Bimba ingoia pila, salvata grazie a sinergia Meyer Firenze-Ospedale cuore Massa

(Adnkronos) - Un'altra bambina ha rischiato la vita per l'ingestione di una pila a bottone. E' stata salvata grazie alla collaborazione tra i medici dell'Aou Meyer Irccs di Firenze e dell'Ospedale del cuore di Massa-Fondazione Monasterio. La piccola, che ha 1 anno, ha lasciato da pochi giorni la rianimazione dell'Ospedale del cuore dopo un ricovero in terapia intensiva. E' il terzo caso che si verifica in Toscana nell'arco di soli 2 mesi: lo scorso novembre una bambina è deceduta e un altro bimbo è stato fortunatamente salvato. I medici lanciano un appello ai genitori: "State attenti alle pile. Sono oggetti pericolosissimi". La bambina è arrivata al Pronto soccorso dell'Ospedale pediatrico Meyer nel tardo pomeriggio di giovedì scorso. I genitori si erano accorti che aveva problemi nella deglutizione e ai medici hanno segnalato che la figlia, prima di addormentarsi, aveva giocato con una pila, riporta il Meyer in una nota. Consapevoli del pericolo, i medici del Meyer hanno immediatamente effettuato una radiografia che ha evidenziato la presenza del corpo estraneo - di 2 centimetri di diametro - nello sfintere esofageo superiore. Anche se nella letteratura scientifica il punto più pericoloso è considerato quello della parte mediana dell'esofago, per la vicinanza con l'arco aortico che può essere lesionato, gli operatori del pediatrico fiorentino hanno deciso di procedere con la massima urgenza.  "La presenza di una pila nella cavità dell'esofago - afferma Roberto Lo Piccolo, il chirurgo del Meyer che ha eseguito l'intervento salvavita - provoca infatti 3 tipologie di danni: elettrico, meccanico e chimico. In primo luogo, in una cavità così ristretta qual è quella dell'esofago, l'anodo e il catodo presenti nella pila si attivano e in tempi rapidissimi sono capaci di lesionare gravemente le mucose delle pareti, provocando ulcerazioni anche molto estese. A questo si aggiunge la possibile perdita di acido con conseguenze ancora più gravi". "Dato che la lesione può raggiungere e danneggiare in tempi molto brevi i vasi aortici, mettendo in pericolo la vita dei pazienti, è necessaria la presenza di cardiochirurghi pronti a intervenire. Di qui la decisione di trasportare la piccola all'Ospedale del cuore di Massa", spiegano i medici.  A partire dal Meyer è stata un'équipe formata dal chirurgo-endoscopista Roberto Lo Piccolo, dall'anestesista Elena Lenares e da una strumentista di sala, Bernadetta De Rosa. In Monasterio la piccola è stata accolta in sala ibrida da uno staff multidisciplinare composto da anestesisti e intensivisti pediatrici (Elisa Barberi, Pierantonio Furfori, Michele Collareta e Paolo Del Sarto), da cardiochirurghi (Leonardo Torracchi e Vera Cetera), dal cardiologo (Massimiliano Cantinotti) oltre a infermieri di sala, di anestesia e tecnici di circolazione extracorporea e di radiologia.  Dopo l'ecocardiografia che ha escluso danni vascolari e cardiaci, lo staff di Monasterio ha eseguito la preparazione per l'anestesia generale e il monitoraggio della piccola. "Abbiamo scelto di accogliere la piccola paziente in sala ibrida perché - illustra Del Sarto, direttore dell'Unità di Anestesia e Rianimazione di Monasterio - quella sala consente di eseguire, in caso di bisogno, non solo un intervento cardiochirurgico salvavita, ma anche eventuali indagini radiologiche e angiografiche per documentare eventuali lesioni vascolari".  L'intervento, eseguito in endoscopia da Lo Piccolo, non è stato facile, evidenziano dal Meyer: la pila si era già incuneata nei tessuti dell'esofago e aveva creato una lesione. E' stato quindi necessario inserire degli strumenti di 5 millimetri di diametro nella cavità orale della paziente e utilizzare delle pinze minuscole per rimuovere il corpo estraneo. Per fortuna il danno aortico non c'è stato, ma la bambina è stata comunque trasferita per alcuni giorni in terapia intensiva. Le sue condizioni sono progressivamente migliorate e ha potuto essere trasferita nel reparto di degenza pediatrica dell'Ospedale del cuore.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


TCL Ai Me: il robot domestico intelligente che rivoluziona la tua casa

(Adnkronos) - TCL, marchio leader nel settore della tecnologia, ha presentato durante il CES di Las Vegas il suo primo concept di robot domestico, TCL Ai Me, un'innovativa combinazione di design accattivante e intelligenza artificiale avanzata. Progettato per diventare un vero e proprio membro della famiglia, TCL Ai Me è destinato a rivoluzionare il modo in cui interagiamo con la nostra casa. TCL Ai Me non è un semplice elettrodomestico, ma un compagno in grado di apprendere e adattarsi alle abitudini di chi vive la casa. Grazie alla sua intelligenza artificiale avanzata, il robot è in grado di interagire in modo naturale e personalizzato, rispondendo ai comandi vocali e gestendo le richieste. Il design di TCL Ai Me è stato studiato per essere sia funzionale che esteticamente piacevole. Il robot presenta un aspetto amichevole e rassicurante, con un'espressione che cambia a seconda delle emozioni e delle situazioni. Inoltre, grazie alla possibilità di personalizzare l'aspetto con diversi outfit, TCL Ai Me può diventare un elemento distintivo della tua casa. Il robot TCL si integra perfettamente con gli altri dispositivi smart presenti nella casa, creando un ecosistema connesso e intuitivo. Il robot può controllare luci, termostato, elettrodomestici e altri dispositivi compatibili, semplificando la gestione della tua casa e ottimizzando i consumi energetici. Il lancio di TCL Ai Me rappresenta un importante passo avanti verso un futuro in cui la tecnologia sarà sempre più integrata nella nostra vita quotidiana. TCL continua a investire in ricerca e sviluppo per creare soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita delle persone. L'azienda immagina un futuro in cui i robot domestici intelligenti saranno sempre più presenti nelle nostre case, svolgendo una vasta gamma di compiti e diventando veri e propri assistenti personali. Un assistente personale sempre a disposizione: conoscere le previsioni del tempo? Oppure fissare un promemoria per una riunione importante? TCL Ai Me è sempre pronto ad aiutare, gestendo le attività quotidiane con semplicità e precisione. Una casa più smart e confortevole: controlla le luci, regola il termostato, accendi la TV: con TCL Ai Me, la casa diventa un ambiente personalizzato e confortevole. Il robot si integra perfettamente con gli altri dispositivi smart, creando un ecosistema domestico intelligente e intuitivo. Un compagno di gioco e di conversazione: che si sia soli o in compagnia, TCL Ai Me può offrire momenti di svago e divertimento. Giocare a quiz, racconta barzellette o semplicemente tenere compagnia durante le attività. Un occhio di riguardo sulla sicurezza: grazie alle sue funzioni di sorveglianza, TCL Ai Me può aiutare a proteggere la casa quando non si è presenti. Il robot TCL è in grado di inviare notifiche in caso di movimenti sospetti e consente il controllo di cosa accade all'interno della tua abitazione tramite l'app dedicata. 
Un alleato per il benessere: TCL Ai Me può aiutare a ridurre lo stress. Ascoltare musica, leggere un libro o semplicemente conversare piacevolmente. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il Digital Operational Resilience Act (DORA) sarà pienamente applicabile a partire dal 17 gennaio 2025

(Adnkronos) - Il settore dei servizi finanziari si trova ad affrontare una nuova sfida: il Digital Operational Resilience Act (DORA), un regolamento europeo che mira a rafforzare la sicurezza cibernetica delle istituzioni finanziarie. Entrato in vigore il 16 gennaio 2023, il DORA diventerà pienamente applicabile a partire dal 17 gennaio 2025, imponendo nuovi e rigorosi standard in materia di resilienza operativa digitale. 
Il DORA introduce una serie di requisiti volti a garantire che le istituzioni finanziarie siano in grado di prevenire, rilevare, rispondere e recuperare da incidenti informatici. Tra i principali obblighi previsti dal regolamento si trovano: 
Valutazioni più frequenti dei rischi: le aziende dovranno condurre analisi regolari per identificare e valutare le potenziali minacce informatiche. 
Processi di segnalazione degli incidenti più chiari: sarà necessario definire procedure precise per la segnalazione tempestiva degli incidenti alle autorità competenti. 
Monitoraggio più rigoroso dei fornitori terzi: le aziende dovranno estendere le proprie valutazioni di sicurezza anche ai fornitori di servizi cloud e ad altri partner esterni. 
Test regolari della resilienza: saranno obbligatori test periodici per verificare l'efficacia delle misure di sicurezza adottate. 
Responsabilità dei vertici aziendali: i consigli di amministrazione e i management team saranno chiamati a garantire la conformità alle nuove norme. Per soddisfare questi requisiti, le istituzioni finanziarie dovranno investire in infrastrutture IT altamente sicure e resilienti. I data center, in particolare, svolgeranno un ruolo cruciale nel garantire la continuità operativa e la protezione dei dati. 
Cosa offrono i data center per la conformità al DORA?
 
Infrastrutture robuste e sicure: i data center moderni sono progettati per offrire livelli di sicurezza elevatissimi, con sistemi di protezione multilivello e controlli di accesso rigorosi. 
Connettività di rete ad alta performance: una connettività di rete solida e affidabile è essenziale per garantire la continuità operativa e la comunicazione tra i diversi sistemi. 
Servizi di colocation: i data center offrono la possibilità di ospitare le proprie infrastrutture IT in un ambiente sicuro e gestito da esperti. 
Servizi di cloud computing: il cloud computing può aiutare le aziende a scalare le proprie risorse IT in modo flessibile e a rispondere rapidamente alle variazioni del carico di lavoro. 
Servizi di sicurezza gestiti: i fornitori di servizi di data center possono offrire una vasta gamma di servizi di sicurezza gestiti, come la protezione dalle minacce, la gestione degli incidenti e la conformità normativa. Equinix, in qualità di leader globale nell'infrastruttura digitale, è ben posizionata per supportare le aziende nel loro percorso verso la conformità al DORA. Grazie alla sua vasta esperienza nel settore della sicurezza informatica e alla sua rete globale di data center, Equinix può offrire ai propri clienti le soluzioni necessarie per affrontare le sfide poste dal nuovo regolamento. "Equinix ha un ruolo fondamentale nel supportare i propri clienti finanziari a soddisfare i requisiti DORA", afferma Adrian Mountstephens, Business Development Senior Manager di Equinix. "La nostra esperienza pluriennale in materia di resilienza ci consente di guidare le aziende verso un futuro più sicuro e conforme." ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Combattere la povertà energetica: l'impatto del coaching e delle tecnologie smart

(Adnkronos) - La povertà energetica, ovvero la condizione in cui le famiglie spendono una quota eccessiva del loro reddito per il consumo di energia (almeno l'8%), affligge milioni di persone in tutto il mondo. Un recente studio condotto dal MIT ha dimostrato che interventi mirati, combinando coaching e tecnologie smart, possono aiutare le famiglie a ridurre significativamente i consumi e i costi energetici. L'esperimento, condotto ad Amsterdam, ha coinvolto 117 famiglie in condizioni di povertà energetica. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto informazioni sul consumo energetico e sessioni di coaching, mentre il secondo ha ricevuto lo stesso supporto, ma è stato inoltre dotato di dispositivi smart per monitorare in tempo reale i consumi energetici. I risultati sono stati sorprendenti: le famiglie coinvolte nello studio hanno ridotto in media il consumo di elettricità del 33% e quello di gas del 42%. Ciò ha portato a una diminuzione del 53% delle bollette energetiche, facendo scendere la percentuale di reddito destinata all'energia dal 10,1% al 5,3%. "Il nostro progetto di coaching energetico ha mostrato un tasso di successo del 75% nel contrastare la povertà energetica", afferma Joseph Llewellyn, ricercatore presso il Senseable City Lab del MIT e co-autore dello studio. "Questi risultati dimostrano che interventi mirati possono avere un impatto significativo sulla vita delle famiglie." L'analisi ha evidenziato che i principali fattori di cambiamento comportamentale sono stati: 
Riscaldamento mirato: limitare il riscaldamento solo agli ambienti effettivamente utilizzati. 
Scollegamento degli elettrodomestici: Staccare dalla presa gli apparecchi elettrici non utilizzati. "Il livello di conoscenza in materia di efficienza energetica variava notevolmente tra le famiglie", spiega Llewellyn. "Il nostro approccio non è stato giudicante, ma si è basato sulla collaborazione e sulla comprensione delle esigenze specifiche di ogni famiglia." L'utilizzo dei dispositivi smart, sebbene inizialmente apprezzato, ha perso interesse dopo poche settimane. Tuttavia, anche un breve periodo di monitoraggio ha dimostrato essere sufficiente per indurre cambiamenti duraturi nei comportamenti energetici. "La nostra ricerca dimostra che le tecnologie smart devono essere integrate con un approccio umano-centrico, che tenga conto dei fattori motivazionali e comportamentali delle famiglie", afferma Fábio Duarte, co-autore dello studio pubblicato su Nature.. Lo studio sottolinea l'importanza di un approccio multidimensionale al contrasto della povertà energetica. Oltre agli interventi sulle famiglie, sono necessarie azioni a livello strutturale, come la riduzione dei prezzi dell'energia e l'efficientamento degli edifici. "È fondamentale evitare che la riduzione dei costi energetici per le famiglie si traduca in un aumento dei costi di affitto", afferma Llewellyn. "Dobbiamo garantire che i benefici delle politiche di efficienza energetica siano realmente accessibili a tutti." ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'Italia illumina la Luna, un nuovo riflettore laser per esplorare il nostro satellite

(Adnkronos) - L'Italia è pronta a lasciare un'impronta ancora più profonda sulla Luna. Grazie a un accordo siglato tra l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e ispace-EUROPE, una sussidiaria della società giapponese ispace, un innovativo strumento chiamato LaRA2 (Laser Retroreflector Array) verrà trasportato sulla superficie lunare. 
LaRA2 è un piccolo dispositivo, robusto e leggero, progettato per resistere alle dure condizioni lunari e riflettere con precisione i raggi laser inviati dalla Terra. Questo permetterà di determinare la posizione del riflettore con estrema precisione, contribuendo così alla creazione di mappe dettagliate della Luna e migliorando la navigazione spaziale. L'Italia, grazie all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), vanta una lunga esperienza nello sviluppo di questi strumenti, già utilizzati con successo in missioni precedenti.  

Lo strumento LaRA2, una matrice a cupola delle dimensioni di un palmo di una mano di retroriflettori


 

 
LaRA2 sarà integrato nel lander lunare APEX 1.0, parte della missione 3 di ispace-U.S., con atterraggio previsto nel 2026 nel bacino di Schrödinger, sul lato nascosto della Luna. Una volta posizionato sulla superficie, il riflettore sarà puntato dai laser in orbita lunare, consentendo agli scienziati di raccogliere dati preziosi per studiare la Luna e testare teorie fondamentali come la Relatività Generale. "Questa collaborazione con l'ASI è un passo importante per l'esplorazione lunare", ha dichiarato Julien Lamamy, CEO di ispace-EUROPE. "LaRA2, insieme agli altri riflettori già presenti sulla Luna, ci permetterà di migliorare la nostra comprensione del nostro satellite e di aprire la strada a future missioni." 
Raffaele Mugnuolo, responsabile dell'ufficio di esplorazione e infrastrutture orbitanti dell'ASI, ha sottolineato l'importanza di questa missione: "L'Italia è un leader nel campo dei riflettori laser planetari. LaRA2 rappresenta un ulteriore passo avanti in questa direzione e ci permetterà di consolidare la nostra posizione nell'esplorazione spaziale." L'arrivo di LaRA2 sulla Luna rappresenta un traguardo significativo per l'Italia e per la comunità scientifica internazionale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Addio spia cinese", l'ultimo trend di TikTok prima del ban in Usa

(Adnkronos) - Mentre la Corte Suprema si appresta a decidere sul destino di TikTok negli Stati Uniti, la piattaforma è investita da un'ondata di contenuti ironici e surreali. L'imminente divieto, che potrebbe entrare in vigore il 19 gennaio, ha scatenato una tendenza insolita tra i TikToker: quella di salutare la propria "spia cinese personale". Con un misto di sarcasmo e rassegnazione, gli utenti ringraziano la presunta sorveglianza dell'app per aver fornito loro contenuti personalizzati e di intrattenimento. Alcuni dichiarano persino di preferire la condivisione dei propri dati con il governo cinese piuttosto che migrare verso alternative come Instagram Reels o YouTube Shorts. Un post, che ha superato 1,5 milioni di like, mostra una scena emozionante di Squid Game con la didascalia "Io che saluto la mia spia cinese il 19 (ha perfezionato il mio algoritmo)". Altri TikToker si cimentano in performance in lingua cinese o interpretano il ruolo delle "spie" responsabili degli algoritmi. "È stato un grande onore spiarvi negli ultimi anni", afferma il TikToker yanxiao1003 in un video. "Auguro a tutti una vita meravigliosa in futuro... Laura dalla California, non dovresti bere tutta quella Coca-Cola, fa male alla salute". Questa ondata di contenuti ironici riflette le preoccupazioni di lunga data sulla sicurezza di TikTok, alimentate dai legami della sua casa madre, ByteDance, con la Cina. Le accuse di raccolta dati e condivisione con il governo cinese hanno portato i legislatori statunitensi a definire l'app una "minaccia alla sicurezza nazionale". La decisione della Corte Suprema determinerà se TikTok verrà bandito definitivamente o se ByteDance sarà costretta a cederne la proprietà. In attesa del verdetto, l'ironia degli utenti sembra essere l'unico strumento per esorcizzare l'incertezza sul futuro della piattaforma. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Auto, pratico.it: "No truffe, ecco compravendita di usato con servizio integrato e sicuro"

(Adnkronos) - Nel settore delle compravendite di veicoli usati, la fase del passaggio di proprietà rappresenta un momento critico per acquirenti e venditori, spesso esposti al rischio di frodi e truffe per quanto concerne il pagamento del prezzo del veicolo. Sebbene le opzioni tradizionali permettano di completare le pratiche burocratiche presso agenzie e sportelli pubblici, il pagamento del veicolo e la trascrizione dell’atto di vendita sono operazioni gestite separatamente, esponendo le parti a rischi significativi. L'acquirente teme di effettuare il pagamento senza ottenere la proprietà del veicolo, mentre il venditore rischia di trasferire la proprietà senza ricevere il compenso concordato o ritrovarsi con un assegno circolare falsificato.  Nell’incertezza di chi 'debba fare il primo passo' e confidare nella buona fede della controparte, pratico.it, startup fintech innovativa del settore automotive, ha raccolto queste preoccupazioni sviluppando una soluzione che elimina i rischi di frode, salvaguardando la fiducia reciproca tra le parti e assicurando un passaggio di proprietà digitale, guidato e sicuro.  Con il nuovo servizio di passaggio di proprietà di pratico.it, il pagamento e il trasferimento di proprietà del veicolo vengono gestiti in modo integrato e simultaneo, rendendo l’intero processo sicuro e trasparente. Grazie al servizio cassaforte incluso di default in ogni passaggio, pratico.it, si affida a un istituto di pagamento partner - sottoposto alla Vigilanza di Banca d’Italia - per custodire l’importo della vendita in un conto di deposito dedicato. Solo al completamento delle pratiche di trasferimento di proprietà, quando l’acquirente diventa ufficialmente il nuovo proprietario al Pubblico registro automobilistico (ra), il venditore riceve il pagamento. Questo elimina completamente il rischio di truffe legate a pagamenti non sicuri.  L’intero processo, quasi totalmente digitalizzato, consente agli utenti di svolgere le operazioni preliminari online e di recarsi presso una delle agenzie partner per l’attività di consulenza automobilistica vera e propria e per gli step conclusivi. In questo modo, la velocità e semplicità delle soluzioni digitali si uniscono da un lato alla sicurezza di pagamenti tracciati e garantiti, e dall’altro a un network di agenzie affidabili operanti sul territorio. Un passo avanti verso un mercato dell’usato più trasparente  Il nuovo servizio di pratico.it non è solo una garanzia di sicurezza per acquirenti e venditori, ma rappresenta anche un impegno concreto nel promuovere la fiducia e la trasparenza nel mercato automobilistico dell’usato. Lanciato a Milano, il servizio sarà disponibile su tutto il territorio nazionale entro il 2025, con l’obiettivo di ridurre il numero di truffe e di rendere la compravendita dei veicoli un’esperienza serena e affidabile per tutti.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Inapp: "Tra dicembre 2019 e ottobre 2024 oltre 1 mln di posti creati, ma persistono criticità"

(Adnkronos) - Il Rapporto Inapp 2024 (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) esplora il futuro del mercato del lavoro italiano e propone un cambio di visione per affrontare le sfide strutturali legate all’invecchiamento della popolazione e alla crescente pervasività delle tecnologie digitali. Il rapporto evidenzia risultati positivi, come la crescita dell’occupazione, con un aumento in Italia del 3,5% tra dicembre 2019 e ottobre 2024, con oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro creati. Questo risultato ha portato il numero degli occupati a 24,1 milioni, con un tasso di occupazione record del 62,5%. Tuttavia, permane una differenza del tasso di occupazione tra Italia e i 20 principali Paesi della UE che risulta essere, da un’indagine Eurostat 2023, di -8,5% del T.O. equivalente a 3,156 milioni di posti di lavoro a parità di popolazione. Circa il 70% della carenza di occupati italiana risulta concentrata nei comparti influenzati dalla spesa pubblica: la sanità e l’assistenza (-1,270 milioni), la pubblica amministrazione e l’istruzione. Persistono ulteriori criticità. 1) Tasso di inattività elevato: un terzo della popolazione in età lavorativa non partecipa al mercato del lavoro, con una forte concentrazione di giovani e donne. In particolare, nel Mezzogiorno il tasso di inattività femminile raggiunge il 58,2% e supera di 10 punti la media UE. 2) Difficoltà nel reperire lavoratori: oltre il 47% delle imprese segnala problemi nel trovare personale idoneo, un dato in crescita di oltre 22 punti rispetto al 2019. L'occupazione femminile è ostacolata anche dalla carenza di servizi di cura, che da una ricerca INAPP del 2023 sono alla base del 18% delle uscite lavorative e del 40% delle dimissioni volontarie delle donne. La riduzione demografica di circa 4 milioni di persone in età di lavoro entro il 2040 e la diffusione delle tecnologie digitali nei processi produttivi sono fattori che aggravano il fenomeno in oggetto. 3) Disallineamento tra domanda e offerta di lavoro: il mismatch è alimentato da una formazione professionale poco aderente ai fabbisogni delle imprese e da una riduzione della popolazione attiva. La chiave per superare questo disallineamento è rappresentata dalle politiche attive per il lavoro. Il varo del Programma Gol ha consentito, in prima istanza, di elevare la partecipazione formale alle politiche attive del lavoro delle persone in cerca di lavoro (+178%) e al 30 novembre 2024 ha permesso a 3,1 milioni di persone di essere presi in carico. Di questi, circa 1,9 milioni (61,3%) hanno avviato o concluso una politica attiva o un tirocinio extracurriculare.  Al 30 novembre 2024 il sistema delle Comunicazioni obbligatorie segnalava un esito occupazionale positivo per 1.139 mila lavoratori, pari al 36,6% del totale dei presi in carico, tra i quali il 58% assunti con contratti di natura temporanea. Tuttavia, dalle attività di monitoraggio emergono diverse criticità: la crescente difficoltà nel sincronizzare le modalità e i tempi delle prese in carico; la bassa efficacia delle misure formative per le finalità occupazionali; il mancato funzionamento delle condizionalità previste per i beneficiari dei sostegni al reddito. Queste criticità evidenziate motivano l’esigenza di una riforma organica delle politiche attive del lavoro.  Il Rapporto Inapp 2024 evidenzia, la necessità di un approccio innovativo per affrontare le problematiche del mercato del lavoro. Questo cambio di paradigma deve mettere al centro delle politiche economiche e lavorative l’obiettivo di incrementare la produttività, migliorare le competenze dei lavoratori e garantire un utilizzo ottimale delle risorse umane. L’evoluzione richiesta non si limita alla gestione delle risorse pubbliche o alle competenze delle amministrazioni. E' necessaria una collaborazione articolata ed integrata tra istituzioni formative, rappresentanze delle imprese, organizzazioni dei lavoratori e del Terzo settore. Impiegare al meglio le risorse finanziarie, tecnologiche e umane disponibili rappresenta il percorso fondamentale per affrontare le criticità del sistema produttivo e migliorare l’equità nella redistribuzione del reddito.  “Gli incentivi per le assunzioni, nella forma degli sgravi contributivi, hanno mobilitato una parte rilevantissima delle risorse pubbliche destinate alle politiche per il lavoro. Nel 2023 sono stati utilizzati per il 25% delle nuove attivazioni, che salgono al 42% per la componente femminile (il 77% delle assunzioni agevolate delle donne riguarda contratti a termine e part-time). Il 50% delle imprese con meno di 50 dipendenti, per la gran parte nei comparti dei servizi, ha utilizzato le agevolazioni”. A dirlo Natale Forlani, presidente Inapp, Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, in occasione della presentazione del Rapporto. “La rilevanza dell’utilizzo degli incentivi nei settori caratterizzati da una elevata flessibilità dei rapporti di lavoro - spiega - ha vanificato l’obiettivo primario di favorire le assunzioni a tempo indeterminato per la durata minima di tre anni. La media effettiva dei rapporti di lavoro incentivati per tale scopo non supera infatti i 16 mesi. Sono esiti che trovano conferme anche nelle analisi precedenti dell’Inapp, che non evidenziano una significativa incidenza degli sgravi contributivi sulla evoluzione delle tipologie dei rapporti di lavoro e dei trattamenti salariali. In alcuni comparti di attività essi potrebbero aver contribuito positivamente alla riduzione delle prestazioni sommerse”.  “L’eccessiva estensione degli incentivi per le diverse categorie di disoccupati - chiarisce - ha comportato inevitabilmente uno spiazzamento negativo per quelle più svantaggiate. Le ricerche Ril-Inapp evidenziano la particolare efficacia, per la crescita della produttività e il miglioramento delle condizioni di lavoro, degli incentivi finalizzati agli investimenti condizionati dalla promozione di programmi formativi per i lavoratori coinvolti. Risultati analoghi vengono riscontrati nell’indagine Inapp-Fondimpresa sugli esiti dei progetti di formazione continua. Con l’utilizzo dei dati dell’indagine campionaria Icp-Inapp integrati con le informazioni della Rilevazione continua delle forze di lavoro-Inapp, è stata svolta anche una prima indagine sulle professioni ad alto rischio di sostituzione (23%). Nel primo trimestre di quest’anno sarà presentato un primo rapporto dell’impatto sull’occupazione e sulle retribuzioni”. “La crescita degli investimenti - avverte Forlani - risulta inadeguata nei comparti di attività, in particolare dei servizi, caratterizzati da alta intensità di occupazione e da bassa produttività. Gli obiettivi della transizione digitale e ambientale possono essere colti se si individuano modalità capaci di trasferire le innovazioni tecnologiche e di soddisfare la domanda di nuove competenze nelle piccole imprese. La costituzione della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno rappresenta un’occasione straordinaria per aumentare l’attrattività di investimenti e le opportunità lavorative: la chiave del successo delle politiche può essere rappresentata dall’utilizzo di incentivi che combinano investimenti e programmi formativi finalizzati ad adeguare le competenze dei lavoratori”.  “Il 55% dei lavoratori stranieri immigrati - ricorda - è occupato nei servizi alle persone, nelle costruzioni, negli alberghi e ristorazione, nell’agricoltura e nei trasporti e magazzinaggio (dati Istat 2023), con livelli di impiego ufficiali e salari inferiori alla media generale. La quota delle famiglie straniere in condizioni di povertà assoluta (30% del totale) è superiore di cinque volte rispetto a quella dei cittadini italiani. Sono numeri che consigliano di aggiornare la lettura dei flussi migratori e delle politiche rivolte a migliorare la qualità e l’attrattività del nostro mercato del lavoro, in un contesto in cui si va formando un mercato del lavoro internazionale alimentato da una domanda di lavoratori qualificati superiore alla capacità di risposta dei mercati del lavoro dei singoli Paesi”.  “La possibilità di favorire gli ingressi extra quota dei lavoratori formati nei Paesi d’origine introdotta dalla recente riforma dei flussi - chiarisce - andrebbe ampliata anche ai nuovi ingressi che prevedono i percorsi formativi nel nostro territorio finalizzati all’inserimento lavorativo, sulla base di fabbisogni circostanziati e responsabilizzando le imprese richiedenti o gli operatori per l’intermediazione accreditati sull’esito lavorativo”. “Nonostante le innovazioni introdotte per ridurre i tempi per la gestione delle procedure - spiega - le quote assegnate con le modalità dei click day continuano a risultare distanti da una corretta valutazione dei fabbisogni della domanda di lavoro. Le domande presentate dalle imprese risultano disallineate rispetto alla consistenza delle attività produttive nei territori, e per una parte rilevante degli stranieri entrati in Italia con un relativo nulla osta non è stato sottoscritto un regolare contratto di lavoro. La gran parte di tali domande proviene da comparti economici caratterizzati da un’incidenza delle prestazioni sommerse superiore alla media nazionale e da una presenza elevata di lavoratori stranieri”.  “Le risorse messe a disposizione dal Pnrr per le politiche del lavoro - ricorda - hanno consentito di finanziare il Programma nazionale di politiche attive del lavoro Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), dotato di 5,4 miliardi di euro, che propone di raggiungere nell’arco del quinquennio 2021-2025 una serie di obiettivi (target): la presa in carico di almeno 3 milioni di beneficiari delle misure, tra i quali il 75% disoccupati di lunga durata, donne, giovani under 30, disabili, lavoratori over 55; 800 mila beneficiari di attività di formazione tra i quali 300 mila per le competenze digitali”.  “Il Programma - fa notare - viene affiancato da un ulteriore intervento per potenziare i cpi al fine di garantire l’erogazione di servizi relativi ai Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) nell’80% degli sportelli pubblici di ogni regione. Il varo del Programma Gol ha rappresentato una novità importante nello scenario delle politiche attive del lavoro per i livelli di cooperazione attivati dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali nella programmazione delle attività e per la gestione degli interventi sulla base di standard e di informazioni condivise. Il Programma ha consentito, in prima istanza, di elevare la partecipazione formale alle politiche attive del lavoro delle persone in cerca di lavoro (+178%) e di costruire modelli di valutazione (assessment) per orientare i percorsi di inserimento dei disoccupati sulla base dei fabbisogni formativi personalizzati e per adeguare o riqualificare le competenze con il coinvolgimento a valle dei soggetti privati e del privato sociale accreditati”. “Dall’avvio del Programma Gol al 30.11.2024 - sottolinea - sono oltre 3,1 milioni gli individui presi in carico attraverso la sottoscrizione di un patto di servizio. Di questi, circa 1,9 milioni (61,3%) hanno avviato o concluso una politica attiva o un tirocinio extracurriculare. Escludendo la componente dei cosiddetti work-ready (percorso 1 di reinserimento lavorativo), corrispondente a circa la metà degli individui presi in carico, la quota di individui avviati a un’attività formativa supera di poco il 20% (328 mila individui). La metà del bacino è rappresentata dagli adulti tra i 30 e i 54 anni e, sommando la quota degli over 55, supera il 70%. Gli individui non immediatamente occupabili sono quelli che presentano maggiori caratteristiche di vulnerabilità. Il 25% richiede percorsi di formazione per adeguare le competenze, e il 21,4% per riconvertirle, il 56% è costituito da donne. Il 45,3% delle persone prese in carico risulta disoccupato da oltre 12 mesi”.  “La misura per l’inserimento lavorativo - suggerisce il presidente Forlani - più utilizzata è quella dei tirocini extracurriculari che riscontrano buoni esiti occupazionali. Sul totale dei tirocini avviati e conclusi nel 2021 e con almeno un mese di esposizione alla ricerca di lavoro (pari a 312.894), il 48,6% ha una Comunicazione obbligatoria (Co) per lavoro a un mese dalla conclusione dell’esperienza, pari a 151.987 tirocini. Al 30 novembre 2024 il sistema delle Co segnalava un esito occupazionale positivo per 1.139 mila lavoratori, pari al 36,6% del totale dei presi in carico, tra i quali il 58% assunti con contratti di natura temporanea. I tassi di occupazione risultano più elevati (45,5%) per il contingente delle persone più prossime al mercato del lavoro, o che richiedono un percorso di parziale adeguamento delle competenze (37,2%)”.  “I valori - spiega - si abbassano per quelle avviate ai percorsi di formazione per la riconversione delle competenze (18,3%) o se associati a programmi di inclusione sociale (19,7%). Le attività di monitoraggio segnalano diverse criticità. In particolare, una crescente difficoltà: nel sincronizzare le modalità e i tempi delle prese in carico con l’attivazione delle misure formative e con i fabbisogni della domanda di lavoro; nel valutare l’efficacia delle misure di politica attiva utilizzate per le finalità occupazionali, per il mancato funzionamento delle condizionalità previste per i beneficiari dei sostegni al reddito. Due linee di intervento, quella finalizzata all’inserimento dei soggetti con elevati livelli di disagio e quella relativa ai programmi collettivi di reinserimento dei lavoratori nelle aree di crisi, non riscontrano significativi risultati. Queste criticità risultano accentuate dalla carenza di solide modalità di coinvolgimento dei soggetti accreditati privati e del privato-sociale nella valutazione dei fabbisogni e nella progettazione degli interventi”. “L’attuazione dei Lep nei 750 centri pubblici per l’impiego - fa notare - risulta difforme nel territorio. L’obiettivo di promuovere un punto rete ogni 40 mila abitanti trova riscontro solo per un terzo delle sedi. Per quanto riguarda le caratteristiche dei servizi erogati, solo quelli attinenti all’accoglienza e alle informazioni per gli utenti registrano una congrua diffusione sul territorio (90%). Le disparità territoriali sono notevoli per le attività di orientamento, per la facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro e per i servizi rivolti alle imprese. L’evoluzione delle piattaforme per la condivisione di informazioni sui fabbisogni della domanda di lavoro e dell’offerta formativa ha contribuito all’avvio del Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl) per supportare l’accesso alle nuove misure di riforma del Reddito di cittadinanza (Rdc), dell’Assegno di inclusione (Adi) e del Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), fornendo la matrice per estendere l’utilizzo a tutto il sistema delle politiche attive del lavoro. Il potenziale di sviluppo del Siisl, recentemente aperto alla partecipazione diretta delle persone e delle imprese, per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro è enorme, per la disponibilità di informazioni e di banche dati che non sono ancora adeguatamente sfruttate, nonché per la finalità di condividere una lettura più evoluta delle transizioni lavorative attraverso l’utilizzo delle applicazioni di intelligenza artificiale. Le criticità evidenziate motivano l’esigenza di una riforma organica delle politiche attive del lavoro orientata dalla necessità di concorrere alla riduzione del mismatch e dei tempi delle transizioni lavorative: per sviluppare modelli di governance multilivello capaci di coinvolgere nella programmazione e nella progettazione degli interventi il complesso delle istituzioni, delle parti sociali e dei soggetti accreditati per la formazione e l’intermediazione della domanda e offerta di lavoro; per favorire la diffusione di modelli cooperativi (ad esempio le associazioni di scopo), finalizzati a offrire servizi integrati di orientamento e di formazione; per favorire lo sviluppo del Siisl con letture evolute delle transizioni lavorative e con l’introduzione e diffusione del fascicolo del lavoratore come strumento in grado di favorire la crescita dell’autostima personale e la produttività dei percorsi di attivazione delle misure; per rendere effettive le condizionalità per i beneficiari di sostegni al reddito. Tutte le offerte di lavoro coerenti con il profilo professionale delle persone dovrebbero essere accettate, anche per aumentare il tasso di impiego nei settori con elevata mobilità e ridurre la quota dei lavoratori con bassi redditi. L’accettazione dei rapporti di breve durata potrebbe essere incentivata rendendo compatibile entro certi limiti la continuità del sostegno pubblico e il salario percepito”. “In Italia - suggerisce il presidente Forlani - bisogna dare priorità assoluta al rafforzamento dei percorsi in duale (apprendistato e tirocini extracurricolari), con la costruzione di una cornice condivisa normativa e contrattuale nazionale in grado di valorizzare in modo organico le innovazioni normative; alla flessibilizzazione e personalizzazione dell’offerta formativa finalizzata ad accelerare i tempi dell’inserimento lavorativo, da erogare anche nell’ambito lavorativo certificando le competenze acquisite; alla predisposizione di moduli formativi per rafforzare la capacità di orientamento e le competenze digitali”.  “La partecipazione ai corsi di formazione professionale - spiega - rimane attestata sull’8% dei giovani e in riduzione sul piano numerico (da 228 mila del 2022 a 210 mila nel 2023). Rispetto all’offerta di corsi, si segnala un aumento nei territori del Mezzogiorno, ma la quota maggioritaria dei diplomati, il 55%, continua ad essere generata in Lombardia. Il dato positivo è rappresentato dalla costante progressione del numero dei percorsi di formazione in alternanza proposti, con il raddoppio degli iscritti nell’a.f. 2022-2023 (oltre 108 mila) rispetto all’anno precedente, grazie alle importanti risorse stanziate dal Pnrr. L’istituto dell’apprendistato registra una lenta crescita della partecipazione in tutto il territorio nazionale, 556 mila contratti nel 2022 tra i quali 312 mila nelle regioni del Nord, e concentrato nella modalità dell’apprendistato professionalizzante (97,7%)”.  “La previsione di estendere - afferma - la partecipazione ai disoccupati adulti senza vincoli di età (decreto legislativo n. 81/2015) non ha riscontrato una pratica attuazione. L’incidenza di questo rapporto di lavoro rimane distante dai livelli di utilizzo nei principali Paesi europei che privilegiano l’apprendistato per veicolare i percorsi in alternanza e per valorizzare la formazione anche tra i lavoratori adulti. L’istituto dei tirocini extracurriculari ha registrato una concreta attuazione, 1,150 milioni nel quadriennio 2020-2023, come strumento finalizzato all’inserimento al lavoro dei disoccupati (75,4%) piuttosto che un canale di orientamento nelle scelte professionali e all’occupabilità nel percorso di transizione tra scuola-università e lavoro (10%). Il tasso di partecipazione delle scuole secondarie e delle università nella loro attivazione è inferiore al 4%. L’11,6% della popolazione in età lavorativa compresa tra i 25 e i 64 anni ha partecipato ad attività di istruzione e formazione, con una crescita di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente e di 4 posizioni (dal 18° al 14° posto) nel ranking dei Paesi europei, ma rimane distante dai Paesi leader che registrano tassi di gran lunga superiori al 20%”.  “La crescita degli interventi diretti dei 19 Fondi interprofessionali promossi dalle parti sociali, con l’adesione formale di circa 770 mila imprese e di circa 11 milioni di lavoratori - sostiene - è stata stimolata dai cofinanziamenti del Fondo nuove competenze con la mobilitazione di 1,256 miliardi di euro tra il novembre 2020 e il dicembre 2023. I Fondi paritetici interprofessionali, in particolare con il II Avviso del Fnc, hanno favorito la promozione di 5.144 piani formativi con il coinvolgimento di 5.173 aziende e 480 mila lavoratori. Il Fondo nuove competenze è stato recentemente rifinanziato con una dote di 730 milioni di euro (novembre 2024) per potenziare le competenze green e digitali. Oltre alla debolezza del sistema duale, risulta carente l’offerta formativa rivolta ad adeguare le competenze nelle transizioni lavorative, valorizzando l’ambito lavorativo e i percorsi di micro-learning che rivestono una grande importanza per l’evoluzione delle competenze della popolazione adulta e, in particolare, per l’invecchiamento attivo. Le rilevazioni Cedefop 2023 segnalano l’elevato gradimento delle imprese europee per queste pratiche (63%). Il fenomeno è confermato anche nell’indagine Inapp Indaco-imprese per le imprese italiane: il 22,4% delle imprese con oltre 250 dipendenti adotta il micro-learning a fronte del 7,3% delle microimprese, mentre per quanto riguarda la formazione digitalizzata, il 33% l’ha adottata per almeno il 75% dei progetti informativi attivati. L’indagine Inapp Indaco-adulti 2022 segnala anche il grande potenziale di sviluppo delle attività formative non convenzionali: il 45,4% delle persone tra i 18 e i 64 anni ha partecipato a percorsi strutturati di apprendimento con tutor o docenti considerati, a pieno titolo, apprendimento non formale nell’indagine Adult Education Survey di Eurostat”. “Questi riscontri - commenta Natale Forlani - sembrano compensare, almeno in parte, quelli negativi che scaturiscono dall’indagine Ocse-Piaac sulle competenze cognitive della popolazione dei Paesi sviluppati, curata dall’Inapp per la parte italiana, che conferma la collocazione del nostro Paese nella bassa classifica sui tre indicatori utilizzati (la comprensione dei testi, l’utilizzo di informazioni matematiche, la capacità di risolvere problemi in modo dinamico). Lo sviluppo dell’Atlante del Lavoro e delle qualificazioni dell’Inapp consente di valutare i fabbisogni formativi in modo personalizzato sulla base delle caratteristiche degli individui e delle organizzazioni del lavoro. E’ uno strumento che può essere utilizzato dai centri per l’impiego e dagli operatori accreditati per condividere informazioni e per progettare le offerte formative, anche per valorizzare l’apprendimento pratico negli ambiti lavorativi e le competenze trasversali”. “La contrattazione collettiva nazionale - fa notare - non appare in grado di incentivare la crescita dei salari reali se non vengono adottati altri indicatori per orientare gli aumenti delle retribuzioni: l’incremento della produttività dei fattori; il fabbisogno di lavoratori competenti; l’attrattività delle proposte salariali rispetto all’andamento dell’offerta di lavoro. Il potenziamento del secondo livello aziendale o territoriale è il complemento necessario per rendere aderente la contrattazione collettiva alle evoluzioni delle organizzazioni produttive e del mercato del lavoro”.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Smart celebra il Giubileo 2025

(Adnkronos) - In occasione dell'anno del Giubileo a Roma, smart celebra una guida inedita dedicata alla città eterna. Il rapporto tra smart e la città di Roma è da sempre caratterizzato da un profondo legame simbolico e culturale. Lo scorso anno, smart ha festeggiato un importante traguardo: il Giubileo del marchio, 25 anni dal lancio sul mercato della prima smart fortwo nel 1998, la city-coupé che ha inventato il segmento della due posti più amata dai romani. 
smart celebra Roma con un'iniziativa speciale per tutti gli appassionati del buon cibo: una guida esclusiva dei 25 luoghi unici della Capitale, suddivisi in 5 categorie tematiche. - Roma alla Spina, la prima categoria tratta di una selezione esclusiva di cinque birrerie romane - Soste Elettriche, una guida che propone una selezione dei migliori bar, ristoranti e bistrot di Roma situati in prossimità di colonnine di ricarica per veicoli elettrici. - Roma Verde, una selezione di locali immersi nel verde, tra giardini nascosti e terrazze panoramiche - Bocconi Veloci, una guida che include cinque ristoranti che offrono piatti rapidi ma ricchi di sapore - Twist, una selezione di spazi innovativi dove la creatività e una mentalità aperta si traducono in formule originali per vivere una pausa piacevole e fuori dall’ordinario. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


FREE TO X sigla accordo con il Gruppo Renault

(Adnkronos) -
Autostrade per l’Italia S.p.A. (ASPI) annuncia di aver raggiunto tramite la controllata Free to X, un accordo con il Gruppo Renault con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il business e-mobility al di fuori della rete autostradale. L’operazione prevede la cessione di una quota del capitale di Free to X, start-up nata nel 2021 e divenuta in pochi anni eccellenza italiana. L’iniziativa è volta a sostenere il piano di crescita e di sviluppo di Free to X avviato dal Gruppo ASPI mentre gli accordi con il Gruppo Renault prevedono che ASPI continui a mantenere il controllo sulle infrastrutture di ricarica situate sull’autostrada.  
ASPI nei prossimi anni continuerà ad operare a supporto di Mobilize per la crescita delle attività fuori dalla rete autostradale in gestione. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)