Salute, 'disinnescare' le allergie, un aiuto dalla chiropratica
(Adnkronos) - Con l’arrivo della primavera e il 30% della popolazione che soffre di allergie stagionali, secondo i dati dell’Associazione allergologi immunologi territoriali e ospedalieri, si apre alla lotta a sintomi e malesseri. In questo contesto, la chiropratica emerge come un approccio integrato che può contribuire alla prevenzione e al trattamento di queste patologie, soprattutto per la sua capacità di rafforzare il sistema immunitario. "La chiropratica non cura direttamente le allergie, ma può aiutare a migliorare la funzione del sistema nervoso, che svolge un ruolo cruciale nella regolazione del sistema immunitario, - spiega il dottor Chiropratico Joseph Luraschi - Attraverso manipolazioni specifiche, la chiropratica può ridurre le interferenze nervose, ottimizzando la comunicazione tra il cervello e il resto del corpo. Questo può contribuire a modulare la risposta immunitaria, riducendo la frequenza e l'intensità delle reazioni allergiche". L'approccio chiropratico si concentra sull'individuazione e la correzione delle sublussazioni vertebrali, disallineamenti della colonna vertebrale che possono interferire con la funzione nervosa. La correzione di queste sublussazioni può favorire un miglior equilibrio del sistema nervoso, con potenziali benefici per la gestione delle allergie. "È importante sottolineare che la chiropratica non sostituisce i trattamenti medici convenzionali per le allergie - precisa Luraschi - tuttavia, può rappresentare un valido supporto per migliorare la qualità della vita dei pazienti allergici, riducendo la dipendenza dai farmaci e promuovendo un benessere generale". Per chi soffre di rinite allergica, ad esempio, la problematica più grande è la difficoltà a respirare bene “a causa del gonfiore che comprime il naso – dettaglia l’esperto – mettendo in asse con la chiropratica si velocizzano i tempi di reazione, migliorando la pressione sanguigna, riuscendo a decongestionare quasi immediatamente il paziente”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, Credaro (Isnart): "In 2024 800 mln di presenze in Italia, previsto boom a Pasqua'
(Adnkronos) - "Partiamo da un dato: nel 2024, l’Italia ha registrato 800 milioni di presenze, consolidando il già buon dato 2023 (+0,4%), tra pernotti in strutture ricettive e alloggi in abitazioni private, come stimate dall’Osservatorio sul Turismo delle Camere di commercio di Isnart-Unioncamere. La ripresa post-Covid è stata effettivamente trainata quasi completamente dalla domanda internazionale: nel 2024, le presenze straniere sono cresciute del +18% sul 2019 e di un ulteriore 2,3% sul 2023". Così, con Adnkronos/Labitalia, Loretta Credaro, presidente di Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), sull'andamento delle presenze turistiche nel nostro Paese nel post-Covid. "Quindi non solo l’appeal dell’Italia è rimasto invariato, ma il suo posizionamento sul mercato internazionale è sempre più solido, spostandosi progressivamente verso i prodotti turistici di eccellenza e la domanda alta di gamma", spiega. Secondo Credaro, "non è una sorpresa che trovi conferma la tendenza da parte dei turisti stranieri a spendere di più: 113 euro è la spesa media giornaliera pro-capite contro i 99 euro degli italiani". "Detto questo, ci sono finalmente segnali di ripresa anche della domanda interna", spiega. E la Pasqua si preannuncia 'full'. "Le prospettive sono positive: il calendario favorevole lascia ipotizzare un mese di aprile da record per gli operatori che, già nel mese di gennaio, ci hanno segnalato un tasso di occupazione delle camere pari ad oltre la metà delle camere disponibili per Pasqua ed i ponti di primavera", sottolinea Credaro, citando un'indagine di sentiment rivolta alle imprese di Isnart per Unioncamere ed Enit. Secondo Credaro, "trend analogo si registra sul mercato alternativo delle abitazioni private: sono già 6 milioni le notti prenotate sul portale Airbnb per i soggiorni tra marzo e giugno", secondo una rielaborazione Isnart da dati tratti dal database AirDnA. E il Giubileo inizia a far sentire il suo 'effetto' anche sugli arrivi di turisti nella Capitale. "Dai nostri dati, che elaboriamo anche ricorrendo alla 'location intelligence', ossia l’utilizzo del traffico telefonico per ricostruire movimenti e cluster di interesse turistico prevalente dei turisti a destinazione, emerge come a cavallo tra le feste natalizie e il mese di gennaio siano cresciute del 9% le presenze straniere a Roma (+8,7% nel Lazio), dato che ci fa sperare in un impatto ancor più positivo sui flussi turistici legati all’anno giubilare nei prossimi mesi", sottolinea. Positiva in generale la tendenza legata ai Grandi Eventi. "In senso più generale, negli ultimi anni è cresciuta molto la motivazione ad una fruizione turistica dei territori legata ai grandi eventi, nelle diverse declinazioni: sportivi, culturali, religiosi. Solo nel 2024, il turismo degli eventi ha coinvolto il 40,9% dei visitatori del nostro Paese, peraltro veicolando sui territori una domanda mediamente più alto spendente", sottolinea. E fa segnare numeri importanti anche il cicloturismo. "Appare chiaro un trend di domanda alla ricerca di un turismo legato al 'wellness', in cui l’esperienza turistica è tutta orientata ad un ricaricarsi declinato tanto dal punto di vista fisico che emotivo. Un caso emblematico è stata la crescita costante del cicloturismo, che Isnart ha analizzato e raccontato negli ultimi cinque anni con il suo Rapporto nazionale 'Viaggiare con la bici'. Le presenze di turisti amanti delle due ruote sono stimate in 89 milioni, con un incremento del 54% sul 2023", sottolinea. Secondo Credaro, "si tratta di un prodotto molto ricercato dai millennials, la fascia di età tra 30 e 45 anni, attenta alla salute e all’ambiente, con una situazione economica dichiarata almeno medio-alta e tendenzialmente alto-spendente". "Una tipologia di turisti che tendenzialmente fugge dalle aree e dai periodi di maggior affluenza, contribuendo all’allungamento della stagione turistica e, soprattutto, alla scoperta e valorizzazione di tante aree interne del Paese (e penso a quanto sta avvenendo ad esempio in Calabria e Sicilia), con un impatto non indifferente in termini di nuova occupazione e 'restanza'", conclude. "Sicuramente cogliamo segnali di una tendenza al maggior utilizzo del digitale per ridurre costi e creare valore nella filiera di servizio. Ben il 13,5% delle imprese (in prevalenza hotel 4 e 5 stelle), ad esempio, segnala di usare già strumenti e soluzioni di intelligenza artificiale, soprattutto nei processi di gestione delle prenotazioni e nei servizi di assistenza alla clientela attraverso chatbot. Se invece allarghiamo la vista ai prossimi tre anni, le imprese ci segnalano di mettere tra le proprie priorità di investimento il risparmio energetico e l’efficientamento logistico-gestionale". Così, con Adnkronos/Labitalia, Loretta Credaro, presidente di Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), sulla riorganizzazione delle aziende della filiera del turismo. "Non va però nascosto che la spirale inflazionistica ha messo sotto pressione le aziende della filiera, che appaiono più in difficoltà rispetto allo scorso anno nel raggiungere il break-even point", continua. "L’aumento dei costi di gestione, in primis quelli energetici, ma più recentemente anche quelli di approvvigionamento alimentare, ha inciso non poco sulla profittabilità delle strutture: in media, 6 operatori su 10 dichiarano di raggiungere il pareggio e solo 3 imprese su 10 registrano un utile (erano state 7 su 10 nel 2023)", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Diagnosi hi-tech al Bambino Gesù, genetica e Ia contro casi 'impossibili'
(Adnkronos) - Dottor House 'tecnologico' in corsia per trovare soluzioni anche alle 'diagnosi impossibili' nei casi di infezione. Dal batterio della trota al fungo del grano: i microrganismi più insoliti o addirittura sconosciuti non sfuggono al nuovo approccio diagnostico basato sulla metagenomica, una tecnica di indagine genetica che all’ospedale pediatrico Bambino Gesù è già realtà clinica e che ribalta il modo tradizionale di individuare e trattare le infezioni. "Grazie all'integrazione tra sequenziamento genomico avanzato, intelligenza artificiale e competenze multidisciplinari, è infatti possibile identificare anche patogeni mai osservati prima, garantendo diagnosi rapide e terapie mirate per i piccoli pazienti, soprattutto quelli affetti da patologie che deprimono il sistema immunitario e che li rendono esposti a infezioni purtroppo anche fatali", spiegano dall'ospedale romano. "La metagenomica – evidenzia Carlo Federico Perno, responsabile di Microbiologia e Diagnostica di Immunologia del Bambino Gesù – è la ricerca a 360 gradi di tutto il materiale genetico dei germi presenti in un campione, che si tratti di sangue, liquor, tessuti o altri fluidi corporei. Per confermare un sospetto clinico ora non si cerca più un singolo patogeno, ma si esplora tutto ciò che c'è: è la diagnostica del futuro che al Bambino Gesù è già stata trasferita nella pratica clinica di ogni giorno". Una svolta resa possibile dalla presenza di un team dedicato di bioinformatici in grado di leggere le sequenze metagenomiche, trasformando in informazioni clinicamente utili le centinaia di milioni di dati prodotti dai macchinari di sequenziamento disponibili nei Laboratori della sede di Roma-San Paolo. In questo processo, gli algoritmi di intelligenza artificiale interpretano le informazioni, individuando la correlazione tra i patogeni e la sintomatologia del paziente. "La metagenomica - prosegue Perno - ci ha permesso di diagnosticare casi di infezione rari e potenzialmente fatali. Tra gli esempi emblematici, il caso di alcuni bambini colpiti da shock settico a causa del Lactococcus garvieae, un batterio della trota, estremamente atipico nell'uomo e per questa ragione mai ricercato o quello di un piccolo paziente immunocompromesso in cui un fungo del grano, l’Ustilago maydis, aveva causato un’infezione potenzialmente mortale. In entrambe le circostanze, grazie a questo test diagnostico globale siamo riusciti a identificare i due patogeni che altrimenti sarebbero rimasti invisibili e, grazie alla collaborazione multidisciplinare con i reparti clinici, a trattare tempestivamente i bambini, salvando loro la vita". L'approccio metagenomico, inoltre, contribuisce a contrastare il fenomeno della resistenza antimicrobica: se durante l’indagine non si trova alcun patogeno, si evita l'uso inappropriato di antibiotici; al contrario, se si identifica un agente specifico, si interviene tempestivamente con una terapia mirata. "La metagenomica - conclude Perno - non si limita a confermare sospetti ma indaga in profondità per scoprire anche elementi inaspettati. Proprio per questo, è destinata a diventare lo standard della diagnostica microbiologica a livello globale guidando i clinici verso scelte terapeutiche sempre più appropriate ed efficaci. La "ricetta" per il suo utilizzo nella clinica richiede alcuni ingredienti essenziali, in primis la strumentazione avanzata, poi l'intelligenza artificiale, ma soprattutto la piena collaborazione tra i reparti dell'ospedale. Grazie a questa essenziale interazione, infatti, possiamo guardare al futuro delle infezioni con un ragionevole ottimismo". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gruppo Cap, conclusa 'Sustainability winter school 2025' per amministratori lombardi
(Adnkronos) - Si è conclusa la seconda edizione della 'Sustainability winter school', l’iniziativa promossa da Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, per offrire agli amministratori locali lombardi strumenti concreti e competenze di alto livello sui temi della sostenibilità. Un percorso formativo che ha visto la partecipazione di 35 amministratori e tecnici, con 8 incontri tra lezioni e workshop e il contributo di 11 esperti di rilievo nazionale. "La Sustainability winter school si conferma un’esperienza formativa di alto livello, capace di creare un network di competenze per affrontare con strumenti concreti le sfide della transizione ecologica -afferma il presidente di Gruppo Cap, Yuri Santagostino, che ha aperto il ciclo di incontri della seconda edizione-. Il successo di questa seconda edizione dimostra l’importanza di un dialogo continuo tra esperti, amministratori locali e aziende, per costruire un modello di sviluppo sostenibile e resiliente per i territori".
La 'winter school' ha offerto 16 ore di formazione, con 4 incontri in presenza nella sede di Gruppo Cap e 4 online e ha coinvolto amministratori di Milano, Monza e Brianza, Mantova, Pavia e Brescia. Diversi i temi trattati, tra cui i cambiamenti climatici, la governance della sostenibilità nella Pubblica amministrazione, la gestione delle risorse idriche e coinvolgimento dei cittadini. Un focus particolare è stato dedicato alle strategie di mitigazione degli effetti climatici e agli strumenti tecnologici, finanziari e assicurativi per la gestione dei rischi ambientali.
Oltre alle lezioni teoriche, due workshop operativi hanno permesso ai partecipanti di confrontarsi e sviluppare strategie concrete per la gestione sostenibile dei territori da loro amministrati. Questi momenti di lavoro condiviso hanno favorito il dialogo e la sperimentazione di soluzioni applicabili nella pratica amministrativa. Inoltre, l’iniziativa ha ricevuto il patrocinio di Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano, Ato Città metropolitana di Milano, Anci Lombardia, Confservizi Cispel Lombardia, Utilitalia, Accademia dei servizi pubblici, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Rete di Comuni sostenibili, Asvis-Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile e Ferpi-Federazione relazioni pubbliche italiana. Il progetto ha visto anche la collaborazione di From, Wwf, 24Ore business school, Fondazione per la sostenibilità digitale, Cmcc Centro euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici e di docenti illustri provenienti da istituzioni e organizzazioni di importanza internazionale. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo Verde-Cia: la Puglia trionfa ad 'Agrichef Festival'
(Adnkronos) - Agrichef e allievi cuochi ai fornelli per promuovere e valorizzare la cucina contadina. E la sua spiccata tradizione nell'uso e riuso delle materie prime, con i 'piatti della circolarità', per un 'no' netto allo spreco alimentare. Si è tenuta con questi obiettivi oggi a Roma la finale nazionale di 'Agrichef Festival', l’evento itinerante promosso da Turismo Verde, l’Associazione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani e giunto alla settima edizione. Dopo le fasi regionali in cui allievi cuochi e agrichef degli agriturismi associati si sono sfidati dal Nord a Sud d’Italia, oggi a trionfare nella finale presso l'Istituto alberghiero 'Amerigo Vespucci' è stata la Puglia, con la 'zuppa della felicità' dell'agrichef Federica Sparascio, dell'agriturismo 'Gli Ulivi', tra Marina Serra e Tricase, in pieno Salento, insieme agli studenti dell'istituto alberghiero 'Aldo Moro' di Santa Cesarea Terme. Esperti, giornalisti e foodblogger di settore, rappresentati delle istituzioni e del mondo dell'istruzione insieme al presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, e alla presidente nazionale de la Spesa in Campagna-Cia, Beatrice Tortora, hanno composto la giuria esclusiva chiamata a valutare le proposte in gara. "Oggi è una giornata molto importante -ha dichiarato ad Adnkronos/Labitalia Mario Grillo, presidente di Turismo Verde-Cia- perchè è la finale di Agrichef, questo evento che premia le aziende virtuose nell'interpretazione della ruralità, nella capacità di riscoprire e far conoscere ai turisti che le donne dell'agricoltura in cucina hanno sempre fatto il 'riuso' delle materie prime, non hanno mai sprecato nulla. E quindi dall'agricoltura, in termini di lotta allo spreco alimentare, si può solo imparare. Oggi quindi abbiamo premiato l'azienda che è stata in grado di interpretare al meglio l'uso e il riuso delle materie prime. E che lo ha fatto con garbo e reinterpretazione moderna di quello che le nostre mamme, le donne dell'agricoltura, hanno fatto da sempre", ha sottolineato Grillo. Secondo Grillo, "il cibo non deve essere sprecato, anche pensando al sacrificio che c'è dietro per realizzarlo e quindi è necessario saperlo utilizzare". "All'interno della cucina si può fare tanto uso e riuso delle materie prime per non sprecare", ha concluso. E per Cristiano Fini, presidente Cia-Agricoltori italiani, "l'obiettivo" della manifestazione "è di valorizzare le grandissime eccellenze che abbiamo sul nostro territorio, in particolar modo gli agriturismi". "Agriturismi che cominciando dalla produzione agricola, riescono a realizzare delle vere e proprie eccellenze. L'agriturismo stesso è un'eccellenza che tutto il mondo ci invidia. Anche dal Giappone arrivano in Italia per cercare di conoscere e capire come abbiamo fatto, e come facciamo, negli anni a realizzare questa rete agrituristica che è un vero fiore all'occhiello. Quindi l'obiettivo deve essere valorizzare la produzione agricola, la trasformazione all'interno delle nostre cucine da parte degli agrichef. E poi agriturismo significa un forte legame con il territorio, che noi dobbiamo valorizzare, in particolare quelli delle aree interne. E lì l'agriturismo, spesso e volentieri, è l'ultimo baluardo. E quindi sono fondamentali per la tenuta dei territori", ha spiegato. Fini ha rimarcato l'impegno di Cia e Turismo Verde contro lo spreco alimentare: "Abbiamo portato avanti tante iniziative, facciamo parte dell'osservatorio nazionale ed europeo sullo spreco, e gli agriturismi anche in questo possono dare un grandissimo contributo. Tanto che noi abbiamo lanciato una campagna con i nostri agriturismi associati affinchè possano supportare i clienti nel portar via il cibo e il vino che rimane a tavola nei locali per poi consumarlo a casa. In tutti i modi noi dobbiamo partecipare a questa lotta allo spreco. Stiamo parlando di 8 miliardi di spreco domestico e quindi dobbiamo cercare di migliorare questi numeri in maniera incessante", ha concluso. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
FederlegnoArredo: export filiera 2024 a 19,4 mld (-2,1%), macrosistema arredamento -1,8%
(Adnkronos) - L’export della filiera legno-arredo ha chiuso il 2024 con un calo del 2,1% sul 2023, attestandosi a circa 19,4 miliardi di euro. Un anno che ha visto alternarsi mesi con performance molto negative a mesi con performance molto positive, fino a chiudersi con un dicembre sostanzialmente stabile. Andamento che non ha consentito neanche di arrivare a un pareggio con il 2023. Il macrosistema arredamento ha comunque contenuto meglio le perdite con un -1,8%, raggiungendo un valore di 14,4 miliardi di euro, a conferma del ruolo strategico dell’arredo per la tenuta dell’intero settore. È quanto emerge dai dati sull’export elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo su dati Istat. “Un pareggio con il 2023 che - afferma il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin - sarebbe stato un risultato straordinario, stante la situazione internazionale. Per un settore fortemente orientato all’export come il nostro, gli eventi geopolitici che hanno caratterizzato il 2024 e che, ahimè, proseguono nei primi mesi del ’25, hanno inevitabilmente avuto un impatto. Basta scendere nel dettaglio delle performance registrate nei nostri principali mercati di sbocco per capire che quel -2,1% assume un valore positivo rispetto al contesto globale". Nella top ten delle destinazioni dell’export italiano si registrano forti flessioni soprattutto tra i Paesi Ue: "La Francia con oltre 3 miliardi, rimane il primo Paese, ma registra -3,3%; mentre la Germania - prosegue Feltrin - al terzo posto, perde un consistente 6% sfiorando i 2 miliardi di euro. Al di fuori dei confini europei, salta all’occhio il risultato degli Stati Uniti che si confermano al secondo posto (2,2 miliardi di euro) con un +1,5%, un mercato pertanto strategico che rischia però di essere messo in discussione dal pericolo dazi. A preoccupare è l’altro colosso, la Cina, che dal 2013 ha continuato a crescere fino ad arrivare nel 2022 a valere 686 milioni di euro conquistando il settimo posto fra le destinazioni del nostro export. Oggi, pur mantenendo la settima posizione, si ferma sotto il mezzo miliardo di euro e registra un -13,2%”. Il Regno Unito - al quarto posto - perde il 6,4% con un valore di 1,2 miliardi di euro. A seguire la Spagna, pressoché stabile (+1%) a 0,8 miliardi di euro. Contributo positivo dagli Emirati Arabi Uniti che conquistano l’ottavo posto con un incremento di ben il 21,2%, ma con valori assoluti ancora contenuti (0,5 miliardi di euro). A seguire il Belgio, sostanzialmente stabile (+0,7%) a 0,5 miliardi di euro. Chiude la Top Ten l’Austria che, come la Germania, registra un -6%. “Fra i cinque Paesi in cui la filiera cresce maggiormente in valore assoluto - spiega Feltrin - al primo posto troviamo gli Emirati Arabi Uniti con un +21,2% e una crescita di 82,4 milioni di euro, seguiti dal Kirghizistan (che si ferma comunque al 38esimo posto con un valore di 80 milioni) e cresce di circa 46 milioni con un +139,5%. Terza per incremento l’Arabia Saudita (al 13esimo posto) con un +16,9% pari a 41,6 milioni di euro in più, a seguire la Corea del Sud (21esimo posto) con un gap positivo di 34,4 milioni di euro e a chiudere gli Stati Uniti con un +1,5% pari a 31,9 milioni di euro in più”. Tra i cinque Paesi che registrano i più alti decrementi nella filiera ne troviamo quattro presenti nella Top Ten: prima la Germania con -6% che perde 126 milioni di euro; seconda la Francia a -3,3%, che perde 104 milioni di euro; terzo il Regno Unito a -6,4% pari a un gap di 85 milioni di euro; quarta la Cina che, con il -13,2%, perde oltre 75 milioni di euro. Chiude la Top Five l’Egitto che, sceso alla 52esima posizione, registra una flessione di quasi 50 milioni di euro (-47,1%). L’export del macrosistema arredamento ha registrato un calo più contenuto rispetto all’intera filiera, chiudendo il 2024 a 14,4 miliardi di euro (-1,8%). Al primo posto della Top Ten, si conferma la Francia con un valore di 2,3 miliardi di euro e un -3,6%, seguita dagli Usa pressoché stabili (-0,8%) a 1,7 miliardi di euro. Terza classificata la Germania con un -3,2% e un fatturato pari a 1,3 miliardi di euro; quarto il Regno Unito a -3,7%, negativa la Svizzera al quinto posto, mentre la Spagna registra un +4,1%, risultando la prima nella Top Ten con segno positivo. Gli Emirati Arabi Uniti conquistano la settima posizione con un consistente incremento (+22,2%) pur rimanendo ancora contenuto il valore assoluto di questo mercato (0,4 miliardi di euro). La Cina scende all’ottavo posto con un consistente -17,9%. Chiudono la Top Ten il Belgio, a 0,4 miliardi di euro, e i Paesi Bassi a 0,3 miliardi di euro. Fra i cinque Paesi in cui il macrosistema arredamento cresce di più in valore assoluto, troviamo al primo posto gli Emirati Arabi Uniti con un incremento di 73,2 milioni di euro, pari al 22,2% e un mercato che vale 402 milioni di euro. Il Kirghizistan è secondo con 44,5 milioni di euro di incremento che in termini percentuali corrisponde a +140% di un mercato da 76,4 milioni di euro. L’Arabia Saudita terza, con circa 31 milioni di euro in più e una crescita del 14,6%. Chiudono Spagna e Polonia rispettivamente con un gap positivo di 25 e 22 milioni di euro (+4,1% e +9,7%). “Leggendo i dati - osserva ancora Feltrin – si può notare l’andamento negativo dei due principali mercati europei. La Francia si guadagna la prima posizione con un decremento di 86 milioni di euro (-3,6%), mentre la Germania (-3,2%) quarta su cinque, ne perde circa 43. Nella Top Five delle peggiori performance del macrosistema arredamento spicca il -17,9% della Cina, che scende all’ottavo posto, perdendo circa 86 milioni di euro. A seguire l’Egitto con -47 milioni, ultimo Israele con -30 milioni di euro". E aggiunge: "Con un mercato europeo che dà evidenti segnali di arretramento e gli Usa che nel 2024 si sono dimostrati resilienti, ma la presidenza Trump potrebbe cambiare completamente lo scenario, risulta indispensabile mettere in campo strumenti volti a individuare nuove rotte. La vera sfida sarà capire dove puntare la bussola. In un momento tanto complesso e dai cambi di scenario repentini, le imprese non possono essere lasciate sole". Per il presidente di FederlegnoArredo, "servono strumenti di internazionalizzazione per esplorare nuove destinazioni, a partire da Emirati Arabi e Arabia Saudita, ma anche India e Brasile. L’India che troviamo ancora al 29esimo posto ma che, dal 2013 al 2023, ha visto quasi raddoppiare il proprio volume (da 69 milioni a 112 milioni di euro), mentre il Brasile che ad oggi occupa il 54esimo posto, ha registrato un +30,3% passando dai 26 milioni del 2019 ai 38 del ’24. C’è ancora molto lavoro da fare e i mercati non si creano dall’oggi al domani, ma credo che siano due Paesi da tenere nei radar. Stante questi scenari, sarà fondamentale mettere in campo misure per l’internazionalizzazione e la valorizzazione delle fiere, quale strumento strategico per disegnare il nuovo mappamondo dei mercati, a partire proprio dal Salone del Mobile.Milano, che da sempre supporta le aziende nelle loro strategie di business". ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dai cellulari alle lavatrici, raccolta in crescita per i rifiuti elettronici nel 2024
(Adnkronos) - Rifiuti elettronici, raccolta in crescita: sono quasi 360mila le tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) domestici avviati a corretto riciclo in Italia nel 2024 (+2,5% rispetto all’anno precedente). Lo rileva il nuovo Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento Raee che dal 2008 sintetizza i risultati della raccolta complessiva effettuata in Italia da tutti i sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche consorziati. A partire dal 2022 questi risultati sono comprensivi anche dei dati della raccolta diretta effettuata dalle aziende di raccolta rifiuti nell’ambito di accordi con il CdC Raee e gestita nel sistema ufficiale. In forza di questo perimetro, il report fotografa l’andamento della raccolta di Raee domestici nella sua totalità a livello nazionale. Più nel dettaglio, nel corso dello scorso anno i sistemi collettivi consorziati del Centro di Coordinamento hanno gestito complessivamente 358.138 tonnellate di rifiuti elettronici, circa 9mila in più rispetto al 2023. A questo dato si deve poi aggiungere la raccolta volontaria effettuata dai singoli consorzi, che ammonta a 964 tonnellate. Si tratta di un dato positivo che riferisce di una ripresa della crescita della raccolta dopo la flessione emersa nel biennio precedente. L’incremento si lega soprattutto alle buone performance dei rifiuti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici (raggruppamento 4) che riescono finalmente a contrastare il perdurante calo fisiologico dei volumi di Tv e monitor avviati a riciclo (raggruppamento 3) che risentono ancora degli effetti legati all’erogazione del Bonus Tv dal 2021. Come conseguenza dei maggiori volumi avviati a riciclo, la raccolta media pro capite raggiunge i 6,07 kg per abitante (+2,5%). Come già evidenziato, i Raee di R4 - IT e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione, Ped e altro hanno registrato la maggiore crescita nei volumi di raccolta rispetto al 2023 che si traduce in un incremento del 7,5% per un totale di 82.471 tonnellate avviate a riciclo. Di conseguenza, l’incidenza sul totale raccolto sale al 23%. Cresce anche la raccolta dei Raee di grandi dimensioni, a partire da R2 - grandi bianchi che registra il +4% per un totale di 126.903 tonnellate, pari al 35% della raccolta totale, seguito dai Raee di R1 - Apparecchi per lo scambio di temperatura con fluidi con il +3,3% per un totale di 104.407 tonnellate, con un’incidenza del 29% sui volumi di raccolta complessivi. Calano (-10,9%) al contrario i quantitativi di R3 - Tv e monitor per un totale di 42.476 tonnellate. Pressoché stabili (-0,2%) infine i volumi di raccolta di R5 - sorgenti luminose, pari a 1.881 tonnellate. Una valutazione positiva dei risultati di raccolta 2024 emerge anche dall’analisi a livello di singole regioni che mostra che quasi tutti i territori regionali registrano un incremento, o comunque una stabilità, nei volumi raccolti, con variazioni superiori al 5% in cinque di esse. Si tratta di Valle d’Aosta (+8,7%), Lombardia (+7,8%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Veneto (+6,2%) e Basilicata (+5,9%). Fanno eccezione tre regioni: Molise (-17,7%), Emilia Romagna (-3,2%) e Calabria (-1,9%). L’analisi in termini di macroaree mostra invece che a trainare la raccolta nazionale è stato il Nord Italia con un incremento del 4,1% rispetto al 2023, seguito dal Centro Italia con il +1,8%. In leggero calo (-0,2%) invece il contributo del Sud Italia. Le regioni del Nord consolidano il primato per volumi di raccolta complessiva, pari a 188.860 tonnellate, che porta al 52,7% l’incidenza sulla raccolta nazionale, e nella raccolta pro capite (6,87 kg/ab), superiore alla media nazionale. La raccolta del Centro Italia raggiunge le 81.261 tonnellate, con un’incidenza del 22,7% sulla raccolta nazionale. Quanto al sud Italia, i volumi di questa macroarea si consolidano a 88.017 tonnellate, pari al 24,6% dei quantitativi complessivi avviati a corretto riciclo. “Sebbene ancora lontano dagli obiettivi di raccolta fissati dall’Unione europea, questo risultato è la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il sistema ha tutte le carte in regola e le risorse per contrastare dinamiche fisiologiche e per continuare a migliorare le proprie performance di raccolta - commenta Giuliano Maddalena, presidente del Centro di Coordinamento Raee - Gli ottimi risultati registrati dai piccoli Raee sono infatti la dimostrazione dell'efficacia delle attività di microraccolta e comunicazione che vede impegnati ormai da diversi anni in modo diretto e indiretto i produttori di Aee e i loro sistemi collettivi tramite l’erogazione di contributi economici previsti negli Accordi di programma. Investimenti che sono stati stanziati anche nel corso del 2024, a cui si aggiungono finanziamenti mirati all'efficientamento del sistema destinati ai Comuni per un totale complessivo di oltre 29 milioni di euro”. ---sostenibilita/rifiutiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Venezia a rischio inondazioni estreme entro il 2150, l'allerta da uno studio INGV
(Adnkronos) - Venezia e la sua laguna si trovano di fronte a prospettive allarmanti riguardo al'innalzamento del livello del mare. Uno studio multidisciplinare condotto da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con enti italiani e stranieri, ha analizzato le più recenti proiezioni climatiche dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e i dati geodetici disponibili per stimare l'estensione delle aree a rischio di inondazione nei prossimi decenni. "L'indagine è stata condotta con lo scopo di fornire informazioni sulla prossima evoluzione dell'innalzamento del livello del mare nella Laguna di Venezia per comprendere come questo possa influenzare una delle città più iconiche al mondo", afferma, Marco Anzidei, primo autore della ricerca dell'INGV. La ricerca, pubblicata sulla rivista 'Remote Sensing', ipotizza scenari critici per l'intera laguna. Il MoSE, il sistema di barriere mobili progettato per proteggere Venezia dalle acque alte, attualmente tarato per un dislivello massimo di 3 metri tra mare aperto e laguna e un livello medio del mare di 60 cm nel 2100, potrebbe essere superato dall'innalzamento del livello marino verso la fine del secolo.
Lo studio ha combinato dati geodetici (GNSS e SAR), serie temporali del livello del mare (ISPRA e Centro Maree di Venezia) e dati topografici ad alta risoluzione (CO.RI.LA e MASE) per valutare l'impatto delle variazioni del livello marino sulle coste e sulle isole della laguna fino al 2150. "Per stimare gli effetti dell'aumento del livello del mare nella Laguna di Venezia entro il 2150, lo studio ha adottato un approccio multidisciplinare basato su differenti tipologie di dati, tra i quali quelli geodetici provenienti dalle reti di stazioni Global Navigation Satellite System, note come GNSS, i dati satellitari Synthetic Aperture Radar - SAR (che insieme alle stazioni GNSS consente di misurare i movimenti del suolo con precisione millimetrica), le serie temporali del livello del mare raccolte dalla rete di mareografi dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dal Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia e i dati topografici ad alta risoluzione messi a disposizione dal CO.RI.LA e dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)", spiegano Marco Anzidei e Cristiano Tolomei, ricercatori dell'INGV. "I risultati indicano che nel peggiore dei casi il livello del mare del 2150 potrebbe aumentare fino a 3,47 metri sopra il riferimento della stazione mareografica di Punta della Salute, situata nel Canale della Giudecca, in caso di eventi estremi di alta marea, simili a quelli avvenuti nel 1966 e più recentemente nel 2019. Il territorio potenzialmente sommerso entro il 2150, inoltre, raggiungerebbe i 139 km², con un'estensione che potrebbe arrivare a 226 km² (pari al 64% dell'area investigata) in caso di queste acque alte eccezionali. I dati evidenziano che senza ulteriori interventi specifici Venezia sarà maggiormente esposta a fenomeni di inondazione, con un impatto significativo sulla popolazione e sul patrimonio storico", aggiungono Tommaso Alberti e Daniele Trippanera, ricercatori dell'INGV.Le analisi hanno permesso di proiettare i livelli del mare attesi e di elaborare mappe dettagliate dei possibili scenari di inondazione per il 2050, il 2100 e il 2150, in assenza di ulteriori sistemi di protezione. Nel peggiore dei casi, il livello del mare nel 2150 potrebbe aumentare fino a 3,47 metri sopra il riferimento della stazione mareografica di Punta della Salute, in concomitanza con eventi estremi di alta marea simili a quelli del 1966 e del 2019. Il territorio potenzialmente sommerso entro il 2150 raggiungerebbe i 139 km², con un'estensione che potrebbe arrivare a 226 km² in caso di acque alte eccezionali. "Gli scenari delineati suggeriscono che è necessario intraprendere prima possibile degli aggiornamenti alla pianificazione territoriale e ai piani di rischio da parte dei decisori politici e degli enti locali, con azioni concrete per proteggere Venezia e la sua laguna. Solo attraverso una gestione responsabile e consapevole, sarà possibile preservare la città, la sua popolazione e un patrimonio culturale unico al mondo dalle conseguenze dell'innalzamento del livello del mare atteso nei prossimi decenni" conclude Marco Anzidei. Lo studio evidenzia come l'aumento del livello del mare nella laguna sia un fenomeno storico, amplificato oggi dagli effetti del cambiamento climatico e dalla continua subsidenza del suolo, che in alcune aree raggiunge valori fino a 7 mm all'anno. Le zone più basse della laguna risultano quindi maggiormente esposte al rischio di allagamento, con implicazioni critiche per infrastrutture costiere e attività economiche. Crediti immagini Marco Anzidei ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nintendo Switch 2, possibile lancio a giugno e tre fasi per i giochi
(Adnkronos) - A circa una settimana dalla presentazione Nintendo Direct prevista per il 2 aprile, emergono nuove indiscrezioni riguardanti il lancio e la strategia di distribuzione software della console Nintendo Switch 2. Fonti di Insider Gaming, citate a seguito di conversazioni avvenute durante la GDC di San Francisco, suggeriscono che il lancio della nuova piattaforma potrebbe avvenire nel mese di giugno. Tale tempistica richiamerebbe la strategia adottata per il lancio della prima Nintendo Switch, sebbene il rilascio di una console principale nel mese di giugno rappresenti un evento relativamente raro, con un precedente solamente nel lancio del Nintendo 64 in Giappone. Le informazioni divulgate delineano un piano di distribuzione software articolato in tre fasi. La fase iniziale, coincidente con il lancio della console, sarebbe caratterizzata da una priorità riservata ai titoli first-party di Nintendo. Successivamente, una seconda fase, prevista per ottobre/novembre, vedrebbe la pubblicazione di titoli di terze parti. La terza fase, infine, si concentrerebbe sul periodo natalizio, con l'obiettivo di massimizzare le vendite attraverso il rilascio di titoli di rilievo sia da parte di Nintendo che di editori terzi. L'analisi di tali indiscrezioni evidenzia elementi di plausibilità, pur sollevando alcune perplessità: l'ipotesi di un lancio della console privo di titoli di terze parti appare poco convincente. D'altra parte, la struttura di sviluppo per la Switch 2 potrebbe risultare semplificata rispetto alle generazioni precedenti, rendendo possibile una distribuzione ritardata dei kit di sviluppo. Recenti dichiarazioni di sviluppatori confermano, peraltro, che anche figure di spicco del settore non hanno ancora ricevuto tali kit. Indipendentemente dalla tempistica e dalle strategie adottate, si prevede che Nintendo Switch 2 ospiterà un catalogo di giochi diversificato, includendo titoli di sviluppatori di rilievo e studi indipendenti. La distribuzione di tali titoli, sia al lancio che in fasi successive, determinerà il successo della nuova piattaforma. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Formazione, Fondirigenti: con nuovo avviso 1/2025 10 milioni di euro su competenze manageriali
(Adnkronos) -
Fondirigenti, il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager leader in Italia per il finanziamento della formazione continua dei dirigenti, nell’ambito del piano di attività 2025, lancia l'Avviso nazionale dedicato allo sviluppo delle competenze manageriali per affrontare le sfide dei nuovi scenari competitivi e due iniziative strategiche dedicate alla promozione della qualità della formazione. Politiche economiche protezionistiche e aumento dei dazi, tensioni commerciali globali, diversità di approcci alle tematiche ambientali, rapidi progressi dell'intelligenza artificiale, spinte contrastanti sulle politiche di D&I e un mercato del lavoro alle prese con problematiche strutturali sono le principali sfide che, come evidenziato da analisi e studi dei principali osservatori nazionali e internazionali, manager e imprese italiane devono affrontare. In questo contesto sfidante e mutevole, Fondirigenti rafforza il proprio impegno nel supportare la managerializzazione delle imprese italiane con l’Avviso 1/2025 che stanzia 10 milioni di euro per piani formativi finalizzati allo sviluppo delle competenze. “Con il primo Avviso dell’anno - commenta il direttore generale di Fondirigenti, Massimo Sabatini - vogliamo mettere a disposizione di imprese e dirigenti competenze e strumenti utili ad affrontare questa fase così incerta e complessa. I manager sono oggi chiamati a guidare le aziende, i team e le persone ad essi affidati attraverso un cambiamento sempre più spinto, e l’investimento formativo è la principale carta da giocare per leggere e governare queste trasformazioni”. L'Avviso, che prevede specifiche premialità per le piccole imprese, finanzia con un contributo massimo di 12.500 euro ad azienda, piani formativi, singoli o aggregati, focalizzati su quattro macroaree, ciascuna articolata in specifici ambiti di intervento: Cambiamenti dei mercati, attraverso strategie di internazionalizzazione, diversificazione, gestione dei rischi geopolitici e riorganizzazione delle supply chain; Intelligenza Artificiale, Innovazione tecnologica e digitale, attraverso applicazione dell'Ia ai processi aziendali, cybersecurity e gestione etica delle nuove tecnologie; Nuovi paradigmi della sostenibilità, rafforzando le competenze su economia circolare, efficientamento energetico, finanza sostenibile e strategie di Diversity & Inclusion; People Management, con priorità quali attraction e retention dei talenti, workforce planning, gestione intergenerazionale e sviluppo di leadership data-driven. La presentazione dei piani formativi dovrà avvenire, attraverso l'area riservata delle aziende sul sito di Fondirigenti, dalle ore 12.00 del 10 aprile 2025 fino alle ore 12.00 del 16 maggio 2025. Il testo integrale dell'Avviso e le Linee guida per la presentazione sono disponibili nella sezione dedicata sul sito di Fondirigenti. L'Avviso costituisce un elemento centrale della strategia integrata del Fondo, che punta al rafforzamento della competitività delle imprese e delle professionalità manageriali attraverso la promozione della formazione di qualità. In questo quadro si collocano anche altre iniziative, quali il Catalogo delle eccellenze formative 2024 e la partnership con Aif per il Premio Eccellenza Formazione. "La formazione - sottolinea il presidente di Fondirigenti, Marco Bodini -rappresenta un investimento strategico imprescindibile per mantenere e accrescere l’employability del management e la competitività del sistema produttivo italiano. Con le nostre iniziative, oltre a finanziare la formazione, offriamo alle imprese aderenti e ai loro dirigenti una bussola per orientarsi nel panorama delle migliori pratiche formative, favorendo la condivisione di esperienze innovative e di successo, che possono essere fonte di ispirazione per sviluppare percorsi formativi su misura. In un'epoca di trasformazioni radicali, la qualità della formazione diventa il fattore discriminante per affrontare con successo le sfide del futuro". Il Catalogo 2024, disponibile gratuitamente online, nella Open Innovation Library, offre una selezione di oltre quaranta percorsi formativi di eccellenza realizzati tra il 2023 e il 2024 dalle aziende aderenti e scelti per il loro impatto e valore. I percorsi selezionati in questa terza edizione, sono raccolti in quattro aree di intervento, rappresentative di altrettanti ambiti chiave, in cui la trasformazione sfrutta appieno il ruolo abilitante della formazione manageriale: Gestione e sviluppo delle risorse umane, Sostenibilità e governance responsabile, Innovazione e Transizione digitale, Pianificazione strategica e sviluppo del business. L’impegno di Fondirigenti nella raccolta delle buone pratiche, prosegue anche per il 2025: le aziende interessate possono candidarsi da partire da oggi, sul sito fondirigenti.it, alla quarta edizione del Catalogo. Completa il quadro delle iniziative finalizzate alla promozione della qualità della formazione la collaborazione con il Premio Eccellenza Formazione (Pef) dell'Associazione Italiana Formatori (Aif), giunto alla sua decima edizione. Quest’anno, le aziende aderenti potranno candidare, entro il 30 aprile 2025, i propri progetti formativi alla Menzione speciale Fondirigenti, seguendo le indicazioni riportate sul sito dell’Aif. Per maggiori informazioni: www.fondirigenti.it. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)










