Malattie rare, #ChiamalePerNome: nuova campagna sull'importanza delle parole
(Adnkronos) - In occasione della Giornata mondiale delle malattie rare 2025, che coincide come ogni anno con l'ultimo giorno del mese di febbraio, Sanofi presenta #ChiamalePerNome, la sua nuova campagna di sensibilizzazione su questo tema. L'iniziativa - spiega una nota - intende portare all'attenzione dell'opinione pubblica l'importanza di una maggiore conoscenza e consapevolezza delle malattie rare e l'impatto che ciascuna malattia ha su chi ci convive e su familiari e caregiver, promuovendo un linguaggio rispettoso e scevro da pregiudizi, ma anche lontano da quei miti e stereotipi che tolgono umanità all'esperienza di vita della singola persona. Un messaggio che accompagnerà le attività di sensibilizzazione e informazione sulle malattie rare promosse da Sanofi nel corso del 2025, dalla giornata mondiale alle singole giornate dedicate ad alcune malattie rare lisosomiali ed ematologiche. In Italia oltre 2 milioni di persone convivono con una malattia rara, affrontando una miriade di piccole e grandi sfide quotidiane legate alla diagnosi tardiva e alla complessità nella gestione della patologia. Per la campagna #ChiamalePerNome è stato realizzato un video che sarà disponibile sui canali Instagram, Linkedin e Facebook di Sanofi Italia da venerdì 28 febbraio, in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare che pone l'accento proprio sull'importanza del linguaggio e della scelta delle parole quando si parla di malattie rare. Ogni persona con una malattia rara ha un nome, una storia e una voce che meritano di essere conosciute e ascoltate. Per questo non dovrebbe vedersi assegnata alcuna ulteriore 'etichetta' che ne sottolinei o amplifichi il valore oppure che intenda suscitare 'compassione'. La campagna sottolinea l'urgenza di un'identificazione tempestiva e precisa delle malattie rare, affinché nessun paziente rimanga senza risposte. Inoltre, con sensibilità, il video evidenzia come l'empatia per ciascuna persona che convive con una malattia, tanto più se rara, passi anche e soprattutto attraverso un linguaggio che rispetti la sua dignità senza essere carica di pietismo o, ancor peggio, utilizzi termini bellici. "Siamo orgogliosi di manifestare anche quest'anno, attraverso una nuova campagna di sensibilizzazione al largo pubblico, il nostro impegno di più di quarant'anni nell'ambito delle malattie rare - dichiara Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta - Un impegno che si manifesta non solo con le nostre competenze e il supporto alla comunità scientifica e di pazienti, ma anche tramite attività informative e di comunicazione, che fanno sì che il nostro messaggio possa vivere ben oltre la Giornata del 28 febbraio. Abbiamo un'expertise specifica nelle malattie da accumulo lisosomiale e in diverse patologie rare del sangue, dove abbiamo una decina progetti di ricerca clinica in fase 2 e 3, e oltre. Nel nostro quotidiano siamo al fianco dei pazienti, delle associazioni e del mondo istituzionale per contribuire a colmare il gap legislativo ed assistenziale per le persone con malattia rara, gli ostacoli nell'accesso alle terapie innovative e nella diagnosi tempestiva". Sono tra 7mila e 8mila le malattie rare oggi conosciute, molte delle quali altamente invalidanti e prive di terapie risolutive. Tra queste - ricorda Sanofi - un gruppo di particolare rilevanza è rappresentato dalle malattie da accumulo lisosomiale, patologie metaboliche ereditarie di origine genetica che possono compromettere anche seriamente la funzionalità di organi e apparati vitali e si manifestano prevalentemente nei primi anni di vita. Se non adeguatamente e tempestivamente trattate, possono incidere profondamente sulla qualità della vita dei pazienti e, in alcuni casi, anche sulla loro stessa sopravvivenza. Anche le malattie rare del sangue rappresentano un ulteriore ambito di particolare complessità, con patologie che possono avere conseguenze gravi e imprevedibili. Tra queste, la porpora trombotica trombocitopenica acquisita (aTtp) è una grave malattia autoimmune della coagulazione che può manifestarsi con eventi acuti e improvvisi, mettendo a rischio organi vitali come cuore, cervello e reni. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, 'nel Dna la nostra storia non il nostro destino', campagna su forme ereditarie
(Adnkronos) - Conoscere la propria storia familiare per prendersi cura della propria salute. Tra il 5 e il 10% dei casi di tumore dipende da specifiche mutazioni genetiche che possono essere trasmesse dai genitori ai figli. Ereditare una mutazione genetica non significa ereditare un tumore, ma un'aumentata probabilità di sviluppare alcune forme di cancro, prime fra tutte quelle del seno, dell'ovaio, della prostata e del pancreas. Sapere di essere portatori di una mutazione dei geni Brca1 e/o 2 rappresenta, nei soggetti sani, l'opportunità di intraprendere percorsi di prevenzione (primaria e/o secondaria) e di riduzione del rischio. Nel caso di persone che hanno già sviluppato la malattia, conoscere il proprio stato mutazionale consente la definizione di percorsi terapeutici su misura. E' il senso della campagna di informazione 'Tumori eredo-familiari: conoscerli è il primo passo', realizzata da AstraZeneca e Msd. Un impegno per la sensibilizzazione dei pazienti e del grande pubblico che ha sfruttato molteplici canali di comunicazione, sia online sia offline, raggiungendo così milioni di persone. Un'iniziativa che riparte da Milano con l'installazione 'Legami Unici' presso la Biblioteca degli alberi grazie alla collaborazione con l'artista bolognese Francesca Pasquali. La campagna è realizzata con il patrocinio di Acto Lombardia, Abracadabra, Europa Donna, Loto, Europa Uomo, Fondazione Mutagens, Salute Donna, da sempre impegnate a promuovere la conoscenza e la corretta informazione sulle più importanti patologie oncologiche. Le mutazioni Brca1 e 2, che aumentano il rischio di sviluppare i tumori al seno, all'ovaio e alla prostata, ma sono coinvolte anche nello sviluppo di altre neoplasie, sono i più conosciuti difetti genetici legati alla malattia oncologica. Ma non sono gli unici. Oggi esistono test genetici che possono identificare mutazioni specifiche associate a tumori ereditari, come quelli legati ai geni Brca, e che consentono una diagnosi precoce e una prevenzione mirata, offrendo ai pazienti e alle famiglie informazioni cruciali sulla loro predisposizione al cancro. La conoscenza delle mutazioni permette inoltre ai medici di scegliere terapie mirate, che hanno dimostrato di essere efficaci proprio in presenza di tali mutazioni. Da qui l'importanza di garantire a tutti coloro che se ne possono giovare un consulto oncogenetico, che definisca il rischio oncologico e l'opportunità di eseguire il test, così da offrire a ogni paziente e alla sua famiglia un percorso di cura personalizzato. Il rischio di sviluppare un tumore ovarico aumenta del 15-45% nelle donne che hanno ereditato una mutazione in Brca1 e del 10-20% circa in quelle che hanno ereditato una mutazione di Brca2. "Per migliorare significativamente la sopravvivenza delle pazienti con tumore ovarico - spiega Domenica Lorusso, professore ordinario all'Humanitas University di Rozzano e direttore dell'Unità operativa di Ginecologia oncologica medica di Humanitas San Pio X - L'unica strada è la diagnosi precoce: quando avviene al primo stadio della malattia, infatti, si ottiene la guarigione nella maggioranza dei casi. Purtroppo è un tumore silente e la diagnosi avviene quasi sempre tardivamente, ma nelle donne che hanno una mutazione possiamo intervenire con programmi di prevenzione mirata, che comprendono la chirurgia profilattica. Anche nelle donne che hanno già sviluppato la malattia il test genetico svolge un ruolo fondamentale perché ci indirizza verso l'utilizzo di terapie target". Nel caso del tumore al seno la ricerca scientifica ha permesso di valutare il rischio connesso alla presenza di mutazioni: nelle donne portatrici di mutazioni del gene Brca1 il rischio di ammalarsi di carcinoma mammario nel corso della vita è pari al 65%, mentre nelle donne con mutazioni del gene Brca2 è pari al 40%. Ma anche altre mutazioni genetiche che causano il deficit di ricombinazione omologa (Hrd) aumentano il rischio di sviluppare questa neoplasia. "La diagnosi precoce è la nostra arma più potente contro il carcinoma mammario: la mammografia e gli esami clinici permettono di individuare la malattia in fase iniziale, migliorando significativamente le possibilità di cura - ricorda Giuseppe Curigliano, professore ordinario di Oncologia medica all'Università Statale di Milano, direttore Sviluppo Nuovi farmaci per Terapie innovative dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo), presidente eletto dell'European Society for Medical Oncology (Esmo) - Per le persone con diagnosi di tumore al seno e i familiari a rischio, i test genetici rappresentano uno strumento essenziale per orientare strategie di prevenzione e trattamento personalizzato". Oggi, sottolinea lo specialista, "la medicina di precisione ci offre opzioni sempre più mirate. Dalle terapie personalizzate alla sorveglianza attiva, fino alla chirurgia profilattica, ogni scelta deve essere guidata da un approccio multidisciplinare per garantire il miglior esito possibile. Non dimentichiamo che per le donne operate ad alto rischio la terapia con Parp inibitori, in via precauzionale, aumenta la probabilità di guarigione". Rispetto alle donne, gli uomini hanno una minor consapevolezza del rischio oncologico in generale, e di quello ereditario in particolare. Le storie che hanno contribuito a portare alla ribalta il tema dei tumori ereditari sono state tutte al femminile. Diversi studi hanno però dimostrato che gli uomini con un parente stretto - padre, zio o fratello - con un tumore alla prostata presentano un maggiore rischio di ammalarsi, sebbene soltanto meno del 15% dei tumori alla prostata siano ereditari. "Non esistono programmi di screening che abbiano dimostrato una forte efficacia, ma abbiamo a disposizione strumenti che si possono usare, come il dosaggio del Psa. Per questo - evidenzia Giuseppe Procopio, direttore del Programma Prostata e dell'Oncologia medica genitourinaria presso Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori (Int) di Milano - è fondamentale che le persone abbiano consapevolezza della loro storia familiare e ne parlino con i medici che, in base al profilo di ognuno, potranno decidere come procedere e se indirizzare a un consulto genetico. Nel caso del tumore della prostata, è il Brca2 a essere più pericoloso: gli uomini portatori di questa mutazione hanno un rischio di circa il 27% di sviluppare il cancro alla prostata prima degli 80 anni, più del doppio rispetto ai non portatori. La determinazione della presenza delle mutazioni è importante anche per indirizzare la terapia verso la massima efficacia. E' tempo quindi che anche gli uomini vengano sensibilizzati sui tumori eredo-familiari". Per realizzare l'installazione - che sarà visibile fino al 9 marzo - la Foresta dei Pinus nigra è stata adottata dalla campagna, un'adozione che si inserisce all'interno del progetto 'Radici - Adotta la tua Foresta @BAM', un progetto che permette la conservazione del patrimonio botanico del parco e della città promosso da Bam - Biblioteca degli alberi Milano, progetto della Fondazione Riccardo Catella. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Radiazioni raddoppiate in 30 anni, 'medici troppo esposti'
(Adnkronos) - Siamo sempre più sottoposti a radiazioni: da quelle solari a quelle terrestri (radon soprattutto), fino a quelle immagazzinate da alcuni cibi (come le banane per l'elevato contenuto di potassio, un isotopo radioattivo). Ma a creare maggior timore sono quelle provenienti da fonti mediche, la cui esposizione negli ultimi 30 anni è più che raddoppiata. Nel 1980 le radiazioni cui era sottoposto un qualsiasi cittadino erano per l'80% di tipo naturale, cioè provenienti dall'ambiente, e solo il 15% di tipo medico. Oggi le radiazioni utilizzate in ambito clinico toccano circa il 50% del totale, soprattutto per l'aumento degli esami medici che ne richiedono l'uso. Per fare educazione sul tema, l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Milano (OmceoMi) ha organizzato una seconda edizione del corso di formazione a distanza per i camici bianchi 'Tutto quello che avreste voluto sapere della radioprotezione', diretto da Daniela Origgi (vicedirettore Servizio Fisica medica Ieo Milano) e Claudio Granata (direttore Radiologia pediatrica Irccs Burlo Garofolo Trieste). Il tutto coordinato da Sandro Siervo di OmceoMi e consigliere della Commissione Albo odontoiatri di Milano. La principale fonte di radiazioni mediche è la tomografia computerizzata con il 77% della dose collettiva totale. Spesso viene usata al posto della radiografia perché più precisa, ma una Tac equivale in media a circa 250 lastre al torace. Questo problema riguarda non solo cittadini e pazienti, ma anche e soprattutto i medici che si occupano degli esami e che sono molto esposti. Troppo, segnalano i medici milanesi. Queste radiazioni devono e possono essere in gran parte (70%) evitate con la radioprotezione, sottolineano. "Premesso che la radioattività è ovunque, ed esiste da quando esiste l'uomo, le procedure mediche che impiegano radiazioni ionizzanti, cioè quelle per acquisire immagini del nostro corpo e per svolgere esami diagnostici (raggi X, Tc, medicina nucleare e altre) o per effettuare terapie (radioterapia e medicina nucleare), sono diverse, sono molte, sono fondamentali, ma vanno impiegate con grande cura e precisione", afferma Roberto Carlo Rossi, presidente OmceoMi. Per questo, continua, "è importantissimo conoscere i metodi per ridurre al massimo il rischio di esposizione a queste radiazioni e fornire una corretta informazione alla popolazione e ai medici. Tutto dipende infatti dalla tipologia e dalla quantità di radiazioni cui si viene sottoposti. Il rischio principale - sottolinea Rossi - è per quella classe di medici e sanitari che sono impegnati nei reparti dove si svolgono questi esami, e che quindi rischiano esposizioni molto maggiori di un paziente che svolge un esame una sola volta all'anno. Ecco, dunque, il nostro impegno per l'aggiornamento su questo tema così rilevante". "Nell'ultimo anno del triennio formativo, nel quale i medici e gli odontoiatri devono controllare di aver realizzato il proprio fabbisogno di crediti Ecm - rimarca il presidente di OmceoMi - ci è sembrato particolarmente importante rieditare e riproporre il corso sulla radioprotezione. La recente legge ha infatti, giustamente, rimarcato l'importanza e la necessità della preparazione del corpo medico su questo tema anche tenendo presente della percentuale obbligatoria sulla radioprotezione imposta ai medici". Il corso - 18 crediti Ecm - è disponibile fino alla fine dell'anno sulla piattaforma www.omceomi-ecm, è dedicato a medici chirurghi (generici e specialisti) e odontoiatri iscritti all'Ordine di Milano e affronta questioni legate alla radioprotezione del paziente in tutti i contesti diagnostici o terapeutici che impiegano radiazioni ionizzanti. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tremila le malattie dermatologiche rare, focus all'Idi Irccs di Roma
(Adnkronos) - Sono classificate rare le malattie che colpiscono 5 persone su 10mila abitanti. In totale si contano oltre 8mila patologie rare, 3mila delle quali dermatologiche fra cui le ittiosi, le epidermolisi bollose ereditarie, la neurofibromatosi, le malattie bollose autoimmuni (pemfigo e pemfigoidi), le malattie autoimmuni del connettivo (Les, sclerodermia, dermatomiosite), alcune reazioni gravi da farmaco (sindrome di Lyell, Dress, Agep) e le malattie autoinfiammatorie. In occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, in calendario il 28 febbraio, l'Istituto dermopatico dell'Immacolata organizza il convegno studio 'Bisogni e sfide per i pazienti rari'. L'appunamento è per il 3 marzo, dalle 9 all'Idi Irccs di via dei Monti di Creta, 104 a Roma. Lo studio e la cura dei pazienti affetti da malattie dermatologiche rare sono da sempre una priorità dell'istituto ospedaliero romano, che "dal 2017 fa parte della rete Ern-Skin (European Reference Network-Skin)", un network "che va oltre il nostro Paese e coinvolge ben 56 ostituzioni sanitarie europee, ospedali e policlinici universitari, specializzate in malattie rare", ricorda Anna Rita Panebianco, direttore sanitario Idi Irccs. "Questo momento di confronto scientifico ha lo scopo di portare a conoscenza di tutte le persone a vario titolo interessate l'attività di ricerca e cura svolta dall'Idi Irccs e di ascoltare la voce diretta delle associazioni dei pazienti per capire i loro bisogni e migliorare l'attività di assistenza", spiega Giovanni Di Zenzo, responsabile scientifico del convegno insieme a Biagio Didona e a Giulia Pascolini. "L'alleanza tra istituzioni, medici, ricercatori, associazioni e pazienti - sottolinea Didona - è un passaggio fondamentale per risolvere quelle criticità ancora in essere che non consentono di affrontare adeguatamente i bisogni dei pazienti. E' fondamentale avere un colloquio costante, oserei dire quotidiano, con le associazioni che li rappresentano, anche per sensibilizzare sempre di più l'opinione pubblica. Anche per questo Idi ha ritenuto opportuno istituire un tavolo permanente di ascolto con le associazioni dei pazienti: il Tavolo associazione pazienti Idi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lavoro e sostenibilità, il punto su green skill, tecnologia e benessere delle persone
(Adnkronos) - Si è svolta presso la sede di Gruppo Cap a Milano la Terza Edizione degli Stati Generali Mondo Lavoro della Sostenibilità, l’evento che ogni anno riunisce istituzioni, aziende e professionisti sul futuro del mondo del lavoro, legato in particolare alle nuove tendenze della sostenibilità. Nel corso della giornata si sono susseguiti gli interventi delle relatrici e dei relatori che hanno preso parte ai lavori e hanno discusso dei principali aspetti della transizione sostenibile, dalle competenze green all’innovazione tecnologica, passando per il ruolo centrale del welfare aziendale. L'evento ha fornito uno spazio di confronto e riflessione sulle opportunità e le sfide che la sostenibilità porta con sé, sottolineando l'importanza di un approccio integrato che coinvolga imprese, istituzioni e cittadini. Grazie alla partecipazione di esperti e professionisti del settore, sono state condivise le principali best practice e le strategie innovative portate avanti per promuovere un lavoro sempre più in linea con i principi della sostenibilità. “La sostenibilità nel mondo del lavoro è centrale ed è una sfida che richiede l’impegno congiunto di istituzioni, imprese e società civile - ha detto il presidente di Gruppo Cap, Yuri Santagostino - In Gruppo Cap siamo fermamente convinti che sostenibilità faccia rima con innovazione tecnologica e responsabilità sociale: è essenziale, infatti, sviluppare nuove competenze professionali e investire nella formazione continua per affrontare le sfide ambientali e promuovere un benessere diffuso. Le politiche di welfare aziendale, che migliorano la qualità della vita delle persone, sono fondamentali per contribuire a costruire un futuro più sostenibile”. Nel panel 'Green Skills: come prepararsi ai lavori del futuro', partendo dalla previsione che il 39% delle skills cambieranno nei prossimi 5 anni, si è ragionato sugli approcci virtuosi rivolti sia ai futuri lavoratori sia al personale già presente nelle aziende. È emerso come la sostenibilità sia un tema complesso che abbraccia una serie di competenze variegate. I giovani che si approcciano al mondo della sostenibilità attraverso percorsi di studio e programmi di formazione, devono saper interpretare le aziende ed essere consapevoli di un mondo del lavoro in continua evoluzione. Per le aziende è necessario invece anticipare le necessità future, sia con progetti di upskilling sia di reskilling. Un altro momento chiave della giornata è stato il panel 'Dall’innovazione all’azione', dove si è affrontato il tema della tecnologia a servizio della sostenibilità. Si è ragionato sul cambio di percezione del tema sostenibilità che, se integrato nel business di un’azienda, offre un vantaggio competitivo e consente di creare valore nel lungo termine. Il focus si è trasferito anche sul ruolo della tecnologia e di come oggi sia essenziale combinarla con i valori di giustizia sociale e inclusività. L’ultimo panel, 'Il futuro del lavoro: welfare e sostenibilità come pilastri dell’innovazione aziendale', ha infine approfondito i temi che si trovano sotto la S di Esg, dove si è evidenziato il tema della sostenibilità umana, che è anche rispetto, evidenziando come per le aziende ormai sia necessario avere e garantire un benessere aziendale, capace di essere una leva strategica per la crescita delle imprese. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scoperta inattesa sulla rotazione stellare delle galassie ultra diffuse
(Adnkronos) - Un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha compiuto una scoperta sorprendente sulle galassie ultra diffuse (UDG), una classe di galassie poco luminose e molto estese. Grazie al progetto LEWIS (Looking into the faintEst WIth MUSE), i ricercatori hanno mappato per la prima volta i moti delle stelle in 30 UDG nell'ammasso galattico dell'Idra, distante oltre 160 milioni di anni luce dalla Terra. Uno dei risultati più significativi del progetto LEWIS è la scoperta che quasi la metà delle UDG esaminate mostra segni evidenti di rotazione nelle stelle che le compongono. Questa scoperta inattesa mette in discussione le teorie attuali sulla formazione ed evoluzione di queste galassie, che fino ad ora si riteneva non mostrassero questo tipo di moti. "I risultati che abbiamo ottenuto hanno avuto una duplice soddisfazione", dice Chiara Buttitta, ricercatrice postdoc INAF e prima autrice di uno dei due articoli pubblicati su Astronomy & Astrophysics
. "Non solo siamo stati in grado di ricavare i moti stellari in queste galassie estremamente deboli, ma abbiamo trovato qualcosa che non ci aspettavamo di osservare".
Rappresentazione artistica di una galassia ultra diffusa in fase di rotazione. Crediti: C. Butitta/INAF
Le analisi spettroscopiche del progetto LEWIS hanno rivelato che le UDG si trovano in ambienti estremamente variabili e mostrano una sorprendente varietà nelle loro proprietà fisiche, come la cinematica delle stelle e la quantità di materia oscura presente. Le osservazioni hanno permesso di analizzare in dettaglio UDG32, una galassia ultra diffusa situata all'estremità dei filamenti della galassia a spirale NGC3314A. I dati raccolti confermano che UDG32 è associata alla coda di filamenti di NGC3314A e non è un semplice effetto di proiezione. Inoltre, UDG32 mostra una popolazione stellare ricca di metalli e di età intermedia, suggerendo che potrebbe essersi formata da materiale pre-arricchito nel gruppo sud-est dell'ammasso dell'Idra. LEWIS è il primo progetto dell'ESO, guidato da INAF, interamente dedicato allo studio delle UDG. Questo programma ha raddoppiato il numero di UDG analizzate spettroscopicamente, fornendo una visione globale delle loro proprietà all'interno di un ammasso di galassie ancora in fase di formazione. "Il progetto LEWIS è stata una sfida. Quando questo programma è stato accettato dall'ESO abbiamo realizzato che fosse una miniera di dati da esplorare. E tale si è rivelato" afferma Enrichetta Iodice, ricercatrice INAF e responsabile scientifica del progetto. "La 'forza' di LEWIS, grazie alla spettroscopia integrale dello strumento usato, risiede nel poter studiare contemporaneamente, per ogni singola galassia, non solo i moti delle stelle, ma anche la popolazione stellare media e, quindi, avere indicazioni sull'età di formazione e le proprietà degli ammassi globulari, traccianti fondamentali anche per il contenuto di materia oscura. Mettendo insieme i singoli risultati, come in un puzzle, si ricostruisce la storia di formazione di questi sistemi".
Immagine di apertura delle galassie NGC3314 e UDG32 acquisite con la OmegaCAM installata al telescopio VST. Crediti: ESO/INAF- E. Iodice
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Formazione, Fondirigenti: "1,8 milioni di euro per la gestione delle 'generazioni digitali' nelle pmi"
(Adnkronos) - Sostenere la crescita delle competenze manageriali necessarie a gestire le diverse generazioni in azienda attraverso il ruolo abilitante della digitalizzazione. È questo l'obiettivo dell'Avviso Smart di Fondirigenti, il fondo interprofessionale per la formazione dei dirigenti, promosso da Confindustria e Federmanager. Sono 148 i piani formativi approvati che beneficeranno di un finanziamento complessivo di 1,8 milioni di euro, coinvolgendo 225 dirigenti in quasi 13.000 ore di formazione. Significativa la partecipazione delle piccole imprese, con 46 piani approvati, a conferma della crescente consapevolezza del valore strategico della formazione digitale. A livello territoriale, il Veneto si distingue come regione leader per numero di piani approvati, seguita da Emilia-Romagna e Lombardia. "Il buon risultato di questo Avviso è lo specchio di un mondo in rapida evoluzione e di un tessuto imprenditoriale - commenta Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - che, nella sua spina dorsale costituita da pmi, ha compreso la portata della sfida: ai manager si chiede di essere sempre più efficaci gestori di persone, e la tecnologia digitale può svolgere un ruolo prezioso per amalgamare le diverse sensibilità dei più giovani e dei più maturi in una moderna cultura aziendale". L'analisi dei piani formativi approvati evidenzia la consapevolezza del ruolo trasformativo delle tecnologie digitali nella gestione delle risorse umane. Emerge un approccio centrato sui dati che potenzia le politiche di attrazione e retention dei giovani talenti, valorizzando contemporaneamente le competenze dei lavoratori senior. I progetti si concentrano su strategie di smart working, knowledge networking e problem solving, configurando la 'leadership digitale' come competenza fondamentale del manager contemporaneo. L'Avviso ha proposto tre aree di intervento: digital collaboration intergenerazionale, lifelong digital awareness e digital age management, quest'ultima prevalente tra i piani approvati. I contenuti mirano a sviluppare competenze per la gestione di piattaforme digitali collaborative, sistemi di knowledge sharing, azioni di mentoring e reverse mentoring. Particolare attenzione è dedicata al potenziamento del 'digital mindset', la capacità di ripensare gli assetti organizzativi attraverso la leva digitale considerando il fattore generazionale. "Per avere una forza lavoro motivata e in equilibrio con la sfera privata - conclude il presidente di Fondirigenti, Marco Bodini - ci vogliono manager adeguatamente formati tanto nella capacità di padroneggiare gli strumenti digitali quanto nella guida delle persone. Per molte aziende è la priorità assoluta, per Fondirigenti è la conferma del ruolo chiave che la formazione continua dei dirigenti può svolgere per accompagnare la trasformazione del tessuto produttivo del Paese". ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tremila le malattie dermatologiche rare, focus all'Idi Irccs di Roma
(Adnkronos) - Sono classificate rare le malattie che colpiscono 5 persone su 10mila abitanti. In totale si contano oltre 8mila patologie rare, 3mila delle quali dermatologiche fra cui le ittiosi, le epidermolisi bollose ereditarie, la neurofibromatosi, le malattie bollose autoimmuni (pemfigo e pemfigoidi), le malattie autoimmuni del connettivo (Les, sclerodermia, dermatomiosite), alcune reazioni gravi da farmaco (sindrome di Lyell, Dress, Agep) e le malattie autoinfiammatorie. In occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, in calendario il 28 febbraio, l'Istituto dermopatico dell'Immacolata organizza il convegno studio 'Bisogni e sfide per i pazienti rari'. L'appunamento è per il 3 marzo, dalle 9 all'Idi Irccs di via dei Monti di Creta, 104 a Roma. Lo studio e la cura dei pazienti affetti da malattie dermatologiche rare sono da sempre una priorità dell'istituto ospedaliero romano, che "dal 2017 fa parte della rete Ern-Skin (European Reference Network-Skin)", un network "che va oltre il nostro Paese e coinvolge ben 56 ostituzioni sanitarie europee, ospedali e policlinici universitari, specializzate in malattie rare", ricorda Anna Rita Panebianco, direttore sanitario Idi Irccs. "Questo momento di confronto scientifico ha lo scopo di portare a conoscenza di tutte le persone a vario titolo interessate l'attività di ricerca e cura svolta dall'Idi Irccs e di ascoltare la voce diretta delle associazioni dei pazienti per capire i loro bisogni e migliorare l'attività di assistenza", spiega Giovanni Di Zenzo, responsabile scientifico del convegno insieme a Biagio Didona e a Giulia Pascolini. "L'alleanza tra istituzioni, medici, ricercatori, associazioni e pazienti - sottolinea Didona - è un passaggio fondamentale per risolvere quelle criticità ancora in essere che non consentono di affrontare adeguatamente i bisogni dei pazienti. E' fondamentale avere un colloquio costante, oserei dire quotidiano, con le associazioni che li rappresentano, anche per sensibilizzare sempre di più l'opinione pubblica. Anche per questo Idi ha ritenuto opportuno istituire un tavolo permanente di ascolto con le associazioni dei pazienti: il Tavolo associazione pazienti Idi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Preoccupazioni ambientali, cambiamenti climatici in testa
(Adnkronos) - Cambiamenti climatici in cima alle preoccupazioni degli italiani. A seguire l'inquinamento dell'aria. In salita il dissesto idrogeologico dopo le conseguenze degli eventi estremi dell'anno passato. Istat presenta il report 'Preoccupazioni ambientali': "Nel 2024 i cambiamenti climatici si confermano il problema, in tema ambientale, che maggiormente preoccupa i cittadini con più di 14 anni, confermando un primato ormai decennale. Manifestano questa attenzione quasi sei persone su 10 di 14 anni e più (58,1%), dato stabile rispetto al 2023". "Seguono i problemi legati all’inquinamento dell’aria, avvertiti dal 51,9% della popolazione, dato in aumento di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente - si legge - Meno frequenti sono la preoccupazione per lo smaltimento e la produzione dei rifiuti (38,1%), quella per l’inquinamento delle acque (37,9%) e quella per l’effetto serra e il buco nell’ozono (32,6%), preoccupazioni stabili rispetto agli anni precedenti. Altri aspetti preoccupano meno di tre persone su 10: in fondo alla graduatoria ci sono le preoccupazioni per l’inquinamento elettromagnetico, per la rovina del paesaggio e per le conseguenze del rumore sulla salute". L’attenzione al dissesto idrogeologico, sebbene scesa di interesse nel periodo in esame (dal 34,3% nel 1998 al 28,5% della popolazione di 14 anni e più nel 2024), registra un aumento di 2 punti percentuali nel 2024 (contro il 26,5% del 2023), dopo una crescita di oltre 4 punti percentuali tra il 2023 e il 2022. Le conseguenze degli eventi estremi, che hanno colpito l’Italia anche nel 2024, in Emilia Romagna e altre regioni del Nord, sono alla base dell’aumento dei livelli di preoccupazione per questo indicatore fa notare Istat - nel 2024 si riscontra un aumento sul 2023 pari a 8,7 punti percentuali in Emilia Romagna e di 4 punti nelle regioni del Nord nel complesso. Rispetto all’inquinamento del suolo, dell’acqua e alla distruzione delle foreste il problema più sentito negli anni presi in esame è l’inquinamento delle acque, che interessa in maniera costante circa il 40% delle persone. La distruzione delle foreste, che preoccupava nel 1998 il 25,2% della popolazione, scende al 20,6% nel 2024. Continua a preoccupare stabilmente oltre due cittadini su 10 la questione dell’inquinamento del suolo (dal 20,3% nel 1998 al 22,2% nel 2024). Istat analizza, poi, anche i comportamenti ecocompatibili e gli stili di vita e di consumo. "L’attenzione alla conservazione delle risorse naturali, nel 2024, coinvolge una quota molto elevata di persone sopra i 14 anni. Sebbene si assista a una lieve discesa rispetto all’anno precedente, la quota di quanti fanno un uso virtuoso e senza sprechi di energia è pari al 71,4% (rispetto al 72,8% del 2023), mentre il 68,8% adotta un comportamento analogo rispetto all’utilizzo di acqua (69,8% nel 2023). Stabile, intorno al 50%, è la quota di quanti adottano abitualmente comportamenti di guida non rumorosa al fine di limitare l’inquinamento acustico. Mostrano attenzione ai temi della sostenibilità ambientale anche il 36,4% della popolazione che legge le etichette degli ingredienti e il 23,5% che acquista prodotti a chilometro zero", si legge. "Nel Nord è più elevata rispetto alla media nazionale la percentuale di persone che hanno abitudini virtuose legate alla mobilità: il 51,3% fa attenzione a non adottare comportamenti di guida rumorosi (47,8 nel Mezzogiorno) e il 20,2% sceglie mezzi di trasporto alternativi all’auto privata o ad altri mezzi di trasporto a motore privati (16,1% nel Mezzogiorno). Anche al Centro si nota un’attenzione verso comportamenti virtuosi nella mobilità (il 50,3% pone attenzione al rumore alla guida e il 17,4% usa mezzi di trasporto alternativi) - rileva Istat - I residenti nel Mezzogiorno si distinguono invece per l’elevata frequenza di acquisto di alimenti e prodotti locali (29,8% contro 21,8% del Nord) e perché evitano l’uso di prodotti usa e getta (24,1% rispetto al 17,6%)". ---sostenibilita/tendenzewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salute, Lazzari (Cnop): "Subito legge su psicologo di base"
(Adnkronos) - "Lotteremo per l'approvazione della legge sullo psicologo di base, che aspetta solo il via libera del ministero della Salute, anche a nome di Francesco". Così all'Adnkronos Salute David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi (Cnop), commentando un'intervista al 'Corriere della Sera' del senatore Mario Occhiuto a pochi giorni dalla scomparsa del figlio, 30 anni, psicologo, che soffriva di depressione ed è morto in una caduta dalla finestra di casa sua a Cosenza. "Volevo aiutare mio figlio, ma solo l'amore non basta. Combatteva in silenzio una battaglia interiore. Servono un ddl sulla salute mentale e lo psicologo di base. Me l'aveva chiesto Francesco", ha dichiarato il senatore. Il presidente del Cnop sottolinea che "non c'è nessuna volontà di strumentalizzare questa vicenda, che purtroppo è l'ennesima di questa natura. Una vicenda che, tra l'altro, ci tocca ancora più da vicino perché ha riguardato un giovane, Francesco, che aveva studiato Psicologia, si era posto l'aiuto degli altri come stella polare e conosceva in prima persona, anche per la professione che aveva scelto, il disagio della sua generazione". "Ieri l'European Health Report pubblicato dall'Ufficio europeo dell'Oms ha rivelato che 1 ragazzo su 5 soffre di disturbi psicologici e il suicidio rimane la prima causa di morte tra i giovani", evidenzia Lazzari. "Per noi è inaccettabile che ci sia una legge sullo psicologo di base ferma da 1 anno e mezzo in Parlamento, in attesa di una norma finanziaria e di indicazioni da parte ministero della Salute. Se tutte le forze politiche l'hanno sottoscritta e dicono di volerla approvare, chi la sta bloccando? Che sia necessario un presidio psicologico a fianco dei pediatri e medici di famiglia, nelle Case di comunità, lo pensano ormai tutti. Tocca alla politica dare una risposta", conclude il presidente Cnop. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










