Disabili, Consulenti del lavoro-Anffas: inclusione lavorativa in salita

(Adnkronos) - Resta ancora complesso il percorso verso una piena inclusione lavorativa delle persone con disabilità nonostante alcuni passi in avanti. Tra le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo che potrebbero lavorare, solo il 40% risulta occupato, mentre il 30% è alla ricerca di un impiego. Pregiudizi, scarsa conoscenza della disabilità e l’assenza di servizi capaci di facilitare l’incontro tra domanda e offerta restano gli ostacoli principali nella ricerca di un impiego. Alla vigilia della 'Giornata internazionale della disabilità' (3 dicembre), la Fondazione studi consulenti del lavoro, in collaborazione con l’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas), ha diffuso un’anticipazione di una più ampia indagine, condotta su un campione di quasi 500 famiglie con persone con disabilità, che sarà presentata nei primi mesi del 2026, per offrire un quadro aggiornato sullo stato dell’inclusione professionale.  Dalle prime evidenze emerge che, nonostante un livello di istruzione medio-alto (il 43% possiede un diploma e il 15% una laurea) sono soprattutto le attività manuali e artigiane a garantire maggiori opportunità di accesso al lavoro. I settori più ricettivi risultano turismo (25%) e commercio (20%). Sul fronte contrattuale, solo il 28,5% degli occupati può contare su un contratto a tempo indeterminato, mentre il 13% lavora a termine e il 30,8% è inserito in un tirocinio.  Anche l’orario di lavoro riflette un quadro articolato: il 95% svolge attività part time, nel 55% dei casi per propria scelta, nel 40% dei casi su richiesta dell’azienda. Tra chi è in cerca di lavoro, il 55,3% utilizza i servizi pubblici e privati dedicati al collocamento, che nel 64% dei casi sono gratuiti, ma nel 20% a carico della famiglia. Per migliorare il livello di inclusione, quasi la metà degli intervistati (49%) indica la necessità di potenziare figure specializzate, come il disability manager. Seguono la richiesta di maggiori opportunità lavorative, anche attraverso strumenti contrattuali più flessibili (38%), e il rafforzamento dei servizi pubblici e privati dedicati a chi è in cerca di lavoro (37%).  “I dati che emergono confermano che c’è ancora molta strada da fare per garantire un accesso equo e dignitoso al lavoro delle persone con disabilità”, ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca. “È fondamentale intensificare le politiche attive anche tramite i nuovi strumenti digitali introdotti nel contesto del collocamento. Rafforzare i servizi dedicati e promuovere una maggiore conoscenza delle diverse forme di disabilità deve essere impegno di tutti, compreso il mondo delle imprese e quello professionale, per creare contesti lavorativi ancor più inclusivi e capaci di valorizzare le competenze di tutte le persone”, ha aggiunto.  “Ancora oggi, purtroppo, le persone con disabilità, e contestualmente le loro famiglie, hanno davanti un percorso ad ostacoli per riuscire ad entrare nel mondo del lavoro e la situazione è spesso più grave per le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, le cui capacità sono oggetto di pregiudizi e stereotipi”, ha dichiarato Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas.  “Eppure, sono proprio loro a chiedere a gran voce di poter avere pari opportunità in ambito lavorativo per un lavoro vero e questo non solo per una questione di vita indipendente, ma per poter dare il loro contributo alla società al pari di tutti gli altri cittadini, come peraltro richiamato dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che tutela il diritto al lavoro e vieta ogni forma di discriminazione. È quindi necessario l’impegno di tutti gli attori a vario titolo coinvolti per continuare a sensibilizzare e promuovere maggiore consapevolezza al fine di far rispettare un diritto sancito da normative nazionali e internazionali. Normative che prevedono, tra le altre cose, anche fattori come l’accomodamento ragionevole, ancora purtroppo poco conosciuto o non considerato”, ha concluso.  
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realme GT 8 Pro: debutta il "Vero Flagship" tra potenza AI, lente RICOH GR e design modulare

(Adnkronos) - In collaborazione con realme realme ha presentato ufficialmente il GT 8 Pro, un dispositivo che si posiziona nel segmento dei top di gamma unendo prestazioni avanzate, un sistema fotografico sviluppato in collaborazione e funzionalità AI integrate. Il lancio mira a stabilire un nuovo standard nella categoria, ponendo l'accento sulla personalizzazione e l'efficienza.   Il GT 8 Pro è alimentato dal processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, prodotto con processo a 3nm di TSMC, affiancato dal chip Hyper Vision+ AI. Questa configurazione, denominata Dual Flagship Chipset, offre prestazioni computazionali avanzate, registrando punteggi superiori ai 4 milioni su AnTuTu. L'integrazione della CPU Qualcomm Oryon di terza generazione, con frequenza fino a 4.6GHz, assicura un incremento delle prestazioni del 20% e un miglioramento dell'efficienza energetica del 35%. L'accoppiamento con il chip AI consente il rendering parallelo, migliorando la risoluzione delle immagini fino a 4 volte e garantendo un refresh rate di 144Hz. Per il gaming, il dispositivo integra la tecnologia AI Gaming Super Frame, che supporta FPS massimi anche nei titoli più esigenti. Il sistema di raffreddamento 7K Ultimate VC supporta il mantenimento di frame rate stabili anche in scenari di doppio utilizzo intensivo. A completare il comparto energetico, è presente una batteria da 7000mAh, supportata da ricarica cablata Ultra Charge da 120W e ricarica wireless da 50W. L’esperienza visiva è assicurata dal display HyperGlow Display 2K a 144Hz, con un picco di luminosità di 7000 nit.   Il sistema fotografico è il risultato di una collaborazione quadriennale con RICOH GR, che mira a replicare l'esperienza di street photography su smartphone. Il dispositivo è definito un "Best Street Snap Shooter" grazie all'integrazione del RICOH GR Camera System, che offre lunghezze focali simulate da 28mm e 40mm. La funzionalità Snap Focus, supportata dall’algoritmo Super QPD Snap, è progettata per cogliere l’attimo con rapidità e precisione. Inoltre, sono stati inclusi cinque filtri ispirati alle pellicole iconiche RICOH GR (Standard, Pellicola Positiva, Pellicola per negativi, Monotono, B&N ad alto contrasto), volti a conferire un carattere analogico alle immagini. Sul fronte hardware ottico, il GT 8 Pro introduce il primo teleobiettivo Ultra Clarity da 200MP nel suo segmento, dotato di un sensore flagship da 1/1.56''. Questo sensore consente uno zoom lossless fino a 12x, offrendo una profondità naturale, ideale per i ritratti con lunghezza focale 3x. Il comparto è completato da una fotocamera ultra-grandangolare da 50MP. Le prestazioni video sono di livello avanzato, con supporto per la registrazione in 4K a 120fps con Dolby Vision, 8K a 30 fps, e una modalità 4K a 120fps in Log a 10-bit, pensata per un controllo avanzato in post-produzione.   Il software si basa sulla nuova realme UI 7.0 (su Android 16), che integra funzionalità AI evolute. Tra queste, AI Notify Brief riassume automaticamente notifiche e impegni in briefing mattutini e serali, mentre AI Framing Master fornisce suggerimenti in tempo reale per migliorare la composizione fotografica. Il design introduce lo Switchable Camera Bump, un sistema che consente di personalizzare l’estetica del modulo fotocamera scegliendo tra diverse forme. La variante Urban Blue è inoltre realizzata con materiali riciclati e finta pelle in organosilicio con coloranti naturali, in linea con gli standard di sostenibilità. Il lancio è accompagnato dalla versione speciale GT 8 Pro Dream Edition, sviluppata in co-creazione con Aston Martin Aramco F1 Team. Questa edizione presenta una colorazione iconica Aston Martin Racing Green con accenti Lime Essence, un emblema Aston Martin in argento e un’interfaccia utente personalizzata a tema F1.   In contemporanea con lo smartphone, realme ha presentato i suoi primi auricolari open-ear: i realme Buds Clip. Progettati per la vestibilità e l'ascolto non invasivo, gli auricolari pesano solo 5,3 grammi per unità e integrano una struttura ergonomica C-shaped. Per affrontare le sfide audio tipiche degli open-ear, i Buds Clip utilizzano l'algoritmo proprietario NextBass, che ottimizza le frequenze alte e basse, abbinato a un driver da 11mm. La funzionalità più distintiva è l’AI Translator in real time, che supporta 32 lingue. L’autonomia si estende fino a 36 ore con la custodia di ricarica. Il realme GT 8 Pro è disponibile a partire dal 2 dicembre 2025 nelle colorazioni Diary White e Urban Blue. realme GT 8 Pro sarà disponibile a un prezzo di 1199,99 euro per la versione da 16+512 GB e a un prezzo di 999,99 euro per la versione da 12+256GB.  In occasione del lancio, realme propone un’offerta speciale valida da oggi fino al 16 dicembre: il modello 16+512GB sarà acquistabile al prezzo promozionale di 1099,99 euro con in regalo il Deco Set, presso i punti vendita: Unieuro: versione Diary White e Urban Blue
 · Euronics: versione Diary White e Urban Blue
 · MediaWorld
 La versione 12+256GB sarà invece disponibile su Amazon - sia in versione Diary White che Urban Blue - al prezzo di 899,99 euro, con incluso in omaggio un adattatore da 120W e il Deco Set. realme GT 8 Pro Dream Edition 16+512GB sarà disponibile a un prezzo di 1199,99 euro su Amazon, Mediaworld. Tutti i modelli sono anche acquistabili da TikTok Shop. realme Buds Clip saranno acquistabili da oggi a un prezzo di 89,99 euro su Amazon in versione Titanium Gold e Titanium Black e dal 15 dicembre anche presso i rivenditori Euronics, Trony, Expert. Il Deco Set sarà invece disponibile al prezzo di 19,99 euro su Amazon nelle varianti Diary White e Urban Blue. 
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Accordo Simla-Consulcesi per tutelare i professionisti della medicina legale

(Adnkronos) - La Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni (Simla) e il Club medici legali di Consulcesi annunciano la sottoscrizione di una convenzione dedicata ai soci Simla, che rafforza l'impegno comune per la tutela, la valorizzazione e il benessere dei professionisti della medicina legale. Club medici legali - spiega una nota - rappresenta un punto di riferimento tecnologico e professionale per i medici legali: un ecosistema digitale completo, progettato per integrare aggiornamento scientifico, supporto legale e assicurativo, strumenti di welfare e servizi mirati a semplificare la quotidianità lavorativa, contribuendo allo stesso tempo al consolidamento della reputazione e della crescita professionale. Grazie alla nuova convenzione, tutti gli associati Simla potranno beneficiare fino al 31 dicembre 2025 dell'accesso gratuito al Piano Free della piattaforma. A partire dal 1° gennaio 2026, poi, sarà possibile scegliere di aderire al Piano Premium usufruendo di un'offerta esclusiva riservata ai soci Simla.  Questa collaborazione - si legge nella nota - nasce dalla volontà congiunta di Simla e Club medici legali di fornire ai professionisti del settore un supporto moderno, concreto e strutturato, capace di rispondere alle esigenze crescenti della professione attraverso strumenti avanzati di aggiornamento e servizi dedicati alla protezione e allo sviluppo della vita lavorativa. La partnership ribadisce la missione del Club medici legali di garantire benessere professionale e sicurezza, affiancando quotidianamente i medici legali con soluzioni innovative e vantaggi esclusivi, e conferma l'impegno di Simla nella promozione dell'eccellenza medico-legale e nel rafforzamento del ruolo del medico legale all'interno del sistema sanitario, riconoscendone la funzione essenziale per la collettività e l'amministrazione della giustizia. Con oltre mille soci attivi e una e tradizione consolidata da una produzione riconosciuta anche a livello ministeriale di linee guida e documenti scientifici - prosegue la nota - la Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni costituisce il principale punto di riferimento per la comunità italiana dei medici legali. Attraverso un costante dialogo con le istituzioni e l'organizzazione di iniziative formative di alto profilo, la società promuove l'aggiornamento dei professionisti del settore, garantendo un presidio autorevole sull'evoluzione normativa, giurisprudenziale e scientifica della disciplina. Con questa iniziativa, Simla e Club medici legali si pongono l'obiettivo condiviso di accompagnare gli associati in ogni fase della loro vita professionale, contribuendo a far crescere una comunità più forte, più tutelata e sempre all'avanguardia. 
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Farmacisti protagonisti in sostenibilità, progetto From Health to Open Health

(Adnkronos) - Rendere i farmacisti italiani protagonisti di fronte alle grandi sfide globali per la salute umana, animale e ambientale. Sono gli obiettivi di 'From One Health to Open Health', programma di formazione sostenibile in farmacia promosso dall'università Campus Bio-Medico di Roma con il supporto non condizionante di Zambon. Il progetto, che partirà a marzo 2026, promuove la nascita di nuove iniziative e servizi nelle farmacie italiane ispirati ai principi della sostenibilità ambientale e sociale e alla filosofia One Health, integrando concretamente questo approccio nella quotidianità. Fulcro dell'iniziativa - informano i promotori in una nota - è la formazione offerta ai farmacisti per supportarli nel dialogo con clienti, pazienti e caregiver sui grandi temi come l'uso responsabile dei medicinali secondo l'appropriatezza terapeutica suggerita dal medico, il corretto smaltimento dei farmaci inutilizzati o scaduti, e una comunicazione efficace orientata alla prevenzione e al monitoraggio.  Le farmacie oggi ricoprono un ruolo chiave come presidi attivi nella promozione della salute e nella diffusione di comportamenti responsabili, ricorda la nota. La stessa Farmacia dei servizi è il modello che ispira questa evoluzione, che implica un approccio più relazionale, oltre la cura del sintomo per accompagnare il paziente in un percorso di benessere complessivo. Il farmacista, quindi, è chiamato ad abbracciare una visione più ampia del proprio ruolo, diventando un punto di riferimento affidabile e proattivo nel promuovere la salute e la sostenibilità in un'ottica One Health, il modello che vede la stretta connessione e interdipendenza tra la salute umana, animale e dell'ambiente, contribuendo a generare valore per la comunità in cui opera. L'International Pharmaceutical Federation (Fip) ha di recente sottolineato come i farmacisti riconoscano il cambiamento climatico quale minaccia urgente per la salute pubblica, pur evidenziando una diffusa incertezza su come agire concretamente. In una recente guida, pubblicata a novembre dalla stessa Fip, viene promossa attivamente la creazione e la condivisione di programmi formativi di alta qualità per rafforzare il ruolo delle farmacie nell’affrontare le sfide ambientali e sociali contemporanee. Sviluppandosi su scala nazionale, il progetto verrà realizzato attraverso un programma accreditato Ecm - con rilascio crediti per farmacisti - con 2 webinar interattivi live da 1 ora ciascuno (replicati in 2 edizioni) e 7 pillole formative asincrone da 30 minuti, fruibili su piattaforma e-learning. Attraverso il coinvolgimento formativo concepito dall'università Campus Bio-Medico di Roma con un board dedicato, i farmacisti potranno formarsi sul tema One Health e progettare una loro roadmap verso la sostenibilità, per diventare sempre più presidi attenti ai bisogni sociali e ambientali del territorio. "L'approccio One Health rappresenta un pilastro della visione strategica del nostro ateneo - afferma Laura De Gara, delegata del rettore per il Progetto One Health dell'università Campus Bio-Medico di Roma - Attraverso le 3 missioni che ci caratterizzano - formazione, ricerca e trasferimento delle conoscenze - intendiamo promuovere uno sviluppo sostenibile capace di generare benefici concreti in termini di salute e benessere, non solo per le generazioni presenti, ma anche per quelle future". Questo approccio "richiede la capacità di integrare saperi e metodologie differenti, favorendo una ricerca che metta in dialogo le molteplici competenze presenti nel nostro ateneo: dall'alimentazione alla medicina, fino all'ingegneria. Allo stesso tempo - osserva - è fondamentale formare professionisti dotati di una sensibilità particolare verso la salute e la tutela del pianeta. In questo quadro, la formazione dei farmacisti sul paradigma One Health riveste un ruolo cruciale, proprio per la possibilità che questi professionisti hanno di contribuire in modo significativo a diffondere nella popolazione abitudini orientate al benessere individuale e alla sostenibilità ambientale. Per questo motivo il programma di formazione dedicato ai farmacisti, realizzato con il supporto non condizionante di Zambon, rappresenta un ulteriore e importante tassello della nostra visione strategica". "Alla vigilia dei nostri 120 anni, abbiamo voluto dare ulteriore slancio all'indirizzo etico che da sempre orienta il modo con cui ci occupiamo della salute delle persone - dichiara Elena Zambon, presidente di Zambon - Sostenibilità per noi significa sostenere il futuro prendendosene cura e, in quest'epoca, non possiamo che farlo ampliando l'orizzonte delle nostre azioni ridando centralità alla salute ed elevandola a un sistema integrato e interconnesso come quello di One Health. E' una sfida che ci riguarda tutti e che va affrontata coinvolgendo quanti più attori possibili affinché diventino protagonisti nel dare insieme forma al futuro".  "Responsabilità del management è trasformare l'orizzonte One Health in obiettivi sfidanti che coinvolgano le nostre persone - aggiunge Giovanni Magnaghi, Ceo di Zambon - Per questo abbiamo identificato un framework che individua degli indirizzi concreti da integrare nel business. Oltre a investire in attività di prevenzione e monitoraggio all'interno dell'impresa a beneficio della salute dei nostri collaboratori, sviluppiamo partnership e iniziative di formazione ed educazione alla sostenibilità come quella promossa da università Campus Bio-Medico di Roma, che valorizza il ruolo della farmacia come stakeholder responsabile supportando i farmacisti nella loro formazione e preparazione sui temi della sostenibilità". 
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Rinnovabili, Agsm Aim acquisisce 2 nuovi impianti fotovoltaici

(Adnkronos) - Il Gruppo Agsm Aim, tramite la controllata Agsm Aim Power, ha perfezionato l’acquisizione di due impianti fotovoltaici a terra. L’operazione - spiega Agsm Aim in una nota - si inserisce nel programma di investimenti previsto dal Piano Industriale 2025-2030 che, con oltre 500 milioni di euro allocati per lo sviluppo di impianti da fonti rinnovabili, punta a posizionare il Gruppo Agsm Aim quale player protagonista di una transizione energetica sostenibile e diffusa su scala nazionale.  Situati nel comune di Sarmato in provincia di Piacenza, gli impianti fotovoltaici acquisiti da Agsm Aim Power sviluppano rispettivamente una potenza installata di 7,61 MW e di 7,41 MW. La produzione annua di energia elettrica pulita, stimata in circa 25.000 MWh, è in grado di coprire il fabbisogno energetico di oltre 9mila famiglie, abbattendo circa 6mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno.  Grazie a questa operazione M&A sale a 179 MW la capacità da fonti rinnovabili gestita dal Gruppo Agsm Aim, offrendo un efficace contributo al raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale che, entro il 2030, punta a raggiungere il 70% di potenza installata da fonti rinnovabili. In quest’ottica nel luglio di quest’anno, era stata firmata l’acquisizione di altri 22 impianti fotovoltaici in Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio e Campania.  “Con questa nuova acquisizione si concretizza un passo importante nello sviluppo del nostro Piano Industriale e si conferma la visione con cui il Gruppo Agsm Aim intende cogliere le sfide della transizione energetica. Capillarizzare la nostra presenza sull’intero territorio nazionale significa consolidare un asset strategico ma, in particolare, partecipare attivamente alla costruzione di un modello energetico sostenibile e accessibile a una platea sempre più estesa di persone”, ha affermato Federico Testa, presidente di Agsm Aim.  “L’obiettivo del 70% di potenza elettrica installata da fonti rinnovabili, fissato dal nostro Piano Industriale, oggi è un po' più vicino. L’operazione di acquisizione di due nuovi impianti fotovoltaici ratifica la capacità del Gruppo Agsm Aim di tradurre in azione la propria visione di futuro e racconta le modalità con cui intendiamo cogliere le opportunità di un’economia a basse emissioni, operando scelte che ci consentano di esprimere qualità produttiva, affidabilità e sicurezza, per diventare protagonisti riconoscibili e coerenti della transizione energetica e ambientale nazionale”, ha dichiarato Alessandro Russo, consigliere delegato di Agsm Aim. 
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Sanità, intesa Randstad-Fnopi per l'inserimento degli infermieri provenienti dall'estero

(Adnkronos) - Inserimento etico di professionisti infermieri dall'estero nel sistema sanitario italiano, criteri condivisi e oggettivi per la selezione dei candidati, percorsi di formazione e aggiornamento mirati. Sono questi i punti principali del protocollo d'intesa triennale firmato tra Randstad Italia, talent company leader nei servizi per le risorse umane, e Fnopi, Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.  L'obiettivo - informa una nota - è favorirne un impatto ottimale, consapevole e stabile tramite il progetto Crossboarding di Randstad. All'interno di un contesto nazionale in cui il rapporto infermieri/medici è inferiore alla media europea (1,5 contro 2,2), Randstad ha sviluppato il progetto Crossboarding che mira all'inserimento in Italia di infermieri esperti provenienti dall'estero e motivati al trasferimento, fornendo una soluzione, seppur parziale, alla mancanza di professionisti sanitari. Grazie al Crossboarding, Randstad ha già inserito stabilmente circa 300 infermieri da diversi Paesi. L'obiettivo è aumentare l'inserimento stabile a 250 professionisti ogni anno a partire dal 2026. Come previsto dal protocollo, Randstad si impegna a supportare i professionisti reclutati lungo l'intero percorso, aiutandoli con il riconoscimento del titolo di studio per agevolare l'iscrizione all'Albo professionale e fornendo loro supporto logistico e percorsi di integrazione, inclusi corsi di lingua e sessioni di orientamento specifiche sul Ssn. La collaborazione con Fnopi è finalizzata a realizzare percorsi di formazione e aggiornamento mirati per facilitare l'inserimento professionale e l'integrazione culturale dei professionisti stranieri. L'accordo prevede infine la definizione e l'aggiornamento costante di protocolli operativi volti a individuare e valutare le migliori competenze professionali degli infermieri provenienti dall'estero. "Il protocollo di intesa siglato con Fnopi rappresenta un importante riconoscimento del nostro modello di crossboarding etico di infermieri, che ha l'obiettivo di incidere sulla carenza di personale nel settore sanitario - dichiara Laura Schieroni di Randstad Italia - La collaborazione ci consente oggi di definire le migliori procedure per individuare e valutare le esperienze professionali richieste agli infermieri stranieri in Italia, aggiornando nel tempo competenze e caratteristiche necessarie per integrarsi al meglio nel tessuto italiano. Siamo fiduciosi che unendo le forze possiamo contribuire a importanti risultati sia in termini di inserimenti, che in termini di qualità delle competenze per il personale infermieristico proveniente da altri Paesi". "La carenza infermieristica è un problema globale, che non si risolve semplicisticamente spostando infermieri da un Paese all'altro - affermano per Fnopi la presidente della Federazione, Barbara Mangiacavalli, e il presidente della Commissione d'Albo, Pasqualino D'Aloia - Proprio per questo motivo è un valore aggiunto il reclutamento etico previsto in questo nostro accordo, che mira a non depauperare nessun sistema sanitario estero, ma al contrario a favorire una crescita dei professionisti coinvolti, senza per questo sradicarli dai loro legami, personali e professionali. Di sicuro, nessuno può vincere questa sfida da solo". 
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Per Omoda & Jaecoo novembre da record in Italia, quota all'1,76%

(Adnkronos) - Continua senza sosta la crescita di Omoda & Jaecoo sul mercato italiano: lo confermano i dati di novembre in cui con 2.204 immatricolazioni, il marchio cinese raggiunge una quota dell'1,76% con una penetrazione record nel segmento privati pari al 2,27%. Il dato rappresenta un aumento del 20% sui già positivi risultati del mese precedente e un traguardo storico nelle vendite dallo sbarco nel nostro paese a fine 2024, il tutto in contesto generale di mercato che rallenta. In dettaglio a novembre sono state immatricolate 1.331 Omoda e 873 Jaecoo con market share rispettivamente dell’1,48% e dello 0,79% tra i privati.Da inizio anno sono state immatricolate 13.287 Omoda & Jaecoo in Italia con una quota di mercato complessiva che sfiora l’un percento (0,93%), ma che ha già superato questa soglia psicologica tra i clienti privati con l’1,21%, in forte ascesa come dimostrano i più recenti dati. Il mercato sembra quindi premiare la proposta di Omoda & Jaecoo che punta su un design distintivo, sull’elevato contenuto tecnologico e su soluzioni ibride all’avanguardia. Con il recente lancio di Omoda 5 SHS-H, con l’innovativo sistema full hybrid, mentre Jaecoo 7 Super Hybrid resta riferimento nel mercato Plug in, il marchio si sta affermando come leader nel segmento dei SUV ibridi grazie a costi di gestione contenuti e autonomie complessive da record.  
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Cancro al seno, Pruneri (Int): "Ampliare uso test genomici, riducono ricorso a chemioterapia"

(Adnkronos) - Con 53mila nuovi casi stimati ogni anno nel nostro Paese, quello al seno è il tumore più frequente non solo nel sesso femminile, ma in assoluto. Ha fortunatamente anche tassi di guarigione fra i più elevati: grazie alla diagnosi precoce e ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi 20 anni la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è in costante aumento ed è passata dall'81 all'87%. Il merito di questo successo è da ricercare anche nell'oncologia di precisione che gioca un ruolo decisivo. L'obiettivo è evitare o quantomeno ridurre la chemioterapia. "Una sfida possibile grazie ai test genomici che consentono una reale personalizzazione delle cure ed evitano la somministrazione di terapie inutili. L'utilizzo di questi esami è importantissimo, come confermano numerosissimi studi clinici, prospettici e real word che hanno dimostrato l'efficacia dei test genomici per ridurre l'uso della chemioterapia. Questi studi ci dicono che esiste un altissimo costo-efficacia dell'utilizzo di questi biomarcatori, perché riescono a caratterizzare meglio la biologia della malattia". Così all'Adnkronos Salute Giancarlo Pruneri, direttore del Dipartimento di Diagnostica avanzata presso la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano.  In Italia "questi biomarcatori sono stati rimborsati a partire dal 2021 - sottolinea Pruneri - e abbiamo visto un incremento dell'utilizzo che però non ha raggiunto il tetto in tutte le Regioni. Abbiamo bisogno che le Breast Unit utilizzino di più questi test, perché sappiamo che sono efficaci per le nostre pazienti e abbiamo anche bisogno di utilizzarli in un altro setting specifico: il setting neoadiuvante, la terapia che si esegue cioè prima dell'intervento chirurgico per attivare maggiormente la risposta immunocellulare".  "I tumori della mammella Her2 positivo e Her2 negativi hanno normalmente una bassa risposta alla terapia neoadiuvante, che però è efficace in una proporzione di questi casi. Ecco - conclude Pruneri - l'utilizzo dei test genomici può essere molto utile per meglio identificare i casi che possono essere trattati con chemioterapia in neoadiuvante, questo sempre per migliorare nel percorso della paziente, l'efficienza delle terapie e per gestire meglio eventuali recidive nella seconda linea di trattamento. Quindi è sempre più importante usare questi test, usarli correttamente e ampliarne l'utilizzo, per esempio, nel setting adiuvante". 
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Il futuro dell'Italia? Solo il 22% è ottimista

(Adnkronos) -
Il 46% degli italiani (quasi uno su due) è pessimista sul futuro del Paese e solo il 22% immagina un’Italia migliore nei prossimi dieci anni. Un giudizio severo che si affianca a un paradosso evidente: il 79% degli italiani, soprattutto i più giovani, dichiara di pensare al domani, ma il 63% continua a sentirsi 'ancorato' al presente. Questa è la fotografia che emerge dal 'Barometro del Futuro', l’indagine demoscopica presentata oggi dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e realizzata dall’Istituto Piepoli, nel corso dell’evento 'Un patto sul futuro, anche nell’interesse delle future generazioni', svoltosi all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, in occasione della Giornata Mondiale dei Futuri dell’Unesco.  L’incontro è stato l’occasione per presentare e discutere i primi risultati del progetto 'Ecosistema Futuro' (www.ecosistemafuturo.it), la partnership lanciata dall’ASviS un anno fa per mettere il futuro, o meglio 'i futuri', al centro della riflessione culturale, politica, economica e sociale del nostro Paese e che riunisce oltre 40 organizzazioni del mondo dell’istruzione, della cultura, dell’economia e dell’innovazione (tra cui i partner strategici Entopan, Intesa Sanpaolo, Iren, Randstad Research e Toyota Material Handling).  “Come mostrato dall’indagine, gli italiani chiedono futuro, ma la gran parte di loro ritiene che nessuno se ne stia occupando seriamente, tanto meno i politici - ha commentato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS - tant’è vero che solo il 25% degli intervistati pensa che i governi agiscono anche nell’interesse delle future generazioni e il 65% ritiene che in Italia non si parli abbastanza di futuro. Ecosistema Futuro intende invertire questa tendenza, in linea con il ‘Patto sul Futuro’ approvato dall’Onu un anno fa, portando l’educazione ai futuri nelle scuole e nei musei, promuovendo riforme politiche come la Valutazione d’Impatto Generazionale delle nuove leggi, valorizzando la ricerca orientata al futuro e dando maggiore spazio alle giovani generazioni nelle scelte politiche”.  Il 'Barometro del futuro', presentato da Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, evidenzia un divario profondo tra percezione personale e collettiva: il 37% degli italiani è ottimista riguardo al proprio futuro, ma il 34% percepisce un vuoto di visione sul futuro del Paese. La politica è considerata orientata al futuro solo dal 4% dei rispondenti, la scuola dal 7%, con un pessimismo più marcato nel Centro e nelle Isole, e più attenuato nel Nord Ovest. Tra le preoccupazioni principali emergono l’aumento del costo della vita e delle diseguaglianze (44%), l’intelligenza artificiale (36%), i rischi globali per la sicurezza e la pace (32%) e la crisi climatica (30%). La fiducia degli italiani si concentra nella scienza (80%), mentre scende drasticamente per istituzioni (29%), media tradizionali (24%) e social media (21%). Il Barometro evidenzia inoltre una chiara domanda di giustizia intergenerazionale: sette italiani su dieci chiedono una Legge sul Clima e quasi due su tre sostengono un’imposta sulle grandi ricchezze per finanziare i giovani.  Nel corso dell’incontro, organizzato in collaborazione con Icom Italia, Officine Italia, Save the Children e la Fondazione Italiana per gli Studi sul Futuro nell’ambito delle celebrazioni giubilari, sono state presentate le principali linee di azione di Ecosistema Futuro. Il Barometro del Futuro mostra una richiesta chiara: per il 75% degli italiani è urgente introdurre un’educazione al futuro nel sistema scolastico: da qui la prima linea di azione che riguarda l’introduzione della Futures Literacy proposta dall’Unesco nelle scuole e nei percorsi universitari, lungo le linee contenute nel Future Paper presentato oggi nel corso dell’evento. La seconda concerne le politiche pubbliche, attraverso l’applicazione della nuova normativa che impone la Valutazione d’Impatto Generazionale (Vig) delle nuove leggi, così da orientare le decisioni in una prospettiva di lungo periodo. La terza riguarda la partecipazione civica, con l’avvio del percorso verso la prima Assemblea Nazionale sul Futuro nel 2027.  Nel corso dell’evento è stata annunciata anche la creazione del 'Network dei Musei dei Futuri', realizzato nell’ambito di Ecosistema Futuro da Icom Italia, rappresentata da Michela Rota (architetta esperta di sostenibilità), un’iniziativa che coinvolge già oggi oltre 40 istituzioni culturali apripista, che nel 2026 realizzeranno attività dedicate ai futuri possibili, con l’obiettivo di trasformare musei e istituzioni culturali in spazi di immaginazione civica e alfabetizzazione ai futuri. L’obiettivo è anche quello di realizzare un 'Museo dei Futuri' italiano, fisico e digitale, sulla falsariga delle esperienze internazionali esistenti.   "Attuare il Patto sul Futuro in Italia vuol dire trasformare il modo in cui il sistema Paese prende le decisioni - ha commentato Luca Miggiano, responsabile del progetto Ecosistema Futuro - Per realizzare tale obiettivo è necessario confrontarsi sull’Italia che vogliamo nel futuro, migliorare i processi politici e creare una cultura orientata al futuro per navigare la complessità del presente. Ecosistema Futuro è nato per contribuire a creare un Paese per giovani, dando voce a chi già oggi lavora concretamente sul futuro e alle giovani generazioni, schiacciate tra debito climatico, precarietà e incertezze economiche".  
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Cambio ai vertici dell’intelligenza artificiale di Apple

(Adnkronos) - Apple ha annunciato un nuovo cambio di rotta nella sua divisione dedicata all’intelligenza artificiale. John Giannandrea, responsabile dell’IA dal 2018 e figura chiave nell’evoluzione di Siri, si prepara a lasciare la guida operativa del team. Una decisione che arriva in un momento delicato per l’azienda, impegnata a recuperare terreno dopo il rinvio del lancio della nuova Siri “personalizzata”, previsto inizialmente per quest’anno e poi posticipato a causa di uno sviluppo più complesso del previsto. Il ruolo passa ora ad Amar Subramanya, nominato vicepresidente dell’IA. Subramanya arriva da una lunga esperienza tra Google e Microsoft, dove ha ricoperto posizioni di vertice nei team dedicati all’intelligenza artificiale. In Apple sarà responsabile della supervisione dei modelli proprietari, della ricerca sul machine learning e delle strutture di sicurezza che accompagneranno le future funzioni di Apple Intelligence. La sua nomina rientra in un riassetto interno che riflette le ambizioni sempre più centralizzate dell’azienda nel campo dell’AI, con la divisione ora direttamente collegata al software SVP Craig Federighi. Il rallentamento della roadmap di Siri ha avuto un peso determinante sull’uscita di scena di Giannandrea. A marzo, la stessa Apple aveva ammesso pubblicamente che lo sviluppo della nuova versione dell’assistente stava richiedendo “più tempo del previsto”. Secondo Bloomberg, Tim Cook avrebbe perso fiducia nella gestione del progetto, delegando parte della supervisione al responsabile di Vision Pro, Mike Rockwell. Giannandrea resterà comunque come advisor fino al suo definitivo pensionamento previsto per la primavera del 2026. Il percorso verso la nuova Siri ripartirà dunque da Subramanya, mentre Apple prepara il lancio di un assistente rinnovato atteso per la prossima primavera. Le indiscrezioni indicano che alcune funzioni avanzate saranno alimentate da una versione personalizzata del modello Gemini di Google, scelta che segnala la volontà dell’azienda di bilanciare sviluppo interno e partnership strategiche per recuperare terreno in un settore sempre più competitivo. Tim Cook, nel commentare la nomina, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale resti “centrale nella strategia di Apple”, ribadendo il ruolo determinante di Federighi nella direzione tecnica e nell’implementazione delle prime funzioni di Apple Intelligence. Una riorganizzazione che mira a imprimere nuovo slancio a un progetto cruciale per il futuro dell’ecosistema Apple, con Siri chiamata a trasformarsi da semplice assistente vocale a interfaccia intelligente dell’intera piattaforma. 
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