Il Giro Automobilistico d'Italia riparte a settembre 2025
(Adnkronos) - Mancano ancora un paio di mesi è il Giro Automobilistico d'Italia, storico evento dedicato al mondo dell'automobile (la prima edizione risale al lontano 1934), ridiventerà realtà. L’edizione del 2025 vuole essere solo una preview di quella che sarà la vera e propria gara, a calendario dal 2026. Nei prossimi anni il “
Giro Automobilistico d'Italia”
attraverserà tutta l’Italia da Nord a Sud, passando anche per il Centro e per le due isole maggiori. Il Giro Automobilistico d’Italia 2025 partirà da Torino l’11 settembre prossimo, farà tappa a Bormio il giorno successivo e si chiuderà presso la prestigiosa Villa Reale di Monza il 13 settembre.
A settembre di quest'anno, il Giro Automobilistico d'Italia si configura come un affascinante tour non competitivo, un autentico “
Museo Dinamico
” che prenderà vita sulle strade italiane. L'evento vedrà la partecipazione di un numero limitato di equipaggi privati, a bordo di vetture di altissimo pregio e dall'inestimabile valore iconico. Queste magnifiche automobili saranno affidate a nomi di spicco del panorama delle competizioni automobilistiche d'epoca e a personalità di rilievo, tutti uniti dalla profonda passione per il fascino intramontabile delle auto storiche. A partire dal 2026, l'evento assumerà invece una nuova dimensione, trasformandosi in una vera e propria gara di regolarità, perfettamente integrata nel circuito delle auto storiche. Questa evoluzione sarà arricchita dall'introduzione di entusiasmanti gare di velocità su tracciati selezionati e da indimenticabili momenti di “vita da paddock”. In questa anticipazione, le vetture sfileranno in un percorso esclusivo, seppur ridotto rispetto a quello 2026, che partirà da Torino, per arrivare alla Villa Reale di Monza privilegiando una delle località più suggestive d’Italia, Bormio, per un ideale gemellaggio con le Olimpiadi Invernali 2026. A Bormio sarà organizzata una cena di gala per tutti i partecipanti. Nel corso dell’esclusiva serata, avrà luogo anche la cerimonia di premiazione delle vincitrici. La serata sarà occasione di condivisione del vero spirito di gruppo e di celebrazione attraverso una competizione sana con l’eleganza dei gentlemen e delle ladies drivers. L'evento celebrativo si conferma anche un'anteprima dei regolamenti e dei percorsi del primo “Giro Automobilistico d'Italia”, un progetto quadriennale che dal 2026 attraverserà l'Italia, accendendo la passione per i motori in ogni tappa. Con il Patronato di Regione Lombardia, e Patricini di Bormio e Monza, l’edizione 2025 vedrà sfilare sulle strade prestigiose vetture (la lista definitiva dei modelli partecipanti è ancora in fase di definizione ) quali: Ferrari Spider California, Alfa Romeo 1900 CSS, vittoriosa all’edizione del Giro nel 1954, Ferrari 308 GTS, Fiat Abarth131 Rally, Lancia Aprilia, Alfa Romeo 6C 1750, Lancia Stratos, Ferrari 365GT, Alfa Romeo Giulia SS, Ferrari 512 BB, Lancia Flaminia, Porsche 356 e molte altra ancora. Dopo un'attenta analisi dei format e delle gare che caratterizzano il mondo del motorismo storico ha rivelato l'esistenza di ampi margini di innovazione in questo specifico settore. Forte di questa visione strategica, SG Company si impegna ad apportare significative novità al “Giro”, garantendo ai partecipanti un'esperienza rinnovata e all'avanguardia. "Il nostro obiettivo è posizionare il Giro Automobilistico d’Italia come un appuntamento imperdibile per il settore automotive, combinando tradizione e nuove esperienze immersive. Grazie al contributo di ognuna delle sisters, siamo certi di poter rendere questo evento un unicum nel suo settore, che crediamo creerà nuovi benchmarks. L’intento è realizzare qualcosa che sia capace di trasformare l’esperienza da sogno in realtà” – dichiara Davide Verdesca, CEO di SG Company.
Nell’ottica di rendere la gara il meno impattante possibile per l’ambiente, è prevista la compensazione della Carbon Footprint e la cerificazione di tutte le auto partecipanti, non solo creando una scheda di storytelling dalla loro origine alla gara, ma iscrivendo la vettura in blockchain al fine di creare un vero passaporto digitale che conterrà, negli anni, ogni informazione utile di ciascuna delle vetture partecipanti.
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Toyota GR Yaris Aero Performance: dai rally alla strada
(Adnkronos) - La GR Yaris si spinge oltre i limiti grazie a una nuova edizione ad alte prestazioni: la Toyota GR Yaris Aero Performance 2025, presentata ufficialmente in occasione del Rally dell’Acropoli in Grecia, settima tappa del Mondiale WRC. Questa versione rappresenta il frutto più recente della filosofia TOYOTA GAZOO Racing, che punta a perfezionare ogni componente sfruttando dati di gara, osservazioni tecniche e indicazioni dirette dei piloti ufficiali. L'inedita configurazione della Toyota GR Yaris Aero Performance introduce sei nuovi elementi aerodinamici, sviluppati attraverso test in gara e nei più competitivi campionati giapponesi. Il progetto ha beneficiato del know-how maturato nei rally e nelle serie Super Taikyu e Super GT, con soluzioni mutuate da contesti estremi e verificate in pista. Una delle modifiche più significative è il nuovo cofano in alluminio con griglia di sfogo calore, modellato seguendo il design della GRMN e concepito per ottimizzare il raffreddamento del vano motore. L’aria calda viene estratta efficacemente anche alle alte velocità, migliorando l’affidabilità in uso sportivo. L’anteriore è stato rivisto con uno spoiler ribassato che incrementa il carico sull’avantreno, contribuendo a un comportamento dinamico più preciso. Questo componente è nato dalla collaborazione con Kazuya Oshima, nome di riferimento nelle serie Super Formula e Super Taikyu. Dietro, spicca il grande alettone regolabile, progettato per garantire stabilità nelle frenate intense e miglior controllo in rettilineo. La sua inclinazione può essere personalizzata manualmente in base al tipo di utilizzo, conferendo alla GR Yaris Aero Performance una marcia in più nei track day. Il fondo vettura beneficia ora di un nuovo rivestimento ispirato alle soluzioni adottate nelle GR Yaris da gara, utile a convogliare il flusso d’aria sotto il corpo vettura e ridurre le turbolenze. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Caldo, pediatri: le 5 regole per proteggere i bambini dalla morsa dell'afa
(Adnkronos) - Le ondate di calore che stanno interessando il nostro Paese possono rappresentare un rischio per la salute dei bambini, soprattutto nei primi anni di vita. I più piccoli, infatti, hanno una ridotta capacità di termoregolazione e un maggior rischio di disidratazione rispetto agli adulti. Per questo la Società italiana di pediatria (Sip) ricorda alle famiglie alcune semplici ma fondamentali regole per proteggere i bambini dalle temperature elevate. "In presenza di caldo intenso, anche un’esposizione breve e non protetta può provocare disidratazione o colpo di calore nei bambini, specie nei primi anni di vita. È quindi fondamentale prestare attenzione, adottando semplici misure di buon senso per vivere l’estate in serenità e sicurezza" afferma il presidente Sip Rino Agostiniani. Cinque le regole della Sip per proteggere i bambini dal caldo: 1. Esporsi al caldo con buon senso. Uscire sì, ma non nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 17, soprattutto con bambini molto piccoli. Evitare in particolare l’attività fisica all’aperto durante le ore più calde, educando i bambini ad andare in luoghi ventilati e riparati dal sole.2. Offrire acqua frequentemente. I bambini, specie se piccoli, non sempre avvertono o comunicano lo stimolo della sete. È importante offrire loro acqua frequentemente, anche se non la chiedono, evitando bevande zuccherate o gassate. L’allattamento al seno, per i lattanti, può essere aumentato nei giorni più caldi: il latte materno fornisce loro l’idratazione necessaria. 3. Mangiare leggero e colorato. Sì a pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura di stagione, che contengono acqua e sali minerali utili per reintegrare quanto perso con il sudore. Evitare piatti troppo elaborati o ricchi di grassi. Le verdure crude e la frutta fresca sono perfette per uno spuntino rinfrescante. A pranzo, soprattutto in spiaggia, preferire piatti unici e leggeri, che possano sostenere il bambino nelle attività quotidiane senza appesantirlo eccessivamente. Sì al gelato ma non tutti i giorni. E ancora: 4. Aria condizionata? Sì, ma con attenzione. Il condizionatore si può usare, l’importante è tenere una temperatura costante sui 24-25 gradi e usare il deumidificatore. La temperatura va mantenuta costante in tutti gli ambienti perché il passaggio da una stanza all’altra potrebbe dar fastidio al bambino. Stessa cosa vale per la macchina: temperatura sui 24-25 gradi mantenendo il finestrino un po’ aperto per evitare che l’abitacolo diventi troppo freddo. 5. Scegliere abiti leggeri e chiari. L’abbigliamento deve essere comodo, in fibre naturali come cotone o lino, di colore chiaro. Da evitare i tessuti sintetici o troppo aderenti. Quando il bambino gioca in spiaggia è buona regola fargli indossare un cappellino leggero, meglio se di paglia traforato. Diversamente può trattenere il calore con il rischio che si surriscaldi la testa. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mamme nonostante l'endometriosi, 4 volte più chance che con altre malattie
(Adnkronos) - Diventare mamma nonostante l'endometriosi si può. Un maxi-studio presentato al 41esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre 2025 - Parigi, 29 giugno-2 luglio), con abstract pubblicato su 'Human Reproduction', restituisce speranze alle donne - ben 190 milioni nel mondo - che convivono con la malattia, riconosciuta come una delle principali cause di infertilità. Rispetto ad altre patologie che possono provocarla, "contro ogni previsione l'endometriosi è collegata a tassi di gravidanza 4 volte superiori", è il dato che emerge dalla ricerca. Uno studio trentennale condotto su oltre 4 milioni di donne in Inghilterra, che apre a "un rinnovato ottimismo" sulle chance di concepimento di queste pazienti, proponendosi come "riferimento" per loro e i clinici che le assistono. L'endometriosi è una condizione cronica in cui un tessuto simile al rivestimento dell'utero cresce al di fuori dell'utero stesso, causando spesso forte dolore pelvico e infertilità. Il lavoro è stato portato avanti nell'ambito del consorzio europeo Female (Finding Endometriosis through Machine Learning) da un team scozzese guidato da Lucky Saraswat dell'Aberdeen Centre of Women's Health Research dell'università di Aberdeen, insieme ai ricercatori del Centre for Reproductive Health dell'università di Edimburgo. Si tratta del "più ampio e duraturo studio di popolazione nel suo genere", e ha analizzato le cartelle cliniche di donne che avevano presentato infertilità o sintomi correlati all'endometriosi tra il 1991 e il 2020. Delle 4.041.770 pazienti di età compresa tra 13 e 50 anni che si sono rivolte all'assistenza primaria per infertilità (245.994) o altri sintomi di endometriosi - illustrano gli autori - 111.197 hanno ricevuto una diagnosi di endometriosi confermata chirurgicamente tramite laparoscopia o laparotomia nell'arco di 30 anni. La prevalenza di infertilità tra le partecipanti durante il periodo di studio è stata di 48,9 donne ogni mille, con i tassi più alti osservati fra le 30-39enni. Tra le donne con infertilità, il 6,1% (14.904) aveva un'endometriosi confermata chirurgicamente. Il 57,4% di queste (8.556) ha manifestato infertilità prima della diagnosi, dato che evidenzia i ritardi nel riconoscimento della malattia. Lo studio conferma una forte associazione tra endometriosi e problemi di fertilità, indicando che le donne con infertilità avevano una probabilità più che doppia di ricevere una diagnosi di endometriosi rispetto alle donne senza infertilità. Tuttavia, esaminando gli esiti di gravidanza, "le donne con infertilità associata a endometriosi presentavano una probabilità di concepimento 4 volte maggiore rispetto alle donne con infertilità dovuta ad altre cause, tra cui disfunzione ovulatoria, fattori tubarici e infertilità inspiegata". Complessivamente, "il 40,5% delle donne con diagnosi di endometriosi, indipendentemente dal loro stato di infertilità, ha avuto almeno una gravidanza durante il periodo di studio". Spiegando i risultati dello studio, Saraswat sottolinea che "l'endometriosi può influire sulla fertilità in modo variabile: le donne con forme più lievi possono mantenere un buon potenziale riproduttivo, soprattutto se la condizione viene diagnosticata e gestita precocemente". Esistono poi "prove di qualità moderata" secondo cui "la chirurgia laparoscopica può migliorare i tassi di gravidanza in alcune donne con endometriosi". Inoltre, "le donne affette da questa condizione potrebbero essere più propense a cercare aiuto prima, grazie alla maggiore consapevolezza del legame tra endometriosi e infertilità". "Sebbene la fertilità rimanga multifattoriale, con elementi come l'età che giocano un ruolo significativo, i nostri risultati - afferma l'autrice - offrono dati solidi e basati sull'evidenza che possono migliorare significativamente la consulenza sulla fertilità per le donne a cui è stata recentemente diagnosticata l'endometriosi", anche con "informazioni sulla probabilità di infertilità, sui tassi e gli esiti complessivi di gravidanza e sul confronto tra questi esiti e" quelli da "altre cause di infertilità. Queste informazioni possono consentire alle donne di prendere decisioni riproduttive informate", e a livello scientifico "forniscono anche una solida base per la ricerca futura su come fattori quali lo stadio della malattia, la sede, il trattamento chirurgico e il ricorso alla procreazione assistita influenzino gli esiti della gravidanza nelle donne con endometriosi". "Questo studio - commenta Anis Feki, presidente eletta dell'Eshre - dimostra che le donne con infertilità correlata all'endometriosi hanno una probabilità significativamente maggiore di concepire rispetto a quelle con altre cause di infertilità. Questi risultati forniscono una preziosa rassicurazione per le pazienti e sottolineano l'importanza di una diagnosi precoce e di strategie di trattamento personalizzate". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Microplastiche nei fluidi riproduttivi umani, 'timori per la fertilità'
(Adnkronos) - Microplastiche ubiquitarie nell'ambiente e negli organismi che lo abitano, scoperte anche nei fluidi riproduttivi umani, sollevando tra gli esperti "importanti interrogativi sui potenziali rischi per la fertilità e la salute riproduttiva". Lancia l'Sos uno studio presentato al 41esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre 2025 - Parigi, 29 giugno-2 luglio), con abstract pubblicato su 'Human Reproduction'. Gli autori hanno esaminato il fluido follicolare di 29 donne e il liquido seminale di 22 uomini, "entrambi cruciali per il concepimento naturale e la riproduzione assistita", trovando microplastiche in più di 2 campioni femminili su 3 e in oltre la metà di quelli maschili. Sia negli uomini che nelle donne, nei fluidi riproduttivi è stata identificata una gamma di polimeri microplastici di uso comune: politetrafluoroetilene (Ptfe), polistirene (Ps), polietilene (Pe), polietilene tereftalato (Pet), poliammide (Pa), polipropilene (Pp) e poliuretano (Pu), elencano i ricercatori. Nel dettaglio, riferiscono, "le microplastiche erano presenti nel 69% dei campioni di fluido follicolare analizzati. Il polimero rilevato più frequentemente è stato il Ptfe, presente nel 31% dei campioni; seguono Pp (28%), Pet (17%), Pa (14%), Pe (10%), Pu (10%) e Ps (7%). Nei campioni di liquido seminale, le microplastiche sono state riscontrate nel 55%" dei casi. "Il Ptfe si è nuovamente rivelato il polimero più diffuso, identificato nel 41% dei campioni; tra gli altri figurano Ps (14%), Pet (9%), Pa (5%) e Pu (5%)". Per prevenire eventuali contaminazioni esterne, tutti i campioni sono stati raccolti e conservati in contenitori di vetro e sottoposti a trattamento chimico prima dell'analisi mediante microscopia laser a infrarossi diretti, precisano gli scienziati. "Studi precedenti avevano già dimostrato che le microplastiche possono essere presenti in vari organi umani", afferma Emilio Gomez-Sanchez, lead researcher del lavoro, direttore del Laboratorio di riproduzione assistita della clinica Next Fertility Murcia (Spagna), embriologo capo e coordinatore scientifico della Gametia Gamete Bank. "Non siamo dunque rimasti del tutto sorpresi nel trovarle nei fluidi dell'apparato riproduttivo umano, ma siamo rimasti colpiti dalla loro frequenza", ammette lo specialista. Sono definite microplastiche "particelle di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri - ricordano gli autori della ricerca - e ci sono prove" secondo cui "rappresentano una minaccia per la salute ambientale e pubblica. Sebbene questo studio non abbia valutato direttamente l'impatto delle microplastiche sulla fertilità, la loro rilevazione evidenzia la necessità di esplorare le possibili implicazioni per la salute riproduttiva umana". Chiarisce Gomez-Sanchez: "Quello che sappiamo dagli studi sugli animali è che nei tessuti in cui si accumulano le microplastiche queste possono indurre infiammazione, formazione di radicali liberi, danni al Dna, senescenza cellulare e alterazioni endocrine. E' possibile che possano compromettere la qualità degli ovuli o degli spermatozoi negli esseri umani, ma non disponiamo ancora di prove sufficienti per confermarlo". Il team prevede di estendere l'analisi a una coorte più ampia, utilizzando anche questionari dettagliati sullo stile di vita e sull'esposizione ambientale. Ulteriori fasi del progetto esploreranno la potenziale relazione tra la presenza di microplastiche e la qualità di ovociti e spermatozoi. Gomez-Sanchez puntualizza che la fertilità è influenzata da molti fattori, tra cui età, salute e genetica, e che i risultati non dovrebbero destare allarme tra gli aspiranti genitori. "Non c'è motivo di allarmarsi a questo punto" delle conoscenze scientifiche, rassicura l'esperto. "Le microplastiche sono solo uno dei tanti elementi che possono svolgere un ruolo nella fertilità. Tuttavia, è sensato considerare modi per ridurre la nostra esposizione" a questi composti. "Semplici accorgimenti, come l'utilizzo di contenitori di vetro per conservare e riscaldare gli alimenti o la limitazione della quantità di acqua che consumiamo da bottiglie di plastica - suggerisce - possono aiutare a minimizzarne l'assunzione". "I fattori ambientali che influenzano la riproduzione sono certamente una realtà, sebbene non facili da misurare oggettivamente - commenta Carlos Calhaz-Jorge, ex presidente dell'Eshre - Gli autori di questo studio hanno rilevato microplastiche in oltre 2 terzi dei fluidi follicolari e in oltre il 50% dei fluidi seminali dei pazienti studiati. Sebbene il significato di questi risultati non sia ancora chiaro, dovrebbero essere considerati un ulteriore argomento a favore" di atteggiamenti prudenti, evitando "l'uso generalizzato della plastica nella nostra vita quotidiana". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Caldo, Di Bella (Anmil): "Riflettere su chi lavora nei campi nella voragine silenziosa del sommerso"
(Adnkronos) - “Il 30 giugno la Regione Emilia-Romagna ha varato l’ordinanza che determina lo stop all’attività lavorativa in esterno nelle ore calde. Mentre la normativa entrava in vigore, Ait El Hajjam Brahim, quarantasettenne titolare dell’impresa 'Veneto pavimenti Sas' di Treviso si accasciava al suolo stendendo il calcestruzzo nel parcheggio di una scuola in provincia di Bologna lasciando orfani 3 figli e vedova la moglie. Il Veneto ha emanato il decreto che mira a tutelare la salute dei lavoratori che svolgono attività all’aperto nella giornata di ieri. Sempre in Veneto e sempre ieri, precisamente a Tezze sul Brenta (Vicenza), intorno alle ore 15.00 due operai sono stati colti da malore mentre lavoravano dentro una buca. Uno dei due è in coma all’Ospedale di Bassano del Grappa. Ad oggi sono 13 le Regioni italiane che hanno consentito l’entrata in vigore delle norme anti-calore: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Le vittime citate sono solo le ultime in ordine cronologico ma invito tutti a riflettere su quanti, in questo momento, continuino a lavorare nei campi del nostro Paese sottotraccia, nella voragine silenziosa del sommerso". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia il presidente nazionale Anmil, Antonio Di Bella, commentando l'entrata in vigore delle norme anti calore "Morire sul lavoro - sottolinea - è un dramma che mai troverà giustificazione. Una notizia, un moto di denuncia che, con cadenza giornaliera, anima l’indignazione e la protesta di quanti, come Anmil, lottano ogni giorno per porre fine alla strage. Invito ancora tutti a riflettere sul fatto che dietro le vittime accertate dalla cronaca, oltre al silenzio destinato al mondo del sommerso, esiste ancora un altro tipo di silenzio: quello relativo a quanti, a causa dell’esposizione ad agenti altamente nocivi – quali le temperature altissime che sentiamo sulla nostra pelle in questi giorni – contraggono malattie professionali tra le più lesive". "Come Associazione - avverte - che da oltre 80 anni tutela le vittime degli incidenti sul lavoro e i loro superstiti, non smetteremo mai di ribadire quanto le normative anti-caldo dovrebbero diventare un automatismo all’arrivo della stagione estiva, scrivendo – una volta per tutte – un piano strutturale". "Com’è possibile si chiede il presidente Di Bella - che lo scorso 27 giugno, solo per citare un esempio, non fosse in vigore alcuna normativa in una Regione come la Sardegna che, in alcune zone, ha raggiunto picchi di 41°? Sono settimane che il termine 'bollino rosso' è tornato a troneggiare in quotidiani e telegiornali". "E ancora - aggiunge - la fascia oraria di stop lavorativo più largamente diffusa, quella tra le ore 12.30 e le ore 16.00, si ritiene realmente efficace? Crediamo, invece, che una norma che consenta il ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti delle realtà che operano in esterno nel periodo estivo rappresenti un atto doveroso per favoreggiare la rapidità dell’attuazione di questi meccanismi di prevenzione e di tutela della salute dei lavoratori sostenendo il lavoro delle aziende". "In serata - ricorda - il ministro Calderone ha convocato le parti sociali per la sottoscrizione di un 'protocollo caldo' contenente misure di attenzione per i lavoratori esposti ad alte temperature. Un atto necessario e doveroso ma che arriva con un ritardo che uccide". ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ferrari Amalfi, la nuova Gran Turismo del Cavallino Rampante
(Adnkronos) -
Ferrari Amalfi rappresenta un nuovo capitolo nella storia delle Gran Turismo del Cavallino Rampante. Evoluzione concettuale della Roma, questa berlinetta 2+ con motore V8 biturbo centrale-anteriore ridefinisce i canoni del lusso sportivo. Linee scolpite, proporzioni equilibrate e dettagli raffinati incarnano una sportività elegante, moderna e al tempo stesso funzionale. L’estetica della nuova Ferrari Amalfi nasce da una visione minimalista ma scolpita, dove il colore Verde Costiera esalta il dinamismo della carrozzeria. Il frontale si distingue per l’ampia presa d’aria e l’ala flottante integrata, mentre la coda compatta accoglie uno spoiler attivo capace di variare automaticamente configurazione in base alla dinamica di guida. L’abitacolo adotta la configurazione a doppio cockpit con un nuovo volante fisico e l’iconico tasto di accensione. Il sistema HMI si sviluppa su tre display: un quadro strumenti da 15,6", uno schermo centrale da 10,25” e uno dedicato al passeggero. Tutti i comandi sono progettati per un’interazione intuitiva e immersiva. Al cuore della Ferrari Amalfi pulsa l’ultima evoluzione del V8 biturbo da 3.855 cm³ della famiglia F154. Con una potenza di 640 CV e 760 Nm di coppia, la vettura accelera da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e raggiunge i 200 km/h in 9 secondi netti. Tecnologie racing come i collettori a lunghezza equalizzata, il sistema twin-scroll e il layout del silenziatore con valvola di bypass proporzionale garantiscono una risposta pronta e un sound Ferrari autentico. Il cambio doppia frizione a 8 rapporti e il carter secco lavorano in sinergia con una gestione ottimizzata della coppia, garantendo fluidità nei passaggi marcia anche nel traffico urbano. L’abitacolo della Ferrari Amalfi esprime un linguaggio moderno e pulito. Plancia, tunnel e portiere si fondono in un unico disegno fluido, arricchito da materiali pregiati, inserti in alluminio e dettagli in fibra di carbonio. I sedili comfort opzionali offrono ventilazione, funzione massaggio con 10 sacche d’aria e cinque programmi selezionabili. L’impianto audio Burmester da 14 speaker e 1.200 Watt trasforma ogni viaggio in un’esperienza sonora immersiva, mentre il sistema MyFerrari Connect consente la gestione da remoto tramite app. Sviluppata attraverso simulazioni CFD e test in galleria del vento, la Ferrari Amalfi integra soluzioni aerodinamiche d’avanguardia. Il diffusore posteriore, i generatori di vortici anteriori e le scarpette aerodinamiche migliorano l’efficienza globale. L’ala mobile posteriore, capace di lavorare in tre configurazioni (LD, MD, HD), genera fino a 110 kg di carico a 250 km/h, con un impatto minimo sulla resistenza aerodinamica. La dinamica veicolo è coadiuvata dal brake-by-wire, dal sistema ABS Evo su tutti i fondi e dal Side Slip Control 6.1, che coordina i controlli dinamici con estrema precisione. Il nuovo EPS ottimizza la stima del grip, migliorando il comportamento anche su fondi a bassa aderenza. La configurazione 2+ aumenta la praticità d’uso: i sedili posteriori possono essere utilizzati per i bambini o per aumentare la capacità di carico. Il sollevatore anteriore, attivabile fino a 35 km/h, agevola il superamento degli ostacoli urbani. Il pacchetto ADAS di ultima generazione include Adaptive Cruise Control, Lane Keeping Assist, Blind Spot Detection e molto altro. La Ferrari Amalfi rappresenta il connubio ideale tra eleganza dinamica, prestazioni elevate e usabilità quotidiana. Una sportiva autentica, raffinata nei dettagli, capace di offrire emozioni in ogni contesto. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Polestar Charge supera il milione di punti di ricarica pubblici in Europa
(Adnkronos) -
Polestar compie un importante passo nella transizione verso la mobilità elettrica espandendo il servizio Polestar Charge a oltre 1 milione di punti di ricarica pubblici in Europa. Una soglia simbolica, che consolida la rete come una delle più capillari del continente, accessibile comodamente da un’unica piattaforma digitale. In Italia, gli utenti possono contare su più di 63.000 stazioni di ricarica pubblica, di cui 4.900 incluse nell’abbonamento Polestar Charge. Quest’ultimo garantisce uno sconto fino al 30% sulle ricariche effettuate presso operatori come Ionity, Electra, Ewiva, Atlante, Becharge e Allego.
La rete integra grandi nomi internazionali, Ionity, Recharge, Fastned, Total, Tesla Superchargers, Allego, e operatori locali, offrendo una copertura ampia e servizi ottimizzati nei mercati in cui Polestar è attiva. Tutto è gestibile da un’unica app, che semplifica ogni fase del processo: dalla localizzazione della colonnina alla pianificazione del tragitto con Google Maps, fino al pagamento. Un aspetto distintivo del sistema è la tecnologia Plug & Charge, ora operativa anche in Europa per Polestar 2 Model Year 2026 e per Polestar 3. Questo sistema consente al veicolo di comunicare direttamente con la stazione abilitata, automatizzando la transazione e rendendo la ricarica ancora più fluida. Elettra Benelli, Market Director di Polestar Italia, ha evidenziato come l’espansione della rete rappresenti un ulteriore passo avanti per rendere sempre più semplice e conveniente l’esperienza di possedere e guidare una Polestar, sia in Italia che all’estero. L’abbonamento Polestar Charge, sviluppato in collaborazione con Plugsurfing, è disponibile in numerosi Paesi europei, tra cui Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Attivo dal 2020 per i possessori di Polestar 2, il servizio si è progressivamente evoluto fino a diventare un punto di riferimento per chi cerca efficienza, accessibilità e integrazione nell’infrastruttura di ricarica pubblica elettrica. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nuovo Opel Frontera: il nuovo SUV elettrificato spazioso, versatile e accessibile
(Adnkronos) - Efficiente, elettrificato e ricco di idee pratiche, il nuovo Opel Frontera nasce per accompagnare ogni giornata con la massima versatilità. Il design squadrato e pulito non è soltanto un tratto estetico: esalta lo spazio interno, capace di accogliere comodamente cinque persone e i loro bagagli—oppure sette passeggeri nella configurazione opzionale GS (+900 €). Con 4.385 mm di lunghezza e 1.849 mm di larghezza (specchi ripiegati), il Frontera offre 460 l di bagagliaio in assetto standard. Lo schienale posteriore frazionato 60:40 si ripiega a filo, estendendo il volume a circa 1.600 l e generando un vano lungo 1.876 mm e largo 937 mm: abbastanza per valigie, attrezzi o scatole da trasloco, caricabili senza fatica grazie alla soglia a 77 cm da terra. La gamma in Italia parte da 24.900 euro chiavi in mano per la versione ibrida; chi desidera la guida a zero emissioni locali può scegliere Opel Frontera Electric da 29.900 euro. Entrambe le varianti condividono un abitacolo arioso, numerosi vani porta-oggetti e la plancia Pure Panel con infotainment connesso. Chi ha bisogno di ulteriore capacità può sfruttare gli accessori ufficiali: box da tetto di varie dimensioni, portapacchi modulari o borse studiate per organizzare al meglio il carico. Ogni elemento è progettato per integrazione aerodinamica e semplicità d’uso, aumentando volume utile e sicurezza durante il viaggio. In città, in vacanza o su strade sterrate, Opel Frontera dimostra che sostenibilità, praticità e prezzo accessibile possono convivere in un solo SUV.
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Defender al fianco degli Oasis nel tour mondiale
(Adnkronos) - Oasis e Defender, due icone della cultura britannica, si ritrovano insieme nella reunion della celebre band: in particolare il marchio di Land Rover sarà l’official automotive partner di Oasis Live ’25 e accompagnerà la band in tutte le 41 date dell'attesissimo tour, in 17 località in dieci paesi, dal debutto da Cardiff, in Galles, venerdì 4 luglio, fino alla chiusura a San Paolo, in Brasile, a novembre. Per l'occasione è stata appositamente commissionata un’opera di street art visibile presso 60 Shudehill, nel Northern Quarter di Manchester. L’imponente opera d’arte di 18,5 m x 11,4 m presenta la Defender OCTA Black, nuova versione del leggendario 4x4 ad alte prestazioni Defender, che sarà lanciata proprio venerdì 4. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










