Allergie alimentari, al Bambino Gesù test che predice rischio reazioni a cibi
(Adnkronos) - Un nuovo test sul sangue dei bambini allergici agli alimenti predice rischio e gravità delle reazioni a cui potrebbero andare incontro al contatto con determinati cibi. È il test di attivazione dei basofili, un’analisi avanzata appena introdotta nel Laboratorio per le allergie alimentari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Consentirà di effettuare diagnosi sicure e sempre più accurate per gli oltre 5.000 bambini e ragazzi seguiti ogni anno dal team di allergologi dell’Ospedale. "Una diagnosi tempestiva e la presa in carico specialistica possono fare la differenza nella gestione efficace della malattia allergica - sottolinea il prof. Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù - riducendo il rischio di complicanze gravi e migliorando la qualità della vita di bambini e famiglie". Aumentano incidenza e complessità delle allergie alimentari che colpiscono bambini e ragazzi: accanto alle forme emergenti (allergia alle farine di insetti, al miele di melata o al latte di capra) si registra l’incremento di quelle già note come l’allergia alle arachidi, alla frutta a guscio e al latte vaccino. Nel dettaglio, negli ultimi 10 anni - fanno sapere dall'ospedale pediatrico di Roma - l’allergia alla frutta a guscio (nocciole, anacardi, pistacchi) è passata dal 3% all’8% dei casi pediatrici; l’allergia alle arachidi dall’1% al 6%, mentre l’allergia al latte rimane stabile a oltre il 15% della casistica, ma con una maggiore complessità di gestione, essendo spesso associata a reazioni ad altri alimenti (uova, grano, pesce). "Quelle all’arachide e al latte - prosegue Fiocchi - rimangono le allergie alimentari più pericolose, in quanto maggiormente associate a reazioni gravi e potenzialmente fatali come l’anafilassi. In Italia, ogni anno purtroppo si registrano tra i 2 e i 4 decessi per allergie alimentari, soprattutto tra i giovani sotto i 20 anni". In Italia, in media, 1 bambino su 50 è allergico a uno o più alimenti e, nel 16% dei casi, in forma grave. Proprio per questa categoria di piccoli allergici all’ospedale pediatrico Bambino Gesù è stato introdotto l’innovativo test di attivazione dei basofili (BAT test), che permette di simulare in laboratorio le reazioni allergiche senza esporre il paziente a rischi. Il test si effettua 'in vitro', cioè in provetta, su un campione di sangue, simulando un test di scatenamento 'in vivo'. La sua funzione è quella di isolare le cellule della risposta allergica mettendole a contatto con l’allergene e incubarle: se il bambino è allergico sulla superficie di queste cellule compaiono delle molecole che possono essere rilevate e contate. Il BAT test, che fornisce informazioni cruciali sulla potenziale gravità della risposta dell’organismo a un alimento, integra gli strumenti oggi disponibili al Bambino Gesù per valutare la presenza di un’allergia alimentare: i test cutanei (prick test), il dosaggio delle IgE nel sangue, ovvero gli anticorpi specifici che innescano la reazione allergica e il test di provocazione orale che consiste nella somministrazione di allergeni sotto la supervisione del medico, oggi considerato il gold standard per la diagnosi di allergie alimentari. "Grazie a questo nuovo, importante strumento diagnostico – conclude Fiocchi – possiamo definire con maggiore precisione il profilo di rischio di ciascun bambino e individuare la strategia terapeutica più adeguata, che oggi include l’evitare gli alimenti a cui si è allergici, la desensibilizzazione orale ovvero l’introduzione pilotata dell’alimento, tramite specifici preparati, per innalzare la soglia di tolleranza e, in alcuni casi selezionati, terapie avanzate come il farmaco Omalizumab che mantiene innocue le IgE circolanti nell’organismo. Al Bambino Gesù la ricerca continua e siamo pronti a sperimentare nuove soluzioni terapeutiche, come l’immunoterapia epicutanea, che potrebbe rivoluzionare la gestione delle allergie alimentari nei prossimi anni". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hitachi Vantara e la protezione dei dati nell'era del ransomware
(Adnkronos) - La quantità di dati generati raggiungerà presto i 180 zettabyte globalmente, le aziende, sempre più dipendenti dai dati per le loro operazioni quotidiane, si trovano di fronte a sfide crescenti legate alla protezione di queste preziose risorse. Con la rapida escalation dei costi e della sofisticazione dei cyberattacchi, tra cui il ransomware che si prevede causi danni per 265 miliardi di dollari entro il 2031, la necessità di una strategia di sicurezza robusta e resiliente non è mai stata così evidente. Le strategie reattive tradizionali sembrano non essere più sufficienti per combattere gli attacchi informatici sempre più frequenti e avanzati. Le aziende devono ora adottare un approccio proattivo, utilizzando l'intelligenza artificiale per monitorare continuamente l'ambiente e scansionare le minacce, mentre l'automazione deve giocare un ruolo cruciale nel segnalare e reagire alle anomalie rilevate, permettendo agli amministratori di intraprendere azioni rapide di triage e rimedio. In questo contesto, Hitachi Vantara si propone come leader indiscusso nella modernizzazione della protezione dei dati per rafforzare la resilienza operativa. Il prodotto, HCP Anywhere Enterprise, estende la protezione dati all'intera infrastruttura aziendale, dal data center ai dispositivi mobili, garantendo affidabilità, conformità e protezione. Le soluzioni offerte da Hitachi Vantara, come la Virtual Storage Platform One (VSP One) e Hitachi Content Platform (HCP), forniscono una protezione immutabile dei dati, cruciali per contrapporsi agli attacchi ransomware. VSP One, per esempio, permette la creazione di snapshot inviolabili che possono essere rapidamente ripristinati, garantendo il recupero dei dati in caso di attacco. Inoltre, l'archiviazione immutabile di HCP ostacola qualsiasi tentativo di modifica dei dati, permettendo di recuperare l'ultima versione valida con facilità.Gran parte di questa protezione si basa sulle funzionalità di inviolabilità di tutte e tre le soluzioni. • VSP One consente alle aziende di creare snapshot inviolabili - essenzialmente, copie point-in-time - di tutti i dati presenti nei loro sistemi. In questo modo, se e quando qualcuno o qualcosa tenta di eliminare o modificare i dati, l'azienda dispone di uno snapshot immutabile e che può essere ripristinato nell'ambiente di produzione. Infatti, Hitachi Vantara offre il più rapido recupero di ransomware da snapshot inviolabili per ambienti VMware. • Lo storage a oggetti di HCP offre anche l'archiviazione immutabile dei dati, il versioning, la conservazione e altro ancora. Ostacola qualsiasi tentativo di modifica dei dati impedendo alla nuova versione crittografata di sovrascrivere l'originale, in modo da poter recuperare facilmente l'ultima versione valida dei dati. • HCP Anywhere Enterprise è dotato di funzionalità di protezione contro il ransomware, in grado di rilevarlo e di notificarlo immediatamente agli amministratori. HCP Anywhere Enterprise sfrutta anche HCP per recuperare interi file system dagli snapshot, consentendo un rapido ripristino su larga scala. La suite di protezione dei dati di Hitachi, in collaborazione con soluzioni come Commvault e Commvault Hyperscale X, si integra perfettamente per offrire un'ulteriore sicurezza alle copie di backup, un target comune dei cyberattacchi. Questa integrazione è fondamentale per garantire che i dati siano sempre disponibili e protetti, in linea con le normative emergenti come il Digital Operational Resilience Act (DORA) dell'Unione Europea. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nel 2025 aziende cercano professionisti Ia sostenibilità e sicurezza informatica
(Adnkronos) - Quali saranno i lavori più richiesti del 2025? Dove si concentreranno le maggiori opportunità di carriera per i professionisti? “Per il 2025 - riferisce Silvia Movio, director di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato - dal punto di vista delle opportunità di lavoro, ci sono alcuni ambiti che sembrano soffrire decisamente meno della crisi generale e sono quelli legati alle nuove tecnologie, all’intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica e alla sostenibilità. Secondo il nostro osservatorio è proprio qui che si concentreranno, nei prossimi mesi, le maggiori opportunità di carriera e guadagno per lavoratori giovani e meno giovani”. Sono tre le professioni più richieste nel 2025 secondo Hunters Group. 1) Artificial intelligence engineer: progetta, sviluppa e implementa soluzioni di intelligenza artificiale, combinando competenze in programmazione, scienza dei dati e machine learning per trasformare grandi quantità di dati in sistemi intelligenti e automatizzati, ottimizzando così processi e decisioni aziendali. 2) Cyber security engineer: progetta e implementa misure di sicurezza per proteggere le reti e i sistemi informatici da minacce o attacchi e, in caso di violazioni, fa in modo che tutto torni alla normalità nel più breve tempo possibile. 3) Data specialist: raccoglie, analizza e interpreta grandi quantità di dati per aiutare le aziende a prendere le decisioni migliori e per rendere i processi più efficienti. “Negli ultimi anni - aggiunge Silvia Movio - abbiamo assistito, fortunatamente, ad un aumento dell’attenzione al benessere delle persone e quindi non dobbiamo stupirci che, nel prossimo futuro, aumenteranno notevolmente le richieste per gli specialisti delle risorse umane, ovvero quei professionisti che si occupano di tutto ciò che riguarda il capitale umano, sia dal punto di vista pratico (processi di selezione, assunzioni, retribuzioni ad esempio) sia da un punto di vista più immateriale e legato, come dicevamo, al benessere dei lavoratori, attraverso l’implementazione di piani di formazione o azioni che possano favorire il bilanciamento tra vita professionale e vita privata”. Gestire i vari rischi che possono impattare sul business delle aziende è, in un momento storico complesso e in continua evoluzione come quello attuale, fondamentale. Per questo motivo, chi si occupa di risk management – quell’insieme di attività legate alla identificazione, valutazione e mitigazione dei rischi – avrà molte occasioni nel 2025. Un altro professionista molto richiesto è, infine, il consulente della sostenibilità, ovvero colui che sviluppa pratiche per ridurre l’impatto ambientale delle aziende e per migliorarne la responsabilità sociale, anche in ottica Esg. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, Fontana (Confindustria Puglia): "A rischio export di pasta e burrate"
(Adnkronos) - "La Puglia ha una grande quantità di export verso gli Usa, a partire dal settore agroalimentare. Pasta, mozzarelle, burrate, ci sono tantissimi prodotti che esportiamo negli Usa. Ma non solo: ci sono anche aziende farmaceutiche che producono i loro prodotti qui e lì esportano in Usa. Ma con l'eventuale applicazione di dazi del 25% è chiaro che questi prodotti non sarebbero più competitivi. E sarebbe un danno enorme per questi settori, ma anche per tutti quelli a loro collegati. Pensiamo ad esempio ai macchinari per fare la pasta, alla logistica per le spedizioni, al packaging". E' preoccupato Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia, interpellato da Adnkronos/Labitalia, sui possibili effetti che l'imposizione di dazi da parte di Trump sui prodotti europei avrebbero sull'export pugliese. Secondo Fontana, "gli unici dazi da applicare dovrebbero essere quelli verso i Paesi che non rispettano l'ambiente e i diritti dei lavoratori, e non quelli sulle merci indistintamente". E per l'industriale nel caso di dazi Usa la risposta dovrebbe essere unitaria da parte dell'Europa. "Se Trump dovesse mettere davvero dei dazi ai prodotti italiani ed europei vorrei che le stesse tasse venissero messe, non da una singola nazione ma dall'intera Europa, agli Stati Uniti. Questo è quello che vorrei, ma si tratta del libro dei sogni", sottolinea amaro Fontana. E allora il consiglio per gli imprenditori, dice, è "di cercare di avere prodotti che hanno sempre più valore aggiunto, essere sempre competitivi sulla qualità dei prodotti per fare sì che anche se il prodotto viene a costare di più, si riesce comunque a continuare a vendere anche in determinati mercati". "Mettere innovazione e ricerca in tutto quello che facciamo, aggiungendo valore aggiunto ai nostri prodotti, è l'unica strategia che posso indicare ai nostri imprenditori", conclude. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tra sfide e pmi i 30 anni di Temporary e Fractional Management
(Adnkronos) - Trent’anni fa veniva presentata la prima grande indagine sul temporary management (TM) in Italia, lanciata da Atema in partnership con L’Impresa e guidata da Maurizio Quarta. A Maurizio Quarta, managing partner di Temporary Management & Capital Advisors e fondatore del gruppo internazionale IMW operante oggi in trenta paesi, Adnkronos/Labitalia ha chiesto di raccontare l’evoluzione del mercato, facendo riferimento ad una successiva indagine del 2015 (sempre da lui guidata con Leading network e IIm Italy) e ad altre di respiro internazionale. "I punti più rilevanti emersi nel 1995 - spiega - in primis, la presenza di poche società specializzate di livello, oltre ad uno scarso interesse da parte di gruppi stranieri. In secondo luogo, il servizio risultava poco usato da pmi e aziende familiari ed era percepito soprattutto come adatto a situazioni di crisi. Infine, si palesava molta confusione tra TM e consulenza. Il mercato delle pmi è sicuramente in crescita. Già l’indagine del 2015 evidenzia come conoscenza ed utilizzo dello strumento da parte delle pmi fossero sensibilmente aumentati, con un in più un sostanziale cambio di prospettiva in cui il TM veniva visto soprattutto come un mezzo importante per portare in azienda competenze manageriali". "A livello generale - avverte - la conoscenza nelle pmi è cresciuta: circa il 60% delle aziende piccole (
OMRON, visione artificiale e Automation Playback rivoluzionano l'automazione industriale
(Adnkronos) - L'Innovation Lab (iLab) di OMRON si è recentemente trasformato nel palcoscenico dell'automazione del futuro. Una giornata dedicata alle demo live ha messo in mostra le più avanzate tecnologie e soluzioni inedite, evidenziando il ruolo cruciale che la robotica e l'intelligenza artificiale giocano nella ridefinizione della produzione industriale. L'evento, intitolato "Come la visione artificiale e Automation Playback stanno rivoluzionando i processi industriali", ha messo in luce l'importanza della flessibilità produttiva. Attraverso l'esposizione di robot collaborativi e sistemi di visione avanzati, OMRON ha dimostrato come le ultime release di prodotto contribuiscano a migliorare notevolmente l'efficienza e la qualità dei processi produttivi. L'evento ha avuto quattro temi principali: l'evoluzione delle tecnologie di automazione, le innovazioni in visione e sensoristica, i progressi della robotica e le nuove frontiere della smart maintenance. Questi argomenti hanno offerto una panoramica completa delle capacità e delle potenzialità dell'automazione moderna.
La crescente interoperabilità tra uomo e macchine, e tra le macchine stesse, segna una delle tendenze più rivoluzionarie nell'ambito dell'automazione. L'uso della libreria PackML e del Modello Informativo OPC UA da parte di OMRON abilita una comunicazione sicura ed affidabile, fondamentale per l'efficienza produttiva. L'evoluzione della manutenzione intelligente e predittiva, attraverso l'automazione data-driven, è stata messa in risalto dalla funzione Automation Playback del controllore NX5. Questa tecnologia permette ai tecnici di registrare e memorizzare i dati in tempo reale, fornendo un potente strumento di analisi per la verifica di anomalie. Gli ambienti produttivi intelligenti richiedono sistemi di controllo adattivo capaci di rispondere dinamicamente a condizioni mutevoli. Tra le tecnologie esposte, il Laser 3D e le Camere IA di OMRON rappresentano il vertice dell'innovazione, garantendo precisione e adattabilità senza precedenti. Inoltre, la serie TM di cobot di OMRON continua a evolvere, offrendo ora una precisione migliorata e nuovi standard di sicurezza. Adnkronos Tech&Games ha posto alcune domande a Dario Simontacchi, Robotic Team Coordinator di OMRON
Quali sono le tendenze attuali nella robotica industriale che stanno avendo il maggiore impatto su OMRON e su come voi sviluppate le vostre soluzioni?
"Una delle tendenze più rilevanti è la crescita dei robot collaborativi, su cui OMRON ha puntato grazie alla partnership strategica con Techman Robotics. Questo ci consente di sviluppare soluzioni avanzate che integrano i cobot con la nostra piattaforma di automazione Sysmac e con il resto della gamma robotica, creando sistemi completamente interconnessi.
Un esempio concreto è rappresentato dai Mobile Manipulator (MoMa), che uniscono AMR, cobot e visione artificiale 2D o 3D. I MoMa stanno guadagnando una nicchia di mercato sempre più ampia, poiché offrono una flessibilità unica: diventano vere e proprie macchine automatiche semoventi, capaci di spostarsi nella zona dove servono, al momento giusto, e riadattarsi alle specifiche esigenze operative. Un’applicazione in sviluppo particolarmente interessante riguarda l’ispezione automatica delle macchine nel settore pharma durante i cambi di produzione, un ambito in cui precisione e tempestività sono cruciali."
Dario Simontacchi, Robotic Team Coordinator di OMRON
Può descrivere un recente progetto di robotica su cui ha lavorato OMRON che ha rappresentato una sfida particolare o ha introdotto nuove tecnologie significative?
"Uno dei progetti più interessanti ha riguardato un’applicazione di pick and place con i nostri robot paralleli Quattro, dotati di 4 bracci, una caratteristica unica rispetto ai canonici robot delta a 3 bracci. Questo progetto ha messo in evidenza il valore dell’integrazione, un elemento chiave nelle soluzioni OMRON.
Abbiamo sviluppato un algoritmo di distribuzione del carico di lavoro basato sul PLC con funzionalità di controllo di robot. Questo algoritmo, progettato localmente in Italia, risponde a richieste specifiche di mercato e consente una gestione estremamente efficiente dei processi. Inoltre, utilizziamo un controllo di movimento e un generatore di traiettoria personalizzato, che implementa leggi di moto ottimizzate. Queste soluzioni ci hanno permesso di ridurre significativamente i tempi ciclo dei robot, mantenendo al contempo bassi i consumi energetici e diminuendo l’usura dei motori, con un impatto positivo anche sulla manutenzione."
In che modo OMRON sta integrando l’intelligenza artificiale nelle sue soluzioni robotiche e quali benefici avete osservato o prevedete di osservare con questa integrazione?
"Nel 2024, OMRON ha avviato una partnership strategica con Neura Robotics per lo sviluppo di una nuova generazione di robot cognitivi, rappresentati dalla serie OMRON iCR (intelligent Cognitive Robot). Questi robot, derivati dalla linea MAiRA di Neura Robotics, combinano intelligenza artificiale, sensori integrati e una piattaforma di controllo avanzata per offrire una soluzione rivoluzionaria nell’automazione industriale. La serie iCR è progettata per migliorare flessibilità, produttività ed efficienza nei processi produttivi. Tra le sue caratteristiche distintive ci sono un sensore di visione 3D opzionale, un’interfaccia utente intuitiva e una robusta architettura di sicurezza. Inoltre, grazie all’integrazione con la piattaforma Sysmac di OMRON, queste soluzioni consentono di semplificare operazioni complesse, aumentando la sinergia tra intelligenza artificiale e automazione. Un esempio concreto è la demo di 3D bin-picking presentata alla Automate 2024 di Chicago, che dimostra come queste tecnologie siano in grado di ridefinire l’efficienza dei processi produttivi. La programmazione di operazioni complesse, come l’assemblaggio, è estremamente semplificata: per esempio, il teaching dell’inseguimento di un bordo può essere effettuato indicando semplicemente con il dito il bordo da seguire.
Questi prodotti sono ancora in fase di studio e verranno rilasciati prossimamente, ma già oggi mostrano il potenziale di abbattere le barriere di utilizzo, aprendo nuove possibilità applicative in vari settori. I robot cognitivi sono in grado di anticipare le azioni umane, riconoscere persone in modo sicuro e agire autonomamente, rendendo l’automazione sempre più intuitiva e accessibile."
Come si adatta OMRON alle richieste sempre più personalizzate dei suoi clienti nel settore delle soluzioni robotiche?
OMRON si distingue per il servizio di supporto tecnico locale, sviluppato in Italia da un team altamente qualificato di tecnici con competenze diversificate. Questo servizio è articolato su tre livelli di esperienza, offrendo un’assistenza che spazia dalla consulenza tecnica alla collaborazione diretta con la nostra ricerca e sviluppo globale. Questa sinergia ci consente di essere al contempo vicini al cliente e di fornire soluzioni innovative e personalizzate.
Il nostro supporto copre un ampio spettro di attività: dai test di fattibilità per il presales, alla consulenza in ambito di sicurezza dell’operatore, fino allo sviluppo di librerie software e soluzioni complete. Queste ultime sono pensate per rispondere alle esigenze specifiche dei costruttori di macchine e dei system integrator. Un ruolo centrale nel nostro approccio è svolto dall’InnovationLab, il nostro laboratorio situato in Italia, che rappresenta un punto di riferimento per il presales. Qui, i clienti possono vedere in azione le nostre tecnologie e testarne le potenzialità per i loro progetti. Tra le soluzioni complete, un esempio significativo è l’iPallet, il pallettizzatore con robot collaborativo. Questo sistema non solo semplifica il processo di pallettizzazione, ma offre anche un software modulare che i clienti possono utilizzare come base per sviluppare macchine personalizzate. Questo approccio ci consente di fornire soluzioni scalabili e pronte a soddisfare le richieste sempre più specifiche del mercato.
Qual è l'importanza della formazione continua per un Robotic Solution Specialist in OMRON e come si mantiene aggiornato con le ultime tecnologie e metodologie?
Nelle tematiche tecnologiche di cui mi occupo, la formazione continua è un aspetto imprescindibile, così come avere solide basi tecniche pregresse. Essere aggiornati non è solo un requisito per rimanere al passo con l'evoluzione delle tecnologie, ma è una necessità per anticipare e rispondere efficacemente alle esigenze di un settore in rapida trasformazione.La mia posizione mi colloca in un punto strategico, fungendo da interfaccia tra le figure altamente specializzate dei nostri uffici europei, come l’Automation Technology Center (ATC) di Barcellona, e i clienti sul campo. Questo ruolo mi consente di mantenere una visione d’insieme unica: da un lato, capisco i trend tecnologici futuri e ciò che si sta sviluppando nel panorama di OMRON; dall'altro, rimango in costante contatto con le richieste pragmatiche e spesso sfidanti dei nostri clienti.
Questo connubio tra innovazione e realtà quotidiana è una grande opportunità: mi permette di aggiornarmi continuamente, aiutare i clienti a sfruttare al meglio le nostre tecnologie e contribuire, attraverso un feedback concreto, a orientare le attività della ricerca e sviluppo verso le reali esigenze del mercato italiano. Quest'ultimo è noto per essere particolarmente esigente, e questo rende il nostro lavoro ancora più stimolante e ricco di spunti di crescita.
Qual è la sua visione sul futuro della robotica nell’industria e quali innovazioni spera di vedere o di contribuire a sviluppare nei prossimi anni?
"Nel futuro della robotica, vediamo due principali trend di innovazione. Il primo riguarda l'evoluzione della robotica come tecnologia di consumo. Il tempo medio di sviluppo delle applicazioni si è notevolmente accorciato, e per rimanere sostenibile, soprattutto nelle applicazioni più semplici, è fondamentale semplificare lo sviluppo.
Con l’avvento dei robot collaborativi, programmati con linguaggi tipo flow chart, abbiamo intrapreso questa strada, così come con gli AMR, che offrono ambienti grafici e intuitivi. Inoltre, la programmazione delle linee di produzione con software wizard-based e la simulazione 3D sono diventati strumenti sempre più accessibili. I robot cognitivi rappresentano il prossimo passo in questa evoluzione. La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa contribuirà ulteriormente a ridurre i tempi di sviluppo. Credo inoltre che un passaggio chiave sarà l’introduzione di linguaggi di programmazione standardizzati per tutti i brand, come è avvenuto con l’IEC61131 per i PLC, magari sfruttando linguaggi evoluti come Python, che richiederanno però un lavoro di ottimizzazione per migliorarne l'affidabilità e la stabilità.
Il secondo trend riguarda l’uso crescente delle risorse cloud per la supervisione e la diagnostica dei robot. Oltre a raccogliere informazioni sullo stato delle varie componenti dei robot e ad analizzarle tramite algoritmi di intelligenza artificiale per individuare anomalie o calcolare il consumo delle parti, consentendo la manutenzione predittiva, c’è una crescente richiesta di comunicazioni sicure tra dispositivi. Questo è ormai diventato non solo una necessità di mercato, ma uno standard normato. Stiamo lavorando per implementare soluzioni che garantiscano la sicurezza della comunicazione tra i robot e i sistemi cloud, così da rispettare le normative e garantire l’integrità dei dati.
Questo approccio non solo migliorerà l'efficienza dei processi produttivi, ma contribuirà anche a rendere l'uso della robotica più affidabile e sostenibile nel lungo termine."
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
OMRON: l'automazione del futuro tra visione artificiale e robotica collaborativa
(Adnkronos) - L'Innovation Lab di OMRON ha recentemente ospitato un evento dedicato all'esplorazione delle tecnologie più avanzate nel campo dell'automazione industriale. L'obiettivo? Mostrare come la robotica collaborativa, la visione artificiale e l'intelligenza artificiale stiano ridefinendo i processi produttivi, rendendoli più flessibili, efficienti e personalizzati. L'evento ha sottolineato l'importanza crescente della flessibilità produttiva, un aspetto cruciale per affrontare le sfide di un mercato sempre più dinamico e competitivo. OMRON ha presentato diverse soluzioni innovative che permettono di raggiungere questo obiettivo: Robotica collaborativa: i cobot OMRON, grazie a miglioramenti nella precisione e nella sicurezza, sono sempre più integrati nei processi produttivi, collaborando fianco a fianco con gli operatori umani. Visione artificiale avanzata: le tecnologie di visione artificiale, come i laser 3D e le camere lineari, permettono di acquisire dati visivi con una precisione mai vista prima, consentendo un controllo qualità più accurato e un'automazione più flessibile. Intelligenza artificiale: l'intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le macchine apprendono e si adattano. OMRON ha presentato soluzioni che utilizzano l'IA per l'analisi dei dati, la previsione della manutenzione e l'ottimizzazione dei processi produttivi.
Donato Candiano, General Manager di Omron, si è cortesemente reso disponibile a rispondere ad alcune domande di Adnkronos Tech&Games.
Quali sono le principali innovazioni che OMRON sta attualmente sviluppando, e come queste influenzeranno il settore in cui operate?
"A livello aziendale l’innovazione delle nostre soluzioni è stata sempre guidata e trainata dalle sfide che si aprono in ambito sociale. Oggi, a livello globale, affrontiamo temi cruciali come la carbon neutrality, la digitalizzazione e l’aumento dell’aspettativa di vita. Per noi di OMRON, come fornitori di tecnologia e automazione, questo significa sviluppare soluzioni sempre più in linea con le esigenze produttive reali, rispondendo con efficacia alle sfide quotidiane del settore industriale.
Continuiamo a considerare il focus sul concetto di produzione flessibili In un mondo che richiede una veloce customizzazione dei consumi, velocità e flessibilità, abbiamo lanciato da diverso tempo tutte le soluzioni necessarie per una produzione modulare. Automazione tradizionale, robotica collaborativa sia fissa che mobile per supportare la produzione distribuita su diverse isole di lavorazione e una automazione intelligente in grado di favorire l’integrazione a livello di linea, l’interattività dei dati ed una produzione intelligente.
Riteniamo che l’interoperabilità tra uomo e macchina e anche tra le macchine in linea sia una delle tendenze più rivoluzionarie nel settore dell'automazione. In tal senso abbiamo continuato a sviluppare soluzioni dedicate come gli algoritmi di Intelligenza Artificiale per la visione aritificiale, o il software che trasforma le nostre telecamere industriali in una camera lineare per l’acquisizione di oggetti estesi, che permettono di realizzare sofisticate applicazioni di supervisione, di ispezione delle immagini e di raccolta dati, o ancora la standardizzazione di interfacce e comunicazioni attraverso l'uso della libreria PackML (Packaging Machine Language), che includendo il Modello Informativo OPC UA permette di abilitare la comunicazione sicura ed affidabile dello stato macchina verso l’esterno.
Ancora più sfidante a livello innovativo è l’impatto dell’integrazione tra il mondo IT ed OT sulla manutenzione intelligente e predittiva. Nel nostro caso questa è resa possibile dall'automazione data-driven son soluzioni ad hoc di smart maintenance e declinata con lo sviluppo di funzioni dedicate di Automation Playback nel nostro controllore NX5. La registrazione e memorizzazione dei dati in tempo reale, senza inficiare le performance della macchina, fornisce ai tecnici un potente strumento di analisi per la verifica di anomalie sulla linea di produzione."
Donato Candiano, General Manager di Omron
Qual è la strategia di crescita per OMRON nei prossimi anni e come prevedete di distinguervi dalla concorrenza nel mercato globale?
"OMRON ha lanciato ad aprile 2024 un piano industriale, ancora in evoluzione, che punta a rispondere alle grandi sfide sociali attraverso l’innovazione. Allo stesso tempo, vogliamo rimanere fedeli ai principi fondamentali dell’automazione: soluzioni chiare, easy to use e concrete.
Il nostro elemento distintivo è la cocreazione. Crediamo che l’innovazione più efficace nasca dalla collaborazione con partner e clienti, unendo competenze e visioni per affrontare al meglio le sfide produttive di oggi e di domani.
Per questo, mettiamo a disposizione i nostri centri di automazione: luoghi di incontro, studi di fattibilità e sviluppo condiviso, dove OMRON e i clienti possono lavorare insieme per trasformare le idee in soluzioni concrete.
Quali sono le maggiori sfide che il settore dell'automazione industriale sta affrontando attualmente e come OMRON si sta preparando per affrontarle?
Nel mondo industriale emergono trend dominanti che stanno trasformando profondamente l’automazione.
- A livello macro, la sostenibilità dei processi produttivi e la carenza di manodopera stanno avendo un impatto significativo sul settore. Scendendo più nel dettaglio, osserviamo un’accelerazione di alcuni trend specifici, sui quali stiamo concentrando il nostro sviluppo con soluzioni mirate. L’evoluzione del concetto di flexible production che richiede una sempre maggiore adattabilità dei processi di produzione in tempi brevi
- L’integrazioneIT- OT che richiede la crescita di una automazione data driven che consenta una manutenzione intelligente
- L’efficienza energetica che richiede soluzioni e prodotti dedicati che vadano nella direzione della sostenibilità,
- La crescita dell’intelligenza artificiale, che guida soluzioni che utilizzino al meglio questo sviluppo a servizio della produttività di macchina e di una produzione intelligente che sia flessibile ed adattiva"
Come OMRON integra i principi di sostenibilità nelle sue operazioni e nei suoi prodotti? Ci sono progetti specifici che dimostrano l'impegno dell'azienda verso la sostenibilità?
Come detto precedentemente la sostenibilità è un pilastro della strategia innovativa di Omron. Non è solo un concetto teorico o uno slogan, ma un impegno concreto che guida i nostri investimenti in soluzioni dedicate.Stiamo sviluppando prodotti in linea con la carbon neutrality, tecnologie per ridurre i consumi energetici e soluzioni che, migliorando l’efficienza produttiva, contribuiscano anche alla sostenibilità economica nel medio termine.In tal senso abbiamo visto con favore la nascita di Transizione 5.0 anche se purtroppo ad oggi l’impatto atteso non c’è stato.
Inoltre, i progetti di sostenibilità sono anche interni all’azienda, nella digitalizzazione dei processi, nel paperless policy e in tutte le policy che favoriscano l’ingaggio dei nostri colleghi su questo tema così rilevante.
Da anni inoltre collaboriamo con il mondo delle scuole e delle università attraverso uno specifico Progetto di Education ed un team dedicato. Investiamo nel mondo education attraverso risorse, formazione, prodotti, con l’obiettivo di diffondere una visione dell’automazione sempre più orientata alla sostenibilità."
Con l'avanzare delle tecnologie digitali come l'intelligenza artificiale e l'Internet delle cose, come sta evolvendo il ruolo di OMRON nel facilitare trasformazioni digitali nei settori in cui opera? Quali qualità ritiene essenziali per un leader nel settore tecnologico oggi, e come si sta lavorando in OMRON per sviluppare queste competenze all'interno del vostro team?
"Credo che innanzitutto serva la necessità di osservare, ascoltare, capire ed essere aperti al cambiamento. Il settore tecnologico vive uno sviluppo veloce con forti discontinuità. Solo rimanendo aperti al cambiamento si possono cogliere le sfide di innovazione da portare all’interno della propria organizzazione per adattarsi velocemente e per continuare a creare valore. La nostra missione aziendale è chiara: contribuire al miglioramento della qualità della vita e della società. I nostri valori ci guidano in questo percorso di cambiamento, spingendoci a sfidarci con passione e coraggio, affinché l’innovazione sia sempre orientata alle esigenze sociali. In OMRON lavoriamo ogni giorno per diffondere questa cultura, creando un ambiente in cui ogni collega, in ogni ruolo, possa esprimere il proprio valore e contribuire allo sviluppo dell’azienda. Crediamo fortemente nella formazione continua, perché sappiamo che la crescita passa dal confronto e dall’aggiornamento costante. Proprio in questi giorni abbiamo concluso un Tech Day dedicato ai nostri dipendenti: due giornate di scambio e sperimentazione, con la possibilità di toccare con mano nuove soluzioni, condividere idee e sviluppare insieme nuove applicazioni. Il nostro Innovation Lab di Milano si è trasformato in un vero e proprio hub di confronto, con demo live, tecnologie all’avanguardia e soluzioni inedite, per esplorare come robotica e intelligenza artificiale stiano ridefinendo la produzione industriale".
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X verso la rivoluzione finanziaria
(Adnkronos) - Emerge con sempre maggiore chiarezza l’intenzione di Elon Musk di trasformare X in un punto di riferimento centrale per la gestione finanziaria degli utenti, integrando al suo interno tutte le operazioni legate al denaro. Il progetto prevede il lancio di queste nuove funzionalità entro la fine del 2025, con l’obiettivo di offrire un’esperienza innovativa e sorprendentemente potente. Durante un recente incontro con i dipendenti, Musk ha delineato la sua visione di una piattaforma capace di gestire l’intera vita finanziaria degli utenti, andando ben oltre le tradizionali transazioni tra privati. L’ambizione è quella di eliminare la necessità di un conto bancario, permettendo di eseguire operazioni finanziarie di ogni tipo direttamente all’interno dell’ecosistema X. La CEO dell’azienda, Linda Yaccarino, ha confermato la determinazione a realizzare questa trasformazione nel corso dell'anno, ritenendo altamente probabile che il progetto sia operativo entro la fine dell’anno. Per rendere possibile questa evoluzione, la società è attualmente impegnata nell’ottenere le licenze necessarie per la trasmissione di denaro negli Stati Uniti, un passaggio fondamentale per poter offrire servizi finanziari su larga scala. Musk ha dichiarato di aspettarsi di completare questo processo nei prossimi mesi. L’idea di integrare funzionalità finanziarie avanzate su X non è nuova nel percorso imprenditoriale di Musk. La piattaforma ha infatti ripreso il nome di X.com, il servizio bancario online lanciato durante la prima fase della rivoluzione digitale e successivamente confluito in PayPal. Il progetto prevede l’introduzione di strumenti quali conti di risparmio con rendimenti elevati, carte di debito, assegni e servizi di prestito, con l’intento di consentire trasferimenti di denaro in tempo reale a livello globale. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di trasformare X in un’applicazione universale, seguendo il modello delle cosiddette super app già diffuse in mercati come quello cinese, dove piattaforme multifunzionali integrano servizi di pagamento, commercio e mobilità. Tuttavia, affinché il progetto si realizzi, sarà necessario affrontare sfide significative, tra cui la capacità di conquistare la fiducia degli utenti e dimostrare il valore aggiunto di un sistema finanziario completamente integrato all’interno di un social network. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Int, adesione alla XXI edizione di 'M’illumino di meno' di Rai Radio 2
(Adnkronos) - "Nelle precedenti adesioni alla Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, l’Istituto nazionale tributaristi (Int) invitava le iscritte e gli iscritti ad anticipare la chiusura degli studi il 16 febbraio spegnendo le luci, le apparecchiature elettroniche e limitando il consumo di quelle indispensabili. Cadendo quest'anno il 16 di domenica e gli studi sono chiusi, non ci si limiterà a proporre l'azione per un giorno, ma per tutta la durata di M'illumino di meno di Rai Radio 2, coinvolgendo tributariste e tributaristi non solo nei loro studi ma anche presso le loro abitazioni. Infatti dal 16 al 21 febbraio chiederemo pertanto di limitare, dalle ore 18 il consumo di energia elettrica in studio e a casa". E' quanto si legge in una nota. "Inoltre - continua - inviteremo a chiudere per tutta la settimana mezz'ora prima gli studi, comunicando alla clientela la motivazione: 'Adesione a m'illumino di meno', pertanto come Caterpillar di Rai Radio 2 nella XXI edizione, non ci impegneremo solo il 16 febbraio, Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ma sino a venerdì 21 febbraio. Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno, ha così motivato l’azione comunicativa alla clientela sull’adesione: “Oltre alla riduzione di consumo di energia elettrica in studio e a casa, inviteremo a chiudere mezz’ora prima gli studi, motivando ciò con l’adesione a M’illumino di meno. Ci auguriamo così di coinvolgere anche i nostri assistiti, perché riflettere sul risparmio energetico e sugli stili di vita sostenibili è importante, ma non di meno lo sono anche piccole azioni concrete. Per questo ogni anno ringraziamo la trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2, non solo di farci riflettere sulle problematiche energetiche e di sostenibilità ambientale, ma di stimolarci ad azioni concrete, magari anche piccole azioni, ma che diventerebbero grandi se si trasformassero in un’ abitudine di vita”. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, '10 comandamenti' per ridurre il rischio, arriva il podcast
(Adnkronos) - Fumo, alimentazione, obesità, attività fisica, alcol, inquinati ambientali, esposizione al sole, vaccinazioni raccomandate, screening e visite regolari: sono i '10 comandamenti' al centro del podcast che vuole trasmettere "in modo chiaro le regole fondamentali per ridurre il rischio di sviluppare un tumore, che tutti conosciamo, eppure, chissà perché, difficilmente rispettiamo". In chiave autoironica e informale, ma estremamente competente i conduttori Aureliano Stingi e Fotios Loupakis, biotecnologo e oncologo, intervistano 10 specialisti—uno per ciascun 'comandamento'. L'Oms infatti stima che rispettando queste regole si potrebbe abbattere il rischio della metà. Il podcast "vuole rompere la barriera tra scienziati e cittadini, presentando in modo semplice il perché alcuni comportamenti non dovrebbero essere ignorati. I dieci episodi, ciascuno dedicato a un fattore di rischio e con uno specialista come ospite, puntano i riflettori su ciò che spesso trascuriamo (o ignoriamo volutamente). Tra battute ironiche e dati scientifici, ogni puntata offre spunti pratici e racconta come compiere scelte più sane, nella speranza di rendere un po’ più difficile la vita al cancro. Il podcast è realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Vml health e il contributo non condizionante di Amgen", conclude la nota. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










