Platform2Platform: l'innovazione Cloud Native protagonista a Londra

(Adnkronos) - Si è conclusa con un bilancio ampiamente positivo la recente edizione di Platform2Platform, l'evento promosso da Krateo PlatformOps e interamente focalizzato sulle più recenti evoluzioni nel panorama del Cloud Native e del Platform Engineering. L'iniziativa, tenutasi il 2 e 3 aprile presso il Good Hotel di Londra, ha strategicamente affiancato
KubeCon 2025, la conferenza di riferimento della Cloud Native Computing Foundation che annualmente catalizza l'attenzione di aziende, organizzazioni ed esperti impegnati nello sviluppo di tecnologie cloud native. In questo contesto dinamico, Platform2Platform ha offerto ai partecipanti – tra cui ingegneri, architetti di sistema e professionisti del cloud native – due giornate dense di approfondimenti tecnici, stimolanti dibattiti e dimostrazioni pratiche. Un momento particolarmente apprezzato è stata la registrazione dal vivo di un podcast che ha ospitato figure di spicco del settore, offrendo prospettive uniche e conversazioni di elevato spessore. L'evento si è inoltre confermato un'importante piattaforma di networking, consentendo ai partecipanti di interagire direttamente con il team di Krateo e di confrontarsi con esperti specializzati nelle tecnologie cloud native in un ambiente improntato alla collaborazione e all'innovazione. Un elemento centrale di Platform2Platform è stato l'evidente interesse da parte delle aziende verso soluzioni all'avanguardia per la gestione e l'ottimizzazione delle proprie infrastrutture tecnologiche. Le organizzazioni che operano in contesti cloud complessi si trovano frequentemente a fronteggiare problematiche legate alla gestione efficiente delle risorse, con conseguenti costi elevati e inefficienze operative. In risposta a queste esigenze, si distingue la piattaforma Krateo PlatformOps di Krateo, una soluzione open-source specificamente progettata per affrontare le sfide della gestione delle risorse. La piattaforma mira a ottimizzare i processi di creazione, gestione e automazione su qualsiasi tipo di infrastruttura, sia essa basata su cloud pubblico, privato o on-premise. Integrando i principi di FinOps e GreenOps, Krateo supporta attivamente le aziende nell'ottimizzazione dei costi e nella riduzione dell'impatto ambientale, garantendo un'allocazione efficiente delle risorse. Grazie a un portale self-service intuitivo, i team possono creare rapidamente ambienti di test o distribuire nuove applicazioni con pochi semplici passaggi, accelerando significativamente i cicli di sviluppo e l'introduzione di innovazione. "L’adozione di tecnologie cloud native nel corso del 2025 si configura come un elemento propulsivo fondamentale per l’espansione dell’intelligenza artificiale, consentendo alle aziende di scalare le proprie operazioni con agilità, innovare in modo continuativo e convertire i dati in valore tangibile" – ha sottolineato Giulio Covassi, Ceo di Krateo. "Krateo PlatformOps ambisce a svolgere il ruolo di orchestratore strategico dell'It aziendale, armonizzando tecnologie consolidate, attuali e future".  Immagine di cover realizzata con il supporto di DALL-E ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, tra timori e nuove strategie, dal mondo del vino le testimonianze dei Consorzi da Nord a Sud

(Adnkronos) - I dazi del 20% sui prodotti provenienti dall'Unione europea annunciati dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rischiano di avere pesanti ripercussioni per la filiera del vino, in particolare per i principali esportatori come l’Italia. Ed è forte la preoccupazione nel settore, come testimoniano i commenti, da Nord a Sud, di alcuni dei Consorzi di tutela.  “La decisione di imporre dazi sui vini italiani rappresenta un elemento di forte preoccupazione - afferma Camillo Pugliesi, direttore del Consorzio Vini Doc Sicilia - per un settore che ha sempre fatto della qualità e dell’export uno dei suoi principali punti di forza. I vini del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia sono ambasciatori della nostra cultura e del nostro territorio nel mondo, e queste misure non solo creeranno difficoltà ai produttori, ma penalizzeranno in modo significativo anche i consumatori americani, che vedranno ridotta la possibilità di accedere a prodotti d’eccellenza a condizioni competitive. Il rischio è quello di limitare la scelta per il pubblico statunitense, privandolo di vini apprezzati per la loro qualità e autenticità".  "Dal canto suo, il Consorzio continuerà, per quanto possibile, a mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti. Tuttavia, parallelamente, verranno implementate strategie di espansione verso altri mercati e rafforzate le attività di commercio e promozione in paesi con cui collaboriamo da anni, come il Canada e il Regno Unito. La valorizzazione dei vini Doc Sicilia non si ferma e proseguirà con determinazione su scala globale”, avverte.  C'è anche chi mantiene un cauto ottimismo. “Sicuramente l'introduzione dei nuovi dazi sulle importazioni di vino negli Stati Uniti - dichiara Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato - ci costringono a riflessioni importanti, anche se non siamo particolarmente preoccupati. Grazie al loro prezzo competitivo, i vini delle denominazioni tutelati dal nostro Consorzio, in particolare la Barbera, prevediamo non subiranno flessioni significative nelle vendite, poiché l'incidenza del rincaro sarà minima e confidiamo possa esser facilmente assorbibile dal mercato".  "Questo aspetto, unito al grande apprezzamento che questi vini riscuotono tra i giovani consumatori e wine lovers per la loro versatilità e abbinabilità, speriamo li tenga fortemente competitivi anche nel contesto dei nuovi dazi americani. Siamo quindi fiduciosi che continueranno ad essere ricercati nel mercato americano senza che la politica dei nuovi dazi possa incidere in modo troppo significativo sull'andamento della domanda", spiega.  "Riteniamo, inoltre, che sia fondamentale - aggiunge - continuare a investire sulla collaborazione con i principali player del mercato statunitense. In quest’ottima, abbiamo siglato un importante accordo con il Monopolio della Pennsylvania che si concretizzerà in una serie di azioni, prima fra tutte il tour che si sta svolgendo in questi giorni nel nostro territorio. Un’occasione unica per i nostri produttori di far conoscere ai buyer i loro prodotti e di aprire nuove relazioni commerciali. Crediamo fortemente che il nostro territorio possa sempre più essere un riferimento di eccellenza e qualità”. Pensa a strategie mirate anche Massimo Sepiacci, presidente UmbriaTop, la cooperativa delle cantine umbre: "Ora abbiamo un quadro più chiaro: sappiamo che il dazio sarà del 20%. Certo, è una notizia che avrà un impatto negativo, ma almeno l'incertezza che aveva bloccato il mercato nei mesi scorsi è stata superata. L'effetto più immediato sarà dunque una riduzione dei volumi importati, con un impatto diretto sulle nostre esportazioni in particolar modo per i vini di media fascia ed entry level. Per il comparto vinicolo umbro, questo significa la necessità di adottare strategie mirate per limitare le perdite, diversificando le destinazioni e valorizzando ancora di più la qualità e l’unicità dei nostri vini". "L'Umbria, con la sua lunga tradizione vinicola e il suo impegno nella produzione di vini di eccellenza, deve affrontare questa sfida con determinazione, sfruttando al meglio le sue peculiarità territoriali. È essenziale potenziare la presenza nei mercati emergenti, investire nella digitalizzazione della distribuzione e creare sinergie con altri settori strategici del Made in Italy", prosegue.  "Sarà fondamentale - sottolinea - un lavoro congiunto tra istituzioni, consorzi e produttori per affrontare questa situazione, garantire la competitività del vino umbro nel contesto globale e continuare a far conoscere al mondo il valore della nostra terra e delle sue produzioni di qualità". E proprio in Umbria, regione ad alta vocazione enoturistica, i dazi rischiano di avere un impatto anche sul turismo, come dice Giovanni Dubini, presidente dell’associazione Mtv Umbria: “Negli ultimi anni, l'enoturismo in Umbria ha rappresentato una risorsa straordinaria per il nostro territorio, con un crescente interesse da parte di visitatori italiani e stranieri che scelgono la nostra regione per scoprire la qualità e l'autenticità dei nostri vini. Tuttavia, l'introduzione di dazi sulle esportazioni vinicole rappresenta una sfida significativa per il settore, incidendo sulla competitività delle nostre aziende e limitando l'accesso ai mercati internazionali". "L'Umbria, con le sue cantine storiche e i suoi vitigni autoctoni, deve continuare a puntare sull'enoturismo come motore di crescita economica e promozione del territorio. Le politiche commerciali restrittive non devono scoraggiare i produttori, ma piuttosto spingerci a investire ancora di più nell'accoglienza, nell'esperienzialità e nella valorizzazione delle nostre eccellenze locali", osserva. "Chiediamo con forza che le istituzioni a livello nazionale ed europeo si adoperino per tutelare il comparto vitivinicolo italiano, favorendo accordi che possano ridurre l'impatto dei dazi e incentivare la promozione internazionale del nostro patrimonio enologico. Nel frattempo, Mtv Umbria continuerà a lavorare al fianco delle cantine e degli operatori del turismo per rafforzare la nostra attrattività, offrendo ai visitatori esperienze uniche che vadano oltre la semplice degustazione: percorsi culturali, eventi enogastronomici e un'immersione autentica nella bellezza della nostra terra”, conclude.   ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Innovation training summit, Specialisterne vince premio Learning accessibile e inclusivo

(Adnkronos) - Specialisterne vince il premio Learning accessibile e inclusivo all'Innovation Training Summit. “Il 2025 è l’anno dell’accessibilità e della D&I. Per questo, per il secondo anno consecutivo, abbiamo deciso di premiare, in occasione dell’Innovation Training Summit, le realtà che abbiano reso l'apprendimento più accessibile e inclusivo, grazie all'uso delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale", afferma Stefano Marchese, vicepresidente di Ecosistema Formazione Italia (Efi), ricordando che il 28 giugno 2025 sarà una data cruciale per l’inclusione delle persone con disabilitài in quanto entrerà in vigore l’European Accessibility Act (Eaa), una norma che punta a mettere tutti i cittadini nella condizione di accedere ai mezzi tecnologici e alle risorse di cui possono avere bisogno, eliminando qualsiasi barriera.  "La giuria del Premio Learning Accessibile e Inclusivo, rivolto a aziende e fondazioni aziendali, ha esaminato i progetti candidati, assegnando il riconoscimento - prosegue - a Specialisterne, un’organizzazione internazionale che si distingue per il suo impegno nell’inclusione lavorativa delle persone nello spettro autistico. Hanno ricevuto, inoltre, una menzione speciale Aruba, società italiana che offre servizi di data center, web hosting, email e registrazione di nomi di dominio e Italiacamp, un ente del terzo settore che dal 2009 sviluppa progetti di innovazione e inclusione sociale per generare impatti positivi su comunità e territori in tutta Italia".  "Abbiamo scelto il progetto di Specialisterne perché rappresenta un perfetto connubio tra strumenti didattici e tecnologia, offrendo una concreta prospettiva di inserimento lavorativo", afferma Daniele Verdesca, giurato del contest e presidente dell'associazione no-profit Olimpyus, partner dell’iniziativa, che aggiunge: “Questo progetto prevede di insegnare la tecnologia attraverso la tecnologia stessa. Attraverso il coding e la costruzione di robot e la programmazione di App è infatti possibile insegnare ai ragazzi con disturbi di spettro autistico a sviluppare la concentrazione”. Un premio, quindi, per la formazione inclusiva. Grazie al loro lavoro, queste tre realtà si sono distinte, più delle altre, nell’uso di tecnologie per superare le barriere psico-fisiche e socio-economiche all’apprendimento. Hanno creato modelli formativi innovativi in grado di valorizzare l’inclusione e la diversità, generando impatti concreti sulla vita delle persone e dando vita a progetti scalabili.  “Come ogni contest - dice Stefano Marchese - c’è un vincitore, ma sottolinerei che hanno vinto tutti coloro che si sono candidati perché attraverso il contest riusciamo a dare visibilità e portare avanti temi molto importanti”. “Il nostro obiettivo - aggiunge Stefano Marchese - è creare un Osservatorio che, in modo continuativo, possa portare ad un cambiamento culturale per rendere il futuro sempre più equo, sostenibile e inclusivo affinché tutti possano accedere ad una formazione di valore, in grado davvero di migliorare la vita e la carriera di ciascuno. La strada è ancora molto lunga, ma noi ci stiamo già muovendo in questa direzione che, siamo certi, è l’unica vincente”.   ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Iss, chi a 50 anni ha abitudini sane vive di più

(Adnkronos) - Vivere 15 anni di più adottando uno stile di vita sano quando di anni se ne hanno 50 è possibile. Per prima cosa bisogna dire 'no' al fumo e controllare la pressione arteriosa. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' con il contributo dei dati Iss - Progetto Cuore sugli effetti dei 5 principali fattori di rischio sull'aspettativa di vita. "Pressione e fumo sono i fattori che singolarmente fanno guadagnare di più in termini di aspettativa di vita senza malattia - sottolinea l'Istituto superiore di sanità - Sia gli uomini che le donne che a 50 anni non fumano, hanno una pressione arteriosa normale, mantengono livelli di colesterolo entro i limiti, sono liberi dal diabete e sono normopeso vivono di più e rimangono anche liberi più a lungo dalle malattie cardiovascolari. Ma anche chi posticipa scelte salutari a dopo i 55 anni trae vantaggi in termini di aspettativa di vita. A dimostrazione che per fare scelte di salute non è mai troppo tardi".  All'indagine, condotta dai ricercatori del Global Cardiovascular Risk Consortium su un campione di oltre 2 milioni di partecipanti distribuiti in 133 coorti, 39 Paesi e 6 continenti - spiega l'Iss - hanno contribuito anche i ricercatori Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e Invecchiamento dell'Iss con i dati delle coorti di Cuore, progetto che indaga lo stato di salute della popolazione italiana adulta. I 5 fattori di rischio classici, modificabili - vale a dire fumo, pressione arteriosa alta, livelli elevati di colesterolo, diabete e sottopeso o sovrappeso/obesità - rappresentano circa il 50% del carico globale delle malattie cardiovascolari; il che significa che circa la metà di tutti i casi di malattie cardiovascolari potrebbero essere potenzialmente prevenuti attraverso un'efficace gestione dei fattori di rischio. Lo scopo dello studio, una delle indagini più complete fino ad oggi sull'effetto dei fattori di rischio sull'aspettativa di vita, era capire in che modo e in che misura l'assenza o il controllo di questi 5 fattori influenzi l'aspettativa di vita. Dallo studio emerge che le donne prive dei 5 fattori di rischio all'età di 50 anni sviluppano malattie cardiovascolari 13,3 anni dopo e muoiono 14,5 anni più tardi di quelle con tutti e 5 i fattori di rischio. Gli uomini cinquantenni senza questi fattori di rischio vivono 10,6 anni in più senza malattie cardiovascolari e muoiono 11,8 anni dopo rispetto agli uomini con questi fattori di rischio.  Un'altra scoperta significativa emersa dallo studio - prosegue l'Iss - è che anche mettere in atto comportamenti sani in età più avanzata è utile, e che tra tutti e 5 i fattori di rischio il controllo della pressione arteriosa è associato al maggior numero di anni di vita sani aggiuntivi. Le persone che riescono a controllare la pressione alta o a smettere di fumare tra i 55 e i 60 anni vivono più a lungo e rimangono più a lungo libere da malattie cardiovascolari rispetto a coloro che non apportano cambiamenti al proprio stile di vita: 2,4 anni di aspettativa di vita in più senza malattie cardiovascolari per le donne non ipertese e 1,2 anni per gli uomini non ipertesi; 1,7 anni in più per le donne non fumatrici e 1 anno in più per i non fumatori. Quindi, pressione arteriosa, in particolare, e fumo sono i 2 fattori di rischio che, singolarmente, consentono di avere un maggior guadagno in termini di aspettativa di vita senza malattia.  L'adozione di stili di vita sani (alimentazione povera di sale e ricca di frutta e verdura, attività fisica regolare, non fumare) consente di influire positivamente sui principali fattori di rischio cardiovascolare. Dai dati preliminari della ultima Italian Health Examination Survey 2023-2025 - Progetto Cuore emerge che, ad esempio nella popolazione generale di età 35-74 anni, solo il 24% delle donne e il 10% degli uomini ha un adeguato consumo di sale (meno di 5 grammi al giorno). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, 700mila bimbi obesi, se dimagriscono -88% morti premature da grandi

(Adnkronos) - Dimagrire da piccoli per vivere sani e più a lungo da grandi. Uno studio del Karolinska Institutet svedese, pubblicato su 'Jama Pediatrics', ha dimostrato che un intervento precoce sugli stili di vita in bambini e adolescenti con obesità non ancora grave può arrivare ad abbattere di quasi il 90% il rischio di morte prematura da adulti, riducendo il pericolo di diabete di tipo 2, colesterolo alto e ipertensione. "L'adozione tempestiva di uno stile di vita sano è dunque determinante per migliorare la salute futura". E' il messaggio rilanciato dagli esperti della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) con la nuova edizione di 'Bambini in piazza per la salute', manifestazione promossa in collaborazione con l'Unione italiana sport per tutti (Uisp) e il supporto della Croce iossa italiana, in programma domani, sabato 5 aprile, in 4 città: Genova (Palazzo San Giorgio, dalle 9 alle 13), Fano in provincia di Pesaro e Urbino (piazza XX settembre, 15-18), Napoli (piazza Municipio, 9-13) e Messina (piazza Unione Europea, 9-13). "Almeno il 40% dei bambini con obesità presenterà ancora la malattia in età adulta, con un aumento del rischio di mortalità nel lungo periodo - afferma Valentino Cherubini, presidente Siedp e direttore della Diabetologia pediatrica degli ospedali Riuniti di Ancona - Nel 2030 si calcola che saranno 235 milioni bimbi in sovrappeso o obesi nel mondo, più di quelli colpiti da malnutrizione. Ad oggi in Italia si stima che l'obesità è presente nel 10% dei bimbi, circa 700mila fra i 5 e 15 anni. Di questi, oltre 150mila sono obesi gravi e solo una piccola parte a causa di un difetto genetico. E' dunque è fondamentale non sottovalutare il problema e soprattutto non rimandare l'attuazione di interventi sullo stile di vita mirati alla perdita del peso in eccesso". Lo studio del Karolinska - spiega la Siedp - ha coinvolto 6.713 bambini e adolescenti, di età compresa tra i 6 e i 17 anni all'inizio di un trattamento di 3 anni per l'obesità, seguiti fino ai 30 anni d'età per valutare l'efficacia delle diverse strategie terapeutiche mirate a modificare lo stile di vita. I dati raccolti tra il 1996 e 2019 sono stati confrontati con quelli di una popolazione generale abbinata per sesso, età e area geografica. I ricercatori hanno scoperto che circa 1.070 bambini hanno risposto bene al trattamento per perdere peso e altri 1.500 hanno perso abbastanza peso da non essere più considerati obesi. "Tra i risultati più significativi dello studio - sottolinea Maria Rosaria Licenziati, segretario generale Siedp e direttore dell'Unità di Malattie neuro-endocrine e Centro obesità dell'Aorn Santobono-Pausilipon di Napoli - emerge che una buona risposta al trattamento, o addirittura la remissione completa dell'obesità in età pediatrica, ha ridotto drasticamente il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (fino al 58% in meno), dislipidemia (69% in meno) e ipertensione (60% in meno) a lungo termine. Anche il ricorso alla chirurgia bariatrica è diminuito del 58% nei pazienti con una buona risposta al trattamento". Ma "il dato forse più sorprendente riguarda la mortalità: chi ha risposto bene al trattamento ha mostrato un rischio di morte prematura inferiore dell'88% rispetto a chi ha avuto una scarsa risposta".  "Questi risultati rappresentano una svolta nella comprensione dell'importanza di intervenire sull'obesità già dall'infanzia. Non si tratta solo di migliorare la qualità della vita nei primi anni di vita, ma di garantire un futuro più sano, con minori rischi di malattie croniche e morte prematura", rimarca la specialista. La kermesse di piazza in calendario domani punta quindi a sensibilizzare ragazzi e famiglie sull'importanza di uno stile di vita sano e di prevenire obesità e sovrappeso. "La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, ha lo scopo di mantenere viva l'attenzione sul problema dell'obesità infantile. La famiglia - evidenzia Licenziati - spesso tende a sottovalutare il problema, sia perché inconsapevole, sia perché di frequente lasciata sola ad affrontare una situazione raramente di facile soluzione. L'obiettivo della nostra iniziativa è quindi quello di dire ai genitori che non sono soli e che attraverso l'adozione di uno stile di vita salutare, caratterizzato dalla corretta alimentazione e da una costante attività fisica e riduzione della sedentarietà, è possibile migliorare l'aspettativa di vita futura, in salute, dei propri figli. Durante la mattinata offriremo visite gratuite ai piccoli e illustreremo alle famiglie una guida pratica per migliorare l'alimentazione e l'attività motoria dei bambini, con all'interno suggerimenti per attrezzare una palestra fai-da-te a partire da elementi riciclati. Non c'è una condanna ad avere un eccesso di peso", precisa Licenziati: "L'importante è intervenire con uno stile di vita sano quando l'obesità non è ancora grave". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sma, risultati positivi per nuova terapia genica sperimentale

(Adnkronos) - Novartis ha annunciato risultati positivi in termini di sicurezza ed efficacia dal programma di fase III per onasemnogene abeparvovec intratecale (OAV101 IT) in un'ampia popolazione di pazienti di età compresa tra 2 anni e meno di 18 con atrofia muscolare spinale (Sma). Nello studio di fase III Steer, il trattamento ha determinato un miglioramento statisticamente significativo di 2,39 punti sulla Hammersmith Functional Motor Scale Expanded (Hfmse), considerata lo standard di riferimento per la valutazione specifica della Sma in termini di capacità motoria e progressione della malattia, rispetto a 0,51 punti nel gruppo di controllo sham. Nello studio di fase IIIb Strength, il trattamento con questa terapia genica in pazienti che avevano interrotto la terapia con nusinersen o risdiplam ha dimostrato una stabilizzazione della funzione motoria nel corso di 52 settimane di follow-up. OAV101 IT - spiega una nota - è una terapia genica sperimentale progettata per affrontare direttamente la causa genetica alla base della malattia, sostituendo il gene Smn1 non funzionante con una singola somministrazione. Si tratta della prima terapia genica sperimentale a dimostrare benefici clinici sia nei bambini che nei giovani adulti con Sma, con un profilo di sicurezza favorevole, evidenziando il potenziale di questa terapia nel consentire ai pazienti di evitare la necessità di trattamenti ripetuti. Questi dati sono stati presentati durante la Conferenza clinica e scientifica della Muscular Dystrophy Association (Mda) che si è tenuta a Dallas dal 16 al 19 marzo. I risultati contribuiscono al crescente corpus di evidenze all'interno del programma di sviluppo di questa terapia genica, che ha valutato un'ampia popolazione di oltre 170 pazienti con Sma, coprendo un periodo complessivo di oltre 6,4 anni attraverso gli studi Steer, Strength e fase I/II Strong. Nello studio registrativo Steer - dettaglia la nota - sono stati valutati efficacia e sicurezza in pazienti naïve al trattamento con Sma di tipo 2, in età compresa tra 2 anni e meno di 18, in grado di sedersi, ma che non avevano mai camminato autonomamente. I risultati della terapia genica sperimentale sono stati confrontati con un controllo sham, una procedura progettata per simulare la somministrazione di un farmaco sperimentale, senza fornire alcun trattamento attivo. Centoventisei pazienti hanno ricevuto OAV101 IT (75) o una procedura sham (51). Lo studio open label di fase IIIb Strength ha valutato sicurezza, tollerabilità ed efficacia della terapia genica sperimentale in pazienti con Sma di età compresa tra 2 e meno di 18 anni che avevano interrotto il trattamento con nusinersen o risdiplam. Nello studio sono stati arruolati 27 pazienti con età media (intervallo) di 7,4 anni. La durata media del trattamento precedente con risdiplam e nusinersen era rispettivamente di 2,98 e 4,32 anni. La Sma è una malattia neuromuscolare genetica rara causata dall'assenza di una versione funzionale del gene Smn1, che porta alla perdita irreversibile dei motoneuroni. Questa condizione compromette diverse funzioni muscolari, tra cui respirazione, deglutizione e movimento.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumori, cellule Carcik made in Italy efficaci contro la leucemia dei bimbi

(Adnkronos) - L'immunoterapia anticancro Carcik - basata su linfociti T prelevati da un donatore sano e geneticamente modificati in laboratorio in modo da riconoscere e aggredire le cellule tumorali, una volta reinfusi nel paziente - funziona contro la leucemia linfoblastica acuta di tipo B, forma che rappresenta circa l'80% delle nuove diagnosi di leucemia linfoblastica acuta, il tumore più frequente nei bambini under 14, che fa registrare oltre 400 casi all'anno. Uno studio condotto dalla Fondazione Tettamanti di Monza e dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha dimostrato l'efficacia e l'elevata tollerabilità delle cellule Carcik nel trattamento di 36 pazienti con leucemia linfoblastica acuta di tipo B con ricaduta di malattia dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche da donatore. In questi pazienti, 32 adulti e 4 bambini con leucemia altamente aggressiva e resistente a tutte le terapie disponibili, è stata ottenuta una remissione di malattia in più di 8 casi su 10. Il lavoro, sostenuto da fondi italiani e internazionali, è pubblicato sul 'Blood Cancer Journal'. L'immunoterapia Carcik è un approccio terapeutico al quale la Fondazione Tettamanti lavora dal 2015. A differenza delle Car-T commerciali che si ricavano dal paziente, le Carcik sono prodotte a partire dal sangue di un donatore sano grazie a un processo 10 volte meno costoso, più semplice e meno invasivo, che per 'armare' i linfociti T contro il cancro non richiede l'utilizzo di virus inattivati, bensì sequenze di Dna dette 'trasposoni'. La Fondazione Tettamanti - ricorda una nota - è una delle poche realtà in Europa in grado di mettere a punto una terapia Carcik. Le cellule vengono prodotte nel Laboratorio Verri, cell factory inaugurata nel 2003 e realizzata per iniziativa della Fondazione Mbbm (Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma) e dell'Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza con risorse della Fondazione Maria Letizia Verga, della Fondazione Tettamanti e del Comitato Stefano Verri. La Fondazione Tettamanti sta collaborando con il Centro di terapia cellulare 'Gilberto Lanzani' del Papa Giovanni di Bergamo, che si è affiancato a Monza nella produzione di cellule Carcik per i pazienti adulti arruolati nello studio.  "Questo studio è il risultato di un percorso di ricerca accademico che in soli 10 anni ha permesso l'ideazione, lo sviluppo preclinico e la sperimentazione con successo sui pazienti di un nuovo approccio terapeutico per forme di leucemia molto aggressive negli adulti e nei bambini - afferma Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti - La fondamentale collaborazione con enti autorevoli ed esperti in questo campo, come l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha consentito di raccogliere evidenze scientifiche significative a sostegno dell'efficacia e della tollerabilità delle Carcik". Cellule che "hanno ottenuto l'autorizzazione dall'Agenzia italiana del farmaco per la sperimentazione anche sui linfomi non Hodgkin di tipo B refrattari ai trattamenti e non candidabili a terapie con cellule Car-T attualmente disponibili".  "Nel corso degli ultimi anni i risultati terapeutici nella leucemia acuta linfoblastica hanno registrato progressi formidabili, che fortunatamente non si sono limitati ai pazienti pediatrici, ma si sono documentati anche in quelli di età superiore a 18 anni - spiega Alessandro Rambaldi, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell'Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo e professore ordinario di ematologia all'università Statale di Milano - Tuttavia una quota ancora significativa di pazienti ha necessità di un trapianto di cellule staminali allogeniche, dopo il quale si deve ancora registrare una recidiva di malattia nel 20-40% dei casi. Questi sono i pazienti per i quali gli studi con cellule Carcik allogeniche sono stati disegnati e condotti nel corso di questi anni, e va sottolineato che prima del trattamento con cellule Carcik tutti i pazienti erano ricaduti dopo uno o 2 trapianti allogenici (nel 25%)".  Nello studio, riassume Rambaldi, la terapia Carcik ha prodotto "una remissione completa ematologica di malattia nel'83% dei pazienti e tra questi la risposta era molecolare nell'89%. Con un periodo di osservazione mediano di 2,2 anni, la percentuale di sopravvivenza a 1 anno è stata del 57%. Nei 17 pazienti che prima della terapia sperimentale avevano ricevuto un solo trapianto allogenico e avevano ridotto la quota di malattia leucemica midollare sotto al 5%, la mediana di sopravvivenza non è stata ancora raggiunta e a 3 anni è pari al 58%". La tollerabilità del trattamento è stata molto elevata - riporta la nota - e non si è verificata la malattia del trapianto contro l'ospite, uno dei fattori di rischio dei trapianti di cellule ematopoietiche. Tutti i 36 pazienti sottoposti a questa terapia sperimentale sono stati trattati all'interno di 3 protocolli scientifici autorizzati dall'Aifa: 15 sono stati reclutati in uno studio di fase 1/2, 6 in un programma compassionevole e 15 in uno studio di fase 2, da febbraio 2019 a dicembre 2023. Lo studio è stato finanziato da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Cancer Research Uk, Fundación Científica de la Asociación Española Contra el Cáncer, ministero della Salute, Aifa e Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb) della Regione Lombardia. Gli autori ringraziano per il supporto la Fondazione Maria Letizia Verga, l'Associazione Amici di Duccio, l'Associazione 'Quelli che con Luca', la Fondazione Benedetta è la vita Onlus, l'Associazione italiana lotta alla leucemia, linfoma e mieloma (Ail), sezione Paolo Belli di Bergamo e il Comitato Stefano Verri.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tinder, anche in Italia sarà possibile verificare i profili con il documento

(Adnkronos) - Tinder ha annunciato l'implementazione della funzione "Verifica il tuo profilo" in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna, con il completamento previsto entro l'estate del 2025. Tale iniziativa mira a rafforzare l'autenticità dei profili degli utenti attraverso la verifica di foto e documenti d'identità. Il processo di verifica richiede la presentazione di un video selfie e di un documento di riconoscimento valido, quali patente di guida, passaporto o carta d'identità nazionale. Il sistema provvederà a controllare la validità del documento e a verificare l'età dell'utente, assicurando che quest'ultimo abbia superato i 18 anni. Nel caso in cui l'utente esegua contemporaneamente la verifica della foto, il sistema confronterà il volto nel video selfie con la foto sul documento e con almeno una delle foto del profilo. Gli utenti che completano la sola verifica della foto riceveranno un'icona a forma di fotocamera blu, mentre coloro che completano la verifica del documento riceveranno un'icona blu a forma di documento. Il completamento di entrambe le verifiche sarà contrassegnato da un segno di spunta blu. Yoel Roth, Head of Trust and Safety di Match Group, ha sottolineato l'obiettivo di rendere le app di Match Group un metodo sicuro e affidabile per conoscere nuove persone, evidenziando la continua evoluzione degli strumenti volti a garantire interazioni sicure sia online che offline. Inoltre, ha affermato che la risposta positiva alla funzionalità "Verifica il tuo profilo" nel Regno Unito, in Australia e negli Stati Uniti conferma il valore aggiunto che tale funzione apporterà ai profili su Tinder. Pamela Zaballa, CEO di NO MORE, ha commentato positivamente l'iniziativa, affermando che questa opzione aggiuntiva fornirà agli utenti ulteriore sicurezza e fiducia nelle interazioni con i loro match, confermando l'autenticità dei profili. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Opera integra l'IA per la gestione delle schede nel browser Opera One

(Adnkronos) - Opera, azienda norvegese operante nel settore dei browser, ha integrato i Comandi Tab AI nel suo prodotto Opera One, estendendo l'applicazione dell'intelligenza artificiale oltre la tradizionale interfaccia di chat. Questa nuova funzionalità consente agli utenti di gestire le schede aperte nel browser tramite comandi in linguaggio naturale. L'interazione con Aria, l'intelligenza artificiale integrata, avviene attraverso la Riga di Comando del browser, accessibile tramite scorciatoie da tastiera, o tramite il menu contestuale delle schede. Gli utenti possono impartire comandi per organizzare le schede, ad esempio raggruppandole per argomento o chiudendo schede specifiche, semplificando la gestione di un elevato numero di schede aperte. La gestione delle schede tramite comandi vocali offre un'alternativa all'organizzazione manuale, particolarmente utile in situazioni di elevato carico di schede. L'implementazione dei Comandi Tab AI è stata sviluppata nel rispetto della privacy dell'utente: i dati relativi alle schede rimangono nel dispositivo dell'utente, mentre ai server viene inviato esclusivamente il prompt fornito. Opera sottolinea l'evoluzione della gestione delle schede, funzionalità introdotta 25 anni fa, e il suo ruolo nell'innovazione del settore. Oltre ai Comandi Tab AI, sono previste ulteriori implementazioni di funzionalità AI in Opera One, Opera GX e Opera Air, tra cui miglioramenti alla modalità di scrittura, ottimizzazione delle risposte di Aria per specifiche aree tematiche e la possibilità di interagire con Aria direttamente dalle schede del browser. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giubileo, Ordini infermieri in piazza a Roma per la prevenzione

(Adnkronos) - La Fnopi - Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche domani 5 aprile, dalle 10 alle 16, animerà a Roma due delle quattro piazze per la prevenzione promosse in occasione del Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità dall'Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana. In piazza della Chiesa Nuova le infermiere e gli infermieri di Opi Napoli metteranno al centro dell'attenzione la prevenzione dell'arresto cardiaco attraverso la presentazione delle manovre rianimatorie e, soprattutto, l'esecuzione corretta della catena dei soccorsi. Verranno inoltre illustrati presidi e attrezzature del soccorso avanzato, strumenti importanti per gestire le emergenze extraospedaliere. A San Salvatore in Lauro gli infermieri del Cives (Coordinamento infermieri volontari emergenza sanitaria) si dedicheranno ai temi di protezione civile e i loro colleghi di Opi Bari condurranno altre attività di sensibilizzazione, educazione e formazione come la misurazione della pressione, spiegazioni sulle manovre di disostruzione e di primo soccorso Blsd con l'impiego di defibrillatore. In entrambe le piazze, dalle 10 alle 13 gli infermieri e le infermiere delle Commissioni d'Albo pediatriche proporranno campagne informative e suggerimenti pratici per le neomamme e per i propri bambini. Sarà presentato il 'Babywearing', antica pratica che attraverso l'uso di fasce, marsupi o Mei Tai risponde al bisogno del bambino di vicinanza, ricreando un ambiente simile a quello del grembo materno e favorendo il senso di protezione, contenimento e sicurezza. Verranno svolte attività di supporto pratico all'allattamento al seno, secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, e di diffusione dei numerosi benefici per la salute del bambino e della madre. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)