Sanità, indagine Fonsad: 'digitale in ritardo, operatori favorevoli ma senza formazione e strumenti'
(Adnkronos) - In Italia è in atto una rivoluzione sanitaria nel campo della digitalizzazione che fa scuola in Europa, ma che ha ancora davanti a sé una strada lunga e richiede la messa a terra di un processo normativo, organizzativo e culturale. Di questo si è parlato oggi al ministero della Salute alla presenza di istituzioni, professionisti della salute ed esperti di digitalizzazione, nel corso della presentazione dei dati di un'indagine sullo stato dell'arte della salute digitale percepito dagli Hcp (Health care professionals). La ricerca è stata commissionata dal Fonsad, il Forum nazionale della salute digitale: un think tank di esperti che mira a promuovere e facilitare l'adozione delle tecnologie digitali all'interno del Ssn. Nato grazie alla collaborazione con il ministero della Salute, Agenas e il Dipartimento per la Trasformazione digitale - spiega una nota - Fonsad è uno spazio di confronto strategico per decisori pubblici, aziende e professionisti della sanità e della digitalizzazione, e ha l'obiettivo di favorire lo sviluppo di soluzioni digitali innovative e sicure, in linea con la legislazione nazionale ed europea, contribuendo a una sanità più efficiente, accessibile e tecnologicamente avanzata a beneficio dei pazienti. "La trasformazione digitale è una delle sfide più importanti che siamo impegnati a vincere per modernizzare la nostra sanità, per costruire un sistema più sostenibile e per garantire un accesso sempre più equo ai servizi sanitari - ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci - I dati della survey mostrano un forte interessamento dei professionisti sanitari verso l'uso delle nuove tecnologie, ma dicono anche che per molti di loro rappresenta un terreno nuovo. E' qui che dobbiamo intervenire. Con le risorse del Pnrr stiamo investendo sulla formazione dei professionisti della nostra sanità, affinché dispongano di competenze solide per gestire al meglio le nuove tecnologie, e di questa formazione hanno già beneficiato 2.500 unità di personale del Ssn. Il cambiamento che stiamo attuando ci chiama a una collaborazione sempre più stringente con tutti gli interlocutori interessati e rispetto a questa necessità il Forum nazionale sulla salute digitale offre certamente un contributo fondamentale". Se i risultati emersi - riporta una nota - sono da una parte incoraggianti in quanto raffigurano un forte interessamento e un'alta aspettativa da parte degli Hcp, e in particolare dei medici di medicina generale, dall'altra delineano una situazione dove la telemedicina, l'Ia e la cybersecurity sono percepite come lontane a dimostrazione che l'ecosistema informativo attuale presenta delle lacune. In particolare, su un campione di 1.144 partecipanti di cui 26% medici di medicina generale (Mmg) e 74% specialisti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, emerge come sia Mmg che specialisti ritengono di avere un livello di informazione limitato riguardo all'innovazione digitale (46% Mmg e 40% specialisti). Inoltre, tra gli strumenti digitali più utilizzati spiccano la telemedicina e la gestione dati, mentre rimane ancora poco utilizzata l'Ia (12% Mmg e 9% specialisti). Sono poi i medici di medicina generale in particolare a riconoscere nel digitale un alleato "abbastanza" importante per le cure e, sebbene nell'insieme vi sia un numero elevato di Hcp (circa il 70%) con buona predisposizione verso il digitale, risultano evidenti alcune difficoltà da superare. "Commissionare questa indagine è stato fondamentale, perché ci restituisce oggi una fotografia reale dello stato dell'arte, ci mostra con chiarezza quanto lavoro abbiamo ancora davanti e, soprattutto, quanto sia urgente prepararci alla rivoluzione che la sanità sta già vivendo - ha sottolineato Giuseppe Petrella, presidente Irccs Crob - L'Ia, in particolare, rappresenta una delle sfide più rilevanti: dobbiamo assumerci, anche come Fonsad, la responsabilità di accompagnarne lo sviluppo comprendendo al tempo stesso i potenziali rischi e le ricadute negative. Il Forum, grazie alle competenze dei membri del board, si pone l'obiettivo di sollevare temi, criticità e opportunità da portare all'attenzione degli stakeholder istituzionali, affinché la transizione digitale in sanità sia guidata da un dialogo condiviso, consapevole e sostenibile". Tra le cause principali che ostacolano l'adozione delle prassi digitali nella pratica clinica, un ruolo importante lo gioca la resistenza al cambiamento sia da parte dei colleghi che dei pazienti (29% Mmg e 14% specialisti). "La trasformazione digitale della sanità richiede un forte equilibrio tra tecnologia e fattore umano, perché soltanto attraverso questa integrazione possiamo mantenere alta la qualità del nostro sistema sanitario - ha evidenziato Vito De Filippo, già sottosegretario di Stato alla Salute - La sanità digitale rappresenta un nuovo Rinascimento, che si compie con il coinvolgimento di interlocutori autorevoli, dalle istituzioni nazionali a quelle territoriali. Una prospettiva sostenibile pretende infatti una partecipazione collettiva e consapevole, che ci renda pronti a cogliere questa sfida della digitalizzazione con responsabilità e visione". L'elemento sul quale si concentra la maggior criticità - emerge dalla survey - rimane, per il 75% degli Hcp interessati al digitale, l'esigenza di più informazione e supporto, una sfida aperta in particolare per i Mmg, così come difficoltà tecniche quali problemi di connessione, di infrastrutture e di software (37% specialisti, 14% Mmg). In sintesi, di fronte all'aspettativa degli Hcp che auspicano un maggior utilizzo del digitale e che pensano (80%) che nell'arco dei prossimi 3 anni sarà parte della pratica clinica, si evidenzia una mancanza di formazione e quindi impossibilità a utilizzarlo. Infine, sebbene nella condivisione di necessità comuni quali quella di una maggior informazione, Mmg e specialisti presentano problemi opposti che richiedono azioni diverse; per i primi, che manifestano una maggior resistenza al cambiamento, servirebbe più attività di educazione e semplificazione. Per gli specialisti, al contrario, servirebbe di più lavorare sull'elemento "tecnico", ovvero software adeguati e flussi definiti. Per tutti l'Ia è vista come ancora qualcosa di "astratto", scarsamente utilizzata, e non come strumento clinico che potrebbe al contrario, se calata nella realtà, essere di grande utilità in ambito di workflow clinici, triage e predittività. Tante quindi ancora le sfide di un modello che sta modificando la sanità attraverso una strategia che deve necessariamente ripensare a una nuova presa in carico del paziente e a una nuova governance del Ssn in ottica digitale.
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E.Romagna: Manageritalia, 300 manager a teatro per Ail Bologna
(Adnkronos) - Una platea gremita, un’energia contagiosa e un messaggio che vale più di ogni applauso: la solidarietà può riempire un teatro. Sono stati 300 manager i protagonisti ieri di una serata speciale al Teatro Celebrazioni di Bologna, riuniti da Manageritalia Emilia-Romagna a sostegno di Ail Bologna-Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, per testimoniare con la loro presenza un impegno concreto a favore della ricerca e dell’assistenza ai pazienti ematologici e confermare il legame indissolubile tra l’associazione e il territorio. L’evento, all’insegna del buonumore e della condivisione, ha conquistato il pubblico con lo spettacolo Osteria Giacobazzi, trasformando una semplice serata a teatro in un’occasione potente di vicinanza e partecipazione. Il risultato è stato straordinario: tutto esaurito, un segnale chiaro di quanto la città e il mondo manageriale sappiano fare squadra quando la causa conta davvero. Osteria Giacobazzi un vero e proprio happening: un format vivo e travolgente in cui sul palco si alternano interviste, monologhi – classici e inediti – sperimentazioni e racconti di aneddoti di vita vissuta del protagonista Giuseppe Giacobazzi. In scena, una decina di tavoli in stile osteria accolgono personaggi di tutti i giorni, scelti direttamente tra il pubblico della serata, insieme a un paio di ospiti di passaggio in visita al padrone di casa. A rendere il tutto ancora più irresistibile, Andrea Vasumi, nei panni dell'aiuto oste svogliato e irriverente: un mix esplosivo che rende lo show ogni volta unico e irripetibile. "Essere qui, insieme - commenta Cristina Mezzanotte, presidente di Manageritalia Emilia Romagna - significa prendere posizione: dalla parte della vita, della cura, della speranza, è il sentimento condiviso che ha attraversato la sala. Perché ogni biglietto, ogni risata, ogni applauso può diventare un contributo reale: un gesto che sostiene il lavoro quotidiano di Ail Bologna e rafforza la rete di supporto per pazienti e famiglie. La serata ha dimostrato che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un’azione: si sceglie, si pratica, si celebra. E Bologna, ancora una volta, ha risposto con entusiasmo presente”. A precedere lo spettacolo, un aperitivo di benvenuto Da Vito a San Luca, offerto da Manageritalia, pensato non solo per lo scambio di auguri tra gli associati in vista delle imminenti festività natalizie, ma soprattutto come momento dedicato alla conoscenza reciproca e alla costruzione di nuove relazioni: un’occasione informale per fare networking, rafforzare i legami della comunità e trasformare la condivisione in valore, dentro e fuori dal teatro.
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Dipartimento Casa Italia, rischio sismico su edifici pesa quasi 4 mld euro all’anno
(Adnkronos) - Il rischio sismico sugli edifici residenziali italiani pesa quasi 4 miliardi di euro all’anno. Lombardia, Piemonte e Sicilia le regioni con il patrimonio immobiliare più esposto. Ecco cosa emerge dal nuovo modello di mappatura del territorio italiano che mira a integrare il rischio sismico, idrogeologico e climatico e il consumo energetico del patrimonio immobiliare italiano. L’analisi del Dipartimento Casa Italia in collaborazione con Plinivs aps è stata messa a punto dal professore Giulio Zuccaro, responsabile scientifico centro ricerche Plinius e ordinario presso l’Università di Napoli, ed è stata presentata oggi in occasione della VIII Giornata nazionale della prevenzione sismica promossa da Fondazione Inarcassa e dai Consigli nazionali degli ingegneri e degli architetti ppc. Lo scopo della mappatura è quello di non sprecare l’occasione della direttiva Green e facilitare l’accoppiamento di interventi di efficientamento energetico alle misure di prevenzione sismica per rendere il patrimonio immobiliare italiano più sicuro ed efficiente. Per rispondere al bisogno di rendere l’investimento in prevenzione quanto più̀ efficiente possibile, è necessario intervenire secondo una logica di prevenzione sismica programmata. Ed è proprio in quest’ottica che durante l’evento è stato presentata la nuova mappatura del rischio sismico del nostro Paese in grado di monitorare pericolosità, l'esposizione e la vulnerabilità degli edifici, utilizzando dati provenienti da Ingv e Istat per generare mappe di rischio su celle di territorio della grandezza di 1 km quadrato. Dall'analisi emerge che la regione con il patrimonio immobiliare residenziale maggiormente esposto è la Lombardia con quasi 500 mila edifici in massima classe di rischio, seguito da quello del Piemonte con valori molto simili, al terzo posto la Sicilia con poco meno di 400 mila edifici a rischio sismico elevato. Sicilia, Calabria e Emilia Romagna le regioni che hanno un rischio maggiore. In sintesi, la mappatura che si ottiene permette di stimare in maniera sempre più puntuale il rischio costituendo una base di conoscenza finalizzata a creare una piattaforma operativa per definire con precisione obiettivi prioritari e indirizzare investimenti, anche riguardanti il Pnrr. All’evento anche un messaggio del Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti: “Il tema scelto per l'edizione di quest'anno l'integrazione tra efficientamento energetico e prevenzione sismica, mi pare particolarmente centrato e penso di poter dire che è cruciale in un Paese come l'Italia a elevata vulnerabilità. La convergenza tra sicurezza strutturale e transizione energetica non è soltanto una scelta tecnica, ma una strategia necessaria per indirizzare con efficacia le risorse nazionali ed europee, anche alla luce del prossimo recepimento della direttiva green”. “In questo percorso - ha proseguito il ministro - in questa lunga strada, che ovviamente ci separa dal raggiungimento di obiettivi ambiziosi, il Pnrr ha rappresentato un perno essenziale. Ad oggi gli interventi finalizzati all'adeguamento o al miglioramento sismico hanno mobilitato infatti oltre 2,3 miliardi di euro su tre ambiti strategici: l'edilizia scolastica, con 884 progetti per un costo superiore al 1,5 miliardi; la sicurezza dei luoghi di culto e del patrimonio culturale, con 432 interventi per circa 400 milioni di spesa cui vanno aggiunti altri 400 milioni del fondo edifici di culto e il programma verso un ospedale sicuro e sostenibile con 91 interventi per un costo di circa 408 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 141 progetti per oltre 170 milioni di euro inseriti in misure di riqualificazione e rigenerazione urbana che contribuiscono anch'essi al miglioramento sismico”. E ha concluso Foti: “I risultati sono già concreti: sono stati completati circa 209 interventi nelle scuole, 32 nei luoghi di culto e 4 negli ospedali, per un totale di 245 opere ad oggi concluse. E' un progresso significativo che testimonia l'impegno delle amministrazioni, dei professionisti e delle imprese coinvolte nell'attività. Il governo Meloni continuerà a sostenere con convinzione politiche che uniscono prevenzione, innovazione e sostenibilità. Sono certo che dal confronto di oggi emergeranno idee e contributi preziosi per orientare le scelte dei prossimi anni a livello nazionale e a livello europeo”. La proposta vuole massimizzare il recepimento della direttiva Green anche in un'ottica di prevenzione antisismica, evitando quanto accaduto nell’ambito dell’applicazione del Superbonus. Secondo un’analisi della Fondazione Inarcassa su dati Enea presentata durante la mattinata di lavori, infatti, negli ultimi 5 anni solo il 40% degli interventi realizzati nell’ambito del Superbonus e condotti con una detrazione al 110% delle spese, ha riguardato le zone sismiche 1 e 2, quelle cioè a più altro rischio sismico, e solo la minima parte di questi interventi ha interessato la messa in sicurezza contro i terremoti. Ma secondo un’analisi di Mauro Dolce, presidente del Consorzio interuniversitario Reluis e del comitato tecnico scientifico della VIII Gnps, accoppiare gli interventi antisismici a quelli di efficientamento energetico porta ad un generale risparmio di tempo e a una maggiore efficacia. Dolce, infatti, dopo aver mostrato le perdite economiche previste a livello dal modello di rischio Reluis adottato dal dipartimento della Protezione Civile per il National risk assessment 2018 e 2023, ha mostrato uno studio svolto da Reluis nel quinquennio 2019-2024, nel quale prendendo 12 edifici reali che necessitano di entrambi gli interventi l’analisi risulta che con interventi che vanno dai 200 euro fino ai 1100 euro al metro quadro è possibile migliorare lo stato di un edificio da 1 a 7,5 classi di rischio combinato fra sismico ed energetico. Oggi in Italia sono 18 milioni gli edifici a uso immobiliare che necessitano di interventi antisismici urgenti, mentre 5 milioni di edifici privati e 500 mila edifici pubblici dovranno essere efficientati dal punto di vista energetico con una riduzione dei consumi del 55% entro il 2030. “L’accoppiamento di queste due esigenze è possibile attraverso la conoscenza il territorio” spiega Andrea Di Maio, presidente della Fondazione Inarcassa. “Quello che auspichiamo - prosegue il presidente - è fare in modo che le politiche che prevedono interventi sul patrimonio edilizio, inclusa la Direttiva Green, si traducano in un reale investimento e non in uno spreco di risorse pubbliche e private e questo è possibile dotando il decisore pubblico di uno strumento operativo che consenta di pianificare gli interventi sul costruito secondo una logica di priorità di esigenze, al fine di rispondere ad esigenze combinate, ottimizzando l'utilizzo delle risorse economiche e massimizzando i benefici dell'investimento”. L’VIII Giornata nazionale della prevenzione sismica, quindi, vuole sensibilizzare gli attori istituzionali, anche europei, sull’opportunità di declinare il recepimento della direttiva in un’ottica integrata con la riduzione del rischio sismico. L’obiettivo finale è fornire alla Politica strumenti che, partendo dall’analisi combinata delle due esigenze, consentano di definire a priori dove gli interventi sono necessari e come massimizzarne i risultati, per rendere gli investimenti quanto più efficaci e sostenibili. “Il nostro Consiglio nazionale - afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni - è stato il primo a promuovere l’idea che programmare nel medio e lungo periodo interventi di prevenzione e mitigazione del rischio sismico sul costruito più vetusto sia l’unica strada percorribile I dati a nostra disposizione confermano che i costi per opere di prevenzione risultano nettamente inferiori a quelli di ricostruzione. Tuttavia, senza conoscere lo stato dell’arte non potremo mai programmare un quadro organico di prevenzione sismica e stabilire dove allocare in via prioritaria, per questa attività, le risorse pubbliche sempre più scarse. In questa ottica, il modello di mappatura del territorio presentato oggi rappresenta un importante passo in avanti”. Per Massimo Crusi, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, "prevenzione sismica ed efficientamento energetico sono strettamente connesse nella riqualificazione edilizia. Serve, però, inserirle e connetterle all’interno di politiche di rigenerazione urbana che integrino la ristrutturazione degli edifici con gestione dell’ambiente, progresso tecnologico e conservazione culturale, promuovendo una visione coesa della città. Ciò al fine di creare spazi che favoriscano la sicurezza, la felicità collettiva e il benessere della comunità, rigenerando ambiti urbani, a partire dagli spazi pubblici, cuore della vita urbana, intesi come ambienti dinamici in cui ogni individuo possa vivere e prosperare in armonia con l’ambiente circostante”. La Giornata, infine, nella sua sessione istituzionale ha visto, oltre alla partecipazione dei principali Ministri nazionali con competenza in materia di prevenzione del rischio sismico e sicurezza energetica, il coinvolgimento degli attori istituzionali della Commissione e Parlamento europei, dei referenti del Dipartimento di Protezione Civile, del dipartimento Casa Italia, dell'Autorità e agenzie indipendenti.
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Adobe porta Photoshop e Acrobat gratis su ChatGPT
(Adnkronos) - Adobe ha deciso di rendere l'utilizzo dei suoi software più immediato, eliminando la necessità di installazione per le operazioni più comuni. Da mercoledì, le applicazioni più note dell'azienda, ovvero Photoshop, Express e Acrobat, possono essere eseguite nativamente e gratuitamente all'interno di ChatGPT. La mossa garantisce ad Adobe un accesso diretto alla vasta base di utenza di OpenAI, che conta circa 800 milioni di utenti settimanali, estendendo la portata dei suoi strumenti e creando un potenziale imbuto per l'acquisizione di nuovi abbonati ai servizi premium. L'integrazione mira a democratizzare strumenti che storicamente richiedevano una certa curva di apprendimento. Pam Clark, vicepresidente per la gestione dei prodotti Photoshop e Lightroom, sottolinea come la connessione tra la potenza dei software Adobe e l'interfaccia discorsiva di ChatGPT renda l'esperienza estremamente intuitiva, avvicinando ai tool professionali un pubblico che forse non li avrebbe mai presi in considerazione. Adobe si unisce così a una lista crescente di servizi di terze parti, come Canva, Spotify e Expedia, che hanno già abbracciato l'ecosistema delle "App in ChatGPT", rafforzando al contempo la propria attrattiva per le aziende che utilizzano la versione Enterprise del chatbot per i flussi di lavoro basati sull'intelligenza artificiale. Sul piano pratico, l'integrazione di Photoshop permette agli utenti di caricare immagini e richiedere modifiche tramite prompt testuali. È possibile regolare luminosità e contrasto, rimuovere sfondi o applicare effetti creativi senza compromettere la qualità originale. Per garantire un controllo più granulare, l'interfaccia mostra cursori specifici per dosare l'intensità delle modifiche, offrendo un ibrido tra l'automazione dell'IA e la precisione manuale. Sebbene l'accesso sia gratuito e non richieda competenze tecniche elevate, è evidente che Adobe stia offrendo solo una porzione delle funzionalità complete, mantenendo le feature più avanzate come esclusiva delle versioni a pagamento. Parallelamente, l'arrivo di Adobe Express nel chatbot consente la creazione e la personalizzazione di design come volantini e biglietti da visita partendo da semplici richieste testuali, sfruttando la libreria di template professionali dell'azienda. Anche la gestione documentale subisce un'evoluzione simile con Acrobat: gli utenti possono ora caricare, modificare, unire e convertire PDF direttamente nella chat, preservando la formattazione originale. Questa funzionalità elimina la necessità di software desktop per operazioni di routine, permettendo ad esempio di riorganizzare un curriculum o combinare più file in un unico documento attraverso un dialogo naturale con l'IA. Questa operazione segna un cambio di paradigma per Adobe, che sceglie di portare i propri prodotti dove si trova la community, invece di cercare di attirarla forzatamente sulla propria piattaforma. Ely Greenfield, Chief Technology Officer per il business Digital Media, ha ribadito l'importanza di incontrare i clienti nei loro attuali flussi di lavoro, rendendo gli agenti IA il punto di partenza per le attività quotidiane. Le funzionalità sono disponibili dal 10 dicembre su versioni desktop, web e iOS di ChatGPT, con il supporto per Android già attivo per Express e in arrivo per le altre applicazioni.
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L'iPhone pieghevole farà crescere il mercato del 30 per cento
(Adnkronos) - Il 2026 si preannuncia come un anno cruciale per la categoria degli smartphone pieghevoli, con previsioni di mercato riviste nettamente al rialzo. Secondo l'ultimo report pubblicato da IDC, il settore registrerà una crescita del 30% su base annua, un balzo significativo rispetto al modesto 6% delle stime precedenti. Gli analisti attribuiscono questo dinamismo a una serie di lanci strategici che animeranno i prossimi mesi: Samsung inaugurerà l'anno con il Galaxy Z Trifold, portando l'innovazione del tri-fold al pubblico mainstream, mentre Huawei dovrebbe vedere le proprie spedizioni quasi raddoppiare grazie alla spinta dei nuovi dispositivi basati su HarmonyOS Next. Tuttavia, il vero punto di svolta per l'intera categoria è atteso verso la fine dell'anno, quando Apple farà il suo ingresso ufficiale nel segmento. Le proiezioni di IDC indicano che il primo iPhone pieghevole potrebbe catturare immediatamente oltre il 22% della quota unitaria globale e un impressionante 34% del valore complessivo del mercato dei pieghevoli nel suo primo anno di vita. Tali aspettative, decisamente elevate per un prodotto al debutto, sono sostenute da un prezzo medio di vendita stimato intorno ai 2.400 dollari, cifra che posizionerebbe il dispositivo in una fascia di mercato ultra-premium. Considerando che gli smartphone pieghevoli sono disponibili commercialmente da circa sette anni, queste previsioni evidenziano la duplice natura dell'attuale scenario mobile: da un lato la persistente nicchia in cui è confinata questa tecnologia, dall'altro la capacità unica di Cupertino di legittimare e diffondere un form factor presso il grande pubblico. Nonostante l'ottimismo degli analisti, il successo non è una garanzia assoluta, come dimostra il recente caso dell'iPhone Air, un modello che, pur raccogliendo consensi sulla carta, ha registrato performance di vendita inferiori alle attese.
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Ia, Int: nel 2026 corso dedicato ai tributaristi per acquisire le giuste competenze
(Adnkronos) - L’Istituto nazionale tributaristi (Int) sta affrontando con grande attenzione il rapporto tra professionista e Intelligenza artificiale (Ia), dopo aver introdotto apposite indicazioni obbligatorie, come il dichiarare sempre sia verbalmente che per iscritto l’utilizzo dell’Ia, nel Codice deontologico di categoria già dall’aprile scorso e a settembre aver introdotto un’apposita clausola anche nel mandato professionale, ha predisposto uno specifico corso formativo che sarà denominato 'Intelligenza artificiale pratica per tributaristi', il corso della durata di 20 ore, organizzato in collaborazione all’ente di formazione Deleganoi, si svolgerà con lezioni mensili di due ore ciascuna per 10 mesi, saranno esclusi i mesi di luglio e agosto, si svolgerà on line per garantire la massima partecipazione ed inizierà a fine gennaio 2026. Docente Antonio Sinibaldi, esperto e autore di vari libri in tema di Ia, che sarà affiancato anche da altri docenti interni ed esterni all’Int. Il tributarista potrà comprendere come utilizzare al meglio il prompting, valutare con cognizione di causa i vantaggi ma anche i rischi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ci saranno lezioni dedicate alla deontologia e all’ utilizzo pratico di strumenti a supporto del tributarista. Un dettagliato programma di studio che darà al tributarista Int le conoscenze di Ia specialist. Nel prosieguo del mese di dicembre saranno fornite tutte le indicazioni per poter accedere al corso per i tributaristi e i loro collaboratori di studio. Il presidente dell’Int Riccardo Alemanno, si è detto molto soddisfatto circa la creazione di un corso specifico per i tributaristi "sono molto soddisfatto per quanto abbiamo fatto e stiamo facendo in tema di Ia e tributaristi, non solo in ossequio alla Legge 132/2025 in materia di Ia, ma anche per quelle che sono le nostre indicazioni deontologiche e i nostri valori professionali. Circa il corso che inizierà a fine gennaio 2026, voglio ringraziare Eraldo Salvatori e Riccardo Gabriele di Deleganoi per il supporto e la qualità del loro lavoro, nonché Antonio Sinibaldi per aver accettato la docenza continuativa del corso, ho ascoltato Sinibaldi in occasione di un meeting romano sull’Ia e il suo approccio alla materia, nonché la sua esperienza professionale sono certo che saranno di grande utilità ai partecipanti. Come Istituto abbiamo voluto investire in questa specifica formazione, contenendo al minimo i costi per i tributaristi, perché riteniamo che l’utilizzo dell’Ia negli studi professionali influenzerà molto l’attività, se positivamente o meno dipenderà da come sarà utilizzata. Il corso che abbiamo organizzato sarà importantissimo per fare le giuste scelte, sempre nella ferma consapevolezza che l’Ia è uno strumento e che il professionista deve sempre verificarne i risultati e valutarne l’utilizzo".
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Sanità, appello medici: "Rivedere le norme che regolano i rapporti Ssn-università"
(Adnkronos) - "Superare la normativa attuale e ricostruire i rapporti tra Servizio sanitario nazionale e università". Lo chiedono 14 sigle mediche tra sindacati, associazioni e società scientifiche, che firmano un documento con l'obiettivo di "condividere una proposta operativa da presentare ai ministeri Salute e Mur e alle Regioni". Un documento "scritto a molte mani", spiegano, che "parte dall'analisi dell'attuale quadro legislativo ritenuto datato, poco chiaro e fonte di numerosi problemi applicativi". "Le norme che disciplinano le relazioni tra università e Ssn - ricordano i firmatari - risalgono agli anni '70 e '90 e regolano soprattutto l'integrazione tra attività assistenziale, didattica e di ricerca svolta da professori e ricercatori universitari all'interno delle strutture ospedaliere. Un sistema che nel tempo ha fatto registrare varie criticità, tra cui: automatico conferimento di incarichi apicali (direzione di strutture complesse) ai professori ordinari senza concorso pubblico; conflitti di interesse, soprattutto nel ruolo del rettore, coinvolto in nomine e approvazioni aziendali; squilibrio di rappresentanza tra università e Regioni; mancata verifica delle competenze gestionali dei docenti nominati a dirigere strutture del Ssn; disallineamento tra assunzioni universitarie e fabbisogni regionali, spesso influenzate dall'apertura di nuove scuole di specializzazione più che dalle necessità assistenziali; gestione disomogenea e talvolta personalistica delle scuole di specializzazione, con scarso coinvolgimento del personale del Ssn; prevalenza degli interessi didattici su quelli assistenziali in alcuni contesti; eccessiva 'clinicizzazione' degli ospedali e ridotte opportunità di carriera per il personale del Ssn". Inoltre vengono segnalate "potenziali illegittimità, come la presenza di aziende ospedaliero-universitarie prive di riconoscimento giuridico, incarichi senza avvisi pubblici e norme recenti (es. schema Mur 2025) che eccederebbero i limiti normativi". Le 14 sigle propongono quindi "un'alleanza formale tra associazioni, società scientifiche e sindacati per elaborare una proposta condivisa di aggiornamento della normativa da presentare alle istituzioni (ministero Salute, ministero dell'Università e Ricerca, Conferenza Stato-Regioni)". Gli obiettivi principali includono: "Modificare le norme del D.Lgs. 517/1999 e del Dpcm 2001, giudicate obsolete e incomplete; superare i punti critici, tra cui intesa obbligatoria del rettore per nomina dei direttori generali, automatismo tra professore ordinario e direzione di strutture complesse, incompatibilità tra ruolo universitario e incarichi apicali ospedalieri, documentazione e gestione dell'impegno assistenziale dei docenti, gestione trasparente di conflitti di interesse, definizione chiara dei criteri di redazione dei protocolli di intesa, maggiore coinvolgimento del personale del Ssn nella didattica, istituzione di teaching hospitals su modello europeo". Una nuova normativa dovrebbe dunque: "Allineare meglio le attività universitarie ai fabbisogni del Ssn; favorire una programmazione formativa più coerente e sostenibile; eliminare conflitti di interesse, in particolare nel ruolo del rettore; assicurare che le scelte organizzative rispondano a un autentico interesse generale condiviso da università e Ssn. Il documento è sottoscritto da Acoi - Associazione chirurghi ospedalieri italiani; Adoi - Associazione dermatologi, venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica; Anaao Assomed - Associazione medici dirigenti; Aogoi - Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani; Auro.it - Associazione urologi ospedalieri italiani; Cimo-Fesmed - Organizzazione sindacale a cui aderiscono le sigle Anpo, Ascoti, Cimo, Cimop e Fesmed; Cipomo - Collegio dei primari oncologi medici ospedalieri; CollPrimVasc - Collegio dei primari di chirurgia vascolare ed endovascolare; Cpui - Collegio dei primari di urologia italiani; Cpct - Collegio di chirurgia toracica; Fadoi - Federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri interni; Sicads - Società italiana chirurgia ambulatoriale e Day Surgery; Sipad - Società italiana medico chirurgica patologia apparato digerente; Sno - Società dei neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi ospedalieri.
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Opi Lombardia: "Per San Raffaele regole certe per reclutamento etico degli infermieri"
(Adnkronos) - "Da tempo, come Coordinamento regionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, congiuntamente alla Federazione nazionale, sosteniamo la necessità di un reclutamento etico degli infermieri, in special modo se provenienti dall'estero. Le notizie di attualità che stanno riguardano l’azienda ospedaliera San Raffaele di Milano, al momento al centro di un’indagine avviata dalla Regione Lombardia, ci conferma che questa è l’unica strada perseguibile". Così l'Opi Lombardia in una nota in merito alle segnalazioni di criticità emerse ieri riguardanti l'ospedale San Raffaele di Milano. "Pur riconoscendo il problema, globale, della carenza infermieristica, si devono prevedere regole certe in termini di formazione e iscrizione all’Ordine per tutti i professionisti che entrino in contatto con i pazienti - fanno sapere dall'Ordine delle professioni infermieristiche della Lombardia - Non dobbiamo dimenticare che il nostro primo impegno è nei confronti del cittadino. L'Ordine è un ente sussidiario previsto dallo Stato voluto per garantire e certificare la qualità dell'esercizio professionale. Se un infermiere è iscritto all'Albo significa che può assistere e rispondere con competenza ai bisogni di salute delle persone. Questi criteri devono valere in tutti i luoghi in cui operano gli infermieri: strutture del Servizio sanitario nazionale, sanità privata, Rsa, cooperative, servizi esternalizzati e anche per chi esercita in partita Iva. L’aderenza agli standard professionali non può dipendere dal datore di lavoro o dal modello organizzativo: chi esercita come infermiere deve essere pienamente qualificato e regolarmente iscritto all’Albo, a tutela del cittadino e della qualità dell’assistenza". "Occorre quindi definire quanto prima modalità e percorsi chiari anche per evitare episodi gravi come quelli registrati in queste ore e scongiurare ulteriori rischi legati all’esercizio temporaneo in deroga (previsto ancora fino al 2027) dei professionisti sanitari con qualifiche professionali acquisite all’estero. Argomento rispetto al quale - conclude la nota - la Federazione nazionale ha promosso numerosi testi emendativi nel corso del tempo".
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Metroid Prime 4 Beyond, luci e ombre del ritorno di Samus
(Adnkronos) - L'attesa è finita. Dopo diciotto anni dall'ultima iterazione, la sotto-serie 3D di Metroid torna con Metroid Prime 4: Beyond, un titolo che si presenta immediatamente con un'atmosfera magnetica e familiare. La schermata del titolo, con i suoi ipnotici motivi oculari e le tonalità violacee, accompagnata da una colonna sonora all'altezza della serie, suscita un'immediata sensazione di pelle d'oca, confermando che il franchise è tornato in grande stile. Beyond regge il confronto con i suoi illustri predecessori. Questo nuovo capitolo recupera le atmosfere cupe e ricche di dettagli del Prime originale. I biomi classici — giungla, deserto arido, miniere abbandonate, ecc. — sono tutti presenti, ma sviluppati con una ricchezza di dettagli e tracce aliene che conferiscono a ciascuna area una storia profonda che precede l'arrivo della cacciatrice di taglie Samus Aran. La qualità grafica è innegabile, specialmente nella Nintendo Switch 2 Edition che supporta la risoluzione 4K. Gli sviluppatori di Retro Studios hanno chiaramente investito ingenti sforzi nel design ambientale, rendendo la maggior parte delle aree una vera gioia visiva. Tuttavia, il gioco non raggiunge l'eccellenza dei capolavori per GameCube di due decenni fa. La vasta distesa desertica di Sol Valley si rivela un'enorme area spoglia che funge principalmente da noioso riempitivo e allunga inutilmente un'esperienza altrimenti piuttosto breve. La varietà dei nemici è preoccupante, con pochi tipi che rappresentano una reale minaccia e boss che condividono spesso schemi d'attacco simili, senza sfruttare adeguatamente i vari potenziamenti acquisiti. C'è un evidente segno di "ruggine" dopo diciotto anni, ma nei momenti in cui Metroid Prime 4: Beyond ingrana la marcia, offre un'avventura in prima persona profondamente appagante e gratificante. La narrazione, come da tradizione, è discreta e prevalentemente scopribile attraverso registri dati e dettagli ambientali tramite il visore a scansione di Samus, esplorando la tragica sorte della civiltà aliena dei Lamorn. Un elemento di rottura è dato dalla presenza dei trooper della Federazione Galattica: la loro natura "chiacchierona" era temuta dai fan per un potenziale contrasto con l'isolamento tipico della serie. La progressione è in linea con la saga: Samus perde gran parte delle sue abilità all'inizio del gioco, che vengono recuperate gradualmente, insieme ai nuovi poteri psichici della razza Lamorn che le permettono di aprire porte speciali e utilizzare un raggio psichico controllabile. Nonostante l'etichetta "psichica", i potenziamenti classici come le bombe Morph Ball e il Raggio Grapple rimangono sostanzialmente invariati. Il punto debole più evidente restano i combattimenti con i boss, scarsi in numero e generalmente poco ambiziosi, con l'eccezione dell'ottimo scontro finale. Anche il design dei livelli in generale si attesta su un piano più lineare rispetto ai capitoli passati, sebbene l'atmosfera compensi pienamente, con ambienti che offrono un sapore unico. Il backtracking per la collezione degli oggetti è reso meno tedioso dalla presenza di un droide attivabile in ogni bioma che rivela le posizioni degli oggetti sulla mappa, rendendo il raggiungimento del 100% meno punitivo. Metroid Prime 4: Beyond è un'opera visivamente e acusticamente splendida, con controlli in 3D migliorati e l'opzione di mira giroscopica o con mouse (su Joy-Con 2), che si dimostra un plus robusto che celebra i punti di forza della serie. Sebbene non si collochi allo stesso livello di qualità dei primi due capitoli a causa della deludente Sol Valley e della poca varietà nei boss, questo è in ogni caso un benvenuto e tecnicamente impressionante ritorno tridimensionale per Samus Aran, sperando che non sia l'ultimo.
Formato: Switch, Switch 2 (versione testata) Editore: Nintendo Sviluppatore: Retro Studios Voto: 8
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Salute: 11.900 infortuni sulla neve in Alto Adige nel 2024-25, in aumento del 7%
(Adnkronos) - Al via la stagione degli sport invernali, con l'imminente Olimpiade di Milano-Cortina, e tornano anche i rischi per le articolazioni. Secondo l'ultima indagine dell'Istituto provinciale di statistica (Astat) della Provincia autonoma di Bolzano, durante la stagione 2024-25 si sono registrati 11.905 infortuni sulle 98 piste da sci dell'Alto Adige, con un aumento del 7,1% rispetto all'anno precedente. Gli incidenti hanno coinvolto per il 50,7% donne e per il 49,3% uomini. In 3 casi su 4 (75,7%) sono stati causati da cadute senza il coinvolgimento di terzi. Crescono però anche le collisioni con altre persone, che rappresentano il 14,3% degli episodi. A fare il punto è la Siot, la Società italiana di ortopedia e traumatologia. Il 50,8% degli incidenti è avvenuto sulle piste rosse, il 40,4% su quelle azzurre - incluse le aree delle scuole di sci - mentre solo l'8,8% si è verificato sulle piste nere più impegnative. "Se si arriva preparati, gli sport invernali come sci, pattinaggio e snowboard possono essere svolti in tutta sicurezza a tutte le età - spiega Pietro Simone Randelli, presidente Siot e direttore scientifico della Clinica Ortopedica dell'Istituto Gaetano Pini, ordinario di Ortopedia all'università degli Studi di Milano - Viceversa, chi conduce una vita sedentaria tende a subire infortuni anche gravi all'apparato muscoloscheletrico: prepararsi all'incontro con la montagna e il ghiaccio è una mossa vincente, così come lo è essere prudenti quando il meteo è meno favorevole". Per quanto riguarda la tipologia dei traumi, il ginocchio si conferma la sede più frequentemente coinvolta: distorsioni, stiramenti e contusioni rappresentano complessivamente il 35,9% dei casi, con un impatto maggiore nelle fasce 51-60 anni (22%) e 41-50 (19,7%) e una chiara prevalenza femminile (68,7%). Seguono i traumi alla spalla (13%), tra lussazioni, fratture e contusioni, che interessano soprattutto gli uomini (67,8%) e la fascia d'età 51-60 (23,7%). Rimangono stabili, rispetto all'anno precedente, i traumi alla testa (8,6%), come contusioni o lievi traumi cranici: un dato che resta sotto controllo anche grazie alla bassa percentuale di sciatori che ancora non indossano il casco (4,3%). Anche la distribuzione per fasce d'età conferma tendenze ormai consolidate: la quota più alta di infortuni riguarda i ragazzi tra gli 11 e i 20 anni (22,3%), con una lieve prevalenza maschile, seguiti dagli adulti tra i 51 e i 60 anni (18,8%), categoria nella quale risultano più colpite le donne. L'esperienza, quindi, è un fattore da tenere in considerazione. Soprattutto se si è principianti o sciatori occasionali, è opportuno farsi seguire da maestri certificati che possano insegnare in maniera corretta le basi tecniche delle discipline sportive invernali, limitando così le cadute e gli infortuni, raccomandano gli ortopedici. "Le piste hanno colori diversi per permettere a tutti di affrontare difficoltà alla propria portata, evitando rischi inutili e sapendo che non si deve affrontare una discesa a tutti i costi - sottolinea ancora il presidente Siot - La prevenzione passa anche dalla responsabilità comune: ogni sciatore è parte attiva della sicurezza sulle piste. Agire con prudenza, rispettare gli altri e valutare correttamente le proprie capacità riduce in modo significativo il numero di incidenti".
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