Scuola, medici igienisti: "In riforma educazione a salute e prevenzione dipendenze"
(Adnkronos) - La Società italiana di igiene e medicina preventiva (Siti) auspica che Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, "non tralasci di inserire nella riforma della scuola programmi di educazione alla salute che si inseriscano nell'offerta formativa con la cura dell'ambiente scolastico, fisico e sociale. La riforma può rappresentare un'occasione unica per la promozione della salute: la Siti è, come sempre, a disposizione delle istituzioni per collaborare". Così l'appello della Siti. "L'inserimento dell'educazione alla salute, al benessere e alla prevenzione nei programmi scolastici", secondo la Società italiana di igiene "potrebbe rappresentare un passo fondamentale per la formazione integrale delle nuove generazioni". In un'epoca caratterizzata da "stili di vita sempre più sedentari, cattive abitudini alimentari e crescente esposizione a fattori di rischio - spiegano gli esperti - è imperativo che la scuola si faccia promotrice di una cultura della salute e possibilmente si realizzino a pieno le azioni verso un approccio globale alla salute come prevede il modello 'Scuole che promuovono salute', il primo programma del Piano nazionale prevenzione. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, circa il 39% degli adulti a livello globale è in sovrappeso, mentre il 13% è obeso. Inoltre, il diabete di tipo 2 ha visto un incremento del 108% dal 1980 ad oggi. Questi dati sottolineano l'importanza di intervenire già dalla giovane età con programmi di prevenzione", ricordano gli igienisti. "L'educazione alla salute va ben oltre la semplice trasmissione di nozioni teoriche - rimarca la Siti - Essa implica l'acquisizione di competenze pratiche e la consapevolezza di comportamenti che influenzano direttamente la qualità della vita. La scuola, in quanto luogo di formazione per eccellenza, ha il compito di preparare i giovani non solo dal punto di vista accademico, ma anche nella capacità di prendersi cura di sé stessi e degli altri. Uno degli aspetti chiave è la prevenzione, intesa come capacità di riconoscere e gestire i rischi per la salute prima che questi si trasformino in problemi cronici. Un'educazione adeguata può contribuire a ridurre l'incidenza di malattie come l'obesità, il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari, promuovendo scelte consapevoli sin dalla giovane età". "Ci auguriamo quindi che il ministro Valditara non tralasci nella sua riforma della scuola, attesa da troppi anni, di inserire nei programmi, fin dalla scuola primaria, elementi di educazione alla salute che si innestino in un piano di offerta formativa armonico con la cura dell'ambiente scolastico, fisico e sociale, e dei servizi rivolti alla comunità educante. La nostra società scientifica è, come sempre, a disposizione delle Istituzioni per collaborazioni fattive e proficue", afferma Roberta Siliquini, vice presidente della Società italiana di igiene. Secondo la Siti, inoltre, "la promozione del benessere psicologico è essenziale in un periodo storico in cui l'incidenza di disturbi come l'ansia e la depressione tra i giovani è in aumento. Secondo l'Istituto superiore di sanità, il 16% degli adolescenti italiani manifesta sintomi depressivi. La scuola può offrire strumenti di gestione dello stress, educazione emotiva e pratiche di mindfulness, contribuendo così a creare un ambiente più sereno e favorevole all'apprendimento". Un altro aspetto fondamentale dell'educazione alla salute, continuano gli igienisti, è la prevenzione delle dipendenze. "L'abuso di sostanze come alcol, tabacco e droghe, così come la dipendenza da dispositivi digitali, rappresentano minacce concrete per la salute fisica e mentale dei giovani. Secondo uno studio dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri - sottolinea la società scientifica - il 20% degli adolescenti italiani ha provato almeno una volta droghe leggere. La scuola, attraverso programmi specifici, può educare gli studenti sui rischi delle dipendenze e fornire loro strategie per resistere alle pressioni sociali e fare scelte consapevoli". Ancora, prosegue la Siti, "è cruciale anche l'educazione alla prevenzione delle malattie infettive, soprattutto dopo l'esperienza globale della pandemia di Covid-19. L'adozione di pratiche igieniche adeguate, come il lavaggio delle mani e la copertura della bocca durante starnuti e colpi di tosse, può ridurre significativamente la diffusione di virus e batteri, così come una corretta formazione ad una sessualità consapevole potrebbe ridurre la diffusione di patologie sessualmente trasmissibili, oggi in forte crescita, che non solo rappresentano seri rischi per la salute ma impattano anche sulla capacità riproduttiva in età adulta, una delle cause della denatalità così forte nel nostro Paese. E' anche importante sensibilizzare sui benefici delle vaccinazioni, che rappresentano uno dei mezzi più efficaci per prevenire malattie gravi", rimarca la Siti. "L'introduzione di questi elementi nei programmi scolastici - conclude - risponderebbe anche a un principio di equità sociale: non tutti i bambini e gli adolescenti hanno accesso alle stesse risorse e opportunità educative fuori dall'ambiente scolastico. Garantire un'educazione alla salute all'interno del percorso formativo significa colmare queste disuguaglianze e fornire a tutti gli strumenti per un futuro sano e consapevole. Infine, investire nella formazione alla salute in ambito scolastico significa gettare le basi per una società più informata e responsabile, capace di affrontare con maggiore resilienza le sfide sanitarie globali. La salute è un diritto fondamentale, e la scuola deve essere il primo luogo dove questo diritto viene tutelato e promosso con forza e coerenza". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cecilia Sala, psicoterapeuta: "Dopo deprivazioni il riposo è importantissimo"
(Adnkronos) - A una decina di giorni dal suo ritorno in Italia, dopo 21 giorni di prigionia in Iran, Cecilia Sala, intervistata da Fabio Fazio a 'Che Tempo che fa', ha detto che "non sta benissimo", ma "grazie a un aiuto ora riesce a dormire". Una buona notizia, secondo la psicoterapeuta Noemi Grappone, esperta in traumi da guerra e violenze.
Tutte le tappe del caso di Cecilia Sala
"Dormire sembra banale, - ha detto all'Adnkronos Salute - ma il riposo è un bisogno fisiologico importantissimo. La giornalista romana, così come le tre donne israeliane tenute in ostaggio a Gaza e rilasciate ieri dopo 471 giorni di prigionia, hanno vissuto una condizione di totale deprivazione sotto ogni punto di vista". "Sono state private del sonno, del buio, del cibo, del movimento, dei rapporti sociali e di stimoli, come parlare con gli altri, leggere e ascoltare musica". Ora "dovranno riprendere a vivere - conclude Grappone, dell'Ordine degli psicologi del Lazio - Fondamentale sarà lavorare il più possibile sugli stili di vita". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Professioni, Cni: "-13% abilitazioni ingegneri"
(Adnkronos) - Appare ormai svanito 'l’effetto Covid' sulle abilitazioni per la professione di ingegnere e ingegnere iunior. Sebbene, infatti, nel 2023 si sia mantenuta la stessa procedura d’esame semplificata dei due anni precedenti, hanno conseguito l’abilitazione alla professione di Ingegnere 9.279 laureati magistrali, quasi il 13% in meno rispetto all’anno precedente, ma soprattutto il 36,5% in meno rispetto al 2021 e al 2022, quando un numero considerevole di laureati colse l’occasione straordinaria di conseguire l’abilitazione professionale con una sola prova orale. Considerando l’universo potenziale di laureati magistrali dell’anno precedente che avrebbero potuto sostenere l’Esame di Stato (31.241 unità), l’abilitazione è stata conseguita solo da un laureato su tre (29,7%), un dato in netto calo rispetto al recente passato, tra i più bassi mai rilevati, secondo soltanto al 2019 quando la proporzione tra abilitati e laureati fu pari al 26,9%. Lo stesso trend negativo ha coinvolto anche l’abilitazione alla professione di ingegnere iunior che continua ad essere una opportunità poco considerata tra i laureati di primo livello, anche perché la grande maggioranza prosegue gli studi verso il titolo magistrale: nel 2023 il rapporto tra abilitati e laureati di primo livello è pari appena al 3,6%, un valore inferiore rispetto a quello rilevato negli ultimi 3 anni, con una tendenza che sembra ripercorrere il processo declinante degli anni pre-covid quando fu raggiunto il minimo storico dell’1,9%. Sono questi i principali dati che scaturiscono dal consueto rapporto sull’accesso alle professioni di ingegnere e architetto elaborato dal Centro studi del Cni. Considerando che degli ingegneri abilitati, nel 2023 solo 2836 hanno poi optato per l’iscrizione all’Albo professionale, si conferma anche il calo di appeal di quest’ultimo. Il fenomeno viene da lontano. Degli oltre 130mila laureati che hanno conseguito l’abilitazione alla professione di ingegnere negli ultimi 13 anni, oggi ne risultano iscritti all’albo appena 60mila. “Il Consiglio nazionale - afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni - anche sulla base delle indicazioni dei puntuali rapporti del suo Centro studi, ormai da anni sta monitorando il fenomeno del calo di interesse da parte degli ingegneri laureati nei confronti dell’abilitazione alla professione e, di conseguenza, dell’albo professionale. Questa situazione è in parte determinata dal fatto che i neo ingegneri preferiscono l’inserimento all’interno delle aziende o nella pubblica amministrazione, piuttosto che affrontare i rischi della libera professione. Questa tendenza va di pari passo con l’attenuarsi delle opportunità professionali che negli ultimi anni erano state garantite dai bonus edilizi e dagli investimenti connessi al Pnrr". "In questo contesto - sottolinea - il Cni continuerà ad impegnarsi affinché il nostro sistema ordinistico possa garantire una vasta gamma di servizi di alto profilo agli iscritti, a cominciare dalla formazione continua, rendendo l’Albo professionale maggiormente attrattivo. Ma soprattutto insisterà a portare avanti uno dei punti fondamentali dell’azione politica dell’attuale consiliatura, ossia l’obbligo di iscrizione all’Albo per tutti coloro che in qualsiasi forma esercitano la professione di Ingegnere. Solo l’iscrizione all’albo può garantire la competenza dell’ingegnere, il rispetto da parte sua del codice deontologico, l’aggiornamento professionale continuo, l’assunzione di responsabilità rispetto all’attività svolta, il rispetto del principio di concorrenza. In questo senso, è corretto che anche i colleghi che operano nel pubblico e nel privato offrano ai propri committenti le medesime garanzie, il tutto, come sempre, a tutela dei cittadini”. “I dati rilevati - commenta Marco Ghionna, presidente del Centro studi Cni - evidenziano una situazione in normalizzazione rispetto agli andamenti pre-covid, registrando un 13% in meno di abilitati rispetto all’anno precedente ed un 36,5% in meno rispetto ai due anni precedenti. Il dato però risente evidentemente della 'semplificazione' del sistema abilitativo del 2021 e il 2022, anni in cui molti laureati hanno sfruttato l’occasione straordinaria di conseguire l’abilitazione professionale con la sola prova orale. L’impennata del 2021 e 2022, oggi in fase di ridimensionamento, potrebbe dimostrare come l’Esame di Stato nella forma tradizionale rappresenti un disincentivo al completamento del cammino di compiutezza del percorso professionale e all’immissione delle competenze ingegneristiche autonome nel mercato dei servizi di ingegneria ed architettura. Siamo abbastanza convinti che se chiedessimo agli ingegneri abilitati quanto sia stato importante il gate degli esami di stato per la loro attività professionale, magari rispetto ai primi anni di esperienza sul campo, registreremmo risposte in assoluto appannaggio per il percorso di pratica esperienziale. Come è evidente che i dati, oggi come ieri, rappresentino una formazione universitaria scarsamente protesa verso un professionista vocato al lavoro autonomo. Se Atene piange però, Sparta non ride. E’ l’intero comparto tecnico a subire questa brusca carenza di abilitati. Gli architetti, ad esempio nel 2023, fanno segnare il numero di abilitati più basso dal 2000 ad oggi. Un fenomeno quindi evidentemente figlio di una modificazione strutturale e logica della filiera concettuale università-professione-mercato. Ma urge rimarcare il concetto che un dottore in ingegneria non è un ingegnere nel senso compiuto del termine". “Un focus particolare - continua - va dedicato agli ingegneri iunior che appaiono assolutamente disinteressati alla abilitazione professionale. Ciò dimostra quanto questo step formativo rappresenti sempre più un mero passaggio orientato al solo proseguimento degli studi verso il titolo magistrale. Altro problema è quello della successiva iscrizione degli abilitati negli Ordini Professionali, argomento che andrà affrontato e risolto con opportune politiche di categoria, facendo meglio comprendere come un professionista ordinistico, deontologicamente strutturato, sia una garanzia per l’intera società cui rivolge le sue competenze”. Se da un lato i valori assoluti illustrano uno scenario di progressivo rientro allo status quo esistente prima dell’emergenza pandemia, dall’altro la modifica della struttura delle prove di esame ha modificato sensibilmente la composizione dell’universo degli abilitati. Dal 2020 in poi, infatti, si è registrata un’impennata di abilitazioni per la professione di Ingegnere industriale, al punto da costituire, nel 2023, oltre la metà degli abilitati (51,2%). Fino al 2019, invece, la quota più consistente di abilitati era formata dagli ingegneri civili ed ambientali. Un cambio di prospettiva che, va detto, non si concretizza in una maggiore propensione all’iscrizione all’albo da parte degli ingegneri industriali dato che, ad oggi, solo il 14,2% di coloro che si sono abilitati nel 2023 si è effettivamente iscritto all’albo. Risulta quasi invariata la distribuzione a livello geografico degli abilitati per l’iscrizione alla sezione A: gli atenei del Meridione si confermano quelli con il maggior numero di abilitazioni, sebbene facciano registrare una lieve flessione in percentuale, a vantaggio degli atenei del Nord-Ovest. Praticamente immutata la situazione tra gli abilitati per la sezione B, dove gli ingegneri civili ed ambientali iuniores consolidano la propria leadership (60,4% contro il 60,2% del 2022). Restano sostanzialmente sugli stessi livelli del 2022 i valori per quanto concerne gli ingegneri industriali iuniores (29,9% a fronte del 29,5% del 2022) e degli ingegneri dell’informazione. Per quanto riguarda le performance sugli esiti delle prove degli esami di Stato, dopo aver fatto registrare per tre anni di fila un tasso di successo superiore al 90%, queste tornano sui livelli rilevati nella seconda decade degli anni duemila: nel 2023, ha superato le prove d’esame l’88,1% dei candidati. Tra le tre tipologie di ingegneri, quelli del settore dell’informazione hanno evidenziato i risultati più brillanti, tanto che il tasso di successo medio per costoro è pari al 93,8% contro l’89,6% degli Ingegneri industriali e l’83,9% di quelli civili ed ambientali. Inoltre, dando uno sguardo all’accesso alla professione di architetto, possiamo parlare di una sorta di fuga dall’abilitazione. Nel 2023, infatti, si è registrato il più basso numero di abilitati dal 2000. Hanno sostenuto l’esame di Stato per l’abilitazione meno di 5mila candidati, con un tasso di successo intorno al 65%, sicché il numero di abilitati scende ad appena 3.132, quasi il 21% in meno rispetto all’anno precedente. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dynasty Warriors: Origins, i Tre Regni su console e PC - Il trailer
(Adnkronos) - L'ultima novità nel mondo dei videogiochi arriva direttamente da KOEI TECMO Europe e lo sviluppatore Omega Force che, in un comunicato ufficiale, hanno annunciato la disponibilità su PlayStation5, Xbox Series X|S e Windows PC tramite Steam di Dinasty Warriors: Origin. Il titolo Koei porta i giocatori nel cuore di un'antica Cina travagliata da guerre, offrendo un'esperienza di gioco senza precedenti nella serie Dinasty Warriors, caratterizzata da battaglie tattiche in cui un singolo eroe affronta migliaia di nemici. La trama di "Dynasty Warriors: Origins" si snoda attraverso momenti storici cruciale come la "Rivolta dei Turbanti Gialli" e la celebre "Battaglia di Chibi", immergendo i giocatori in un contesto storico dettagliato e ricco di azione. Il gioco introduce una prospettiva unica, permettendo ai giocatori di influenzare il corso degli eventi attraverso le scelte strategiche e il coraggio dimostrato nei combattimenti. L'aspetto grafico di "Dynasty Warriors: Origins" è stato notevolmente migliorato, offrendo il massimo realismo in ogni battaglia. Gli eserciti sono i più numerosi mai visti prima nella storia del franchise, con nemici che cooperano in maniera avanzata per sfidare le abilità tattiche dei giocatori. Ogni combattimento richiede una gestione acuta delle proprie truppe e una padronanza delle varie tecniche di combattimento. Ecco il trailer del travolgente gioco di Koei Tecmo Europe I giocatori possono scegliere tra un'ampia varietà di armi, ciascuna con tecniche uniche, e dovranno alternare tra attacchi rapidi e potenti per superare le difese nemiche. La "Difesa", una mossa che consente di bloccare e rispondere agli attacchi, è vitale per sfruttare le breccie nelle linee nemiche e guidare le proprie forze alla vittoria.
"Dynasty Warriors: Origins" è disponibile in diverse edizioni, inclusa la Digital Deluxe Edition e la "TREASURE BOX", che offre agli appassionati contenuti esclusivi come un poster, la colonna sonora originale e un libro speciale. Inoltre, per chi acquista una copia del gioco entro il 30 gennaio 2025, è previsto un bonus speciale: "Early Works Soundtrack Collection", che raccoglie le tracce musicali dei precedenti titoli della serie.
Infine, per offrire un assaggio di questa epica avventura, è disponibile una demo gratuita che include la "Battaglia della porta di Sishui". Questa versione di prova consente ai giocatori di immergersi nell'intensa atmosfera del gioco e di testare le proprie abilità contro gli eserciti nemici prima dell'acquisto del titolo completo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infinity Nikki si espande con l'aggiornamento Firework Season
(Adnkronos) - Infold Games e Papergame hanno annunciato l'arrivo di "Firework Season", il nuovo aggiornamento 1.2 per Infinity Nikki, disponibile dal 24 gennaio. L'update introduce una serie di contenuti inediti, tra cui nuove storyline, sfide platform, eventi e abiti. "Firework Season" trasporterà i giocatori alle Isole Firework, un arcipelago ricco di fascino e mistero, accessibile dal Molo Flora. Tra le nuove location figurano: Songbreeze Highland: un'area montuosa con viste panoramiche mozzafiato, Crescent Shoal, una baia tranquilla e appartata, Camp Kaboom, un vivace accampamento. L'aggiornamento amplia la storyline "Glowing Fireworks", con Nikki e Momo impegnati in un'avventurosa spedizione alle Isole Firework per preparare il Carnevale dei Fuochi d'Artificio. I giocatori dovranno affrontare nuove sfide e sconfiggere un boss inedito: The Dark Bouquet. "Firework Season" introduce una vasta gamma di nuovi abiti, gratuiti e a pagamento, attività e minigiochi. Il Festival della Nuova Fioritura porterà a Florawish le ricche tradizioni dell'Impero Linlang, offrendo ai giocatori un'esperienza festosa con musica, lanterne e fuochi d'artificio. La stagione si estenderà dal 23 gennaio al 25 febbraio. Partecipando agli eventi, i giocatori potranno ottenere fino a 20 pull gratuite, oltre 3.500 diamanti e due abiti esclusivi. Come ringraziamento per il supporto della community, l'Heartfelt Gifts Store offrirà nove abiti gratuiti distribuiti su tre versioni. Infold Games ha inoltre annunciato l'imminente pubblicazione della colonna sonora originale di Infinity Nikki su tutte le principali piattaforme musicali, sotto l'etichetta FoldEcho. L'album includerà brani popolari come "Find My Way", il tema musicale del Dream Warehouse, e "Nikki Nikki", insieme con molti altri temi di gioco, musiche di sottofondo e brani tratti dai trailer. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità, fusione Homnya-Sics: nasce nuova Health data marketing & media company
(Adnkronos) - Nasce la principale Health data marketing & media company. Homnya e Sics (Società italiana di comunicazione scientifica e sanitaria) annunciano ufficialmente la loro fusione, segnando un passo storico nella trasformazione del panorama del settore delle Lifescience italiano. "La nuova realtà, che opererà sotto il nome Homnya, si propone di ampliare la gamma di servizi offerti ai propri partner, con soluzioni omnicanale e progetti di informazione medico scientifica-data driven. L'elemento distintivo di Homnya è quello di disegnare la strategia, ma soprattutto declinare la stessa in esecuzione e misurazione - spiega Sergio Liberatore, Ceo di Homnya - La fusione consente di rafforzare le capacità esistenti, accelerando lo sviluppo di nuovi strumenti di engagement e la diffusione di contenuti medico-scientifici di alta qualità. Attraverso la sinergia tra i team e l'uso avanzato delle tecnologie, sarà possibile soddisfare le esigenze in continua evoluzione di professionisti sanitari, pazienti, aziende e istituzioni". La fusione segna un passo importante verso l'ampliamento e l'ottimizzazione delle attività di comunicazione e marketing di Homnya, con l'obiettivo di offrire soluzioni sempre più integrate e innovative. "In questi 2 anni abbiamo lavorato per costruire un'offerta completa che supporta concretamente i nostri clienti nel raggiungimento dei loro obiettivi strategici. La fusione tra Homnya e Sics unisce due realtà leader nel settore Healthcare, creando un unico ecosistema che integra competenze, risorse e innovazione - afferma Alessia Palluzzi, direttore generale Homnya - L'incontro fra il mondo dei dati, della tecnologia e dei media consentirà l'ottimizzazione delle campagne promozionali, sfruttando anche le potenzialità dell'intelligenza artificiale già integrata nel mondo Homnya. Grazie a una serie di applicazioni proprietarie, siamo in grado di automatizzare i processi di marketing e analizzare gli scenari competitivi, nonché le performance delle diverse soluzioni terapeutiche". Homnya (Consulcesi Group) - ricorda una nota - è anche proprietaria delle case editrici Qs Edizioni (editore di Quotidiano Sanità) ed Editoriale Giornalidea (editore di Farma7, FarmaMese, Pharmacy Scanner e Panorama Cosmetico), garantendo un'offerta unica e integrata. Con oltre 40 testate giornalistiche specializzate, queste piattaforme supportano il mondo sanitario e farmaceutico, rispondendo alle esigenze di una comunicazione efficace e mirata, rivolta a una comunità profilata di oltre 400mila operatori sanitari registrati alla community WelfareLink. "Questo nuovo ecosistema rappresenta un punto di svolta per la comunicazione scientifica e sanitaria, grazie a un approccio editoriale innovativo che consente di offrire contenuti mirati e personalizzati - dichiara Francesco Maria Avitto, direttore editoriale di Homnya - La nostra piattaforma editoriale non sarà solo uno strumento per diffondere informazioni, ma anche una risorsa strategica per analizzare dati e sviluppare soluzioni su misura. L'obiettivo è migliorare l'efficacia delle campagne comunicative, supportare le pratiche sanitarie e favorire la diffusione di conoscenze utili per tutti gli attori del settore". ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Adr inaugura l'impianto Solar Farm, 55mila pannelli lungo 2,5 km
(Adnkronos) - Aeroporti di Roma ha inaugurato oggi Solar Farm, il più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in uno scalo europeo e tra i più estesi a livello globale realizzato all’interno di un confine aeroportuale, posizionato lungo il lato Est della Pista 3 dell’aeroporto di Fiumicino. La nuova infrastruttura, progettata da Aeroporti di Roma e realizzata da Enel in collaborazione con Circet, tramite appalto integrato affidato a seguito di una gara pubblica europea, si estende per quasi 2.5 km ed è composta da circa 55.000 pannelli in silicio monocristallino che, grazie ad una potenza di 22 MWp, consentiranno allo scalo di produrre annualmente energia elettrica per più di 30 milioni di kWh. Si tratta di un primo passo che porterà lo scalo ad avere a regime, nei prossimi 5 anni, una potenza installata di 60 MWp con l’installazione di ulteriori farm sempre all’interno del perimetro dell’attuale sedime. Una capacità sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico annuo di 30.000 famiglie italiane, per un anno intero o, tradotto in auto elettriche, a fare il 'pieno' a oltre un milione di veicoli. L’investimento complessivo per la realizzazione del progetto ammonta a circa 50 milioni di euro, nell’ambito di un paniere di interventi per la generazione rinnovabile e la mobilità sostenibile per un impegno finanziario che supera i 200 milioni di euro. La Solar Farm, che contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 dello scalo di oltre 11.000 tonnellate ogni anno, rappresenta una delle più ambiziose iniziative nel percorso di transizione energetica e decarbonizzazione avanzate da Adr, con l’obiettivo di arrivare al Net Zero Carbon nel 2030, con vent’anni di anticipo rispetto al target di settore. L’infrastruttura si colloca all’intero della strategia Esg delineata dalla Capogruppo Mundys i cui obiettivi sono stati certificati da Sbti (Science Based Target Initiative), in linea con lo scopo di mantenere il riscaldamento globale entro una traiettoria di 1,5°C. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Motor Bike Expo è già un successo
(Adnkronos) - Mancano ancora pochissimi giorni e poi aprirà le porte a tutti gli appassionati delle due ruote il Motor Bike Expo, manifestazione prevista a Veronafiere
da venerdì 24 a domenica 26 gennaio.
Si tratta di un evento internazionale che coinvolge produttori, distributori, artigiani, tour operator, artisti, piloti, team e appassionati motociclisti da tutta Europa e non solo. I numeri parlano da soli, oltre 700 espositori provenienti da più di 20 diversi Paesi e 31 case motociclistiche confermate. I due organizzatori Francesco Agnoletto e Paola Somma hanno lavorato per rinnovare completamente il layout della kermesse. Sarà ottimizzata la disposizione degli espositori con lo scopo di accogliere le numerose richieste di ampliamento dell’area delle grandi aziende. "Anno dopo anno ci troviamo a lavorare piacevolmente per questo evento, per questa “reunion” degli amanti della moto.” - Le parole di Francesco Agnoletto - CEO e fondatore di Motor Bike Expo - “La manifestazione continua a crescere e a darci enorme soddisfazione. L’aspettiamo per un anno, ed oramai ne siamo alle porte. Un augurio ai nostri amici motociclisti visitatori: buon divertimento!” Saranno 31 le Case motociclistiche che esporranno a MBE, questo rappresenta un record assoluto sia in termini di presenze che di metri quadrati di esposizione. Oltre le esposizioni delle moto, con numerose anteprime mondiali, si avrà la possibilità di svolgere attività dinamiche nelle aree esterne di Motor Bike Expo 2025 tramite un programma ricco di show, esibizioni, test ride e corsi di guida per vivere tre giorni indimenticabili. Motor Bike Expo ed il mondo delle corse con la FIM - Federazione Internazionale Motociclismo e la FMI - Federmoto, daranno l’opportunità al numeroso pubblico di appassionati di promuovere le attività della prossima stagione. I bambini fino a 13 anni potranno accedere gratuitamente alla manifestazione mentre i ragazzi dai 14 ai 17 anni hanno diritto al biglietto ridotto. Costo biglietto in prevendita online 21€. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gli incentivi per i veicoli industriali sono già terminati
(Adnkronos) - I 25 milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il Decreto del 6 agosto 2024 per il rinnovo del parco veicoli industriali si sono rivelati insufficienti, i fondi sono terminati in pochissimo tempo e la percentuale di prenotazione ha ampiamente superato il 100%. Nel dettaglio: Acquisizione di veicoli a trazione alternativa: a fronte di un importo erogabile di soli 2,5 milioni di euro, la percentuale prenotata ha raggiunto il 151,6%. Radiazione per rottamazione di veicoli pesanti con contestuale acquisizione di veicoli Euro VI step E: con 15 milioni di euro allocati, la quota di prenotazione è risultata del 161,1%. Acquisizione di rimorchi e semirimorchi: i 7,5 milioni di euro disponibili hanno generato una percentuale di prenotazione del 249,5%. “Le risorse stanziate si sono rivelate palesemente inadeguate a soddisfare le domande delle imprese di autotrasporto, lasciando numerose aziende escluse dai benefici. È inaccettabile che questa situazione si ripeta ogni anno. I fondi assegnati dal MIT sono una goccia nel mare rispetto alle reali necessità del nostro settore e rappresentano l’ennesima opportunità persa per un reale svecchiamento di un parco circolante con un’età media di 15 anni. Un importo così ridotto non solo è del tutto insufficiente, ma finisce per distorcere la domanda, creando una corsa agli incentivi che non è sana né sostenibile”, dichiara Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE.
Secondo Starace, è necessaria una profonda revisione delle politiche di incentivazione: “La nostra richiesta al Governo è chiara e largamente nota: è necessario aumentare cospicuamente le risorse disponibili, istituendo un Fondo pluriennale, almeno per i prossimi quattro anni, con una dotazione non inferiore a complessivi 700 milioni di euro: qualora non fosse possibile uno stanziamento di tale entità, crediamo sia più opportuno non prevedere affatto incentivi che finiscono per risultare inutili e controproducenti. Chiediamo, inoltre, che il nuovo schema incentivante non sia riproposto in futuro”.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Risultati di vendita record per BMW Group e BMW Italia
(Adnkronos) - Per BMW Group Global il 2024 è stato l'anno dei record in termini di vendita, il successo globale è anche in parte merito del mercato Italia avendo fatto segnare la miglior performance di crescita del brand BMW a livello globale. Le performance di BMW Group l'anno scorso ha toccato i 2.450.000 veicoli venduti nel mondo con una importante crescita sia di veicoli elettrificati che di vetture pure elettriche. I primi hanno rappresentato il 24,2% delle vendite totali, con oltre 593.000 unità consegnate ai clienti, mentre le EV hanno pesato per il 17,4%.
Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia, ha dichiarato: " Il 2024 è stato un anno da incorniciare, all’interno di un processo di crescita continua iniziato cinque anni fa. BMW
Italia ha giocato un ruolo di primo piano all’interno del BMW Group. Il brand BMW ha conseguito la leadership nel segmento premium, con una performance complessiva che è la migliore di sempre nel nostro Paese. Con un mercato premium che è cresciuto del 2,2% a 246.366 unità complessive, BMW Group ha venduto in Italia 83.352 unità dei marchi BMW e MINI, con un incremento del 5,13% rispetto all’anno precedente".
Con BMW Italia la quota nel mercato premium è salita di 3,7 punti al 28,8% rispetto al 25,1% del 2023. Il modello più venduto del 2024 si è confermato la BMW X1 con 22.896 unità, la BMW Serie 3, che rappresenta da sempre il cuore della marca, ha superato le 6.700 unità mentre la nuova BMW Serie 5 con 2.137 vetture vendute è leader di mercato nel premium. I Sport Activity Vehicle BMW X5, X6 e X7 hanno raggiunto rispettivamente le 3.416 unità Per quanto riguarda il mercato elettrificato (BEV+PHEV), il brand BMW ha raggiunto le 9.997 unità, con un incremento del 6% rispetto al 2023 " Il successo delle vendite del 2024 è dovuto a tre punti fondamentali, continua Di Silvestre, il primo sono i risultati che nascono dal lavoro di squadra attraverso un approccio condiviso sia dal punto di vista strategico che di implementazione sul campo; il secondo era importante trovare un nuovo punto di equilibrio tra tecnologia e relazioni umane, tra digitale e reale come la nascita del progetto House of BMW di Milano ed infine il terzo, entrare nella testa e nel cuore dei nostri clienti tramite brand ambassador e con il quale condividere valori in termini di sostenibilità, responsabilità sociale e cultura. Un esempio su tutti è Pierfrancesco Favino con il quale dividiamo un percorso narrativo per le nostre automobili elettriche".
Parlando di
MINI nel 2024 sono state oltre 12.000 le vetture acquistate dai clienti italiani, non poche se si considera che MINI ha rivoluzionato l’intera gamma in pochissimi mesi. Con BMW Motorrad infine un altro importante successo è stato toccato in termini di vendita con ben 16.550 motociclette vendute in Italia con quasi 1.000 scooter elettrici. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










