Estate, italiani in vacanza tra voglia di relax e buon cibo per ricaricare energie
(Adnkronos) - Delusi dal calcio, dopo il flop degli azzurri a Euro 2024, archiviati i viaggi culturali o quelli alla ricerca di nuovi amori, gli italiani ora pensano alle vacanze. Parole d'ordine meno divertimento e più relax, nessun desiderio di fare amicizia ma solo esperienze gastronomiche: gli italiani pensano all’estate come un periodo d’oblio utile a ricaricare le energie per l’autunno. E' quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Nestlé, focalizzata sui comportamenti alimentari in viaggio, condotta su un campione di 1.200 persone rappresentativo della popolazione italiana.
La ricerca - riporta una nota - ha inoltre l’obiettivo di sondare le mete preferite e quanto, in vacanza, siamo disposti a controllare i nostri istinti a scapito di un’alimentazione sana, tendenza rilevata nell’ultimo anno che ci vedeva consumatori virtuosi con un aumento del consumo di frutta, verdura e legumi oscillante fra un +30 e +40%. Al primo posto della classifica dei desiderata per le vacanze 2024 c’è, per più del 57% degli italiani, la ricerca del puro relax, seguito dal divertimento per il 24% e dal desiderio di nuove esperienze gastronomiche per il 13%. Ma, in cerca di relax o di divertimento, tutti concordiamo che il mangiare bene è sempre molto o abbastanza importante per il 78%, mentre il 20% ha spudoratamente dichiarato che questa estate mangerà di tutto, senza fare minimamente attenzione ad un’alimentazione sana e bilanciata. Tutto ciò che implica la nostra sfera emotiva e intima sembra essere passata in secondo piano. Fare nuove amicizie, infatti, è vissuto come facoltativo e non necessario, votato solo per il 2% dagli intervistati. Pare tramontata anche l’era della ricerca di nuove emozioni o flirt più o meno duraturi - si legge - solo lo 0,3% ancora si mette in viaggio sperando di incontrare la 'grande storia' mentre solo due anni fa, nel 2022, il 10% sognava una vacanza d’amore. Una percentuale in caduta libera che segna un passaggio epocale in un Paese che ha vissuto fino a ieri sulla scia del romanticismo e dei grandi film d’amore. E patria, tra l’altro, dei cosiddetti 'pappagalli' alla ricerca, sulle coste italiane, di turiste pronte ad innamorarsi. Figure ormai desuete che lo tsunami prodotto dai nuovi costumi dettati da nuove generazioni e dai social ha infine spazzato definitivamente, decretandone la fine. Quindi, delle due l’una: fra amore o sesso e cibo – sfere che sono in qualche modo correlate perché riguardano anche la socialità, lo scambio e la condivisione - gli italiani in vacanza prediligono il cibo. "Di fatto le cose stanno cambiando - commenta la psicologa e psicoterapeuta Marzia Benvenuti - Se da un lato c’è una ricerca spasmodica al relax e poi al mantenere buone e sane abitudini alimentari, solo una misera percentuale in vacanza è interessata a incontrare nuove persone e creare flirt classici di questo periodo. Questa tendenza ci dice tante cose di come molto sia basato su ciò che fa bene e su quello che è davvero gratificante. Attenzione però, tutto questo dà sicurezza ma allo stesso tempo toglie leggerezza e libertà di essere. Il punto è avere autodisciplina non solo rigore, e sapere di cosa e come vogliamo nutrirci ogni singolo giorno scegliendo in modo consapevole per non perdere noi stessi". Quindi - desiderosi di noia dopo tanto affannarsi fra pubblico e privato, senza nuovi amici e senza il più pallido desiderio di stancarsi dietro un flirt, ma mossi dall’unica emozione di procacciarci esperienze gastronomiche - così messi, in quali luoghi porteremo la nostra inquietudine e il desiderio di 'invisibilità'? Chi ha scelto di rimanere in Italia - riferisce la nota - soddisferà il piacere del buon cibo in queste cinque Regioni decretate le regine dell’estate 2024, nell’ordine: Sicilia, Puglia, Emilia-Romagna, Toscana e Campania. Mentre agli ultimi due posti si classificano Friuli Venezia-Giulia e Molise. Per chi, invece, deciderà per ferie fuori dai patrii confini, è bene sapere che si troverà in numerosa compagnia nei ristoranti e locande di, nell’ordine: Grecia, Francia, Portogallo, Turchia e Germania. Chi vorrà provare l’ebbrezza di una vacanza nei Paesi meno frequentati e soprattutto meno votati perché ritenuti poco attraenti da un punto di vista gastronomico, potrà optare per gli ultimi due nella classifica degli intervistati: Polonia e Liechtenstein. L’unica costante emersa nella ricerca è che sono i Paesi con regimi alimentari (più o meno) mediterranei a essere le destinazioni preferite dagli italiani, forse perché non riservano sorprese e permettono di non discostarsi totalmente dalle nostre abitudini alimentari. "La dieta mediterranea, che è quella privilegiata nei Paesi preferiti, rappresenta un valore universale come stile di vita fondato non tanto sulla specificità e valori nutrizionali dei cibi ad esso riconducibili, quanto sulla loro equilibrata combinazione - sottolinea Giuseppe Fatati, Direttore scientifico dell’Osservatorio Nestlé - I rischi di perdere i benefici di un’alimentazione sana e bilanciata, per quel 20% di italiani che ha dichiarato che non presterà attenzione al cibo e che probabilmente si nutrirà in modo disordinato anche eccedendo in porzioni e piatti troppo 'ricchi', sono dietro l’angolo. Una riflessione critica viene sollecitata dal fatto che solo il 13% è incuriosito da nuove esperienze gastronomiche e che la maggior parte non vuol fare nuove amicizie. Caratteristica principale della alimentazione mediterranea è proprio la convivialità, la scoperta e la condivisione dell’atto del mangiare". E "osservando quanto succede al ristorante con i commensali impegnati - aggiunge - più a interagire con il proprio cellulare che con il proprio vicino sono portato a credere che proprio la tecnologia ci stia allontanando dallo stile di vita mediterraneo". Per quello 0,3% che ancora crede nell’amore in vacanza è bene sapere che, come emerso dalla ricerca dell’Osservatorio Nestlé - conclude la nota - il piatto giusto per conquistare qualcuno al primo appuntamento deve essere semplice e popolare per il 35% degli italiani, per il 19% basta una pizza, mentre per il 16,4% ci vuole qualcosa di più ricercato. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sostenibilità, nuova vita per 390mila penne iniettive: Bologna città pilota
(Adnkronos) - Da ‘penne’ iniettive monouso a oggetti di uso comune, come sedie e complementi d’arredo, il percorso diventa un modello di raccolta e riciclo per trasformare un dispositivo medico usato da rifiuto a risorsa. Bologna è tra le tre città italiane coinvolte nel progetto pilota 'TakeBack: ReMed', l’iniziativa per la raccolta e il riciclo dei dispositivi preriempiti per iniezione, promossa per la prima volta in Italia da Novo Nordisk, azienda attive nel campo delle malattie croniche non trasmissibili e delle patologie rare. Sono oltre 390mila le ‘penne’ preriempite usate per le terapie contro diabete, obesità e malattie rare, che ogni anno sono utilizzate dai cittadini bolognesi e che, fino a ieri, erano trattati come rifiuti non differenziabili mentre ora, grazie al progetto 'TakeBack: ReMed', torneranno a nuova vita. 'TakeBack: ReMed' si inserisce nell’impegno globale che Novo Nordisk ha assunto nel campo della sostenibilità con 'Circular for zero', iniziativa globale che si pone l’obiettivo sfidante di raggiungere un impatto ambientale zero entro il 2045. Sperimentato con successo in Brasile, Francia, Danimarca e Regno Unito, 'TakeBack: ReMed' ora arriva in Italia con sperimentazioni che interesseranno, oltre a Bologna, anche Parma e Torino. I dati: nel Regno Unito, ad esempio, si è ottenuto un risparmio del processo di smaltimento pari a circa il 90% passando da 26g a 3g di CO2. “Novo Nordisk lega indissolubilmente l’impegno per il miglioramento della qualità di vita delle persone con l’innovazione e la sostenibilità, perché siamo convinti che il valore terapeutico dei nostri farmaci debba essere sempre associato anche al loro impatto ambientale. L’obiettivo è raggiungere un impatto ambientale zero entro il 2045. Portiamo avanti in tal senso una strategia che ragiona in ottica Planetary Health. Promuoviamo la riduzione dei consumi e delle emissioni, il riciclo dei rifiuti e lo sviluppo di prodotti riutilizzabili all’interno di un’economia circolare che copre tutta la filiera dalla produzione alla distribuzione. Grazie alla collaborazione con le istituzioni e gli attori del territorio è possibile creare le condizioni per fare la differenza e promuovere azioni, concrete, virtuose e veramente sostenibili come 'TakeBack: ReMed', spiega Marco Salvini, Sr Director External Affairs di Novo Nordisk Italia. Nella città di Bologna, ogni anno, viene utilizzato circa il 2% degli oltre 17 milioni di penne preriempite che vengono vendute in Italia in 12 mesi. La sperimentazione, che partirà nelle prossime settimane, si svilupperà grazie a un accordo con Federfarma che favorirà l’adesione delle farmacie cittadine e fornirà i dati di raccolta. In questi presidi, i cittadini troveranno il kit per la raccolta composta da buste di raccolta delle penne utilizzate che saranno distribuite ai cittadini. Ogni busta potrà contenere tra le 10 e le 15 penne e si stima una previsione di return rate, ovvero la risposta di restituzione da parte della cittadinanza, del 25%. “La partecipazione di Bologna al progetto 'TakeBack: ReMed' rappresenta un passo importante per migliorare la qualità della vita dell’intera comunità, che rafforza il perseguimento degli obiettivi di economia circolare. Siamo certi che le cittadine e i cittadini bolognesi non faranno mancare il loro sostegno a questa importante iniziativa, che offre soluzioni innovative per la gestione dei rifiuti sanitari, sensibilizzando nel contempo l’intera cittadinanza sull’importanza della promozione della salute come bene comune”, dichiarano Luca Rizzo Nervo, assessore Welfare e salute, e Simone Borsari, assessore Lavori pubblici, manutenzione e pulizia della città del Comune di Bologna. Le penne raccolte a Bologna saranno poi trasferite in Danimarca per completare il ciclo di recupero. Grazie a diverse partnership locali, infatti, Novo Nordisk raccoglie, stocca e spedisce le penne usate in Danimarca, per poi trasformarle in materie prime seconde utilizzate per la creazione di oggetti di uso comune, come sedie, lampade, vasi e molto altro. "È un'iniziativa molto interessante ed estremamente positiva perché mette insieme più soggetti, industria privata e istituzioni pubbliche, con l’unico obiettivo della lotta alla cronicità, intesa come impegno a cercare di essere sempre più vicini al paziente cronico, che è la sfida dei sistemi sanitari occidentali dei prossimi decenni. Inoltre, questa iniziativa va a porsi in linea con la sostenibilità dei percorsi di cura dei nostri pazienti: un aspetto che non intacca in sé la prestazione sanitaria ma dà un valore aggiunto dal punto di vista sociale e di rispetto per l’ambiente molto importante e che, confido, sarà apprezzato anche dai pazienti", dichiara Paolo Bordon, direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna. Nella città di Bologna il partner di Novo Nordisk è Gruppo Hera, tra le principali multiutility italiane e primo operatore nazionale per rifiuti trattati. Nel rispetto del protocollo d’intesa, il Gruppo Hera si occuperà di raccogliere le penne iniettive usate conferite dai pazienti nei punti di raccolta collocati nelle farmacie coinvolte e di trasportarle presso le Stazioni Ecologiche del territorio, monitorando periodicamente che il processo di raccolta e riciclo venga svolto in maniera sicura e garantendo la tutela della salute pubblica. “Di fronte ai cambiamenti economici, ambientali e sociali in corso, diventa sempre più importante per le aziende unire le forze su obiettivi comuni - afferma Giulio Renato, direttore centrale Servizi Ambientali e Flotte del Gruppo Hera - L’economia circolare rappresenta un elemento chiave per il Gruppo Hera, che si pone l’obiettivo di fare rete per garantire la massima valorizzazione delle risorse, con un approccio sostenibile ed integrato nelle proprie strategie di business”. Insomma, un modello di economia circolare applicato al settore sanitario e farmaceutico che partirà da Bologna e dalle altre città pilota per poi estendersi anche in altre città italiane. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
BingX sulle maglie da allenamento del Chelsea
(Adnkronos) - La conclusione di importanti accordi di sponsorizzazione rappresenta un ingrediente essenziale per il rilancio del settore fintech. È solo tenendo conto di queste premesse che l’ultima iniziativa di BingX acquisisce valore. La piattaforma sarà infatti Official Training Wear Partner del Chelsea, sodalizio calcistico che milita nella massima serie inglese. Il logo di BingX comparirà così sulle divise da allenamento di una delle squadre più amate dagli appassionati, con l’obiettivo di raggiungere il volume di affari dei principali competitor. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Future Health Index 2024, opinion leader: Ia migliora l'assistenza e la qualità delle cure sanitarie
(Adnkronos) -
Le innovazioni basate sulla digitalizzazione, l'intelligenza artificiale e l'approccio data-driven sono gli elementi chiave per affrontare le sfide del sistema sanitario italiano
, tra cui la carenza di personale, le difficoltà finanziarie, l'aumento delle liste d'attesa e la crescente domanda di cure. E' la fotografia che emerge dal Future Health Index 2024, l'autorevole studio sul settore sanitario a livello mondiale realizzato con il contributo non condizionante di Philips. Condotto tra i leader della sanità di 14 Paesi tra i quali l'Italia - si legge in una nota - lo studio esplora quali sono le sfide e le opportunità che le strutture sanitarie si trovano ad affrontare per mantenere i sistemi sanitari sostenibili e ripensare a nuovi paradigmi di assistenza. "L'accesso alle cure - afferma Andrea Celli, Managing Director Philips Italia, Israele e Grecia - è parte essenziale e imprescindibile di un sistema sanitario ben funzionante, equo e sostenibile. Ma sempre più spesso la carenza di personale e le pressioni finanziarie stanno determinando ritardi nell'assistenza, con un aumento delle liste d'attesa e una diminuzione della qualità delle cure, con ripercussioni sia sul personale che sui pazienti. Grazie alla digitalizzazione, all'analisi più precisa dei dati e all'intelligenza artificiale - sottolinea - i leader della sanità stanno sempre più spesso automatizzando i flussi di lavoro e utilizzando l'Ia a supporto del processo decisionale, per rendere le diagnosi più precise e accurate. In Philips siamo impegnati a collaborare con gli operatori sanitari in questo percorso di trasformazione per creare una sanità sempre più digitale, connessa e accessibile. Un traguardo che può essere raggiunto solo in partnership, mettendo a fattor comune competenze e know how di tutto l'ecosistema sanitario". La maggior parte dei leader italiani della sanità riconosce il forte impatto della riduzione del personale sulle attività di reparto. Burnout, stress, peggioramento dell'equilibrio tra lavoro e vita privata e del morale dello staff, secondo gli intervistati, sono superiori in Italia (88%) rispetto al resto del mondo (66%) e all'Europa (71%). Quasi tre quarti dei leader (74%) vedono inoltre il personale abbandonare il proprio ruolo a causa degli eccessivi carichi di lavoro, con un ulteriore impatto sull'erogazione delle cure. In questo contesto, l'automazione è considerata un'alleata per limitare l'impatto della carenza di personale, in particolare per ridurre i compiti amministrativi quotidiani (86%) e per gestire le attività ripetitive (81%), valorizzando le loro competenze (78%). Inoltre, il 37% degli intervistati ritiene che l'assistenza sanitaria virtuale possa aiutare a facilitare la collaborazione tra gli operatori sanitari in diverse sedi, migliorando l'assistenza ai pazienti e riducendo i tempi di risposta clinica. Inoltre - prosegue la nota - gli insights forniti dai dati racchiudono un enorme potenziale per rendere il settore più efficiente e per migliorare l'assistenza ai pazienti, in primis a supporto delle procedure diagnostiche e terapeutiche (57%), contribuendo a ridurre le liste d'attesa, ma anche per ottimizzare i percorsi di cura (54%) e per ridurre le riammissioni in ospedale (35%). Con l'accelerazione verso l'implementazione del Fascicolo sanitario elettronico 2.0, tra le misure finanziate dai fondi del Pnrr destinati alla sanità, l'interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una sfida non più rimandabile per i leader del settore: l'interconnessione tra le informazioni all'interno delle cartelle cliniche e altre piattaforme è un obiettivo da raggiungere per il 40% degli intervistati. Con una crescita degli investimenti del 35% nel 2023, l'intelligenza artificiale rappresenta una realtà diffusa in particolare in radiologia dove l'Ia non solo consente di accelerare il processo di acquisizione delle immagini senza artefatti e rumore, evitando di ripetere l'esame, ma può anche supportare i clinici nel processo decisionale. Tra le aree dove sono previsti investimenti in Ia a supporto del processo decisionale nei prossimi 3 anni spiccano: da soluzioni capaci di rendere più efficiente il monitoraggio dei pazienti in ospedale (38%) e da remoto (41%), a quelle che migliorino la prevenzione e l'individuazione delle patologie (38%). Il settore, però, pone l'accento anche sulla necessità di individuare politiche sull'uso etico dei dati e dell'Ia: per circa la metà dei leader italiani è fondamentale non solo investire in formazione ed educazione in modo costante (55%), ma anche rendere l'intelligenza artificiale più trasparente e interpretabile (49%), dimostrando di essere in linea con le premesse dell'Ai Act recentemente approvato dal Parlamento europeo e con il disegno di legge proposto dal Consiglio dei ministri. Infine, responsabile di oltre il 4% delle emissioni globali di CO2, più dell'industria aeronautica e dei trasporti, il settore sanitario non può tendere all'efficienza senza impegnarsi per diminuire il proprio impatto ambientale. Una sensibilità avvertita dall'83% degli intervistati, che ritengono la sostenibilità una priorità assoluta per le organizzazioni sanitarie. Le azioni già intraprese riguardano soprattutto la riduzione dei rifiuti (45%), l'eliminazione delle sostanze pericolose (39%) e l'efficienza energetica (32%), quest'ultima considerata una strategia da implementare nelle proprie strutture nei prossimi tre anni dal 42% dei leader di settore.
La sostenibilità, inoltre, rappresenta una tematica sempre più determinante anche negli acquisti: il 46% dichiara di voler selezionare fornitori con target e iniziative di sostenibilità e di privilegiare l'acquisto di apparecchiature più sostenibili anche in ottica di economia circolare (44%). Una sensibilità condivisa in particolare con le aziende health tech, che per quasi un terzo (32%) dei leader italiani rivestono un ruolo chiave nel migliorare la tempestività e la qualità dell'assistenza, oltre alle istituzioni governative (55%). "E' incoraggiante - osserva Celli - notare che la stragrande maggioranza dei leader italiani della sanità coinvolti nello studio riconosca che la riduzione dell'impatto ambientale dei sistemi sanitari dovrebbe essere una priorità assoluta. Tuttavia, molti di loro sono alle prese con sfide senza precedenti. Questo dimostra l'urgenza di adottare soluzioni tecnologiche che siano al tempo stesso innovative e sostenibili e - conclude - contribuiscano a ridurre i costi delle cure". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Asus Zenbook Duo, recensione del laptop con due schermi
(Adnkronos) - L'Asus Zenbook Duo deve il suo nome a una caratteristica distintiva: nasconde sotto il suo elegante chassis in alluminio grigio un secondo display identico a quello principale, offrendo così due schermi touchscreen OLED da 1920 x 1200 pixel affiancati. Il suo design innovativo permette di utilizzare entrambi i display contemporaneamente o di rimuovere la tastiera magnetica per sfruttare tutto lo spazio disponibile. Quando utilizzata con la tastiera wireless, questa modalità offre una superficie dello schermo di 19,8 pollici, che può essere sfruttata come un unico schermo, tramite la funzione ViewMax. In alternativa, i due display 16:10 possono essere utilizzati indipendentemente, con una gestione facile delle finestre tramite la funzione App Switcher che assicura il pieno controllo delle finestre delle app con la punta delle dita, riducendo le interruzioni e aiutando gli utenti a mantenere la concentrazione su quello che stanno facendo. Ma oltre alla funzionalità del doppio schermo, il Zenbook Duo riesce a distinguersi in altre aree: offre velocità di elaborazione eccezionali, una tastiera sorprendentemente reattiva e una durata della batteria solida a un prezzo relativamente accessibile. Asus Zenbook Duo è alimentato dall'ultima generazione di processori Intel, fino all'innovativa serie H di Core Ultra 9, combinata una RAM LPDDR5x fino a 32 GB e una SSD PCIe 4.0 da 2 TB. In quanto laptop Intel Evo Edition, Zenbook Duo si accende istantaneamente, si ricarica velocemente e offre una durata della batteria per tutta la giornata. È dotato di due porte Thunderbolt 4, una porta USB 3.2 Gen 1 Type-A, una porta HDMI 2.1 (TMDS) e una presa audio da 3,5. Zenbook Duo dispone di un potente sistema audio firmato Harman Kardon e con certificazione Dolby Atmos. I processori Intel Core Ultra introducono la prima Unità di Elaborazione Neurale (NPU) integrata di Intel, offrendo un motore dedicato per potenziare esperienze di intelligenza artificiale avanzate su PC: nella pratica, questo significa che l'utente può dedicarsi al lavoro, al gioco e alla creazione di contenuti senza preoccuparsi della durata della batteria. È perfetto per alleggerire i carichi di lavoro dalla CPU e fornire un'accelerazione IA efficiente dal punto di vista energetico per le moderne applicazioni abilitate all'intelligenza artificiale. La NPU offre elaborazione AI a bassa latenza, accelerando l'esecuzione di più attività in contemporanea. Il design minimalista del Zenbook Duo è caratterizzato da alcune linee diagonali sul coperchio e dal logo Asus Zenbook in alto a sinistra. Include anche l'Asus Pen 2.0, una penna sensibile alla pressione compatibile con entrambi i touchscreen del laptop, venduta separatamente a 90 euro. Zenbook Duo è sorprendentemente robusto, con certificazione di grado militare US MIL-STD 810H. Questo significa che è stato testato in condizioni difficili, comprese temperature estreme, umidità e urti. Nonostante la cerniera possa risultare un po' instabile, il deck e lo chassis in alluminio sono solidi. Inoltre, è dotato di una fotocamera IR compatibile con Windows Hello e TPM 2.0 per una sicurezza aggiuntiva. Il laptop offre due display OLED da 14 pollici con risoluzione 1920 x 1200 pixel e frequenza di aggiornamento di 60Hz. Il primo schermo è sempre attivo quando la tastiera magnetica è collegata, mentre il secondo si attiva una volta rimossa la tastiera. La qualità visiva è eccellente, con colori vivaci e una luminosità adeguata anche in ambienti luminosi. Tuttavia, la resa dei colori può risultare eccessivamente intensa, ma è possibile modificarla tramite le impostazioni MyAsus. Nonostante sia una tastiera staccabile, è sorprendentemente reattiva e piacevole da usare, con una corsa dei tasti di 1,4 mm. Il trackpad da 3 x 5,3 pollici è altrettanto soddisfacente, consentendo di navigare facilmente e gestire azioni multi-gesture senza problemi. Bisogna tenere a mente che lo Zenbook Duo non è progettato per il gaming, con la sola grafica integrata Intel Arc. Nei test di gioco, ha mostrato prestazioni modeste, sufficienti per giochi casual ma non per titoli più impegnativi. La webcam da 1080p del Zenbook Duo offre una buona qualità dell'immagine. In definitiva, Asus Zenbook Duo è un laptop innovativo e versatile, ideale per artisti e creativi grazie alla sua configurazione a doppio schermo e alla tastiera reattiva. Con un prezzo di partenza di 1.699 euro, offre prestazioni elevate e una buona durata della batteria. Con una configurazione a doppio schermo ottima per creator e artisti, Zenbook Duo è una scelta eccellente per alcune categorie di utenti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'Italia nel retail digitale: sfide e opportunità nel rapporto "Unified Commerce Benchmark for Specialty Retail in Europe 2024"
(Adnkronos) - I risultati dell’analisi Unified Commerce Benchmark for Specialty Retail in Europe 2024 presentato da Manhattan Associates e commissionata a Incisiv in collaborazione con Google Cloud e Zebra Technologies, evidenziano come il mercato del retail unificato, secondo le previsioni, crescerà nei prossimi anni con una progressione annua di 1,3 punti percentuali, portando il fatturato dagli 80,4 miliardi del 2022 agli 88,3 miliardi nel 2028. L’approfondimento, che coinvolge il settore dell’abbigliamento e calzature, casa e diy, e luxury in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi, evidenzia il potenziale e le criticità di crescita dei marchi in quattro aree specifiche, Search & Discovery, Cart & Checkout, Promising & Fulfilment e Service & Support. Nel dettaglio, l’Italia si scopre sostanzialmente allineata al resto dei paesi anche se permangono aree di miglioramento come ha spiegato Roberto Vismara, sales director di Manhattan Associates: “I retailer specializzati italiani stanno facendo notevoli passi avanti nelle competenze e nelle risorse digitali e di customer experience. Tuttavia, ci sono margini di miglioramento, in particolare in aree come il Promising & Fulfillment e il Cart & Checkout, che hanno il potenziale per soddisfare le aspettative degli acquirenti in continua evoluzione. Questi settori chiave stanno investendo in modo significativo nelle funzionalità digitali per migliorare l’engagement dei clienti, la visibilità dello stock, l’evasione degli ordini, le green practice e le shopping experience personalizzate sia online che in-store. Concentrandosi sui punti di forza e affrontando gli elementi di debolezza menzionati, i retailer italiani potranno sicuramente migliorare la customer satisfaction e la brand loyalty” “Con questa indagine abbiamo voluto rispondere a una domanda precisa, chi è identificato come leader ha un reale vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza? La risposta è sì: i leader hanno dei tassi di crescita di due o tre volte superiori rispetto a tutte le altre aziende e a questi tassi di crescita superiori vengono anche affiancati dei tassi di conversione decisamente più alti. Pertanto, avere un livello di maturità alto nel commercio unificato, porta realmente a un vantaggio competitivo in termini di maggiori rari. Un’altra cosa che emerge dall’indagine è che la maturità nel commercio unificato non viene più misurata solo sulla capacità di rendere disponibili determinate funzionalità, ma molto più sulla profondità, sulla completezza con cui io utilizzo una determinata funzionalità che è stata identificata come differenziante," sottolinea Roberto Vismara, sales director di Manhattan Associates. "Non solo, il terzo elemento che ci deve fare riflettere riguarda il tema del Fulfillment and Promising. Questa è un’area dove abbiamo visto che il livello di maturità medio è decisamente più basso rispetto alle altre aree funzionali."
Gucci e Calzedonia/Oniverse si distinguono come leader di settore, evidenziando come alcune marche riescano a eccellere nell'engagement del cliente fin dalle prime fasi del contatto. Altri brand come Moncler e Valentino spiccano per le loro capacità di coinvolgimento, mentre Benetton e Dolce&Gabbana si fanno notare per l'efficacia nel post-vendita e nelle soluzioni di packaging sostenibile. Tecnologia e sostenibilità rivestono una sempre maggiore importanza nelle aspettative dei consumatori. L'integrazione di pratiche sostenibili e l'adozione di tecnologie all'avanguardia non solo migliorano l'esperienza del cliente ma rafforzano anche la lealtà al brand. Ma ai clienti soprattutto italiani interessa il supporto personalizzato e la possibilità di accedere ad un customer service, visto come fattore differenziante in termini di fidelizzazione. L'innovazione tecnologica portata dall'intelligenza artificiale permetterà un'evoluzione nel servizio di assistenza, dove MaxMara e Prada al momemto registrano le performance migliori. L'impegno di Manhattan nel settore dell'unified retail si manifesta attraverso un portafoglio prodotti completamente cloud-based. Questo approccio garantisce aggiornamenti costanti e una gestione più fluida delle operazioni retail, dal punto vendita fino alla gestione della supply chain comprendendo ogni aspetto del rapporto con la clientela. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Accordo quadro tra Asi e Rse per applicazioni spaziali a fini energetici
(Adnkronos) - L'Accordo Quadro, firmato a Palazzo Piacentini tra l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Ricerca sul Sistema Energetico (RSE), alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy con delega alle Politiche Spaziali e Aerospaziali, Adolfo Urso, si concentra sullo sviluppo di tecnologie avanzate per la mappatura delle fonti energetiche rinnovabili e il monitoraggio dinamico delle infrastrutture energetiche. Le attività congiunte previste dall'accordo si concentreranno sul monitoraggio delle installazioni energetiche e sull'identificazione di nuove aree considerate ideali per la creazione di impianti di generazione da fonti rinnovabili ((idroelettrico, solare, biomasse, geotermico). L'accordo tra ASI e RSE mira a esplorare nuove frontiere nell'utilizzo di tecnologie per migliorare l'efficienza delle risorse rinnovabili e ottimizzare la gestione delle infrastrutture energetiche. In particolare, l'osservazione della Terra dallo spazio offrirà dati preziosi per il monitoraggio dell'albedo terrestre e la radiazione solare e infrarossa, essenziali per la pianificazione e l'implementazione di strategie energetiche sostenibili. “Questo accordo si inquadra perfettamente nella nuova politica sullo Spazio che il governo Meloni sta realizzando fin dall'inizio della legislatura – ha sottolineato il ministro Adolfo Urso -. Abbiamo destinato infatti risorse significative all'Agenzia Spaziale Europea, così come all'Agenzia Spaziale Italiana, destinando nel complesso 7,3 miliardi di euro per i programmi spaziali fino al 2026. La legge quadro sullo Spazio, che è ora all’attenzione del Parlamento, pone l’Italia all’avanguardia in Europa nelle nuove realtà spaziali e consentirà alle imprese del nostro Paese di cogliere al meglio le opportunità di sviluppo che ci sono nella Space Economy. Questo accordo siglato oggi tra ASI e RSE riveste una particolare importanza perché mira a perseguire obiettivi comuni nel campo spaziale e aerospaziale, con particolare attenzione alle applicazioni energetiche di ultima generazione, allo sviluppo di soluzioni alternative per la mitigazione dei cambiamenti climatici e al monitoraggio delle risorse. L’osservazione della terra dallo Spazio diventa così uno strumento indispensabile per sviluppare una politica sostenibile e rendere più competitive le nostre imprese, in riferimento anche ai progetti di cooperazione-scientifico tecnologica con i paesi del Nord Africa, in piena sintonia con il Piano Mattei
” “La firma di oggi rappresenta una ulteriore conferma del ruolo delle attività spaziali come elemento di sviluppo e crescita in differenti settori della società e dell’economia”, ricorda il presidente dell’ASI, Teodoro Valente. “Risulta sempre più strategico far ricorso ai dati di osservazione della Terra per lo sviluppo di servizi utili al monitoraggio delle risorse, all’implementazione di piani di servizio per la gestione e individuazione di siti idonei per l'uso e lo sfruttamento delle materie prime. Con il partner RSE lavoreremo insieme non solo per un miglior controllo della distribuzione delle reti, ma metteremo a frutto le nostre competenze per una cooperazione che tenga conto di attività attente al tema del cambiamento climatico e all’ottimizzazione delle risorse idriche. Non di minore importanza è poi il tema delle energie rinnovabili: lo spazio, e l’Italia con i propri campioni nazionali, nell’uso di energie alternative ha dato una forte impulso allo sviluppo di celle solari altamente performanti, utilizzabili anche a terra. Il complesso di questa importante e nuova collaborazione è un lavoro che ha anche una prospettiva internazionale con un occhio attento verso i paesi della sponda mediterranea dell'Africa e del continente Africano. Un continente a cui guardiamo con attenzione per uno sviluppo integrato con la nostra Europa. L’individuazione di soluzioni in grado di minimizzare il consumo delle necessarie risorse idriche per sistemi di agricoltura intelligenti, richiede tecnologie che tramite i dati da monitoraggio satellitare permettono lo sviluppo di soluzioni ad hoc e gestibili in tempo reale. Questo è un obiettivo centrale del Piano Mattei che guarda in particolar modo allo spazio come fattore comune di crescita e di cooperazione paritaria, pienamente inserito nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. “La collaborazione con ASI rappresenta un passo significativo verso l'integrazione delle tecnologie spaziali nelle soluzioni energetiche del futuro. Unendo le reciproche competenze e il know-how, potremo sviluppare soluzioni innovative per affrontare le sfide energetiche e ambientali del nostro tempo, sviluppando e implementando progetti innovativi per la transizione del Paese, che contribuiranno anche alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Il nostro obiettivo comune è creare sinergie che conducano a un futuro più sostenibile e tecnologicamente avanzato”, ha dichiarato Franco Cotana, amministratore delegato di RSE. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infertilità, dieta personalizzata con la radiografia 'full body'
(Adnkronos) - Dieta anti-infertilità personalizzata con una radiografia 'full body' per valutare la composizione corporea della donna e creare per lei un percorso di nutrizione finalizzato a ottimizzare le chance di concepimento. Questo l'approccio testato dagli esperti nutrizionisti del gruppo Genera, guidati dalla biologa Gemma Fabozzi, responsabile del centro B-Woman per la salute della donna, in collaborazione con l'équipe di Laura di Renzo, professoressa ordinaria di Nutrizione clinica dell'Università Tor Vergata di Roma, che hanno presentato i risultati del loro test pilota al 40.esimo congresso della Società europea di Medicina della riproduzione ed embriologia (Eshre), in corso ad Amsterdam. "E' noto dai dati presenti in letteratura - spiega Fabozzi, prima firma del lavoro - che essere sottopeso, sovrappeso oppure obese aumenta il rischio di ripetuti fallimenti d'impianto dell'embrione o di aborto spontaneo, probabilmente a causa del ruolo chiave che il tessuto adiposo esercita nella riproduzione". Ma non è una banale questione di peso. "L'indice di massa corporea (Bmi) è l'indicatore più utilizzato per definire le caratteristiche antropometriche, ma - sottolinea l'esperta - rappresenta un indicatore inadeguato della composizione corporea, con il rischio di calcolare erroneamente la percentuale di massa grassa e di sottostimare il possibile fallimento riproduttivo. Questo studio ha voluto analizzare la composizione corporea dei pazienti infertili mediante assorbimetria a raggi X a doppia energia (Dxa), il gold standard per il calcolo e la localizzazione della massa magra, indipendentemente dal peso corporeo, fornendo un'immagine tridimensionale delle densità degli organi corporei. Una strada che si può percorrere soprattutto per elaborare piani nutrizionali personalizzati per le pazienti con problemi di infertilità". La sperimentazione ha coinvolto 66 donne, di cui 50 già con figli e 16 con una storia di ripetuti fallimenti di impianto di embrioni prodotti con la fecondazione assistita. E' stata eseguita una caratterizzazione della composizione corporea mediante Dxa ed è stato scoperto che "tale composizione e anche la densità ossea sono diverse tra pazienti fertili e infertili: rispetto alle prime, le donne infertili che erano ricorse senza successo alla Pma mostrano differenze nella distribuzione dei tessuti soprattutto nella parte inferiore del corpo, e nella mineralizzazione ossea". "Anche l'analisi del microbiota - prosegue Fabozzi - ha dimostrato delle differenze significative tra i due gruppi: le pazienti infertili hanno una aumentata percentuale di proteobatteri ed enterobatteriacei, che poi sono quei batteri che comunemente causano problematiche di infezioni vaginali che sappiamo essere un fattore di rischio per l'impianto dell'embrione. Una percentuale di gran lunga maggiore rispetto al 4%, in media, di presenza normale di questi microrganismi". "E' fondamentale - evidenza di Renzo - la determinazione della massa corporea, distinta in muscolare, grassa e ossea. La condizione di infertilità è infatti caratterizzata da una riduzione della massa magra con conseguente aumento ed espansione proporzionale della massa grassa, non solo a livello viscerale, ma anche periferico. Inoltre, rispetto alle donne fertili, quelle con problemi di infertilità presentano una minore massa ossea a livello del tronco. Una condizione che si presenta a prescindere dal Bmi della paziente", rimarca. "L'obiettivo è quello di arrivare a rendere più oggettivo il modo in cui siamo in grado di valutare la composizione corporea di una donna infertile - rimarca Fabozzi - Oggi ci basiamo sulla Bia (bioimpedenziometria), sul Bmi e sul peso, che sono indici di analisi abbastanza imprecisi, ma anche di facile utilizzo. Con la Dxa, una sorta di radiografia full body, possiamo studiare quanta massa magra e grassa sono presenti, come si distribuiscono, insieme a una fotografia della composizione ossea e lipidica che a quanto pare varia fra chi è fertile e chi è infertile. Questo è un punto di partenza importante. Gli studi dovranno ora proseguire per capire meglio queste differenze, individuare le pazienti a rischio infertilità e arrivare a elaborare per ognuna una terapia nutrizionale e di stili di vita mirata". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
In 10 anni +30% bimbi da fecondazione assistita in Italia
(Adnkronos) - Nell'Italia delle culle vuote, sempre più bimbi nascono dalla fecondazione assistita. Si è passati, in media, dal 32% nel 2010 al 42% nel 2020, circa il 30% in più, con picchi fra il 70% e l'80% nelle donne 'under 38'. Questo progressivo aumento è anche il frutto di 5 strategie che hanno migliorato i tassi di successo della Pma in 10 anni, secondo un esteso studio firmato dal gruppo Genera e presentato al 40.esimo congresso della Società europea di Medicina della riproduzione ed embriologia (Eshre), in corso ad Amsterdam. Le cinque strategie vincenti sono le terapie ormonali personalizzate e mai uguali da donna a donna, mirate a ridurre rischio di complicanze, come l'iperstimolazione ovarica, senza però compromettere il risultato; la coltura a blastocisti, cioè portare gli embrioni prodotti in laboratorio al quinto-settimo giorno di sviluppo, lo stadio più adatto a facilitare poi l'impianto in utero; l'approccio freeze-all, cioè la scelta di congelare i gameti e gli embrioni prima di procedere con il trasferimento, in modo da avere tempo per ottimizzare le condizioni dell’utero materno; il test genetico pre-impianto che consente di conoscere lo stato di salute degli embrioni prima del transfer e, infine, la più recente adozione dell'approccio multiciclo, cioè la sensibilizzazione della coppia a 'non mollare' - spiegano gli esperti - e a considerare la Pma come un percorso, le cui potenzialità spesso non si concretizzano in un solo tentativo ma, in media, in almeno tre. Dal 2004, quando è entrata in vigore la legge 40 sulla Procreazione medicalmente assistita, a oggi sono nati ben 217.000 bambini con il ricorso alle tecniche di Pma, attualmente il 4% delle nascite che avvengono ogni anno nel nostro Paese (dati Iss). "Nel corso degli ultimi 10 anni, il periodo di tempo che abbiamo preso in considerazione per questo studio - illustra Alberto Vaiarelli, primo autore del paper, ginecologo e coordinatore medico-scientifico del centro Genera di Roma - l'implementazione e la crescente adozione di questi approcci hanno migliorato i risultati della fecondazione in vitro. L'indicatore principale del successo della fecondazione in vitro è il tasso cumulativo di bambini nati, ma ci sono altri risultati da considerare per una valutazione più approfondita dell'efficacia e dell'efficienza del trattamento, compreso il tempo necessario per arrivare ad avere un bambino, il tasso di aborto spontaneo e la prevalenza di gravidanze gemellari. Inoltre, la coppia dovrebbe essere sempre messa nelle migliori condizioni - sottolinea - per pensare a un progetto di family planning, puntando ad avere più di un bambino, quando possibile". Lo studio si è basato analizzando i dati di 6.600 coppie sottoposte a Pma nel centro Genera di Roma, divise in 11 gruppi in base all'anno del loro primo trattamento (2010-2020) e confrontate per verificare la nascita di un bambino entro 3 anni, la prevalenza di aborto spontaneo e di parto gemellare e la prevalenza di parti singoli di più di 2 bambini entro 6 anni. La stimolazione ormonale è avvenuta con protocolli diversi, tutti i pazienti sono stati sottoposti a Icsi (l'inseminazione intracitoplasmatica, ossia la tecnica di laboratorio che consente l'inserimento di un singolo spermatozoo all'interno dell'ovocita maturo) su ovociti freschi, ma con coltura al secondo-terzo giorno di sviluppo o a blastocisti (5-7 giorni), trasferimento a fresco o con freeze-all di embrioni non testati con Pgt o testati e risultati cromosomicamente sani (euploidi), trasferimenti di embrioni singoli o multipli. E' emerso che, nel corso degli anni, l'adozione delle strategie ipotizzate dagli esperti come le migliori per ottimizzare i tassi di successo è aumentata progressivamente. Con l'effetto di un continuo miglioramento del tasso cumulativo di bambini nati entro 3 anni: è aumentato in media dal 32% nel 2010 al 42% nel 2020, con picchi fra il 70% e l’80% nelle donne 'under 38' in caso di normale riserva ovarica. Contemporaneamente è dimezzato il numero delle donne che hanno subito un aborto spontaneo (dal 12% a meno del 6%) e sono diminuite le donne con parto gemellare (dal 7,5% allo 0,5%). "I progressi clinici e di laboratorio - chiosa Vaiarelli - hanno migliorato l'efficacia e l'efficienza della fecondazione in vitro nel tempo, soddisfacendo anche il desiderio di pianificazione familiare. Le tecnologie che abbiamo in serbo per il futuro e il miglioramento dei flussi di lavoro ci serviranno per raggiungere l’obiettivo di una riduzione dell'abbandono del trattamento da parte delle coppie. Questo significa concepire la Pma come un percorso, e non come un singolo tentativo". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il sito più inutile del mondo è anche il più visitato del momento
(Adnkronos) - Nolen Royalty, ingegnere del software e sviluppatore di giochi indipendente, ha lanciato "One Million Checkboxes" una settimana fa. L'idea alla base del sito è molto semplice: come suggerisce il nome, ci sono un milione di caselle di controllo che chiunque può selezionare o deselezionare. Quando una casella viene selezionata, lo è per tutti, e lo stesso avviene se viene deselezionata. "Questo è tutto," ha scritto Royalty in un post sul suo blog per annunciare il lancio. "Divertitevi!" Royalty ha definito "One Million Checkboxes" il “sito web più stupido di tutti i tempi,” confessando che lavorarci è stato uno dei momenti più divertenti della sua vita In un'intervista con People, lo sviluppatore ha spiegato: "Internet della mia infanzia era piena di siti divertenti e giochi flash creati solo per il piacere di condividere qualcosa con il mondo," ha aggiunto Royalty. “È davvero speciale costruire qualcosa che richiami quell'epoca. Spero vivamente che questo ispiri qualcuno a creare un sito semplice e gioioso senza preoccuparsi della scalabilità o della monetizzazione," ha aggiunto. "Internet può ancora essere divertente”. Parlando del lavoro dietro il lancio del sito, Royalty ha detto di averlo costruito in due giorni, pensando inizialmente che avrebbe attirato "un paio di centinaia di giocatori in totale". Invece, ha già accolto centinaia di migliaia di giocatori che hanno selezionato centinaia di milioni di caselle. La domenica successiva al lancio, il sito è andato in crash per le troppe visite. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










