Il futuro della cura del diabete 1, Piemonti: "Sfida ora è libertà da insulina"

(Adnkronos) - Contro il diabete di tipo 1, nel quadro dei progressi scientifici, l'obiettivo non è più sopravvivere, ma la nuova sfida è la libertà dall’insulina. A tracciare gli scenari prossimi venturi nella cura e nell'approccio a questa malattia - in un ampio editoriale pubblicato su 'The Lancet' - è Lorenzo Piemonti, direttore Istituto ricerca sul diabete del San Raffaele di Milano e già coordinatore scientifico della Società italiana di diabetologia (Sid), che racconta cosa c'è dietro l’angolo per le persone con diabete di tipo.  "Oggi ci poniamo sfide molto più ambiziose rispetto a qualche decennio fa, perché abbiamo già risolto alcuni problemi fondamentali. Il primo: quello della sopravvivenza delle persone con diabete di tipo 1 che, fino alla scoperta dell'insulina, avvenuta negli anni '20 dello scorso secolo, morivano anche a 3 mesi dalla diagnosi", ricorda Piemonti. La scoperta dell'insulina, continua, "ha cambiato la storia di queste persone trasformando il diabete di tipo1 da malattia 'acuta' a 'cronica degenerativa'. Abbiamo dunque trasformato questa patologia, ma non l'abbiamo 'guarita', un po' come accade con tante malattie oncologiche". Le persone con diabete di tipo 1 oggi vivono a lungo, ma non sono state 'liberate' dalla malattia, che richiede un'attenzione totalizzante h24, con delega totale della gestione al paziente, rispetto alla tempistica e alla dose della terapia. Il tutto con il rischio costante di sbagliare, che può portare a conseguenze potenzialmente mortali. “Questa enorme responsabilità addossata al paziente - sottolinea lo specialista - è un unicum in tutta la medicina. Non esiste un'altra malattia nella quale deleghiamo ogni minuto le decisioni terapeutiche di un farmaco (che può anche uccidere se si sbaglia) al paziente". Per superare tutto questo, prosegue l'analisi, "molto è stato fatto negli ultimi anni. Sono cambiate le tipologie di insulina (analoghi, insuline settimanali, ecc.) e anche la tecnologia ha dato un gigantesco aiuto nella gestione del quotidiano di questi pazienti". Nel tempo queste innovazioni hanno portato a un miglioramento del compenso glicemico e a una riduzione delle complicanze classiche legate al diabete (nefropatia, retinopatia, neuropatia e in parte le complicanze cardiovascolari). "Ma allo stesso tempo - riflette Piemonti - hanno trasformato i bisogni correlati alla malattia, di pari passo con l'evoluzione degli ecosistemi, della società e dei valori che contraddistinguono i concetti di salute e di benessere. L'obiettivo attuale non è più quello di cronicizzare la malattia e di portarla a una gestione tale da ottimizzare il controllo glicemico, ma di poterlo fare in maniera sempre più compatibile non solo con il 'sopravvivere', ma con il 'vivere', che è sinonimo di benessere non solo fisico, ma anche psicologico ed economico. Non potremo dire di aver guarito la malattia, se non avremo risolto tutte queste esigenze". Oggi siamo alla vigilia di un ulteriore salto in avanti. E con le attuali conoscenze biologiche e biotecnologiche questo è a portata di mano. "Ma prima - ammonisce l'esperto - dobbiamo cambiare alcuni parametri con i quali interpretiamo la malattia e i risultati della terapia. Se la metrica continua ad essere solo l'emoglobina glicata, non riusciamo ad inquadrare la multidimensionalità del problema. 'Guarire', in questo contesto, significa liberare i pazienti dalle somministrazioni di insulina". In futuro avremo sempre più strategie in grado di rallentare o di bloccare l'evoluzione della malattia prima che diventi insulino-dipendente. "Questo significa - spiega Piemonti - agire nella fase 'immunologica' della malattia, quella che precede la comparsa dell'iperglicemia (il diabete di tipo 1, prima di essere una malattia metabolica è una malattia immunologica). Per ora abbiamo a disposizione solo il teplizumab, ma in futuro avremo sempre più strumenti per intervenire in questa fase della malattia". "Per le persone che non risponderanno a queste terapie 'immunologiche' o che non saranno state intercettate nella fase adeguata per somministrarle - prospetta lo specialista - potremo agire con la sostituzione e di rigenerazione delle cellule che producono insulina. I primi prodotti cellulari derivati da cellule staminali sono oggi in sperimentazione clinica avanzata e potrebbero aprire la strada alle prime terapie disponibili nei prossimi anni. L'impianto di queste cellule in una prima fase prevederà ancora uno stato di immunosoppressione, ma gradualmente si passerà ad una scarsa o 'transiente' immunosoppressione e in una terza fase all'assenza di immunosoppressione. Non parliamo più del 'se' questo accadrà, ma di 'quando'". Il nodo oggi non è più solo scientifico, ma riguarda come integrare l'innovazione nel modo in cui il diabete di tipo 1 viene ancora interpretato e gestito dal punto di vista medico, sociale e soprattutto regolatorio ed economico. "Il valore di queste nuove terapie, che potrebbero rendere le persone con diabete di tipo 1 indipendenti dall'insulina, è immediatamente evidente per pazienti e clinici, molto meno per i sistemi di rimborso e per i payer, che tendono ancora a valutare le terapie principalmente in base al raggiungimento del target di emoglobina glicata, al minor costo possibile", osserva l'esperto. Eppure l'indipendenza dall’insulina rappresenta qualcosa di molto più ampio di un semplice parametro metabolico: "Il suo valore, in termini di qualità della vita, autonomia quotidiana e benessere complessivo del paziente, non è ancora stato pienamente quantificato e non ha ancora trovato una traduzione economica nei modelli di valutazione sanitaria". "Oggi la scienza ci offre la concreta possibilità di raggiungere l'indipendenza dall'insulina - rimarca ancora Piemonti - Il passo successivo è tradurre questo progresso in modelli di valutazione economica e sanitaria adeguati. Non è una questione teorica: dobbiamo trasformare questo valore in numeri, integrando nei modelli di Health Technology Assessment indicatori che includano non solo i parametri metabolici, ma anche gli esiti riportati dai pazienti, la qualità della vita e la riduzione del carico decisionale quotidiano legato alla gestione della malattia". Solo attraverso questa evoluzione dei modelli di valutazione sarà possibile rendere concretamente accessibili ai pazienti le innovazioni che la ricerca sta rendendo disponibili.  "La medicina - commenta Raffaella Buzzetti, presidente della Sid - è riuscita a prolungare la vita delle persone con diabete di tipo 1. Oggi dobbiamo trovare il modo di restituire loro la pienezza della vita. Libertà significa poter dormire senza paura di una crisi ipoglicemica. Significa lavorare, viaggiare, fare sport senza dover fare calcoli continui. Significa non dover pensare alla malattia ogni minuto e al terrore delle ipoglicemie. Un secolo fa l'insulina ha trasformato il diabete di tipo 1 da condanna a morte a condizione cronica. Il prossimo passo, quello che ci aspetta ora, è più ambizioso: fare in modo che le persone con diabete di tipo 1 tornino ad un'esistenza il più possibile normale. La Sid - conclude la presidente - rinnova il proprio impegno affinché ricerca, innovazione e politiche sanitarie convergano tutte in questa direzione: garantire alle persone con diabete di tipo 1 non solo più anni di vita, ma riempire di vita tutto il tempo guadagnato". 
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Guerre e crisi economiche fonte di ansia e stress? "La natura restituisce stabilità". Cos'è la biofilia e cosa promuove

(Adnkronos) - I fronti di guerra, dall'Ucraina all'Iran, con la conseguente instabilità economica e geopolitica, stanno contribuendo a un aumento significativo delle problematiche psicologiche nella popolazione, in particolare tra le giovani generazioni. Ansia, depressione, stress cronico e nuove forme di disagio legate alla percezione della crisi ambientale stanno emergendo come una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. Secondo l'Accademia italiana di biofilia (Aib), "il principio della biofilia - il legame innato tra esseri umani e natura descritto dal biologo Edward O. Wilson - rappresenta oggi una delle chiavi più promettenti per affrontare la crescente crisi psicologica contemporanea. Attraverso strumenti come progettazione biofilica degli ambienti, educazione ambientale esperienziale, programmi di riconnessione con la natura e prescrizioni di natura (nature prescriptions), è possibile promuovere benessere psicologico, prevenzione del disagio mentale e maggiore resilienza sociale".  "Viviamo un momento storico in cui l'esposizione continua a notizie di guerra, crisi ambientali e instabilità globale genera paura e incertezza, soprattutto tra i giovani - sottolinea all'Adnkronos Salute Rita White, presidente Aib - La scienza ci mostra però, con sempre maggiore chiarezza, che esiste una direzione positiva: ricostruire il rapporto tra l'essere umano e la natura. Il contatto con ambienti naturali riduce stress e ansia, migliora il benessere psicologico e rafforza la resilienza emotiva. In un'epoca dominata dall'incertezza, la natura rappresenta uno dei pochi elementi capaci di restituire stabilità, orientamento e fiducia nel futuro. Per questo l'Accademia italiana di biofilia si rende disponibile a collaborare con il mondo della scuola, con le istituzioni e con il ministero dell'Istruzione e del Merito come interlocutore scientifico qualificato per sviluppare programmi educativi basati sull'evidenza scientifica che integrino biofilia e psicologia ambientale nei percorsi formativi delle nuove generazioni. Investire nella relazione tra persone e natura significa investire nella salute mentale, nella qualità della vita e nel futuro delle nostre società".  Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, i disturbi mentali rappresentano oggi una delle principali cause di disabilità nel mondo, con una perdita di produttività globale stimata in oltre 1.000 miliardi di dollari l'anno. "Tra i giovani la situazione appare particolarmente rilevante - ricorda l'Aib - Uno studio internazionale pubblicato su 'The Lancet Planetary Health', condotto su 10.000 giovani tra i 16 e i 25 anni in 10 Paesi, evidenzia che l'84% dei giovani è preoccupato per il cambiamento climatico, il 59% si dichiara molto o estremamente preoccupato e il 45% afferma che queste preoccupazioni influenzano negativamente la propria vita quotidiana. Anche in Europa l'impatto della crisi ambientale sulla salute mentale è sempre più evidente. Secondo l'European Environment Agency, la riduzione dell'accesso alla natura nelle aree urbane contribuisce significativamente allo stress psicologico e alla riduzione del benessere percepito. La ricerca scientifica dimostra che il contatto con ambienti naturali produce effetti misurabili sulla salute psicologica e cognitiva".  L'Accademia italiana di biofilia cita una metanalisi pubblicata su 'Environmental Research' nel 2018, basata su oltre 140 studi scientifici: "Mostra che l'esposizione alla natura è associata a una significativa riduzione dei livelli di stress, a una riduzione del rischio di depressione e a un miglioramento generale del benessere psicologico". Ancora: "Uno studio pubblicato su 'Nature Scientific Reports' (2019) dimostra inoltre che trascorrere almeno 2 ore a settimana in ambienti naturali è associato a livelli significativamente più elevati di salute e benessere percepiti".  "Gli effetti positivi della natura non riguardano soltanto la salute mentale - precisa l'Aib - ma producono anche impatti economici concreti. Numerosi studi internazionali sull'applicazione della biofilia negli ambienti di lavoro e negli spazi di vita evidenziano che ambienti progettati con elementi naturali possono generare un aumento della produttività fino al 56%, una riduzione dell'assenteismo fino al 58%, una riduzione del turnover fino al 60% e un aumento dell'engagement dei lavoratori fino al 76%". Parallelamente, "secondo la Commissione europea e l'European Environment Agency, gli investimenti in infrastrutture verdi urbane generano ritorni economici stimati tra 4 e 11 volte l'investimento iniziale, grazie ai benefici sulla salute pubblica, sulla qualità della vita e sulla riduzione dei costi sanitari. L’accesso a spazi naturali nelle città è inoltre associato a miglior rendimento scolastico nei bambini, maggiore coesione sociale, riduzione della criminalità e migliore salute mentale nelle comunità urbane", conclude l'Accademia italiana di biofilia. 
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Salute: disturbi alimentari, contro stigma e pregiudizi al via campagna ministero

(Adnkronos) - 'Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso'. E' lo slogan della campagna nazionale di sensibilizzazione sui disturbi alimentari promossa dal ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto lilla che si celebra il 15 marzo. I messaggi della campagna, si legge in una nota del dicastero, "sono diretti a contrastare stigma e pregiudizi e a ricordare che i disturbi della nutrizione sono patologie complesse, che richiedono ascolto, cura e supporto professionale". La campagna, realizzata dalla Direzione generale dei Corretti stili di vita in collaborazione con la Direzione generale della Comunicazione, è stata presentata oggi a Firenze nell'ambito della manifestazione Didacta Italia, evento dedicato all'innovazione nella scuola, dove è intervenuto Alessio Nardini, direttore della Direzione generale dei Corretti stili di vita del ministero della Salute.  I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione sono un problema di salute pubblica globale che coinvolge in Italia più di 3 milioni di persone, con un impatto rilevante sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie, sottolinea il dicastero. Per celebrare al meglio la Giornata nazionale del Fiocchetto lilla e sensibilizzare il più ampio numero di persone, il ministero della Salute ha organizzato anche una serie di eventi sul territorio e una maratona televisiva che vedrà gli appuntamenti sportivi del 14 e 15 marzo colorarsi di lilla.  "Come ogni anno il 'Fiocchetto lilla' è il simbolo per dare visibilità e riconoscibilità alle iniziative e rappresentare l'impegno nella prevenzione, nell'informazione e nel sostegno alle persone che vivono queste difficoltà e alle loro famiglie. In ottemperanza alle norme sul buio elettorale, lo spot Tv e il radio comunicato della campagna con la firma del ministero, saranno diffusi nel periodo successivo al referendum", conclude la nota.  
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Sanità pubblica tra criticità e valori da difendere, cattolici a confronto a Roma

(Adnkronos) - Mettere a fuoco le criticità di un sistema sanitario che rischia di lasciare indietro i più fragili e ribadire il valore irrinunciabile dell'universalità delle cure. E' l'obiettivo della tavola rotonda 'La salute diseguale interpella l'universalità delle cure', promossa dall'Associazione Politica e società nell'impegno dei cattolici, che si svolgerà venerdì 13 marzo (ore 16.30-19) a Roma all'Hotel Ripa (via degli Orti di Trastevere, 3). L'evento, moderato da Francesco Maggi, giornalista di Adnkronos Salute, si aprirà con i saluti istituzionali di Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio. Seguirà un confronto tecnico-scientifico che vedrà la partecipazione di Giuseppe Nicolò, direttore del Dipartimento di Salute mentale e delle Dipendenze patologiche della Asl Roma 5; di Raffaella Bucciardini, direttrice del Centro nazionale per la Salute globale dell'Istituto superiore di sanità (Iss); di Evaristo Ettorre, professore associato di Geriatria e Medicina interna presso la Sapienza università di Roma; e di Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione aziendale all'università Cattolica del Sacro Cuore. "In un momento storico in cui le disuguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari diventano sempre più evidenti, sentiamo il dovere, come cattolici impegnati nella società, di interrogarci su come preservare il carattere universale del nostro sistema sanitario - afferma Vincenzo Maria Saraceni, presidente dell'Associazione Politica e società nell'impegno dei cattolici - non possiamo accettare che il diritto alla salute dipenda dalle condizioni economiche o sociali delle persone. Questo incontro vuole essere uno spazio di riflessione e di proposta per rimettere al centro la persona e la sua dignità, orientando le politiche pubbliche verso un sistema di cure davvero accessibile a tutti. L'iniziativa rappresenta un importante momento di confronto tra esperti provenienti da diversi ambiti della sanità, dalla salute mentale alla salute globale, dalla geriatria all'organizzazione dei servizi, con l'obiettivo di individuare possibili percorsi per rafforzare l'equità e l'universalità del sistema sanitario". 
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Ghost of Yōtei Legends: la frontiera del multiplayer cooperativo su PS5

(Adnkronos) - L'universo di Ghost of Yōtei si arricchisce con il debutto di Legends, un'espansione multigiocatore cooperativa disponibile senza costi aggiuntivi che sposta l'azione verso una dimensione mitologica e soprannaturale. Accessibile immediatamente attraverso l'aggiornamento 1.5, questa modalità permette ai giocatori di formare squadre per affrontare versioni mostruose dei leggendari "Sei di Yōtei".  L'esperienza si articola in diverse tipologie di missioni, a partire dalla modalità Sopravvivenza, dove gruppi di quattro utenti devono difendere territori strategici su mappe dinamiche. In questo contesto, il controllo delle posizioni diventa vitale: il mantenimento di un'area garantisce "Benedizioni" tattiche, mentre la perdita del territorio scatena "Maledizioni" che mettono la squadra in serio svantaggio. Per chi preferisce una progressione più narrativa, la modalità Storia offre dodici missioni per coppie di giocatori, fondamentali per accedere alle successive Incursioni. Queste ultime rappresentano la sfida più complessa dell'espansione, consistendo in assalti su larga scala a roccaforti difese da boss giganti come l'Oni, la Kitsune o il Serpente. La struttura del gameplay si poggia su quattro classi specializzate, ognuna dotata di stili di combattimento ed equipaggiamenti distintivi. Il Samurai eccelle nell'uso dell'ōdachi, l'Arciere domina la distanza con la yari, il Mercenario sfrutta la versatilità della doppia katana e lo Shinobi padroneggia la furtività attraverso il kusarigama. Ogni classe permette inoltre di sbloccare elementi estetici esclusivi completando imprese specifiche nel corso delle battaglie. Oltre al sistema di bottino e agli equipaggiamenti "Leggendari" ottenibili alle difficoltà più elevate, gli sviluppatori hanno introdotto una nuova lobby interattiva. In questo spazio comune, i giocatori possono testare le proprie abilità nel tiro con l'arco o sfidarsi in mini-giochi tradizionali come lo Zeni Hajiki e il Taglio del Bambù tra una missione e l'altra.  Il supporto alla Modalità Foto rimane attivo anche nel multigiocatore, permettendo di immortalare i momenti più spettacolari delle incursioni cooperative. Con un ulteriore Raid previsto per aprile, che vedrà l'ingresso del Drago e di Lord Saito, Ghost of Yōtei Legends si conferma come un'espansione massiccia e immediatamente fruibile per l'intera community su PlayStation 5. 
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Apple Music integrato in TikTok, come funziona

(Adnkronos) - La sinergia tra TikTok e Apple Music raggiunge una nuova fase con il lancio mondiale di due funzionalità pensate per eliminare le frizioni tra la scoperta di un brano e il suo ascolto completo. Attraverso le opzioni Play Full Song e Listening Party, gli utenti potranno collegare i propri account per attivare un lettore multimediale interno alla piattaforma di ByteDance. Questa transizione, resa possibile dall'impiego del framework MusicKit di Apple, assicura che il flusso di ascolto sia conteggiato ufficialmente nelle statistiche del servizio di streaming, garantendo così la remunerazione dei diritti d'autore. L'esperienza d'uso si concentra sulla fluidità del consumo digitale: nel momento in cui una traccia suscita interesse nelle sezioni dedicate ai suggerimenti, sarà possibile riprodurla integralmente senza interrompere la navigazione nell'app. Oltre all'ascolto individuale, la funzione Listening Party introduce una dimensione collettiva, permettendo a più utenti di condividere lo stesso brano in tempo reale e interagire direttamente con i propri artisti di riferimento. Si consolida inoltre la possibilità di esportare i contenuti scoperti nelle playlist personali, un’integrazione che segue i precedenti accordi tecnici già avviati con altri operatori del settore. La collaborazione segna un cambiamento di rotta strategico per TikTok, che dopo la chiusura del proprio servizio di streaming proprietario avvenuta nel 2024 ha preferito trasformarsi in un veicolo di promozione per i grandi attori del mercato. Invece di competere direttamente, la piattaforma punta ora a diventare un hub integrato dove la viralità dei contenuti brevi si trasforma immediatamente in traffico qualificato per i servizi in abbonamento, ottimizzando il coinvolgimento degli appassionati in un ambiente controllato e professionale. 
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Guerre e crisi economiche fonte di ansia e stress? "La natura restituisce stabilità". Cos'è la biofilia e cosa promuove

(Adnkronos) - I fronti di guerra, dall'Ucraina all'Iran, con la conseguente instabilità economica e geopolitica, stanno contribuendo a un aumento significativo delle problematiche psicologiche nella popolazione, in particolare tra le giovani generazioni. Ansia, depressione, stress cronico e nuove forme di disagio legate alla percezione della crisi ambientale stanno emergendo come una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. Secondo l'Accademia italiana di biofilia (Aib), "il principio della biofilia - il legame innato tra esseri umani e natura descritto dal biologo Edward O. Wilson - rappresenta oggi una delle chiavi più promettenti per affrontare la crescente crisi psicologica contemporanea. Attraverso strumenti come progettazione biofilica degli ambienti, educazione ambientale esperienziale, programmi di riconnessione con la natura e prescrizioni di natura (nature prescriptions), è possibile promuovere benessere psicologico, prevenzione del disagio mentale e maggiore resilienza sociale".  "Viviamo un momento storico in cui l'esposizione continua a notizie di guerra, crisi ambientali e instabilità globale genera paura e incertezza, soprattutto tra i giovani - sottolinea all'Adnkronos Salute Rita White, presidente Aib - La scienza ci mostra però, con sempre maggiore chiarezza, che esiste una direzione positiva: ricostruire il rapporto tra l'essere umano e la natura. Il contatto con ambienti naturali riduce stress e ansia, migliora il benessere psicologico e rafforza la resilienza emotiva. In un'epoca dominata dall'incertezza, la natura rappresenta uno dei pochi elementi capaci di restituire stabilità, orientamento e fiducia nel futuro. Per questo l'Accademia italiana di biofilia si rende disponibile a collaborare con il mondo della scuola, con le istituzioni e con il ministero dell'Istruzione e del Merito come interlocutore scientifico qualificato per sviluppare programmi educativi basati sull'evidenza scientifica che integrino biofilia e psicologia ambientale nei percorsi formativi delle nuove generazioni. Investire nella relazione tra persone e natura significa investire nella salute mentale, nella qualità della vita e nel futuro delle nostre società".  Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, i disturbi mentali rappresentano oggi una delle principali cause di disabilità nel mondo, con una perdita di produttività globale stimata in oltre 1.000 miliardi di dollari l'anno. "Tra i giovani la situazione appare particolarmente rilevante - ricorda l'Aib - Uno studio internazionale pubblicato su 'The Lancet Planetary Health', condotto su 10.000 giovani tra i 16 e i 25 anni in 10 Paesi, evidenzia che l'84% dei giovani è preoccupato per il cambiamento climatico, il 59% si dichiara molto o estremamente preoccupato e il 45% afferma che queste preoccupazioni influenzano negativamente la propria vita quotidiana. Anche in Europa l'impatto della crisi ambientale sulla salute mentale è sempre più evidente. Secondo l'European Environment Agency, la riduzione dell'accesso alla natura nelle aree urbane contribuisce significativamente allo stress psicologico e alla riduzione del benessere percepito. La ricerca scientifica dimostra che il contatto con ambienti naturali produce effetti misurabili sulla salute psicologica e cognitiva".  L'Accademia italiana di biofilia cita una metanalisi pubblicata su 'Environmental Research' nel 2018, basata su oltre 140 studi scientifici: "Mostra che l'esposizione alla natura è associata a una significativa riduzione dei livelli di stress, a una riduzione del rischio di depressione e a un miglioramento generale del benessere psicologico". Ancora: "Uno studio pubblicato su 'Nature Scientific Reports' (2019) dimostra inoltre che trascorrere almeno 2 ore a settimana in ambienti naturali è associato a livelli significativamente più elevati di salute e benessere percepiti".  "Gli effetti positivi della natura non riguardano soltanto la salute mentale - precisa l'Aib - ma producono anche impatti economici concreti. Numerosi studi internazionali sull'applicazione della biofilia negli ambienti di lavoro e negli spazi di vita evidenziano che ambienti progettati con elementi naturali possono generare un aumento della produttività fino al 56%, una riduzione dell'assenteismo fino al 58%, una riduzione del turnover fino al 60% e un aumento dell'engagement dei lavoratori fino al 76%". Parallelamente, "secondo la Commissione europea e l'European Environment Agency, gli investimenti in infrastrutture verdi urbane generano ritorni economici stimati tra 4 e 11 volte l'investimento iniziale, grazie ai benefici sulla salute pubblica, sulla qualità della vita e sulla riduzione dei costi sanitari. L’accesso a spazi naturali nelle città è inoltre associato a miglior rendimento scolastico nei bambini, maggiore coesione sociale, riduzione della criminalità e migliore salute mentale nelle comunità urbane", conclude l'Accademia italiana di biofilia. 
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OPPO Find N6 e la sfida al "punto debole" dei pieghevoli

(Adnkronos) - Il passaggio ai dispositivi pieghevoli ha sempre dovuto fare i conti con un compromesso strutturale evidente: la traccia lasciata dalla cerniera sul pannello flessibile. Nonostante il vantaggio di un display ampio in un corpo tascabile, la percezione visiva e tattile di quella discontinuità ha spesso rappresentato un ostacolo all'adozione di massa di questa tecnologia. Con il prossimo lancio del Find N6, OPPO introduce la soluzione denominata Zero-Feel Crease, un'architettura che mira a rendere la superficie dello schermo completamente uniforme attraverso una revisione integrale della meccanica interna. La chiave di questa evoluzione risiede nella cerniera Titanium Flexion di seconda generazione, che debutta con un processo di produzione basato sulla stampa liquida 3D. Questa tecnica permette di livellare le irregolarità microscopiche della struttura di supporto applicando gocce di fotopolimero indurite tramite luce UV. L'accuratezza del sistema consente di ridurre le variazioni di altezza dei componenti a soli 0,05 millimetri, garantendo una base d'appoggio quasi perfettamente piana. Il design della cerniera è stato inoltre ottimizzato con un raggio di piegatura più ampio e una piastra in fibra di carbonio, elementi che riducono lo stress meccanico subito dal pannello durante ogni apertura. L'integrità della superficie nel lungo periodo è affidata all'Auto-Smoothing Flex Glass, un materiale progettato per contrastare il "creep", ovvero la deformazione progressiva degli strati interni causata dall'uso quotidiano. Rispetto alle soluzioni tradizionali, questo vetro vanta una capacità di recupero della forma quasi raddoppiata e agisce come una molla strutturale che riporta il display alla planarità originale. I test condotti da TÜV Rheinland hanno confermato che la profondità della piega rimane ridotta dell'82% rispetto al passato anche dopo 600.000 cicli di utilizzo, assicurando un'esperienza visiva fluida per l'intero ciclo di vita dello smartphone. Oltre alla resa estetica, il Find N6 punta sulla robustezza attraverso il framework Armour Shield. L'impiego di titanio di grado 5, acciaio ultra-resistente e alluminio aerospaziale della serie 7000 conferisce al telaio una stabilità superiore senza gravare sul peso complessivo. La protezione è completata dal Nanocrystal Glass esterno e da una cover posteriore in fibra aeronautica, mentre la tripla certificazione IP56, IP58 e IP59 garantisce la resistenza a immersioni e getti d'acqua ad alta pressione. Con queste innovazioni, il settore dei pieghevoli si sposta verso uno standard di affidabilità finora riservato esclusivamente ai dispositivi tradizionali. 
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Quanto vale il tuo vecchio telefono?

(Adnkronos) - Il fascino della tecnologia retrò ha trasformato dispositivi un tempo quotidiani in veri e propri simboli della cultura pop e oggetti del desiderio per i collezionisti di tutto il mondo. Nel 2026, icone come il Nokia 8110, celebre per la sua apparizione nel film Matrix, o il leggendario Motorola 8000x, il primo vero cellulare della storia, non sono più semplici strumenti obsoleti ma rarità ricercate. Accanto a questi, il Nokia 3310 continua a rappresentare un pilastro del settore per la sua robustezza, mentre il Motorola Razr V3 rimane un emblema di eleganza dei primi anni 2000.  
Altrettanto rilevante è il segmento dei prodotti Apple: le prime edizioni dell’iPhone, specialmente se ancora sigillate nella pellicola originale, rappresentano l'apice del mercato, con vendite record che hanno superato i 190.000 dollari.  Il collezionismo di telefoni satellitari "vintage", principalmente fine anni '90 primi anni 2000, è di nicchia ma molto attivo, poiché questi dispositivi rappresentano la prima vera epoca della comunicazione globale portatile. I modelli più ricercati sono spesso quelli prodotti da Motorola per Iridium, oltre ad alcuni dispositivi Telit e Thuraya, specialmente se completi di dotazione originale. 
Questa riscoperta dei "tesori tecnologici" ha generato nel 2025 un mercato estremamente redditizio, con stime annuali che indicano un volume d'affari globale superiore ai 450/500 milioni di dollari. Per i collezionisti più esperti, il settore si è trasformato in una vera e propria miniera d'oro dove la conservazione maniacale è l'unico parametro di valore reale: un dispositivo perfettamente conservato, completo di scatola, caricabatterie e manuale d'uso, può vedere il proprio prezzo lievitare esponenzialmente rispetto a un esemplare usurato e senza confezione originale.  Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini 
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TCL C6K, il nuovo campione del segmento Mini-LED economico

(Adnkronos) - Da qualche mese disponibile sul mercato, il TCL C6K ha saputo scalare le gerarchie del settore grazie a un posizionamento di prezzo aggressivo e a una resa visiva che supera le aspettative della fascia economica. La nostra recente analisi della variante da 65 pollici ha confermato la solidità di un progetto che punta tutto sulla luminosità e su una saturazione del colore d'impatto. Con un listino in costante discesa, che vede il taglio da 55 pollici scendere abbondantemente sotto la soglia dei seicento euro, il dispositivo si propone come una delle soluzioni più interessanti per chi cerca la tecnologia Mini-LED senza dover affrontare gli investimenti richiesti dai top di gamma. La gestione del pannello sfrutta un sistema di retroilluminazione a zone che, pur non raggiungendo la precisione chirurgica degli OLED, garantisce neri sorprendentemente profondi per un prodotto di questa categoria. Nei test strumentali, la luminosità di picco sfiora i 1000 nits in modalità standard, un valore che permette di gestire con disinvoltura i contenuti HDR10+ e Dolby Vision. Tuttavia, la ricerca del contrasto elevato porta talvolta a fenomeni di "black crush", con una leggera perdita di dettaglio nelle ombre più fitte durante la visione di scene particolarmente buie. L'upscaling dei contenuti in alta definizione è efficace, sebbene l'elaborazione digitale possa risultare a tratti troppo incisiva sui contorni delle immagini. Il vero punto di forza del C6K risiede nel comparto gaming, dove la dotazione tecnica appare fuori scala per il segmento di appartenenza. Il supporto alla frequenza di aggiornamento a 144Hz, unito alle tecnologie VRR e ALLM, assicura un'esperienza fluida e reattiva con le console di ultima generazione, supportata da un input lag contenuto entro i 14 millisecondi. Se sul fronte video il televisore brilla, il comparto audio affidato al sistema Bang & Olufsen da 2.1 canali si limita alla sufficienza: la chiarezza dei dialoghi è garantita, ma la spazialità della scena sonora risulta compressa. L'adozione di una soundbar esterna rimane un consiglio caldamente suggerito per chi desidera un'esperienza cinematografica completa. Il design punta sulla concretezza con un'estetica senza bordi leggera ma solida, mentre l'interfaccia è gestita da Google TV. Il sistema operativo offre una navigazione fluida e una vasta gamma di applicazioni, nonostante la presenza di banner pubblicitari talvolta invasivi nella home screen. In conclusione, il TCL C6K rappresenta un'evoluzione significativa per il marchio, offrendo un pacchetto di funzionalità moderno e prestazioni visive convincenti che ne giustificano ampiamente la promozione a pieni voti, specialmente per chi mette le prestazioni videoludiche e il valore economico in cima alla lista delle priorità. 
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