Nuove Yamaha Ténéré 700 e Ténéré 700 Rally

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Yamaha presenta a EICMA 2024 le nuove Ténéré 700 e Ténéré 700 Rally.
 La variante Rally si rivolge agli appassionati del fuoristrada e porta con sé non solo una grafica specifica ma anche diversi e importanti aggiornamenti.  La Yamaha Ténéré 700 2025 è stata rivista rispetto alla generazione precedente, in diversi particolari. Il parabrezza è più ampio, nella parte centrale invece, il suo profilo minimal, consente al pilota di avere maggiore spazio soprattutto quando, al fine di distribuire il proprio peso nella guida in fuoristrada, si alza sulle pedane.  Il serbatoio benzina è stato spostato in avanti, ha una capacità di 16 litri e contribuisce a una migliore distribuzione delle masse.  Frontalmente la Ténéré 7000 ha il classico look da “rally tower”, nuovo è il design del faro che si caratterizza da quattro singole unità luminose a LED incorniciate in una struttura di alluminio. Una moto che ha una spiccata predilezione per l’off-road, grazie anche alla ruota anteriore da 21 pollici. La notevole altezza da terra e le sospensioni a lunga escursione, la rendono perfetta per affrontare anche le situazioni più impegnative. Nuovi i paramani in tinta.  La forcella anteriore a steli rovesciati è completamente regolabile in compressione ed estensione, tramite apposite viti poste alla sua estremità superiore. Nuove le piastre di sterzo dotate di morsetto in alluminio forgiato. La corona è in alluminio pressofuso.  La Ténéré 700 Rally è equipaggiata con un mono posteriore in alluminio. Sulla rinnovata Yamaha Ténéré 700 2025 debutta il nuovo cruscotto TFT a colori da 6,3 pollici. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Voge presenta a EICMA 2024 le nuove DS800, Loncin e Bicose

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Voge ritorna a EICMA in grande stile, presentando tre novità che uniscono lo spirito di avventura al divertimento puro che caratterizza l’intera gamma.  La nuova VOGE DS800 Rally è equipaggiata con un motore bicilindrico KEL800 raffreddato a liquido in grado di sprigionare una potenza massima di 93,8 CV. Il serbatoio benzina ha una capacità di 24 litri, il che la rende perfetta per lunghe trasferte e viaggi. Appositamente tarato per affrontare diverse condizioni stradali è il gruppo sospensioni.  La Loncin XWolf1000 MudVersion è l’ultima evoluzione degli ATV di alta gamma.  Monta pneumatici specifici per il fango da 30 pollici e ha un’altezza da terra di ben 343 mm. Le sospensioni sono a doppio braccio, il radiatore è stato posizionato in altro. Cuore del nuovo ATV by Voge è un potente bicilindrico da 100 cavalli con coppia massima di 102 Nm. Presente il differenziale anteriore con funzione di bloccaggio automatico a slittamento limitato e manuale.  Si rivolge a chi ama la natura e vuole rispettare l’ambiente, pur praticando l’off-road. La nuova EF40X ha prestazioni incredibili ed è spinta da un motore elettrico con potenza di picco di 8,6 kW e coppia massima di 390 Nm. Dotata di ammortizzatori anteriori e posteriori completamente regolabili, la Bicose ha un angolo di salita superiore ai 45 gradi. Con il lancio di questi tre nuovi modelli a EICMA 2024,
Voge conferma di voler continuare a produrre prodotti dalle grandi potenzialità, ma che si rivolgono a tutti: “Pure Play, No Limits”. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Jaecoo J7, tecnologia e sicurezza alla portata di tutti

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Jaecoo J7 è il nuovo SUV da segmento C del Gruppo Chery.
 Un modello del tutto nuovo che punta su un equipaggiamento completo ed un listino prezzi invitante per conquistare il pubblico europeo. Il nuovo Jaecoo 7 nasce per essere utilizzato nella guida di tutti i giorni, grazie agli innumerevoli dispositivi di assistenza alla guida che lo rendono maneggevole, pratico e sicuro, ma si rivolge anche a un pubblico che utilizza l’auto per lunghi spostamenti. Lungo 4,50 metri, alto 1,68 metri e largo 1,87 metri, la sua linea colpisce soprattutto per il suo imponente frontale con la grande griglia esagonale a listelli verticali e per i gruppi ottici a LED con grafica pixel. La notevole cura aerodinamica è evidente osservando le fiancate, le maniglie a filo della carrozzeria, rendono la linea della Jaecoo J7, soprattutto nella vita laterale, slanciata e dinamica.  Al centro del portellone posteriore è presente lettering Jaecoo. I terminali di scarico sono invisibili, sapientemente nascosti da un estrattore aria inferiore, la cui funzione è sia stilistica, che aerodinamica.  Entrando nell’abitacolo, a catturare l’attenzione è il grande display del sistema dell’infotainment da 14,8 pollici, orientato verticalmente, e che affianca il quadro strumenti digitale. Al di sotto del display d’infotainment, che si avvale del processore Qualcomm 8155, compatibile con Apple Car Play e Android Auto e integrato con il sistema di telecamere a 360°, sono state posizionate due prese di ricarica wireless.  La dotazione dell’allestimento entry level, che viene offerto solo con la trazione anteriore, è di per sé già valida ed include i cerchi da 19 pollici, i gruppi ottici a LED, i mancorrenti sul tetto, il tetto panoramico apribile, il climatizzatore bi-zona ed i sedili anteriori riscaldabili ed elettrici.  L’Exclusive, con la trazione integrale, aggiunge l’head-up display, il Terrain Selector e l’impianto audio firmato Sony.
 La propulsione è affidata ad un motore 1.6 turbo benzina da 147 CV e 275 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Eleonora Daniele e il libro verità contro i tabù sulla malattia mentale

(Adnkronos) - "Storie di malati mentali, delle loro famiglie e di un sistema che è rimasto a guardare". Eleonora Daniele, giornalista e conduttrice Rai, voce e volto di tante campagne solidali, le mette nel libro 'Ma siamo tutti matti?', edito da Rizzoli. Dieci storie di cronaca raccolte dall'autrice in oltre vent'anni di racconto della società italiana, più l'undicesima. La sua storia, la storia della sua famiglia, quella del fratello Luigi morto una mattina di febbraio a 44 anni in un istituto sanitario di Padova. "Soffriva di autismo, trattato per anni come un matto, senza capire la differenza sostanziale tra malattia mentale e disabilità mentale grave", dichiara Daniele in un'intervista all'Adnkronos Salute. Luigi non ce l'ha fatta, ma "è ancora qui con me e insieme stiamo scrivendo queste pagine", si legge nel capitolo 'La sua mano sulla mia', che apre l'opera.  "E' un libro tosto", dice Daniele. A cominciare dal titolo che "è una chiara provocazione". Siamo tutti matti "intanto perché la parola matto viene usata con troppa leggerezza, in maniera assolutamente sbagliata e discriminatoria. Sulla malattia e la disabilità mentale c'è e persiste un'ignoranza di base e diffusa", riflette l'autrice. E poi siamo tutti matti perché "dopo la legge Basaglia del 1978, in tutti questi anni, il sistema di presa in carico del paziente è stato demandato in toto alle famiglie e questa oggi è diventata un'emergenza sociale". Nell'Italia del post-Covid, nell'era dei social, dell'uso sempre più frequente in ogni piazza d'Italia di sostanze stupefacenti, il disagio latente si amplifica a dismisura ed esplode, analizza Daniele. "E' un'emergenza così evidente, ormai, che se non si fa qualcosa con urgenza si rischia veramente di non riuscire più a salvare nemmeno il salvabile".  E invece "l'idea di salvezza" è la ragione di vita più forte per le famiglie di chi soffre. L'autrice lo spiega quando prova a descrivere la "mancanza costante e continua" che prova per Luigi che non c'è più: "La cosa che mi manca di più è il fatto di non avere avuto il tempo. Perché tu hai un'idea di salvezza, tu familiare vuoi comunque salvare la persona che hai accanto, la vuoi salvare della sofferenza, dal pregiudizio e dallo stigma, dai pensieri cattivi e da tutto il male del mondo, dalle cattiverie delle persone che non capiscono, dall'ignoranza", incalza Daniele. "La vuoi salvare e invece non ti viene permesso farlo. O perché ti manca il tempo o semplicemente perché ti trovi a combattere contro i mulini a vento". Nessuno che riesca ad aiutare davvero chi ami, intorno c'è il vuoto e "tu ti senti perso, solo e abbandonato. Ti senti disperato e vivi in maniera disperata, non dormi la notte". Non ci riesci oppure non puoi, perché "questi malati a volte non ti fanno dormire, a causa della loro malattia passi le notti in bianco. C'è gente che si chiude nelle camere a chiave, per paura o per vergogna. Ma puoi vivere chiuso a chiave per tutta le vita?", domanda l'autrice.  "Di fatto la Basaglia è stata applicata a metà - denuncia - Dovevano essere inserite nel territorio tutta una serie di strutture di presa in carico e di difesa, per gli stessi malati, per i loro familiari e anche per quelli che non li conoscono, che girano per le strade e devono poterlo fare in tranquillità e in sicurezza. Tutto questo non è successo" e Daniele lo sa perché ne ha sperimentato "i danni emotivi", i traumi che feriscono i parenti tanto quanto i "danni effettivi" subiti dai malati. "Sono la più giovane di 4 figli", ricorda. "Due sorelle più grandi, poi Luigi e dopo 6 anni io. Nella mia infanzia ho vissuto la sua adolescenza come una madre, perché mia mamma lavorava e le mie sorelle erano già fuori casa. Da bambina mi sono trovata ad affrontare il momento più difficile di mio fratello, quello in cui non era più bambino e tu non sai più come fare, perché un bimbo più o meno lo gestisci, mentre un ragazzo grande e grosso no". Dopo un periodo in un ospedale psichiatrico di Padova - un posto che gli occhi di Eleonora bambina guardavano senza capire "cosa c'entrasse Luigi lì, perché dovesse stare in mezzo ai matti", scrive nel libro - il fratello dell'autrice tornò a casa fino a quando i genitori furono costretti a prendere "la decisione più sofferta", quella di trasferirlo in un istituto di Treviso. Fu "un taglio vertiginoso" eppure "non c'era più via di scampo né soluzione, gli attacchi aggressivi erano diventati ormai all'ordine del giorno e mio padre non riusciva più a trattenere l'impeto fisico di un ragazzone di vent'anni che aveva troppe crisi, autolesionistiche e non", continua il testo. "Nemmeno quel luogo c'entrava nulla" con Luigi, però con il passare dei giorni, dei mesi e degli anni "lui pian piano capì che quella era la sua nuova vita e quel posto la sua nuova casa". Insomma "sembrava tutto filasse liscio, ma avevamo sulla testa una legge tale per cui i disabili ricoverati in Rsa o strutture paraospedaliere dovevano essere ricondotti in residenze appartenenti al nucleo del comune di nascita". Così Luigi tornò "a Padova in un istituto più grande, con più strutture sanitarie per la cura e la logopedia". Di nuovo una speranza, invece fu quello "l'inizio della fine". Il 17 febbraio 2015 Luigi morì.  "In quell'istante provai il dolore più forte della mia vita, urlai senza fermarmi, sprofondata in un burrone dal quale ancora non sono risalita", mette nero su bianco l'autrice. E a voce lo ripete: "Tutto questo ha avuto chiaramente un impatto pesantissimo su di me e oggi la mia vita è dedicata anche a questo", a far sì che le cose possano cambiare. "La presa in carico di mio fratello, e oggi lo dico con grande consapevolezza, è stata traumatica - confida Daniele - per lui e per tutta la famiglia, perché già al tempo non c'erano strutture per i disabili mentali" e "negli anni la situazione è persino peggiorata". Per le persone con disabilità e per quelle con psicosi o che arrivano a commettere atti criminali: "Ci sono madri e padri che si trovano costretti a denunciare i figli e che nonostante tutto ce li hanno in casa. Ci sono situazioni in cui non scattano i codici rossi, donne come Rosa Maria Scorese stalkerizzata dall'assassino della sorella". Intanto "le Rems sono tutte piene, non ci sono posti e i pazienti psichiatrici sono nelle case". Mentre gli istituti che dovrebbero occuparsi delle persone con disabilità mentale "magari le ricoverano, ma raramente le recuperano e la differenza è netta".  "Chiedo ancora una volta: come è stata applicata la legge Basaglia?", insiste l'autrice. "Servono strutture a cui le famiglie si possano appoggiare, perché oggi le strutture sono pochissime e le famiglie restano abbandonate. Questa è la verità, questo è quello che raccontano tutti i familiari e questo è il dramma al quale voglio dare voce. Perché quando tratto certe storie lo faccio non da giornalista, ma da familiare, in questi problemi mi riconosco. Anche quando si parla di pazienti con malattie mentali gravissime o di assassini, che non c'entrano nulla con i disabili mentali" com'era Luigi, "i problemi assistenziali e le difficoltà di relazionarsi con le istituzioni competenti sono gli stessi e si stanno aggravando", avverte Daniele. "Questo discorso lo faccio perché vorrei essere costruttiva - precisa - dare il mio contributo a un sistema che però va rivoluzionato e ripensato". La prima dedica dell'autrice è "ai nostri figli, affinché possano vivere in un mondo più sano". La seconda è "per Barbara Capovani, la giovane psichiatra che nell'aprile 2023 a Pisa è stata vittima di un femminicidio avvenuto per mano di un paziente psichiatrico. E qui si apre tutta la voragine delle violenze ai medici, dei giovani che certe professioni non le vogliono più nemmeno fare perché vengono aggrediti o comunque sono a rischio, in una situazione di costante pericolo perché chi dovrebbe essere preso in carico cammina per le strade". Daniele vuole "dare voce a queste persone e alle famiglie dei pazienti, che non hanno voce e che si isolano perché di malattie mentali non si può parlare. Voglio sfregiare questo tabù, gettarlo in pasto ai lupi" e lenire tanto dolore. "Nonostante lo abbia messo sotto la brace, il mio rimane rovente", confessa. "Mio fratello lo vivo tutti i giorni, è una presenza costante nella mia vita", assicura la sorella. "Non posso lasciare la sua mano, perché lui mi sta ancora accompagnando", scrive nel libro. "La sua mano mi stringe e il suo sorriso mi infonde, nonostante tutto, la voglia di lottare". Ecco perché Luigi "non è morto. Mi sta accompagnando per stravolgere le cose, tenendosi in equilibrio tra cielo e terra. Servono coraggio e determinazione per spaccare un macigno che continua a roteare all'infinito schiacciando vite umane e i loro diritti. Servono nuove idee per ripensare la malattia mentale dentro un sistema di vita efficace che diminuisca sofferenza e faccia filtrare luce ove l'oscurità ci ha inghiottiti. Affinché la morte di ogni nostro familiare abbia un senso e la dignità di essere ricordata, io lotto". Il primo grazie è quello di Simone Cristicchi che di 'Ma siamo tutti matti?' firma la prefazione: "Le storie che ci racconti - scrive il cantautore che ha portato gli ospedali psichiatrici sul palco di Sanremo vincendo il festival nel 2007 con il brano 'Ti regalerò una rosa' - serviranno per vincere quel silenzio complice e ridare una dignità a chi è stato travolto, prima dall'uragano del destino e poi dalla cattiveria degli uomini. Saranno storie per debellare il virus più nefasto dei nostri tempi: l'indifferenza. Saranno specchi per guardarsi nell'altro, perché, come diceva qualcuno, 'da vicino nessuno è normale'". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, Inps-Conferenza collegi di merito:

(Adnkronos) - L’Istituto nazionale di previdenza sociale, Inps e la Conferenza dei Collegi universitari di merito, che riunisce i 57 collegi di merito riconosciuti dal ministero dell’Università e della Ricerca, hanno sottolineato la necessità strategica di mantenere e potenziare le risorse a favore del diritto allo studio, in particolare per gli studenti con risorse economiche più contenute che vogliono accedere ai percorsi universitari. Il messaggio è emerso nell’incontro odierno 'Investire nel talento', tenutosi nella sede romana di Inps a palazzo Wedekind, che ha visto la partecipazione di Gabriele Fava, presidente dell’Inps, Carla Bisleri, presidente della Conferenza dei collegi universitari di merito, Cristina Rossello, deputata e consigliere del ministro dell’Università e della Ricerca, Alessandro Cattaneo, Valeria Vittimberga, direttore generale di Inps, e Giorgio Fiorino, direttore centrale credito, welfare e strutture sociali di Inps. I lavori sono stati aperti da Diego De Felice, direttore centrale della comunicazione dell’Inps. All’evento sono inoltre intervenuti 6 giovani professionisti che hanno beneficiato di borse di studio di Inps per frequentare i collegi di merito e, dopo la laurea, hanno intrapreso brillanti carriere professionali in diversi settori e Paesi. Negli ultimi 10 anni Inps ha finanziato oltre 12.000 borse di studio per studenti universitari che frequentano i Collegi di Merito. La Conferenza dei collegi universitari di merito sostiene ogni anno, anche grazie a enti come Inps e Fondazione Enpam e al supporto del Ministero dell’Università e della Ricerca, oltre 3.000 borse di studio che coprono dal 30 al 70% delle spese dei 4500 studenti che vivono e studiano nei Collegi. I Collegi di merito sono enti-non profit in cui gli studenti accedono per merito scolastico indipendentemente dal reddito. Riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, i Collegi sono parte del sistema nazionale di diritto allo studio. “Il diritto allo studio e l’accesso dei giovani alle opportunità di formazione sono strategici per il futuro del Paese e devono rimanere una priorità indiscutibile anche a fronte delle difficoltà imposte dall’attuale situazione economica e dei rigidi criteri della legge di bilancio”, ha osservato Carla Bisleri presidente della Conferenza dei collegi universitari di merito. “L’auspicio è che lo sforzo del Ministero dell’Università e della Ricerca di reperire maggiori risorse per borse di studio e realizzazione di nuovi alloggi sia sostenuto da tutte le forze di Governo e possa concretizzarsi nell’immediato e nel prossimo futuro. In tal senso, ritengo che un’ancora più forte collaborazione tra aziende, istituzioni pubbliche ed enti no profit attivi sul territorio possa favorire investimenti più ingenti sulle aspirazioni dei giovani, per coltivare il merito, un’idea che valorizza il loro talento e impegno”, ha continuato.  “Faccio i complimenti a tutti, ma in particolare alla Presidente Bisleri che ha ripreso la linea su cui stiamo andando avanti fermamente fin dal nostro insediamento: investire nei giovani e nel loro talento.” ha dichiarato il presidente dell’Inps, Gabriele Fava e rivolgendosi direttamente ai giovani in sala: “Il nostro futuro siete voi. Il nostro Paese ha bisogno di voi, ma non abbandonateci. I collegi di merito raccolgono la passione in ciò che si fa, il credere in sé stessi, sono l’incubatore che fa da cerniera armonica tra voi e il mondo del lavoro. L’Istituto investe molto in borse di studio, perché abbiamo bisogno di formare le future generazioni, il nostro booster verso il futuro. L'Inps c’è e ci sarà sempre perché crede nella forza motrice dei giovani.” Cristina Rossello, deputato e consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca, ha evidenziato come “nel corso degli anni, l’Inps abbia garantito, non solo a parole, ma attraverso contenuti concreti, un aiuto economico che è stato di sostegno per offrire nuove opportunità ai talenti. La nostra generazione è stata più fortunata: la nostra formazione si è basata sul risparmio dei nostri padri e delle nostre madri. Oggi l’aiuto generazionale e famigliare, soprattutto in alcune aree del Paese, purtroppo viene meno. Proprio per questo, oggi i dati forniti dall’Inps parlano chiaro: grazie a queste borse di studio migliaia di giovani hanno potuto espandere le proprie conoscenze, abilità e accrescere il proprio talento”.  All’incontro è intervenuto anche l’onorevole Alessandro Cattaneo: “Faccio i complimenti a Inps per queste iniziative e faccio un appello anche ai privati affinché investano nel comparto della formazione e delle borse di studio a favore dei talenti. Voi siete ragazzi talentuosi, ma voglio anche richiamare il senso del dovere e la necessità di assumersi l’impegno futuro di essere classe dirigente del Paese, leader nel proprio settore che non perde mai la voglia e la passione di restituire ciò che si è ricevuti dalla propria collettività.” Per il direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga “il nostro Istituto nasce come ente previdenziale, quindi legato all’età d’argento, ma è sempre più vicino ai giovani come in quest’occasione. Con un pezzettino dei nostri sforzi, siamo orgogliosi di rendere un servizio al Paese, attraverso i ragazzi e le ragazze dei Collegi di Merito. L’Istituto, attraverso la direzione centrale credito, welfare e strutture sociali, si occupa di una serie di iniziative, dal lavoro all’istruzione. Il “Fondo credito”, a cui contribuiscono su base volontaria i dipendenti pubblici senza gravare alle casse dello Stato, è un fondo flessibile, che si adatta ai bisogni della società: dalle colonie si è arrivati a prestazioni più all’avanguardia come quella di oggi che punta a premiare l’eccellenza nello studio. Non possiamo dimenticare i convitti di proprietà dell’Istituto, dove fin dall’età della scuola secondaria di secondo grado gli studenti vengono educati. L’Inps finanzia master universitari di i e ii livello in ogni campo ed è tra i primi contributori dei dottorati di ricerca in Italia. Il nostro Paese dà opportunità a chi è preparato, a chi sa coglierle e speriamo che gli studenti dei Collegi di Merito potranno restituire all’Italia ciò che hanno ricevuto”.  Tra i temi toccati nell’incontro 'Investire nel talento' promosso oggi a Roma dalla Conferenza dei collegi universitari di merito e dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, il valore della formazione universitaria e del sostegno al diritto allo studio come “ascensori sociali” capaci di aprire opportunità professionali ai giovani indipendentemente dalla loro estrazione famigliare e sociale e dalle disponibilità economiche. Nell’evento odierno 6 giovani professionisti che hanno beneficiato negli anni scorsi di borse di studio di Inps per frequentare i collegi di merito hanno raccontato come questa esperienza abbia favorito le loro carriere professionali. Il 43% degli studenti dei collegi non ha genitori laureati, contro il 37% della media nazionale (elaborazione The European House – Ambrosetti su dati Oecd, 2020). Sono intervenuti Francesco Giallombardo, esperto in servizi di facilitazione digitale, Leonardo Cicala, consulente in gestione patrimoniale, Simona Cavasio, consulente legale a Londra nel settore bancario, Irene Palma, esperta in amministrazione e finanza, Simona Pace, chimica ed esperta nel settore dei materiali e Raffaele Cirillo, ingegnere nell’ambito delle telecomunicazioni satellitari. I Collegi universitari di merito sono enti non profit in cui gli studenti iscritti alle università, oltre a usufruire di vitto e alloggio, seguono un percorso formativo di eccellenza, parallelo agli studi universitari e orientato allo sviluppo di soft skills, alla preparazione del mondo del lavoro e alla mobilità internazionale. Il 97,5% degli studenti dei Collegi universitari di merito trova lavoro a un anno dal conseguimento della laurea, il 95,3% si laurea nei tempi previsti dal proprio corso di studi. Nei Collegi di Merito, inoltre, gli studenti vivono in una "community" internazionale che li stimola nelle relazioni e nella crescita, e ricevono supporto per l'orientamento, con una particolare attenzione al loro benessere mentale. Degli 1,9 milioni di studenti universitari in Italia, circa 450.000 vivono fuori sede a fronte di 50.000 posti attualmente disponibili in studentati e residenze universitarie e con costi crescenti per affitti e consumi nelle grandi città universitarie. Le iscrizioni alle università sono rimaste stabili nell’ultimo decennio (+0,1% tra il 2012 e il 2022), con un aumento significativo di accessi agli atenei telematici (+410,9%). ---lavoro/previdenzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ecomondo 2024: innovazione e transizione ecologica a Rimini

(Adnkronos) - Ecomondo 2024 si conferma punto di riferimento essenziale per chi opera nel settore dell'innovazione ambientale e tecnologica, consolidando il suo posto come leader nella promozione della sostenibilità. “Siamo alla nuova edizione di Ecomondo 2024 qui nel quartiere fieristico di Rimini” - così esordisce il presidente dell'ANGI Gabriele Ferrieri - “Come Associazione Nazionale Giovani Innovatori siamo lieti di essere Main partner e co-promotori dell'Innovation District e dell'area Start-up al fianco di Italian Exhibition Group e dei nostri compagni di viaggio del Ministero degli Esteri, dell'Agenzia ICE, del Consorzio ART-ER e Fondazione Giuseppina Mai. Più di 140 startup si sono candidate nella call promossa nelle settimane scorse, a dimostrazione di come l'ecosistema innovazione sia particolarmente sensibile alla transizione ecologica e digitale.
 

 
Ecomondo con le istituzioni intervenute, tra cui la presenza e intervento del Ministro Pichetto Fratin, ha rilanciato quel partenariato pubblico e privato fondamentale per sviluppare la crescita del nostro territorio e dell'ecosistema Paese all'insegna dell'innovazione e del digitale. Il contesto internazionale ha positivamente apprezzato la leadership che Ecomondo rappresenta, come dimostrato dalle numerose delegazioni estere, le quali ci ricordano il valore del Made in Italy e l'opportunità di attrarre maggiori investimenti per l'Italia al fine di sostenere la crescita della nostra economia a sostegno delle imprese e delle future generazioni. Come ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori siamo onorati di vivere questo percorso da protagonisti al fianco di IEG, delle istituzioni e del gotha delle imprese e delle corporate internazionali”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Design, Belladonna (LoveLight39): "Artigianalità e innovazione per prodotti arredo ceramica unici"

(Adnkronos) - Radici italiane ed esperienza internazionale per un imprenditore visionario: sono questi i tratti principali che contraddistinguono Sante Belladonna, fondatore e presidente di LoveLight39, InCeramica e ViaRoma Ceramiche. Dopo una lunga carriera all’estero, nel 2022 torna in Italia e nel 2023 dà vita a LoveLight39, una proposta diversa nel mondo delle maxi lastre in grès porcellanato, innovative e completamente fatte a mano. Un progetto audace cosi come è colui che l’ha pensato. "Sono stato fortunato - racconta in un'intervista a Adnkronos/Labitalia - a nascere in una famiglia di imprenditori, dove ho potuto unire la tradizione con la mia visione innovativa e sperimentale. La mia determinazione e apertura a nuove idee mi hanno portato a cercare continuamente le migliori innovazioni nel settore dell’arredo ceramico. Ho iniziato il mio percorso lavorando nelle principali capitali del design, ma è stata la Cina a segnare una svolta significativa con la fondazione della mia prima azienda di superfici ceramiche. Forte dell’esperienza acquisita in giro per il mondo, nel 2022 ho portato le mie conoscenze a Milano con la creazione di InCeramica. Nel 2023 nasce LoveLight39, un brand che unisce lusso, arte e design, elevando il grès porcellanato a una forma d’arte".  "Dopo anni di esperienza nel settore ceramico e lavorando nelle principali capitali del design, ho sentito l’esigenza di creare un marchio che unisse lusso, arte e design. Nel 2023, ho dato vita a LoveLight39 per trasformare il grès porcellanato in una forma d’arte, creando ambienti unici. 'Love' rappresenta il mio amore per il materiale ceramico e l'artigianalità; 'Light' simboleggia la creatività e l'innovazione; e '39' è un omaggio all'Italia. Insieme, questi elementi raccontano la mia storia di passione e dedizione nel creare prodotti unici", spiega. Ceramiche uniche nel loro genere frutto di una particolare lavorazione. "Il processo produttivo di LoveLight39 - sottolinea - è un esempio di perfetta integrazione tra tradizione e innovazione. Le nostre superfici ceramiche sono lavorate attraverso una combinazione di tecniche digitali e manuali, che variano a seconda della decorazione. Utilizziamo grandi lastre di gres porcellanato (120x280x6) come tela bianca per designer e artisti, permettendo loro di esprimere la propria creatività. Una volta decorati, i pannelli vengono cotti fissando i disegni e mantenendo le caratteristiche tecniche del grès. Questo approccio ci consente di offrire prodotti unici e di alta qualità, che uniscono estetica e funzionalità".  Un prodotto che coniuga arte, design, made in Italy e artigianalità. "Arte, design, made in Italy e artigianalità sono le pietre miliari che definiscono l'essenza stessa di LoveLight39. Affrontare questa sfida significa abbracciare una filosofia che valorizza la qualità, la creatività e l'innovazione. La nostra missione è quella di unire la tradizione artigianale italiana con l'eleganza del design contemporaneo, creando prodotti che rispecchiano l'eccellenza del made in Italy. Ogni pezzo è una testimonianza del nostro impegno nel preservare l'arte dell'artigianato, arricchita da tecniche moderne e visioni audaci. Siamo determinati a trasformare ogni superficie ceramica in un'opera d'arte, portando bellezza e ispirazione nei luoghi della vita quotidiana. È una sfida impegnativa, ma è anche ciò che ci spinge a superare continuamente i nostri limiti, offrendo prodotti che sono non solo funzionali ma anche emozionalmente risonanti", assicura.  Una delle capsule è firmata dall’archistar Simone Micheli, 'Urban Garden' e già si pensa ad ampliare le collaborazioni con architetti famosi. "Ampliare le collaborazioni con architetti di fama internazionale - afferma Belladonna - è una delle nostre priorità strategiche. Credo fermamente che il dialogo creativo con i grandi nomi dell'architettura possa portare a nuove soluzioni estetiche e funzionali, arricchendo ulteriormente il nostro portafoglio di prodotti. Questo ci permette di innovare continuamente e di offrire soluzioni uniche e su misura per una clientela esigente, mantenendo sempre al centro i valori di artigianalità, design e made in Italy che contraddistinguono LoveLight39". Per quanto riguarda la clientela di riferimento, il prodotto LoveLight39 "si rivolge a un pubblico ampio e diversificato, abbracciando sia il mercato B2B che B2C", dice. "Collaboriamo strettamente con contractor, operatori nel settore immobiliare, architetti e designer, offrendo loro soluzioni artistiche di altissimo livello, che valorizzano ogni progetto con un tocco di eleganza e innovazione. Parallelamente, ci rivolgiamo a una clientela esclusiva composta da appassionati di arte, moda e design. Questi clienti cercano prodotti unici, dal forte impatto visivo e culturale, che rispecchiano il loro gusto per l'eleganza e il lusso", aggiunge.  Ambizioso anche l'obiettivo dei mercati target. "Nonostante la nostra recente nascita, LoveLight39 ha in corso importanti progetti nel mondo del design e dell'arte. Tra gli obiettivi principali c'è l'espansione internazionale. Abbiamo un'attenzione particolare per Londra e Parigi, dove siamo in fase avanzata per uno shop in shop. Vogliamo accrescere la nostra visibilità nel Far East, Middle East, West Coast e East Coast. Questo approccio ci permetterà di portare l’eccellenza e l’innovazione del made in Italy in nuove aree geografiche", annuncia. Mentre come showroom, ricorda Belladonna, "al momento siamo presenti nel cuore pulsante di Milano con la Gallery di LoveLight39 e a breve con lo shop in shop a Parigi; stiamo, inoltre, ultimando i lavori per l'apertura dello showroom InCeramica, brand a retail del Gruppo, che aprirà i battenti a Milano a fine gennaio 2025". "Stiamo lavorando perché nel corso dei prossimi uno o due anni - fa notare - LoveLight39 emerga come un punto di riferimento nel settore dell'arredo ceramico di lusso. Siamo convinti che il nostro brand non sarà soltanto sinonimo di eccellenza dei prodotti, ma diventerà anche un faro di innovazione e una guida nelle tendenze del design. Il nostro impegno costante verso l'arte, il design e la qualità artigianale è il motore che ci spinge a superare ogni aspettativa, portando avanti una visione audace che ci permette di trasformare la nostra passione in creazioni senza tempo". "Per me, la ceramica - confessa Belladonna - è molto più che un semplice materiale: è una tela viva, intrisa di storie e possibilità infinite. Come imprenditore, vedo la ceramica come un mezzo attraverso cui la creatività può fluire liberamente, plasmando spazi che parlano al cuore e alla mente. Ogni lastra è un pezzo unico, una sinfonia di tecnica e immaginazione che risponde alle esigenze funzionali senza rinunciare alla bellezza". "Nel mio lavoro, la ceramica diventa un complice fedele, capace di trasformare l’ordinario in straordinario e di aggiungere anima e carattere agli spazi e arricchire l’esperienza umana", conclude.    ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Crisi automotive non ferma opportunità di lavoro per professionisti leasing e noleggio

(Adnkronos) - Nonostante l’intero comparto auto, in tutta Europa, si confermi in grande sofferenza, non mancano alcune interessanti opportunità legate alle nuove formule di utilizzo delle automobili, leasing e noleggio. “Gli ultimi dati – precisa Gaetano Lidonnici, area manager di Hunters Group, società di ricerca e personale qualificato – parlano chiaro: -22% di produzione a livello europeo, sempre meno immatricolazioni ed elettrico ancora fermo al palo. Nelle ultime settimane, tutti abbiamo letto notizie che hanno reso sempre più evidente la crisi che ha colpito il settore dell’auto in Italia e all’estero e che ha portato, forse per la prima volta, a fermare interi stabilimenti. C’è, tuttavia, un mercato, collegato a questo, che sembra risentire molto meno della crisi e che, anzi, sta vivendo un momento florido e ricco di opportunità professionali: quello del leasing e del noleggio che, dai dati elaborati dal nostro osservatorio, segna una leggera crescita rispetto all’anno precedente”. Nel settore leasing e noleggio auto si registrano opportunità per commerciali, accettatori di officina, tecnici di diagnosi e meccanici. Il consulente - commerciale noleggio si occupa di sviluppare il portfolio clienti proponendo ad aziende e privati soluzioni di mobilità per il proprio parco autovetture e veicoli commerciali con noleggio; svolge, inoltre, attività di new business sul territorio di sua competenza o online. La retribuzione per questo professionista si attesta intorno ai 30.000 euro lordi all’anno, a cui si aggiungono solitamente le provvigioni. L'accettatore di officina accoglie il cliente e il suo veicolo effettuando un’ispezione al fine di valutare lo stato del mezzo e concordare eventuali interventi di riparazione meccanica, di carrozzeria e di elettronica. Deve dunque mantenere una costante interazione con l’officina e tutto lo staff tecnico per un efficiente smistamento delle auto e per una gestione corretta del flusso di lavoro. La Ral media di aggira intorno ai 28.000 euro. Il tecnico di diagnosi è responsabile della gestione delle problematiche elettriche ed elettroniche dei veicoli, dalla comparsa del problema fino alla risoluzione. Effettua l’analisi delle anomalie e dei guasti, monitorando casistiche e database. La retribuzione annua lorda è di circa 30.000 euro. Il meccanico: esegue la manutenzione, programmata e non, diagnosticando e risolvendo problematiche su telaio, carrozzeria e parti meccaniche. La RAL indicativa si attesta intorno ai 30.000 euro. Per i consulenti di vendita la mansione principale consiste nell’accogliere in concessionario il cliente guidandolo nella scelta del mezzo più adatto in base a necessità ed esigenze specifiche. Deve possedere una solida conoscenza del settore automobilistico e aggiornarsi costantemente sui nuovi modelli presenti sul mercato comprendendone il funzionamento meccanico e sviluppando tecniche di vendita e comunicazione persuasiva. La retribuzione per questo professionista si attesta intorno ai 30.000 euro lordi all’anno, a cui si aggiungono le provvigioni. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Telemedicina, accordo Regione Puglia e Novartis per migliore gestione cronicità

(Adnkronos) - Regione Puglia e Novartis Italia uniscono le forze per avviare un progetto finalizzato a migliorare la gestione delle cronicità sul territorio, attraverso l’ottimizzazione dei percorsi organizzativi e facendo leva sulle potenzialità offerte dalla tecnologia. Il protocollo si aggiunge al percorso sinergico già avviato con il Progetto Hermes, volto al potenziamento della gestione digitale dei pazienti cronici pugliesi grazie alla telemedicina con oltre 630 tele-visite organizzate tra il 2022 e 2023. Circa il 13% dei cittadini pugliesi convive con una malattia cronica, in cui rientrano anche i tumori, con circa il 2,5% costretti a fare i conti con due o più patologie croniche. Questi dati significativi - spiega una nota - sono destinati a crescere anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. La Regione Puglia è da sempre in prima linea nel rispondere ai bisogni assistenziali e di cura delle persone con cronicità, anche attraverso le opportunità offerte dalla tecnologia. In questa prospettiva nasce la condivisione di un progetto nell’ambito del protocollo siglato da Regione Puglia e Novartis Italia, per migliorare la gestione dei pazienti cronici sul territorio regionale. Il progetto si concentrerà sull’ottimizzazione dei percorsi per i pazienti con particolare attenzione alla continuità assistenziale ospedale-territorio e sulle potenzialità offerte dalla tecnologia, in particolare dalla telemedicina, già al centro del progetto Hermes che ha visto la condivisione di una sperimentazione tra la Regione Puglia e Novartis Italia per potenziare la gestione digitale de pazienti cronici. “Garantire una risposta concreta ai bisogni dei pazienti cronici è una delle priorità della nostra amministrazione - afferma vicepresidente della Regione Puglia e neo-assessore alla Salute, Raffaele Piemontese - con l’impegno di risorse tecnologiche e competenze condivise, intendiamo rendere più accessibile e vicina l’assistenza sanitaria ai cittadini. Il nostro obiettivo è che, grazie a modelli assistenziali moderni come la telemedicina, il paziente pugliese possa contare su un sistema di cure efficace, rapido e monitorabile in ogni fase del percorso”. A tale proposito, “la sinergia di tutti gli attori del sistema salute – osserva Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia – è fondamentale per dare risposte efficaci alle sfide poste dalla cronicità e migliorare la presa in carico dei pazienti cronici, anche attraverso l'utilizzo della tecnologia. Ed è proprio in questo senso che si inserisce l’impegno di Novartis ad agire al fianco della Regione Puglia. Una collaborazione che vede aggiungersi un nuovo e significativo tassello per reimmaginare la sanità del futuro mettendo a fattore comune le rispettive competenze tecniche e scientifiche”.  Guidato da un tavolo di lavoro regionale, il progetto Hermes ha portato alla co-ideazione di un modello operativo digitale e quindi di un ‘percorso paziente’ digitalizzato che è stato implementato come progetto pilota nelle Unità operative di riferimento dell’Aou Policlinico di Bari e dell’Aou Policlinico di Foggia. Dall’avvio del progetto – tra il 2022 e il 2023 – sono state effettuate complessivamente oltre 630 tele-visite nel Policlinico di Bari in neurologia, reumatologia e medicina interna. Il progetto Hermes si inserisce nell’impegno della Regione Puglia per sperimentare le potenzialità del digitale in ambito sanitario attraverso l’implementazione di modelli innovativi nell’ambito delle patologie croniche e mette al centro il paziente in tutte le fasi della malattia, dallo screening al follow-up, garantendo così anche continuità e prossimità di cura. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Migranti, Inca Cgil: "Sconcertante esclusione Patronati da invio domande Decreto flussi 2025"

(Adnkronos) - "È sconcertante che per scoraggiare la regolarizzazione degli immigrati nel nostro Paese, il Governo usi ogni mezzo pur di raggiungere il risultato. È quanto afferma Inca, dopo aver verificato che l’accesso al Portale Ali per inoltrare le domande di nulla osta al lavoro per i cittadini stranieri era precluso ai Patronati. Ad una richiesta di chiarimento rivolta ai Ministeri dell’Interno e del Lavoro, è seguita una nota tecnica nella quale si specificava che gli Istituti di Patronato non figuravano più nell’elenco dei soggetti autorizzati, disattendendo quanto è esplicitamente previsto dal protocollo firmato nel 2007 tra il Ministero dell’Interno e della Solidarietà sociale, da una parte, e gli Istituti di Patronato dall’altra, tutt’ora in vigore. Protocollo da ritenersi tacitamente rinnovato anche per quest’anno, considerando che nessun preavviso di disdetta è stato notificato, come previsto all’articolo 5 del documento". E' quanto denuncia in una nota il Patronato Inca Cgil facendo riferimento al decreto Flussi 2025.  "Con questa grave scelta, confermata in data odierna nel corso di un incontro richiesto dal Ce.Pa al Ministero dell’Interno e svoltosi anche alla presenza del Ministero del Lavoro, il Governo si rende responsabile dell’interruzione dell’attività di assistenza gratuita dei Patronati, garantita negli ultimi 16 anni applicando correttamente le disposizioni contenute in ogni decreto flussi", spiega ancora il Patronato.  "Un atto di arroganza, ancor più inquietante considerando come la decisione miri ad ostacolare solo il lavoro di coloro che offrono gratuitamente il servizio privilegiando invece l’attività privata da parte dei consulenti del lavoro e delle categorie di rappresentanza dei datori di lavoro (inclusi nell’elenco), che potrebbero richiedere un corrispettivo in denaro per la prestazione", attacca ancora il Patronato. “Mentre il fabbisogno di manodopera straniera da parte delle imprese si fa incessante, il Governo pensa di colpire i Patronati, che in tutti questi anni si sono mostrati alleati affidabili della Pubblica amministrazione per favorire i flussi migratori regolari nel rispetto delle disposizioni di legge nazionali", commenta Michele Pagliaro, presidente di Inca. "Ancora una volta sono gli ultimi, le persone più fragili, a essere colpite: un Governo che dice di combattere l’immigrazione irregolare e lo sfruttamento del lavoro sommerso, così di fatto incoraggia tali fenomeni”, conclude.  ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)