Settimana del glaucoma, lo specialista: "Malattia silenziosa, non va aspettata"

(Adnkronos) - Settimana del glaucoma dall'8 al 14 marzo, con parola d'ordine prevenzione. "E' una malattia spesso silenziosa nelle sue fasi iniziali: non dà sintomi evidenti e proprio per questo il glaucoma non può essere 'aspettato', ma deve essere cercato attivamente. L'approccio più efficace è quello di intercettare il rischio ogni volta che una persona entra in contatto con il sistema sanitario. Occorre quindi identificare i soggetti più esposti, come chi ha più di 40-50 anni, una familiarità per glaucoma, una miopia elevata, chi utilizza cortisonici per periodi prolungati - soprattutto in collirio - o ha avuto traumi oculari. Anche una pressione oculare già ai limiti superiori della norma, alcune patologie vascolari o respiratorie e la sospetta apnea del sonno possono rappresentare campanelli d'allarme. In presenza di questi fattori è fondamentale indirizzare il paziente a una valutazione oculistica mirata, che includa la misurazione della pressione oculare, l'esame del nervo ottico, l'Oct delle fibre nervose retiniche e della macula, il campo visivo e, quando indicato, pachimetria e gonioscopia, secondo quanto raccomandato dalle linee guida internazionali". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesco Oddone, responsabile dell'Unità di ricerca Glaucoma e dell'Uos Glaucoma e integrazione ospedale territorio della Fondazione G.B. Bietti per lo studio e la ricerca in oftalmologia di Roma.  In occasione della Settimana del glaucoma, Iapb Italia Ets - Fondazione Sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità e Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici) organizzano e promuovono in circa 80 città italiane controlli oculistici gratuiti, utili a determinare possibili fattori di rischio (l'elenco delle città coinvolte è consultabile sul sito www.settimanaglaucoma.it). Durante tutto l'anno, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, Iapb Italia Ets offre un servizio gratuito di consultazione oculistica telefonica al numero verde 800.068.506. Non solo sul glaucoma, ma su qualsiasi problema relativo agli occhi. L'opera di sensibilizzazione e di prevenzione sul glaucoma non può non vedere coinvolti anche i medici di famiglia. E' così? "L'obiettivo non è trasformare il medico di medicina generale in uno specialista oculista - risponde Oddone - ma fornirgli strumenti semplici e facilmente integrabili nella pratica quotidiana per individuare precocemente i soggetti a rischio. E' utile, ad esempio, integrare nella routine una breve checklist mentale che tenga conto di età, familiarità, uso di steroidi e condizioni oculari predisponenti. Particolare attenzione va riservata ai pazienti in terapia cortisonica cronica, che dovrebbero essere indirizzati a controlli oculistici periodici. Al tempo stesso - aggiunge - è importante definire percorsi di invio chiari e rapidi verso i centri specialistici, con criteri di priorità ben condivisi nei casi di sospetto glaucoma o pressione oculare elevata. La formazione continua, attraverso incontri mirati, audit clinici e momenti Ecm pratici basati su casi reali rappresenta uno strumento essenziale", evidenzia lo specialista. "Questo lavoro è ancora più rilevante in un contesto in cui, per ragioni economiche o per le liste d'attesa, molte persone tendono a rinunciare alle visite: se il primo filtro territoriale non intercetta il rischio, il paziente rischia di arrivare tardi alla diagnosi". Come Fondazione Bietti, che azione svolgete nella prevenzione e cura del glaucoma? "In qualità di Irccs, operiamo su un doppio fronte strettamente integrato - illustra Oddone - Da un lato vi è l'attività clinica dedicata al glaucoma, con percorsi strutturati di diagnosi, presa in carico e follow-up che includono terapie mediche, trattamenti laser e soluzioni chirurgiche personalizzate in base alla fase e alle caratteristiche della malattia. Dall'altro lato vi è un impegno costante nella prevenzione concreta, attraverso iniziative di informazione rivolte alla popolazione, campagne di sensibilizzazione sui fattori di rischio e collaborazioni con il territorio per facilitare l'accesso ai controlli. L'integrazione tra ospedale e territorio rappresenta un elemento centrale per garantire continuità assistenziale e intercettare precocemente i casi sospetti". Quali le nuove linee di ricerca e le novità scientifiche e terapeutiche? "Le principali direttrici di sviluppo - riferisce l'esperto - riguardano innanzitutto il miglioramento della diagnosi precoce e dell'accessibilità ai controlli, anche grazie all'utilizzo di strumenti digitali e di intelligenza artificiale che possono supportare lo screening e l'identificazione dei soggetti a rischio. Parallelamente, la ricerca si concentra sempre più sui meccanismi biologici della malattia e sull'individuazione di biomarcatori in grado di predire la progressione, aprendo la strada a terapie più mirate. Sul piano terapeutico, si punta a strategie più sostenibili nella pratica quotidiana, con regimi farmacologici semplificati per favorire l'aderenza, un uso sempre più consapevole del laser - come la trabeculoplastica selettiva - e approcci chirurgici personalizzati, guidati dalle evidenze scientifiche più aggiornate". Quanto all'aumento del consumo di farmaci anti-glaucoma, "può riflettere una maggiore capacità diagnostica e una più ampia presa in carico, ma la vera sfida resta anticipare la malattia: intercettare prima i soggetti a rischio, ridurre le barriere di accesso e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura con modelli organizzativi semplici, efficaci e misurabili nel tempo", conclude Oddone.  
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'Siamo tutti narcisisti', libro analizza il disagio emotivo del nostro tempo

(Adnkronos) - In un momento storico in cui termini come 'ghosting', 'gaslighting' e 'narcisista' sono entrati stabilmente nel linguaggio comune, esce oggi "Siamo tutti narcisisti. Il grande equivoco emotivo che ci fa soffrire" (Giacovelli Editore), il nuovo volume dedicato al disagio nelle relazioni contemporanee della psicologa e psicoterapeuta Susanna Minasi. Il libro prende le mosse dal divario tra percezione sociale e dato clinico: il disturbo narcisistico di personalità riguarda una percentuale limitata della popolazione e non risulta in aumento, eppure il termine 'narcisismo' - riporta una nota - è sempre più utilizzato per spiegare conflitti di coppia, rotture affettive e difficoltà relazionali. Secondo Minasi, "non si tratta di un’epidemia clinica ma di un cambiamento nel modo in cui interpretiamo e nominiamo il disagio. Negli ultimi anni il linguaggio psicologico è entrato nel discorso pubblico in modo molto più ampio – osserva la psicologa che è anche terapeuta Emdr -. Quando una categoria diagnostica diventa la lente attraverso cui leggiamo l’intera realtà relazionale, è probabile che non sia più la lente più adeguata. Rischiamo di perdere complessità e di trascurare una tematica più ampia e trasversale, che può spiegare e accomunare fenomeni diversi in modo più preciso e utile".  L’autrice sottolinea che "molte difficoltà relazionali non derivano da una patologia, ma da competenze emotive non sufficientemente sviluppate. Viviamo in una fase storica di grande trasformazione - sottolinea Minasi - in cui le regole esterne sono meno rigide e la libertà individuale è più ampia. Questo richiede una maggiore strutturazione interiore. Se non abbiamo strumenti emotivi solidi, la fragilità emerge soprattutto nelle relazioni".  Nel volume vengono analizzati fenomeni come ghosting, evitamento e dipendenza affettiva, distinguendo tra diagnosi clinica e immaturità emotiva diffusa. Il testo - conclude la nota - propone spiegazioni accessibili ma rigorose, esempi tratti dall’esperienza clinica, esercizi pratici e test di autovalutazione per favorire maggiore consapevolezza e maturità emotiva. 
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Garofalo Health Care aderisce a progetto 'Fernanda Medical Center' in Burkina Faso

(Adnkronos) - Garofalo Health Care S.p.A. comunica la propria adesione all’iniziativa promossa dall’Associazione no-profit Manalive, finalizzata alla realizzazione di un villaggio nel sud-ovest del Burkina Faso, nella regione di Ioba, nell’ambito di un progetto umanitario di cooperazione allo sviluppo. Il progetto prevede il finanziamento della costruzione e dell’allestimento di un centro medico attraverso il Fondo Finalità benefiche, istituito in conformità all’art. 10 dello Statuto sociale. L’Associazione Manalive si prefigge l’obiettivo di assistere le popolazioni svantaggiate e le famiglie in difficoltà nell’uscita dallo stato di estrema povertà e abbandono in cui si trovano. GHC ha quindi stanziato un contributo per la costruzione di una struttura sanitaria, che sarà gestita dall’Ordine dei Camilliani in Burkina Faso e rappresenterà un punto di riferimento per l’intera area, garantendo l’erogazione di cure e attività di prevenzione, oltre che servizi di diagnostica, offrendo, al contempo, servizi medici di urgenza e contribuendo significativamente al miglioramento della salute della comunità locale.  "Questo impegno medico -si legge in una nota- si inserisce in un contesto nazionale in cui la popolazione è particolarmente esposta a numerose patologie e forte malnutrizione, problemi aggravati dalla carenza di personale medico qualificato, strutture sanitarie e risorse finanziarie. Il centro medico sarà intitolato “Fernanda Medical Center”, in memoria e onore della Dr.ssa Fernanda Borioni Garofalo, madre di Maria Laura Garofalo, Amministratore Delegato di GHC, a 15 anni dalla sua scomparsa". Il villaggio Manalive - che sorgerà su un terreno di 20 ettari - è il fulcro di un progetto di sviluppo ben più ampio al servizio di circa 15.000 persone, che ospiterà, oltre al centro medico, anche un sistema di gestione idrica da 20.000 m3, una scuola di formazione agricola e rurale, alloggi per i medici e gli insegnanti della scuola, un centro sportivo e la Chiesa “San Camillo de Lellis” in grado di ospitare fino a 500 fedeli. Il “Fernanda Medical Center” si svilupperà in circa 650 m2 su due piani e sarà suddiviso in tre distinte unità operative: la prima si occuperà della medicina preventiva, diagnostica e vaccinazioni, la seconda sarà adibita a pronto intervento e chirurgia di base mentre la terza sarà dedicata al reparto di maternità e ginecologia. Il Centro Medico disporrà di 20 posti letto con relativi servizi, 4 studi ambulatoriali per le visite, una sala operatoria, una sala parto, una farmacia e avrà in dotazione un’ambulanza e una moto per la consegna urgente di farmaci nella zona. L’iniziativa di Garofalo Health Care si inserisce nel più ampio impegno del Gruppo verso la sostenibilità e la responsabilità sociale, elementi cardine della propria strategia ESG. Da sempre attenta all’impatto delle proprie attività sulle comunità in cui opera, l’azienda sostiene progetti in grado di generare valore sociale duraturo, con particolare attenzione all’accesso alle cure e alla promozione della salute. Alessandro Maria Rinaldi, Presidente del Consiglio di Amministrazione di GHC, ha dichiarato: “L’istituzione del Fernanda Medical Center all’interno del Villaggio Manalive rappresenta un concreto impegno da parte della nostra azienda a contribuire significativamente all’alleviamento delle criticità sanitarie in una regione remota dell’Africa occidentale, caratterizzata da una marcata carenza di infrastrutture sanitarie e da una limitata offerta di servizi di prevenzione. In particolare il nostro Statuto prevede l’accantonamento dell’1% del risultato netto a un Fondo destinato a finalità benefiche e/o scientifiche e questo progetto, così come altre iniziative in passato, sostengono progetti diretti o attraverso Comunità non profit in grado di fornire un supporto a persone svantaggiate. Questa struttura è stata intitolata alla dott.ssa Fernanda Borioni Garofalo in riconoscimento della sua generosità e della sua profonda sensibilità verso le fragilità delle persone più vulnerabili”. 
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La rivoluzione robotica di Honor al MWC 2026

(Adnkronos) - Al Mobile World Congress 2026, Honor porta sul palco l'Alpha Plan, evolvendo la telefonia verso la robotica con l'innovativo Robot Phone e il pieghevole ultra-sottile Magic V6 dal record energetico. L'ecosistema si amplia con il tablet MagicPad 4 e un umanoide per l'assistenza domestica, concretizzando la visione di un'intelligenza artificiale incarnata e sensoriale. L'impegno del marchio si conferma attraverso la presentazione di tecnologie progettate per diventare un sostegno attivo nella vita quotidiana. 
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Pokémon Megaevoluzione Equilibrio Perfetto, una carta rara in anteprima

(Adnkronos) - Il panorama del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon si appresta a ricevere un aggiornamento significativo con il debutto di Megaevoluzione - Equilibrio Perfetto, previsto per il 27 marzo 2026. Questa nuova espansione sposta il focus narrativo e ludico tra le strade di Luminopoli, ricalcando le atmosfere del videogioco Leggende Pokémon: Z-A. Tra le novità più attese dai collezionisti figura una carta rara illustrazione speciale di Meowth realizzata da Natsumi Yoshida, che si preannuncia come uno dei pezzi più ambiti di un set composto da undici carte rare illustrazione e sei varianti rare illustrazione speciale di Pokémon e carte Aiuto. L'espansione introduce nel circuito competitivo i Pokémon-ex Megaevoluzione, creature caratterizzate da un elevato numero di punti salute e capacità offensive di grande impatto. Tra i protagonisti di questa meccanica figurano Mega Zygarde-ex, Mega Starmie-ex, Mega Clefable-ex e Mega Skarmory-ex, i quali debuttano ufficialmente nel gioco di carte. L'utilizzo di queste carte comporta tuttavia un rischio strategico elevato, poiché la loro messa fuori combattimento permette all'avversario di prelevare tre carte Premio, influenzando direttamente l'economia della partita. La disponibilità dei prodotti è confermata presso i rivenditori autorizzati attraverso buste di espansione, set Allenatore Fuoriclasse e collezioni speciali. Gli utenti interessati a testare le dinamiche del set in anticipo potranno partecipare ai tornei prerelease del programma Play! Pokémon a partire dal 14 marzo 2026. Parallelamente, il debutto in formato digitale su GCC Pokémon Live avverrà il 26 marzo, offrendo la possibilità di collezionare e lottare con i nuovi Pokémon-ex Megaevoluzione su dispositivi mobili e computer prima della distribuzione ufficiale del formato cartaceo. 
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Farmaci carenti, arriva l'alert Ue: "Sono oltre 600, è inaccettabile"

(Adnkronos) - C'è un alert in Europa per la carenza di oltre 600 farmaci. A lanciarlo è un nuovo report curato dal Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu) e presentato al Parlamento europeo. Il lavoro di analisi è basato sui dati di 27 Paesi Ue e dell'Efta (European Free Trade Association). Dal rapporto emerge che "le carenze non sono più interruzioni episodiche, ma una caratteristica persistente del panorama farmaceutico europeo. Il 96% dei Paesi intervistati segnala carenze di medicinali e nel 70% la situazione è stagnante a un livello inaccettabilmente elevato. In oltre un terzo dei Paesi, oltre 600 medicinali sono attualmente carenti". Le carenze "colpiscono sempre più le terapie clinicamente critiche, tra cui farmaci cardiovascolari, antibiotici, trattamenti oncologici, insuline, agonisti del recettore del Glp-1 e farmaci per il sistema nervoso - si legge nel report pubblicato online - In diversi Stati una percentuale significativa delle carenze riguarda farmaci elencati come critici a livello Ue o nazionale, a dimostrazione del fatto che i farmaci critici non sono protetti dall'instabilità dell'approvvigionamento". "L'impatto sui pazienti è significativo - secondo gli esperti - Tutti gli Stati membri dell'Ue che hanno risposto segnalano problemi e disagi per i pazienti, e quasi 9 su 10 segnalano interruzioni del trattamento. Per la prima volta la riduzione della fiducia dei pazienti emerge come la conseguenza più frequente delle carenze segnalate dai farmacisti, indicando un'erosione della fiducia nei farmaci e nel sistema sanitario stesso. Inoltre, i Paesi segnalano trattamenti non ottimali, aumento dei co-pagamenti, errori terapeutici legati al passaggio da un farmaco all'altro e, in alcuni casi, eventi avversi". Secondo il presidente del Pgeu, Mikołaj Konstanty, "le carenze di medicinali si sono stabilizzate, ma a un livello inaccettabilmente elevato. Non si tratta più di episodi isolati; rappresentano una pressione cronica per pazienti, farmacisti e sistemi sanitari. I farmacisti di comunità garantiscono la continuità delle cure ogni giorno, ma la resilienza non può basarsi sulla capacità dei professionisti in prima linea di assorbire le carenze sistemiche. Dobbiamo rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, migliorare la capacità predittiva e fornire ai farmacisti gli strumenti legali e operativi per agire rapidamente e in sicurezza", ha esortato. "Sebbene siano visibili alcuni miglioramenti nella governance (l'81% dei Paesi ha ora una definizione di carenza e il 74% dispone di sistemi di segnalazione accessibili ai farmacisti) - chiarisce il rapporto - permangono lacune significative. I sistemi predittivi e di allerta precoce sono disomogenei o in fase di sviluppo in molti Stati membri, la segnalazione da parte dei farmacisti non è sempre possibile e raramente è integrata digitalmente, e la flessibilità giuridica per gestire le carenze varia notevolmente da Paese a Paese. Solo il 15% dei Paesi intervistati consente ai farmacisti di ricorrere a terapie sostitutive, limitando la loro capacità di garantire la continuità delle cure quando le alternative sono clinicamente appropriate".  Per affrontare la crescente e sistemica natura delle carenze di medicinali, il Pgeu chiede: "Il rafforzamento del coordinamento e della resilienza dell'approvvigionamento a livello Ue; sistemi di monitoraggio predittivi e interoperabili; il conferimento di poteri giuridici ai farmacisti, ovvero ampliare e armonizzare i quadri di sostituzione secondo protocolli definiti, consentire risposte rapide e incentrate sul paziente durante le carenze; la tutela della fiducia dei pazienti e della sostenibilità delle farmacie, quindi riconoscere e compensare le farmacie per il tempo investito nella gestione delle carenze, ed evitare ulteriori oneri finanziari per i pazienti derivanti da sostituzioni dovute alla carenza".  
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vivo e UNESCO: “Capture the Future”

(Adnkronos) - Il progetto, “Capture the Future: Global Youth Storytelling Initiative for People and Nature” nato dalla collaborazione tra il brand tecnologico vivo e l'UNESCO, mira a responsabilizzare i giovani creativi di tutto il mondo, fornendo loro i mezzi tecnologici per documentare il rapporto complesso tra l'umanità e l'ambiente naturale. In un'epoca in cui l'imaging mobile rappresenta il linguaggio universale per eccellenza, questa partnership intende sfruttare l'innovazione tecnologica per riflettere sulle sfide ecologiche globali e promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. 
Le riserve della biosfera dell'UNESCO, intese come siti dimostrativi dell'integrazione tra conservazione ecologica e sviluppo comunitario, diventano il teatro operativo di questa campagna. Il coinvolgimento delle giovani generazioni è considerato essenziale per mettere in luce nuovi modelli di vita sostenibile. Yu Meng, Vicepresident Imaging di vivo, ha evidenziato la filosofia alla base dell'intervento: “una tecnologia significativa inizia dalle persone e porta a una società migliore. Attraverso questa collaborazione, miriamo a tradurre la nostra esperienza professionale nell'imaging mobile in un sostegno tangibile per i giovani creator di tutto il mondo che documentano la biodiversità ecologica e la resilienza delle comunità”. L'obiettivo è trasformare lo smartphone in un compagno di esplorazione capace di plasmare la percezione del futuro. 
Il programma prevede un bando pubblico globale, attivo da marzo a maggio 2026, rivolto alle reti giovanili del programma MAB (Man and the Biosphere) dell'UNESCO. I partecipanti saranno guidati da un sistema di tutoraggio duale, composto da specialisti di imaging ed esperti di sostenibilità, per garantire che ogni racconto visivo unisca eccellenza tecnica e profondità tematica. Il Prof. Antonio De Sousa Abreu, Direttore della Divisione di Scienze Ecologiche e della Terra dell'UNESCO, ha sottolineato il potenziale di questa sinergia: “I giovani sono motori essenziali dello sviluppo sostenibile. Attraverso questa partnership con vivo, forniamo loro una piattaforma globale per utilizzare il linguaggio universale delle immagini e trasformare le storie delle Riserve della Biosfera in un impatto reale, promuovendo il progresso in settori quali il rapporto tra uomo e natura, l'istruzione e la scienza pubblica”. Il viaggio formativo culminerà nel "
Global Youth Visual Storytelling Co-Creation Camp
" presso alcune riserve della biosfera europee, dove i vincitori potranno collaborare alla creazione di narrazioni visive di alto impatto. Queste testimonianze, nate dall'osservazione diretta e supportate da tecnologie di imaging all'avanguardia, saranno poi presentate su palcoscenici mondiali per ispirare un'azione globale collettiva. L'iniziativa punta dunque a superare i confini culturali e geografici, consolidando un movimento per lo sviluppo sostenibile che metta al centro la creatività giovanile come forza motrice per un futuro resiliente.  
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ANSFISA, Piano Nazionale Sicurezza Infrastrutture 2026

(Adnkronos) - Il lancio della campagna nazionale di ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali), avvenuto presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha segnato il debutto operativo del “Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto”. Questo documento è uno strumento dinamico concepito per uniformare i criteri di intervento su tutto il territorio nazionale, superando la storica frammentarietà che ha spesso caratterizzato le manutenzioni post-evento. L’innovazione tecnologica si pone come pilastro fondamentale di questo nuovo corso attraverso l'adozione di criteri data-driven che trasformano la vigilanza in una funzione predittiva. Attraverso l'uso di modelli scientifici avanzati e l'analisi sistematica dei dati, l'Agenzia mira a colmare il divario metodologico tra i grandi gestori nazionali e i piccoli enti locali. Domenico Capomolla, Direttore di ANSFISA, ha evidenziato come l'analisi dei flussi informativi rappresenti il primo baluardo per la sicurezza dichiarando: “la nostra missione è spostare l'asse dalla gestione dell'evento critico alla prevenzione strutturata e questo intento passa anche da incontri come questo. La sicurezza delle infrastrutture oggi si basa infatti su una conoscenza profonda delle interazioni tra l'opera e il territorio. Solo attraverso un approccio tecnico-scientifico condiviso e un monitoraggio costante possiamo garantire standard di protezione elevati e duraturi su tutta la rete nazionale.” L'integrazione tra la rete infrastrutturale calabrese e i grandi progetti nazionali, come il Ponte sullo Stretto, richiede standard di resilienza all'avanguardia per supportare la crescita del Mezzogiorno nel contesto europeo. Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha ribadito che garantire collegamenti sicuri significa dare concretezza a una strategia nazionale ambiziosa che mette il Mezzogiorno al centro dell'agenda europea. In questo scenario, il Libro Bianco funge da ponte tra la ricerca scientifica e la prassi operativa per i professionisti del settore. Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo, ha sottolineato il valore di questo metodo precisando: “il Libro Bianco rappresenta una sintesi d'eccellenza tra il mondo della ricerca e quello delle istituzioni. Portare questo documento nei territori significa tradurre la teoria in prassi operativa per i geologi, gli ingegneri e i gestori che ogni giorno operano sul campo. Con ANSFISA consolidiamo un metodo di lavoro che mette finalmente a sistema le migliori competenze tecniche per una gestione del rischio all'avanguardia.” Il coinvolgimento di attori come ANCI, la società Stretto di Messina S.p.A. e l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale conferma la volontà di creare un ecosistema di manutenzione programmata che trasformi la fragilità del suolo in un'occasione per realizzare infrastrutture di nuova generazione. La collaborazione tra le istituzioni e gli ordini professionali è considerata l'unica via percorribile per uscire dall'isolamento e proteggere le arterie vitali del Paese. Il Tavolo Tecnico operativo ha permesso di scendere nel dettaglio dei modelli di monitoraggio e delle migliori pratiche di prevenzione, definendo standard che verranno esportati in tutto il territorio nazionale attraverso i prossimi appuntamenti regionali previsti per l’anno in corso. 
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Energia, misure e meccanismi per la transizione post Pnrr, il ruolo delle Esco

(Adnkronos) - Nel corso dell’edizione 2026 di Key, l’Associazione di riferimento delle aziende italiane che promuovono, progettano, realizzano e facilitano gli interventi di efficienza energetica e generazione distribuita, AssoEsco ha organizzato un convegno dal titolo 'Misure e meccanismi per la transizione energetica post Pnrr: il ruolo delle Energy Service Company'. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra associazione, istituzioni ed enti tecnici per fare il punto sui risultati conseguiti grazie al Pnrr, sulle criticità emerse in fase attuativa e sulle priorità strategiche per il futuro. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Associazione Giacomo Cantarella che nella sua introduzione ha messo in evidenza come le Esco, anche in questa fase nuova post Pnrr, possano essere attori protagonisti e catalizzatori della transizione energetica.  “Viviamo in un momento storico particolare - ha spiegato - sta venendo meno il rilevante supporto economico portato dal Pnrr, è cambiato velocemente il contesto geopolitico e sta cambiando la normativa di riferimento del settore. In questo contesto siamo fortemente convinti che non si debbano fare passi indietro nel percorso di transizione energetica, che rimane la via maestra per contrastare l’incremento dei costi energetici di imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione. Il percorso di decarbonizzazione richiede integrazione tra efficienza, rinnovabili, elettrificazione e gestione dei rischi. In questo contesto le Esco rappresentano uno strumento strategico. Sottoscrivendo un Energy Performance Contract non si acquista tecnologia, ma un risultato energetico garantito, con assunzione dei rischi tecnici e finanziari da parte delle Esco. Per le imprese significa competitività e maggiore certezza su costi e performance; per la Pa, possibilità di realizzare interventi senza investimento iniziale, con sostenibilità di bilancio e continuità del servizio. Nella nuova fase post Pnrr servono meccanismi stabili che rendano la Esco un’opzione strutturale per abilitare interventi efficienti, finanziabili e con risultati garantiti nel tempo”.  Il convegno è poi entrato nel vivo con l’intervento di Stefano Clerici, Consigliere Delegato di Agici, che ha presentato un’analisi sul 'Bilancio Pnrr e sfide 2026', offrendo una lettura dei principali impatti delle misure attuate e delle prospettive per il mercato dell’efficienza energetica e dei servizi energetici.  A seguire, Antonio Beneduce, vicepresidente AssoEsco, ha illustrato il punto di vista dell’Associazione, soffermandosi sulla necessità di accompagnare il passaggio dalla fase straordinaria del Pnrr - che ha impresso una forte accelerazione alla transizione energetica - a una nuova fase fondata su strumenti stabili, in grado di assicurare nel tempo la sostenibilità degli interventi attraverso una più efficace integrazione tra incentivi pubblici e capitale privato. Il dibattito, moderato dallo stesso Beneduce, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed enti tecnici, tra cui Luca Restaino del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fabrizio Penna del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Enrica Cottatellucci del Gse e Francesca Hugony di Enea.  Luca Restaino ha ricordato che l’iperammortamento resta uno strumento orientato all’efficienza energetica. Ha inoltre confermato che “le Esco potranno accedervi, anche se il decreto non lo specifica in modo esplicito”. Fabrizio Penna ha evidenziato come “il percorso di attuazione del Pnrr abbia prodotto risultati significativi, lasciando in eredità un metodo di lavoro solido e condiviso”. Un approccio che, secondo Penna, dovrebbe orientare e ispirare le future iniziative legislative. Enrica Cottatellucci ha evidenziato che le Esco rappresentano interlocutori ottimali, poiché “poter contare su soggetti che conoscono a fondo le peculiarità del settore costituisce un valore aggiunto che facilita la gestione delle criticità e favorisce il miglioramento dei processi”.  Infine, Francesca Hugony ha illustrato le principali criticità della riqualificazione energetica degli edifici nel settore residenziale e nella pubblica amministrazione, anche alla luce delle evidenze raccolte da Enea, evidenziando le diverse peculiarità dei due ambiti. Ha inoltre richiamato “l’importanza degli sportelli unici territoriali: fondamentali per rafforzare la fiducia dei cittadini e facilitare i percorsi di intervento”. Durante il confronto è emersa la necessità di valutare l’efficacia degli strumenti adottati, intervenire sulle misure con limiti applicativi e rifinanziare, se opportuno, le linee più performanti, per garantire continuità agli investimenti e certezza agli operatori. In questo quadro, le Esco sono state individuate come interlocutori chiave per sostenere imprese e pubbliche amministrazioni nella realizzazione di interventi complessi e accelerare la transizione energetica post-Pnrr. L’incontro ha inoltre rappresentato un momento di dialogo per definire una roadmap condivisa, finalizzata a consolidare i risultati del Pnrr e a fronteggiare le sfide energetiche dei prossimi anni. In merito al Conto Termico 3.0, è stato chiarito che il blocco del portale comunicato dal Gse non costituisce una chiusura definitiva, bensì una sospensione temporanea. La misura consente al Gestore di effettuare le necessarie verifiche sulle domande pervenute e di programmare in modo efficace la ripartizione degli incentivi negli anni a venire. 
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Settimana del glaucoma, lo specialista: "Malattia silenziosa, non va aspettata"

(Adnkronos) - Settimana del glaucoma dall'8 al 14 marzo, con parola d'ordine prevenzione. "E' una malattia spesso silenziosa nelle sue fasi iniziali: non dà sintomi evidenti e proprio per questo il glaucoma non può essere 'aspettato', ma deve essere cercato attivamente. L'approccio più efficace è quello di intercettare il rischio ogni volta che una persona entra in contatto con il sistema sanitario. Occorre quindi identificare i soggetti più esposti, come chi ha più di 40-50 anni, una familiarità per glaucoma, una miopia elevata, chi utilizza cortisonici per periodi prolungati - soprattutto in collirio - o ha avuto traumi oculari. Anche una pressione oculare già ai limiti superiori della norma, alcune patologie vascolari o respiratorie e la sospetta apnea del sonno possono rappresentare campanelli d'allarme. In presenza di questi fattori è fondamentale indirizzare il paziente a una valutazione oculistica mirata, che includa la misurazione della pressione oculare, l'esame del nervo ottico, l'Oct delle fibre nervose retiniche e della macula, il campo visivo e, quando indicato, pachimetria e gonioscopia, secondo quanto raccomandato dalle linee guida internazionali". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesco Oddone, responsabile dell'Unità di ricerca Glaucoma e dell'Uos Glaucoma e integrazione ospedale territorio della Fondazione G.B. Bietti per lo studio e la ricerca in oftalmologia di Roma.  In occasione della Settimana del glaucoma, Iapb Italia Ets - Fondazione Sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità e Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici) organizzano e promuovono in circa 80 città italiane controlli oculistici gratuiti, utili a determinare possibili fattori di rischio (l'elenco delle città coinvolte è consultabile sul sito www.settimanaglaucoma.it). Durante tutto l'anno, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, Iapb Italia Ets offre un servizio gratuito di consultazione oculistica telefonica al numero verde 800.068.506. Non solo sul glaucoma, ma su qualsiasi problema relativo agli occhi. L'opera di sensibilizzazione e di prevenzione sul glaucoma non può non vedere coinvolti anche i medici di famiglia. E' così? "L'obiettivo non è trasformare il medico di medicina generale in uno specialista oculista - risponde Oddone - ma fornirgli strumenti semplici e facilmente integrabili nella pratica quotidiana per individuare precocemente i soggetti a rischio. E' utile, ad esempio, integrare nella routine una breve checklist mentale che tenga conto di età, familiarità, uso di steroidi e condizioni oculari predisponenti. Particolare attenzione va riservata ai pazienti in terapia cortisonica cronica, che dovrebbero essere indirizzati a controlli oculistici periodici. Al tempo stesso - aggiunge - è importante definire percorsi di invio chiari e rapidi verso i centri specialistici, con criteri di priorità ben condivisi nei casi di sospetto glaucoma o pressione oculare elevata. La formazione continua, attraverso incontri mirati, audit clinici e momenti Ecm pratici basati su casi reali rappresenta uno strumento essenziale", evidenzia lo specialista. "Questo lavoro è ancora più rilevante in un contesto in cui, per ragioni economiche o per le liste d'attesa, molte persone tendono a rinunciare alle visite: se il primo filtro territoriale non intercetta il rischio, il paziente rischia di arrivare tardi alla diagnosi". Come Fondazione Bietti, che azione svolgete nella prevenzione e cura del glaucoma? "In qualità di Irccs, operiamo su un doppio fronte strettamente integrato - illustra Oddone - Da un lato vi è l'attività clinica dedicata al glaucoma, con percorsi strutturati di diagnosi, presa in carico e follow-up che includono terapie mediche, trattamenti laser e soluzioni chirurgiche personalizzate in base alla fase e alle caratteristiche della malattia. Dall'altro lato vi è un impegno costante nella prevenzione concreta, attraverso iniziative di informazione rivolte alla popolazione, campagne di sensibilizzazione sui fattori di rischio e collaborazioni con il territorio per facilitare l'accesso ai controlli. L'integrazione tra ospedale e territorio rappresenta un elemento centrale per garantire continuità assistenziale e intercettare precocemente i casi sospetti". Quali le nuove linee di ricerca e le novità scientifiche e terapeutiche? "Le principali direttrici di sviluppo - riferisce l'esperto - riguardano innanzitutto il miglioramento della diagnosi precoce e dell'accessibilità ai controlli, anche grazie all'utilizzo di strumenti digitali e di intelligenza artificiale che possono supportare lo screening e l'identificazione dei soggetti a rischio. Parallelamente, la ricerca si concentra sempre più sui meccanismi biologici della malattia e sull'individuazione di biomarcatori in grado di predire la progressione, aprendo la strada a terapie più mirate. Sul piano terapeutico, si punta a strategie più sostenibili nella pratica quotidiana, con regimi farmacologici semplificati per favorire l'aderenza, un uso sempre più consapevole del laser - come la trabeculoplastica selettiva - e approcci chirurgici personalizzati, guidati dalle evidenze scientifiche più aggiornate". Quanto all'aumento del consumo di farmaci anti-glaucoma, "può riflettere una maggiore capacità diagnostica e una più ampia presa in carico, ma la vera sfida resta anticipare la malattia: intercettare prima i soggetti a rischio, ridurre le barriere di accesso e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura con modelli organizzativi semplici, efficaci e misurabili nel tempo", conclude Oddone.  
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