Giornata del bacio, vietato durante pandemia e oggi la scienza lo riabilita
(Adnkronos) - "Se il bacio, nell'arte, ha sempre rappresentato l'amore in un contesto mistico-erotico, nella medicina è stato inteso in modo divergente, come modalità di rafforzamento del sistema immunitario grazie alla trasmissione di milioni di germi in pochi secondi e, al tempo stesso, come potenziale trasmettitore di infezioni, a volte anche gravi, basti pensare alla mononucleosi o a quei virus respiratori divenuti protagonisti nell'era Covid. Per non parlare, poi, delle nuove frontiere che l'analisi del microbiota salivare offre a proposito di germi cariogeni, eventualmente scambiabili, come streptococchi, lattobacilli e actinomiceti. E', tuttavia, impensabile una demonizzazione del bacio perché si tratterebbe di avversare ogni sacrosanta tensione di socialità e consolidamento delle relazioni affettive". Così all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli della Fondazione per la medicina personalizzata. Domani è la Giornata internazionale del bacio. "Quindi, per quanto sia talvolta da dispensare con prudente accortezza, per esempio a neonati o a persone immunologicamente defedate - precisa l'esperto - resto fermamente convinto del fatto che il bacio debba continuare ad essere un modo per manifestare e diffondere buoni sentimenti e sensazioni positive".
La mononucleosi o 'malattia del bacio' "è causata nella maggior parte dei casi dal virus Epstein-Barr (Ebv), più raro il Citomegalovirus (Cmv). L'80% degli adulti ha gli anticorpi per l'Ebv, lo troviamo nella saliva di soggetti adulti che non sono consapevoli di averlo. E' ribattezzata la malattia del bacio proprio perché i neonati prendono l'infezione dal bacio di un adulto, da qui la raccomandazione delle mamme di non baciare i bebè sulla bocca, ma l'Ebv si trova in tutti gli oggetti dove si posa la saliva, dai giochini che i neonati si mettono in bocca alle posate". Lo spiega il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e vicepresidente della Società italiana di microbiologia.
Come si fa la diagnosi di mononucleosi? "Dall'analisi dei globuli bianchi e poi ci sono marcatori specifici per l'Ebv - risponde il virologo - Questo virus causa quella che si chiama linfocitosi, infetta i linfociti e li stimola a proliferare in modo incontrollato, quasi li 'immortalizza'. Dall'altra parte il sistema immunitario interviene con le cellule T che vanno a distruggere il virus che, se non fosse tenuto sotto controllo, potrebbe anche portare a linfomi e leucemie. Ma nella maggior parte delle persone i sintomi sono una febbre che può durare per parecchio tempo, anche 2 settimane, un mal di gola con placche biancastre, una stanchezza persistente. In casi rari negli adulti può portare ad un ingrossamento della milza, ma in un soggetto immunocompetente tutto si risolve rapidamente, mentre i bambini possono essere completamente asintomatici anche se il virus li contagia già nei primi mesi proprio con il bacio degli adulti". Se la malattia del bacio in chi la prende da ragazzo può al massimo far saltare la scuola, in alcune parti del mondo, come l'Africa, "può dare nei soggetti con problemi del sistema immunitario dei linfomi che però rispondono bene alla chemioterapia". Per affrontare la mononucleosi "non c'è un terapia specifica, si risolve senza strascichi - conclude Pistello - Si stanno valutando delle immunoglobuline, ma ancora non è chiaro se funzionino o meno. Il virus Epstein-Barr vive molto in equilibrio con l'organismo umano, sa nascondersi e annidarsi molto bene, quindi non è facile 'beccarlo'. Ci sono studi anche su un possibile vaccino, ma siamo ancora lontani". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mestieri, World butcher wars: "L'arte macelleria italiana arriva all'ippodromo di Ascot"
(Adnkronos) - Andrea Laganga, macellaio di Grosseto ed esperto di barbecue, si prepara a partecipare alle World butcher wars, i primi mondiali di macelleria che prendono vita in Europa. Questa è un'opportunità senza precedenti per l'Italia che sarà rappresentata dai super butcher della Nazionale italiana macellai Andrea Laganga e Gianni Giardina. La competizione si terrà il 20 e 21 luglio all'interno dello Smoke and fire festivals, una manifestazione di due giorni interamente dedicata al barbecue e alle cotture sulla brace che si svolge presso l'ippodromo di Ascot, cittadina nella zona est di Berkshire, in Inghilterra. La due giorni no-stop di BBQ e cotture sulla brace è un vero e proprio happening tra piatti di carne, barbecue, tanta musica e divertimento che ogni anno si svolge all’interno dell’ippodromo di Ascot, conosciuto ai più per le corse di cavalli amate dai reali inglesi. La competizione, che lo scorso anno si è svolta in Brasile nel corso del Churrascada international barbecue festival di San Paolo, coinvolgerà 12 Paesi (oltre all’Italia gareggeranno rappresentanti di Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Brasile, Germania, Polonia, Grecia, Usa, Giappone e Tonga) e consisterà nel disosso, taglio e lavorazione di mezzo agnello e mezza sella di maiale. Il tutto in soli 30 minuti. Il panel di giudici, guidato da Shannon Walker, macellaio, insegnante, esperto di BBQ e autore del volume 'The butchers cookbook', e Keith Fisher, chief executive officer all’Institute of Meat, valuterà la presentazione e il display del banco, la tecnica utilizzata, la velocità e, non ultima, la creatività dei preparati. Si tratta di una prova complessa che richiederà un mix di tecnica e abilità nella trasformazione delle carni in tagli e pronti a cuocere che saranno valutati da un team internazionale di professionisti. "Questo è un sogno che diventa realtà", commenta Andrea Laganga all’annuncio della partecipazione. "Porteremo lo stile italiano tra i tanti appassionati di barbecue e dei tagli anglosassoni", aggiunge Gianni Giardina. Una bella notizia quella dell’Italia finalmente nella World Butchers Wars: dall’apertura ad alcuni Paesi europei al World butchers' challenge (Wbc) in quel di Belfast nel 2018, passando per Sacramento nel 2022 e in (trepidante) attesa di arrivare a Parigi 2025, con l’entrata in gara nella War estesa anche ad altre nazioni dell’Ue è indubbio che la rete internazionale di queste competizioni carnivore si stia allargando. Questa espansione delle competizioni carnivore a livello globale favorisce la promozione del prodotto carne, il networking e la condivisione di idee ed esperienze tra i macellai di tutto il mondo. Inoltre, contribuisce a raccontare un mestiere in continua evoluzione all'interno di un contesto di confronto internazionale. Andrea Laganga è un macellaio esperto che lavora nella storica macelleria di Grosseto insieme alla sua famiglia da oltre 50 anni. Proprio la su famiglia è stata la prima ad allenarlo per questa competizione studiando insieme le tecniche e le rappresentazioni da portare in Inghilterra. Durante la gara, oltre a rappresentare la tradizione e l'artigianalità della professione di macellaio, Laganga presenterà elementi e prodotti tipici della sua terra, la Maremma, a cui è profondamente legato e grato. “Ho cercato di coinvolgere artisti e produttori della Maremma - dichiara Laganga - per riuscire a portare oltr’Alpe un racconto della nostra terra. Sto infatti ricercando prodotti enogastronomici del territorio da inserire all’interno della mia esposizione ma non solo, mi sono rivolto ad artisti locali per lo studio e la preparazione di taglieri unici attraverso la mente e le mani dell’artista del legno Marco Celeghin e dell’artista Dominga Tammone per le rappresentazioni grafiche che, in lingua inglese, racconteranno le preparazioni”. Prosegue Laganga: “L'Italia, anche con la Toscana e la Maremma, è pronta a dare il massimo nella World Butcher Wars esaltando l'unicità della gara e dimostrando l'eccellenza dell'arte della macelleria italiana in una sfida mondiale”. Dal 2018, la Macelleria Laganga è l’unica macelleria toscana che fa parte della Nazionale italiana macellai e partecipa attivamente alle sfide mondiali di macelleria per il World butcher challenge. Nel 2023 la macelleria Laganga è stata insignita di uno dei riconoscimenti più significativi per il mondo del food entrando a far parte degli Ambasciatori del gusto. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aptos lancia il suo nuovo wallet cripto
(Adnkronos) - Il riscatto del settore fintech non può non passare per un potenziamento delle sue infrastrutture. È sulla strada di una maggiore efficienza che si incammina Aptos, che ha recentemente annunciato il lancio del suo nuovo wallet cripto. Aptos Connect è un servizio moderno che si distingue per il carattere innovativo del suo sistema di sicurezza. Per accedere al wallet, infatti, agli utenti sarà sufficiente un account Google. L’addio ai moduli di sicurezza hardware potrebbe segnare un punto di non ritorno per la comunità degli investitori. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il 70 per cento degli Italiani usa la tecnologia per il benessere fisico
(Adnkronos) - In occasione dell'International Self-Care Day, che verrà celebrato il 24 luglio, Samsung ha presentato una nuova ricerca Trend Radar, sviluppata in collaborazione con Human Highway, istituto di ricerche di mercato specializzato nell’analisi dei cambiamenti nelle relazioni umane prodotti dalle tecnologie digitali. Questa indagine offre una panoramica dettagliata su come gli italiani percepiscono e utilizzano la tecnologia per il loro benessere fisico e mentale. Dallo studio emerge che il 64% degli italiani cerca costantemente di prendersi cura del proprio benessere nonostante gli impegni quotidiani, con il 27% che considera questa attività una vera e propria priorità. Le generazioni più giovani, Millennial e Gen Z, risultano particolarmente attente, con entrambi i gruppi che riportano un 30% di adesione a comportamenti orientati al benessere. La tecnologia si conferma come uno strumento essenziale per il benessere personale. Il 70% degli intervistati utilizza la tecnologia per il benessere fisico, mentre il 64% la trova utile per il benessere mentale. Gli uomini mostrano una maggiore inclinazione rispetto alle donne a vedere la tecnologia come un supporto per il benessere fisico e mentale, con un divario di dieci punti percentuali. Le generazioni più giovani, in particolare Millennial e Gen Z, guidano questa tendenza con il 68% e il 65% rispettivamente. L’indagine evidenzia diversi scenari in cui la tecnologia facilita l’attività fisica. Il 34% degli italiani abbina l'ascolto della musica all'esercizio fisico, un dato che sale al 42% tra la Gen Z. I dispositivi wearable sono usati dal 34% per monitorare l’attività fisica, con un picco del 39% tra i Millennial. Altri aspetti rilevanti includono il monitoraggio del battito cardiaco (28%) e l’uso di device che ricordano di muoversi (30% degli uomini contro il 23% delle donne). La tecnologia supporta anche il benessere psicologico ed emotivo, facilitando le relazioni sociali e la fruizione delle proprie passioni. La Gen Z è la generazione più tecnologica in questo ambito, con il 45% che utilizza dispositivi per rimanere in contatto con amici e parenti, superata solo dai Boomer (47%). Inoltre, il 37% degli italiani utilizza la tecnologia per ascoltare musica che mette di buon umore, e il 30% per suggerimenti su film e serie TV, con gli uomini che mostrano una preferenza maggiore per i videogiochi come forma di relax (33% nella Gen Z). Alla fine della giornata, la tecnologia aiuta a rilassarsi e a migliorare la qualità del sonno. Il 26% degli intervistati usa la tecnologia per meditare o monitorare il sonno tramite smartwatch, con una prevalenza tra gli uomini (28%) e la Gen Z (28,5%). Anche in cucina, la tecnologia è vista come un alleato: il 38% degli italiani apprezza elettrodomestici che ottimizzano i tempi di preparazione dei cibi e il 32% utilizza informazioni per un'alimentazione consapevole. Gli uomini (39%) sono i principali utilizzatori di dispositivi per guidare scelte alimentari salutari. Inoltre, la lavatrice (48%), il frigorifero (38%) e la lavastoviglie (28%) sono considerati gli elettrodomestici più utili per la gestione della casa. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Omoda & Jaecoo sbarcano in Italia
(Adnkronos) - I nuovi SUV Omoda 5 e Jaecoo 7 sbarcano in Italia. La nuova Omoda 5 si presenta sul mercato italiano con una motorizzazione turbo benzina da 1,6 litri. Nel corso dei prossimi mesi sarà commercializzata anche una variate full electric. Per la Jaecoo 7, bisognerà attendere il mese di settembre. Anche il SUV Jaecoo 7 si presenta equipaggiato con una motorizzazione tradizionale a combustione interna. In una fase successiva sarà offerto anche nella variante ibrida plug-in.
Omoda & Jaecoo sono due brand che fanno parte del Gruppo Chery, Marchio che nel 2023 ha raggiunto, in termini di volumi di vendita, gli 1,88 milioni di auto prodotte. Nel 2023 il Gruppo Chery ha confermato per il ventunesimo anno consecutivo, di essere tra i maggiori esportatori al mondo di auto. Un risultato questo, reso possibile secondo il Vice President di Chery Automobile, Zangshan Zhang, dalla capacità del Gruppo, di saper accogliere le esigenze degli utenti e dei partner. Questi i numeri del Gruppo Chery:
• presente in 5 Continenti • possiede sei Centri di Ricerca & Sviluppo • 17 stabilimenti K&D • 4 mila concessioni partner • 80mila addetti in tutto il mondo. Il Gruppo automobilistico cinese intende costruire, anche attraverso il suo ingresso sul mercato italiano, solide capacità di vendita e di assistenza. L’obiettivo è di divenire a medio e lungo termine, un’azienda europea con un Centro di Sviluppo locale.
Omoda & Jaecoo mira a contribuire allo sviluppo sociale ed economico locale
Creare un rapporto win-win con tutte le parti interessate, dalla governance europea ai fornitori, passando per le concessionarie e istituzioni finanziarie. In questo schema, fondamentale sarà anche il rapporto che si instaurerà con i partner dell’ecosistema al fine di raggiungere un obiettivo comune e condiviso.
Zangshan Zhang, Vice President di Chery Automobile, ha dichiarato: “L’Italia ha una storia automobilistica incredibile, è la patria del car design e delle grandi produzioni di lusso famose in tutto il mondo. Approdare in questa realtà ci riempie di orgoglio è un onore e lo sarà ancora di più quando, progressivamente, cresceremo consolidando partnership locali e radicheremo ulteriormente il nostro rapporto con questo meraviglioso Paese”.
Omoda sbarca in Europa. Il Vecchio Continente vanta una lunga tradizione nell’automotive, qui si concentrano tante e diverse realtà leader nella produzione di auto. Una concorrenza vigorosa, caratterizzata anche da vincoli normativi che impongono elevati standard produttivi. In questo contesto tanto difficile quanto articolato, si posiziona la nuova Omoda 5, il primo SUV crossover intelligente. In occasione del lancio della Omoda 5, i vertici del Gruppo Chery hanno precisato come i due marchi, Omoda & Jaecoo, abbiano differenti personalità e mirino a un posizionamento di mercato, completamente differente.
Omoda è un Marchio improntato sul lusso, sull’estetica, sul fashion.
Jaecoo è un brand intraprendente che si rivolge soprattutto a chi ama la guida in off-road. La Omoda 5 è un SUV di medie dimensioni, che si caratterizza per un design gradevole e avveniristico. A caratterizzare la sua linea ci pensano diversi elementi distintivi, tra cui: • la griglia radiatore a matrice integrata nel frontale senza soluzione di continuità • spoiler a coda d’anatra • cerchi da 18 pollici total black Una linea esterna accattivante a cui si abbiano interni rinomati, dove la tecnologia fa da padrona. Di serie sull’intera gamma della Omoda 5 è presente un doppio schermo da 10,25 pollici ad alta risoluzione. Guidatore e passeggero possono scegliere l’illuminazione ambientale interna (64 colori). Anche l’impianto audio è in linea con le aspettative, presente un sistema audio SONY a 8 altoparlanti. I sedili hanno una conformazione sportiva. Il pulsante di accensione è “one-touch”, al fine di massimizzare il comfort interno, l’impianto di climatizzazione è provvisto di un sistema di purificazione dell’aria a ioni negativi co filtro di purificazione. La nuova Omoda 5 è offerta sul mercato italiano con motore turbo benzina. Si tratta di un 4 cilindri 1.6 TGDI che sprigiona una potenza massima di 108 kW per una coppia di 278 Nm. Il cambio automatico a doppia frizione è un sette marce. Tre le modalità di guida: • Eco • Normal • Sport. La Omoda 5 ha ottenuto le cinque stelle nella certificazione europea di sicurezza. La sua carrozzeria è composta per il 78% di acciaio ad alta resistenza. Tra gli ADAS figurano ben 16 sistemi tra cui l'ACC (Adaptive Cruise Control) e l'AEB (Autonomous Emergency Braking).
Due gli allestimenti disponibili, Comfort e Premium. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nuova Bentley Bentayga MY 2024: quattro ruote sterzanti e tanta connettività
(Adnkronos) - La nuova Bentley Bentayga MY 2024 rappresenta la naturale evoluzione di un SUV lussuoso ed esclusivo. A distanza di quattro anni dal lancio della seconda generazione, la Bentley Bentayga MY 2024 continua ad essere una delle Sport Utility Vehicle di lusso più apprezzate sul mercato. Il model year 2024 porta al debutto diverse tecnologie esclusive tra cui le quattro ruote sterzanti sulla
Extended Wheelbase, un sistema che aumenta la manovrabilità della Bentayga riducendo il raggio di sterzata di quasi 1 metro. Questo accessorio è disponibile a richiesta sull’intera gamma ed è di serie sulla Azure ed S. È interessante notare come un cliente su due che sceglie la Bentayga EWB a passo lungo, la equipaggia con l’Airline Seat, pacchetto che comprende la regolazione posturale, climatizzazione automatica del sedile, cuscino regolabile, schienale rinforzato nella parte posteriore e poggiatesta elettrici. L’Airline Seat, una volta che il passeggero si è seduto sul sedile posteriore e ha selezionato la temperatura desiderata, calcola la temperatura corporea e l’umidità della superficie con una precisione di 0,1 C* ogni 25 millisecondi. Il sistema, dunque, valuta se aumentare il calore o la ventilazione, per dare sempre il massimo benessere. Prevista anche la funse di massaggio che prevede 177 variazioni di pressione individuali in sei zone di pressioni completamente indipendenti per un periodo massimo fino a 3 ore. Modificando la conformazione del sedile durante il viaggio, nessuna zona del corpo subisce l’affaticamento della pressione per un periodo prolungato. Sulla nuova generazione di Bentayga migliora anche la sicurezza, potenziato l’Intelligent Park Assist, il 3D Surround View e l’Emergency Assist.
Ulteriormente affinati risultano anche il Lane Departure Warning e il Bentley Safeguard.
Nell’abitacolo tante le soluzioni che rendono ancora più confortevole ed esclusivo il SUV inglese. L’impianto audio si avvale di diffusori B&O rifiniti in alluminio con fori di dimensioni e angoli variabili, sono sagomati e disposti secondo uno degli schemi di Fibonacci. La presenza di fori angolati contribuisce ad una migliore trasparenza acustica.
La moquette dell’abitacolo è realizzata ora in nylon riciclato al 100%.
Anche l’impianto di climatizzazione è stato migliorato. Utilizza un sensore di particelle in grado di misurare la qualità dell’aria, all’esterno e all’interno dell’abitacolo. Una volta attivata la modalità automatica di ricircolo, il sistema è in grado di calcolare, grazie ai dati cartografici, quando la vettura sta per attraversare una galleria. Così, dieci secondi prima dell’ingresso, si passa alla modalità di ricircolo per evitare che l’inquinamento entri nell’abitacolo. Introdotto per la prima volta sulla Bentayga a passo lungo, le quattro ruote sterzanti, e si sento soprattutto quando si affrontano tornanti anche stretti, assicurano un ottimo compromesso tra la sicurezza ad alta velocità e comfort. In autostrada, il sistema effettua piccoli aggiustamenti di marcia alle ruote posteriori, ciò aumenta la stabilità alle alte velocità, rendendo più sicuri i sorpassi e cambi di corsia, Migliora anche la maneggevolezza quando si percorrono curve ampie. Alle basse velocità, l’All Wheel Steering, virtualmente, accorcia il passo, diminuendo il raggio di sterzata. Ciò è possibile perché le ruote posteriori sterzano in direzione opposta a quelle anteriori, per un massimo di +/- 4,8 gradi rispetto alla linea centrale della vettura. Di serie sulla Bentayga 2024 sono presenti tappetini Wilton a manto profondo, realizzati in pura lana. Durante il processo di produzione non viene utilizzata la candeggina, per un risultato finale di alta qualità. I tappetini a manto profondo sono disponibili in opzione, solo per alcune versioni. La varietà di lana utilizzata viene selezionata per la sua pulizia e purezza del colore. La nuova moquette dell’abitacolo è realizzata in nylon 100 per cento e offre al tatto, la stessa sensazione della moquette precedente (in passato veniva utilizzato il 100% di Nylon vergine). ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Italian Video Game Awards 2024: trionfano Mediterranea Inferno e dotAGE
(Adnkronos) - La dodicesima edizione degli Italian Video Game Awards, svoltasi ieri sera presso il Cinema La Compagnia di Firenze, ha celebrato l'eccellenza dell'industria videoludica italiana. L'evento, organizzato da IIDEA, l'Associazione che rappresenta il settore in Italia, ha visto la partecipazione di personalità del mondo dei videogiochi e ha premiato i migliori talenti italiani. A condurre la cerimonia sono stati Giordana Moroni e Pierpaolo Greco, volti noti del panorama videoludico nazionale. La serata è stata un'occasione per riconoscere il lavoro e la creatività degli sviluppatori italiani, con la consegna di sei statuette a forma di coda di drago, simbolo della manifestazione. I vincitori sono stati selezionati da una giuria internazionale composta da esperti del settore: Meg Clarke di Team 17, Raphael Colantonio di WolfEye Studios, Diego Grammatico di Games London e Vincenzo Lettera di Multiplayer.it. Novità di quest'anno, il quinto giurato è stato rappresentato dal voto aggregato dei soci di IIDEA, offrendo una visione ancora più rappresentativa delle preferenze dell'industria italiana. La cerimonia degli Italian Video Game Awards si è svolta nell'ambito di First Playable, l'evento business di riferimento per il settore dei videogiochi in Italia, attualmente in corso a Firenze. First Playable rappresenta un'importante occasione di networking e confronto per i professionisti del settore, contribuendo a rafforzare il ruolo dell'Italia nel panorama videoludico internazionale. Best Italian Game: Mediterranea Inferno di Eyeguys/Santa Ragione Best Italian Debut Game: dotAGE di Michele Pirovano Outstanding Art: Universe for Sale di Tmesis Studio Outstanding Experience: Mediterranea Inferno di Eyeguys/Santa Ragione Outstanding Italian Company: Untold Games
Outstanding Individual Contribution: Elisa Farinetti di Broken Arms Games
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Malattia di Crohn, la nutrizionista: "L'alimentazione è parte della cura"
(Adnkronos) -
“Un'alimentazione completa ed equilibrata riveste sicuramente un ruolo preventivo ma anche modulatore dell'attività” della patologia nel caso della malattia di Crohn e garantire “una vita normale”. La nutrizione infatti, “oltre ad essere uno dei fattori che possono contribuire all’insorgenza” della patologia, “può anche essere considerata una terapia parallela alla gestione sia medica che chirurgica delle malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici)”. Lo ha detto Camilla Fiorindi, dietista-nutrizionista dell'Azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze, autrice di ‘Faq: alimentazione e malattia di Crohn’, il libro che raccoglie le risposte a dubbi e domande più frequenti dei paziente, realizzato in occasione della campagna di sensibilizzazione ‘Crohnviviamo’, promossa da Nestlé Health Science in collaborazione con Amici onlus, l’Associazione malattie infiammatorie croniche intestinali. Sicuramente la scelta di cosa mangiare può diventare una vera e propria sfida per le persone affette da malattia di Crohn. “Per questo - aggiunge l’esperta - è necessario che vengano fornite delle informazioni chiare su quegli alimenti che dovrebbero essere limitati o più consigliati in base a quella che è l'attività di malattia nonché la storia clinica personale di malattia stessa, compresi eventuali interventi chirurgici pregressi, nonché la sintomatologia. Se vengono fornite risposte chiare si evita la ricerca di informazioni via web o via canali che non sono scientificamente corrette, ma si rendono anche le persone più autonome nelle proprie scelte alimentari”. In generale, come riporta anche il testo disponibile gratuitamente, in formato digitale, sul sito di Nestlé Health Science, “per il mantenimento di uno stato di benessere - sottolinea Fiorindi - la dieta dovrebbe essere caratterizzata dall’apporto di un discreto quantitativo di fibre per una maggior produzione di acidi grassi a corta catena da parte del microbiota intestinale e la produzione di composti bioattivi che hanno azione antiossidante e antinfiammatoria. Tuttavia durante una fase di riacutizzazione - precisa - spesso la dieta dovrebbe essere modificata sulla base di eventuali sintomi e sulla storia chirurgica. Potrebbe essere necessario evitare o limitare determinati alimenti che poi dovrebbero essere introdotti con gradualità durante periodi di remissione”.
Nel momento in cui la malattia si presenta “in fase attiva e quindi abbiamo dei sintomi intestinali come diarrea, gonfiore addominale o complicanze come stenosi intestinali, dovrebbe essere limitato l'apporto di fibra perché potrebbe peggiorare i sintomi presenti - avverte Fiorindi - Dovrebbero comunque essere limitati gli alimenti a più alto contenuto di grassi saturi come insaccati, e alimenti ricchi di ricchi di zuccheri semplici che possono peggiorare il sintomo in fase di attività di malattia, ma anche alterare la composizione della flora batterica durante la remissione e, quindi, eventualmente favorire quella che è una riacutizzazione della malattia stessa”.
Nella fase di remissione “deve essere raccomandata il consumo di alimenti di stagione, freschi e non processati, privilegiando quelli ricchi di fibra, pesce e carne freschi, formaggi a più basso tenore di grassi, legumi come secondo piatto più volte la settimana, ma anche frutta secca, in particolare noci, che possono essere più ricche di omega 3. La persona con malattia di Crohn può “avere una vita praticamente normale, considerando che l'entità e la frequenza delle riacutizzazioni possono variare da individuo a individuo. L’educazione alimentare è quindi fondamentale per renderla più consapevole e autonoma nell’alimentazione in modo da migliorare anche la qualità di vita. Del resto - conclude - le linee guida internazionali raccomandano di offrire un counseling nutrizionale a tutti gli individui con malattia di Crohn”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malattia di Crohn, Amici onlus: "Necessario promuovere campagne di informazione sulla nutrizione"
(Adnkronos) - “I principali dubbi e le domande che i malati di Crohn si pongono riguardano sicuramente quali cibi possono assumere e quali possono evitare”. Ci sono infatti “cibi con un'azione pro-infiammatoria ed è necessario individuarli, selezionarli e non assumerli”. Inoltre, questi pazienti “non ricevono informazioni corrette, basate su evidenze scientifiche”. Lo ha detto Mara Pellizzari, presidente Associazione malattie infiammatorie croniche dell'intestino, Amici onlus, commentando la campagna di sensibilizzazione ‘Crohnviviamo’, promossa da Nestlé Health Science in collaborazione con la stessa associazione, che ha l’obiettivo di far luce sui bisogni e l’impatto della malattia di Crohn - che colpisce circa 200 mila italiani, con un picco tra i 20 e 30 anni - sui diversi aspetti della vita quotidiana, sia a livello fisico che psicologico, con focus sull’aspetto centrale della nutrizione. “Solitamente - osserva Pellizzari - la definizione di un piano alimentare avviene in solitaria, nel senso che si procede per tentativi ed errori, individuando quegli alimenti che possono procurare nocumento. Purtroppo, accade anche che i pazienti raccolgano informazioni da fonti che non sono basate su evidenze scientifiche e questo, naturalmente, non aiuta”. Per questo “è necessario promuovere delle campagne di food literacy” che, oltre a fornire informazioni improntati ai pazienti, creano “le condizioni affinché tutti i centri di gastroenterologia possano avere dei dietisti o comunque dei professionisti della nutrizione in modo tale che i pazienti possano ottenere tutte le informazioni necessarie per costruire un piano dietetico salutare”. Una buona e sana alimentazione è “una parte importante della terapia e questo ha una valenza ancora maggiore nei bimbi - sottolinea Pellizzari - Da un'indagine sulla qualità dell'alimentazione condotta da Amici onlus si è riscontrato che soltanto il 69% ha un'alfabetizzazione adeguata rispetto all'alimentazione, ma solitamente costruita, appunto, in modalità singola”. Da qui l’importanza delle “campagne di sensibilizzazione” come, per esempio, le due Giornate a Cremona, il 19 e il 20 giugno, in cui l’associazione Amici onlus “ha presentato delle raccomandazioni in merito all'alimentazione per i pazienti portatori di Mici”, malattie infiammatorie croniche dell’intestino contenute nel vademecum ‘Faq: alimentazione e malattia di Crohn’, a cura di Camilla Fiorindi, dietista-nutrizionista dell'Azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze, che raccoglie le risposte a dubbi e domande più frequenti. Il testo, realizzato con il patrocinio di Amici onlus è disponibile gratuitamente, in formato digitale, sul sito di Nestlé Health Science. “Possiamo considerare le raccomandazioni - rimarca Pellizzari - una vera e propria pietra miliare nel processo di educazione terapeutica ai pazienti portatori di Mici, proprio considerando il fatto che diventa uno strumento importantissimo, per condurre una vita sana e sempre meno condizionata dalle complicanze” della patologia. “Le restrizioni alimentari cui sono sottoposti i malati di Crohn - soprattutto nelle fasi acute della malattia ma, naturalmente, in quota parte, anche nelle fasi di remissione - hanno un impatto notevole su quella che è la vita sociale. Nelle fasi acute - spiega - il regime alimentare viene particolarmente o drasticamente ridotto a pochi alimenti e questo incide proprio nella convivialità, nella socialità e può portare anche a fasi di isolamento e di depressione”, aspetto, questo “decisamente importante da presidiare”. Fortunatamente, “nei centri di gastroenterologia spesso abbiamo anche la figura dello psicologo che accompagna i pazienti qualora, appunto, ravvisino questi sintomi”. In questo contesto, “non ci sono soltanto fattori ostativi, ma anche fattori protettivi - conclude la presidente di Amici onlus - Una volta individuata la dieta consona al paziente con malattia di Crohn si favorisce un'alimentazione sana per tutta la famiglia. Caregiver e, quindi, i familiari, anche per solidarietà e condivisione, mangiano in modo sano”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sostenibilità, Dentis (Coripet): "Riciclati di alta qualità per un futuro più sostenibile"
(Adnkronos) - "C'è una riflessione che va fatta e riguarda il cambio di paradigma per cui superata ormai da tempo la raccolta imballaggi fine a se stessa, essa è oggi propedeutica al riciclo. Inoltre, fare raccolte di qualità ci consente poi di valorizzare al meglio il rifiuto. Si riesce così a dare altre vite ai rifiuti che diventano poi materie prime o seconde. Riuscire nel tempo a produrre dei riciclati di alta qualità permette di offrire alle nuove generazioni un futuro più sostenibile". Così il presidente di Coripet Corrado Dentis in occasione di 'Missione Italia', l'appuntamento annuale di Anci dedicato al Pnrr di Comuni e Città, in programma oggi e domani a Roma. Coripet è consorzio volontario di diritto privato riconosciuto in via definitiva dal Mite il 28 luglio 2021. La sua missione è di proporre ai 60 consorziati la gestione del fine vita delle bottiglie e boccioni in pet immessi sul mercato dai propri associati. Tre le categorie: quella dei produttori che sono la maggior parte (49), quella dei riciclatori (5) e infine la categoria converter (6). Il consorzio Coripet è il primo modello italiano di economia circolare su scala industriale applicata alle bottiglie in pet. Il fine che si propone, "grazie anche alla collaborazione con Anci, è fare del modello italiano un esempio", ha spiegato Dentis. L'Europa indica la rotta da seguire nell'ambito della gestione del fine vita degli imballaggi, "il primo obiettivo da raggiungere scatta il prossimo anno: la direttiva Sup prevede - ricorda Dentis - che entro il 2025 si raccolga almeno il 77% delle bottiglie in pet, una percentuale che sale al 90% entro il 2029. Quanto all'utilizzo del pet riciclato nelle nuove bottiglie, dall'anno prossimo sarà del 25% fino ad arrivare al 65% nel 2040. Ma per raggiungere questi obiettivi è necessario mettere in piedi raccolte selettive". ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










