Tesla svela il robotaxi che si guida da solo: rivoluzione o ennesima promessa di Musk?

(Adnkronos) - Elon Musk, il visionario CEO di Tesla, ha presentato al mondo il suo ultimo progetto: un robotaxi completamente autonomo, privo di volante e pedali, destinato a rivoluzionare il trasporto urbano. L'evento "We, Robot", tenutosi presso gli studios Warner Bros. a Burbank, ha offerto uno sguardo al futuro della mobilità secondo Tesla, un futuro in cui l'intelligenza artificiale guiderà i veicoli in totale autonomia. Il prototipo, dal design futuristico con porte ad ali di gabbiano e un abitacolo minimalista per due passeggeri, è stato presentato come un veicolo 10-20 volte più sicuro di quelli guidati da umani. Musk ha sottolineato l'enorme potenziale di questa tecnologia nel ridurre incidenti e salvare vite, oltre a promettere costi di esercizio irrisori, pari a 0,20 dollari per miglio. Tuttavia, l'entusiasmo di Musk si scontra con la realtà di un settore, quello della guida autonoma, ancora in fase embrionale. Nonostante le promesse di un lancio in Texas e California già nel 2025, la produzione del robotaxi, soprannominato "Cybercab", è prevista non prima del 2026, con possibili slittamenti al 2027. L'approccio di Tesla alla guida autonoma, basato su sistemi di assistenza alla guida come Autopilot e Full Self-Driving, è stato oggetto di critiche da parte degli esperti. Questi sistemi, pur impressionanti, hanno dimostrato limiti e difetti, causando incidenti e richiami. La recente morte di un motociclista in un incidente con una Tesla in modalità FSD ha riacceso il dibattito sulla sicurezza di queste tecnologie. Musk, dal canto suo, si è sempre distinto per la capacità di raggiungere obiettivi ambiziosi. Il successo della Model 3 e del Cybertruck sono esempi di come Tesla abbia saputo sfidare le aspettative. Ma la sfida della guida autonoma è di tutt'altra portata. Mentre Waymo e Cruise accumulano milioni di chilometri di test su strada con i loro veicoli senza conducente, Tesla deve ancora dimostrare la validità del suo approccio. I robotaxi, inoltre, hanno già mostrato problematiche nell'utilizzo reale, con blocchi stradali, ingorghi e persino alcuni feriti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Artie 5ive per Call of Duty Black Ops 6, c'è anche una linea streetwear

(Adnkronos) - In occasione dell'uscita di Call of Duty: Black Ops 6, prevista per il 25 ottobre, Call of Duty ha presentato "Caccia alla verità", un video promozionale pensato appositamente per il pubblico italiano. Il cortometraggio vede protagonisti due figure apparentemente inconciliabili: il rapper Artie 5ive, astro nascente della scena urban italiana, e il Signor Giancarlo, celebre per una risposta errata data in un quiz televisivo degli anni '90, divenuta un vero e proprio cult. Ambientato in un'atmosfera cupa e misteriosa, il video riprende elementi caratteristici della saga di Black Ops, come intrighi, paranoia e manipolazione mentale, il tutto immerso nel contesto storico degli anni '90, periodo in cui si sviluppa la trama del gioco. Black Ops 6 trasporta i giocatori in una realtà fittizia ma radicata negli eventi storici dell'epoca, dove una forza oscura si insinua nel governo degli Stati Uniti. Il video alterna sequenze di gameplay frenetiche a momenti più onirici e surreali, con un chiaro omaggio all'estetica televisiva degli anni '90. La produzione del video è stata affidata a Plasma, con la regia di Gianluigi Carella, regista italiano residente a Los Angeles. Un ulteriore elemento che lega il lancio di Black Ops 6 agli anni '90 è la collaborazione con Dolly Noire, brand milanese di streetwear. Ispirandosi all'estetica del gioco, Dolly Noire ha realizzato una capsule collection in edizione limitata (1991 pezzi) che omaggia elementi iconici come la key art, il sistema dei prestigi, la mappa Nuketown e la modalità Zombie. Alcuni capi della collezione sono stati indossati da Artie 5ive nel video "Caccia alla verità" e presentati in un evento esclusivo presso il flagship store Dolly Noire di Milano. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Megliola (Tecnocasa): "In 1° sem. 2024 mercato immobiliare di nuovo in moto, bene ribasso tassi"

(Adnkronos) - "Il primo semestre del 2024 ci restituisce un mercato immobiliare nuovamente in moto, dopo la frenata registrata nel 2023, anno in cui le transazioni avevano avuto un’importante battuta d’arresto. I ribassi dei tassi operati dalla Bce hanno spinto i potenziali acquirenti ad affacciarsi sul mercato con rinnovata fiducia. Questi ultimi sono più decisi e, soprattutto, sempre più sensibili verso tematiche come il risparmio energetico. Il mercato continua a soffrire di un’offerta limitata, spesso di bassa qualità, anche a causa di uno sviluppo edilizio che non tiene il passo della domanda. Si conferma, in questa prima parte del 2024, l’interesse per l’investimento immobiliare ma, in alcune città si segnala un ridimensionamento, in particolare degli acquisti da destinare agli affitti brevi". A dirlo, ad Adnkronos/Labitalia, è Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi Gruppo Tecnocasa.  Secondo l'analisi di Megliola, "nel periodo considerato le compravendite residenziali in Italia sono state 341.094, in ribasso del 2,8% rispetto allo stesso semestre del 2023". "Nelle città capoluogo - prosegue - la contrazione dei volumi è stata del 3,8%, in quelle non capoluogo del 2,3%. Si conferma quindi, anche in questo semestre, un trend migliore per queste ultime, attribuibile in particolare ai prezzi più accessibili. È importante sottolineare il buon risultato del secondo trimestre del 2024, che ha visto una ripresa delle transazioni pari a +1,2%, con un maggior dinamismo delle compravendite supportate da mutuo".  Le grandi città chiudono con un aumento dei prezzi dello 0,9%, ad eccezione di Palermo con -0,4%, il risultato migliore spetta a Firenze con +3,2%. Milano registra un +1,3%, la capitale chiude con +0,6%. L’hinterland delle grandi città e i capoluoghi di provincia chiudono con +1,0%. Bene i comuni della provincia di Bari e Palermo. Rallenta la crescita dei prezzi nell’hinterland di Milano che continua comunque ad attrarre acquirenti residenti in città. Tra i capoluoghi i cui prezzi sono cresciuti più della media si segnalano Siracusa, Ferrara, La Spezia e L’Aquila. Valori in ascesa anche per le abitazioni di nuova costruzione che chiudono con un aumento dell’1,1%. La sensibilità per il nuovo, cresciuta durante il lockdown, continua ad acuirsi sulla spinta del “Casa Green”. In questo semestre la nostra rete ci ha segnalato un’attenzione crescente verso la certificazione energetica dell’immobile, spinta anche dai mutui green. Non sempre i potenziali acquirenti riescono ad accedere all’acquisto di una nuova costruzione, sulla quale incide ancora il peso importante dei costi di costruzione. I tempi di vendita nelle grandi città, a luglio 2024, sono di 105 giorni, confermando lo stesso dato di un anno fa. Ancora una volta Bologna e Milano sono le città in cui si vende più velocemente, con tempistiche rispettivamente di 68 e 81 giorni, anche se in aumento di 12 e 13 giorni rispetto a un anno fa. I tempi più lunghi si segnalano a Genova, 138 giorni, seguita da Palermo con 128 giorni. Nelle realtà dell’hinterland delle metropoli occorrono 146 giorni contro i 139 giorni di un anno fa. I tempi di vendita più brevi si segnalano nell’hinterland di Firenze (116 giorni), che migliora di 6 giorni. Seguono l’hinterland di Milano con 126 giorni, un dato sostanzialmente invariato rispetto a un anno fa (127 giorni). Nei capoluoghi di provincia chi decide di vendere casa deve mettere in conto mediamente 131 giorni, un dato in leggero aumento rispetto a un anno fa quando ne occorrevano 129. Lo sconto medio non ha subito importanti variazioni e si è attestato all’8%, percentuale su cui ormai si è stabilizzato da tre semestri. Le percentuali cambiano se si analizzano le diverse tipologie immobiliari. A seconda della vetustà dell’immobile si registra un ribasso maggiore per le tipologie usate (-8,1%): spesso necessitano di lavori di ristrutturazione, motivo per cui si tratta maggiormente il prezzo. Se si prendono in considerazione le classi energetiche dell’immobile, si va da un -4,7% per gli immobili in classe A a-8,7% per quelli in classe G. La domanda immobiliare si concentra maggiormente sul trilocale che raccoglie il 40,2% delle richieste. A seguire il bilocale con il 25,5% e il quattro locali con il 22,1%. Il trilocale, quindi, si conferma la tipologia più ricercata. Il bilocale è la tipologia più ricercata a Milano (46,6%), unica eccezione tra le grandi città. Anche in questo semestre la preferenza va agli immobili in buono stato. La disponibilità di spesa nelle grandi città si concentra nella fascia più bassa, fino a 119 mila € (25,1%). Milano e Roma, anche alla luce dei prezzi più elevati, registrano una maggiore percentuale tra 250 e 349 mila euro, entrambe con 24,9%. I canoni di locazione continuano a crescere: +3,9% per i monolocali, + 4,0% per i bilocali e +3,0% per i trilocali. La domanda di locazione tiene e continua a fare i conti con una importante carenza di offerta. I canoni sono in aumento in tutte le grandi città ma, in modo particolare, a Bari e Roma, città in cui i proprietari ricorrono spesso agli affitti brevi. Nel capoluogo romano l’attesa per il Giubileo sta acuendo il fenomeno. Rallenta la crescita dei canoni di locazione a Milano, città dove è più costoso prendere in affitto una casa. E per il 2024 le prospettive dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa per il mercato immobiliare sono orientate su un leggero ribasso delle compravendite, che dovrebbero chiudere intorno a 690 mila scambi e su una crescita dei prezzi tra +1% e +3%. I ribassi dei tassi sono un’iniezione di fiducia per i potenziali acquirenti che, visti anche i livelli elevati raggiunti dai canoni di locazione, potrebbero spingersi verso l’acquisto. La sfida che rappresenta anche un’opportunità per il mercato immobiliare è perseguire la sostenibilità senza trascurare il riequilibrio sociale, in un contesto sempre più incerto e in veloce evoluzione. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Infarto e ictus possono arrivare dall'intestino: la scoperta italiana

(Adnkronos) -
C'è una via diretta che collega l'intestino al cuore e al cervello. Un''autostrada' lungo la quale, 'a bordo' del colesterolo cattivo, viaggia una sostanza che è presente in alcuni batteri del microbiota e che può innescare una trombosi responsabile di infarti e ictus. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani diretto da Francesco Violi, presidente onorario della Simi (Società italiana di medicina interna) e professore emerito dell'università Sapienza di Roma, che ne parlerà durante il 125esimo Congresso Simi in programma a Rimini dall'11 al 13 ottobre. Per contrastare il nuovo meccanismo di malattia, sono allo studio terapie mirate.  "L'arteriosclerosi - ricordano gli internisti della Simi - è una malattia multifattoriale associata a tanti fattori di rischio, i più noti dei quali sono il fumo, il diabete di tipo 2, l'obesità, la sindrome metabolica, l'ipertensione e l'aumento del colesterolo cattivo Ldl". Il team di Violi ha individuato un nuovo responsabile della patologia.   "Il 'colpevole' sul quale si è appuntata la nostra attenzione - illustra lo specialista - è il lipopolisaccaride (Lps), un glicolipide che si trova nella parete dei batteri Gram negativi come l'Escherichia coli. Questa sostanza entra in circolo dopo aver attraversato la parete dell'intestino e si va a localizzare nella parete dell'arterie, dove provoca un'infiammazione cronica di basso grado. Questo danneggia nel tempo le arterie e richiama dal circolo sanguigno le piastrine che provocano la trombosi del vaso interessato. Abbiamo già condotto sperimentazioni sugli animali - riferisce Violi - che hanno dimostrato come l'Lps abbia in effetti questa 'vocazione' trombotica". Ecco quindi "una nuova via attraverso la quale si estrinseca il danno aterosclerotico, la trombosi, ed è una scoperta della ricerca italiana. Ora è necessario capire come bloccare questo meccanismo, per prevenire l'infarto e le altre forme di ostruzione arteriosa causati dall'Lps". "Il 'primum movens' di questo nuovo meccanismo di malattia - riepilogano gli internisti - è un'alterata permeabilità dell'intestino causata dalla disbiosi, cioè da un'alterazione del microbiota intestinale, che favorisce il passaggio del lipopolisaccaride nella circolazione generale; questo induce uno stato infiammatorio a livello della parete arteriosa, che dà il via alla progressione dell'aterosclerosi coinvolgendo non solo le cellule di rivestimento delle arterie (cellule endoteliali), ma anche i globuli bianchi e le piastrine, rendendole più prone a formare trombi".  
Lps "si muove nel circolo sanguigno a bordo del colesterolo Ldl - precisa Violi - che utilizza come 'cavallo di Troia' per penetrare nella parete delle arterie. La capacità del colesterolo di infiammare le arterie potrebbe dunque essere dovuta non a lui direttamente, ma all'Lps che stimola la produzione di radicali liberi dell'ossigeno, ossidanti che vanno a infiammare la parete delle arterie e la danneggiano. Questo danno richiama poi le piastrine che formano un trombo, andando a interrompere il flusso del sangue all'interno di quell'arteria e dando quindi luogo a un infarto o un ictus".  "La presenza di questi batteri pericolosi che possono mandare in circolo l'Lps - prosegue l'esperto - è più probabile nei soggetti classicamente a rischio di infarto, ad esempio le persone con diabete o obesità. Gli individui dismetabolici presentano un'infiammazione intestinale cronica di basso grado che si associa a una disbiosi intestinale con prevalenza di batteri patogeni come l'E. coli. Abbiamo fatto esperimenti sull'animale obeso e" in effetti "siamo arrivati a dimostrare che questa condizione si associa a disbiosi intestinale, ad aumento di Lps e ad aumentato rischio di trombosi". Commenta il presidente della Simi, Giorgio Sesti: "Questa importante serie di ricerche condotte da un gruppo di ricercatori italiani affiliati alla nostra società scientifica sono la dimostrazione che soltanto il medico internista è capace di avere un approccio olistico clinico e sperimentale in grado di affrontare lo studio di patologie complesse e multifattoriali che richiedono conoscenze mediche trasversali a tante aree specialistiche".  "Per ora - risponde Violi - possiamo fare solo ipotesi. Ci sono varie possibilità di prevenzione del danno da Lps che stiamo esplorando. Una potrebbe essere modulare la composizione della flora batterica intestinale, attraverso la somministrazione di probiotici e prebiotici. Un'altra possibilità è somministrare cicli di antibiotici intestinali non assorbibili per correggere la disbiosi: negli animali abbiamo ottenuto risultati molto interessanti. Un'altra strada ancora potrebbe essere bloccare l'azione dell'Lps una volta entrato in circolo, impedendogli di interagire con il suo recettore sulla parete delle arterie, quindi di attivare tutta la cascata di eventi che porterà alla trombosi: stiamo già lavorando a una possibile terapia farmacologica che sfrutta l'Lps come nuovo target terapeutico anti-trombosi. Potremmo infine anche pensare a una possibile azione favorevole degli analoghi recettoriali del Glp-1": un'altra applicazione dei nuovi farmaci anti-diabete e anti-obesità, "visto che riducono la permeabilità intestinale e hanno un effetto di protezione cardiovascolare. Ma non ci sono prove in tale senso", almeno al momento.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Digital Domain e il successo di The Last of Us, mentre cresce l'attesa della seconda stagione

(Adnkronos) - Nata dal celebre franchise di videogiochi sviluppato da Naughty Dog (38 milioni di copie nel mondo tra primo e secondo capitolo), la serie TV The Last of Us ha riscosso un incredibile successo con 24 candidature agli EMMY e ben 8 premi finali, tra cui Outstanding Special Visual Effects in a Season or a Movie. Il presidente e amministratore delegato di HBO e Max Content, Casey Bloys, ha fornito alcune anticipazioni sul debutto della seconda stagione dell'adattamento del videogioco The Last of Us. Sebbene non abbia specificato una data di uscita precisa, ha indicato che la nuova stagione è prevista "nella prima metà del 2025". A parziale supporto della dichiarazione di Bloys, HBO ha recentemente rilasciato il teaser trailer che annuncia la nuova stagione, ripreso e tradotto da Sky Italia che qui vi lasciamo in visione. The Last of Us è una serie drammatica post-apocalittica che riprende le atmosfere del videogioco ed è stata proprio l’attenzione alla creazione di un ambiente credibile e realistico per il cast ad aver spinto i VFX Supervisor Alex Wang e Sean Nowlan della produzione a rivolgersi a Mitchell Drain e al team di Digital Domain.  Con oltre 30 anni di esperienza nel settore degli effetti speciali, Mitchell Drain è specializzato in effetti reali e Digital Domain è nota nel settore per la creazione di ambienti sorprendenti, grazie alla loro specializzazione nella realizzazione di paesaggi fotorealistici che siano credibili per gli spettatori. Quando sono stati contattati per iniziare a lavorare allo show, il team ha avuto a disposizione solo sei settimane di tempo per realizzare le riprese necessarie.   
Uno degli elementi chiave che ha permesso al team di Digital Domain di portare avanti il progetto in modo così rapido è stata la conoscenza approfondita di V-Ray, un software di rendering ray-tracing fotorealistico creato da Chaos. V-Ray è la soluzione di rendering scelta dal team per la creazione di quasi tutti i recenti progetti creativi. La versatilità di V-Ray e la sua capacità di fornire risultati fotorealistici straordinari ne hanno fatto una scelta naturale per il progetto e la sua integrazione nella pipeline di Digital Domain ha garantito non solo velocità ed efficienza, ma anche una qualità visiva senza pari. “Rispetto a molti altri software, V-Ray ci ha permesso di raggiungere il traguardo in tempi molto più brevi, ottenendo l’80% da subito e perfezionandolo un po’ alla volta. Al contrario, con molti altri software di rendering, è necessario lavorare al progetto prima di raggiungere quel risultato, il che richiede tempi molto più lunghi che difficilmente sono concessi quando si ha una scadenza”, ha dichiarato Bob White, Head of CG di Digital Domain. Con Maya come strumento principale di modellazione e texturing e Houdini a disposizione per gli effetti speciali, la sinergia tra i componenti software ha posto le basi per il successo del progetto.   Alla base della visione creativa c’era il concetto di bellezza nella decadenza, elemento tematico fondamentale del mondo di The Last of Us, sia nella serie televisiva che nel videogame. Il team ha realizzato meticolosamente gli ambienti che ritraggono l’inarrestabile distruzione delle strutture costruite dall’uomo da parte della natura. Mitchell Drain, VFX Supervisor di Digital Domain ha commentato: “l’ambiente doveva apparire bello e trasmettere allo stesso tempo la sensazione che la natura stesse prendendo il sopravvento sull’uomo. Non tanto distruggendolo, quanto sviluppandosi su di esso. Una delle caratteristiche principali che volevamo ottenere era l'idea che dovesse essere bello a modo suo. Esiste la decadenza, ma in quella decadenza volevano la bellezza”.  
In merito al passaggio dal gioco alla serie, Drain ha commentato: “molti dei nostri artisti avevano familiarità con il gioco e volevano rispettare le sue caratteristiche ma la verità è che la serie è diversa. Si tratta di un racconto fotografico intenso e drammatico, di un ritratto o di un’interpretazione di ciò che il videogioco porta con sé”.  
Krista McLean, Environments Departnment Supervisor di Digital Domain, ha aggiunto: “Penso che una cosa interessante sia che, in un certo senso, si sta quasi facendo un passo indietro. L’obiettivo è prendere qualcosa che si sa essere davvero immersivo, nel mondo del gioco, e trasformarlo in qualcosa che presenti quel realismo di cui si ha bisogno per la serie a episodi”. Una cosa che il team ha dovuto fare per rispettare il materiale di partenza è stata la rappresentazione del fungo Cordyceps, l’elemento iconico del franchise che è stato creato grazie alla collaborazione con i provider per garantire una continuità impeccabile tra ogni variante del fungo nella serie.  Il team ha affrontato numerose sfide nella realizzazione del progetto, scegliendo di combinare le tradizionali tecniche di compositing 2D con metodi di rendering più avanzati per migliorare il paesaggio digitale. Questi sono insegnamenti che Drain è ansioso di portare nei progetti futuri: “Il processo ci ha permesso di essere abbastanza flessibili da adattarci alle esigenze del regista e del responsabile. È stato bello e ha funzionato molto bene e mi riprometto di ricordarlo per progetti futuri che potrebbero essere altrettanto complicati”.   Tra i molti successi del progetto, alcune inquadrature si distinguono come una testimonianza della capacità artistica e tecnica di Digital Domain. Il volo panoramico mozzafiato sul ponte, che simboleggia il passaggio dal degrado urbano alla natura selvaggia, è diventato in poco tempo un’inquadratura di spicco della serie. Questo filmato compare anche nel trailer principale, offrendo ai fan un’anteprima della serie. Drain ha commentato: “Quello che mi piace di questa scena è che racchiude tutto quello che ci è stato chiesto di fare in una sola inquadratura”. Questa convergenza di discipline ha contribuito a dare vita al girato per il pubblico. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Obesità, parla l'esperta: "Farmaci sono svolta ma prezzo è un freno"

(Adnkronos) - "Per chi si occupa di obesità, soprattutto di obesità grave", l'avvento dei nuovi farmaci per il trattamento di questa complessa patologia "è stato visto come la prima vera svolta degli ultimi 30 anni". A fare il punto all'Adnkronos Salute è Simona Bertoli, professore ordinario di nutrizione clinica e direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell'alimentazione all'università Statale di Milano. Nel quadro già caratterizzato dalla presenza di liraglutide e semaglutide, in Italia arriva una nuova molecola di questa classe terapeutica, tirzepatide, che agisce sia sui recettori Gip che Glp-1. "La precedente svolta era stata la chirurgia bariatrica" nel suo sviluppo "meno invasivo. Poi c'era stato un ulteriore avanzamento, che era stato quello delle cosiddette Very low-calorie ketogenic diet (Vlckd), che per tanto tempo sono state molto poco attenzionate dal punto di vista scientifico e invece negli ultimi anni hanno avuto diversi studi a sostegno della loro efficacia anche nelle forme più gravi, e sono attualmente molto utilizzate". Ma "un approccio farmacologico non c'era. Ora, in mezzo tra la dieta e la chirurgia bariatrica, abbiamo tante opzioni. E sono previsti anche nuovi farmaci nei prossimi anni, che si stanno testando e sono in fase 1 o 2. Parliamo almeno di un'altra decina di terapie", dice. Il tirzepatide "va ad ampliare l'armamentario farmacologico che in questo momento abbiamo a disposizione per l'obesità", evidenzia l'esperta che dirige i Centri obesità e il Laboratorio di ricerca sulla nutrizione e l'obesità all'Irccs Auxologico di Milano. "E' un tema molto caldo in questo momento il trattamento farmacologico, ed è stato incluso nelle linee guida già diversi anni fa. Poi ovviamente nei vari Paesi i farmaci sono arrivati in tempi diversi, l'Italia è stata fra gli ultimi. Ma ora il nostro approccio alla patologia sta cambiando in maniera migliorativa, perché a questo punto nei pazienti che non hanno risposto a quello che resta il primo livello di terapia, cioè l'intervento sullo stile di vita, abbiamo un secondo step. E nelle persone trattate effettivamente abbiamo avuto ottimi risultati dal punto di vista del calo di peso e anche della correzione di quelli che sono i fattori di rischio e le complicanze dell'obesità".  "Rimane in questo momento fortissimo il problema dei costi - spiega Bertoli - Perché i farmaci sono a prescrizione medica obbligatoria, ma completamente a carico del paziente, a meno a che non abbia anche il diabete" e allora vengono rimborsati. "Questo succede perché l'obesità è stata sì riconosciuta anche in Italia nel 2019 come patologia, ed è quindi entrata nell'elenco delle patologie croniche, tuttavia non sono stati definiti né i codici di esenzione specifici né i Lea. A questo si aggiunge il problema che la patologia colpisce in particolare nelle fasce sociali più basse. In questo momento siamo nell'ordine dei 350 euro al mese", per una terapia che è a lungo termine. "All'inizio - analizza Bertoli - i pazienti vivevano l'idea di affidarsi al farmaco un po' come una sconfitta sulla terapia dietetica che non riuscivano a fare, e nutrivano una certa diffidenza perché si veniva da anni di farmaci mai specifici per l'obesità, prescritti spesso in maniera off label, che in alcuni casi avevano degli effetti collaterali importanti, e in parte anche per una questione di comunicazione, perché si diceva che la strada da seguire non era quella farmacologica ma imparare a mangiare, migliorare l'attività fisica, lo stile di vita. Ad oggi invece, alla luce di quanto si è sentito della sicurezza di questi farmaci e degli ultimi dati usciti sulla semaglutide che mostrano una riduzione della mortalità per malattia cardiovascolare, l'atteggiamento del paziente con obesità verso la terapia è significativamente migliorato". Nella pratica, "il trattamento lo proponiamo a molti pazienti, ma - osserva l'esperta - il numero di quelli che accettano è più basso, essenzialmente per la questione dei costi. Nell'ambito dell'attività libero-professionale rilevo un dato più alto, nell'ambito del sistema sanitario nazionale i numeri si riducono. Abbiamo appena fatto uno studio in cui, appunto, abbiamo iniziato con la sola terapia dietetica e a chi non rispondeva veniva offerto il trattamento farmacologico e di questi solo il 27% ha accettato, nonostante il fallimento sulla dieta. Andando a indagare le cause, emergeva che la ragione principale in un 60% dei casi era di tipo economico". Resta quindi questo freno. Anche perché la durata della terapia non è breve. "Gli studi che sono usciti fanno vedere che il trattamento seguito fino a 4 anni di distanza determina una prima perdita di peso importante e poi un mantenimento del peso perso. Però fanno vedere anche che chi lo sospende in questi studi randomizzati in placebo ha un rischio di recupero del peso. Si tratterà di vedere cosa succede nella vita reale. E' possibile che la perdita di peso porti le persone verso un diverso investimento su se stesse e a cambiare il livello di attività fisica e altri elementi che potrebbero anche far sì che non tutti recuperino il peso perduto. Però al momento questi dati non li abbiamo", ragiona Bertoli. Quanto alla new entry tirzepatide, "promette dei risultati ancora maggiori, perché la perdita di peso riesce ad essere nel 30% circa dei pazienti anche intorno ai 30 kg, che è qualcosa di simile a quello che si ottiene nella chirurgia bariatrica. E si può dire che praticamente il 98% dei pazienti perde almeno il 5% del peso, che è il primo obiettivo di un intervento dietetico".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Microsoft indaga su un bug di Outlook: problemi di stabilità e prestazioni per gli utenti

(Adnkronos) - Attraverso un tweet dal proprio account ufficiale Microsoft 365 Status, Microsoft ha indicato di aver identificato un possibile problema nella gestione della memoria, ritenuto responsabile dell'interruzione e del malfunzionamento dei servizi associati a Outlook. “Stiamo raccogliendo dump di memoria e registri dai dati di telemetria del client Outlook per l'analisi e per determinare i prossimi passi”, si legge nel tweet su X. Nonostante Microsoft abbia dichiarato che i problemi in corso riguardano principalmente i clienti europei, segnalazioni di instabilità e difficoltà di accesso sono giunte anche da utenti di altre regioni. In una nota l'azienda ha comunicato: “Stiamo analizzando un problema in cui gli utenti in Europa possono riscontrare crash, mancanza di ricezione delle email o osservare un alto utilizzo della memoria durante l'uso del client Outlook.” Inoltre, Microsoft ha avviato un'analisi della telemetria dei servizi, in particolare dei dati di rete e di autenticazione specifici per i Paesi Bassi, per valutare l'impatto potenziale su altri servizi di Microsoft 365. L'interruzione dei servizi collegati a Outlook si verifica alcuni mesi dopo il grave guasto che ha paralizzato numerosi settori di mezzo mondo, dal trasporto aereo alla sanità.   ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mario & Luigi: Fraternauti alla Carica, la nuova avventura in arrivo su Nintendo Switch

(Adnkronos) - Il 7 novembre 2024 vedrà il debutto di Mario & Luigi: Fraternauti alla Carica su Nintendo Switch, un'attesa avventura RPG che riporta in scena la celebre coppia di fratelli. Con una nota ufficiale, Nintendo annuncia l'uscita del nuovo trailer, intitolato "Mario & Luigi: Fraternauti alla Carica – L'Elettria ti aspetta!", svelando ciò che attende i giocatori in questo mondo vibrante. Un misterioso potere ha fratturato il mondo di Elettria, separandolo in numerose isole. I protagonisti, Mario e Luigi, devono unirle intraprendendo un'avventura su Isola Solcamari, un luogo unico che combina elementi di nave e isola. Utilizzando un cannone, i due fratelli possono catapultarsi verso diverse isole, esplorando ambienti che vanno dalle lussureggianti foreste pluviali tropicali a vivaci città. Durante il loro viaggio, Mario e Luigi incontreranno nuovi alleati, come Condina e Presus, e personaggi familiari del Regno dei Funghi, inclusi Peach e Bowser.  Ecco il nuovo trailer  Per riunificare Elettria, i giocatori dovranno sfruttare il legame fraterno di Mario e Luigi. Attraverso azioni cooperative, come unirsi in una sfera o lanciare palle di fuoco e ghiaccio, i due fratelli affronteranno sfide e ostacoli. Durante le battaglie, i giocatori potranno utilizzare potenti attacchi combinati, come il Tuono Dinamico, che introduce un approccio energico al combattimento a turni, dove tempismo e strategia sono essenziali per sconfiggere i nemici. Il potere della mente creativa di Luigi si manifesta attraverso la sua Intuizione, fornendo assistenza durante l'esplorazione e le battaglie contro i boss. Sebbene i suoi lampi di genio possano risultare insoliti, sono fondamentali per risolvere enigmi, raccogliere oggetti e infliggere danni significativi ai nemici. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Premio Guido Dorso a editore Adnkronos Giuseppe Marra

(Adnkronos) -
Giuseppe Pasquale Marra, classe 1936, presidente del gruppo Adnkronos, oggi ha ricevuto il Premio Guido Dorso, sezione speciale 'Industria culturale e creativa'. "Cavaliere del lavoro dal 1999 - si legge nella motivazione - ha dedicato buona parte della sua vita al mondo dell’informazione, portando la sua agenzia di stampa a un successo che dura da più di sessant’anni. Nato a Castelsilano, un paese sulla direttrice Crotone-Cosenza, già negli anni universitari si interessa ai problemi inerenti all’informazione e alla comunicazione, fondando e assumendo la direzione di varie pubblicazioni studentesche. Intraprende un percorso che lo porta prima nel 1978 a rilevare il 50% del pacchetto azionario dell’agenzia AdnKronos dall’industriale farmaceutico Fulvio Bracco e poi a diventarne azionista unico nel 1990".  "Nel 2000 - si legge - Giuseppe Marra riceve la cittadinanza onoraria di Crotone e di Castelsilano, suo paese natale, a cui seguirà in futuro anche la cittadinanza onoraria del Comune di Anguillara. Nel 2004 la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Foggia gli conferisce la laurea honoris causa in Economia e Commercio per 'l’importante contributo personale ed il prolungato ed inesausto impegno profuso a sostegno del giornalismo, dell’editoria e delle iniziative culturali in genere'. Oggi il presidente Marra è alla guida di un gruppo multimediale capace di coniugare costantemente innovazione e rispetto della propria identità, tenendo insieme propensione al cambiamento e tutela dell’autorevolezza del proprio marchio. Come dimostra un prodotto storico come il Libro dei Fatti, giunto quest’anno alla 34esima edizione". "Cambiano gli strumenti - si sottolinea - con l’aggiornamento continuo della tecnologia, ma restano intatte la cura e il rigore nella produzione delle notizie. Con il suo lavoro Giuseppe Marra ha contribuito a favorire lo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese, con una particolare attenzione alle tematiche più rilevanti per il Mezzogiorno". “Grazie per il riconoscimento, che non è per me ma per i miei giornalisti. Viva l’Adnkronos”, ha commentato il presidente del gruppo Adnkronos, Giuseppe Marra.   ---economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


IA al centro della Milano Digital Week

(Adnkronos) - Da oggi e fino al 14 torna per il settimo anno la Milano Digital Week, l’evento diffuso che mette al centro lo sviluppo e l’innovazione digitale dedicata a cittadini e imprese. Lenovo - Diamond sponsor dell'evento - mette a disposizione il suo Spazio come uno dei principali hub della manifestazione, con incontri per approfondire scenari e impatti dell’Intelligenza Artificiale. Il tema che guida l’edizione 2024 è l’Intelligenza Artificiale, con un ricco calendario di eventi, all’interno di un progetto editoriale e formativo permanente, accessibile a cittadini e imprese in cui Spazio Lenovo avrà un ruolo centrale con sessioni dedicate agli scenari e all’impatto che l’AI avrà sulla società, le aziende e i creativi. “Fin dalla sua inaugurazione abbiamo messo Spazio Lenovo a disposizione della città come centro dell’innovazione, non solo per Milano ma per l’intera regione EMEA, ospitando eventi, convegni e manifestazioni di livello internazionale che hanno portato valore alla nostra comunità” – ha aggiunto Arianna Mengardo, Spazio Lenovo Manager. “Milano Digital Week rappresenta tutto questo, un momento riconosciuto e atteso dalla città e non solo, per dialogare sull’innovazione, per cogliere tutti i vantaggi del digitale. Non potevamo che sostenere con entusiasmo l’iniziativa mettendo a disposizione il nostro Spazio”. Tutti gli appuntamenti in calendario sono consultabili sul sito di Spazio Lenovo: https://spaziolenovo.com/event/digital-week-2024/ l’iscrizione è gratuita fino a esaurimento posti.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)