Apple approva il primo emulatore PC su iPhone e iPad, UTM SE

(Adnkronos) - Apple ha approvato per la pubblicazione su App Store per iPhone e iPad UTM SE, un'applicazione progettata per emulare Windows e consentire l'esecuzione di software e giochi classici. La decisione arriva solo poche settimane dopo che l'azienda aveva inizialmente respinto l'app e ne aveva impedito la diffusione per gli app store di terze parti nell'Unione Europea. Ora, l'app è disponibile gratuitamente per iOS, iPadOS e visionOS. Dopo il rifiuto da parte di Apple nel giugno scorso, il team di sviluppo aveva dichiarato di non voler continuare a tentare, definendo l'app "un'esperienza mediocre". Tuttavia, oggi UTM ha ringraziato il team di AltStore per il loro supporto e ha dato credito a un altro sviluppatore la cui implementazione di QEMU TCTI è stata fondamentale per questa build.  UTM SE non include macchine virtuali, ma offre agli utenti la possibilità di trovarle facilmente. Uno screenshot mostra le opzioni per creare una nuova macchina virtuale o scaricarne una preconfigurata. Come altri emulatori presenti sull'App Store, UTM SE non viene fornito con sistemi operativi preinstallati. Tuttavia, l'app fornisce collegamenti al sito di UTM, che offre guide per l'emulazione di Windows XP fino a Windows 11, oltre a download di macchine virtuali Linux preconfigurate.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Crash Bandicoot 5 è stato cancellato, la rivelazione social

(Adnkronos) - Negli ultimi anni, il franchise di Crash Bandicoot ha vissuto una significativa rinascita. Dopo il successo delle rimasterizzazioni dei primi tre giochi e il sequel principale "Crash Bandicoot 4: It's About Time", la serie ha visto anche una nuova versione di "Crash Team Racing" e un party game intitolato "Crash Team Rumble". Un ritorno sulle scene significativo per una delle icone di PlayStation, che ha debuttato nel 1996 sulla prima console Sony. Sviluppato da Nughty Dog, che anni dopo avrebbe lanciato le saghe di Uncharted e The Last of Us, ha venduto più di sette milioni di copie nel mondo, diventando un'icona del mondo dei videogiochi. Purtroppo, le speranze per un "Crash Bandicoot 5" sembrano essere state infrante con un solo post su X. Nicholas Kole, character designer e illustratore che ha lavorato su "Crash Bandicoot 4: It's About Time", ha rivelato sul social: "un giorno la gente sentirà parlare del Crash 5 che non è mai stato e sarà un colpo al cuore". Questa dichiarazione ha lasciato i fan che speravano in un seguito ufficiale sulle console moderne con l'amaro in bocca, facendo intendere che la saga non continuerà. Negli ultimi anni, i giochi di Crash sono usciti sotto etichetta Activision, e non sono stati sviluppati da Naughty Dog ma da Toys for Bob, uno studio di sviluppo di videogiochi noto anche per il lavoro sulla serie “Skylanders” e per la rimasterizzazione di “Spyro Reignited Trilogy”. 

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Consulcesi Club, webinar e guida per riconoscere e tutelarsi da demansionamento

(Adnkronos) - Spesso presentato come una situazione 'momentanea e straordinaria', il demansionamento finisce per diventare una routine e i professionisti sanitari non sanno come tutelarsi. Per esaminare risvolti legali e possibili azioni da intraprendere - si legge in una nota - Consulcesi Club ha realizzato la Guida 'Demansionamento sul lavoro: guida legale per tutelarsi', scaricabile online, che raccoglie l'expertise dei propri consulenti legali che, da anni, affrontano la tematica e ricevono richieste sul tema dai membri Club. Con la costante carenza di personale sanitario - mancano 104mila medici (Anaao Assomed), oltre 200mila infermieri (Nursing Up) e 70mila operatori socio sanitari (Migep) - per assolvere i compiti necessari e garantire ai pazienti il trattamento migliore anche in emergenza, si è arrivati alla cronicizzazione del fenomeno. La Guida è stata resa disponibile in occasione del webinar 'Demansionamento professionale: diritti e tutele per i professionisti della sanit' - disponibile sul sito di Consulcei Club - che ha visto, tra gli ospiti: Silvestro Giannantonio, responsabile comunicazione della Federazione Ordini professioni infermieristiche (Fnopi); Francesco Del Rio, avvocato Consulcesi Club; Federico Fontana, psicologo del lavoro, e Simona Gori, responsabile Consulcesi Club. Il demansionamento è l'assegnazione del lavoratore a compiti e mansioni comprese in un livello di inquadramento inferiore rispetto a quello contenuto nel proprio contratto di lavoro individuale. In situazioni di carenza di organico, "i sanitari, sia medici che infermieri - conferma Del Rio - vengono spesso chiamati a supplire deficienze strutturali svolgendo mansioni incompatibili con il loro livello professionale. E' un problema molto sentito sia nel settore pubblico che privato, se svolto in maniera prevalente ed assorbente può portare alla richiesta di un risarcimento". I medici suppliscono così a compiti prettamente infermieristici e, a loro volta, gli infermieri si ritrovano a svolgere funzioni di operatori socio sanitari (Oss) nella gestione delle attività igienico-alberghiere del paziente. E' proprio il target delle professioni infermieristiche quello più colpito dal demansionamento, che rappresenta un grande ostacolo a quella formazione sempre più specialistica per cui gli Ordini professionali da tempo si battono. Nel webinar e nella Guida Consulcesi Club un focus è dedicato agli infermieri e alle conseguenze di un demansionamento prolungato, condizione che, anche dal punto di vista psicologico, ha forti effetti sul lavoratore. Stress, frustrazione, rabbia e sindrome da burnout - informa la nota - sono tra le più riscontrate dagli psicologi del lavoro, che lo psicologo del lavoro ha esaminato con dovizia durante il webinar. "I sanitari reagiscono al demansionamento con la sindrome da burnout - spiega lo psicologo Fontana - una manifestazione che porta ad ansia, disturbi del sonno, depressione, demotivazione, cinismo, oltre che a disturbi gastrointestinali, rabbia, frustrazione. Il motivo è nel fatto che lavorano con utenze difficili, i pazienti. In più, in contesti organizzativi difficili, con turni lunghi, senza riposo e carenze di personale". Sono effetti sulla salute mentale che entrano anche in tribunale, quando si raccolgono le prove. Nella Guida e nel webinar Consulcesi Club i passaggi da seguire se si è vittima di demansionamento, per tutelarsi, precostituendosi correttamente gli elementi di prova del danno da dequalificazione professionale. "E' importante fornire delle prove solide - sottolinea l'avvocato Del Rio - in quanto il danno da demansionamento non è automatico e la sua prova deve essere data con allegazione di presunzioni precise, gravi e concordate su qualità e quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità rivestita, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo l'avvenuta dequalificazione ed i solleciti rivolti ai superiori per lo spostamento a mansioni più consone". Per questo si chiariscono, inoltre, le differenze con il fenomeno del mobbing, con un punto di attenzione su come distinguere le due situazioni. "Consulcesi Club - evidenzia Gori - è pensato per rispondere a tutte le necessità del professionista della salute" e mette a disposizione dei suoi utenti consulenze legali illimitate e specializzate non solo su demansionamento, ma anche su tante altre tematiche legate al mondo sanitario. "La soluzione Consulcesi Club - aggiunge - offre al sanitario tutela legale ed assicurativa, un catalogo di oltre 300 corsi Ecm accreditati per la propria formazione, contenuti di approfondimento ritagliati sulla singola professione - guide, webinar ma anche podcast, video, ebook, infografiche, da vedere e rivedere - risorse e convenzioni per facilitare la vita personale e lavorativa", oltre all'innovativo "'Elenco professionisti sanitari', una rete digitale - conclude Gori - che aumenta la visibilità dell'utente e crea contatti di alto valore professionale". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Debutto mondiale della MG Cyber GTS Concept

(Adnkronos) -
MG ha scelto la splendida cornice del Festival of Speed di Goodwood per presentare al mondo la nuovissima MG Cyber GTS Concept nata dalle mani di Gerry Judah.
 La MG Cyber GTS Concept rende omaggio alla MGC GTS Sebring e cosa non da poco è la prima due posti EV cabrio al mondo ad entrare in produzione. Si tratta di una perfetta 2+2 e alimentata da due tipologie di motorizzazioni ovviamente elettriche. La prima con trazione solo posteriore e 310 CV circa di potenza mentre la seconda con due motori EV con un valore di potenza che si avvicinerà ai 536 CV, questa versione è a quattro ruote motrici. Interessante e molto sportive sono le due portiere che si aprono verso l'alto dando una linea e anche un ingresso nella vettura molto comodo. L'arrivo previsto sulle strade della nuova MG Cyber GTS Concept è già nelle prossime settimane. 
Andrea Bartolomeo, Vice President e Country Manager di SAIC Motor Italy, ha commentato: “Cento anni fa, MG ha conquistato gli appassionati di tutto il mondo, realizzando l’auto sportiva per tutti e trasformando in realtà i loro sogni. Siamo ancora impegnati in quella visione di offrire auto accessibili, innovative e posizionarci come la migliore proposta in tutti i segmenti di mercato. La Cyberster testimonia questo impegno. Una roadster EV ad alte prestazioni con cui MG torna nel segmento delle vetture sportive con la voglia di rinnovare l’impatto emozionale delle vetture che hanno fatto amare MG rendendo celebre questo marchio”.
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Autobianchi e Innocenti: dalla Cina con furore

(Adnkronos) - Gli storci Marchi automobilistici, Autobianchi e Innocenti, potrebbero cadere in mani straniere.  Sono attualmente di proprietà del Gruppo Stellantis, ma la recente legge sul made in Italy, potrebbe cambiare il futuro di Autobianchi e Innocenti.
 Secondo la recente legge un marchio storico italiano inutilizzato per almeno 5 anni può essere utilizzato dallo Stato.  L’istanza di decadenza del Marchio e dei Brevetti potrebbe essere in questo caso, avanzata dal Ministero. Una mossa che consentirebbe allo Stato italiano di entrare in possesso dei Marchi Innocenti e Autobianchi e di deciderne le sorti.  Considerata l’esigenza del Governo italiano, di riportare la produzione automobilistica ai fasti di un tempo e di superare il milione di unità, il passo successivo è chiaro.  I due Marchi storici potrebbero essere ceduti a un costruttore, nel frattempo la Cina avanza, con l’obbligo della produzione in Italia.  Diversi brand auto fortissimi sul mercato, quali BYD, Dongfeng e Chery, sono già in pole position, pronti a produrre e resuscitare due Marchi che negli anni 70/80’ hanno scritto la storia dell’automotive in Italia.  Del resto, guardando un po' la storia dell’automotive, Marchi storici, sono rinati sotto un diverso proprietario.  Il caso più emblematico è la MG, brand un tempo orgogliosamente inglese, oggi nelle mani di un colosso cinese che ne ha fatto un’azienda vincente in termini numerici.  Non è un mistero che i dati di vendita di MG Motor sono estremamente positivi anzi, è tra i costruttori insieme a Dacia, che vendono di più in Italia ed Europa.  Chissà che non possa accadere la stessa cosa con Autobianchi e Innocenti.
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Nuova Fiat 500: si chiamerà Torino

(Adnkronos) - La futura e nuova Fiat 500 Torino rappresenterà l’anima ibrida dell’apprezzata utilitaria italiana.  A confermare il suo arrivo è il CEO di Fiat, Olivier Francois, che annuncia anche sarà prodotta nello stabilimento di Mirafiori. Il nome Torino sembra che sia stato suggerito da Stefano Lo Russo, Sindaco dell’omonima città. luogo storico per il Marchio Fiat.  In occasione dei 125 anni di Fiat è intervenuto anche Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, il quale ha dichiarato che la certezza dello spostamento della produzione della Fiat 500 ibrida, dalla Polonia a Torino, garantirà, insieme alla 500e, la ripresa della produzione a Mirafiori, dove si prevede che potrà superare le 200mila unità l’anno.  Un intervento che giunge in un momento delicato per l’industria automotive e per Stellantis. Lo storico sito produttivo torinese è ai minimi storico in termini di produttività, l’idea di produrre a Mirafiori in grande parte la 500e non è stata una scelta vincente, visto le reazioni dei mercati internazionali alle auto elettriche.  In merito al ritorno della produzione in Italia della Fiat 500, sono intervenuti anche i sindacati, Luigi Paone, segretario generale della Uilm Torino ha dichiarato che il Governo e Sindacati devono lavorare assieme affinché sia rilanciato lo stabilimento di Mirafiori e tutto il suo indotto. Un ritorno che rilancerà anche altri siti produttivi italiani del Gruppo Stellantis. Il motore della futura 500 ibrida sarà prodotto a Termoli, si tratta del tre cilindri in linea da 1 litro, da 70 cavalli.  Le trasmissioni, manuale a sei marce e automatico doppia frizione eDct6 saranno invece prodotte a Mirafiori. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vino, a VinoVip Cortina 'Civiltà del bere' consegna a Marina Cvetic il Premio Khail 2024

(Adnkronos) - È Marina Cvetic, amministratore unico di Masciarelli Tenute Agricole, la vincitrice del 'Premio Khail 2024', titolo che da otto edizioni viene attribuito dalla rivista 'Civiltà del bere' alle figure che si sono distinte per l’impegno nella promozione del vino italiano nel mondo. Il premio è stato assegnato all’imprenditrice abruzzese in occasione dell’inaugurazione dell’evento VinoVip Cortina 2024, appuntamento che per due giorni riunisce sulle Dolomiti l’eccellenza dell’enologia italiana. “A VinoVip 2024 abbiamo deciso di premiare Marina Cvetic - spiega Alessandro Torcoli, direttore di 'Civiltà del bere' - per la passione e l’impegno con cui ha saputo proseguire il lavoro avviato insieme al marito Gianni Masciarelli, esaltando i valori dell'eleganza e della creatività. Si è distinta per le attività di mecenatismo, ha ampliato l’offerta di prodotti e aperto nuovi mercati. Ha coinvolto le nuove generazioni, assicurando continuità a un’impresa familiare italiana che è ormai esempio di eccellenza nel mondo”. Il destino di Marina Cvetic nel mondo del vino è già segnato fin da piccola, quando cresce a Belgrado tra i vigneti di famiglia per poi studiare Tecnologie Alimentari all’università. A fine anni ’80 l’incontro con Gianni Masciarelli, tra i più importanti artefici del rinnovamento della vitivinicoltura abruzzese, da cui nascono tre figli: Miriam Lee, Chiara e Riccardo. Dopo la prematura scomparsa del marito nel 2008, Cvetic prende le redini dell’azienda, mantenendola una delle icone del vino italiano e dandole un respiro sempre più internazionale.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, in Norvegia la via artica alla sostenibilità passa dallo Snowhotel di Kirkenes

(Adnkronos) - Dormire in stanze di ghiaccio, tra sculture di neve e passi ovattati, in estate come in inverno. Immergersi in quanto la natura ha da offrire all’altezza del 69° parallelo nord, lì dove tra il 21 novembre e il 21 gennaio tutto è avvolto nel buio della notte polare ma tra maggio e luglio il sole non tramonta mai. E nutrirsi a km 0, con i prodotti frutto della pesca e della caccia e di ciò che cresce a questa latitudine. E’ la via artica alla sostenibilità, che passa anche attraverso l’esperienza offerta dal primo albergo al mondo completamente fatto di ghiaccio e aperto 365 giorni all’anno, lo Snowhotel di Kirkenes, in Norvegia.  Una cittadina all’estremo nord-est del paese, a una manciata di chilometri dal confine con la Russia, diventato esso stesso un’attrazione turistica ma, di questi tempi, valicabile solo dai pochi residenti della zona e per poco tempo. Posizione strategica, lungo un fiordo stretto fra tre nazioni, che ha condannato la città a essere rasa al suolo durante la Seconda guerra mondiale, e poi ricostruita. A memoria di questa martoriata storia restano monumenti ai caduti e panelli fotografici sparsi nelle vie del nuovo centro, ma soprattutto Andergrotta, una miniera dismessa che nei suoi mille cunicoli è servita come bunker naturale nei lunghi anni della Guerra fredda e tuttora visitabile.  A 8 chilometri da Kirkenes - meglio conosciuta oggi per essere il porto di arrivo delle crociere dei fiordi che seguono tutta la costa norvegese partendo da Bergen, a sud - nel paesaggio selvaggio della tundra sorge lo Snowhotel. Qui la sostenibilità diventa concept turistico e approccio di management, che varranno a breve all’azienda la certificazione ufficiale norvegese in materia, mentre è già operativa l’adesione al progetto ‘primo miglio’, che è il focus della parte ristorazione.  La struttura centrale è un maxi-igloo, conservato anche in estate grazie a una tecnica di raffreddamento innovativa che consente di vivere un paesaggio invernale nella bella stagione mantenendo una adeguata temperatura costante. All’interno un ice-bar, dove si può sorseggiare un drink seduti ai tavolini ghiacciati. E poi le camere, interamente fatte di neve, dove gli arredi sono sculture artistiche realizzate in ghiaccio così come i letti. Per dormire, viene fornito uno speciale sacco a pelo termico; abiti ed effetti personali si lasciano all’esterno, dove ci sono armadietti e guardaroba e i bagni, e dove si indossano anche scarponi tipo moon-boot, obbligatori per accedere nell’igloo, per mantenere pulita e bianca la neve. Prima di avventurarsi in una notte al ghiaccio, vengono fornite istruzioni pratiche con tanto di video-tutorial. Per i meno temerari, lo Snowhotel dispone anche di camere più tradizionali, dove la sostenibilità assume una diversa sfumatura. Sono, infatti, bungalow sparsi nel parco, chiamati Gamme-Cabin, dal nome delle casette di pescatori di cui ricordano la forma, dove il design nordico la fa da padrone, tra arredi in legno naturale, coperte in pelle di renna e suggestiva vetrata vista fiordo.  Emblema dell’architettura nordica è poi la nuova reception dello Snowhotel, disegnata dall’architetto norvegese Lars Hamran. Un edificio in legno integrato nella natura che lo circonda, che, oltre a essere il cuore amministrativo della struttura, ospita anche una collezione di oggetti creati da artisti che appartengono ai Sami, il popolo che vive da sempre in queste terre, e che sono pure in vendita. Anche un souvenir dallo Snowhotel, quindi, oltre ai consueti gadget brandizzati, può essere uno spunto di sostenibilità per far conoscere l’arte duodji, il tradizionale artigianato Sami. Con la reception si comunica solo via whattsapp, grazie al wifi a disposizione ovunque, che si dorma al freddo del ghiaccio o nel tepore del legno. Un modo veloce e al tempo stesso silenzioso con cui si può, per esempio, prenotare un transfer per l’aeroporto e il centro città. Oppure la cena al ristorante, nella grande sala in legno che affaccia sul fiordo, dove si possono assaggiare cibi rigorosamente a chilometro 0, dal granchio reale appena pescato alla carne di renna, e poi formaggi e salumi tipici di produttori locali, fino al cloudberry, il lampone giallo, e altri prodotti provenienti dalla farmhouse. Un’esperienza di tasting dei sapori artici dove la sostenibilità arriva in tavola. Il ristorante si trova all’interno di un vecchio fienile; a disposizione anche sale per meeting ed eventi e un salotto dove rilassarsi, incontrare gli altri ospiti e magari riscaldarsi dopo una notte a meno 4 gradi. Più che un albergo, lo Snowhotel è un vero e proprio ‘camp’ che ha dato vita a un’organizzazione completa che promette di offrire un’esperienza unica e non solo a chi vi alloggia. Sì, perché lo Snowhotel è una delle imperdibili icone da visitare per chiunque approdi in questa terra remota, a cominciare dai crocieristi sbarcati al porto, prima di prendere l’aereo di rientro, dall’aeroporto di Kirkenes che offre collegamenti internazionali via Oslo e con altre città del paese. Così, si può decidere di visitare l’originale hotel con tanto di tour guidato, volendo abbinandolo a una cena nel ristorante interno. Ma anche di partecipare a una delle tante attività organizzate dallo Snowhotel e aperte a tutti, dalle visite ai luoghi che rievocano la storia alle avventure su mezzi rompighiaccio o in slitte trainati da cani e renne.  E sono proprio loro, gli animali, i veri protagonisti: nel parco dello Snowhotel, infatti, c’è uno dei più importanti allevamenti di husky di tutta la Norvegia, con 180 esemplari compresi cuccioli con cui gli ospiti più piccini possono giocare, mentre i più grandi sono a disposizione per passeggiate nelle foreste. Ci sono poi le immancabili renne - da queste parti se ne contano tante quanti sono gli abitanti - gelosamente custodite dagli allevatori Sami. Proprio in compagnia di un Sami, John Henrik Mienna, una delle ‘colonne’ dell’hotel, si può trascorrere un’ora, prendendo confidenza con questi animali dalle corna ramificate dando loro il mangime e anche imparando la tecnica con cui si lancia la fune per catturarli. Non solo: in una tenda tipica attorno a un fuoco si possono ascoltare le storie e tradizioni di questo popolo e ascoltare il joik, il canto tradizionale accompagnato da uno strumento musicale simile a un tamburo.  E’ la Sami experience, una delle tante esperienze che si alternano in un dettagliato programma, che cambia tra estate e inverno, tra ciaspolate e yoga sulla neve, dalla ‘caccia’ all’aurora boreale al safari marino sotto il sole di mezzanotte per pescare il granchio reale, una delle specialità dell’artico. Ma ci sono anche le esperienze che portano a contatto con i ‘locals’, come le visite a casa dei residenti, per scoprire come si vive al nord del mondo, in un melting pot sociale che da sempre ha il suo equilibrio. Con la via artica alla sostenibilità, l’amore per l’ambiente va a braccetto con il rispetto per le culture di questi luoghi, e per chi li visita diventa esperienza.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Medici a balneari: "Nelle spiagge dispenser di crema solare e braccioli gratis ai bimbi"

(Adnkronos) - Attrezzare le spiagge con dispenser di crema solare gratuita, regalare braccioli ai bambini e rispettare l'obbligo di defibrillatori salvavita per la rianimazione cardiopolmonare. E' l'appello lanciato agli stabilimenti balneari e ai Comuni delle località di mare dai medici che nei giorni scorsi a Fasano, in provincia di Brindisi, hanno partecipato al 7° International Workshop of Green Flags - 10° Congresso nazionale delle Bandiere verdi, l'evento ufficiale per la consegna delle Bandiere verdi 2024 alle spiagge a misura di bimbo, scelte dai pediatri. A illustrare le nuove proposte all'Adnkronos Salute è Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria dell'Università Ludes-United Campus of Malta e 'papà' delle Green Flags, che in occasione del doppio appuntamento aveva già suggerito due iniziative: mezze porzioni nel menù e punti allattamento aperti a tutti in bar, ristoranti, hotel e stabilimenti.  Seguire l'esempio dei Paesi che all'estero offrono protezioni solari in dispenser, spiega il medico, è "una richiesta avanzata da Francesca Farnetani, professore associato di dermatologia all'università di Modena e Reggio Emilia. L'obiettivo è la prevenzione del melanoma cutaneo", il più temuto tumore della pelle, che tra i fattori di rischio ha "le scottature e gli eritemi solari sperimentati nel corso della vita, specie durante l'infanzia e l'adolescenza. Per prevenirlo è fondamentale usare con diligenza le creme protettive, non solo applicandole ogni 3 ore, ma ripetendo l'operazione anche dopo un bagno in mare o una sudata abbondante. Perché anche le creme definite 'waterproof', seppur più lentamente, vengono eliminate dall'acqua. Da qui la proposta di collocare negli stabilimenti balneari dispenser gratuiti di creme solari". Un rifornimento disponibile sempre e pronto all'uso.  Un'altra 'idea regalo' viene dallo stesso Farnetani: "Ho consigliato agli esercenti degli stabilimenti balneari, ma anche ai sindaci - precisa - di fornire gratuitamente braccioli gonfiabili a tutti i bambini under 4 anni e in generale a tutti quelli che non sanno nuotare. Ricordo infatti che nel decalogo elaborato dai pediatri delle Bandiere verdi si raccomanda, fra le altre cose, di far indossare sempre i braccioli ai bimbi che vanno in acqua". Un dono potenzialmente salvifico "specialmente alla luce del notevole afflusso sulle spiagge italiane di turisti stranieri, spesso da Paesi con una minore consuetudine all'acqua e al contesto marino. Nazioni dove sono frequenti anche fototipi di pelle più sensibili al sole, per i quali sarebbe ancora più cruciale la disponibilità di creme protettive gratis".  Infine i Dae, i defibrillatori semiautomatici esterni, obbligatori in ogni stabilimento. "Ne ha rilanciato l'importanza - riporta Farnetani - Goffredo Vaccaro, anestesista e rianimatore. Usare il defibrillatore decuplica le chance di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. L'obbligo prevede anche la formazione di personale addestrato all'impiego del Dae, e può essere prezioso l'aiuto telefonico fornito a distanza dalle centrali operative dell'emergenza urgenza. Per un defibrillatore il costo può essere contenuto, anche 750 euro, ha evidenziato Vaccaro". In cambio, un risultato senza prezzo: tante vite salvate.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Immunoterapia efficace nei tumori solidi con metastasi", speranze dagli Usa

(Adnkronos) -
"Una nuova immunoterapia cellulare potrebbe essere efficace nel trattamento dei tumori solidi metastatici". Lo annunciano i National Institutes of Health (Nih) americani, che hanno pubblicato su 'Nature Medicine' "i primi risultati di un piccolo studio clinico in pazienti con cancro del colon-retto già sottoposti in precedenza a più terapie" senza successo: "L'immunoterapia personalizzata ha ridotto i tumori in alcuni pazienti ed è stata in grado di impedirne la ricrescita fino a 7 mesi". Quello messo a punto dagli scienziati dal National Cancer Institute (Nci) degli Nih è un approccio personalizzato che consiste nell'ingegnerizzare geneticamente i linfociti sani del paziente in modo che esprimano recettori specifici, capaci di riconoscere e attaccare le cellule tumorali.  Finora l'immunoterapia cellulare, in differenti versioni, si è dimostrata efficace contro alcuni tumori del sangue e il melanoma metastatico, ricordano gli Nih. Tuttavia, ad oggi, ancora non esiste una terapia cellulare che funziona contro i tumori solidi. "Il fatto di essere riusciti a far regredire un cancro solido metastatico prova che la nuova strategia di immunoterapia cellulare è promettente", afferma Steven A. Rosenberg del Center for Cancer Research (Ccr) del Nci, che ha co-condotto la ricerca con la chirurga del Ccr Maria Parkhurst. "E' però importante capire che questi risultati sono preliminari - precisa - e che il nuovo approccio deve essere ulteriormente perfezionato e testato su più tipi di tumori solidi". 
La nuova metodica, sottolineano gli Nih, supera due grandi sfide dell'immunoterapia cellulare: come produrre un gran numero di linfociti T in grado di riconoscere in maniera specifica le cellule tumorali; come aumentare la capacità delle cellule T modificate di moltiplicarsi una volta reinfuse nel paziente. Per ciascun paziente coinvolto nello studio, illustrano gli Nih, Rosenberg e colleghi hanno raccolto i linfociti presenti nel tumore. Su questi linfociti, attraverso sofisticate tecniche di caratterizzazione molecolare, hanno identificato e isolato i recettori che riconoscevano cambiamenti specifici nel tumore di ogni paziente. Dopo averli sequenziati geneticamente, sfuttando un retrovirus hanno inserito i geni di questi recettori nei linfociti sani raccolti dal sangue circolante di ciascun paziente. I linfociti geneticamente modificati sono stati quindi fatti moltiplicare in laboratorio, ottenendone centinaia di milioni, e reinfusi nei pazienti dove hanno espresso i recettori delle cellule T specifici per il tumore e hanno continuato a moltiplicarsi. "Prendendo i recettori naturali presenti in un numero molto piccolo di linfociti T, e inserendoli nei linfociti normali di cui invece disponiamo in numeri enormi (1 milione in ogni goccia di sangue) - chiarisce Rosenberg - possiamo generare tutte le cellule anti-cancro che vogliamo". Nell'ambito di un trial di fase 2 più ampio, 7 pazienti con tumore del colon metastatico sono stati trattati con questa immunoterapia cellulare personalizzata sperimentale. Prima del trattamento tutti e 7 hanno ricevuto diverse dosi del farmaco immunoterapico pembrolizumab, mentre dopo il trattamento è stato loro somministrata un'altra immunoterapia (IL-2). Risultato: 3 pazienti hanno avuto una sostanziale riduzione dei tumori metastatici nel fegato, nei polmoni e nei linfonodi, che è durata da 4 a 7 mesi. Il tempo mediano alla progressione della malattia è stato di 4,6 mesi. Dei 3 pazienti che hanno risposto al trattamento - rimarca Rosenberg - 2 avevano ricevuto recettori derivati da linfociti T citotossici, i 'killer' principali delle cellule malate. Perciò i ricercatori stanno cercando il modo di inserire i recettori delle cellule T in sottotipi specifici di linfociti normali, per migliorarne la reattività.  Il cancro al colon è solo uno dei tanti tumori solidi che gli scienziati stanno studiando. I

l progetto è ancora in corso e comprende pazienti con diversi tipi di tumori solidi, puntualizzano gli Nih. "E' solo l'inizio del processo di conversione dei linfociti normali in cellule in grado di trattare i comuni tumori solidi", prospetta Rosenberg. "Questo studio dimostra che è possibile, e una volta che lo sai - chiosa - puoi lavorare per farlo meglio". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)