Rivoluzione nelle previsioni meteo, Europa lancia satellite sonda geostazionario
(Adnkronos) - Allerte più tempestive e accurate per proteggere vite umane, beni e infrastrutture: l’Europa ha compiuto un passo importante nel rafforzare la propria resilienza agli eventi meteorologici estremi con il lancio con successo del satellite Meteosat di Terza Generazione Sounder 1 (Mtg-S1). Lanciato il 1° luglio 2025, Mtg-S1 fornirà ai servizi meteorologici nazionali europei dati ad alta frequenza su temperatura, umidità e gas traccia nell’atmosfera, permettendo ai meteorologi di rilevare i primi segnali di condizioni estreme, estendere i tempi di preavviso e migliorare le previsioni. “Mtg-S1 fornirà una nuova tipologia di prodotti dati che aiuteranno gli specialisti degli stati membri Eumetsat a rilevare segnali di instabilità atmosferica ancora prima che si formino le nuvole - spiega Phil Evans, direttore generale di Eumetsat - Combinato con i dati dei satelliti di imaging Mtg, offrirà per la prima volta una visione dallo spazio dell’intero ciclo vitale delle tempeste convettive. Questo costituirà un supporto fondamentale per i servizi meteorologici nazionali, contribuendo a salvare vite, ridurre i disagi e rafforzare la resilienza. Gli effetti della crisi climatica non sono una minaccia futura: sono già evidenti in Europa, con tempeste più frequenti, ondate di calore più durature e cambiamenti nei modelli climatici. Mtg-S1 consentirà allerte più tempestive, decisioni di viaggio più sicure, risposte d’emergenza più efficaci e azioni più consapevoli. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile Mtg-S1: ai nostri team presso Eumetsat, agli stati membri, all’Unione Europea, all’Agenzia Spaziale Europea, ai servizi meteorologici nazionali e a tutti i nostri partner industriali e accademici. Questo lancio di successo è una testimonianza della forza della cooperazione europea. Ora guardiamo avanti, verso le prossime fasi e la preparazione del satellite per le operazioni a pieno regime”.
Mtg-S1 è il primo satellite meteorologico sonda geostazionario a sorvolare l’Europa e svolge due missioni principali: lo strumento Infrarossi Sounder e lo spettrometro Copernicus Sentinel-4 Ultravioletti Visibile Vicino Infrarosso dell’Unione Europea. Il Sounder a infrarossi di Mtg-S1 scansionerà ogni 30 minuti quasi 2.000 lunghezze d’onda nell’infrarosso termico per costruire profili verticali di temperatura, umidità e gas traccia. Questi dati saranno fondamentali per individuare rapidamente lo sviluppo di condizioni convettive, rivelando improvvisi cambiamenti nell’instabilità, nell’umidità o nel vento anche prima che si formino le nuvole. Combinato con le immagini dei satelliti di imaging Mtg, offrirà una visione continua del ciclo completo di una tempesta, dall’instabilità iniziale ai fulmini fino alla dissipazione. Le osservazioni di Mtg-S1 miglioreranno anche le previsioni a brevissimo termine (nowcasting), le previsioni giornaliere, i modelli che collegano meteo, qualità dell’aria e clima, oltre al monitoraggio climatico di lungo periodo.
La missione Copernicus Sentinel-4 fornirà dati orari su inquinanti e aerosol - compresi quelli derivanti da incendi boschivi ed eruzioni vulcaniche - che permetteranno agli esperti di monitorare le emissioni, migliorare le previsioni sulla qualità dell’aria e supportare le politiche pubbliche e ambientali. Copernicus è il componente di Osservazione della Terra del Programma Spaziale dell’Unione Europea. “Queste due missioni rivoluzionarie cambieranno il modo in cui prevediamo sia i fenomeni meteorologici estremi che la qualità dell’aria in Europa - spiega Simonetta Cheli, direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’Esa - Grazie al lavoro straordinario dei nostri team con Eumetsat, la Commissione Europea e decine di partner industriali europei, possiamo ora guardare a un futuro con previsioni più precise e tempestive su tempeste e inquinamento atmosferico”. “Mi congratulo calorosamente con tutti coloro che hanno partecipato al lancio di Mtg-S1 e Copernicus Sentinel-4, che miglioreranno notevolmente la capacità dell’Europa di monitorare l’atmosfera dallo spazio. Questo successo è un potente esempio di come la cooperazione europea possa fornire dati essenziali a supporto di servizi come il Copernicus Atmosphere Monitoring Service, per proteggere la salute pubblica, rafforzare il monitoraggio ambientale e migliorare la vita in Europa”, aggiunge Christoph Kautz, direttore per le Politiche Spaziali, Osservazione della Terra e Navigazione Satellitare presso la Commissione Europea. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Policlinico Campus Bio-Medico, Vincenzo Denaro confermato direttore scientifico
(Adnkronos) - Dalla chirurgia mininvasiva tramite tecnologia robotica alla medicina rigenerativa con cellule staminali, fino all’utilizzo sempre più diffuso dell’Intelligenza Artificiale. Si tratta solamente di alcune delle principali frontiere che caratterizzano l’evoluzione della ricerca della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico impegnata in questa fase nel percorso di accreditamento come Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) nella disciplina delle patologie dell’apparato locomotore. Un percorso che continuerà a essere coordinato dal professor Vincenzo Denaro che è stato confermato nel suo ruolo di direttore scientifico fino alla fine del 2026. Con questa nomina il Consiglio di Amministrazione ha rinnovato la sua fiducia nei confronti di una figura riconosciuta nel panorama sanitario nazionale e internazionale che, con il suo lavoro, ha fornito un contributo fondamentale allo sviluppo del Policlinico Campus Bio-Medico nei suoi oltre 30 anni di storia. Nella stessa occasione è stato riconfermato anche il professor Umile Giuseppe Longo, responsabile della Traumatologia dello Sport della Fondazione, nella veste di vicedirettore scientifico. Il Policlinico Campus Bio-Medico può contare oggi su oltre 60 unità operative di ricerca e vantare più di 700 studi clinici attivi con oltre 8.000 pazienti coinvolti. I progetti finanziati attraverso bandi competitivi o ricerche commissionate sono più di 60, mentre negli ultimi tre anni il numero di pubblicazioni scientifiche ha superato quota 1.400, di cui oltre 700 solo nel 2024. Ortopedico e accademico di lungo corso, Vincenzo Denaro - ricorda una nota - è primario emerito del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. In passato è stato presidente della Società italiana di chirurgia vertebrale e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il suo contributo è stato decisivo per la definizione di un modello avanzato di medicina traslazionale, capace di trasformare gli esiti dell’innovazione tecnologica in soluzioni terapeutiche per i pazienti. Nel ruolo di Direttore Scientifico, il professor Denaro continuerà a portare avanti i programmi di sviluppo scientifici e clinici del Policlinico, in coerenza con la missione della Fondazione, ispirata a un’integrazione profonda tra progresso, cura e centralità della persona. "Questa conferma è per me un grande onore e una grande responsabilità, ringrazio sentitamente il Consiglio di Amministrazione, il Presidente Carlo Tosti e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Paolo Sormani - ha commentato Denaro -. La ricerca è il cuore pulsante di un policlinico universitario come il nostro, perché contribuisce non solo al progresso scientifico, ma anche alla formazione delle nuove generazioni di professionisti e alla qualità dell’assistenza sanitaria. Il nostro obiettivo resta quello di migliorare concretamente la salute delle persone attraverso la conoscenza e la formazione. Ogni giorno vediamo quanto sia importante portare in corsia i progressi della medicina, in particolare nei campi della chirurgia e della prevenzione". "La conferma del professor Denaro è in linea con la visione che guida la nostra Fondazione, secondo cui la ricerca rappresenta una delle forme più alte di cura" ha osservato il presidente del Policlinico Campus Bio-Medico Carlo Tosti, sottolineando come sia proprio "attraverso l’avanzamento scientifico che possiamo garantire una medicina sempre più vicina alla persona e capace di rispondere con competenza alle grandi sfide del nostro tempo. Nel lavoro del professor Denaro si riflettono i valori fondanti della nostra natura di Teaching and Research Hospital: un sapere che mette la conoscenza al servizio dell’essere umano e del bene comune". "La direzione scientifica svolge un ruolo essenziale nelle attività e nel percorso di sviluppo di un Policlinico come il nostro in cui ricerca, attività clinica e tecnologia avanzata si pongono in stretta correlazione tra loro”, ha aggiunto l’Amministratore delegato e Direttore generale del Policlinico Campus Bio-Medico Paolo Sormani - In questi anni anche grazie al lavoro del professor Denaro, abbiamo rafforzato l’identità del nostro istituto come luogo in cui si generano soluzioni terapeutiche innovative, con impatti concreti sulla qualità di vita dei pazienti. Oggi la sfida si gioca sull’Intelligenza artificiale, sulla medicina rigenerativa e personalizzata, sulla digitalizzazione dei percorsi di cura: ambiti strategici che richiedono competenze solide e una visione lungimirante, che sono sicuro la nostra direzione scientifica continuerà a garantire". In tal senso, la Fondazione - conclude la nota - ha anche annunciato di recente il varo del nuovo Advisory Board scientifico guidato dal Premio Nobel per la Medicina nel 2013 Randy Wayne Schekman. Un organo consultivo composto da sei esperti di fama internazionale in ambito medico-scientifico istituito con l’obiettivo di accompagnare e sostenere i progetti di ricerca, clinici e di innovazione del Policlinico. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Calderone (Assica): "Con dazi al 10% boom costi per aziende salumi, in 2025 atteso calo export in Usa'
(Adnkronos) - "Noi siamo un Paese che trasforma, per il quale l'export è fondamentale. E quindi qualsiasi spesa aggiuntiva può ridurre i margini. Abbiamo ormai da un paio di mesi negli Stati Uniti il dazio al 10% e si tratta di spese molto alte e complesse per le aziende da assorbire. Le imprese devono incamerare questo aumento, insieme al cambio euro-dollaro che in questo momento non è favorevole. Quindi anche il 10%, che è quello che probabilmente rimarrà, non va bene per le aziende. Per il 2025 ci aspettiamo un calo dell'export di salumi made in Italy, legato anche a un effetto fisiologico per le scorte che sono state fatte non appena è iniziata a circolare la voce sui dazi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Davide Calderone, direttore generale di Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) aderente a Confindustria, che rappresenta uno dei fiori all'occhiello del made in Italy, con 30mila addetti e 900 aziende di trasformazione, fa il punto sugli effetti dei dazi al 10% negli Usa per i salumi italiani. Nel 2024, le esportazioni di salumi italiani verso i Paesi terzi, secondo i dati Assica, hanno raggiunto quota 66.007 tonnellate per un valore di 791,5 milioni di euro, segnando una crescita dell’11,9% in quantità e del 14,2% in valore. A trainare il risultato sono stati in particolare gli Stati Uniti, con arrivi di salumi italiani per 20.188 tonnellate (+19,9%) per 265,1 milioni di euro (+20,4%). E il 2024, sottolinea Calderone, è stato un anno sostanzialmente positivo per il comparto salumi made in Italy visto che "è aumentata la produzione e anche l'export, ma ci sono luci e ombre, visto che abbiamo un mercato interno praticamente saturo". E tornando ai dazi Usa l'attività di Assica è incessante a sostegno delle imprese italiane. "Stiamo facendo il possibile per fare la nostra parte, spiegando all'amministrazione americana che i nostri prodotti in Usa danno anche lavoro, perchè ci sono i commerciali e poi tante aziende che hanno creato stabilimenti di affettamento e confezionamento in Usa. E quindi un dazio per un prodotto che arriva in Usa diventa anche un problema per un'azienda che opera in Usa e paga le tasse nel Paese", sottolinea. Cercare strade alternative agli Usa, spiega Calderone, non è semplice. "Guardare ad altri mercati -spiega- è una frase che si può dire ma poi metterla in pratica non è così scontato. Se si pensa al mondo dei salumi possiamo dire che li facciamo solo noi, con qualche eccezione, e non è semplice questi prodotti nel mondo in popolazioni non abituate. Quindi ci vuole tempo, informazione, promozione, presenza. Ad esempio quello americano è un mercato che sta dando finora soddisfazioni, ma dietro c'è un lavoro di molti anni di investimenti e di impegno per farlo diventare così, con anche ulteriori margini di crescita", sottolinea. E in questi mesi sull'attività e l'export delle aziende continua a pesare la peste suina africana che ha colpito il nostro Paese. "A causa della peste suina africana abbiamo calcolato un mancato export di salumi made in Italy nei Paesi asiatici per 20 milioni di euro al mese, a partire da quando è scoppiata l'emergenza con i primi cinghiali malati nel 2022", sottolinea Calderone. "I Paesi che hanno chiuso all'export per colpa del virus-continua Calderone- sono il Giappone in particolare, la Cina, altri paesi con delle limitazioni, e questo è un problema che persiste ancora oggi. Con il Giappone siamo riusciti a ottenere la riapertura per i prodotti cotti al momento, visto che la cottura inattiva il virus, e stiamo trattando anche per i prodotti a lunga stagionatura che è un altro metodo di inattivare il virus", conclude. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Medici ambiente, 'aumenta età biologica organismo e la pelle è più a rischio'
(Adnkronos) - Le ondate di calore nelle città italiane, unitamente all'incremento dell'inquinamento atmosferico, accelerano l’invecchiamento della pelle e aumentano il rischio di tumori cutanei. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che con l’innalzamento delle temperature su tutto il territorio nazionale richiama l’attenzione sulla salute della pelle. "Con l’arrivo dell’estate, la pelle si trova in prima linea: è al tempo stesso una barriera protettiva contro i raggi solari e un bersaglio vulnerabile per l’inquinamento atmosferico e il caldo estremo sempre più frequente negli ambienti urbani – spiega Sima - L’inquinamento compromette anche l’equilibrio del microbiota cutaneo, favorendo processi infiammatori e accelerando l’invecchiamento cellulare". "Uno degli studi più autorevoli in materia, pubblicato sul 'Journal of Investigative Dermatology', ha esaminato la pelle di 400 donne tra i 70 e gli 80 anni: i risultati mostrano che coloro che vivevano in aree urbane ad alta esposizione al traffico e al particolato fine (PM2.5) presentavano fino al 20% in più di iperpigmentazioni rispetto a chi risiedeva in zone meno inquinate - ricorda Sima - Un impatto paragonabile a quello del fumo di sigaretta. Anche l’ozono troposferico, un inquinante che si forma prevalentemente nei mesi estivi, è stato correlato a un aumento della profondità e diffusione delle rughe. Uno studio tedesco ha evidenziato come l’ozono degradi i lipidi protettivi della pelle e induca uno stress ossidativo persistente". Il caldo, inoltre, "agisce direttamente sul cosiddetto orologio biologico della pelle: le temperature elevate, sempre più comuni nelle estati cittadine, accelerano i processi d’invecchiamento. Una recente ricerca americana pubblicata su 'Science Advances' nel 2025 ha rilevato che l’esposizione prolungata a giornate molto calde (oltre i 32 gradi) è associata a un invecchiamento biologico precoce: a livello cellulare, chi vive in aree soggette a caldo estremo mostra un’età biologica fino a 14 mesi superiore rispetto a chi vive in zone più fresche", avvertono gli esperti. “I danni estetici rappresentano solo la punta dell’iceberg - sottolinea il presidente Sima, Alessandro Miani - L’invecchiamento cutaneo causato da inquinanti, calore e radiazioni Uv è strettamente connesso all’aumento del rischio oncologico. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 90% dei tumori cutanei non melanoma è attribuibile all’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti – sia naturali che artificiali. In Italia, i dati dell’Associazione italiana registri tumori confermano un trend in crescita: nel 2023 sono stati registrati circa 24.000 nuovi casi di melanoma, con un incremento del 20% negli ultimi dieci anni. Il rischio è particolarmente elevato nelle aree urbane soggette a effetto isola di calore e prive di adeguata copertura vegetale”. Cosa possiamo fare, concretamente? Proteggere la pelle non è solo una scelta estetica, ma un vero e proprio atto di prevenzione sanitaria. Ecco le raccomandazioni della Società Italiana di Medicina Ambientale, "valide soprattutto nel periodo estivo: evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 16); applicare quotidianamente creme solari ad ampio spettro (Uva, Uvb e con filtri anti-inquinamento), anche in ambito urbano; integrare l’alimentazione con antiossidanti naturali, come vitamine C ed E e polifenoli; privilegiare la frequentazione di aree verdi e alberate, che contribuiscono ad abbassare la temperatura locale e migliorare la qualità dell’aria; monitorare i livelli di ozono e PM2.5 tramite app o bollettini Arpa, evitando attività fisica all’aperto nei giorni critici; l’uso di prodotti dermatologici contenenti prebiotici e postbiotici rappresenta una strategia innovativa, accessibile e scientificamente fondata per preservare la salute della pelle, mantenere un microbiota equilibrato e ridurre i danni da smog". “La pelle è un sofisticato sensore ambientale, ma anche un organo vulnerabile - conclude Paolo Mezzana, chirurgo plastico e Coordinatore Sima per la Regione Lazio - Le evidenze scientifiche ci confermano che vivere a contatto con la natura – anche all’interno delle città – contribuisce a ridurre il carico tossico e favorisce i processi rigenerativi. Integrare verde, acqua, ombra e biodiversità negli spazi urbani non è solo una scelta estetica, ma una vera e propria strategia di salute pubblica”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dopo cancro prostata protesi per deficit erettile 'costa meno di farmaci, va inserita nei Lea'
(Adnkronos) - La disfunzione erettile dopo un tumore alla prostata è un problema che devono affrontare molti uomini e spesso la strada è quella della terapia farmacologica. Ma potrebbe essere meno indicata da un punto di vista di costo-efficacia rispetto all'impianto di una
protesi peniena
di ultima generazione. E' la conclusione a cui sono arrivati i professori Antonio
Aversa e Gabriele Antonini che evidenziano all'Adnkronos Salute "l'inefficienza dei farmaci Pde5i nei pazienti oncologici" e lanciano un appello "per inserire l'impianto protesico nei Lea, Livelli essenziali di assistenza, perché la protesi è più efficace e sostenibile" rispetto alle terapie contro la disfunzione erettile. "Nel nostro Paese - ricordano gli esperti - migliaia di uomini che hanno subito un intervento per tumore della prostata continuano a ricevere trattamenti farmacologici rimborsati dal Ssn per la disfunzione erettile, senza però ottenere benefici clinici significativi. Un paradosso sanitario ed economico che rischia di alimentare costi inutili a carico dello Stato, a fronte di soluzioni chirurgiche più efficaci e durature". "I pazienti con disfunzione erettile su base neurogena, tipicamente dopo prostatectomia radicale, ricevono inibitori della fosfodiesterasi-5 (Pde5i) come Viagra e Cialis in
regime di nota 75, ma in oltre il 40% dei casi abbandonano il trattamento per inefficacia clinica", afferma Antonio Aversa, ordinario di Endocrinologia all'Università Magna Graecia di Catanzaro e direttore del Master in Andrologia clinica. Secondo uno studio pubblicato su 'Translational Andrology and Urology', il costo dell'impianto protesico negli Usa è risultato il più conveniente con un costo di 22mila dollari/10 anni, mentre la terapia farmacologica con Pde5i presentava costi di 53mila dollari/10 anni. "In Italia, nel nostro sistema sanitario, il farmaco è rimborsato a circa 6,30 euro per dose da 20 mg. Considerando un consumo medio di 2 dosi a settimana (40 mg/settimana), ossia la dose riabilitativa necessaria, si arriva a un consumo medio annuale di circa 104 dosi, per un costo complessivo che si aggira sui 655 euro annui - precisa Aversa - Proiettata la spesa su 15 anni, il costo supera i 9.800 euro, che con l'inflazione, arriva tranquillamente a oltre 12mila euro per paziente (considerando la media inflazionistica Istat degli ultimi 15 anni). Inoltre, a questo si aggiunge un tasso di efficacia clinica decisamente insoddisfacente". A supporto di questa visione, Gabriele Antonini, urologo-andrologo e uno dei principali specialisti a livello europeo nell'impianto di protesi peniene idrauliche tricomponenti, sottolinea che "la protesi peniena rappresenta l'unica soluzione definitiva nei casi di disfunzione erettile post-oncologica. Si tratta di un intervento mininvasivo, con accesso infrapubico di soli 2 cm, risolutivo in una singola seduta operatoria, soprattutto se eseguito in centri di altissima specializzazione". Antonini precisa che nei casi di prostatectomia per tumori localmente avanzati, in cui non è possibile risparmiare i fasci neurovascolari, "è indicato eseguire l'impianto protesico contestualmente alla prostatectomia robotica radicale, così come avviene per la mastectomia con ricostruzione mammaria nella donna. È una questione di dignità, salute sessuale e qualità della vita". L'appello dei due esperti è chiaro: "Inserire l'impianto di protesi peniena tra i Lea, per garantire a tutti gli uomini affetti da disfunzione erettile post-oncologica un accesso equo e rimborsabile a questa terapia risolutiva". "Un più ampio ricorso alla chirurgia protesica - conclude Antonini - ridurrebbe anche i costi unitari dei dispositivi, oggi a circa 8.000 euro, ma potenzialmente abbattibili fino a 3.500 come avviene già in Francia grazie alla maggiore diffusione. Più salute, meno spesa, più dignità per il paziente oncologico". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Francobollo per 60 Fondazione Airc, impegno per ricerca oncologica in Italia
(Adnkronos) - Presentato oggi il francobollo dedicato ai 60 anni della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, emesso dal Ministero nell’ambito della serie tematica 'Valori sociali'. La cerimonia si è tenuta presso il Salone degli Arazzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy con delega alla filatelia, Fausta Bergamotto. L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo della ricerca e della comunità di Airc, riuniti per celebrare l’impegno pluridecennale della Fondazione nel finanziare la migliore ricerca indipendente sul cancro in Italia e per promuovere la cultura della salute e della prevenzione nelle scuole, nelle piazze, nelle aziende e attraverso i mezzi di comunicazione. In un momento storico segnato da crescenti difficoltà per il mondo scientifico – l’impegno continuativo e indipendente di Fondazione Airc al fianco dei ricercatori si è rafforzato anno dopo anno confermandosi un presidio fondamentale per il progresso della ricerca e la formazione di una nuova generazione di scienziati. "Quando l’Airc ha iniziato la propria attività nel 1965, parlare pubblicamente di malattie oncologiche era ancora un tabù, in quanto una diagnosi oncologica era spesso priva di speranza, e il malato e la sua famiglia erano costretti a farsi carico della sofferenza dovuta alla malattia in totale solitudine, senza forme di supporto specialistico e di comprensione sociale - ha dichiarato, in apertura dei lavori Fausta Bergamotto, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con delega alla filatelia - Airc ha contribuito fattivamente in questi decenni a risultati molto incoraggianti. Un merito sociale nei confronti del nostro Paese che, in virtù della mia delega anche in ambito filatelico, ho deciso di comune accordo con il Ministro di riconoscere con un monumento indelebile, qual è l’emissione fila-telica che a breve andremo a disvelare, e per la cui realizzazione e supporto ringrazio l’Istituto Poligra-fico e Zecca dello Stato e Poste Italiane". "Il primo luglio per Airc è una data importante, perché proprio in questo giorno, sessant’anni fa, venne costituita l’Associazione Italiana per la Promozione delle Ricerche sul Cancro, diventata poi Fondazione Airc per la ricerca sul cancro Ets. Oggi Airc rappresenta il primo polo privato di finanziamento della ricerca indipendente sul cancro in Italia. Una responsabilità che sentiamo molto forte, consapevoli che il 70% della ricerca competitiva in Italia è sostenuta dalla nostra Fondazione. L’emissione di questo francobollo è un riconoscimento importante perché vuole celebrare l’impegno di una comunità compo-sta da migliaia di persone – ricercatori, volontari e sostenitori – che in sessant’anni hanno contribuito a trasformare la ricerca sul cancro da sogno pionieristico a solida realtà scientifica, competitiva a livello internazionale – dichiara il Presidente di Fondazione Airc, Andrea Sironi. Dalla sua nascita, Airc ha destinato oltre 2,5 miliardi di euro alla ricerca competitiva, contribuendo a risultati concreti: oggi il 50% delle persone colpite da tumore guarisce, recuperando la stessa aspettativa di vita di chi non si è ammalato". A rappresentare gli oltre 5.400 medici e ricercatori sostenuti dalla Fondazione, e coerentemente con l’illustrazione del francobollo, è intervenuta la dottoressa Lisa Salvatore, medico oncologo presso il Policlinico Gemelli e titolare di un My First Airc Grant. "Essere qui oggi significa moltissimo per me. È un vero onore - ha detto Salvatore - poter rappresentare tutti i ricercatori e le ricercatrici sostenuti dalla Fondazione, per i quali AIRC è un punto di riferimento prezioso: non solo finanzia le nostre ricerche, ma ci incoraggia ogni giorno a dare il meglio". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Twiga Baia Beniamin, con LMDV Hospitality Group il beach club si rinnova
(Adnkronos) - Con la stagione estiva, Twiga Baia Beniamin si presenta con un’identità rinnovata: un format firmato LMDV Hospitality Group che unisce cucina mediterranea, influenze sudamericane e intrattenimento progressivo. La spiaggia è attiva ogni giorno dalle 10:30, con servizio pranzo attivo nel weekend (venerdì–domenica, 12:30–18:00) e, da luglio, tutti i giorni. Sempre da luglio, il locale apre anche a cena ogni venerdì e sabato, dalle 20:00 a mezzanotte. Il cuore della proposta gastronomica è la griglia a vista, su cui si preparano piatti di carne e pesce dal gusto diretto, con un mix tra tecnica mediterranea e sapori latini. Dalle 14:30, il DJ cambia il ritmo della giornata: la spiaggia si accende, il locale si trasforma e prende vita un format da beach party spontaneo, pensato per chi cerca un’esperienza rilassata ma piena di energia. “Con Twiga Baia Beniamin abbiamo rinnovato una tradizione, dando al locale un’identità più attuale, in linea con la nostra idea di ospitalità: cucina, musica e atmosfera in un flusso continuo”, afferma Carlo Ziller, ceo di LMDV Hospitality Group. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Laboratorio Virologia dello Spallanzani è riferimento in consorzio Ue
(Adnkronos) - Il laboratorio di Virologia dell’Inmi Spallanzani di Roma è stato designato dalla Commissione Europea come “Laboratorio di riferimento europeo per la sanità pubblica sui patogeni virali emergenti, zoonotici e veicolati da roditori” nell'ambito del consorzio 'Ue Reference Laboratory for Emerging, Rodent-borne and Zoonotic Viral Pathogens' di cui lo Spallanzani è partner insieme alla Public Health Agency of Sweden (Svezia), al Pasteur Institute (Francia) e al National Center for Public Health and Pharmacy (Ungheria). "A rappresentare l’Istituto italiano è Francesca Colavita, responsabile scientifico del progetto per lo Spallanzani, che nei giorni scorsi ha preso parte alla prima riunione ufficiale del consorzio svoltasi presso l’Istituto Pasteur di Parigi e successivamente al primo incontro della rete dei Laboratori di Riferimento dell’Unione Europea (Eurl) organizzato a Lussemburgo dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in collaborazione con la Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione Europea. "Questi due incontri – spiega la Colavita - rappresentano una tappa fondamentale per l’avvio delle attività dell’Eurl. Sono stati momenti preziosi per condividere strategie, rafforzare le collaborazioni tra i partners e con le istituzioni europee, strutturare operativamente il lavoro assegnato nell’ambito della preparazione e gestione delle emergenze di sanità pubblica legate alle malattie infettive. Come laboratorio di riferimento europeo siamo impegnati nel supporto alla diagnosi e alla sorveglianza dei patogeni virali emergenti a trasmissione zoonotica, contribuendo a rafforzare la risposta europea a eventuali focolai epidemici causati da virus ad alta patogenicità tra cui arenavirus, filovirus, hantavirus, henipavirus, lyssavirus, poxvirus e la cosiddetta ‘malattia X’, ovvero un possibile patogeno ad alto potenziale pandemico ancora sconosciuto. Svolgeremo attività di assistenza scientifica e tecnica per la Commissione Europea e l’Ecdc e dovremmo assicurare il coordinamento, la comunicazione e la diffusione delle informazioni ai laboratori di riferimento nazionali e della rete all’interno dell’Unione Europea. Un ruolo centrale che ci rende particolarmente orgogliosi”. Il direttore del Laboratorio di Virologia, Fabrizio Maggi, ha commentato: “Questa designazione rappresenta la certificazione del grande lavoro che il nostro laboratorio porta avanti da anni nel campo dei virus ad alta patogenicità. È un riconoscimento dell’elevata professionalità di tutto il nostro personale e conferisce prestigio all’Istituto, sottolineando il ruolo strategico che i laboratori italiani possono svolgere a livello internazionale su tematiche cruciali per la salute pubblica”. Anche la direttrice generale dell’Inmi, Cristina Matranga, ha espresso grande soddisfazione: "Questo importante riconoscimento testimonia l’eccellenza scientifica e tecnologica del nostro Istituto nel campo della virologia e conferma il nostro impegno per la sicurezza e la salute pubblica. L’esperienza dei nostri ricercatori, unita a un’infrastruttura all’avanguardia, rende il nostro laboratorio particolarmente adatto a coordinare e guidare gli sforzi comuni dell’Unione Europea. Il nostro obiettivo è continuare a offrire servizi di alta qualità e ricerca innovativa per affrontare le sfide poste dai virus emergenti, contribuendo attivamente alla protezione della salute globale". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
K-Pop e videogiochi, le Aespa collaborano con Street Fighter 6
(Adnkronos) - Street Fighter 6 si prepara ad accogliere una collaborazione insolita: a partire dal 4 luglio 2025, l’universo del celebre picchiaduro Capcom si fonde con il mondo del K-pop grazie alla speciale collaborazione con il gruppo æspa di SM Entertainment. L’evento vedrà il debutto di contenuti esclusivi che faranno la gioia sia dei gamer più accaniti che dei fan del quartetto coreano. Tra gli highlight della collaborazione spicca il nuovo outfit per Juri, denominato Juri: Outfit 4 feat. æspa, disponibile in dieci colorazioni e ispirato ai concept visivi dell’ultimo album del gruppo. Il costume potrà essere acquistato nel negozio del gioco al costo di 350 Fighter Coins per un periodo limitato, da venerdì 4 luglio 2025 alle 09:00 fino a sabato 4 luglio 2026 alle 08:59. Ma la vera novità è l’introduzione della prima artista virtuale come commentatrice in tempo reale del gioco: nævis, figura chiave dell'immaginario æspa, si unisce al roster dei commentatori di SF6 con voice-over in coreano, giapponese e inglese. Nata digitalmente nel 2020 e passata alla ribalta come compagna virtuale del gruppo, nævis ha debuttato nel mondo musicale con un singolo indipendente nel 2024. Ora porta la sua personalità curiosa e brillante direttamente nel gioco, offrendo reazioni uniche che faranno impazzire i fan del K-pop. L’evento include anche oggetti speciali della collaborazione: sfondi per dispositivi, cornici fotografiche e titoli esclusivi saranno riscattabili entrando nella sezione “æspa x Street Fighter 6 Collaboration News” nel gioco, tra il 4 luglio e il 5 agosto 2025. Durante questo stesso periodo, anche il Battle Hub sarà completamente decorato a tema æspa, trasformandosi in un ambiente immersivo che celebra l’estetica cyber-pop del gruppo. E non è finita qui: tutti i giocatori che accederanno durante la collaborazione riceveranno un oggetto gratuito a tema, un omaggio esclusivo per celebrare l’incontro tra musica e combattimento. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apple valuta OpenAI e Anthropic per l’intelligenza artificiale di Siri
(Adnkronos) - Apple sta ancora faticando a rilanciare Siri con capacità avanzate basate su intelligenza artificiale generativa, e per farlo starebbe prendendo in considerazione un’opzione finora impensabile: affidarsi a società esterne. Secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg, l’azienda guidata da Tim Cook ha avviato dei test con modelli linguistici avanzati (LLM) di OpenAI (ChatGPT) e Anthropic (Claude), valutandone le prestazioni su richieste semplici all’interno dei propri ambienti cloud privati. Il progetto “LLM Siri”, ossia l’evoluzione dell’assistente vocale potenziato da AI, ha subito una serie di ritardi, tra cui lo slittamento del lancio inizialmente previsto per marzo. La mancanza di risultati convincenti ha portato Apple a una ristrutturazione interna: Mike Rockwell, in precedenza a capo del team Vision Pro, è stato nominato responsabile della divisione AI e Siri dopo che lo stesso CEO Tim Cook avrebbe perso fiducia nella precedente guida del progetto, John Giannandrea. Il confronto tra modelli linguistici non si limita agli sviluppi interni: oltre a testare Claude e ChatGPT, il team di Rockwell ha preso in considerazione anche Gemini, il modello di Google già integrato nei dispositivi Android e nella linea Pixel. Ma, secondo Bloomberg, è Claude di Anthropic ad aver dato finora i risultati più promettenti. L’interesse di Apple per Claude avviene in un contesto competitivo in cui Google ha stretto accordi con Samsung e Motorola per integrare i suoi modelli AI, mentre Apple avrebbe anche esplorato la possibilità di acquisire Perplexity, startup in rapida crescita nel settore dell’AI conversazionale. Un dettaglio rilevante: durante il keynote della WWDC di giugno, la nuova Siri con intelligenza artificiale non è mai stata mostrata. Un’assenza significativa, spiegata dallo stesso Greg Joswiak (SVP di marketing globale di Apple), che ha ammesso come la tecnologia “non abbia ancora raggiunto i nostri standard di qualità”. Nonostante i test con partner esterni, Apple non ha abbandonato completamente lo sviluppo dei propri modelli linguistici. L’ipotesi di integrare un LLM di terze parti in Siri resta ancora in una fase preliminare e nulla è stato deciso. Ma il quadro è chiaro: Apple si muove con cautela, consapevole di essere in ritardo nella corsa all’intelligenza artificiale generativa, ma decisa a colmare il gap. E questa volta, potrebbe farlo anche chiedendo aiuto alla concorrenza. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










