Il nuovo Volvo FH Aero conquista il premio Green Truck 2025

(Adnkronos) - Il Volvo FH Aero si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento Green Truck 2025, affermandosi come il mezzo pesante più efficiente nei consumi mai testato. Il risultato emerge da una prova comparativa indipendente condotta dalle autorevoli riviste tedesche Trucker e Verkehrs-Rundschau, che ogni anno assegnano questo premio al camion a lunga percorrenza più virtuoso dal punto di vista dell’efficienza energetica. Grazie a un raffinato studio aerodinamico e all’evoluta catena cinematica, il Volvo FH Aero garantisce un risparmio significativo sia in termini di carburante sia di emissioni di CO2.  Il test, condotto su un tracciato di 343 km nel sud della Germania, ha confermato prestazioni eccellenti: il veicolo svedese ha registrato un consumo medio di soli 21,2 litri per 100 km, mantenendo una velocità media di 80,14 km/h.  Il 2025 segna un anno d’oro per Volvo Trucks. Come sottolinea Roger Alm, Presidente della divisione, “Con questo risultato completiamo una tripletta straordinaria: il Volvo FH Aero è il camion più efficiente nei consumi, siamo diventati il marchio leader in Europa nel segmento dei veicoli pesanti, e siamo stati i primi a ottenere le cinque stelle nel nuovo crash test Euro NCAP per truck”.
 Il modello testato, dotato del motore diesel D13 da 420 CV con pacchetto I-Save, integra anche il Camera Monitor System, una tecnologia che sostituisce gli specchietti retrovisori tradizionali con telecamere, contribuendo a ridurre la resistenza aerodinamica e i consumi. Introdotto all’inizio del 2024, il Volvo FH Aero presenta una cabina completamente riprogettata con linee ottimizzate per massimizzare il flusso d’aria, con un risparmio fino al 5% in termini di carburante e emissioni rispetto alla versione tradizionale del FH. La gamma FH Aero è disponibile in quattro varianti: 
• FH Aero Diesel
 
• FH Aero Electric
 
• FH Aero a Gas
 
• FH16 Aero.
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Skoda Elroq RS: anteprima mondiale alla Milano Design Week 2025

(Adnkronos) - Skoda alza il sipario sulla variante più sportiva del suo nuovo SUV compatto 100% elettrico: l’Elroq RS.
 Attraverso un primo video teaser, il marchio boemo ha rivelato alcuni tratti distintivi del design esterno e degli interni, offrendo un’anticipazione dello stile dinamico e raffinato che caratterizzerà questa inedita versione ad alte prestazioni. La presentazione ufficiale della nuova Skoda Elroq RS è fissata per giovedì 3 aprile 2025 alle ore 10:00, in diretta streaming sul canale YouTube del Costruttore.  L’evento digitale sarà l’occasione per scoprire nel dettaglio la nuova proposta elettrica RS, concepita per unire performance, stile e tecnologia avanzata. Pochi giorni dopo la première online, l’Elroq RS farà il suo debutto dal vivo in Italia, nel contesto esclusivo della Milano Design Week 2025, in programma dall’8 al 13 aprile.  Per la prima volta, Skoda parteciperà alla prestigiosa manifestazione internazionale dedicata al design, approfittando anche dei festeggiamenti per il 130° anniversario dalla fondazione del marchio. L’installazione sarà ospitata presso il Padiglione d'Arte Contemporanea (PAC) nel Design District di Porta Venezia. Qui, i visitatori potranno immergersi in un percorso emozionale ispirato alla campagna “Be More Elroq”, creata appositamente per il lancio del nuovo modello. Nel teaser rilasciato, l’Elroq RS mette in evidenza i dettagli sportivi tipici della gamma RS: spiccano finiture nere lucide come la calandra Tech-Deck Face e una nuova tinta carrozzeria chiamata Verde Mamba, esclusiva per le versioni più grintose. Anche gli interni riflettono lo stesso approccio sportivo, con materiali tecnici, accenti scuri e un’atmosfera dinamica. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


In Italia le malattie cardiovascolari prima causa di morte, a Firenze evento Anmco

(Adnkronos) - Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel nostro Paese, nonostante negli ultimi 25 anni l’approccio terapeutico alle patologie cardiovascolari sia stato rivoluzionato da un’esplosione di nuove conoscenze, scaturite da studi clinici e ricerche scientifiche. Esperti provenienti da tutta Italia si riuniranno a Firenze in occasione del Lipids and Cardiometabolic Care 2025, evento organizzato dall’Anmco (Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), giunto alla sua terza edizione, per condividere e confrontarsi sulle novità in ambito di terapia e prevenzione cardiovascolare. L’evento Nazionale si svolgerà il 2 e 3 aprile presso il Centro Congressi Al Duomo in collaborazione con la Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi e con il patrocinio della più importante società scientifica cardiologica statunitense, l’American College of Cardiology. "In Italia ogni anno 230.000 persone muoiono a causa di malattie cardiovascolari, e circa 47.000 decessi sono attribuibili al mancato controllo del colesterolo - afferma Furio Colivicchi – past president Anmco e direttore Cardiologia clinica e riabilitativa dell’ospedale San Filippo Neri di Roma - Tutti dovrebbero conoscere i propri valori di colesterolo nel sangue, facendo attenzione al colesterolo Ldl; infatti, questo potrebbe portare a gravi e irreversibili problemi di salute. Per alcune persone questo parametro è di particolare importanza, come nel caso di pazienti con diabete e per tutti coloro che abbiano già̀ avuto un qualche problema con il cuore; per questi pazienti i livelli di colesterolo LDL devono, infatti, essere piuù contenti e controllati. Sicuramente adottare uno stile di vita sano riduce il rischio cardiovascolare. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura, che escluda i grassi animali, favorisce una riduzione del 10-20% dei livelli di colesterolo nel sangue. Molto importante è anche limitare la quantità complessiva di alimenti e quindi di calorie, evitando un incremento del peso corporeo. Si deve poi sottolineare che non fumare e svolgere una costante attività fisica (almeno 150 minuti a settimana di esercizio fisico di tipo aerobico ad impegno 'moderato', come il camminare con passo 'svelto') favorisce un incremento del colesterolo Hdl, il colesterolo 'buono', e riduce il colesterolo Ldl, il colesterolo 'cattivo'".  "Le strategie finalizzate alla gestione dell’ipercolesterolemia, ormai considerato come fattore causale della malattia cardiovascolare su base aterosclerotica - continua Colivicchi - sono una componente essenziale della prevenzione cardiovascolare. Lo sviluppo, e il successivo impiego nella pratica clinica, di efficaci farmaci biologici ipolipemizzanti ha confermato una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari associata ad una progressiva riduzione del C-Ldl plasmatico. Con l’obiettivo di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, le Linee Guida della Società Europea di Cardiologia raccomandano il raggiungimento di ambiziosi target di C-LDL nei pazienti a più alto rischio di malattia cardiovascolare, nonché il ricorso ad una terapia di combinazione di più agenti ipolipemizzanti. Recenti studi hanno inoltre confermato la persistenza di un rischio cardiovascolare residuo, ma non trascurabile, anche con bassi livelli di C-Ldl. Questa evidenza sottolinea la necessità di interventi preventivi più precoci e, inoltre, porta alla luce il ruolo di altri fattori aterogeni, quali i trigliceridi, la lipoproteina(a) e la cascata infiammatoria".  "La necessità di ottenere livelli di C-Ldl più bassi, e di contrastare il rischio residuo associato agli altri fattori aterogeni, fa emergere il bisogno di interventi terapeutici aggiuntivi e complementari oltre a strategie volte a garantire la più elevata aderenza e persistenza ai trattamenti farmacologici prescritti. In tal senso particolare interesse stanno destando le terapie che agiscono su vari target cardio-nefro-metabolici nei pazienti ad elevato rischio cardiovascolare come i diabetici e coloro che hanno più patologie", chiarisce Colivicchi.  “L’evento formativo Lipids and Cardiometabolic Care 2025, indirizzato a medici di diverse discipline (cardiologia, medicina interna, nefrologia, neurologia, diabetologia, medicina generale) - conclude Colivicchi - si propone di approfondire i temi relativi alla terapia ipolipemizzante e cardiometabolica, finalizzata alla riduzione del rischio cardiovascolare globale”. Secondo Fabrizio Oliva, presidente Anmco e direttore Cardiologia 1 dell’ospedale Niguarda di Milano, "durante il congresso parleremo anche di obesità e diabete, due malattie che rappresentano importanti fattori di rischio metabolici che determinano un forte impatto in termini di malattie cardiovascolari e malattia renale cronica. Nella gestione del continuum cardio-renale metabolico nel corso degli ultimi anni sono emerse importanti novità, prima gli SGLT2 inibitori e più recentemente gli agonisti del recettore GLP-1. Questi farmaci sono indicati per il trattamento di adulti con diabete mellito di tipo 2 non sufficientemente controllato per migliorare il controllo glicemico come coadiuvante alla dieta e all'esercizio fisico e hanno dimostrato di ridurre gli eventi cardiovascolari avversi maggiori". "Nei giorni scorsi - continua Oliva - sono stati presentati all’American College of Cardiology i risultati di alcuni recenti studi sugli agonisti recettoriali GLP-1 rispetto al placebo come aggiunta alla terapia standard per la prevenzione di eventi cardiovascolari avversi maggiori in persone con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare e/o malattia renale cronica accertata. I risultati hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa e superiore degli eventi cardiovascolari per le persone trattate con questa classe di farmaci rispetto al placebo. Parleremo di questi importanti successo e anche di quello ottenuto dagli agonisti recettoriali GLP-1 in pazienti con sovrappeso o obesità e malattie cardiovascolari senza diabete. I dati presentati vanno a rinforzare il quadro di evidenze che sostengono il comprovato beneficio cardiovascolare di questi farmaci al di là della formulazione e su diverse classi di pazienti.”  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La Cina svela la roadmap per l'esplorazione planetaria: focus su abitabilità e vita extraterrestre

(Adnkronos) - La Cina sta delineando una strategia a lungo termine per l'esplorazione dello spazio profondo, con un focus centrale sull'abitabilità planetaria e la ricerca di vita extraterrestre. Questa visione emerge da una roadmap di missioni recentemente rivelata dal Deep Space Exploration Laboratory (DSEL) cinese, un'istituzione di ricerca di livello nazionale che opera sotto l'egida della China National Space Administration (CNSA). Una slide intitolata "
Abitabilità e ricerca della vita extraterrestre – guidare lo sviluppo futuro dell'esplorazione planetaria cinese
", condivisa sui social media cinesi dallo DSEL, illustra una serie di missioni pianificate e potenziali, molte delle quali presentano significative implicazioni astrobiologiche. La slide con la roadmap è stata pubblicata da DSEL su Weibo il 26 marzo, senza specificare il contesto originale della presentazione. La roadmap articola un programma ambizioso che si estende per i prossimi decenni: 
Tianwen-3 (Ritorno Campioni da Marte): già approvata e con lancio previsto verso la fine del 2028, questa missione ha tra i suoi obiettivi principali l'indagine su potenziali tracce di vita passata o presente su Marte. 
Tianwen-4 (Sistema Gioviano): programmata per il lancio intorno al 2029, questa missione si dirigerà verso Giove, con l'obiettivo finale di entrare in orbita attorno alla luna galileiana Callisto. 
Simulatore di Ambienti Planetari: secondo DSEL, intorno al 2030 verrà costruito un "
dispositivo di simulazione a terra per ambienti planetari abitabili
". 
Missione su Venere (Ritorno Campioni Atmosferici): prevista per il lancio nel 2033, questa missione mira a raccogliere particelle dall'atmosfera di Venere e a riportarle sulla Terra per studiare il microambiente atmosferico del pianeta. Era già stata menzionata in una precedente roadmap scientifica pubblicata nell'ottobre 2024. 
Stazione di Ricerca Marziana: Intorno al 2038, la Cina pianifica di stabilire una stazione di ricerca su Marte. Questa struttura, inizialmente robotica (analogamente al progetto lunare ILRS), si concentrerà sull'utilizzo delle risorse in situ (ISRU) e condurrà ricerche ambientali e biologiche a lungo termine sul pianeta rosso. 
Missione verso Nettuno (Potenziale): Una proposta per una missione a propulsione nucleare, con lancio potenziale intorno al 2039, mira a studiare Nettuno, i suoi anelli e la luna Tritone. L'orbiter esplorerebbe l'abitabilità del sistema nettuniano e cercherebbe potenziali mondi oceanici. È importante notare che, sebbene siano state pubblicate proposte per missioni cinesi verso i giganti ghiacciati, non vi è indicazione che questa specifica missione sia stata ufficialmente approvata. Parallelamente a queste missioni planetarie, la Cina sta sviluppando l'osservatorio spaziale "Earth 2.0", dedicato alla ricerca di esopianeti e con lancio previsto nel 2028. L'obiettivo di questa missione è rilevare una potenziale "seconda Terra".  Crediti immagine di cover DSEL/CNSA ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apple Intelligence arriva in italiano su iPad, Mac e iPhone

(Adnkronos) - Apple ha annunciato l'estensione della disponibilità di Apple Intelligence, il sistema di intelligenza personale progettato per fornire informazioni utili e pertinenti, garantendo la protezione della privacy dell'utente. Con i recenti aggiornamenti di iOS 18.4, iPadOS 18.4 e macOS Sequoia 15.4, Apple Intelligence introduce il supporto per otto nuove lingue, tra cui l'italiano, ampliando così il proprio raggio d'azione a un pubblico globale. Inoltre, gli utenti di iPhone e iPad all'interno dell'Unione Europea potranno ora accedere alle funzionalità offerte dal sistema. Le nuove funzionalità di Apple Intelligence comprendono gli Strumenti di scrittura, che consentono agli utenti di riscrivere, rivedere e riassumere testi in diverse applicazioni, adattandosi alla lingua utilizzata. La funzione "Ripulisci" permette di rimuovere elementi indesiderati dalle immagini, mentre "Image Playground" e "Genmoji" offrono nuove modalità di espressione visiva. L'intelligenza visiva integrata facilita l'analisi dell'ambiente circostante tramite la fotocamera. Inoltre, l'integrazione di ChatGPT in Siri e negli Strumenti di scrittura consente di accedere alle informazioni e alle capacità di comprensione di ChatGPT senza dover cambiare applicazione. Apple Intelligence è stato sviluppato con un'attenzione particolare alla privacy dell'utente. L'elaborazione di molti modelli avviene direttamente sul dispositivo, mentre per le richieste più complesse viene utilizzato Private Cloud Compute, un sistema che estende la privacy e la sicurezza dei dispositivi Apple al cloud. Gli Strumenti di scrittura, integrati in iOS, iPadOS e macOS, permettono di perfezionare i testi attraverso le funzioni "Riscrivi", "Rivedi" e "Riassumi". La funzione "Riscrivi" offre diverse opzioni per modificare il tono del testo, mentre "Rivedi" controlla la grammatica e la struttura delle frasi. La funzione "Riassumi" permette di ottenere sintesi di testi in diversi formati. Inoltre, l'opzione "Descrivi la modifica" offre un controllo maggiore sulle modifiche apportate al testo. L'app Foto è stata arricchita con nuove funzionalità, tra cui la ricerca con linguaggio naturale, che consente di trovare immagini e video tramite descrizioni testuali. Lo strumento "Ripulisci" permette di rimuovere elementi di distrazione dalle foto, mentre la funzione "Ricordi" consente di creare video a partire da descrizioni testuali. Image Playground permette di creare immagini personalizzate a partire da descrizioni testuali, offrendo diversi stili artistici. Le Genmoji consentono di creare emoji personalizzate, ispirate a persone o situazioni specifiche. L'app Note introduce la funzione "Bacchetta immagini", che permette di creare immagini a partire da schizzi o testi. L'app Mail è stata aggiornata con la sezione "Messaggi con priorità", che evidenzia le email più importanti, e la funzione "Risposta rapida", che suggerisce risposte rapide alle email. Siri è stata potenziata con una maggiore capacità di comprensione del linguaggio e la possibilità di passare dalla scrittura ai comandi vocali. L'intelligenza visiva permette di analizzare l'ambiente circostante tramite la fotocamera, riassumendo e traducendo testi, e rilevando informazioni utili. L'integrazione di ChatGPT in Siri e negli Strumenti di scrittura consente di accedere alle informazioni e alle capacità di comprensione di ChatGPT senza dover cambiare applicazione. Gli utenti possono scegliere se abilitare o meno l'integrazione e controllare le informazioni condivise. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute 'in 70% persone con autismo problemi a denti e gengive', parodontologi in campo

(Adnkronos) - "Lavarsi i denti può rappresentare una sfida quotidiana insuperabile per adulti e bambini con autismo", condizione che "comporta un'incidenza drammatica di carie e problemi parodontali e la necessità di ricevere cure odontoiatriche difficili da intraprendere senza sedazione o anestesia generale". In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo che si celebra il 2 aprile, lo spiegano gli esperti della Sidp (Società italiana di parodontologia e implantologia) citando i risultati di una review pubblicata sul 'Journal of Clinical Medicine'. Valutando lo stato di salute orale di bambini e adulti con disturbo dello spettro autistico, gli autori hanno osservato che fino a 7 su 10 hanno gravi problemi a denti e gengive. "I ricercatori hanno rilevato la presenza di carie con un'incidenza dal 60,6% al 67,3% e di malattia parodontale dal 59,8% al 69,4% - riporta Pierpaolo Cortellini, presidente della Fondazione Sidp, Onlus della società scientifica - Lo studio ha anche segnalato alti tassi di cure odontoiatriche in anestesia generale e prevalenza più elevata di traumi dentali anche da autolesione, evidenziando la necessità di azioni preventive mirate a promuovere buone pratiche di igiene orale. Un obiettivo perseguito con successo dal progetto 'Promozione della salute orale per persone con autismo' della Fondazione Sidp, che ha dato vita a una task force di oltre 300 volontari, tra dentisti e igienisti, per insegnare a genitori, educatori e persone con autismo le corrette metodiche di igiene orale". Partita nel settembre 2024, l'iniziativa ha finora coinvolto oltre 2mila persone tra caregiver, familiari e autistici in oltre 40 centri di associazioni, e punta a raggiungere in futuro una larga parte della popolazione autistica. Secondo le stime, in Italia soffrono della sindrome circa 600mila persone con un'incidenza in costante aumento, pari oggi a 1 caso ogni 75 nuovi nati.  "Gli adulti e i bambini con disturbi dello spettro autistico possono incontrare difficoltà insormontabili nell'eseguire corrette pratiche di igiene orale. I motivi per cui ciò accade - chiarisce Cortellini - possono essere vari: alcuni possono trovare sgradevole la sensazione fisica dello spazzolino in bocca o provare un disagio sensoriale nell'atto di lavarsi, altri possono avere avversione per il dentifricio, oppure avere difficoltà nel capire per quanto tempo spazzolare i denti. Tutti questi fattori contribuiscono a rendere complesso attenersi a regolari pratiche di igiene dentale. Proprio a causa della scarsa igiene orale le persone con autismo arrivano spesso, già in età adolescenziale, con una bocca compromessa da problemi dentali e gengivali, e un rischio più alto di sviluppare o aggravare patologie sistemiche, come diabete e malattie cardiovascolari". Da qui la necessità di fare prevenzione, obiettivo delle 'lezioni di sorriso' dei parodontologi Sidp.  Il progetto prevede una prima fase di incontro dei volontari Sidp con gli educatori e le famiglie per condividere materiale informativo, come volantini e video tutorial, e consigliare kit di strumenti necessari all'igiene orale, spazzolini elettrici o manuali, dentifrici, strumenti interdentali semplici, con cui svolgere in pratica l'attività educativa.  "Questo primo incontro - descrive Cortellini - ha lo scopo di condividere con i caregiver pratiche per assistere le persone autistiche nel mantenere una buona igiene orale. Successivamente, i volontari ritornano nei centri per incontrarle direttamente e seguirle durante la pulizia dei denti per verificare se gli interventi educativi siano stati correttamente recepiti. Ciò permette di monitorare che i pazienti siano in grado di svolgere tutti gli step necessari a una corretta igiene orale, come saper mettere il dentifricio sullo spazzolino in autonomia, pulire sia l'arcata superiore che inferiore e risciacquare il cavo orale. Questo avviene anche attraverso un controllo a distanza, per mezzo di una App scaricabile gratuitamente che abbiamo messo a punto e che permette al dentista di monitorare i progressi fatti dal paziente, grazie a punteggi assegnati dalla persona che lo assiste, nell'eseguire i passaggi chiave delle pratiche di igiene. A tutto questo si aggiunge, quando possibile, un'ispezione del cavo orale per diagnosticare eventuali patologie che, se presenti, richiedono la presa in carico del paziente da parte di professionisti sensibili, preparati ad accoglierlo. Ma sono pochi - precisa il presidente della Fondazione Sidp - gli specialisti con competenze specifiche e gli studi dentistici preparati all'accoglienza di persone fragili: un collo di bottiglia che spinge molte famiglie a desistere o a ritardare le cure". "Per superare queste difficoltà e avvicinare sempre più il mondo odontoiatrico al mondo degli autistici - conclude Cortellini - scopo successivo del progetto sarà quello di formare dentisti e igienisti ad accogliere in modo consapevole questi pazienti, conquistandone la fiducia e creando un ambiente adatto che possa metterli il più possibile a proprio agio. Ciò potrà garantire uno standard di salute orale a sempre più persone con bisogni complessi, con il sogno di coprire l'intera popolazione autistica". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ricerca, nella saliva 2 spie della demenza a corpi di Lewy, studio Sapienza

(Adnkronos) - Nella saliva 2 nuovi biomarcatori 'spia' della demenza a corpi di Lewy (Dlb), la seconda forma di demenza più comune dopo la malattia di Alzheimer. Uno studio dell'università Sapienza di Roma, pubblicato sul 'Journal of Alzheimers' Disease', ha dimostrato l'esistenza di alterati biomarcatori salivari nei pazienti con Dlb. Risultati che indicano nuove opportunità diagnostiche per la differenziazione tra demenza a corpi di Lewy e altre patologie neurodegenerative, annuncia l'ateneo capitolino.  La demenza - spiegano dalla Sapienza - è una condizione eterogenea che comprende quadri clinici e neuropatologici diversi. Nelle fasi iniziali le differenti patologie presentano caratteristiche cliniche simili, che rendono più difficile la diagnosi specifica all'interno dell'ampio spettro di queste malattie neurodegenerative. I pazienti con Dlb, in particolare, presentano fluttuazioni cognitive, parkinsonismo, allucinazioni visive e disturbi del sonno Rem. A causa della sovrapposizione clinica e neuropatologica, oltre l'80% dei casi di questa malattia viene inizialmente diagnosticato in modo errato e confuso con altre patologie, soprattutto con Parkinson e Alzheimer. Al nuovo studio, sostenuto da un finanziamento d'ateneo nell'ambito dei bandi di ricerca per progetti piccoli del 2021, hanno preso parte Giuseppe Bruno e Fabrizia D'Antonio del Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza. Gli autori hanno individuato appunto "due biomarcatori salivari che potrebbero facilitare la diagnosi della demenza a corpi di Lewy, rendendo più agevole la distinzione tra la Dlb e altre forme di patologie neurodegenerative. Si tratta delle specie salivari di alfa-sinucleina e della proteina tau, altro biomarcatore di neurodegenerazione".  Gli scienziati - riporta una nota - hanno esaminato i livelli di queste proteine in 4 gruppi di persone, 3 dei quali composti da pazienti affetti da una patologia neurodegenerativa (Dlb, Alzheimer, Parkinson) e uno da soggetti sani. Hanno così osservato che tutti i gruppi patologici presentavano una concentrazione più alta di alfa-sinucleina e di proteina tau rispetto ai soggetti sani. In particolare, il riscontro di elevate concentrazioni di proteina tau fosforilata (ps199-tau) consente di differenziare i pazienti con malattia di Parkinson dai pazienti con demenza Alzheimer e Dlb. Inoltre, i pazienti con demenza a corpi di Lewy presentano concentrazioni di alfa-sinucleina oligomerica maggiori rispetto ai pazienti affetti da malattia di Alzheimer.  Per gli studiosi "questi risultati, se confermati in future ricerche, potrebbero consentire di differenziare con un semplice prelievo di saliva 3 delle malattie neurodegenerative più frequenti". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Preordini Nintendo Switch 2, ci siamo

(Adnkronos) - La settimana in corso si preannuncia cruciale per il lancio della Nintendo Switch 2. La presentazione Nintendo Direct dedicata alla console ibrida è prevista per mercoledì 2 aprile. Sebbene inizialmente si ipotizzasse l'immediata disponibilità dei preordini al termine dell'evento, nuove informazioni suggeriscono un possibile slittamento. Secondo quanto riportato da Tom Henderson di Insider Gaming, che afferma di aver visionato "email e documenti interni" provenienti da una fonte di un "grande rivenditore statunitense", l'apertura dei preordini della Nintendo Switch 2 sarebbe programmata per mercoledì 9 aprile. Tale data corrisponderebbe a una settimana esatta successiva al Nintendo Direct dedicato alla console. Le stesse fonti indicherebbero inoltre la presenza di una "moneta da collezione esclusiva" come bonus per coloro che effettueranno i primi ordini della Switch 2. Questa recente indiscrezione sulle preordinazioni si pone in contrasto con una precedente fuga di notizie proveniente da Best Buy Canada. Il rivenditore aveva infatti pubblicato un post sul proprio blog, poi rapidamente rimosso, in cui si annunciava l'inizio delle vendite online per il 2 aprile. Entrambe le date del 2 e del 9 aprile devono essere considerate come mere speculazioni, in quanto Nintendo non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale in merito. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, su 600mila italiani con autismo 120mila donne ma 'il sommerso è enorme'

(Adnkronos) - Appena 120mila donne contro 480mila uomini. I numeri ufficiali dicono che, su circa 600mila italiani con autismo, i maschi sono il quadruplo delle femmine. Anche tra i bambini di 7-9 anni il rapporto è di 31mila rispetto a 8mila. Ma le fredde cifre non fotografano la realtà dei fatti, avvertono gli esperti della Società italiana di psichiatria (Sip) in vista del 2 aprile, Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo. "I disturbi dello spettro autistico, da sempre considerati ascrivibili soprattutto al sesso maschile, sono in realtà nel sesso femminile molto più frequenti di quanto si creda - ammoniscono gli psichiatri - ma non vengono riconosciuti a causa del diverso modo in cui i sintomi si declinano, che può in alcuni casi divenire piuttosto lontano dal quadro classico che si studia sui manuali, basato sui profili tipici dei pazienti maschi". Nelle donne, in altre parole, ci possono essere "sintomi dissimulati" che in quanto tali restano "troppo spesso non riconosciuti". Risultato: per l'autismo femminile "il sommerso è enorme".  "Nella donna, in particolare, le capacità di adattamento al deficit di comunicazione sociale (si parla di 'camouflaging', camuffamento) sembrano essere più sviluppate - spiega la presidente Sip Liliana Dell'Osso, già professore all'università di Pisa, all'attivo decenni di studi sull'autismo nell'adulto - E' più frequente, quindi, specialmente nei casi di grado lieve, che il disturbo passi inosservato. Questo non significa che sia meno percepito dalle pazienti, che frequentemente riferiscono, durante la visita, di aver iniziato sin dalla giovane età, ad esempio, a imitare le compagne di classe più abili ad interagire per riuscire ad orientarsi delle situazioni sociali. Potranno quindi comparire atteggiamenti sia di ritiro sociale che di estroversione ipercompensatoria, talora seduttività incongrua, sino a comportamenti sessuali promiscui, adottati per cercare di compensare sul piano fisico il deficit di reciprocità socio-emotiva, con un conseguente inanellarsi di relazioni instabili e intense".  Alla fine come viene a galla che esiste un il problema? "Una storia di eventi traumatici potrà far complicare il quadro - illustrano gli specialisti - con una più grave disregolazione emotiva, sentimenti di rabbia e vuoto, con una visione di sé negativa, agiti impulsivi e autolesivi, che andranno a creare la costellazione sintomatologica tipica del disturbo borderline di personalità, una diagnosi, non a caso, a grande prevalenza femminile. Un altro aspetto chiave per individuare tratti autistici nelle donne riguarda la natura degli interessi ristretti e le rigidità comportamentali. Queste non si concentrano sui nuclei tipici dell'autismo maschile, ma su temi d'altro tipo, in parte più socialmente accettati, quali ad esempio visione di fiction, polarizzazione su un personaggio famoso (che può divenire il centro di tutti i pensieri e di tutte le energie), passare tempo con gli animali, condotte alimentari stereotipate". Dell'Osso evidenzia come quest'ultimo aspetto risulti "particolarmente evidente, tanto che è stata avanzata l'ipotesi che l'anoressia nervosa - disturbo, al contrario dell'autismo, diagnosticato quasi esclusivamente nelle donne - possa essere considerato a tutti gli effetti una manifestazione femminile, un 'fenotipo' di spettro autistico. A conferma di ciò, le parenti femmine di persone con diagnosi di autismo presentano sovente anoressia nervosa. L'autismo, come sappiamo, è un disturbo con una origine genetica e soggetto quindi ad aggregazione familiare'. "Nonostante negli ultimi anni sia stata dedicata una maggior attenzione a questi temi, e dunque sia incrementato il numero di studi incentrati sulla ricerca delle presentazioni femminili dei disturbi mentali", secondo gli psichiatri Sip "serve ancora molto lavoro".  "Questo - conclude Dell'Osso - è un campo che deve essere chiarito e che, oltre alle implicazioni di carattere clinico, potrebbe consentire, grazie all'indagine di uno stesso fenomeno da una prospettiva diversa, una maggior comprensione dei fattori neurobiologici alla base del funzionamento normale e patologico del cervello in entrambi i sessi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Caccia alla 'firma' del cancro, al via progetto europeo con Cnao capofila

(Adnkronos) - Riuscire a leggere la 'firma' di un tumore per sapere, in anticipo, quali pazienti risponderanno positivamente alla radioterapia convenzionale e quali invece, pur affetti dalla stessa neoplasia, andranno incontro a 'radio-resistenza', indirizzando precocemente questi ultimi a trattamenti radioterapici alternativi, come l'adroterapia con ioni carbonio. È questo, in sintesi, l'obiettivo del progetto di ricerca Hi-Roc (Targeting hypoxia with heavy ions to gain control of radioresistant cancers) avviato in questi giorni sotto il coordinamento del Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao) di Pavia. Lo studio, che vedrà coinvolti anche Istituto nazionale dei tumori, Politecnico di Milano, Heidelberg University Hospital Heidelberger Ionenstrahl-Therapiezentrum, Neolys, Luxembourg Institute of Health e Maastricht University, si è aggiudicato un bando promosso dal Partenariato europeo per la Medicina personalizzata (Ep PerMed) e sarà sostenuto, in Italia, da un finanziamento di quasi 500mila euro messo a disposizione da Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb). "La nostra indagine si concentrerà sull’individuazione di un biomarcatore globale di ipossia, ovvero la carenza di ossigeno nelle cellule neoplastiche e nel microambiente tumorale", spiega Ester Orlandi, responsabile Dipartimento clinico Cnao, ricercatrice università di Pavia e coordinatrice del progetto. "L'ipossia determina resistenza alla radioterapia convenzionale con fotoni ed è, pertanto, causa di fallimento terapeutico; limita, invece, in misura molto minore l'efficacia della radioterapia con particelle pesanti, in particolare gli ioni carbonio. Gli attuali protocolli per la scelta del tipo di radiazione da impiegare (fotoni o ioni carbonio) si basano solo su fattori quali lo stadio del tumore e il tipo istologico e non su caratteristiche biologiche, come l'ipossia. Ciò è dovuto soprattutto alla mancanza di un biomarcatore specifico di ipossia, non invasivo, che sia in grado di selezionare i pazienti alla miglior terapia".  L'obiettivo di Hi-Roc, dunque, "è proprio quello di definire tutta una serie di fattori che, insieme, compongano la 'signature', cioè la firma multimodale del tumore, in grado di rilevarne l'ipossia a livello di singolo individuo", continua Orlandi. "Una parte del progetto analizzerà dati clinici, biologici e radiologici di circa 200 pazienti già trattati con radioterapia convenzionale, in accordo agli standard esistenti e di cui sono noti i risultati clinici. Verranno analizzati dati provenienti dall'imaging e da liquidi biologici per identificare il set di parametri che concorreranno a definire la firma di ipossia. I pazienti, pertanto, saranno classificati come favorevoli o non favorevoli in base al loro outcome e al valore numerico della firma di ipossia definita".  "Poi, nello studio pilota Hyperion - illustra Orlandi - la firma multimodale sarà testata in associazione a una firma di ipossia radiologica recentemente individuata e, in base a essa, i pazienti saranno trattati con radioterapia convenzionale o con un trattamento che includa ioni carbonio. Questo studio può rappresentare un primo passo verso una radioterapia personalizzata e di precisione”. "Tra gli obiettivi primari del lavoro - conclude - c'è anche quello di sviluppare un prototipo di dispositivo medico in vitro per la quantificazione del biomarcatore di ipossia. Il progetto, inoltre, prevede l'impiego di tecnologie innovative per studiare i meccanismi molecolari dell'ipossia, lo sviluppo di una piattaforma computazionale per testare ioni pesanti su tumori ipossici e l'uso di modelli 'digital twins' per la radioterapia personalizzata. Questo è possibile grazie alla collaborazione con prestigiosi istituti oncologici e di ricerca, italiani ed europei, e al supporto di Frrb che da sempre promuove studi finalizzati a una concreta applicazione della medicina personalizzata", conclude la professoressa Orlandi. "Siamo molto fieri di finanziare il progetto Hi-Roc, frutto di una collaborazione internazionale e coordinato dalla professoressa Ester Orlandi del Cnao, realtà di eccellenza in ambito lombardo - commenta Andrea Donnini, presidente del Consiglio di amministrazione della Frrb. "In vista dei prossimi anni, siamo convinti che il progetto porterà a grandissimi risultati nell'area della ricerca oncologica. A livello prettamente economico, investiremo quasi mezzo milione di euro al fine di sostenere i professionisti e gli enti coinvolti". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)