Honor innova al MWC con robot, pieghevoli e intelligenza artificiale
(Adnkronos) - Dopo un inizio anno all'insegna dell'innovazione e dell'IA con il lancio della linea Magic 8, Honor arriva all'expo della telefonia mobile di Barcellona non solo con un pieghevole che stupisce per la batteria e la resistenza, ma anche con due robot. Uno è nascosto all'interno del modulo fotocamera di uno smartphone, l'altro assomiglia molto più a noi. Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Italia e Svizzera di Honor, spiega la visione del colosso cinese in materia di intelligenza artificiale e robotica, e come le due vadano di pari passo.
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Il GAMM di Roma celebra quarant'anni di musica videoludica
(Adnkronos) - Il progetto speciale ripercorre l'evoluzione sonora del medium, dalle limitazioni tecniche dei chip anni '80 alle moderne esecuzioni orchestrali, celebrando i capolavori del 1986, attraverso l'iniziativa "40 anni di musica videoludica (1986–2026)", ospitata dal GAMM (Museo del Videogioco). Il progetto nasce per celebrare il quarantennale di tre titoli che hanno segnato in modo indelebile l'immaginario collettivo: The Legend of Zelda, Metroid e Castlevania. Queste opere non hanno solo definito nuovi canoni di gioco, ma hanno elevato la musica a 8 bit da semplice segnale acustico a vera e propria identità artistica ricercata, influenzando generazioni di musicisti e dando vita alla scena globale "chiptune". Il percorso espositivo e performativo si propone di analizzare come i vincoli tecnici del passato si siano trasformati in un linguaggio universale, capace di evolversi fino a raggiungere la complessità delle grandi orchestre. Il programma dell'evento si articola in due giornate dedicate alla divulgazione e alla performance dal vivo. Il 7 marzo l'attenzione sarà rivolta alla narrazione storica e all'analisi dei temi classici, culminando nel concerto serale della Player 2 Orchestra. Si tratta della prima formazione sinfonica italiana dedicata esclusivamente alle colonne sonore del mondo digitale, capace di rileggere i brani iconici attraverso arrangiamenti orchestrali moderni che restituiscono solennità alle melodie nate sui chip sonori del 1986. Questa fase del progetto mira a mostrare come il sound design videoludico abbia superato i confini del medium per diventare una forma d'arte autonoma e celebrata.
La giornata dell'8 marzo esplorerà invece l'anima più sperimentale e "underground" della produzione musicale. Attraverso workshop dedicati all'uso del Game Boy come strumento creativo, il pubblico potrà scoprire la filosofia DIY della musica elettronica prodotta con hardware retro. Protagonista della serata sarà Fabio Bortolotti, in arte Kenobit, la cui esibizione dal vivo su console portatile rappresenterà un momento di confronto su temi quali la libertà musicale e la pedagogia digitale. Kenobit descrive questa esperienza come un modo per raccontare «il futuro del passato», sottolineando come l'hardware limitato possa ancora offrire spazi di espressione ribelle e innovativa. L'intera iniziativa trasforma così il GAMM in un incubatore culturale, capace di coinvolgere scuole, famiglie e appassionati in un viaggio che parte dai circuiti del passato per proiettarsi verso le nuove frontiere della composizione digitale.
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Anelli (Ordini medici) scrive a Fnopi: "Rispetto e stima per infermieri"
(Adnkronos) - Una lettera di chiarimento dal presidente della Federazione degli Ordini medici (Fnomceo), Filippo Anelli, alla presidente della Federazione degli Ordini degli infermieri (Fnopi) Barbara Mangiacavalli, per ribadire "la stima e il rispetto" per la professione infermieristica. Ad alzare la tensione era stata un'intervista rilasciata alla 'Stampa', in cui Anelli commentava la catena di errori che sembra emergere dalle indagini sulla vicenda del piccolo Domenico, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato, morto il 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli. Il presidente Fnomceo in un passaggio tornava, fra le altre cose, sulla "tendenza sempre più diffusa del passaggio di competenze dai medici agli infermieri che rischia di far abbassare la qualità dell'assistenza". Parole che avevano suscitato diverse reazioni. In serata le parole di chiarimento: "Mi sembra doveroso esprimerti il mio rammarico sincero - ha motivato Anelli, come riporta una nota Fnomceo - laddove il contenuto possa aver indotto a rilevare intenti denigratori o comunque lesivi della dignità e professionalità della Fnopi e della comunità che tu rappresenti". "La lunga storia di collaborazione tra le nostre Professioni - ha continuato Anelli - e il rapporto personale che da anni ha caratterizzato le nostre rispettive attività istituzionali, mi auguro possano comprovare che non ho mai cambiato l’idea per la quale fondamentale risulta assicurare quell’equilibrio che vede le nostre competenze sinergicamente attive, in tutti i contesti di esercizio professionale e istituzionale, a tutela della salute dei cittadini".
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Iran, Zampini (Camera commercio) lancia l'allarme: "Business fermo, referenti irraggiungibili e instabilità su intera area Mo"
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
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Iran, Pellegrino (Aidit): "Clienti agenzie viaggi assistiti, in attesa corridoi aerei per rimpatrio"
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
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Turismo: TH 'conquista' il villaggio Free Beach di Costa Rei
(Adnkronos) - TH Resorts compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e rafforza in modo significativo la propria presenza in Sardegna con la firma di un accordo di gestione di lungo periodo per il TH Free Beach Costa Rei, storico villaggio da oltre 400 camere tra i più rilevanti dell’isola. L’intesa, siglata con ITI Marina Hotels della famiglia Loi, segna una nuova fase di sviluppo per una delle destinazioni simbolo del turismo sardo. L’operazione rappresenta un passaggio di rilievo nel piano industriale del Gruppo TH e consolida una partnership ormai storica con la famiglia Loi. Il Free Beach Costa Rei, grazie alle sue dimensioni, alla posizione privilegiata e alla forza del brand TH, si conferma un asset strategico nel segmento mare e un motore di attrattività per il mercato nazionale e internazionale. “Questo accordo di lungo periodo completa una collaborazione costruita negli anni su fiducia reciproca e visione comune sullo sviluppo del turismo in Sardegna” dichiara Piero Loi di ITI Marina Hotels. La gestione del villaggio si inserisce in un più ampio disegno di crescita di TH Resorts, orientato al rafforzamento delle destinazioni iconiche e alla costruzione di relazioni solide e durature con i partner locali. Con oltre 400 camere, il Free Beach rappresenta una struttura di grande rilevanza dimensionale e organizzativa, capace di generare ricadute economiche significative anche in termini di occupazione, indotto e valorizzazione della filiera turistica regionale. “La partnership con ITI Marina Hotels della famiglia Loi è accolta con grande soddisfazione da soci e manager di TH Resorts che individuano nella crescita e nello sviluppo i pilastri della propria strategia industriale” queste le parole espresse dal presidente Graziano Debellini, dall'amministratore delegato Alberto Peroglio e dal vicedirettore generale Salvatore Piazza. In vista della stagione 2026, il villaggio sarà al centro di un’evoluzione dell’offerta che rafforza il posizionamento del prodotto TH: nuovo format di ristorazione con buffet esclusivo organizzato in angoli tematici, formula all inclusive ancora più ricca con cocktail e bevande alla spina inclusi per tutto l’orario di apertura dei bar, due campi da paddle, ampia spiaggia sul mare di Costa Rei, animazione e servizi family firmati TH Club. L’accessibilità è garantita dai collegamenti aerei da oltre 20 aeroporti italiani, prenotabili nelle migliori agenzie di viaggio.
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Obesità infantile, intervento precoce 'riprogramma' metabolismo
(Adnkronos) - Contro sovrappeso e obesità non solo dieta e movimento, ma azioni mirate su cervello, abitudini e funzioni cognitive per riportare in equilibrio i meccanismi che regolano fame, sazietà e consumo energetico. È la nuova strategia indicata dal progetto Resilient dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Intervenire tra i 6 e gli 11 anni – nella fase di massima plasticità cerebrale – consente di “rimettere in carreggiata” le vie neurali del metabolismo e correggere la disfunzione metabolica in modo duraturo, in alcuni casi potenzialmente definitivo. Uno studio su 120 bambini dimostra che un percorso multidisciplinare di 5 mesi migliora peso, metabolismo, sonno e capacità cognitive, aprendo nuove prospettive nella lotta a una condizione che in Italia riguarda quasi un bambino su tre. Il progetto di ricerca Resilient coordinato dal Bambino Gesù è stato finanziato dall’Unione europea con fondi Pnrr (Pnrr-Mad-2022-12376459) e realizzato in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa e con l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. Lo studio ha coinvolto un team multidisciplinare composto da endocrinologi, nutrizionisti, psicologi, neuropsicologi, chinesiologi, infermieri, biologi e biostatistici. In Italia l’eccesso di peso in età pediatrica continua a rappresentare una delle principali emergenze di salute pubblica. Secondo i dati più recenti del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute dell’Istituto superiore di sanità, il 29,7% dei bambini presenta un eccesso ponderale: il 19% è in sovrappeso, il 10,7% obeso e il 2,1% con obesità grave. Percentuali che, pur in lieve diminuzione negli ultimi anni, restano tra le più alte in Europa. All’ospedale pediatrico Bambino Gesù, in particolare, si registrano ogni anno circa 1.700 accessi ambulatoriali e 1.000 Day hospital dedicati a bambini e adolescenti con eccesso di peso e obesità, inclusi circa 200 casi di forme secondarie o genetiche. All’interno dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia guidata dal prof. Stefano Cianfarani, è attivo un apposito servizio di Educazione Alimentare (referente dott. Danilo Fintini) dedicato alla gestione clinica dei pazienti con problemi ponderali e al coinvolgimento delle famiglie nel percorso di cura. Tutti i bambini inclusi nello studio coordinato dalla dott.ssa Melania Manco dell’unità di ricerca di Medicina predittiva e preventiva e dalla dott.ssa Deny Menghini responsabile di Psicologia del Bambino Gesù, presentavano obesità o sovrappeso, condizioni che in età pediatrica non riguardano solo il peso corporeo ma si associano frequentemente a disturbi del sonno, difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale, riduzione della qualità di vita e fragilità cognitive, come alterazioni della memoria e dell’autoregolazione. Già in età precoce, inoltre, possono emergere alterazioni della composizione e della forza muscolare, con il rischio di obesità sarcopenica, caratterizzata dalla coesistenza di eccesso di massa grassa e riduzione della massa o funzionalità muscolare. "L’obesità infantile - sottolinea Menghini - è una condizione multidimensionale che coinvolge metabolismo, emozioni e funzioni cognitive. I nostri dati mostrano che potenziare memoria e autoregolazione aiuta i bambini a mantenere le nuove abitudini e migliora il loro funzionamento quotidiano". Il progetto ha coinvolto bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni (con una prevalenza femminile del 58%) perché in questa fase della vita il cervello – organo che controlla appetito, sazietà, spesa energetica e numerosi processi chiave del metabolismo intermedio – è ancora estremamente plastico. Questo significa che, attraverso un intervento mirato sugli stili di vita e sulle funzioni cognitive, è possibile reindirizzare le vie neurali che regolano il metabolismo, correggendo in modo duraturo la condizione dismetabolica. "Intervenire tra i 6 e gli 11 anni significa agire in una fase di grande plasticità cerebrale, quando è ancora possibile ripristinare i meccanismi centrali che regolano appetito e spesa energetica - afferma Manco -. Non basta prescrivere una dieta: serve un intervento multidisciplinare, precoce e radicato nella famiglia; occorre agire in una finestra temporale in cui la biologia consente di ripristinare il fisiologico controllo del metabolismo". L’approccio terapeutico del progetto Resilient, della durata complessiva di 5 mesi - riporta una nota - ha integrato educazione alimentare, attività fisica strutturata, promozione di corretti stili di vita e coinvolgimento attivo dei genitori. Nelle prime 8 settimane i bambini hanno partecipato a due o tre incontri settimanali online con nutrizionista, psicologo e chinesiologo (professionista dell’attività fisica), seguiti da una fase di consolidamento meno intensiva. Un gruppo di bambini ha partecipato anche a un training cognitivo computerizzato, con esercizi adattivi per potenziare attenzione e memoria. Proprio questo elemento ha mostrato un beneficio aggiuntivo, in particolare sul sonno e sulle capacità di autoregolazione. Il risultato di questo percorso, per l’intera popolazione pediatrica inclusa nel progetto - conclude la nota - è stato un miglioramento generalizzato di tutte le variabili considerate nello studio: composizione corporea, peso, forza muscolare, metabolismo, controllo della fame, qualità del sonno, aspetti comportamentali e abilità cognitive. Le ricadute cliniche del progetto sono immediate: i risultati dello studio Resilient dimostrano l’efficacia di percorsi pediatrici completi e personalizzati che integrano nutrizione, movimento, mente e partecipazione attiva della famiglia per incidere in modo duraturo su una condizione complessa come l’obesità. L’utilizzo di strumenti digitali e sessioni da remoto, inoltre, rende il modello più accessibile e potenzialmente replicabile su larga scala.
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Salute, 3 italiani su 4 consci rischi sovrappeso, ma se obesi solo pochi si riconoscono tali
(Adnkronos) - Tre su 4 riconoscono obesità e sovrappeso come gravi rischi per la salute e la maggioranza della popolazione è consapevole delle cause e dei principali strumenti di prevenzione. Eppure, esiste un evidente divario tra consapevolezza generale e percezione di sé di fronte alla bilancia: sebbene l’8,9% degli intervistati risulta clinicamente obeso solo il 2,7% si definisce tale. A dirlo è un’indagine di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione italiana food - condotta su un campione di oltre 1.000 connazionali di età compresa tra i 18 e i 70 anni - che, in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, che si celebra il 4 marzo, pone l’accento sull’importanza di saper riconoscere questa patologia, promuovendo un corretto stile di vita. A sottostimare il proprio peso è il 17,7% degli intervistati, con picchi tra gli uomini (26%, in particolare Gen X e baby boomers) e tra chi risulta obeso secondo il Bmi (ben 73%). Al contrario, la sovrastima del proprio peso è un fenomeno che riguarda più le donne (17% contro una media del 9,9%) e chi risulta sottopeso secondo il Bmi (72%). In generale, quando parliamo di obesità, gli italiani la identificano correttamente come una condizione multifattoriale. Tra le principali cause vengono annoverate la sedentarietà (citata dal 66,6% del campione), un’alimentazione ipercalorica (56,4%) e l’eccesso di zuccheri (55,9%) e grassi (52,6%). Accanto a questi emergono anche i fattori ormonali (48,8%), lo stress (38,5%, in particolare donne e giovani delle Gen Z e Millennials) e la predisposizione genetica (35,8%). Gli aspetti psicologici (26,1%, che salgono però a 37% tra le Gen Z e a 48% tra le donne della Gen Z) e i problemi del sonno (19,7%) sono presenti, ma meno. Per contrastare il problema, la ricetta degli italiani resta lo stile di vita: mangiare sano (63%), muoversi di più (62,8%) e svolgere attività fisica regolare (62,2%) sono le strategie indicate da più di 6 italiani su 10. Gli edulcoranti vengono promossi come alleati: la maggioranza sa che possono essere usati a casa al posto dello zucchero (70%) e che rappresentano uno strumento utile per ridurre l’assunzione calorica (59,2%). Oltre metà del campione riconosce anche il loro ruolo nel supportare le linee guida nutrizionali sulla riduzione degli zuccheri (51,8%) e nel controllo della glicemia (51,2%). Secondo l’indagine di AstraRicerche, gli edulcoranti sono utilizzati da oltre un terzo degli italiani (36,6%, specie tra la Gen Z e i Millennials). L’uso in famiglia è diffuso soprattutto tra adulti ed è spesso personale (60,4%). Gli edulcoranti entrano nella routine non come soluzione occasionale ma come sostituto abituale dello zucchero.
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Salute: le città influenzano gli stili di vita, evento a Roma per Giornata obesità
(Adnkronos) - La città che genera salute. E' questo il focus al centro dell'iniziativa in programma 4 marzo alle 18 allo Spazio WeGil di Roma, in occasione della Giornata mondiale dell'obesità. Un appuntamento che mette in relazione in modo diretto urbanistica, qualità degli spazi urbani e contrasto a una delle patologie croniche più rilevanti del nostro tempo. L'incontro - spiega una nota - nasce all'interno della mostra 'Roma Terzo Millennio', ideata dall'ambasciatore Umberto Vattani e promossa dall'associazione Art Diplomacy. Il progetto espositivo propone una lettura della Capitale come organismo dinamico, capace di estendersi dal centro storico fino al mare, di riconnettere quartieri e paesaggi, di superare una visione frammentata della città. Vattani, presentando la mostra, ha richiamato l'idea di una Roma che non vive solo di memoria, ma che interpreta il presente e costruisce il proprio destino attraverso una nuova consapevolezza dello spazio urbano. Mercoledì questa visione si confronta con il tema della salute pubblica. L'obesità sarà affrontata come malattia cronica complessa, che incide sulla qualità della vita e aumenta il rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche. Non si tratta di una questione individuale - è il messaggio - ma di una sfida collettiva che coinvolge ambiente, organizzazione sociale e scelte politiche. Le città influenzano in modo profondo gli stili di vita. La presenza di spazi accessibili, percorsi pedonali, aree verdi e servizi di prossimità orienta il movimento quotidiano e favorisce relazioni. Una pianificazione attenta può sostenere comportamenti sani. Una progettazione disattenta può amplificare sedentarietà e disuguaglianze. La riflessione proposta il 4 marzo parte da questa evidenza e punta a rafforzare il legame tra governo del territorio e prevenzione, spiegano i promotori dell'evento. La mostra Roma Terzo Millennio ha evidenziato la necessità di leggere la Capitale come sistema integrato, capace di generare nuove centralità e nuove connessioni fino ad Ostia. In questa prospettiva la città diventa infrastruttura di salute. Diventa spazio che educa, che orienta scelte quotidiane, che può contribuire in modo concreto alla promozione di stili di vita positivi". Partecipano al confronto: Vattani; Orazio Schillaci, ministro della Salute; Francesco Rocca, presidente Regione Lazio; Simona Renata Baldassarre, assessore Regione Lazio; Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità; Paolo Sbraccia, direttore Uoc Medicina interna - Centro dell’obesità Policlinico Tor Vergata; Patrizia Marrocco, deputato; Andrea Urbani, direttore della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria del Lazio; Luciano Nobili, presidente Intergruppo Consiglio regionale del Lazio; Iris Zani, presidente Amici obesi onlus; Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub. Modera Vira Carbone, giornalista Rai. L'iniziativa intende offrire un momento di approfondimento per il mondo dell'informazione e per chi osserva le politiche urbane e sanitarie. Perché la salute non si costruisce solo nei luoghi di cura, ma anche nei quartieri, nei parchi, nelle strade e negli spazi pubblici. Una città più vivibile, dunque, è una città che investe nel proprio futuro e nella qualità della vita dei suoi cittadini. L’evento prevede la proiezione di 'Corpo Libero', documentario di Donatella Romani e Roberto Amato prodotto da Telomero Produzioni con il contributo di Lilly e il patrocinio dell'associazione Amici Obesi. Presentato in anteprima nell’ambito della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, è il primo documentario che affronta a 360 gradi la patologia obesità, raccontata sia dal punto di vista dei clinici sia attraverso il percorso dei pazienti: 4 storie emblematiche di chi, passo dopo passo, si è allontanato dal proprio corpo, perdendo il contatto con il proprio benessere e la salute, per poi ritrovarsi e cercare una nuova connessione con se stesso, riconquistando la libertà di vivere appieno.
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Open day psoriasi, l'11 marzo visite gratis in 90 ospedali Bollino rosa
(Adnkronos) - Una giornata interamente dedicata alla psoriasi, con servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi: l’11 marzo Fondazione Onda Ets promuove l'(H)Open day sulla psoriasi in collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), e con il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della fondazione Corazza). In oltre 90 presidi aderenti al network con il Bollino rosa, saranno offerte alla popolazione visite dermatologiche, consulenze ed eventi informativi. La psoriasi è una malattia cronica che interessa circa il 2-3% della popolazione generale, spiega Fondazione Onda in una nota. Sebbene la manifestazione più evidente riguardi la pelle - con la forma a placche che rappresenta circa il 90% dei casi e si caratterizza per lesioni eritematose spesso associate a prurito, dolore e bruciore - si tratta a tutti gli effetti di una patologia sistemica, associata a comorbilità rilevanti, tra cui artrite psoriasica, malattie cardiovascolari, diabete e patologie infiammatorie intestinali. L'impatto non è soltanto clinico: il coinvolgimento di aree visibili come volto, mani o cuoio capelluto può condizionare profondamente la sfera relazionale, sociale e professionale, con ripercussioni sul benessere psico-emotivo e sulla qualità della vita. "L'(H)Open day sulla psoriasi - afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda Ets - nasce con un duplice obiettivo: sensibilizzare su una patologia spesso sottovalutata e facilitare l'accesso ai percorsi di diagnosi e cura promuovendo una presa in carico appropriata e multidisciplinare. Il network degli ospedali Bollino rosa rappresenta un presidio fondamentale sul territorio per intercettare i bisogni di salute e offrire risposte adeguate e tempestive". Durante l'(H)Open day saranno offerti gratuitamente alla popolazione, a seconda della disponibilità dei singoli presidi aderenti, visite dermatologiche, consulenze specialistiche ed eventi informativi. L'elenco completo delle strutture aderenti e dei servizi disponibili è consultabile sul sito http://www.bollinirosa.it. "Gli Open day offrono ai pazienti l'opportunità di ricevere un parere specialistico personalizzato sulla forma e sulla gravità della patologia - commenta Valeria Corazza, presidente di Apiafco - oltre a informazioni chiare e aggiornate sui trattamenti più appropriati disponibili". Sebbene non esista una terapia definitiva, oggi sono disponibili opzioni terapeutiche sempre più efficaci e personalizzate, ricorda Onda. Se nelle forme lievi si ricorre prevalentemente a trattamenti topici, nelle forme moderate-severe - che interessano circa 1 paziente su 3 - possono essere indicati fototerapia, farmaci sistemici e biologici. Nonostante le innovazioni terapeutiche, tuttavia, persistono criticità nella diagnosi tempestiva e nella gestione integrata della patologia, che richiede un approccio multidisciplinare. "La psoriasi è una patologia cronica ad alto impatto clinico e psicologico - sottolinea Giovanni Pellacani, presidente Sidemast, direttore della Uoc di Dermatologia del Policlinico Umberto I di Roma e professore ordinario alla Sapienza università di Roma - L'(H)Open day rappresenta un'importante occasione per favorire diagnosi precoce, corretta presa in carico e accesso alle terapie, valorizzando il ruolo centrale della dermatologia nei percorsi di cura". L'iniziativa, realizzata in collaborazione con Sidemast e con il patrocinio di Apiafco, è sostenuta col contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.
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