Torna VinoVip Cortina fra Talk show e wine tasting ad alta quota con 60 aziende
(Adnkronos) - La regina delle Dolomiti si prepara ad accogliere VinoVip Cortina, evento biennale dedicato all’eccellenza enoica italiana, che torna in città per la quattordicesima edizione con un programma ricco di degustazioni, talk show e approfondimenti. Domenica 14 e lunedì 15 luglio il summit, organizzato dalla storica rivista 'Civiltà del bere' guidata da Alessandro Torcoli, vedrà protagoniste 60 tra le più importanti aziende italiane e un parterre di ospiti d’eccezione, che si incontreranno in città per analizzare presente e futuro del mondo del vino. Sarà il talk show 'Resistenza!' ad inaugurare l’evento alle 15.30 di domenica 14 luglio, presso l’Alexander Girardi Hall: un appuntamento dal titolo provocatorio che sarà un’occasione di confronto e riflessione per operatori e appassionati in cui si parlerà di tendenze proibizioniste, politiche per contrastare il cambiamento climatico e strategie commerciali da adottare in un contesto economico e geopolitico sempre più complesso. L’incontro sarà aperto da Luigi Moio, presidente dell’Oiv e professore di Enologia all’Università degli studi di Napoli 'Federico II', con il suo intervento 'Una battaglia culturale, una battaglia di civiltà'; a seguire il Master of Wine Andrea Lonardi, che si concentrerà sull’enologia applicata al mercato nel dibattito 'Sintonizzare il brand con il tempo presente e futuro'. Giovanni Bigot, agronomo consulente e ideatore dell’indice Bigot, approfondirà invece il tema della resistenza in vigneto con 'La forza della (bio)diversità', mentre Eugenio Pomarici, professore di Economia all’Università degli studi di Padova, parlerà di 'Resilienza dei distretti viticoli'. Come da tradizione, a conclusione del talk verrà assegnato il Premio Khail, intitolato al fondatore di 'Civiltà del bere' e consegnato a un personaggio che si è distinto nella valorizzazione del vino italiano nel mondo. Lunedì 15 luglio prosegue il ricco programma di VinoVip con una giornata interamente dedicata alle degustazioni e agli approfondimenti enologici. Alle 9.30 il Grand Hotel Savoia accoglierà la conferenza con degustazione 'Cabernet vs Cabernet', uno speciale focus sui Cabernet Sauvignon e Franc, tra i vitigni più noti e apprezzati nel panorama enologico internazionale. Un gruppo di tecnici e degustatori esperti guiderà i partecipanti in un’indagine approfondita, svelando le caratteristiche viticole ed enologiche dei due Cabernet prima di passare alla degustazione e scoprire tra i banchi d’assaggio, calice alla mano, analogie e differenze che li rendono unici. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 19.00 (ingressi fino alle 17.30), VinoVip Cortina 2024 si sposta al Rifugio Faloria per l’evento più atteso della kermesse: il Wine tasting delle Aquile. A oltre duemila metri d’altitudine, le Dolomiti faranno da cornice a questa degustazione esclusiva ad alta quota che vedrà oltre 150 etichette italiane tra vini e distillati, grandi classici e stuzzicanti scoperte. Informazioni e prevendite sono già disponibili sul sito www.vinovipcortina.it. Queste le aziende protagoniste al Faloria: Marchesi Antinori, Argiolas, Banfi, Berlucchi Franciacorta, Bortolomiol, Le Caniette, Casale del Giglio, Castagner, Castello del Terriccio, Castello di Querceto, Cesarini Sforza, Cleto Chiarli, Citra Vini, Nododivino, Collavini, Dei, Elèva, Fèlsina, Fontanafredda, Fonzone, Isole e Olena, Leone de Castris, Livon, Cantine Lvnae, Lungarotti, Mandrarossa, Le Manzane, Masciarelli, Masi Agricola, Tenuta Meraviglia, Mezzacorona, Monteverro, Montezovo, Nino Franco, Nino Negri, Pasqua Vini, Pio Cesare, Planeta, Poggio al Tesoro, PuntoZero, Quintodecimo, Rocca delle Macìe, Rottensteiner, Ruffino, Tenuta San Guido, San Marzano, Tenuta Santa Caterina, Santa Margherita, Cantina Santadi, Santi, Tedeschi, Cantina Terlano - Andriano, Tommasi Family Estates, Umani Ronchi, Velenosi, La Viarte, Villa Bogdano 1880, Villa Sandi, Vite Colte, Zenato, Zorzettig E questi i 'cavalieri' dei Cabernet: Marchesi Antinori, Banfi, Barollo, Casale del Giglio, Castello del Terriccio, Castello di Bolgheri, Castello di Querceto, Collavini, Il Colombaio di Santa Chiara, Colterenzio - Schreckbichl, Fèlsina, Tenuta Liliana, Maculan, Masciarelli, Tenuta Meraviglia, Mezzacorona, Monteverro, Pasqua Vini, Planeta, Poggio al Tesoro, Rocca delle Macìe, Rottensteiner, Tenuta San Guido, Santi, Tenuta di Arceno, Tua Rita, La Viarte, Villa Sandi, Zenato, Zorzettig. Special guest: Vérité (Sonoma). ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Disturbi apprendimento, psicologa: "Più diagnosi ma ancora tanto sommerso"
(Adnkronos) - Le diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) per i bambini e i ragazzi della scuola primaria e secondaria sono in costante e progressivo aumento da oltre 10 anni. Il numero di alunni con Dsa - secondo gli ultimi dati del ministero dell'Istruzione pubblicati nel 2022 - è passato dallo 0,9% dell’anno scolastico 2010/2011 (anno della legge sul tema) al 5,4% nel 2020/2021. "Questi dati evidenziano una crescita ma sarebbe un errore parlare di fenomeno 'esplosivo' o 'fuori controllo'. Sicuramente c'è più attenzione ma c'è anche molto sommerso ancora", spiega all'Adnkronos Salute Deny Menghini, responsabile Psicologia presso la Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza all'ospedale Bambino Gesù di Roma. Partiamo dalla dimensione del problema, suggerisce Menghini. "In Italia non esistono veri e propri dati epidemiologici. Ma abbiamo un importante lavoro di letteratura scientifica - pubblicato qualche anno fa su Plos one da un gruppo di ricercatori di diverse università italiane - che ha riportato un'analisi su 11.000 bambini. Valutando solo la presenza di dislessia, tra i piccoli dagli 8 ai 10 anni, si è arrivati ad una percentuale del 3,5%. I dati del del 2021, ultimi disponibili, basati sui certificati che vengono consegnati alla scuola e registrati, ci dicono che rispetto alla dislessia la certificazione fornita è del 2,8%. Siamo quindi ancora parecchio sotto la percentuale di diagnosi 'attese'. Se è vero che è aumentata la rilevazione e la percentuale di bambini che presentano la certificazione alla scuola, non abbiamo, nel complesso, una rilevazione completa dei bambini che hanno questo disturbo". Inoltre, "gli unici dati della letteratura riguardano la sola dislessia, il solo il disturbo di lettura. Non sappiamo niente rispetto alla prevalenza del disturbo di scrittura o di calcolo in Italia". Difficile e poco utile anche utilizzare dati internazionali. "Per esempio non possiamo dire quanti bambini con dislessia ci sono nel mondo perché è un problema lingua-dipendente". Dal punto di vista della richiesta di certificazione, però, "sicuramente c'è la percezione generale di un aumento di diagnosi che non vuol dire, ribadisco, che il problema stia crescendo". Rispetto al trend di crescita delle certificazioni è importante ricordare che, aggiunge Menghini, "prima del 2010 in Italia non avevamo una normativa ad hoc sui disturbi dell'apprendimento, avevamo solo delle circolari ministeriali. Molto raramente si presentavano certificazioni. C'era una risposta parziale alle richieste di genitori e scuola, non si potevano applicare misure dispensative e gli strumenti compensativi. In seguito, e in maniera costante, è aumentata la richiesta di valutazione, ma i dati, seppure parziali, ci dicono comunque che le percentuali non sono esagerate". Va evidenziata però la disomogeneità territoriale. "Abbiamo, come in molti altri ambiti, una situazione a macchia di leopardo. La percentuale di diagnosi che ricevono le scuole, va - a seconda delle Regioni - dal 1% fino al 9%", rimarca. In ogni caso oggi rileviamo "sicuramente più attenzione a questo tipo di disturbi, dalle elementari all'università. I dati del Miur indicano, poi, un numero superiore di certificazioni nella scuola secondaria rispetto alla scuola primaria. Questo vuol dire che quando ci dovremmo accorgere del problema non lo facciamo in tempo. Lo facciamo in ritardo. Questo è un elemento di riflessione importante", conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Horizon, la serie Tv su Netflix a rischio cancellazione
(Adnkronos) - Nel 2022, Netflix e Sony avevano annunciato l'adattamento televisivo della serie di videogiochi "Horizon", con Steve Blackman, noto per "The Umbrella Academy", nel ruolo di showrunner. Tuttavia, il destino della serie è ora in dubbio a seguito di accuse di cattiva condotta sul luogo di lavoro rivolte a Blackman. Secondo quanto riportato da Rolling Stone USA, la testata che ha svelato le accuse rivolte a Blackman, sia "Horizon" che un'altra serie fantascientifica in lavorazione, "Orbital", non stanno più progredendo. Non è chiaro se i progetti continueranno senza Blackman o se siano stati completamente cancellati. Un portavoce di Blackman ha risposto alle accuse, affermando che lo showrunner ha "una lunga, continua e stretta collaborazione con Netflix" e che continua a lavorare su nuovi progetti. Ha inoltre aggiunto che Blackman e Netflix avevano firmato un nuovo accordo pluriennale all'inizio di quest'anno. Tuttavia, resta incerto se Netflix manterrà la collaborazione con Blackman dopo le accuse di comportamenti discriminatori emersi durante le quattro stagioni di "The Umbrella Academy" da diverse persone che hanno lavorato con lui. Molte delle accuse sono state fatte in forma anonima per paura di ritorsioni professionali, ma Jesse McKeown, co-showrunner della quarta stagione di "The Umbrella Academy", ha parlato pubblicamente del comportamento di Blackman, unendosi al coro. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aviaria, allo studio test per bovini e latte crudo in Italia: Iszv valutano rischi
(Adnkronos) - Test sperimentali per la ricerca del virus dell'aviaria su bovini e latte crudo, con l'obiettivo "di produrre dati scientifici utili a una valutazione del rischio e per una precisa diagnosi, qualora dovessero presentarsi eventuali riscontri sul territorio nazionale di casi analoghi a quelli statunitensi". In seguito all diffusione del virus influenzale H5N1 ad alta patogenicità negli allevamenti degli Stati Uniti, gli Istituti zooprofilattici sperimentali delle Venezie (Izsve) e della Lombardia ed Emilia-Romagna (Izsler), che fanno parte della Rete degli zooprofilattici sperimentali italiani, in accordo con il ministero della Salute, si sono infatti resi disponibili a organizzare test sperimentali. Gli studi, si legge in una nota, "mirano ad ampliare il quadro delle conoscenze scientifiche attualmente a disposizione e a fornire una risposta efficace e tempestiva in caso di rischio sanitario, attraverso metodi di laboratorio validati". Ma, allo stato attuale "non vi è alcuna evidenza di infezione, neanche pregressa, nella popolazione bovina in Europa. La circolazione del virus H5N1 nelle vacche da latte ad oggi è stata segnalata solo negli Stati Uniti". Intanto "nelle ultime settimane il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria (Crn-Ia) dell’Izsve ha messo a punto test virologici e sierologici per la corretta diagnosi di infezione da virus H5N1 Hpai nei bovini". Attualmente, "il Centro sta eseguendo un’indagine sierologica per verificare se nei territori italiani dove nelle precedenti stagioni si sono concentrati i focolai di influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici vi sia stata un’esposizione dei bovini da latte al virus H5N1 ad alta patogenicità, mediante la ricerca di anticorpi specifici nel loro sangue". Ad oggi, sono stati esaminati oltre 3.200 bovini delle province di Verona, Vicenza e Padova, tutti con esito negativo. Le analisi condotte negli Stati Uniti hanno evidenziato che l’infezione dei bovini da latte determina la presenza del virus nel latte prodotto durante l’infezione. Per prevenire la trasmissione del virus all’uomo, le autorità statunitensi hanno disposto che il latte e tutti i derivati provenienti dagli allevamenti infetti siano sottoposti a pastorizzazione. Questa misura di trattamento termico del latte è considerata idonea a rendere non attivo il virus infettante eventualmente presente. Nel nostro Paese vengono prodotti formaggi anche a partire da latte non pastorizzato, tra questi i formaggi a latte crudo stagionati, di grande rilevanza nel panorama agroalimentare nazionale e internazionale. Il processo produttivo di questi formaggi prevede una serie di passaggi che, sulla scorta di numerosi studi condotti in precedenza su altri microrganismi, appaiono idonei a eliminare l’infettività del virus qualora anche allevamenti da latte italiani dovessero infettarsi. Queste fasi con potere inattivante sono la scrematura iniziale del latte, la coagulazione, la cottura e la giacenza sotto siero della cagliata, la salagione del formaggio e la sua stagionatura per molti mesi o persino anni. Al fine di fornire evidenze scientifiche della effettiva capacità di ridurre adeguatamente il rischio infettante, l’Izsler sta conducendo sperimentazioni per misurare l’abbattimento del virus nel processo di produzione dei formaggi a latte crudo stagionati. I risultati preliminari indicano come già con la sola componente termica del processo si ottiene un deciso abbattimento della carica virale nel latte. Aggiornamenti sui risultati preliminari della sorveglianza negli animali e delle attività sperimentali sul latte crudo saranno comunicati nelle prossime settimane", continua la nota ribadendo che "sulla base delle informazioni fin qui raccolte l’Oms continua a ritenere basso il rischio attuale per la popolazione umana rappresentato dal virus H5N1 e da basso a moderato il rischio per le persone che possono essere esposte ad animali infetti, come allevatori, veterinari e operatori del settore". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apple e Lewis Hamilton producono il film sulla F1 più costoso di sempre
(Adnkronos) - Apple ha svelato il titolo del suo attesissimo film sulla Formula 1, e non è particolarmente lungo né sorprendente: "F1". Con un budget stimato che ha superato i 300 milioni di dollari, promette di essere uno dei progetti cinematografici più costosi della storia recente. Il primo teaser del film debutterà questo weekend, offrendo al pubblico un assaggio di ciò che li aspetta. Apple ha condiviso un poster promozionale che conferma il titolo piuttosto didascalico ma efficace del film. Brad Pitt sarà il protagonista, interpretando un ex pilota di Formula 1 che torna alle competizioni, cercando di riconquistare la gloria perduta. La produzione del film è supervisionata anche dal co-produttore Lewis Hamilton, sette volte campione di Formula 1, che ha avuto un ruolo chiave nel portare autenticità e realismo alla pellicola. Nonostante le critiche sul budget esorbitante, Hamilton ha minimizzato, lasciando intendere che il suo cachet per la consulenza non è affatto esagerato. Con un cast stellare e un team di produzione di primo livello, "F1" si preannuncia come un imperdibile evento cinematografico, capace di attirare sia i fan della Formula 1 che gli amanti del grande schermo. Per vederlo sarà ncessario attendere un altro anno, visto che arriverà nelle sale nell'estate del 2025. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità, chirurghi: "Giovani fuggono da professione, rischio sale operatorie chiuse"
(Adnkronos) - “Contenzioso medico legale, turni massacranti, formazione insufficiente, scarso riconoscimento economico: le Istituzioni nazionali e regionali devono farsi carico del problema dei giovani che non scelgono più le specializzazioni in chirurgia. Se nel 2023 quasi il 55% delle borse di studio per la specializzazione in Chirurgia generale non è stato assegnato, significa che c’è un problema enorme in questo Paese: tra qualche anno, non tra decenni, le sale operatorie chiuderanno per assenza di chirurghi. Un’assenza evidentemente voluta da qualcuno, non scelta dai nostri ragazzi. Perché un sistema che non si preoccupa dello scenario attuale, delle difficoltà che contornano chi sceglie questa professione, è un sistema destinato a fallire. E fallirà perché i giovani sceglieranno altre branche della medicina, oppure lavoreranno nel privato o, peggio, andranno all’estero mentre noi, già oggi, passiamo il tempo a reclutare personale sanitario dall’estero. Tutto questo è paradossale". Lo afferma il neo-presidente dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), Vincenzo Bottino, annunciando in una nota la richiesta di incontri, dalla prossima settimana, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a tutti i presidenti di Regione. "Vogliamo chiarire a chi governa il Paese - sottolinea - che le scelte che verranno fatte oggi incideranno violentemente sulla vita delle persone. Se le cose continueranno così i cittadini di molte regioni italiane si troveranno tra pochi anni di fronte a sale operatorie chiuse". L’Acoi, "la più grande società scientifica di chirurgia ospedaliera italiana, ovviamente farà come sempre la sua parte - chiosa Bottino - già dal prossimo autunno costruiremo appuntamenti di confronto, formativi, di sensibilizzazione verso gli studenti, verso le associazioni dei pazienti e verso le Istituzioni per far comprendere il rischio reale che sta correndo il Servizio sanitario nazionale ma anche per ringraziare i giovani chirurghi per il coraggio, l’abnegazione, per il senso che danno alla nostra professione, cioè salvare vite umane. Ma ci aspettiamo il massimo dell’impegno anche dalle Istituzioni”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità, psichiatri: "Dopo Covid +30% depressi, suicidi coinvolgono affetti cari"
(Adnkronos) - "Dopo il Covid abbiamo assistito ad un aumento del 30% dei casi di depressione. Succede purtroppo" - oggi la tragedia della mamma di Rimini e del suo bimbo, ma a gennaio a Ravenna un caso simile, con una madre che si è gettata nel vuoto con la figlia e il cagnolino - "che le persone che ne soffrono commettano suicidi o omicidi. C'è un desiderio di togliersi la vita, un'ansia perenne e una angoscia profonda. Questo stato d'animo porta le persone che soffrono di depressione a coinvolgere anche gli affetti più cari, come i figli, per non lasciarli soli in una vita che ormai considerano solo di sofferenze. La depressione non arriva dall'oggi al domani, ma è uno stato d'animo continuo che può durare anni e ha anche segnali nel fisico. Ma è ancora uno stigma, le persone non chiedono aiuto ed è come indossare sempre un paio di occhiali neri che impediscono di vedere i colori della vita'". Lo spiega all'Adnkronos Salute Emi Bondi, presidente della Sip, la Società italiana di psichiatria. "Chi è depresso ha una alterazione del tempo, ovvero è convinto che lo stato in cui vive durerà per sempre - continua la presidente degli psichiatri - e non riesce più a vedersi 'fuori' dalla malatita. Noi valutiamo con il nostro cervello le situazioni, ma se non stiamo bene perdiamo la capacità di valutare quello che sta succedendo, non è facile capire questo stato d'animo". La famiglia può intercettare alcuni segnali d'allarme? "Non è sempre facile, ci sono tanti fattori che incidono - risponde Bondi - ma chi sta vicino a queste persone che soffrono deve provare a capirle e aiutarle". Il Servizio sanitario nazionale cosa offre alle persone che soffrono di depressione? "Ci sono i centri dedicati alla salute mentale - ricorda Bondi - dove le persone possono trovare il personale specializzato. A volte è vero che chi sta male si chiude in se stesso, non vede speranze per il futuro e non bussa alla porta di un centro. Un aiuto - conclude - può arrivare anche dal medico di famiglia che può intercettare alcuni segnali e magari indirizzare il suo assistito verso uno specialista". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malattia del bacio, virologo: "80% adulti ha avuto contatti con virus"
(Adnkronos) - "La mononucleosi o 'malattia del bacio' è causata nella maggior parte dei casi dal virus Epstein-Barr (Ebv), più raro il Citomegalovirus (Cmv). L'80% degli adulti ha gli anticorpi per l'Ebv, lo troviamo nella saliva di soggetti adulti che non sono consapevoli di averlo. E' ribattezzata la malattia del bacio proprio perché i neonati prendono l'infezione dal bacio di un adulto, da qui la raccomandazione delle mamme di non baciare i bebè sulla bocca, ma l'Ebv si trova in tutti gli oggetti dove si posa la saliva, dai giochini che i neonati si mettono in bocca alle posate". Lo spiega all'Adnkronos Salute il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e vicepresidente della Società italiana di microbiologia, alla vigilia del 6 luglio, Giornata internazionale che celebra il bacio. Come si fa la diagnosi di mononucleosi? "Dall'analisi dei globuli bianchi e poi ci sono marcatori specifici per l'Ebv - risponde il virologo - Questo virus causa quella che si chiama linfocitosi, infetta i linfociti e li stimola a proliferare in modo incontrollato, quasi li 'immortalizza'. Dall'altra parte il sistema immunitario interviene con le cellule T che vanno a distruggere il virus che, se non fosse tenuto sotto controllo, potrebbe anche portare a linfomi e leucemie. Ma nella maggior parte delle persone i sintomi sono una febbre che può durare per parecchio tempo, anche 2 settimane, un mal di gola con placche biancastre, una stanchezza persistente. In casi rari negli adulti può portare ad un ingrossamento della milza, ma in un soggetto immunocompetente tutto si risolve rapidamente, mentre i bambini possono essere completamente asintomatici anche se il virus li contagia già nei primi mesi proprio con il bacio degli adulti". Se la malattia del bacio in chi la prende da ragazzo può al massimo far saltare la scuola, in alcune parti del mondo, come l'Africa, "può dare nei soggetti con problemi del sistema immunitario dei linfomi che però rispondono bene alla chemioterapia". Per affrontare la mononucleosi "non c'è un terapia specifica, si risolve senza strascichi - conclude Pistello - Si stanno valutando delle immunoglobuline, ma ancora non è chiaro se funzionino o meno. Il virus Epstein-Barr vive molto in equilibrio con l'organismo umano, sa nascondersi e annidarsi molto bene, quindi non è facile 'beccarlo'. Ci sono studi anche su un possibile vaccino, ma siamo ancora lontani". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità, lotta a liste d'attesa: 6 italiani su 10 chiedono più assunzioni personale
(Adnkronos) - Sei italiani su dieci sono convinti che per risolvere il problema delle liste d’attesa "occorra assumere più medici e infermieri" e oltre la metà (il 56%) ritiene "necessario investire più risorse nel settore pubblico per estendere gli orari dei servizi sanitari". Mentre è in corso in Senato l’iter del decreto liste d’attesa licenziato dal governo, il sindacato degli infermieri Nursind ha voluto coinvolgere direttamente i cittadini su questo tema con una survey commissionata a Swg. “Un sondaggio – commenta il segretario nazionale Andrea Bottega - che rivela da un lato la consapevolezza da parte degli italiani della necessità di interventi concreti e non di misure spot senza risorse e dall’altro anche le loro preoccupazioni sulla tenuta del Ssn. Del resto, il fatto che solo un responder su dieci (11%) sostenga l’ipotesi di un rafforzamento del privato accreditato per abbattere i tempi dei servizi sanitari è spia di un timore crescente nella popolazione circa un progressivo scivolamento verso il privato della sanità”. Dall’indagine emerge altrettanto chiaramente la convinzione da parte dei cittadini del ruolo che potrebbero giocare gli infermieri per contrastare le lunghe liste d’attesa: "Il 71% del campione crede infatti che tra visite di controllo post ricovero, medicazioni semplici, piccole suture e prescrizione di presidi sanitari, contribuirebbero a snellire i tempi di risposta. Un italiano su cinque pensa addirittura che questa soluzione migliorerebbe di molto la situazione", si legge nell'indagine. "Pur volendo, però, il problema numero uno - commenta Bottega - rimane la carenza di professionisti e, ammesso che si voglia assumere personale infermieristico, l’ostacolo da superare è ancora una volta la scarsa attrattività del nostro lavoro. Un appeal sempre più sbiadito che non solo noi, come parte in causa, ma anche gli italiani (l’84%) adducono in primis agli stipendi bassi e a carichi di lavoro eccessivi, oltre che (l’80%) a un irrilevante riconoscimento del valore della professione”. Un comune sentire tra cittadini e infermieri che riguarda anche i timori per il futuro. “Condividiamo con gli italiani le stesse ansie - prosegue il segretario -. Ben nove italiani su dieci si dichiarano preoccupati per la grave carenza di infermieri che si profila nei prossimi anni. E noi lo siamo quanto loro. Come diretta conseguenza di ciò, il 53% degli intervistati da Swg teme una riduzione dei servizi pubblici a favore di quelli privati, mentre il 35% una riduzione della qualità delle prestazioni. E noi non possiamo dare loro torto". Senza contare che “il 39% del campione paventa un allungamento delle liste d’attesa. Una prospettiva cui guarda con timore anche il Nursind, preoccupato già adesso dagli effetti dell’attuale decreto. Non a caso – conclude Bottega - abbiamo subito messo in guardia governo e Parlamento sul rischio di uno spostamento dei tempi d’attesa dalla fase diagnostica a quella terapeutica”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Welfare, Family+Happy: "Caregivers formati sicuri e certificati per aiutare i lavoratori"
(Adnkronos) - Un impatto concreto sulla felicità dei collaboratori oggi è finalmente possibile. E' la soluzione offerta da Family+Happy, una piattaforma di work-family management che si propone come soluzione alle sfide quotidiane affrontate dai dipendenti che cercano di bilanciare impegni lavorativi e responsabilità familiari. "Abbiamo cercato (e trovato) - precisa Cinzia Tessarolo, ceo e co-founder - la soluzione win-win per aziende e lavoratori, offrendo servizi di caregiving che possano migliorare l’indice di felicità delle persone e promuovere un autentico bilanciamento tra vita professionale e supporto alla vita privata. La nostra missione è ambiziosa ma molto chiara: vogliamo arrivare dove lo Stato non sempre arriva ed essere catalizzatori di un cambiamento sociale, permettendo a tutti di perseguire le proprie aspirazioni professionali senza sacrificare quelle personali e familiari. Attraverso la nostra innovativa piattaforma proprietaria, professionalizziamo la figura dei caregivers, rendendoli non solo formati, sicuri e certificati, ma anche prontamente disponibili per rispondere a ogni necessità”. Family+Happy nella conciliazione tra vita privata e professionale offre: servizi di careviging certificati, disponibili entro pochi giorni e a prezzi agevolati, che forniscono supporto concreto a 360 gradi (babysitting, badanti, petsitting, aiuto commissioni). Family+Happy nasce proprio dalla volontà di dare aiuto concreto: è una realtà unica nel panorama del welfare in quanto è in grado di coprire tutta Italia e con una forte vocazione sociale. Basandosi su un'approfondita ricerca di mercato e dopo un percorso di validazione in diversi paesi, Family+Happy ha sviluppato un modello di servizio che risponde efficacemente alle esigenze delle famiglie garantendo un grado di selezione do altissima qualità, grazie anche all'uso di algoritmi avanzati e una intelligenza artificiale proprietaria. Grazie alla piattaforma proprietaria ogni abbinamento tra caregiver e famiglia è personalizzato su 113 parametri e basato su un'accurata analisi delle esigenze e delle preferenze di ogni utente. Questo permette di offrire non solo un servizio di qualità, in tempi molto rapidi, ma anche una soluzione su misura che risponde alle specificità di ogni situazione. “Con Family+Happy - aggiunge Cinzia Tessarolo - le aziende hanno la possibilità di offrire ai propri dipendenti un servizio di caregiving che fa davvero la differenza, migliorando la qualità della loro vita quotidiana e consentendo loro di vivere una vita meno stressante e potendosi concentrarsi al meglio sul lavoro. Un modo non solo per ridurre le ore di assenza, ma soprattutto per aumentare significativamente il benessere e la produttività dei lavoratori. E a questo si aggiunge un notevole beneficio economico: aderendo a Family+Happy, infatti, le imprese possono risparmiare fino a 200.000 euro all’anno recuperando assenze e possibili dimissioni, mentre ciascun dipendente risparmia fino a 3.000 euro l’anno grazie al risparmio agevolato. Il nostro principale competitor è il lavoro irregolare che vogliamo eliminare completamente grazie al nostro modello ad impatto sociale positivo: i professionisti che lavorano con noi, infatti, sono tutti regolarizzati, formati e certificati”. In un anno la soluzione di Family+Happy è stata a disposizione di oltre 100.000 dipendenti di corporate tra le più rilevanti in Italia, come ad esempio: Penny Market Italia, Philip Morris Italia, Terna, Politecnico di Torino, Compagnia Di San Paolo, Beko, CdP. “Vogliamo generare un cambiamento culturale - conclude Cinzia Tessarolo - per fare in modo che ogni azienda, sia supportata nella valorizzazione dei talenti, generando maggiore serenità e fidelizzazione. Un aspetto rilevante nelle corporate, ma ancora più importante per le piccole e medie imprese”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










