Jeep consolida la sua leadership sul mercato

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Jeep si conferma un brand, dal punto di vista commerciale, in forte ascesa in Italia.  Nel mese di novembre 2024, ha conseguito risultati commerciali eccellenti. Jeep consolida così la sua posizione di leadership nel segmento dei B-SUV.  Secondo i dati forniti da Dataforce, nel mese di novembre il Marchio specializzato nel fuoristrada, ha conseguito un ulteriore balzo in avanti in termini di unità consegnate.  La Avenger è il SUV più venduto nei primi undici mesi dell’anno e anche nel segmento dei B-SUV elettrici, si posiziona tra i modelli più richiesti.  L’attuale gamma Jeep comprende quattro diverse tipologie di alimentazione: • 100% elettrico  • 1.2 benzina da 100 CV • e-Hybrid con cambio automatico • 4xe a trazione integrale.  La The Nord Face Edition è realizzata in 4.806 unità e celebra l’altezza del Monte Bianco. Si caratterizza per esclusive finiture Summit Gold e motivi topografici, completa è la sua dotazione che include anche avanzate tecnologie di assistenza alla guida.  L’alimentazione 4xe è disponibile anche sui modelli Compass, Wrangler e Grand Cherokee. La possibilità di ricarica alla spina consente una notevole libertà di spostamento ma anche di attraversare zone a traffico limitato e ZTL, grazie alla possibilità di marciare in modalità full electric. La Renegade è prodotta presso lo stabilimento di Melfi e si conferma, con la versione 4xe, tra i SUV ibridi plug-in più venduti a partire dal mese di gennaio 2024. Probabile, vista la mole degli ordini, che concluda l’anno mantenendo una posizione al vertice all’interno del suo segmento di mercato. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Jaguar Type 00, un concept spettacolare

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Jaguar continua nel suo percorso di crescita e cambiamento. Dopo il recente lancio della nuova visual identity, è tempo per il Marchio inglese, di presentare un’anteprima di quello che accadrà all’interno della sua gamma a partire dal 2025.  Con il lancio della Type 00, nome storico per il Brand made in UK, il Costruttore anticipa ciò che accadrà nei prossimi anni all’interno della sua gamma.  Una linea del tetto spiovente, un cofano motore lungo, cerchi da 23 pollici e totale assenza del lunotto posteriore, la Type 00 è un concept innovativo, perché pur essendo completamente elettrico, ribalta gli attuali concetti stilistici delle auto a zero emissioni.  Nel corso del 2025 arriveranno diversi modelli Jaguar a zero emissioni. La prima EV che vedrà la luce sarà una GranTurismo, una quattro porte con le sembianze di una fastback, capace di percorrere fino a 770 km con un solo pieno di energia e di un’autonomia di oltre 320 km nel ciclo WLTP con soli 15 minuti di ricarica.  Bella, originale ma anche ricercata. Il logo Jaguar sarà ricavato dal pieno da una lastra di ottone, materiale che sarà presente anche su plancia e portiere.  
Gerry McGovern OBE, Chief Creative Officer di JLR, ha dichiarato: "La Type 00 è una pura espressione della nuova filosofia creativa di Jaguar. Ha una presenza inconfondibile. È il risultato di un pensiero creativo coraggioso e senza vincoli e di una determinazione incrollabile. È la nostra prima manifestazione fisica e la prima componente di una nuova famiglia di Jaguar che sarà diversa da qualsiasi cosa abbiate mai visto. Una visione che mira al più alto livello di impegno artistico".
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BMW R 12 S, nel segno della R 90 S

(Adnkronos) - La nuova BMW R 12 S rende omaggio alla storica antenata, la R 90 S.  Una nuda vincente, la R 90 S nel 1976 ha trionfato al Production TT sull’Isola di Man con i piloti Hans-Otto Butenuth e Helmut Dahne. Anche nella prestigiosa 200 Miglia di Daytona, la naked tedesca ha ottenuto una storica vittoria, conquistando per la prima volta l’AMA Superbike con Steve McLaughlin. Oggi, la BMW R 12 S nasce sulla base della R nineT, divenendo un autentico oggetto d’arte in movimento.  Una moto retrò autentica, pura, sportiva, che riporta alla mente, grazie alla presenza di diversi particolari, tante soluzioni innovative che debuttarono con il lancio della R 90 S, a cominciare dal manubrio carenato.  Superfici in alluminio spazzolato e laccato trasparente del serbatoio, sella con gobba, cupolino di piccole dimensioni e finiture rosse per diversi particolari della rastremata carenatura.  Anche i cerchi a raggi in alluminio anodizzato lucido sono un chiaro richiamo al passato, manubrio e foderi forcella sono total black, finitura che riveste anche i coperchi delle teste cilindro.  Nel Pacchetto Comfort proposto da BMW Motorrad, sono compresi diversi sistemi utili, tra cui l’assistente alla partenza in salita, le manopole riscaldate, il cruise control e il cambio Pro. A richiesta è disponibile anche la luce adattiva in curva Headlight Pro, che offre una migliore illuminazione soprattutto quando si guida di notte.  Basandosi sulla R nineT, la gamma accessori per la bella ed elegante nuda tedesca è ripresa quasi integralmente sulla R 12 S, a cominciare dallo scarico in titanio, fino alla predisposizione per il navigatore e al set di borse morbide.  Disponibili come equipaggiamento montato in fabbrica anche l’allarme antifurto, il display digitale in TFT (alternativa alla classica strumentazione rotonda) e il Connected Ride Control.
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Neuromed, Sin e Aie insieme per nuovo approccio umanistico di cura epilessia

(Adnkronos) - Concentrare l'attenzione sulla persona e non solo sulla malattia. E' la proposta nella gestione dell'epilessia che è stata fatta oggi al Parco tecnologico dell'Irccs Neuromed Pozzilli (Isernia), nel corso dell'incontro con la stampa per l'apertura del workshop 'Crisi e (ri)soluzioni', organizzato da Neuromed in collaborazione con la Società italiana di neurologia (Sin) e l'Associazione italiana epilessia (Aie). Nel corso dell'evento, Neuromed e Aie - si legge in una nota - hanno firmato un protocollo di intesa che pone le basi per un nuovo modello di cura. "Non si tratta solo di curare la malattia - ha detto Tarcisio Levorato, presidente Aie - ma di prenderci cura delle persone con epilessia nella loro interezza: emozioni, relazioni, progetti di vita. Questo protocollo rappresenta una visione umanistica della medicina che speriamo venga replicata altrove". Il protocollo, unico nel suo genere, è stato sviluppato attraverso la collaborazione diretta con pazienti e caregiver, che hanno partecipato alla definizione di 10 punti fondamentali per migliorare la qualità della vita delle persone con epilessia. "Abbiamo chiesto loro cosa volessero da noi - ha spiegato Giancarlo Di Gennaro, responsabile del Centro per la diagnosi e cura dell'epilessia del Neuromed - e le risposte sono state chiare. Non basta ridurre le crisi: bisogna ascoltare, comprendere e costruire percorsi personalizzati che tengano conto degli aspetti psicologici, sociali e familiari".  Fondato su un approccio multidisciplinare, il protocollo integra aspetti biologici, psicologici, sociali e familiari, puntando a migliorare la qualità della vita delle persone con epilessia. Il documento promuove infatti una medicina che ascolta e valorizza le esperienze individuali, superando il tradizionale paradigma clinico per creare un percorso di cura personalizzato e replicabile in altri contesti clinici. Come ha sottolineato anche Angelo Labate, coordinatore del Gruppo di studio epilessia della Sin, "è necessario un cambio di paradigma. Il neurologo moderno deve guardare oltre la malattia e comprendere la persona nella sua globalità. Questo significa superare la frammentazione della medicina e integrare competenze diverse in un unico percorso". A tale proposito, Gabriele Trombetta, direttore generale Neuromed, ha sottolineato l'impegno dell'Istituto nel rendere concreta questa visione. "Abbiamo investito in tecnologia - ha illustrato - per potenziare l'attività clinica, ma anche per creare un ambiente che sia confortevole e accogliente, soprattutto per i pazienti più fragili, come i bambini. L'obiettivo è evitare che l'ospedale venga percepito solo come un luogo di cura e dolore, trasformandolo in uno spazio di vita. Vogliamo che chi entra qui si senta accolto, compreso e sostenuto in ogni fase del percorso. E non possiamo fermarci alla dimissione: l'approccio al paziente e alla sua famiglia deve raggiungere il fondamentale obiettivo di garantire una continuità tra ospedale e vita quotidiana". Levorato ha poi voluto condividere la prospettiva dei pazienti, ricordando che l'epilessia non è solo una condizione medica, ma una parte della vita quotidiana. "Viviamo con questa malattia 24 ore su 24, ogni giorno dell'anno. Non possiamo essere visti solo come pazienti durante le visite cliniche - ha rimarcato - abbiamo bisogno di un sostegno continuo che consideri tutti gli aspetti della nostra esistenza". Un elemento distintivo di questo progetto è l'utilizzo della ricerca qualitativa per valutare l'efficacia delle terapie, un tema su cui si è espresso Di Gennaro: "Non ci limitiamo a misurare il successo dal punto di vista medico. Chiediamo ai pazienti come si sentono, se i trattamenti stanno migliorando davvero la loro vita. E' un cambio di prospettiva fondamentale per costruire una medicina che sia davvero per le persone". L'auspicio è che questo modello possa essere adottato in altri contesti clinici. "Abbiamo dimostrato che è possibile costruire un approccio 'sartoriale' alla cura, centrato sulla persona e basato sulla collaborazione - ha concluso Levorato - Ora è il momento di esportare questa esperienza per trasformare il modo in cui la medicina si rapporta con l'epilessia". L'incontro ha rappresentato non solo un'occasione per presentare il protocollo, ma anche un momento di riflessione su una medicina che unisca scienza e umanità, dove ogni singolo paziente è un caso specifico, con i suoi bisogni, il suo ambiente e il suo vissuto. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Anya Taylor-Joy protagonista del thriller Lucky per Apple TV+

(Adnkronos) - Apple TV+ amplia la sua offerta di serie originali con "Lucky", un nuovo thriller con protagonista Anya Taylor-Joy ("La regina degli scacchi", "The Menu", "Furiosa: A Mad Max Saga"), che sarà anche produttrice esecutiva. La serie è basata sull'omonimo romanzo bestseller del New York Times e selezione di Reese's Book Club, scritto da Marissa Stapley. In "Lucky", Taylor-Joy interpreta una giovane donna che ha abbandonato la vita criminale in cui è cresciuta, ma che ora deve tornare al suo lato oscuro per un ultimo tentativo di fuga dal passato. "Reese's Book Club è nato con l'obiettivo di approfondire le connessioni: con le storie, con i narratori e con la comunità che stiamo costruendo", ha dichiarato Reese Witherspoon. "È incredibilmente gratificante poter amplificare queste storie incentrate sulle donne e i loro autori, vedere la nostra comunità connettersi con loro e poi vederle prendere vita sullo schermo. Non potremmo essere più entusiasti di collaborare con Apple TV+ e l'incomparabile Anya Taylor-Joy, oltre al nostro brillante creatore Jonathan Tropper e alla sua meravigliosa co-showrunner Cassie Pappas, per portare questa avvincente serie - basata sul fantastico romanzo di Marissa Stapley - al pubblico di tutto il mondo". Prodotta da Apple Studios, "Lucky" sarà scritta e prodotta da Jonathan Tropper ("Your Friends & Neighbors", "See", "The Adam Project") e Cassie Pappas ("Silo", "Griselda"). Reese Witherspoon e Lauren Neustadter saranno produttrici esecutive per Hello Sunshine, parte di Candle Media. Anya Taylor-Joy sarà produttrice esecutiva tramite la sua casa di produzione, LadyKiller. "Lucky" rappresenta l'ultima collaborazione tra Apple TV+ e Hello Sunshine, che si aggiunge a una serie di progetti che include la serie vincitrice di un Emmy Award "The Morning Show", la serie di successo "The Last Thing He Told Me" e "Surface". Apple ha inoltre recentemente collaborato con Taylor-Joy per il film originale Apple "The Gorge". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Rapporto medico-paziente: la fiducia accende nel cervello le aree della speranza

(Adnkronos) - Il rapporto medico-paziente è una relazione che cura. Quando il camice bianco è davvero 'il dottore di fiducia', quando si ha la certezza che lui ascolta e capisce, che segue e accompagna nel bene e nel male l'intero percorso terapeutico, allora scatta un effetto-empatia che infonde sicurezza e benessere. Un 'farmaco' non solo per l'anima: i suoi effetti sono visibili anche nel cervello, dove accende le aree della speranza in un futuro migliore. Lo ha scoperto uno studio italiano disegnato proprio per mappare i circuiti neurologici che si attivano nel paziente se sente che il medico c'è veramente, che la presa in carico è continua e attenta. All'opposto, quando manca tutto questo, quello che succede nel cervello alimenta confusione, malessere e delusione. Il paziente si scoraggia e si paralizza.  

La ricerca
Fiore 3
(Functional Imaging of Reinforcement Effects) è firmata Fondazione Giancarlo Quarta (Fgq), Onlus impegnata da oltre 20 anni nell'indagine del rapporto medico-paziente dal punto di vista psicologico, clinico e sociale, con l'obiettivo di alleviare la sofferenza dei malati. Le attività neuroscientifiche di Fgq sono realizzate in collaborazione con le università di Padova e Parma.  
Lo studio - i cui risultati sono stati presentati e discussi oggi a Milano - rappresenta la terza parte di un complesso lavoro di indagine neuroscientifica sui correlati biologici della relazione fra medico e paziente, condotto attraverso la risonanza magnetica funzionale, ricordano da Fondazione Quarta: la prima parte ha preso in esame 2 tipi di rinforzi positivi, indagando a livello cerebrale gli effetti di una comunicazione rispondente ai bisogni del malato; la seconda parte ha analizzato gli effetti cerebrali del rinforzo negativo. Tutte le ricerche sono state condotte con lo stesso metodo del neuroimaging su un campione di soggetti ai quali è stato chiesto di immedesimarsi, di volta in volta, all'interno di situazioni che illustravano, con immagini e testi, varie interazioni tra interlocutori. Nello studio Fiore 3 - illustra Fondazione Quarta - a 30 persone sane, sotto scansione cerebrale, è stata sottoposta una serie di vignette che raffiguravano diverse situazioni sociali di interazione tra due persone, nelle quali veniva messa in risalto un'idea di continuità del rapporto o il suo contrario. Un esempio: un ragazzo all'ultimo anno di liceo, prossimo all'esame di maturità, è ricoverato per un trauma da sport e parla con il medico. Tre le fasi dell'interazione: descrizione della situazione (infortunio sportivo); presentazione del bisogno del paziente (prospettiva futura di recupero dall'infortunio); risposta dell'interlocutore, che può fornire sostegno e continuità, oppure no. Sulla base dei dati raccolti, i ricercatori hanno misurato e analizzato le risposte di attivazione, cioè quali aree cerebrali risultano più 'accese' dagli stimoli di continuità e discontinuità; le risposte di connettività, ossia come dialogano o meno le diverse aree del cervello nelle due opposte situazioni, e le correlazioni cervello-comportamento-personalità. E' stato così osservato - riporta Fgq - che nella condizione di continuità (buon rapporto medico-paziente) vengono maggiormente reclutati, tra gli altri, il network di elaborazione visuospaziale e il giro fusiforme, connessi rispettivamente all'elaborazione della prospettiva del sé, in particolare alla proiezione del sé nel futuro, e al riconoscimento visivo dei volti in modo personalizzato, perché l'interlocutore di fiducia conta tanto quanto il contenuto dello scambio. In sintesi, "il soggetto percepisce di poter contare su un legame solido e guarda al futuro con sicurezza". Il rinforzo positivo di continuità ingaggia inoltre aree associative, sensomotorie, emotive e cognitive che risuonano all'unisono, in armonia, "segno di benessere del soggetto".  Quando invece viene meno la fiducia nel rapporto e manca il sostegno del medico, la 'fotografia' dell'attività cerebrale cambia radicalmente e la connettività tra alcune delle aree sopra indicate si modifica significativamente. In sintesi, "la mancata corrispondenza alle attese genera dissonanza e frizione emotiva, cosa che richiede una forte mediazione di tipo cognitivo per giustificare la violazione del rapporto di reciprocità". A livello psicologico, è la conclusione degli scienziati, se "la continuità di rapporto determina una situazione di sicurezza e benessere generale, di fiducia nella relazione, la possibile interruzione del rapporto genera un senso di abbandono e 'distress' o fatica". Senza l'empatia del suo dottore, il paziente si sente solo con il suo male e la sua sofferenza.  ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Consumo di suolo rallenta ma rimane elevato, persi 20 ettari al giorno

(Adnkronos) - Il consumo di suolo rimane ancora troppo elevato, anche se con una leggera diminuzione rispetto all’anno precedente, e continua ad avanzare al ritmo di circa 20 ettari al giorno (2,3 metri quadrati ogni secondo), ricoprendo altri 72,5 km2 (una superficie estesa come tutti gli edifici di Torino, Bologna e Firenze). Una crescita inferiore rispetto al dato dello scorso anno, ma che risulta sempre al di sopra della media decennale di 68,7 km2 (2012-2022) e solo in piccola parte compensata dal ripristino di aree naturali (poco più di 8 km2, dovuti in gran parte al recupero di aree di cantiere). A descrivere l’andamento nazionale del fenomeno, il rapporto Snpa (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) 'Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici' che in questa edizione pubblica le stime per tutte le regioni, le province e i Comuni italiani relative al 2023.  Cambia, intanto, la classifica dei comuni 'Risparmia suolo', quelli in cui le trasformazioni della copertura del suolo sono limitate o assenti: sul podio del 2024 salgono Trieste, Bareggio (MI) e Massa Fermana (FM). Nelle aree, dove il nuovo regolamento europeo prevede di azzerare la perdita netta di superfici naturali e di copertura arborea a partire dal 2024, si trovano nuovi cantieri (+663 ettari), edifici (+146 ettari) e piazzali asfaltati (+97ettari). In calo costante quindi la disponibilità di aree verdi: meno di un terzo della popolazione urbana riesce a raggiungere un’area verde pubblica di almeno mezzo ettaro entro 300 metri a piedi. Secondo l'analisi, proseguono le trasformazioni nelle aree a pericolosità idraulica media, dove la superficie artificiale avanza di oltre 1.100 ettari, mentre si sfiorano i 530 ettari nelle zone a pericolosità da frana, dei quali quasi 38 si trovano in aree a pericolosità molto elevata. La Valle d’Aosta e la Liguria sono le uniche regioni sotto i 50 ettari: la Valle d’Aosta, con +17 ettari, è la regione che consuma meno suolo, seguita dalla Liguria (+28). Gli incrementi maggiori per l’ultimo anno si sono verificati in Veneto (+891 ettari), Emilia-Romagna (+815), Lombardia (+780), Campania (+643), Piemonte (+553) e Sicilia (+521). Escludendo le aree ripristinate (operazione da cui si ricava il consumo di suolo netto) segnano gli aumenti maggiori Emilia-Romagna (+735 ettari), Lombardia (+728), Campania (+616), Veneto (+609), Piemonte (+533) e Sicilia (+483).  La capitale perde meno suolo: a livello comunale per la prima volta Roma (+71 ettari) registra una significativa riduzione dell’incremento rispetto ai dodici mesi precedenti (+124 ettari), ma si conferma tra i Comuni con il consumo di suolo più alto (tenuto conto che si tratta del Comune con la maggiore superficie in Italia), insieme a Uta (+106 ettari), comune della città metropolitana di Cagliari e Ravenna (secondo Comune per superficie totale in Italia, +89 ettari). La stima - si legge nel rapporto - dei costi totali della perdita del flusso annuale di servizi ecosistemici (dallo stoccaggio e sequestro di carbonio alla qualità degli habitat fino alla regolazione del regime idrologico) varia da un minimo di 8,22 a un massimo di 10,06 miliardi di euro persi ogni anno a causa del consumo di suolo avvenuto tra il 2006 e il 2023. Il valore più alto di perdita è associato al servizio di regolazione del regime idrologico. Analogamente, a questo servizio è connesso anche il valore più alto di perdita tra il 2022 e il 2023 (vale intorno ai 400 mln l''effetto spugna', ossia la capacità del terreno di assorbire e trattenere l’acqua e regolare il ciclo idrologico), mentre complessivamente nell’ultimo anno si stima una perdita del flusso di servizi ecosistemici da 410 a 501 milioni di euro all’anno.  Il valore perso di stock (ossia la perdita assoluta di capitale naturale) tra il 2006 e il 2023 varia tra 19 e 25 miliardi di euro.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


'Il Rigiocattolo', la sostenibilità in una fiaba per tutte le età

(Adnkronos) - Il 13 dicembre esce nelle librerie ‘Il Rigiocattolo’ di Letizia Palmisano, giornalista ambientale, saggista e divulgatrice TV, edito da Città Nuova e illustrato da Anna Curti. Il libro è una fiaba ecologista, una storia per tutte le età, ispirata ai principi dell'economia circolare, che ha come protagonisti dei giocattoli un po’ malandati ai quali il destino riserva un futuro diverso da quello di molti altri balocchi, spesso destinati ad essere buttati una volta rotti.  'Il Rigiocattolo' narra, con testi e immagini adatte ai bambini, le vicende di tre giochi un po’ malconci ovvero l’orsetto di peluche Bruno, la pianola giocattolo color arcobaleno Nola e il coraggioso Tuffolino. Guidati dal robot Milo, un veterano del luogo, i tre protagonisti scopriranno che l’arrivo al laboratorio di Rigiocattolo non sarà per loro la fine, ma l’inizio di una nuova avventura. Questo luogo speciale, animato da un gruppo di volontari, diventa infatti teatro di una rinascita per i giocattoli, simboleggiando i principi del riuso e della riparazione, propri dell'economia circolare. Una storia di amicizia, di speranza e di ecosostenibilità.  L'idea della fiaba nasce dall’incontro tra la giornalista ambientale con Daniele Leo, coordinatore di Rigiocattolo, e gli altri volontari che da 10 anni, a Campobasso, recuperano i balocchi e danno loro una seconda vita. Letizia Palmisano, con il suo impegno ventennale nella divulgazione delle pratiche sostenibili, ha voluto trasformare la storia vera del laboratorio di Rigiocattolo in una fiaba che potesse ispirare e educare.  “Nel corso della mia carriera giornalistica, l'incontro con il progetto Rigiocattolo è stato illuminante, tanto da diventare uno dei racconti per me centrali nel mio saggio 'Sette vite come i gatti, ridare valore agli oggetti. Storie di economia circolare', edito da Città Nuova nel 2023. Dopo aver descritto il processo di rinascita dei giocattoli attraverso le parole di chi li ripara e dei bambini che ne beneficiano, mi sono chiesta quale sarebbe stata la prospettiva dei giocattoli stessi. Convinta che avrebbero parlato dell'importanza di prendersi cura dell'ambiente ai bambini che li hanno amati, ho creato 'Il Rigiocattolo', una fiaba che fonde il divertimento con un profondo messaggio ecologico”, racconta.  'Il Rigiocattolo' è un invito a guardare oltre l'abbandono, vedendo nelle cose vecchie e dimenticate un potenziale per una nuova vita. Il libro viene lanciato in occasione della fiera della piccola e media editoria 'Più libri più liberi', che si terrà a Roma presso La Nuvola, Viale Asia, 40, dal 4 al 8 dicembre 2024. Letizia Palmisano parteciperà a un laboratorio basato sul suo libro l’8 dicembre alle 15, nello Spazio Ragazzi - Area Incontri al Piano Forum della fiera. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Disabilità, l'atleta paralimpico: "Giornata internazionale per valorizzare differenze"

(Adnkronos) - "Ogni anno il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, un momento dedicato a valorizzare le differenze e a costruire una società che sappia accogliere ogni individuo. Questa ricorrenza rappresenta una straordinaria opportunità per riconoscere il valore di ogni persona e per promuovere azioni che mettano al centro il rispetto e l’inclusione. Celebrare questa giornata significa scegliere di guardare la diversità come una fonte di ispirazione. Ogni differenza arricchisce la comunità e offre occasioni di crescita personale e collettiva. E' un invito a tutti noi a costruire ambienti che favoriscano l’espressione piena delle potenzialità di ogni individuo". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Daniele Cassioli, atleta paralimpico, non vedente dalla nascita, fondatore di Real eyes sport e presidente onorario di Piramis onlus. "In ogni contesto - spiega - dalla scuola al lavoro, l’inclusione rappresenta una grande occasione per migliorare le relazioni e creare ambienti più accoglienti. Le persone portano contributi unici quando vengono valorizzate per ciò che sanno fare. Penso al mondo del lavoro: il vero valore di un ambiente inclusivo si vede nel momento in cui ogni collega si sente parte integrante del team. E' un risultato che si costruisce con la volontà di creare relazioni autentiche e un clima di fiducia reciproca". "Anche nella scuola - precisa Cassioli - dove si formano le basi della nostra società, l’inclusione offre enormi opportunità. I ragazzi che crescono in un ambiente dove le diversità vengono accolte con rispetto imparano a vedere il mondo con occhi nuovi. Gli insegnanti, quando ricevono il giusto supporto, riescono a creare percorsi capaci di valorizzare ogni studente". "Il 3 dicembre - afferma - è per me un giorno speciale. Vivo questa ricorrenza come un’occasione per celebrare le opportunità che la disabilità mi ha regalato. La mia esperienza mi ha insegnato che ogni sfida porta con sé un’opportunità di crescita. Ogni giorno imparo quanto sia importante accettarsi e costruire il proprio percorso con fiducia. Questo mi ha portato a fondare Real eyes sport, un progetto che aiuta tanti bambini con disabilità visiva a scoprire il loro potenziale attraverso lo sport. Vederli affrontare il campo, superare le proprie paure e scoprire nuove abilità è un’esperienza che riempie il cuore". "La diversità - sottolinea - rappresenta un grande valore per la società. Quando impariamo a collaborare e a rispettarci, creiamo un ambiente dove tutti possono contribuire. Ogni gesto di apertura verso gli altri rafforza la comunità e genera un senso di appartenenza. La scuola e lo sport offrono spazi straordinari per imparare questi valori. I bambini che crescono in ambienti inclusivi sviluppano una maggiore sensibilità e un approccio aperto verso il mondo. Questa capacità di accogliere l’altro diventa una competenza che li accompagna per tutta la vita". "Immagino il 3 dicembre - continua - come una grande festa, un momento di incontro per celebrare le differenze e scoprire quanto possono arricchire le nostre vite. Ogni persona ha qualcosa di unico da offrire, e la diversità rende il mondo un posto più bello e interessante. Oggi possiamo scegliere di fare un passo in più verso un futuro inclusivo. Guardiamoci intorno, impariamo dalle storie degli altri e lasciamoci ispirare. La costruzione di un mondo migliore inizia da noi, dalle nostre azioni e dalla nostra capacità di accogliere".    ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sla, eccellenza italiana Aisla, Arisla e Centri Nemo a livello mondiale

(Adnkronos) - L'Italia si è guadagnata un importante riconoscimento da parte della più grande rete mondiale di associazioni che si occupano di Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Con oltre 60 membri provenienti da 40 Paesi, l'International Alliance of Als/Mnd Associations ha scelto di includere Aisla, l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, nel suo prestigioso Board of Directors. Anche Arisla, la Fondazione italiana di ricerca per la Sla, è stata invitata a far parte del Research Directors' Forum. Queste nomine confermano il ruolo di leadership dell'Italia nella ricerca scientifica e nell'assistenza per la Sla, sottolineano le associazioni.  La presa in carico clinica è il tema al centro dell'incontro che si sta svolgendo in questi giorni e fino all'8 dicembre a Montreal, in Canada, durante quello che è considerato il più importante appuntamento mondiale sulla malattia, il Symposium on Als/Mnd. Oltre ai rappresentati delle associazioni di pazienti, infatti, sono presenti più di 400 ricercatori e professionisti sanitari delegati, tra cui fisioterapisti, terapisti respiratori, nutrizionisti, logopedisti e assistenti sociali, provenienti da oltre 40 Paesi nel mondo, per discutere delle sfide e dei progressi nella cura della malattia. Aisla, in particolare, condurrà una sessione sull'importanza del test genetico sulla Sla, dimostrando l'importanza di fornire cure personalizzate e mirate ai pazienti.  L'eccellenza del modello di presa in carico clinica è stata riconosciuta a livello globale con la nomina per Aisla di Riccardo Zuccarino, direttore clinico del Centro Nemo Trento e fisiatra esperto del Centro di ascolto Aisla, che da oggi è membro del Board of Directors dell'Alleanza mondiale. "Da fisiatra - afferma Zuccarino - posso dire che il mio incontro con il mondo delle malattie neuromuscolari è stato amore a prima vista fin dai tempi della specializzazione e, da allora, non l'ho più lasciato. Ecco perché la scelta del Centro clinico Nemo e della vita associativa con Aisla rappresentano tutto ciò che significa per me prendersi cura dei pazienti e delle loro famiglie. Nel confronto internazionale, credo che il nostro modello, basato sull'alleanza concreta tra pazienti, clinici, ricercatori e istituzioni, possa contribuire a rispondere sempre di più e meglio ai bisogni delle famiglie, continuando a lavorare per garantire a tutti il diritto di accesso alla cura". Per Arisla, al Research Directors' Forum parteciperà la responsabile scientifica della Fondazione, Anna Ambrosini, che con un background in neuroscienze e farmacologia coordina le attività scientifiche di Fondazione Arisla dal 2018 e collabora con ricercatori e organizzazioni di pazienti in progetti strategici a livello nazionale e internazionale. "Siamo fermamente convinti che, per fare davvero la differenza nella ricerca e raggiungere i bisogni dei pazienti, dobbiamo unire le forze e collaborare a livello internazionale a tutti i livelli - evidenzia - Ambrosini - Riteniamo che la partecipazione al Research Directors' Forum possa essere un'opportunità unica per allinearci con altre agenzie di finanziamento e di ricerca internazionali. Riteniamo di poter contribuire con una comprovata esperienza nella gestione e nell'analisi dell'impatto dei finanziamenti alla ricerca, condividendo la stessa visione di un mondo senza Sla". L'International Alliance of Als/Mnd Associations è stata fondata nel 1992 e da allora Aisla è un membro federato. "Con responsabilità - commenta Fulvia Massimelli, presidente nazionale Aisla - accogliamo la nomina di Aisla nel board dell'Alleanza mondiale delle associazioni e siamo altresì orgogliosi della presenza di Arisla nel Forum dei direttori della ricerca. E' la conferma che il modello italiano, fondato sulla continuità tra cura e ricerca, rappresenta una risposta concreta alla malattia. Grazie all'esperienza del dottor Zuccarino, continueremo a portare il nostro contributo nel dibattito internazionale, consapevoli che la Sla può essere affrontata e sconfitta solo attraverso la costruzione di reti e sinergie di collaborazione a livello globale". Il Board of Directors dell'Alleanza sarà guidato per il prossimo triennio da Calaneet Balas, Ceo e presidente dell'Als Association americana. Accanto a lei ci sarà la vicepresidente Marcela Santos, una psicologa colombiana con un master in inclusione sociale e, come tesoriere, Tammy Moore, Ceo Als Society del Canada. Al board parteciperanno anche altri consiglieri tra cui Pablo Aquino, giornalista argentino; Mary Ellen Bench, specializzata in pianificazione territoriale in Canada; Angela Harris, esperta nel terzo settore e rappresentante della Mnd Scozia; Lung Kuo, direttore della Mnd Taiwan; Gudjon Sigurdsson, rappresentante della Mnd Islanda e persona con Sla; Gethin Thomas, direttore esecutivo della ricerca nella Mnd Australia; Sabine Turgeman, Ceo di Arsla, l'Associazione francese; Hilmi Uysal, neurologo ed esperto Sla della Turchia e Yohei Yamada, direttore della Japan Als Association, che vive con la malattia dal 2014. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)