Iliad lancia la sua app ufficiale per la gestione delle offerte mobile

(Adnkronos) - Iliad fa un ulteriore passo avanti nell'ottimizzazione dell'esperienza cliente con il lancio della sua app ufficiale. Disponibile gratuitamente per il download su tutti i principali store – App Store per dispositivi iOS, Google Play per Android e AppGallery per Huawei – l'applicazione si presenta con un'interfaccia chiara e intuitiva, pensata per semplificare la gestione delle proprie SIM e offerte mobile. Con la nuova app Iliad, gli utenti hanno a portata di mano un vero e proprio centro di controllo per le loro linee telefoniche. Non solo è possibile monitorare in tempo reale i consumi di minuti, SMS e dati, ma anche tenere sotto controllo la spesa e effettuare ricariche in modo semplice e veloce.  L'app offre inoltre la possibilità di gestire più SIM contemporaneamente attraverso un unico account, personalizzando le impostazioni di ogni singola linea in base alle proprie necessità. Pensata per adattarsi alle esigenze di un'utenza dinamica e in movimento, l'app Iliad include funzionalità dedicate alla gestione del roaming internazionale, permettendo di attivare opzioni dedicate direttamente dal proprio smartphone. Inoltre, gli utenti possono rimanere sempre aggiornati sulle ultime offerte proposte da Iliad e, se lo desiderano, cambiare piano tariffario con pochi semplici tap. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Forum Multistakeholder Cdp: in Italia prioritaria ma si tinge pragmatismo per Under 35

(Adnkronos) - Più consapevoli, più pragmatici ma anche più preoccupati per le sfide rappresentate dalle nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale. Questi sono i cittadini italiani nel loro rapporto con la sostenibilità ambientale e sociale e con l’innovazione tecnologica secondo l’indagine BVA Doxa “Gli italiani tra sostenibilità e intelligenza artificiale: generazioni a confronto”. Lo studio è stato presentato nel corso della terza edizione del Forum Multistakeholder, l'appuntamento annuale del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che riunisce interlocutori strategici di CDP e società civile in un confronto sulle prospettive dello sviluppo sostenibile e che si è tenuto questa mattina a Milano nella sede di Borsa Italiana. Nessuna disparità di conoscenze o interessi tra le diverse generazioni su tematiche ambientali e sociali secondo Doxa, ma gli Under 35 hanno sviluppato un approccio più concreto e maturo rispetto al passato nei confronti degli obiettivi ESG e ne comprendono maggiormente la complessità. Vedono, insomma, di fronte a loro un percorso necessario ma sempre più difficile. Il fronte intergenerazionale è compatto anche davanti alle sfide dell’intelligenza artificiale, ormai parte integrante della vita quotidiana, ma vissuta con preoccupazioni per la privacy e il lavoro.  Alla presenza del Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini e dell’Amministratore Delegato, Dario Scannapieco si sono confrontati sui temi del Forum, “Giovani, Innovazione e sostenibilità”, Dante Roscini, Professore di Management Practice of Business Administration della Harvard Business School, Giovanni Azzone, Presidente di ACRI e Fondazione Cariplo, Francesca Dominici, Professoressa di Biostatistica e Direttrice Harvard Data Science Initiative, Costanza Carmignani, studentessa universitaria, Donatella Sciuto, Rettrice Politecnico di Milano e Fabrizio Testa, CEO di Borsa Italiana e Barbara Gallavotti, divulgatrice scientifica.  “Il dibattito di oggi – ha dichiarato il Presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini - mette in luce la complessità della transizione ecologica e la difficoltà di bilanciare le esigenze degli investitori, i nuovi equilibri globali e le responsabilità sociali. La sostenibilità è a un crocevia a livello mondiale: la domanda a cui rispondere ora è quale approccio dobbiamo seguire per proteggerne gli aspetti positivi per coniugarla con competitività e crescita, in particolare in Europa. La terza edizione del Forum Multistakeholder si inserisce in un dibattito cruciale di questa fase storica in cui CDP ha scelto di darsi obiettivi credibili e concreti che caratterizzano anche il nuovo Piano ESG 2025-27. Il Forum guarda al futuro con gli occhi delle nuove generazioni, più consapevoli anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale. Sono loro che ci ricordano come la sostenibilità sia un obiettivo comune, che non deve lasciare indietro nessuno”.  “Questo Forum - ha aggiunto l’Amministratore Delegato di CDP, Dario Scannapieco - nasce dalla volontà di stimolare un confronto per realizzare una transizione ‘giusta’, che tenga conto di tutti gli aspetti ambientali e sociali. La trasformazione realizzata da CDP negli ultimi anni ha portato al centro sostenibilità e impatto ed è stato un segnale forte che, quale banca promozionale, abbiamo voluto dare al mercato. Abbiamo scelto di mantenere impegni e obiettivi per continuare a fare la nostra parte e accrescere il nostro ruolo al servizio del Paese, consci delle grandi sfide che ci attendono. Vogliamo guardare alla sostanza e alla concretezza dei progetti da finanziare e riconoscere i migliori. In questo percorso CDP sarà tanto più credibile quanto più riuscirà a fare squadra in Italia e in Europa e adattarsi a uno scenario in continua evoluzione. La strada verso una transizione giusta sarà probabilmente più faticosa. Forse ogni tanto dovremo correggere la rotta, ma la destinazione è quella”.  I risultati dell’indagine BVA Doxa su “Gli italiani tra sostenibilità e intelligenza artificiale: generazioni a confronto”, illustrati durante l’evento da Elena Shneiwer, Responsabile ESG Engagement di CDP, fotografano il rapporto dei cittadini tra i 14 e i 74 anni nel 2024 rispetto alle tematiche ambientali e sociali in relazione con la finanza, e ai nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale. Ne emerge un quadro articolato caratterizzato da una forte conoscenza trasversale da parte degli intervistati delle tematiche ESG senza significative differenze tra le diverse generazioni: il 90% degli intervistati (18-74 anni) ha sentito parlare di tematiche ESG con una percentuale che sale al 92% tra i rappresentanti della fascia 18-34 anni per raggiungere il 95% nella fascia 14-17.  L’80% circa degli intervistati dell’intero panel considera inoltre il rispetto dei fattori ESG non una moda ma una necessità, con una crescita di 13 punti percentuali rispetto al 2023. Ma tra gli Under 35 emergono elementi che segnalano un cambiamento nell’approccio, improntato a una maggiore concretezza e pragmaticità, segnali di una presa di coscienza delle difficoltà del percorso. La sostenibilità per loro conta, ma costa. Se da una parte, ad esempio il panel dei giovani è unito sull’importanza che negli acquisti si scelgano prodotti sostenibili, la disponibilità a pagarli di più scende dal 59% degli Under 25 al 53% degli Under 35.  Per questi ultimi lo sviluppo sostenibile non passa solo dalle politiche governative: l’85% dichiara di impegnarsi in pratiche green concrete. Inoltre, le nuove generazioni appaiono più motivate a fare la propria parte nella transizione ecologica se le iniziative a cui prendere parte prevedono un guadagno anche per sé stessi (come accade ad esempio utilizzando alcune App che favoriscono l’economia circolare).  Guardando alla creazione di nuovi posti di lavoro, la maggior parte dei 18-34enni ritiene ancora che la sostenibilità abbia un impatto positivo sull’occupazione ma sale al 18% rispetto al 2023 la quota di coloro che crede che invece abbia effetti negativi. Il cambiamento climatico rimane la prima preoccupazione alla quale i giovanissimi associano i timori legati alle guerre e ai conflitti (al primo posto tra le paure dei 14-17enni).  Inoltre, forti dubbi accompagnano l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, a cui ormai, stando all’indagine, si fa ricorso in media circa tre volte a settimana. Il rischio che l’IA possa “sopraffare” le persone è condiviso dal 72% degli intervistati senza differenze sostanziali tra le fasce d’età e con allarmi che riguardano campi come quello della privacy, del lavoro e dell’informazione.  Oltre il 75% dei ragazzi ritiene che le Istituzioni e nello specifico anche Cassa Depositi e Prestiti possano giocare un ruolo importante nella crescita sostenibile del Paese e oltre l’80% del campione crede che CDP possa consolidare e rafforzare le attività in questo settore. Una funzione fondamentale e crescente viene riconosciuta dai giovani anche all’istruzione. Per il 70% degli Under 18 la scuola risulta la principale fonte educativa anche se l’assenza di adeguate competenze finanziarie e del concetto di finanza sostenibile è un altro elemento che lega le generazioni intervistate. In controtendenza è la conoscenza di strumenti finanziari tra i giovanissimi (14-17): il 76% conosce infatti almeno un prodotto di risparmio. Al primo posto ci sono i buoni e libretti postali (64%), in cui investirebbe più della metà degli adolescenti (58%) ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


2024 da record per Lexus, vendite globali +3,3% a quota 850 mila

(Adnkronos) - E' stato un 2024 record quello messo a segno da Lexus, il brand premium del gruppo Toyota, che a livello globale ha registrato 851.214 unità vendute, pari a un aumento del 3,3% rispetto all'anno precedente: di queste più della metà (il 52%) sono vetture elettrificate, una tipologia che in Europa occidentale sale al 99%. Un'Europa che peraltro ha visto lo scorso anno un massimo storico di vendite per Lexus con 88.184 veicoli (+20%) e la migliore quota di mercato premium di sempre. A trainare i risultati del marchio anche il Nord America, la forte domanda dei clienti ha portato ad un aumento dei volumi del 6,7%. A livello globale, Lexus segnala la buona accoglienza del nuovo urban crossover LBX ed del Luxury Mover LM mentre i modelli principali RX ed NX hanno confermato i risultati positivi e RZ Full Electric ed UX Full Electric hanno registrato un aumento delle vendite del 19%. I primi tre modelli in Europa sono stati NX con 26.635 unità, LBX con 23.018 unità ed RX con 13.772 unità. Anche l’Italia ha contribuito attivamente a questo successo con dei numeri da record, il marchio ha infatti chiuso l’anno con 6.095 immatricolazioni (+62% sul 2023), il risultato migliore di sempre in Italia. Come ricorda il Presidente di Lexus International, Takashi Watanabe, "nel 2025 lanceremo nuovi modelli e presenteremo progetti innovativi, rimanendo sempre concentrati sul nostro obiettivo principale: rimodellare il futuro della mobilità attraverso un'ingegneria innovativa e migliorare lo stile di vita con servizi incentrati sul cliente. Il nostro desiderio è continuare a garantire il valore distintivo che definisce l'esperienza Lexus". ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


ABS Milan lancia i nuovi Master personalizzabili: formazione su misura per il successo personale e aziendale

(Adnkronos) - ABS Milan si fa pioniere di un nuovo approccio alla formazione avanzata. Con il lancio dei suoi Master personalizzabili, l'Accademia milanese ridefinisce il concetto di apprendimento, mettendo al centro studenti e aziende con percorsi flessibili e innovativi. Il cuore dell'offerta di ABS Milan è la possibilità per gli studenti di costruire un programma di studio completamente personalizzato, scegliendo corsi da diverse aree di specializzazione. Questa flessibilità consente di combinare discipline diverse, in linea con le passioni e gli obiettivi professionali di ciascun partecipante. "La nostra missione è quella di permettere ad ogni studente di plasmare il proprio futuro", afferma Carmen Monterosso, Amministratore Delegato di ABS Milan. "Crediamo che la formazione debba essere uno strumento di crescita personale e professionale, non un percorso standardizzato. Grazie ai nostri master personalizzabili, gli studenti possono allineare i loro obiettivi alle competenze richieste dal mercato, acquisendo un reale vantaggio competitivo". Non solo studenti: anche le aziende trovano nei Master personalizzabili di ABS Milan una soluzione innovativa per rispondere alle sfide del mercato. Grazie a percorsi formativi flessibili e a una didattica composta per l'80% da lezioni pratiche tenute da manager esperti e per il 20% da lezioni didattiche guidate da accademici del settore, le organizzazioni possono formare manager e professionisti con competenze su misura, allineate agli obiettivi aziendali e alle evoluzioni del settore. Il modello di apprendimento di ABS Milan promuove non solo competenze tecniche e manageriali, ma anche un pensiero critico e strategico, fondamentale per affrontare un contesto competitivo in costante trasformazione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattie rare, Gemmato: "50 mln per realizzare Piano nazionale, così vicini a pazienti"

(Adnkronos) - "Oggi presentiamo l’avvio delle iniziative di sensibilizzazione sulle malattie rare che si svolgeranno nel corso del mese di febbraio, fino alla giornata mondiale del 28 febbraio. Il ministero della Salute è presente e attivo per coordinare le attività di implementazione del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026, un Piano che – ricordo – non era aggiornato dal 2016 e che questo Governo ha finalizzato e fatto approvare dalla Conferenza Stato Regioni e soprattutto finanziato con 50 milioni di euro, risorse che sono state correttamente ripartite nel 2023 e nel 2024 fra le Regioni. Questa è la dimostrazione che il Governo è vicino alle persone con malattie rare". Così il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato intervenendo alla presentazione - questa mattina al ministero della Salute - della campagna #UNIAMOleforze per la Giornata delle Malattie rare promossa dalla Federazione italiana malattie rare con l'adesione di Ministero della Salute, Ministero dell'Università e Ricerca, Istituto superiore di sanità, Aifa, Cnr e Fondazione Telethon. "Le Regioni - ha sottolineato Gemmato - stanno al momento lavorando per ottemperare agli adempimenti concordati per ottenere i finanziamenti e registro una partecipazione e una sensibilità diffusa. Voglio ribadire e ringraziare tutti gli attori coinvolti, molti dei quali presenti e attivi nel Comitato nazionale delle malattie rare, per il lavoro che stanno alacremente portando avanti, per individuare le attività prioritarie del Piano nazionale da mettere a terra".  Oggi quindi "celebriamo la collaborazione, il mettere insieme le forze e non disperdere l’impegno in un modello virtuoso di sistematizzazione e organicità degli interventi, che rende quello delle malattie rare un modello - ha poi aggiunto Gemmato -. Stiamo investendo in ricerca e sono 146 i farmaci disponibili alla data del 31 dicembre 2023 per le malattie rare". Tuttavia, "non dobbiamo dimenticare anche la ricerca sui trattamenti 'non farmacologici' per quelle malattie che non hanno ancora una cura - rimarca il sottosegretario - e stiamo lavorando anche all’integrazione delle reti europee nel cotesto nazionale per fare sistema".  I pazienti "devono sapere che il Governo e il Parlamento, nella sua totalità e non solo la maggioranza, sono al loro fianco. In Parlamento con i colleghi dell'opposizione abbiamo sempre approvato all'unanimità i provvedimenti sulle malattie rare, un evento più che straordinario. Segno che sulla Salute non dovrebbero esserci mai divisioni" aggiunge. "Nel nostro Paese ci sono 2 milioni di persone che hanno una malattia rara per la cui presa in carico socio-sanitaria l'Italia è prima in Europa e, nel mondo, seconda soltanto agli Stati Uniti d'America. Un elemento di vanto per il Paese e per il nostro Ssn. Detto questo, l'obiettivo di primaria importanza è per noi garantire l'accesso equo e tempestivo ai trattamenti farmacologici e non farmacologici (dispositivi medici, tra cui protesi ed ausili, integratori, trattamenti riabilitativi) compresi nei piani di presa in carico definiti dai Centri di riferimento in tutto il territorio nazionale". Gemmato ricorda che "in Italia abbiamo l'80% delle molecole distribuite gratuitamente, parliamo di farmaci molto costosi". Quindi sui farmaci orfani approvati in sperimentazione, ha snocciolato alcuni dati: "Nel nostro Paese al 31/12/23 risultano autorizzati 146 farmaci orfani, di cui 113 a carico del Ssn. Nel corso del 2024 in Europa sono stati autorizzati 15 farmaci che hanno avuto conferma della designazione di farmaco orfano e vanno ad aggiungersi all’armamentario già illustrato".  Quindi sugli studi clinici interventistici farmacologici sulle Malattie rare in Europa, "dal sistema Clinical Trial Information System dell’Ema, risulta che nel 2024 sono state autorizzate 166 sperimentazioni pari al 27,7% del totale (600). Di queste, 15 hanno l’Italia come Paese di riferimento, 8 (4.8%) sono sperimentazioni esclusivamente nazionali (3 sono profit e 5 no-profit)". Per le malattie rare, in quanto tali, la diagnosi precoce "è fondamentale. Il tempo - fa notare Gemmato - non è una variabile indipendente. Prima si diagnosticano determinate patologie, meglio si potranno curare. Per questo motivo la sezione del Comitato Nazionale malattie rare sta lavorando per individuare le priorità per l’armonizzazione dei percorsi di formazione dei giovani medici, dei pediatri, dei medici di medicina generale e di tutti i professionisti sanitari affinché possano ricevere l’adeguata preparazione per intercettare e gestire le malattie rare" conclude.   ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata delle Malattie rare 2025, al via 'Uniamoleforze' la campagna con oltre 60 eventi

(Adnkronos) - Più di 2 milioni di italiani hanno una delle circa 8mila patologie rare oggi conosciute. Solo per il 5% di queste malattie, però, esiste una cura. Questi numeri, quindi vite, possono cambiare anche drasticamente grazie alla ricerca scientifica. Nell’ambito del 'viaggio' intrapreso 3 anni fa, dopo la diagnosi precoce e la presa in carico, proprio quello della ricerca è il tema scelto da Uniamo, la Federazione italiana malattie rare per la campagna di sensibilizzazione '#UNIAMOleforze'. Come è stato spiegato questa mattina, all’evento inaugurale che si è svolto al ministero della Salute, per tutto il mese di febbraio moltissimi interlocutori realizzeranno una serie di iniziative - più di 60 gli eventi in calendario accomunati dal claim 'Molto più di quanto immagini' - che condurranno al 28 del mese, la Giornata delle Malattie rare. Alla campagna - informa una nota - partecipano i rappresentanti dei principali attori in gioco nel campo della ricerca sulle malattie rare - ministero della Salute, ministero dell'Università e della Ricerca, Istituto superiore di sanità, Agenzia italiana del farmaco, Consiglio nazionale delle ricerche e Fondazione Telethon - che erano presenti questa mattina all’evento inaugurale. "La ricerca - ha sottolineato Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo - rappresenta speranza per le persone con malattia rara. Dobbiamo pensare però a tutti i tipi di ricerca, non solo quella finalizzata alla produzione di farmaci: comportamentale, sulla storia naturale, sull'efficacia delle riabilitazioni etc. sono tutte ugualmente importanti. E, in ogni caso, è indispensabile coinvolgere i rappresentanti dei pazienti fin dall'inizio della progettualità di ricerca, qualunque essa sia; farli partecipare alla governance delle sperimentazioni; raccogliere con rigore gli outcome (Pros) dai pazienti e utilizzarli nei percorsi approvativi e di revisione dei trattamenti. Il miglioramento della qualità di vita non riguarda solo aspetti prettamente clinici. Ricerca è anche disponibilità del dato, pulito e sistematizzato. Durante la campagna 'Uniamoleforze' approfondiremo questi concetti dando la nostra prospettiva di comunità". All’apertura dei lavori Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute con delega alle malattie rare, che nel suo intervento ha sottolineato il lavoro svolto dal CoNaMr negli ultimi mesi, coordinato dalla sua segreteria tecnica e la necessità di parlare di ricerca in senso ampio, includendo anche quella organizzativa (come nel progetto europeo Jardin in cui il Ministero coordina un Work Package specifico), quella comportamentale, la raccolta dei dati sulla storia naturale delle patologie, gli effetti dei trattamenti riabilitativi e molto altro. Ha quindi ribadito il suo impegno nei confronti della comunità rara. "Il Mur - ha osservato Simona Durante, esperta per la Disabilità e i Dsa, ministero dell’Università e della Ricerca - considera la ricerca scientifica sulle malattie rare di grande importanza. Per questo lavoriamo su più fronti: per favorire sinergie tra università, istituzioni di ricerca, istituzioni sanitarie e industria farmaceutica, massimizzando le risorse utilizzabili per migliorare la cooperazione anche a livello internazionale e per favorire lo scambio di dati e risultati. Ma al tempo stesso è fondamentale ascoltare la voce e le esigenze dei pazienti che devono costituire parte integrante del processo di ricerca per sviluppare terapie mirate. Il Mur continuerà a sostenere l’innovazione e a promuovere sinergie per migliorare la qualità della vita dei pazienti e garantire un accesso equo alle cure. La collaborazione è la chiave per il progresso. Uniamo le forze". La ricerca "è un tema fondamentale per l'Istituto - ha ricordato Marco Silano, direttore del Centro nazionale Malattie rare, Iss - che nel corso degli anni ha prodotto approfondimenti dedicati a singole patologie, oltre a istituire alcuni registri specifici. Possiamo ricordare inoltre molti Rapporti Istisan dedicati; con le attribuzioni della Legge 175 è affidato all'Istituto il compito di verificare l’assistenza e la presa in carico da parte dei Centri della rete nazionale. Il rigore scientifico dell'Istituto permette di spaziare su tematiche ampie che sono di fondamentale importanza per fare luce su molti aspetti di grande interesse per la comunità delle persone con malattia rara, anche se non specificatamente rivolti allo sviluppo di terapie". Armando Magrelli, dirigente Ufficio Ricerca Aifa ha evidenziato che "ogni storia conta, ogni voce fa la differenza. Aifa è al fianco dei pazienti per affrontare insieme le sfide delle malattie rare. Uniamo le forze con istituzioni, ricercatori, associazioni e cittadini per promuovere l’accesso a nuovi farmaci, accelerare il progresso della ricerca e garantire una migliore qualità di vita. Perché solo insieme possiamo rendere visibile l’invisibile". Ha aggiunto Elena Mancini, Cid Ethics Cnr: "La creazione di uno spazio europeo dei dati sanitari (Ehds) apre prospettive di fondamentale importanza per i malati rari: favorisce un maggior controllo dei cittadini attraverso la realizzazione di una piattaforma dedicata; consente un concreto esercizio del diritto alla portabilità del dato grazie alla digitalizzazione dei dati sanitari; stabilisce regole specifiche per l’uso secondario dei dati sanitari, favorendo la condivisione di informazioni ‘rare’ che saranno rese disponibili per la ricerca scientifica. Tutto questo si fonda su un cambiamento del concetto di dato personale, della base giuridica per il suo impiego, della natura degli organismi di garanzia e degli strumenti di protezione". Nella Giornata delle Malattie rare "Uniamo chiede attenzione per la ricerca, che è il nostro ambito d’azione - ha commentato Ilaria Villa, direttore generale di Fondazione Telethon - nonché lo strumento fondamentale per rispondere ai bisogni delle tante persone che affrontano queste patologie. Sappiamo che è necessario aumentare il numero delle terapie disponibili, migliorare l’accesso alla diagnosi e supportare la qualità della vita. I progressi fin qui raggiunti nel campo delle malattie rare sono il frutto di un grande impegno collettivo. Per questa ragione, è importante dare risalto al ruolo della ricerca proprio nella giornata che tutto il mondo dedica alla comunità delle malattie rare, di cui Fondazione Telethon fa orgogliosamente parte". Due gli approfondimenti della mattinata. Il primo, dedicato alle esperienze pratiche nella ricerca sulle malattie rare, ha visto gli interventi di Miriam Teoli, dirigente medico, Istituto Dermatologico S. Maria e S. Gallicano Irccs – Ifo, Giuseppe Zampino, direttore Uoc Pediatria e coordinatore delle Unità di Malattie rare della Fondazione policlinico Universitario A. Gemelli Irccs, Fabio Amanti, Patient Advocacy Parent Project Aps, e Carola Pulvirenti, Patient Adovacy, Associazione Nazionale Pemfigo/Pemfigoide Italy (Anppi). Al secondo focus, che ha approfondito il ruolo di Fondazioni e aziende farmaceutiche nella ricerca, hanno partecipato: Stefano Benvenuti, responsabile Relazioni istituzionali, Fondazione Telethon, Marcello Cattani, presidente Farmindustria, e Fabrizio Greco, Presidente Federchimica - Assobiotec. Nel corso dell’evento è stato anche lanciato il video ufficiale della campagna di Uniamo, prodotto da Revok e Poti Pictures, divisione cinematografica della Cooperativa ‘Il Cenacolo’ e prima casa di produzione sociale al mondo. "Con la provocazione di mettere all’asta Tiziano - ha concluso Scopinaro - vogliamo far passare il messaggio che è ora che si riconosca il valore intrinseco di ogni persona. La persona non è la sua disabilità o malattia; a prescindere dalle proprie condizioni ognuno deve avere il diritto e gli strumenti per costruire il proprio percorso di vita". Testimonial per lo spot 2025 è Tiziano Barbini, attore "con malattia rara, 140 centimetri di pura sfacciataggine", Alessandro Benvenuti, attore, regista e scrittore nei panni del banditore d’asta, e Mario Cordova, doppiatore tra gli altri di Richard Gere e Bruce Willis, che ha impreziosito lo spot con la sua inconfondibile voce. Gli oltre 60 eventi in calendario e tutte le informazioni per partecipare alla campagna per la Giornata delle Malattie rare 2025 sul sito uniamo.org ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scoperta epocale su Bennu, molecole chiave per la vita e tracce di acqua salata

(Adnkronos) - L'analisi dei campioni di roccia e polvere dell'asteroide Bennu, riportati sulla Terra dalla sonda OSIRIS-REx della NASA, ha rivelato la presenza di molecole cruciali per la vita, tra cui aminoacidi e nucleobasi, e tracce di acqua salata. Questa scoperta, pubblicata sulle riviste Nature e Nature Astronomy, non prova l'esistenza di vita su Bennu, ma suggerisce che le condizioni necessarie per l'emergere della vita fossero comuni nel sistema solare primordiale, aumentando le probabilità che la vita possa essere nata anche su altri pianeti e lune. “La missione OSIRIS-REx della NASA sta già riscrivendo i libri di testo su ciò che comprendiamo riguardo alle origini del nostro sistema solare,” ha dichiarato Nicky Fox, amministratore associato del Science Mission Directorate presso la sede della NASA a Washington. “Gli asteroidi rappresentano una capsula del tempo della storia del nostro pianeta, e i campioni di Bennu sono fondamentali per comprendere quali elementi del nostro sistema solare esistevano prima che la vita iniziasse sulla Terra.” Tra le molecole identificate, spiccano 14 dei 20 aminoacidi utilizzati dalla vita sulla Terra per costruire le proteine, e tutte e cinque le nucleobasi che compongono il DNA e l'RNA, le molecole che codificano e trasmettono l'informazione genetica. È stata rilevata anche una grande quantità di ammoniaca, una molecola che, combinata con la formaldeide (anch'essa presente nei campioni), può formare aminoacidi in determinate condizioni. Oltre alle molecole organiche, i campioni di Bennu contengono tracce di 11 minerali che si formano quando l'acqua salata evapora. Questa scoperta suggerisce che l'asteroide Bennu, nel suo lontano passato, ospitava un ambiente acquatico ricco di sali minerali, simile a quelli che si trovano su alcuni pianeti nani e lune del sistema solare, come Cerere ed Encelado. "Le tracce che stiamo cercando sono così minime e così facilmente distrutte o alterate dall'esposizione all'ambiente terrestre," ha detto Danny Glavin, scienziato senior per i campioni presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Maryland, e coautore principale dell'articolo su Nature Astronomy. "Ecco perché alcune di queste nuove scoperte non sarebbero possibili senza una missione di ritorno di campioni, misure meticolose di controllo della contaminazione, e una cura e conservazione attente di questo prezioso materiale proveniente da Bennu." La scoperta di queste molecole fondamentali per la vita in un campione incontaminato, raccolto direttamente nello spazio, rafforza l'ipotesi che oggetti celesti formatisi lontano dal Sole abbiano potuto contribuire a "seminare" gli ingredienti primordiali della vita in tutto il sistema solare. Tuttavia, rimangono ancora molti misteri da svelare. Ad esempio, gli aminoacidi presenti su Bennu sono in egual misura destrorsi e sinistrorsi, mentre la vita sulla Terra utilizza quasi esclusivamente la versione sinistrorsa. Il motivo di questa "preferenza" della vita terrestre rimane un enigma.  La missione OSIRIS-REx ha fornito dati preziosi che aprono nuove prospettive nella ricerca della vita al di fuori della Terra. Le analisi dei campioni di Bennu continueranno ad arricchire la nostra conoscenza sull'origine della vita e sull'evoluzione del sistema solare. La speranza è che future missioni spaziali possano portare alla scoperta di forme di vita extraterrestri, confermando l'ipotesi che la vita sia un fenomeno diffuso nell'universo.  Crediti immagine NASA/James Tralie ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fiducia nel tech: gli USA corrono, l'Europa insegue. E l'Italia?

(Adnkronos) - Viva Technology ha pubblicato la seconda edizione del suo "Confidence Barometer", un'indagine condotta da OpinionWay che sonda le opinioni degli executives del settore tecnologico a livello internazionale. Lo studio evidenzia come la tecnologia sia considerata sempre più strategica, con l'intelligenza artificiale in testa agli investimenti. Tuttavia, emerge un netto divario tra la fiducia degli americani e quella degli europei, con l'Italia in particolare che appare più cauta. Il 100% degli intervistati riconosce i vantaggi dell'adozione tecnologica, citando aumento della produttività (62%) e riduzione dei costi (48%). L'intelligenza artificiale si conferma la tecnologia con maggiore impatto potenziale (65%), seguita da cybersecurity (41%) e cloud computing (39%). Non sorprende quindi che l'85% delle aziende preveda di aumentare gli investimenti in IA nei prossimi 12 mesi, a conferma di un trend globale. François Bitouzet, Managing Director di Viva Technology, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dei risultati del secondo barometro che analizza il grado di fiducia dei top manager nel settore tech e che dimostra come i decision-makers aziendali di tutti i Paesi stiano sempre più orientandosi verso l’innovazione, con l’81% dei dirigenti che ha visto migliorare la propria percezione del ruolo delle nuove tecnologie nella competitività. Tuttavia, pur in questo quadro generalmente positivo, il barometro evidenzia una differenza tra gli Stati Uniti, che si distinguono per un maggiore ottimismo, e un’Europa che procede a velocità diverse. Da un lato, Paesi come Francia, Germania e Regno Unito mostrano un atteggiamento chiaramente positivo; dall’altro, realtà come Italia e Spagna appaiono meno fiduciose." Se l'81% degli executive considera la tecnologia cruciale per la competitività internazionale, la fiducia nella propria posizione varia notevolmente. Stati Uniti (92%) e Regno Unito (81%) si percepiscono all'avanguardia, seguiti da Francia e Germania (76%). L'Italia, con solo il 64% degli executives ottimisti, mostra una minore fiducia nelle proprie capacità tecnologiche. Per garantire la competitività, gli intervistati puntano su personale qualificato (45%), investimenti in R&D (44%) e reputazione internazionale (43%). Stati Uniti e Francia, in particolare, sottolineano l'importanza della collaborazione internazionale. Anche nell'adozione di nuove tecnologie, USA (87%) e UK (82%) si percepiscono come leader, mentre l'Italia (44%) accredita un ritardo significativo. La Francia, con il 71%, registra comunque una crescita di oltre 10 punti rispetto al 2024. La mancanza di personale qualificato (41%) e la resistenza al cambiamento (39%) sono visti come i principali ostacoli all'innovazione. Negli Stati Uniti, preoccupa la conformità normativa e la protezione dei dati (50%). Nonostante il suo potenziale, la tecnologia porta con sé preoccupazioni. Il 77% degli executives teme l'invasione della privacy e la diffusione di fake news. La privacy è un tema sentito in tutti i paesi, soprattutto in USA (83%) e Spagna (90%), mentre Germania e Italia appaiono meno preoccupate. Per affrontare questi rischi, 9 aziende su 10 hanno implementato misure informative. Oltre la metà prevede una maggiore complessità nella gestione dei dati in futuro. L'impatto ambientale della tecnologia preoccupa il 70% degli intervistati, in particolare startup e scaleup (47% molto preoccupato). Gli Stati Uniti mostrano una crescente sensibilità al tema (74%). Nonostante le preoccupazioni, il 90% degli executives vede la tecnologia come soluzione alle sfide sociali, in particolare nell'ambito dell'educazione (45%) e della lotta alla disinformazione (42%). L'81% ritiene che l'ecosistema tech promuova diversità e inclusione. In conclusione, il "Confidence Barometer" di Viva Technology dipinge un quadro complesso del settore tecnologico globale. L'IA si conferma come motore di innovazione, ma l'Europa, e l'Italia in particolare, deve affrontare sfide significative per colmare il divario con gli Stati Uniti e sfruttare appieno il potenziale della trasformazione digitale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mega-Alluvione Zancleana, un cataclisma ha plasmato il Mediterraneo 5 milioni di anni fa

(Adnkronos) - Un team internazionale di studiosi, tra cui ricercatori dell'INGV e dell'Università di Catania, ha individuato in Sicilia le tracce di una mega-inondazione. Concentrandosi su un'area tra Siracusa e Ragusa, i ricercatori hanno analizzato le colline e i solchi presenti nel paesaggio, scoprendo che la loro forma è compatibile con l'azione di un flusso d'acqua turbolento di proporzioni gigantesche. È quanto emerge da un nuovo studio condotto da un team internazionale di studiosi, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica "Communications Earth & Environment" di 'Nature', cui hanno preso parte – tra gli altri - l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l'Università di Catania.   
Circa 5 milioni di anni fa, il Mar Mediterraneo fu protagonista di un evento geologico senza precedenti: la Mega-Alluvione Zancleana. Un cataclisma di proporzioni inimmaginabili, un'onda anomala gigantesca che in pochi anni riempì nuovamente il bacino del Mediterraneo, prosciugato a seguito della Crisi di salinità del Messiniano. 
Tra 5,97 e 5,33 milioni di anni fa, l'area dello Stretto di Gibilterra si sollevò, isolando il Mediterraneo dall'Oceano Atlantico. Il Mare Nostrum si trasformò in un'immensa distesa desertica salata, con bacini ipersalini dove si accumularono enormi quantità di sale e gesso.
 Per oltre 50 anni, gli scienziati si sono interrogati su come il Mediterraneo sia tornato a essere un mare. Alcuni sostenevano un riempimento lento, altri un evento catastrofico. Studi recenti, basati su modellizzazioni idrologiche, avevano ipotizzato che il riempimento fosse avvenuto rapidamente, in pochi anni, a causa del collasso dell'istmo di Gibilterra. Ma mancavano le prove concrete.  La Mega-Alluvione Zancleana è stata un evento di portata globale, un cataclisma che ha cambiato per sempre il volto del Mediterraneo. La ricerca, supportata da realistiche modellizzazioni numeriche, fornisce la prova visibile e più convincente di questa mega-inondazione, la più grande ipotizzata sul nostro Pianeta. 
Le analisi stratigrafiche hanno permesso di ricostruire il paesaggio prima dell'alluvione: una baia di mare basso con sedimenti calcarei, gessi e sali. L'abbassamento del livello del mare aveva fatto emergere parte di quest'area, che venne poi inondata dalla massa d'acqua proveniente dal Mediterraneo occidentale. La forza dell'acqua e dei detriti ha rimodellato il paesaggio, scavando profondi solchi e creando il "canyon di Noto". L'area analizzata in Sicilia potrebbe diventare un sito di interesse mondiale per gli studiosi di alluvioni catastrofiche, un tema sempre più attuale a causa dei cambiamenti climatici e dello scioglimento dei ghiacci. Comprendere questi eventi del passato è fondamentale per prevenire e gestire i rischi di inondazioni future, che potrebbero mettere a rischio milioni di persone in diverse regioni del mondo.  Immagine di copertina DALL-E Immagini articolo INGV ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Federlegno, bene l'incentivo per l'utilizzo del legno per la ricostruzione post sisma

(Adnkronos) - "Accogliamo con favore quanto approvato dalla Cabina sisma all’interno della Struttura del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, che ha introdotto una misura incentivante, pari al 10% del contributo, per la realizzazione di strutture portanti in legno nel caso di demolizione con ricostruzione di edifici con stato di danno L4". Lo dichiara in una nota FederlegnoArredo che, insieme alla Fondazione Symbola, ha lavorato al fianco della Struttura commissariale e che "la promuoverà nei prossimi mesi attraverso un’attività di formazione e diffusione rivolta alle Istituzioni locali e agli ordini professionali coinvolti nell’importante opera di ricostruzione di cui questi territori hanno urgente bisogno". "Si tratta - prosegue la nota - della prima misura in Italia che riconosce e valorizza l’impiego del legno nelle costruzioni e che avrà un’importante ricaduta nelle filiere produttive locali, nel pieno rispetto di una gestione forestale sostenibile. L’impegno della Federazione per la valorizzazione del legno e delle aziende del settore si è dimostrata fondamentale per il raggiungimento di un traguardo strategico". ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)