Nvidia Studio: la tecnologia come estensione dell’immaginazione

(Adnkronos) - Nel mondo della creazione digitale il talento non è l’unica cosa importante. Oggi la differenza la fa la capacità di “pensare” e “produrre” unendo arte, tecnica e intelligenza artificiale, passando da un software all’altro, da un’idea al suo prototipo visivo, senza interrompere il flusso creativo. È in questo spazio complesso, denso, sfaccettato, che NVIDIA ha deciso di portare le nuove GeForce RTX Serie 50 e l’ecosistema NVIDIA Studio, un insieme di tecnologie che non si limita a velocizzare il lavoro, ma cambia il modo in cui l’artista può immaginare e costruire.  Per mostrarlo, NVIDIA, con il supporto del Talent Hub dell’agenzia milanese LiveMe5ive, ha selezionato e coinvolto quattro protagonisti italiani di primo piano nel panorama dell’arte digitale: Lorenza Liguori, visual e AI artist; Andrea Chiampo, maestro del creature design e scultore digitale; Andrea Crespi, artista cross-mediale, tra digitale e fisico, che reinterpreta la tradizione attraverso le nuove tecnologie; e Matteo Mauro, artista internazionale riconosciuto per la sua originale e consolidata ricerca nell’arte generativa contemporanea. Ognuno di loro ha lavorato con la nuova generazione RTX con un obiettivo chiaro: capire come la tecnologia possa amplificare il talento, senza sostituirlo. Il cuore dell’esperienza è Nvidia Studio, un ecosistema che accompagna l’artista in ogni fase del suo lavoro.  Non si tratta di un software unico, né di un semplice pacchetto di driver, ma di un insieme di ottimizzazioni, librerie, accelerazioni AI e tool pensati per rendere ogni applicazione creativa più stabile, più veloce e più intelligente. L’artista non deve modificare il proprio modo di lavorare: è la tecnologia che si adatta al suo flusso, garantendo che Photoshop, Premiere Pro, Blender, DaVinci Resolve o Cinema 4D rispondano in modo immediato, senza rallentamenti, anche quando i progetti diventano più pesanti. Le nuove RTX Serie 50 portano questa esperienza a un livello ancora superiore.   Chi lavora in 3D, come Chiampo, scopre che anteprime e render diventano quasi istantanei: materiali complessi, luci accuratissime, superfici organiche e dettagli infinitesimali vengono visualizzati in tempo reale, permettendo all’artista di esplorare idee più velocemente di quanto fosse possibile prima. Il risultato è un flusso creativo più fluido: si sperimenta di più, si modifica di più, si arriva prima a soluzioni visive sorprendenti.  Chi si occupa di generare immagini e video con AI, come Liguori, si trova davanti a timeline che scorrono senza scatti, anche con filmati in 4K o 8K, con filtri pesanti o transizioni elaborate. Le operazioni che tradizionalmente richiedono più tempo, come esportare un video, applicare maschere complesse, ripulire il rumore digitale, correggere il colore, vengono accelerate in maniera evidente. L’AI integrata nei software, sfruttata dai Tensor Core delle RTX, esegue analisi e correzioni quasi istantanee: un volto viene riconosciuto perfettamente, una maschera complessa si crea da sola, una rotoscopia viene completata in pochi secondi.   Per chi lavora con la sperimentazione materica e digitale, come Crespi, l’AI diventa un assistente che accelera i passaggi ripetitivi. Le maschere automatiche, il filling intelligente, il denoise in tempo reale e la gestione delle grandi tele, o sculture digitali, diventano strumenti invisibili ma potentissimi, che permettono di dedicare più tempo ai dettagli, ai colori, ai materiali, alla composizione. La GPU, in questo caso, non serve solo a “spingere” i pixel, ma a sostenere l’artista nel processo ideativo.  Infine, per chi si cimenta con l’arte generativa e computazionale, come Matteo Mauro, la GPU è il motore stesso dell’opera. Pattern, simulazioni, combinazioni procedurali, variazioni infinite: tutto dipende dalla capacità della macchina di calcolare rapidamente e con precisione. Con la Serie 50, i tempi si accorciano, le possibilità aumentano e l’artista può vedere le proprie idee prendere forma in tempo reale, senza attese.   Grazie ai Driver Nvidia Studio, certificati e testati con le principali app creative, i software più complessi lavorano senza errori, senza crash, senza incoerenze di colore. Le librerie interne, come OptiX per il ray tracing o Nvenc per l’encoding video, sono integrate direttamente nei software, permettendo agli sviluppatori di costruire funzionalità AI e accelerazioni hardware senza richiedere configurazioni aggiuntive. L’utente finale percepisce tutto questo come una sensazione di fluidità: niente più attese infinite, niente più anteprime a bassa qualità, niente più blocchi improvvisi. In questo contesto di sfide creative sempre più ambiziose, diventa essenziale disporre di computing power adeguata: i PC NEXTHS basati su schede video GeForce RTX serie 50 rappresentano soluzioni hardware di ultima generazione, ottimizzate per accelerare il rendering e potenziare le applicazioni creative più esigenti. Non serve essere un esperto di hardware per beneficiare di tutto ciò. La GPU gestisce l'ottimizzazione del carico computazionale. Le applicazioni, così accelerate, diventano più veloci, più intelligenti e più capaci di supportare l'elaborazione di idee complesse. Quando un'unità di elaborazione grafica, come quelle della serie RTX 50, agisce come amplificatore del talento umano, accelerando i processi e abilitando funzionalità avanzate supportate dall'AI, il confine tra ciò che è tecnicamente possibile e ciò che è concettualmente immaginabile si fa progressivamente più sottile, restituendo all’artista la piena libertà di esplorare, sperimentare e creare.  In collaborazione con NVIDIA  
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Netflix, addio allo streaming da smartphone su TV

(Adnkronos) - Netflix ha deciso di rimuovere una delle funzionalità storiche e più comode della sua applicazione mobile: la possibilità di trasmettere film e serie TV direttamente dallo smartphone al televisore tramite la funzione di "casting". Un aggiornamento alla pagina di supporto del sito ufficiale conferma che il servizio non supporta più la trasmissione da dispositivo mobile verso la maggior parte delle TV e dei dispositivi di streaming. L'azienda invita ora esplicitamente gli utenti a navigare all'interno del catalogo utilizzando il telecomando fornito con il proprio hardware televisivo, segnando un netto cambio di rotta rispetto all'interazione fluida tra "second screen" e schermo principale. Nonostante la rimozione generalizzata, permangono alcune eccezioni legate a specifici requisiti tecnici ed economici. Secondo la pagina di supporto aggiornata, il casting rimane disponibile per i possessori di dispositivi Chromecast di vecchia generazione o televisori con supporto nativo a Google Cast, ma questa possibilità è riservata esclusivamente agli abbonati ai piani più costosi senza pubblicità. Per gli utenti che hanno sottoscritto il piano "Standard con pubblicità", la funzione di casting è stata completamente inibita, rendendo impossibile la trasmissione dal telefono anche in presenza di hardware tecnicamente compatibile come i vecchi dongle di Google. Le nuove direttive non offrono una spiegazione ufficiale sul motivo di questa rimozione, lasciando spazio a diverse interpretazioni sulle strategie della compagnia. La mossa segue un precedente storico del 2019, quando Netflix decise di rimuovere il supporto ad AirPlay giustificando la scelta con la necessità di garantire il rispetto dei propri standard qualitativi di visione. Al momento non è chiaro se questa nuova limitazione sia dettata da esigenze tecniche di gestione della pubblicità o dalla volontà di forzare l'utilizzo delle interfacce native delle Smart TV, a discapito però della flessibilità d'uso. 
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Pantaloni da lavoro: cosa c’è da sapere e come scegliere il modello giusto

(Adnkronos) - In collaborazione con lineonline I pantaloni da lavoro svolgono un ruolo fondamentale in quanto a sicurezza e comfort ed è per questo che si posizionano in cima alla classifica delle ricerche web nel settore dell’abbigliamento antinfortunistico. Ma come si riconosce un pantalone da lavoro di qualità?  Le caratteristiche principali da valutare sono ergonomia e protezione ed è essenziale che quest’ultima sia conforme alle normative vigenti in materia di abbigliamento da lavoro.  Per aiutare l’utente a scegliere con maggiore consapevolezza, abbiamo deciso di dedicare due sezioni specifiche alle informazioni più utili, sia in fase d’acquisto che in fase di valutazione del capo.     Tutti i pantaloni da lavoro devono essere conformi alla UNI EN ISO 13688, la normativa generale di riferimento per l’abbigliamento professionale. Si tratta dello standard base che certifica che un capo è:  Se un pantalone riporta questa normativa nell’etichetta, rispetta i requisiti minimi per essere considerato un capo da lavoro sicuro e affidabile.  Tuttavia, è essenziale precisare che a seconda del mestiere, entrano in gioco le norme specifiche che definiscono il livello di protezione necessario per il lavoratore:  Conoscere queste certificazioni permette di identificare da subito il pantalone più adatto alle proprie esigenze professionali.     La scelta dei pantaloni da lavoro cambia molto a seconda della stagione. Non esiste un modello “migliore in assoluto”, ma quello più adatto al clima in cui si lavora ogni giorno.  Per orientarsi con facilità, può essere utile pensare ai pantaloni da lavoro come a tre grandi categorie e ognuna di queste è progettata per un’esigenza diversa.  Pantaloni invernali  Se si lavora all’aperto durante i mesi freddi, i pantaloni invernali sono praticamente indispensabili. Sono realizzati con tessuti più pesanti, spesso felpati e/o sono dotati di piccole imbottiture interne in grado di trattenere il calore corporeo.  Proteggono in modo ottimale dal vento e dalle basse temperature, evitando così la sensazione di freddo alle gambe che può rendere difficile lavorare per più ore consecutive.    Chi lavora d’estate o in ambienti caldi, ha bisogno di pantaloni molto più leggeri e traspiranti. Questi modelli favoriscono la ventilazione e aiutano a limitare il sudore e l’umidità, così da mantenere una temperatura più stabile. Spesso includono inserti elasticizzati o zone in tessuto tecnico che accrescono la sensazione di libertà di movimento e impediscono l’accumulo di calore.  Pantaloni 4 stagioni  I pantaloni per tutte le stagioni sono la soluzione più versatile per chi lavora sia in ambienti indoor che outdoor o semplicemente per chi non vuole essere costretto a cambiare pantaloni in base alla stagione in corso. Questi sono infatti progettati per adattarsi a temperature variabili e in quanto tali, non risultano pesanti in estate ma neanche troppo leggeri in inverno. Il loro vantaggio sta nella capacità di unire resistenza, elasticità e traspirabilità.     Come abbiamo visto, la scelta dei pantaloni da lavoro non si riduce mai a un unico fattore in quanto entrano in gioco un insieme di elementi che determinano quale modello sia davvero adatto alla propria professione.  
I tre elementi fondamentali sono:  Bisogna infine riconoscere che oggi il mercato è così ampio da rendere la scelta tutt’altro che immediata. Proprio per questo, affidarsi a rivenditori esperti come Lineonline.it significa individuare con facilità non solo i pantaloni da lavoro più adatti, ma anche le scarpe antinfortunistiche più idonee a ogni esigenza professionale. 
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Citroen C3 Aircross N1: il nuovo B-SUV per i professionisti

(Adnkronos) - Il nuovo Citroen C3 Aircross N1 amplia l’offerta della Casa francese dedicata a professionisti, artigiani e Partite IVA, introducendo una variante omologata come autocarro a quattro posti. Una proposta che punta a soddisfare chi cerca un mezzo compatto, capiente e adatto all’uso quotidiano, mantenendo la versatilità tipica del segmento B-SUV ma con caratteristiche pensate per chi lavora ogni giorno su strada. Con i suoi 4,39 metri di lunghezza, la Citroen C1 Aircross N1 rimane agile negli spazi ridotti e semplice da manovrare anche nei contesti urbani più congestionati.  La base tecnica è quella della versione a cinque posti, che si distingue per l’abitabilità superiore alla media del segmento: il passo da 2,67 metri permette di ottenere un abitacolo arioso, mentre la fila posteriore offre uno dei migliori valori della categoria in termini di spazio per ginocchia e gomiti. Il bagagliaio da 460 litri è tra i più generosi del segmento e non viene penalizzato dall’inclinazione del divano posteriore, progettato per favorire la comodità degli occupanti. L’accesso al vano di carico è agevolato dalla soglia bassa e dalla forma regolare dell’apertura, mentre il piano a due livelli consente di ottenere una superficie piatta quando si reclinano gli schienali frazionati 40/60. In questa configurazione lo spazio disponibile raggiunge i 1.600 litri.  Dal punto di vista tecnico, la gamma propone motorizzazioni multienergia in grado di rispondere a esigenze diverse: un’unità benzina turbo da 100 CV con cambio manuale e una variante 100% elettrica equipaggiata con trasmissione automatica.  Grazie alla combinazione tra abitabilità, soluzioni modulari e dotazioni complete, il nuovo Citroen C3 Aircross N1 si propone come un alleato prezioso per attività professionali di ogni tipo. Un modello pensato per supportare il lavoro quotidiano con efficienza, flessibilità e un livello di comfort che rimane raro nel panorama degli autocarri compatti. 
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Flying Flea, il marchio di mobilità urbana elettrica firmata Royal Enfield

(Adnkronos) - La Royal Enfield
FF.S6 è equipaggiata con un motore elettrico dalla coppia esuberante e sospensioni a lunga escursione, abbinati a una sella in stile enduro e alla modalità di guida fuoristrada con ABS disattivabile. La nuova Scrambler richiama l’eredità delle storiche Flying Flea, progettate per essere leggere e adatte a ogni terreno. Il guscio della batteria in magnesio alettato – concepito per contenere il peso e ottimizzare il raffreddamento – riprende la filosofia del marchio, combinando richiami vintage e soluzioni ingegneristiche moderne. Il design include un display rotondo touch ad alta risoluzione, che integra funzioni di navigazione, connettività e gestione del veicolo, mantenendo un’estetica ispirata alle moto originali. Il sistema è basato sul processore Qualcomm Snapdragon QWM2290, sviluppato per veicoli a due ruote, e offre connettività 4G, Bluetooth e Wi-Fi. È presente inoltre anche un pulsante di assistenza vocale collegato allo smartphone. Il lancio della FF.S6 è previsto per la fine del 2026. 
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CUPRA Raval: in arrivo una nuova compatta elettrica urbana

(Adnkronos) - La CUPRA Raval rappresenta un passaggio strategico per il marchio: una compatta elettrica progettata per esprimere carattere, sportività e un approccio anticonvenzionale alla mobilità. Il modello, atteso nel 2026, è stato testato in versione pre-serie su un percorso dedicato, mostrando un comportamento dinamico sorprendente per un’auto urbana di soli 4 metri. Agilità, abitacolo spazioso e un bagagliaio funzionale rendono la Raval una soluzione pensata per superare la routine cittadina e affrontare anche tragitti più lunghi, senza rinunciare a comfort e coinvolgimento. Basata sulla piattaforma MEB+ con trazione anteriore, la compatta nasce come primo modello della gamma Electric Urban Car, un progetto che punta a rendere l’elettrico più accessibile ed emozionante per un pubblico trasversale. Come sottolineato dal CEO Markus Haupt, la Raval incarna lo spirito CUPRA: emozione alla guida, design deciso e prestazioni di livello superiore.  L’assetto ribassato di 15 mm, le sospensioni dedicate e lo sterzo progressivo danno vita a una maneggevolezza brillante, ulteriormente affinata dalla modalità ESC Sport. Il sistema Dynamic Chassis Control, con ammortizzatori adattivi, permette di scegliere tra comfort e un’impostazione più reattiva; in modalità CUPRA la risposta diventa più precisa e diretta. La frenata è gestita dal modulo elettronico “one box”, che utilizza il recupero di energia per migliorare sensibilità ed efficacia, affiancato da freni a disco anteriori e posteriori. La gamma includerà tre versioni. La VZ Extreme (166 kW) punta sulle massime prestazioni con sedili CUP Bucket, cerchi da 19”, differenziale elettronico VAQ e autonomia di circa 400 km. La Dynamic Plus (155 kW) abbina tecnologia avanzata, ADAS, fari Matrix LED e impianto audio Sennheiser Mobility, raggiungendo circa 450 km di autonomia. La Dynamic (155 kW) offre un accesso più diretto allo spirito del marchio con la stessa tecnologia della batteria e un comportamento dinamico efficace, mantenendo un’autonomia di circa 450 km. 
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Bugatti Bolide: l’ultimo capitolo di un’icona da pista

(Adnkronos) - La Bugatti Bolide chiude un percorso iniziato anni fa come sfida tecnica e visione progettuale. L’idea era semplice solo sulla carta: creare un’auto da pista estrema, sviluppata senza compromessi e capace di incarnare il DNA della Casa francese in una forma completamente nuova. Un obiettivo che ha richiesto anni di valutazioni, test, analisi e affinamenti continui, con un approccio quasi artigianale applicato a una vettura da competizione. Dalla fase iniziale di progettazione ai primi collaudi, ogni dettaglio è stato studiato per ottenere una macchina che fosse non soltanto velocissima, ma anche coerente con i valori Bugatti. Il lavoro dei tecnici si è concentrato sulla ricerca della massima precisione: aerodinamica sviluppata al limite, dinamica affinata in pista giorno dopo giorno, qualità costruttiva trattata come se si stesse realizzando un modello da collezione. La Bugatti Bolide è stata provata in condizioni estreme, con sessioni di guida intense e ritmi serrati, sempre con l’obiettivo di ottenere un’auto capace di trasmettere sicurezza e piacere di guida anche oltre i 300 km/h.  L’ultimo modello prodotto rappresenta una sintesi perfetta di tutto il lavoro svolto. È stato commissionato da un collezionista molto legato alla storia del marchio, che ha voluto un’interpretazione personale della Bolide ispirata alle grandi Bugatti del passato.  Colori personalizzati, finiture dedicate e un abitacolo rivestito in Alcantara rendono questo esemplare un ponte ideale tra la tradizione sportiva e l’ingegneria contemporanea. Ogni dettaglio, dalle cuciture alle grafiche esterne, è stato pensato per esprimere un legame autentico tra proprietario, storia del marchio e questa hypercar da pista. Prodotta in soli quaranta esemplari, la Bolide rimane una delle interpretazioni più pure e radicali della filosofia Bugatti.
 
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Tumore al seno, “numero allarmante di casi di cancro invasivo in donne più giovani”

(Adnkronos) - "Una percentuale significativa" di tumori al seno "viene diagnosticata in donne sotto i 40 anni, un gruppo per il quale al momento non esistono linee guida di screening". E' l'alert lanciato dagli autori di uno studio condotto negli Usa sui dati di 7 strutture ambulatoriali nella regione di New York. Dal lavoro emerge che il 20-24% di tutti i tumori al seno diagnosticati in un periodo di 11 anni in questi centri sono stati riscontrati in donne di età compresa tra 18 e 49 anni. La ricerca è stata presentata al convegno annuale della Radiological Society of North America (Rsna).  "La maggior parte di questi tumori era invasiva, il che significa che poteva diffondersi oltre il seno - ha spiegato Stamatia Destounis, radiologa dell'Elizabeth Wende Breast Care (Ewbc) di Rochester, New York - e molti erano di tipo aggressivo, soprattutto nelle donne sotto i 40 anni. Alcuni erano triplo-negativi, una forma di cancro al seno più difficile da trattare perché non risponde alle comuni terapie ormonali". Il messaggio che arriva da questi risultati è che il cancro al seno nelle donne più giovani non è raro e, quando si verifica, spesso è più grave, ha sottolineato l'esperta. "I medici che si prendono cura delle donne in questa fascia d'età devono valutare attentamente la possibilità di effettuare una valutazione del rischio per identificare quelle che potrebbero beneficiare di uno screening più intensivo, in quanto a rischio più elevato". I trend nazionali emergenti, hanno osservato gli autori dello studio, evidenziano un'incidenza crescente del cancro al seno nelle donne più giovani, che spinge a rivalutare le soglie di screening basate sull'età e le strategie di stratificazione del rischio.  Destounis e la collega Andrea L. Arieno, responsabile della ricerca all'Ewbc, hanno cercato di identificare i casi diagnosticati dal 2014 al 2024 in una clinica di comunità composta da 7 strutture ambulatoriali in un raggio di 320 km nella regione occidentale di New York; hanno poi identificato tutte le diagnosi nella fascia tra 18 e 49 anni e raccolto informazioni dai referti di diagnostica per immagini. Risultato: nell'area presa in considerazione sono stati diagnosticati 1.799 tumori al seno in 1.290 donne di età compresa tra 18 e 49 anni. Le diagnosi annuali di tumore al seno in questo gruppo variavano da 145 a 196, con un'età media alla diagnosi di 42,6 anni (range 23-49). Di questi casi, 731 (41%) sono stati rilevati tramite screening e 1.068 (59%) tramite valutazione diagnostica. Altro dato significativo è che 1.451 erano casi di tumore invasivo (80,7%) e 347 (19,3%) casi di tumore non invasivo. Oggi negli Usa per le donne con rischio nella media la Us Preventive Services Task Force raccomanda lo screening mammografico ogni 2 anni a partire dai 40 anni e fino ai 74. L'American Cancer Society consiglia di iniziare lo screening mammografico annuale entro i 45 anni, con la possibilità di iniziare tra i 40 e i 44. Le donne che, in base a determinati fattori, sono ad alto rischio di cancro potrebbero trarre beneficio da una risonanza magnetica mammaria e da una mammografia ogni anno, in genere a partire dai 30 anni, ma al momento non esistono linee guida per le donne più giovani, riepilogano gli esperti. Nell'ambito dello studio, ha raccontato Destounis, "abbiamo raccolto informazioni specifiche su come è stato individuato il tumore (screening o diagnosi), sul tipo di tumore e su altre caratteristiche del tumore. Abbiamo escluso i casi che non fossero tumori mammari primari. Abbiamo analizzato l'andamento nel tempo per sottogruppi di età, metodo di rilevamento e biologia del tumore. Questo ci ha aiutato a identificare come si presenta il tumore mammario in questa popolazione di pazienti, con quale frequenza si manifesta e i tipi di tumore riscontrati". Sebbene le donne sotto i 50 anni costituissero dal 21% al 25% delle pazienti sottoposte a screening annualmente, rappresentavano costantemente un tumore al seno su 4 diagnosticato ogni anno. "Questo è sorprendente perché dimostra che le donne più giovani non solo hanno una quota stabile e sostanziale del cancro al seno, ma i loro tumori sono spesso biologicamente aggressivi", ha affermato Destounis. "Questa combinazione - incidenza stabile e biologia sproporzionatamente aggressiva - mette direttamente in discussione i limiti di screening basati sull'età".  Questo problema, ha aggiunto l'esperta, "non scomparirà. E' qui per restare e deve essere affrontato su larga scala. Ricerche come questa supportano uno screening precoce e personalizzato per consentire una diagnosi tempestiva e migliori risultati terapeutici. I dati rafforzano il concetto che le donne sotto i 50 anni, soprattutto quelle sotto i 40, non dovrebbero essere considerate automaticamente 'a basso rischio' e possono assolutamente trarre beneficio da una valutazione del rischio eseguita il più presto possibile. Non possiamo basarci solo sull'età per decidere chi dovrebbe sottoporsi allo screening. Prestare maggiore attenzione alla storia personale e familiare, ed eventualmente effettuare lo screening in anticipo per alcune donne, potrebbe aiutare a individuare questi tumori prima". 
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Fenimprese: oltre 150 imprenditori a confronto a Dubai, made in Italy strategico

(Adnkronos) - Oltre 150 imprenditori italiani operativi negli Emirati Arabi Uniti hanno preso parte a 'L’evento degli italiani a Dubai', l’appuntamento organizzato da FenImprese Dubai con l’obiettivo di celebrare il valore, la crescita e la visione strategica dell’imprenditoria italiana all’interno di uno dei mercati più dinamici e competitivi del mondo. La serata, ospitata nella cornice di 'L’Atelier de Joël Robuchon', nel cuore del Difc gate village, "ha registrato un’affluenza senza precedenti, confermando l’importanza del ruolo svolto da FenImprese come punto di riferimento istituzionale, relazionale e strategico per le aziende italiane presenti negli Emirati", spiegano da Fenimprese.  L’evento ha visto la partecipazione delle massime cariche della Federazione: Luca Vincenzo Mancuso, presidente nazionale, Andrea Esposito, direttore nazionale, Simone Razionale, coordinatore nazionale Al loro fianco, il padrone di casa: Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai e coordinatore internazionale delle sedi estere FenImprese.  Durante gli interventi istituzionali, il direttivo nazionale ha espresso parole di forte apprezzamento nei confronti del Presidente Pescara, riconoscendone: l’impegno costante nel rafforzamento della Federazione negli Emirati, la capacità di costruire una rete solida, credibile e qualificata di imprenditori italiani, il contributo determinante nell’organizzazione e nel successo della serata. Il Presidente Mancuso, aprendo ufficialmente l’evento, ha sottolineato come Dubai stia rappresentando "un hub strategico per la pmi italiana, un luogo dove innovazione, semplificazione fiscale e visione internazionale creano un terreno fertile per la prosperità".  Nel corso dell’evento è emerso con chiarezza come FenImprese Dubai sia oggi una delle realtà più attive e strutturate nel supportare l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Grazie alla direzione del Presidente Pescara, la sede emiratina ha saputo: "aggregare una comunità imprenditoriale attiva, coesa e orientata alla crescita, fornire supporto operativo e istituzionale alle aziende in fase di avviamento o espansione, creare un ecosistema di networking basato su fiducia, competenze e opportunità concrete. Dubai, con il suo ruolo di piattaforma globale per il commercio, la finanza e l’innovazione, rappresenta un punto cruciale della strategia internazionale della Federazione", spiegano da Fenimprese.   La serata ha ospitato anche l’intervento di Marianna Gatto, podcaster e creator italiana, ideatrice del format digitale Mariana in Dubai'. Sul suo canale YouTube racconta ogni settimana la vita quotidiana negli Emirati: luoghi, esperienze, consigli pratici e visioni autentiche sulla città che non sempre emergono dalle narrazioni tradizionali. Durante l’evento, Marianna ha presentato in anteprima Tic – the italian connection, il nuovo progetto editoriale e digitale dedicato a chi desidera comprendere a fondo le opportunità e le dinamiche degli Emirati Arabi. I 150 imprenditori presenti hanno dato vita a un momento di networking ad altissimo livello, che ha valorizzato la competenza e l’eccellenza del Made in Italy nei settori: consulenza aziendale, innovazione tecnologica, food beverage, immobiliare, design e architettura, finanza, servizi professionali, investimenti.  
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Talenti (In)visibili: la ricerca scientifica italiana si impegna per l'inclusione lavorativa

(Adnkronos) - In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ospiterà l'evento "
Talenti (in)visibili: disabilità, ricerca e pari opportunità
." L'iniziativa rappresenta un inedito e vasto impegno congiunto promosso dai Comitati Unici di Garanzia dei maggiori enti pubblici di ricerca e università italiane, tra cui l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie (ENEA), l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), l'ISTAT, il CREA e le Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata. 
L'obiettivo dichiarato di questa vasta rete coesa è quello di "rafforzare la cultura dell’inclusione nella ricerca scientifica e valorizzare ogni talento, rendendolo pienamente visibile e riconosciuto," operando per una vera #ScienzaSenzaBarriere. Il dialogo si inserisce in un contesto nazionale che evidenzia la necessità di un intervento strutturato. I dati mostrano come. Analoghe criticità emergono nel mondo accademico: pur contando circa 36.000 studenti con disabilità iscritti alle università italiane, si osserva che meno di 500 accedono ai percorsi di ricerca post-laurea. Questa sproporzione indica quanto lavoro sia ancora necessario per garantire pari opportunità nella crescita professionale e nell’ingresso nel mondo della ricerca, un quadro confermato anche dall'incompleta copertura dei posti riservati dalla legge 68/1999 nelle amministrazioni pubbliche. L’evento, che si terrà presso la sede ASI a Roma, vuole affrontare queste sfide mettendo in luce le barriere normative e organizzative ancora presenti e le possibili soluzioni adottabili dagli enti pubblici e privati per costruire un ambiente di lavoro più inclusivo.  Il programma della mattinata prevede un confronto multidisciplinare che include le testimonianze dirette di giovani universitari con disabilità (provenienti da Tor Vergata e La Sapienza) e l'intervento del Dottor Luca Coppeta (INAF) che approfondirà il ruolo della medicina del lavoro nella gestione dell’idoneità. 
Il contributo del Dottor Valerio Crisostomi (HR Business Partner di Thales Alenia Space Italia) illustrerà le politiche inclusive applicate nel settore industriale aerospace mentre particolare enfasi sarà posta sull’importanza dei percorsi di formazione e sensibilizzazione, visti come strumenti indispensabili per promuovere un cambiamento culturale e avvicinare la ricerca pubblica agli standard inclusivi già sperimentati con successo nel contesto industriale. "Talenti (in)visibili" si configura come un invito a riconoscere la diversità non come un limite, ma come una "risorsa fondamentale per l’innovazione, la creatività e il progresso del Paese."  
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