Chirurgia, storia di Carola salvata a Milano da un intervento in utero
(Adnkronos) - Una rarissima malformazione congenita avrebbe ucciso Carola (nome di fantasia) ancora prima di nascere. Invece, grazie a un intervento eseguito in utero dal team di Chirurgia fetale del Policlinico di Milano, la piccola è venuta alla luce. Affetta da una condizione detta sequestro polmonare in età fetale, che colpisce appena 1 nascituro ogni 10mila gravidanze, al settimo mese di gestazione Carola è stata salvata da un'operazione descritta come "straordinaria". Racconta oggi la sua storia a lieto fine l'Irccs del capoluogo lombardo, che vanta la più ampia expertise in Italia per il trattamento di questi casi. E' nell'ospedale di via Sforza che sono stati eseguiti i primi interventi in utero e negli anni la struttura ha fatto scuola formando tanti giovani professionisti che poi hanno aperto altri centri specializzati nel Paese. Tutto comincia alcune settimane fa, quando una donna alla 28esima settimana di gravidanza è stata inviata dalla Puglia all'osservazione dell'équipe di Diagnosi prenatale e Chirurgia fetale del Policlinico di Milano. Nel centro che la seguiva nella sua regione era stata infatti evidenziata una particolare anomalia nello sviluppo di uno dei polmoni della bimba che portava in grembo. La condizione emersa agli occhi degli specialisti - riporta una nota dell'Irccs meneghino - è di un raro caso di sequestro polmonare, una malformazione congenita caratterizzata dallo sviluppo atipico di una porzione di un polmone o di entrambi, dovuta all'irrorazione da parte di un vaso anomalo proveniente dall'aorta discendente del feto. Questo accrescimento irregolare ostacola il corretto collegamento con le altre parti dell'apparato respiratorio: l'altro polmone e gli organi circostanti risultano infatti compressi dal crescente volume della neoformazione benigna, in un processo che per di più toglie sangue al resto del feto fino alla manifestazione di segni di scompenso cardiaco e circolatorio. La fatica a livello cardiaco è il principale fattore di rischio di morte intrauterina. I medici milanesi non hanno dubbi: la neoformazione cresce troppo rapidamente, causando un accumulo di liquido a livello pleurico e peritoneale. Non è possibile attendere la fine della gestazione, bisogna intervenire chirurgicamente in utero e 'spegnere' il canale di irroramento vascolare prima del termine della gravidanza. Così nel giro di pochissimi giorni Carola è stata operata nel pancione della mamma per bloccare il flusso di sangue che va al sequestro polmonare. Tecnicamente il chirurgo esegue una procedura sotto guida ecografica che prevede l'introduzione in utero, attraverso l'addome materno fino al feto, di un laser tramite ago sottilissimo il quale brucia il vaso responsabile. La tecnica è mini-invasiva: la mamma viene sottoposta all'intervento della durata di circa 30 minuti in anestesia locale, mentre al feto sono somministrati farmaci anestetici attraverso un'iniezione intramuscolare alla coscia, essendo estremamente importante che resti immobile e lo staff chirurgico possa procedere in sicurezza. Cruciale il coordinamento tra chirurghi, anestesisti e personale di sala, così come il contatto con i neonatologi in caso di possibilità di parto. "L'esito positivo dell'intervento ha permesso a questa mamma di proseguire il resto della gravidanza a casa: la massa benigna, come previsto, è andata riassorbendosi spontaneamente nel corso delle settimane e il parto è avvenuto con taglio cesareo alla 36esima settimana in quanto la piccola si trovava in posizione podalica", riferiscono i sanitari. (segue)
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Sanremo, a Casa Kiss Kiss campagna vaccinale contro il Papillomavirus
(Adnkronos) - A Sanremo riflettori accesi sulla prevenzione contro il Papillomavirus. In occasione del festival al via oggi nella città dei fiori, Msd Italia sarà presente nel glassbox all'esterno di Casa Kiss Kiss per diffondere i messaggi della campagna vaccinale anti-Hpv 'Scrivi oggi il tuo domani'. Presso lo stand dedicato - informa l'azienda biofarmaceutica - sarà possibile ricevere gadget e leaflet informativi dell'iniziativa, nonché accedere al portale www.infohpv.it che riporta informazioni sull'infezione scientificamente validate e autorizzate dal ministero della Salute. 'Scrivi oggi il tuo domani' è un progetto di comunicazione omnicanale lanciato da Msd Italia a settembre 2025 con il patrocinio delle più importanti società scientifiche e federazioni italiane impegnate nella prevenzione (Aogoi, Fimmg, Fimp, Sigo, Simg, Sip, Siti) e di Cittadinanzattiva, ricorda una nota. La campagna, autorizzate dal ministero della Salute, ha l'obiettivo di informare la cittadinanza sull'importanza della vaccinazione anti-Hpv e sul ruolo del virus nel causare tumori potenzialmente letali in uomini e donne. Finora il messaggio è stato promosso in Tv, sulle principali piattaforme di streaming, con affissioni nelle principali città, sui social network (Facebook, Instagram e TikTok), online sul sito dedicato e tramite banner su siti terzi. Oggi arriva nelle piazze italiane durante l'evento pubblico musicale più importante in assoluto. Il glassbox esterno presso Casa Kiss Kiss dedicato a Msd è aperto al pubblico da lunedì 23 febbraio fino a sabato 28 febbraio, dalle 10 alle 18.30. L'ingresso è libero e i visitatori potranno ritirare il materiale informativo e i gadget della campagna, oltre a utilizzare postazioni dedicate dove accedere ai contenuti informativi. "Essere presenti in questo contesto così prestigioso con la nostra campagna 'Scrivi oggi il tuo domani' rappresenta per noi un importante passo avanti verso l'eliminazione dei tumori Hpv-correlati - afferma Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia - Siamo fermamente convinti che insieme a tutti gli attori della salute pubblica possiamo fare la differenza, sia rendendo disponibile la nostra innovazione a chi ne ha bisogno, sia promuovendo campagne informative in grado di portare al pubblico informazioni scientificamente corrette, chiare e accessibili. 'Scrivi oggi il tuo domani' ha esattamente questo obiettivo: arrivare alle persone per informarle riguardo alla possibilità di proteggersi dal virus Hpv e dalle patologie correlate. Insieme possiamo raggiungere l'obiettivo di un mondo dove i tumori Hpv-correlati diventino rari se non completamente assenti".
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Toccare una frattura nella realtà aumentata, da UniPi sensore tattile low cost
(Adnkronos) - Un dispositivo tattile low cost permette al chirurgo che si allena - o si prepara all'intervento - con la realtà aumentata di 'sentire' con le mani la frattura complessa che dovrà operare, così da procedere poi a una ricomposizione ottimale. Lo ha messo a punto un team di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell'informazione dell'università di Pisa, che ha realizzato un prototipo testato su frattura scomposta del ginocchio. Uno speciale sensore da affiancare al visore di realtà aumentata, così da integrare stimoli visivi e tattili. Si tratta di 2 anelli da applicare alle dita per generare stimoli vibrotattili che forniscono informazioni preziose, consentendo agli operatori di manipolare correttamente frammenti ossei virtuali attraverso gesti naturali come spingere, prendere e allineare, si legge in una nota dell'ateneo toscano. "Per il chirurgo non è sempre facile capire come sistemare i frammenti di una frattura. Il nostro sistema riproduce la frattura nella realtà aumentata e tramite visione e stimoli tattili e guida il medico nella pianificazione dell'operazione", spiega Vincenzo Ferrari, docente di Bioingegneria UniPi. "Il dispositivo - descrive Matteo Bianchi, docente di Robotica dell'ateneo - fornisce un feedback tattile tramite vibrazione, migliorando la consapevolezza spaziale e l'immersione durante l'addestramento chirurgico o la pianificazione preoperatoria. L'assenza di feedback tattile è infatti una limitazione significativa nei sistemi di formazione in realtà virtuale ed estesa in chirurgia, perché nella comune pratica clinica il personale medico che opera si fa guidare molto da ciò che sente con le mani, oltre che dalla vista. Questo aspetto è particolarmente importante quando si trattano strutture anatomiche delicate e nascoste. I nostri risultati dimostrano che il feedback tattile migliora significativamente l'accuratezza e l'efficienza nelle attività di riduzione dei frammenti di frattura in contesti di realtà virtuale ed estesa. L'integrazione di visione e tatto sarà quindi fondamentale nei futuri sistemi di addestramento e assistenza chirurgica basati sulla realtà aumentata". La ricerca per la medicina del futuro - riporta la nota - è portata avanti dal Centro 5.0 del Dipartimento dell'Ingegneria dell'informazione, dedicato allo sviluppo delle tecnologie per la società, la medicina e l'industria di nuova generazione, presso il Centro EndoCas per la chirurgia computer assistita, in collaborazione con il Centro di ricerca 'E. Piaggio' e con la Scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell'università di Pisa.
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Lhh: 90% manager si ritiene motivante, ma solo il 16% dei lavoratori è d’accordo
(Adnkronos) - Il 90% dei manager si ritiene motivante, ma solo il 16% dei lavoratori è d’accordo: questo scollamento influisce sul coinvolgimento e conferma il bisogno di una leadership più empatica e relazionale. Emerge da uno studio LHH, società parte del Gruppo Adecco specializzata in servizi di consulenza hr e gestione del talento lungo l’intero talent journey, dedicato alla motivazione sul luogo di lavoro. L’indagine, che ha coinvolto oltre 2.900 lavoratori italiani appartenenti a diversi settori e fasce d’età, si è posta l’obiettivo di individuare i principali driver in grado di favorire il coinvolgimento e il senso di appartenenza all’interno di imprese e organizzazioni. "La nostra indagine - dichiara Luca Semeraro, amministratore delegato, LHH Italia - restituisce un quadro chiaro: la motivazione dei lavoratori italiani si costruisce con una retribuzione adeguata, nella qualità delle relazioni e nel riconoscimento, seguiti da leadership e valori aziendali. Le aziende che intendono trattenere i talenti e rafforzare l’engagement dei collaboratori sono quindi chiamate a investire sulla formazione manageriale, su strumenti più efficaci di ascolto e su programmi strutturati di maggiore coinvolgimento". I risultati indicano che oltre sei lavoratori su dieci (65%) dichiarano di sentirsi motivati, con un 36% che si definisce abbastanza motivato e un significativo 29% che si ritiene molto coinvolto nel proprio impiego. Un dato che suggerisce come, nonostante le complessità del mercato del lavoro e un contesto organizzativo in continua evoluzione, la maggioranza della forza lavoro italiana viva con soddisfazione la propria quotidianità professionale. L’indagine mette poi in evidenza i principali vettori che alimentano la motivazione, rivelando come questi siano riconducibili a ragioni sia di natura economica che personale. Gli intervistati hanno infatti indicato, in ordine di importanza, una retribuzione adeguata (49%), la passione per il proprio lavoro (40%) e un clima positivo tra colleghi (40%). Seguono altri fattori rilevanti seppur con preferenze decisamente inferiori, quali l’accesso a opportunità di sviluppo professionale (25%) e l’equilibrio tra vita privata e lavorativa (23%). Risultano invece decisamente meno incisivi gli aspetti di carattere più istituzionale: solo una minoranza indica come fonte di motivazione la solidità dell’azienda (6%), la visione strategica dell’organizzazione (2%) o l’allineamento ai valori aziendali (2%). Uno scarto che sottolinea una distanza tra ciò che le aziende tendono a comunicare in termini di leadership e ciò che i lavoratori percepiscono come realmente motivante nel loro quotidiano. Le principali fonti di demotivazione professionale per i lavoratori italiani risultano in larga parte speculari a quelle che alimentano la motivazione. In particolare, una retribuzione percepita come inadeguata (47%) rappresenta la prima causa di perdita di motivazione, seguita da un clima teso tra colleghi (36%) e dal mancato riconoscimento del proprio impegno (31%). Anche in questo caso, è possibile osservare come alcune problematiche solitamente percepite dal management come strategicamente rilevanti, sembrino incidere in misura contenuta sulla demotivazione: una leadership poco solida (11%), l’instabilità aziendale (11%) e la scarsa chiarezza su vision e strategia (5%). Quando si chiede invece ai lavoratori cosa potrebbe aumentare la loro motivazione, oltre alle leve economiche (il 63% indica bonus o premi economici come prioritari), vengono citate formazione e coaching (37%), un clima più collaborativo (35%) e percorsi di carriera strutturati (31%), a indicare il bisogno di un ambiente organizzativo capace di offrire crescita e strumenti adeguati di sviluppo professionale. Lo studia indica che la maggior parte dei lavoratori che ha sperimentato un calo di motivazione ne ha parlato con qualcuno all’interno dell’organizzazione, soprattutto con le persone con cui collabora quotidianamente (27%) o, in minor misura, con il proprio responsabile diretto (17%). Una quota comunque rilevante (22%) ha preferito non confrontarsi con nessuno, mentre il 15% dichiara di non aver mai vissuto una perdita di motivazione. Solo una minoranza si è rivolta ai vertici aziendali (13%) o alla funzione hr (3%). Emergono inoltre differenze significative per generazione e ruolo: i lavoratori più giovani risultano meno inclini a rivolgersi a responsabili e vertici aziendali, privilegiando il confronto tra pari; gli impiegati tendono a discutere la propria esperienza con i colleghi o a non esporsi, mentre manager e dirigenti prediligono canali più strutturati, come il dialogo con i responsabili e con il leadership team aziendale. Anche in questo caso, si delinea uno scollamento tra la percezione del management e il vissuto dei dipendenti. Da un lato, i manager si considerano figure importanti nel sostenere la motivazione del proprio team (oltre il 90%). Dall’altro, la percezione dei collaboratori risulta nettamente diversa: solo il 16% identifica il proprio responsabile come un vero 'motivatore', mentre il 52% lo giudica poco o per nulla efficace in questo ruolo. Il senso di appartenenza è percepito dai lavoratori come il risultato di uno sforzo collettivo: secondo gli intervistati, dovrebbero contribuire a rafforzarlo tutti i colleghi (55%), i vertici aziendali (54%) e i responsabili diretti (48%). Tuttavia, a fronte di questa visione condivisa, emerge un elemento critico: il 53% dei lavoratori dichiara che nella propria azienda non esistono attività strutturate per favorire il coinvolgimento. Anche tra le organizzazioni che prevedono iniziative dedicate (34%), molte risultano episodiche o circoscritte, limitandosi principalmente a eventi aziendali (28%), strumenti di feedback (23%) o workshop di sviluppo professionale (19%). Questo divario tra aspettative e pratica operativa evidenzia come il coinvolgimento non sia ancora pienamente integrato nelle strategie hr di molte aziende, nonostante venga riconosciuto come un fattore chiave per la motivazione e la ritenzione dei talenti. Al di là dei ruoli aziendali definiti, comunque, la propensione personale alla motivazione altrui è forte, con circa tre quarti dei rispondenti che dichiarano di essere interessati a motivare altre persone, sia quando rientra nel proprio ruolo (26%) sia quando questa non è una loro responsabilità formale (52%).
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Carpooling aziendale, 450mila auto in meno sulle strade nel 2025
(Adnkronos) - Nel 2025 il carpooling aziendale, monitorato dall’Osservatorio Jojob, ha consentito di togliere dalle strade oltre 450mila auto private, generando un risparmio economico complessivo di quasi 2,5 mln di euro. Più nel dettaglio, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale sul Carpooling Aziendale 2026 realizzato da Jojob Real Time Carpooling - B-Corp specializzata nel supportare gli spostamenti nella tratta casa-lavoro e il pendolarismo attraverso la condivisione delle auto private - nel 2025 sono stati registrati complessivamente 795.335 viaggi condivisi, grazie ai quali è stato possibile risparmiare 12.488.149 chilometri percorsi, togliendo dalle strade 454.819 auto private ed evitando l’emissione di 1.623.442 kg di CO2 per un risparmio economico complessivo generato per gli utenti pari a 2.496.184 euro. Rispetto al 2023, il servizio ha più che raddoppiato i viaggi e le auto tolte dalle strade ed è cresciuto di oltre il 150% in termini di impatto ambientale ed economico e di più del 110% in viaggi effettuati. In due anni, il numero dei viaggi è passato da 373.767 a 795.335 (+113% in due anni) mentre i chilometri risparmiati, così come la CO2 evitata, sono aumentati del 153%, indicando una maggiore efficienza ambientale complessiva del sistema. Il beneficio economico complessivo generato dalla mobilità condivisa nel 2025 raggiunge i 2.496.184 euro, rispetto ai 986.263 euro del 2023 (+153%). “I dati dell’Osservatorio mostrano con chiarezza come il carpooling aziendale stia diventando una componente strutturale della mobilità quotidiana per migliaia di lavoratori e studenti - ha dichiarato Gerard Albertengo, Ceo e fondatore di Jojob - La crescita registrata nel 2025 dimostra che la condivisione dell’auto è una risposta concreta e immediatamente scalabile alla congestione urbana, alla difficoltà di accesso al trasporto pubblico nelle aree di ultimo miglio e alla necessità di ridurre le emissioni nel breve periodo”. L’edizione 2026 del rapporto ha restituito una fotografia del carpooler medio piuttosto netta: la fascia più attiva è quella 30-39 anni, che nel 2025 totalizza 245.200 viaggi, pari al 30,98% del totale; in altre parole, quasi un viaggio su tre è stato effettuato da un trentenne. Nel complesso, il 56% dei viaggi è effettuato da persone tra i 30 e i 49 anni e oltre il 77% dei viaggi è realizzato da utenti tra i 20 e i 49 anni, evidenziando una forte connessione con gli spostamenti legati a lavoro e studio. Sul profilo di genere, oltre 7 viaggi su 10 sono effettuati da uomini (70,84%), mentre le donne rappresentano il 29,16%. In generale, l’equipaggio medio è stato di 2,34 persone nel 2025. Dal punto di vista delle motorizzazioni, i viaggi condivisi nel 2025 sono stati effettuati prevalentemente con veicoli diesel (52,76%) e benzina (25,90%), seguiti da auto Gpl (10,13%) e ibride (7,55%). Restano ancora marginali le percorrenze effettuate con veicoli elettrici, pari allo 0,92% del totale. Nel 2025 il carpooling aziendale monitorato dall’Osservatorio di Jojob mostra una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione più marcata nelle regioni caratterizzate da una forte mobilità pendolare. Il 56% dei viaggi si concentra in cinque regioni: Piemonte, Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. A livello provinciale, i primi tre territori per numero di viaggi sono Torino con 66.180 viaggi, Bologna con 58.739 e Milano con 30.792. Il confronto con il 2024 mostra incrementi significativi, come quello di Bologna che cresce del 41,2% (da 41.597 a 58.739 viaggi) mentre Milano cresce da 27.599 a 30.792 viaggi (+11,6%), a conferma di una domanda ormai rodata nei grandi contesti metropolitani. Tra i casi più dinamici spiccano Brindisi, che passa da 31.287 a 47.693 viaggi (+52,4%) generando oltre 1,09 milioni di km risparmiati e 142.583 kg di CO2 evitata, e Frosinone, con una crescita esponenziale del 99,8% (da 13.715 a 27.402 viaggi). Nel 2024 la percorrenza media nazionale dei viaggi in carpooling era pari a 27,47 km, valore già indicativo di un utilizzo significativo della condivisione dell’auto anche su tratte medio-lunghe. L’analisi delle percorrenze medie regionali del 2025 conferma in modo ancora più evidente il ruolo del carpooling nei territori caratterizzati da pendolarismo extraurbano. Le distanze medie più elevate si registrano in Sicilia e Calabria, dove ogni viaggio condiviso supera in media i 52 km, seguite da Sardegna e Valle d’Aosta, con percorrenze intorno ai 45 km. Valori particolarmente alti si osservano anche in Molise (41,0 km), Abruzzo (39,7 km) e Puglia (39,3 km). Nella fascia intermedia si collocano Lazio (34,9 km), Umbria (32,5 km), Liguria (31,3 km) e Campania (30,7 km), con percorrenze prossime o superiori alla media nazionale. “Nel complesso, i dati 2026 mostrano come il carpooling aziendale continui a crescere in modo costante in tutte le regioni d'Italia, intercettando esigenze di mobilità molto differenti sul territorio nazionale - ha aggiunto Albertengo - che siano contesti caratterizzati da lunghi spostamenti quotidiani, o aree con tragitti più brevi e ravvicinati, la condivisione dell’auto privata resta il modo più semplice per abbattere i costi del tragitto casa-lavoro e sempre più aziende stanno scegliendo questo sistema di welfare".
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Leonardo e il tempo, a Milano l'ingegno dell'orologeria vinciana
(Adnkronos) - La ricerca di un ordine capace di regolare il ritmo del divenire è stata una delle sfide più ambiziose di Leonardo da Vinci. Durante il suo soggiorno milanese alla corte degli Sforza, tra il 1490 e il 1493, il maestro si dedicò intensamente allo studio di congegni meccanici per la misurazione del tempo, cercando di superare le imprecisioni cronometriche tipiche del XV secolo. Il progetto espositivo "Leonardo e la misura del tempo", presso il Museo Leonardo3 a Milano, riporta alla luce questo "laboratorio mentale" attraverso due ricostruzioni funzionanti: l’Orologio (Codice Madrid I) e il Regolatore del Tempo (Codice Atlantico). Realizzate dal maestro artigiano Alberto Gorla, queste macchine permettono oggi di osservare da vicino soluzioni tecniche che avrebbero trovato piena teorizzazione solo secoli dopo. L'aspetto più rilevante delle ricerche leonardesche risiede nella capacità di aver intuito i principi della fisica delle oscillazioni ben prima della rivoluzione scientifica del Seicento. Il Regolatore del Tempo, in particolare, utilizza una "ventola" oscillante per frenare la caduta di un peso, un sistema che anticipa il concetto di isocronismo. Come spiega Edoardo Zanon, direttore scientifico del museo: "Pur non conoscendo le leggi fisiche del pendolo, la macchina riprodotta dal Codice Atlantico funziona sorprendentemente bene grazie a un elemento oscillante. Nel disegno, Leonardo evidenzia un piccolo peso applicato alla “ventola”, suggerendo la possibilità di regolarlo in altezza e quindi di modificare il periodo di oscillazione. Un’intuizione che avrebbe potuto correggere gli errori degli orologi del suo tempo, ripercorsa successivamente anche da C. Huygens nel secolo successivo". Il prossimo giovedì 5 marzo 2026, alle ore 18.00, le macchine entreranno ufficialmente in funzione durante un evento speciale che vedrà la partecipazione del divulgatore scientifico Adrian Fartade. L'incontro sarà l'occasione per analizzare il legame tra il genio vinciano e la scienza moderna attraverso un approccio esperienziale. Fartade ha espresso così il suo coinvolgimento: "Di Leonardo ci sono rimasti tantissimi disegni, scritti, opere bellissime di ogni sorta, ma possiamo solo immaginare come poteva invece essere il suo stupore e come erano i suoi occhi pieni di meraviglia davanti al mondo. Ecco, avere l’onore di poter avviare un orologio da lui progettato e disegnato, sei secoli dopo, insieme a tutti voi in un museo a lui dedicato, mi emoziona molto". L'inserimento permanente di queste macchine nella collezione del museo sottolinea l'impegno dell'istituzione nella generazione di nuova conoscenza e nella divulgazione storica rigorosa. Con una media di 250 mila visitatori annui, Leonardo3 si conferma un polo centrale per l'offerta culturale milanese, pur affrontando le incertezze legate alla sua collocazione in Galleria Vittorio Emanuele II. Massimiliano Lisa, direttore del museo, sottolinea l'importanza della continuità della ricerca: "Portare avanti la ricerca e condividerla con il pubblico è per noi un dovere e un privilegio: significa mantenere vivo lo spirito di curiosità e innovazione che fu di Leonardo. Rinunciare al Museo e centro studi Leonardo3 sarebbe una perdita irreparabile per la città".
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Affitti universitari nel 2025: Milano guida la domanda, rincari a Roma e Napoli
(Adnkronos) - Secondo i dati elaborati dalla piattaforma HousingAnywhere, la scelta della città universitaria si conferma un passaggio strategico che va oltre la semplice offerta formativa, coinvolgendo valutazioni profonde sulla sostenibilità economica e sulle opportunità professionali future. Sebbene Milano mantenga saldamente il primato come destinazione più ricercata, concentrando il 24,6% della domanda nazionale, si osserva una redistribuzione graduale dell'interesse verso altri poli urbani. Roma segue con il 19,6%, mentre Firenze rimane una meta solida e stabile al 13,2%, delineando un mercato in cui l'attrattività è sempre più legata a un mix di fattori economici e sociali. Nel corso dell'ultimo anno, diverse città del Nord Italia hanno registrato incrementi significativi nella quota di domanda complessiva. Bologna è passata dal 7,9% all’8,3%, Torino dall’8,8% al 9,1% e Padova dal 6,8% al 7,0%, segnali di un mercato della mobilità studentesca in costante evoluzione. Al contrario, Venezia ha subito una lieve contrazione, scendendo all'1,5%. Nel Mezzogiorno, Napoli consolida il proprio trend di crescita, raggiungendo l'1,8% delle ricerche totali. Questi spostamenti indicano che i giovani studenti stanno allargando i propri orizzonti verso poli di riferimento alternativi, capaci di offrire un equilibrio differente tra prestigio accademico e accessibilità abitativa. Sul fronte dei costi, il quarto trimestre del 2025 ha restituito un quadro estremamente articolato. Milano si conferma la piazza più onerosa con un canone medio di €664 mensili, pur mostrando una lieve flessione rispetto all'anno precedente. Al contrario, Roma ha registrato un incremento marcato del 4,8%, raggiungendo la soglia dei €650. Napoli si distingue come il centro del Sud con l'aumento più significativo (+4,4%), portando i canoni medi a €470. In controtendenza spicca Bologna, che nonostante un canone elevato di €660, ha evidenziato la diminuzione più drastica su base annua (-6,4%). In una fascia intermedia di costo si posizionano Firenze (€600), Torino (€530) e Padova (€528), mentre Pisa si conferma tra le destinazioni più accessibili con una media di €400 mensili. In un mercato caratterizzato da differenze territoriali marcate e variazioni non uniformi, l’accesso a dati aggiornati rappresenta un supporto fondamentale per la pianificazione del percorso di studi. La capacità di valutare non solo la qualità degli atenei, ma anche l'impatto economico della permanenza fuori sede, è oggi un elemento imprescindibile per garantire la sostenibilità della scelta universitaria. Per analizzare nel dettaglio le soluzioni abitative e le dinamiche di prezzo nelle diverse città, è possibile fare riferimento ai dati e alle opzioni disponibili su HousingAnywhere.
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Mayweather e Pacquiao, incontro tra leggende della boxe su Netflix
(Adnkronos) - Il ring di Las Vegas si prepara a ospitare l'ultimo capitolo di una delle rivalità più accese e remunerative della storia dello sport. Sabato 19 settembre, Floyd “Money” Mayweather Jr. e Manny “PacMan” Pacquiao si affronteranno in una rivincita che promette di mobilitare l'attenzione mediatica mondiale. L'incontro segnerà un precedente storico per lo Sphere, l'avveniristica struttura tecnologica del Nevada che per la prima volta aprirà le porte a un evento di pugilato, offrendo una cornice immersiva a una sfida che trascende il semplice agonismo. La distribuzione sarà affidata integralmente a Netflix, consolidando la strategia del colosso dello streaming nel settore dei grandi eventi sportivi in diretta. Il primo scontro tra i due, avvenuto nel maggio 2015, rimane a oggi l'evento più redditizio nella storia della disciplina, avendo infranto ogni record di pay-per-view e incassi al botteghino. In quell'occasione Mayweather si impose con verdetto unanime, difendendo l'imbattibilità e unificando i titoli dei pesi welter. Oggi, a 48 anni e con un record perfetto di 50-0, l'ex campione statunitense torna dalla pensione per ribadire la propria superiorità tecnica. Dall'altra parte, il quarantasettenne Pacquiao, icona globale e unico pugile capace di conquistare titoli mondiali in otto diverse categorie di peso, cerca il riscatto definitivo per chiudere una carriera che lo ha visto protagonista sui ring di quattro decenni differenti. L'operazione, coordinata da diverse società di promozione tra cui la Mayweather Promotions e la Manny Pacquiao Promotions, si inserisce in un calendario di sport da combattimento particolarmente denso per la piattaforma streaming. Dopo il successo d'ascolti registrato con la sfida tra Jake Paul e Mike Tyson, Netflix prosegue la sua espansione nel settore con appuntamenti che includono il ritorno di Tyson Fury e il debutto nelle MMA di Ronda Rousey contro Gina Carano. La scelta di puntare nuovamente su Mayweather e Pacquiao riflette la volontà di unire il prestigio dei grandi nomi del passato alle nuove potenzialità della trasmissione digitale globale.
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Ubisoft crea un nuovo team per il futuro di Assassin's Creed
(Adnkronos) - Ubisoft ha delineato la nuova struttura di comando per il marchio Assassin’s Creed attraverso la sua sussidiaria Vantage Studios. La mossa mira a garantire una crescita a lungo termine e una coerenza creativa per uno dei franchise più redditizi del settore videoludico. Al centro di questo riassetto figurano tre figure storiche della compagnia, chiamate a ricoprire ruoli strategici per coordinare i numerosi progetti attualmente in fase di sviluppo e assicurare la stabilità del brand nei prossimi anni. La guida strategica è stata affidata a Martin Schelling, nominato Head of Assassin’s Creed Brand. Schelling, che ha recentemente ricoperto il ruolo di Chief Production Officer per l'intera Ubisoft, vanta una profonda conoscenza della serie avendo lavorato a titoli fondamentali come Revelations, Black Flag, Origins e Valhalla. La sua funzione principale sarà quella di definire la visione d'insieme e la strategia commerciale, portando con sé una competenza maturata nella ridefinizione dei flussi di lavoro produttivi dell'intero portfolio aziendale. Sul fronte creativo, Jean Guesdo assume l'incarico di Head of Content. Veterano presente fin dal debutto della serie nel 2007, Guesdo è noto nel settore per essere stato il direttore creativo di Black Flag e Origins, due tra i capitoli che hanno maggiormente ridefinito la formula del gioco. In questa nuova veste, il suo compito sarà quello di supervisionare la direzione creativa globale, supportando i singoli team di sviluppo affinché i nuovi titoli rimangano fedeli ai pilastri narrativi e stilistici che costituiscono il DNA originale del marchio. A completare il nuovo nucleo di vertice interviene Francois de Billy nel ruolo di Head of Production Excellence. Già direttore di produzione per Origins e Valhalla, De Billy si concentrerà sul perfezionamento delle pratiche esecutive e sull'ottimizzazione dei processi nei flussi di lavoro più complessi. Nelle prossime settimane, il trio si unirà formalmente ad Andree-Anne Boisvert e Lionel Hiller per formare la squadra di comando definitiva, segnando l'inizio di una fase di gestione centralizzata volta a gestire le ambizioni del franchise con una rinnovata efficienza operativa.
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Reimparare a sedersi, camminare e dormire con la 'Posturattiva'
(Adnkronos) - Mal di schiena, dolori lombari ed ecco il peggioramento della vita quotidiana, con il progressivo deterioramento della postura che rappresenta oggi una delle principali cause di disturbi muscolo-scheletrici nella popolazione occidentale. Chi soffre di queste problematiche ha la percezione di quanto peso hanno sulla salute fisica, sull'equilibrio mentale e persino sul modo in cui abitiamo lo spazio. Da questa consapevolezza nasce il libro 'Corpi scomposti, la crisi della postura nella società borghese' (La Traccia Buona), scritto da Mira Miriam Stijak, fisioterapista e posturologa, che affronta il tema con uno sguardo interdisciplinare capace di intrecciare antropologia, storia sociale, medicina e neuroscienze. L'autrice accompagna il lettore alle radici culturali di una trasformazione che, negli ultimi 2 secoli, ha progressivamente allontanato l'uomo dal proprio corpo. Al centro dell'opera la nascita di 'Posturattiva', un metodo innovativo che introduce micro-correzioni nei gesti quotidiani - sedersi, camminare, chinarsi, dormire - trasformando ogni movimento in un atto di riequilibrio e rinascita. "La postura - spiega Stijak - non riguarda soltanto ossa e muscoli: riflette lo stato emotivo, orienta la mente, plasma la comunicazione e contribuisce all'immagine che abbiamo di noi stessi. Il libro è rivolto ai professionisti della salute, ma anche a chiunque desideri ritrovare armonia e presenza, riscoprendo la propria struttura corporea naturale e restituendo dignità al portamento come forma primordiale di espressione umana". Mira Miriam Stijak è fisioterapista e posturologa, laureata alla Facoltà di Medicina dell'università di Zagabria. Per anni ha seguito percorsi di formazione e aggiornamento al Gokhale Method Institute di Palo Alto (California), lavorando a stretto contatto con Esther Gokhale, pioniera delle tecniche posturali innovative e punto di riferimento nella cura del mal di schiena nella Silicon Valley. E' ideatrice del metodo 'Posturattiva', un approccio rivoluzionario volto a riappropriarsi del proprio corpo, eliminare il mal di schiena e recuperare energia attraverso tecniche interdisciplinari che ripristinano la solidità strutturale della colonna vertebrale. Svolge attività di formazione in scuole e aziende, con l'obiettivo di migliorare la forma fisica e le performance lavorative degli adulti e di accompagnare i bambini verso una crescita con una struttura corporea sana.
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