Nasce la 'Tornanza', progetto per gli expat che rientrano e fanno impresa
(Adnkronos) - “Leggere la stessa fuga dei cervelli quale fenomeno non solo negativo e irreversibile, ma come forza potenziale di un moto circolatorio inclusivo di un flusso di ritorno dopo un riscatto personale”. Eccola, la Tornanza. Un movimento di rinascita dei territori che parte dall’innesto tra chi, dopo aver viaggiato, decide di tornare nel paese d’origine e mettere a frutto la propria conoscenza, e chi è rimasto. Tra il tornante e il restante, al centro di questi due poli, il viaggio, come innesco del cambiamento, e l’innovazione, come strumento a servizio del capitale umano e del territorio. Tutto inizia con un libro, 'La Tornanza - ritorni e innesti orientati al futuro', il saggio di Antonio Prota e Flavio R. Albano (Laterza edizioni), due esperti di turismo e marketing territoriale e digitale, che è in realtà il manifesto stesso del movimento. È qui, infatti, che ci sono tutti i concetti fondanti del progetto che poi vengono messi in pratica: l’importanza di tornare dopo il viaggio e scegliere di ristabilirsi nel paese d’origine, portando con sé un background nuovo, una trasformazione che può innestarsi con la conoscenza dei restanti per partecipare attivamente allo sviluppo del territorio. Una crescita fatta di azioni concrete, volte a creare una nuova economia e una nuova società nei territori che da sempre e sempre più spesso vengono abbandonati. Come il progetto Fame (Food, Art, Move, Energy), un movimento culturale che avvia un circolo virtuoso in cui le comunità lavorano insieme per la crescita dei propri territori attraverso una visione comune e una sinergia che unisce agricoltura, turismo, artigianato e commercio, o la teoria dell’innesto, che pone al centro del dibattito socio territoriale i borghi, intesi come una via di ricostruzione sociale e culturale. “Il libro è il manifesto culturale di un progetto molto più ampio che si snoda attraverso un podcast e i festival, media di comunicazione per far conoscere il progetto, ma anche gli hub e l’academy, elementi fisici e tangibili in cui costruire comunità”, dice Prota. Raccontare la 'tornanza' dalla viva voce dei tornanti è poi il motivo alla base del video podcast itinerante, una serie di narrazioni per raccontare le storie di chi ha deciso di rientrare a casa. Dalla Puglia, alla Basilicata, dalla Campania alla Calabria e non solo: una volta a settimana, un tornante racconta la sua storia, da dove è partito e dunque dove, dopo un lungo viaggio, ha deciso di tornare, ma anche il perché di questa scelta e il progetto che sta cercando di portare avanti nella sua terra d’origine, forte dell’esperienza maturata durante la sua assenza. “Sono storie che lasciano il segno e i numeri lo dimostrano: quasi 1 milione di visualizzazioni sulle piattaforme social. Speriamo che questi video podcast siano anche d’ispirazione per i potenziali tornanti: il concetto di viaggio in effetti secondo il nostro racconto è quello che ha consentito storicamente di costruire le innovazioni: da Lonely Planet a Nike, da Redbull a The North Face, tutti questi brand sono nati o hanno tratto spunto da contaminazioni in luoghi lontani”, sottolinea Albano. Non solo podcast, però. Proprio nel segno della collaborazione e della condivisione, la 'tornanza' è anche una serie di eventi dal vivo, i Tornanza festival, una sorta di Tedx per guardarsi negli occhi e raccontarsi le proprie esperienze, ma soprattutto le proprie idee, affinché possano essere d’ispirazione. Il primo è stato lo scorso 28 giugno, a Padula, in Campania, e a breve ce ne saranno altri, alcuni in collaborazione con l’Università. Il 17 e il 18 settembre a Potenza, poi il 20 settembre a Matera e il 1 ottobre a Bari. “I Tornanza festival sono luoghi d’incontro itineranti come i podcast e come questi ultimi servono a far conoscere il progetto per poter ispirare nuovi rivoluzionari dell’esistenza e pionieri dell’evoluzione”, dicono i due ideatori. Innovazione per costruire startup, accoglienza dei tornanti e dialogo tra tornanti e restanti: in questo consistono gli hub, i luoghi in cui si lavora e si comincia a creare la base concreta di un’idea. L'obiettivo è costruire hub in vari territori e per il primo sono già pronte le coordinate: aprirà a settembre a La Certosa di Padula in Campania e a Gravina in Puglia. Infine, vera e propria espressione dei concetti fondanti della Tornanza - origine, viaggio e innovazione - l’academy è lo spazio dedicato alla formazione dei tornanti e per coloro che vogliono diventarlo. “L’academy dovrebbe riuscire a costruire un percorso formativo di autoimprenditorialità per favorire nuovi innesti nelle comunità operose di ogni sud del mondo”, commentano i founder del progetto. Il primo corso partirà a Bari in autunno. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Poste: l’Assistente Digitale da cinque anni al servizio dei Clienti
(Adnkronos) - In collaborazione con TgPoste.it Compie cinque l’Assistente Digitale del servizio clienti di Poste Italiane. Poste, introdotto nel 2019 al fianco degli operatori umani per garantire una costante assistenza, grazie all’ausilio dell'intelligenza artificiale, ha contribuito a far evolvere e innovare l’assistenza clienti del Gruppo Poste Italiane, gestendo una mole sempre più crescente di richieste da parte dei clienti, tramite diversi canali di contatto, dal telefono al web e alle app. Nel corso di questi anni è stato abilitato progressivamente a rispondere a richieste relative ad una gamma sempre più estesa di servizi aziendali, da quelli finanziari alla telefonia, dalla logistica al settore assicurativo, fino ai più recenti servizi per l’energia. L’uso dell’intelligenza artificiale nel servizio clienti e la sempre maggiore professionalità degli operatori umani, ha reso l’esperienza del cliente più rapida, efficiente e di qualità. Dalla sua attivazione, l’Assistente Digitale, ha intercettato circa 80 milioni richieste, di cui una quota significativa gestita in modo autonomo. E’ stato di particolare supporto durante la pandemia, indirizzando al meglio i servizi nell’ufficio postale per evitare assembramenti. Ha sviluppato la capacità di gestire in modo proattivo, previo consenso esplicito, alcune richieste dei clienti anticipando le esigenze e risolvendo i casi più semplici in tempi rapidi. Inoltre, grazie alle continue interazioni con cittadini e imprese, è diventato uno strumento utile, soprattutto per le fasce di popolazione meno digitalizzate, per familiarizzare con l’intelligenza artificiale, che ha e avrà un ruolo sempre più esteso nella vita quotidiana di tutti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Caldo, Fillea a governo: norme strutturali per stop lavoro in cantieri con temperature estreme
(Adnkronos) - "Ormai sono anni che ogni estate combattiamo con questa situazione, non si può più parlare di emergenza. Vanno bene le ordinanze fatte da alcune regioni e alcuni comuni, quasi sempre da noi sollecitate. Ma noi ora chiediamo un intervento strutturale al governo, che in qualche modo ripercorra quello che sono i contenuti delle ordinanze, fatte però in termini emergenziali. E invece dobbiamo trasferire tutto questo a una gestione ordinaria, che vada a imporre laddove c'è la rilevazione o la previsione di temperature così elevate la rimodulazione degli orari di lavoro, per esempio in settori come l'edilizia, ma anche nell'escavazione, nelle cave". E' l'appello che lancia Giulia Bartoli, segretaria nazionale della Fillea Cgil, la categoria degli edili di Corso d'Italia, intervistata da Adnkronos/Labitalia sulla gestione del lavoro nei cantieri con temperature sempre più alte, con ordinanze 'a macchia di leopardo' in tutta Italia per lo stop al lavoro nelle ore più calde. Una situazione che il sindacato aveva ampiamente previsto, sottolinea Bartoli. "Noi siamo partiti con una campagna già da marzo-aprile dicendo 'attenzione perché ci troveremo nella stessa situazione dell'anno passato' e purtroppo siamo a fine luglio e ancora stanno uscendo le ordinanze. La stragrande maggioranza scade il 31 d'agosto, quindi siamo comunque a copertura, se vogliamo, parziale, ma che comunque punta a tutelare i lavoratori laddove i picchi saranno più elevati", sottolinea la dirigente sindacale. E le ordinanze permettono al sindacato di confrontarsi con le parti datoriali sul tema. "Grazie alle ordinanze noi riusciamo anche a fare accordi di rimodulazione degli orari di lavoro, a tutela proprio dei lavoratori. Chiaramente non sono sufficienti perché non garantiscono a tutti uguali diritti, perché poi laddove c'è stata maggiore sensibilità o una nostra maggiore forza nel portare a casa le ordinanze delle amministrazioni locali c'è questa tutela, mentre laddove non è così si fa riferimento a quelle che sono le norme di legge", avverte Bartoli. E Bartoli ricorda che "il governo ha approvato la conversione in legge sull'agricoltura dove in un comma è previsto anche che la cassa integrazione per l'edilizia per eventi meteo sia tenuta fuori dalle 52 settimane di cassa integrazione ordinaria, noi lo chiedevamo da tempo e questo è in vigore dal 1 luglio fino al 31 dicembre". "Come l'anno scorso anche qui c'è tempistica, quindi risiamo a una scadenza e di conseguenza noi ci troveremo a giugno dell'anno prossimo a dire: governo togli la cassa integrazione per eventi meteo dalle 52 settimane e quindi rifaranno nuovamente un decreto d'urgenza dove prenderanno questo tipo di impegno. Ma non è sufficiente, noi abbiamo bisogno che questa diventi normativa ordinaria", ribadisce la sindacalista. E i sindacati stanno affrontando il tema anche con le controparti datoriali. "Oggi è stata presentata in Ance la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro in edilizia e e anche nella piattaforma c'è una richiesta di gestione, attraverso la rimodulazione dell'orario di lavoro, di questi tipi di emergenza", sottolinea. Per la segretaria nazionale della Fillea Cgil, "va reso strutturale anche il progetto Worklimate dell'Inail che ha una fattispecie rilevante che è quella di fare una previsione a tre giorni delle temperature che si verificheranno, in modo tale da dare lo strumento alle imprese per organizzare il lavoro". "E quindi questo deve diventare un servizio che può essere utile ai fini della certificazione della cassa integrazione per l'Inps. Sono istituti pubblici e quindi siccome hanno degli strumenti positivi questi strumenti diventino strutturali", aggiunge. Quindi, ribadisce Bartoli, "stop ai lavori quando non è possibile intervenire in altro modo, cioè se non si può rimodulare gli orari, se siamo di fronte a una situazione organizzativa di cantiere dove non si può prevedere l'acqua fresca piuttosto che le zone d'ombra, quando si raggiunge temperature elevate o ci sono lavoratori in condizioni anche fisiche, perché poi la percezione del caldo cambia anche dalle condizioni fisiche individuali, si deve bloccare il lavoro", spiega. E per la dirigente sindacale è chiaro che "normativa e controlli" sullo stop al lavoro nei cantieri nelle ore più calde "devono andare di pari passo, perché altrimenti è chiaro che diventa inutile la normativa, diventa inutile l'ordinanza, se poi non c'è la conseguente verifica che tutto quello che si scrive poi venga rispettato. Chiaramente c'è una sensibilità dalle imprese serie su questa cosa, le ordinanze in questo senso si rispettano. E' chiaro che dal nostro punto di vista e dal nostro osservatorio ci rendiamo conto che non è così ovunque, non è così per tutte le imprese. Quindi servono maggiori controlli e visto che si parla di ordinanze, anche da parte di tutti quelli che sono i soggetti di vigilanza delle stesse amministrazioni locali, per esempio i vigili urbani, la polizia municipale", conclude. ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fermerci: serve costante dialogo fra imprese logistica ferroviaria e decisore
(Adnkronos) - "I lavori del Pnrr previsti sull’infrastruttura ferroviaria produrranno interruzioni fino al 60%. Nel 2027 la rete sarà certamente potenziata e adeguata agli standard europei e questo è un bene ma nel frattempo è necessario che prosegua il dialogo tra imprese e decisori per individuare un sostegno concreto al trasporto ferroviario delle merci”. Così Clemente Carta, presidente di Associazione Fermerci nell’introduzione all’iniziativa “norme e regole nel settore del trasporto ferroviario merci - Dialogo con i Decisori” organizzata da Fermerci. “Nel 2023 - ha proseguito Carta - il settore del trasporto ferroviario merci ha registrato una riduzione del 3,2% rispetto all’anno precedente, corrispondente ad una perdita di circa 1,7 milioni di treni / Km". "Le prospettive restano preoccupanti fino al 2026. In questo scenario il comparto della logistica ferroviaria rischia una crisi senza precedenti. Per il secondo anno consecutivo abbiamo quindi organizzato un fondamentale momento di dialogo tra gli operatori della logistica ferroviaria e i decisori del settore regolatorio, sulle tematiche più urgenti per il comparto del trasporto ferroviario merci rappresentato da Fermerci”, ha continuato. “Nel corso del confronto - ha concluso Carta - gli operatori hanno avanzato proposte a sostegno della competitività di tutte le imprese del settore per mitigare le criticità del momento. Al termine dei lavori, infatti, la rete ferroviaria consentirà di trasportare più merce, ma fino a quel momento sono necessari investimenti urgenti per scongiurare una crisi del comparto. Gli operatori ferroviari non possono sopravvivere autofinanziandosi fino al termine dei lavori, per questo fino a quel momento chiediamo l’introduzione di misure transitorie, di natura economia e regolatoria, a sostegno della competitività del trasporto ferroviario merci”. All’evento, oltre al presidente Clemente Carta, hanno partecipato Francesco Benevolo, direttore operativo – RAM Logistica, Infrastrutture e Trasporti s.p.a.; Francesca Cesarale, Rappresentante della direzione generale per i porti, la logistica e l’intermodalità – ministero Infrastrutture e Trasporti; Sabrina De Filippis, vicepresidente vicario associazione Fermerci – amministratore delegato e direttore generale di Mercitalia Logistica; Pierluigi Navone, direttore generale per la sicurezza delle Ferrovie – Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali; Roberto Piazza, direttore dell’ufficio accesso alle infrastrutture – Autorità di regolazione dei Trasporti; Enrico Pujia, capo dipartimento per le infrastrutture e le reti di trasporto – ministero Infrastrutture e Trasporti; Giuseppe Rizzi, direttore generale associazione Fermerci; Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale – Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. . ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, a Siena 2 interventi al cervello su pazienti svegli
(Adnkronos) - "Innovativi interventi di asportazione di tumore cerebrale con pazienti svegli e collaboranti" sono stati eseguiti dalla Neurochirurgia dell'Azienda ospedaliero-universitaria Senese (Aous), che descrive "2 casi molto particolari. Entrambi i pazienti non erano di madre lingua italiana ed è stata proprio la valutazione dell'area del linguaggio il leitmotiv degli interventi". Il primo caso riguarda una giovane donna con una neoplasia nell'area frontale sinistra, in prossimità dell'area espressiva del linguaggio e motoria, riporta l'Aous; il secondo un uomo giovane con una neoplasia nel lobo temporale sinistro, in prossimità dell'area della comprensione del linguaggio. "Per rimuovere le lesioni nelle aree del movimento e della parola e preservare le loro funzioni cognitive superiori, è stato necessario parlare con i pazienti nel corso di tutto l'intervento sul cervello - spiega Francesca Tarantino, direttrice dell'Anestesia e Rianimazione neurochirurgica e ad interim della Neurochirurgia, che ha coordinato l'équipe operatoria multidisciplinare - A tal fine è stato fondamentale modulare il piano di anestesia in modo da garantire, dopo una prima fase di sedazione più profonda, una successiva di blanda analgesia ed infine nuovamente una fase di approfondimento della sedazione: il tutto per salvaguardare la capacità di collaborazione e di risposta agli stimoli da parte del paziente sveglio, privo di dolore e in respiro spontaneo per tutta la durata dell'intervento. Entrambi i pazienti si esprimevano in un buon italiano come seconda lingua e sono stati aiutati dalle mediatrici linguistiche che sono state presenti in sala operatoria, in entrambi i casi, per interloquire nelle due diverse lingue con i pazienti. Le mediatrici, Noemi Muho e Jemmali Ghada, hanno dato un contributo importate perché durante l'intervento era fondamentale valutare e proteggere tutte le competenze linguistiche dei pazienti, sempre sotto monitoraggio continuo dei parametri vitali da parte del team anestesiologico". "Durante la procedura chirurgica - aggiunge Salvatore Chibbaro, esperto di questo tipo di neurochirurgia, primo operatore degli interventi - per monitorare l'integrità funzionale delle aree cerebrali sottoposte ad intervento è stato chiesto ai pazienti sia di descrivere delle immagini che vedevano, che di leggere dei testi nella loro lingua madre, sempre con il contributo delle mediatrici linguistiche. Per proteggere anche le aree motorie più profonde sono stati usati stimoli elettrici cranici con registrazione diretta e continua (real time) delle risposte dagli arti, usando un metodo innovativo messo a punto dal neurochirurgo e neurofisiologo dello staff, Alessandro Zalaffi. Grazie a queste tecniche evolute, che comprendono anche l'utilizzo del modernissimo esoscopio con filtri per sostanze fluorescenti, è stato possibile asportare più del 90% di entrambi i tumori. La rimozione ampia, senza generare danni cerebrali permanenti, preservando tutte le funzioni superiori, è lo scopo finale da raggiungere in questi pazienti. A tal fine è indispensabile un lavoro di squadra e un team multidisciplinare preparato, motivato e coeso. Vista la particolarità dei casi, nei giorni successivi agli interventi si è svolto un incontro di approfondimento a Siena con i colleghi dell'Azienda ospedaliero universitaria Careggi, esperti di questo tipo di interventi e anche per possibili future collaborazioni, con apprezzamenti per la tecnica senese che consiste nell'operare i pazienti da svegli fin dall'inizio e per tutta la durata della procedura che rappresenta un'innovazione e avanzamento notevole in questo tipo di chirurgia". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
I 5 migliori programmi per convertire un file MTS in MP4
(Adnkronos) - In collaborazione con Movavi La conversione di file video da un formato all'altro è diventata una necessità comune, sia per motivi di compatibilità che per esigenze di qualità. I file MTS, utilizzati prevalentemente dalle videocamere digitali, possono presentare difficoltà di riproduzione su alcuni dispositivi e piattaforme. Fortunatamente, convertire questi file in MP4, uno dei formati più versatili e supportati, è un processo semplice con gli strumenti giusti. In questo articolo, esploreremo i cinque migliori programmi per convertire MTS in MP4, ciascuno con caratteristiche uniche che rispondono a diverse esigenze e preferenze degli utenti. Quando si parla di formati video, MTS e MP4 sono tra i più conosciuti, ciascuno con le proprie caratteristiche e utilizzi specifici. Il formato MTS, abbreviazione di MPEG Transport Stream, è stato sviluppato da Sony e Panasonic per le loro videocamere digitali ad alta definizione. Questo formato è particolarmente apprezzato per la sua capacità di supportare video in risoluzione 720p e 1080i, offrendo una qualità eccezionale. Tuttavia, i file MTS possono essere difficili da riprodurre su molti dispositivi e piattaforme senza il software adeguato. Dall'altro lato, abbiamo il formato MP4, noto anche come MPEG-4 Part 14, che è diventato uno standard globale per la condivisione e la riproduzione di video. MP4 è un formato contenitore molto versatile che può includere video, audio, sottotitoli e immagini statiche, ed è compatibile con quasi tutti i dispositivi e i lettori multimediali. Questo lo rende il formato preferito per lo streaming online, il caricamento su piattaforme come YouTube e la riproduzione su smartphone, tablet e computer. Convertire i file MTS in MP4 ti permette di superare le limitazioni di compatibilità del formato MTS, mantenendo una buona qualità video e rendendo i tuoi contenuti facilmente accessibili su qualsiasi dispositivo. Con i giusti strumenti di conversione, puoi trasformare i tuoi video MTS in MP4 in modo rapido ed efficiente, garantendo che i tuoi ricordi e le tue creazioni video siano sempre a portata di mano. Trovare il giusto strumento per convertire i tuoi file video può fare la differenza tra un'esperienza frustrante e una conversione senza intoppi. Se hai mai lottato con la riproduzione dei tuoi video MTS su diversi dispositivi o piattaforme, sai quanto può essere complicato. Fortunatamente, esistono programmi che rendono questo processo incredibilmente semplice. Abbiamo selezionato i cinque migliori convertitori da MTS a MP4, ognuno con caratteristiche uniche che li rendono ideali per diverse esigenze. Preparati a scoprire gli strumenti che ti permetteranno di godere dei tuoi video senza problemi di compatibilità, garantendo qualità e facilità d'uso.
Il migliore per: Conversione rapida e qualità video migliorata con IA. Movavi Video Converter è un programma potente e intuitivo che permette di convertire da MOV a MP4, MTS in MP4 e altri formati in modo rapido e senza perdita di qualità. Con strumenti di editing integrati e supporto per una vasta gamma di formati, è una scelta eccellente per utenti di tutti i livelli. Disponibile per: Windows, Mac.
Caratteristiche:
Pro:
Contro:
Il migliore per: Conversione online gratuita di piccoli file MTS in MP4. Media.io (Originariamente Online UniConverter) è un pratico strumento online che permette di convertire gratuitamente file MTS in MP4 senza bisogno di installare software, ideale per file di dimensioni inferiori a 100MB.
Disponibile per: Browser Web (Windows, Mac, e dispositivi mobili).
Caratteristiche:
Pro:
Contro:
Il migliore per: Conversioni online multiple e gratuite di diversi formati di file. FileZigZag è un convertitore online versatile che permette di convertire gratuitamente file MTS in MP4 e molti altri formati di documenti, immagini, archivi, ebook, audio e video senza bisogno di installare software. Disponibile per: Browser web (Windows, Mac, e dispositivi mobili).
Caratteristiche:
Pro:
Contro:
Il migliore per: Conversioni online rapide e personalizzabili di video MTS in MP4. Convertio è un convertitore online versatile che consente di convertire file MTS in MP4 facilmente e gratuitamente, con la possibilità di personalizzare le impostazioni del video per ottenere risultati ottimali. Disponibile per: Browser web (Windows, Mac, Linux, Android, iPhone).
Caratteristiche:
Pro:
Contro:
Ideale per: Conversioni sicure e affidabili con un'ampia gamma di formati supportati. Zamzar è un convertitore online versatile che permette di convertire file MTS in MP4 gratuitamente, supportando numerosi formati di file e garantendo una conversione veloce e sicura senza la necessità di installare software.
Disponibile per: Browser web (Windows, Mac, Linux, Android, iPhone).
Caratteristiche:
Pro:
Contro:
La conversione di file «MTS to MP4» non deve essere un compito complicato o dispendioso in termini di tempo. Grazie ai programmi che abbiamo esplorato, puoi facilmente trasformare i tuoi video MTS in MP4 con pochi clic, garantendo una compatibilità ottimale e una qualità video eccellente. Che tu preferisca soluzioni online o software da installare, queste cinque opzioni ti offrono una vasta gamma di funzionalità e vantaggi. Scegli lo strumento che meglio si adatta alle tue esigenze e inizia a goderti i tuoi video senza preoccupazioni di formato. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Stress Management? Ecco 10 consigli per trasformare la pressione in energia positiva
(Adnkronos) - Nell’attuale mondo del lavoro, caratterizzato da una connettività costante e intensiva, la gestione dello stress non è più solo una raccomandazione, ma una skill sempre più necessaria e richiesta. Secondo Gallup, il 46% degli italiani soffre di stress (a fronte del 44% del campione internazionale) e circa un terzo percepisce tale fenomeno come una condizione cronica. Tuttavia, lo stress è una tensione fisica e mentale che non deve essere interpretata necessariamente come negativa ma, anzi, può fungere da catalizzatore, dà energia e motiva per affrontare le sfide, migliorare le prestazioni e aumentare la nostra mental agility. Questa dimensione positiva prende il nome di 'eustress'. Ciò che, invece, solitamente ha connotazione negativa nello stress - dalla frustrazione al nervosismo - è chiamato 'distress' e a lungo termine può danneggiare l’individuo. Infatti, se tale fattore dovesse diventare cronico, la resistenza ad altri influssi negativi diminuirebbe e il sistema immunitario potrebbe risentirne. “Le persone - commenta Paola Lazzarini, Senior Consultant e Head of Csr di Cegos Italia - hanno bisogno di stress, ma nella giusta misura. Nell'attuale contesto professionale, l'eustress è un elemento cruciale anche per progredire in modo efficace, preservando il benessere mentale e fisico. Per contrastare un contesto operativo e organizzativo di grande complessità e volatilità occorre un approccio Rcat (di resilienza, consapevolezza, adattamento, trasparenza), al fine di ridurre la pressione e sfruttarla come un'opportunità per crescere e migliorare". "In uno scenario con queste caratteristiche, la formazione - spiega - svolge un ruolo essenziale e può aiutare singoli e organizzazioni a creare un ambiente più sereno e produttivo, dove accogliere sfide e sviluppare progetti per irrobustire le proprie competenze e raggiungere nuovi traguardi. Integrare queste pratiche nelle azioni quotidiane, inoltre, è fondamentale per mantenere un confine ben delineato tra vita professionale e vita privata, garantendo un equilibrio sano e sostenibile e un miglior work-life balance. Tema, quest’ultimo, che rappresenta una delle sfide più critiche affrontate dalle organizzazioni e che è emerso anche in una recente survey condotta da Cegos, focalizzata sul Talent Management”. Cegos ha individuato, quindi, 10 Best Practice per trasformare lo stress da leva negativa a punto di forza. 1.Rilassarsi per contrastare la pressione: attraverso diverse tecniche benefiche sia fisiche che mentali, come il rilassamento muscolare progressivo di Edmund Jacobson, si può trasformare lo stress e migliorare la gestione delle pressioni quotidiane. Questa metodologia guida verso il controllo della tensione, tramite contrazioni volontarie di gruppi muscolari per 5-10 secondi, seguite da un completo rilassamento di 30-45 secondi. Una pratica regolare affina la capacità del corpo di passare rapidamente alla calma, promuovendo un benessere immediato e duraturo. 2.Riconoscere i fattori di tensione da digitalizzazione: nonostante innumerevoli vantaggi, la costante reperibilità e il sovraccarico di informazioni possono causare stress. Identificare le fonti di tensione e parlarne con i manager, cercando un maggior equilibrio e supporto fra colleghi, può migliorare il benessere generale e la produttività. 3.Adattarsi alla digitalizzazione con la resilienza: si può allenare la propria resistenza psicologica alle difficoltà per trarne energia positiva. Tecniche specifiche aiutano anche a capitalizzare il passato, guardare al futuro con ottimismo e gestire la vita in modo più positivo. Tra i primi obiettivi da porsi, vi è quello di lasciare la 'lista delle cose da fare' in ufficio e rilassarsi, tracciando una linea di demarcazione chiara tra vita professionale e privata. 4.Conciliare famiglia e carriera: stare insieme alla famiglia è considerato un efficace antistress e mantenere le connessioni sociali, insieme all'attività fisica, è uno dei modi migliori per rilassarsi. Accortezze come introdurre pause dal cellulare o informare il team sulle fasce orarie in cui si può essere reperibili, consentono di pianificare meglio le proprie attività e vivere pienamente il tempo che si dedica agli affetti. 5.Saper impiegare nella maniera corretta lo smart working: sempre più aziende stanno adottando modalità di lavoro ibride, smart working e flessibilità oraria. Questa scelta ha ridotto il tempo necessario per recarsi in ufficio e ha permesso ai lavoratori di gestire meglio il proprio work-life balance. Tuttavia, questa possibilità richiede una certa disciplina per mantenere un confine ben delineato tra lavoro e privato. 6.Ricordarsi di riposare e annoiarsi: non occorre essere sempre perfetti e impegnati. Attività ludiche e sportive possono aiutare a calmare i nervi e i pensieri negativi. È importante, però, avere anche periodi di riposo e divertirsi, poiché la noia e l’inazione stimolano l'inventiva e la creatività, fondamentali per risolvere problemi quotidiani più o meno complessi. 7.Saper gestire il tempo: l’organizzazione del time management aiuta a pianificare al meglio appuntamenti privati e professionali, riducendo la pressione. Porsi domande chiave su priorità, urgenze, necessità di passaggi intermedi, suddivisione di compiti e quando dire 'no' contribuisce a evitare sprechi di tempo e a godersi quello libero. 8.Puntare su chiarezza e dialogo per la propria motivazione: quando si è stanchi di non essere adeguatamente riconosciuti e ricompensati è importante richiedere un confronto chiarificatore con i superiori. Mantenendo un tono educato, descrivendo al meglio la propria situazione ed esprimendo, se necessario, il desiderio di un feedback più regolare. 9.Fare attenzione al bore-out: attività al di sotto del proprio potenziale, che diventano routine, possono essere altrettanto pericolose quanto lo stress costante. Questo fenomeno, noto come bore-out, può causare insoddisfazione, svogliatezza e, nei casi peggiori, depressione. Tuttavia, con coraggio e iniziativa, è possibile cambiare la situazione. Offrirsi volontari per nuovi incarichi e presentare idee innovative sorprendendo colleghi e superiori può portare a mansioni più stimolanti. 10.Collaborare e comunicare per crescere: infine, è importante condividere esperienze con persone che la pensano allo stesso modo (o che sono disposte a capitalizzare eventuali divergenze di pensiero) per identificare i momenti di stress e trovare soluzioni costruttive, evitando lamentele e avendo sempre l’obiettivo finale di migliorare il proprio benessere e contribuire a un ambiente di lavoro più positivo e produttivo per tutti. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ricerca, scoperto l'interruttore del sonno Rem e il primo farmaco mirato
(Adnkronos) - Novità all'orizzonte contro i disturbi del sonno e alcune malattie neurologiche correlate. Uno studio congiunto delle università di Padova, McGill e Toronto (Canada), pubblicato sul 'Journal of Neuroscience', ha identificato l''interruttore' del sonno Rem - il recettore della melatonina MT1 - e il primo farmaco mirato, in grado di agire selettivamente su questa fase cruciale del riposo, senza alterare il sonno non-Rem. "Significativo è il potenziale clinico della scoperta", sottolineano dall'ateneo padovano, non solo per la comprensione dei meccanismi del sonno e quindi per il trattamento delle sue alterazioni, ma soprattutto per chi soffre di patologie come Parkinson e demenza con corpi di Lewy. Il sonno umano - ricorda UniPd - si compone di una sequenza precisa di fasi non-Rem e Rem, ognuna delle quali svolge funzioni fisiologiche distinte. Il sonno Rem (acronimo che sta per Rapid Eye Movement, il movimento oculare rapido che lo caratterizza), quello in cui si sogna, riveste un ruolo fondamentale nel consolidamento della memoria e nella regolazione delle emozioni. Il sonno non-Rem supporta invece i processi di recupero e riparazione fisica. Le interruzioni di questo ciclo possono compromettere le funzioni cognitive e aumentare la vulnerabilità alle malattie neuropsichiatriche. Gli autori della nuova pubblicazione - frutto della ricerca sulla melatonina e i suoi due recettori, MT1 e MT2, sviluppata negli ultimi 15 anni dal team internazionale - hanno individuato nel recettore MT1 il regolatore chiave del sonno Rem, il che ha permesso di identificare la prima molecola specificatamente mirata a questa fase del sonno. MT1 è espresso in neuroni specifici chiamati neuroni della noradrenalina, situati in un'area del cervello detta Locus Coeruleus (punto blu) per la sua colorazione tendente all'azzurro, dovuta ai granuli di melanina al suo interno. Durante il sonno Rem, questi neuroni noradrenergici riducono la propria attività elettrica e diventano silenziosi. Circa lo 0,5-1% della popolazione generale è affetta da un disturbo del comportamento del sonno Rem, che è un serio fattore di rischio per lo sviluppo di patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e altre malattie come la demenza con corpi di Lewy, che attualmente non dispongono di trattamenti efficaci. Utilizzando un nuovo farmaco che agisce selettivamente sui recettori MT1, gli scienziati sono riusciti ad aumentare la durata del sonno Rem negli animali da esperimento, riducendo contemporaneamente l'attività dei neuroni noradrenergici del Locus Coeruleus. "Questa scoperta non solo fa progredire la nostra comprensione sui meccanismi del sonno, ma ha anche un significativo potenziale clinico", afferma Gabriella Gobbi, principal investigator dello studio, professoressa di Psichiatria alla McGill University, clinico al McGill University Health Center e Canada Research Chair in Therapeutics for Mental Health. "Finora - precisa - il recettore specifico che innesca il sonno Rem era sfuggito agli scienziati", mentre "il nuovo studio ha identificato come importante regolatore di questa fase del sonno proprio il recettore MT1 della melatonina situato nel Locus Coeruleus". Non solo. "Fino ad oggi - rimarca Stefano Comai, coautore senior del lavoro, professore di Farmacologia all'università di Padova e professore aggiunto alla McGill University - non si conoscevano farmaci specificamente mirati a modificare il sonno Rem. La maggior parte dei farmaci ipnotici in commercio, pur prolungando la durata totale del sonno, tendono a influenzare negativamente il sonno Rem. Con lo studio pubblicato, oltre a svelare la specificità del recettore MT1 della melatonina, abbiamo scoperto la prima molecola capace di agire selettivamente sul sonno Rem senza alterare il sonno non-Rem". Secondo gli autori, "ulteriori ricerche sulla neurobiologia e la farmacologia del sonno Rem sono fondamentali per sviluppare trattamenti mirati che potrebbero migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da queste malattie neurodegenerative debilitanti. Man mano che gli scienziati continuano a esplorare le complessità della regolazione del sonno, la speranza di interventi efficaci nei disturbi neurologici diventa sempre più promettente". Per i ricercatori, "se studi futuri confermeranno il coinvolgimento specifico del recettore MT1 della melatonina nella regolazione del sonno Rem, si potranno sviluppare nuovi farmaci in grado di trattare i disturbi del sonno Rem che, come detto, sono noti essere strettamente legati ad esempio al morbo di Parkinson e altre condizioni correlate cosiddette parkinsonismi, quali la demenza con corpi di Lewy". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il potenziale del digitale per aumentare produttività e efficienza nella prenotazione e erogazione delle prestazioni sanitarie
(Adnkronos) - Anitec-Assinform, l'Associazione di Confindustria che rappresenta le principali aziende ICT operanti in Italia, ha presentato il policy paper "Il ruolo del digitale nella gestione delle liste d’attesa", a seguito alla conversione in Legge del Decreto-Legge sulle liste d'attesa alla Camera. Il documento diffuso sottolinea che, nonostante le misure proposte, il potenziale del digitale in sanità non è ancora stato pienamente valorizzato. Il rapporto “Il Digitale in Italia 2024” di Anitec-Assinform, presentato lo scorso 1° luglio, conferma come il digitale sia una componente sempre più cruciale della filiera della salute. Nel 2023, il valore del mercato digitale in sanità ha raggiunto i 2.233,4 miliardi di euro e si prevede che toccherà i 3.220 miliardi entro il 2027, con un tasso di crescita medio annuo del 9,6%.
Le tecnologie digitali possono offrire opportunità significative per ottimizzare sia la domanda che l'offerta di servizi sanitari. Dal lato della domanda, le soluzioni digitali possono supportare i medici di base nella valutazione e nella gestione dei pazienti e allo stesso tempo aumentare la produttività e l'efficienza del sistema sanitario attraverso strumenti come la telemedicina, il teleconsulto e il telemonitoraggio.
Massimo Dal Checco, Presidente di Anitec-Assinform, ha dichiarato: "In un contesto dove la sanità è sempre più digitale e interconnessa, le tecnologie innovative offerte dall’industria ICT rappresentano uno strumento potente per affrontare il problema delle liste d'attesa, offrendo soluzioni innovative sia per il governo della domanda che per il miglioramento dell'offerta di servizi sanitari. La sfida sta nell’introdurre queste tecnologie in modo strategico, integrato e su larga scala, guardando ai processi nel loro insieme per identificare e correggere inefficienze, squilibri e punti critici lungo l'intera catena di erogazione dei servizi sanitari.
" Il documento diffuso da Anintec-Assinform propone l'istituzione di un fondo, per dotare i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di libera scelta, di strumenti digitali per la gestione degli appuntamenti e le prestazioni base di telemedicina e lo sviluppo di un Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0) aperto e interoperabile. L'implementazione di piattaforme integrate delle liste d'attesa a livello regionale e nazionale, inoltre, favorirebbe una visione d'insieme e una più semplice gestione delle stesse con una riduzione significativa dei tempi d'attesa e garantirebbe, al contempo, un accesso più rapido e equo ai servizi sanitari, rispondendo meglio alle esigenze dei cittadini. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Agenzia Spaziale Italiana e Regione Calabria per la tutela del territorio
(Adnkronos) -
L'Accordo, sottoscritto dal presidente dell'ASI, Teodoro Valente, e dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, alla presenza del direttore generale dell'ASI, Luca Vincenzo Maria Salamone, e del dirigente generale del dipartimento "Territorio e Tutela dell'Ambiente", Salvatore Siviglia, mira a perseguire obiettivi comuni nel campo spaziale e aerospaziale, con focus specifico dedicato all'Osservazione della Terra, alle applicazioni downstream, alla diffusione della cultura aerospaziale e alla tutela del territorio e dell'ambiente. Le applicazioni saranno utilizzate anche per il monitoraggio ambientale, marino, forestale e agroalimentare e la prevenzione dei disastri ambientali, al fine di garantire interventi tempestivi nelle aree critiche e di misurare gli effetti del cambiamento climatico, oltre che per la protezione del patrimonio culturale e archeologico della regione. “Lo spazio si conferma sempre più come ambito operativo essenziale per il monitoraggio del nostro pianeta”, ha dichiarato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente. “L’accordo firmato oggi con la Regione Calabria rappresenta un passo determinante per lo sviluppo e l’uso di applicazioni satellitari in grado di rinforzare in modo coordinato e sinergico le politiche degli enti locali mirate allo sviluppo e alla appropriata gestione del territorio e delle risorse. Grazie alla grande quantità di dati proveniente dai satelliti possiamo studiare con precisione molti elementi legati alla tutela di diversi ambiti urbani, agricoli e marini. La parola chiave in tutto questo è sostenibilità per un futuro più attento alla sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture, con un occhio particolare anche verso la gestione della tutela del patrimonio culturale e archeologico."
“Ringrazio l’Agenzia Spaziale Italiana e il presidente Teodoro Valente per la positiva interlocuzione avuta negli scorsi mesi con la Regione Calabria, e per l’importante Accordo che oggi sottoscriviamo”,
ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.
“Dal momento del mio insediamento come presidente ho sempre dato enorme importanza alla tutela dell’ambiente, alla salvaguardia del territorio, alla difesa delle bellezze naturalistiche della Regione che ho l’onore di guidare. In questi anni il mio governo regionale ha messo in campo - in collaborazione con le forze dell’ordine e con tanti altri soggetti - risorse, uomini, mezzi e strumenti, mai utilizzati prima per prevenire gli incendi e scovare gli incendiari, per migliorare la depurazione a vantaggio di un mare più pulito, per salvare le nostre foreste e i nostri boschi, per combattere i reati ambientali, per tutelare il nostro patrimonio artistico e culturale. Grazie a questo accordo avremo la possibilità di sviluppare future applicazioni spaziali a tutela dell’ambiente e di utilizzare i dati già in possesso dell’ASI per avere un controllo sempre più capillare, tecnologico e innovativo del territorio: diventiamo un modello virtuoso nazionale ed europeo”
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