Bambini e malattie rare, premiato il professor Eugenio Maria Mercuri

(Adnkronos) - La Fondazione Aidr esprime le proprie congratulazioni al professor Eugenio Maria Mercuri, direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna e del Bambino del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs, insignito del Premio per teoria e tecnica della medicina nell’ambito della neuropsichiatria infantile conferito dalla Fondazione Nicola Irti durante la cerimonia svoltasi presso l’Aula Brasca del Policlinico Gemelli di Roma. Il riconoscimento "valorizza una carriera scientifica e clinica dedicata allo studio e alla cura delle patologie neurologiche dell’età evolutiva, molte delle quali rare e caratterizzate da percorsi assistenziali complessi che coinvolgono non solo i piccoli pazienti ma anche le loro famiglie". Da anni la Fondazione Aidr collabora con il reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Gemelli e con il team guidato dal professor Mercuri, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e sostegno rivolte ai bambini affetti da patologie complesse, spesso rare e con un forte impatto sociale a causa della cronicità e del grado di compromissione. Secondo i dati del Policlinico Gemelli, oltre 5.000 bambini sono seguiti ogni anno nei reparti pediatrici e più del 50% proviene da altre regioni d’Italia o dall’estero, una mobilità sanitaria che comporta un significativo impatto economico, organizzativo e psicologico sulle famiglie.  "Il professor Mercuri rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento della neuropsichiatria infantile a livello internazionale – dichiara Mauro Nicastri, presidente della Fondazione Aidr – Proprio per questo, già nel 2016 abbiamo voluto istituire l’Osservatorio Sanità Digitale AIDR, guidato dal cardiologo interventista Andrea Bisciglia, consapevoli che la trasformazione digitale della sanità non fosse più una prospettiva futura ma una necessità concreta per migliorare l’efficacia delle cure e la qualità della vita dei pazienti". Nicastri richiama inoltre il valore del progetto 'Casa dei Bambini – Trenta Ore per la Vita', nato dalla collaborazione tra Fondazione Policlinico Gemelli, associazione Trenta Ore per la Vita, Casa Ronald McDonald Italia e Istituto Giuseppe Toniolo. L’iniziativa prevede la realizzazione di una struttura dedicata ad accogliere bambini e famiglie durante i percorsi di cura, offrendo un ambiente sicuro e accogliente progettato per garantire ospitalità dignitosa, continuità assistenziale e un maggiore supporto alle famiglie che affrontano lunghi percorsi terapeutici. 
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Caffè e tè contro la demenza? Cosa c'è di vero secondo i medici

(Adnkronos) -
L'assunzione a lungo termine di caffè e tè è associata alla riduzione del rischio di demenza e, in generale, mantiene più a lungo la salute del cervello? A porsi la domanda è una ricerca pubblicata su 'Jama' secondo la quale un consumo moderato di caffeina può ridurre il rischio di demenza e rallentare il declino cognitivo. Lo studio osservazionale condotto da un gruppo di ricercatori di Harvard ha analizzato le abitudini di consumo di caffè e tè nel lungo periodo. I medici anti-fake news del portale 'Dottore, ma è vero che...?', curato dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), alla domanda 'se caffè e tè proteggono dalla demenza?' rispondono che "dalle notizie circolate sembrerebbe di sì. Ma, come molto spesso accade quando si cercano e si valutano correlazioni tra alimenti e malattie, è necessario analizzare lo studio nei suoi dettagli e con obiettività". Diversi esperti - ricordano i medici anti-bufale - hanno sollevato alcuni punti critici: la tipologia dell'indagine, gli stessi risultati (che mostrano un'associazione e non un rapporto di causa-effetto tra consumo di caffè e demenza) e la natura della patologia considerata, complessa da prevenire perché multifattoriale. Lo studio inoltre è di tipo osservazionale: i ricercatori non hanno assegnato ai partecipanti una dosa di caffè da bere quotidianamente, ma si sono limitati a raccogliere informazioni sulle loro abitudini nel tempo attraverso questionari.  La ricerca randomizzata ha coinvolto oltre 130.000 partecipanti di 2 coorti statunitensi formati da donne e uomini che non soffrivano di demenza né di altre patologie gravi. I partecipanti sono stati seguiti per un lungo periodo (follow-up fino a 43 anni) e ogni 2-4 anni, tramite un questionario, hanno riferito al team di ricerca dati sulla propria salute cognitiva e sull'abitudine di bere caffè (non decaffeinato) e tè.  Lo studio conclude che un maggiore consumo di caffè o tè è stato associato a un minor rischio di demenza e a una funzione cognitiva leggermente migliore, con l'associazione più pronunciata a livelli di assunzione moderati: 2-3 tazze di caffè oppure 1-2 tazze di tè al giorno. Coloro che mantenevano per anni questa abitudine, secondo gli esiti del lavoro, presentavano una minore prevalenza di declino cognitivo rispetto a coloro che assumevano un decaffeinato o il tè deteinato.   "La parola chiave - fanno notare gli esperti Fnomceo - è 'associazione'. Nello studio "non si afferma che bere quelle dosi di caffè e tè sicuramente protegge dalla demenza. Si è semplicemente osservato che i due fenomeni, così come riferito dai partecipanti, sono talvolta associati".  Il cardiologo elettrofisiologo John Mandrola, sulle pagine del blog 'Sensible Medicine', ha spiegato ancora una volta il rischio che i risultati di "studi osservazionali non randomizzati su prodotti come caffè, quinoa, cioccolato, saune e mirtilli" confondano le idee ai cittadini. I cosiddetti 'fattori di confondimento' restano un limite strutturale degli studi osservazionali: nel caso dello studio in questione, le persone che bevono caffè ogni giorno, ad esempio, potrebbero anche fare più attività fisica, seguire un'alimentazione più varia, fumare meno o avere un livello di istruzione più elevato. Abitudini e condizioni che sappiamo possono proteggere dal rischio di soffrire di demenza. Sebbene i ricercatori che hanno condotto lo studio affermino di aver corretto i fattori di confondimento noti, "non possono essere intervenuti su ciò che lo studio stesso non ha misurato: le informazioni individuali non raccolte tramite il questionario restano quindi invisibili all'analisi. Per questo motivo, il metodo più affidabile per stabilire un rapporto di causa-effetto - sottolineano da Fnomceo - è sempre quello di condurre uno studio randomizzato, che nel campo della nutrizione è però molto difficile da realizzare per ragioni sia pratiche sia etiche".  Forse il caffè non fa così male come crediamo? "L’espresso (così come una tazza di tè) contiene caffeina, una sostanza stimolante che in dosi moderate riduce la stanchezza, aumenta la vigilanza e migliora i tempi di reazione". Una panacea? "Non proprio - evidenziano i medici anti-fake news - Come si sa un abuso di caffè incide negativamente sulla pressione arteriosa: in alcuni soggetti potrebbe causare danni al sistema cardiocircolatorio. Dosi elevate di caffè non aiutano le persone ansiose, disturbano il sonno e possono peggiorare le condizioni di chi soffre di reflusso gastroesofageo". 
Allora, cosa possiamo fare per prevenire la demenza? Yu Zhang, primo autore dello studio - concludono i medici anti-bufale - ha specificato che "mantenere uno stile di vita sano, fare regolarmente esercizio fisico, avere una dieta equilibrata e dormire bene sono tutti fattori importanti per migliorare la salute del cervello".  Secondo le principali revisioni di studi sulla prevenzione della demenza - la cui incidenza aumenta con la longevità della popolazione, globalmente - la diagnosi precoce è un fattore positivo per il successo dei (pochi) trattamenti disponibili. Le prove attualmente disponibili fanno inoltre pensare che circa la metà dei casi di declino cognitivo possa essere prevenuta o ritardata seguendo uno stile di vita sano. 
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Piloti del futuro, un braccio robotico sostituirà i vecchi simulatori

(Adnkronos) - Akkodis ha presentato ISCRA, una piattaforma di simulazione di volo basata su un braccio robotico antropomorfo, progettata per superare i limiti strutturali e i costi elevati dei simulatori tradizionali. Il prototipo, validato in laboratorio, si rivolge principalmente al settore elicotteristico e avionico, offrendo una riconfigurabilità che permette l'integrazione di diversi modelli di aeromobili e cockpit su un'unica infrastruttura scalabile. L'impiego di materiali compositi leggeri rappresenta uno dei pilastri tecnologici del progetto. Grazie a un elevato rapporto resistenza-peso, queste soluzioni permettono di diminuire le masse in movimento, riducendo le sollecitazioni sugli attuatori e migliorando la precisione del controllo cinematico. Questo approccio non solo garantisce un'efficienza energetica superiore rispetto ai sistemi a base fissa o ai DOME proiettivi, ma facilita anche l'installazione in spazi ridotti grazie a un design compatto e a bassi requisiti di manutenzione. 
L'integrazione della Realtà Virtuale (VR) e del Digital Twin costituisce il cuore software del sistema. L'uso del visore elimina la necessità di ingombranti strutture fisiche esterne, immergendo l'allievo in scenari complessi, dai contesti montani alle operazioni marittime, in totale sicurezza. Il modello digitale gemello permette di simulare avarie o condizioni climatiche estreme senza rischi, fornendo ai produttori e agli operatori dati accurati per la validazione delle procedure. 
Roberto Marin, Delivery Manager del progetto, ha evidenziato la portata dell'innovazione: "L’innovazione di questa proposta risiede nel suo approccio olistico alle sfide storiche dell’addestramento al volo. Unendo realismo, adattabilità, efficienza dei costi, sicurezza e riconfigurabilità, la nostra piattaforma robotica ha il potenziale per trasformare il panorama della formazione aeronautica". Attualmente, lo sviluppo tecnico procede verso l'implementazione della georeferenziazione per scenari specifici, come il soccorso alpino e le operazioni in ambienti urbani ad alta densità. 
Il progetto è frutto di una sinergia tra industria e accademia, sviluppato in collaborazione con Way4Ward, il Competence Center BI-REX di Bologna e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna. Questa piattaforma non si limita al settore avionico, ma apre la strada a nuove applicazioni nella sperimentazione di sistemi di controllo complessi per team specializzati in missioni critiche. 
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Lotta al glioblastoma, progetto per ricostruirlo in 3D e studiarlo con tecniche quantistiche per capire come progredisce

(Adnkronos) - Novità nella lotta al glioblastoma. Un progetto punta a creare un modello 3D del tumore cerebrale, riproducendo e modificando anche il microambiente tumorale, per studiare come mai prima come si comporta questa neoplasia ferocissima che ha una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di appena il 5%; in più, l'obiettivo è studiarlo con tecniche quantistiche in modo da approfondirne ogni aspetto e comportamento. E' questo il cuore del lavoro quinquennale 'Q-Meta: Quantum-enhanced multidimensional platform for the functional study of cancer cells metabolism' (Piattaforma multidimensionale potenziata da tecnologie quantistiche per lo studio funzionale del metabolismo delle cellule tumorali), coordinato da Giada Bianchetti, biofisica, ricercatrice dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Q-Meta ha da poco vinto un finanziamento del Fondo italiano per la scienza (Fis3) di oltre 1 milione di euro nel settore delle Life sciences. Il glioblastoma, il tumore del cervello più diffuso e aggressivo negli adulti, rappresenta un'importante sfida in campo oncologico a causa della sua rapida progressione, della resistenza ai trattamenti e della prognosi sfavorevole. Questo tumore, infatti, si distingue per alterazioni molecolari chiave che, unite all'elevata eterogeneità cellulare che lo caratterizza e a un microambiente tumorale molto dinamico, costituiscono il maggior ostacolo al suo efficace trattamento. Lo studio. Q-Meta vuole studiare il tumore come mai prima. "Il punto di partenza - spiega Bianchetti - è realizzare un modello tridimensionale del tumore senza precedenti, tramite biostampa 3D, una tecnologia che permette di costruire strutture cellulari complesse strato dopo strato, in modo controllato. Utilizzeremo una linea cellulare umana di glioblastoma ampiamente caratterizzata e utilizzata nella ricerca preclinica. Le cellule tumorali verranno incorporate in un 'bio-inchiostro', cioè un materiale biocompatibile che funge da supporto tridimensionale, insieme ad altre componenti fondamentali del microambiente tumorale come fibroblasti associati al tumore, che contribuiscono alla struttura e alla rigidità del tessuto, e cellule endoteliali che simulano la componente vascolare. Attraverso bioprinting sequenziale, queste diverse popolazioni cellulari verranno organizzate in una struttura tridimensionale 'a conchiglia', che riproduce in modo più realistico l’architettura del tumore e del suo microambiente. Questo approccio è cruciale perché permette di modulare non solo la composizione cellulare, ma anche le proprietà fisiche e meccaniche del microambiente, come rigidità e pressione, che sono centrali per il nostro studio". In una fase successiva del progetto potrebbe esserci l'introduzione di cellule del sistema immunitario, per analizzare in modo più completo le interazioni tra compartimento tumorale, stroma e risposta immune. In seguito su questi modelli gli scienziati studieranno tutti gli stimoli fisici, come la pressione operata dai tessuti circostanti, che si traducono in cambiamenti metabolici delle cellule tumorali, da ultimo per capire come le forze fisiche ne regolano il comportamento biologico, e se questo meccanismo possa essere sfruttato in modo controllato a fini terapeutici. Per studiarli gli scienziati si serviranno di tecniche quantistiche.  Per osservare il tumore e i suoi comportamenti senza danneggiare le cellule, illustra Bianchetti, "utilizziamo la microscopia a due fotoni, una tecnica che sfrutta la fluorescenza debole ma fisiologica delle cellule stesse. Questo permette di usare luce meno potente rispetto alle tecniche convenzionali, riducendo il rischio di fototossicità e permettendo di osservare tessuti più in profondità. Qui entra in gioco la luce quantistica. Se i due fotoni sono correlati tra loro (entangled), la probabilità che vengano assorbiti insieme aumenta già a basse intensità. In termini semplici, il tasso di assorbimento cresce in modo proporzionale al numero di fotoni disponibili. Con luce classica, invece, per ottenere lo stesso segnale è necessario aumentare la potenza della luce, con maggiore rischio di danneggiare le cellule. Questo significa che possiamo ottenere un segnale più efficiente usando meno energia luminosa. L'obiettivo non è 'illuminare di più', ma misurare meglio, mantenendo le cellule nelle condizioni più fisiologiche possibili", precisa la ricercatrice. La creazione di modelli che riproducono fedelmente sia i tumori sia il loro microambiente circostante permette di comprendere meglio il ruolo di quest'ultimo nella progressione tumorale e di sviluppare strategie terapeutiche più mirate, ponendo così le basi per avanzamenti significativi nella ricerca biomedica e nella medicina personalizzata. “Il potenziale di Q-Meta, tuttavia, va oltre l’oncologia", prospetta Bianchetti: "Le spettroscopie potenziate con luce quantistica, infatti, superando le limitazioni dell'imaging ottico convenzionale, offrono un'eccezionale sensibilità e risoluzione che aprono nuove opportunità in diversi ambiti, dalla diagnostica precoce al monitoraggio rapido di infezioni, fino al controllo di qualità in settori industriali ad alta precisione, confermando il ruolo di questa tecnologia come innovazione di ampio respiro per la scienza e la tecnologia". 
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Torna la Coppa Milano-Sanremo 2026

(Adnkronos) - Torna dal 26 al 29 marzo 2026 la XVII Rievocazione Storica della Coppa Milano-Sanremo, la competizione automobilistica più antica d’Italia che quest’anno celebra il 120° anniversario dalla prima edizione disputata nel 1906. La corsa nacque il lontano 4 aprile 1906, quando quattordici “
gentlemen drivers
” partirono da via Marina a Milano, sede dell’Automobile Club Milano, per affrontare un impegnativo itinerario fino a Sanremo, passando da Acqui Terme lungo le strade che i milanesi percorrevano per raggiungere la Riviera. La gara è promossa da Automobile Club Milano, con il supporto operativo dell’ACI e la validità sportiva garantita da ACI Sport nell’ambito del Campionato Italiano Grandi Eventi.  Il programma prenderà il via, con ben 100 equiopaggi, con le tradizionali prove all’Autodromo Nazionale di Monza, seguite da un Opening Gala Dinner a Milano.  Il giorno successivo la partenza ufficiale è prevista dall’Ippodromo Snai San Siro, da cui gli equipaggi attraverseranno il Piemonte con sosta al Castello di Piovera e arrivo a Genova. La terza giornata condurrà le vetture lungo la Riviera di Ponente fino a Sanremo, dove si svolgeranno la premiazione e il gala finale al Casinò della città dei fiori. La manifestazione si chiuderà domenica con un Tributo fuori gara sul circuito storico di Ospedaletti.
 “La Coppa Milano-Sanremo rappresenta una pagina importante nella storia del motorismo italiano perché è la competizione automobilistica più antica del nostro Paese. Al via ci saranno i top driver della regolarità: guideranno modelli che hanno segnato un periodo importante della storia e si confronteranno in un percorso molto impegnativo dal punto di vista sportivo. L’edizione del 2026 sarà ancora una volta entusiasmante, all’insegna dello spirito sportivo e della tradizione che da sempre contraddistingue questa gara leggendaria” afferma Pietro Meda, Presidente di Automobile Club Milano.
 
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Cirelli Motor Company amplia la gamma

(Adnkronos) -
Cirelli Motor Company annuncia un ampliamento della propria offerta con l’introduzione di tre nuovi modelli che entreranno progressivamente in gamma a partire da aprile all’interno della Linea Silver.
 L’operazione rappresenta un passaggio strategico nel percorso di consolidamento del marchio, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del brand. La casa automobilistica struttura così la propria offerta su tre linee distinte: Black, Silver e Gold, ciascuna identificata dal colore dello scudetto e da una specifica identità di prodotto. La Linea Black, contraddistinta dallo Scudetto nero, offre una gamma completa di otto veicoli, ciascuno con caratteristiche uniche. La Linea Silver si contraddistingue in: Cirelli 3punto3 ( SUV compatto con motore benzina 1.5 Turbo da 160 CV (118 kW) e 258 Nm) - Cirelli 5punto5 ( con motorizzazioni turbo fino a 260 CV (182 kW) e 340 Nm) e CIRELLI 7punto7 ( con motorizzazioni 2.0 Turbo Ibrido da 218 CV (160 kW) e 340 Nm). La Linea Gold, infine si compone di tre veicoli esclusivi: due SUV Cirelli3zero3 e Cirelli 5zero5 e una Berlina speciale Cirelli 7zero7.
 Tra le opzioni energetiche disponibili rientra anche il biometano, proposto nella Linea Black su Cirelli 1 e Cirelli 6 e prossimamente anche su Cirelli 3. 
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OpenAI, la modalità per adulti di ChatGPT è stata rimandata

(Adnkronos) - OpenAI ha ufficialmente comunicato lo slittamento del lancio della cosiddetta "adult mode" per ChatGPT, una funzione che era inizialmente attesa entro il trimestre in corso. La conferma è giunta attraverso una nota ufficiale in cui l'azienda chiarisce la volontà di dirottare gli sforzi produttivi verso obiettivi ritenuti più urgenti e trasversali per la propria base di utenti globale. Nonostante l'interesse suscitato dall'ipotesi di una versione meno restrittiva del chatbot, la priorità strategica sembra essere tornata sulla solidità tecnica e sulla capacità di interazione dei modelli linguistici. La scelta di posticipare questa modalità risiede nella necessità di migliorare sensibilmente il quoziente intellettivo dello strumento e la sua personalità. OpenAI punta infatti a rendere l'intelligenza artificiale non solo più performante nel ragionamento logico, ma anche capace di anticipare le necessità dell'interlocutore attraverso una maggiore proattività. Questo cambio di rotta suggerisce una strategia volta a consolidare il valore d'uso quotidiano dello strumento, privilegiando la capacità di risposta e la personalizzazione rispetto all'esplorazione di ambiti più controversi o di nicchia. Mentre il settore tecnologico attendeva di capire come la compagnia avrebbe gestito le nuove policy sui contenuti sensibili, la direzione intrapresa privilegia dunque l'efficienza operativa. Al momento non sono state fornite nuove finestre temporali per il rilascio della modalità dedicata ai contenuti per adulti, lasciando intendere che il focus dei laboratori di San Francisco rimarrà concentrato sul perfezionamento dei pilastri fondamentali che hanno reso ChatGPT il punto di riferimento del mercato. 
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PlayStation Store, Sony sperimenta i prezzi dinamici

(Adnkronos) - PSprices, sito specializzato nel monitoraggio dei listini digitali, ha recentemente rilevato anomalie nelle API di Sony che suggeriscono l'adozione di strategie di pricing dinamico sulla piattaforma PlayStation. Il colosso di Tokyo starebbe testando prezzi differenti per i medesimi prodotti in base al singolo utente. Si tratta di una pratica già consolidata nel settore dei trasporti o del retail online, ma che finora era rimasta sostanzialmente estranea ai negozi digitali di videogiochi, storicamente legati a listini uniformi per intere aree geografiche. L'esperimento in corso coinvolgerebbe oltre 150 titoli distribuiti in 68 diverse regioni, escludendo per il momento il mercato statunitense e quello giapponese. L'obiettivo attuale non sembrerebbe orientato al rialzo arbitrario dei costi, quanto piuttosto alla modulazione di sconti specifici che oscillano tra il 5 e il 17,5 percento. Produzioni di punta come l'ultima avventura di Peter Parker in Spider-Man 2, le epopee norrene del "fantasma di Sparta" in God of War o il celebre kolossal western di Rockstar Games, Red Dead Redemption 2, figurano tra i software oggetto della sperimentazione. Nonostante l'iniziativa possa tradursi in un risparmio immediato per una parte dell'utenza, l'introduzione di tariffe non uniformi rischia di generare forti critiche all'interno della community. La percezione di un trattamento arbitrario, dove un giocatore potrebbe acquistare Civilization VII a un prezzo sensibilmente superiore rispetto a quello proposto a un altro utente nello stesso mercato, rappresenta una criticità per la reputazione del brand. La trasparenza del mercato digitale rimane un tema sensibile, specialmente nel momento in cui l'algoritmo inizia a definire il valore di un contenuto in modo soggettivo e opaco. 
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Apple, qualcosa di Ultra bolle in pentola

(Adnkronos) - Apple sta ridefinendo i confini del proprio catalogo attraverso una manovra a tenaglia che punta contemporaneamente alla base e al vertice del mercato. Se il recente debutto del MacBook Neo ha segnato l'apertura verso una fascia di prezzo più accessibile, le ultime indiscrezioni indicano un imminente rafforzamento della linea più esclusiva. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la società sarebbe al lavoro su almeno tre nuovi dispositivi destinati a posizionarsi ben al di sopra delle attuali versioni standard in termini di prestazioni e di posizionamento economico, riprendendo la filosofia già vista con l'Apple Watch Ultra. Il pezzo forte di questa nuova offensiva sarebbe l'atteso iPhone pieghevole, un dispositivo che potrebbe debuttare con un prezzo stimato intorno ai duemila dollari, stabilendo un nuovo parametro di spesa per lo smartphone della mela. Accanto a questo, la roadmap per l'autunno prevederebbe l'arrivo di un MacBook Pro dotato di schermo touch, una novità che segnerebbe una svolta storica nella gestione delle interfacce hardware di Cupertino. Queste mosse appaiono come tentativi diretti di presidiare il segmento dell'altissima gamma, dove l'esclusività tecnologica giustifica rincari significativi rispetto ai modelli base. L'innovazione più singolare riguarderebbe tuttavia la prossima generazione di AirPods. Le indiscrezioni suggeriscono l'integrazione di fotocamere integrate pensate per fornire a Siri un contesto visivo in tempo reale, potenziando le capacità dell'assistente vocale tramite l'intelligenza artificiale. Questo sviluppo potrebbe portare alla nascita di un modello Ultra anche per il comparto audio, seguendo la nomenclatura già adottata per i processori e l'orologio di punta. In definitiva, la strategia di Apple sembra orientata a una polarizzazione estrema, cercando di intercettare nuovi volumi di vendita con modelli entry-level senza rinunciare a spingere il limite del premium verso nuove vette di mercato. 
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Professioni, coordinatore Giovani Tributaristi Int scrive al ministro Abodi

(Adnkronos) - Il coordinatore giovani tributaristi Int, Jacopo Pettine, previo confronto con i due vice coordinatori Desideria Micciulla e Giovanni Malinconico, ha scritto al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, per presentare il rinnovato Coordinamento nazionale giovani tributaristi Int, ma anche per porre due prime problematiche che gravano maggiormente sui giovani professionisti, che all’inizio dell’attività non possono contare su studi strutturati. La prima riguarda le spese di formazione, che i professionisti sono obbligati ad affrontare, ne viene richiesta la deducibilità, per i giovani under 35, anche in regime forfettario, dopo aver esposto una proposta emendativa alla Legge 190/2014 che norma il regime agevolato, Pettine scrive: “L’attuale disciplina del regime forfettario, basata su coefficienti di redditività, non consente la deduzione analitica dei costi, penalizzando in particolare i giovani tributaristi che devono sostenere investimenti significativi in formazione obbligatoria e aggiornamento continuo. La proposta mira a rendere il sistema più equo, incentivando la crescita professionale e la qualità delle prestazioni, senza alterare l’impianto semplificato del regime".  La seconda problematica, riguarda un tema già affrontato dall’ Istituto Nazionale Tributaristi e dalle maggiori confederazioni delle associazioni professionali ex lege 4/2013, la tutela del professionista tramite la sospensione dei termini relativi agli adempimenti professionali in caso di malattia, infortunio, maternità e malattia dei figli minori, art. 1 commi da 927 a 944 della Legge 234/2021.   Tutela che a tutt’oggi riguarda esclusivamente il mondo ordinistico e non anche quello associativo, si legge nella lettera del Coordinatore: “ La norma, pur condivisibile nelle finalità, è fortemente discriminatoria perché esclude gli oltre 500 mila professionisti di cui alla L.4/2013 iscritti alla gestione separata Inps, riferendosi esclusivamente ai professionisti iscritti in albi. Tale esclusione configura una evidente disparità di trattamento su un tema delicatissimo quale la tutela del professionista in stato di malattia o infortunio. Il nostro ordinamento, dal 2013, riconosce formalmente due macro-aree del sistema professionale: quella ordinistica e quella disciplinata dalla Legge 4/2013. Non appare coerente che interventi legislativi in materia di tutela sociale ignorino il settore associativo".  Anche in questo caso viene presentata una proposta emendativa che cancellerebbe la discriminazione rispristinando l’equità. Si legge infatti nella lettera dei Giovani tributaristi Int: “ Tale modifica eliminerebbe l’attuale disparità e ristabilirebbe un principio fondamentale: la tutela in caso di malattia, infortunio o maternità a rischio non può essere condizionata dalla natura ordinistica o associativa dell’attività professionale esercitata. Il diritto alla salute e la dignità del lavoro autonomo non possono conoscere gerarchie, Signor Ministro, queste proposte non rappresentano rivendicazioni settoriali, bensì interventi di equità sistemica, coerenti con i principi costituzionali di uguaglianza, tutela della salute e libertà di iniziativa economica. Sono misure che incidono concretamente sulla vita dei professionisti e in particolare dei giovani professionisti con studi meno strutturati, sulla sostenibilità di tutto il lavoro autonomo professionale e che possono rafforzare la credibilità delle istituzioni verso una generazione che chiede pari diritti e pari opportunità".  I Giovani Tributaristi Int che hanno altre iniziative in cantiere, hanno voluto focalizzarsi su due specifiche problematiche ricevendo il plauso del Presidente nazionale Riccardo Alemanno e del consigliere delegato ai rapporti con i giovani tributaristi Alessandro Della Marra, hanno ribadito al ministro Abodi, la piena disponibilità a fornire ogni contributo tecnico utile al superamento delle criticità evidenziate. 
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