Infrastrutture OT sotto attacco: l'analisi di HWG Sababa nel Rapporto Clusit 2025

(Adnkronos) - Questa mattina, in occasione del Security Summit 2025 di Milano, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica - Clusit, impegnata dal 2000 nel diffondere la cultura della cybersecurity in Italia, ha presentato il Rapporto Clusit 2025, il quale analizza l’andamento degli attacchi e degli incidenti cyber che nel 2024 hanno colpito l’Italia e il mondo.  I dati analizzati nel Rapporto mostrano un incremento significativo degli attacchi e degli incidenti informatici nell’ultimo anno. Nel 2024, in Italia sono stati registrati 357 incidenti noti di particolare gravità, pari a circa il 39% del totale degli incidenti avvenuti tra il 2020 e il 2024. Gli attacchi cyber sono cresciuti del 15% nel nostro Paese, mentre gli incidenti attribuibili al cybercrime hanno subito un incremento del 40% rispetto all'anno precedente. Tra i settori più colpiti emergono News e Multimedia, Manifatturiero, Governativo e Trasporti e Logistica. In particolare, nei comparti Manifatturiero e Trasporti e Logistica, un quarto degli incidenti globali ha coinvolto realtà italiane. Tuttavia, come sottolineano i ricercatori del Clusit, questi dati rappresentano solo la punta dell’iceberg della minaccia cyber in Italia, poiché molte vittime tendono ancora a non dichiarare gli attacchi subiti. Anche per questo motivo, per affrontare efficacemente questo scenario, è necessaria un’analisi mirata dei target di attacco, che consenta di individuare le vulnerabilità più critiche, di comprendere le modalità operative degli aggressori e di sviluppare strategie di difesa sempre più efficaci e proattive. A questo proposito, l’azienda di cybersecurity HWG Sababa ha contribuito al Report Clusit 2025 fornendo dati e informazioni rilevanti sugli attacchi rivolti agli ambienti industriali e di Operational Technology (OT) grazie alla posizione unica come primario SOC OT gestito in Italia, monitorando la sicurezza OT di grande aziende e infrastrutture critiche italiane e europee. Questi sistemi, che sono particolarmente importanti per le infrastrutture critiche del settore Energy & Utilities e per i settori produttivi del Manifatturiero e dell’Industria alimentare, risultano sempre più spesso un target di interesse per i cybercriminali. Per comprendere meglio lo stato degli attacchi e degli incidenti che colpiscono i sistemi OT, HWG Sababa, attraverso il proprio Security Operation Center (SOC), ha raccolto e analizzato i dati provenienti da diverse multiutility nella regione EMEA e altre realtà OT in Italia.  
Secondo l’analisi di HWG Sababa, la mancanza di una rigorosa segmentazione tra i sistemi IT e OT rappresenta una vulnerabilità critica, poiché facilita la propagazione di minacce informatiche tra le diverse infrastrutture, amplifica la superficie d’attacco ed espone le organizzazioni a rischi elevati. In particolare, si è riscontrato che l’85% degli incidenti di security negli ambienti OT deriva da attacchi diretti ai sistemi IT, che si diffondono attraverso furti di identità, propagazione di malware e configurazioni errate degli accessi da remoto. A conferma di questo trend, è stato rilevato che il 90% dei casi di ransomware che colpiscono gli ambienti industriali ha origine da e-mail di phishing indirizzate al personale IT. Da qui, l’attacco si propaga poi al network OT a causa della limitata o inefficiente segmentazione, tramite meccanismi di autenticazione condivisi o accessi da remoto non adeguatamente protetti o ancora per politiche non mature legate all’accesso ai sistemi da parte dei fornitori esterni. Proprio l’accesso da remoto si rivela un vettore di rischio primario: il 65% delle compromissioni OT è infatti dovuto a VPN o sessioni RDP (Remote Desktop Protocol) vulnerabili.  Le statistiche di HWG Sababa mettono inoltre in luce le difficoltà affrontate dai SOC OT nel distinguere tra attività industriali legittime e comportamenti malevoli. Per esempio, i dati hanno mostrato che il 68% degli alert SOC sono risultati falsi positivi, quindi avvisi di sicurezza che non corrispondevano ad attacchi effettivi, causati principalmente dalla mancanza di documentazione e di dati sui processi industriali. Inoltre, i team SOC faticano a correlare gli alert tra ambienti IT e OT, e faticano a ricevere feedback tempestivi da parte dei vari team coinvolti lato cliente, con tempi di detection e response eccessivamente lunghi: in media, servono oltre 72 ore per identificare e classificare correttamente una compromissione OT.
 Infine, richiede particolare attenzione il tema della formazione sulla cybersecurity OT. Mentre la security awareness IT è ormai un aspetto consolidato in molte aziende, la formazione in ambito OT risulta ancora insufficiente. Questa carenza evidenzia la necessità di iniziative di sensibilizzazione più efficaci e fruibili anche da utenti che lavorano negli ambienti OT, che non hanno un laptop su cui seguire i corsi e simulazioni, e che hanno bisogno di formazione pratica con use case e frontale, ad esempio associata ai corsi di safety.  In conclusione, Alessio Aceti, CEO di HWG Sababa, evidenzia il valore delle evidenze emerse dal focus realizzato per il Rapporto Clusit 2025, sottolineando che “la sicurezza degli ambienti OT non può più essere considerata un tema secondario. È fondamentale adottare un approccio proattivo, investendo prima di tutto in una governance adeguata, in policies e procedure per gli ambienti OT, a partire da un asset management efficiente fino ad arrivare al tema della risposta agli incidenti e alla gestione della supply chain. Fondamentale anche il focus sull’implementazione di servizi di monitoraggio SOC verticali e competenti sui temi OT. Infine, è importante investire in tecnologie di protezione avanzate e promuovere una maggiore consapevolezza del rischio, per prevenire impatti potenzialmente in grado di compromettere operatività e sicurezza”. “Contribuire al Rapporto Clusit 2025 ha rappresentato per la nostra azienda un'importante opportunità strategica – prosegue Aceti – Non solo abbiamo avuto un ruolo attivo nel delineare il panorama attuale della sicurezza informatica, ma abbiamo anche raccolto preziose informazioni e approfondito le tendenze emergenti, consolidando così la nostra capacità di affrontare le sfide future con una preparazione ancora più solida e mirata”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Gomiboru: l'indie italiano in accesso anticipato su Steam

(Adnkronos) - Stranogene, startup italiana fondata nel 2023, annuncia l'arrivo in accesso anticipato su Steam del suo videogioco indipendente Gomiboru. Il titolo, un arcade-puzzle investigativo, si propone di coniugare intrattenimento e stimolazione cognitiva, in linea con la missione aziendale di innovare l'educazione attraverso la tecnologia e il gaming. Dopo il reveal trailer di febbraio, Gomiboru offre ora ai giocatori la possibilità di immergersi nel decadente luna park di Stampland. Un tempo luogo di svago e divertimento, Stampland versa ora in uno stato di abbandono. Il protagonista, una peculiare creatura rotolante, si muove tra le attrazioni in rovina con l'obiettivo di raccogliere i rifiuti e ripristinare l'ordine. Il gameplay si basa sulla gestione della fisica, che rappresenta una sfida costante per il giocatore impegnato a guidare il personaggio attraverso le diverse aree del parco. L'interazione con i numerosi personaggi presenti nel gioco riveste un ruolo fondamentale per la progressione narrativa e la scoperta del mistero che avvolge Stampland e la sua singolare creatura. L'accesso anticipato include i primi due livelli di gioco, ambientati rispettivamente nell'area delle montagne russe e del lago artificiale, oltre all'introduzione e alla cutscene di ingresso a Stampland. Paolo di Capua, Co-Founder e CEO di Stranogene, sottolinea come Gomiboru sia stato concepito per offrire un'esperienza che va oltre il semplice intrattenimento, stimolando la curiosità, la creatività e le capacità di problem-solving dei giocatori. Il titolo, afferma Di Capua, rappresenta un esempio concreto di come i videogiochi possano essere utilizzati come strumenti educativi, invitando alla riflessione sul rapporto con l'ambiente senza sacrificare il divertimento. La pubblicazione di Gomiboru si inserisce nel contesto di una crescente industria italiana del gaming, caratterizzata da un fermento creativo che contribuisce ad affermare il ruolo del Paese in un mercato globale sempre più competitivo. Stranogene, con il suo precedente progetto "Munaciello" (uno stealth platform per Android e iOS ambientato nel Teatro San Carlo di Napoli del XIX secolo), dimostra un approccio innovativo all'edutainment, combinando elementi ludici e contenuti culturali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


The Elder Scrolls Online - Fallen Banners porta nuovi dungeon e aggiornamenti grafici

(Adnkronos) - Il mondo di The Elder Scrolls Online si espande con l'arrivo del pacchetto dungeon Fallen Banners e dell'aggiornamento 45 gratuito del gioco base. L'annuncio è arrivato attraverso una nota ufficiale rilasciata da Bethesda. I giocatori su PC/Mac possono ora esplorare due nuovi dungeon da quattro giocatori, Exiled Redoubt e Lep Seclusa, affrontando sfide inedite e scoprendo nuove storie. Fallen Banners introduce due nuovi dungeon PvE, ognuno con la propria storia, personaggi, sfide, segreti e scontri con boss unici. I giocatori possono collaborare con un massimo di altri tre compagni per ottenere ricompense esclusive, tra cui set di oggetti, collezionabili e obiettivi. 
L'accesso ai contenuti di Fallen Banners è attualmente disponibile tramite l'abbonamento a ESO Plus. Chi non è in possesso dell'abbonamento potrà comunque avere accesso ai nuovi dungeon attraverso eventi e iniziative speciali nel corso dell'anno.   I giocatori su console potranno accedere a Fallen Banners e all'aggiornamento 45 a partire dal 26 marzo, l'aggiornamento prevede un adattamento emiglioramento delle grafiche di gioco. Questo mese arriva anche l’evento Guild Celebration per il 10° anniversario di ESO, dal 12 al 21 marzo. Questo evento include un Guild Summit in cui i leader della community parleranno dei feedback con il team di sviluppo di ESO, oltre a ricompense di gioco per tutti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Luca Marinelli in Death Stranding 2: Hideo Kojima rivela come è successo

(Adnkronos) - Il mondo dei videogiochi e quello del cinema si intrecciano sempre più spesso, e l'ultimo, eclatante esempio arriva direttamente da Hideo Kojima, il visionario creatore della saga di Metal Gear e del recente Death Stranding. Attraverso un post sul suo profilo X (ex Twitter), Kojima ha raccontato il percorso che ha portato l'attore italiano Luca Marinelli a entrare nel cast di Death Stranding 2, nel ruolo cruciale di Neil. Tutto è iniziato con Lo Chiamavano Jeeg Robot, il film di Gabriele Mainetti che ha consacrato Marinelli. Kojima, colpito dall'interpretazione dell'attore nei panni dello Zingaro, ha poi approfondito la sua filmografia, rimanendo folgorato da Martin Eden, adattamento del romanzo di Jack London. Proprio in occasione dell'uscita giapponese del film, Kojima è stato contattato dal distributore: Marinelli, fan di lunga data del game designer e cresciuto con Metal Gear, desiderava esprimergli la sua stima. L'ammirazione era reciproca. Durante la pandemia, Kojima era alla ricerca dell'attore giusto per interpretare Neil in Death Stranding 2, un personaggio chiave destinato a raccogliere l'eredità di Cliff, interpretato da Mads Mikkelsen nel primo capitolo. Un compito arduo, che richiedeva un interprete di grande spessore. Dopo aver visto Marinelli anche in The Old Guard, Kojima non ha avuto dubbi: era lui l'attore perfetto. L'offerta è arrivata via email, mentre Marinelli si trovava in Tibet per le riprese de Le otto montagne. Un dettaglio quasi mistico: l'attore, appena sceso dalle montagne, stava pensando proprio a Kojima quando ha ricevuto il messaggio, definendo l'incontro "un'esperienza spirituale". La collaborazione, racconta Kojima, si è estesa anche alla vita privata di Marinelli. Durante una videochiamata su Zoom, l'attore ha presentato a Kojima sua moglie, Alissa Jung, anch'essa attrice e regista. Entrambi sono stati coinvolti nel progetto, sottoponendosi a scansioni e performance capture in piena pandemia, ancora prima che la sceneggiatura fosse completata. Kojima ha elogiato la loro performance, visibile anche nel trailer di Death Stranding 2, sottolineando la loro professionalità e dedizione. La presenza di Luca Marinelli in Death Stranding 2 non è solo un motivo di orgoglio per il cinema italiano, ma anche la conferma di un trend: i confini tra le diverse forme di intrattenimento sono sempre più labili.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aisla e la Partita del Cuore di Dino, oltre ogni ostacolo grazie alla S.S. Lazio

(Adnkronos) - L’adrenalina è stata forte sugli spalti gremiti di tifosi biancocelesti allo stadio Olimpico di Roma per la sfida di campionato tra Lazio e Udinese. Tra loro, con gli occhi che brillano di emozione, c’è Dino Mancini. Un marito, un papà, un gran lavoratore e con una passione incrollabile: la Lazio. Setti anni fa la Sla ha cambiato la sua vita, ma non ha spento il suo amore per i colori biancocelesti. E grazie all’impegno di Aisla Lazio e alla collaborazione della S.S. Lazio, Dino ha realizzato il suo sogno: essere dentro l’Olimpico a tifare la sua squadra del cuore. Un’emozione che va oltre ogni confine, oltre ogni barriera, perché certi amori non passano mai. Dino entra nello stadio accompagnato dai volontari di Aisla. Il boato della Curva Nord, il verde brillante del campo, l’energia che vibra nell’aria: è tutto vero. I suoi occhi raccontano un’emozione che non ha bisogno di parole. Questa serata è per lui un nuovo traguardo, un’altra battaglia vinta con la stessa forza e determinazione che lo hanno portato, pochi mesi fa, a un altro grande momento della sua vita: il matrimonio di sua figlia. Anche quel giorno Aisla era al suo fianco, permettendogli di accompagnarla all’altare, proprio come aveva sempre sognato.  Ora un altro piccolo miracolo. Dino è seduto in tribuna, con il cuore che batte forte. La squadra non ha voluto lasciarlo solo e gli ha dedicato un omaggio speciale con gli autografi dei suoi campioni, un simbolo di affetto e vicinanza. Perché lo sport non è solo competizione, ma un linguaggio universale di inclusione e solidarietà. Dino ha vinto, la sua famiglia ha vinto, abbiamo vinto tutti. Perché quando si uniscono passione, impegno e amore, nessun sogno è irraggiungibile. Aisla continuerà ad essere al fianco di chi combatte ogni giorno la Sla, perché la vera vittoria è quella dell’inclusione. E in questo stadio, tra i cori e l’energia dei tifosi, il messaggio è chiaro: nessuno resta solo. Dino è lì, con la sua Lazio, con la sua gente. E questo è il gol più bello. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Emissioni di gas serra: impatto sull'orbita terrestre e riduzione della capacità dei satelliti

(Adnkronos) - Un nuovo studio condotto da ingegneri aerospaziali del MIT ha rivelato che le emissioni di gas serra stanno alterando l'ambiente dello spazio vicino alla Terra, con conseguenze significative per la sostenibilità delle operazioni satellitari. La ricerca, pubblicata su Nature Sustainability, evidenzia come l'aumento di anidride carbonica e altri gas serra provochi la contrazione dell'alta atmosfera, in particolare della termosfera, dove orbitano la Stazione Spaziale Internazionale e la maggior parte dei satelliti. Secondo lo studio americano, La contrazione della termosfera riduce la resistenza atmosferica, un fattore che contribuisce alla rimozione dei vecchi satelliti e dei detriti spaziali. La diminuzione della resistenza atmosferica prolunga la vita dei detriti, aumentando il rischio di collisioni e la congestione delle orbite. Il team di ricerca ha condotto simulazioni sull'impatto delle emissioni di carbonio sull'alta atmosfera e sulla dinamica orbitale, stimando la "capacità di carico satellitare" dell'orbita terrestre bassa. Le simulazioni prevedono che entro il 2100, la capacità di carico delle regioni più popolari potrebbe diminuire del 50-66% a causa degli effetti dei gas serra. "Il nostro comportamento con i gas serra qui sulla Terra negli ultimi 100 anni avrà un effetto su come gestiremo i satelliti nei prossimi 100 anni," afferma l'autore dello studio Richard Linares, professore associato presso il Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del MIT (AeroAstro). "L'alta atmosfera si trova in uno stato fragile mentre il cambiamento climatico sconvolge lo status quo," aggiunge l'autore principale William Parker, uno studente laureato in AeroAstro. "Allo stesso tempo, c'è stato un massiccio aumento del numero di satelliti lanciati, soprattutto per fornire internet a banda larga dallo spazio. Se non gestiamo questa attività con attenzione e lavoriamo per ridurre le nostre emissioni, lo spazio potrebbe diventare troppo affollato, portando a più collisioni e detriti." L'aumento esponenziale del numero di satelliti, in particolare delle "megacostellazioni" come Starlink di SpaceX, sta già portando alla congestione di alcune orbite. La riduzione della capacità orbitale prevista dallo studio potrebbe aggravare ulteriormente il problema, aumentando il rischio di collisioni e la generazione di detriti spaziali. I ricercatori sottolineano l'importanza di ridurre le emissioni di gas serra e di gestire in modo responsabile le attività spaziali per garantire la sostenibilità dell'orbita terrestre. La mancata adozione di misure adeguate potrebbe portare a una "instabilità incontrollata," con una cascata di collisioni che renderebbe l'orbita terrestre bassa inagibile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Propulsore spaziale cinese da 100kW: svolta per i viaggi interstellari

(Adnkronos) - Un team di ricerca cinese, secondo quanto riporta l'agenzia Xinhua, ha annunciato il raggiungimento della piena potenza operativa di un propulsore spaziale da 100 kilowatt, un traguardo che segna un avanzamento significativo nella tecnologia di propulsione spaziale. Il propulsore magnetoplasmadinamico ad alta spinta, testato con successo, apre nuove prospettive per i viaggi interstellari, il trasporto cargo interplanetario e l'esplorazione dello spazio profondo. Il propulsore testato, infatti, è un sistema di propulsione al plasma, che funziona ionizzando il propellente per creare plasma, accelerato da un campo elettromagnetico per generare un flusso di particelle ad alta velocità, producendo così la spinta. Secondo l'Istituto di Propulsione Aerospaziale di Xi'an, progettista del propulsore, questo sistema rappresenta un'evoluzione rispetto ai sistemi di propulsione tradizionali.
 Il team di ricerca ha impiegato nuovi materiali stampati in 3D e tecnologia di magneti superconduttori ad alta temperatura, consentendo al sistema di propulsione di raggiungere una potenza di ingresso effettiva di oltre 100 kilowatt. Questo rappresenta un notevole progresso rispetto ai livelli di potenza tipici dei propulsori spaziali attuali, che si attestano generalmente sulle decine di kilowatt. Il sistema di propulsione sviluppato è progettato per fornire una spinta potente e affidabile per veicoli spaziali cinesi di grandi e grandissime dimensioni. Questo progresso tecnologico potrebbe avere implicazioni significative per future missioni spaziali, consentendo viaggi più rapidi e efficienti verso destinazioni lontane. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Agricoltura: dai droni al Gps, con 'Tam' piattaforma unica per gestione aziende

(Adnkronos) - La mappatura dei campi attraverso i droni, per sapere se, quando e in quale punto irrigare o concimare. Il controllo da remoto del benessere animale attraverso i boli ruminali. Ma anche il controllo e la semplificazione della contabilità dell'azienda fino alla gestione della certificazione Haccp. Innovazione e tecnologia digitale per un'azienda agro-zootecnica sempre a portata di smartphone con 'Tam - Total agri management', software che punta a rivoluzionare, e semplificare, la gestione aziendale in ottica sostenibile con un'unica piattaforma.  "In questo momento -spiega ad Adnkronos/Labitalia Mario Grillo, ideatore e data science specialist del software che è stato presentato a Corigliano-Rossano in Calabria nel corso di un appuntamento presso la sede dell'azienda Malavolta srl- siamo proprio nella fase operativa di consegna del prodotto nelle aziende. Il software si è arricchito recentemente del modulo contabilità, è tutto integrato all'interno del sistema e bbiamo fatto delle join con i maggiori player di contabilità sul mercato italiano. Abbiamo inserito la gestione della zootecnia attraverso la lettura della banca dati nazionale, e a breve avremo l'operatività sui web services", sottolinea.  L'uso delle più recenti tecnologie è centrale nel progetto di Tam. "Abbiamo introdotto l'interazione con i droni, e il controllo del benessere animale con i boli, quelli da remoto, che ci consentono di sapere se gli animali al pascolo stanno bene e quant'altro", ribadisce Grillo.  E gli obiettivi per un'azienda agricola che si dota di Tam sono chiari. "Garantiamo -spiega Grillo- la gestione aziendale compresa anche la parte di fatturazione che viene anch'essa semplificata e integrata. L'utilizzo dei droni era già contemplato prima ma adesso abbiamo fatto degli upgrade. I droni servono sia a mappare i campi che a fare la gestione sostenibile dell'agricoltura perché vanno a interagire con la necessità di acqua e di concimazione localizzata. Quindi -sottolinea- non si fanno interventi massivi ma solo dove serve e quindi c'è un uso più razionale delle risorse, dei mezzi tecnici all'interno dei vari campi. Quindi c'è un notevole risparmio di tempo, di energia, di risorse andando nella direzione della migliore sostenibilità economica e ambientale", spiega Grillo.  Anche perché, ricorda Grillo, "quando si alza un drone non si movimenta un trattore, non parliamo di consumo di fossili e l'impatto di un drone è quasi zero. E con essi si riesce anche a monitorare il benessere animale. Con i droni si vanno a mappare i pascoli. se la biodiversità che esiste su quel pascolo è sufficiente per alimentare quegli animali", sottolinea.  Inoltre attraverso il software, aggiunge, "si monitorano gli animali al pascolo tramite dei boli ruminali che danno le pulsazioni del rumine e la temperatura. Più la posizione tramite il collare Gps, quindi degli animali sappiamo se stanno bene in salute e se stanno mangiando bene".  Attraverso la tecnologia quindi, spiega Grillo, "si verifica se c'è un''usura' eccessiva di quel pascolo. Quindi per evitare che ci sia un'interferenza con la biodiversità e quindi si vada a distruggere quel pascolo si vanno a movimentare gli animali in un altro pascolo, in modo tale che gli animali stanno bene e si salvaguarda anche la qualità dei pascoli", sottolinea. Un sistema, 'Tam', che può supportare concretamente l'attività quotidiana delle aziende agricole ma non solo. "Il sistema è progettato per essere utilizzato sia dalle aziende in prima battuta, ma soprattutto dai professionisti che aiutano le piccole e anche le grandi aziende a tenere l'azienda in ordine e in efficienza", sottolinea.  Tante le soluzioni previste all'interno di Tam. "C'è la gestione del quaderno di campagna che deve quadrare poi con la domanda unica, con la Pac, con i premi comunitari quindi il Caa aiuterà le aziende a gestire questo aspetto. Poi ci sono gli agronomi che si occuperanno della quadratura tra i lotti di campo e i disciplinari di produzione. Abbiamo inserito nel sistema la gestione dei fitofarmaci con il database di Mageline quindi ogni fitofarmaco presente è quello che al momento la legge consente di usare quindi non si possono fare errori perché è tutto mappato e processato", spiega ancora Grillo. Ma come è nata l'idea di realizzare Tam? "L'idea è nata circa 15 anni fa dalla necessità di passare da un'azienda agricola di vecchia concezione a un'azienda agricola più efficiente", spiega Grillo che ricorda come "le aziende agricole sono le aziende più controllate sul pianeta. Ogni azienda agricola è mappata nel sistema agricolo quindi l'azienda è mappata nel Sian, quindi nelle sue proprietà, nella sua conduzione del fondo quindi ogni fondo fa parte di un fascicolo aziendale, mappato dal satellite", sottolinea.  E anche gli animali sono censiti uno per uno, c'è la tracciabilità del quaderno di stalla, di quello che si fa a ogni singolo capo in termini sanitari, in termini di alimentazione. Deve essere tutto gestito, farlo con la carta era già 15 anni fa un onere abbastanza pesante. Quindi grazie all'utilizzo dei fondi comunitari si è potuto prendere risorse importanti e investirle nella progettazione, nell'analisi e nello sviluppo di un software che è molto complesso e che attualmente sul mercato è l'unico ad essere 'Total', capace di gestire nella totalità l'azienda agricola e zootecnica da una sola piattaforma", sottolinea Grillo.  Sì perchè le funzionalità di Tam non finiscono qui. "Partiamo dalla gestione delle risorse umane -spiega Grillo- che impattano sulla sicurezza del lavoro, sulla ricerca del personale. Possiamo tramite la piattaforma ricercare personale, tenerlo in sicurezza, quindi vedere che abbiano le viste mediche e le abilitazioni a fare quel tipo di lavoro in ordine. E ancora la formazione delle risorse umane passando poi per le attrezzature che vengono mappate nel sistema: sia quelle analogiche, che quelle digitali, quelle 5.0 che hanno tutte le caratteristiche per essere connesse e interconnesse al sistema", sottolinea.  "E' previsto anche l'interfacciamento con l'Asl, gestiamo l'Haccp, gestiamo la gestione delle produzioni quindi secondo le norme dettate dai regolamenti europei", spiega Grillo che sottolinea come si arrivi poi a quella che "è la strategia 'farm to fork', quindi dalla terra alla tavola. Tramite questo software si arriva poi alla vendita di quelle che sono le produzioni e quindi con la tracciabilità, rintracciabilità, la storia di ogni prodotto che va a finire nella fatturazione, che corrisponde poi a un lotto di produzione e quindi noi abbiamo la vera verità di quello che è successo su quel prodotto dell'allevamento piuttosto che delle coltivazioni, ma in piena trasparenza e senza gravare l'agricoltore di carta e di informazioni che possono poi essere anche errate. Perché il sistema ha una logica interna attraverso un motore di calcolo e di logiche che sono stabilite a monte, in modo tale che ogni cosa sia al suo posto e abbia il senso giusto dove si trova", conclude.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bonfitaly: da scarti alimentari e sottoprodotti vegetali ecco linea di stoviglie sostenibili

(Adnkronos) - Il settore del monouso sta attraversando una trasformazione cruciale verso la sostenibilità. Secondo i dati della Commissione Europea, i prodotti monouso in plastica rappresentano una delle principali fonti di inquinamento globale. Per contrastare il problema, nuove soluzioni stanno emergendo, tra cui stoviglie edibili e biodegradabili, capaci di ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare. Un esempio concreto arriva dall’Italia con Bonfitaly, che ha lanciato una linea di stoviglie realizzate interamente con scarti alimentari e sottoprodotti vegetali, come la crusca di frumento. Questi prodotti possono essere consumati come alimento oppure decomporsi naturalmente in soli 30 giorni, senza lasciare residui nell’ambiente. L’azienda sottolinea i benefici ambientali della sua soluzione: il processo produttivo utilizza solo 8 ml di acqua per piatto – rispetto ai 20 litri richiesti per la cellulosa – e riduce dell’85% le emissioni di CO₂ rispetto alle stoviglie monouso tradizionali. Inoltre, il recupero di sottoprodotti alimentari permette di limitare gli sprechi, rafforzando un modello di economia circolare. Le stoviglie Bonfitaly sono già state adottate in ambito professionale da ristoratori e aziende di catering e sono oggetto di studi in collaborazione con l’Università di Bologna per lo sviluppo di nuove soluzioni. Il progetto ha suscitato interesse anche a livello internazionale, con la partecipazione a eventi come il Tomorrowland in Belgio, dove le stoviglie edibili vengono testate in contesti su larga scala. L’innovazione nel settore del monouso è una delle chiavi per ridurre la dipendenza dalla plastica e favorire pratiche più sostenibili. Con normative sempre più stringenti e un’attenzione crescente da parte dei consumatori, soluzioni come quelle di Bonfitaly potrebbero rappresentare un’alternativa concreta per il futuro della ristorazione e degli eventi su larga scala. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata contro violenza su operatori, '71% medici ospedalieri teme aggressioni'

(Adnkronos) - Il 71% dei medici ospedalieri italiani teme di subire un'aggressione sul posto di lavoro. Percentuale che arriva al 76% tra le dottoresse. Secondo l'ultimo sondaggio del sindacato dei medici della Federazione Cimo-Fesmed, quindi, quasi 3 medici su 4 vanno in ospedale con la paura di essere attaccati fisicamente o verbalmente dai pazienti o dai loro familiari. In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, il prossimo 12 marzo, Cimo-Fesmed lancerà sui suoi canali social la campagna 'La paura non aiuta la cura". "La violenza contro il personale sanitario mina profondamente la serenità dei professionisti nello svolgimento del loro lavoro - commenta Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed - Ci troviamo dinanzi ad un'emergenza nazionale che non può essere risolta senza un serio intervento strutturale. Per ridurre i lunghi tempi di attesa nei pronto soccorso, nelle sale operatorie e negli ambulatori, che spesso rappresentano la causa delle aggressioni, occorre ampliare l'offerta sanitaria e consentire ai professionisti della salute di lavorare in condizioni ambientali favorevoli". "Bisogna inoltre recuperare quel rapporto fiduciario" medico-paziente "che oggi è fortemente minato da una medicina amministrata e difensiva" figlia di "provvedimenti legislativi che non vanno incontro ai reali interessi dei cittadini e dei sanitari", conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)