Generazione Z secondo gli HR: grandi competenze digitali ma più individualisti
(Adnkronos) - In un mondo lavorativo che evolve rapidamente, la Generazione Z emerge come una forza significativa, portando nuove aspettative e sfide per le aziende. Secondo un'analisi condotta da AstraRicerche per l’Osservatorio ASUS Business, oltre 300 responsabili delle risorse umane italiani hanno fornito insight preziosi su come questa giovane generazione sta plasmando il panorama lavorativo. Sebbene la Generazione Z sia spesso percepita come individualista, con oltre il 64% degli HR che nota una sopravvalutazione delle proprie capacità da parte dei giovani, è indiscutibile che le loro competenze digitali siano eccezionali. Nati nell'era digitale, questi giovani lavoratori portano con sé una predisposizione naturale verso la tecnologia, rendendoli particolarmente adatti a settori in cui l'innovazione tecnologica è cruciale. Per molti, la mancanza di flessibilità rappresenta un ostacolo insormontabile: secondo il 67% degli HR intervistati, i giovani non accettano offerte che non prevedano modalità di lavoro agile o orari adattabili ai loro ritmi personali. A questo si aggiunge il peso della retribuzione, che per il 54% degli intervistati è spesso giudicata inadeguata, soprattutto quando mancano sistemi di incentivi come bonus legati ai risultati. Anche i benefit giocano un ruolo decisivo: quasi la metà degli HR (48%) sottolinea che i giovani non sono attratti da offerte che non includano opportunità di formazione, strumenti tecnologici personali o altri vantaggi concreti. Non meno importanti sono i benefici che le aziende possono offrire. Dal sondaggio emerge che bonus economici, opportunità di formazione professionale e l'accesso a dispositivi tecnologici personali sono elementi decisivi per attrarre i giovani talenti. Questi benefici sono visti non solo come incentivi, ma anche come strumenti di empowerment che migliorano sia la produttività che il benessere personale. Il clima aziendale e le possibilità di crescita professionale sono altri fattori critici. Circa l'80% degli HR evidenzia che le prospettive di sviluppo all'interno dell'azienda giocano un ruolo fondamentale nelle decisioni dei giovani di accettare un'offerta di lavoro, confermando che la Gen Z non solo cerca un lavoro gratificante ma anche un ambiente che favorisca il loro sviluppo personale e professionale. Nonostante l'alta integrazione della tecnologia nella loro vita quotidiana, la Gen Z vede l'AI come un elemento imprescindibile nel lavoro, simile a un computer o a uno smartphone. Tuttavia, le aziende si trovano di fronte a sfide significative nell'integrare l'AI, spesso limitate dalla mancanza di competenze specifiche o risorse economiche. Aziende e liberi professionisti interessati all’acquisto dei prodotti ASUS Business possono mettersi in contatto con i consulenti ASUS attraverso questo apposito form
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Demon Slayer: The Hinokami Chronicles 2, il nuovo gioco nel 2025
(Adnkronos) - Come rivelato dall'ultimo numero di Weekly Jump, Aniplex ha annunciato Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba – The Hinokami Chronicles 2. Al momento non sono state confermate le piattaforme di lancio né una data di uscita, ma il gioco sarà giocabile al Jump Festa 2025, che si terrà dal 21 al 22 dicembre presso il Makuhari Messe di Chiba, in Giappone. La storia di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba – The Hinokami Chronicles 2 coprirà gli eventi dell'anime, dall'arco del Quartiere a luci rosse fino all'arco dell'Addestramento dei pilastri. Il primo Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba – The Hinokami Chronicles è disponibile per PlayStation 5, Xbox Series, PlayStation 4, Xbox One, Switch e PC tramite Steam. Il franchise di Demon Slayer ha riscosso un successo globale straordinario. Il manga originale, scritto e disegnato da Koyoharu Gotōge, ha venduto oltre 150 milioni di copie, diventando uno dei manga più venduti di sempre. L'adattamento anime, prodotto da Ufotable, è stato acclamato per la sua animazione spettacolare e la storia avvincente, contribuendo ulteriormente alla popolarità del franchise. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
"Profondità Luccicanti": il nuovo aggiornamento di Fallout 76 - Il video
(Adnkronos) - L'ultimo aggiornamento di Fallout 76, "Profondità Luccicanti", introduce una nuova entusiasmante avventura sotterranea che invita i giocatori a esplorare le profondità di un antico laboratorio dell’Enclave. Bethesda ne ha annunciato ufficialmente la disponibilità gratuita per i giocatori su tutte le piattaforme, promettendo sfide inedite e ricompense allettanti. "Profondità Luccicanti" non è solo un'aggiunta al gioco; è un viaggio nelle viscere oscure dell'Appalachia post-apocalittica. I giocatori sono chiamati a formare squadre di quattro per esplorare il labirintico vecchio laboratorio, affrontando pericoli e misteri nascosti. Il focus dell'incursione è un confronto con il terrore di ultracite, il più grande nemico mai introdotto nel gioco, che richiede una strategia accorta e una collaborazione senza precedenti per essere sconfitto. L'aggiornamento porta con sé non solo sfide, ma anche innovazioni significative nel gameplay. Tra queste, l'introduzione del sistema di creazione leggendaria a 4 stelle, che permette ai giocatori di ottenere armi, armature e modifiche leggendarie più potenti. Inoltre, "Profondità Luccicanti" introduce nuovi titoli per i giocatori e la possibilità di adottare animali domestici per il C.A.M.P., offrendo così nuovi modi per personalizzare l'esperienza di gioco.
La Stagione 19: Forgia scientifica
In concomitanza con l'aggiornamento, arriva anche la stagione 19 intitolata "Forgia scientifica", che approfondisce la narrazione attorno all'Enclave e al suo supercomputer MODUS. Questa stagione offre ai giocatori la possibilità di immergersi ulteriormente nel tentativo di ricostruzione post-apocalittica dell'America, con ricompense tecnologicamente avanzate allineate al tema della stagione. "Profondità Luccicanti" è ora accessibile su Steam, Xbox Series X|S, Xbox One, PlayStation 4 e PlayStation 5 e incluso nei servizi Xbox Game Pass e PlayStation Plus Extra. Con l'aggiunta di nuovi contenuti e sfide, Fallout 76 continua a offrire un mondo ricco e dinamico che si espande con ogni aggiornamento, mantenendo i giocatori impegnati e coinvolti nel suo universo sempre evolutivo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
eFootball, Holly & Benji arrivano nel gioco di calcio Konami
(Adnkronos) - Konami Digital Entertainment ha annunciato una collaborazione con la serie manga "Captain Tsubasa", conosciuta in Italia come "Holly e Benji". Questa partnership introduce in eFootball una serie di contenuti a tema, tra cui eventi speciali, carte giocatore ispirate al manga e ricompense per gli utenti. Yoichi Takahashi, creatore di "Captain Tsubasa", ha realizzato delle illustrazioni esclusive di Lionel Messi e Takefusa Kubo, ambassador di eFootball, raffigurati con le divise della "Nankatsu Junior High School". Partecipando agli eventi in-game, i giocatori potranno ottenere anche carte che uniscono personaggi del manga a calciatori reali, come ad esempio "Hikaru Matsuyama" (Philip Callaghan) con Joshua Kimmich e "Ryo Ishizaki" (Bruce Harper) con Dayot Upamecano. La collaborazione prevede l'introduzione di eventi speciali all'interno di eFootball. Nella modalità "Time Attack", gli utenti potranno utilizzare personaggi come "Tsubasa Oozora" (Oliver Hutton) e "Taro Misaki" (Tom Becker) in sfide contro il tempo. Il completamento delle diverse fasi garantirà frammenti di un'opera d'arte di "Captain Tsubasa", avatar e oggetti in-game. Un bonus giornaliero consentirà di accumulare punti extra cimentandosi in calci di rigore con i personaggi dell'anime. Saranno disponibili 10 personaggi di "Captain Tsubasa", tra cui Tsubasa Oozora, Kojiro Hyuga (Mark Lenders) e Hikaru Matsuyama. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La Cina contesta nuove misure Usa su controllo export semiconduttori
(Adnkronos) - La Cina ha espresso una netta opposizione alle recenti misure di controllo delle esportazioni di semiconduttori imposte dagli Stati Uniti, etichettandole come un esempio di coercizione economica e una pratica non conforme ai principi di mercato. Il Ministero del Commercio cinese, in una dichiarazione ufficiale, ha criticato duramente gli Stati Uniti per il loro approccio contraddittorio e l'abuso delle misure di controllo delle esportazioni, accusandoli di comportamenti di bullismo unilaterale. Le nuove regolamentazioni, secondo la Cina, sono un'estensione eccessiva del concetto di "sicurezza nazionale" da parte degli USA, che minacciano seriamente la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento globali. L'industria dei semiconduttori, estremamente globalizzata, subisce conseguenze negative a causa di questi interventi regolatori, che ostacolano gli scambi economici e commerciali normali tra le nazioni e compromettono le regole del mercato e l'ordine economico e commerciale internazionale. L'impatto di tali misure si estende oltre i confini cinesi, colpendo anche le aziende statunitensi del settore dei semiconduttori. Di fronte a queste circostanze, la Cina ha annunciato che adotterà le misure necessarie per difendere con determinazione i suoi diritti e interessi legittimi, rispondendo in modo risoluto alle azioni degli Stati Uniti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aids, infettivologi: "Confermato successo di terapia e prevenzione nella lotta all'Hiv"
(Adnkronos) - Nuovi successi della terapia antiretrovirale contro l’Hiv nella soppressione del virus e nella Profilassi Pre-Esposizione: questo è il messaggio che emerge dagli studi più recenti presentati al 23esimo congresso della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) a Napoli. Grazie a questi trattamenti, infatti, l’infezione da Hiv può essere cronicizzata garantendo sopravvivenza e qualità di vita sempre più simile alla popolazione generale. Inoltre, la regolare assunzione della terapia permette di rendere il virus non trasmissibile, come rilevato dall’evidenza scientifica U=U (Undetectable=Untransmittable). Gli sviluppi più recenti aprono ulteriori prospettive, con la possibilità di prevenzione a lungo termine e con una minore infiammazione del sistema immunitario. I risultati straordinari raggiunti con la terapia antiretrovirale permettono di valutare diverse possibilità terapeutiche in base alle caratteristiche del paziente. "Recentemente è emersa l’opportunità di individualizzare il trattamento con la terapia a due farmaci invece di tre, ma entrambe le strategie presentano vantaggi specifici, da valutare caso per caso – spiega Giovanni Di Perri, professore ordinario di Malattie infettive, università di Torino –. La terapia a tre farmaci bictegravir + emtricitabina + tenofovir alafenamide rappresenta il massimo punto di sviluppo di ogni categoria (emivita lunga, potenza intrinseca, forgiveness), con livelli di potenza e tollerabilità tali da affrontare anche una non perfetta adesione. Una mancata aderenza del 20%, ad esempio, che in passato poteva costare il fallimento terapeutico, oggi con questa terapia diventa sostenibile. Questi dati ci devono indurre a valutare i benefici della triplice terapia nella definizione di un trattamento individualizzato e preciso per la persona con Hiv". Come rilevano i dati Unaids- riporta una nota - circa il 76% delle 39 milioni di persone nel mondo che vivono con l'Hiv riceve la terapia antiretrovirale, e circa il 71% di esse ha il virus soppresso dalle terapie. Tuttavia, per frenare la diffusione dell’epidemia occorre ampliare queste percentuali. "Anzitutto, è necessario aumentare gli screening per far emergere il sommerso, favorire diagnosi precoci e avviare al trattamento chi si scopra infetto – sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit – Se le persone sono trattate con successo, infatti, non trasmettono più l’infezione. Inoltre, è possibile effettuare prevenzione nei soggetti non infetti ma ad alto rischio di contrarre l’infezione: non esiste un vaccino, ma è dimostrato che le terapie antiretrovirali sono estremamente efficaci nella Profilassi Pre-Esposizione (PrEP). Gli ultimi progressi della ricerca ci hanno consegnato un farmaco che si somministra ogni due mesi; nel prossimo futuro avremo un farmaco in grado di estendere la protezione fino a sei mesi". La terapia antiretrovirale da sola riesce a controllare molto bene la carica virale, ma non sempre riesce a intervenire del tutto sul recupero del sistema immunitario, mettendo le persone a rischio di patologie cardiovascolari, ossee, nefrologiche, che possono inficiare la durata e la qualità della vita. "Tra le terapie antiretrovirali più diffuse, quella con BIC/FTC/TAF ha dimostrato in vari trial clinici grande efficacia nel ridurre alcuni marcatori infiammatori e nel migliorare il funzionamento del sistema immunitario – spiega Giulia Marchetti, professore ordinario di Malattie infettive università di Milano, Ospedale San Paolo – Questo risultato rappresenta un grosso passo avanti nella somministrazione della terapia antiretrovirale, poiché queste molecole permettono alle persone con HIV, soprattutto quando iniziano la terapia precocemente con un sistema immunitario ancora robusto, di mantenere una buona qualità di vita e una sopravvivenza simile a quella della popolazione generale". Le novità in ambito di Hiv sono al centro del 23esimo congresso Simit, in corso a Napoli fino al 5 dicembre presso il Centro Congressi Stazione Marittima con oltre mille infettivologi presenti. Tra i vari temi: antibiotico resistenza e infezioni correlate all’assistenza, vaccinazioni nell’adulto e nel soggetto fragile, Covid-19 nell’immunodepresso, gestione del sommerso delle epatiti croniche, ruolo dei cambiamenti climatici nelle arbovirosi e nelle altre infezioni. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Spotify Wrapped 2024: Geolier domina gli streaming in Italia
(Adnkronos) - Spotify ha rilasciato Wrapped 2024, la tradizionale panoramica annuale che rivela le tendenze musicali e i contenuti più apprezzati dagli utenti della piattaforma. Con oltre 640 milioni di utenti in tutto il mondo, Wrapped offre uno spaccato significativo dei gusti e delle preferenze musicali globali. In Italia, il 2024 è stato dominato da Geolier, che si aggiudica il titolo di artista più ascoltato con oltre 1,2 miliardi di stream. Il rapper napoletano, reduce dal successo sanremese, si posiziona al primo posto anche con il brano "I p' me, tu p' te", seguito da "Come un tuono (feat. Guè)" di Rose Villain e "Tuta gold" di Mahmood. L'album "Dio lo sa" di Geolier si conferma il più ascoltato in Italia, seguito da "Icon" di Tony Effe e "Vera baddie" di Anna, che si afferma come l'album più ascoltato di un'artista italiana. A livello globale, Taylor Swift mantiene la corona di artista più ascoltata per il secondo anno consecutivo, con oltre 26 miliardi di stream. "The Tortured Poets Department: the Anthology" è l'album più ascoltato al mondo, seguito da "Hit Me Hard and Soft" di Billie Eilish e "Short n’ Sweet" di Sabrina Carpenter. Tuttavia, la canzone più ascoltata a livello globale è "Espresso" di Sabrina Carpenter, che si consacra come artista rivelazione dell'anno. Wrapped 2024 conferma il successo del rap italiano, con artisti come Lazza, Tedua e Kid Yugi ai vertici delle classifiche. A livello internazionale, i Maneskin si riconfermano gli artisti italiani più ascoltati all'estero per il terzo anno consecutivo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dall'app per predire le emicranie alla pillola contro l'eiaculazione precoce. I partecipanti all'incubatore Open Accelerator 2024
(Adnkronos) - Nuovi prodotti con proprietà antinfiammatorie e analgesiche, dispositivi contraccettivi intrauterini non ormonali di ultima generazione, un app che sfrutta l’intelligenza artificiale per il monitoraggio predittivo dei sintomi dell’emicrania, biomarcatori per la rilevazione dei rischi di parto prematuro e il controllo dei fenomeni di eiaculazione precoce. Sono queste le idee presentate all’edizione 2024 di Open Accelerator promosso da Zcube – Zambon Research Venture per sostenere l’innovazione nel settore delle scienze della vita. Una manifestazione che ha visto 185 candidature provenienti da 35 paesi differenti, dagli Stati Uniti a Israele. L’edizione di quest’anno di Open Accelerator ha chiamato a raccolta startup e idee imprenditoriali internazionali dedicate allo sviluppo di servizi e prodotti per il benessere e la salute delle donne. Un mercato in continua evoluzione e crescita a livello globale (il trattamento dei dieci problemi più comuni affrontati dalle donne è un mercato da 120 miliardi) in risposta a una maggiore attenzione verso i bisogni di salute insoddisfatti delle donne e alla valorizzazione dell’assistenza specifica per genere. Si stima che affrontare il divario sanitario che riguarda la salute femminile, attraverso un aumento della spesa pubblica e degli investimenti di mercato, potrebbe dare un impulso all’economia globale per un valore di 1 trilione di dollari all’anno entro il 2040, un aumento dell'1,7% del pil pro capite. Un traino decisivo potrebbe sicuramente arrivare dal mercato del femtech, alla frontiera tra tecnologia e cura delle malattie esclusivamente femminili, che nell’ultimo periodo sta vivendo una fase molto vivace della sua crescita. Il mercato globale, infatti, potrebbe arrivare a valere più di 65 miliardi di dollari entro il 2027. Cinque le startup che sono arrivate "in finale" e selezionate per questa edizione: Agorà Pharma, Intimo Medical, Kadence Bio, Rea Diagnostics e Wizermed. Agorà Pharma è una start-up italiana che sta sviluppando prodotti basati sul cbd (cannabidiolo) per combattere la vulvodinia e molti altri dolori intimi. Intimo Medical, società israeliana che sta sviluppando un contraccettivo intrauterino senza ormoni, strutturato per essere indolore e sicuro per l’utilizzo a lungo termine. Gli inglesi di Kadence Bio hanno invece presentato ai potenziali investitori una pillola che, sciolta sotto la lingua, contrasterebbe i fenomeni di eiaculazione precoce. Rea Diagnostics è al lavoro sul primo self test in grado di monitorare i rischi di una nascita prematura. Simile nelle modalità di utilizzo ad un test per il Covid, nel caso risultasse negativo non c'è da aspettarsi rischi per i successivi 7 giorni; se è positivo la futura madre è opportuno si rechi in ospedale. Wizermed sta invece sviluppando un algoritmo che aiuta le donne a predire e prevenire le emicranie, un problema che interessa 1 miliardo di persone in tutto il mondo, ma tre volte più spesso le donne rispetto agli uomini. Wizermed propone un’applicazione connessa ad uno smartwatch che può predire l’arrivo di un’emicrania grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. "Open Accelerator - ha detto il presidente di OpenZone, Andrea D'Alessandro - conferma il nostro impegno per creare un ecosistema aperto in cui innovazione, ricerca e imprenditorialità possano convergere". Un impegno continuo a supporto di progetti imprenditoriali che "non solo sviluppano tecnologie all’avanguardia, ma che contribuiscono concretamente anche a migliorare la qualità della vita di moltissime persone". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mercedes, consegnata a Francesco la prima Papamobile elettrica
(Adnkronos) - Arriva in Vaticano la prima Papamobile completamente elettrica: ed è naturalmente una Mercedes: il marchio tedesco fornisce infatti auto alla Santa Sede da 94 anni e negli ultimi 45 anni il Papa si è mosso su esemplari personalizzati tutti basati sulla celebre Classe G. Oggi, in linea con la trasformazione del mercato automobilistico, anche la Papamobile si trasforma e diventa a zero emissioni. Un esemplare unico che Ola Källenius, CEO di Mercedes-Benz, e i membri del team coinvolti hanno consegnato personalmente a Papa Francesco, in Vaticano, guardando ai suoi spostamenti per il Giubileo del 2025. Il veicolo soddisfa i più elevati requisiti ed è stato sviluppato in stretta collaborazione con il Vaticano proprio per l'utilizzo del Papa. La sua trasmissione elettrica, adattata alle velocità particolarmente basse richieste per le apparizioni in pubblico, contribuisce alla realizzazione dell'enciclica ‘Laudato Si’’. In essa, Papa Francesco sostiene, infatti, la necessità di uno sviluppo sostenibile. In occasione della consegna Källenius ha ringraziato il pontefice "per la fiducia": "È un grande onore per la nostra azienda e con questa Papamobile lanciamo anche un chiaro appello alla mobilità elettrica e alla decarbonizzazione". La consegna del mezzo - al quale un team di specialisti di Roma (gestione), Graz (trasmissione) e Sindelfingen (carrozzeria e interni) e Roma (Italia) ha lavorato per circa un anno - è stata seguita da un'udienza privata con il Papa, che ha voluto in Vaticano anche i rappresentanti dei gruppi di lavoro. Il veicolo - verniciato ovviamente nel classico bianco perla - è basato sulla nuova G580 con tecnologia EQ adattata per sfruttare appieno i vantaggi della trazione integrale con quattro motori elettrici sulle singole ruote per lo scopo speciale dei viaggi lenti in occasione di manifestazioni pubbliche. Nella parte posteriore, il sedile a panchetta è stato sostituito da un sedile singolo, posizionato centralmente e regolabile in altezza che consente di muoversi in modo flessibile e di rivolgersi al pubblico da diverse angolazioni. Dietro il sedile centrale, sono stati integrati due sedili singoli a sinistra e a destra per ulteriori passeggeri. Il tetto è stato rimosso all'altezza del montante B e il montante B stesso è stato integrato nella parete laterale per creare un profilo inconfondibile. In caso di pioggia o condizioni meteorologiche avverse, un hardtop separato offre protezione agli occupanti. Il primo veicolo fornito da Mercedes a un pontefice per i suoi spostamenti fu una Nürburg 460 Pullman Saloon per Papa Pio XI nel 1930. Negli anni '60, Giovanni XXIII ricevette una 300 Landaulet con cambio automatico e passo allungato. Il suo successore Paolo VI utilizzò inizialmente una Landaulet 600 Pullman e successivamente una 300 SEL, anch'essa Landaulet. Negli anni '80, Giovanni Paolo II utilizzò il primo veicolo ufficialmente chiamato Papamobile per gli eventi in Piazza San Pietro, una Classe G serie 460 modificata. Dal 2002 ha utilizzato una G 500 serie 463, utilizzata anche dai suoi successori Benedetto XVI e Francesco. A volte sono state utilizzate anche auto appositamente progettate sulla base della Mercedes-Benz Classe M e della GLE. Dopo il ritiro dal servizio, alcune Papamobile sono state esposte in Vaticano e nel Museo Mercedes-Benz di Stoccarda. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sesso. Il ritocco sotto gli slip? Lui lo fa anche a 70 anni
(Adnkronos) - Non è mai troppo tardi per innamorarsi di nuovo. E non è mai troppo tardi, neanche superata la mezza età, per risolvere "un cruccio di gioventù e regalarsi" una 'seconda vita' più serena pure sotto le lenzuola. E' "in costante aumento" l'età degli uomini che sotto gli slip vorrebbero misure più generose. Parola di Alessandro Littara, medico chirurgo, andrologo e sessuologo, specialista in chirurgia plastico-estetica genitale maschile. "L'ultimo paziente che abbiamo operato qualche giorno fa, per esempio, aveva 73 anni", racconta all'Adnkronos Salute alla vigilia della presentazione - domani a Milano - del libro 'Questione di misure', scritto con la giornalista e scrittrice specializzata in campo medico-scientifico Minnie Luongo. "Circa il 60% dei nostri pazienti hanno tra i 30 e i 50 anni, ma c'è un buon 20% che va dai 50 ai 60 e un altro 10% che è sopra i 60", spiega l'esperto, pioniere del 'sex design' che ha all'attivo oltre 6mila procedure chirurgiche di allungamento e ingrossamento del pene ed è anche autore dello studio scientifico pubblicato con la più ampia casistica al mondo su questi interventi. La fetta rimanente, continua, è rappresentata da "ragazzi più giovani, dai 20 ai 30 anni". Ma guardando alla fascia d'età più avanzata, qual è la molla che spinge ad affrontare il ritocco intimo? "Tanti mi raccontano che hanno sempre vissuto con questo cruccio e che dopo tanto tempo vogliono risolverlo. In realtà, molte volte indagando si scopre anche che si sono ritrovati a rimettersi in gioco dopo la fine di un matrimonio o di una lunga relazione, o che in tarda età hanno cominciato una nuova storia, con una compagna talvolta più giovane. Così anche a 70 anni decidono di sottoporsi a procedure che prima si facevano magari a un'età più giovanile. A frenarli fino a quel momento può essere stato un senso di vergogna o l'aspetto economico, perché questi interventi non sono passati dal Ssn", se non in rari casi di misure patologiche. Del resto, riflette Littara, "viviamo nella società dell'immagine, gli uomini come le donne ci tengono sempre di più, nelle palestre si vedono fisici scolpiti, non pochi fanno trattamenti estetici di altra natura, e ovviamente anche le proporzioni" sotto gli slip "rappresentano fonte di vanto o di preoccupazione, perché magari con la palestra puoi modificare certe parti del tuo corpo, ma la dotazione sessuale rimane tale". L'esperto rileva dunque sia "un aumento degli uomini che chiedono queste procedure, e poi una maggiore attenzione alle proporzioni del proprio corpo".
L'identikit di chi si rivolge al 'sex design'
E' un mondo variegato quello degli uomini che si rivolgono al sex design. Il motore principale è un disagio che sperimentano. "Sembra un argomento futile quello delle dimensioni, se contano o meno, ma in realtà è qualcosa che affligge un certo numero di uomini", fa presente Littara. "Il 65% di chi chiede queste procedure - calcola - lo fa perché vive un disagio che può essere riferito sia al mostrarsi al partner sia alla cosiddetta 'sindrome dello spogliatoio'", che si riferisce a quel momento delicato, della doccia in palestra, quando ci si spoglia e, giocoforza, scatta il confronto con altri uomini. "Per un 25% il motivo è invece puramente estetico. Ci capitano uomini che non hanno francamente problemi ma magari hanno l'esempio della propria compagna che si è rifatta il seno e anche loro colgono lo spunto per aumentare la loro dotazione. E nella casistica abbiamo pure un 10% di pazienti, in aumento, che vengono nel nostro centro in coppia, in compagnia del partner, anche se la metà circa del totale è single". Infine, "c'è un 5% di persone reduci da interventi chirurgici che hanno avuto come effetto la riduzione delle dimensioni intime. Ci sono ad esempio malattie che provocano una placca o un incurvamento del pene e quando si va a correggere chirurgicamente il problema si perde un po' di lunghezza. E questo spesso è anche uno degli effetti collaterali dell'intervento alla prostata". Ma ci può essere anche la motivazione 'professionale': fra i pazienti capitano infatti "anche attori porno che, pur essendo dotati, lo fanno per una questione competitiva nei confronti dei colleghi". E' un tema delicato, in relazione al quale entrano in gioco diversi fattori e pesano false credenze e falsi miti, amplificati anche "dalla pornografia sempre più facilmente accessibile", ragiona lo specialista. "Mi è capitato tempo fa - racconta ancora Littara - che un giovane venisse in studio con la foto di un attore, per essere precisi non del volto ma delle sue parti intime, chiedendo un risultato uguale. Ecco questo è uno dei casi in cui il chirurgo deve dire no. Quando ci sono aspettative irrealistiche, l'esito non soddisferà mai e vale la pena di indirizzare il paziente verso un altro percorso, indirizzandolo verso un sessuologo ad esempio. Lo studio della motivazione è sempre importante. Poi va precisato che una misura in più può sempre aiutare. C'è un vecchio detto, verissimo, che dice che un centimetro in più" sotto gli slip "equivale a un km in più nella psiche". Insomma, "tutto si può migliorare, ma bisogna anche sapersi accettare". Pur non essendoci dati ufficiali sul numero esatto di interventi che si fanno ogni anno in Italia ("una stima attendibile potrebbe essere sui 1.500-2mila), "sappiamo però che i Paesi in cui si fanno più interventi di questo tipo sono proprio il nostro Paese e la Germania in Europa, e gli Stati Uniti nel mondo". Nel Belpaese le richieste arrivano un po' da tutto il territorio nazionale, ma soprattutto dal Sud ("e spesso dalla Campania, ho osservato", dice Littara). Per completare l'identikit, fra chi chiede il 'ritocco intimo' "c'è un 35% di impiegati e un 25% di liberi professionisti, come ingegneri, avvocati, e così via. Abbiamo anche manager (15%)". Quali sono le procedure del sex design? "C'è la falloplastica combinata (allungamento più ingrossamento), pari al 70% circa dei nostri interventi, che resta la scelta chirurgica incontrastata per chi desidera aumentare le misure del pene in modo duraturo", sottolinea Littara. Si tratta di una tecnica che permette un allungamento compreso tra 2,5 e 4 cm e un incremento della circonferenza tra il 20 e il 30%. Sempre più richiesto anche il penisfiller, trattamento ideato e brevettato proprio dall'andrologo: "Una metodica non chirurgica, a base di acido ialuronico - spiega - che offre risultati non permanenti ma di lunga durata (almeno 18-24 mesi) e consente un incremento medio della circonferenza del pene tra il 15 e il 30%. In alcuni casi questa scelta diventa un vantaggio perché la persona può verificare se il risultato piace e scegliere se rifare la procedura o no". E' davvero una questione di misure? Resta da affrontare però 'la domanda delle domande': quale dovrebbe essere la lunghezza giusta? E la circonferenza? Sulla base degli studi disponibili, risponde Minnie Luongo, si può dire "che la lunghezza media globale del pene umano è di 14 cm, mentre la circonferenza media corrisponde a 11,7 cm. Ma più centimetri non corrispondono necessariamente a una virilità maggiore, come sa bene lo specialista che, in presenza di casi di una vera ossessione dei pazienti, coinvolge uno psicologo sessuologo competente, come per esempio Marco Rossi". In realtà, puntualizza Littara, "non sono i centimetri in sé che contano, ma le proporzioni. Se una persona si guarda allo specchio e vede che queste proporzioni non sono in sintonia con il proprio corpo, può sperimentare un disagio". Perché dedicare un libro a questi argomenti? "Per due motivi - illustra l'esperto - fornire informazioni alle persone che le cercano altrimenti in Rete, dove si trova di tutto e non sempre l'informazione corretta". Il rischio è anche il fai-da-te: "Ho visto diversi casi di uomini che si sono rivolti a personale non specializzato, sottoponendosi a tecniche fantasiose, in ambienti non sterili con alto rischio di infezione. E anche persone che vanno all'estero per abbattere i costi, in Paesi emergenti su questo fronte, come Tunisia e Turchia". L'altro motivo che ha spinto Littara a scrivere questa sorta di 'guida ragionata', "è cercare di sdoganare questo argomento perché non se ne parla da nessuna parte e quindi le persone che hanno un problema reale di questo tipo non sanno fondamentalmente con chi relazionarsi". Littara invita a non sottovalutare la questione delle misure. "Una statistica diffusa tempo fa segnalava che, in risposta a una domanda fatta durante la visita di leva ai ragazzi, un 30% di loro ammetteva di essere insoddisfatto delle proprie dimensioni. Ora, questo può essere un lieve disagio che non porta a nessun tipo di conseguenza pratica, però ci sono persone che vivono questa cosa con angoscia, hanno un disagio che può essere medio-grave, di diverso tipo, ma che non fa loro vivere in una maniera spontanea e tranquilla la propria sessualità e di riflesso ovviamente la vita di relazione". In questo ambito, però, non c'è stata quella 'rivoluzione' che si è avuta invece con il seno delle donne: "Circa 50 anni fa" i chirurghi plastici "cominciavano a fare la mastoplastica additiva, e all'inizio il mondo medico era contrario, si diceva che la donna si deve accettare com'è, che si interviene solo per correggere un problema" di salute, "non per un motivo estetico. Adesso le cose sono cambiate e una donna su tre negli Stati Uniti si rifà il seno. Ecco" sul ritocco intimo per lui, "pur essendo tanti anni che si fanno questi interventi, resta un po' un tabù, non se ne parla proprio. Nonostante tutto, le richieste sono andate crescendo. Il primo balzo clamoroso? Negli anni '80". Lo si potrebbe definire 'effetto Basic instinct': "Un giornalista chiese all'attrice protagonista" dello storico film, "Sharon Stone, se contavano più le misure del cervello o quelle intime. E lei rispose che, senz'altro, contano di più quelle del cervello, anche se a letto certe misure non disturbano. Tanto è bastato a far impennare negli Usa le richieste" di ritocchi intimi per lui. "E oggi sono sempre di più i chirurghi in tutto il mondo che eseguono anche queste procedure". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









