Sos defibrillatori in Italia, 70% è inutilizzabile la sera o nei weekend
(Adnkronos) - La presenza dei defibrillatori automatici esterni (Dae) sul territorio è fondamentale in quanto la sopravvivenza all’arresto cardiaco può aumentare del 50-70% se si utilizza il Dae entro 3-5 minuti dall’inizio dell’emergenza, dopo essere intervenuti subito con la chiamata al 112-118 per l’attivazione dei soccorsi e con il massaggio cardiaco. "Oltre il 70% dei Dae, tuttavia, si trova in edifici pubblici, uffici e scuole che sono chiusi di sera, nei fine settimana e nei giorni festivi e non è pertanto utilizzabile in caso di necessità". Il dato è stato stimato da Italian Resuscitation Council, società scientifica senza scopo di lucro che riunisce medici, infermieri e operatori esperti in rianimazione cardiopolmonare, all’interno di un contributo (letter to editor), pubblicato sulla rivista internazionale 'Resuscitation Journal'. Gli arresti cardiaci sono 400.000 ogni anno in Europa, di cui 60.000 circa in Italia e si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovre salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi anche con il defibrillatore. Gli esperti sono partiti dall’analisi dei 115 defibrillatori presenti e registrati alle centrali operative del sistema di emergenza sanitaria, come stabilisce la legge 116 del 2021, nei centri storici di due città, Bologna (86 Dae) e Cuneo (29 Dae) e hanno notato che molti di questi si trovavano all’interno di edifici chiusi di sera, di sabato e di domenica. In particolare, questa situazione riguardava il 76% dei Dae di Cuneo e l’81% dei defibrillatori di Bologna. I dati raccolti a Bologna e Cuneo rappresentano un campione significativo dei Dae complessivamente installati e registrati alle centrali del 112-118 nelle due regioni (in totale 2.953 in Piemonte e 9.364 in Emilia-Romagna) e pone il problema di come rendere questi preziosi strumenti maggiormente disponibili tutti i giorni e a tutte le ore". “E’ di vitale importanza, ove possibile, portare i defibrillatori fuori dagli edifici installando nei luoghi pubblici teche, oggi disponibili a costi contenuti, attrezzate per proteggere i Dae dagli agenti atmosferici e dai furti - commenta Guglielmo Imbriaco, membro del comitato scientifico di Irc e co-autore della 'letter to editor' pubblicata su 'Resuscitation Journal' – Altrettanto importante è introdurre quanto prima un’applicazione nazionale per cellulari che geolocalizzi tutti i Dae attivi sul territorio, come già prevede la legge 116 del 2021 sui defibrillatori, così che i cittadini possano individuarli con estrema rapidità in caso di emergenza”. La collocazione dei Dae nei luoghi pubblici all’aperto è possibile grazie a specifiche teche, con un costo compreso tra compreso tra i 300 e i 500 euro, progettate per rendere visibili i defibrillatori e proteggerli dalle intemperie. Un esperimento di questo tipo è stato condotto, per esempio, in un Comune in provincia di Cuneo, Busca, dove i 25 Dae pubblici sono sempre a disposizione dei diecimila abitanti, essendo collocati tutti all’esterno degli edifici. Per prevenire i furti, oggi molti Dae sono dotati di schede Sim che li geolocalizzano. Inoltre, specifiche assicurazioni che includano nel costo del defibrillatore un piano pluriennale di manutenzione e tutele contro gli atti vandalici potrebbero favorire la loro collocazione all’aperto, secondo gli esperti che hanno firmato la proposta pubblicata da 'Resuscitation Journal'. Tra loro, Federico Semeraro, presidente di European Resuscitation Council (Erc), la società scientifica che riunisce gli esperti europei di rianimazione cardiopolmonare, che osserva: "La gestione dei DAE pubblici è un elemento cruciale per garantire un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco extraospedaliero. È necessario sviluppare strategie innovative per il loro posizionamento, manutenzione e accessibilità in tutte le ore del giorno al fine di massimizzarne l’efficacia e rendere equo l’accesso alla possibilità di utilizzo da parte della popolazione". La lettera al direttore su 'Resuscitation Journal' ('Get that AED out! The circadian dilemma of public access defibrillation') è stata firmata da Guglielmo Imbriaco, membro del comitato scientifico di Irc, Jacopo Davide Giamello, medico d’urgenza dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, Donatella Del Giudice, ingegnere, responsabile del Programma Centro Regionale 118 Emilia-Romagna e project manager dell’applicazione DAErespondER, Federico Semeraro, presidente di European Resuscitation Council (Erc). Altro aspetto essenziale per rendere tempestivi i soccorsi in caso di arresto cardiaco e migliorare la sopravvivenza è l’introduzione dell’applicazione nazionale, già prevista dalla legge 116 del 2021 che geolocalizzi i Dae presenti nelle città e permetta di individuarli subito attraverso i cellulari. Oggi mappe online sui defibrillatori presenti sul territorio sono state realizzate in alcune regioni: tra queste la Lombardia (21.312 Dae censiti), i già citati Piemonte (2.953 Dae censiti) ed Emilia-Romagna (mappa disponibile sull’applicazione DAErespondER / 9.364 Dae censiti con l’installazione prevista di ulteriore 1000 Dae, grazie a un progetto regionale), Friuli – Venezia Giulia (mappa disponibile sull’applicazione Fvg Dae / oltre 2.000 Dae censiti), Sardegna (854 Dae censiti). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Split Fiction, la recensione
(Adnkronos) - Hazelight Studios, sotto la guida di Josef Fares, si è affermata nel panorama videoludico per la sua dedizione a esperienze cooperative uniche, come dimostrato dai precedenti titoli A Way Out e It Takes Two. Split Fiction si inserisce in questo filone, proponendo un'avventura per due giocatori che, pur presentando spunti interessanti e un gameplay variegato, non riesce a raggiungere lo status di capolavoro a causa di alcune lacune narrative. Il fulcro del gioco risiede nella premessa originale: due scrittori, la cinica appassionata di fantascienza Mio e l'ottimista amante del fantasy Zoe, si ritrovano intrappolati in una simulazione creata da una potente corporazione editoriale, la Rader, intenta a sfruttare le loro idee creative. La fusione accidentale delle loro simulazioni dà il via a un viaggio collaborativo per fuggire dal mondo virtuale e smascherare le macchinazioni dell'azienda. Questo concept, particolarmente attuale nel contesto del 2025, in cui il dibattito sull'intelligenza artificiale e il suo impatto sul mondo dell'arte è sempre più acceso, offre spunti di riflessione sulla creatività umana, sull'etica delle corporazioni e sulla necessità di preservare l'originalità artistica. Tuttavia, Split Fiction non riesce a sfruttare appieno questo potenziale, limitandosi a una trattazione superficiale delle tematiche proposte. Uno dei principali punti deboli del gioco risiede nella caratterizzazione dei personaggi e nella qualità dei dialoghi. Mio e Zoe, pur rappresentando due archetipi narrativi distinti, mancano di profondità e tridimensionalità. Le loro interazioni risultano spesso forzate e poco convincenti, con dialoghi che, nei momenti più bizzarri, sembrano quasi voler sottolineare in modo eccessivo l'intento umoristico, risultando invece artificiosi. Questa mancanza di spessore nei personaggi compromette l'impatto emotivo della storia, riducendoli a meri strumenti per veicolare il gameplay. Fortunatamente, le carenze narrative vengono compensate da un gameplay solido e diversificato. Pur condividendo un set di movimenti di base (doppio salto, scatto, corsa sui muri), Mio e Zoe acquisiscono abilità uniche in ogni livello, creando situazioni di gioco stimolanti e dinamiche. Ad esempio, Mio può manipolare la gravità con una spada, mentre Zoe utilizza una frusta per interagire con l'ambiente. Questa differenziazione richiede una costante comunicazione e collaborazione tra i giocatori, chiamati a risolvere enigmi sfruttando le rispettive peculiarità. Split Fiction raggiunge il suo apice proprio in questi momenti di interazione sinergica tra i giocatori. Le sequenze di gioco, pur variando in termini di qualità, sono generalmente brevi e coinvolgenti, mantenendo alto il ritmo e l'interesse. La varietà di meccaniche di gioco, introdotte gradualmente e supportate da un sistema di checkpoint permissivo, rende l'esperienza accessibile a giocatori di ogni livello di abilità, nonostante alcuni punti altamente frustranti. Dal punto di vista tecnico, "Split Fiction" si presenta come un prodotto visivamente impressionante. La cura per i dettagli emerge in particolare in alcune ambientazioni, come la stella morente di una missione secondaria o le suggestive città futuristiche. Pur presentando modelli dei personaggi leggermente rigidi, il comparto grafico nel suo complesso testimonia la capacità del medium videoludico di offrire esperienze visivamente appaganti anche nel 2025. In conclusione, "Split Fiction" si configura come un'esperienza cooperativa divertente e ricca di spunti interessanti, ma penalizzata da una narrazione superficiale e da personaggi poco sviluppati. Nonostante ciò, il gameplay variegato e l'originalità della premessa lo rendono un titolo consigliato a coloro che cercano un'avventura da condividere con un amico, sia in locale che online: uno dei punti di forza del gioco, infatti, risiede nella possibilità di giocare in Rete con una sola copia.
Formato: PS5 (versione testata), Xbox Series X|S, PC Editore: Electronic Arts Sviluppatore: Hazelight Studios Voto: 7/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
'Nel palazzo bianco', il primo romanzo che racconta la pandemia Covid vista dalla squadra guidata da Speranza
(Adnkronos) - A 5 anni dalla pandemia Covid è uscito il primo romanzo che racconta quegli anni così difficili visti da chi era in prima linea dentro il ministero della Salute. 'Nel palazzo bianco' (Solferino) è firmato da Nicola Del Duce, all'epoca portavoce del ministro della Salute Roberto Speranza. Sabato a Roma all'Auditorium Parco della musica la presentazione, alle 12.30 allo Studio 3. L'autore sarà in dialogo con Lucia Annunziata e Florinda Fiamma. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili. Portavoce del ministro della Salute: per Nicola è la svolta di una carriera. Certo, pensa, non si tratta del ruolo più centrale in un Governo, non finisce spesso sotto i riflettori, però si può fare un buon lavoro. E' il settembre del 2019. Quattro mesi dopo, il giovane ministro e la sua squadra - e il resto dell'Italia - si ritrovano nell'occhio di un ciclone planetario: una pandemia, un'emergenza sanitaria che è anche emergenza politica e, naturalmente, mediatica. E' una guerra contro un nemico del tutto sconosciuto, che uccide centinaia e poi migliaia di persone al giorno: ben presto diventa una realtà alternativa che appare senza scampo, mentre la situazione si aggrava e il collasso di un intero sistema si avvicina. Gettato in prima linea, Nicola - si legge nella presentazione del romanzo - è protagonista e testimone di eventi che mai avrebbe immaginato: dai vertici europei per scongiurare l'isolamento del Paese alla decisione di chiusure senza precedenti e riaperture complicate, e dal risiko internazionale delle mascherine fino alla più grande campagna vaccinale mai tentata, in un clima politico che via via si arroventa, con un cambio di Governo nel pieno della crisi. Non esiste più riposo, né vita familiare: per lui e per i suoi colleghi diventati amici, il prezzo da pagare per portare a termine il lavoro sarà alto. Questa è una storia che il mondo intero ha vissuto, ma che nessuno ha mai raccontato dall'interno delle stanze in cui i destini di tutti venivano decisi. Nel Palazzo bianco non è solo un romanzo politico e generazionale: è il drammatico romanzo di formazione di un Paese. Nicola Del Duce, nato a Roma, laureato in Lettere e Filosofia con indirizzo storico all'Università Sapienza di Roma, master in Relazioni internazionali a Bologna nel 2003, è giornalista pubblicista e alterna l'attività di ufficio stampa a quella di redattore. Nel 2015 ha iniziato a collaborare con Roberto Speranza, che ha seguito nell'esperienza al ministero della Salute con il ruolo di portavoce. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Electronic Arts rilascia il pacchetto contenuti Hard Chargers per WRC
(Adnkronos) - Electronic Arts ha annunciato oggi il lancio del pacchetto contenuti "Hard Chargers", il secondo DLC della Stagione Espansione di EA Sports WRC 24. Disponibile a partire dal 25 marzo, questo aggiornamento offre ai giocatori un'immersione profonda nella storia e nell'evoluzione del FIA World Rally Championship, spaziando dagli anni '70 fino alle competizioni contemporanee. "Hard Chargers" introduce nuove e impegnative prove speciali che metteranno alla prova le abilità dei piloti su diverse tipologie di terreno. Il pacchetto include infatti le insidiose strade innevate di Umeå, in Svezia, caratterizzate da condizioni di aderenza precaria, e le tecnicamente complesse e rocciose strade di montagna della nuova tappa di Harvati, in Grecia, dove precisione e controllo del veicolo sono fondamentali. L'espansione arricchisce significativamente il parco auto disponibile, aggiungendo sei nuove vetture iconiche che hanno segnato la storia del rally. Tra queste, spiccano la Ford Focus WRC del 1999 e la Hyundai i20 N Rally1, protagonista del campionato 2021. Il pacchetto offre inoltre 18 nuove livree, applicabili sia ai nuovi veicoli che ad alcuni di quelli già presenti, tra cui la celebre livrea della Peugeot 206 Rally e due nuove opzioni estetiche per la Ford Focus RS Rally. Per amplificare ulteriormente l'esperienza di gioco, "Hard Chargers" include 16 nuovi "Momenti" che ripercorrono eventi significativi della storia del WRC. I giocatori avranno l'opportunità di rivivere, ad esempio, la vittoria della Ford Fiesta Rally3 Junior WRC nel Rally di Svezia del 2022, il trionfo della Hyundai i20 Coupe WRC in Spagna nel 2021, e la sfida ad alta velocità del Rally di Finlandia al volante della Ford Escort RS 1600 MK1. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cegos Italia, per 50% manager è adeguato l'investimento formativo aziendale
(Adnkronos) - Il 50% dei manager ritiene adeguato l’investimento formativo aziendale ad essi dedicato, mentre il 36% lo giudica insufficiente e un 7% afferma che non sia previsto affatto. Emerge dall’ultima survey, 'Essere manager: tra formazione e realtà operativa', condotta da Cegos Italia - parte di gruppo Cegos, player nel Learning & Development. Alla prima assunzione del ruolo, il 41% dei manager non ha ricevuto alcuna formazione, mentre il 9% ha optato per l’autoformazione gratuita o ha investito a proprie spese. L’autoformazione gratuita è un dato in crescita se si considera i diversi livelli di seniority, confermando la tendenza di una percezione di responsabilità condivisa tra azienda e individuo rispetto alla formazione. Tra i neo manager, infatti, si assesta al 16% vs il 5% dei manager con oltre 10 anni di esperienza. Per i manager che si sono formati per la prima esperienza nel ruolo, la formazione è stata pianificata principalmente dall’azienda, con percentuali stabilizzate intorno al 60%. “Chi sceglie la via di non investire in formazione per i profili di guida - ha commentato Emanuele Castellani, executive board member del gruppo Cegos e ceo di Cegos Italia - fa una scelta poco lungimirante e si avventurerà verso un sentiero rischioso. Le motivazioni dietro queste decisioni possono essere influenzate da limiti di budget, mancanza di visione o sottovalutazione del Rir. Eppure, investire in programmi di crescita dedicati ai manager non solo potenzia i loro risultati, ma incide su produttività e competitività, senso di appartenenza e valorizzazione dei dipendenti, migliorandone la retention. Dall’indagine emergono due esigenze fondamentali: da un lato, il bisogno di un supporto concreto che aiuti i manager a tradurre la teoria in pratica, gestendo al meglio aspetti operativi, strategici e dinamiche relazionali; dall’altro, l’importanza di promuovere la formazione come leva strategica pragmatica e continuativa per lo sviluppo delle competenze e relative performance, pena la mancanza di innovazione e di attrattività”. Oggi il ruolo del manager va ben oltre il coordinamento delle attività quotidiane, richiedendo la capacità di affrontare molteplici sfide: il bilanciamento tra strategie aziendali e operatività (43%), la creazione di ambienti motivanti (38%) e l’equilibrio tra responsabilità individuali e lavoro di squadra (34%). Seguono la gestione dei conflitti (33%), il Time Management - sia personale che dei collaboratori - e l’integrazione tra autorità e autorevolezza (entrambi al 29%). Nonostante il 64% abbia seguito corsi organizzati dall’azienda per sviluppare le proprie skill, 1 manager su 2 fatica ad applicare quanto appreso durante i programmi di leadership: solo un terzo vi riesce quotidianamente. Percentuali similari anche per i programmi di comunicazione; nonostante le skill siano di natura più tangibile, il 47% dichiara di non riuscire sempre ad applicarle. Il 50% ritiene che i modelli ibridi siano adatti alla maggior parte delle situazioni lavorative, il 37% li vede addirittura come il futuro del lavoro. Per il 12% sono incompatibili con la maggior parte dei contesti lavorativi. Il 46% dei manager ritiene che l’azienda la incoraggi in misura significativa, a fronte di un 27% che percepisce la propria azienda non sufficientemente impegnata, forse a causa di resistenze culturali e mancanza di visione strategica. “In un ecosistema ideale - osserva Emanuele Castellani - un manager efficace dovrebbe bilanciare abilità interpersonali, gestionali e tecniche per affrontare le complessità. La scelta di adottare uno stile più analitico o relazionale è influenzata dalla cultura aziendale e dalla tipologia di obiettivi, ma è evidente che, se l’innovazione è il motore del cambiamento organizzativo e il cambiamento passa dalle persone, la gestione attraverso una leadership autentica e inclusiva è il cuore del successo”. Per Cegos sono otto le leve per una gestione ottimale delle dinamiche dei team. 1) Definizione di ruoli e responsabilità: il 72% dei manager privilegia una struttura chiara, ben definita, con una comunicazione continua per adattarsi alle necessità individuali, tanto che gli interventi per mancanza di chiarezza nelle indicazioni sono isolati. 2) Decisioni impopolari: il 26% le trasmette chiaramente affinché siano compresi i benefici a lungo termine, il 22% tenta di trasformarle in opportunità di crescita, mentre il 21% non è sempre a proprio agio nel comunicarle e cerca il compromesso migliore. 3) Gestione dei problemi legati alle attività del team: il 39% sceglie la via dell’equilibrio, alla ricerca di una soluzione comune. Il 21% incoraggia il gruppo a vedere i problemi come sfide per agire sulla motivazione, mentre il 15% si affida ai dati per soluzioni informate. 4) Risoluzione dei conflitti: il 26% preferisce una risoluzione discreta e autonoma, senza ricorrere a figure esterne, il 25% adotta una visione positiva nel tentativo di trasformare i conflitti in opportunità e il 17% resta imparziale, rischiando però di non considerare pienamente le dinamiche emotive. 5) Disponibilità e comunicazione: sempre contattabili in 3 casi su 4 e promotori del dialogo per la comunicazione all’interno del team, il 53% predilige i colloqui di persona, affiancandoli a e-mail (51%) e chat (41%) per mantenere operatività e tracciabilità. 6) Fiducia nel team: in prevalenza si fidano del lavoro del proprio team (32%), mantenendo un controllo discreto per evitare eccessiva rigidità e non compromettere l’autonomia del gruppo; il 24% combina la fiducia con analisi dei dati e dei risultati. Il controllo totale (micromanagement) è percepito come controproducente, tant’è che è stato scelto solo nel 4% dei casi. 7) Coinvolgimento dei collaboratori nelle decisioni: il 41% adotta un approccio bilanciato, ascoltando e guidando il gruppo. 8) Valutazione delle performance: uno su tre dichiara di disporre di un sistema di valutazione, ma che necessiti di miglioramenti. Il 23% non utilizza alcun Kpi, determinando una potenziale limitazione nella capacità di prendere decisioni basate su dati concreti, che potrebbe tradursi in inefficienza e difficoltà nel raggiungere i principali obiettivi strategici. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
HP Amplify 2025: AI e innovazione per il futuro del lavoro e del gaming
(Adnkronos) - In occasione della conferenza annuale per i partner, HP Amplify 2025, l'azienda ha svelato una vasta gamma di prodotti e servizi potenziati dall'intelligenza artificiale, progettati per plasmare il futuro del lavoro e del gaming. L'obiettivo è offrire esperienze personalizzate, efficienti e sicure, in linea con le esigenze dei professionisti e degli appassionati di videogiochi.
HP ha presentato oltre 80 nuovi PC, strumenti di stampa AI-powered per le PMI e potenziamenti alla Workforce Experience Platform, con l'obiettivo di migliorare la produttività e il benessere professionale. “HP sta traducendo l'intelligenza artificiale in esperienze significative che favoriscono la crescita e la realizzazione”, ha dichiarato Enrique Lores, Presidente e CEO di HP Inc. “Stiamo dando forma al futuro del lavoro con innovazioni AI rivoluzionarie che si adattano perfettamente al modo in cui le persone vogliono lavorare”. Con i clienti che stanno cercando di aggiornare i propri dispositivi a Windows 11, HP sta potenziando i suoi PC per sfruttare le ultime tecnologie disponibili, con modelli selezionati che rientrano nella categoria Copilot+ PC, in modo che il lavoro non sembri un lavoro: • La serie HP EliteBook 8 è stata riprogettata pensando ai dipendenti delle aziende mainstream, offrendo produttività AI-powered e una collaboration fluida in un package ripristinabile e aggiornabile. Con opzioni NPU fino a 50 TOPS, questi prodotti garantiscono fino al 224% di efficienza energetica in più e una generazione di immagini AI fino a 43 volte più veloce per un incredibile aumento delle prestazioni rispetto ai precedenti modelli non-NPU. • La serie HP EliteDesk 8 porta la potenza dell'AI in modo sicuro ed efficace nel portafoglio desktop dell'azienda. Questi dispositivi sono ideali per project manager e professionisti che necessitano di un PC affidabile in grado di gestire anche i progetti più impegnativi, per flussi di lavoro e produttività più smart. È il portafoglio di desktop business tra i primi al mondo in grado di proteggere dagli attacchi informatici dei computer quantistici, combinando prestazioni elevate a un consumo energetico ridotto per ottimizzare i costi. • HP EliteStudio 8 AiO G1i è lo strumento perfetto per i dipendenti on-the-go, che si spostano spesso all’interno dell’ufficio. Essendo tra i primi PC commerciali al mondo con funzionalità KVM integrata tramite HP Device Switch, consente ai dipendenti di utilizzare l'all-in-one per il lavoro o di collegare rapidamente il proprio laptop all'AIO con un unico cavo per alimentare il notebook e accedere a tutte le periferiche disponibili. • La Serie OmniBook X è progettata per i creator che necessitano di un PC in grado di adattarsi al loro flusso di lavoro, che si tratti di un dispositivo flip da 14 pollici per creare e disegnare o di un potente PC clamshell da 17,3 pollici per realizzare progetti di grande impatto. La serie OmniBook 7 è pensata per gli utenti più esigenti, con un PC progettato per la produttività giornaliera, sia per la scuola sia per il lavoro. La serie OmniBook 5 è ideale per famiglie e studenti, con un design versatile perfetto per streaming, gaming leggero e produttività personale. I dispositivi dell'intero portafoglio di notebook consumer sono disponibili in diverse dimensioni, con potenti processori Intel Ultra o AMD Ryzen. "HP continua ad innovare con un'ampia gamma di nuovi prodotti e soluzioni pensati per supportare lo sviluppo delle imprese e offrire agli utenti un'esperienza sempre più intuitiva e produttiva. L'intelligenza artificiale è il "motore" che trasforma queste esperienze in soluzioni game-changing, in grado di adattarsi al modo in cui le persone lavorano oggi e di evolvere con le esigenze di domani, contribuendo a definire il futuro del lavoro. Per le imprese italiane, e in particolare per il tessuto economico fatto di piccole e medie imprese, l'innovazione rappresenta un fattore chiave di competitività. Con le nostre soluzioni AI-powered, vogliamo offrire strumenti che aiutino le aziende a migliorare la produttività, ottimizzare i processi e rendere il lavoro più efficiente e sostenibile, supportandole nella trasformazione digitale e nella crescita in un mercato sempre più dinamico" ha commentato Giampiero Savorelli, VP e AD HP Italy.
HP ha introdotto nuove AI software experience, come HP AI Companion, un assistente AI integrato nel dispositivo, e HP Go, un servizio di connettività globale per i professionisti in movimento. Le nuove funzionalità di Poly Camera Pro migliorano le videoconferenze, mentre gli strumenti AI-powered per la stampa semplificano la gestione dei documenti per le PMI. Ma non solo HP ha anche presentato le stampanti HP LaserJet Enterprise 8000 Series, tra le prime al mondo in grado di proteggere dagli attacchi dei computer quantistici, e ha potenziato la Workforce Experience Platform con funzionalità di AI Sentiment Analysis e Fleet Explorer, offrendo alle aziende dati e insight strategici per la gestione del parco dispositivi. HP ha presentato nuovi hardware gaming OMEN e HyperX, progettati per offrire prestazioni elevate e personalizzazione. L'OMEN 16 Slim Gaming Laptop e l'OMEN Transcend 14 Gaming Laptop offrono potenza e portabilità, mentre OMEN AI suggerisce le migliori impostazioni di sistema per ogni gioco. Le cuffie HyperX Cloud III S Wireless Gaming Headset garantiscono comfort e audio immersivo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
A #FORUMAutoMotive Alfredo Altavilla, Special Advisor Europa di BYD
(Adnkronos) -
Alfredo Altavilla, Special Advisor Europa di BYD è intervenuto oggi all’evento promosso da #FORUMAutoMotive, il movimento, arrivato al suo decimo anno, di opinione che si batte per una mobilità libera da pregiudizi e ideologie. Per l'occasione sono stati presi in esami alcuni temi cruciali al mondo dell'automotive come: l’avanzata dei brand cinesi; l’effetto delle politiche di Donald Trump sul mercato automotive mondiale e il “Piano d’azione” messo a punto dalla Commissione UE.
Altavilla ha dichiarato: “Quello che sta succedendo oggi in Cina è totalmente diverso dalla dinamica dell’industria tradizionale con un time to market estremamente più veloce e anche con tempi rapidi pure per la realizzazione di nuovi impianti. In BYD i cicli di sviluppo sono molto rapidi, in 18 mesi si passa dall’avvio della pianificazione al modello, grazie all’impiego massivo dell’intelligenza artificiale. Combattere una guerra con i costruttori cinesi sulle nuove tecnologie è una scommessa perdente. Tutto quello che viviamo oggi è frutto del Dieselgate. Si continuano a produrre automobili sempre più costose, con i redditi dei consumatori in contrazione e la conseguenza è che il mercato del nuovo langue e l’usato cresce”.
Altavilla ha poi aggiunto: “Sergio Marchionne sarebbe rimasto affascinato dall’attuale fase di mercato e avrebbe trovato modo di collaborare con i costruttori che sono più avanti. Nelle scorse settimane abbiamo approfondito la conoscenza dei fornitori di componentistica italiana e la proprietà cinese ne ha apprezzato il livello di competenza. Non imporremo loro di delocalizzare le proprie attività, collocandosi nell’immediata prossimità dei nostri impianti. BYD intende localizzare in Europa nuovi impianti. Il processo di selezione del terzo stabilimento è cominciato e terminerà per la fine dell’anno. Non ci sono decisioni definitive. Smentisco le indiscrezioni uscite ieri su alcuni organi di stampa. Certo è che sarà difficile localizzare uno stabilimento in Paesi che non sono friendly nei confronti delle auto cinesi e l’Italia ha votato a favore dei dazi. Certo tutto può ancora cambiare. Secondo me sarebbe auspicabile trovare modi di collaborazione tra player cinesi ed europei. Il Green Deal è sbagliato e complica il percorso di transizione. Insistere sull’obbligo del tutto elettrico al 2035 è impossibile da raggiungere. L’estensione almeno all’ibrido plug-in è necessaria. La sospensione delle multe decisa dall’UE non ha alcun senso e aumenta le incertezze dell’industria e del consumatore che rinvia l’acquisto e frena il mercato. In Cina BYD ha pianificato costruzione di un network di ricarica proprietario. Valuteremo se fare lo stesso anche in Europa”.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aprilia Tuareg Rally 2025: DNA da competizione
(Adnkronos) - Dopo aver dominato la mitica Africa Eco Race al debutto, Aprilia alza ulteriormente l’asticella con la nuova Tuareg Rally, una moto adventure sviluppata per offrire prestazioni senza compromessi in fuoristrada. Presentata a EICMA 2024, questa versione nasce direttamente dall’esperienza maturata nelle competizioni, portando su strada (e fuori) un’anima da vera racing. Il suo sviluppo è stato fortemente influenzato dalla vittoriosa Tuareg da gara, messa a punto da Aprilia Racing in collaborazione con la GCorse dei fratelli Guareschi. Tante le novità presenti su di una off-road che punta al massimo divertimento di guida: • parafango alto e paracoppa rinforzato in alluminio, con un design studiato per resistere agli urti più violenti • protezione avanzata grazie ai paramani con anima in metallo
• ergonomia migliorata, con una sella più alta di 20 mm e un manubrio ridisegnato per offrire il massimo controllo sia da seduti che in piedi • cerchi heavy-duty a raggi con canale stretto in Ergal, equipaggiati con pneumatici tassellati a camera d’aria • sospensioni Kayaba con escursione di 240 mm, ora dotate di molle a costante elastica lineare per un feeling più diretto e maggiore controllo su terreni sconnessi • scarico SC Project in titanio, con fondello racing e diametro di uscita di 60 mm, progettato per garantire leggerezza e un sound coinvolgente. Grazie a queste modifiche, il peso della Tuareg Rally si riduce da 204 kg a 199 kg in ordine di marcia, migliorando ulteriormente l’agilità in off-road. La nuova mappatura motore sviluppata per la Tuareg Rally rende la risposta del comando del gas più immediata, un vantaggio essenziale per superare ostacoli improvvisi nei percorsi più impegnativi. La spinta del bicilindrico 660 è stata ottimizzata per un’azione più fluida e precisa, garantendo un’esperienza di guida ancora più emozionante e performante.
La nuova Aprilia Tuareg Rally 2025 è omologata Euro 5+. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Honda HR-V e:HEV 2025: design moderno, efficienza e tecnologia
(Adnkronos) - La nuova Honda HR-V e:HEV 2025 si distingue per un restyling che unisce eleganza, efficienza e tecnologia. Con un design più raffinato e una maggiore attenzione al comfort, questo SUV compatto garantisce un’esperienza di guida esaltante e consumi ottimizzati grazie al suo avanzato sistema ibrido. La carrozzeria ha subito aggiornamenti mirati, con una griglia frontale ridisegnata e nuovi dettagli stilistici che enfatizzano la sportività. L’interno della nuova Honda HR-V e:HEV 2025 è stato migliorato con materiali di alta qualità e una nuova console centrale, pensata per garantire praticità e spazio. Il cuore pulsante della nuova Honda HR-V 2025 è il sistema ibrido e:HEV, che combina due motori elettrici con un propulsore a benzina da 1.5 litri. Questo consente di ottenere una potenza totale di 131 CV e una coppia di 253 Nm, garantendo un’accelerazione fluida e consumi ridotti a soli 5,4 l/100 km. Le tre modalità di guida si adattano automaticamente alle condizioni della strada, offrendo sempre il miglior equilibrio tra prestazioni ed efficienza. L’abitacolo è spazioso e confortevole, con una disposizione intelligente che massimizza la capacità di carico. I “sedili magici” consentono di configurare facilmente gli spazi interni, rendendo il bagagliaio estremamente versatile. La nuova HR-V è equipaggiata con uno schermo touchscreen da 9 pollici e il sistema My Honda+, che permette il controllo remoto di molte funzioni del veicolo. La connettività è garantita da Apple CarPlay e Android Auto.
Sul fronte della sicurezza, il pacchetto Honda SENSING offre una gamma completa di tecnologie avanzate, tra cui il Cruise Control Adattivo, il Traffic Jam
Assist e il sistema di frenata assistita. La struttura rinforzata con tecnologia ACE garantisce la massima protezione in caso di collisione. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Subaru trionfa nei premi IIHS 2025: sicurezza ai massimi livelli
(Adnkronos) -
Subaru si conferma un riferimento nel settore automobilistico per la sicurezza, conquistando tre prestigiosi riconoscimenti dall’Insurance Institute for Highway Safety (IIHS).
Le Subaru SOLTERRA, ASCENT e FORESTER MY25 hanno ottenuto i massimi punteggi nei severi test dell’ente statunitense, dimostrando ancora una volta l’impegno del marchio giapponese nella protezione di conducenti e passeggeri. • SUBARU SOLTERRA MY25 – TOP SAFETY PICK+ (terzo anno consecutivo) • SUBARU ASCENT MY25 – TOP SAFETY PICK (ottavo anno consecutivo) • SUBARU FORESTER MY25 – TOP SAFETY PICK (diciannovesimo anno consecutivo). Nel 2025, l’IIHS ha aggiornato i propri criteri di valutazione introducendo un nuovo test di impatto frontale moderato con un manichino supplementare nella seconda fila di sedili. Questo cambiamento mira a migliorare la sicurezza dei passeggeri posteriori, aspetto su cui Subaru ha dimostrato un’eccellenza costante.
Jeff Walters, Presidente e Chief Operating Officer di Subaru of America, ha dichiarato: "Ricevere questi riconoscimenti dall’IIHS è un grande onore. Il nostro obiettivo è offrire vetture sempre più sicure, in grado di superare anche i test più rigorosi. SOLTERRA, ASCENT e FORESTER sono il risultato del nostro impegno costante per la sicurezza su strada."
L’IIHS è un'organizzazione indipendente che valuta la sicurezza dei veicoli attraverso crash test e analisi delle tecnologie di prevenzione degli incidenti. Le vetture che ottengono le migliori valutazioni ricevono il premio TOP SAFETY PICK, mentre solo i modelli più performanti ottengono il prestigioso TOP SAFETY PICK+. Nel 2025, per ottenere questi riconoscimenti: • un’auto deve ottenere almeno una valutazione “accettabile” nel nuovo test per qualificarsi al TOP SAFETY PICK
• solo le vetture con punteggio “buono” ricevono il TOP SAFETY PICK+. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










