Peugeot Motocycles si rafforza in Peugeot Motocycles Groupe
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Peugeot Motocycles celebra i 127 anni di innovazione ed eccellenza dando una nuova struttura che racchiude i suoi cinque marchi, nasce Peugeot Motocycles Groupe.
Questa importante trasformazione avviene in un contesto caratterizzato sempre più da un'intensificazione della concorrenza, che arriva dal segmento premium o dalle offerte low-cost che provengono dalla Cina e dal Sud-Est asiatico. La creazione di Peugeot Motocycles Groupe si accompagna ad una riorganizzazione profonda delle sue gamme di prodotti e servizi costruita intorno ai marchi: Kisbee, Django, DAB Motors, BSA Motorcycles e Peugeot Motocycles.
L'obiettivo di questa nuova divisione strategica è quello di offrire soluzioni su misura per un'ampia gamma di segmenti che vanno dai giovani utilizzatori delle due ruote ai professionisti più esigenti e premium ma servirà anche per rafforzare la competitività complessiva del Gruppo in un marcato sempre più complesso e vasto. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cirelli Motor Company e Point S insieme per una collaborazione strategica
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Cirelli Motor Company, azienda italiana leader nell'importazione e commercializzazione di automobili di alta qualità, e Point S Italia, network di riparatori e rivenditori di pneumatici con oltre 250 centri affiliati, annunciano l'avvio di una collaborazione strategica per l'assistenza clienti su scala nazionale. “Questa partnership rappresenta un passo fondamentale per garantire ai nostri clienti un servizio di assistenza capillare e di alta qualità,” ha dichiarato Paolo Daniele Cirelli, presidente di Cirelli Motor Company. “La nostra missione è offrire non solo auto innovative e sostenibili, ma anche un’esperienza di assistenza senza precedenti, e Point S Italia è il partner ideale per raggiungere questo obiettivo.”
Cirelli Motor Company, fondata nel 2023 e radicata in una tradizione familiare che affonda le sue origini nel 1974, si distingue per la capacità di combinare design italiano, tecnologia avanzata e sostenibilità, la sua gamma di veicoli comprende modelli Mild Hybrid, Mild Hybrid GPL e Hydroge Hybrid.
Questo nuovo accordo prevede l'integrazione di tre livelli di servizio per i centri affiliati Point S:
- Punti di assistenza generici dedicati alla manutenzione ordinaria e alle necessità di base dei veicoli Cirelli.
- Officine autorizzate: dotate di attrezzature diagnostiche avanzate per interventi più complessi. - Centri di assistenza premium: con la possibilità di rivendere i veicoli Cirelli. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hyundai Motor Group avvia una partnership con NVIDIA
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Hyundai Motor Group ha annunciato di aver siglato una partnership strategica con NVIDIA finalizzata ad incentivare lo sviluppo di tecnologie avanzate basate sull’intelligenza artificiale a beneficio della mobilità di domani. "Hyundai Motor Group è alla ricerca di approcci innovativi nell’utilizzo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per diversi ambiti strategici come la robotica, la guida autonoma e le smart factory", ha dichiarato Heung-Soo Kim, Executive Vice President e Head of Global Strategy Office di Hyundai Motor Group. "Questa partnership è finalizzata a dare un impulso determinante ai nostri progressi e a rafforzare la nostra posizione di leadership nell'innovazione della mobilità basata sull'AI".
Hyundai Motor Group, con questo accordo, potrà sfruttare il sistema di accelerated computing e il software AI Enterprise di NVIDIA per gestire le immani quantità di dati, essenziali per sviluppare e formattare in modo sicuro i vari sistemi di intelligenza artificiale destinati alle diverse applicazioni. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lavoro, Infojobs: +8,4% offerte per stagione invernale, guidano settori turismo e ristorazione
(Adnkronos) - Temperature rigide sì, ma non per il mercato del lavoro invernale, che scalda i motori con circa 16.000 offerte registrate tra ottobre e dicembre, segnando un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente. A guidare questa crescita sono i settori turismo e ristorazione e commercio, gdo e retail, che rispondono alla vivacità del periodo natalizio e all’afflusso di turisti nelle località italiane. L’inverno 2024 si conferma quindi una stagione ricca di opportunità professionali, come emerge dall’Osservatorio professioni invernali 2024 condotto da InfoJobs, piattaforma leader in Italia per la ricerca di lavoro online, che ha analizzato l’andamento del mercato negli ultimi mesi dell’anno. Nel periodo da ottobre a dicembre, si sono registrate 15.898 offerte di lavoro, in crescita rispetto alle 14.660 del 2023. La maggior parte delle offerte si concentra su contratti temporanei, una scelta strategica per affrontare i picchi di affluenza turistica e l’aumento delle vendite natalizie. Tra i settori più dinamici spicca turismo e ristorazione, con una crescita del 20% rispetto al 2023, passando da 2.269 a oltre 2.700 opportunità. Un dato che riflette il crescente afflusso di turisti, attratti dalle località sciistiche e dalle città italiane, confermando il ruolo centrale di questi comparti nel trainare l’espansione del mercato del lavoro invernale. Allo stesso tempo vede un buon incremento anche il settore commercio, gdo e retail che passa da 12.391 offerte nel 2023 a 13.179 nel 2024, aumentando del 6,4% le opportunità lavorative. Se invece andiamo a osservare il dettaglio del trimestre preso in considerazione notiamo delle particolarità. Il settore commercio, gdo e retail parte con slancio già ad ottobre, registrando 5.868 offerte (+10% rispetto al 2023), un mese che sembra riflettere l’attenzione degli italiani verso le spese oculate, spinta anche dal ritorno delle promozioni autunnali come il Black Friday e il crescente successo degli acquisti anticipati per evitare la corsa ai regali dell’ultimo minuto. L'andamento del mese di novembre nel settore turismo e ristorazione fa registrare un vero boom con un incremento del 26%, passando da 1.027 a 1.297 opportunità. Questo dato è ancora più interessante perché sembra invertire il trend tradizionale, spostando a novembre una parte dell’attività che solitamente si concentra a dicembre. Gli italiani, popolo che ama il buon cibo e il piacere della convivialità, sembrano anticipare le cene pre-natalizie con colleghi e amici, contribuendo così a sostenere il dinamismo del settore in un mese meno usuale per queste abitudini. Analizzando le offerte presenti in piattaforma, InfoJobs ha classificato le professioni più cercate per questa stagione 2024. Turismo e ristorazione: cameriere, animatore turistico, barman, chef, addetto al catering. Anche per il 2024, il settore turismo e ristorazione vede al primo posto la figura del cameriere, che si riconferma come il ruolo più richiesto della stagione. Sul secondo gradino del podio troviamo ancora una volta l’Animatore turistico, mentre al terzo posto spicca la figura del barman. Chiudono la top 5 professioni legate al mondo della cucina, come lo chef e l’addetto al catering. Da segnalare anche altre figure importanti fuori dalla top 5, ma sempre presenti nella top 10: il pizzaiolo, e il lavapiatti, fondamentali per garantire l’eccellenza del servizio durante la stagione invernale. Commercio gdo e retail: addetto vendite, responsabile di negozio, addetto alla macelleria, addetto alla cassa, addetto agli scaffali. In pole position per commercio, gdo e retail, si conferma anche nel 2024 la professione di addetto vendite, un ruolo centrale durante gli acquisti per il periodo di Natale e in previsione dei saldi del nuovo anno. Rimane stabile al secondo posto la figura del responsabile di negozio, mentre riesce a guadagnarsi il terzo posto l’addetto alla macelleria, che nel 2023 era rimasto appena fuori dalla top 3. Chiudono la classifica delle prime cinque professioni l’addetto alla cassa e l’addetto agli scaffali entrambi essenziali per garantire il corretto funzionamento dei punti vendita. Dentro la top10 ci sono altri ruoli chiave per la stagione invernale e per il corretto flusso di approvvigionamento e vendita di merci, come: l’addetto alla pasticceria (settimo posto) e il magazziniere (nono posto). InfoJobs con l’Osservatorio professioni invernali, mostra quanto il mercato del lavoro italiano sia sempre più dinamico e in continua crescita con particolarità dettate dalle diverse stagionalità. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Balneari, Spiagge.it: "2.500 stabilimenti in Italia hanno adottato soluzioni online"
(Adnkronos) - Sono 2.500 gli stabilimenti che, su un totale di 7.200 censiti in Italia, hanno già adottato soluzioni digitali per la gestione della spiaggia mentre 1.800 sono le strutture che hanno avuto almeno una prenotazione online nella stagione 2024; +35% degli stabilimenti hanno utilizzato un software gestionale per la spiaggia, contro il 6% di 4 anni fa. Quest’estate il canale online ha raggiunto il 2% della spesa estiva per il noleggio di servizi balneari in Italia, con un volume superiore ai 50 milioni di euro; 11 volte di più rispetto a quanto stimato nell’estate 2020. Sono i dati di Spiagge.it (portale italiano per la prenotazione online di ombrelloni, con più di 2mila strutture balneari affiliate, 230mila download dell’app mobile e più di 700mila prenotazioni effettuate) confrontati anche con le analisi di Unioncamere. Gli analisti del portale hanno infatti raccolto i dati della stagione 2024, li hanno studiati e confrontati con i report di categoria e hanno presentato la seconda edizione dell’Osservatorio sulla digitalizzazione del settore balneare. "La digitalizzazione - afferma spiega Gabriele Greco, ceo di Spiagge.it - sta rivoluzionando il settore balneare, agevolando soprattutto il turismo straniero. Questo approccio consente di semplificare le operazioni quotidiane, ridurre gli errori, migliorare la produttività e ottenere un controllo totale delle informazioni condivise tra i collaboratori, tutto grazie a un unico strumento Stiamo sviluppando per la stagione 2025 soluzioni sempre più innovative grazie all’intelligenza artificiale, stiamo progettando siti white label personalizzati per gli stabilimenti balneari e costruendo campagne mirate per aumentare la visibilità delle strutture. In un contesto dove 9 turisti su 10 prenotano online, la presenza digitale è ormai essenziale per attrarre e fidelizzare nuovi clienti". Gli analisti di Spiagge.it ritengono che, entro il 2026, oltre il 50% degli stabilimenti balneari esistenti in Italia utilizzerà una soluzione gestionale web sfruttando funzionalità avanzate. I clienti, già alla ricerca di proposte personalizzate, vorranno gestire grazie ai canali digitali la prenotazione di esperienze extra per vivere a pieno la loro vacanza. I gestori che hanno ormai maggiore consapevolezza di quanto utili siano gli strumenti di analisi dei dati di prenotazione, i servizi di automazione marketing, la maggiore flessibilità nelle prenotazioni e la fornitura di un’assicurazione causa maltempo, nel corso delle prossime stagioni punteranno infatti a farne sempre un maggiore utilizzo. Protagonista del cambiamento nel settore sarà l’intelligenza artificiale, che consentirà di sviluppare piattaforme sempre più all’avanguardia. Gli strumenti di prenotazione del futuro sfrutteranno la ricerca conversazionale che permetterà di pianificare la vacanza con il supporto di un agente virtuale e la customer service experience che sfrutterà chatbot intelligenti per prenotare in maniera integrata, insieme all’ombrellone, diversi servizi (per esempio il tavolo al ristorante dello stabilimento balneare o bevande e alimenti da farsi recapitare direttamente in spiaggia). I trend di crescita permettono anche di prevedere che, entro il 2026, verranno raggiunti i 100 milioni di euro di Gross booking value gestiti direttamente online, prevalentemente tramite canali dei gestori stessi (siti internet, canali social, WhatsApp) ma anche attraverso piattaforme di prenotazione dedicate, tra cui spiagge.it Il turista digitalizzato che frequenta le spiagge italiane, secondo i dati di spiagge.it, ha un’età media di 25-40 anni, è un lavoratore impegnato in orario d’ufficio che prenota online in orari serali, quando lo stabilimento è chiuso. Predilige organizzare le vacanze con la famiglia o con il proprio compagno o compagna e apprezza la chiarezza delle politiche di cancellazione delle piattaforme online. La spesa media effettuata per un ombrellone è di 36,00 euro con prenotazioni che durano mediamente 1,3 giorni e includono un ombrellone. La durata media di una vacanza del turista tipo al mare è di 7 giorni; inizia a prenotare il proprio posto in spiaggia già da gennaio anche se è nei mesi successivi che vengono finalizzate la maggior parte delle prenotazioni: il 10% del totale prenotato online viene raggiunto entro maggio, prevalentemente per assicurarsi un posto in spiaggia nei mesi di luglio e agosto. Sempre più turisti stranieri scelgono il canale online per prenotare le postazioni in spiaggia, dimostrando una crescente fiducia nei servizi digitali per organizzare le proprie vacanze. Nella piattaforma spiagge.it questi rappresentano il 21% delle prenotazioni online, una quota in costante crescita che evidenzia l’importanza di adattare l’offerta a un pubblico internazionale. Questa tipologia di utenti effettua prenotazioni più lunghe, spende di più e decide con largo anticipo. Le regioni con il numero più alto di prenotazioni da parte di turisti stranieri sono: Friuli Venezia Giulia (41%), seguita da Campania (36%), Sardegna e Veneto (entrambe 21%). Le località più gettonate da turisti stranieri sono: Positano (americani e canadesi), Grado (tedeschi e austriaci) e la provincia di Bari (americani, inglesi e francesi). In Friuli Venezia Giulia e Campania, gli stranieri rappresentano oltre il 35% delle prenotazioni online, con un anticipo nella prenotazione della vacanza di circa 25 giorni. In Liguria, Puglia, Sicilia e Sardegna, gli stranieri rappresentano tra il 15-20% delle prenotazioni online e prenotano con un anticipo di circa 7 giorni. In Calabria, Lazio e Basilicata gli stranieri invece sono in minoranza. In queste regioni gli stranieri prenotano con un anticipo di 6 giorni. Il settore del turismo balneare è in costante crescita: vi è stato un aumento del 26% di imprese rispetto al 2011 e nell’ultimo anno l’incremento è stato dell’1%. L’Emilia Romagna guida la classifica per concentrazione, con oltre 1.000 imprese balneari presenti, seguita da Toscana e Liguria. Dal 2011, alcune regioni hanno registrato crescite straordinarie nel numero di spiagge attrezzate: la Sardegna ha quasi triplicato (+190%), passando da 40 a oltre 100 imprese, la Calabria (+110%), la Sicilia (+75%), la Puglia (+53%) e infine la Campania (+37). Questi trend riflettono l'aumento della domanda turistica, con la Campania come regione più ricercata, seguita da Puglia, Sicilia e Sardegna. Anche le dimensioni delle spiagge variano notevolmente: nel Nord Est medie di 400 ombrelloni in Friuli Venezia Giulia, 300 in Veneto e 200 in Emilia Romagna; nell’area tirrenica 170 nel Lazio, 130 in Toscana e Liguria. Al Sud la media è di 160 ombrelloni, con valori inferiori in Sicilia (120) e in Sardegna (70). La crescita del valore di prenotazioni online di ombrelloni tra il 2023 e il 2024 è del 48%. Gli stabilimenti già attivi sul sito di spiagge.it nel 2023, hanno registrato una crescita del 20%, contribuendo al 36% dell’incremento totale. Il restante 64% proviene da stabilimenti che hanno utilizzato l’online per la prima volta nel 2024. Il numero di stabilimenti che adottano strumenti online è aumentato del 25% con un’adesione crescente da parte dei più scettici. Tutte le regioni hanno registrato una crescita rispetto all’anno precedente. Confrontando solo gli stabilimenti che erano online sia nel 2024 che nel 2023, la Sardegna ha segnato l’incremento maggiore dal 2023 al 2024 (+40%), seguita da Friuli Venezia Giulia (+29%), Puglia (+28%) ed Emilia Romagna (+26%). Gli aumenti più contenuti sono stati rivelati in Veneto (+25%), Marche (+11%) e Toscana (+10%), probabilmente penalizzate dalle condizioni meteo estive avverse della scorsa estate. Per quanto riguarda i costi degli ombrelloni a livello regionale, Sardegna, Campania, Puglia, Sicilia e Liguria hanno prezzi più alti, oscillando tra 53,00-40,00 euro. Il Nord-Centro Adriatico ha un prezzo medio di circa 24,00-25,00 euro, mentre Calabria e Basilicata registrano il prezzo medio più basso attestandosi a 22,00 euro. In Toscana, la spesa media al giorno per una postazione raggiunge i 39,00 euro. Secondo l’analisi dei dati della piattaforma Spiagge.it, province quali Napoli, Savona, Salerno e Lecce spiccano per un numero particolarmente elevato di ricerche, segno di un grande interesse da parte dei turisti. Tuttavia, anche in province meno conosciute o con minore visibilità c’è una domanda latente che spesso però non trova un’offerta adeguata. I principali gap digitali che limitano la crescita in alcune zone litorali d’Italia sono in primis la mancanza o l’inefficacia del sito web: circa il 50% degli stabilimenti non dispone di un sito web adeguato oppure non l’ha affatto. Nello specifico, il 30% degli stabilimenti ne è proprio sprovvisto, il che determina una potenziale perdita di valore prenotazioni di circa 15mila euro per stabilimento rispetto a chi ha un sito web ottimizzato per ricevere prenotazioni. Chi ha un sito ben strutturato riesce a generare introiti fino a 3 volte in più rispetto a chi non l’ha. Secondo limite di crescita è la tendenza a favorire gli abbonamenti stagionali limitando la disponibilità per i clienti occasionali, più propensi a prenotare tramite piattaforme digitali e a contribuire così a incrementare la visibilità web dello stabilimento. In media, gli stabilimenti balneari con meno del 40% di occupazione stagionale registrano il doppio delle prenotazioni online rispetto a quelli con spiagge principalmente occupate da clienti stagionali. Infine, troppi stabilimenti non sono presenti sui principali portali di prenotazione, per esempio spiagge.it, e non sfruttano le potenzialità offerte dai motori di ricerca, tra cui Google, per migliorare la visibilità organica o attraverso campagne pubblicitarie. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Psicologa Giannini: "Con caos treni a rischio i viaggi per curarsi"
(Adnkronos) - "Il caos trasporti non solo mette a rischio i viaggi per chi è costretto a curarsi lontano dalla propria città o regione ma influisce pesantemente e negativamente sui pazienti stessi, già preoccupati per le loro condizioni di salute". Così all'Adnkronos Salute Anna Maria Giannini, professore ordinario di Psicologia generale alla Sapienza Università di Roma sugli effetti legati ai trasporti in tilt che, tra guasti e maltempo, da giorni stanno paralizzando l'Italia. "Chi deve affrontare un viaggio per curarsi non sta investendo in una vacanza in allegria e relax - spiega Giannini - Anzi. Se poi le sue condizioni di salute sono molto critiche perché ha una patologia cronica o una malattia terminale, lo stress di base non può che peggiorare". La psicologa distingue tra 3 livelli di stress. "Nel primo livello c'è il paziente preoccupato per la sua salute - spiega Giannini -. Nel secondo c'è tutta l'ansia di doversi spostare per affrontare cure. Prendiamo l'esempio di un cittadino di Catanzaro che per un esame o una visita di controllo programmata da tempo deve andare a Roma. Ha l'ansia di dover organizzare il viaggio, e magari anche trovare un alloggio". Arriviamo poi al "terzo livello di stress, con il paziente che si chiede 'perché non posso curarmi nella mia città o nella mia regione, visto che è un mio diritto?' E' costretto a spostarsi perché non ha alternative. Se poi i servizi non funzionano - tra cui i treni, fermi per uno sciopero o per un guasto dovuto o no al maltempo, ecco che lo stress diventa elevatissimo". "Attenuare la tensione è possibile - conclude Giannini - Basta trovare un modo per distrarsi, magari affrontando il viaggio in compagnia di un amico o familiare per parlare d'altro, leggere un libro, o ascoltare musica. Fermo restando che i servizi dovrebbero sempre funzionare". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Un buco nero con la corona oscillante: XMM-Newton dell'ESA scopre strane emissioni di raggi X
(Adnkronos) - Il telescopio spaziale XMM-Newton dell'ESA ha compiuto una scoperta che sta rivoluzionando la nostra comprensione dei buchi neri supermassicci. Un gruppo internazionale di ricerca, guidato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) e con la partecipazione di scienziati dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha rilevato oscillazioni quasi periodiche nei segnali X provenienti dalla "corona" di particelle che circonda un buco nero supermassiccio situato nel cuore di una galassia vicina.
Queste oscillazioni, presentate al 245° meeting dell'American Astronomical Society e in un articolo imminente su Nature, rappresentano un fenomeno del tutto inaspettato. Le teorie attuali sull'accrescimento dei buchi neri non riescono a spiegare pienamente queste rapide variazioni nei segnali X. Le osservazioni di XMM-Newton hanno rivelato che l'oggetto celeste in questione, il buco nero supermassiccio 1ES 1927+654, presenta un comportamento anomalo. Dopo un'eruzione che ha temporaneamente distrutto la corona di raggi X, sono state osservate delle oscillazioni quasi periodiche, ovvero variazioni regolari nell'intensità dei raggi X. I buchi neri sono oggetti celesti con una forza gravitazionale tale da intrappolare qualsiasi cosa si avvicini oltre un certo punto, chiamato orizzonte degli eventi. Durante la caduta finale nel buco nero, la materia forma un disco di accrescimento che si surriscalda emettendo principalmente luce ultravioletta (UV). Questa luce UV interagisce con una nube di gas elettricamente carico (plasma) attorno al buco nero, chiamata corona. Queste interazioni trasformano la luce UV in raggi X, osservabili da XMM-Newton. XMM-Newton osserva il buco nero supermassiccio 1ES 1927+654 dal 2011. Inizialmente, le emissioni di raggi X erano normali. Ma nel 2018, qualcosa è cambiato. Il buco nero ha subito un'eruzione che ha apparentemente distrutto la corona di raggi X circostante. Gradualmente, la corona è tornata, e all'inizio del 2021 sembrava che tutto fosse tornato alla normalità. Tuttavia, a luglio 2022, XMM-Newton ha osservato che l'emissione di raggi X variava di circa il 10% su scale temporali comprese tra 400 e 1000 secondi. Queste oscillazioni quasi-periodiche (QPO) sono difficili da rilevare nei buchi neri supermassicci.
Le oscillazioni potrebbero indicare la presenza di un oggetto massiccio, come una stella, all'interno del disco di accrescimento, in orbita attorno al buco nero prima di essere inghiottito. I calcoli suggeriscono che questo oggetto potrebbe essere una nana bianca, un denso residuo stellare, che viaggia a velocità incredibili.
Le previsioni teoriche indicavano che l'oggetto avrebbe dovuto superare l'orizzonte degli eventi a gennaio 2024, con la conseguente scomparsa delle oscillazioni. Tuttavia, a marzo 2024, XMM-Newton ha continuato a rilevare le oscillazioni, con l'oggetto che viaggiava a metà della velocità della luce. Questa scoperta inaspettata ha portato i ricercatori a considerare altre possibilità. Potrebbe esserci un meccanismo diverso dalle onde gravitazionali in gioco, oppure l'ipotesi iniziale potrebbe dover essere modificata. Una possibilità è che la nana bianca venga lentamente "divorata" dal buco nero anziché essere inghiottita interamente.
Nel 2030, l'ESA lancerà LISA, un osservatorio spaziale dedicato alla rilevazione di onde gravitazionali proprio nella gamma di frequenze emesse da 1ES 1927+654. Se le previsioni dei ricercatori sono corrette, LISA potrebbe fornirci informazioni preziose su ciò che accade in prossimità di questo buco nero supermassiccio. Crediti Immagine: NASA/Sonoma State University, Aurore Simonnet ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La previsione, casi demenza negli Usa rischiano di raddoppiare entro 2060
(Adnkronos) - Come previsto per altre aree del mondo, anche negli Usa i casi di demenza sono destinati a impennarsi nei prossimi anni. In un nuovo studio, pubblicato su 'Nature Medicine', si stima che raddoppieranno entro il 2060. Secondo la previsione degli autori, infatti, il rischio di sviluppare una forma di demenza dopo i 55 anni tra gli americani è ora del 42%, più del doppio del rischio calcolato da studi precedenti. Questo dato, chiariscono gli autori, si traduce in una stima di mezzo milione di casi quest'anno, che salirà a 1 milione di nuovi casi l'anno entro il 2060. Lo scenario tracciato nel nuovo lavoro - frutto di una collaborazione finanziata dai National Institutes of Health (Nih) con la NYU Langone Health, che include anche autori della Johns Hopkins University e di altre istituzioni statunitensi - deve far riflettere, dicono gli esperti. La demenza - spiegano - comporta un declino progressivo della memoria, della concentrazione e del giudizio. Il numero crescente di casi è direttamente legato all'invecchiamento della popolazione statunitense. Oltre al fattore età, un alto rischio di demenza è legato a fattori genetici, così come a tassi elevati di ipertensione e diabete, obesità, diete non sane, mancanza di esercizio fisico e cattiva salute mentale. Il nuovo studio si basa sulle informazioni raccolte dall'attuale studio Atherosclerosis Risk in Communities Neurocognitive Study, che dal 1987 ha monitorato da vicino la salute vascolare e la funzione cognitiva di circa 16mila partecipanti man mano che invecchiano. Risultato: dal 1987 al 2020, 3.252 partecipanti allo studio sono stati documentati come affetti da demenza. Gli autori hanno utilizzato i dati dello studio e hanno modellato le loro proiezioni del rischio nel corso della vita utilizzando le informazioni dell'US Census Bureau. I numeri analizzati si traducono in un rischio complessivo nel corso della vita tra gli americani di mezza età del 42% (cioè una media tra il 35% calcolato negli uomini e il 48% nelle donne). Il rischio in eccesso nelle donne è dovuto in gran parte ai loro tassi di mortalità più bassi. I risultati dell'analisi hanno anche mostrato un rischio più elevato tra gli adulti neri e nei portatori di una variante del gene APOE4 (tra il 45% e il 60%). "I risultati del nostro studio prevedono un aumento drammatico del peso della demenza negli Stati Uniti nei prossimi decenni", evidenzia il ricercatore senior dello studio, l'epidemiologo Josef Coresh, direttore fondatore dell'Optimal Aging Institute alla NYU Langone. Fra i dati che fanno capire l'impatto potenziale, gli autori segnalano che già adesso circa 58 milioni di americani hanno ormai più di 65 anni. E tra le scoperte chiave dello studio c'è anche il fatto che il rischio di demenza nel corso della vita risulta aumentare a oltre il 50% tra coloro che raggiungono i 75 anni. Come si può intervenire? Gli autori fanno notare che, come dimostrato anche da lavori precedenti, le misure volte a prevenire le malattie cardiache, come il controllo della pressione sanguigna e la prevenzione del diabete, dovrebbero riuscire a rallentare anche il declino cognitivo e prevenire la demenza. "L'imminente boom demografico nei casi di demenza pone sfide significative in particolare per i responsabili delle politiche sanitarie, che devono riconcentrare i propri sforzi su strategie per ridurre al minimo la gravità dei casi di demenza, nonché piani per fornire più servizi sanitari per le persone colpite", conclude Coresh. Fra i fattori collegati a un rischio aumentato di demenza c'è per esempio anche la perdita dell'udito tra gli anziani, ma solo un terzo degli americani con questo problema usa apparecchi acustici. Coresh raccomanda di incrementare monitoraggio e test, e possibilmente anche programmi per rendere gli apparecchi acustici più ampiamente accessibili. Per l'esperto sono inoltre necessarie più risorse per affrontare le disuguaglianze nell'assistenza sanitaria, osservando che si prevede che i numeri di demenza tra i bianchi raddoppieranno nei prossimi 4 decenni, ma tra i neri triplicheranno. Le politiche sanitarie dovrebbero intensificare dunque gli sforzi per migliorare istruzione e alimentazione infantile in queste comunità più a rischio, fattori che hanno dimostrato essere utili per scongiurare il declino cognitivo in età avanzata. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gli occhi dei bambini: focus su smartphone, miopia e dislessia - Ascolta
(Adnkronos) - A che età si sviluppa la funzione visiva nei bambini e quando prevedere i primi controlli oculistici? Quali sono le conseguenze dell'utilizzo dei digital device nei più piccoli? Come individuare eventuali vizi di refrazione come miopia, ipermetropia o astigmatismo nei nostri figli e nipoti? In questo episodio del podcast "Ascolta e vedrai", ascolteremo quali sono le tipologie, le cause e i rimedi più comuni ai problemi che più colpiscono la vista dei bambini. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cardiopatie congenite, al Bambino Gesù impiantata 'clessidra' cuore su 5 pazienti
(Adnkronos) - La 'clessidra' per il cuore, un innovativo dispositivo salvavita destinato a pazienti con gravi cardiopatie congenite, è stata impiantata dai cardiologi interventisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su 5 pazienti. Si tratta dei primi interventi in Europa realizzati dopo l’ottenimento del marchio CE. Il dispositivo, composto da uno stent autoespandibile e da una valvola polmonare, era già stato impiegato a giugno 2023 per uso compassionevole. "Questa procedura mininvasiva consente di evitare l’intervento chirurgico a cuore aperto in soggetti particolarmente fragili a causa della loro storia clinica, riducendo così i rischi e migliorandone la qualità della vita. I pazienti possono essere dimessi dopo appena 2-3 giorni" spiega Gianfranco Butera, responsabile dell’unità di Cardiologia Interventistica del Bambino Gesù di Roma. Le cardiopatie congenite che colpiscono la parte destra del cuore, come la stenosi polmonare o la tetralogia di Fallot, compromettono spesso il funzionamento della valvola polmonare. Questa valvola, situata tra il ventricolo destro e l’arteria polmonare, regola il flusso sanguigno verso i polmoni per l’ossigenazione e impedisce il reflusso di sangue. Quando non funziona correttamente, si verifica un rigurgito polmonare, che può essere risolto con il posizionamento di protesi valvolari. Tradizionalmente, queste protesi vengono impiantate tramite intervento chirurgico a cuore aperto, che aumenta l’impatto sul paziente, la durata del ricovero e i rischi, o con tecniche endoscopiche. Tuttavia, la conformazione irregolare dell’efflusso destro (la connessione tra il ventricolo destro e le arterie polmonari), spesso dilatato a causa di interventi precedenti o di altri fattori, può rendere queste procedure particolarmente difficili o impraticabili. I 5 pazienti trattati al Bambino Gesù, di età compresa tra i 15 e i 40 anni e affetti da tetralogia di Fallot - riporta una nota - sono i primi in Europa a beneficiare del nuovo dispositivo transcatetere dopo la certificazione CE. Il primo impianto, eseguito a giugno 2023 su una ragazza di 21 anni, era stato autorizzato in modalità compassionevole. Durante gli interventi erano presenti specialisti provenienti da centri europei di eccellenza come Dublino, Monaco e Varsavia. Il dispositivo (Alterra Adaptive Prestent), è composto da uno stent metallico autoespandibile, a forma di clessidra, progettato per ridurre il diametro dell’efflusso destro dilatato, e da una valvola polmonare standard inserita all’interno dello stent. Questa tecnologia consente di trattare dilatazioni dell’efflusso destro fino a 42-44 mm, contro i 29 mm gestibili con i dispositivi tradizionali. Inoltre, mentre le valvole biologiche richiedono sostituzioni periodiche a causa del deterioramento, la componente metallica della 'clessidra' è duratura e permette, nel futuro, l’inserimento di ulteriori nuove valvole per via emodinamica senza interventi chirurgici invasivi. L’adozione di dispositivi come la 'clessidra' - conclude la nota - offre nuove speranze e migliori prospettive di vita a pazienti con cardiopatie congenite complesse per cui l’opzione chirurgica rappresenta un rischio a causa della loro storia clinica. "Fino a pochi anni fa, pazienti con estese dilatazioni dell’efflusso destro dovevano sottoporsi a interventi chirurgici complessi - chiosa Butera - Grazie a questo dispositivo, possiamo trattare in modo mininvasivo circa il 70-80% di questi pazienti rispetto all’attuale 40%". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










