A390_β: anteprima della fastback sportiva 100% elettrica di Alpine

(Adnkronos) - Dopo l'Alpine A290 e prima della futura A110 elettrica, A390_β preannuncia il secondo step del Dream Garage di Alpine. 
A390_β offre un assaggio del futuro modello di serie progettato da Alpine per l’utilizzo quotidiano, in grado di trasformarsi però in una vera e propria “belva da corsa” come l’iconica A110, per una guida molto più sportiva. " l'A390_β offre un assaggio della futura fastback sportiva di Alpine che abbiamo progettato come una A110 a 5 posti. L’abbinamento di spirito racing e raffinatezza di questa showcar incarna l’esperienza di guida e le prestazioni che potremo ritrovare dal 2025 nel veicolo di serie, prodotto in Francia presso lo storico stabilimento di Dieppe. Più della promessa di un’esperienza 100% Alpine, qui c’è un vero e proprio impegno" afferma Philippe Krief, CEO di Alpine.
 

 La showcar Alpine A390_β si distingue per una particolare firma luminosa, in linea con quella di Alpenglow. All’anteriore e al posteriore infatti compare un nugolo di triangoli illuminati chiamati “
Cosmic Dust
” che richiamano l’immagine di una stella cometa che attraversa l’atmosfera. Altro particolare di interesse è sul design dei cerchi che trae ispirazione dalle proprietà cristalline dei fiocchi di neve. Con una dimensione di 22” all’anteriore e 23” al posteriore, sono impreziositi da coprimozzi al centro della ruota, illuminati da un alone bluastro, come veri e propri gioielli. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Xbox, presto non servirà più una console per giocare qualsiasi titolo acquistato

(Adnkronos) - Microsoft si prepara a rivoluzionare il mondo del gaming in streaming: secondo fonti vicine all'azienda, il colosso di Redmond sta per lanciare un ambizioso progetto che permetterà agli utenti di giocare in streaming ai titoli che già possiedono, su qualsiasi dispositivo compatibile, anche se non inclusi nell'abbonamento Xbox Game Pass. Il progetto, noto internamente come "Project Lapland", è in fase di sviluppo da tempo e ha richiesto un notevole impegno da parte di Microsoft per potenziare l'infrastruttura di Xbox Cloud Gaming e renderla in grado di gestire lo streaming di migliaia di giochi.  I primi a sperimentare questa nuova funzionalità saranno gli Xbox Insider, che avranno accesso al servizio in via sperimentale già a novembre. Successivamente, il servizio verrà esteso gradualmente a tutti gli utenti Xbox, con un catalogo di giochi in continua espansione. La novità arriva in concomitanza con un'altra importante svolta per il gaming su mobile: a partire da novembre, gli utenti Android negli Stati Uniti potranno acquistare giochi direttamente dall'app Xbox. Questa possibilità è stata resa possibile da una recente sentenza che obbliga Google a consentire metodi di pagamento alternativi al Google Play Billing all'interno del Play Store. "A partire da novembre, i giocatori potranno giocare e acquistare giochi Xbox direttamente dall'app Xbox su Android", ha dichiarato Sarah Bond, presidente di Xbox. Una volta completato il progetto Lapland, sarà quindi possibile acquistare un gioco su Android e iniziare a giocarci immediatamente in streaming sul proprio smartphone o tablet, senza doverlo scaricare.  Inizialmente previsto per il 2020, il supporto per la libreria personale su Xbox Cloud Gaming ha incontrato diverse difficoltà, soprattutto a livello infrastrutturale. Gestire lo streaming di migliaia di giochi, anziché le centinaia attualmente disponibili su Xbox Game Pass, ha richiesto un notevole sforzo tecnico. Inoltre, alcuni titoli potrebbero non essere disponibili a causa di restrizioni di licenza o accordi con gli editori. Nonostante ciò, Microsoft si impegna a offrire un catalogo il più ampio possibile. Oltre al cloud gaming, Microsoft sta lavorando anche a un nuovo store Xbox accessibile da browser mobile, inizialmente pensato per offrire sconti e oggetti di gioco, ma che in futuro includerà anche i titoli first-party. I test per questo store web sono iniziati ad agosto e Microsoft ha promesso di fornire ulteriori aggiornamenti a breve. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lamborghini è Top Job Best Employers, al primo posto in automotive

(Adnkronos) - Automobili Lamborghini si aggiudica il riconoscimento Top Job Best Employers 2024/2025, affermandosi come uno dei migliori luoghi di lavoro in Italia e classificandosi al primo posto nel settore automotive, grazie ad un alto punteggio complessivo. L’award viene conferito ogni anno dall’Istituto tedesco di qualità ITQF che stabilisce, attraverso un sondaggio anonimo tra i dipendenti ed un complesso calcolo di rating sulla base delle risposte fornite dai lavoratori, quali siano le migliori aziende nelle quali lavorare.Lo studio si basa su una valutazione approfondita, tramite una serie di domande, di aspetti quali il clima lavorativo, lo sviluppo professionale, le opportunità di crescita, la sostenibilità ed i valori aziendali. Grazie a un sondaggio online che ha raccolto 10.671 opinioni di dipendenti di aziende con almeno 300 addetti in Italia, sono state certificate 379 realtà aziendali. Il riconoscimento di Top Job Best Employers 2024/2025 rappresenta un'ulteriore conferma dell'attenzione che l'azienda riserva ai propri dipendenti. Il premio - si sottolinea in una nota - arriva in un momento particolarmente significativo per la Casa di Sant’Agata Bolognese, a un anno dalla sottoscrizione del nuovo contratto integrativo, nel periodo di avvio della nuova organizzazione del lavoro che ha introdotto misure innovative per la conciliazione tra l’attività lavorativa e le esigenze personali, che si aggiungono a quelle già esistenti e rivolte a garantire il mantenimento di un ambiente di lavoro sempre più inclusivo. Come spiega Umberto Tossini, Chief People, Culture and Organization Officer di Automobili Lamborghini, "siamo molto soddisfatti del riconoscimento ricevuto come Top Job Best Employers, attraverso una indagine indipendente, incentrata su aspetti chiave della gestione delle organizzazioni. L’obiettivo strategico è assicurare un ambiente sempre più inclusivo e attento ad armonizzare le aspettative degli individui con le priorità di business, per realizzarle in modo armonico. Le nostre attività di ascolto, articolate su più livelli e attraverso diversi canali, ci consentono di disegnare soluzioni innovative e integrate per garantire il benessere delle persone in senso olistico. La nostra Azienda conferma, in questo modo, la sua piena maturità tra gli Employers of Choice nel panorama internazionale.” ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, Piovella (Soi): "Difficile adottare tecnologie innovative in oftalmologia"

(Adnkronos) - "Il medico oculista protegge la vista di tutti, specie dei bambini e delle persone della terza età. La Giornata dell'oftalmologia è un momento di attenzione e condivisione dedicato al superamento delle difficoltà oggi proprie dell'oculistica italiana e vuole positivamente informare istituzioni e pazienti sulle nuove straordinarie opportunità di cura oggi disponibili. I medici oculisti italiani lavorano ogni giorno con capacità e dedizione alla salvaguardia della vista". Così Matteo Piovella, presidente della Soi, Società oftalmologica italiana, in occasione della Giornata mondiale della vista ricorda che "i 7mila oculisti italiani salvano la vista a oltre 2 milioni di persone ogni anno, con competenza, capacità e spirito di servizio, in condizioni spesso difficili perché oggi esiste difficoltà nell'adottare le tecnologie innovative e la diagnostica per immagini".  In questo contesto si inserisce l'attivazione del numero verde 800588653, di utilità sociale, a cui rispondono gli oculisti della Soi per dare informazioni e rassicurazioni ai cittadini, ma anche la tavola rotonda degli esperti per attivare una linea diretta con le istituzioni e i pazienti con l'obiettivo di fronteggiare le difficoltà che oggi incontra l'oculistica con proposte positive a vantaggio dei soggetti deboli. Tra le questioni più urgenti del settore - si legge in una nota - spiccano le lunghe liste d'attesa, la carenza di medici specialisti assunti nel Servizio sanitario nazionale, macchinari obsoleti, esami diagnostici effettuati non contestualmente alla visita oculistica.  "L'oftalmologia - sottolinea Piovella - oggi presenta opportunità di cura straordinariamente efficaci che devono essere messe a disposizione di tutti. L'evoluzione della visita specialistica permette, con un singolo accesso, di fare prevenzione, diagnosi, prescrizione lenti e della terapia farmacologica, individuare la potenzialità visiva e le future evoluzioni diagnosticare e curare l'ambliopia, la cataratta, il distacco di retina, le maculopatie e difetti visivi rifrattivi, elevati a malattia sociale negli anni settanta. La prevenzione è il modo per curarsi al meglio", aggiunge il presidente Soi ricordando che da 15 anni la società scientifica promuove il 'Calendario salva vista'. Nel dettaglio, è consigliata 'una visita oculistica: alla nascita; entro i 3 anni d'età; il primo giorno di scuola; dai 9 ai 14 anni, per contrastare l'insorgenza della miopia oggi quasi epidemica nei ragazzi, quindi - elenca Piovella - passiamo a 40 anni con una visita ogni 2 anni. Dai 60 anni, una volta all'anno per tutta la vita. Nel caso di un intervento chirurgico agli occhi, è consigliabile sottoporsi a visita oculistica ogni anno". Oggi "a livello pubblico - ricorda il presidente Soi - vi è un'attesa di 12 mesi per l'effettuazione della visita oculistica e di oltre 2 anni per potersi sottoporre all'intervento salva vista di cataratta. Attese che vengono gestite burocraticamente senza preoccuparsi delle conseguenze sanitarie. Un anno di attesa per una visita oculistica specialistica è un non servizio. La situazione oggi si è estesa a tutta l'Italia. L'80% delle persone si presentano per essere visitate con forti ritardi che compromettono oltre il 50% delle possibilità di cura".  Particolare, segnala Piovella, "il dramma dei pazienti affetti da maculopatia e a rischio di perdita della vista: vengono erogate solo il 30% delle visite rispetto a quanto avviene in Francia, Germania e Inghilterra. L'oculistica oggi ha molti strumenti per migliorare queste criticità. Le soluzioni sono complesse, ma possibili. Negli ultimi vent'anni abbiamo avuto una evoluzione tecnologica e tecnica fantastica, però non sono state rese disponibili le risorse per acquisire queste tecnologie negli ospedali del servizio pubblico".  Per questo servono "più risorse economiche, meno burocrazia, eliminazione dei gestori economici della sanità. In Italia - conclude Piovella - un milione di interventi chirurgici salva vista sono effettuati ogni anno applicando un modello organizzativo ambulatoriale con vantaggio di pazienti e riduzione delle liste di attesa. La Regione Lombardia, per esempio, ha deliberato di eliminare la chirurgia ambulatoriale per proteggere referenti sostenitori e difendere la pochezza di qualità chirurgica erogata nei suoi ospedali. Ha addirittura ha eliminato, per motivi economici, il medico anestesista per gli interventi di chirurgia oftalmica, moltiplicando per 3 le complicazioni intraoperatorie. Un tragico errore. L'unico risultato è stato un allungamento delle liste d'attesa e una caduta verticale della qualità della chirurgia erogata. I pazienti non sanno nulla. Oltre 2 anni di attesa per un intervento di cataratta oltretutto non competitivo restano una macchia indelebile nell'immagine della Regione".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aerospazio, Domenica torna a Pomezia "Aviation Yes": mostre e tavole rotonde sull'aviazione

(Adnkronos) - Domenica 13 ottobre torna a Pomezia (Roma) la kermesse internazionale Aviation Yes su aerospazio e aviazione, organizzata dalla manager e ricercatrice Uap Francesca Bittarello. L'appuntamento, giunto alla terza edizione con importanti patrocini istituzionali, prevede 11 mostre sul settore aerospazio e aviazione. "Non è stato facile -dice l'organizzatrice- riunire tante esposizioni internazionali e di valore sul tema e tutte differenti tra loro". L'ingresso al pubblico è gratuito. Ad Aviation Yes previste anche due tavole rotonde su aerospazio e aviazione dal tema "La riconquista della Luna" e "L'evoluzione aeronautica dalla seconda guerra ad oggi". Di rilievo la partecipazione all'evento di Sabrina Papa, la prima allieva pilota non vedente italiana, che interagirà con il pubblico. Per tutte le informazioni il sito dell'evento è www.aviationyes.com.     ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Robot chirurghi pronti al sorpasso sulla laparoscopia

(Adnkronos) - Largo ai robot in sala operatoria. Dalla chirurgia bariatrica e metabolica a quella dell'ernia della parete addominale, fino alla chirurgia pancreatica, a quella gastrica o colorettale, la tecnologia robotica è pronta al sorpasso sulla laparoscopia tradizionale. Parola degli esperti intervenuti al convegno nazionale 'Spotlight on robotic surgery' che si è appena concluso a Napoli. Operazione dopo operazione, spiegano, "si accumulano le evidenze scientifiche che mostrano la superiorità degli interventi chirurgici robotici rispetto a quelli laparoscopici o a cielo aperto. L'accoppiata chirurgo-robot", perché i medici 'in carne e ossa' restano cruciali e la macchina non sostituisce l'uomo, "può infatti migliorare gli esiti in sala operatoria, riducendo i tempi di recupero e le complicanze".  "La chirurgia robotica nell'ambito della chirurgia generale sta vivendo un periodo di grande evoluzione, con un incremento sempre maggiore del numero di piattaforme robotiche all'interno dei nostri ospedali - afferma Paolo Pietro Bianchi, presidente dell'Italian Club of Robotic Surgery e professore ordinario all'università Statale di Milano - Questa 'rivoluzione' tecnologica porta inevitabilmente alla necessità di validare scientificamente la metodica nei diversi ambiti della chirurgia generale e di istituire dei programmi di training strutturato, così da poter formare in modo adeguato e sicuro il maggior numero di chirurghi". L'obiettivo dell'evento campano era fornire a chirurghi provenienti da tutta Italia un aggiornamento educazionale con operazioni in diretta, proiezioni di interventi dalla posizione del chirurgo (relive) e relazioni magistrali, riporta una nota. "La tecnologia è matura e, con la giusta formazione del personale in sala operatoria, la chirurgia robotica è destinata a migliorare gli esiti degli interventi con indubbi vantaggi per i pazienti - dichiara Marco Milone, vicepresidente dell'Italian Club of Robotic Surgery e professore associato di chirurgia generale dell'università degli Studi di Napoli Federico II - Grazie alle ultime innovazioni tecnologiche, è possibile migliorare la qualità del gesto chirurgico. Una piattaforma tecnologicamente avanzata consente infatti di miniaturizzare i movimenti della mano del chirurgo, rendendoli sempre più precisi, sicuri ed efficaci. Il campo di applicazione spazia dalla chirurgia radicale delle neoplasie epato-bilio-pancreatiche, esofago-gastriche e colo-rettali, alla chirurgia conservativa per le patologie funzionali dell'apparato digerente e alla chirurgia ricostruttiva della parete addominale". La validazione delle procedure robotiche sta avvenendo molto rapidamente - sottolineano gli specialisti - e in alcuni campi si sta mostrando progressivamente superiore alle tecniche più tradizionali. Come nel caso della riparazione dell'ernia della parete addominale, una comune procedura chirurgica. In uno studio condotto da Milone e pubblicato sul 'Journal of Personalized Medicine', è stata dimostrata la superiorità della chirurgia robotica rispetto a quella laparoscopica nel trattamento delle ernie inguinali e ventrali. "Questa metanalisi di 23 studi precedenti ha dimostrato che la chirurgia robotica è vantaggiosa per l'ernia inguinale nella riduzione del dolore postoperatorio - illustra Milone - Mentre nella riparazione robotica dell'ernia ventrale si sono registrati una riduzione della degenza ospedaliera, minori recidive e minori tassi di reintervento rispetto all'approccio laparoscopico". Sul fronte della chirurgia per il tumore del colon-retto, uno studio dell'UT Southwestern Medical Center di Dallas, pubblicato sul 'World Journal of Surgical Oncology', ha mostrato che i pazienti sottoposti a chirurgia robotica hanno beneficiato di degenze ospedaliere più brevi e tassi di complicanze inferiori nella stragrande maggioranza dei casi di colectomia, ovvero della rimozione chirurgica di una parte dell'intestino crasso. "Inoltre - aggiunge Giovanni Domenico De Palma, direttore del Dipartimento di Chirurgia generale, trapianti e gastroenterologia, sempre del Policlinico di Napoli - a questi pazienti è stato rimosso un numero maggiore di linfonodi, che ha portato a una determinazione più precisa della stadiazione del cancro. Per quanto riguarda la chirurgia metabolica e bariatrica, indicata per i pazienti gravemente obesi, 2 nuovi studi presentati all'ultimo meeting annuale dell'American Society for Metabolic and Bariatric Surgery suggeriscono che l'intervento con i robot riduce i tempi operatori e le degenze, con minori complicazioni rispetto agli approcci laparoscopici". "E' sempre più evidente - conclude Milone - che il chirurgo che si dedica alla chirurgia robotica si configura come un esperto di riferimento per il trattamento di numerose patologie e necessita quindi di competenze adeguate. Il fatto che chirurghi da tutto il territorio nazionale scelgono Napoli per imparare la chirurgia robotica manifesta l'eccellenza della chirurgia dell'università Federico II di Napoli e si fa testimonial di una dovuta inversione della migrazione sanitaria Nord-Sud". ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trombosi venosa, le donne corrono più rischi: ecco perché

(Adnkronos) -
Ogni anno si verificano nel mondo circa 10 milioni di casi di malattia tromboembolica venosa (Tev) e una persona su 4 muore per cause correlate alla trombosi. E' la terza malattia cardiovascolare più frequente (dopo infarti e ictus) ed è anche una delle più comuni cause di mortalità e disabilità a livello mondiale. Ma è una condizione largamente prevenibile e trattabile. A patto di conoscerla e riconoscerla. A correre i maggiori rischi di trombosi sono le donne.
  “Nella vita di una donna esistono condizioni peculiari che la pongono a rischio di trombosi - spiega Roberto Pola, docente di medicina interna all’università Cattolica di Roma, direttore della Uosd Percorso trombosi di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs e segretario nazionale della Società italiana di angiologia e patologia vascolare (Siapav) - l’assunzione di pillole estro-progestiniche, per la terapia ormonale, può aumentare il rischio di trombosi in particolare se associata al fumo; la gravidanza e il puerperio sono periodi a rischio trombotico; la menopausa torna a essere un periodo a aumentato rischio".  Cosa fare per ridurre il rischio? "Movimento, evitare la stasi venosa, non prendere troppo peso - prosegue Pola - Nelle donne con i segni dell’insufficienza venosa cronica (varici, teleangectasie, vene reticolari superficiali) è consigliabile la calza elastica. Mentre i campanelli d’allarme da valorizzare per eseguire in tempi rapidi un ecodoppler venoso sono una gamba che si gonfia, si arrossa o fa male”. Proseguendo nella storia naturale della vita di una donna, si arriva alla menopausa; e qui, aumenta di nuovo il rischio trombotico. “Tra le varie alterazioni che si verificano in questo periodo - ricorda - ci sono anche quelle dell’equilibrio coagulativo ed emostatico.  A contribuire all’aumento del rischio trombotico sono anche l’aumento di peso, la riduzione dell’attività fisica, l’aumentata concentrazione plasmatica di alcune proteine coagulative. Anche la terapia ormonale sostitutiva può avere il suo ruolo in donne predisposte. C’è poi naturalmente tutto il tema delle trombosi nelle pazienti con alcuni tumori femminili, come quelle con cancro dell’ovaio, anche se il rischio aumenta in generale per tutti i tumori, con un incremento di rischio di circa 4 volte”.  Il rischio trombosi e la sua gestione nelle diverse età della donna è il tema al centro del III Gemelli Thrombosis Day (GTD), convegno scientifico in programma lunedì 14 ottobre, con cui il Gemelli prende parte alle celebrazioni della Giornata mondiale dedicata a questa patologia, che ricorre il 13 ottobre, nel giorno del compleanno di Rudolf Virchow, scopritore delle cause della trombosi.  "Mentre la donna ha una stigmate di aumentato rischio trombotico che la accompagna per tutta la vita - sottolinea Valerio De Stefano, ordinario di Ematologia all’Università Cattolica e presidente della Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi - in realtà, per quanto riguarda la terapia anti-coagulante non ci sono sostanziali differenze di genere, rispetto a quella riservata all’uomo. Viene segnalata una minore incidenza di eventi emorragici maggiori, ma la donna che deve essere sottoposta a terapia anticoagulante, in età fertile, ha un ulteriore problema legato al fatto che soprattutto i nuovi anticoagulanti orali diretti hanno un effetto importante sul flusso mestruale, aumentandolo in maniera significativa e questo naturalmente può avere un impatto significativo sulla qualità di vita, in particolare nelle pazienti che hanno indicazione a fare il trattamento a lungo termine”.  "Riteniamo che la gestione del trattamento delle trombosi e soprattutto del ‘dopo-trombosi’ debba essere gestita dallo specialista - sottolinea l'esperto - perché ci si muove sempre tra la Scilla delle emorragie e la Cariddi dell’aumentato rischio trombotico. Queste considerazioni sono condivise da tutte le società scientifiche coinvolte nella gestione del Tev, e una iniziale ipotesi di Aifa di possibilità prescrittiva generalizzata a tutti i medici (nota 101) è stata ora sospesa, dopo la pubblicazione di un documento sottoscritto da 8 società scientifiche, mantenendo la gestione in carico agli specialisti di settore. Qui al Gemelli abbiamo creato per la gestione delle malattie tromboemboliche un’alleanza tra ematologi e internisti, gli specialisti che si occupano in modo prioritario del trattamento delle trombosi venose. Una collaborazione stretta, purtroppo non presente dappertutto e che rappresenta un modello assistenziale multidisciplinare, integrato, virtuoso".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pokémon: Scarlatto e Violetto - Scintille Folgoranti, in anteprima tre nuove carte

(Adnkronos) - The Pokémon Company International ha annunciato la scorsa estate l'uscita di Scarlatto e Violetto - Scintille Folgoranti, la nuova espansione del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon (GCC). Disponibile dall'8 novembre 2024 presso i rivenditori autorizzati, l'espansione introduce nuovi Pokémon-ex Teracristal Astrali, tra cui Pikachu-ex con il suo attacco Fulmine di Topazio. Scarlatto e Violetto - Scintille Folgoranti trae ispirazione dal Bioterarium, un ambiente artificiale introdotto nei videogiochi Pokémon Scarlatto e Violetto. Tra le carte presenti nell'espansione figurano Exeggutor di Alola-ex nella sua forma Astrale, Latias-ex e Archaludon-ex, oltre a nuove carte Asso Tattico. L'espansione include otto carte Asso Tattico, otto Pokémon-ex Teracristal Astrali e nove Pokémon-ex Teracristal, 23 carte rare illustrazione di Pokémon, 11 carte rare illustrazione speciale, tra carte Pokémon e Aiuto, sei carte rare iper dorate impresse in modo speciale. Le carte saranno disponibili in buste di espansione, set Allenatore Fuoriclasse e collezioni speciali. Gli eventi prerelease si terranno a partire dal 26 ottobre presso i negozi aderenti al programma Play! Pokémon. Dal 7 novembre, l'espansione sarà disponibile anche in digitale sull'app GCC Pokémon Live per iOS, Android, macOS e Windows. Infine, saranno disponibili carte promozionali dedicate alla serie Orizzonti Pokémon, raffiguranti i protagonisti Liko e Roy con i rispettivi compagni d'avventura. Le carte di Sprigatito e Fuecoco saranno distribuite a partire da metà novembre e dicembre, mentre quella di Terapagos e Amici da metà gennaio 2025. Maggiori dettagli sulla distribuzione saranno comunicati prossimamente, ha detto la compagnia. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fiere: dal 16 ottobre Blue Planet Economy Expoforum, economia mare leva per sviluppo del futuro

(Adnkronos) - L’economia blu è una delle principali leve di sviluppo per il futuro economico dell’Italia, dell’Europa e del mondo, ma solo il 15% delle aziende a livello globale considera pienamente la blue economy un’opportunità di crescita. È il risultato di un’analisi che verrà presentata in anteprima il 16 ottobre a Blue Planet Economy Expoforum, la manifestazione che dal 16 al 18 ottobre a Fiera Roma accende i riflettori su ambiente, sviluppo e innovazione nel maxi comparto produttivo che è l’economia blu, con un focus particolare sul ruolo strategico delle comunità locali e delle piccole e medie imprese nel promuovere pratiche sostenibili e innovative. L’Italia si conferma una delle maggiori potenze marittime in Europa, accanto a Germania, Francia e Spagna. I dati più recenti (XII Rapporto sull’economia del mare, Unioncamere 2024) mostrano che l’economia del mare contribuisce al 10,2% del Pil nazionale, generando un valore di oltre 178 miliardi di euro, con più di un milione di lavoratori e circa 228 mila imprese attive. Per consentire una crescita sostenibile dell’economia blu, è cruciale preservare gli ecosistemi marini e costieri. Tuttavia, molte aziende a livello globale non sono ancora consapevoli delle pressioni dirette e indirette che esercitano su tali ecosistemi, né dei rischi che ne derivano per il loro business a causa del degrado dell’oceano.  Solo una piccola percentuale di imprese sta realmente sfruttando il potenziale offerto dall’economia blu per creare valore. One Ocean Foundation, organizzazione no-profit dedicata alla tutela degli ecosistemi marini e dell’oceano, riconosciuta a livello internazionale come piattaforma leader per lo sviluppo sostenibile, ha svolto un’analisi su circa 2500 aziende globali, che rappresentano oltre il 70% del Pil mondiale. Lo studio rivela che solo il 15% delle aziende prese a campione a livello globale e il 33% a livello europeo vede l’economia blu come un motore per innovazione, mitigazione delle pressioni ambientali e lo sviluppo di soluzioni basate sulla natura. La ricerca, effettuata con l’utilizzo di tecniche innovative come l’elaborazione del linguaggio naturale (Nlp) e l’intelligenza artificiale generativa (GenAI), evidenzia che i settori più attivi includono quelli di energia marina, pesca e acquacoltura sostenibile.  Eppure le opportunità sono ingenti: dall’ecoturismo costiero alla produzione di blu food, fino all’energia eolica offshore, le imprese che adottano pratiche sostenibili possono ridurre costi, migliorare l’efficienza, creare nuove fonti di reddito e rafforzare la loro reputazione. “L’economia blu - spiega Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation, che presenterà la ricerca - non è quindi solo una questione ambientale, ma un’opportunità strategica che le aziende italiane devono cogliere per garantire un futuro prospero e sostenibile. La sfida è ora quella di accelerare l’adozione di pratiche che tutelino l’oceano, contribuendo al contempo alla crescita economica del Paese”. Accanto all’area espositiva dove istituzioni, enti di ricerca e aziende portano in mostra l’innovazione e l’eccellenza nel settore, la manifestazione propone un articolato programma di conferenze, workshop e appuntamenti di approfondimento. Dopo l’apertura inaugurale, il primo giorno - mercoledì 16 ottobre - prevede, a cura della sezione Energia di Unindustria, il focus 'Decarbonizzare: modelli a confronto nella Blue Economy - II edizione', con testimonianze e progetti di sostenibilità sui temi dell’energia e dell’economia del mare; un approfondimento, organizzato dall’Associazione MAR, sulla Lazio Blue Route, per esplorare nuovi scenari per la valorizzazione del patrimonio marittimo italiano all’insegna di un turismo sostenibile. Alle 16 Ocean One Foundation approfondisce il tema di come generare valore per le aziende proteggendo l’oceano, con un focus su blue food, energia eolica offshore e turismo marittimo sostenibile. Giovedì 17 ottobre sono centrali l’appuntamento, a cura dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs, dedicato al Marmed, la figura del maritime cluster manager sempre più motore della blue economy nel Mediterraneo e oggetto di progetti di formazione professionale altamente qualificata e i due panel dedicati alla dissalazione, organizzati da Westmed Initiative e Aidara. Il primo propone un focus sulla circolarità del ciclo della dissalazione, quale soluzione sostenibile nella lotta alla crisi idrica e nell’approvvigionamento di materiali critici; il secondo approfondisce la partnership Italia-Marocco nel settore della dissalazione e del riuso delle acque depurate. Il terzo e ultimo giorno, venerdì 18 ottobre, sono protagoniste le biotecnologie blu e le loro enormi potenzialità, con un approfondimento a cura di Enea, e la finanza blu cui sono dedicati due appuntamenti, a cura di LazioInnova. Nel primo, si esplorano gli strumenti finanziari diretti e indiretti per promuovere un’economia sostenibile e proteggere gli ecosistemi marini; nel secondo i principali attori della finanza si confrontano sui temi della blue economy.  In tutti e tre i giorni la formazione è protagonista con il format Business to Students, un programma di incontri per mettere in collegamento diretto studenti e aziende. Particolarmente strategico è anche il programma di networking internazionale, che offre agli espositori l’opportunità di consolidare la loro presenza nei mercati del Mediterraneo e dell’Africa Settentrionale. Chiude la manifestazione la cerimonia di premiazione del 'Blue Ambassador Award 2024'. Il premio, a cura dell’associazione MAR, in collaborazione con la Fondazione Xcellence – Servizi alle Imprese ed Enea, tributa un riconoscimento all’impegno di manager, ricercatori, operatori del terzo settore e studenti, che si sono distinti per progetti e studi innovativi nel campo della Blue Economy. Blue Planet Economy Expoforum si svolge in concomitanza con Zeroemission Mediterranean 2024, manifestazione internazionale per la transizione energetica. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Italia-Germania, Buck (Ahk Italien): "Insieme valgono 6% Pil globale, priorità fare da traino Ue"

(Adnkronos) - "Italia e Germania, insieme, valgono il 6% del Pil globale, circa un terzo del totale dell’Ue. Sono economie complementari e interconnesse: per noi la priorità, ma direi proprio la necessità, è lavorare assieme e fare da traino in Europa. Non vedo realistico lo scenario per il quale i nostri Paesi si separino economicamente, se non a un prezzo altissimo per entrambi". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Jörg Buck, consigliere delegato di Ahk Italien, Camera di Commercio Italo-Germanica, sulla situazione di recessione in Germania e le conseguenze per l'Italia. Secondo Buck, "la domanda, oggi, è come possiamo sfruttare a nostro favore la ristrutturazione delle catene globali del valore, rendendoci più attrattivi e resilienti. Faccio un esempio: l'interscambio commerciale Germania-Cina ha subito un calo del 15% nel 2023, quello con gli Usa è aumentato. È chiaro che è frutto del contesto geopolitico", sottolinea. E quindi, si chiede Buck, "come ci inseriamo noi, come ecosistema italo-tedesco all'interno dell'Ue, nei cambiamenti delle relazioni globali? Possiamo, come partnership economica italo-tedesca, avere un ruolo leader nella re-industrializzazione europea? Come possiamo trarre un vantaggio economico dalla necessaria decarbonizzazione e diventare leader di mercato nelle tecnologie verdi del futuro? Il nostro futuro industriale dipende dalla risposta a queste domande", sottolinea.  E Buck entra quindi nel merito dei numeri della crisi tedesca e degli effetti sull'economia italiana. "Per la Germania le stime dell'Istituto Ifo parlano di una crescita pari a zero per il 2024, con una ripresa prevista nel 2025, quando si attende un +0,9%. La situazione parte dalla pandemia, e si è aggravata con l’invasione russa; due processi che hanno scatenato trasformazioni che hanno prodotto questa crisi, e vanno poi considerati eventi come le interruzioni produttive legate alle inondazioni in Baviera e nel Baden-Württemberg. Per l’Italia, il legame economico con la Germania è importantissimo, e nel primo semestre dell’anno l’interscambio totale è passato da 86,4 a 81,1 miliardi. Un calo del 7%, dunque significativo", sottolinea.  Secondo Buck, "differenziando tra export e import, il primo cala del 6,6% (arrivando a 36,8 mld), il secondo dell’8% (43 mld). Quindi è soprattutto l’export tedesco a soffrire, in linea con il fatto che l’attuale calo dell’interscambio è frutto del rallentamento tedesco più che di problemi italiani". "In alcuni settori gli effetti potrebbero essere più duri del quadro generale, penso specialmente al settore automobilistico: dobbiamo ricordare che il 30% dei componenti delle auto tedesche proviene dall’Italia. Se la Germania rallenta, inevitabilmente anche l’Italia ne risente, dato l’alto grado di interconnessione tra i nostri sistemi produttivi", aggiunge ancora. E nel merito del futuro dell'Europa sullo scacchiere globale Buck è chiaro. "Dobbiamo prendere sul serio l'urgenza invocata da Draghi di grandi investimenti per ristabilire la competitività internazionale dell'economia europea. Siamo in una fase di profondi cambiamenti globali e, come Europa, corriamo il rischio di perdere il tocco e quindi la leadership tecnologica in molti settori del futuro. È chiaro che di fronte alle sfide attuali, dal cambiamento climatico alla trasformazione industriale, è necessario un approccio europeo comune. Dobbiamo trovare, ridefinire e implementare rapidamente questa consapevolezza comune, una visione europea che bilanci la sostenibilità economica, sociale e ambientale", spiega.  Secondo Buck, "per raggiungere questo obiettivo, sarà necessario mobilitare investimenti comuni (soprattutto privati!) per promuovere una politica industriale europea". "Il dibattito dovrebbe concentrarsi principalmente sul modo in cui l'Europa può essere 're-industrializzata', vale a dire come possiamo utilizzare i nostri punti di forza industriali in entrambi i nostri Paesi e collegarli con le tecnologie pionieristiche del futuro; questo è l'unico modo per riguadagnare competitività nel mondo", conclude. 

 ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)