Natale e disturbi alimentari, ecco come difendersi dai cibi che fanno paura

(Adnkronos) - Pranzi, cene, aperitivi con un unico fattor comune: il cibo e le tavole imbandite. Il Natale è, infatti, la festa che probabilmente più di tutte associa il piacere di ritrovarsi tra amici e parenti con l’irrinunciabile rito di mettersi a tavola insieme per divertirsi e vivere momenti da ricordare. Diventa quasi obbligatorio essere felici e connessi con l’atmosfera natalizia, ma per chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare (Dca) il Natale può diventare un periodo per sentirsi più esposto, più stanco e più in difficoltà. In special modo le occasioni (come appunto le festività), che vedono il cibo come uno dei protagonisti principali dei momenti conviviali, fanno riaffiorare paure e momenti di sofferenza. Uno di questi in particolare riguarda i 'fear-food', ovvero tutti quegli alimenti o categorie di alimenti che chi soffre di un disturbo alimentare evita rigorosamente perché generano ansia o paura intensa. “I fear-food non sono davvero i nemici, sono simboli – spiega Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta e co-founder di Lilac-Centro Dca – rappresentano ciò che il disturbo teme maggiormente: la perdita di controllo, il giudizio, il cambiamento del corpo". Nasce da questi presupposti la guida ai 'fear-food' di Lilac-Centro Dca, digital health tech startup prima realtà in Italia che si pone l’obiettivo di creare un modello innovativo per il trattamento dei disturbi alimentari, curata in collaborazione con la biologa nutrizionista Luna Pagnin, che si sviluppa in un percorso in 7 step (più un esercizio finale) creato non per dire cosa fare, ma per fornire possibili strumenti utili. “I fear-food non si superano forzandosi o togliendosi il pensiero, ma imparando a stare accanto alle emozioni che evocano – commenta Luna Pagnin, biologa nutrizionista – In questa guida non diamo soluzioni rapide, perché non esistono, ma offriamo piccoli passi per ritrovare sicurezza nel piatto e nel proprio corpo, senza giudizio. È uno spazio di accompagnamento, non una cura: uno strumento per sentirsi un po’ meno soli nei momenti più difficili". “È cruciale poi ricordare – aggiunge Giuseppe Magistrale – che il percorso di riavvicinamento ai 'fear-food' è strettamente personale e non lineare: è fondamentale procedere con gentilezza verso sé stessi, rispettare i propri tempi e, se necessario, non esitare a cercare un supporto professionale qualificato". Step 1) La tua lista dei 'fear-food' Potresti scrivere una lista dei cibi che ti fanno più paura, dal meno al più difficile. Come per esempio, pane bianco, pasta al pesto, pizza, croissant, gelato. Trattala come una to do list di libertà: ogni volta che affronti un cibo, metti una spunta e scrivi perché ti spaventa e come ti fa sentire. Step 2) Abbinalo a un 'safe-food' Mangiare un 'fear-food' accanto a un cibo che fa sentire più sicuri può aiutare il corpo e la mente a rilassarsi. Per esempio pizza con le verdure preferite, biscotti con yogurt, pasta al pesto con una porzione di un alimento proteico come formaggio, pesce o carne. "L’obiettivo – aggiunge Magistrale di Lilac-Centro Dca – è cercare di normalizzare il cibo, non controllarlo. Bisogna ricordarsi che nessun alimento è proibito, è l’etichetta che gli diamo noi a renderlo tale”. Step 3) Prepara il contesto giusto Mangiare un 'fear-food' in un contesto accogliente potrebbe aiutarti a ridurre l’ansia. “Potresti scegliere un luogo dove ti senti al sicuro (casa, un bar tranquillo, con una persona di fiducia) – spiega Giuseppe Magistrale – e poi mangiare il ‘fear-food’ lentamente, ascoltando il gusto, il profumo, la consistenza, ma soprattutto restare presente.” Step 4) La tua 'fear-food' routine. Prima di mangiare può essere utile ripetere una frase di forza come 'sono pronta/o a fare spazio alla libertà' o 'ogni boccone difficile diventerà semplice se me ne do l’occasione'. Durante il pasto prova a notare il respiro e non il pensiero e dopo prova a dare spazio a una “decompressione gentile” come una passeggiata lenta, chiama una persona amica o ascolta una canzone preferita. Step 5) Razionalizza con le affermazioni. Prova a scrivere una lista di frasi (o post-it) che ti aiutino a ricordare che il cibo non è pericolo, ma un compagno di vita, un bisogno primario, una soddisfazione insieme ad altre della vita. Step 6) Affronta le paure con gentilezza. Quando la paura sale prova a respirare profondamente per 1 minuto e cerca i punti di appoggio (prova a sentire l’appoggio dei tuoi glutei, i piedi a terra, la schiena appoggiata). Ricorda che l’ansia raggiunge un picco e poi scende, non dura per sempre. “Se poi affrontare questa sfida da soli è troppo non significa aver fallito – specifica Magistrale – ma significa che si sta riconoscendo un proprio bisogno. Rispettare i propri limiti è un atto di cura. Chiedere supporto a un professionista può essere un modo potente per capirsi meglio e non sentirsi più soli".  Step 7) Celebra ogni conquista. Ogni volta che affronti un 'fear-food' potrebbe essere utile tenere traccia di come ti ha fatto sentire prima, durante e dopo e far caso se la paura si è ridotta nel tempo. Esercizio finale. Utilizzando i precedenti step puoi provare a creare il tuo 'diario della libertà' con un semplice schema che riporti data, 'fear-food' ed emozione provata/frase di forza. 
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Natale: boom furti in casa rispetto al resto dell'anno, ecco consigli dell'esperto

(Adnkronos) - Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, milioni di italiani si preparano a trascorrere periodi più o meno lunghi fuori casa, tra viaggi, visite ai parenti e brevi vacanze. Un momento di pausa che coincide con una maggiore mobilità e con abitazioni spesso lasciate vuote per giorni. La 4ª edizione dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla Sicurezza della casa, realizzata in collaborazione con il servizio analisi criminale del ministero dell’Interno, analizza l’andamento dei furti in abitazione in diversi periodi dell’anno e il modo in cui le famiglie italiane affrontano il tema della sicurezza domestica.  Secondo i dati nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione. Nei mesi a ridosso delle festività natalizie i numeri sono risultati più elevati rispetto ad altri momenti dell’anno: a novembre del 2024 si contano 19.931 furti, a dicembre 18.393, a gennaio 2025 14.059. Si tratta di un andamento che gli esperti collegano anche a fattori stagionali, come la maggiore mobilità e le ore di luce ridotte.  Ma come e quando avvengono i furti? Secondo l’Osservatorio, nel 72,6% dei casi l’abitazione era vuota al momento del furto. Anche assenze di breve durata possono quindi incidere, non solo i periodi di vacanza più lunghi. Quando, le abitudini degli inquilini sono note, gli episodi si concentrano durante il giorno e nella prima serata: nel 2024 il 31,7% dei furti è stato commesso tra le 14:00 e le 19:59, mentre il 20% tra le 7:00 e le 13:59. Le ore serali e notturne incidono, invece, meno: solo il 10,5% dei furti avviene tra le 20:00 e le 23:59, il 9,7% tra mezzanotte e le 6:59. Per quanto riguarda le modalità di ingresso, nel 46,4% dei casi i ladri sono entrati da finestre o portefinestre, nel 33,7% dalla porta d’ingresso principale e nel 14,6% da una porta secondaria. Ma quali sono le misure da adottare per cercare di 'mettere in sicurezza' il proprio appartamento prima della partenza verso le festività natalizie?Ecco alcune buone pratiche che Verisure, leader europeo nella sicurezza monitorata, condivide con Adnkronos/Labitalia, per chi si prepara a lasciare casa durante le festività.
 Innanzitutto verificare porte, finestre e impianti. Prima di partire è opportuno controllare con attenzione porte, finestre e portefinestre, concentrandosi in particolare sui punti di accesso che le statistiche indicano come più utilizzati. È consigliabile verificare lo stato dell’impianto elettrico e del gas, scollegando gli elettrodomestici non essenziali. Gestire luci e tapparelle, con timer o sistemi smart per non dare l’impressione di un’abitazione vuota. Prestare attenzione alla condivisione sui social media, rimandando la pubblicazione di foto delle vacanze al momento del rientro. Coltivare relazioni di buon vicinato. Avvisare i vicini della propria partenza e chiedere loro di ritirare posta, volantini o pacchi contribuisce a evitare segnali evidenti di assenza prolungata. Può essere utile anche chiedere di prestare attenzione a eventuali anomalie, come piccoli fili o residui di colla tra porta e telaio, la cosiddetta tecnica del 'filo di colla', talvolta utilizzata per capire se un ingresso viene aperto. Quindi controllare la copertura assicurativa. Verificare la copertura della polizza contro furti e danni e lasciare un recapito a una persona di fiducia per eventuali necessità durante l’assenza. Utilizzare tecnologie di controllo da remoto. Servirsi di sistemi che permettono di monitorare l’abitazione a distanza (telecamere, sensori, app dedicate), così da essere avvisati in tempo reale in caso di anomalie. Sistemi di allarme e centrale operativa. I sistemi di allarme collegati a una centrale operativa attiva 24 ore su 24 offrono un ulteriore livello di protezione: in caso di segnale d’allarme, gli operatori verificano l’evento, contattano il cliente e, se necessario, possono attivare guardie giurate e forze dell’ordine. Nuove soluzioni per l’ingresso di casa. Anche l’accesso principale può essere reso più sicuro grazie a soluzioni di nuova generazione come Smartlock, una serratura con cilindro antieffrazione certificato, gestibile da remoto tramite app, che consente di aprire e chiudere la porta a distanza e facilitare l’accesso ai soccorsi in caso di emergenza. 
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Consumi: Findomestic, frenata beni durevoli con -2,4%

(Adnkronos) - Dopo due anni di crescita il motore dei beni durevoli si ferma: a fine 2025 il comparto segnerà consumi in calo del 2,3% in volume e del 2,4% in valore, per una spesa complessiva che da 79 miliardi scivola a 77,1 miliardi. È la fotografia scattata dal 32° Osservatorio Findomestic, realizzato insieme a Prometeia, per un mercato che resta comunque su livelli più alti rispetto al pre-Covid, non per un aumento dei volumi acquistati ma esclusivamente per l’incremento dei prezzi che in 6 anni sfiora il 20%.  A determinare il segno meno è soprattutto la mobilità, il segmento che da solo vale il 57% della spesa delle famiglie in beni durevoli. Qui la frenata è evidente, con le auto nuove in calo del 9% a valore. La casa – mobili e tecnologia – resta invece impantanata in una stagnazione che dura dal 2023, dopo gli exploit del triennio post-pandemico. Sul fronte territoriale, le tre locomotive storiche – Lombardia, Lazio e Veneto – perdono tra il 2,6 e il 2,8%. Resiste meglio l’Emilia-Romagna (-1,8%), che quasi aggancia il podio nella graduatoria per volumi di spesa.  Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic, mette ordine tra numeri, prezzi e percezioni: "Quest’anno i beni durevoli soffrono più degli altri comparti. Mentre servizi, alimentari e altri beni crescono – secondo i dati Istat – il nostro perimetro torna negativo dopo due anni di espansione, quella del 2023, trainata più dall’inflazione che dai volumi reali. Chiuderemo il 2025 con un -2,4% a valore, che si traduce in una reale riduzione della spesa delle famiglie".  E Bardazzi prosegue: "Siamo ancora su livelli di spesa superiori dell’11,4% al 2019, ma questo non significa che si compri di più. Il vero motore è stato l’aumento dei prezzi, vicino al +20%. Al netto dell’inflazione, cioè guardando ai volumi, i consumi di durevoli sono in realtà il 6,8% sotto i livelli pre-pandemia".  In questo quadro di frenata il credito al consumo va in controtendenza, uno strumento che le famiglie stanno usando per reagire all’incertezza. Lo ribadisce Marco Tarantola, amministratore delegato e direttore generale di Findomestic Banca: "A fronte di consumi in calo nel mondo dei durevoli, il mercato del credito continua a crescere. Nei primi dieci mesi dell’anno le erogazioni segnano un +7%, con la rischiosità che rimane su livelli molto contenuti (1.7% il tasso di default a fine settembre 20251), pur mostrando un lieve incremento nel corso dell'anno. È la conferma che il credito al consumo svolge un ruolo sociale ed economico essenziale: aiuta le famiglie a non rinunciare ai propri progetti in un contesto che resta complesso".  Il dato che più colpisce arriva dalle indagini condotte dall’istituto: "Oltre quattro italiani su dieci – ricorda Tarantola – hanno utilizzato una forma di credito almeno una volta negli ultimi tre anni. E più del 60% di chi lo ha fatto dichiara che, senza questa possibilità, avrebbe dovuto rinviare o rinunciare del tutto all’acquisto. Dati che confermano come il credito oggi sia una leva di fiducia, non solo un prodotto finanziario".  Se l’Italia rallenta, ogni territorio lo fa con il suo stile. Ci sono regioni che assorbono meglio la scossa. In Trentino-Alto Adige, dove i redditi restano elevati e il clima economico è meno nervoso, il calo è solo -0,7%, il migliore d’Italia. Più sorprendente la tenuta della Sicilia e della Liguria, entrambe ferme a -1,3%: due territori lontani geograficamente ma accomunati da una domanda interna che resiste. All’opposto, in Basilicata il mercato dei durevoli cede il 4%: una flessione che non è solo statistica ma strutturale, fatta di consumi fragili e poca spinta demografica.  Il rallentamento è stato consistente anche in Piemonte (-3,5%), Molise (-3,3%), Abruzzo e Lazio (entrambe -2,8%). Sul piano dei valori assoluti, la Lombardia continua a giocare un altro campionato: 15,4 miliardi, più del doppio del Lazio, che segue a 7,5. È la locomotiva che tira il Paese, anche quando il convoglio frena. Nel 2025 il mercato italiano della mobilità vive una doppia velocità: l’usato tiene la linea, il nuovo rallenta, le due ruote correggono la corsa dopo anni di sprint.  Quello delle auto usate dal 2017 è il primo mercato per valore assoluto e continua a dimostrarlo. L’effetto inflazione è evidente: si spende il 25% in più rispetto al 2019 per acquistare appena il 3% di vetture in più. Nel 2025, dopo due anni di crescita, il settore rallenta e il suo giro d’affari chiuderà con un -0,2%, sostanzialmente in stallo, con l’incremento dei passaggi di proprietà (+2,1%) annullato dal calo dei prezzi (-2,1%). Ma i valori restano solidi: 24,4 miliardi di euro, quasi 8 miliardi in più dell’auto nuova, complice una domanda, negli ultimi anni, sempre più orientata al risparmio. Prezzi in calo e mix di vendita più ‘popolare’ confermano che il consumatore è cauto ma attivo.  Sulle auto nuove la frenata è netta: -9% a valore, con la spesa delle famiglie che scende a 16,5 miliardi. Le immatricolazioni calano (-9,9%), i prezzi restano stabili (+0,8%) dopo anni di forte crescita e il mix si sposta su fasce e tecnologie più costose. Le city car, un tempo spina dorsale del mercato, passano dal 17% del 2019 al 12%. La domanda dei privati resta lontana dai livelli pre-pandemia: -25% le immatricolazioni rispetto al 2019, -10% la spesa. Non bastano incentivi a singhiozzo per stimolare le famiglie, alle prese con un potere d’acquisto ridotto rispetto a qualche anno fa e con un contesto di persistente incertezza.  Per le moto dopo quattro anni di crescita, arriva uno stop: -7,7% a volume nel 2025, -7,0% a valore. Ma il confronto con il 2019 resta impressionante: +36% a volume, +55% a valore, per un mercato che vale 2,75 miliardi e che ha beneficiato in questi anni di una domanda, che in un contesto di inflazione e calo del potere d’acquisto, ha visto nei mezzi a due ruote un’alternativa low cost alla seconda o terza auto in famiglia. La flessione del 2025 sottende dinamiche differenziate tra ciclomotori, in forte calo (oltre -30% a volume), e targato, in miglior tenuta (-6% circa a volume) e su livelli storicamente elevati. Gli scooter targati salgono dell’8,8%, confermandosi protagonisti della mobilità urbana.  Dai mobili agli elettrodomestici, dall’elettronica alla telefonia e all’IT, il comparto casa nel 2025 mostra un quadro di stabilità e adattamento. Crescono prodotti informatici, piccoli elettrodomestici e device smart, l’online consolida il ruolo chiave, mentre famiglie e consumatori privilegiano comfort, qualità, benessere e soluzioni premium, tra innovazione e attenzione al prezzo.  Dopo il biennio d’oro 2021-2022, la domanda di mobili si è normalizzata, ma il settore resta ben sopra i livelli pre-Covid: +10% rispetto al 2019. L’anno si chiuderà intorno ai 16,5 miliardi di euro (-0,6%), segnalando una fase di assestamento più che un vero rallentamento. I volumi restano in calo (-1,7%), ma i prezzi continuano a sostenere il mercato (+1,1%), pur con una dinamica più morbida rispetto agli anni dei rincari. La cautela delle famiglie pesa ancora: incentivi e bonus ristrutturazioni aiutano, ma non bastano a riaccendere quella spinta eccezionale generata dal post-pandemia e dal Superbonus.  A frenare è soprattutto la domanda legata alle ristrutturazioni, oggi fisiologicamente in discesa. A fare da contraltare è invece il primo acquisto, alimentato da un mercato immobiliare tornato vivace: nei primi sei mesi dell’anno le compravendite residenziali sono cresciute del 9,5%, spinte da tassi più leggeri e un credito più accessibile. Sul fronte dei canali di vendita, l’online continua la sua avanzata arrivando a valere il 20% del retail. Un risultato che certifica la maturità digitale dell’arredo italiano, sempre più capace di coniugare design, prezzo e omnicanalità. La telefonia resta il baricentro della tecnologia consumer: nel 2025 il comparto mantiene la rotta sui 6,3 miliardi (-0,4%), segno di una domanda matura che però evolve rapidamente. Gli smartphone – l’85% del giro d’affari – rallentano nei volumi ma tengono in valore (-1,1%) grazie al continuo spostamento verso i prodotti di maggiore qualità. A fare da contrappunto alla flessione degli smartphone, continuano a crescere cuffie (+1,5%) e i dispositivi tecnologici indossabili (+1,2%), trainati da funzioni smart sempre più orientate al benessere e alla performance personale. L’online consolida il sorpasso sulle vendite in negozio, arrivando al 20,5% del fatturato. In un mercato ormai saturo, è qui – tra servizi premium, ecosistemi integrati e nuovi modelli di fruizione – che si gioca la partita futura.   Il mercato degli elettrodomestici chiuderà il 2025 con un valore complessivo di 6,5 miliardi di euro: 4,2 miliardi per i grandi apparecchi e 2,3 miliardi per i piccoli. I grandi elettrodomestici si confermano su un plateau elevato (-0,3%), dopo tre anni di crescita solida, sostenuti dai bisogni di sostituzione e dall’efficientamento energetico spinto anche dal bonus rottamazione. I volumi tengono, i prezzi si raffreddano, e il comparto del lavaggio è quello che corre meglio: asciugatrici (+4,4%) e lavastoviglie (+1,7%) guidano la fascia alta della domanda, segnale di un’Italia che aggiorna la dotazione domestica puntando a comfort e risparmio.  Freddo e cottura restano più deboli, con prezzi in discesa che comprimono il valore complessivo. Tutt’altra storia per i piccoli elettrodomestici, ancora una volta i migliori performer tra i durevoli per la casa: +8,4% a volume e +5,2% a valore. Il mercato intercetta tendenze chiare: multifunzionalità, cura del sé e desiderio di semplificazione. Crescono con decisione i dispositivi per la cura della casa, trainati dagli aspirapolvere (+15,4%) di nuova generazione e dai mini-aspiratori. Nella cura della persona brillano i prodotti per l’igiene dentale (+9,6%), i dispositivi per la rasatura e gli apparecchi per asciugare e acconciare i capelli.  Nella preparazione del cibo, le friggitrici ad aria continuano la loro scalata (+16% in valore, +23% in volume), mentre i robot da cucina vivono una fase di forte normalizzazione dovuta alla pressione promozionale. Tra gli altri prodotti, prosegue lo sviluppo delle vendite di bilance (+9.1% in valore). L’online si consolida come canale chiave: rappresenta ormai il 38% del fatturato dei piccoli elettrodomestici, con crescite a doppia cifra.  Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic, sintetizza così il trend: "Dalle friggitrici ad aria ai wearable, dai prodotti per l’igiene orale agli apparecchi per la cura del corpo, emerge una ricerca crescente di benessere personale. Il consumatore investe in ciò che gli permette di vivere meglio: monitorare, prevenire, semplificare. Anche a casa".  E dopo un triennio di segni meno, il mercato IT italiano torna a crescere, segnando un +1,7% e sfiorando i 2,2 miliardi di fatturato. A guidare la ripresa sono pc portatili (+3,5%), tablet (+4,7%) e dispositivi per il gioco (+5,3%). Il canale online si conferma protagonista, con un contributo al fatturato vicino al 32%, compensando il lieve calo delle vendite nei negozi fisici. Dopo il rimbalzo dai picchi del 2020-’21, il mercato IT si posiziona tra i segmenti più performanti della tecnologia consumer, con volumi in crescita e una dinamica di prezzo favorevole che lascia intravedere ulteriori trend positivi per la chiusura dell’anno.  Il 2025 si chiuderà a 1,6 miliardi (-1,9%), il mercato dell’elettronica di consumo continua a scontare l’onda lunga del passaggio al digitale terrestre: il segmento video, ancora in flessione, resta il grande freno di un comparto che però mostra segnali di stabilizzazione dopo il crollo del triennio 2022-24. La TV – che vale oltre l’80% del mercato – resta negativa (-2,9%), anche se da metà anno i volumi tornano a respirare. I decoder continuano invece la loro caduta libera, ormai sotto l’1% del giro d’affari. Tra i pochi fari accesi, spiccano i droni (+16%), le cuffie (+6,6%), trainate da wireless e funzioni premium, e gli altoparlanti (+7,6%), alimentati dalla voglia di home theatre. Un mercato che stringe i denti ma che – tra innovazione, qualità del suono e nuove esperienze d’ascolto – lascia intravedere la voglia dei consumatori di tornare a investire, quando il rimbalzo dal boom post-switch-off sarà finalmente alle spalle. 
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Natale, oltre un mld tonnellate di cibo invenduto: 5 trend per valorizzare eccedenze

(Adnkronos) - Panettoni, cioccolatini, biscotti e snack confezionati vengono prodotti in grandi quantità durante il periodo festivo per rispondere a una domanda concentrata in poche settimane, ma una parte consistente di questi prodotti resta invenduta. Dietro l’apparente successo delle vendite natalizie si nasconde infatti un tema strutturale: l’invenduto alimentare rappresenta un costo concreto per la filiera, con ricadute economiche e ambientali che coinvolgono produttori, distributori e retailer. Il fenomeno assume dimensioni globali: secondo uno studio di Ecr Retail Loss, organismo internazionale di ricerca nel settore della distribuzione e del retail, ogni anno oltre un miliardo di tonnellate di cibo viene sprecato, generando costi stimati superiori ai 90 miliardi di euro lungo la catena del valore.  Un impatto che incide direttamente sulla redditività: se i retailer riuscissero anche solo a dimezzare questi costi nascosti nei propri conti economici, la maggior parte potrebbe incrementare i profitti di oltre il 20%. Nel settore dolciario, la concentrazione produttiva di dicembre amplifica ulteriormente la pressione: prodotti perfettamente idonei al consumo rimangono invenduti, generando costi aggiuntivi per sconti, redistribuzione, smaltimento e logistica, che possono arrivare fino all’1,8% del fatturato. A questo si aggiungono immobilizzazioni di capitale e inefficienze operative che pesano sulla redditività complessiva, oltre all’impatto ambientale legato al consumo di risorse, alle emissioni e alla gestione dei rifiuti. In questo scenario, appare chiaro come la gestione delle eccedenze non sia un tema marginale, ma una leva strategica per la competitività delle aziende della filiera alimentare. Sempre più operatori stanno adottando modelli industriali strutturati per affrontare il problema in modo continuativo e non emergenziale. Tra queste realtà si inserisce Regardia, player di riferimento in Italia nella circular economy, che opera nel recupero degli ex-prodotti alimentari trasformandoli in risorse utili attraverso processi industriali dedicati. Grazie a questo modello, più di 165.000 tonnellate all’anno di surplus alimentare e concentrato solubile di frumento vengono mediamente preservate nella filiera dei mangimi, evitando lo spreco di risorse ancora valorizzabili. Le eccedenze, anziché essere destinate allo smaltimento, vengono così selezionate, trattate e reintrodotte nel ciclo produttivo come materie prime per la mangimistica e come matrici per bioenergie, riducendo il ricorso a risorse vergini e alleggerendo i costi logistici e ambientali dell’invenduto. L’approccio consente alle aziende di ridurre le perdite economiche legate allo stock fermo, limitare i costi di gestione e trasformare un problema operativo in una risorsa gestibile e misurabile.  “Oggi - spiega Paolo Fabbricatore, Group ceo di Regardia - il vero tema non è più se gestire l’invenduto, ma come farlo in modo strategico. Ogni prodotto fermo in magazzino rappresenta un costo finanziario, un rischio operativo e una perdita di valore. Approcci strutturati permettono di ribaltare questa logica: trasformare l’eccedenza in opportunità concreta genera benefici economici e ambientali lungo tutta la filiera. Ridurre gli sprechi significa intervenire direttamente sui margini, sull’efficienza operativa e sulla solidità del business”. La portata del tema diventa ancora più evidente se si confronta l’incidenza dell’invenduto con le dimensioni complessive del mercato dolciario globale. Secondo il report Confectionery Worldwide 2025 di Statista, il comparto genera 531 miliardi di euro di fatturato annuo, con i prodotti da forno e pasticceria come principale categoria, seguiti da cioccolato, dolciumi e gelati. L’Europa occidentale rappresenta circa un terzo del mercato mondiale, davanti al Nord America (22%) e all’Asia-Pacifico (14%). In un settore di questa scala, anche piccole percentuali di eccedenze hanno un impatto economico significativo, moltiplicandosi lungo tutta la filiera.  Il divario tra il valore complessivo del mercato e i costi nascosti legati all’invenduto rende evidente come la gestione delle eccedenze non sia una questione marginale, ma un elemento strutturale dell’equilibrio del settore. In questo scenario, adottare modelli efficienti e sostenibili significa non solo ridurre gli sprechi, ma rafforzare la competitività e la resilienza dell’intera filiera. In risposta a questa sfida, le aziende stanno adottando strategie strutturate per recuperare valore dall’invenduto, trasformando eccedenze che altrimenti rappresenterebbero un costo in opportunità concrete per la filiera. La gestione intelligente dell’invenduto non riguarda più solo la riduzione dello spreco, ma si sta evolvendo in approcci integrati che combinano efficienza operativa, sostenibilità e innovazione. Tra i principali trend emergenti si possono individuare i seguenti aspetti. Mangimistica animale: i prodotti dolciari invenduti vengono selezionati e trasformati in ingredienti sicuri e nutrienti per mangimi, contribuendo a ridurre i costi delle materie prime e l’impatto ambientale della filiera. Donazioni a enti benefici: le eccedenze alimentari vengono ridistribuite a organizzazioni caritative, offrendo un vantaggio sociale e riducendo sprechi e costi di smaltimento. Reimmissione sul mercato: alcune aziende utilizzano canali alternativi come outlet o promozioni dedicate, trasformando i prodotti invenduti in vendite aggiuntive senza intaccare il prezzo pieno. Trasformazione in nuovi prodotti o ingredienti secondari: l’invenduto può essere convertito in nuove linee di prodotti o materie prime per altre produzioni, valorizzando risorse altrimenti perse. Conversione in compost o bioenergie: gli scarti non utilizzabili a fini alimentari e non declassabili ad uso zootecnico possono essere destinati a produzione di compost o energia rinnovabile, chiudendo il cerchio della circolarità e riducendo l’impatto ambientale complessivo. 
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Mobilità elettrica: Maxi Mobility integra Hyundai IONIQ 5 nel parco taxi

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Maxi Mobility, startup italiana accelerata dal Motor Valley Accelerator della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital, annuncia una partnership con Hyundai Italia per l’ingresso di Hyundai IONIQ 5 nel proprio parco veicoli elettrici dedicato ai tassisti. L’accordo consente ai professionisti del servizio taxi di accedere con la Hyundai IONIQ 5 ad una ricarica ultrarapida a 800V che può realmente contribuire all’elettrificazione del business Taxi e permette inoltre di caricare la batteria dal 10 all’80% in soli 18 minuti, “La collaborazione con Maxi Mobility ci permette di mettere le qualità di IONIQ 5 al servizio di chi vive la strada ogni giorno”, ha dichiarato Roberto Pazzini, Head of Fleet & Remarketing di Hyundai Italia, sottolineando il ruolo strategico dei tassisti nel processo di elettrificazione della mobilità urbana. “Con Hyundai facciamo un salto di qualità importante nel servizio che offriamo ai tassisti”, commenta Carlo Iacovini, COO di Maxi Mobility. “La IONIQ 5 è un’auto che unisce autonomia, comfort, spazio e tecnologia avanzata, ed è perfetta per un utilizzo intensivo come quello taxi."
  
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Classic Defender V8: quando il mito incontra la personalizzazione

(Adnkronos) - Ci sono fuoristrada che hanno scritto la storia e altri che continuano a riscriverla. Classic Defender V8 appartiene a entrambe le categorie: un’icona senza tempo che oggi evolve grazie a un livello di personalizzazione mai visto prima. Il risultato è un veicolo che conserva l’anima ruvida del Defender originale, ma la abbina a soluzioni estetiche e tecniche degne di un modello contemporaneo di altissima gamma. La base resta quella che gli appassionati conoscono bene: telaio robusto, proporzioni inconfondibili e una meccanica che parla il linguaggio delle prestazioni pure. Sotto il cofano batte un V8 5.0 litri da 405 CV, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti, capace di trasformare ogni accelerazione in un’esperienza intensa, su strada come fuori dall’asfalto. A fare la differenza è però l’approccio sartoriale. Ogni esemplare viene ricostruito su ordinazione, partendo da veicoli donatori selezionati e sottoposti a un processo di restauro completo. Ore di lavoro artigianale si traducono in finiture curate, materiali ricercati e dettagli che rendono ogni Defender unico.  Il programma di personalizzazione consente oggi di scegliere colori ispirati alla Defender OCTA, portando sulla Classic Defender V8 tonalità esclusive e finiture disponibili sia lucide sia satinate. La verniciatura, realizzata con procedure dedicate, garantisce profondità cromatica e qualità estetica all’altezza di un’auto da collezione. All’interno, la scelta dei materiali segna un ulteriore salto di qualità. Accanto alla pelle tradizionale, debutta Ultrafabrics, un rivestimento tecnico leggero e resistente, proposto in diverse varianti cromatiche. Sedili sportivi, dettagli coordinati e componenti rifiniti a mano completano un abitacolo che unisce lusso moderno e spirito off-road. Non manca l’attenzione alla dinamica di guida: sospensioni dedicate, sterzo rivisto e impianto frenante maggiorato rendono la Classic Defender V8 non solo affascinante, ma anche sorprendentemente efficace. Un’interpretazione contemporanea di un mito, pensata per chi cerca esclusività, prestazioni e autenticità.
 
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NISMO rilancia la propria identità: più motorsport e modelli ad alte prestazioni

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NISMO non è solo un marchio sportivo, ma una dichiarazione di intenti. È l’espressione più diretta del DNA prestazionale Nissan, un laboratorio di idee che da sempre trasforma la competizione in tecnologia applicata alla strada. Oggi questa filosofia entra in una nuova fase, con una strategia che punta a rafforzare il legame tra motorsport, prodotti di serie e passione per la guida, ampliando allo stesso tempo la presenza globale del brand. Il principio resta immutato: ciò che nasce in pista deve migliorare l’auto di tutti i giorni. Un approccio che negli anni ha reso NISMO sinonimo di coinvolgimento, carattere e soluzioni tecniche derivate dalle competizioni più impegnative. L’obiettivo è rendere questo patrimonio ancora più accessibile, senza snaturarne l’anima.  L’esperienza maturata nei campionati di alto livello continua a rappresentare il cuore del progetto. Le competizioni diventano un banco di prova per soluzioni avanzate, sia hardware sia software, con un flusso costante di know-how che passa dai circuiti ai modelli stradali NISMO.
 Questo scambio bidirezionale permette di affinare assetti, sistemi di controllo e gestione della potenza, mantenendo un forte legame con la guida reale. Parallelamente cresce l’attenzione verso nuove categorie e format sportivi, pensati per accelerare lo sviluppo tecnologico e testare soluzioni destinate a influenzare l’intera gamma ad alte prestazioni. Sul fronte prodotto, l’ambizione è chiara: aumentare in modo significativo il numero di modelli NISMO disponibili nei principali mercati, ampliando la platea di appassionati senza perdere esclusività. L’idea è quella di proporre versioni capaci di offrire emozione autentica al volante, ma anche utilizzabilità quotidiana, combinando prestazioni, design dedicato e soluzioni tecniche mirate. Accanto alla produzione di serie, si apre anche alla collaborazione con partner esterni, con l’obiettivo di sviluppare progetti speciali e ampliare ulteriormente l’offerta, mantenendo elevati standard qualitativi e un’identità coerente. 
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Hyundai Bayon MY26: l’Urban SUV che punta su tecnologia e razionalità

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Hyundai rinnova Bayon con il Model Year 2026, intervenendo in modo mirato su gamma, motorizzazioni e contenuti per rafforzare la posizione del suo Urban SUV nel segmento B. L’obiettivo è chiaro: offrire una proposta più leggibile, moderna e coerente con le esigenze di chi cerca un’auto compatta, efficiente e ricca di tecnologia per l’uso quotidiano. Sotto il cofano della rinnovata Hyundai Bayon trova spazio il 1.0 T-GDi da 90 CV, motorizzazione a benzina omologata Euro 6E-Bis, disponibile sia con cambio manuale a sei rapporti sia con trasmissione automatica DCT a doppia frizione. Una scelta che privilegia equilibrio e fluidità di marcia, con prestazioni adeguate al contesto urbano ma capaci di garantire comfort anche nei trasferimenti extraurbani e autostradali. Il design resta uno degli elementi distintivi di Bayon, con una forte identità visiva sottolineata dalla firma luminosa anteriore orizzontale e da paraurti ridisegnati che ne rafforzano la presenza su strada. Un linguaggio stilistico riconoscibile, pensato per chi vuole distinguersi senza rinunciare alla praticità tipica di un SUV compatto. L’abitacolo è progettato per massimizzare lo spazio a bordo, con un bagagliaio generoso e soluzioni ergonomiche che migliorano la vita quotidiana. La tecnologia gioca un ruolo centrale grazie al display touchscreen da 10,25 pollici, alla compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e ai servizi connessi Bluelink, che permettono aggiornamenti da remoto e un’interazione costante con il veicolo. La gamma MY26 si articola su tre allestimenti: XTech, Business ed Excellence, tutti accomunati da una dotazione di sicurezza completa. I sistemi di assistenza alla guida Hyundai SmartSense sono disponibili fin dall’ingresso in gamma, includendo funzioni di prevenzione delle collisioni, supporto al mantenimento di corsia e monitoraggio dell’attenzione del conducente.  
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Protocollo d'Intesa ASI per il monitoraggio di Taranto e Terra dei Fuochi

(Adnkronos) - Le tecnologie spaziali italiane diventano strumenti operativi per la tutela ambientale e la sicurezza del territorio. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato presentato l’Accordo Quadro tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e i Commissari Straordinari per l’area vasta di Taranto e la Terra dei Fuochi. La finalità è l’avvio di un’azione coordinata di monitoraggio ambientale integrato, sfruttando i dati satellitari per supportare le operazioni di risanamento e bonifica. Il cuore dell'intesa risiede nell'utilizzo sinergico delle infrastrutture spaziali nazionali. I dati iperspettrali di PRISMA, i sistemi radar COSMO-SkyMed e la futura costellazione IRIDE permetteranno di identificare con precisione la distribuzione spaziale della contaminazione e le fonti di impatto ambientale. Queste tecnologie, in raccordo con le Prefetture e le Forze di Polizia, svolgeranno inoltre una funzione di deterrenza contro l'abbandono dei rifiuti e i reati ambientali. "Oggi più che mai il supporto dei dati provenienti dai satelliti di osservazione della Terra rappresenta un fattore essenziale per la tutela dell’ambiente terrestre", ha dichiarato il Presidente dell’ASI, Teodoro Valente. "L’ampia mole di informazioni permette di fornire un contributo articolato e altamente tecnologico per la definizione di misure a contrasto dell’inquinamento e per l’avvio di puntuali strategie in materia di bonifica e risanamento".   L'impiego del telerilevamento non si limita alla diagnosi iniziale, ma si estende al monitoraggio post-intervento, consentendo di verificare l'efficacia delle azioni intraprese. Vito Felice Uricchio, Commissario per l'area di Taranto, ha sottolineato come questo approccio permetta di "ottimizzare l'efficacia degli sforzi e di ridurre sensibilmente i costi operativi, privilegiando interventi più mirati e meno invasivi". Secondo Uricchio, l'accordo "eleva l'ASI a fulcro tra la scienza di frontiera e le impellenti necessità del Governo del territorio in tema di bonifiche". L'operatività sul campo sarà rafforzata dalla collaborazione tra le professionalità scientifiche e le strutture commissariali. Il Col. Nino Tarantino, Subcommissario per la Terra dei Fuochi, ha evidenziato il valore pratico della cooperazione: "Si compie un atto di funzionale e fattiva operatività. Una operatività per monitorare, per agire meglio e più funzionalmente contro contaminazioni, abbandoni e distorsioni". Il protocollo segna l'avvio di un processo virtuoso in cui l'eccellenza tecnologica nazionale viene posta al servizio della riparazione e della resilienza dei territori più critici del Paese, garantendo un monitoraggio costante e accurato dall'alto. 
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Sinner batte il Papa nelle ricerche Wikipedia, 2025 tra tennis e true crime

(Adnkronos) - Il tennis si conferma il grande protagonista delle ricerche online nel nostro Paese, specchio di un interesse sportivo ormai consolidato. Jannik Sinner mantiene saldamente la vetta della classifica delle pagine più visitate su Wikipedia in italiano per il secondo anno consecutivo, confermando il suo status di icona nazionale. La sua popolarità trascina nelle ricerche anche il rivale spagnolo Carlos Alcaraz, che si piazza in ottava posizione, a testimonianza di quanto il duello ai vertici del ranking ATP abbia catalizzato l'attenzione del pubblico generalista oltre che degli appassionati. L’attualità storica e religiosa ha inevitabilmente influenzato i volumi di traffico sull’enciclopedia libera in modo massiccio. Il 2025, anno giubilare segnato dalla scomparsa di Papa Francesco e dalla successiva elezione di Leone XIV, vede i due pontefici occupare rispettivamente il terzo e il secondo gradino del podio. Questo passaggio epocale ha riacceso l'interesse per la storia ecclesiastica, spingendo in alto anche le consultazioni relative alla lista dei papi e alla figura di Giovanni Paolo II, segno di una necessità di approfondimento storico di fronte ai grandi cambiamenti istituzionali. Sul fronte dell’intrattenimento, il Festival di Sanremo continua a dettare l’agenda culturale italiana. Lucio Corsi conquista la quarta posizione assoluta, forte di una partecipazione alla settantacinquesima edizione della kermesse che ne ha svelato l'estetica anni Settanta e l'originalità al grande pubblico, complice anche un duetto con Topo Gigio rimasto nell'immaginario collettivo. La stessa azienda radiotelevisiva di stato, la Rai, si attesta al quinto posto, mentre l'artista Olly avrebbe tecnicamente raggiunto la top 10 se i dati avessero aggregato le diverse voci enciclopediche a lui dedicate. Non manca l'attenzione verso la cronaca nera, un genere ormai dominante nella fruizione mediatica contemporanea grazie al connubio con le piattaforme di streaming. La serie televisiva dedicata a Ed Gein ha riportato in auge la macabra storia del "Macellaio di Plainfield", garantendogli un posto tra le voci più lette dell'anno. Parallelamente, il true crime italiano torna a far discutere con il delitto di Garlasco, rinvigorito da nuove indagini scientifiche, e con il Mostro di Firenze, la cui vicenda è stata rilanciata da una recente produzione Netflix che ha spinto la pagina a quasi due milioni di visite. A chiudere il quadro di un anno decisamente eterogeneo c’è la spiritualità legata alle nuove generazioni. La figura di San Carlo Acutis, il primo santo millennial canonizzato proprio quest'anno dal neo-eletto Leone XIV, ha sfiorato l'ingresso nelle prime dieci posizioni, complice anche l'attenzione mediatica derivata dalla serie firmata da Martin Scorsese. I dati, aggiornati al mese di novembre, restituiscono così la fotografia di un Paese diviso tra orgoglio sportivo, momenti storici solenni e curiosità pop, il tutto filtrato attraverso il lavoro di documentazione della comunità dei volontari. 
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