Cancro al pancreas da geni Jolie, nuovi dati pro olaparib ma in Italia non è rimborsabile

(Adnkronos) - Nuovi dati a supporto dell'utilizzo del farmaco olaparib per pazienti con varianti patogeniche di Brca - i geni 'Jolie' - e tumore al pancreas metastatico arrivano da uno studio 'real life' condotto su oltre 20 centri d'Italia, Paese in cui però il farmaco non è attualmente rimborsabile, per effetto di una decisione dell'agenzia del farmaco Aifa a suo tempo molto dibattuta. L'analisi che riaccende i riflettori sul tema è pubblicata sulla rivista 'Cancer Medicine' e fotografa l'impatto nel mondo reale dell'utilizzo di olaparib in questa sottocategoria di pazienti. Nel dettaglio sono stati raccolti dati clinico/patologici di pazienti con cancro al pancreas da 23 reparti di oncologia della Penisola, da Nord a Sud. Su un totale di 114 pazienti, 53 avevano ricevuto olaparib per la malattia metastatica. Ciò che è stato osservato è che la sopravvivenza globale era "significativamente più lunga" nei pazienti esposti a olaparib in qualsiasi contesto/linea di trattamento. Tanto che gli autori nelle conclusioni evidenziano che i dati presentati "supportano l'uso" del farmaco per la malattia metastatica nei pazienti con carcinoma pancreatico Brca mutato. "E' uno studio real world - puntualizza all'Adnkronos Salute Michele Reni, professore associato all'università Vita-Salute San Raffaele e direttore Oncologia medica dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, ultimo autore del lavoro - prende nota di quello che succede nella pratica clinica e ovviamente non può avere il peso di uno studio di fase 3 come era lo studio Polo", il riferimento su questo fronte. "Però offre uno spaccato di ciò che succede in realtà e ci dice che, in questa specifica popolazione di pazienti, chi ha ricevuto olaparib ha vissuto più a lungo rispetto a chi non l'ha ricevuto. Un dato interessante che un messaggio dovrebbe darlo, nonostante uno studio randomizzato valga sempre di più". L'indicazione che arriva può far riflettere sull'opportunità di rimettere in discussione ciò che Aifa ha deciso? "Io auspicherei di sì, ovviamente - risponde Reni - Spesso noi medici ci troviamo nell'imbarazzo di dire ai pazienti che lo studio c'è e che" il farmaco "sarebbe utile, però un prezzo di 4mila euro e più al mese non è sostenibile, pochissimi hanno le possibilità economiche, e si introduce di fatto un'ingiustizia sociale", riflette.  Lo studio, spiega Michele Milella, prima firma e corresponding author, professore ordinario di Oncologia all'Università di Verona e direttore dell'Unità complessa di Oncologia dell'azienda ospedaliera di Verona, "raccoglie i dati di pazienti con predisposizione ereditaria basata su mutazioni di Brca1 e 2 a livello germinale (un sottogruppo piccolo, ma importante) che sono riusciti a fare il trattamento con olaparib fuori dal trial Polo. E' importante, perché i risultati che si ottengono nella pratica clinica corrente sono sempre un po' diversi rispetto a quelli negli studi clinici. Per cui il fatto che la potenziale efficacia di olaparib sia stata poi verificata in un contesto di trattamento nel mondo reale aggiunge un dato importante su quello che questo farmaco può fare. Mentre raccoglievamo i dati, però, è successo che la rimborsabilità del farmaco non è stata approvata dall'Aifa. Il costo dunque qui da noi, dove non c'è un sistema assicurativo capillare, come nei Paesi anglosassoni, diventa proibitivo per il singolo paziente".  Lo studio "conferma che i pazienti" con tumore del pancreas metastatico "che hanno una mutazione di Brca e ricevono olaparib hanno la possibilità di avere un vantaggio. Non tutti evidentemente - precisa Milella - Ma per i pazienti in cui il farmaco è efficace si modifica proprio la storia naturale della malattia, hanno una prospettiva di sopravvivenza più alta. Ora si sta cercando di capire se si possano utilizzare anche degli altri biomarcatori che dicano esattamente chi risponderà ed è ovviamente molto importante per portare il farmaco a chi ne può trarre davvero beneficio. Ma tutto ciò non preclude, a mio avviso, il fatto di dare la possibilità di avere accesso al farmaco, sia perché il rischio in termini di effetti collaterali è molto limitato e sia perché il rischio economico per il sistema sanitario nazionale è relativamente limitato, in quanto l'assenza di una risposta la capiamo nei primi 2 o 3 mesi. Se la scelta, quindi, è non darlo a nessuno, da clinico propendo per darlo a tutti in questa sottopopolazione di pazienti".  Anche per Milella andrebbe "rivalutata la questione della rimborsabilità. Ed è utile continuare a raccogliere ulteriori informazioni, dando nel contempo la possibilità ai pazienti di ricevere il farmaco, mentre studiamo come utilizzarlo al meglio". Una strada che gli esperti intendono percorrere. Mentre sul fronte regolatorio va capito se c'è un margine perché la questione si riapra. L'Italia praticamente è l'unico Paese dove il farmaco non è stato approvato per questa categoria di pazienti.  Di questo gruppo, non numeroso, "una persona su 3 ha un beneficio prolungato dell'ordine di 3 anni o più - illustra Reni - che in questa malattia è un miracolo". Riferendosi ai nuovi dati raccolti, l'esperto sottolinea che, "se vogliamo, l'esito non era neanche inatteso, perché nello studio Polo la differenza di sopravvivenza dei pazienti non era stata dimostrata statisticamente significativa anche perché un terzo delle persone randomizzate a ricevere il placebo in realtà nella loro vita avevano ricevuto olaparib, per cui questo ha diluito la differenza che altrimenti avrebbe potuto esserci". Altro aspetto riguarda la qualità di vita: "Queste persone - ricorda Reni - non fanno la chemio per il periodo in cui ricevono l'olaparib. Penso che chiunque abbia esperienza di un amico, un parente o un conoscente che l'ha fatta e abbia ben chiaro cosa significa non fare il trattamento chemioterapico e ricevere semplicemente delle pastiglie per bocca". Al di là del farmaco, aggiunge Milella, "è molto importante ribadire il fatto che è fondamentale testare i pazienti per la presenza delle mutazioni. Sapere che esiste una mutazione germinale di Brca è fondamentale, perché ci sono altri farmaci che possiamo utilizzare, come derivati del platino, e che funzionano molto meglio nei pazienti che sono portatori di questa mutazione". Non solo: "Non fare il test - aggiunge Reni - va a discapito anche dei familiari, perché il test positivo comporta la possibilità di fare la ricerca della variante patogenica anche su di loro e quindi poi di inserirli in programmi di screening per tumore al seno, prostata, ovaio. Si potrebbero dunque salvare più vite".  In generale, conferma anche Milella, "rispetto a tutti i pazienti con tumore del pancreas in Italia, sono sopra il 6-8% quelli che hanno la predisposizione ereditaria, ma in circa 4 su 10 di questi non c'è una storia familiare. Sono pazienti che non sapevano di avere la predisposizione e identificarla consente di testare il resto della famiglia e fare una prevenzione sugli altri tumori che più frequentemente sono associati alle mutazioni del Brca. Quindi il test sarebbe comunque fondamentale, anche se non ci fosse il farmaco, perché ci consente di fare una prevenzione sui familiari che non si sono ancora ammalati". Il tumore al pancreas, conclude Reni, è una malattia che "colpisce un po' tutti gli strati sociali e culturali, colpisce nel mondo dello sport, della politica, dello spettacolo, dell'economia. E' una malattia che fa paura e penso che non si possano negare ai pazienti vantaggi anche piccoli che una persona può avere con un trattamento o con l'altro, vantaggi che poi per alcuni possono proprio cambiare la vita". (di Lucia Scopelliti) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Intelligenza Artificiale, Cybersicurezza e Telco: un dialogo costruttivo tra istituzioni e imprese alla Camera dei Deputati

(Adnkronos) - Si è svolta presso la Camera dei Deputati una nuova riunione del tavolo tecnico istituzionale promosso dall'Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori), punto di riferimento per l'innovazione e il digitale in Italia. L'incontro, dal titolo "Intelligenza Artificiale, Cybersicurezza e Telco", è stato voluto dall'On. Alessandro Giglio Vigna, Presidente della Commissione Affari Europei della Camera dei Deputati, con l'obiettivo di promuovere un dialogo costruttivo tra imprese e istituzioni. Al centro del dibattito, le dinamiche tecnologiche, legislative e geopolitiche che plasmano l'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale (Ia), della cybersicurezza e delle telecomunicazioni. I lavori sono stati aperti dal Presidente dell'Angi, Gabriele Ferrieri, seguito dai saluti istituzionali dell'On. Alessandro Giglio Vigna, che ha sottolineato l'importanza cruciale dei temi trattati per il presente e il futuro del paese: "Un ringraziamento ad Angi per l'organizzazione di questo convegno e per avermi coinvolto, i temi trattati non riguardano il futuro ma il nostro presente, la cybersecurity è importante come non mai, l'AI sarà una rivoluzione come lo è stata la seconda rivoluzione industriale, sta a noi guidare e gestire questo cambiamento, consci dei rischi ma consapevoli delle enormi opportunità".  Al tavolo sono intervenuti i seguenti relatori: Maria Beccia, Deputy Chief Information Officier for Cybersecurity – Nato; Fabrizio Spada, Direttore Relazioni Istituzionali degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia; Vittorio Calaprice, Cybersecurity Specialist Rappresentanza Commissione Europea in Italia; Francesco Tufarelli, Direttore Generale Presidenza del Consiglio; Alessandro Coppola, Direttore Innovazione Agenzia Enea; Antonio Maria Tambato, Direttore Unità Direzione innovazione e transizione digitale – Agenzia per l’Italia Digitale; Agostino Ghiglia, Componente del Garante per la protezione dei dati personali; Giampiero Ruggiero, Primo Tecnologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Francesco Maria Loriga Delegato Unità Innovazione – Anci. Nei lavori anche lo speciale intervento di Sara Garino Capo Ufficio Legislativo Presidenza della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo. In rappresentanza del mondo corporate i seguenti delegati: Giuseppe Dongu Advisory Operations Leader di Tinexta Cyber; Vincenzo Cammarata Head of Institutional Relations Lutech; Giulio Covassi Ceo Kiratech; Nino Guarnacci, Director Solution Engineering Salesforce. “L'importanza del partenariato pubblico-privato è alla base dello sviluppo delle nuove tecnologie, sia per un processo di armonizzazione delle normative, sia per incentivare gli investimenti in termini di sviluppo e competitività del nostro ecosistema Paese. Siamo lieti, In questo tavolo, come ANGI - Associazione Nazionale Giovani Innovatori, insieme a tutti i nostri autorevoli partner presenti, di aver potuto mettere in luce prospettive e opportunità legate all'Intelligenza Artificiale, alla Cybersicurezza e al mondo delle Telco, i cui spunti saranno oggetto di una relazione particolare che, come Giovani Innovatori, consegneremo nelle mani di tutte le istituzioni con l'obiettivo di favorire il dibattito, la divulgazione, ma soprattutto proposte concrete per il governo, per l'Europa e per il Parlamento, in ottica di valorizzare quel percorso virtuoso, etico e sostenibile circa la transizione digitale, in cui l'Italia possa ritrovare quella centralità e non subire passivamente, bensì ritrovare quel ruolo come punto di riferimento dell'economia digitale all'insegna del Made in Italy.“ Così Gabriele Ferrieri Presidente Angi. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Un nuovo studio rivela il sistema delle acque sotterranee dei Campi Flegrei

(Adnkronos) - Pubblicata sulla rivista Journal of Volcanology and Geothermal Research, la ricerca intitolata "Chemical and isotopic characterization of groundwater and thermal waters from the Campi Flegrei caldera (southern Italy)", e condotta da un team di ricerca dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OV) in collaborazione con diverse università italiane, rappresenta il primo studio esaustivo sulla geochimica della falda flegrea dal 2005, data di inizio dell'attuale crisi bradisismica, e ha permesso di identificare i complessi processi che controllano le differenti caratteristiche delle acque, tra i quali l'aggiunta di gas vulcanico-idrotermali e i loro processi di degassamento. "Il lavoro rappresenta il primo studio esaustivo sulla geochimica della falda flegrea dal 2005 data di inizio dell'attuale crisi bradisismica el, e ha permesso di riconoscere i complessi processi che controllano le differenti caratteristiche delle acque, fra i quali l'aggiunta di gas vulcanico-idrotermali e i loro processi di degassamento, contribuendo alla definizione del modello geochimico del sistema" spiega Stefano Caliro, Dirigente Tecnologo responsabile del monitoraggio geochimico dei vulcani campani presso l'INGV-OV, sottolineando come la comprensione di tali processi sia cruciale per il monitoraggio dell'attività vulcanica. 
Mappa della temperatura delle acque sotterranee della caldera. Nelle aree di Solfatara-Pisciarelli e Baia Mofete Monte Nuovo sono evidenti le due anomalie termiche principali. I simboli e le loro dimensioni identificano le diverse caratteristiche e temperature delle acque.   "Tra i risultati più interessanti vi è l'integrazione del modello concettuale con il modello fisico numerico del sistema, che prevede una risalita di gas nell'area Solfatara-Pisciarelli, e l' identificare l'interazione tra fluidi vulcanici e acquiferi sulla base delle caratteristiche delle acque. Questa zona si conferma come il cuore dell'attività idrotermale della caldera", sottolinea Giovanni Chiodini, Dirigente di Ricerca Associato presso l'INGV. 
I processi geochimici identificati sono strettamente connessi, ma ognuno domina in regioni specifiche del sistema idrotermale, causando quindi, la grande variabilità nella composizione delle acque sotterranee all'interno della caldera. Nei Campi Flegrei coesistono, infatti, acque fredde di origine meteorica, acque bicarbonate termali originate dalla interazione con i gas nelle aree periferiche del sistema, acque clorurate derivate da soluzioni saline ad alta temperatura, e, infine, acque sotterranee dell'area Solfatara-Pisciarelli, dove gioca un ruolo determinante la condensazione di vapore ricco di zolfo.  "L'indagine ha avuto quindi lo scopo di comprendere meglio i processi chimici che influenzano la composizione delle acque sotterranee. Attraverso l'analisi di 114 campioni raccolti in un'estesa campagna di misure tra il 2013 e il 2014, abbiamo sviluppato un modello geochimico che ha permesso di descrivere l'evoluzione della interazione di acqua meteorica con soluzioni saline idrotermali e gas vulcanici durante il suo percorso sotterraneo", aggiunge Alessandro Aiuppa, Professore presso l'Università di Palermo.  
Modello concettuale di distribuzione dei diversi tipi di acque sotterranee della caldera, confrontato con il modello fisico del sistema geotermico dei Campi Flegrei. Sullo sfondo le caratteristiche della sezione geologica della caldera.
   I dati raccolti hanno quindi permesso di sviluppare un modello concettuale avanzato utile per evidenziare e interpretare eventuali cambiamenti futuri nella chimica delle acque sotterranee e nella dinamica dei processi. "I risultati di questo studio hanno permesso di progettare e realizzare una rete multiparametrica permanente di monitoraggio delle acque nella caldera, attiva dal 2018 e in continua evoluzione, che rappresenta uno strumento essenziale per rilevare modifiche nel sistema e riconoscere eventuali segnali della ripresa dell'attività vulcanica", conclude Mauro A. Di Vito, Direttore dell'INGV-OV.
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Influenza, casi in calo: da medici famiglia per tonsilliti e mal di pancia

(Adnkronos) - Calano i casi di influenza, mentre negli studi dei medici di famiglia aumentano le visite per tonsilliti importanti, "vediamo già qualche rinite allergica" e soprattutto tanti mal di pancia, con "forme gastroenteriche di lunga durata che, in realtà, hanno caratterizzato l'intera stagione". Lo spiega all'Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che fa il quadro degli 'acciacchi' più presenti in questo momento all'attenzione dei dottori del territorio.  "Il virus gastroenterico - continua - è il più presente e ha avuto un'incidenza più stabile nel tempo rispetto a quella dei virus respiratori". Inoltre "si riaffacciano fenomeni da raffreddamento, anche legati a reattività allergica. Quindi cominciamo a vedere le riniti e le congiuntiviti allergiche, dovute tra l'altro al vento che in molte parti d'Italia c'è stato in questi giorni". In più "vediamo una ripresa di forme batteriche, soprattutto streptococco tonsillari, molte tonsilliti purulente, chiaramente identificabili come forme batteriche non virali". (segue) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Roma, impiantato orecchio bionico in un paziente affetto da sordità profonda bilaterale

(Adnkronos) - Un complesso intervento di petrosectomia subtotale e impianto di orecchio bionico di ultima generazione è stato eseguito dalla Otorinolaringoiatria dell'ospedale San Filippo Neri di Roma. "Si tratta di un trattamento di impianto cocleare multielettrodo di ultima generazione, comunemente detto orecchio bionico, e contestuale trattamento di otite medica cronica in un paziente affetto da sordità profonda bilaterale. L'intervento è stato eseguito dall'équipe coordinata da Paolo Ruscito, primario della Otorinolaringoiatria dell'ospedale: Italo Cantore, Paolo De Carli, Francesca Cianfrone, Davide Fernandez, l'anestesista Lucio Paglione, gli infermieri strumentisti Valentina Rubicini e Marco Melucci". Lo comunica l'Asl Roma 1 in una nota.  "L'impianto, già testato, sarà attivato tra circa 20 giorni, dopo un solo giorno di degenza e le necessarie cure postoperatorie. Questo consentirà il ripristino della funzionalità uditiva", si legge. "Il dispositivo consente infatti di stimolare elettricamente direttamente il nervo acustico in pazienti che hanno perso del tutto o quasi la funzionalità dell'orecchio, primo e unico organo di senso 'sostituibile' tramite un device impiantabile chirurgicamente". "Una grande soddisfazione per tutti noi dichiara il direttore generale dell'Asl Roma 1, Giuseppe Quintavalle - Con questo delicatissimo intervento di grande complessità, che unisce professionalità ed alta tecnologia, rendiamo la nostra offerta diagnostica ancora più ampia, un unicum nella nostra regione a vantaggio di cittadini anche non residenti nel Lazio - sono oltre il 30% dei pazienti da noi sottoposti ad otochirurgia - e questo rende l'ospedale San Filippo Neri e l'azienda ancora più attrattiva, per questo ringrazio il primario Paolo Ruscito e tutta la sua l'équipe di altissimo livello". "Una offerta diagnostica e terapeutica in ambito audiologico ed otochirurgico - sottolinea l'azienda sanitaria - che spazia dalla diagnostica audiologica neonatale e pediatrica alle procedure otochirurgiche di ricostruzione della membrana timpanica, di timpanoplastica, mastoidectomia e ricostruzione della catena ossiculare, di chirurgia dell'otosclerosi, di impianto di protesi passive e attive di ultima generazione, all'orecchio bionico, oltre che un protocollo unico in Italia per la diagnostica e il trattamento dei tumori del nervo statoacustico, in cooperazione con la Neurochirurgia, che include la diagnosi audiologica precisa della branca del nervo interessata e il ripristino funzionale uditivo post-trattamento tramite protesi impiantabili, oggetto di recenti pubblicazioni internazionali". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nissan presenta due nuovi modelli con la formula X-over Thinking

(Adnkronos) -
Nissan presenta due nuovi modelli e un nuovo modo di pensare firmato X-over Thinking.
 I due nuovi modelli presentati sono: X-Trail Mild Hybrid e Ariya NISMO e si tratta di due novità esclusive che offrono sicurezza, comfort e tecnologia sempre più avanzata. La versione X-Trail Mild Hybrid è una vettura a 7 posti adatta perfetta per le famiglie e adatta anche all'avventura, questo grazie soprattutto all'utilizzo della tecnologia 4WD. La vettura è ora disponibile con il nuovo motore Mild Hybrid benzina da 1.5 litri, 163 CV di potenza e 300 Nm di coppia che si affianca al propulsore e-POWER.
 Nissan X-Trail Mild Hybrid si articola in tre allestimenti: ACENTA, N-CONNECTA, TEKNA, con un'opzione che può estendere da 5 a 7 i posti dei passeggeri e anche con trazione 2WD. L'altra novità di Nissan è la nuova Ariya NISMO ed è basata sulla versione e-4ORCE 4WD
 da 87 kWh, il cui motore è stato messo a punto da NISMO per esaltarne la potenza e portarla fino toccare un apotenza massima di 435 CV (320 kW), ovvero circa 130 CV in più rispetto alla versione originale. La coppia di 600 Nm spinge la vettura da 0 a 100 km/h in soli 5 secondi e da 80 a 120 km/h in 2,4 secondi. Ariya NISMO, disponibile con un unico esclusivo colore NISMO Stealth Grey, è in vendita presso la rete Nissan a partire da 53.850 euro. “Il 2024 si è chiuso per l'Italia, afferma Marco Toro Presidente e amministratore delegato di Nissan Italia, con un segno -1, direi di sostanziale stabilità, ma con una tendenza importante riguardo all'aumento dell’elettrificato e l'aumento dei crossover e queste tendenze direi che continuano a confermarsi".
 
"Nissan in questo mercato è cresciuta in maniera importante con alcuni modelli dei gamma, Juke ad esempio ha aumentato le vendite del 6%, X-trail del 9%, Ariya del 90% e i veicoli commerciali del 30%. Sicuramente si tratta di un successo, per quello che riguarda Qashqai, che riguarda il segmento più competitivo, abbiamo confermato la quarta posizione e siamo al settimo posto come ibrido più venduto in Italia con un successo significativo anche di e-Power che ha aumentato il suo peso nelle vendite di Qashqai."
 
"Oggi Nissan, continua Toro
, è piu del 50% del mix verso il privato fatto da e-Power e direi che il 2024 che si è chiuso con soddisfazione ed è terminato con il lancio alla fine dell'anno di questo sistema chiamato Nissan More che darà l’estensione di garanzia fino a 10 anni a tutti i clienti che fanno manutenzione presso la nostra rete ufficiale.
Il 2025 sarà un anno di sostanziale stabilità, non avremo un mercato con incentivi come è stato il caso l'anno scorso, quindi non prevediamo una crescita ma una stabilità. Noi come Nissan prevediamo di crescere di un 5% rispetto all'anno scorso grazie appunto alle novità di prodotti che stiamo lanciando sul mercato”.
 Nisaan per l'occasione lancia anche la formula " Nissan More", una speciale garanzia che si estende fino a 10 anni e che si rinnova in automatico con un semplice tagliando da farsi presso le officine ufficiali Nissan, ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Polestar integra le chiavi digitali in Apple Wallet

(Adnkronos) - Grazie a un recente aggiornamento software over-the-air (OTA), i proprietari di Polestar 3 possono ora utilizzare le chiavi digitali in Apple Wallet per aprire, chiudere e avviare il proprio veicolo direttamente da iPhone o Apple Watch. Questa innovativa funzionalità sarà presto disponibile anche per Polestar 4. Le chiavi digitali possono essere condivise con fino a cinque utenti, utilizzando messaggi, mail, AirDrop, WhatsApp e altre piattaforme. Il proprietario di una Polestar ha la possibilità di concedere solo l’accesso al veicolo o anche il permesso di guida.  Inoltre, la funzione Power Reserve permette di utilizzare l’Apple Wallet per sbloccare e avviare l’auto anche quando l’iPhone è scarico.  Secondo Michael Lohscheller, CEO di Polestar, questo aggiornamento risponde direttamente alle esigenze dei clienti: "Integrare le chiavi digitali in Apple Wallet significa offrire un’esperienza premium e semplificare l’uso quotidiano del veicolo. I nostri clienti desideravano questa funzionalità e siamo lieti di averla resa disponibile. Continueremo a migliorare i nostri modelli attraverso aggiornamenti software costanti, come facciamo dal lancio di Polestar 2 nel 2020."
 Per utilizzare questa funzionalità, è necessario disporre di: • iPhone 11 o modello successivo, aggiornato all’ultima versione di iOS • Apple Watch Series 6 o superiore, con l’ultima versione di watchOS. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mercedes-Benz Vans: l'innovazione dell'architettura modulare per una mobilità del futuro

(Adnkronos) - Per rispondere in modo sempre più efficace alle crescenti esigenze di un mercato dinamico, Mercedes-Benz Vans presenta la sua nuova piattaforma basata su un'architettura van modulare e scalabile, capace di integrare tecnologie di propulsione diverse.  La novità di Mercedes-Benz consiste nell’unificazione di due varianti: la Van Combustion Architecture (VAN.CA), che ospiterà i motori a combustione di ultima generazione, e la Van Electric Architecture (VAN.EA), che darà vita a veicoli completamente elettrici. Questa soluzione tecnologica avanzata prevede che, a partire dal 2026, debutteranno i primi modelli elettrici, seguiti dalla successiva introduzione dei van dotati dei motori termici più innovativi.  Una piattaforma che offre una straordinaria flessibilità progettuale e consente di rispondere alle specifiche esigenze di differenti segmenti di mercato. In particolare, la nuova architettura permette di differenziare in maniera netta i veicoli destinati all’uso privato, orientati al lusso, da quelli concepiti per il trasporto commerciale nel segmento premium.  Grazie alla condivisione di circa il 70% dei componenti tra le due varianti e alla produzione unificata sulla stessa linea, il Marchio della Stella a Tre Punte è in grado di ottimizzare i costi, migliorare le economie di scala e garantire sinergie produttive significative. Questa strategia di modularità e integrazione tecnologica consolida la posizione di Mercedes-Benz Vans nel panorama della mobilità moderna, offrendo un portafoglio prodotti flessibile e innovativo.  L’attenzione alle esigenze dei clienti e l’impegno verso la sostenibilità ambientale rappresentano i pilastri fondamentali di questa trasformazione, che punta a rivoluzionare il settore dei veicoli commerciali e privati. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


BYD Supplier Meeting 2025: opportunità di sourcing per la mobilità del futuro

(Adnkronos) -
BYD ha incontrato a Torino le aziende della filiera italiana della componentistica per selezionare nuovi fornitori per i suoi insediamenti industriali in Europa. Con il supporto di ANFIA, l'evento ha visto la partecipazione di 380 aziende e oltre 500 persone, con 176 incontri B2B tra BYD e le imprese italiane del settore. Il BYD Supplier Meeting, tenutosi presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO), è stato un'importante occasione per presentare la strategia industriale dell'azienda e offrire opportunità di collaborazione alle imprese italiane ed europee della filiera automotive. L'elevato numero di adesioni ha superato ogni previsione, tanto da spingere BYD a valutare l'organizzazione di un secondo incontro per soddisfare l’interesse crescente. L’evento è stato aperto dagli interventi istituzionali di: • Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA • Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio e allo Sviluppo delle Attività Produttive della Regione Piemonte • Marco Gay, Presidente dell’Unione Industriali Torino. Sono poi intervenuti: • Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA • Zhiqi He, Executive Vice President & COO di BYD Auto • Alfredo Altavilla, Europe Special Advisor di BYD  Durante l’evento, i partecipanti hanno avuto la possibilità di testare sette modelli BYD, tra cui le nuove ATTO 2 e SEALION 7, oltre agli altri veicoli della gamma: SEAL U DMI, SEAL U, SEAL, DOLPHIN e ATTO 3.
 
Alfredo Altavilla, Europe Special Advisor di BYD, ha sottolineato: "Sono orgoglioso di aver creato questo collegamento tra BYD e la filiera industriale italiana, un settore riconosciuto a livello globale per la sua eccellenza e il suo know-how. L'Italia è il primo paese coinvolto in questa iniziativa e sono convinto che le nostre aziende possano giocare un ruolo chiave nella transizione tecnologica della mobilità.”
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Addio al piccolo Cesare Zambon, cos'è la neurofibromatosi di cui era malato

(Adnkronos) - Non ce l'ha fatta Cesare Zambon, il bambino di 6 anni di Conegliano affetto da neurofibromatosi. La mamma, Valentina Mastroianni, aveva raccontato la sua storia sui social e in un libro, 'La storia di Cesare'. La neurofibromatosi di tipo 1 (Nf1) è una complessa malattia genetica rara, a trasmissione autosomica dominante. "Si tratta di una sindrome precancerosa, una malattia che predispone chi ne è affetto a sviluppare una malattia neoplastica con una probabilità più alta del normale. In Italia sono almeno 20mila le persone affette da neurofibromatosi". A fare il punto è l'Osservatorio malattie rare (Omar). Il 17 maggio è la Giornata internazionale sulle neurofibromatosi.  "Si tratta di una malattia associata a una mutazione della neurofibromina, una proteina con funzione oncosoppressiva codificata dal gene Nf1, che predispone allo sviluppo dei tumori - spiega sul sito di Omar Antonella Cacchione, area clinica di Oncoematologia, Terapia cellulare, Terapie geniche e Trapianto emopoietico, ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma - e che coinvolge diversi distretti corporei (la cute, gli occhi, il sistema nervoso e le ossa). Si rende evidente a livello clinico generalmente entro i primi anni di vita, con delle macchie caffelatte e segni tipici quali la presenza di lentiggini ascellari e/o inguinali, noduli iridei di Lisch o amartomi corioidei, neurofibromi cutanei o sottocutanei o neurofibromi plessiformi, gliomi del nervo ottico".  "Le complicanze neoplastiche di questa patologia possono essere estremamente severe - prosegue l'esperta - Il neurofibroma plessiforme sintomatico è certamente la più comune, ma non sono purtroppo rari i casi di gliomi di alto grado o sarcomi. La patologia si caratterizza inoltre per una lunga serie di complicanze che possono coinvolgere la sfera endocrina, il sistema nervoso centrale, l'apparato scheletrico e quello cardiovascolare. Per questo è fondamentale che in qualsiasi caso di sospetta Nf1 i pazienti siano indirizzati a un centro di riferimento pediatrico per essere inseriti in un percorso diagnostico e di follow-up costante e multispecialistico. Il follow-up deve includere necessariamente regolari indagini strumentali (comprese risonanze magnetiche), visite dermatologiche e visite oculistiche. Se e quando subentrano complicanze neoplastiche, i pazienti vengono presi in carico dal team oncologico". "Fino a 20, 30 anni fa la diagnosi della neurofibromatosi era prevalentemente clinica - spiega ancora Cacchione - soprattutto perché per sequenziare il gene Nf1 ci voleva circa 1 anno. Ora per ottenere una conferma genetica è sufficiente un mese, ed è sempre fondamentale ottenere tale conferma. Esistono infatti altre patologie che possono presentare sintomatologie o semeiotica simili alla Nf1, ma devono essere trattate diversamente. Per questo è fondamentale che il centro di riferimento disponga anche di competenze genetiche e possa offrire alla famiglia una consulenza genetica, per affrontare contestualmente il tema della trasmissibilità della patologia. Inoltre in futuro sarebbe auspicabile riuscire a classificare i fenotipi clinici di patologia in base alle mutazioni genetiche (oggi ne conosciamo più di 1.500), per migliorare l'approccio terapeutico". I neurofibromi plessiformi nella neurofibromatosi sono la manifestazione più tipica e più disabilitante della neurofibromatosi di tipo 1, interessando circa il 50% dei pazienti affetti da questa malattia genetica. "Si tratta di un tumore della guaina nervosa - descrive l'esperta - Di fatto i neurofibromi si rilevano come cordoni, disposti lungo il decorso dei nervi. Sono spesso invasivi e, sebbene evolvano in forme neoplastiche maligne solo nel circa 5-10% dei casi, possono arrivare a sfigurare il paziente e causare disabilità significative: parliamo di dolore cronico, problemi funzionali e ostruzioni delle vie aree. Almeno la metà dei pazienti con neurofibromi plessiformi ed Nf1 deve essere trattata per il dolore e, fino a poco tempo fa, l'unica opzione terapeutica era quella chirurgica. Purtroppo però nel circa 50% dei casi si tratta di neurofibromi inoperabili e anche qualora la chirurgia fosse possibile non è proponibile rimuovere più del 20% di queste neoformazioni. Infatti gli interventi sono spesso associati a rischi emorragici e funzionali molto significativi". "La qualità di vita dei bambini e dei ragazzi con neurofibromatosi di tipo 1 ha una variabilità enorme - precisa Cacchione - Alcuni di loro hanno certamente una qualità di vita accettabile. Chi però presenta manifestazioni deturpanti vive situazioni estremamente difficili: fatica ad andare a scuola, ad accettarsi, a sviluppare una socialità. E poi c'è l'aspetto devastante del dolore, ci sono pazienti che a causa del dolore arrivano a non camminare più. Fortunatamente ora esiste un trattamento che ha dimostrato di poter migliorare in maniera significativa la qualità di vita di queste persone". L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato appena qualche settimana fa la rimborsabilità di selumetinib, prima terapia approvata in Italia per il trattamento dei neurofibromi plessiformi sintomatici e non operabili in pazienti pediatrici affetti da neurofibromatosi di tipo 1 di età pari o superiore a tre anni. "Il farmaco, commercializzato da Alexion, Astra Zeneca Rare Disease, è progettato per bloccare specifici enzimi (Mek1 e Mek2) coinvolti nello stimolo alla crescita delle cellule. Nella Nf1 questi enzimi sono iperattivi e fanno sì che le cellule tumorali crescano in modo sregolato. Attraverso il suo meccanismo d'azione, selumetinib è in grado di rallentare la crescita delle cellule tumorali", ricorda Omar.  "L'approvazione di questo farmaco, a somministrazione orale, si basa sui risultati positivi dello studio clinico di fase II Sprint, che ha dimostrato una riduzione delle dimensioni dei tumori inoperabili nei bambini, diminuendo il dolore e migliorando la qualità della vita - illustra Cacchione - ma è stato reso disponibile dalla casa farmaceutica anche per 7 anni circa, attraverso un programma ad uso compassionevole, avviato anche presso il nostro centro. Questa esperienza ci ha permesso di trattare 22 pazienti e posso certamente testimoniare che si tratta di un farmaco che ha veramente cambiato la storia di questi pazienti, in particolare per ciò che concerne la gestione del dolore e della morbidità correlate ai neurofibromi plessfiormi. Uno dei miei giovani pazienti aveva un braccio completamente paralizzato prima del trattamento, non riusciva nemmeno più a vestirsi da solo, ora ha ritrovato una completa autonomia. Si tratta di risultati davvero importanti, senza pensare al beneficio psicologico di sapere di poter disporre finalmente di un trattamento per una malattia fino ad ora considerata incurabile". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)