illuminato le regioni più remote, permettendo al telescopio spaziale Fermi della NASA di catturare i dati necessari. Quando i fotoni ad altissima energia emessi dal lampo attraversano il vuoto, interagiscono con la luce di fondo creando una cascata di particelle (elettroni e positroni). In presenza di un campo magnetico, queste particelle deviano la loro traiettoria, lasciando una firma inequivocabile nell'emissione gamma secondaria. Grazie alla brevità e alla potenza senza precedenti di questo evento, gli scienziati hanno potuto isolare il magnetismo cosmologico come unico fattore in grado di influenzare lo sviluppo della cascata, eliminando altre variabili fisiche.   

Paolo Da Vela, ricercatore INAF presso l'Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna. Crediti: INAF

  Questo risultato rappresenta un nuovo record per la precisione delle misure cosmologiche e apre prospettive inedite per la comprensione delle grandi strutture dell'Universo. Come spiegato da Paolo Da Vela dell'INAF, uno dei coordinatori dello studio: "Le nostre simulazioni indicano inoltre che il monitoraggio di questa regione di cielo nei prossimi anni consentirà di migliorare ulteriormente i risultati, proseguendo la ricerca dei campi magnetici primordiali", conclude Da Vela."In particolare, si mostra come la futura osservazione di nuovi eventi transienti, quali i lampi di raggi gamma nella banda dei TeV, con il Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), sarà cruciale non solo per aumentare il numero di GRB osservati nella banda delle altissime energie, ma anche per lo studio dei campi magnetici intergalattici".  
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Evangelion torna in TV con una serie scritta da una grande nome dei videogiochi

(Adnkronos) - Il trentesimo anniversario di Evangelion si chiude con un annuncio destinato a ridefinire i confini della saga. Durante la giornata conclusiva del festival "Evangelion:30+", Studio Khara e CloverWorks hanno ufficializzato la produzione di una nuova serie animata che vedrà la partecipazione di Yoko Taro in veste di sceneggiatore e supervisore della composizione. L’autore, universalmente noto come il creatore dell'universo di NieR, porterà la sua cifra stilistica fatta di decostruzione narrativa e toni malinconici all'interno dell'immaginario originariamente ideato da Hideaki Anno, segnando una collaborazione senza precedenti tra due delle realtà più influenti dell'industria giapponese. L'assetto produttivo e tecnico conferma l'ambizione del progetto, puntando su nomi di primo piano per garantire la continuità qualitativa del brand. La regia è stata affidata a un binomio composto da Kazuya Tsurumaki, storico collaboratore di Khara, e Toko Yatabe. Ad accompagnare la visione di Yoko Taro sarà la componente sonora di Keiichi Okabe, il compositore che ha definito l'identità acustica di NieR e che ora si occuperà di curare lo spartito della serie. La sinergia tra la cura estetica di CloverWorks e l'esperienza strutturale di Studio Khara suggerisce un'operazione di espansione che punta a innovare il franchise attraverso una prospettiva d'autore esterna al nucleo storico della produzione originale. 
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Sanità, Consulcesi: "Ex specializzandi vincono in tribunale ma i rimborsi sono lentissimi"

(Adnkronos) - Continuano a vincere nei tribunali i medici ex specializzandi, ma i rimborsi riconosciuti dalle sentenze restano bloccati o fortemente rallentati, segnala Consulcesi. I tempi del Dipartimento Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri sono infatti lunghissimi. E' quanto emerge dalle più recenti decisioni giudiziarie sul contenzioso relativo alla mancata remunerazione degli anni di formazione specialistica, che torna a riaccendere il tema dei tempi di esecuzione delle sentenze da parte dello Stato con migliaia di camici bianchi bloccati nel limbo dei rimborsi.  L'ultima pronuncia arriva dalla Corte di Appello di Roma (n. 7937/2025) che, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha accolto le domande di 148 medici tutelati da Consulcesi - informa il network - condannando la Presidenza del Consiglio dei ministri al pagamento di oltre 3,4 milioni di euro. Una decisione che si inserisce in un orientamento giurisprudenziale favorevole ai professionisti che si sono specializzati a cavallo tra gli anni '80 e '90 senza ricevere un'adeguata remunerazione, in violazione delle specifiche direttive Ue (75/362/Cee, 75/363/Cee e 82/76/Cee). Negli ultimi vent'anni, attraverso azioni collettive promosse su scala nazionale, migliaia di professionisti sanitari hanno ottenuto il riconoscimento del diritto a un'equa remunerazione per gli anni di specializzazione. Secondo i dati del network legale Consulcesi, che ha patrocinato la stragrande maggioranza dei ricorsi, le somme complessivamente riconosciute superano i 600 milioni di euro. Il quadro giuridico è stato chiarito anche a livello europeo. Con la sentenza del 3 marzo 2022 (C-590/20), la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha stabilito che l'Italia avrebbe dovuto garantire un'adeguata retribuzione ai medici in formazione già a partire dal 1 gennaio 1983. Un orientamento recepito dal legislatore con l'articolo 3 della legge di Delegazione europea 2024, che ha previsto l'istituzione di un tavolo tecnico interministeriale per valutarne gli effetti.  Se il diritto degli ex specializzandi appare oggi pacifico, resta però aperta la questione dell'esecuzione delle sentenze, rimarca Consulcesi. In numerosi casi, infatti, alla pronuncia favorevole non segue il tempestivo pagamento delle somme dovute, nonostante i titoli giudiziali siano pienamente esecutivi. Il baricentro del contenzioso, dunque, si è spostato dal riconoscimento del diritto alla necessità di garantire tempi certi nei rimborsi. "Oggi non si discute più del diritto degli ex specializzandi - spiegano dal network legale - Il tema è fare in modo che alle sentenze seguano i pagamenti. In caso contrario, il rischio è che una vittoria in tribunale si trasformi in un'attesa indefinita". Per superare queste criticità, Consulcesi ha avviato e intensificato il ricorso agli strumenti previsti dall'ordinamento per l'esecuzione dei giudicati, a partire dal giudizio di ottemperanza davanti al Tar, che consente di imporre all'amministrazione termini certi di pagamento e, nei casi di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. La vicenda - ricostruisce una nota - risale agli inizi degli anni Ottanta, con l'adozione delle direttive europee 75/362/Cee, 75/363/Cee e 82/76/Cee, che imponevano agli Stati membri di garantire un adeguato compenso ai medici durante gli anni di formazione specialistica. Nonostante l'obbligo fosse operativo dall'inizio del 1983, lo Stato italiano non corrispose le borse di studio ai medici immatricolati tra il 1983 e il 1993. Successivamente si è aperto un secondo fronte di contenzioso per i medici iscritti alle scuole di specializzazione tra il 1994 e il 2006: in questi casi le borse venivano erogate, ma senza il riconoscimento della rivalutazione periodica, delle coperture previdenziali e assicurative e delle differenze contributive.  Il mancato adempimento ha dato origine a un vasto contenzioso davanti ai tribunali di tutta Italia, promosso da medici che si sono ritenuti ingiustamente discriminati. Una sentenza della Corte di Cassazione (n. 17434 del 2 settembre 2015) ha inoltre ampliato il perimetro dei potenziali ricorrenti, chiarendo che il diritto al rimborso spetta anche a coloro che hanno completato la specializzazione dopo il 1° gennaio 1983, indipendentemente dalla data di inizio del corso post laurea. 
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Ora Gemini può creare musica, canzoni e remix: come funziona

(Adnkronos) - Google ha ufficialmente integrato le capacità di generazione musicale all'interno dell'applicazione Gemini, rendendo la creazione di brani basata sull'intelligenza artificiale accessibile a un pubblico più vasto. Il sistema si appoggia a Lyria 3, il modello sviluppato da DeepMind che è entrato in fase di distribuzione globale a partire dal 18 febbraio. Il servizio è attualmente rivolto a utenti maggiorenni e supporta diverse lingue, tra cui l'italiano, con l'obiettivo dichiarato di espandere ulteriormente la compatibilità linguistica nei prossimi mesi. Il funzionamento ricalca quanto già visto su piattaforme di riferimento del settore come Suno e Udio, permettendo l'inserimento di prompt che descrivano genere, atmosfera e caratteristiche sonore desiderate. Lyria 3 è in grado di produrre sia tracce puramente strumentali sia canzoni complete di testi, accettando come input non solo stringhe testuali ma anche immagini e video per influenzare il tono della composizione. Ogni brano, della durata massima di trenta secondi, viene accompagnato da una copertina generata automaticamente tramite il modello Nano Banana e può essere scaricato in formato video MP4 o come file audio MP3. Nonostante le potenzialità tecniche, l'approccio di Mountain View rimane improntato alla cautela e all'uso ludico. L'azienda ha sottolineato che lo scopo non è la produzione di capolavori musicali, quanto piuttosto offrire uno strumento per la condivisione rapida e l'espressione originale in contesti informali. Per questo motivo, sono stati implementati filtri che impediscono l'imitazione diretta di artisti famosi e sistemi di watermarking per segnalare l'origine sintetica dei contenuti. L'accesso al tool prevede dei limiti quantitativi di generazione, superati i quali è necessario attendere il ripristino dei crediti o sottoscrivere un abbonamento di fascia superiore. 
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