L'avanzata delle super protesi hi-tech salva-udito. Parlano gli esperti italiani in campo
(Adnkronos) - La svolta hi-tech delle protesi uditive e dell'orecchio 'bionico', l'avanzamento graduale della terapia genica e di nuove strategie mirate. Il futuro della lotta alla sordità è sempre più declinato al presente. E anche l'Italia sta dando il suo contributo nella sfida di rendere innovazioni e soluzioni mirate salva-udito sempre più accessibili ai pazienti. Un esempio è stato proprio in questi giorni l'impianto all'ospedale San Filippo Neri di Roma di una protesi uditiva attiva di ultimissima generazione (Cochlear Osia 3), per la prima volta nel Lazio e tra le prime in Italia. "Si tratta di una protesi impiantabile attiva per via ossea dotata di un particolare magnete rotante che si allinea con il campo magnetico della risonanza - spiegano all'Adnkronos Salute Paolo Ruscito, direttore dell'Unità operativa complessa Uoc Otorinolaringoiatria Asl Roma 1, e i chirurghi otorinolaringoiatri e dirigenti medici Asl Rm1 Italo Cantore e Francesca Cianfrone - Consente pertanto al paziente di sottoporsi a tutti i tipi di risonanze magnetiche (anche 3 Tesla di intensità) e permette di trattare efficacemente ipoacusie trasmissive o miste mono o bilaterali oltre che casi di anacusia (perdita completa monolaterale dell'udito)". I vantaggi sono diversi e concreti. Per esempio, il paziente sottoposto alla procedura al San Filippo Neri - ha spiegato di recente l'azienda sanitaria, in una nota in cui ha dato la notizia dell'intervento - è stato messo nelle condizioni di risolvere i suoi problemi uditivi e, al contempo, di continuare regolarmente il suo percorso di follow-up per una patologia oncologica che necessita di controlli con risonanza magnetica a intensità 3 Tesla. Cosa che non sarebbe stata possibile con i dispositivi uditivi impiantabili precedenti. Il team che si è occupato dell'impianto non ha dubbi: è un ulteriore tassello che si aggiunge e altri se ne aggiungeranno. Quante persone si stima che possano rientrare nell'identikit del paziente ideale per questo tipo di impianto? "Si consideri che le ipoacusie monolaterali di grado grave-profondo sono oltre il 5% di tutte le ipoacusie meritevoli di trattamento - evidenziano Ruscito, Cantore e Cianfrone - A queste vanno aggiunte una parte di quelle di tipo trasmissivo (dovute ad esempio a deficit funzionali della catena degli ossicini dell'orecchio) o di tipologia mista. Complessivamente si può stimare circa il 10% dei pazienti affetti da problematiche dell'udito (che in Italia sono circa 7 milioni)". La tecnologia avanza e sta cambiando anche la chirurgia della sordità. Gli scenari che si aprono sono diversi. "Sia le protesi uditive tradizionali che quelle impiantabili chirurgicamente stanno subendo implementazioni tecnologiche notevoli - ragionano i 3 esperti - Queste ultime in particolare, quelle impiantabili chirurgicamente, consentono di trattare numerose tipologie e gradi di sordità fino anche alla perdita completa bilaterale dell'udito. A questo dobbiamo aggiungere i passi in avanti notevoli della terapia genica e della biologia molecolare negli ultimi mesi, che consentono ora, tramite virus ricombinanti con sequenze corrette di geni, di ripristinare la funzione uditiva in pazienti affetti da problematiche genetiche specifiche, metodiche tuttavia ancora in fase sperimentale ma che promettono enormi risultati". Tanta strada è stata dunque percorsa e tanta ne resta da fare. Le priorità? Prima di tutto "l'implementazione di queste nuove metodiche - concludono Ruscito, Cantore e Cianfrone - la sfida quotidiana di poterle mettere a disposizione di tutti i cittadini che ne hanno bisogno tramite percorsi diagnostici e di pianificazione terapeutica in costante evoluzione, oltre che la necessità di aggiornare le normative vigenti al fine di avere maggiori tutele e supporto per chi necessita di trattamenti di questo tipo". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Che sangue piace alle zanzare? 'Mappa geografica' svela chi è nel mirino
(Adnkronos) - Che sangue piace alle zanzare? E' una delle domande che riecheggia ogni estate. E le risposte variano dalle credenze più radicate - come il falso mito secondo cui il sangue dolce le attrarrebbe irresistibilmente - alle tesi più improbabili. Uno studio globale ha permesso a un team di ricercatori di costruire una sorta di 'mappa geografica' che cataloga ogni specie presente nelle diverse regioni e il suo 'menu'. Gli autori del lavoro, pubblicato su 'Global Ecology and Biogeography', hanno scoperto che le zanzare hanno abitudini alimentari molto più diversificate e flessibili di quanto si pensasse in precedenza. I risultati dell'analisi sfidano ipotesi consolidate e vecchie idee su come questi insetti portatori di malattie selezionano i loro ospiti, in altre parole il modo in cui scelgono il loro pasto di sangue ideale. Guidato da Konstans Wells dell'università di Swansea in Galles, il team di ricerca internazionale ha condotto una meta-analisi completa di oltre 15.600 dati su pasti di sangue di zanzare, provenienti da lavori condotti utilizzando metodi molecolari ad ampio spettro. Queste tecniche universali di analisi del Dna consentono l'identificazione di un'ampia gamma di specie 'vittime' delle fastidiose punture. Il risultato è una "finestra senza precedenti sull'ecologia alimentare di 6 delle specie di zanzare più importanti al mondo", spiegano gli esperti. Qualche esempio? La famiglia della zanzara comune, la culex, è di bocca buona: dallo studio emerge che ha la gamma di ospiti più ampia, nutrendosi di un numero compreso tra 179 e 321 specie diverse. Al contrario, le zanzare Aedes, gruppo a cui appartiene anche la zanzara tigre, sono più selettive: nella loro dieta entra un numero di specie nettamente inferiore, tra 26 e 65. Mentre rispetto a queste due, le specie Anopheles (in questa famiglia c'è la responsabile della trasmissione della malaria) potrebbero addirittura apparire un po' 'snob a tavola', avendo un range più ristretto, da 7 a 29 specie papabili come pasto. Un altro elemento che viene segnalato: sembra che le zanzare di Anopheles e Aedes mostrino forti e costanti preferenze nel nutrirsi sugli umani sia in contesti di laboratorio che sul campo. Un'altra specie, forestiera per noi, appare invece preferire il bestiame. Ancora: alcune zanzare Culex pipiens sono considerate specializzate in uccelli, mentre altre sembrano nutrirsi prevalentemente di mammiferi, le ibride 'assaggiano' entrambi'. "Sebbene sia risaputo che le zanzare femmine mostrino alcune preferenze innate per determinati ospiti ai fini del loro pasto di sangue, abbiamo scoperto che il loro comportamento alimentare effettivo è molto variabile nelle diverse regioni", illustra Wells. "Questa plasticità implica che fattori ambientali come la temperatura, oppure nel caso di certi animali la densità del bestiame, possono influenzare le specie di cui si nutrono le zanzare, complicando ulteriormente il modo in cui prevediamo la diffusione delle malattie trasmesse dalle zanzare". Il climate change sta modificando la distribuzione di vettori e ospiti e l'uso antropico del suolo comporta cambiamenti dell'habitat, tanto che i corpi idrici artificiali in ambienti più urbanizzati possono offrire nuovi e resilienti ambienti di riproduzione. I risultati, ragionano gli esperti, evidenziano l'urgente necessità di conciliare "il modo in cui tracciamo e prevediamo la trasmissione delle malattie trasmesse dalle zanzare" in un clima in continua evoluzione, "il che avrebbe implicazioni di vasta portata". Una delle fonti di ispirazione per lo studio è stata una tesi di laurea di Meshach Lee, allora studente sotto la supervisione di Wells. La sua prima analisi suggeriva che l'alimentazione delle zanzare sugli esseri umani, sulla fauna selvatica e sul bestiame variasse a seconda delle regioni. La diversità e la variazione, spiega Meshach, "sono state sorprendenti". Per esempio, è emersa l'importanza di anfibi, rettili, pesci e persino alcuni invertebrati, come ospiti. "Abbiamo dimostrato che quando si utilizzano solidi strumenti molecolari in una meta-analisi, possiamo ottenere un quadro molto più chiaro del comportamento delle zanzare", aggiunge Meshach. Nonostante queste intuizioni, i ricercatori affermano che resta difficile prevedere il comportamento alimentare dell'insetto ronzante. "Per migliorare le previsioni - suggerisce Wells - abbiamo bisogno di una migliore standardizzazione nel modo in cui vengono condotti e riportati gli studi sui pasti di sangue". "Metodi molecolari coerenti e dati ambientali più chiari - prosegue - contribuiranno notevolmente a migliorare la nostra comprensione di come le zanzare si nutrono di sangue da diverse specie ospiti e cosa ciò significhi in termini di trasmissione di malattie dannose come la malaria o la Dengue". Intanto questo è il "primo importante studio su ciò che mangiano le zanzare condotto utilizzando nuovi metodi basati sul Dna", fanno notare gli autori, e dimostra quanto sia complicata la relazione tra gli insetti che diffondono malattie e gli animali o le persone che infettano, soprattutto in un clima in continua evoluzione. Gli autori - tra cui figurano anche Tamsyn Uren Webster (Swansea), Richard O'Rorke (Università di Auckland) e Nicholas Clark (Università del Queensland) - sperano che il loro lavoro possa ispirare strategie sanitarie globali e supportare una sorveglianza più mirata delle zanzare, "soprattutto perché le malattie da loro trasmesse continuano a rappresentare un problema chiave nell'ambito dell'Obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per la salute e il benessere". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nutriente, versatile e senza glutine, cos'è il 'Grano de oro'
(Adnkronos) - Per quanto non sia propriamente tipico della tradizione gastronomica mediterranea, va progressivamente acquisendo anche sulle nostre tavole una crescente notorietà in virtù delle sue proprietà nutrizionali e della sua versatilità in ambito culinario. E' la quinoa o "'Chenopodium quinoa', una pianta erbacea appartenente alle Chenopodiacee, famiglia della quale fanno anche parte spinaci e barbabietole. Coltivata da millenni sugli altopiani delle Ande, per la civiltà Inca la quinoa era una pianta sacra, tanto da essere definita 'chisiya mama', ovvero madre di tutti i semi e, come tale, offerta in dono propiziatorio agli dei". Lo racconta all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di Nutrizione umana dell'Università Lum, spiegando come la quinoa possa essere l'idea piatto per la dieta estiva. "Con l'arrivo dei Conquistadores, le piantagioni di quinoa vennero rimpiazzate da coltivazioni di mais e patate oltre che di grano, che gli spagnoli consideravano sacro. Con queste modalità, rimaste invariate nei secoli come la storia purtroppo continua ad insegnare, gli invasori intesero cancellare la cultura di quelle civiltà e i loro rituali religiosi, che vennero dunque vietati in quanto ritenuti sacrileghi. Nonostante i divieti, tuttavia, le famiglie contadine di quei territori provvidero a serbare di nascosto i semi di quello che per Inca e Maya era diventato il 'grano de oro', così - spiega - permettendo a questo chicco colmo di sostanze preziose di resistere all'invasore e di ritornare più forte di prima sulle tavole non solo di quei popoli. Oggi, infatti, la quinoa è coltivata in varie regioni del mondo tra le quali l'Italia, grazie anche alla sua resistenza e alla sua capacità di adattarsi a terreni e condizioni climatiche differenti, non altrettanto facilmente tollerate da altre tipologie di cereali".
Per ciò che attiene al suo impiego in cucina, illustra l'esperto, "una caratteristica della quinoa è la facilità della sua preparazione. Non è necessario sbucciarla o pulirla. Basta sciacquarla accuratamente, mescolarla nella giusta proporzione con l'acqua, farla bollire fino alla consistenza ottimale e poi decidere come utilizzarla. Si può scegliere tra piatti salati o anche dolci, sia caldi che freddi - precisa il medico-nutrizionista - Diversi sono i vantaggi che, sul piano nutrizionale, la quinoa è in grado di offrire. Spicca tra questi l'assenza di glutine che rende la quinoa uno dei prodotti sostitutivi delle farine glutinate più indicati nell'alimentazione di soggetti celiaci o con 'gluten sensitivity', anche in ragione di un indice glicemico decisamente più basso rispetto a quello della media dei prodotti 'gluten-free'". "Ulteriore grande vantaggio di questo pseudocereale è la sua dotazione di proteine di alta qualità in quanto composte da tutti gli aminoacidi essenziali e, dunque, contenenti tutti gli amminoacidi che, non potendo essere sintetizzati dal nostro organismo, devono essere introdotti con il cibo. Le stesse proteine tra l'altro, associate all'elevato carico di fibre, contribuiscono a rendere la quinoa un alimento saziante e, dunque, vantaggioso per la perdita di peso", ricorda Minelli. "Non ci sono particolari controindicazioni all'assunzione di quinoa. Gli unici effetti indesiderati, correlati alla presenza di saponine, potrebbero comparire nei casi in cui la quinoa dovesse non essere lavata correttamente. Le saponine, infatti, possono causare disturbi gastrointestinali come gonfiore, nausea, vomito. Inoltre, in ragione dell'acido ossalico in esse contenuto, le foglie di quinoa non sono indicate per i soggetti che soffrano di calcolosi renale", conclude l'immunologo. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fumo, esperti: "Rigidità su alternative alle sigarette limita riduzione del danno’
(Adnkronos) - “In tema di riduzione del danno da tabacco, ritengo che l’Oms, selezionando le reference e interpretando la scienza, stia dando una visione non del tutto corretta delle evidenze. Come unico paradigma possibile, infatti, considera l’astinenza” da qualsiasi prodotto contenente nicotina, “un approccio che ha terribili conseguenze per milioni di fumatori che altrimenti potrebbero sostituire le tradizionali sigarette con altri prodotti. È nostro compito, dei ricercatori e degli scienziati, portare evidenze trasparenti e comunicarle con chiarezza e onestà”. Così Riccardo Polosa, professore di medicina interna all’università di Catania e fondatore del Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla riduzione del danno da fumo (CoHEAR), intervenendo ai lavori del Global Forum on Nicotine (Gfn), il convegno internazionale, in svolgimento a Varsavia, che riunisce esperti di tutto il mondo per confrontarsi sul ruolo dei prodotti contenenti nicotina nell'aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette tradizionali. Entrando poi nello specifico, una delle affermazioni portate avanti dall’Oms e proposte per la discussione nel panel, recita che ‘Le evidenze dicono che i prodotti che sostituiscono le sigarette tradizionali sono dannosi per la salute e non sicuri’. A questa osservazione Polosa risponde: “Le evidenze disponibili ad oggi dicono esattamente l’opposto. L’affermazione potrebbe essere corretta ma solo in parte, perché ciò a cui bisogna guardare in un’ottica di riduzione del danno è se le alternative sono meno dannose oppure no se confrontate con la nocività del fumo di sigaretta tradizionale. L’unica maniera per sapere il rischio assoluto e cosa succederà tra 20/30 anni a chi sceglie i prodotti che sostituiscono le sigarette è studiare solo chi svapa o usa prodotti a tabacco riscaldato senza aver mai fumato prima sigarette tradizionali”, spiega.
Al professore italiano fa eco Roberto A. Sussman, ricercatore senior e docente all'Istituto di Scienze nucleari dell'università nazionale del Messico, che, riflettendo sulla Convenzione quadro per la lotta al tabacco (Fctc), osserva: “Fu il primo trattato internazionale sul tema ed è stato una grande vittoria al tempo. Questo però accadeva vent’anni fa, le cose nel frattempo sono cambiate ma la narrativa e il paradigma sono rimasti gli stessi. Ci sono ancora oltre un miliardo di fumatori al mondo. La messa al bando di questi prodotti, inoltre, rischia di alimentare anche fenomeni più preoccupanti come il contrabbando: “In Messico, dove lo Stato cerca di limitarli, c’è un’enorme distribuzione da parte dei cartelli, con conseguenze sulla sicurezza di quello che i cittadini che si rivolgono al mercato nero consumano”, conclude Sussman. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Caldo e pressione, a rischio anche gli ipertesi: i segnali da non sottovalutare
(Adnkronos) -
Cali di pressione in agguato con il grande caldo. Pallore improvviso, sudori freddi, mal di testa con giramenti e vertigini, spossatezza diffusa fino allo svenimento: segni di 'collasso' da non sottovalutare, che possono presentarsi anche e soprattutto negli ipertesi in terapia. Lanciano l'alert i farmacisti: "Durante il periodo estivo, con il sopraggiungere delle temperature molto elevate, turisti e residenti si rivolgono spesso alla farmacia per la misurazione della pressione sanguigna, colti da malessere - riferisce Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona - Nella maggior parte dei casi si tratta di ipotensione transitoria che può essere risolta con l'ausilio di un integratore salino. Nei casi più complessi si consiglia di consultare il proprio medico di medicina generale". Si parla di pressione bassa quando i livelli sono al di sotto di quelli medi, ovvero 110-120 mmHg (millimetri di mercurio) di pressione massima (sistolica) e 70-80 mmHg di minima (diastolica), spiegano le 'croci verdi'. Con il caldo, in particolare con i picchi estremi, la pressione arteriosa si abbassa a seguito dell'aumento della temperatura che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni. I disturbi dell'ipotensione possono manifestarsi con particolare evidenza in presenza di forte umidità atmosferica, durante sforzi prolungati come allenamenti sportivi o passeggiate sotto il sole cocente. In caso di sincope, i farmacisti raccomandano di chiamare immediatamente il 118 e di far stendere subito la persona svenuta, sollevandole le gambe affinché il sangue fluisca verso la regione cerebrale. Molti farmaci - ricordano gli esperti - possono indurre ipotensione come effetto collaterale o principale. Tra questi, alcuni dei più comuni sono i medicinali per l'ipertensione (come i diuretici, i betabloccanti, gli Ace inibitori e i sartani), i farmaci antipsicotici, alcuni antidepressivi (come i triciclici), i farmaci anti-Parkinson e alcuni per la disfunzione erettile. "Durante la stagione estiva - sottolinea Gianmarco Padovani, vicepresidente Federfarma Verona - si fa indispensabile il rapporto con il medico di famiglia, in quanto il farmaco antipertensivo agisce diversamente, spesso in maniera più efficace, durante i mesi estivi. Questo aspetto, unito alla vasodilatazione di arterie e vasi sanguigni indotta dal caldo, può scatenare importanti crisi ipotensive. Indispensabile dunque adattare i dosaggi, ma anche i tempi della somministrazione. Ad esempio, assumere il farmaco prescritto prima di coricarsi può essere un espediente utile per superare queste criticità". "Per la gestione dei picchi di calore - segnala Vecchioni - sono a disposizione della cittadinanza i bollettini della Protezione civile accompagnati dai consigli del farmacista cui si rivolge in particolare la popolazione anziana, ma anche le giovani mamme con i molti disagi patiti da neonati e bambini piccoli". Per difendersi dalle crisi ipotensive da caldo, "gli integratori maggiormente consigliati sono a base di magnesio e potassio - illustra la presidente dell'associazione titolari veronese - ma possono essere utili anche principi attivi adattogeni e proenergetici come l'eleuterococco, il ginseng, la carnitina, l'arginina e le vitamine del gruppo B, che il farmacista propone in coerenza con l'eventuale assunzione da parte dell'utente di farmaci per patologie croniche". Tra le pratiche consigliate nella prevenzione della pressione bassa, i farmacisti evidenziano l'idratazione e l'assunzione di una dieta ricca di frutta e verdura di stagione. Sconsigliate invece le bevande alcoliche che, essendo vasodilatatrici, tendono ad abbassare ulteriormente la pressione sanguigna, così come sauna e bagno turco. Il caffè o le bevande contenenti caffeina sono in grado di alzare nell'immediatezza la pressione. Gli ipotesi, infine, devono esporsi al sole con cautela per evitare malesseri e possibile senso di vertigine, proteggendo sempre il capo e naturalmente evitando le ore più calde. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fumo, esperti: "L'obiettivo della riduzione del danno è ancora lontano"
(Adnkronos) - Ridurre il danno da fumo resta un obiettivo non semplice da raggiungere. A fare il punto sull’efficacia della Convenzione quadro per la lotta al tabacco (Fctc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il trattato internazionale per la salute pubblica, a vent’anni dalla sua entrata in vigore (2005), sono gli esperti presenti al Global Forum on Nicotine (Gfn), il convegno internazionale, in svolgimento a Varsavia, che riunisce esperti di tutto il mondo per confrontarsi sul ruolo dei prodotti contenenti nicotina nell'aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette tradizionali. "Quando si considera il successo di qualsiasi trattato, i 3 aspetti fondamentali da considerare sono: l’efficacia giuridica, l’efficacia politica e l’efficacia oggettiva ed effettiva", afferma Jeannie Cameron, fondatore e amministratore delegato di Jcic International Consultancy, specializzata nella difesa delle policy di riduzione del danno da tabacco. "Si potrebbe dire che questo trattato ha certamente adempiuto ai suoi obblighi legali - riflette Cameron - Nel primo anno di apertura dei negoziati, 168 paesi hanno firmato e ratificato o aderito. Sull'efficacia politica, si potrebbe dire che la maggior parte dei paesi ha agito in termini di divieti di pubblicità, divieti di fumo in pubblico, imballaggio ed etichettatura e tassazione. Ma sono tutte cose che non hanno influito sugli aspetti di riduzione del danno". "L’Fctc afferma di voler controllare non solo il fumo di tabacco ma anche tutte le alternative che potrebbero offrire alternative per i fumatori", evidenzia David Khayat, professore di Medicina e Medico Oncologo presso la Clinica Bizet di Parigi. Per Derek Yach, esperto di policy di salute pubblica globale ed ex presidente della Fondazione Smoke-Free World, l’applicabilità di un trattato come l’Fctc dipende anche dal Paese al quale si rivolge. "Il pensiero e l'intento del trattato erano grandiosi ma dove non ci sono risorse, competenze, volontà politica e capacità organizzative, si può fare davvero poco - sottolinea - C’è un divario tra i paesi a reddito medio-basso e quelli a reddito medio-alto per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca sulla riduzione del danno da tabacco". Infatti, in relazione ai paesi a basso reddito, le problematiche sono legate anche "alla mancanza di capacità di valutare in modo indipendente i propri dati", fa notare Tikki Pangestu, accademico senior presso una delle principali università asiatiche e direttore della politica di ricerca e cooperazione dell'Oms dal 1999 al 2012. "Vengo dall'Indonesia - aggiunge - dove il 70%, 2 uomini adulti su 3, fumano sigarette tradizionali. Questo dato rappresenta l’incapacità di valutare le evidenze. Inoltre, manca una ricerca a livello locale", conclude. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Piano Mattei, Mauro (Assafrica): "E' volano per presenza più forte imprese italiane in Africa"
(Adnkronos) - "Il vertice di questa mattina tra Meloni e Von Der Leyen ha fatto seguito alla Conferenza organizzata lo scorso marzo, sempre a Roma, dalla Struttura di Missione Piano Mattei e dall'Ue, che ha riunito oltre 400 partecipanti tra istituzioni e privati, con un focus particolare nei settori delle infrastrutture fisiche e digitali, dell'agricoltura e dell'energia. Particolare attenzione è stata data alle potenziali sinergie tra Piano Mattei e Global Gateway ed al coinvolgimento delle imprese italiane nell’implementazione del Corridoio di Lobito, uno dei progetti strategici del Partnership for global infrastructure and investment (Pgii). Riteniamo che questi progetti e programmi europei e internazionali, in sinergia con le iniziative del Piano Mattei, potranno senz’altro essere un volano per una presenza più forte e strutturata delle imprese italiane nel Continente africano". Così, con Adnkronos/Labitalia, Patrizia Mauro, direttore generale Confindustria Assafrica & Mediterraneo, commenta il vertice di oggi Meloni-Von Der Leyen. "Dal lancio di questa strategia, gennaio 2024, abbiamo registrato una accelerazione da parte delle imprese nel volere essere partecipi e presenti nel Continente africano", ha continuato. Secondo Mauro "dobbiamo guardare all’Africa come ad un partner strategico con cui condividere conoscenza, tecnologia e opportunità. Le aziende che sceglieranno di investire in questo percorso troveranno non solo opportunità di crescita ma anche la possibilità di contribuire concretamente ad un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo", continua. Per Mauro "il ruolo che abbiamo voluto perseguire come Confindustria Assafrica & Mediterraneo è stato quello di rappresentare prontamente agli interlocutori istituzionali le priorità, i progetti e gli interessi delle nostre imprese. In questi ultimi mesi, abbiamo presentato alla Struttura di Missione Piano Mattei oltre 30 progetti delle nostre imprese associate, nei 14 paesi target, in diversi settori, tra cui la l’agroalimentare, le infrastrutture, l’energia, il digitale. Sempre nel quadro delle iniziative Piano Mattei, lavoriamo a stretto contatto con tutti gli attori del Sistema Italia che operano nel Continente, dal Maeci a Cdp, Sace e Simest, a Ice Agenzia, per organizzare e promuovere iniziative a supporto delle imprese in questi mercati, quali missioni di sistema, country presentation e webinar settoriali", ha concluso. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Attivare Windows acquistandolo in offerta
(Adnkronos) - in collaborazione con MrKeyShop Attivare Windows è la prima operazione da fare quando si avvia un nuovo computer. Sebbene l’attivazione di un sistema operativo Windows non sia obbligatoria, si tratta di un’operazione necessaria per la sicurezza del PC e la stabilità del dispositivo. Questo perché se si sceglie di non attivare il sistema operativo non è possibile ricevere gli aggiornamenti di sicurezza e le patch per i più recenti bug, lasciando il computer in balia di malware, virus o attacchi hacker volti a rubare i dati custoditi al suo interno.
L’attivazione di un sistema operativo Windows non è molto costosa. Anzi, acquistando un Product Key di un sistema operativo Windows in offerta, si può risparmiare moltissimo. Il migliore consiglio che si può dare è di usare sempre licenze software originali, un acquisto che può essere fatto a prezzi molto vantaggiosi rivolgendosi a uno dei migliori shop al mondo, come ad esempio Mr Key Shop, negozio online di cui si parlerà più avanti nell’articolo. Ma come si può attivare Windows? Si può attivare Windows anche senza Product Key? Si può acquistare Windows 10 risparmiando? Di solito, i computer vengono venduti già con un sistema operativo installato. Il più diffuso al giorno d'oggi è Windows 10, ma Microsoft ha già da tempo rilasciato Windows 11, l’ultimo sistema operativo che sta guadagnando molto terreno tra tutte le tipologie di utenti, soprattutto i gamer. Tuttavia, se il computer l'avete assemblato da soli, prima di poter attivare un sistema operativo lo dovrete scaricare e installare per poterlo usare. L’assemblaggio di un computer è un’operazione complessa, spesso effettuata da videogiocatori esperti per poter ottenere il massimo dal proprio computer. Ed è proprio in questo caso che non bisogna lesinare sull’attivazione del sistema operativo. Spendere migliaia di euro per assemblare un computer da gaming top di gamma e poi rischiare delle falle nella sicurezza perché non si è attivato il sistema operativo? Una mossa rischiosa. Se il PC soddisfa i requisiti minimi per passare a Windows 11 e ha già una licenza attiva Windows 8.1 o Windows 10 è possibile fare l’upgrade gratuito a Windows 11 scaricando l’assistente per l’installazione di Windows 11. Questa è invece la procedura per poter scaricare un sistema operativo Windows 11 e avviare un’installazione pulita : Nel caso questo non si avvii in automatico dovrete modificare l'ordine di avvio del vostro PC. Ecco come fare: Per completare l'installazione di un sistema operativo o comunque per attivarlo è necessario un Product Key, ma di che cosa si tratta? Un Product Key è un codice alfanumerico univoco che viene richiesto per l'attivazione di un sistema operativo Windows e per numerosi altri software. Serve a garantire che la copia di un software sia stata acquistata legalmente, sia sicura e sia protetta. Per attivare Windows 10 o Windows 11 avere un Product Key è essenziale. Il problema può nascere durante l’acquisto di un prodotto di questo tipo. Il prezzo di acquisto dal sito ufficiale potrebbe risultare eccessivo per molti. Bisogna affidarsi a dei negozi online affidabili per acquistare un codice attivazione a prezzi vantaggiosi, ma come riconoscerne uno? Ci sono diversi store online che vendono Product Key, software e licenze a prezzi stracciati, anche sotto i 15€. Le offerte troppo economiche possono essere sospette, come lo può essere l’assenza di recensioni e testimonianze oggettive riguardo al fornitore. Oltre al fatto che le licenze potrebbero avere una provenienza illecita e illegale, non è raro che questo tipo di software contengano virus o ransomware pronti a minare la sicurezza dei dati nel dispositivo sul quale vengono installati. Per questi motivi, la scelta migliore per acquistare il Product Key di un sistema operativo Windows è
Mr Key Shop
, un negozio online di chiavi di licenza digitali con oltre 18 anni di esperienza. Un portale che può vantare oltre 1800 recensioni con una media "Eccellente" su TrustPilot e che offre numerosi vantaggi per gli acquirenti: poter pagare con i più sicuri e diffusi sistemi di pagamento oggi disponibili (Amazon Pay, Apple Pay, PayPal, ecc.); la consegna immediata dei prodotti acquistati tramite e-mail; un'assistenza gratuita completamente in italiano e la garanzia "soddisfatti o rimborsati" su ogni prodotto in vendita. Uno dei vantaggi principali di acquistare su Mr Key Shop, tuttavia, è la possibilità di ottenere un risparmio di oltre il 70% sul costo dei prodotti. Ad esempio, acquistando oggi una licenza Windows 10 su Mr Key Shop si riuscirebbe a risparmiare circa 219€. Un risparmio considerevole sia per le famiglie che per le aziende, di cui si può approfittare non solo per
acquistare una licenza Windows 10
, ma anche su molti altri prodotti necessari per lo studio e il lavoro: tutti i sistemi operativi Microsoft (Windows 11, Windows 8.1, Windows 7); i pacchetti Microsoft Office (Office 2021, Office 2019, Office 2016, Office 2013, Office 2010, Office per Mac); licenze per i migliori antivirus presenti sul mercato (Norton, Avast, Kaspersky, ESET, McAfee, Bitdefender,); alcune tra le migliori VPN e prodotti Windows Server. Con la cifra risparmiata dall’acquisto di una licenza Windows, si può pensare di
acquistare Office 2019
per PC e Mac in offerta così da completare l’upgrade del device. Dopo aver acquistato un Product Key, per attivare il sistema operativo è sufficiente inserire il codice attivazione di Windows all’interno della finestra che appare alla fine dell’installazione: ultimo rapido passaggio prima di iniziare ad usare un computer sicuro ed efficiente al 100%. Ma come fare ad attivare Windows se il sistema operativo è già installato nel computer?
La procedura per attivare Windows 10, come quella per attivare Windows 11, è la seguente: Se la procedura è andata a buon fine, dopo l’inserimento del Product Key nella stessa finestra dove è stato inserito apparirà la scritta "Windows è attivato con una licenza digitale" oppure "Windows è attivato con una licenza digitale collegata al tuo account Microsoft". Prendendo in considerazione Windows 10, il sistema operativo Microsoft al momento più diffuso, i problemi della mancata attivazione possono essere diversi: Insomma, anche se Microsoft non obbliga ad attivare Windows, parecchie funzionalità del sistema operativo vengono bloccate. Senza contare che, stando alla legge italiana, utilizzare un sistema operativo in questo modo equivale ad utilizzarne uno senza averlo acquistato ed è quindi illegale.
Il metodo più semplice per attivare senza Product Key i sistemi operativi più recenti è quello dell'aggiornamento automatico. Disponendo di una licenza Windows 8.1 si può effettuare l'upgrade a Windows 10 e a seguire, se i requisiti del computer lo permettono, si potrà anche effettuare l'upgrade a Windows 11 gratuitamente. In entrambi i casi, se le versioni precedenti di Windows erano attive, lo saranno anche le nuove, senza bisogno di acquistare un Product Key. Esistono più versioni di ogni sistema operativo, è quindi importante ricordare che l'upgrade gratuito è ammesso solo a parità di versione, ad esempio per passare da Windows 10 Home a Windows 11 Home. Se si vuole passare da Windows 10 Home a Windows 11 Pro sarà necessario acquistare un upgrade a Windows 11 Pro, altro prodotto disponibile in offerta su Mr Key Shop. Un altro metodo è quello di “spostare” un vecchio sistema operativo su un nuovo computer. Le licenze Microsoft durano tutta la vita, quindi si potranno usare anche più di una volta. Se avete comprato una licenza per Windows 10 e l'avete attivata su un PC, quella stessa licenza potrà essere utilizzata più di una volta: sullo stesso computer, ad esempio dopo una formattazione, o anche su altri dispositivi. Ovviamente, la licenza è valida per un solo PC alla volta, e bisogna sempre controllare i requisiti di sistema per installare un sistema operativo, ma si tratta di “Licenze Lifetime”, valide per tutta la vita. Un ultimo metodo per attivare un sistema operativo Microsoft senza Product Key è farlo usando i KMS, ma si tratta di un metodo illegale oltre che pericoloso. KMS sta per “Key Manager System”, ossia un sistema di attivazione multilicenza utilizzati da Microsoft in modo che i diversi computer presenti in un’azienda possano essere attivati attraverso un singolo strumento. Il sistema dei KMS è stato sfruttato dai pirati informatici come base per creare degli strumenti in grado di attivare una licenza Windows in modo temporaneo, come nelle prove gratuite. Ma come si fa ad attivare Windows 10 con un attivatore KMS? Per far sì che Windows 10 sia attivo e funzionante in tutte le sue capacità, l'attivatore KMS deve essere installato sul computer e rimanere in esecuzione tutto il tempo di utilizzo, in modo da cambiare automaticamente il codice del Product Key quando scade quello precedente. Può sembrare estremamente vantaggioso, ma il fatto che gli attivatori KMS debbano essere installati e rimanere in esecuzione in background è pericoloso per la sicurezza del dispositivo. Oltre al fatto, può essere utile ribadirlo, che si tratta di strumenti illegali da usare per l'attivazione di un sistema operativo. I problemi peraltro nascono già quando si deve scaricare il giusto attivatore KMS. Si tratta di un'impresa molto laboriosa, che porterà ad aprire decine di siti pericolosi i cui download saranno solo malware, ransomware e virus informatici di ogni tipo. Anche riuscendo a trovare un attivatore KMS funzionante, questi sono considerati comunque malware dagli antivirus. Si tratta di veri e propri codici pericolosi che dovranno essere inseriti tra le eccezioni dell'antivirus e che dovranno godere, per poter funzionare, di tutti i diritti da amministratore. In tali condizioni possono fare quello che vogliono, anche iniziare a trasmettere i dati conservati sul dispositivo, monitorare l'attività del computer e comportarsi da veri e propri virus. Ulteriori problemi nascono dal fatto che si tratta di uno strumento “anti-WAT (Windows Activation Technology)”, che può provocare l'alterazione dei file interni del computer causando problemi nel momento di un aggiornamento di sistema, arrivando anche a cancellare tutti i dati. In sintesi, quando si pensa di utilizzare un sistema operativo Windows non attivo, bisogna tenere conto della sicurezza del proprio dispositivo e dei propri dati personali. Oggigiorno, con le numerose battaglie digitali e legali per la sicurezza dei dati personali e il diritto all’oblio, bisogna stare attenti a voler risparmiare su questi aspetti della propria vita digitale. Ma, in questo caso, non c’è alcun problema. Con un Product Key acquistato su Mr Key Shop si potrà attivare un sistema operativo Windows ad un prezzo vantaggioso e in assoluta sicurezza. Quindi perché rischiare? ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gruppo Cap, al via 'Hey planet': web magazine su innovazione, sostenibilità e territori
(Adnkronos) - Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, presenta 'Hey planet', il suo primo web magazine: un nuovo canale editoriale pensato per raccontare, in modo chiaro e coinvolgente, i temi centrali della transizione ecologica, dell’economia circolare, dell’innovazione tecnologica e dell’impatto sociale. Con una cadenza trimestrale, 'Hey planet' si propone come uno spazio aperto e divulgativo, rivolto a un pubblico ampio, fatto di cittadini, studenti, esperti e curiosi. Organizzato in quattro rubriche tematiche, il magazine offre una narrazione multiforme che unisce dati, storie, tecnologie e visioni: 'Dentro e fuori l’impatto': un longform che mette i numeri al centro del racconto delle grandi sfide ambientali. Il primo approfondimento è dedicato allo 'stress idrico', un indice che misura il divario tra fabbisogno e disponibilità d’acqua, segnalando gli squilibri crescenti negli ecosistemi; 'Gocce di innovazione': focus sulle tecnologie che cambiano il presente e costruiscono il futuro. Si partirà con la biopiattaforma di Sesto San Giovanni, simbolo dell’economia circolare applicata al ciclo dei rifiuti; 'Linee d’acqua': un viaggio nei quartieri e nelle comunità, alla scoperta di progetti e persone. Si inizia dalla Barona, il quartiere milanese che ospita la sede di Gruppo Cap, raccontato attraverso storie di trasformazione e cittadinanza attiva; 'Futuro presente': uno spazio di riflessione su modelli e prospettive del ruolo pubblico delle utility. L’articolo d’esordio presenta il progetto promosso da Gruppo Cap 'Valori in campo', che intreccia sport, inclusione sociale e sostenibilità. Con 'Hey planet', Gruppo Cap consolida un ecosistema integrato di comunicazione della sostenibilità, che prende avvio dalla rendicontazione consolidata di sostenibilità 2024 e trova una nuova voce divulgativa nel web magazine. Un percorso che, nei prossimi mesi, si arricchirà di nuovi strumenti di dialogo per coinvolgere in modo sempre più efficace cittadini, stakeholder e territorio. In linea con l’impegno di Gruppo Cap per una comunicazione trasparente e accessibile, dal web magazine è, inoltre, possibile accedere direttamente alla nuova rendicontazione consolidata di sostenibilità 2024, in cui l’azienda racconta i propri risultati economici e il proprio impatto ambientale e sociale. "Hey planet nasce dal desiderio di aprire un dialogo con il territorio e con chi vuole interessarsi alle sfide ambientali del nostro tempo -commenta Yuri Santagostino, presidente di Gruppo Cap-. Qui raccontiamo ambiente, società e innovazione, con uno sguardo critico e attento sul nostro pianeta e con una voce aperta al cambiamento. E' uno strumento per condividere contenuti autorevoli ma accessibili, offrendo chiavi di lettura e ispirazione per i cittadini e per i nostri utenti. L’obiettivo è quello di usare le parole per piantare un seme di consapevolezza sul nostro futuro. Ogni numero è un invito ad approfondire, riflettere, immaginare soluzioni, per accompagnare la trasformazione del presente verso un futuro più sostenibile". Il magazine è disponibile online all’indirizzo https://heyplanet.gruppocap.it/ e sarà aggiornato ogni tre mesi con nuovi contenuti originali. Una voce in più, chiara e credibile, per raccontare come una green utility pubblica può generare valore e guidare il cambiamento. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sonic X Shadow Generations su Switch 2, la velocità trova la sua casa
(Adnkronos) - Con Sonic X Shadow Generations, uno dei titoli più apprezzati dai fan del porcospino blu torna in scena in una doppia veste: da un lato, il classico Generations con Sonic giovane e moderno; dall’altro, la campagna inedita dedicata a Shadow, che ne esplora i poteri e il tormentato passato. La riedizione arriva ora anche su Nintendo Switch 2, e riesce a mantenere intatto tutto il fascino delle versioni da salotto, pur nel formato portatile. Sebbene la prima generazione di Switch abbia spesso faticato con porting ambiziosi, la nuova console Nintendo dimostra di poter reggere il passo con le macchine più potenti. Sonic X Shadow Generations gira a un framerate stabile, con caricamenti rapidi e una resa visiva vicina a quella della versione PS5. Solo attivando la modalità “Qualità” si nota qualche calo di prestazioni, ma in modalità “Prestazioni” il gioco scorre fluido anche nei momenti più concitati. Il risultato è un titolo che sembra pensato appositamente per la natura ibrida di Switch 2: il gameplay veloce e frammentato di Sonic si presta perfettamente a sessioni rapide in modalità portatile. Non è un caso che l’intera campagna di Shadow e buona parte di Generations si lascino completare con piacere lontano dallo schermo della TV. La vera novità di questa riedizione è la porzione di gioco dedicata a Shadow, più vicina al concetto di remake che di semplice aggiunta. I livelli sono costruiti attorno ai suoi poteri distintivi, e la narrazione punta a ridefinirne il personaggio con toni drammatici e una regia più curata. Per molti, è proprio questa sezione a giustificare il ritorno in pista, con livelli ben progettati e una colonna sonora ispirata. La riuscita tecnica del porting dimostra quanto Switch 2 possa finalmente trattare con rispetto i grandi titoli multipiattaforma. A differenza dei precedenti tentativi (Generations, Forces, Lost World) su console Nintendo, questa è la prima volta che Sonic non sembra costretto dentro i limiti dell’hardware. Anche in modalità docked, il titolo si comporta egregiamente. Le differenze con la concorrenza si notano solo nei dettagli visivi più fini, ma non minano l’esperienza complessiva. C’è però un aspetto che lascia l’amaro in bocca: il costo. Nonostante l’assenza di contenuti aggiuntivi per chi possedeva già la versione originale su Switch, Sonic X Shadow Generations viene riproposto al prezzo di 50 euro. Non esiste alcuna formula di upgrade né sconto dedicato ai vecchi utenti. Una scelta che potrebbe scoraggiare chi sperava in un aggiornamento più accessibile, soprattutto considerando che le novità riguardano principalmente l’aspetto tecnico. Sonic X Shadow Generations su Switch 2 è un porting ben eseguito, che sfrutta appieno le capacità della nuova console Nintendo. Se si è disposti a ignorare la mancanza di novità sostanziali e il prezzo poco accomodante, si ha davanti una delle migliori esperienze portatili di Sonic mai realizzate. E, forse, anche un segnale chiaro: il futuro del Riccio Blu potrebbe viaggiare più veloce che mai anche nel palmo della mano.
Formato: Switch 2 Editore: SEGA Sviluppatore: Sonic Team Voto: 8/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










